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NB: la presente nota è stata redatta sulla base dei dati MEF aggiornati al 25

aprile u.s. I dati riportati, pertanto, presentano alcuni minimi disallineamenti


rispetto alla versione definitiva del PNRR trasmessa alle Camere.

PNRR “CAPITOLO SUD” E QUOTA DESTINATA AL SUD

- Nella bozza precedente del PNRR non vi era uno specifico “Capitolo Sud”
essendo lo stesso uno degli obiettivi di carattere trasversale del Piano;

- per evitare che questa trasversalità fosse in realtà “elusiva” del problema
Mezzogiorno, il Ministero per il Sud si è impegnato – in accordo con il
Ministero dell’Economia - in un analitico lavoro di ricognizione per
individuare ed esplicitare chiaramente gli interventi indirizzati al Sud con la
relativa entità di risorse destinate;

- grazie a questo lavoro di ricognizione, difesa e implementazione degli


interventi, è stato possibile fare in modo che la quota Sud – sul totale delle
risorse territorializzate (cioè al netto di quelle non assegnabili a nessun
territorio, perché riferite alla PA centrale) - arrivasse al 40% (ben oltre,
quindi, la clausola del 34% della popolazione residente che avrebbe risposto
esclusivamente ad una logica di mantenimento dello status quo); in termini
assoluti si tratta di 82 miliardi su un totale di risorse territorializzate di 206 (15
miliardi sono invece gli investimenti non territorializzabili, vale a dire azioni di
sistema quali, ad esempio, digitalizzazione, ITC, cyber security etc.);

- si tratta, ovviamente, di un dato composito, frutto in parte di investimenti la


cui destinazione territoriale è data concretamente dalla natura stessa
dell’intervento, in parte dalla effettiva capacità di assorbimento delle predette
risorse da parte delle amministrazioni del Sud o del sistema economico-produttivo
(come nel caso del super bonus).
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IMPATTO DEL PNRR SUL PIL

Secondo le stime del MEF, il PNRR avrà un impatto economico tale da far crescere il
PIL del 16 per cento in 5 anni a livello nazionale e di 24 punti percentuali circa per il
Mezzogiorno. In virtù di questo effetto, il PIL del Mezzogiorno - oggi pari al 22 per
cento del PIL nazionale - raggiungerebbe la quota del 23,4 per cento del PIL italiano
nel 2026.

PNRR: ALCUNI DATI IN MERITO ALLE PERCENTUALI DI IMPIEGO


DELLE RISORSE FINALIZZATE AL SUD E I PRINCIPALI SETTORI DI
INTERVENTO

- La Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, pari


a 48,9 miliardi destina al Mezzogiorno il 36,1%, cui si arriva in virtù di un forte
contributo della componente “digitalizzazione e innovazione PA” al Sud (il 40%) e
“Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo” (il 37,1%).
Sulle componenti dedicate alla cultura, siamo intervenuti con il ministero della
Cultura per irrobustire la quota di partecipazione dei Borghi e Città Storiche del
Sud ai relativi bandi e per inserire un’opera monumentale come il Real Albergo dei
Poveri di Napoli nell’elenco di opere direttamente finanziate. Con riguardo al
Turismo, trattandosi di risorse che verranno prevalentemente assegnate attraverso
procedure selettive, stiamo sollecitando il Ministro del Turismo Garavaglia perché
preveda espliciti vincoli di destinazione territoriale nei bandi, per migliorare la
distribuzione geografica.

- Per la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” (valore totale


68 miliardi), siamo arrivati a una definizione puntuale della “Quota Sud” relativa
alle quattro componenti della Missione.

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Nella componente “impresa verde ed economia circolare”, la quota Sud è di 2,8
miliardi su 5,3, il 53,22%.

Per “Transizione energetica e mobilità locale sostenibile”, 11,2 miliardi su 26,56, il


42,1%.

Per la tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica 6,4 miliardi su 15, il
44,2%.

Gli interventi, dunque, sono ben ripartiti, fatta eccezione per il caso del
Superbonus, del valore complessivo di 18l md e 720 milioni di fondi a livello
nazionale, che vengono assorbiti solo per il 9% nel Mezzogiorno, circa per 1,72
ml. Per questo, è intenzione del Ministero per il Sud attivare un gruppo di
lavoro con Agenzia delle Entrate, ANCI, ANCE e Associazioni dei
professionisti per evidenziare e intervenire sulle principali criticità del
Superbonus al Sud, indicare best practices e, in particolare, aiutare gli enti
territoriali anche negli aspetti più tecnici. Accanto a questo, è in discussione
l’ipotesi di inserire nel DL Semplificazioni qualche norma per lo snellimento
burocratico per l’accesso alla misura.

- La Missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” (valore totale


31,94 miliardi), riserva al SUD la quota più rilevante, circa il 52,3%, considerato
che le due componenti Alta Velocità Ferroviaria e Strade Sicure e Intermodalità e
Logistica Integrata destinano infatti al Sud 14,5 miliardi su 27,3 territorializzabili,
pari al 52%. La parte più importante è rappresentata ovviamente dall’alta velocità
ferroviaria, che ha nei lotti funzionali della Napoli-Bari, Palermo-Messina-Catania,
Salerno-Reggio Calabria, Roma-Pescara e Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia
il cuore dell’intera missione.

- La Missione 4 “Istruzione e ricerca” (dal valore totale di 32,02 miliardi) destina


al Sud 14,63 miliardi, su un totale di 31,9 miliardi territorializzati, pari al 45,7%. In
questo settore, siamo impegnati in un’azione congiunta con il Ministro
dell’Università e della ricerca per la definizione dei c.d. Ecosistemi
dell’Innovazione (1,3 miliardi), volti a implementare partnership universitarie e

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progetti per i giovani ricercatori, nonché accordi per l’innovazione. Il nostro
obiettivo è assicurare che soprattutto le aree svantaggiate d’Italia siano destinatarie
in misura rilevante di queste azioni così importanti per le future generazioni.

- La Missione 5, rubricata “Inclusione e coesione”, di maggiore competenza


del Ministro per la Coesione territoriale è così articolata:

la Componente 1 della misura, dedicata alle Politiche per il lavoro, destina su 6,66
miliardi totali 2,48 miliardi al Sud (con una percentuale pari al 37%);

la Componente 2, relativa alle Infrastrutture Sociali, Famiglie, Comunità e terzo


settore, del valore totale di 11,53 miliardi, vede la quota allocata al Sud pari 4,46
miliardi (38,6% del totale territorializzato).

In particolare, la Componente 3 dedicata a Interventi speciali per la coesione


sociale, di diretta competenza del Ministro per il Sud, rispetto alla precedente
versione del Piano, aveva bisogno di un maggior livello di concretezza e di una più
attenta messa a fuoco.

Nel dettaglio sono previsti interventi per: a) la realizzazione al Sud di Ecosistemi


per l’innovazione (350 milioni) di cui al punto precedente; b) un programma
straordinario di interventi per la ristrutturazione di beni confiscati alle mafie
(300 milioni); c) il finanziamento di bandi per il contrasto alla povertà
educativa al Sud, sempre per un valore di 220 milioni, anche questo non
previsto dal precedente Governo; d) un piano di infrastrutturazione delle Zone
Economiche Speciali di 630 milioni di euro, accompagnato da una riforma della
governance delle Zes che renda più agevoli gli investimenti privati e da un
irrobustimento del credito d’imposta; e) con specifico riferimento alle Aree
Interne, la Componente 3 destina complessivi 900 milioni, di cui 500 per la
realizzazione di infrastrutture sociali nei Comuni ricompresi nella Strategia delle
Aree interne, 300 per interventi su strade provinciali inclusi nelle Aree (che
saranno nel fondo complementare del PNRR). Sono previsti inoltre 100 milioni
per la realizzazione di presidi sanitari di prossimità nei piccoli Comuni, Questo
progetto, in particolare, verrà attuato attraverso un bando dell’Agenzia per la

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Coesione territoriale, e presuppone, nella misura di 50 milioni di euro, il
cofinanziamento dei privati che vi aderiranno e potrà avere un notevole impatto
sociale ed economico in termini di risparmio delle prestazioni a carico del Servizio
Sanitario Nazionale – SSN;

Quanto alla ricostruzione delle aree terremotate, siamo in costante


interlocuzione con il Commissario straordinario del Governo, al quale è
demandato il compito di fornire la progettualità più adeguata per sfruttare al
meglio queste ulteriori risorse, che dovranno coordinarsi strategicamente con le
altre azioni di coesione territoriale.

- Infine per la Missione 6 “Salute” siamo impegnati con il Ministro Speranza per
destinare una quota maggiore al SUD con un criterio di riparto alle Regioni che
valorizzi principalmente il fabbisogno di assistenza domiciliare delle singole
Regioni e non la quota capitaria. E’ una scelta questa che avverrà dopo il 30 aprile.

FOCUS SU RIFORMA DELLE ZES

- Una novità qualificante introdotta nella nuova versione del PNRR riguarda gli
investimenti a favore delle Zone Economiche Speciali per 630 milioni di euro,
per le infrastrutture delle aree portuali, retroportuali e connesse;

- la misura sarà accompagnata da un disegno di riforma organica della disciplina


delle ZES che da un lato rafforza la figura commissariale, mettendola al centro
della governance, con poteri sostanziali, idonei a favorire e realizzare investimenti
in tempi brevi; dall’altro introduce misure avanzate di semplificazione
procedimentale capaci di attribuire concretezza alla norma, già esistente, che
qualifica come libera l’attività economica nelle ZES;

- la riforma delle ZES include ulteriori benefici fiscali e forme di


coordinamento strategico e supporto tecnico e amministrativo ai
commissari che consentiranno, dopo quasi quattro anni dall’introduzione nel
nostro ordinamento, la loro effettiva operatività, capace di portare in arre

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svantaggiate d’Italia sviluppo imprenditoriale, lavoro, riduzione del gender gap,
nuove prospettive per i giovani che intendono studiare e operare nel meridione;

- inoltre, è mia intenzione, su questa partita così importante per il Mezzogiorno, e


finora non giocata, mettere in campo anche l’Agenzia per la Coesione, che potrà
esplicare il ruolo per cui in origine è stata istituita, e cioè quello di assistenza ai
territori, per assicurare il buon fine degli investimenti e delle iniziative di sviluppo.

REACT EU

- Nel Programma REACT- EU – che destina ai Paesi più colpiti dalla pandemia
47,5 miliardi di risorse aggiuntive per la politica di coesione 2014-2020 – al
nostro Paese è riservata la quota più alta: 13,5 miliardi, di cui quasi 8
miliardi e mezzo sono rivolti al Mezzogiorno;

- lo scorso 9 aprile abbiamo inviato alla Commissione europea il documento


di Programmazione del piano del React-Eu, con l’indicazione puntuale delle
linee di intervento;

- il piano, rispetto alle bozze precedenti, valorizza innovazione e green, introduce


un nuovo capitolo per affrontare il cronico problema degli acquedotti-colabrodo,
irrobustisce i sostegni alle Pmi meridionali e investe risorse nel campo della
ricerca, dell’istruzione primaria e secondaria, del lavoro e contiene
esclusivamente su misure effettivamente realizzabili entro la scadenza del
2023, gestite a livello nazionale attraverso lo strumento dei PON;

- le risorse, in particolare, sono articolate come segue: la decontribuzione dei


contratti di lavoro al Sud assorbe da sola 4 miliardi; 313 milioni per un grande
intervento di risanamento delle reti idriche del Sud (che attualmente perdono circa
il 50% dell’acqua trasportata), 750 milioni su 1500 del fondo nuovo competenze e
altre politiche attive del lavoro, 400 milioni su 500 del fondo garanzia pmi, 100 su
200 del fondo green venture capital, 57 milioni per il potenziamento degli istituti

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agrari. Inoltre, una particolare attenzione è stata posta alle scuole del
Mezzogiorno, con l’obiettivo di migliorarne la connessione e le dotazioni digitali,
prevedendo interventi (per circa 163 milioni) volti ad assicurare, in tutte le aule
didattiche, l’effettiva operatività di connettività da fibra, nonché interventi (per
circa 159 milioni) che mirano a dotare le scuole di schermi digitali evoluti e di
sistemi di webcam per la didattica digitale integrata.

NUOVO ACCORDO DI PARTENARIATO 2021-207

- L’obiettivo è stato – da subito - accelerare l’iter per procedere alla stipula


dell’Accordo di partenariato 2021-2027 in tempi rapidi, per evitare di ritardare
la partenza dei nuovi Programmi e dei relativi interventi, come avvenuto in
precedenza;

- nei giorni scorsi è stata inviata una bozza del predetto Accordo, alla
Commissione europea che rappresenta il primo ed essenziale passaggio per far
partire la nuova programmazione dei fondi europei;

- la dote complessiva della programmazione è di circa 83 miliardi (incluso il


cofinanziamento) di cui circa 24,5 miliardi sono risorse che si articolano in 11
programmi operativi nazionali (PON). Tra questi di particolare rilievo è il
PON Salute (circa 680 milioni) per finanziare il contrasto alla povertà sanitaria;
il PON Metro (circa 2,7 mld) che, come quello precedente ma con una maggior
dotazione, è volto a finanziare i progetti nelle 14 città metropolitane e che, in
particolare, come elemento di novità destina risorse a progetti di inclusione e
innovazione sociale nelle arre fragili delle città medie del SUD. A questi si
aggiunge, inoltre, il Just transition fund (circa 1,7 miliardi) per la transizione
ecologica dell’ILVA e del Sulcis e, inoltre, il PON Governance - che si chiamerà

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“Capacità per la coesione” - e servirà a potenziare le amministrazioni, regionali
e non solo, beneficiarie dei fondi;

- successivamente si dovrà procedere alla ripartizione delle predette risorse su base


regionale, per poter definire nel dettaglio i Programmi operativi Regionali (POR).

TASSO DI SPESA DEL CICLO PROGRAMMAZIONE PRECEDENTE


2014-2020
- Con riferimento all’ultimo ciclo di programmazione, i fondi UE (escluso i fondi
europei per agricoltura e pesca) hanno consentito di programmare nel nostro
Paese interventi per circa 52 miliardi, rispetto ai quali risultano (al 31/12/2020)
impegnate risorse per circa 39 miliardi e spese per 23. Un tasso che riflette una
ridotta capacità del nostro Paese di assorbire efficacemente i fondi europei nei
tempi previsti.

UTILIZZO DELLE RISORSE DELLA POLITICA DI COESIONE


NAZIONALE RIFERITE AL FONDO SVILUPPO E COESIONE E
NUOVA PROGRAMMAZIONE FSC

- Con specifico riguardo ai finanziamenti nazionali previsti per la politica di


coesione, il Fondo Sviluppo e Coesione finanzia una moltitudine di strumenti
tra cui assumono particolare rilievo i Patti operativi nazionali e i Patti per lo
Sviluppo delle Regioni;

- il totale di risorse stanziate nella programmazione 2014-2020, ammonta a circa 6o


miliardi;

- tuttavia lo stato di avanzamento finanziario registra percentuali basse e si


attesta a una media regionale del 5% con importi pagati pari a circa 3 mld
(sul totale di 60 mld stanziati);

- lo stanziamento complessivo di FSC per il ciclo 2021-2027 è pari a 73,5


miliardi (come risulta dal PNRR presentato a luglio 2020) e la legge di bilancio
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2021 stanzia i primi 50 mld, prevedendo che la dotazione finanziaria FSC
2021-2027 sia impiegata in linea con le politiche settoriali di investimento e di
riforma previste nel PNRR, secondo un principio di complementarietà e di
addizionalità delle risorse;

- per questo dei 50 mld di euro assegnati dall’ultima legge di bilancio, è nostra
intenzione, d’intesa con il Ministro dell’Economia, mantenere la programmazione
di 20 mld di questo Fondo all’interno del PNRR, per rafforzarne l’impatto e
l’efficacia degli interventi ai fini della riduzione dei divari territoriali;

- in generale, è nostra intenzione condividere, non appena conclusa la


Programmazione del PNRR, con il Parlamento e le Regioni,
l’impostazione strategica della Programmazione del FSC che, a mio avviso
dovrà caratterizzarsi e concentrarsi soprattutto su quei settori o ambiti di
intervento che, per motivi regolamentari, di concentrazione tematica o di
tempistica realizzativa, non possono o non è opportuno finanziare con i fondi
europei (ad esempio: la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture stradali, gli
interventi di bonifica o per lo smaltimento dei rifiuti);

- la programmazione del FSC dovrà riguardare, dunque, essenzialmente, il


finanziamento di tutti quegli interventi infrastrutturali strategici per il
Mezzogiorno, il cui orizzonte temporale di realizzazione e “messa a terra”
oltrepassi il limite previsto per il PNRR.

BANDO PER L’ASSUNZIONE DI 2800 TECNICI NEL MEZZOGIORNO

- Con l’obiettivo di rafforzare le competenze e l’efficienza delle


Amministrazioni pubbliche coinvolte nell’attuazione del PNRR – in accordo con
il Ministro Brunetta si è provveduto alla definizione e all’avvio di un piano
straordinario di assunzioni;

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- la procedura selettiva, è stata avviata il 25 marzo scorso e si concluderà in
tempi rapidi (al massimo 3 mesi) ed è unica nel suo genere anche grazie a
specifiche semplificazioni introdotte;

- l’obiettivo è selezionare 2800 figure professionali da assumere – con contratti


a tempo determinato - nell’ambito delle ammirazioni centrali e, soprattutto, degli
enti locali del SUD;

- è un primo passo, per quanto significativo, e l’obiettivo successivo, cui stiamo


lavorando in sinergia con Funzione Pubblica, è quello di mettere in campo
ulteriori interventi per dotare le amministrazioni delle necessarie capacità
“tecniche e professionali” per procedere con l’attuazione dei progetti del PNRR.

LEP e EDILIZIA SCOLASTICA

- I LEP sono un tema centrale per le politiche di coesione territoriale per la


riduzione degli squilibri territoriali tra Nord e Sud ma anche tra aree più popolose
e aree interne;

- siamo al lavoro con i Ministri competenti per accompagnare l’adozione del PNRR
con una puntuale definizione, con norma primaria, dei livelli essenziali.
Partiremo dalla prima infanzia (asili nido) e dal sociale, con una
impostazione che tenga conto dei diversi livelli di partenza nelle realtà del Paese,
dei contenuti qualitativi, e non solo quantitativi, delle prestazioni che si forniscono
e della necessità di sostenere queste azioni con risorse nazionali che ogni anno
siano appositamente destinate con la legge di bilancio. L’obiettivo, dunque, è
definire uno standard nazionale per le prestazioni del welfare, un livello minimo
sotto il quale le amministrazioni non posso andare.

Allegati alla presente nota:

- Focus Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili;

- Focus Ministero della transizione ecologica.

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