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Disturbi alimentari:

bigoressia

Andreatta Alice, Menegon Vittorio, Sorrentino Davide, Codemo Margherita,


Cadorin Filippo e Cecchetto Rachele

BIGORESSIA 1
Bigoressia: anoressia inversa

"Bigoressia" è un termine coniato da alcuni medici e che trova la sua etimologia


nell'inglese "big= grande” e nel latino "orex=appetito”, inoltre si può identificare
come anoressia riversa, dismorfia muscolare, vigoressia. Indica un disturbo
dell'immagine corporea, differente dall'anoressia nervosa, ma ugualmente al pari
come patologia; l'immagine finale della persona disfunzionale è opposta a quella
del soggetto affetto da anoressia. Caratteristica peculiare di tale disturbo è la
continua e ossessiva preoccupazione per quanto riguarda la propria massa
muscolare, anche a discapito della propria salute.
Per venire diagnosticato con tale sindrome, il soggetto in esame deve mostrare i
sintomi delineati per tipo e categoria da un centro specifico di disordini mentali e
non semplicemente apparire come eccessivamente interessato al culturismo o
predisposto a comportamenti che altri definirebbero esagerati.
L'ossessione non trova mai realizzazione, non importano i risultati ottenuti perché,
in ogni caso, per la persona appariranno sempre inferiori a quanto voleva
ottenere; il soggetto dedica la maggior parte del tempo a soddisfare questo suo
desiderio, non dando importanza al resto della propria vita;
Tutto ciò è accompagnato da comportamenti auto-punitivi, infliggendosi
allenamenti pesanti, spesso anche molto lunghi che portano nel tempo ad uno
stato di sovra-allenamento con le dovute conseguenze psico-fisiche nonché a
diete o regimi dietetici drastici e molto rigidi che il più delle volte portano ad una
forma di “auto isolamento sociale”.
Non è da trascurare poi il deleterio e dannosissimo abuso di integratori alimentari
come proteine, creatina, che favoriscono, appunto, la crescita muscolare o il suo
mantenimento, e nei casi estremi steroidi anabolizzanti, GH, e quant'altro. A causa
di tali sollecitazioni innaturali, il soggetto corre maggiori rischi di complicanze
fisiche. Questo comportamento patologico può portare a disturbi dell'umore, a
stati di angoscia e alterazioni dei rapporti sociali, divenendo un condizionamento a
volte insostenibile oltre che nocivo, se pensiamo che un uomo (o una donna) non
può certo vivere i suoi giorni in funzione di dieta e allenamento, avendo un lavoro,
una vita affettiva, magari una famiglia e sempre poco tempo a disposizione.
Anche il body building, come lo sport agonistico col doping, subisce
continuamente modificazioni nella concezione del suo stesso significato, finendo
spesso per essere un'arma a doppio taglio, avente un obiettivo ammirevole che
poi devia verso strade meno vantaggiose e impiegando mezzi spesso dannosi e
pericolosi.
La bigoressia sta diventando sempre più comune per via delle pressioni socio-
culturali sul fisico maschile, che possono indurre complessi di inferiorità
soprattutto nei giovani; tale patologia è stata ribattezzata anche come “Complesso

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di Adone”, personaggio della mitologia greca rappresentante l'idea della bellezza
maschile come perfezione fisica nella forma estetica.
L'anoressia riversa è infatti particolarmente diffusa nei maschi e solitamente
appare sul finire dell'adolescenza o all'inizio dell'età adulta. I soggetti predisposti
di solito sono già considerati dagli altri come dotati di un buon fisico e spesso il
disturbo è accompagnato da depressione; ciò emerge quando si esce in gruppo, il
bigoressico si ritrova puntualmente seduto a tavola, terrorizzato dal dover
ordinare una pizza o una birra per rientrare “nel gruppo” o comunque per non
dimostrare per l'ennesima volta la propria “asocialità”.
Le cause sono essenzialmente di origine sociologica, in quanto i mass-media e
la cultura di massa diffondono un'immagine pubblica degli uomini (così come per
le donne) che, fisiologicamente parlando, è irreale e soprattutto artificiosa. Le
persone possono così essere indotte a copiare questi modelli a costo della propria
salute. Questo comportamento evolve spesso in un disturbo ossessivo-
compulsivo appartenente alla categoria delle dismorfofobie.
Anche il body building, come lo sport agonistico col doping, subisce
continuamente modificazioni nella concezione del suo stesso significato, finendo
spesso per essere un'arma a doppio taglio, avente un obiettivo ammirevole che
poi devia verso strade meno vantaggiose e impiegando mezzi spesso dannosi e
pericolosi.
Secondo una recente indagine, il numero di soggetti affetti da vigoressia in Italia
sarebbe nell'ordine di 60.000 casi. Il medesimo studio ha consentito di verificare
come la classe di età maggiormente colpita è compresa tra i 25 e i 35 anni; si
presentano inoltre con sempre maggiore frequenza casi di bigoressia anche tra
persone adulte, spesso ultraquarantenni, affascinate dall'idea di poter tornare
nuovamente giovani in quanto possono esibire un fisico scultoreo.

Metabolismo
Il metabolismo di base è la somma dell'energia utilizzata per i processi
fisiologici vitali dell’organismo: dalla sintesi e la degradazione di componenti
delle cellule alle reazioni biochimiche, dal battito del cuore alla filtrazione
renale, dal lavoro del fegato a quello delle ghiandole endocrine, ecc.
Il metabolismo è generalmente diviso in due categorie: catabolismo, che
disgrega la materia organica e produce l'energia attraverso la respirazione
cellulare e l'anabolismo che utilizza l'energia per costruire i vari componenti
delle cellule, come le proteine e gli acidi nucleici.
Le reazioni chimiche del metabolismo sono organizzate in vie metaboliche, in
cui una sostanza chimica subisce un processo di trasformazione attraverso una
serie di passi in un'altra sostanza, grazie a una serie di enzimi.
Gli enzimi sono fondamentali per il metabolismo poiché permettono agli
organismi di compiere le reazioni chimiche volute, che necessitano di un

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quantitativo di energia che non permetterebbe che siano eseguite
spontaneamente. Gli enzimi agiscono come catalizzatori consentendo alle
reazioni di procedere più rapidamente. Essi permettono anche la regolazione
delle vie metaboliche in risposta ai cambiamenti nel contesto della cellula o ai
segnali provenienti da altre cellule.
Il consumo energetico è attribuibile soprattutto all'attività della massa magra,
cioè organi e muscoli volontari e involontari.
In genere, negli uomini la massa magra è maggiore che nelle donne e in tutti,
con il passare degli anni, si assiste a una progressiva sostituzione con massa
grassa anche senza aumento di peso corporeo, quindi all’aumentare dell’età
diminuisce il metabolismo basale. Inoltre, c’è molta variabilità da persona a
persona e per questo l'utilizzo delle calorie fornite dagli alimenti cambia molto
da un individuo all'altro. Ciò significa che, a parità di quantità di energia
introdotta con la dieta e di stile di vita, una persona può tendere di più ad
ingrassare, rispetto a un'altra.
I fattori alla base di questo fenomeno sono molti, sia ormonali che non, ma il
risultato è sempre lo stesso: quando le calorie assunte con il cibo sono in
eccesso rispetto alle reali necessità si verifica un aumento di peso,
corrispondente a massa grassa. Il fabbisogno energetico giornaliero corrisponde
alla somma del metabolismo basale (il costo energetico della vita) e dell’attività
fisica svolta nella giornata (il costo energetico del movimento). L'energia di cui
ha bisogno l'organismo è contenuta nel cibo. Se le calorie presenti nei pasti
sono troppe, vengono accumulate e si ingrassa. Al contrario, tanto più ci si
muove, tanta più energia si disperde e tanto più il corpo ricava energie dalle
sue scorte e si dimagrisce (se il cibo mangiato non contiene abbastanza
calorie). In entrambi i casi (se si ingrassa troppo o se si dimagrisce troppo), si
può andare incontro a problemi di salute. Per riuscire a raggiungere e,
soprattutto, a mantenere il peso giusto è quindi necessario intervenire sia sulle
“uscite” energetiche (cioè le energie consumate con l'attività fisica), sia sulle
“entrate” (cioè l'energia introdotta con l'alimentazione). La misurazione del
metabolismo basale o del dispendio energetico giornaliero complessivo è molto
complicata, viene effettuata attraverso costosi e sofisticati apparecchi e
richiede molto tempo. Si preferisce quindi calcolare, predire, “indovinare” il
metabolismo basale attraverso l’uso di formule che tengono conto di sesso,
età, peso, altezza. Il risultato del metabolismo basale così misurato può essere
poi corretto per il livello di attività fisica, per ottenere il fabbisogno giornaliero
presunto. In realtà, sarebbe opportuno moltiplicare il metabolismo basale per i
diversi dispendi energetici legati alle varie attività della giornata. Per praticità,
si può suddividere l’attività fisica in leggera, media e pesante che si separano
secondo la quantità di attività più o meno faticose e pesanti.

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Livelli Di Sforzo

Per valutare la percezione soggettiva dello sforzo in relazione all'entità dello


sforzo stesso viene usata la scala RPE del dottor Gunnar Borg, introdotta negli
anni ‘50. Borg scelse una serie di 15 numeri crescenti (dal 6 al 20) e li mise in
relazione con i valori della frequenza cardiaca durante uno sforzo fisico. In
particolare il valore più basso della scala (il 6) corrisponde idealmente a 60
battiti al minuto, mentre il valore più alto (20) corrisponde ad una frequenza
cardiaca di 200 bpm. Come abbiamo detto la scala di Borg è un semplice
metodo per valutare la percezione dello sforzo e può essere utilizzata sia in
campo sportivo che medico. Per esempio si può interrompere un test quando il
soggetto avverte un determinato sforzo, oppure si può mettere in relazione
l'indicatore del test con il livello di percezione della fatica.

Scala RPE di Borg

6 Nessuno sforzo 20%


7 Estremamente leggiero 30%
8 40%
9 Molto leggero 50%
10 55%
11 Leggiero 60%
12 65%
13 Un po’ pesante 70%
14 75%
15 Pesante 80%
16 85%
17 Molto pesante 90%
18 95%
19 Estremamente pesante 100%
20 Massimo sforzo esaurimento

In questa tabella è stata messa in relazione la frequenza cardiaca con la scala di


Borg; possiamo notare per esempio come il livello 16 corrisponda all'85% della
FC max, frequenza cardiaca alla quale si colloca, solitamente, la soglia
anaerobica.

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Sport e dieta

La bigoressia viene considerata come una dipendenza patologica dall’esercizio


fisico e insorge quando si pratica sport superando i limiti normalmente posti dallo
sforzo, dalla noia e dalla stanchezza. Nonostante lo sport venga considerato una
delle basi per una vita sana, anche l'esagerazione di questo porta a gravi danni sia
fisici che psicologici. E' bene definire le differenze tra i vari termini che vengono
utilizzati per indicare un'attività che necessiti delle facoltà motorie:

- SPORT è definito come attività competitiva svolta all’interno di un sistema


di regole e finalizzata alla ricerca di prestazione

- ESERCIZIO FISICO è l'attività fisica strutturata, che mira a benefici per la


salute

- ATTIVITA' FISICA, O MOTORIA, comprende qualunque tipo di movimento


che determini dispendio energetico

- EDUCAZIONE FISICA E MOTORIA è l’attività svolta in ambito scolastico,


con finalità sia specifiche, sia educative trasversali

Lo sport, quindi, ha vari aspetti, più o meno rilevanti, e dipende dal tipo di
interesse e dalle aspettative che ciascuno ha. Questo disturbo è caratterizzato
principalmente dall'insoddisfazione e dalla preoccupazione per il proprio aspetto
fisico, che porta i soggetti affetti a vederlo sempre come troppo poco muscoloso e
comporta un costante bisogno di svolgere, in maniera maniacale, esercizio fisico,
dando vita ad un radicale cambiamento delle proprie abitudini quotidiane,
compromettendo la vita dal punto di vista fisico, mentale e sociale. Lo sport
diventa una priorità assoluta, facendo si che qualsiasi attività del tempo libero che
non sia legata alla disciplina praticata, venga trascurata.
Oltre a modificare le proprie attività quotidiane, il bigoressico, trasforma le proprie
abitudini alimentari, prediligendo una dieta rigida e salutista, in cui include solo
grandi quantità di alimenti iperproteici, utili allo sviluppo muscolare, cibi privi di
grassi e carboidrati, prediligendo così un'alimentazione limitata ed ossessiva. Il
così detto "strappo alla regola", cioè quel pasto che non rientra a pieno nelle linee
della dieta, ma che non danneggia in alcun modo l'andamento alimentare seguito,
se concesso con frequenza sporadica (di norma 1 volta a settimana), viene visto
come un'eccezione ed è accompagnato da un gran senso di colpa, che il
vigoressico combatterà con un molteplice numero di ore di esercizio fisico. È

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molto frequente l'uso e abuso di integratori e sostanze anabolizzanti che risultano,
nella mente del malato, fondamentali per aumentare la massa muscolare, per
migliorare le proprie forme fisiche e per poter andare oltre i limiti fisici posti dalla
natura umana.
Il sintomo primario lo si percepisce quando l'attività fisica che si pratica non viene
più vissuta come una valvola di sfogo ma diventa una vera e propria ossessione.
Rispetto ad altre dipendenze o ad altri tipi di disturbi alimentari, la vigoressia è più
difficile da individuare essendo che le persone che ne soffrono sembrano
prendersi molta cura di se stessi, svolgendo molta attività fisica e rispettando una
dieta salutare.
Riassumendo, le principali caratteristiche di questa patologia sono:

- Spendere sempre più tempo ad allenarsi rispetto a quanto pianificato


- Cercare un incremento sempre maggiore dello sforzo e dell’intensità
dell’esercizio.
- Monitorare costantemente la forma fisica e desiderio di aumentare la
propria massa muscolare.
- Fare sport anche in presenza di stanchezza, controindicazioni mediche,
indisposizioni fisiche.

Solitamente tutto inizia con un naturale e sano desiderio di stare in forma che poi
si tramuta in ossessione. I motivi alla base di questo viraggio possono essere tanti:
scarsa autostima, un disturbo alimentare a monte, il bisogno di rimanere giovani.
In tutti questi casi lo sport funge da regolatore emotivo, ovvero permette
all’individuo di sedare e ribilanciare le emozioni negative legate all’insoddisfazione
corporea che spesso nasconde quella esistenziale, sulla quale ore di fitness e diete
restrittive servono a ben poco.
Questa difficoltà è dovuta al fatto che spesso queste persone hanno
apparentemente un aspetto molto salutare. In genere questa patologia colpisce i
ragazzi, soprattutto durante l’adolescenza, in un’ età compresa tra i 15 e i 23 anni
circa, che praticano quei tipi di sport in cui lo scopo degli allenamenti è proprio
quello di aumentare la propria muscolatura e la propria forza, come il football
americano, il wrestling e, soprattutto, il body-building. La prevalenza del disturbo
è calcolata intorno a 100,000 persone nel mondo e nelle palestre si aggira attorno
al 10% dei frequentatori, anche se in realtà, con grande probabilità, la sua
presenza è sottostimata, dal momento che non è sempre semplice riconoscere chi
ne è affetto.

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Le possibili conseguenze
La vigoressia raramente è in grado di mettere in pericolo la vita dei soggetti
affetti, tuttavia, ne può peggiorare la qualità in modo drammatico. Le prime
conseguenze osservate sono a quelle a livello fisico. Sottoporre il proprio corpo ad
allenamenti continui e particolarmente intensi, infatti, alla lunga rischia di produrre
seri danni a muscoli, tendini e articolazioni, ma anche di compromettere in
maniera grave il funzionamento del sistema cardiocircolatorio. L’adozione di una
dieta squilibrata, che non consente un corretto apporto di tutte le sostanze
nutritive fondamentali, è inevitabilmente causa di gravi problemi di salute.
L’ossessione per la crescita della massa muscolare e per l’eliminazione di tutto il
grasso corporeo comporta la scelta di un’alimentazione basata su cibi altamente
proteici, spesso con riduzione pressoché totale dell’assunzione di carboidrati e
grassi. Alla lunga, questo tipo di dieta provoca effetti opposti a quelli desiderati,
causando un forte decremento ponderale, inoltre, l’inevitabile accumulo di
sostanze azotate nel sangue va a sovraccaricare il fegato e i reni, rischiando di
minarne in modo permanente il funzionamento.

Psicologia e comportamento
La dieta di una persona affetta da bigoressia è generalmente iperproteica, ovvero
ad elevato contenuto di proteine, con valori pari anche al doppio del fabbisogno
consigliato per un adulto normale, l’azione delle proteine è infatti quella di
accrescere la muscolatura e mantenerla. Questa esagerazione a livello alimentare è
accompagnata da aumenti della durata e dell’intensità degli allenamenti, che non
si interrompono nemmeno in caso di infortunio.
Una delle conseguenze negative è anche l’assunzione di integratori, e in casi
estremi di steroidi anabolizzanti, che può sfuggire di mano e diventare un abuso
dannoso e deleterio. I primi infatti sono sostanze contenute negli alimenti che
vengono prodotte a livello industriale, i secondi invece sono sostanze sintetiche
che hanno effetti simili agli ormoni maschili, quindi inducono un aumento della
massa muscolare e una diminuzione della massa grassa. La ricerca di un volume
muscolare sempre maggiore porta ad un aumento in frequenza, durata e intensità
degli allenamenti, causando un comportamento antisociale nel soggetto, che
inizierà ad ignorare gli amici per allenarsi e proverà angoscia alla sola idea di dover

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andare ad una cena non prevista nella sua dieta. Lo stile di vita generale quindi ne
risente molto e ha conseguenze sulla vita scolastica, lavorativa e relazionale
dell’individuo.
La bigoressia è associata a molti disturbi quali:
• Disturbo ossessivo compulsivo, vista l’ossessione per la dieta da seguire e
l’allenamento da svolgere;
• Depressione, dovuta al non raggiungimento degli obbiettivi sperati;
• Disturbo narcisistico di personalità, riconoscibile dall’investimento eccessivo
sull’aspetto fisico volto ad essere migliore degli altri e come strumento di
potere sugli altri, insieme all’abitudine di guardarsi sempre allo specchio per
accertarsi che siano avvenuti progressi e ammirare i miglioramenti, avendo
sempre però la sensazione di dover migliorare ancora.
• Bassa autostima e insicurezze, causate anche da modelli culturali e sociali,
che il soggetto prova a mascherare con un fisico invidiabile;
In sostanza il bigoressico ha una visione distorta di se stesso e di come appare
agli altri, sentendosi sempre sotto le aspettative proprie o della società.
In realtà, poiché la patologia abbraccia un significato più esteso del solo voler
essere grossi, viene anche definita “vigoressia” (dal latino vigor=forza e
orex=appetito), cioè fame, desiderio di essere forte, vitale.
Proprio per questa estensione dei suoi possibili significati, la bigoressia è stata
ribattezzata anche “complesso di Adone” In effetti, il termine “complesso”
racchiude meglio il significato della patologia in questione. Adone è un
personaggio della mitologia greca, raffigurante l’ideale di bellezza maschile. In
quest’ottica, la patologia interessa una fetta molto più larga di popolazione
maschile: c’è infatti chi vorrebbe essere più muscoloso, chi più magro, chi
vorrebbe avere più capelli, chi un volto diverso e così via. È un errore tuttavia
pensare che si tratti solamente di una futile questione di vanità: queste
persone infatti non vogliono apparire fantastiche, ma più semplicemente
accettabili.
Le prime ricerche sull’argomento sono sviluppate da un’osservazione nata
quasi per caso ed è stata ispirata da un giocattolo. Notando che il corrispettivo
maschile delle Barbie, Big Jim, lanciato nel 1964, ha subìto diversi cambiamenti
al fisico, appena lanciato infatti aveva il fisico di un uomo normale in forma e di
bell’aspetto. Negli anni però è cresciuto, diventando infatti più alto e
soprattutto più muscoloso, a tal punto che le misure più recenti corrispondono
a quelle di un uomo che costruisce i suoi muscoli con l’aiuto degli steroidi.
Incuriosito da queste trasformazioni, Harrison Pope (il professore autore della

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ricerca) prese a studiare anche l’evoluzione di altri personaggi-giocattolo,
scoprendo che tutti, nel corso degli anni, da uomini normali erano diventati
culturisti. Questa metamorfosi dei pupazzi negli anni sembra aderire
perfettamente al cambio di ideale corporeo agognato dagli uomini nello stesso
periodo di tempo.
L’avvento degli steroidi, però, non è l’unico responsabile della nascita del
complesso di Adone, ma ne ha certamente influenzato in maniera notevole lo
sviluppo. Conosciamo infatti il limite di sviluppo fisico di un corpo umano e
quello proposto oggi dalla maggior parte dei media lo supera
abbondantemente, col risultato che gli uomini si sentono sempre più
inadeguati. Lo stesso Pope riconosce che gli steroidi hanno distorto la nostra
immagine di come dovrebbe essere un uomo.
Finora gli uomini hanno parlato poco di questa preoccupazione, perché ci è
stato insegnato dalla nostra società che i maschi non devono badare molto
all’aspetto esteriore. Ma sotto questa calma apparente la crisi ha continuato a
montare. E a tutte le età, tanto che il problema riguarda oggi anche gli
adolescenti. A conferma di ciò, uomini sottoposti ad appositi test hanno scelto
modelli corporei mediamente più muscolosi di loro di circa 13-14 chili
comprendendo le immagini dei corpi che secondo loro preferirebbero la donne.
Tale discrepanza tra la muscolosità reale e quella agognata può aiutare a
comprendere alcune tra le cause alla base della bigoressia o dell’uso e
dell’abuso di steroidi anabolizzanti. Curioso notare che malgrado molti uomini
pensino che il sesso femminile sia attratto da maschi ipertrofici, le donne
sempre più spesso ammettono di trovare gli uomini troppo muscolosi poco
attraenti e in alcuni casi addirittura ributtanti.
Non bisogna tuttavia ritenere che gli steroidi siano gli unici responsabili della
crisi d’immagine dell’uomo d’oggi. C’è una motivazione più profonda e forse più
dolorosa da ammettere per gli uomini: la progressiva conquista
dell’indipendenza lavorativa, economica e sociale da parte delle donne, che ha
drasticamente attenuato il nostro secolare ruolo di capofamiglia e di figura di
riferimento in casa e in generale in molti altri ambienti. In un articolo apparso
sul “Washington Monthly”, Michelle Cottle, rinomata e rispettabile scrittrice
editoriale ora al “The New York Times” scrive: “Con la crescita e la conquista
dell’indipendenza finanziaria da parte delle donne, gli uomini hanno scoperto
che per mantenere il loro status di “padroni” devono mettere sul tavolo ben più
di un ricco portafogli”. Poche cose oggi le donne non possono fare rispetto agli
uomini e allora il corpo, con le sue dimostrazioni di forza, e quindi superiorità,
è diventato l’ultimo ancoraggio per dimostrare la propria virilità.
La bigoressia è quindi molto più del desiderio di apparire migliori di come si è

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dal punto di vista fisico, ma ha motivazioni psicologiche molto profonde
dovute a pressioni sociali e culturali che ci influenzano più di quanto pensiamo
e scaturiscono in noi il desiderio di diventare migliori, ma nel modo sbagliato.

Endorfine e ormoni
La vigore sia induce il soggetto malato a sottoporsi a sessioni di allenamento
estenuanti e prolungate al fine di aumentare la massa muscolare. Se
l’organismo non dispone di abbastanza tempo per riposare, questo
sovraccarico può creare uno scompenso nella produzione di endorfine e
ormoni.

Ormoni
L’attività fisica stimola la produzione di ormoni che sono determinanti per
l’evolversi del metabolismo muscolare ossia ciò che controlla le funzioni
dell’anabolismo e catabolismo muscolare. I principali ormoni involti sono: il
cortisolo, il testosterone e l’ormone della crescita (GH). Quest’ultimo interessa
maggiormente i soggetti affetti da bigoressia perché regola la crescita
muscolare. Un altro elemento che gioca un ruolo fondamentale nella
produzione e funzione degli ormoni è l’insulina.
Testosterone: viene prodotto nei testicoli per i maschi e nelle ovaie in minore
quantità per le donne. Anche questo ormone contribuisce alla crescita
muscolare, ha perciò una funzione anabolica ossia l’insieme dei processi di
assimilazione delle sostanze nutritive, nonché la sintesi di molecole complesse
a partire da molecole più semplici. Le capacità di questo ormone vengono
potenziate dall’assunzione di zinco grazie ad alimenti come la carne, il pesce, la
frutta secca o i cereali integrali. Gli sbalzi insulinici abbassano il testosterone
quindi i bigoressici hanno un occhio di riguardo per quanto riguarda
l’assunzione di alimenti di questo tipo.
Cortisolo: viene prodotto dalla corteccia surrenale e se supera una certa
quantità nel sangue ha una funzione catabolica ossia l’insieme dei processi
disintegrativi , che avvengono nelle cellule e che liberano l’energia chimica
contenuta nelle sostanze nutritive. E’ anche detto “ormone dello stress” perché
tende a crescere con l’aumentare del tempo e dell’intensità dello sforzo. Dopo i
90 minuti di allenamento esso inizia a distruggere la massa muscolare per
creare amminoacidi e l’energia liberata viene utilizzata anche per mantenere il
normale funzionamento del cervello rimasto ormai senza zuccheri e nutrimenti.

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Il cortisolo è uno degli ormoni più subdolo per chi si sottopone a diete
ipocaloriche (una delle peculiarità del bigoressico è anche l’attenzione
maniacale per la dieta) e la presenza eccessiva di questo ormone può
provocare debolezza muscolare, atrofia muscolare, perdita di densità ossea.
L’unico modo di ridurre il cortisolo è quello di seguire una dieta completa
comprendente quindi proteine, glucidi, grassi essenziali.
Ormone della crescita: si trova nell’ipofisi e la sua produzione tende a
diminuire con l’età. la sua produzione massiva inizia dopo circa 20 minuti di
allenamento, ha un’importante funzione anabolica che viene però inibita da
una eccessiva produzione d’insulina. Per il bigoressico qui interviene ancora
una volta la dieta, come metodo di controllo, per far in modo da mantenere i
livelli di insulina e glicemia più o meno stabili. Entro un’ora dall’allenamento è
buona cosa assumere cibi costituiti dai tre macronutrienti: glucidi, grassi
polinsaturi e proteine facilmente assimilabili. Il GH è prodotto anche durante le
ore di riposo notturne.

Endorfine
Attorno al 1970 crebbe l’interesse verso queste sostanze chimiche, quando gli
studi sull'effetto di alcuni oppiodi esogeni (per esempio la morfina) condusse
alla scoperta di recettori specifici all'interno del sistema nervoso centrale. Si
ipotizzò quindi che il cervello fosse capace di sintetizzare delle "morfine
endogene" che venirono chiamate endorfine. Sono prodotte principalmente dal
cervello (ma anche nell’ipofisi, nei surreni e in alcuni tratti dell’apparato
digerente) e sono dotate di una potente funzionalità analgesica ed eccitante.
Attualmente si conoscono quattro classi di endorfine: alfa, beta, gamma e
delta. Le endorfine sono molto utili in situazioni di dolore o di stress, ma per
essere prodotte hanno bisogno di essere stimolate da particolari circostanze
come per esempio:
-durante il ciclo mestruale
-per la secrezione di altri ormoni (tra i quali il GH)

-per il controllo dell’appetito e dell’attività gastrointestinale


-per la termoregolazione
-per la regolazione del sonno e soprattutto

-durante l’attività fisica (con il rilascio di β-endorfine)

BIGORESSIA 12
Il senso di appagamento e benessere che si prova dopo un allenamento è
dovuto al rilascio di endorfine perché la loro azione è simile a quella che
potrebbero avere la morfina o altre sostanze oppiacee sul nostro organismo.
Un esempio perfetto dell’efficacia delle endorfine sono le classi di spinning (si
tratta di un’ora circa di cyclette con la musica a volumi assordanti): anche se
questa attività è estenuante chi finisce una classe di spinning sarebbe pronto a
partecipare subito ad un’altra. Com’è possibile? Grazie alle endorfine prodotte
sia dall’attività fisica per sé ma anche per quelle prodotte dalla musica. Questo
tipo di endorfine possono anche condurre ad una certa dipendenza, un po’
come il cioccolato o come il fumo. Il bigoressico utilizza questa reazione del
corpo a suo vantaggio e compensa l’eccessivo sforzo fisico con degli integratori
proteici che nel lungo andare possono essere nocivi per l’organismo.

Sondaggio: analisi dati raccolti


Come completamento della nostra ricerca, abbiamo deciso di svolgere un breve
sondaggio a risposta multipla tra gli studenti del nostro liceo basandoci su 5
classi, per un totale di 117 ragazzi tra i 17 e i 18 anni.
Il sondaggio è stato svolto in due parti, la prima prevede la somministrazione di
alcune domande per testare le conoscenze generali degli studenti sulla
bigoressia; la seconda prevede che gli studenti facciano delle supposizioni
sapendo che cosa è la bigoressia (gli è stato spiegato prima di svolgere questa
seconda parte). Riportiamo di seguito le domande e con un grafico illustreremo
le percentuali di risposta, in modo da poter svolgere una riflessione, che verrà
inserita dopo i dati.

BIGORESSIA 13
Prima parte
1- Sapendo che è detta complesso di Adone e deriva da big-orex, cos’è la
bigoressia? (Corretta: disturbo alimentare opposto all’anoressia)

Grafico a torta

18%

10%

72%

Ha capito che riguarda l’alimentazione


Definizione corretta
Non lo sa

2- Che ambito riguarda - che tipologia di malattia è - cosa la causa?


(Corretta: alimentazione - disturbo psicologico - dispercezione fisica)

Grafico a torta

29%

71%

Risposte corrette
Risposte non corrette

BIGORESSIA 14
3- Come si cura - che conseguenze comporta sul malato?
(Corretta: riabilitazione - disturbo alimentare)

Grafico a torta

44%
56%

Risposte corrette
Risposte non corrette

4- È una malattia molto diffusa? (Corretta: no)

Grafico a torta

22% 25%

53%

Si
No
Si, ma non in Italia

BIGORESSIA 15
5- È possibile una guarigione completa - coinvolge chi sta vicino al malato?
(Corretta: sì - no/sì, emotivamente)

Grafico a torta

32%

68%

Risposta corretta
Risposta non corretta

Seconda parte
1- Quali sport portano alla bigoressia? (Si riportano i più votati)
Bodybuilding: 96% pensa che porti alla bigoressia
Wrestling: 74% pensa che porti alla bigoressia
Palestra: 34% pensa che porti alla bigoressia

2- In quali nazioni è più diffusa? (Si riportano i più votati)


USA: 93% pensa che qui sia diffuso questo disturbo
Russia: 79% pensa che qui sia diffuso questo disturbo

3- È più diffusa tra maschi o femmine?

78% pensa che sia più diffusa tra la popolazione maschile

22% pensa che sia più diffusa tra la popolazione femminile

BIGORESSIA 16
4- Quale è la dieta del bigoressico? Perché? (Corretta: iperproteica - le
proteine aiutano ad aumentare la massa muscolare)
74% ho risposto correttamente, di cui il 60% ha saputo dare una motivazione
corretta e chiara

5- È probabile che gli adolescenti di oggi diventino bigoressici?


88% pensa che sia probabile che gli adolescenti di oggi diventino bigoressici

Riflessione
Osservando ciò che questi ragazzi hanno risposto nelle domande, si può notare
che la bigoressia è un problema poco conosciuto e, avendo le informazioni
necessarie, i giovani riuscirebbero a capire la gravità di questo problema e delle
conseguenze che comporta. Una particolare riflessione va fatta sulla
percentuale risultante dall’ultima domanda della seconda parte del sondaggio.
Risulta che l’88% dei ragazzi intervistati pensa che in futuro gli adolescenti di
oggi potrebbero diventare bigoressici. È evidente quindi che nella società
odierna l’aspetto fisico è diventato fondamentale in tutti gli ambiti della nostra
vita; si rende necessaria una maggiore consapevolezza dei disturbi che queste
idee possono provocare nei giovani, in modo da poter prevenire e
diagnosticare in tempo queste problematiche.

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