Sei sulla pagina 1di 8

DANTE

LA VITA
Dante nasce a Firenze nel 1265, figlio di un piccolo
proprietario terriero.
La sua è una famiglia guelfa.
Compiuti appena dodici anni nel 1277 viene promesso in
matrimonio a Gemma Donati, appartenente ad una delle più
importanti famiglie guelfe di Firenze.
Nel 1274, avviene il primo incontro con Beatrice, quando
Dante aveva solo 9 anni.
Frequentò le scuole religiose, delle scuole aperte dai frati
nelle chiese.
Ha avuto molta importanza per la sua formazione Brunetto
Latini, questo gli aveva insegnato quegli studia humanitatis
(retorica, filosofia, letteratura) che garantivano a chi li
frequentava fama eterna.
Si iscrisse all’arte dei medici e degli speziali.
Firenze è divisa in due fazioni: guelfi bianchi (con la
famiglia dei Cerchi) e guelfi neri (con la famiglia dei
Donati)
Nel 1301 Papa Bonifaccio VIII invia Dante come
ambasciatore con l’intento di poter trovare un
compromesso con il quale portare Firenze sotto il proprio
potere
Durante la sua assenza Carlo di Valois prende il potere di
Firenze e bandisce i bianchi.
Dante viene condannato all’esilio di due anni ed una multa,
non presentandosi al processo viene condannato a morte.
Dopo vent’anni di esilio tornò in Toscana, dove seguì con
grandissima partecipazione la missione dell’imperatore
Aringo VII, dal quale si aspettava la sottomissione di
Firenze.
Nel 1312 Aringo prova a stringere d’assedio Firenze dopo
essersi fatto incoronare imperatore di Roma, ma fallisce.
Dante potrebbe nel 1315 rientrare grazie ad un’amnistia.
Dante viene considerato un autore sperimentale, perché
capace di passare da un genere all’altro e capace di
rivoluzionare i generi e gli stili nei quali decide di
esprimersi
Nelle sue opere Dante mette sempre degli insegnamenti;
nel De vulgari eloquentia, vuole insegnare a usare in
maniera conveniente la loro lingua materna. Nel convivio,
vuole insegnare agli italiani le norme etiche e civili che
devono regolare la vita associata
LA VITA NOVA

Scritta dopo la morte di Beatrice.


La vita nova è un prosimetro: un testo in prosa all’interno
del quale sono inserite delle poesie.
Dante si ispira al De consolatione philosophiae di Severino
Boezio.
Le poesie della vita nova risalgono agli anni giovanili, gli
ani dell’innamoramento. Le parti in prosa sono state
composte dopo la morte di Beatrice avvenuta nel 1290.
DONNE CH’AVETE INTELLETTO D’AMORE
Dante decide di scrivere senza chiedere niente in cambio,
per il puro piacere di lodare l’amata.
Perciò, di qui in poi le poesie della vita nova sono
composte nello stile della lode, e cioè si limitano a
descrivere la bellezza e la nobiltà morale di Beatrice
TANTO GENTIL E TANTO ONESTA PARE
Una delle caratteristiche di Dante sta nella sua tendenza a
descrivere la donna amata non tanto attraverso un suo
ritratto fisico o morale, quanto attraverso gli effetti che essa
esercita si sull’amante sia sulle persone con cui interagisce.
È la poesia nella quale questa rappresentazione di Beatrice
come “miracolo” tocca un estremo di idealizzazione e di
raffinatezza.
LE RIME
Sono testi che sono stati copiati, isolati o a gruppi, nei
manoscritti medievali, e che più tardi sono stati raccolti
dagli studiosi sotto il titolo, di rime.
Tenzoni: si scrivevano sonetti e li si mandava a un altro
poeta e il destinatario a sua volta doveva rispondere
adoperando le stesse rime impiegate nel sonetto che gli era
stato inviato.
Per parlare di MORALE o FILOSOFIA Dante usa le
canzoni, non i sonetti. Perché un discorso complesso,
articolato, non può esaurirsi in poche battute, ma ha
bisogno della forma metrica più capace, allungabile a
piacere e più libera.
Introduzione ad un nuovo personaggio Petra, è un senhal.
Senhal=immagine utilizzata per celare l’identità della
donna.
GUIDO, I’VORREI CHE TU E LAPO ED IO
Il sonetto è stato scritto negli anni della sua giovinezza, ed
è un insieme di augurio e sogno. Sarebbe bello se un
incantesimo trasferisse lui e gli amici, con le rispettive
amanti, su un battello che li portasse in un viaggio infinito e
pacifico.
IL DE VULGARI ELOQUENTIA
Il primo libro contiene una storia del linguaggio umano
dalle sue origini all’età di Dante e un’analisi dei principali
volgari italiani.
Il secondo libro parla degli argomenti, degli stili e dei metri
più adatti alla poesia in volgare e soprattutto al genere più
importante, la canzone
L’ORIGINE DELLE LINGUE
Per stabilire come nacque il linguaggio, Dante fa
riferimento all’Antico Testamento, più precisamente al
libro della Genesi, con la storia di Adamo ed Eva e quella
della torre di Babele.
CHE COS’E’ IL VOLGARE ILLUSTRE?
Tra i poeti che Dante prende d’esempio per creare un
volgare illustre ci sono coloro che fecero parte della corte
di Federico II. Sono quei poeti che raffinando le loro
parlate hanno elaborato un volgare letterario che merita di
essere chiamato illustre
IL CONVIVIO
Ha la struttura di un commento
Vi erano 4 trattati:
1. Proemio, spiegazione del titolo
2. Introduzione su come deve essere interpretato il
testo simbolo della filosofia, Boezio e Cicerone
3. Stile della loda
4. Commento del testo (30 capitoli) definizione
della nobiltà
Voleva arrivare ad un pubblico più ampio, ecco perché
sceglie il volgare.
UNA LINGUA PER FARSI CAPIRE
Nel primo trattato, Dante espone le ragioni che lo hanno
convinto a usare il volgare invece che il latino.
VOI CHE ‘NTENDENDO IL TERZO CIEL MOVETE
In questa canzone, la nuova donna che proverà pietà per
Dante dopo la perdita di Beatrice, è vista non come una
consolatrice ma come una seduttrice.
LA MONARCHIA
Trattato di tre libri scritto in latino.
È un trattato di teoria politica il cui intento consiste nel
difendere l’autorità dell’impero contro le pretese
temporalistiche della Chiesa.
Vi erano 3 libri:
1. L’impero è necessario per il buon andamento del
mondo?
2. L’Impero spetta al popolo romano?
3. Rapporto tra papa e imperatore
LE LETTERE
Si riferivano all’attualità politica e in particolare alla
situazione di Firenze.
La lettera più importante è quella mandata al Cangrande
della Scala (Dante aveva soggiornato da lui), fornisce
un’interpretazione generale del Paradiso e della Commedia.
La struttura è divisa:
1. Paragrafi 1/13 dedica a Cangrande della Scala
2. Paragrafi 14/41 introduzione al Paradiso e alla
Commedia in generale
3. Paragrafi 42/90 esposizione letterale dei primi
versi del Paradiso
Dimostrazione del perché l’opera si chiami “Commedia”:
in principio è orribile, perché si tratta dell’Inferno, alla fine
lieta e gradita, perché tratta del Paradiso. Per quanto
riguarda il linguaggio è modesto e umile.
LA COMMEDIA
Il poeta immagina che il suo viaggio si svolga nel 1300.
È stata scritta tra il 1306 e il 1307 e conclusa nel 1321.
Gli argomenti interni sono i riferimenti che Dante fa a
episodi della sua storia contemporanea.
Gli argomenti esterni invece, sono le rare menzogne della
Commedia che si trovano negli scritti dei contemporanei di
Dante.
STRUTTURA
L’inferno è raffigurato come un gigantesco cono rovesciato
sotto la città di Gerusalemme.
Il purgatorio è il contrario dell’inferno, l’ordine dei peccati
è invertito. Al di sopra della montagna c’è il paradiso
Nell’inferno e nel purgatorio le pene vengono inflitte per
contrappasso. Vale a dire che il peccatore è punito in modo
tale che la sua pena ricordi la colpa commessa in vita o il
vizio che ne determinò il destino.
Dante è sia poeta che personaggio e questo doppio ruolo fa
sì che la sua prospettiva sia anche l’unica dalla quale il
lettore vede le cose.

Potrebbero piacerti anche