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Comunicato stampa del 7 novembre 2006

Immigrazione nella terra di santi e sciacalli


La trasmissione "Le Iene" andata in onda martedì della settimana passata (31 ottobre), non ha certo
suscitato il clamore delle settimane passate, anche se conteneva un importante servizio (coraggioso
ed ingenuo allo stesso tempo) sull'utilizzo di immigrati clandestini nelle campagne del Nord Italia.
Come mai (si chiedevano i nostri) stampa e televisioni danno ampio spazio ai casi di sfruttamento solo
quando questi avvengono nelle regioni del meridione d'Italia? (Nel servizio si dimostrava come questi
casi erano comunissimi anche al nord). Non lo sanno le ingenue Iene che per capire e spiegare "come
mai" bisognerebbe allargare di molto l'orizzonte, sino ad includere quelle vere, di iene: a Lampedusa,
al terrorismo, al declino demografico italiano, al tracollo economico del Lombardo-Veneto.

Torniamo indietro di qualche mese, ad un editoriale estivo di Busetta su "La Sicilia" nel quale si
puntualizzava qualcosa sui fatti di Lampedusa, e cioè che non proprio di sbarchi sull'isola si sarebbe
dovuto parlare, perchè a Lampedusa i barconi ci venivano portati dalle navi italiane.
Andiamo ancora più indietro nel tempo, alla fine dell'ottocento, grazie alle immagini di Nuovomondo (il
film di Crialese) o agli anni '60 del novecento, con un famoso articolo di Fava sul suo libro "I Siciliani":
ambedue facce della medaglia a due conii (quello di latta per noi, quello d'oro per Roma) della
diaspora siciliana, continuata ininterrotta per almeno un secolo e gestita ad arte per ricavarne valuta
pregiata.

Abbiamo quindi un regime (quello Tosco-Padano) già scaltro nel commercio di carne umana e nel
lucrare sulle rimesse degli emigranti, a gestirli nelle loro fabbriche costruite sul dramma di milioni di
terroni. Abbiamo poi un'isoletta posta al centro del Mediterraneo, lontana da occhi indiscreti e che
comunque già provocava un certo fastidio (invidia, forse è meglio aggiungere) per le sue acque
cristalline e spiagge immacolate (ricordiamo che il New York Times qualche anno fa la pose tra le dieci
isole dal mare più bello del mondo). Abbiamo infine il declino economico del Lombardo-Veneto, per
giunta accoppiato ad un declino demografico generalizzato in Europa che promette di far saltare
completamente il sistema delle pensioni.

In pratica ci sono i presupposti per mettere tutti d'accordo (su al nord): a destra come a sinistra, la
chiesa ed i massoni, i servizi segreti di mezza Europa. E così possiamo costruire un bel romanzo, che
noi ovviamente considereremo solo immaginario.

Tutte le nazioni europee si stanno prodigando nel favorire un'immigrazione per quanto possibile
selezionata al fine di ottenere la crescita demografica necessaria al ricambio generazionale. Questo
vale ancora di più per l'Italia, il paese che in Europa sta invecchiando più velocemente.
Il problema come detto è chiaro a tutti, solo che politicamente spinoso per almeno una parte politica.
All'inizio tutto avviene in modo molto caotico: vi sono sbarchi ovunque in Spagna e nel Sud Italia
(ricordate che un tempo anche la Calabria e buona parte delle coste Siciliane ne erano affette?) Gli
attacchi dell'11 settembre negli Stati Uniti, e la scoperta di cellule terroristiche islamiche (una volta
dette semplicemente spie) portano però a più miti consigli: il flusso deve essere controllato.

Si erano già istituiti i centri di accoglienza, quindi si inventarono delle false leggi anti-immigrazione
come la Bossi-Fini (abilmente sfruttata dal centro-sinistra ma assolutamente innocua), si fa anche
qualche finto accordo con Gheddafi e si mandano indietro un paio di aerei carichi di disperati per "fare
la parte". Alla fine la grande idea: deviare tutto il flusso verso un'unica porta d'ingresso, per rendere
tutto più facile e per schedare tutti. L'Europa è d'accordo, anche perchè la Sicilia (grazie alla sua
posizione) può facilmente diventare l'hub della disperazione mondiale.

L'ALTRA SICILIA-Antudo
www.laltrasicilia.org
Movimento politico dei Siciliani "al di qua e al di là del Faro"
Bvd. de Dixmude 40 bte 5 (B) - 1000 Bruxelles
Tel/Fax: 0032 02 2174831 Cell. 0032 475 810756
posta: laltrasicilia-antudo@skynet.be - SKYPE: laltrasiciliantudo
Viene deciso di convogliare tutti verso Lampedusa (tra i tripudi degli amici di
Rimini). Che questa sia una chiara decisione strategica non vi sono dubbi, tanto è vero che l'estate
scorsa si è deciso di raddoppiare la capienza del centro di accolgienza dell'isola: evidentemente ne
vogliamo ancora di più.

Si scatena nel frattempo una cascata mediatica orchestrata ad arte che ha lo scopo principale di
ammansire i Siciliani con una serie infinita di servizi mandati in onda da quel covo che è la sede di
Palermo di Rai3. Giornalmente ci fanno credere che la notizia principale per noi sia l'arrivo di un
barcone di disperati e non sapere cosa sta succedendo a Palermo (dove gli ascari, presidente incluso,
appoggiano il gioco parlando dei "doveri di accoglienza verso chi soffre"). E non dimentiachiamoci uno
degli scopi secondari: distruggere il turismo di Lampedusa, per il quale nessuno a Palermo alza un filo
di voce.

Ma sorge un piccolo problema logistico: gli immigrati infatti servono alle fabbriche del nord, e non si
può rischiare che rimangano al sud dove il clima è più piacevole, a lavorare per i terroni. Allora via con
la nuova campagna mediatica anti-meridionale: il caporalato di Foggia, quello di Cassibile, le
irregolarità nelle imprese edili siciliane e così via. Ed intanto i numeri dicono qualcos'altro, e cioè che
tra il 2004 ed il 2006 le irregolarità sul lavoro degli extracomunitari rilevate dalla guardia di finanza
sono circa 2000 l'anno per la Lombardia, 1000 per il Veneto, 500 per il Friuli. Ed a sud? Un centinaio
per la Sicilia, circa 150 per la Puglia, 300 per la Campania.

E così abbiamo chiuso il cerchio arrivando, nella terra degli sciacalli, sino al servizio delle Iene.

Ma ovviamente tutto questo è solo immaginazione.

Ufficio stampa

L'Altra Sicilia - Antudo


Movimento politico dei Siciliani « al di qua e al di là del Faro »

(www.laltrasicilia.org)

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