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Amadeus

346
364 ANNO XXXII- MARZO-APRILE 2020

LA MUSICA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS


#NONSIFERMA
ANNO XXXII - NUMERO 3-4 (364) POSTE ITALIANE SPED. IN A. P - D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004, ART. 1, C. 1, LO/ MI
Alessandro Grandi / Beethoven250 / Guido Cantelli / Liliana Segre / Speciale Musica&Vino / Mina / Vanessa Wagner

CD1 ESCLUSIVO
Cappella Musicale
Basilica di San Marco

CD2 download
Davide Muccioli
Playing the 20th
un pianoforte per Albéniz,
Gershwin e Rachmaninov

Speciale Musica&Vino

amadeusmagazine.it
ISSN 1120-4540
00364
Amadeus

9 771120 454004

mensile - n. 364 - marzo/aprile 2020


€ 11,00
www.colpo-zillo.com
PRELUDIO

J
onas Kaufmann, 50 anni, tedesco,
è un grande tenore e una star vera,
certo il cantante lirico più famoso
(e fascinoso) della generazione post
Pavarotti e Domingo. Ma anche lui in
marzo ha dovuto lasciare Londra e la
Royal Opera House, dove cantava Flo-
restano nel Fidelio diretto da Antonio
Pappano e tornare a casa. E chissà se Kaufmann, che tanto ama
l’Italia, potrà debuttare all’Arena di Verona il 28 giugno nel Gala,
il bagno di folla che era stato organizzato per lui. Mentre scrivia-
mo nulla ancora si sa, ma... La buona notizia (almeno una) è che
esistono i dischi e che proprio pochi giorni fa Sony Classical ha
comunque pubblicato l’Otello verdiano che Kaufmann ha regi-
strato a Roma con l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale
di Santa Cecilia diretti proprio da Pappano. Non guarda in faccia
proprio nessuno questo Covid19, insomma. Non fa differenze
tra teatri d’opera, orchestre sinfoniche e musicisti che si guada-
gnano da vivere suonando ai matrimoni e agli eventi aziendali.
Certo, le tutele e gli ammortizzatori sociali sono differenti, come
ha evidenzianto la petizione #velesuoniamo lanciata da Paolo
Fresu. Ma comunque tutti a casa e chissà per quanto ancora. A
casa sì, ma non in silenzio. Molta musica corre sulla rete, sui
social, dalle finestre aperte, come ci racconta Valerio Cappelli
nel servizio “Antivirus".
In questi giorni difficili vi emozionerà e vi conforterà, spero, leg-
gere le memorie musicali di Liliana Segre intervistata per noi da
Alessandro Cannavò. E a proposito di donne in musica (e che
donne!) troverete un ritratto di Mina, voce immensa al di là di
ogni barriera e un'incontro con una pianista chic e engagée come
Vanessa Wagner. E vedrete in Grandangolo come la mitica Jac-
queline Du Pré sia diventata la protagonista di un balletto che è
già cult. Perchè #lamusicanonsiferma. Aspettando il domani.
Paola Molfino

2 Amadeus
La lista di... Jonas Kaufmann
ovvero "La piccola frase di Vinteuil". Un questionario Proust per musicisti (e non)

Il tratto principale del mio carattere.   Il dono di natura che vorrei avere. 
So godere il momento. Dipingere.
La qualità che preferisco in un uomo. Come vorrei morire. 
Spontaneità. Vecchio e felice.
La qualità che ammiro in una donna.  Il mio motto. 
Umorismo. «Prima di tutto, un caffè».
La caratteristica che più ammiro in un regista.
Creatività è flessibilità
Il mio principale difetto. 
Impazienza.
La mia principale virtù.
Sincerità sul palco.
La mia occupazione preferita. 
Cucinare.
Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia.
Cantare senza emozioni.
Quel che vorrei essere. 
Un sasso di Capri con vista sul tramonto.
Il colore che preferisco. 
Rosso.
Il fiore che amo. 
Coreopsis Grandiflora.
I miei scrittori preferiti. 
Shakespeare, Hofmannsthal.  
I miei poeti preferiti.  
Heine, Rilke.
I miei pittori preferiti.  
Caravaggio, Cézanne.
I miei compositori preferiti.
Mahler, Strauss.
I miei cantanti preferiti.
Fritz Wunderlich, Franco Corelli.
I miei direttori d'orchestra preferiti.
Carlos Kleiber.
I miei nomi preferiti. 
Quelli dei miei bambini.
Quel che detesto più di tutto. 
L’odio.

Amadeus 3
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AGORÀ
Più di prima
Q uale futuro si profila per le istituzioni culturali nei mesi successivi a questa tragica epidemia?
Uno dei settori nevralgici del nostro Paese, la cultura, è certamente tra quelli maggiormente feriti
per i danni subiti nell’immediato, con spettacoli cancellati e intere stagioni che nella migliore delle
ipotesi dovranno, se possibile, essere riprogrammate, nel medio periodo, con l’incertezza per quando e
come si potrà ricominciare a programmare, nel lungo periodo, con la disponibilità del pubblico a tornare
a vivere le nostre sale tutta da conquistare e con il conto degli spettacoli cancellati, dei mancati incassi dei
mesi di chiusura e dei costi del nuovo inizio ai quali ciascuna istituzione dovrà saper far fronte. I Teatri e i
Festival d’Opera, forse più di ogni altra attività dello spettacolo “dal vivo”, costituiscono l’esempio completo
ed efficace della complessità delle conseguenze che l’epidemia ci costringe ad affrontare sin da oggi.
Non possiamo infatti attendere la fine di questa terribile emergenza per studiare soluzioni da approntare
a seconda degli scenari che potrebbero presentarsi, soluzioni che dobbiamo delineare proprio in questi
frangenti, adesso, per essere pronti a ripartire non appena sarà possibile.

Il caso Parma, da capitale italiana della cultura,


del Teatro Regio e del Festival Verdi a città
del Covid19. Soluzioni e errori da non ripetere
La rinascita potrà e dovrà contare sulla presenza attiva e trascinante dei presìdi culturali dei territori che
intorno a questi presìdi potranno stringersi per ritrovare fiducia e desiderio di condivisione esperienziale.
Gli aspetti di cui istituzioni come la Fondazione Teatro Regio di Parma e il Festival Verdi hanno bisogno
sono la rafforzata consapevolezza da parte del nostro Paese di quanto siano strategiche e necessarie allo
sviluppo del Paese e di quanto sia necessario che il sistema culturale sia in grado di premiare chi tra di
esse è in grado di dimostrare di aver registrato performance significative, di aver fatto crescere il livello
culturale della comunità, di aver proiettato e promosso il proprio territorio nel mondo, con significative
ricadute di indotto. Il Teatro Regio ha registrato un aumento del 120% di incassi in tre anni con copertura
del 20% dei suoi costi, record di presenze, capacità di generare risorse proprie per il 56% del proprio
bilancio, presenza consolidata della stampa e premi internazionali, oltre 15 milioni di ricchezza generata.
Con un modello gestionale snello, il Regio di Parma, ha saputo dimostrare che in breve tempo è possibile
invertire significativamente la tendenza che in taluni casi mette a repentaglio il ruolo sociale e culturale
di molti dei nostri Teatri. Tuttavia, prima ancora della diffusione di questa epidemia che ci obbligherà
a ripensare il ruolo delle nostre istituzioni adeguandone progettualità e strategie alla luce di quanto
accaduto, il nostro Teatro si era trovato a far fronte a segnali contraddittori che ne avevano già limitato
la crescita, con l’assegnazione di contributi non adeguati che ci hanno obbligato, proprio nella XX edizione
del Festival Verdi e nell'anno di Parma Capitale Italiana per la Cultura, a rinunciare a un titolo
in forma scenica, presentando 3 opere in nuovi allestimenti e 1 in forma di concerto. Per ricominciare
con slancio e tornare ad accogliere il risanato mondo nella nostra bell’Italia, abbiamo bisogno di un
sistema che testimoni al nostro Paese e alle istituzioni virtuose che chi bene opera, e genera crescita
culturale ed economica, ha diritto ad essere premiato e sostenuto in misura adeguata. Oggi più di prima.
Anna Maria Meo
Direttore generale Teatro Regio di Parma

Amadeus 5
Grandangolo
I capelli biondi che danzavano al suono del suo Stradivari,
gli occhi azzurri e la pelle diafana che si accendevano mentre lei suonava
di un'energia carica di emozioni e fuoco interiore. Una violoncellista
di straordinario talento, una donna e un'artista dal destino tragico.
Questa era Jacqueline du Pré. Nel 1965, a 20 anni incideva per Emi
il suo branno "cult" il Concerto per violoncello di Elgar. Era nata una stella.
Nel 1967, l'anno del ritratto che vedete in basso, sposava il pianista
e direttore d'orchestra Daniel Barenboim. Nel 1973, colpita da sclerosi
multipla doveva lasciare la scena, ventottenne. Moriva 14 anni dopo, il 19
ottobre 1987. A lei, gloria "made in England", il Royal Ballet ha dedicato
il nuovo lavoro creato dalla coreografa Cathy Marston: The Cellist.

Foto Erich Auerbach (sotto) e Bill Cooper


The Cellist è andato in scena in marzo con grande successo alla Royal Opera House di Londra.
A interpretare Jacqueline du Pré e Daniel Barenboim Lauren Cuthbertson e Matthew Ball
(nelle pagine precedenti) e a incarnare il violoncello in un triangolo fatto di amore e musica
Marcelino Sambé (nella foto). Una lunga frequentazione con il mondo del balletto, da tempo
collaboratore di Cathy Marston, in The Cellist il compositore inglese Philip Feeney
ha intrecciato alla sua partitura estratti dal repertorio della violoncellista britannica, entrato ormai
nella storia della discografia. Warner Classics ha di recente ripubblicato l'integrale dei Trii per pianoforte,
violino e violoncello di Beethoven incisi nel 1970 dalla Du Pré con Pinchas Zukerman e Daniel Barenboim.
XLI Edizione
Pesaro, 8~21 agosto 2020

Moïse et Pharaon
La cambiale di matrimonio
Elisabetta regina d’Inghilterra
Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”
Il viaggio a Reims
Concerti di Belcanto
Rarità rossiniane • Juan Diego Flórez
L’ABC del Buffo
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SOMMARIO
2 Preludio di Paola Molfino

3 La lista di Jonas Kaufmann

5 Agorà di Anna Maria Meo

6 Grandangolo

16 Quattro/quarti
di Michele dall’Ongaro, Giovanni Gavazzeni,
Giordano Montecchi, Giorgio Pestelli

18 IL DISCO
Alessandro Grandi di Massimo Rolando Zegna
Marco Gemmani di Andrea Milanesi 30
26 IL DOWNLOAD La musica non si ferma: teatri chiusi, concerti cancellati. Tra social
e streaming la musica classica non si è fermata ma soffre una crisi
Davide Muccioli di Claudia Abbiati drammatica. Artisti e istituzioni meritano un sostegno straordinario

30 #lamusicanonsiferma
di Valerio Cappelli

36 Beethoven250: orecchio interiore


di Maynard Solomon

40 Liliana Segre di Alessandro Cannavò

44 Cantelli100 di Valerio Cappelli

50 Mina di Giovanni Gavazzeni

54 Soft notes di Edoardo Tomaselli

58 Vanessa Wagner di Luisa Sclocchis


36
63 Speciale musica e vino
Beethoven250. Orecchio interiore: rifugio, introspezione,
di Emanuele Lavizzari e Indira Fassioni creatività e volontà comunicativa: un grande studioso propone
prospettive psicoanalitiche sulla sordità beethoveniana

75 Mecenati di Edoardo Tomaselli

76 Jazz di Ivo Franchi

79 All'Opera di Paolo Gallarati


SOMMARIO
81 Danza di Valentina Bonelli

83 Antica di Massimo Rolando Zegna

85 Musicaoggi di Paolo Petazzi

86 Fuoritema di Riccardo Santangelo

88 Education di Carlo Delfrati e Pietro Dossena

91 LIBRI

93 Lo scaffale di Paola Molfino

96 News in studio di Luigi Di Fronzo 40


99 DISCHI
Liliana Segre: la senatrice a vita, deportata ad Auschwitz
nel 1944, racconta tra emozioni e ricordi il miracolo della musica,
109 Imperdibili di Gregorio Moppi esempio di dialogo e pace. Antidoto all'odio e alla paura

112 La conversazione di Alessandro Cannavò CD 1


ALESSANDRO GRANDI
In Vesperis Purificationis Sanctae Virginis
Cappella Musicale della Basilica di San Marco, Venezia
Marco Gemmani direttore
guida all'ascolto Marco Gemmani

CD 2 in download
PLAYING THE 20TH
Albéniz Iberia (Libro I)
Rachmaninov Sonata n. 2 op. 36
Gershwin Three Preludes • Rhapsody in Blue
Davide Muccioli pianoforte
codice DM364PN2K
validità codice: 3 mesi dalla pubblicazione

Amadeus
Periodico di cultura musicale edito da Bel Vivere S.r.l.
Anno XXXII numero 3-4 (364) marzo-aprile 2020
Direttore responsabile Paola Molfino
In copertina, Il Teatro alla Scala (foto Hans Mitterer/Getty Images)

amadeusmagazine.it
4/4
Jeu de cartes Cronaca minima

C'È BISOGNO DANZE


DI MUSICA MACABRE
Michele dall'Ongaro Giovanni Gavazzeni

C’ Q
è bisogno di medici, di paramedici. C’è uando ascoltavo alcune settimane or sono
bisogno di volontari del servizio civile, di la registrazione della Totentanz (2013)
militari, di forze dell’ordine, di ricercatori, commissionata al compositore inglese Thomas
di scienziati. C’è bisogno di giornalisti, di politici, Adès (la recensione del disco uscirà sul prossimo numero),
di sindaci. C’è bisogno di influencer, di mecenati, di giravano ancora battute sulla possibilità di sentirsi
economisti, di tecnici, di informatici. C’è bisogno come nel Medio Evo, avendo due Papi e una pandemia.
di psicologi, virologi, opinionisti, C’è bisogno Immaginare una macabra apocalisse musicale o coltivare
di uffici stampa, di funzionari, di sindacalisti, di pensieri diversi dalla fiera delle vanità di massa o dalla
dirigenti. C’è bisogno di informatori scientifici, di “grida” dei politicanti, sembrava un atteggiamento quanto
cameramen. C’è bisogno di operatori ecologici, di meno da menagramo. Oggi più di ieri la danza macabra
operai specializzati, di matematici. C’è bisogno di un di Adès sembra la profezia che è, in attesa di vedere quale
sacco di gente. Ma, apparentemente, non c’è bisogno mondo ci aspetta alla fine del grande contagio. L’autore
di musicisti: teatri chiusi, concerti e opere cancellate, ha immaginato la sua Cantata su un testo anonimo ispirato
attività sospese. Però, un po’ alla volta emerge a un capolavoro dell’arte tardo-gotica: la tela che Bernd
anche una realtà diversa. Ristabilita definitivamente, Notke dipinse per la Marienkirche di Lubecca, dove lo
servisse, la differenza tra un bisturi e un archetto, scheletro della morte invitava alla danza tutta la società del
tra un respiratore e un pianoforte e – soprattutto tempo. Testi che oggi ci fanno riflettere ancor di più, mentre
– tra un paziente e un ascoltatore riaffiora nella nemmeno la pandemia fa chiudere le Borse, per la gioia
coscienza generale che la musica è parte integrante di tante delle categorie umane simboleggiate nella cantata.
dell’esistenza. Salute e benessere: la “distanza sociale” Per esempio quando la Morte intima all’Usuraio: «Esigo
tutela la prima ma il contatto che produce la musica ciò che resta di te come mio interesse. Paga adesso! Metti
garantisce il secondo. Nella stradina del quartiere giù il borsellino: è un carico troppo pesante». Il ciclo
dove vivo a Roma sentire dai balconi risuonare di Lubecca, tela lunga 26 metri che ammoniva le famiglie
Ma il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano (sfasato, mercantili più ricche, venne distrutto dal bombardamento
stonato, scordato, stralunato, stravolto, strapazzato, alleato del ’42. Ne sopravvive uno splendido frammento
strampalato) è stata un’esperienza degna di un festival di un'altra versione nella Chiesa di San Nicola a Tallinn,
d’avanguardia, di una piazza festosa, di un posto rimasto illeso dalle bombe sovietiche del ’44. Curioso
in prima fila al teatro. Un’esperienza che riporta destino di un tema che sintetizza il comune destino
ad uno dei significati profondi della musica, perfino umano, i medici dicono “esiziale”, sommerso nella
nei suoi lati tribali, arcaici e ferini. Musica che Germania anseatica e salvato nella Lettonia baltica. Adès
scandisce riti primordiali legati al desiderio di vita riprende lo schema pittorico in un lugubre rondò musicale,
e di comunità. Musica urlata dai balconi: palcoscenici dove gli inesorabili inviti della Morte-baritono, vanamente
diffusi dove un coro globale intona l’inno all’istinto procrastinati negli alti gradi, sono fatalisticamente accettati
di sopravvivenza. Di fronte alla natura potente e nelle categorie più umili. La conclusione, come nell’opera
invincibile della musica siamo tutti liberi, siamo tutti più recente di Adès, L’Angelo sterminatore, è una non
– cioè – esattamente ciò che vorremmo essere. conclusione... come un virus che ritorna senza preavvisi.

16 Amadeus
4/4
C’è musica su Marte Repert(or)i

IL VIRUS TORNARE
DEL SILENZIO IN PIAZZA
Giordano Montecchi Giorgio Pestelli

I I
n un articolo pubblicato il 15 marzo su la Repubblica, ndicare dal mio angolo una musica che risponda
Paolo Rumiz riporta una domanda rivoltagli da una in qualche modo alla stato di precarietà e di
fioraia nei primi giorni del "blocco": «Non la angoscia capovolgimento che stiamo vivendo? Qui non si
tutto questo silenzio?». Questa domanda, così piena di tratta di sgattaiolare fra rarità, ma trovare qualcosa
preoccupazione, nella quale il silenzio implica l'idea che serva sùbito, se non come antidoto almeno come
di vuoto, solitudine, morte, credo sia la chiosa più nuda conforto, qualcosa che simboleggi quello che vorremmo
e spietata di come venga percepito il paesaggio sonoro essere, o fare, o comunicare a qualcuno. Ma cosa
all'epoca del virus. Altrove si legge invece di John Cage, mettere sul leggio? Beethoven certo, una musica tutta
4'33", dell'ascoltare in modo nuovo, dello scoprire quanto materiata di speranza, o non è meglio pensare alla
sia ricco e affascinante il concerto minimale di un mondo mitezza di Schubert? Ma poi c’è Mozart con cui non si
libero dal frastuono del traffico, nel quale la natura sbaglia mai; però viene il dubbio che non basti, perché la
sembra tornare a essere protagonista, quasi a consolarci musica è socialità, e ad ascoltarla senza un vicino, anche
del flagello che ci opprime, complice anche il crollo sconosciuto, ci perde. Di sorpresa mi passa per la mente
verticale degli inquinanti atmosferici nella Pianura Padana, la cosa che più di tutte mi piacerebbe fare in questo
dove vivo. Certa lettura idilliaca di questo sopraggiunto momento: trovarmi in mezzo a una turba di gente festosa
silenzio, incluso, per alcuni, il timido sogno che questa senza paura di contagio, una folla in preda a una gioia
ristrettezza sia l'alba di una nuova possibile spiritualità, è carnevalesca: e sùbito mi vedo davanti Petruška, l’eroe
comprensibile all'interno di un certo milieu culturale. Sono di tutte le fiere, il burattino che Stravinskij ha messo
le persone che sentono la propria vita menomata, amputata a tempestare sul pianoforte, a ballare, a corteggiare
nel momento stesso in cui, innanzitutto (e sottolineo la ballerina, a difendersi dalle grinfie del Moro.
"innanzitutto") si sprangano teatri, sale da concerto, Quando senti “Petruška” ti sembra subito di essere in
librerie, cinema. Ambienti rimodulati concettualmente da mezzo alla gente, al tuo paese o a Pietroburgo, nella
luoghi di parassitismo e perdizione a luoghi di infezione. piazza dell’Ammiragliato con le sue guglie dorate; e
Ma la realtà che predomina, temo sia tutt'altra. Migliaia poi è una musica piena di inquadrature autonome che
e migliaia di persone amano, sì, questo silenzio. Ma sono l’occhio dell’orchestra sembra cercare attorno con il suo
minoranza, un'élite, a fronte di milioni e milioni per trillo prolungato, proprio quello che ci vuole per dare
i quali questo silenzio è fonte di angoscia. Milioni che una rinfrescata alle idee. Due clarinetti a ritmo di valzer
precipitano in crisi di astinenza appena il livello dei decibel annunciano l’arrivo dell’organetto, il prestigiatore dà
e/o dell'affollamento, scende al di sotto, non dico di una vita alle marionette (pezzo adorato da Debussy, che forse
discoteca, ma di una strada trafficata, o di un soggiorno ci riconosceva se stesso), poi la danza russa con la sua
vivificato dal suo bel televisore acceso dall'alba a notte voglia di dimenarsi, poi le balie, l’orso, i cocchieri e
fonda. Posso sbagliarmi, ma presumo che i milioni costretti la girandola di colori, smalti luccicanti, gli spruzzi
in casa si imbottiranno ancora di più i timpani e il cervello delle trombe, le pagliuzze d’argento dei flauti; nel
di televisione, compilation in streaming, videogames. legno del burattino Stravinskij, come il prestigiatore
Chi ama la musica ama il silenzio. Tutti gli altri adorano del balletto, ha soffiato alla musica la vita di una nuova
il chiasso, senza il quale è solo pianto e stridor di denti. epoca e regalato a noi una riserva di perenne ottimismo.

Amadeus 17
Il disco Alessandro Grandi (1590-1630)

ARIA e ACQUA
Tra ieri e oggi, un compositore (da scoprire) ai tempi della peste
manzoniana. Accadde 400 anni fa a Venezia, dove la musica
elemento unico e vitale, era in ogni luogo e in ogni istante
di Massimo Rolando Zegna

N
on “andò tutto bene” ad Alessandro Grandi morì a soli quarant’anni, a Bergamo a vivere e operare nel centro del mondo.
Grandi: come non è “andato tutto nel giugno del 1630, a causa della violenta Al tempo, tutto iniziò con la morte di
bene” alle tante persone che stanno epidemia di peste poi ricordata anche da Vincenzo II Gonzaga duca di Mantova e del
soccombendo in questi giorni di coronavirus. Alessandro Manzoni nei Promessi sposi Monferrato (1627) che, estinguendo il ramo
6820 solo in Italia, nel momento in cui sto e nella Storia della colonna infame. Come diretto del casato, innescò su scala europea
scrivendo. Vittime a cui sarebbe dovuto oggi nel caso del coronavirus, la malattia una feroce guerra di successione, che
rispetto e cordoglio, non frasi stupidamente infierì principalmente sulla parte nord provocò lo spostamento attraverso le Alpi
autoreferenziali appese a finestre e balconi. della penisola italiana. Alla fine si contò di un numero ingente di truppe.
Che non “andrà tutto bene” è più che certo: più di un milione di morti. La peste iniziò a diffondersi nel 1629:
perché per molti è già andato tutto male. Evidentemente, adesso come allora, siamo di quando a Susa arrivarono i soldati francesi.
E il conto non si fermerà qui. fronte al periodico, seppur variabile, prezzo Ma il vero colpo di grazia fu sferrato dai
Assieme alla moglie e a ben dieci figli, che ingiustamente deve pagare chi s’impegna Lanzichenecchi inviati dal Sacro Romano
Impero di Ferdinando II. Provenivano da Per cercare di arginare l’epidemia, la del Lazzaretto Nuovo. Inoltre, su una barca
Lindau. Attraversarono il Ducato di Milano, Repubblica approntò subito una serie di era stata issata una forca destinata a
e posero in stato d’assedio Mantova: provvedimenti per il tempo all’avanguardia, giustiziare tutti coloro che avrebbero
seminando il virus dappertutto. Il 18 luglio e forse anche per noi oggi: furono nominati trasgredito le vigorose e restrittive ordinanze
1630, la città cadde, fu presa d’assalto e delegati per controllare la pulizia delle case, igieniche e alimentari. Altro che griffate
saccheggiata per tre giorni: e l’epidemia il divieto di vendita di alimenti pericolosi, e corsette al parco per fare jogging col moroso.
fu ulteriormente diffusa. la chiusura dei luoghi pubblici e delle chiese. Nonostante ciò, l’epidemia infuriò su Venezia
Il fatto che anche il coronavirus sia giunto Venne inoltre imposto il coprifuoco. Muniti in maniera violenta, uccidendo ricchi e
in Italia piò o meno lungo la stessa rotta, da di segni distintivi, furono autorizzati a poveri. Nell’autunno del 1630 si ebbe il picco
un paziente zero tedesco, è una coincidenza circolare solo i militari, i detenuti impiegati di mortalità. Alla fine di tutto, si contarono
che fa pensare, e riflettere sulla ricorrenza come monatti, e i medici. Questi ultimi si circa 50.000 decessi: più o meno un terzo
nel corso della storia di certi meccanismi aggiravano abbigliati in maniera davvero della popolazione cittadina.
di causa ed effetto che, al di là di questo tetra: una veste lunga e ben chiusa, guanti, Grandi – uno dei più talentuosi musicisti
caso, qualcosa dovrebbero pur insegnare. stivali, e grandi occhiali posti su una italiani del suo tempo, oggi indegnamente
Sembra, invece, che a portare il morbo a maschera “a becco d’avvoltoio” che aveva dimenticato dai più – era nato in città, nel
Venezia sia stata proprio una delegazione la supposta funzione di agire da filtro nei marzo 1590, in una casa ubicata sotto le
mantovana sfuggita a tempo debito dalla confronti dei miasmi e del morbo. I medici Procuratie Vecchie, nel lato settentrionale di
morsa dell’assedio con lo scopo di cercare alzavano le vesti dei malati con un lungo Piazza San Marco. Il padre era un calafato
un aiuto militare. Ambasciatrice di Carlo I bastone e operavano i bubboni con bisturi impiegato presso l’Arsenale. Allievo di
di Gonzaga-Nevers (il prescelto dalla lunghi come pertiche. Giovanni Croce e forse anche di Giovanni
Serenissima alla successione mantovana), Le donne e gli uomini colpiti dal virus Gabrieli, avviò una carriera fulminante. Dopo
poteva contare anche sulla presenza di venivano condotti sull’isola del Lazzaretto alcuni anni trascorsi a Ferrara, tornò a Venezia
Alessandro Striggio (il librettista dell’Orfeo Vecchio. Le persone che erano state a contatto per diventare dal 1620 il vice del maestro di
di Monteverdi). Il poeta morì a causa della con gli appestati erano invece trasferite in cappella della ducale basilica di San Marco:
malattia, in laguna, l’8 giugno 1630. quarantena per più di venti giorni su quella ovvero Claudio Monteverdi. Affaticato dal
20 Amadeus
clima altamente competitivo e, pare, anche una fiabesca illusione. E così, nonostante nelle chiese e specialmente nella basilica
amareggiato da alcuni dissapori sorti con il tutto, Venezia rimase una città in pieno di San Marco, ed ebbe modo di ricordare che
suo superiore, lasciò Venezia e, il 26 marzo fermento che, avviando un programma nel corso dei banchetti e dei festini si
1627, assunse l’incarico di maestro di cappella di riconversione, gettò le fondamenta del potevano ascoltare clavicembali, tiorbe,
della basilica di Santa Maria Maggiore a suo avvenire barocco. flauti e canti; che nei campielli si
Bergamo. Come detto, poco più di tre anni Nei primi anni del ’600, sorse anche una svolgevano balli pubblici dal pomeriggio
dopo trovò la morte assieme alla sua famiglia. ricca letteratura – autocelebrativa anch’essa fino a gran parte della notte; che sotto le
– della superiorità culturale di Venezia: nata finestre s’incontravano cantori che
La Venezia in cui visse Grandi era un centro come Venere sull’acqua. Il mito della improvvisano accompagnandosi con liuti o
che si apprestava a esaurire la gloriosa epopea fondazione della città fu esaltato nel 1624 con chitarre; e che a ogni ora del giorno e
rinascimentale con un inarrestabile declino dal lungo poema di Giulio Strozzi La della notte salivano, dai canali e dalle
mercantile e politico in atto già da circa un Venetia edificata «ornamento d’Europa, calli, ariette, canzonette, e serenate.
secolo. Il progressivo spostamento delle rotte meraviglia dell’Universo». E se Roma
commerciali per l’Oriente e l’apertura era nata per volontà di Enea, un altro eroe La Cappella Musicale di San Marco, celebre
di quelle nuove oceaniche, la concorrenza troiano, Antenore cognato del re Priamo, in tutto il mondo, era il centro della vita
sempre più agguerrita di altre marinerie era giunto in Laguna per creare Venezia. musicale veneziana, ma anche altri luoghi
europee (come l’inglese e l’olandese) ufficiali erano produttori di musica d’alta
avevano iniziato a farsi sentire pesantemente La Venezia di Grandi, quella precedente i caratura: le chiese, come si è detto, ma anche
sull’economia veneziana, che ai primi del tremendi anni della peste, era uno strepitoso le confraternite, i teatri, gli ospedali, le
‘600 entrava in una fase di depressione. centro di richiamo non solo per artisti e accademie… La Venezia d’inizio ’600
Una situazione aggravata sul piano politico intellettuali, ma anche per tanti viaggiatori era davvero un paradiso di suoni, a cui
dall’irrobustirsi delle monarchie assolute e di tutta Europa, esterrefatti dalle bellezze contribuivano in maniera importante le
dall’intraprendenza dell’ottuso rigore della più sorprendente città del mondo: stamperie musicali che affondavano la loro
controriformistico del papato di Paolo V, l’atmosfera luminosa, le meraviglie delle tradizione e il loro raffinato mestiere
a cui la Serenissima tenne fieramente testa architetture, i riflessi delle cupole d’oro, nell’aurea figura di Ottaviano Petrucci.
dal 1605 al 1609 sfoderando in prima linea i palazzi, le chiese, la laguna, i canali, i Gli anni della peste segnarono uno
la figura epocale di Paolo Sarpi, nel corso battelli, le gondole, i giardini, i tesori d’arte, spartiacque tragico e decisivo per la vita
di una disputa giurisdizionalista che spinse le calli, i campielli, i campi, i teatri, le di Venezia. Solo negli ultimi mesi del 1631
lo Stato della Chiesa a fare uso anche presenze orientali, le sale da gioco, le stoffe l’epidemia poté dirsi debellata, e il 21
dell’arma dell’interdetto. preziose, l’aroma delle spezie, e i riflessi novembre fu celebrata la liberazione dal
Fu proprio allora, quando i segnali dei vetri lavorati a Murano. contagio con una messa solenne nel cantiere
apparivano ormai con evidenza, che Venezia Dovunque, e in ogni stagione, ogni pretesto della basilica di Santa Maria della Salute,
affrontò la situazione con coraggio e per fare festa e spettacolo era ben accetto, che si stava erigendo sotto la direzione di
determinazione: trovando in sé nuove energie. e con esso anche quello per fare musica. Baldassare Longhena come ringraziamento
Con maggiore convinzione promosse le arti, Un’attività, quest’ultima, che per la città era alla Vergine per aver sconfitto la malattia.
le scienze, gli studi: anche se non possedeva un elemento indispensabile: come l’aria Le musiche della cerimonia furono dirette
più i talenti, ad esempio, di Giorgione, e l’acqua. Ha giustamente osservato – e forse anche composte – da Monteverdi.
Tiziano, Veronese, Tintoretto, del Sansovino, il compianto Giovanni Morelli, che la E in un disco di tanti anni fa, Gustav
e di Andrea e Giovanni Gabrieli (scomparso musica della Serenissima «non è un’idea, Leonhardt propose un’ipotetica ricostruzione
nel 1612), e solo Monteverdi (in laguna dal non è una funzione, non è una struttura, non dell’evento.Venezia ripartiva. E si affacciava
1613) sembrava ergersi come un picco è un sistema di forme, ma un continuum all’età barocca con la musica. Neanche sei
himalaiano senza macchia di epigonismo. etico, biologico, sociale, essenzialmente, anni dopo, nel febbraio 1637, al Teatro San
Fu in quel momento che Venezia si garantì forse indescrivibile come indescrivibili sono Cassiano, veniva rappresentata l’Andromeda
il suo futuro, continuando la sua azione le realtà quotidiane che s’inabissano in ogni di Francesco Mannelli: il primo
di nucleo propulsore d’arte e cultura, istante o gruppo di istanti del presente, melodramma aperto a un pubblico pagante.
circondandosi di fasto e di splendore, nel compattate dalla infinitesima riproduzione L’inizio di una nuova era.
nome di un’autocelebrazione che da una parte dei loro movimenti».
nascondeva agli altri e a sé stessa il tramonto All’inizio del ‘600, Jean-Baptiste du Val Venezia, ieri e oggi: in apertura, la Basilica di Santa
Maria della Salute eretta nel 1631 per celebrare
della sua potenza; mentre dall’altra, serrando – segretario dell’ambasciatore francese in la fine della peste; qui, piazza San Marco deserta
le file, rilanciava nel tempo l’immagine di città – rimase ammirato dalla musica udita con la sua Basilica, sede della Cappella Musicale

Amadeus 21
22 Amadeus
Il disco Marco Gemmani

La musica
è SACRA
Riscoperte in tempi di quarantena: il direttore
della Cappella della Basilica di San Marco
a Venezia e un suo illustre predecessore, celebre
quanto Monteverdi nel '600, oggi sconosciuto
di Andrea Milanesi

P
er Amadeus quello di Marco Gemmani secondo solo a quello di Monteverdi. La sua
è un gradito ritorno; dopo aver firmato intensa attività compositiva, l’alto valore delle
un progetto discografico dedicato alla sue opere e la capacità di capire le esigenze
ricostruzione di un Vespro con musiche di presenti e future, fecero sì che la sua musica gli
Claudio Monteverdi (n. 337, dicembre 2017), sopravvivesse per lungo tempo. Le sue
il 38° maestro di cappella della Basilica di intuizioni, in particolare riguardo al mottetto
San Marco di Venezia è protagonista di una “concertato”, sviluppate procedendo lungo
nuova, attesa incisione esclusiva. Gemmani il sentiero tracciato da Monteverdi, lo portarono
– che da vent’anni ricopre la prestigiosa carica a vette insuperabili che lo resero un
che fu di Willaert, Monteverdi, Cavalli, imprescindibile punto di riferimento per tutti gli
Legrenzi, Lotti, Galuppi e Perosi – ogni autori dell’epoca. Le notizie storiche che ci sono
settimana dirige le celebrazioni liturgiche in pervenute, lo descrivono come un personaggio
Basilica, ma tutti i giorni si dedica con passione molto ambizioso, ben conscio del proprio
alla ricerca e allo studio dei capolavori custoditi valore, proteso a occupare cariche importanti,
negli archivi della Basilica, riportando alla luce in particolar modo la carica più prestigiosa
tesori nascosti come i Vespri per la Purificazione dell’epoca, cioè quella di maestro di cappella
della Vergine Maria di Alessandro Grandi della Basilica di San Marco. Evidentemente
registrati per l’occasione. l’essere nato a pochi metri dalla chiesa ducale,
nella parrocchia di S. Geminiano, lo spingeva
Chi era Grandi e quale è stata la sua in quella direzione. Già suo padre aveva
importanza nel panorama musicale del ’600? falsificato il suo atto di battesimo anticipando
«Alessandro Grandi fu certamente uno dei la sua data di nascita al 1589 per permettere al
compositori più conosciuti della prima metà del figlio di studiare precocemente con Giovanni
XVII secolo e il suo prestigio in Europa fu Gabrieli in seminario, dove subito ebbe modo

Amadeus 23
«San Tommaso afferma che tutta la musica è sacra, perché
vera espressione dell'anelito umano verso l'infinito e l'eterno»
di distinguersi per le sue capacità. Il suo maestro di cappella il 17 novembre 1620. sapere cosa non ha funzionato tra i due
trasferimento a Ferrara all’età di diciassette In quel momento aveva già pubblicato una maestri. Infatti sappiamo che già dal 1625
anni all’Accademia della Morte e, in seguito, decina di libri, principalmente mottetti si ruppe il rapporto di collaborazione
le varie nomine come maestro di alcune concertati a due o tre voci; ciò si sposava tra Monteverdi e Grandi e nel 1627
delle più importanti istituzioni musicali della molto bene con la sua funzione di quest’ultimo si trasferì a Bergamo a capo
città emiliana, gli permisero di fare una “maestro in cantoria”. Da questa della più importante cappella della
rapida carriera in modo da poter tornare a postazione, accompagnati dall’organo, si Serenissima dopo quella di San Marco».
Venezia con un curriculum di tutto rispetto esibivano alcuni solisti che si alternavano Come è nato questo Vespro e quali sono
nonostante la sua giovane età». con il resto della cappella, situata nel le sue peculiarità stilistiche?
Che rapporto ha avuto con la Cappella bigonzo e guidata dallo stesso Monteverdi. «La mia idea iniziale è stata quella di dare
Marciana e con i suoi più illustri Stiamo tutti attendendo l’imminente un’immagine completa della figura di
collaboratori? pubblicazione, curata da Rodolfo Grandi. Fino a questo momento sono state
«Il 31 agosto 1617 Grandi giunge Baroncini, commissionata dall’attuale pubblicate solamente registrazioni di
all’agognata Cappella Ducale veneziana Procuratoria della Basilica di San Marco mottetti a due o tre voci, scelti tra opere
come cantore e, per interessamento dello e dedicata al periodo di permanenza di varie, ma mancava, a mio parere, un
stesso Monteverdi, è nominato vice Monteverdi a Venezia; forse lì potremo progetto unitario. Grandi ha pubblicato

24 Amadeus
anche messe, salmi, mottetti a quattro e ma ben presto si pentirono di averlo fatto precarietà e di intraprendere progetti a
cinque voci e anche due libri di madrigali. perché, nel frattempo, la cosiddetta musica lungo termine. Primo fra tutti, sostenere
Per far conoscere a fondo questo profana, in primis il madrigale, si stava la qualità degli esecutori. Da quel
importante maestro, purtroppo ancora evolvendo velocemente in maniera momento ho potuto cominciare a
sconosciuto al grande pubblico, ho voluto autonoma, fortemente attraente. Ben scegliere chi può far parte della Cappella
incidere un vespro rappresentativo, che presto, già ai tempi di Monteverdi, si cercò e quindi ho iniziato a sostituire i
desse un saggio di gran parte della sua di reintrodurre i madrigali nella liturgia, componenti storici con elementi via via
attività compositiva e che fosse credibile sostituendone i versi con testi sacri. migliori. Questo ha innalzato il nostro
dal punto di vista musicologico». Sant’Agostino ha scritto: “Chi canta, livello tecnico-qualitativo e ci ha
Ci racconti della liturgia dedicata alla prega due volte” e non: “Solo chi canta permesso di iniziare a svolgere una
Festa della Purificazione, così musica sacra, prega due volte”». piccola attività concertistica, soprattutto
particolarmente “sentita” nella vita Come maestro di cappella di San Marco, all’interno della basilica stessa. Abbiamo
religiosa veneziana... quale attività di ricerca, studio ed iniziato a incidere qualche disco e
«Tutto ciò che riguardava la Madonna era esecuzione svolge con i suoi musicisti? l’ultimo, dedicato alla Scuola fiamminga
– ed è ancora – importante per la chiesa «Oggi nella Cappella Marciana si continua attiva a San Marco nel ’500, è stato
veneziana. Le feste mariane in blocco, il progetto di recupero del repertorio pubblicato da Concerto Classics e ha
assumevano un ruolo primario nel generato all’interno della Basilica di San recentemente vinto il primo premio per
cerimoniale della Basilica di San Marco Marco. Il lavoro è iniziato alla fine la categoria “Early Music” agli ICMA,
che, non dimentichiamolo, fino al 1797 dell’ottocento ed è stato portato avanti da International Classical Music Awards».
fu chiesa di stato della Serenissima tutti i maestri del XX secolo. Potrebbe Quanti altri capolavori sono nascosti
Repubblica. La Beata Vergine Maria fu sembrare una specie di pretesa autarchica, negli archivi di San Marco, pronti per
dichiarata protagonista della fondazione ma in realtà stiamo parlando di un essere risvegliati?
della città lagunare e, da allora, ne è la repertorio vastissimo che ha dato spunti «Non c’è una risposta certa a questa
principale protettrice. La Basilica di San importanti all’intera cultura musicale domanda. Più materiale cerchiamo e più
Marco custodisce tuttora l’icona che occidentale e la sua riscoperta sta ci accorgiamo di quanto ce n’è e quanto
raffigura la Madonna Nicopeia (portatrice riportando alla luce autori e musiche di dovremmo lavorare per ridare spazio e
di vittoria) strappata ai Bizantini nella rara bellezza che ancora avrebbero molto dignità a un repertorio rimasto sommerso
Quarta crociata e particolarmente invocata da insegnarci. Tutte le domeniche la per tutto questo tempo. È in atto in questo
in tempo di guerra. La festa della Cappella Marciana canta in Basilica alla momento un progetto di recupero di
Purificazione, celebrata il 2 febbraio, era Santa Messa delle 10 e ogni volta Giovanni Legrenzi, ma siamo solo agli
anche la festa della Presentazione di Gesù mettiamo a tema un differente compositore inizi. Si tenga presente che nel frattempo
al Tempio, ma per i veneziani rimaneva o una ristretta cerchia di opere collegate a la vita liturgica della basilica va avanti.
assolutamente una festa mariana, in cui la un circoscritto periodo storico. In questo Nascono nuove esigenze cui devo
Vergine, terminata la quarantena dopo il modo il nostro repertorio si è molto rispondere con mie nuove composizioni o
parto, fu pubblicamente dichiarata pura». arricchito e possiamo spaziare dal con nuove acquisizioni. Il mondo liturgico
Che cosa è per lei la “musica sacra”? Quattrocento fino ad oggi». di oggi è in grande fermento. Altre cappelle
«In una delle sue summae San Tommaso Secondo quali criteri e lungo quali musicali stanno rinascendo e siamo tornati
d’Aquino afferma che tutta la musica è percorsi interpretativi sta guidando a essere un esempio da imitare». 
sacra, perché vera espressione dell’anelito la Cappella Marciana nel suo lavoro
umano verso l’infinito e l’eterno. Io mi quotidiano?
sento di sottoscrivere in pieno «La Cappella Marciana ha avuto un
quest’affermazione. Quando nel ’500, impulso molto positivo nel 2004 quando
durante le sessioni del Concilio di Trento, l’allora Patriarca, il cardinal Angelo
si provò a dare una definizione di musica Scola, definì il nuovo ruolo che la nostra
profana si fece molta fatica a trovarne una. formazione doveva avere sia a livello
In effetti, negli atti conciliari non si culturale che liturgico. Fece nascere una
trovano indicazioni al riguardo. Solo in Fondazione che da allora cura il nostro
seguito i commissari, esecutori dell’assise stato di salute economica e ci rappresenta
In queste pagine, Marco Gemmani
tridentina, cercarono di estirpare l’uso in dal punto di vista giuridico. Questo ci ha con la Cappella della Basilica di San Marco
chiesa di musiche con testi non liturgici, permesso di uscire da una pericolosa di Venezia di cui è direttore

Amadeus 25
Il download Davide Muccioli

CULTURE
diverse
Il ’900 di Albéniz, Rachmaninov e Gershwin: tre mondi sonori,
un unico momento storico e le tappe della vita
s’intrecciano nell’interpretazione di un pianista da scoprire
di Claudia Abbiati

A
lbéniz, Rachmaninov, Gershwin: tre «I miei genitori avevano una specie di
mondi sonori completamente diversi cd 2 in download tastiera-organetto elettrico. Ho iniziato
tra loro in un percorso tutto intorno ai 6 anni suonando a orecchio
novecentesco che include pagine celebri PLAYING THE 20TH canzoncine varie, poi ho chiesto di andare a
come il primo libro di Iberia, la Sonata n. 2 Albéniz Iberia (Libro I) lezione di pianoforte ed è incominciato tutto.
in si bemolle minore, i Three Preludes e la Rachmaninov Sonata n. 2 op. 36 Non parlerei di tappe, ma più di persone
Rhapsody in Blue. A proporlo è il pianista Gershwin legate a fasi della mia vita. Al di là della
Three Preludes • Rhapsody in Blue
Davide Muccioli, nato a Rimini dove famiglia (mia madre mi ha sempre
ha iniziato gli studi musicali con Alfredo Davide Muccioli pianoforte appoggiato in tutto e le devo davvero tanto),
Speranza per poi diplomarsi al Conservatorio gli amici e colleghi, tra cui la mia compagna
“Gabriele D’Annunzio” di Pescara. Ha accedere al sito amadeusmagazine.it da tanti anni Barbara Rho, ci sono tre pianisti
quindi ottenuto il Master of Arts in e inserire il codice DM364PN2K e docenti che ricordo particolarmente:
Specialized Performance al Conservatorio Alfredo Speranza (purtroppo scomparso
della Svizzera italiana di Lugano nella classe da poco), con cui ho studiato per tanti anni
della pianista argentina Nora Doallo per poi privatamente a Rimini, mia città natale.
frequentare corsi di perfezionamento tenuti dove vive attualmente. Con lui abbiamo Nora Doallo, con la quale, qualche anno
da musicisti quali Roberto Cappello, Edith avuto occasione di parlare, oltre che dopo il diploma, mi sono perfezionato
Fischer, Oxana Yablonskaya, Robert Szidon, della sua attività professionale e al Conservatorio della Svizzera Italiana
Luis de Moura Castro e Aquiles Delle Vigne. dell'album download in presentazione, di Lugano. E poi Roberto Cappello,
Ha partecipato con successo a numerosi del particolare periodo che stiamo del quale ho frequentato alcune lezioni
concorsi nazionali e internazionali e vivendo in queste settimane. al Conservatorio di Parma e che ho
si dedica con passione anche all’attività Come si è avvicinato al pianoforte ascoltato diverse volte dal vivo nel corso
cameristica e a quella didattica nella e quali sono state le tappe principali degli anni come grande fonte di ispirazione.
cittadina di Merate, in provincia di Lecco, del suo percorso? Questi tre insegnanti, estremamente diversi

26 Amadeus
fra loro sia come pianisti che come diversi. Il mio intento è stato cimentarmi orchestra, un modo come un altro per dare
docenti, sono quelli che mi hanno formato in tre stili molto diversi fra loro. La riuscita un tocco personale, credo».
come musicista». di questo intento spetta agli ascoltatori Di solito è possibile ascoltare dal vivo
Musica del Novecento: come mai si giudicarla. In oltre questi tre compositori gli artisti dei nostri cd download, ma
è dedicato a questo repertorio? li ho affrontati in periodi molto diversi della in questo momento la situazione per
«Non direi che sono uno specialista, mia vita e quindi è stato anche un po’ come la musica dal vivo è incerta e fragile.
inizialmente volevo solamente incidere un cd. ricordare questi momenti». Come sta vivendo questo periodo?
Avevo già fatto in passato qualche registrazione Tra quelli che ci presenta in ascolto c’è un «Il periodo non è certo piacevole, però si
ma questo è il mio primo lavoro discografico. brano che la rappresenta maggiormente? cerca di essere positivi e pensare al futuro, a
Ci tenevo molto a vivere questa esperienza. «In realtà dovrei rispondere nessuno, presi quando si ritornerà alla normalità. La prendo
La prima intenzione era incidere un programma singolarmente, ma tutti nel loro insieme. come una pausa forzata per poi ripartire
“classico” da recital: una sonata classica, uno Come dicevo sono brani studiati e assimilati con più impegno ed energia. Nel frattempo
o due brani romantici e magari un brano del in momenti diversi della mia vita. Albéniz tengo lezioni online, come tutti i docenti, per
’900 o contemporaneo. Poi però ho pensato l’ho studiato anni fa con Nora Doallo a limitare i danni. Per i concertist si vedrà».
a qualcosa di un po’ più mirato e strutturato Lugano, la Sonata di Rachmaninov molto Pensiamo al futuro, allora, progetti?
ed ecco il titolo del cd e il relativo programma». tempo prima con Alfredo Speranza, «Sicuramente vorrei pubblicare un altro
Albéniz, Rachmaninov, Gershwin: come Gershwin l’ho studiato recentemente da solo disco; l’esperienza è stata impegnativa ma
mai questo percorso? Quali sono le ma avendo in mente le esecuzioni dal vivo gratificante. Non so ancora, potrebbe essere
peculiarità di questa incisione? di Roberto Cappello. Interpretazioni musicali musica da camera (magari in duo pianistico
«Mi piaceva l’idea, una volta scelto di che ho rivisto e fatto mie. In particolare in o con altri strumenti), ma è ancora tutto da
concentrarmi su un periodo storico preciso, Gershwin mi sono preso la libertà di rivedere decidere. Per ora insegno e suono. Mi capita
di immaginare una sorta di percorso fra culture alcune cose: ad esempio nella Rapsodia spesso di fare il pianista accompagnatore in
diverse: dalla Spagna alla Russia e in fine gli per piano solo ho aggiunto le parti mancanti alcuni Conservatori, mi fa piacere lavorare
Usa. Sono tre autori e tre generi totalmente presenti nella versione per pianoforte e con i giovani e magari essere loro di aiuto».

Amadeus 27
#lamusicanonsiferma

ANTI
VIRUS
Teatri chiusi, concerti cancellati.
Tra social e streaming
la musica classica non si è fermata
ma soffre una crisi drammatica.
Artisti e istituzioni meritano sostegno
e provvedimenti straordinari
di Valerio Cappelli

I
l virus ci ha presi alle spalle, una situazione sconosciuta e mai vissuta
prima che ha trasformato l’Italia nell’avamposto di un destino beffardo
e terribile. Le città vuote, gli ospedali pieni. E i teatri chiusi. Nessun
medico, nessun esperto ha potuto azzardare previsioni sulla durata
dell’emergenza. Siamo stati prigionieri in casa, ci siamo scoperti d’un
tratto smarriti, fragili, a volte furbi e irresponsabili, sordi ai richiami
all’autoisolamento. Ma nella maggior parte dei casi coraggiosi, generosi,
solidali. I medici e gli infermieri sono gli eroi di questo tempo sospeso.

Ma qual è la situazione per la musica al tempo del coronavirus, dopo


la chiusura di cinema e teatri disposta con decreto governativo?
È stata stravolta, più veloce di un colpo di tosse, come tutte le nostre
abitudini. Spettacoli cancellati, programmazioni sospese, contratti
stralciati, . Il danno economico solo per le Fondazioni lirico-sinfoniche
italiane al 20 marzo era calcolato dall'Anfols, l'associazione che le
riunisce e le rappresenta, in oltre 20 milioni di euro alla settimana.
In luogo delle pratiche di rimborso (che hanno riguardato solo la Scala)
è stato istituito un voucher con il quale lo spettatatore mancato anzichè
essere rimborsato in denaro riceve un buono valido per uno spettacolo
futuro. Le Fondazioni liriche – il comparto che, almeno nella classica,

Amadeus 31
gode delle maggiori tutele – rientrano sia nel fondo straordinario paglia. Santa Cecilia è una istituzione prestigiosa con una
di 130 milioni istituito dal Governo per tutti i settori dello consolidata credibilità internazionale che ha però uno storico
spettacolo sia negli ammortizzatori sociali previsti. tallone d’Achille: la lenta macchinosa reattività di fronte a
Il primo Teatro lirico a chiedere la cassa integrazione per i suoi problemi di natura sindacale, amministrativa e nella
dipendenti è stato La Fenice. comunicazione (la responsabilità non è del bravo ufficio stampa).
Poco prima che venisse diramato il divieto di apertura da parte Il comunicato della cancellazione dei concerti a causa della
del premier Giuseppe Conte, a Roma ci sono state, drammatica emergenza sanitaria è stato diffuso il giorno dopo
nell’immediato, reazioni diametralmente opposte da parte delle che il primo appuntamento non aveva potuto avere luogo, molti
due principali istituzioni. Entrambe, spiace dirlo, insufficienti, appassionati di musica e spettatori se la sono presa con i
inadeguate, non positive. Le ricordiamo soltanto per restituire quotidiani, del tutto incolpevoli.
il clima emotivo di quei primi giorni, dove si fronteggiava L’errore dell’Opera di Roma è andato contro il buon senso
un nemico sconosciuto, e qualche scivolone ci poteva stare. ed è stato più grave. Mentre il governo raccomandava massima
Insomma vanno date tutte le giustificazioni del caso, proprio prudenza, poche ore prima che “sigillasse” il paese (ma le
per la natura imprevedibile di ciò che stava avvenendo in tempi indicazioni erano state già tracciate), il teatro romano, d’intesa
velocissimi. Già, la misura del tempo in musica… con la sindaca Virginia Raggi, decideva di organizzare un concerto.
Si potrebbe dire, rispetto alla situazione musicale romana dei Sfidando il virus, l’iniziativa fu chiamata R/Esistere. Dal 13 al 15
primissimi giorni: Adagio, per l’Accademia di Santa Cecilia, e marzo, vennero annunciati tre concerti diretti da Carlo Donadio
Presto con fuoco, per l’Opera di Roma, ma è stato un fuoco di rivolti a un totale di 439 spettatori anziché 1.400, con un cast

32 Amadeus
proveniente dal serbatoio di talenti di Fabbrica Young Artist il nostro pubblico senza mandare un segnale di continuità almeno
Program. Biglietti popolari, si sarebbe tenuta la distanza di sul web», ha dichiarato il presidente Michele Dall’Ongaro, «per
sicurezza di un metro, sia per i musicisti che per il pubblico... Il questo motivo la stagione, almeno virtualmente, continua».
sovrintendente Carlo Fuortes (questa la prima decisione sbagliata Sono stati resi disponibili anche appuntamenti per i bambini e
della sua gestione, che ha ridato visibilità e credibilità a un teatro i ragazzi che frequentano i corsi, le orchestre giovanili e i cori
che era inesistente ed è strano per un manager così quadrato e di voci bianche dell’Accademia, oltre naturalmente a tutti i giovani
razionale), aveva ricordato che il Costanzi non si era mai fermato appassionati di musica: clip, corsi, materiale per lo studio della
nella sua Storia, «neanche durante le due Guerre mondiali. Credo musica e perfino delle fiabe.
che in questi momenti difficili sia indispensabile continuare a
vivere e lavorare secondo le regole definite dalle Autorità di questo Nella musica tutto è rito, dal momento in cui l’Orchestra entra in
paese, senza farsi sopraffare dalla paura». L’infettivologo Roberto sala, agli applausi; dai bis che nella musica sinfonica si eseguono
Burioni commentò in un tweet: «Possibile che nessuno si renda soltanto nelle tournées, al cenno di distinzione col gesto della
conto della gravità della situazione?». E si fece marcia indietro. mano con cui il direttore fa alzare a fine concerto uno
Dopo le incertezze, l’Accademia di Santa Cecilia si è organizzata. strumentista che si è fatto valere. Si potrebbero fare tanti altri
Con l’hashtag #restiamouniti nellamusica, ha dato accesso, grazie esempi, tutti nella direzione che la musica è un rito collettivo,
a Rai Cultura, a una selezione di concerti sul proprio sito e sui canali è, secondo la magia di ogni spettacolo dal vivo, un’arte “sociale”:
social dell’Accademia, a cominciare dal Fidelio diretto da Antonio non è come guardare un quadro al museo.
Pappano che inaugurò la stagione 2016-17. «Non vogliamo lasciare E allora vediamo in concreto come si sono attivati i teatri e le

Amadeus 33
istituzioni. Rai Cultura ha creato su Rai5 una fascia quotidiana, Dobbiamo avere cura della nostra salute. Abbiamo una web tv,
dalle 18 alle 20, tutti i giorni, con concerti e opere, che è andata e abbiamo investito molto sul digitale e oggi utilizziamo questi
a aggiungersi alla normale programmazione musicale già ricca: strumenti per darvi un messaggio: noi ci siamo, vi faremo
il lunedì l’Orchestra Nazionale della Rai, il martedì opera, compagnia a casa. Il Teatro Massimo rende la sua web tv sempre
il giovedì balletto… E Raiplay ha ampliato moltissimo l'offerta aperta. Non possiamo aprire il teatro, è giusto rispettare
di titoli di musica lirica. Il Rossini Opera Festival ha attivato le norme di sicurezza previste, ma siamo aperti con una
sul suo sito l’accesso alla registrazione video di alcune opere, programmazione continua, ventiquattro ore su ventiquattro.
così come hanno fatto il Teatro la Fenice e il Regio di Parma. Vi faremo seguire tante delle cose belle che abbiamo fatto in questi
È il concetto della digital music, sull’esempio di quanto anni e anche alcune sorprese. Il teatro è il luogo che si fa con
propongono da tempo i Berliner Philharmoniker nella Digital Hall, l e persone, questo è un teatro che oggi prova a fare comunità con
però, in quel caso, a pagamento e non in forma gratuita, come i mezzi che la tecnologia ci ha messo a disposizione». Tra le prime
ha fatto invece la Filarmonica della Scala con MusicEmotion. proposte del tour siciliano virtuale in musica, La traviata e
Sugli spettacoli in streaming la Scala, ha risolto il problema Lo schiaccianoci, la Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Zubin
di diritti d’autore che la bloccava stipulando un accordo con la tv Mehta al Teatro greco di Taormina con i complessi palermitani.
di Stato che trasmette su Rai5 e RaiPlay 30 spettacoli la maggior
parte dei quali proposti per la prima volta sul web. Nei primi Attivo anche il San Carlo che ha lanciato l’hasthtag
giorni dell'emergenza Covid il teatro milanese, dopo avere sospeso #stageathome e porta il palcoscenico nelle case: tra i titoli più
ogni attività aveva invitato artisti, lavoratori e pubblico a cliccati, Cavalleria Rusticana andata in scena a Matera con
raccontare le proprie storie con l’hashtag #WeAreLaScala. la regia di Giorgio Barberio Corsetti, Manon Lescaut con la regia
di Davide Livermore, Ermione di Rossini diretta da Alessandro
De Marchi. «In questi tempi difficili», ha detto la sovrintendente
C’è un politico che abbia Purchia, «il San Carlo avverte ancora di più la necessità
pensato di sventolare di rafforzare la propria mission civile regalando, per quanto
possibile, un attimo di bellezza e risvegliando in ciascuno, grazie
la bandiera della cultura a quei valori che costituiscono l’identità del nostro paese,
nel nome della musica il senso di comunità necessario a superare questo momento».
 
classica e dell'opera? Bologna trasmette in podcast sul canale YouTube del Teatro
tre opere andate in scena al Comunale: Rigoletto nell’allestimento
Il teatro ha ricordato di essere una grande comunità di «idee e firmato da Alessio Pizzech e diretto da Matteo Beltrami,
passioni» e ha esortato al senso di partecipazione e condivisione. La traviata diretta da Renato Palumbo con la regia di Andrea
Se c’è un luogo in cui si ritrova un’intera comunità, è il Massimo Bernard, Il barbiere di Siviglia con Federico Santi sul podio
di Palermo. È la piazza in cui ci si riconosce, la scalinata in cui e la regia di Federico Grazzini. L’Opera di Firenze ha reso
i giovani si danno appuntamento, si incontrano. In questi anni disponibili (grazie alla casa discografica Dynamic) concerti e
si è dato vita più che a un cartellone di spettacoli a un progetto opere in traccia audio che provengono dalla collezione Maggio
sociale che ha intercettato sentimenti e tensioni emotive che Live e Maggio Live storico: Zubin Mehta in un concerto
circolavano senza essere, fino a qualche tempo fa, intercettate. sinfonico, Madame Butterfly con Raina Kabaivanska diretta
Un esempio per tutti, il Coro arcobaleno dove bambini di 80 da Gianandrea Gavazzeni, la rarissima Didone abbandonata
comunità, compresa quella cinese che è chiusa, studiano, di Leonardo Vinci, La battaglia di Legnano di Verdi con Leyla
fanno musica insieme col coro di voci bianche del teatro, con Gencer sotto la direzione di Vittorio Gui…
la cantoria e con il coro diretto da Ciro Visco.
Il sovrintendente Francesco Giambrone, anche presidente Fondazioni liriche, teatri di tradizione, festival, associazioni si
dell'Anfols, l'associazione che riunisce le Fondazioni lirico- sono virtualmente mobilitate e attivate. Resta, però, il rammarico
sinfoniche italiane, palermitano doc, ha mandato un messaggio che si tratti di iniziative individuali, senza una regia collettiva
video intitolato «Restate a casa, la musica non si ferma». delle autorità, le quali si sono rivolte piuttosto a personaggi
«Non vi lasceremo senza musica», ha detto Giambrone, popolari del cinema e della musica leggera, affinché diffondessero
«ve la porteremo a casa attraverso smartphone, computer e tv». messaggi improntati al senso di responsabilità dei cittadini.
E poi, con parole belle nella loro semplicità: «In un tempo C’è un politico che abbia pensato di sventolare la bandiera della
in cui tutti vi dicono di stare a casa, anche noi lo diciamo. cultura nel nome della musica classica e dell’opera, che resta
E’ un atto di responsabilità per affrontare un tempo complesso. l’elemento fondante della nostra identità di popolo? 

34 Amadeus
Premio
internazionale
di direzione
d’orchestra
9 - 13 settembre 2020
Iscrizioni online entro il
30 aprile 2020
www.premiocantelli.it
1

Tutte le incisioni di Guido Cantelli


realizzate per la EMI (oggi
confluite nel catalogo Warner
Classics) sono state rimasterizzate
in HD dai nastri originali e raccolte
@premiocantelli in un cofanetto da 10CD.

Primo Premio Premio della Critica Premio della Città Premio Giovani
12.000 euro + contratti 3.000 euro 2.000 euro 1.000 euro
Beethoven250#III

ORECCHIO
interiore
Rifugio, introspezione, creatività e volontà
comunicativa: prospettive psicoanalitiche
sulla sordità beethoveniana
di Maynard Solomon

D
urante l’infanzia, spesso Beethoven vale a dire con lo scopo di restare solo con
si avvolse in un manto di silenzio, a se stesso e le sue fantasie». Questa sfera di
mo’ di scudo, contro le vicissitudini “onnipotenza magico-allucinatoria”, serviva
della realtà, esterna, nonché gli avvenimenti parimenti a un altro scopo: isolare Beethoven
traumatici all’interno del suo gruppo dalla portata di ordini e comandi estremi così
familiare. I resoconti dei contemporanei come da paurosi suoni origliati o immaginati.
che lo conobbero verso la fine del suo primo Per la sfera uditiva, «il nucleo del super-ego»,
decennio di vita descrivono in più riprese secondo Isakower, è una zona di coscienza
il suo ritirarsi in un mondo fantastico, la accessibile alle proibizioni verbali e agli
propensione a isolarsi, le risposte a imperativi dell’autorità parentale e sociale.
monosillabi ad adulti che lo interrogavano, Secondo le parole di Knapp, il meccanismo
la felicità nell’essere lasciato solo dai genitori, uditivo «mantiene il nostro orientamento
la sordità allorché un giovane vicino di nella sfera del comportamento». Questo
casa tentava di interrompere i suoi sogni aspetto della funzione uditiva fu molto tempo
ad occhi aperti. Il silenzio e la solitudine fa avvertito dai teologi protestanti: essi
furono di grande utilità a questo giovane dichiaravano che il Dio benevolo risiede nel
genio malinconico, rendendo possibile la cuore, laddove il Dio collerico si insinua
condizione di “sognare da sveglio” attraverso l’«accessibile», «ricettivo» senso
all’interno di un silenzioso mondo protettivo dell’udito. Lutero, che (come Beethoven) era
intessuto delle proprie sfarzose fantasie (o afflitto da un fastidioso ronzio nelle orecchie,
ricolmo della musica da lui stesso creata). osservò: «nella Chiesa di Dio non viene
Nella formulazione di Abraham, l’individuo richiesto altro che l’ascolto». Forse, questo è
«si ritrae nella profondità della notte al fine il motivo per cui Ludwig Feuerbach definì
di non sapere alcunché del mondo esterno, l’orecchio «l’organo del terrore» o affermò

Amadeus 37
che «se l’uomo possedesse soltanto occhi, disse all’organista Freudenberg, «[i suoi] la sua sordità: «sarei felice, uno dei più felici
mani e i sensi del gusto e dell’olfatto, non nervi non [potevano] sopportare la potenza mortali, se quello spirito maligno non si fosse
avrebbe religione, in quanto tutti questi sensi del gigantesco strumento». Ciò potrebbe installato nelle mie orecchie»; e ancora: «il
sono strumenti di critica e scetticismo». Vi è implicare il fatto che Beethoven temesse mio cattivo udito mi ha perseguitato ovunque
qualche prova che i suoni, specialmente quelli quella che Niederland chiamò «l’estinzione come uno spettro, e io ho rifuggito il genere
forti, capaci di trasformarsi in una sensazione auditiva». I frastuoni possono rievocare umano». Diverse strade sono percorribili per
tattile, provocassero ansia in Beethoven. ricordi di rumori temuti che provengono da colui che cerca di dominare le ansietà
una fase iniziale dello sviluppo di un prodotte da suoni spaventosi: il ritiro in un
Durante il bombardamento francese di Vienna individuo, «quando il rumore era qualcosa isolamento fisico, l’ascolto selettivo o il
nel 1809, egli «passò la maggior parte del di materiale, forse di una natura corporea rifiuto di ascoltare, il rifugio nel sogno ad
tempo in una cantina, nella casa di suo intensamente minacciosa o… persino occhi aperti, la sostituzione dei suoni caotici
fratello Caspar, dove si copriva la testa con capace di inghiottire o di divorare». [...] e molesti con esperienze uditive significative
cuscini in modo da non udire i cannoni». e gradevoli, e la sordità. Vi sono abbondanti
Sembrerebbe che Beethoven, in questo caso, Studi medici sul tinnito auricolare hanno testimonianze che Beethoven facesse ricorso
proteggesse semplicemente i suoi organi dimostrato che pazienti i quali, al pari di alle prime quattro di queste vie. Per quanto
sensoriali dell’udito dal rombo dei cannoni; Beethoven, soffrono di fastidiosi ronzii e riguarda l’ultima, la sordità beethoveniana,
comunque, molto prima che si manifestassero brusii nelle orecchie percepiscono le sia che essa fosse “voluta” o meno, oppure
i primi segni della sordità poco prima che intrusioni uditive come persecutorie. Ciò creata attraverso qualche oscuro meccanismo
egli compisse trenta anni - Beethoven aveva può parzialmente spiegare l’assortimento di psicosomatico, servì a proteggere la sua
smesso di suonare l’organo perché, come metafore adottate da Beethoven per spiegare creatività dagli assalti e dalle seduzioni del

38 Amadeus
mondo esterno e dai ricordi di un passato di qualità di virtuoso della tastiera. Ma tali qualcuno a portata di mano. E in chi posso
sottomissione in un momento in cui egli compensazioni non potevano diminuire il confidare?». Analogamente, così egli si
stava per intraprendere quello che definì tormento causato a Beethoven dalla sordità. rivolge a se stesso nel Diario del 1817:
il suo «nuovo sentiero», una via che lo Egli la percepiva come una ferita, una «vivere da solo è come un veleno per te, dato
avrebbe portato a trasformare i parametri punizione e una ritorsione («quello spirito il tuo stato di sordità». Probabilmente, questo
e i procedimenti della tradizione classica maligno [...] nelle mie orecchie»). E forse suo desiderio di essere “dentro” e “del”
viennese e a fissare i nuovi confini e le nuove per il fatto che essa implicasse una mondo, è precisamente ciò che incoraggiò
regole per il futuro sviluppo della musica. femminilizzazione, egli la vide come una Beethoven, a partire da circa il 1810, a
Subito dopo aver appreso nel 1801 che la vergognosa malformazione. «Sono costretto svolgere quelle attività sessuali con prostitute
sua malattia era incurabile, disse ai fratelli a vivere come un reietto», rimarca nel che rivelavano il suo bisogno fisico di
e a diversi suoi intimi amici che avrebbe Testamento di Heiligenstadt. «Se mi avvicino “raggiungere”, toccare e comunicare con
desiderato che il progredire della sordità alla gente, mi assale un’angoscia bruciante altri esseri umani. La musica aveva sempre
fosse tenuto segreto. Tuttavia, questo e temo di essere esposto al pericolo che il svolto, per Beethoven, questa funzione
«grande segreto», come egli lo chiamava, mio stato possa essere notato». [...] compensativa ma, con il passare degli
può essere stato non la sordità ma la sua anni, egli ebbe bisogno di qualcosa che
acquiescenza a che essa fosse necessaria Le più riposte reazioni beethoveniane alla sua andasse oltre la simbolica condivisione
come una condizione della sua creatività sordità non possono essere facilmente con altri di esperienze. In qualche modo,
vale a dire, della sua competizione con Dio comprese o riassunte. Ma è pressoché sicuro la comunicazione sessuale dimostrò l’integrità
e con gli onnipotenti genitori di arcaica che egli, all’inizio, reagisse ai primi sintomi e beethoveniana, pose rimedio alla sua
memoria. Weber definì il «concetto secondo al progresso della perdita dell’udito con una deficienza fisica nel permettergli di esplorare
il quale certi tipi di sofferenza e di stati narcisistica presa di distanza; in effetti, la effettivamente la geografia della donna.
anormali provocati per mezzo di punizioni sordità fu la principale spiegazione razionale La proposta di matrimonio rivolta da
si rivelano vie al raggiungimento del del suo appartarsi dalla società, dai rapporti Beethoven a Therese Malfatti nel 1810, il suo
amore profondo che nacque nel 1810, o nel
1811, per la donna che avrebbe definito la sua
«Sarei felice, uno dei più felici mortali, Immortale Amata, il “sequestro” del nipote
se quello spirito maligno non si fosse dopo il 1815 e il seguente, lungo, contenzioso
con la madre di quel ragazzo: tutto ciò
installato nelle mie orecchie» testimonia l’intensificarsi del suo impulso
a istituire rapporti umani intensi e concreti
superuomo, cioè del potere magico». sessuali e dalla prospettiva di costituire una proprio quando la sordità gli andava
La sordità di Beethoven può essere stata sua famiglia. Ferenczi descrisse una volta tagliando i fili con il mondo. È vero che
una tale forma di ascetismo magico, un questa sorta di «regressione narcisistica» il suo Tagebuch comincia con un tono
rito di passaggio, un preludio a uno stato come derivante da «una lesione a una parte di risentimento: «per te non c’è più alcuna
di estasi e di “santità” dal quale sorsero i del corpo particolarmente e fortemente felicità salvo che al tuo interno, nella tua
capolavori della maturità. [...] impregnata di libido, con la quale l’ego nel arte», e che nello stesso diario Beethoven
suo insieme si identifica facilmente». incita sé stesso: «vivi soltanto nella tua arte...
Informando il suo intimo amico Karl Amenda Comunque, nel momento in cui l’udito di l’unica esistenza che ti è concessa». Ma la
sull’insorgere delle prime difficoltà uditive, Beethoven peggiorò e subentrò la prospettiva dolorosa prospettiva di una vita rinchiusa
egli scriveva: «sappi che il mio organo più di una totale sordità, le narcisistiche difese negli ambiti dell’estetica e dell’immaginazione
vitale, l’udito, si è fortemente deteriorato» si dimostrarono sempre più insufficienti a non venne mai accettata del tutto da
[...] Le energie musicali di Beethoven frenare le ansie e i relativi sensi di Beethoven, il quale continuò a protendersi,
furono scarsamente menomate dalla sua persecuzione e di impotenza provocati dal intento ad appropriarsi di un suo territorio
sordità. Probabilmente, questa è la ragione suo stato. Egli aveva il bisogno di fare ritorno tanto al di là quanto all’interno dell’isolato
per cui egli sembrò, per un certo lasso di al mondo, di trovare un contatto umano, per perimetro della propria creatività. 
tempo, persino accettarla, quale condizione compensare in qualche misura il vuoto
vantaggiosa per la sua capacità creativa in uditivo. Egli si rese conto appieno del proprio
virtù del suo eliminare tutti gli sbocchi che bisogno, rammaricandosi con il fratello
(Tratto da Maynard Solomon, Su Beethoven.
potessero competere con la composizione Nikolaus Johann: «con il mio povero udito Musica mito psicoanalisi utopia, Torino, Einaudi,
come le continue esecuzioni pubbliche in ho inevitabilmente bisogno di avere sempre 1998; traduzione italiana di Guido Zaccagnini)

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Storia & Storie

Il diario
di LILIANA
Senatrice a vita, deportata ad Auschwitz nel 1944,
Liliana Segre racconta tra emozioni e ricordi
il miracolo della musica, esempio di dialogo, armonia e pace.
Antidoto – oggi come ieri – all'odio e alla paura
di Alessandro Cannavò

F
orse adesso, dopo 30 anni di i nonni paterni) e fu uno dei pochi preparano. E godo del panorama del
testimonianza per le nuove sopravvissuti a quel campo dei teatro, della luce soffusa dei palchi,
generazioni in giro per l’Italia, concentramento e di sterminio, vuol dell’attesa che si apra il sipario:
in questo 2020 che ci ha costretti con ritirarsi dai discorsi pubblici ma certo potessi, andrei alla Scala tutti i giorni».
il coronavirus a riscoprire e a riempire non dalla vita sociale che continua a Il teatro del Piermarini era un posto
di riflessioni nuovi spazi di intimità frequentare con grande curiosità. familiare anche per la Liliana bambina.
domestica, Liliana Segre sta recuperando «Nella mia famiglia non c’era l’afflato
quei momenti di assoluta solitudine in Nel palco della Scala musicale, nessuno suonava uno
cui ascoltava Radiotre e la sua adorata E il Teatro alla Scala è il fulcro attorno strumento; ma frequentare il teatro era
musica classica. «Soprattutto gli ultimi al quale ruotano i suoi interessi. un fatto sociale proprio della borghesia.
due anni, da quando mi hanno nominata «La sua chiusura è per me una sofferenza, Da bambina vidi Hansel e Gretel e
senatrice a vita, sono stati un susseguirsi oltre che un dispiacere. Ho l’abbonamento qualche balletto come Il Lago dei cigni.
di impegni ufficiali e di interviste». da circa 30 anni sia alla stagione lirica Poi, dopo la guerra, cominciai a
Come questa, appunto. «Ma parlare di che a quella sinfonica. Per i concerti frequentare con mia cugina i Pomeriggi
musica è per me una gioia immensa… divido con un’amica il palco 5 sulla musicali che si tenevano al Teatro Nuovo.
Tornando alla radio mi mancano, per destra, sono a diretto contatto con gli Non ricordo chi dei due abbia spronato
esempio, l’umanità e la passione delle archi e ho sviluppato un’amicizia con l’altra, eravamo due sciocche ragazze che
trasmissioni di Paolo Terni». il primo trombone che mi saluta e si potevano permettere il biglietto meno
spesso mi viene a trovare nel palco caro, quello con il posto in piedi, e
Alle soglie dei 90 anni, Liliana Segre, durante l’intervallo. Che bello facevano delle gaffe terribili. Come
che a 13 anni partì dal binario 21 per osservare i musicisti nella fossa quando ci mettemmo ad applaudire alla
Auschwitz (dove perse il padre, separato dell’orchestra, non solo durante lo fine di un tempo di una sinfonia. Ci penso
da lei appena arrivati e poi ucciso, e spettacolo ma anche mentre si sempre ogni volta che sento ancora

Amadeus 41
questo errore tra il pubblico di qualche che si compone di un botta e risposta: a quando ho potuto restare a casa,
serata fuori abbonamento…». come mai i solisti ebrei sono tutti ascoltavo spesso la radio e dunque
Sarebbero poi arrivati, col matrimonio, violinisti? E come facevi a scappare con imparavo a memoria alcuni motivi
la frequentazione della Società del un pianoforte… Ecco, l’immagine che mi romantici in voga all’epoca».
Quartetto e del Rossini Opera Festival resta impressa è quella delle violiniste di «Tornerai da me/ perché l’unico sogno
di Pesaro, che tutt’ora continua. «Mio Auschwitz, costrette a suonare musichette sei/ Del mio cuor…». Quel motivo,
marito, Alfredo Belli Paci, era di quella allegre per chi andava ai campi di lavoro con un ritmo che evocava il coro muto
città, e dunque il Festival per me è o veniva portato a morire col gas. Loro di Madama Butterfly, sarebbe diventato
diventato una consuetudine. Sopporto erano trattate un po’ meglio perché le poi una bandiera nella Francia
anche alcune regie che trovo loro note servivano a coprire in gran che subiva l’occupazione dei nazisti.
francamente sconcertanti, ma sarà per parte gli orrori e le uccisioni. Suonavano
la mia età… E dire che Rossini non è tra i motivetti e intanto piangevano. Ascoltando Wagner e Nabucco
i miei autori preferiti. Troppo ripetitivo Non posso dimenticare quelle lacrime». In Israele eseguire Wagner è ancora
e poi quell’usare la stessa musica per un tabù, troppo forte quel legame con
libretti diversi… Mi interessa piuttosto Ma non si cantava nei lager? «La sera l’antisemitismo, quell’utilizzo che fece
il Rossini serio, quello di un’opera nella camerata quando spegnevano del compositore il Terzo Reich, durante
splendida come Semiramide, sembra la lampada, erano le deportate polacche le deportazioni. «A volte è difficile essere
super partes, cioè accettare la sua
esaltazione della superiorità della razza
«Sono conosciuta come una che tedesca che lui porta nel Walhalla. Ma
non piange mai, ma con la morte di Mimì se ami la musica non puoi negare la sua
genialità. Io vado a sentirlo anche se
o il dramma di Butterfly ho le lacrime sempre con uno stato d’animo agitato».
Dice Liliana Segre che per lei il coro
agli occhi. E Mahler mi sconvolge...» del Nabucco vuol dire molto, moltissimo
come ebrea e come italiana. In quelle
proprio un altro compositore. Sono a intonare qualche canzone nostalgica note c’è tutta la parabola di una donna
attratta dal suo lato oscuro, quello della del loro Paese e talvolta pure ‘O sole mio; coraggiosa  e resistente, che a un certo
depressione. Però non posso dimenticare ma suscitavano una tremenda tristezza punto della sua vita, già nonna, ha sentito
la prima edizione del Viaggio a Reims e tutte le altre protestavano. “Basta!” il dovere di raccontare quello che aveva
di Ronconi con Abbado sul podio e un cast gridavano, era troppo forte il dolore per vissuto in gioventù, perché la memoria
davvero irripetibile». qualcosa che non avevano più». è uno strumento che può far sperare
in un futuro di pace.
Lacrime per Mimì e Butterfly La marcia della morte «Ora, da senatrice a vita ribadisco che
Sono altre le musiche che toccano le corde Dopo un anno ad Auschwitz, dove arrivò non si deve fare distinzione fra vittime.
delle emozioni di Liliana Segre. «Sarò agli inizi del 1944, Liliana Segre fu nel Bisogna fermare l’odio in generale:
banale ma le opere più popolari hanno gruppo che fu fatto evacuare dal lager nel io sono contro l’odio. Punto. Perché la
tutte dei momenti commoventi. Sono gennaio del ’45, appena prima dell’arrivo mia storia dimostra che dalle piccole
conosciuta come una che non piange mai, dei sovietici che lo liberarono. Cominciò cose si può arrivare alle mostruosità.
eppure con la morte di Mimì o il dramma per 50 mila la marcia forzata verso la E la musica, come tutto quanto fa
di Butterfly ho sempre le lacrime agli Germania: la marcia della morte. Fu cultura, può essere un antidoto all’odio.
occhi. Poi ci sono musiche che mi almeno in quei momenti la musica un Ogni volta che sento una sinfonia, penso
sconvolgono. Mi succede con Mahler». conforto? «Non mentre ero costretta a al miracolo dell’orchestrazione. Per
Le corde delle emozioni si intrecciano con camminare. Tra uno spostamento e primo mi viene in mente Beethoven che
quelle dei ricordi. Molti ebrei deportati l’altro, uno strazio che durò dal 20 realizzò i suoi capolavori nella sordità.
nei lager hanno trovato nella musica uno gennaio al primo maggio quando venni Ma come si fa a definire, organizzare,
strumento per alleviare l’orrore che liberata, mi tornava spesso in mente contemplare le note di strumenti diversi
stavano vivendo, ma la musica è stato una canzone melodica di fine anni Trenta, e avere una sonorità sublime? Ecco
anche lo strumento diabolico degli Tornerai, cantata dal Trio Lescano. il miracolo della musica: un esempio
aguzzini. «C’era una barzelletta ebraica Durante la segregazione razziale, fino di dialogo, di armonia, di pace». 

42 Amadeus
Guido Cantelli

IL RAGAZZO
degli Dei
Cuore di vulcano e cervello di ghiaccio, 100 anni fa nasceva
il direttore d'orchestra che Toscanini considerava il suo erede.
Morì così presto e così tragicamente da diventare "cult".
Lo ricordano un Premio che rinasce e un'integrale discografica
di Valerio Cappell

L
a notte del 23 novembre 1956, il volo Roma New York si di Torino), e fa parte della direzione artistica del premio: «Siamo
schianta al suolo subito dopo il decollo dall’aeroporto di riusciti a restituire alla città un pezzo della sua storia. Il Concorso
Orly. Tra i passeggeri c’è Guido Cantelli, il direttore mantiene lo stesso prestigio, lo stesso impianto ma rinasce figlio del
d’orchestra considerato l’erede di Arturo Toscanini. Appena otto suo tempo, di un momento storico che accoglie l’innovazione quale
giorni prima, a 36 anni, era stato nominato direttore dell’Orchestra motore di sviluppo. Il premio diventa non solo competizione ma
della Scala, ricevendo l’investitura della grande eredità di Toscanini. opportunità, veicolo di valori, strumento di divulgazione». Così si
Una meteora, una vita avventurosa, ignorata dai giovani che merita darà vita al “Cantelli Off”, un vero e proprio cartellone parallelo di
di essere ripercorsa, una carriera di appena sette anni sulla scena eventi coordinati dal Comune di Novara, «un filo rosso che da aprile
musicale internazionale cancellata in pochi minuti. a settembre porterà dritti al Teatro Regio per le prime fasi
eliminatorie e poi a Novara per la finale».
A quarant’anni dall’ultima edizione, a settembre rinasce il premio
internazionale “Guido Cantelli” al Teatro Coccia di Novara: La giuria è formata da: Donato Renzetti, ultimo vincitore del
coinvolto il Teatro Regio di Torino in partnership. L’occasione del Cantelli, nel 1980; Gabriel Chmura, direttore artistico dell’Opera
centenario della nascita del musicista novarese, che cade il 27 aprile. di Poznań e primo direttore ospite della Filarmonica di Cracovia;
Intanto Warner pubblica un cofanetto con dieci cd che ripercorrono Matteo Beltrami, direttore musicale del Teatro Coccia; José Luis
l’integrale delle registrazioni di Cantelli, effettuate a Londra, New Gómez, direttore musicale della Tucson Symphony Orchestra; Jordi
York, Milano (Scala) e Roma (Orchestra di Santa Cecilia), con molto Bernàcer, direttore residente dell’Opera di San Francisco; Sebastian
materiale fuori catalogo, tutto rimasterizzato: in ordine sparso, Schwarz, sovrintendente del Teatro Regio di Torino; Didier de
Mozart, Beethoven (anche il documento inedito delle prove della Cottignies, direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica di
Quinta Sinfonia), Brahms, Čajkovskij, Casella, Rossini, Wagner, Montecarlo; Christoph Becher, sovrintendente della Orf-Vienna
Mendelssohn, Schubert, Schumann, Debussy, Ravel. Radio Symphony Orchestra. L’edizione 2020 nasce con una
Corinne Baroni è direttore del Coccia (un teatro fuori dai grandi vocazione internazionale, dinamica e non ingessata; come premio
circuiti, non fa parte di una rete e ha come unico “fratello” il Regio 12 mila euro e contratti per consentire al vincitore «il debutto sul

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podio di prestigiose istituzioni». Iscrizioni aperte sino al 30 aprile. Tutto questo si spense prematuramente, d’improvviso, per un destino
I ragazzi delle scuole medie siederanno accanto ai giurati per crudele. Salutati la moglie Iris e il figlioletto Leonardo, di cinque
esprimere il loro voto, «un giudizio», continua Corinne Baroni, mesi, si imbarcò a Ciampino sul DC 6-B delle linee Aeree Italiane
«che metterà sopratutto in luce il lato umano e la capacità di con destinazione New York. Era atteso per una serie di concerti, al
comunicare dei giovani direttori d’orchestra del futuro». Entra in suo arrivo avrebbe dovuto pranzare con Toscanini. C’era nebbia a
gioco anche il modo in cui si riesce «a trasmettere la passione Milano. L’aereo fece scalo tecnico a Parigi. Ripartì, con 35 persone
che deve stimolare i giovani, la tensione verso un obiettivo e a bordo, poco dopo mezzanotte. Il quadrimotore si abbatté in
il conseguire un ideale che dia senso alla vita». Si darà vita a un fiamme a tre chilometri da Orly, sul villaggio di Paray-Vieille-
canale in cui l’associazione “Giovani dietro le quinte” produrrà Poste. Si salvò miracolosamente una coppia di italoamericani.
approfondimenti, videointerviste nel linguaggio dei social e La notizia della sciagura aerea rimbalzò nella notte.
dell’epoca digitale: «saranno loro a creare una sorta di storytelling
sui candidati, sui giurati, su tutte le fasi del Concorso». Su L’Unità, il giorno dopo, Massimo Mila annota: «era emerso
nell’immediato dopoguerra, quando era stato scoperto da Ghedini
Il premio, nato cinque anni dopo la morte di Cantelli, è riservato a e da alcuni amici affermandosi poi rapidamente. Non solo sul piano
giovani direttori d’orchestra. Nel 1967 il vincitore fu Riccardo Muti nazionale, Cantelli era il grande direttore d’orchestra dei tempi
(altri nomi lanciati dal Concorso, quelli di Eliahu Inbal, Adam Fischer nuovi». Mila ne ricostruì le diverse doti, «la volontà d’acciaio»
e Lothar Zagrosek). Il 3 ottobre, Muti al Teatro Coccia diresse e «il magnetismo della comunicatività», lo stato febbrile durante
l’Orchestra scaligera nella Settima Sinfonia di Beethoven e nella le esecuzioni, dove appariva in una sorta di «eccitazione entusiastica,
Sinfonia dei Vespri Siciliani di Verdi. Nella sua autobiografia, Prima isolandosi e estraniandosi dal mondo circostante (e per questo c’era
la musica, poi le parole, il grande direttore scrive: «Arrivarono tutti i chi credeva ch’egli si desse delle arie, perché nell’intervallo di un
miei parenti e, prima di cominciare, mia madre impartì l’ordine concerto veramente gli accadeva di non riconoscere le persone», ma
severo di non applaudire (veniva da una famiglia molto rigida e anche i «duri anni di pratica come maestro sostituto in stagioni
applaudire un congiunto le sembrava una debolezza sconsiderata); d’opera secondarie». In un’altra occasione, Mila partendo da lontano
mio padre invece – che aveva il temperamento pronto e cordiale del (cioè da Richard Strauss che si limitava quasi esclusivamente a battere
tenore – avrebbe visibilmente voluto farlo». Dopo il concorso, il tempo con la bacchetta e la mano sinistra la teneva in tasca, e dallo
Riccardo Muti – che ha avuto in Antonino Votto lo stesso maestro stesso Toscanini «che non aveva una gestazione particolarmente
di Cantelli – ricevette due inviti, da Genova (dove però il ricercata»), disse che la grandezza del direttore d’orchestra non risiede
progetto però non andò in porto) e Catania. La sua carriera partì nel gesto, e che la sua grandezza è comunque «indefinibile», arrivando
nel nome della competizione novarese. infine ad analizzare la «tensione e concentrazione di Cantelli»,
per il quale il concerto e il tempo che lo precedeva erano ore di
Ma chi era davvero Guido Cantelli? La sua figura è stata ricostruita angoscia. Insomma, critici, scrittori e musicologi convergevano
nei libri intitolati Come una meteora di Lawrence Lewis, Dieci volte nelle loro opinioni. Toscanini considerava Cantelli il maggior
Cantelli (focalizzato sul premio), e Guido Cantelli maestro, su testi di talento mai conosciuto e in genere era d’accordo sulle sue scelte
Mario Giarda e Folco Perrino. Il premio Nobel per la Letteratura (nel musicali, «benché non mancassero delle perplessità su alcuni
1975) Eugenio Montale così scrive il giorno dopo la sua tragica morte aspetti del lavoro di Guido». Non comprendeva lo studio di opere
sul Corriere d’Informazione: «non era il direttore romantico, che contemporanee, «benché fosse conscio del fatto che esse costituivano
predilige le concentrazioni operistiche e alterna i successi ai per Guido un tentativo di aggiornamento e di abbandono di vie già
fallimenti. Il suo dono lo portava alla musica pura, e lo portava lungamente percorse. Anche il metodo di studio irritava Toscanini:
soprattutto a sentire la musica come costruzione, come intreccio e considerava le sei o sette ore al giorno trascorse sulle partiture un
architettura di parti. Dotato di un orecchio infallibile, di una approccio mnemonico, cerebrale e troppo meccanico. Egli soleva
memoria prodigiosa; comunicativo nel gesto senza alcuna volgarità; consigliare a Guido di non dimenticare la realtà che lo circondava».
studiosissimo, tenace nella ricerca e infaticabile nelle prove, era
l’uomo più indicato per fare della nostra massima orchestra uno Si accennava all’inizio alla sua vita avventurosa. Poco dopo il
strumento collettivo sempre più perfetto». diploma al Conservatorio Verdi di Milano, all’inizio del 1943,
Montale racconta poi della «natura riservata e un po’ schiva Cantelli debuttò al Teatro Coccia della sua città, con cui non ebbe
di piemontese», della «inflessibile pignoleria», della carriera un rapporto facile, dirigendo La Traviata. Di ritorno dagli
«rapida ma non priva di una poesia nascosta, aveva conosciuto applausi a New York, Cantelli diresse l’Orchestra della Scala
in treno la giovane pittrice novarese, allieva di Brera, che fu poi nella sua Novara, le cronache locali riferirono che fu accolto con
sua moglie; e da qualche tempo la nascita di un figlio (egli freddezza, «una città sorda, quasi indifferente verso quel figlio
diceva) aveva quasi rinnovato la sua vita». che sta salendo così in fretta le scale del successo». A questo

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proposito, ci fu uno scambio di lettere tra il ragioniere Pasotto, suoi dischi. Nel 1952 debuttò con la New York Philharmonic
direttore amministrativo del Coccia, e l’avvocato Rossini, che era Orchestra e diresse le maggiori compagini degli Stati Uniti, da Boston
sovrintendente di quel teatro. Pasotto: «Il maestro Cantelli, che si a Chicago, collaborando con solisti come Backhaus, Gieseking,
crede ormai un novello Toscanini, col suo contegno e le sue Heifetz, Milstein, Rubinstein e Serkin.
pretese, mi ha completamente smontato. Non sapevo di avere a Sul molo di Genova, di ritorno dagli Usa, trovò ad accoglierlo una
che fare con un ragazzo tanto presuntuoso». Rossini: «Il mio giornalista di Stampa Sera, Laura Bergagna, che gli chiese le sue
caro, caro amico maestro Cantelli è un bravo, bravo figliolo: impressioni d’America. E lui: «posso riassumerle in un confronto.
perché proprio noi (e mi ci metto con lei) non dobbiamo L’Europa è il paese delle tre “p”: si pensa, si piange, si protesta.
accompagnarlo in questo che è il suo momento, la sua ora di In America, invece, si vive».
gloria e di giovinezza? Domani andremo dal vescovo e ci faremo
benedire, ne abbiamo bisogno un po’ tutti». Il 1956 fu l’anno del ritorno di Cantelli all’opera, con Così fan tutte
alla Piccola Scala (Elisabeth Schwarzkopf che interpretava
Quel che è certo, l’intransigente Cantelli dal volto corrucciato e dalla Fiordiligi definì Cantelli «ragazzo degli dei»). Lo stesso anno
figura ascetica aveva un carattere chiuso e introverso. Diceva di sé: «ho partecipò a una trionfale tournée scaligera in Sudafrica (prima volta
il cuore di un vulcano e un cervello di ghiaccio». Scriveva Abbiati sul che il teatro milanese si esibiva fuori dall’Europa), e il 16
Corriere della Sera: «Cantelli ha la fortuna e insieme la sfortuna di novembre arrivò la nomina a direttore stabile della più famosa
godere l’aperta stima di Toscanini, ciò che gli vale i consigli preziosi istituzione musicale italiana. Una settimana dopo, il rogo dell’aereo
del maestro dei maestri e qualche non meno gradita scrittura diretto in Usa, dove avrebbe dovuto dirigere una serie di concerti
all’estero. Ma che gli provoca a un tempo il sordo risentimento di certi con la New York Philharmonic. «Volava nel paese che da anni
colleghi e l’ingiustificato sospetto di certo pubblico». Tra gli scettici credeva nel suo ingegno», annotò Abbiati sul Corriere della Sera.
troviamo Emilio Radius che su L’Europeo liquidò Cantelli, all’epoca I critici più autorevoli lo acclamavano, Le Monde scriveva:
trentenne, come non abbastanza maturo. «Questo giovane genio è indiscutibilmente il secondo direttore
La chiamata alle armi interruppe bruscamente la sua carriera. Dopo d’orchestra del mondo: secondo, solo perché lo precede il maestro
l’armistizio dell’8 settembre, venne internato in un campo di lavoro Toscanini». Il grande Orio Vergani scriveva sul Corriere
vicino a Stettino, in Polonia. Convocato per il servizio militare divenne d’Informazione: «nel muto e buio spazio della notte mi sembra che
oggetto di una controversia medica: idoneo o non idoneo? Un soldato una forma luminosa, per varchi a noi ignoti, sia penetrata nel
consigliò, come si faceva allora, «il solito rinvio di tre mesi», mentre un deserto teatro notturno… Quella luce e quella forma sono là,
maggiore insisteva per l’arruolamento. L’ultima parola la ebbe un sul podio. Una mano si illumina. Nella luce è intatta. Mi sembra
medico torinese per il quale la leva lo avrebbe irrobustito. Tornato in che sia quella di Cantelli, che fa un cenno perché le musiche
Italia e ricoverato nel sanatorio di Bolzano in stato di grave rinascano, attorno a lui, spirito che ormai è solamente musica».
malnutrizione, riuscì a fuggire e rocambolescamente, in sella a una E Duilio Courir, fondatore di questa rivista, all’epoca critico de
bicicletta, a raggiungere Novara, dove rimane nascosto per alcuni mesi. Il Resto del Carlino, nel suo necrologio lodò il «razionalismo
Mentre le sue condizioni di salute miglioravano, tornò a dirigere alcune interpretativo del cadetto di Novara», paragonando il suo senso
produzioni minori a Novara, Biella e Vercelli. aristocratico dell’arte a quello del conterraneo Alfieri; ne ricordò la
Subito dopo il 25 aprile, Antonio Ghiringhelli fu nominato «volontà tesa fino all’estremo» e «il furore dionisiaco dell’espressione».
sovrintendente alla Scala. Il teatro era distrutto dai bombardamenti ma
in estate, nel cortile del Castello Sforzesco, l’Orchestra donò alla città Il funerale ebbe luogo il primo dicembre. L’Orchestra della Scala
una serie di concerti, il primo dei quali lo diresse Cantelli, con Marcello eseguì il Largo dal Serse di Händel, davanti a un podio vuoto. Cantelli
Abbado al pianoforte. Così il 21 maggio 1948, a 28 anni, diresse il suo lo aveva eseguito come bis finale nel suo ultimo concerto a Novara,
primo concerto alla Scala e venne notato da Toscanini, che aveva 82 un trionfo che aveva il sapore della riconciliazione. I musicisti
anni e lo prese sotto la sua ala, lo volle sul podio della Nbc Symphony; dell'orchestra si erano dati il turno durante la veglia d’onore. Dal
in una lettera, dopo una giornata insieme trascorsa a Riverdale, Guido cimitero Monunentale, le sue spoglie vennero trasferite di fronte al
scriveva: «il Maestro mi tratta davvero come fossi un figlio». Teatro alla Scala, accanto all’entrata degli artisti di via Filodrammatici.
Drappi neri coprivano i muri e la bara fu posta davanti a una grande
Poi fu scritturato a Philadelphia. Nel 1950 partecipò alla tournée in croce. Un cuscino di rose rosse giaceva sulla bara e portava i
Inghilterra della Scala conquistando il pubblico; l’anno dopo salì sul nomi di Iris e di Leonardo. Cinque corone orlavano la croce: erano
podio della Philharmonia Orchestra fondata dal produttore della Emi l’omaggio del teatro, dell’Orchestra, di Ghiringhelli, del Conservatorio
Walter Legge (al tempo diretta abitualmente da Furtwängler e dal e di Victor De Sabata. Una sesta corona, di garofani rossi, aveva
giovane Karajan) e nei sei anni successivi incise con questa Orchestra un nastro su cui si leggeva: «il tuo Maestro, Arturo Toscanini».
(con cui lavorò per 25 volte insieme tra il 1951 e il ’56) quasi tutti i Toscanini morì il 16 gennaio 1957, 53 giorni dopo Guido Cantelli.

48 Amadeus
SIENA LUGLIO AGOSTO 2020
CORSI
OSCAR GHIGLIA CHITARRA E MUSICA DA CAMERA 6LUG/18LUG LORENZO DONATI DIREZIONE DI CORO 6LUG/18LUG
PATRICK GALLOIS FLAUTO 9LUG/22LUG ANTONIO CAGGIANO PERCUSSIONI 14LUG/1AGO
CLIVE GREENSMITH QUARTETTO D’ARCHI E MUSICA DA CAMERA PER PIANOFORTE E ARCHI 14LUG/28LUG
ANTONIO MENESES VIOLONCELLO 16LUG/29LUG BORIS BELKIN VIOLINO 16LUG/6AGO
SALVATORE SCIARRINO COMPOSIZIONE 20LUG/31LUG
DANIELE GATTI LUCIANO ACOCELLA DIREZIONE D’ORCHESTRA (con l’ORCHESTRA GIOVANILE ITALIANA) 20LUG/9AGO
ALESSANDRO CARBONARE CLARINETTO 20LUG/1AGO WILLIAM MATTEUZZI CANTO 21LUG/8AGO
GIUSEPPE ETTORRE CONTRABBASSO 27LUG/8AGO LILYA ZILBERSTEIN PIANOFORTE 28LUG/13AGO
DAVID GERINGAS VIOLONCELLO 10AGO/25AGO SALVATORE ACCARDO VIOLINO 11AGO/29AGO
GIOVANNI PUDDU CHITARRA E NUOVA MUSICA PER CHITARRA 17AGO/27AGO
BRUNO GIURANNA VIOLA E MUSICA DA CAMERA 17AGO/29AGO

SEMINARI
DAVID KRAKAUER CROSSING MUSICAL BOUNDARIES. MUSICA OLTRE I GENERI 27LUG/1AGO
ALVISE VIDOLIN NICOLA BERNARDINI LIVE ELECTRONICS. SOUND AND MUSIC COMPUTING 30LUG/8AGO
ELIOT FISK CINQUE SECOLI DI CHITARRA 7AGO/13AGO
ERNST REIJSEGER MORPHING MUSIC TO MEDIA. CREARE MUSICA PER LE ARTI VISIVE 7AGO/14AGO
CHRISTIAN SCHMITT OBOE 17AGO/25AGO
STEFANO BATTAGLIA TABULA RASA. L’ARTE DELL’IMPROVVISAZIONE 20AGO/27AGO

Iscrizioni on line www.chigiana.org


Accademia Musicale Chigiana, via di Città 89, Siena
Tel. 0577 22091 - allievi@chigiana.it
Mina

Mille e una
LUCE
Quattro volte vent'anni per una voce dalla tenuta magica,
strumento dall'intonazione perfetta. Le sue canzoni sono
la nostra identità, la sua assenza è forte come una presenza.
Cresciuta a melodramma e jazz disse no a Frank Sinatra.
E al Teatro alla Scala
di Giovanni Gavazzeni

L
e mille luci di Studio Uno incantavano l’Italia operosa urlatrice Baby Gate nell’aurora della rivoluzione Presley,
e spensierata del boom economico; le locandine “tutto all’interprete via via sempre più aperta e raffinata che
esaurito” annunciavano le notti tenere alla Bussola viaggiava nelle sue passioni musicali, fra il jazz e l’onda
di Sergio Bernardini, la nostrana Olympia sul Tirreno; brasiliana della bossa nova. E accanto alla popolarità musicale,
i cortometraggi canori, ripresi dai registi di prima classe per gli anche le coraggiose scelte di vita della cantante che il 25
spot Barilla, dominavano Carosello, e Mina entrava nelle vite marzo ha festeggiato i quattro volte vent’anni, sono diventate
di tutti. La facilità con cui lei passava, nello stesso programma patrimonio comune: avere cresciuto un figlio di un uomo
televisivo, dalla conduzione ai duetti con i mostri sacri Totò, sposato nell’Italia piccoloborghese è stato un simbolo della
Peppino & Vittorio, con Gassmann, Sordi & Tognazzi, presa di coscienza sui diritti delle donne, tanto che fu proprio
aumentava l’invidia della categoria, già provata dall’ardimento il pubblico a travolgere la censura pruriginosa dei vertici della
di lanciarsi senza il paracadute del playback, facendo sembrare tivù di stato, già unita nel compromesso storico del moralismo,
gli altri marionette ventriloque. riportando in scena, a furor di popolo, la diva in castigo.

Altrettanto fuori del comune la tenuta magica del suo strumento Nemmeno sui grandi campioni dello sport nazionale, il calcio,
vocale, che con l’andare degli anni si è arricchito di una c’è stata l’unanimità di consensi che di generazione in
maturità ancor più fascinosa. Una storia di entusiasmo, generazione ha riscosso Mina. Si è cercato, come si faceva
sollevato anche fuori dai confini patri, cantando anche in lingua in quegli anni per la staffetta fra Rivera e Mazzola, di proporre
originale, in Spagna e nei paesi latinoamericani, in Germania una rivalità con le splendide Milva o Ornella Vanoni, invano
e in Giappone. Tutto questo e tanto altro ha reso e rende Mina, accomunate da soprannomi felini strapaesani. La “categoria”
una presenza viva, una compagna di viaggio che ci parlava Mina apparteneva sì alla famiglia felina, ma era di un'altra
da ogni mezzo: radio, jukebox, televisione, mangiadischi, hi-fi, specie, un fatto che si capisce subito nell’intonazione da
musicassette, cd, fino alle liquide discariche attuali. manuale della sua voce in ogni tessitura. Basta sentire la
La fama di Mina ha passato tante stagioni, dall’infuocata celebre Parole, parole accanto al roco parlato di Alberto Lupo

50 Amadeus
Assorbente e riflettente, surreale e scanzonata, riflessiva e pudica,
Mina è una sorta di Ur madre mediterranea
e poi ascoltare la sfortunata Dalida nella versione francese con rispose la cantante, «se non ti dispiace io lo farei senza il refrain».
Monsieur Alain Delon. A confermare l’unicità: «Basterebbero La voce di Mina passeggia nelle tessiture dove poche osano
le attestazioni di stima e ammirazione» riportate da Luca avventurarsi, gioca con gli scioglilingua e con i tormentoni
Cerchiari nel libro, uscito in quest’occasione celebrativa onomatopeici con sbarazzina sprezzatura, entra ed esce dalla
presso Mondadori, Mina. Una voce universale e «ricevute frase musicale a suo piacimento, sembra non debba prendere
negli anni da Louis Armstrong (“La maggior cantante bianca mai fiato: se si cerca di imitarla, dopo poche battute, si rimane
al mondo”), da Sarah Vaughan (“Se non avessi la mia voce, senza ossigeno. Dialoga alla pari con gli strumenti, anche
vorrei avere quella della cantante italiana di nome Mina”), con quelli dell’universo “classico“: il flauto nazionale Severino
da Barbra Streisand, Céline Dion, Kenny Barron (pianista jazz Gazzelloni rimane ammirato dalla precisione con cui
che l’ha definita «La miglior interprete esistente di ballads»), la Mina-la-Voce “stacca" le note in una riduzione della fuga
da Michael Jackson e Jennifer Lopez; infine da Frank Sinatra, in do minore del Clavicembalo ben temperato di Bach.
che ha persino registrato un brano da lei proposto agli esordi,
Piano di Tony De Vita, col titolo inglese Softly, As I Leave Lo strumento Mina diventa oggetto di auto-caricatura, come nel
You, e che a metà anni ’60 si è reso protagonista di un invito tour de force che le scrive Bruno Canfora: «Brava! Brava! Sono
alla cantante a Las Vegas, lasciato clamorosamente cadere tanto brava, faccio quasi tutto con la voce, sembro un usignolo, sì!
per ragioni non del tutto comprensibili». Forse forse qualche nota non è proprio giusta giusta, ma però
io sono certa che così nessuno sa cantar, sono come un uccellin:
I “no” sono parte della leggenda vera di Mina: non solo quello al senti il trillo! Senti il trillo! State un po’ a sentire queste note così
monarca Sinatra, ma anche quello al Sovrintendente della Scala, basse che so fare, poi vado su, vado su,vado su! Brava! Brava!
Paolo Grassi, che la voleva nel cartellone dei concerti di canto, Come sono brava! Brava! ».
consacrandola accanto alle grandi cantatrici dell’opera; e poi Un’educazione vocale nutrita a melodramma e jazz: “nonna
tutti i dinieghi rivolti a chi ha sperato negli ultimi decenni di Amelia, detta Meme”, è stata cantante lirica: «negli anni
riportarla nello showbusiness, l’arena di cui ha rifiutato volgarità dell’infanzia e dell’adolescenza l’ha spinta pur senza particolare
e violenza invida. Per questo profilo unico, Cerchiari riprende il successo a studiare il pianoforte, preconizzando un destino
parallelo che fu fatto «non in senso stilistico ma sotto il profilo vocale analogo al suo». Poi «con il giradischi, Mina ha imparato
qualitativo, con alcune tra le maggiori esponenti vocali dell’opera ad ascoltare gli stili e i repertori di Frank Sinatra, di Ella
e dell’avanguardia colta euro-americana, quali Maria Callas o Fitzgerald, di Chet Baker, di Count Basie, di Billie Holiday, dei
Cathy Berberian». Oltre a condividere con le due celebri cantanti Four Freshmen, di Sarah Vaughan e di alcuni dei principali
lo status “iconico” (anche se la notorietà della Callas non era e esponenti vocali del rock and roll statunitense di metà anni ’50,
non è paragonabile a quella della “specialista” di contemporanei come Elvis Presley, Chuck Berry, Gene Vincent».
Berberian), Mina aveva molti tratti in comune con le due E non si è arrestata mai, rileggendo i classici e incontrando altri
sopracitate artiste, a partire dalla genialità nel capire l’essenza di mondi musicali, con buona pace di chi l’ha voluta incasellare
un pezzo e nel rispettare quanto l’autore le aveva sottoposto. come una Voce pastello rassicurante, oppure come una Nostra
Signora protettrice dei suoi fan, che sono forse alcune ma non
Una “voce-organo”, la definisce il cantautore Ricky Gianco, le sue principali caratteristiche interpretative.
che ho interrogato non solo per la sua non comune enciclopedica Assorbente e riflettente, prensile e camaleontica, surreale e
cultura ‘pop’. Mina è capace di cantare come il sovrano degli scanzonata, riflessiva e pudica, Mina è una sorta di Ur madre
strumenti a tastiera, impossessandosi dei “registri” più singolari e mediterranea, in cui vivono tutte le donne: la peccatrice e la penitente,
difficili. Un ‘genio’ non meccanico ma soprattutto favolosamente l’umiliata e l’offesa, la madre comprensiva e l’amante connivente.
intuitivo. Gianco ricorda una serata in cui presentò ad alcuni Per tutti il senso riconoscente di un’eterna Vox Mater Gloriosa. 
amici-addetti ai lavori, fra i quali il poeta Sergio Bardotti,
la canzone Un cucchiaino di zucchero nel tè. La trovavano
bella, ma lo bombardarono dicendogli che mancava assolutamente
un “ponte”. Ricky tornato a casa, scrisse quanto suggeritogli da chi
capiva, e poi mandò la canzone a Mina. «Ciao. Il pezzo è bello»,

Amadeus 53
Tendenze

SOFT
notes
Creatività, ispirazione e competenze
trasversali a musica e management.
Sette note metafora
di sette relazioni chiave (e un libro)
di Edoardo Tomaselli

S
ette competenze declinate per note: corso dei decenni si sono rivolti al mondo Francesco Guccini a fianco di Bono Vox,
dove il Do è il Dominio del Sé, della managerialità, il rapporto tra i suoni Carlos Santana, Bob Marley e Franco
il Re richiama la Responsabilità, è qui il punto di partenza e di arrivo. Battiato. «Da dove nasce l’idea del libro?
il Mi la Missione, il Fa si collega all’idea Ecco allora Carlo Massarini: perché forse Sono un sociologo, certo, ma prima ancora
di Facilitatore, il Sol rimanda alle nessuno come lui, nel corso degli anni, un chitarrista mancato, e ancora oggi
Soluzioni, il La al principio di Laicità e ha saputo legare il suo nome a una visione amo produrre musica elettronica
Libertà di scelta, e il Si alla Sincronicità. trasversale della musica, come giornalista, con giovani artisti», esordisce Scolieri.
Una mappa interiore raccolta in un libro autore e comunicatore mosso da un «Ma soprattutto la musica è un mio
pubblicato da Hoepli – Pianoforte, 7 note grande interesse per il mondo del digitale, profondo imprinting, un codice che uso
di armonia manageriale – scritto a dell’arte e dei più differenti media. per tutto. In questo libro c’è dunque
quattro mani da Ivano Scolieri, sociologo racchiuso un modello: che è però
specializzato in psicologia del lavoro Un libro frutto di una lunga gestazione profondamente diverso dai modelli
e dell’organizzazione, e dal giornalista e e di un lavoro a quattro mani, dove manageriali che ho studiato nel corso del
comunicatore Carlo Massarini. ognuno dei sette capitoli vede da un lato tempo, e che nella maggior parte dei casi
Una prospettiva inedita quella racchiusa il contributo di Scolieri e dall’altro si rivelano aridi, autoreferenziali, e alla
nel saggio, in cui si fronteggiano e quello di Massarini che – sviluppando fine privi di anima. Lentamente è venuta
compenetrano due visioni unite da una i concetti legati alla sfera di ogni nota formandosi in me questa visione legata
comune passione per la musica. Scolieri – ha raccolto nelle pagine del libro le al valore ispirazionale delle note, e nasceva
tra l’altro, fondatore di Inventrix – società figure di venti diversi musicisti: si va il bisogno di darle una forma. Finché non
specializzata in progetti di sviluppo da Domenico Modugno a John Coltrane, ho avuto la fortuna di conoscere Carlo
manageriale e comunicazione creativa – passando per David Bowie e Bruce Massarini. Questo accadeva quattro anni
lo definisce un libro ispirazionale: ma a Springsteen. E ancora Giorgio Gaber, fa, e due sono stati gli anni necessari
differenza di moltissimi approcci che nel Fabrizio De André e Bob Dylan: e per la stesura del libro».

54 Amadeus
56 Amadeus
Una prospettiva inedita che si rivolge ai Nell’introduzione al libro Carlo Massarini una relazione. Dove il Do è il rapporto
professionisti delle aziende: anche se a sottolinea come la musica sia capace di con se stessi e Il Re con gli altri: il Mi
sentire Scolieri, nella sua forma compiuta agire a più livelli: e cercando una parola con gli ideali e le nostre ragioni di vita,
il volume è alla fine diventato un manuale che riassuma una simile esperienza, questa e il Fa col nostro gruppo, la nostra
di pedagogia rivolto a tutti (non ultimi gli è ispirazione. Ispirazione intesa come piccola comunità. Il Sol è il rapporto con
stessi musicisti) proprio nel suo affrontare forza propulsiva, creatività, spinta al la nostra creatività, fantasia, intelligenza,
competenze trasversali che investono ogni miglioramento di sé. «E le connessioni tra Il La con la nostra libertà di scelta,
ambito della nostra vita. «È un modo di musica e management, dal mio punto di flessibilità, e il Si è il rapporto con il
razionalizzare alcuni princìpi, o vista hanno molto a che vedere con tempo: il nostro interiore, e degli altri».
perlomeno di vederli rappresentati in una l’ispirazione». Ecco allora l’idea di
prospettiva altra…». Possiamo dunque raccontare storie di musicisti che possano Non è stato facile scegliere i musicisti
immaginare che determinate frequenze essere di stimolo ed esempio, perché: da includere in questo elenco, in una
risuonino dentro di noi, che abbiamo una «l’ispirazione non è solo una cosa da sfida che ha assunto i contorni di un
particolare nota che ci rappresenta, e che artisti… Perché tutti noi possiamo godere gioco molto serio: «Era un modo di
ancora di più ci identifica quando unita ad di quella lucina che si accende, e ci usare la metafora della musica con un
altre note. Armonia, insomma: l’armonia di consente di lavorare con più leggerezza, taglio alternativo. Un elenco, il mio, in
un accordo o la sua disarmonia, quando voglia, piacere. E, generalmente, risultati». cui mancano compositori della storia
alcune note – che pure ci appartengono, ma Musicisti le cui storie diventano modelli, della musica occidentale, che pure amo
e ho amato in passato: penso a Eric
Satie, penso a Mozart, anche lui un
Massarini: «La musica insegna anche personaggio che ha saputo rompere
come rompere, forzare le regole, concetto determinate regole, che immagino come
un folletto e rivedo in una figura del
molto vicino a quello del management» rock come Prince...».
Ma questo cammino non finisce qui.
non sappiamo forse di possedere – non percorsi, possibilità. Ed è facile pensare: Perché se ciascuno di noi risuona in una
vengono usate. E il libro di Scolieri e «a queste qualità, “competenze”, nel nota predominante, forse anche gli stessi
Massarini si muove proprio in questa mondo lavorativo. Sono in fondo dettami luoghi in cui interagiamo, e lavoriamo,
direzione, marcando un cammino di comportamentali, filosofici, professionali risuonano di una loro particolare
self-help che può iniziare dove il lettore persino. Aiutano a lavorare e a vivere frequenza. E questa frequenza può forse
preferisce, o con la nota che più lo meglio: dal sapersi controllare, centrarsi essere captata. «Dal mio interesse per
rappresenta. E per ognuno dei capitoli una nella prima nota, il Do, il saper trovare la musica elettronica», conclude
costruzione in cui si integrano gli interventi la Sincronicità con la propria essenza, Scolieri, «è nata infatti l’idea della
di Scolieri, da una prospettiva psicosociale, il proprio destino, dell’ultima nota, il Listening Machine. Un apparecchio
e le incursioni di Massarini nel trovare, per Si» Ecco allora che il pentagramma che per un periodo di tempo – quasi
ogni nota, musicisti che ne rappresentino interiore ricevuto da Scolieri, per come un rilevatore medico che misuri
l’essenza. E assieme a tutto questo, esempi Massarini ha rappresentato una sfida: il battito cardiaco, a stretto contatto
concreti di esperienze vissute ed esercizi con «Ho cercato per ogni nota un artista a con il corpo del paziente – sia in grado
i quali misurarsi. cui tutta la comunità, degli artisti e del di capire che frequenza e nota emette
Il tutto in una chiave pop a cominciare pubblico, guardi con rispetto e ogni azienda. Un progetto che stiamo
dalla veste grafica del libro, forte di ammirazione. Degli apripista, degli sviluppando in una collaborazione tra
un ricco apparato iconografico e di innovatori, degli alchimisti che hanno più teste pensanti… E chissà che un
un’impaginazione traboccante di colori ed lasciato il segno nella storia. Perché la domani non faremo suonare le aziende
isparate citazioni. E visto che sulla musica musica è molte cose allo stesso tempo: come una vera e propria band…».
si fonda un modello, i due autori stanno ora insegna anche come rompere, come
pensando a una sua riproposizione in un forzare le regole, un concetto molto
format live, magari per un ciclo di vicino a quello del management. Poi,
trasmissioni televisive – con musica e parole – andando avanti nella scrittura ho capito
per un esperimento di psicologia sociale che come ogni nota/qualità/competenza,
ruota attorno alla centratura del sé. potesse in fondo anche identificarsi con

Amadeus 57
Vanessa Wagner

SINGOLARE
e plurale
Una pianista anticonformista, libera, originale ed engagée
che ha scelto un cammino alternativo fatto di repertorio classico,
ma anche contemporanea, antiche tecniche strumentali,
musica da camera, elettronica, video, danza e teatro
di Luisa Sclocchis

U
na pianista classica “open-minded”. La sua musica non verso diversi generi di musica: quindi potermi dedicare
conosce confini né barriere. È Vanessa Wagner, «una a questi e spaziare è sempre stato il mio sogno. È vero,
pianista deliziosamente “singolare” nell’ambito della rivendico questo spirito di apertura. La mia personalità
sua generazione», secondo il quotidiano francese Le Monde. “multipla” e versatile mi spinge ad amare e a essere attratta
Artista che ha fatto della versatilità il suo credo e della carriera da stili diversi. È senza dubbio un aspetto importante del mio
un vero e proprio specchio della propria personalità. personaggio. Non avrei mai potuto suonare un singolo
compositore o un singolo stile musicale per tutta la vita come
Anticonformista, libera, originale e impegnata. Gli studi fanno alcuni artisti. Mi piace incontrare altre forme di
classici, la notorietà poi la scelta di individuare un cammino espressione artistica: quando in concerto suono su due
alternativo, quello in cui tuttora si muove. Un felice mix di pianoforti di epoche diverse, come faccio a volte quando
repertorio classico, creazioni contemporanee, antiche tecniche eseguo autori da Bach alla musica moderna, o quando creo
strumentali, musica da camera, ma anche musica elettronica, uno spettacolo con ballerini, sono davvero a mio agio.
video, danza e teatro. «Mi è capitato a un certo punto della Approfondisco ciascuno dei miei progetti, ciascuno dei miei
mia carriera di non sentirmi più libera, di sentire l’esigenza programmi, ma amo sempre spaziare in modo molto ampio».
di altro, di aprire gli occhi e le orecchie e voler scegliere
una nuova via. Ho sempre amato il repertorio classico ma I suoi highlights? Trascorsi da giovane prodigio, lo studio del
provenivo da studi musicali che avevo avvertito come troppo repertorio accademico sotto la guida di Dominique Merlet e
“conservatori”. Ero già abbastanza conosciuta in Francia; Jean-François Heisser, la specializzazione nella produzione
non essendo interessata a tentare la via dei concorsi e lisztiana e in quella francese del Novecento con Alexis
sentendomi ormai più sicura decisi di seguire l’istinto e di Weissenberg, Leon Fischer e Murray Perahia. Nel 1999 la
inventare una mia carriera in qualche misura più libera. premiazione con il “Victoire de la Musique”, premio che è
Provengo da una famiglia di intellettuali – seppur non equivalente francese del Grammy Award: un’esperienza che
musicisti – e sono cresciuta con un’inesauribile curiosità ha certamente contribuito alla crescita della sua carriera.

58 Amadeus
«Si, fu un’esperienza importante, ma si trattò di un premio o eseguiti raramente. Possiamo parlare di musica minimalista,
non di un concorso. Lo sottolineo perché ho scelto da sempre anche se questo termine è piuttosto vago. Direi che ciò che
di non fare concorsi: credo che la musica sia un’arte e per unisce questi pezzi è una certa forma di contemplazione,
questo non sia compatibile con l’idea di competizione. L’arte di malinconia. E ho pensato a questo programma come a
è sensibilità e sul palco non voglio dovermi preoccupare di un viaggio interiore, in cui il tempo è rallentato e in cui il
suonare forte o veloce ma solo di riuscire a trasmettere panorama sonoro è vasto e dà origine a un’immaginazione
emozioni. Ho dedicato la prima parte della mia carriera al quasi visiva. Questa musica offre grande spazio alle emozioni
repertorio classico ma ora che ho 45 anni e suono da oltre e alla scienza del suono, la bellezza del suono è fondamentale».
25 l’importante per me è essere fedele alla mia idea musicale
e poter essere creativa, poter mischiare la vita musicale e La sua visione del futuro della musica classica? «Trovo che
artistica, e farne la strada scelta». gli ascoltatori di musica classica siano in qualche misura
“borghesi” e che i giovani non siano particolarmente vicini
Ma, esattamente, quando ha iniziato a rivolgere il proprio né al minimalismo né al pianismo classico. Per questo ho scelto
interesse nella direzione della musica contemporanea? «A 25 di percorrere nuove vie, per poter coinvolgere le persone
anni decisi di dedicarmi alla contemporanea anche per la inventando magari nuove modalità di ascolto, incoraggiando
particolare vicinanza con Pascal Dusapin da cui ho appreso l’interesse per la nuova musica».
molto divenendo, come interprete, a tutti gli effetti parte attiva Nel suo Paese Vanessa Wagner è nota per la sua energica difesa
del processo creativo (cosa che trovai particolarmente dei diritti degli animali e come attivista ambientale. Una sorta
interessante ed emozionante)». di “filosofia di vita” maturata fin da bambina. «Sono sempre stata
preoccupata del mondo che mi circonda, decisi di diventare
vegetariana fin dai 18 anni e mi reputo una convinta ecologista. Amo
«Sul palco non voglio dovermi la natura, gli animali e cerco di difendere queste preziose risorse».
preoccupare di suonare
E, per concludere ci domandiamo e le domandiamo come ami
forte o veloce ma solo di riuscire trascorrere il tempo che non dedica alla musica e quali siano
a trasmettere emozioni» le sue aspirazioni da realizzare nel futuro, per la musica, e non
solo. «Trascorro molto tempo con i miei figli, il mio cane e
i miei gatti! La mia casa è un rifugio dove mi piace passare
Poi venne il tempo della passione per la musica elettronica: il tempo. I miei hobby sono abbastanza semplici: lettura, cinema,
un punto di svolta nella sua vita d’artista fu l’incontro con uno passeggiate nella natura e amici che incontro regolarmente.
nome cult dell’elettronica, il messicano Murcof (pseudonimo Leggo molto i giornali, mi tengo aggiornata con le notizie
di Fernando Corona), noto per la sua combinazione di sullo stato del mondo, non posso vivere ignorando ciò che
elettronica e pezzi del repertorio pianistico minimalista, da mi circonda. Vorrei proseguire il mio percorso musicale
Philip Glass a John Cage. «Accadde grazie a mio marito, che continuando a mettermi in discussione, a progredire e ad
si occupa di un’etichetta discografica: incontrai Murcof in emozionare durante ogni concerto. Ma anche a scoprire
occasione di un workshop e cominciai ad improvvisare con lui repertori e a sperimentare nuovi incontri. Cerco anche di
sulla Gnossienne n. 3 di Satie con grande entusiasmo mio e essere una donna responsabile, impegnata e attenta agli altri.
del pubblico presente. Fu così che emerse chiaramente Se avessi un desiderio o un sogno, sarebbe questo: che gli
l’enorme potenziale di un progetto a due tra noi». uomini si rendessero conto che vivono in una terra che li
accoglie, che tutto ciò non è scontato né dovuto, che siamo
In occasione della sua unica data in Italia, lo scorso febbraio solo in cima alla piramide. Anzi, ripensiamo al nostro rapporto
al Teatro Franco Parenti ospite della Società del Quartetto con il mondo, con gli animali, con la natura in modo che
di Milano per la rassegna “Pianisti di altri mondi”, Vanessa il nostro futuro non sia tetro come rischiamo possa essere». 
Wagner ha proposto un programma che efficacemente
rispecchia la sua scelta, un mix di musiche di autori che vanno
dall’Avanguardia americana di Moondog a Bryce Dessner,
William Susman, Philip Glass, Meredith Monk, Hans Otte,
Michael Nyman e Wim Mertens, per citarne alcuni. Pagine
note da lei rese con estrema espressività ed eleganza
interpretativa. «Questi sono pezzi per alcuni totalmente nuovi

Amadeus 61
Una collezione unica
che rievoca il percorso
artistico di Gaetano
Donizetti.
Edizione limitata

1817 1819 1818


Pigmalione Pietro Enrico di
il grande Borgogna
Kzar delle
Russie

Pinot Noir
Divenire Collection Le Corne vino biologico
Grumello del Monte (BG) | lecorne.it
Amadeus
SPECIALE
MUSICA&VINO
Solo il meglio.

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Note al calice
Dal Marzemino mozartiano ai brindisi verdiani.
Breve viaggio alla ricerca dei vini perduti e ritrovati
che arricchiscono di profumi e sapori
la storia dell'opera
di EMANUELE LAVIZZARI*

C
osa desiderare di più nella vita? «Give me books, fruit, French wine
and fine weather and a little music out of doors, played by someone
I do not know» («Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima
e un po’ di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco»).
In questo aforisma di John Keats, poeta inglese considerato tra i principali
esponenti del Romanticismo, si condensano le principali bellezze
dell’esistenza nell’immaginario della classe agiata nella società di inizio
Ottocento. Oltre a un clima mite, a cui le popolazioni delle isole britanniche
non erano abituate, ecco la letteratura, un cibo appetitoso, un vino raffinato e
una musica suadente tra i principali desideri espressi dallo scrittore londinese.

Speciale Vino&Musica 65
A distanza di due secoli tanto è cambiato, ma vino, eccellente Marzemino!». L’omonimo Gioachino Rossini, notoriamente gran
queste sono sicuramente ancora aspirazioni vitigno ha dato vita a quello che anche i buongustaio e altrettanto amante del vino di
condivisibili dall’uomo della società attuale. meno esperti di melodramma conoscono qualità, non poteva escludere dalle sue
E così la dimensione conviviale del vino come “il vino di Mozart”. Chissà se il genio composizioni questa dimensione edonistica.
unita alle ricche suggestioni della letteratura di Salisburgo aveva assaggiato per davvero «Non conosco un’occupazione migliore del
e al potere evocativo della musica ha portato un calice durante uno dei suoi viaggi o se si mangiare, cioè, del mangiare veramente.
a risultati artistici notevolmente coinvolgenti. tratta solo di un’idea del librettista Lorenzo L’appetito è per lo stomaco quello che
Come non pensare alla produzione operistica Da Ponte per sfruttare abilmente la rima? l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il
che ampiamente ha attinto e, forse è proprio Fatto sta che sempre nella stessa opera è direttore che dirige la grande orchestra delle
il caso di dirlo, si è abbeverata alla fonte ancora presente il nettare di Bacco. È il nostre passioni». In questo pensiero
dionisiaca per trovare ispirazione? protagonista nell’aria «Fin ch’han dal vino» emergono le due irrinunciabili predilezioni
a ordinare al servo Leporello di organizzare del maestro pesarese: la musica e la buona
Partire dal celeberrimo Don Giovanni (1787) una festa in cui lui cercherà, mentre gli altri tavola, tanto che sono passate alla storia non
di Wolfang Amadeus Mozart è di rigore. Il sono distratti dalle danze e inebriati solo le sue partiture ma anche diverse ricette
protagonista è di fronte a una tavola dall’alcol, di sedurre il maggior numero di che portano il suo nome perché da lui
imbandita e si rivolge aLeporello: «Versa giovani donne accorse all’evento. “composte”, primi fra tutti i Maccheroni e i

66 Speciale Vino&Musica
Gaetano Donizetti impiega il tema del vino
nella Lucrezia Borgia (1833), facendo cantare
a Maffio Orsini una sorta di inno ai benefici
del buon bere con un’esortazione ai piaceri
della vita: «Il segreto per esser felici, so per
prova, e l’insegno agli amici: sia sereno, sia
nubilo il cielo, ogni tempo, sia caldo, sia gelo,
scherzo e bevo, e derido gl’insani che si dàn
del futuro pensier».
Si ricorre al vino per risparmiarsi l’affanno di
un futuro instabile e il coro, che dialoga con
Orsini, raccoglie il suo invito: «Non curiamo
l’incerto domani, se quest’oggi n’è dato a
goder». Il vino, dunque, diventa protagonista
di momenti di festa e rifugio dalle
preoccupazioni dell’esistenza e dai timori di
un avvenire poco sicuro.
La tavola è anche quotidianità e il vino non può
mancare nelle scene della vita di tutti i giorni.
Così nei libretti di un altro grande dell’operismo
italiano, Giacomo Puccini, i bicchieri si
riempiono e trasmettono tutta la propria carica
conviviale. Con La bohème (1896) nel quadro
primo gli amici si radunano davanti al fuoco di
un caminetto e Schaunard si rivolge agli altri in
questo modo: «Là le ragazze cantano contente
ed han per eco ognuna uno studente! Un po’ di
religione, o miei signori: si beva in casa, ma si
pranzi fuori». Poi tutti si radunano intorno a un
tavolo e versano del vino. Un sorso, inoltre, è
anche elemento di conforto e sostegno, come si
mostra poco più avanti nel racconto, quando
Rodolfo si rivolge a Mimì dopo che la giovane
ha avuto un mancamento: «Qui c'è tanto freddo.
Tournedos, appunto, alla Rossini. Altrettanto più tardi con Le Comte Ory (1828) ecco Segga vicino al fuoco. Aspetti... un po’ di
autorevole lo era in materia enologica, fino a ancora il tema enologico nella voce di vino...». Poi al caffè Momus ecco un’altra
conoscere gli aspetti legati alla vinificazione e Raimbaud (Roberto), amico del conte che tavola imbandita con un immancabile «Vin del
alla conservazione del pregiato liquido frutto dialoga nel primo atto con il coro di contadini: Reno!» e «Vin da tavola!», acclamano
della vite. L’esperienza del brindisi, momento «Placez aussi sur la table quelques flacons de Schaunard e Colline. Mentre in Madama
di particolare coinvolgimento emotivo e di vin vieux; car cʼest un présent des cieux!» Butterfly (1904), in occasione delle nozze tra la
gioiosa concitazione, costituisce un tema che («Grossi fiaschi deponete di vin vecchio al protagonista e Pinkerton, il bere ritorna con il
non poteva, dunque, mancare nei libretti delle buon fratel, che è un presente egli è del suo valore celebrativo: «Vino ce n’è?
sue rappresentazioni. Nella Gazza ladra ciel»). Si invita quindi al passaggio del Guardiamo un po’, guardiamo un po’. Ne vidi
(1817) il ritorno del giovane Giannetto è conte, travestito da eremita, a deporre del già color di thè, e chermisi, color di thè. Vino ce
celebrato dai genitori e dalla servitù che vino. Poi nel secondo atto, Raimbaud invita n’è? Vediamo un po’!» intona lo zio Yakusidé.
inneggiano al vino. Il padre Fabrizio esclama: a bere e il coro risponde: «Buvons, buvons,
«Egli reca l’allegria, reca il nettare spumante soudain!... Quʼil avait de bon vin, le Il ruolo decisamente fortunato del vino nella
che mantiene nelle vene il vigor, la sanità». A seigneur châtelain!» («Beviam, beviam, letteratura operistica, spesso legato a momenti
lui si unisce il coro di servitori: «Viva Bacco e senza confin, fino al mattin! Ci lasciò del conviviali in cui si rivolge lo sguardo lontano
la cantina, medicina d’ogni età». Undici anni buon vin il signor castellan»). dal «futuro pensier», trova una piena

Speciale Vino&Musica 67
affermazione nelle composizioni di Ma il ricorso ai calici di vino più noto in nume e il destin». L’effetto inebriante del
Giuseppe Verdi. Il maestro di Busseto, terra assoluto nella storia della musica, vino, conosciuto fin dall’antichità, viene
di spumeggiante Lambrusco, sviluppa il sicuramente il più citato, è quello della qui esaltato come sostegno per compiere
tema del brindisi progressivamente: gli Traviata (1853), in cui il brindisi, imprese straordinarie.
spunti legati a riflessioni esistenziali collocato all’inizio dell’opera, coinvolge
vengono, in maniera graduale, condotti a sia il coro che i solisti e assume un valore Nella Cavalleria Rusticana (1890) di Pietro
una particolare raffinatezza narrativa che, rilevante all’interno della narrazione, Mascagni, tratta dall’omonima novella di
avvalendosi di linee melodiche straordinarie, oltre a trasmettere elementi di carattere Giovanni Verga, ecco un altro brindisi, posto
ha contribuito a rendere questo compositore morale. «Libiamo ne’ lieti calici» è un quasi alla fine dell’unico atto. Il protagonista
il principale ambasciatore dell’opera italiana brindisi in tempo di valzer che ha è Turiddu, che desidera festeggiare nella
nel mondo. Con Ernani (1844) Verdi affascinato generazioni e generazioni di piazza dopo la solenne messa pasquale. Nei
incontra per la prima volta lo spessore melomani e non solo. La descrizione della suoi versi emergono diversi elementi della
letterario di Victor Hugo grazie al prezioso gioia e del piacere introducono la storia tradizione già legata a questi momenti: il
lavoro del librettista Francesco Maria Piave. d’amore tra Violetta e Alfredo in un vino come una sorta di antidoto alle
Il primo intervento del coro si apre con dialogo brillante e coinvolgente. La prima delusioni e alla tristezza, la partecipazione
«Evviva!... Beviam! Beviam!», pronunciato strofa segna la fugacità del tempo: dell’amante alla felicità che deriva
dai banditi che affiancano Ernani nella sua «Libiamo ne’ lieti calici che la bellezza dall’ebrezza, la forza e l’incitamento legati a
rivolta contro il potere di Don Carlo, re di infiora, e la fuggevol ora s’inebri a questo gesto. Nonostante il contesto verista
Spagna. La loro vita nell’ombra voluttà». La seconda strofa, intonata da in cui sono ambientate le scene sia distante
dell’illegalità è faticosa, avara di quelle gioie Violetta, fa emergere ancora più dal clima salottiero della Traviata, tuttavia la
di cui gode chi si muove alla luce del sole. È chiaramente (forse con un riferimento al dinamica della gioia e della festa derivanti
per questa ragione che i briganti cercano suo precario stato di salute) il ruolo del dal brindisi resta la stessa: «Viva il vino
qualche sprazzo di felicità nel calice: «Nel piacere e della felicità nel fuggire dalle spumeggiante nel bicchiere scintillante
vino cerchiamo almeno un piacer» e preoccupazioni: «Tra voi saprò dividere il come il riso dell’amante mite infonde il
successivamente «che resta al bandito da tempo mio giocondo; tutto è follia nel giubilo! Viva il vino ch’è sincero che ci
tutti sfuggito se manca il bicchier?». Questi mondo ciò che non è piacer». Nella stessa allieta ogni pensiero, e che annega l’umor
versi che aprono l’intera opera mostrano strofa Violetta definisce la sua visione nero, nell’ebbrezza tenera». Sarebbero
chiaramente che il ruolo del vino assume qui dell’amore e della caducità della gioia che ancora svariati gli esempi da citare in
una rilevanza ben più ampia di un semplice questo comporta: «Godiam, fugace e numerosi altri libretti, ma per il momento le
brindisi: diventa lo strumento di svago per rapido è il gaudio dell’amore». Il vino, parole intonate da Turiddu possono
volgere la mente altrove e non pensare agli l’amore, la precarietà del tempo che sintetizzare in maniera esaustiva un percorso
affanni della quotidianità. Tutto questo è scorre: tutto è concentrato nel brindisi più che evidenzia il ruolo del vino,
esplicitamente dichiarato e non viene famoso della storia dell’opera. La stessa confermandolo un autorevole protagonista
nascosto nell’allegria festosa trasmessa dalla aria si sviluppa con un crescendo di della scena operistica. 
vivacità della musica. intensità che giunge al canto corale in * Emanuele Lavizzari
In Macbeth (1847) la spregiudicatezza e la un’amplificazione dell’eccitante è responsabile di Redazione dei progetti
malvagità sono alla base del brindisi con cui atmosfera che le bollicine nel calice editoriali dell’Associazione Italiana
si cerca di nascondere il delitto di Banco che sanno provocare. Sommelier (aisitalia.it)
Lady Macbeth ha voluto. La protagonista è Un ruolo differente viene invece attribuito
convinta che con il vino sarà dimenticato il al vino nell’Otello (1887) di un Verdi Vino in scena. I "brindisi" della Traviata
crimine compiuto. Con questa idea a tavola ormai anziano che compone una musica in due fortunati allestimenti internazionali
dell'opera verdiana le cui riprese sono state
intona: «Si colmi il calice di vino eletto, nuova, moderna per i suoi contemporanei, entrambe cancellate dall'emergenza Covid19:
nasca il diletto, muoia il dolor». Quando su libretto firmato da Arrigo Boito. È Iago in apertura, Anna Netrebko protagonista dello
storico spettacolo "evergreeen" creato
poi la donna giunge a esclamare «Gustiamo a cantare i benefici del bicchiere nel primo nel 1994 per la Royal Opera House di Londra
il balsamo d’ogni ferita che nova vita atto e, per la prima volta, questo non deve dal regista Richard Eyre e dallo scenografo
ridona al cor» il pensiero si sposta alle far dimenticare gli affanni terreni quanto Bob Crowley; nelle pagina precedente, il sontuoso
allestimento del Metropolitan Opera di New York
ferite di Banco e al cadavere di questo che, piuttosto infiammare il suo animo: nato nel 2018 con la regia di Michael Mayer,
pur morto, tornerà presto a perseguitare il «Innaffia l’ugola! Trinca, tracanna!» le scene di Christine Jones e i costumi di Susan
Hilferty e poi riproposto nella stagione del Met
suo assassino, mentre Lady Macbeth Inoltre, poco dopo intona: «Il mondo appena cancellata, nella foto, Aleksandra Kurzak
morirà folle e sopraffatta dai rimorsi. palpita quand’io son brillo! Sfido l’ironico (Violetta) e Dmitro Popov (Alfredo)

68 Speciale Vino&Musica
Dalla SCENA
alla tavola
Italia, terra di musica dove la cultura del cibo
e del vino s'intrecciano alla bellezza e all'arte.
Un grande chef rivisita per Amadeus
un piatto cult della cucina italiana
di INDIRA FASSIONI

Speciale Vino&Musica 69
Lo Chef
R iccardo Bassetti ha
lavorato con Davide Oldani
al D’O, con Sergio Mei al Four
Seasons di Milano, sugli
Champs-Élysées nel
famosissimo Atelier de Joel
Robuchon e nel mentre si è
rimboccato le maniche anche
nelle cucine del Maurice, sotto
la guida di Yannick Allenò.
Al Sur Mesure del Mandarin
Oriental Palace di Parigi ha
avuto l’onore di far parte della
squadra di monsieur Thierry
Marx. Dal 2012 guida il
Ristorante La Tavola,
nell’albergo di famiglia Il
Porticciolo, insignito dalla
Stella Michelin nel 2017.

Il piatto
La storia Ravioli alla norma Per il ripieno

L a “Pasta alla Norma” nasce a


Catania, la città natale di Vincenzo
Bellini, diventando presto un simbolo
Chef Riccardo Bassetti
✶ Stella Michelin
• 250 gr pomodoro confit
• 2 gr aglio
• 5 gr basilico
stesso della cucina siciliana. Molte Ristorante La Tavola • 130 gr polpa di melanzana
le leggende intorno al nome di questo Laveno Mombello, Varese • qb olio evo
piatto che è una chiara dedica all’opera Cuocere i pomodori interi, in forno
più celebre del compositore catanese. Per 4 persone per 2h a 55°C, conditi con un tratto
Si dice che sia da attribuire al di olio evo e sale fino. All’uscita
commediografo catanese Nino Martoglio Royale di melanzana fritta dal forno, frullarli e filtrare.
(1870 - 1921) che, estasiato dal profumo • 230 gr di acqua di melanzana fritta Aggiungere l’aglio tritato e il basilico,
e dalla bontà del piatto, avrebbe • L’albume di un uovo oltre alla melanzana in purea rimasta
esclamato: «Chista è ‘na vera Norma!». Friggere le melanzane intere a 180°C dalla colatura.
Secondo altri, la ricetta sarebbe stata per 12’, recuperare la polpa interna cotta
perfezionata, reinterpretata e messa a ma rimasta di colore bianco, metterla Finitura
punto sulla base di piatti della cucina a filtrare per 2 giorni. Recuperare l’acqua • 30 gr ricotta salata grattugiata
tradizionale da uno chef siciliano della melanzana, mischiarla all’albume e • olio al basilico
proprio in onore della prima assoluta riempire i piatti da presentazione. • coulis di pomodoro
dell’opera di Bellini, andata Cuocere in forno a vapore per 10min. Cuocere venti ravioli, cinque per ogni
in scena il 26 dicembre 1831 al Teatro singolo commensale, in acqua bollente
alla Scala. “Pasta câ Norma”: Ravioli di pomodoro salata per 4 minuti, disporli al centro
pasta al pomodoro, melanzane, ricotta Per la pasta della royale appena uscita dal forno.
salata, basilico. Profumi, sapori e • 100 gr di farina 00 Aggiungere al centro del cerchio
colori, come nella musica. Abbiamo • 30 gr di tuorli un cucchiaio di ricotta salata.
chiesto a un grande chef italiano, Impastare e lasciar riposare. Tirare la pasta Decorare tutt’attorno con gocce di olio
Riccardo Bassetti, di rivisitarla per noi. col mattarello e creare i ravioli col ripieno. al basilico e coulis di pomodoro.
E ne è nato un raviolo.

70 Speciale Vino&Musica
L'idea Il Ristorante
M i avete anticipato sul tempo con la richiesta di una
mia interpretazione della Pasta alla Norma. Già da
qualche tempo avevo iniziato a pensare a questa ricetta
I l Ristorante gastronomico è situato
al piano inferiore dell’Hotel Il
Porticciolo, a diretto contatto con il
Bassetti, bagaglio che si porta dietro
dalle esperienze maturate alla corte
dei più grandi maestri nazionali e
della tradizione siciliana, semplice ma allo stesso tempo lago. Posizione che è il punto di internazionali della cucina, sono gli
dal gusto intenso, deciso e inconfondibile. Pochi incontro perfetto tra la natura e la accenti che contraddistinguono ogni
ingredienti nel mezzo: le melanzane, i pomodori e la cucina, caratterizzata dall’utilizzo di ricetta. La parte dei lievitati e la
ricotta salata. Non è un piatto che ho in carta, ma che prodotti territoriali e del miglior panificazione sono affidati alle
potrebbe entrarci. La mia personale interpretazione nasce pescato delle acque lacustri. sapienti mani del papà Giovanni,
dalla volontà di utilizzare ogni parte della melanzana: in Inaugurato nel 2012 e guidato dallo patron del Porticciolo, mentre la
menù, ad esempio, ho una versione affumicata della chef Riccardo Bassetti, classe 1982 e carta dei vini è gestita dalla maître
melanzana, uno dei miei piatti signature. In questo caso, Stella Michelin dal 2017, offre una Elisabetta Ballerini, mamma dello
sono rimasto fedele alla tradizione, friggendo la cucina gourmet che si declina in tre chef, sommelier, anima della sala e
melanzana e dividendo anche la cottura dalla polpa, percorsi di degustazione, pensati in della famiglia Bassetti. Il suo tocco,
per sfruttarne interamente il suo sapore intenso. un crescendo di sapori e oltre che nella scelta dei vini che
Lo chef Riccardo Bassetti sperimentazione, per soddisfare compongono una cantina di più di
anche i palati più fini. 600 etichette, è ben percepibile
È possibile scegliere alla carta o anche nel resto della struttura, dove
affidarsi alle cure dello chef. troverete oggetti di design, opere
L’attenzione alla stagionalità e alla d’arte e collezioni d’autore,
scelta delle materie prime, ricercate personalmente selezionati per
quasi esclusivamente tra le aziende impreziosire gli ambienti.
agricole e gli allevamenti locali, Con la bella stagione viene aperta la
sono le note che ricorrono nelle 4 terrazza esterna che si protende a
proposte annuali. Le tecniche di sbalzo sulle acque del Lago
cottura e le preparazioni di Riccardo Maggiore.

Il vino
In vetrina
P er questo piatto della tradizione mediterranea
ho scelto di abbinare un pinot nero del Trentino
Alto Adige, vinificato in bianco, senza macerazione
delle bucce, un vino elegante e di buona struttura.
Una scelta frutto della volontà di seguire la base
dei grandi metodi classici del nostro territorio.
Sceglierei questa zona perché è predisposta
naturalmente, dal microclima, dal terroir,
dall’esposizione per finire alle varie escursioni, tutti
elementi che contribuiscono a rendere eccellente
questa varietà di pinot nero, vinificato in bianco.
È un vino che sta bene con i piatti vegetariani e con
le paste: dal momento che la rivisitazione della
Norma fatta da Riccardo ha tutte queste caratteristiche,
l’abbinamento è presto fatto. Questo pinot nero ha un
colore oro antico, con una piacevole sensazione di frutta Brunello Divenire 1819 il maggiordomo
matura che rivela una sapidità decisa da un lato e una di Montalcino Bergamasca Bonarda
ricchezza di sali minerali dall’altro. DOCG Pinot Nero IGP Oltrepò Pavese
Il sommelier Elisabetta Ballerini Argiano Le Corne Milagro Veritas

Speciale Vino&Musica 71
MELODIE e
abbinamenti
Sensi, sensazioni, affinità e associazioni.
Idee per ascoltare musica (quale?) sorseggiando
un calice di vino tra gioco e scienza

72 Speciale Vino&Musica
L
egare le sensazioni che derivano adeguata può influenzare positivamente note fruttate che trovano una giusta
dalla degustazione di un vino a l’esperienza complessiva associata alla valorizzazione nell’atmosfera delicata
una melodia è qualcosa che crea degustazione di un vino. e malinconica del pianoforte della
sicuramente curiosità e interesse. Non Gymnopédie n. 1 di Erik Satie.
sono rari i casi in cui giornalisti abbiano Cerchiamo ora qui di proporre alcuni
provato ad associare composizioni esempi di abbinamento, provando a Negli abbinamenti tra vino e cibo spesso
musicali a una bottiglia pregiata oppure motivare il nesso tra il contenuto del si prediligono scelte che favoriscono
importanti brand vinicoli abbiano cercato calice e la composizione, restando sempre la tradizione locale, in cui un piatto
di avvicinare una certa sonorità a una consapevoli che si tratta semplicemente del posto si sposa con un vino derivante
propria etichetta. Solo un espediente di suggerimenti per un piacevole ascolto da vitigni autoctoni di quel territorio.
giornalistico e una trovata di marketing in compagnia di un buon sorso e non Lo stesso può avvenire in questo nostro
o qualcosa di più? dell’applicazione di una teoria scientifica. intrigante esperimento. Così il Cava,
un vino spumante prodotto soprattutto
Qualche anno fa la Oxford University Il Gewürztraminer dell’Alto Adige, in Catalogna e ottenuto da vitigni
ha effettuato uno studio su ventiquattro dall’aspetto paglierino luminoso e dai spagnoli, con la sua effervescenza e il suo
soggetti ai quali sono stati presentati profumi intriganti di frutti esotici come brio può essere protagonista di un brindisi
quattro diversi vini, particolarmente mango e banana, oltre a fresche tracce di con il sottofondo dell’affascinante
caratterizzati dalle proprie qualità menta piperita e basilico, può essere Rapsodie Espagnole di Maurice Ravel,
organolettiche, e si sono cercati dei valorizzato dall’ascolto della Danza uno straordinario affresco musicale della
modelli di relazione con la musica. della Fata Confetto tratta dalla Suite dal Penisola Iberica di inizio Novecento.
Un secondo esperimento è stato invece balletto Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič
rivolto a ventisei partecipanti a cui sono Čajkovskij, brano che trasmette una Il Malbec, ottenuto dall’omonimo
stati offerti tre differenti vini, da gradevole sensazione di leggerezza, vitigno di origine francese, ha un grande
degustare con e senza musica. Per ogni spensieratezza e agilità. peso nella viticoltura della provincia
singolo test, con e in assenza di ascolto argentina di Mendoza. Un’uva
musicale, è stato chiesto di valutare Un Recioto della Valpolicella, vino proveniente dall’Europa, dunque, che,
dolcezza, alcolicità, acidità, tannicità passito dalle tonalità cromatiche rubino come molti migranti del Vecchio
e gradevolezza in generale. con riflessi purpurei, possiede una grande Continente, ha trovato fortuna nelle
Con il primo esperimento si è rilevato fragranza olfattiva che può essere lontane terre latinoamericane. Questo
che esistono preferenze nell’abbinamento impreziosita da un carattere dolce-amaro, vino rosso, dotato di carattere, dal colore
vino-musica, anche se il campione di affascinante per l’amabilità dell’uva profondo e dai sentori di frutti di bosco,
persone su cui si è effettuato il test non sultanina e della cannella, a cui si per le bottiglie più giovani, e di spezie
è stato sufficientemente rappresentativo contrappone un sentore di arancia amara e torba, per i campioni più evoluti, si
per elaborare valide teorie. La seconda e ginepro. Il sorso dolce e vellutato può abbina all’energia e all’emozione che
analisi, probabilmente la più interessante, essere valorizzato dall’ascolto del si può ritrovare in Vuelvo al Sur, una
ha fatto emergere che alcune sensazioni, Notturno n. 20 in do diesis minore Lento struggente melodia di Astor Piazzolla.
in particolare la percezione della dolcezza con grande espressione di Fryderyck Il bandoneón trasmette tutta la carica
del vino, possono essere influenzate Chopin, in cui l’eleganza melodica passionale del tango argentino, elevato
dalla composizione musicale ascoltata emerge dalla tormentosa intensità da a musica di ascolto dal maestro di Mar
durante l’assaggio. ricondurre alla nota amaricante che resta del Plata, i cui nonni erano partiti dall’Italia
nitida dopo aver percepito l’avvolgente in cerca di una vita migliore. Un brano
In generale, i due test mostrano che dolcezza del vino. che può essere accostato a questo vino:
esistono associazioni crossmodali in entrambi racchiudono in sé la storia di tanti
materia di abbinamento vino e musica, Lo Chardonnay, che deriva dal famoso popoli che hanno abbandonato la casa natia
cioè le percezioni uditive e quelle vitigno internazionale, si caratterizza e che con nostalgia ricordano la propria
gusto-olfattive vengono identificate e dalla sua veste dal color giallo paglierino terra d’origine. 
processate dal cervello come appartenenti lucente e gioca generalmente su Emanuele Lavizzari
a un unico evento o a una singola sorgente sensazioni olfattive di mela, pera e pesca
fisica. Inoltre, aspetto particolarmente con sprazzi di vaniglia. La freschezza e
rilevante, l’ascolto di una musica la sapidità all’assaggio confermano le

Speciale Vino&Musica 73
Amore per la terra,
aspirazione per l’uomo

MILAGROVERITAS.COM
MECENATI
Nuove prospettive

È
il 1894: una data che segna la nascita
della Società dei concerti di Parma,
una delle più antiche istituzioni
italiane esistenti assieme alla Società del
Quartetto di Firenze – nata nel 1861 – e di
Milano, creata nel 1864. Una realtà culturale
che a Parma ha portato personaggi del carico
di Horowitz, Rubinstein, Michelangeli
e Segovia – e che nel tempo non ha mai
smesso di portare avanti la propria missione.
La stagione della Società dei Concerti di
Parma, città nominata Capitale italiana della
cultura 2020, è così partita sotto i migliori
auspici incentrandosi su Beethoven e
Paganini, le cui spoglie riposano proprio
a Parma, cui la città emiliana dedica un Nei giorni del coronavirus, la Società dei Concerti
festival giunto quest’anno alla sua ventesima di Parma rivolge un richiamo ai giovani solisti
edizione. Poi è arrivato il coronavirus, e
tutto si è fermato. Con lo stop definitivo alla e ai gruppi di musica da camera
musica dal vivo e la profonda incertezza su
ciò che sarà, e su quanto tutto questo durerà. proprio nell’anno di Parma Capitale tutte queste difficoltà, è stato formalmente
italiana della cultura, con una serie di chiesto al governo che gli sforzi messi in
In un gesto disperato la musica ha così progetti, idee e investimenti che hanno campo per Parma 2020 siano prorogati fino
iniziato a reagire, a fare sentire la sua voce subìto un improvviso arresto… », esordisce al 2021, e si è in attesa di un riscontro.
in concerti e dirette streaming, anche se in Davide Battistini, imprenditore e attuale «La nostra stagione di concerti è il frutto di
auditorium e teatri privi del loro pubblico. presidente della Società dei Concerti. un impegno comune», conclude Battistini,
Dal 24 febbraio il sipario è calato anche «che ci vede al fianco dell’Assessorato alla
sulle attività della Società dei Concerti di Uno stop che ha riguardato i mesi scorsi e cultura, della Casa della musica e del Festival
Parma (nella foto, Leonidas Kavakos ed ha già compromesso la programmazione Verdi, con il sostegno dei soci e di amici
Enrico Pace al Teatro Regio), ma a metà di quelli futuri: ad esempio il Paganini imprenditori. E nel tempo abbiamo saputo
marzo è stata lanciata una Open Call for Guitar Festival in programma tra il 22 muoverci coinvolgendo un pubblico ampio,
Chamber Music: un richiamo rivolto e il 27 maggio con un fitto calendario di con progetti specifici pensati anche per i
a giovani solisti e gruppi di musica da concerti, masterclass, mostre di liuteria e un piccoli ascoltatori. È per passione che ricopro
camera, inviati a mandare un video che concorso internazionale. la carica di presidente della Società dei
verrà pubblicato su una apposita pagina Un festival quest’anno dedicato al virtuoso Concerti di Parma: lo faccio per la musica,
facebook. E l’interpretazione del gruppo o paraguayano Augustín Barrios Mangorè, per l’implicito valore di tutto questo, ma
del solista che riceverà più like, poi valutata che avrebbe oltretutto coinvolto un lungo prima di ogni altra cosa per la mia città...».
da una commissione di musicisti, garantirà elenco di solisti sudamericani: «Al momento
agli interpreti un’esibizione nella stagione il festival non è stato ancora cancellato,
2020\2021 della Società dei Concerti di ma stiamo già pensando a una sua edizione
Parma. Un tentativo di muoversi comunque in una forma necessariamente ridotta.
in un periodo così difficile, per potere Avrebbero ad esempio dovuto partecipare di Edoardo Tomaselli

continuare a offrire musica, tenere aperte dei liutai da tutto il mondo, ma ormai tutti mecenati@belviveremedia.com

prospettive future e combattere ogni forma hanno disdetto. E lo stesso vale per molti
di immobilismo. «Tutto questo è successo dei solisti in cartellone… ». Davanti a

Amadeus 75
JAZZ
Electric Renaissance
Le nuove frontiere dell'improvvisazione passano da computer,
elettronica e strumenti vintage come il moog

I
Sing the Body Electric era il titolo del secondo e leggendario album Fender Rhodes: «Il disco nasce dalla mia lettura della Bibbia negli
dei Weather Report, uscito nel lontano 1972. Oggi, a quasi mezzo ultimi anni e nei brani risuonano la scrittura profetica di Daniele
secolo di distanza, tra le nuove leve della musica improvvisata si e la saggezza del libro di Giobbe e dell’Ecclesiaste». A questo lavoro
riscopre il fascino discreto del jazz elettrico. Uno stile allora incarnato visionario ed eccessivo, barocco e corale ma assai fascinoso, hanno
– oltre che dalla mitica band di Joe Zawinul e di Wayne Shorter – collaborato, tra gli altri, big come Ambrose Akinmusire, Kurt Elling
dalla Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin, dagli Eleventh e Mark Guiliana. Col suo storico trio unplugged, Mehldau sarà invece
House di Larry Coryell, dai Return to Forever di Chick Corea e dagli protagonista – insieme a Enrico Rava, Joe Lovano, Kenny Barron,
Headhunters di Herbie Hancock, solo per citare i giganti. Alfieri di Chris Potter, Bill Frisell, John Surman, João Bosco e altri –
questa tendenza e dell’amore per le sonorità vintage sono gli Snarky di Bergamo Jazz, quest’anno diretto dalla cantante Maria Pia De Vito
Puppy (nella foto). Una dozzina di lavori alle spalle, questo collettivo e in programma dal 15 al 20 marzo (teatrodonizetti.it).
di venticinque musicisti perlopiù americani – capitanato dal bassista Dall’elettrico all’elettronica. È decisamente radicale il trio che vede
Michael League – dà alle stampe Immigrance (GroundUp Music): riuniti David Torn, alchimista della chitarra e dei live looping,
un titolo che suona come invito all’integrazione perché, sottolinea Tim Berne, al sassofono contralto, e Ches Smith, alla batteria
il leader, «ogni cosa è fluida e in movimento e noi tutti siamo in un e alle percussione. E in Sun of Goldfinger (Ecm, distribuzione
costante stato di immigrazione». Tra moog e tastiere d’ogni tipo, Ducale) questi tre incorreggibili sperimentatori propongono una
chitarre elettriche e bassi funky, batterie che si sovrappongono e musica pericolosa, a volte rabbiosa, spesso tellurica.
percussioni etniche, violini, ance e ottoni, la stile del gruppo è quello Sempre in tema di ricerca, stupisce piacevolmente Soundplanets
di una pirotecnica jamming band in cui, più dei singoli assoli, contano (Tasto Rec) del veterano del pianoforte Enrico Intra. A 84 anni
il suono globale e il poderoso impatto ritmico. suonati, il maestro milanese si rimette in gioco e affida le sue
Anche Brad Mehldau, che predilige di solito la musica acustica, in improvvisazioni nelle mani di Alex Stangoni, sound designer e
Finding Gabriel (Nonesuch, distribuzione Warner Music) vira verso il architetto delle parti elettroniche dell’album. Tra campionamenti
jazz elettrico. L’album si snoda attraverso nove composizioni collegate live e percussioni, il jazz del compositore e strumentista viene
tra loro, in cui il romantico pianista è impegnato anche con synth e declinato in chiave futuristica. Tra Lennie Tristano e Alva Noto.

76 Amadeus
DISCOTECAIDEALE
IPNOSI UNPLAGGED

Stacca la spina e sceglie di tornare all’acustico, Bill


Laurence. Il brillante pianista e tastierista londinese –
membro fondatore degli Snarky Puppy (di cui parliamo
nel testo principale), oltre che collaboratore di protago-
nisti del folk rock americano, tra cui David Crosby – vola
a Colonia e registra un trascinante live. Al suo fianco c’è
la Wdr, eclettica big band tedesca che per l’occasione
viene diretta da Bob Mintzer, virtuoso del sassofono
tenore, membro di lunga data degli Yellowjackets e ar-
rangiatore dal gusto sopraffino. Vestite con abiti nuovi, Bill Laurence Ben Webster-Coleman Hawkins
le ipnotiche composizioni del musicista – da Golden Live At The Philharmonie Cologne Ben Webster Meets
Hour a Denmark Hill fino a Red Sand, ricca di suoi Jazzline 1 cd (Ird) Coleman Hawkins
sapori etnici – vivono una seconda vita e acquistano American Jazz Classics 1 cd (Egea)
sfaccettature, nuances e colori inediti, dispiegando la
Los Angeles, 1957. Due pesi mas-
loro forza immaginifica e cinematografica. Oltre che
simi del sax tenore classico a con-
un’efficace vena melodica, Laurence possiede un per-
fronto. Da un lato, il sound virile
fetto controllo delle dinamiche e una carica ritmica con-
e potente del grande Coleman
tagiosa. Il che fa la differenza. Del resto, come spiega
Hawkins; dall’altro, quello fremen-
l’artista britannico, «io ho sempre immaginato questi
te e sinuoso del suo altrettanto
brani eseguiti da un grande ensemble e questa è una
blasonato collega, l’ellingtoniano
rara e preziosa opportunità per me».
Ben Webster. Oggi viene ristampa-
to – con nove brani in più rispetto
all’edizione originale – lo storico al-
bum che fotografa l’incontro tra una
coppia di maestri dello strumento: il
disco, prodotto da Norman Granz,
era uscito all’epoca per la leg-
gendaria etichetta Verve col titolo
Coleman Hawkins Encounters Ben
Webster. Una chicca per quanti
amano (e magari rimpiangono) lo
swing dei bei tempi andati. Ma non
REWIND solo per loro. Un’ora e un quarto
abbondante di jazz a denominazio-
Ritorna uno dei grandi della musica improvvisata e del ne di origine controllata, che spazia
jazz elettrico dei Seventies: Chick Corea. Nonostante da momenti blues da antologia a
abbia superato quota 78 anni e vanti una produzione ballad struggenti (It Never Entered
discografica ipertrofica (con molti alti e bassi, a dire la My Mind, You’d Be So Nice to
verità), il pianista di Boston non ha alcuna intenzione Come Home to). Ad assecondare
di ritirarsi. E per fortuna: l’incontro con due colleghi i due mattatori, ci pensa la sezio-
più giovani, Christian McBride e Brian Blade, ripropone ne ritmica guidata dal pianoforte
la classica formula piano-basso-batteria al top. Certo, di Oscar Peterson, con Herb Ellis
non siamo ai livelli dello Standards Trio di Keith Jarrett alla chitarra, Ray Brown al contrab-
Chick Corea Trio basso e Alvin Stoller alla batteria.
(ormai non più in attività) e tuttavia la qualità è note-
Trilogy 2 Provate a chiudere gli occhi e vi
vole. Questo doppio è il seguito di Trilogy, un triplo
Stretch/Concord Jazz 1 cd (Egea) sembrerà di essere finiti dentro un
album del 2013. Ed è sempre un live che pesca tra
concerti sparsi in giro per il mondo (Bologna, Zurigo, film di Woody Allen…
Tokyo) e passa dai temi del tastierista agli evergreen
del jazz. Corea appare in grande spolvero sia quando
rilegge il Thelonious Monk meno ovvio (Crepuscule
with Nellie, Work) e il Miles Davis modale (All Blues)
sia nelle occasioni in cui riprende i propri cavalli di
battaglia (500 Miles High, La Fiesta). Insolita e riuscita
la versione di Pastime Paradise, gioiello d’antan di
Stevie Wonder. E il merito della riuscita del lavoro va
anche ai suoi strepitosi partner musicali di Ivo Franchi
jazz@belviveremedia.com

Amadeus 77
E vinto il nemico,
Domato l’audace,
La gioia, la pace
In voi tornerà.

E allora felici
Col core sereno
Le spose, gli amici
Stringendovi al seno,
L’ulivo all’alloro
Succeder saprà.

Gioachino Rossini
La donna del lago

La Fondazione Rete Lirica delle Marche, insieme al suo


venticaratteruzzi.com

pubblico, allo staff tecnico e amministrativo, agli artisti ospiti,


attendono fiduciosi la riapertura dei teatri di Ascoli Piceno,
Fano, Fermo e la ripartenza del settore dello spettacolo del
vivo, impegnato come tutti nel contenimento della pandemia.

Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno 0736 298770 ascoli.biglietteriateatro@email.it


Teatro della Fortuna di Fano 0721 800750 botteghino@teatrodellafortuna.it
Teatro dell’Aquila di Fermo 0734 284295 biglietteriateatro@comune.fermo.it

fondazioneliricamarche.it
ALL’OPERA
Penitenza

L
a morte di Krzysztof Penderecki (23 Nel 1969 fece scalpore con I diavoli di Loudon,
novembre 1933 – 29 marzo 2020)
richiama alla mente la sua grande
spettacolo rinnovatore dalla visione pessimistica.
opera lirica I diavoli di Loudun che fece Riflessioni in omaggio a Krzysztof Penderecki
scalpore in occasione della prima ad
Amburgo, nel 1969. Erano gli anni ruggenti
di Hans Werner Henze, con Elegia per
giovani amanti (1959-‘61) Il giovane
Lord (1964) I Bassaridi (1965).
La via percorsa, che sembrava obbligata, era
quella del post-espressionismo: Alban Berg,
Karl Amadeus Hartmann i modelli.

Penderecki proveniva invece dalla tradizione


dell’Est che si rifaceva a Béla Bartók. Il suo
sperimentalismo aveva altri orizzonti: in
primis l’esplorazione dei confini tra suono
e rumore e la ricostruzione del rumore
attraverso gli strumenti tradizionali, che
escludevano l’elettronica. Gli bastarono Nella foto, Die Teufel von Loudon (I diavoli di Loudon) nell’allestimento di José Carlos Plaza con cui
52 archi per evocare il dramma acustico l’opera di Penderecki debuttò in Italia al Teatro Regio di Torino nel 2000: sul podio c'era Yoram David
di un bombardamento atomico nel famoso
Threnos per le vittime di Hiroshima. scatenamento tellurico da fare impallidire nelle capacità della musica di rappresentare
Nei Diavoli di Loudun troviamo questa quello della Sagra della primavera. Invece, eventi drammatici: donde un senso
ricerca, insieme a quella sul canto corale, Penderecki gioca a sorprendere: l’orchestra è di svuotamento e di scarnificazione.
che diede vita ad alcune delle pagine migliori sovente leggera, cameristica, come se fosse Sappiamo poi che la vicenda dell’opera
del compositore nella sua intensa produzione timida davanti a ciò che succede; procede per è proseguita in altre direzioni. Riascoltati
di musica sacra, come lo splendido Stabat impulsi momentanei o per fasce sonore; oggi, I Diavoli di Loudun sembrano
Mater. Il libretto dello stesso Penderecki, il canto è scarnificato al massimo, sovente penitenziali, più che orgiastici o dirompenti;
tratto dal dramma di John Whiting derivante sostituito dal parlato. le pagine che restano impressionanti sono
dal romanzo di Aldous Huxley colpiva Di solito, nell’opera, la musica rimpolpa il i cori ecclesiastici, una tempesta di
allora per l’audacia delle situazioni: orge, libretto, e lo assorbe in sé come lo scheletro straordinaria potenza fonica, le scene
esorcismi, visioni, smanie di ogni tipo, nel corpo umano; nei Diavoli, invece, si di esorcismo, quando l’orchestra frigge in
decapitazioni di cadaveri, eventi intestinali di limitava ad illustrarlo come una discreta, un’agitazione che culmina con la
carattere idraulico o pneumatico e, in talvolta evanescente colonna sonora. Il fatto somministrazione di un clistere d’acqua santa
generale, quel miscuglio di erotismo e è che questa non è un’opera vera e propria alla monaca indemoniata, grottesca pagina
religione che per Huxley emana un aroma e resta un documento storico che mostra sinfonica, nelle sue idrauliche convulsioni.
sottile e attraente. A leggere la partitura oggi, negli anni ’60 il tentativo di uscire da quella
ci si stupisce ancora: nello sterminato elenco che sembrava allora l’impasse del teatro
degli strumenti figurano anche 30 tubi di musicale, che Penderecki tentava di
metalli diversi senza altezza di suono sbloccare, mescolandolo con il teatro
determinata, campanelle da messa, campana di prosa, l’oratorio, il cinema, attraverso di Paolo Gallarati
da chiesa, sega, nastro magnetico con il montaggio di scene brevi e variate. allopera@belviveremedia.com

scampanata, e così via. La prima cosa che ci In fondo, questo progetto rinnovatore
si può immaginare è dunque uno rivelava una visione pessimistica, la sfiducia

Amadeus 79
DANZA
Gioielli
Vendôme è sempre stata presente anche

I
n tempi bui capita di abbandonarsi a sulle scene. Nota la passione per le pietre
immagini di artefatta bellezza. Tra le preziose di George Balanchine: il
mani libri d’epoca e cataloghi di coreografo aveva acquistato una spilla con
esposizioni, ripercorriamo i legami tra i tratti della moglie ballerina Vera Zorina
l’arte del balletto e l’alta gioielleria. nella boutique di New York, dove le parures
esposte gli diedero l’idea per il balletto
La storia ci riporta all’epoca d’oro del Jewels, composto dal trittico Emeralds,
balletto, nella Russia degli zar, quando gli Rubies, Diamond, e peccato per la sezione
artisti dei Teatri Imperiali erano d’abitudine Sapphires solo immaginata. Alla ripresa
omaggiati, dagli abbonati aristocratici o del balletto nel 2007 con il Royal Ballet,
dagli stessi sovrani, con i preziosi VC&A creò una collezione d’occasione:
manufatti Fabergé. Il maître de ballet “Ballets précieux”. L’ultima, “Romeo &
Marius Petipa cita nei sui diari gli anelli, Juliet”, ha visto la luce di recente, in
i fermacravatte, le tabacchiere ricevuti in corrispondenza del debutto di una nuova
occasione dei suoi bénéfices; le cronache versione del balletto omonimo, di cui la
degli spettacoli documentano nel dettaglio maison è mecenate. Una produzione
fogge e pietre dei gioielli donati alle Prime innovativa perché il coreografo Benjamin
ballerine; la favorita di Nicola II, Matil’da Millepied l’ha concepita multiracial, site
Kšesinskaja, danzava addobbata di specific e media interactive (29 maggio-
favolose parures, anche quando 6 giugno, La Seine Musicale, Parigi).
interpretava una contadinella o una zingara. Interessante il contrasto con i cento pezzi
di gioielleria, tra cui spiccano la coppia di
Piegata dalla rivoluzione bolscevica la spille Romeo e Giulietta in abiti cortesi alla
casa di San Pietroburgo, la maison Balletto e alta gioielleria Pisanello, miniati di ori, lacche e pietre, e la
francese Van Cleef & Arpels (nella foto la broche raffigurante il verone inghirlandato
spilla Ballerina Tutu Saphirs) ha sempre
da Fabergé di smeraldi, con i battenti in diamanti che
tenuto vivo il legame tra le due arti, grazie a Van Cleef & Arpels, si aprono sul bacio dei due innamorati.
alla passione per il balletto del fondatore da Petipa
Louis Arpels, habitué all’Opéra di Parigi. Chi tali meraviglie può solo sognarle,
In piena Seconda guerra mondiale la
a Balanchine. resta la chance di collezionare manufatti
collezione di spille “ballerine” apparve Un incontro meno antichi e preziosi ma ormai
come un bagliore di fragile grazia. senza tempo ricercati. Tra la bigiotteria americana
Le mains d’or di John Rubel forgiarono la degli anni Quaranta qualche fortunato
prima della serie: una danzatrice di fatto di luce e bellezza potrà ancora scovare in un bric à brac o
flamenco con ventaglio, ammirata in un a un’asta on line la deliziosa coppia di
numero esotico in un locale di Manhattan. ballerini a clip Nicki and Ticki by Trifari.
Citano la storia del balletto gli esemplari giorno di ballerine in arabesque luccicano
più preziosi: La Camargo è colta in un oro, zaffiri, turchesi. Pregevoli anche
entrechat ritratto in un dipinto del le piccole boîtes e i monili a soggetto,
Settecento; Anna Pavlova sulle punte ispirati ai balletti Il lago dei cigni,
è in posa come nella fotografia d’epoca. Lo schiaccianoci, La Bayadère, realizzati di Valentina Bonelli
I tutù tempestati di smeraldi e rubini su con la tecnica brevettata “serti danza@belviveremedia.com

base platino, i diamanti tagliati “rose cut” mystérieux”, incastonatura invisibile.


per i pezzi da collezione, nelle broches da Oltre gli oggetti, la griffe di Place

Amadeus 81
ANTICA
Dalla laguna

P
er una Venezia che periodicamente e
implacabilmente affonda nell’acqua
alta, ce né un’altra che talvolta
riaffiora dopo secoli, grazie a progetti
meritori. Uno di questi lo ha avviato
la casa discografica Concerto, che si è
proposta di realizzare in tre volumi la prima
registrazione mondiale integrale di tutte le
musiche per tastiera di Benedetto Marcello
conservate in forma manoscritta nelle
biblioteche veneziane. Interprete Ottavio
Dantone. Si tratta di musiche destinate
all’esecuzione clavicembalistica (in un
solo caso è prescritto l’organo) che oggi si
trovano nella Biblioteca Nazionale di San
Marco, in quella della Fondazione Querini
Stampalia, e in quella del Conservatorio di La registrazione integrale delle musiche
Musica Benedetto Marcello. veneziane per tastiera di Benedetto Marcello
Per volontà di Dantone a questi lavori
saranno affiancate alcune Cantate del rivela aspetti sconosciuti di un grande autore
medesimo compositore veneziano,
conservate anch’esse nei principali fondi Prima dell’esplosiva riscoperta novecentesca fine a sé stessa, come esito unico, personale,
archivistici della Serenissima, in cui la parte di Antonio Vivaldi, Benedetto Marcello riflettuto, colto, superiore.
clavicembalistica appare particolarmente era considerato il compositore più
significativa: come nel celebre caso della rappresentativo del ‘700 veneziano, e il suo Il primo volume pubblicato dell’impresa
Cassandra: una Cantata a voce sola di ampie dotto e complesso Estro poetico-armonico discografica di Dantone già contribuisce
dimensioni (circa mezz’ora di musica) e in otto tomi (1724-1726) godeva di grande a delineare, però, un profilo più screziato
impervie difficoltà che può essere intesa prestigio. Oggi Marcello è ricordato di Benedetto. Un autore dal carattere
anche come un lungo monologo interiore soprattutto per aver firmato il Teatro alla severo e austero, senz’altro dotato di un
che, almeno per certi aspetti, si pone come moda (1720): un pamphlet satirico contro immenso bagaglio di sapienza e tecnica,
una specie di lontano archetipo di quello di le “aberrazioni” del mondo operistico oltre che di una forte carica spirituale, ma
Molly Bloom nell’Ulisse di James Joyce. del tempo che prende di mira soprattutto anche aperto a recepire orizzonti musicali
proprio Vivaldi. Dietro allo scritto si cela di portata europea, a far sua l’idea
Discendente di una famiglia nobile, fratello altro. Ovvero, l’opposizione di un antico di uno spettro espressivo ampio, di un
minore di Alessandro, Benedetto nacque modo di essere “dilettante” all’allora coeva virtuosismo estremo e altamente invasivo,
a Venezia il 24 luglio 1686 (nella foto, a figura del “professionista”. Antipodi che tanto più nella strepitosa Ciaccona in do
sinistra, la casa natale sul Canal Grande). Marcello e Vivaldi condussero alle estreme maggiore che chiude la registrazione.
Nonostante la dimostrazione di uno conseguenze, da fondamentalisti, con tutti
straordinario talento musicale, intraprese gli attriti che ne conseguirono. Da una
la tradizionale trafila professionale a cui parte Vivaldi tormentato dal bisogno di
erano destinati i giovani patrizi. Avvocato, “monetizzare” rapidamente e a qualunque di Massimo
a 21 anni iniziò a servire la Serenissima costo, all’occorrenza riciclando sé stesso Rolando Zegna
rivestendo incarichi nel Maggior Consiglio e gli altri, attraverso prodotti musicali antica@belviveremedia.com
e nella Magistratura non solo a Venezia ma d’immediato consumo. Dall’altra Marcello
anche a Brescia, dove morì nel 1738. che, potendo permetterselo, concepiva l’arte

Amadeus 83
istituto superiore di studi musicali concerTi
conservatorio “Guido cantelli” di novara
2 aprile 20:30

Festival Fiati
sÉbastian jacot flauto
9 aprile 20:30
19 aprile mercoledi /wednesday fabrizio MEloni clarinetto

novara 2020 16 aprile 20:30


antonino Mollica sassofono

31 marzo - 14 maggio 18 aprile 17:00


poulEnc Et aMis...
concErto studEnti fiati e pianoforte
masterclass, laboratori, concerti 19 aprile 17:30
laboratorio “saxophonia”
masterclass laBoratori antonino Mollica sassofono
22 aprile 20:30
flauto 6-7 aprile
seBastian Jacot 31 marzo l’approccio mentale e john fostEr tromba naturale
1-2 aprile fisico nella performance 23 aprile 20:30
francesco loi 7-8-9 maggio musicale “lE ancE doppiE dEl cantElli”
Ermes Giussani andrEa chEnna oboe e direttore
oBoe
olivier stankieWicz 9-10 maggio 26 aprile 17:30
19 aprile
clarinetto “saxophonia” orchEstra di fiati “accadEMia”
faBrizio meloni 7-8-9 aprile Giornata dEdicata aGli andrEa cupia direttore
luiGi picatto 15 aprile EnsEmblE di sassofoni 28 aprile 18:30
Ospite antonino mollica
clarinetto Basso MassiMo longhi tromba
GiusEppE GEntilE 5-6 maggio 28 aprile 20:30
24 aprile
sassofono laBoratorio-seminario dEvid cEstE trombone e euphonium
antonino mollica 16-17-18 aprile osteopatia 29 aprile 20:30
movimento osteopatia arte
faGotto ErMEs giussani trombone
andrEa zucco 12-13-14 maggio
4 maggio 4 maggio 20:30
tromBa “skillfull immersion” concerTo sTraordinario
GabriElE cassonE 8 aprile corrado colliard arengo del BroleTTo
massimo lonGhi 27-28 aprile stEfan dohr corno e direttore
tromba barocca E modErna 10 maggio “orchEstra dEl cantElli”
John foster 20-21-22 aprile “clarinettissimo” “cantElli wind EnsEMblE”
Ospite riccardo crocilla
corno naturale 6 maggio 20:30
ermes pecchinini 4 aprile giusEppE gEntilE clarinetto basso
corno
ospite speciale 7 maggio 20:30
stEfan dohr 3-4-5 maggio Mauro Martins euphonium
sarah Willis
tromBone/euphonium 8 maggio 20:30
dEvid cEstE 3, 27-28 aprile francEsco loi flauto
mauro a. martins 5-6-7 maggio
9 maggio
ottoni Maratona MusicalE “i fiati in città”
ermes Giussani 29-30 aprile
10 maggio 17:30
laboratorio “clarinEttissiMo”
ISSM “GuIdo CantellI” dI novara
riccardo crocilla clarinetto
vIa ColleGIo GallarInI, 1 0321 31252 10 maggio 20:30
www.feStIvalfIatI.ConSno.It oliviEr stankiEwicz oboe
www.ConSno.It 12 maggio 20:30
ConServatorIo “G. CantellI” dI novara andrEa zucco fagotto
MUSICAOGGI
La voce interiore
un certo senso, la direzione in cui agisce la
sua musica appropriandosi del testo. Non
conosco a fondo tutte le opere precedenti
di Movio, né so che cosa sta progettando
dopo questo apprezzatissimo ciclo, ma
non sono stato il solo, tra il pubblico, ad
avere l’impressione che l’incontro con i
“promemoria” di Bajani abbia stimolato la
sua fantasia in una direzione almeno in parte
nuova, ampliandone gli orizzonti musicali.

Nella formazione di Movio è stata decisiva


la lezione di Beat Furrer (che ha diretto
il nuovo lavoro, e che sembra aver
lasciato un segno profondo con la raffinata
Nuovi, singolari orizzonti creativi sottigliezza della sua scrittura). Nei circa
nascono dall'incontro tra la musica 45 minuti del Libro di terra e d’incanti,
di Simone Movio e le poesie di Andrea Bajani per un piccolo complesso da camera,
usato in modo vario, non sempre al
completo (voce, flauto, clarinetto, violino,

O
ggi forse in modo particolare costantemente all’infinito, vanno ben oltre viola, violoncello e pianoforte) la mobilità
le scelte dei testi con cui un l’aspetto pratico quotidiano, trascendendolo, espressiva e la controllata raffinatezza
compositore decide di confrontarsi giocando su scatti improvvisi o scavando raggiungono un esito di varietà e
possono avere conseguenze significative nell’interiorità, sempre con leggerezza e complessità singolari, con caratteri diversi
sulla sua musica, oltre a rivelare qualcosa ironia, schiudendo prospettive sorprendenti nelle tre parti (sebbene molto possa essere
della sua poetica, a maggior ragione se o inquietanti. Un esempio: «Ricordarsi ricondotto a un materiale sapientemente
si tratta di scelte inconsuete e fortemente prima di morire/ che le palpebre resteranno/ unitario) e spesso con contrasti tra tempi
caratterizzate. Lo sono davvero quelle da alzate. La morte non chiude/ gli occhi a chi estremi (da “Immoto” a “Presto”), usati
cui è nato tra il 2016 e il 2019 il Libro di l’ha vista/ arrivare. Glieli chiudono i vivi/ con molta efficacia. Si potrebbe dire
Terra e d’Incanti di Simone Movio (1978), per non farsi guardare». che proprio sotto il segno dei contrasti,
di cui il mdi ensemble, per l’occasione come quello cui sembra alludere il titolo,
diretto da Beat Furrer, ha presentato a si colloca la trasformazione musicale di
Milano la prima esecuzione, registrando Questa poesia è la prima (dopo il preludio) Promemoria nel Libro di Terra e d’Incanti.
subito dopo il ciclo in un cd Kairos (la della parte iniziale del ciclo di Movio, quella
pubblicazione è attesa per questa estate). che si confronta con il tema della morte.
Seguono la seconda parte con il tema delle
Il ciclo si vale di 18 poesie, tratte dalle 60 “parole” e la terza con l’infanzia. Conclude
che formano Promemoria (2017), unica, un postludio. Le scelte dei testi sono state
finora, raccolta in versi di Andrea Bajani compiute in collaborazione con Bajani,
(1975), autore di romanzi, reportages e che appartiene alla stessa generazione
scritti giornalistici. Il titolo va preso alla del compositore (altro fatto non troppo
lettera, nel senso comune del termine, frequente). Quando Movio osserva che le di Paolo Petazzi
musicaoggi@belviveremedia.com
“promemoria”, come elenco delle parole delle poesie giungono a trascendere il
azioni che non ci si deve dimenticare di significato quotidiano per fungere da «veicoli
compiere; ma le indicazioni, con il verbo di pura voce interiore», descrive anche, in

Amadeus 85
FUORITEMA
Io vi salverò

DISCOTECAIDEALE
Donne comuni, reali o immaginarie sono
protagoniste del disco d'esordio di Lucia Miller

È
una Santa Barbara che protegge
dai fulmini quella sulla copertina Ma Rainey
del disco di esordio di Lucia Miller Ma Rainey
Milestone 1 cd 1974
(pseudonimo di Erika Ardemagni).
Un dipinto del 1710 custodito a Voltri. Una Le origini del blues hanno un’impronta
donna a cui è affidato il compito di vegliare femminile e Ma Rainey è stata una del-
sull’incolumità della comunità, divenuta le pioniere. Gertrude Pridgett era na-
ta nel 1886 in Georgia e prese il cogno-
patrona di parecchie categorie, tra cui vigili me sposando a soli 18 anni William
del fuoco, artificieri, artiglieri, minatori, Lampi sulla pianura Rainey, detto Pa. Con lui iniziò a girare
Lucia Miller
architetti. Una scelta consapevole che il sud degli Stati Uniti proponendo un
Eccher Music/Self 1 cd 2019 repertorio che mischiava folk e work
Lucia Miller, con Massimo Bubola (autore
song con altri generi musicali derivan-
della quasi totalità dei pezzi e produttore orientale del Carso, morta a 21 anni, e ti dalla multiculturialità dello strato so-
artistico), ha fortemente voluto allo scopo unica donna sepolta nel Sacrario militare ciale di quelle terre. Il successo degli
di ampliare una poetica al femminile, in cui di Redipuglia. Tre brani come La smortina spettacoli che i coniugi Rainey propo-
nevano fecero di Ma (soprannominata
siano presenti in modo principale tematiche (ballata popolare del folk italiano), Se così forse per contrapporla al marito
legate a figure di donne, sia reali che non ora, quando? e Lampi sulla Pianura, oppure come diminutivo di “madame”),
immaginarie, la cui esperienza passata aiuta affrontano tematiche come l’attesa del una vera e propria leggenda nella co-
munità nera. Le prime registrazioni
a raccontare il presente. Le protagoniste ritorno dell’amato dalla guerra, i desideri le effetuò nel 1923 continuando fino
di questo disco sono donne comuni, anche le aspettative e i bisogni di ogni giovane al 1928: una manciata di pezzi che
se alcune di esse sono passate alla storia. donna, e una evocazione a Diana/Artemide, allora venivano pubblicati in 78 giri.
Ovviamente a quell’epoca non si parla-
Quindi ci sono personaggi epici come dea della luna, come portatrice di speranza
va di lp, per cui il miglior disco di raccol-
Anita Garibaldi (a cui è dedicato il brano e annunciatrice di una nuova Età dell’Oro. te delle sue incisioni è questo targato
Mi chiamo Anita), donna dalla grandissima Con questo disco Lucia Miller riporta Milestone. Qui si possono apprezzare
personalità, combattente. In Annie Hannah in primo piano un tratto della canzone 20 brani che la Rainey ha inciso nel
corso della sua carriera. Un proto-
invece si parla di Anna Frank, mentre d’autore italiana che per qualche anno blues che sconfina anche nel jazz. Ad
Il Fiore d’Inghilterra è dedicato a Jane avevamo perso. La sua voce, espressiva, accompagnare la cantante troviamo,
Seymour, terza moglie di Enrico VIII, intensa, di un calore interpretativo non tra gli altri, artisti che diventerranno
vere star: Louis Armstrong, Coleman
e al suo tragico parto. Non poteva certo comune, legata alla tradizione delle grandi Hawkins, Fletcher Henderson, Tampa
mancare una canzone dedicata ealla Prima cantanti folk anglossassoni, colpisce Red, Tom Dorsey, Charlie Dixon. Con
Guerra Mondiale (tema caro alla coppia l’ascoltatore, rendendo prezioso questo la Grande Depressione la “Madre del
Blues” si ritirò dalle scene e nel 1939
Ardemagni/Bubola): in Margherita caduta disco, dove letteratura popolare e poesia
si spense a soli 53 anni.
in guerra protagonista è Margherita Kaiser contemporanea si legano con il folk italiano,
Parodi Orlando, crocerossina sul fronte il country, il soul e il rock internazionale.

INTRECCIO DI SUONI
Due chitarristi classici riscrivono per l’ascoltatore tre grandi pagine d’opera
di Vincenzo Bellini. E tra di esse si inseriscono due arie notturne a firma di
Marco Betta. Questo è Hacked Arias, che va oltre l’omaggio al compositore
catanese attestandosi tra colta contemporanea e popular music, nel solco di Riccardo
della modern-classical music. Un intreccio di suoni pieno di suggestioni. Santangelo
fuoritema@belviveremedia.com
Hacked Arias (Vol. 2 Vincenzo Bellini)
TW: @RickySixtySix
Duo Blanco Sinacori
FB: riccardo.santangelo.71
Almendra 1 cd 2019

86 Amadeus
education@belviveremedia.com EDUCATION
di Pietro Dossena

Sulla zattera della Medusa


A Padova progetti multidisciplinari, pubblicazioni e corsi di formazione
"made in OPV" coinvolgono a 360 gradi bambini, famiglie e docenti

O
PV Families&Kids compie 10 anni. Un percorso tutto in sostituisce la magia della scoperta sonora, favorita da una fruizione
crescendo, quello delle proposte che l’Orchestra di Padova ravvicinata e inclusiva. Ma le iniziative non si limitano ai concerti.
e del Veneto dedica a bambini e famiglie. Nei primi tempi «Da 4 anni OPV organizza insieme al Comune di Padova dei corsi
la programmazione era incentrata su appuntamenti “one shot”, che di formazione per insegnanti della scuola dell’infanzia», continua
poco a poco si sono aggregati fino a costituire una rassegna vera e Angius, «con ricaduta “a cascata” su circa 300 bambini e un
propria, da ottobre a maggio, parallela alla Stagione concertistica coinvolgimento complessivo di 1.000 persone ogni anno, contando
principale. «Dialogo con altre forme artistiche come l’illustrazione i familiari». Le conseguenze positive sul nuovo pubblico sono evidenti:
e la danza, approccio che pone lo spettatore al centro, sviluppo i bambini partecipano attivamente al concerto finale legato al progetto
di partnership: queste le tre linee di sviluppo principali del nostro didattico e, così, fanno scoprire l’OPV anche alle proprie famiglie.
progetto», spiega Marco Angius, direttore musicale e artistico A volte i progetti trovano un’ulteriore destinazione editoriale:
della Fondazione OPV. Oggi l’offerta è diversificata: le produzioni è il caso, per esempio, dello spettacolo sul Carnevale degli Animali
più ampie si tengono all’Auditorium Pollini, dove la musica tenutosi nel 2018, collegato al relativo percorso didattico nelle scuole
dell’Orchestra si può accompagnare a scenografie, proiezioni o condotto da Elisabetta Garilli e diventato poi un albo illustrato
danza; quelle più contenute, in sedi adatte a ospitare ensemble più (edito da Carthusia) con testi di Garilli, illustrazioni di Valeria
piccoli, come l’Orto Botanico, o in sale di quartiere che accolgono Petrone e musiche eseguite dall’Orchestra, distribuito in tutta Italia
appuntamenti più informali denominati “tuttigiuperterra” nei quali e recentemente tradotto per i paesi di lingua spagnola. Quest’anno si
non c’è separazione tra pubblico e musicisti. «A questi incontri replica con un progetto dedicato al “padovano” Giuseppe Tartini in
di carattere laboratoriale i partecipanti sono invitati a portare occasione del 250° dalla morte, che arriverà all'autunno e includerà
dei cuscini da casa», racconta Alberto Castelli, responsabile un nuovo album illustrato. Tra i progetti in cantiere, parte da Padova
comunicazione, marketing e sviluppo della Fondazione «e a volte la creazione di una rete “Families&Kids Friendly” che accomuni
sembra di trovarsi sulla Zattera della Medusa!». Un Géricault diverse istituzioni musicali italiane: un’occasione preziosa di
allegro e colorato, naturalmente, dove al dramma del dipinto si confronto e condivisione. Info: opvorchestra.it

88 Amadeus
della Fondazione fornisce non solo

IL PUNTO
l’indispensabile supporto economico, ma
di Carlo Delfrati
anche spazi d’eccezione come la Chiesa di
San Teonisto, pregevolmente restaurata da
Luciano Benetton e donata alla Fondazione, Ricercare
o Casa Cozzi, lascito di Gaetano e Luisa il passato
Cozzi, immersa nella campagna. «In questi
8 ettari di silenzio», racconta Trevisi, «i Non c’è campo del sapere che non
raccolga nel modo una messe a dir
docenti delle masterclass vivono per alcuni
poco sterminata di studi e ricerche.
giorni insieme agli allievi, provenienti da Non va delusa nemmeno la disciplina
tutta Europa. Poter prendere un tè con Emma di cui si occupa la nostra pagina,
Kirkby è occasione rara: situazioni del l’insegnamento della musica. Si
A Casa Cozzi genere consentono ai giovani musicisti di
aspetta l’uscita del terzo Handbook
of Research in Music Teaching and

M ecenatismo musicale, relazione tra


maestro e apprendista: concetti che ci
riportano col pensiero ai secoli passati, ma
essere meglio conosciuti e apprezzati dai
maestri». Le lezioni-concerto per le scuole
non sono di minor valore: «Il nostro
Learning, che aggiorni la seconda:
1.222 pagine A4, ognuna a due
colonne, che spazia dalla Pedagogia
alle Neuroscienze, dalle Metodologie
che ancora oggi possono rivivere in iniziative obiettivo non è convertire i ragazzi alla ai contesti socio-economici. A partire
di elevato valore artistico e formativo, musica antica, ma dar loro l’opportunità da questa base si può immaginare
un ordine superiore di studi per la
come l’ampio progetto Musica antica in di conoscerla. La libertà, in fondo,
formazione di ricercatori, per scendere
Casa Cozzi avviato nel 2013 a Treviso non è altro che una possibilità di scelta», a cascata alla formazione dei docenti;
dalla Fondazione Benetton. Affidato alla argomenta Trevisi, che tiene in prima e da qui all’insegnamento degli scolari.
direzione artistica di Stefano Trevisi, pianista persona queste lezioni. «Parlare delle Non stupiscono i risultati che in molti
paesi ottiene la didattica musicale ad
e clavicembalista dedito anche alla direzione crociate nell’anniversario della Prima ogni livello. Nessuno naturalmente si
di ensemble vocali e strumentali, il progetto guerra mondiale consente di mostrare aspetta nel nostro paese qualcosa
è strutturato in tre ambiti complementari: al la follia dell’uomo in ogni epoca». Anche che sia lontanamente paragonabile
alla ricerca nordamericana da cui
centro, una rassegna di concerti di musica la rassegna di concerti, quest’anno dedicata esce lo Handbook. Una finestra
antica; sul versante educativo, una serie di a Venezia, include opportunità formative: aperta su questo terreno la offriva
masterclass di livello internazionale, che la serie di madrigali drammatici La Barca di negli anni trascorsi la Società Italiana
per l’Educazione Musicale con i suoi
vedono come docenti i musicisti invitati nella Venetia per Padova di Adriano Banchieri
volumi su particolari campi di ricerca.
rassegna, e una serie di lezioni-concerto per verrà proposta in forma semiscenica, con Anche la sua rivista Musica Domani
le scuole primarie e secondarie di primo la partecipazione di giovani cantanti formati non di rado raccoglie studi seri: dovuti
grado di Treviso e provincia. Il mecenatismo in un laboratorio dedicato. Info: fbsr.it naturalmente allo zelo dei singoli
docenti più che a realtà istituzionali.
Tra gli ambiti di ricerca un angolo lo
merita la storia dell’insegnamento:
troppo ha da insegnare il passato
perché lo si possa dimenticare. Chi
MasterCLASSConCorsiMasterCLASSConCorsi ha sentito parlare, per fare un solo
esempio, dei contributi di studio di
Ermenegildo Paccagnella, attivo negli
anni ’30 del secolo scorso? Una figura
MARINA DI MASSA (MS) PESARO
a modo suo straordinaria nel quadro
Concorso inter. Ass. “Clara Wieck Schumann” Concorso Rossini International “Città di
opaco della vita culturale italiana di
SMIM e licei musicali Pesaro” Premio Città di Pesaro, School Prize,
quegli anni. E allora merita di essere
30 maggio - 2 giugno, entro 11 maggio Rossini International Award
salutata con gratitudine l’analisi che
fini-giorgini.it/concorso 11-15 maggio, entro 18 aprile
una nostra docente di Didattica,
concorsopesaro.altervista.org
Donatella Bartolini, ha condotto sulla
MILANO
didattica pianistica di quel dimenticato
Masterclass di pianoforte VIMODRONE (MI)
studioso; e salutata la sede che
Docente: Alexander Lonquich Concorso nazionale under 18
la ospita, i periodici Quaderni di
“I concerti op. 15, op. 19 pianoforte, strumenti a fiato, archi, chitarra
Pedagogia e Comunicazione Musicale,
e op 37 di Beethoven” 23 maggio, entro 3 maggio
dell’Università di Macerata. Anche
19, 20 e 21 maggio, entro 19 aprile (selezione da video)
questi promossi dalla SIEM.
silvia.limongelli@consmilano.it concorsomusicalevimodrone.it

Amadeus 89
LIBRI

GIUSEPPINA GRASSINI LONTANE PRESENZE.


Bruno Belli L’UNIVERSO POETICO
Macchione, 2019, pagg. 567, € 30,00 DI ENNIO MORRICONE
Stefano Cucci

I libri sui cantanti del passato Lim, 2018, pagg. 127, € 20,00
sono pochi, e quel ch’è peggio
sono anche sbagliatelli. Lo sa bene
chi comincia la monografia sulla
“cantante di Napoleone” segnalando
S ei capitoli, un catalogo
ragionato delle opere di
musica assoluta, e una postfazione
una rivalità mai avvenuta, firmata da Antonella Coppi, Una
un’interpretazione presunta, altre BACH vita di note. Ennio Morricone e
fantasie “supernapoleoniche”. Il fatto AA.VV. la sua musica assoluta. E nelle
è che l’autore ha perlustrato tutto il Gedi, 2020, pagg. 168, pagine del libro, il tentativo
possibile, sulla sua beniamina, da € 7,90 di tracciare un itinerario nella
libri tutto sommato moderni a rare musica colta firmata nel corso del
cronache coeve, e ha capito che tempo da uno dei più prolifici e
per conservarne il mito non serve trasversali compositori che hanno
dar seguito alle storielle. Vissuta fra attraversato la seconda metà del
il 1773 e il 1850, la Grassini non secolo scorso, continuando a
volle cantare o non fece in tempo
a cantar Rossini: la sua carriera è
quella tipica del tardo Settecento
N on deve mai abbassare la guardia la divulgazione della musica d’arte:
cioè della classica. Quel genere che, invece, molti canali di comunicazione
ignorano, mettono in un angolo o snaturano, anche quando ti obbligano a un
produrre ancora oggi. Ed Ennio
Morricone davvero non ha eguali.
Perché nessuno come lui ha saputo
italiano, fatta di Paisiello, Cimarosa, canone da pagare. La classica, di solito, te la devi proprio andare a cercare. muoversi tra generi e forme
Mayr, Paër. Alla fine il libro ne Ma se uno non la conosce perché nessuno gliel’ha spiegata, come procede? diverse, in quel Novecento che è
fa la sintesi, oltre a trattare di Non procede proprio, e finisce per credere ai mistificatori, che differenze anche e soprattutto il secolo del
iconografia, autografi, composizioni non ne fanno tra ciò che vale e ciò che non vale, “perché non bisogna alzare cinema. Ma in questo volume è
dedicate e scritti a firma di Carpani, barriere”, perché “esiste solo quella buona e quella cattiva”, e panzane simili. altro il Morricone che si racconta
De Rensis, addirittura Mario Praz. Il trionfo della diseducazione. Così, se accompagnare nel tempo l'affinamento e si analizza: è il compositore
Nata sì nel 1773 ma l’8 aprile e di un lettore o un ascoltatore è cosa bella; non dimenticarsi di reclutarne altri di musica colta, assoluta, e a
non il 18 (come s’è sempre detto lo è di più. Proprio in quest’ottica il gruppo editoriale Gedi (la Repubblica, farlo è un musicista e direttore
e scritto), zia di Giulia e Giuditta L’Espresso, eccetera), in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa d’orchestra che collabora con
Grisi e maestra loro e di Giuditta Cecilia, ha concepito Impronte Musica: una serie di 20 monografie scritte a Morricone ormai da anni, nel
Pasta, la Grassini fu quella che si più mani (Angelo Foletto, Elena Previdi, Simone Ciolfi, Alessandro Restelli, ruolo di preparatore di orchestre
dice una cantante-attrice, un’artista sono alcuni autori dei primi titoli) dedicate ad altrettanti compositori, ogni e cori. Un saggio, questo, che
giammai paga della voce e anzi settimana in edicola con tutte le testate del gruppo. Abbiamo letto i tre d'esordio mette in luce non solo una
capace di esprimersi altrettanto (Bach, Mozart, Beethoven). Si tratta di volumi ben fatti, che raccontano in produzione meno conosciuta
con la presenza e il gesto. E che maniera scientificamente aggiornata, diretta e coinvolgente la vita e l’opera dei rispetto alla musica da film, ma
voce? Belli dice contralto. Ma certo musicisti, seguendo un’identica successione: un’introduzione; una biografia; soprattutto offre una ricognizione
Gioseffa fu primadonna assoluta, le composizioni; il contesto storico; la discografia (Spotify offre anche una nei lavori degli ultimi vent’anni,
come di lì a poco la Colbran, la playlist ragionata e gratuita); una guida agli strumenti di approfondimento. che si conclude con una lunga
Pasta, la Malibran: a dimostrarlo L’apparato iconografico è basato su immagini storiche: quindi è costruttivo. conversazione (sempre attorno a
stanno opere e personaggi soprattutto Massimo Rolando Zegna temi e modi della musica colta)
seri, anzi epici e tragici. con lo stesso Morricone.
Piero Mioli Edoardo Tomaselli

Amadeus 91
Sulla musica
Giuseppe Costa
Streetlib Write, 2019,
pagg. 188, s.i.p.

Il pianista e compositore Giuseppe


Costa pubblica i risultati di un
lavoro di ricerca ambizioso e di una
riflessione attenta allo sviluppo delle
facoltà musicali. Un libro – rivolto ad
appassionati, neofiti e professionisti –
in cui sostiene l’ipotesi che le facolta
musicali hanno sviluppo attraverso
un canale non direttamente connesso
NATALIA GONCHAROVA WOODSTOCK QUESTIONE DI ANIMA. al pensiero razionale.
a cura di Matthew Gale Joel Makower SESSANT’ANNI
e Natalia Sidlina Bietti, 2019, pagg. 620, € 26,00 ALL’ISTITUTO NAZIONALE
Marsilio, 2019, pagg. 223, € 40,00 DI STUDI VERDIANI

Q uando si dice “che nulla sarà a cura di Giuseppe Martini

F rutto di un lavoro collettivo come prima” di solito si pecca Istituto Nazionale di Studi Verdiani - Rotary
che ha visto all’opera per anni di superbia. Sta di fatto che se la Club Parma, 2019, pagg. 286, € 23,00
studiosi russi, inglesi, finlandesi e stessa affermazione la facciamo
italiani, il catalogo della mostra che
dopo la Tate Modern di Londra ha
avuto luogo in Palazzo Strozzi a
per il festival di Woodstock,
potremmo non essere smentiti.
Dopo quei tre giorni di pace,
S essant’anni dopo, da celebrare?
L’Istituto Nazionale di Studi
Verdiani è vivo e vegeto e non andava
Firenze ci offre un ritratto completo amore e musica, tutto cambiò, celebrato ma ricordato, ritratto,
di questa originalissima artista, perché alla manifestazione che ricostruito in certi momenti essenziali;
Natalia Goncharova, che si muove tra si svolse a Bethel, nello stato di e dunque piuttosto che con saggi
le espressioni creative mantenendo New York, dal 15 al 18 agosto nuovi (questi passeranno alla rivista,
sempre una sua personale cifra 1969, arrivarono 500.000 spettatori no?) s’è pensato di rilustrarlo con
stilistica. Nei vari saggi proposti, (attenendosi alle stime meno saggi vecchi. Tutti editi, certo, ma La bohème
quale comune denominatore emerge gonfiate), pronte a cambiare il mica tutti facilmente reperibili (due, Cecilia Gobbi
il suo apporto innovatore al teatro poi, non erano in italiano). Dunque Curci, 2019, pagg. 79, € 14,90
mondo. Sulla cronaca di quei
musicale, in particolare al balletto, la giorni sono stati scritti molti il nono quaderno dell’Istituto è una
Alla scoperta del capolavoro di
sua capacità di creare scenografie e libri, e quelli più recenti hanno bella serie di 18 studi compresi fra
Giacomo Puccini con il nuovo libro
costumi fantastici, all’altezza di giganti attinto al libro di Joel Makower il 1960 e il 2013 e firmati da quelli
della collana “Magia dell’opera”
del ‘900 musicale come Stravinskij, ristampato per il cinquantesimo che per la maggioranza, ormai, dell’editore Curci, con le indicazioni
Rimskij-Korsakov, Musorgskij e Falla. anniversario del festival. Edito sono da considerarsi i capisaldi pratiche e le basi musicali per
Il pregio di riconoscerne il talento nel 1989 negli stati Uniti e della musicologia verdiana d’Italia approntare un proprio allestimento
straordinario è di Djaghilev, ma la tre anni dopo in Italia, questo e in parte del mondo. Comincia il a casa o a scuola. L’autrice, Cecilia
sua attività dal debutto moscovita volume lascia da parte prassi fondatore, Mario Medici, e finisce Gobbi, è la figlia del grande baritono
proseguirà, anche dopo la sua giornalistica o di divulgazione, e l’ultimo direttore di lungo corso, Tito. Le illustrazioni sono di Francesca
scomparsa, fino agli anni Cinquanta dà la parola direttamente a chi è Pierluigi Petrobelli. In mezzo nomi Carabelli e la direzione artistica
dapprima a Parigi, e poi Montecarlo, e stato il protagonista di quei giorni: come René Leibowitz, Massimo Mila, di Gabriele Clima. Nelle tracce
in Gran Bretagna, naturalmente Londra spettatori, ideatori, musicisti e Luciano Berio (il suo quintessenziato audio online si trovano gli esercizi
(Covent Garden, Coliseum, Sadler’s addetti al festival; come se fosse Verdi? che aprì la rivista nel 1983), di recitazione, di lettura ritmica
Wells, Lyceum), ma anche l’Empire una lunga intervista. Così in questo per citare solo gli scomparsi; ma e d’intonazione dei brani.
Théatre ad Edimburgo. Le tournée in libro, direttamente dalle voci di anche Riccardo Bacchelli, Ildebrando
Spagna le faranno scoprire il gusto per Michael Lang, Joel Rosenman, Pizzetti e Francesco Flora. Che sono
il colore di questa terra, unica capace John Roberts e Artie Kornfeld stati un grande narratore e melomane,
di ispirarla oltre alla madrepatria. Esule (ideatori del festival), dagli artisti un grande compositore e letterato,
volontaria per tutta la vita, porterà la come David Crosby, Ritchie un grande italianista e intellettuale:
sua cultura dentro di sé, nel gusto che Havens, Joan Baez, Paul Kantner, tutto questo per metterne in rilievo
le veniva dal colore della produzione Sly Stone, Joe Cocker, per arrivare la bella prosa, tanto dotta ed elegante
popolare così facile a fondersi con le alle’altre figure che a vario titolo quanto chiara e attraente, dove una
avanguardie del ‘900, ma anche nel parteciparono alla realizzazione penna di valore conquista più di
sacro come sentire necessario e vitale. di Woodstock, si possono scoprire una nota giusta messa al posto di
Rivelatrici a tal proposito anche le sue numerosi aneddoti e rivelazioni, una nota sbagliata. Pieno di ironia
stesse parole, raccolte e pubblicate da sui tre giorni che cambiarono il e umanità, il testo di Saul Bellow è
Marina Tzvetaeva. mondo della musica. quello che dà il titolo al volume.
Annamaria Pellegrini Riccardo Santangelo Piero Mioli

92 Amadeus
Lo scaffale
di Paola Molfino
scaffale@belviveremedia.com

P
er settimane e settimane niente sipari
DONIZETTI. LA FIGURA, LA DANZA
levati, voci, palchi, stucchi, velluti,
LA MUSICA, LA SCENA E LA SUA STORIA costumi, applausi… Con i Teatri sbarrati,
Piero Mioli Valeria Morselli vuoti e silenziosi siamo entrati – oltre al resto –
Manzoni, 2019, pagg. 564, € 32,00 Dino Audino, 2018-2019,
anche in crisi d’astinenza da opera lirica.
3 voll. pagg. 189-190-199,
E, dopo aver riascoltato dischi che si erano ormai

E ra un uomo di simpatico € 23,00 ciascuno


impolverati sugli scaffali, ci siamo consolati con
carattere, di piacevole Il gioco dell’opera. Provate a farlo anche voi.
compagnia, conscio del suo
valore, e non se ne vantava;
dotato di fertile immaginazione,
S i intitola La danza e la sua
storia la pubblicazione in tre
volumi di Valeria Morselli, che
Trattasi di un enciclopedico divertissement
al tempo stesso erudito e divulgativo edito per
la prima volta nel 1993 da Rosellina Archinto,
di straordinaria attività, se aveva nasce da un’esperienza diretta di poi nel 2003 trasformato da Valentina Editore
quattro versi in tasca li metteva insegnamento nei licei coreutici nell'elegante versione illustrata che è ripubblicata
in musica in piedi, camminando, e dalle esigenze emerse. L’opera ora in una nuova edizione, aggiornata, da
mangiando o riposando»: così ha il grande pregio di rispondere Francesco Brioschi Editore.
Gaetano Donizetti fu descritto efficacemente alla necessità di Raccoglie “400 enigmi per il vero conoscitore”
dal tenore Gilbert Duprez, primo offrire agli studenti un manuale che dal 1986 vennero per anni pubblicati
di storia della danza completo dal Giornale della Musica, quando (bei tempi) il
Edgardo in Lucia di Lammermoor.
nei contenuti scientifici e nei mensile Edt era ancora una testata pure cartacea.
E proprio da un efficace tratteggio
La rubrica era curata da Giancorrado Ulrich, che si
della personalità inizia questo materiali didattici, ma sa essere
firmava con lo pseudonimo di Debardus Kleinjäger
bel libro che Piero Mioli ha anche un validissimo strumento di
von Peri, fantomatico teorico della Operntherapie,
voluto dedicare al compositore consultazione per lettori di diversa
capace di guarire ogni disturbo psichico grazie
bergamasco. Dopo una cinquantina tipologia. I tre volumi sviluppano alla musica lirica. All’intrigante gioco di domande
di pagine che ripercorrono la le argomentazioni in ordine e risposte che metteva a dura prova le più solide
figura e la vicenda biografica del cronologico: il primo volume si competenze si prestò anche un musicologo
musicista, l’autore affronta a largo occupa del periodo che va dalle del rango di Mario Bortolotto (sotto le mentite
raggio la produzione di Donizetti: civiltà antiche al XVII secolo; il spoglie di tal Maestro Lotario M. Ottobor).
teatrale e non. Quasi 350 pagine. secondo tratta della danza e del E oggi è Riccardo Muti, nell’Introduzione, a
In conclusione, una sezione che balletto nei secoli XVIII e XIX; scrivere «è un libro da raccomandare ai musicisti.
definire soltanto utile e davvero il terzo approfondisce il ’900 fino Io comincio a raccomandarlo a me stesso».
riduttivo (120 pagine circa), in al Tanztheater di Pina Bausch e E non abbiate paura di fare brutta figura, nella vita
cui si presenta e si analizza a alla terza generazione della modern e nell’opera c’è sempre da imparare (giocando
fondo la principale produzione dance americana. L’oggetto di per di più). E il trucco c’è. Tutte le risposte sono
bibliografica e discografica a indagine è la danza nelle culture in fondo il libro. Mettetevi in gioco.
Donizetti dedicata. Mioli procede occidentali, il suo evolversi nel
con «ansia onnivora», come lui tempo come linguaggio artistico,
stesso scrive nella Premessa, con il suo legarsi alle società e
intelligenza, dovizia di dettagli e alle dominanti espressioni di
con la speranza «che il libro possa pensiero. I capitoli sono sempre
trovare un posto sugli scaffali approfonditi e di agile lettura; Il gioco dell’opera
pubblici e privati, fra le mani di si arricchiscono di importanti Giancorrado Ulrich
melomani incalliti e giovani neofiti, sezioni dedicate ampiamente Francesco Brioschi
Editore,2019
nei ranghi di una pubblicistica a biografie, coreografie, aspetti pagg. 239, € 80,00
internazionale assolutamente culturali contestuali, e di un utile
impari alla fiorentissima fortuna corredo di illustrazioni, schede,
teatrale del suo prodigo e amabile prospetti analitici, contenuti
protagonista». digitali integrativi.
Massimo Rolando Zegna Ida Zicari

Amadeus 93
NEWS in studio

Romantica chitarra
Giampaolo Bandini ha registrato un cd con lo strumento posseduto
da Niccolò Paganini, costruito nel 1826 da Gennaro Fabricatore
di Luigi Di Fronzo

C
apricci, Sghiribizzi, Sonatine e Sonate di un genio del l’ascoltatore medio, abituato in genere ad ascoltarli sul violino?
violino come Paganini. Dove a sorpresa, invece del «Credo che questa nuova versione dei Capricci sulla cosiddetta
consueto Stradivari o Amati di turno, si ascolta il suono chitarra romantica – probabilmente un’operazione mai realizzata
di una chitarra storica appartenuta (e firmata sulla tavola prima d’ora – apra una nuova prospettiva d‘ascolto assai più
armonica) dal grande compositore genovese. È insomma un cd intima, confidenziale. Che oltretutto cambia radicalmente il colore
che raccoglie momenti significativi del catalogo paganiniano per lo rispetto allo strumento ad arco, modificandosi sotto una nuova
strumento a sei corde quello oubblicato da Decca, grazie al valente veste decisamente più tiepida e morbida».
chitarrista Giampaolo Bandini. Disco prezioso, per qualità e presa Il proverbiale coefficiente di difficoltà è altrettanto sbalorditivo
del suono che ripropone le vicende legate al rapporto d’amore fra e alto, rispetto ai canoni a cui siamo abituati sull’archetto?
Paganini e la chitarra: strumento a lui assai caro (a cui si dedicò «Certamente sì. Per certi versi le difficoltà sono differenti, ma
soprattutto negli ultimi anni, spinto dalla gran moda che l’aveva raggiungono indubbiamente picchi di autentico virtuosismo anche
fatta conoscere un po’ in tutte le principali piazze europee) che però per lo strumento a sei corde. Tra l’altro la chitarra “romantica”
purtroppo non lo spinse mai ad esibirsi in pubblico. Dove questo aggiunge ulteriori asperità, considerando le dimensioni e
talento (fra i migliori virtuosi italiani nel mondo) conferma tutte le la difficoltà ad accedere nelle zone più acute della tastiera».
sue doti emerse in varie occasioni fra premi internazionali, tournées Ci sono soluzioni e moduli di approccio personali di Paganini,
in oltre 50 paesi del mondo e dediche di brani da di illustri colleghi. realizzate rispetto ai chitarristi-compositori coevi?
Giampaolo Bandini, come suonano questi Capricci di Paganini per «Come per la tecnica violinistica, anche sulla chitarra Paganini

96 Amadeus
elaborò soluzioni proprie e un linguaggio estremamente personale, «Uno strumento straordinario, non solo perché appartenuto a Paganini
cercando di traslitterare certe scritture dall’uno all’altro strumento. ma per la morbidezza, la pastosità del suono, l’intonazione (cosa rara
Ma forse la vera innovazione fu quella di portare il lirismo violinistico per questo genere di strumenti) e un timbro omogeneo un po’ in tutte
e il bel canto italiano sullo strumento a sei corde, regalandoci pagine le zone della tastiera. Tutte qualità che non hanno eguali. E grazie
di una bellezza e semplicità senza pari. Tutto questo mentre gli altri ai bravissimi tecnici che hanno curato la presa del suono, Francesco
compositori-chitarristi dell’epoca erano più impegnati ad esplorare e Cerrato e Duilio Meucci credo (e spero) di essere riuscito a restituire
allargare il virtuosismo, concentrandosi meno sulla cantabilità». nel cd il fascino, la naturalezza e l’autenticità di questo colore».
Perché ha scelto questa selezione di 3 Capricci? Sembra che Paganini ne sia venuto in possesso quando,
«Dopo uno studio approfondito di tutti e 24 ho selezionato per guarire da alcuni problemi di salute arrivò a concedersi
i tre che più mettessero in luce le qualità e le peculiarità di questo alcuni soggiorni sul golfo, a contatto con l’aria napoletana.
strumento. Cercando al tempo stesso di dare una lettura più Cosa si sa di più?
innovativa di queste pagine celeberrime». «Come ci spiega bene Stefano Campagnolo nelle note di
Cosa si può dire degli altri brani proposti nel cd? copertina è probabile che Paganini fosse entrato in contatto
«La produzione chitarristica di Paganini fu probabilmente scritta con Fabricatore, durante il lungo soggiorno a Napoli fra 1816
per il piacere di far musica tra le mura domestiche, per sé stesso o e 1821. E che durante uno dei saltuari ritorni per dare concerti,
duettando con altri. Tant’è che a differenza del violino non tenne mai fra il 1825 e il 1827, abbia cercato di godere dell’aria salubre
concerti pubblici sulla chitarra. Forse per lui rappresentava l’anima napoletana per contrastare la sua salute malferma. Forse proprio
più intima e confidenziale da cui cui prendere appunti, annotando allora riuscì a procurarsi questa magnifica chitarra».
delle idee. E questi pezzi ne sono l’esempio provato, capaci di toccare Pensa di portare questo repertorio in concerto?
il cuore con un’ispirazione e una semplicità assolutamente geniali». «Farò certamente un tour del cd in maggio, con questo strumento
La chitarra utilizzata per la registrazione è uno strumento che solitamente è conservato nel Museo di Palazzo Tursi a
storico (costruito a Napoli da Gennaro Fabricatore nel 1826) Genova, di fianco al celebre “Cannone”. Sarà dunque una
e reca la firma del grande virtuoso. Come lo giudica? occasione straordinaria e rarissima per poterlo ascoltare dal vivo».

MAKINGOF
BRUNELLO PER TARTINI250
Nel 250° anniversario della morte di Giuseppe
Tartini, con un cd Arcana di prossima pubblica-
zione, Mario Brunello (con un violoncello piccolo)
e l'Accademia dell'Annunciata ricordano un im-
portante sodalizio della musica del '700: quello tra
il compositore di Pirano e il violoncellista Antonio
Vandini. Nato a Bologna e attivo a Padova per
cinquant'anni, Vandini fu in contatto con Tartini a
partire dagli anni '20 del '700. Secondo le testimo-
nianze dell'epoca, Vandini «suonava in modo tale
da far parlare lo strumento». Nel disco, per la prima
volta sono accostati i due Concerti che con tutta
probabilità il compositore concepì pensando alla
perizia interpretativa di Vandini, e l'unico Concerto
ideato dal violoncellista che ci è pervenuto.

Amadeus 97
B E E T H O V E N
T R I P L O C O N C E R T O
S I N F O N I A N . 7
ANNE-SOPHIE MUTTER – YO YO MA – DANIEL BARENBOIM
WEST-EASTERN DIVAN ORCHESTRA
ADV: www.filippovezzali.com

Anne-Sophie Mutter, Yo-Yo Ma e Daniel Barenboim


celebrano il 250 ° anniversario beethoveniano con una
memorabile registrazione del Triplo Concerto.

Questa incisione festeggia anche il 20° compleanno


della West-Eastern Divan Orchestra con
una splendida esecuzione della Settima Sinfonia.
CD 4838242 / 2 LP 4838246 / Blu-Ray Video 0735763

A LT R E N OV I TÀ

VÍKINGUR ÓLAFSSON SEONG-JIN CHO BEETHOVEN


DEBUSSY • RAMEAU THE WANDERER LE SONATE PER VIOLINO E
PIANOFORTE
Un affascinante percorso tra SCHUBERT: Fantasia “Wanderer”
le opere dei due compositori D760 op. 15 Wolfgang Schneiderhan
realizzato da uno dei più Carl Seemann
BERG: Sonata per pianoforte op. 1
interessanti interpreti della Edizione Deluxe della leggendaria
LISZT: Sonata per pianoforte S178 registrazione del 1959
nuova generazione
rimasterizzata a 24 bit / 192kHz
3 CD + Blu-Ray Audio
Prezzo speciale
CD 4837701 / 2 LP 4838283 CD 4837909 / 2 LP 4837910 3 CD + BRA 4838459
DISCHI
★ insufficiente

★★ sufficiente

★★★ discreto

★★★★ buono

★★★★★ ottimo AA.VV.


Omaggio a Heifetz
Salvatore Accardo, Laura Manzini
Fonè 1 cd 2019

A I dischi migliori
del mese
scelti per voi
Artistico: HHHHH Tecnico: HHHH

U n omaggio a uno dei maggiori


interpreti del XX secolo, Jascha
da Amadeus
Heifetz, lituano naturalizzato
statunitense, considerato il violinista più
influente dopo Paganini, è quanto
proposto da Salvatore Accardo per
l’etichetta discografica italiana Fonè. Un
pot-pourri di trascrizioni “salottiere”,

A
MENDELSSOHN secondo l’usanza rappresentata dal
Concertos for two pianos fenomeno della Salonmusik – in voga
Alessandra Ammara, Roberto Prosseda, nell’Europa occidentale per l’intero
Residentie Orkest The Hague, Jan Willem de Vriend Ottocento fino ad inizio Novecento – di
Decca 1 cd (Universal) 2019 proporre nei salotti borghesi brani dalla
più svariata provenienza che potessero

M agnificat! Perché un simile disco rende onore a Felix Mendelssohn


e ai suoi interpreti. A cominciare da Roberto Prosseda, che a
Mendelssohn e alla sua musica dedica da anni un impegno che non
essere eseguiti al pianoforte, solo o in
accompagnamento ad altro strumento.
E che potessero comunque dare
conosce sosta: lo è stato il progetto di incisione integrale dell’opera per occasione di sfoggio virtuosistico per
pianoforte – dieci dischi pubblicati da Decca, per un ciclo di registrazioni esecutori particolarmente dotati, proprio
che si sono protratte fino al 2015 – e lo sono i concerti con opere per come avvenne per il mostro sacro delle
tastiera di Mendelssohn suonati con decine di orchestre in tutto il mondo. quattro corde Heifetz. Le trascrizioni
E ancora, lo è questo disco appena pubblicato: il secondo inciso da da quest’ultimo realizzate muovono
Roberto Prosseda con Jan Willem de Vriend, la Residentie Orkest de L’Aia da celebri pagine di autori come
e il pianoforte di Alessandra Ammara. Se nel precedente cd si ascoltavano Mendelssohn fino a Gershwin passando
infatti il Primo e Secondo Concerto per pianoforte e orchestra, Decca per Schubert, Poulenc, Debussy,
propone adesso le incisioni dei due concerti per due pianoforti e orchestra. Prokof’ev e Rimskij-Korsakov.
Partiture tornate alla luce solo nel secolo scorso, composte come regalo Ad accompagnare in questa esecuzione
di compleanno per Fanny Mendelssohn, contraddistinte da «vivacità, estro colui che nel nostro Paese è considerato
e senso ludico», come scrive Prosseda nel libretto. Un’orchestrazione “il violinista virtuoso” per antonomasia,
perfetta nei suoi equilibri interni, un’esecuzione storicamente informata, la pianista Laura Manzini. Dal genere
l’utilizzo di due pianoforti a corde parallele, «la cui trasparenza si cameristico al mondo della lirica vocale
avvicina molto alla sonorità dei pianoforti dell’epoca di Mendelssohn». da camera, dalle fascinose atmosfere
Questi i presupposti: per tutto il resto parla invece la musica di queste due del mondo russo all’esotismo spagnolo,
opere, dove coesistono il virtuosismo brillante, la fantasia, la ricchezza i brani proposti evidenziano la
dei colori, l’inventiva melodica e – sopra ogni altra cosa, come sempre perfetta intesa e l’equilibrio di un
in Mendelssohn – il tocco geniale di un giovanissimo compositore. consolidatissimo duo ma soprattutto
Edoardo Tomaselli la grandezza di un musicista che, ora
come allora, ha saputo fare del
violino un incantevole ed efficace
veicolo di divulgazione della musica
nella società contemporanea.
Luisa Sclocchis

Amadeus 99
DISCHI

AA.VV. AA.VV.
Sonetti e Favole Sequenza
Stacey Mastrian, Scott Crowne Franziska Hölscher, Severin
Stradivarius 1 cd (Milano Dischi) 2019 von Eckardstein
Artistico: HHHHH Tecnico: HHHH Avi 1 cd (New Arts International) 2018
Artistico: HHHHH Tecnico: HHHHH

M ai come in questo caso la notizia


delle musiche in programma,
anzi l’esultanza per la loro presenza P rogramma molto curioso, per
non dire forse bizzarro, questo
deve precedere ogni commento sulla proposto da Franziska Hölscher, che
prestazione artistica. Si tratta di 26 si nuove tra contemporaneità,
brani da camera composti da maestri Barocco e repertorio ottocentesco.

A
italiani operanti soprattutto nel primo Inoltre non è un programma
'900: brani ogni tanto sentiti qua e là, interamente per violino solo, anche
ŠOSTAKOVIČ ma mai con tale abbondanza e se quattro dei cinque pezzi che lo
13 Babi Yar sistematicità. Sono fiabe, proverbi, compongono sono per violino solo:
Alexey Tikhomirov, Chicago Symphony Orchestra & Male Chorus, filastrocche, poesie varie, dall’aulico la Passacaglia che conclude la
Riccardo Muti di Dante al popolaresco di Trilussa, Sonata XVI delle cosiddette
CSO 1 cd (Ducale) 2019 intonate con quello stile postpucciniano Rosenkranz-Sonaten (1678 circa) di
che dava prevalenza alla declamazione Biber, i Capricci nn. 2 e 6 (1976) di

D mitrij Šostakovič era tormentato dalle omissioni delle memorie


scomode, come ricordava il poeta Evgenij Evtushenko, di cui il
compositore russo aveva scelto cinque poesie per formare la Tredicesima
del testo, quasi un arioso o anche
recitativo continuo, e alla voce
chiedeva un impegno nuovo e al
Sciarrino, Sequenza VIII (1976) di
Berio. In chiusura si ascolta infine la
Sonata n. 2 per violino e pianoforte
sinfonia (1962). Temi scomodi: un inno in forma di scherzo caustico pianoforte altrettanto. Certo (1851) di Schumann. Al di là degli
all’Ironia, «che fa il dito medio» a chi cerca di ammazzarla; un omaggio l’Allegrezza di Roberto Lupi esige accostamenti discutibili (perché per
in tempo grave alle Donne russe in coda Davanti un negozio, angeli qualche sprazzo di agilità, Passa la esempio non pensare a un disco tutto
custodi «che hanno sopportato tutto»; un Largo impressionante che nave mia di Luigi Cortese è acutello, di pezzi per violino solo tra Barocco
racconta le Paure, quella che «batte alla porta», quella di parlare «anche L’elezzione der Presidente di Alfredo e contemporaneità?), la qualità
alla propria moglie». L’apparato sovietico temeva soprattutto la prima Casella corre alquanto, e più ritmico- interpretativa è indiscutibile e si
poesia, Babi Yar, «un burrone ripido» che divenne l’unica lapide per cantabili della media sono i sei apprezza proprio a iniziare dalla
33.771 ebrei di Kiev, donne e uomini, giovani e vecchi, massacrati nel numeri del Giro giro tondo di Virgilio felice disinvoltura con cui la
giorno di Kippur 1942 da reparti di SS e collaborazionisti ucraini che Mortari. Ma in complesso si tratta di violinista passa dalla magnificenza
gridavano «schnell», ridevano e sparavano. Il Partito voleva si parlasse quello stile da camera che Pizzetti, in della polifonia di Biber alla poesia
di massacro non solo ebraico. Šostakovič declamò la verità con la forza un famoso saggio, definì come lirica, timbrica e materica di Sciarrino, di
del Musorgskij dei Canti e danze della morte. Il Partito convinse Evgenij non più romanza da camera (o da qui al serrato costruttivismo benché
Mravinskij a non dirigere la prima, tradendo un’amicizia di decenni. salotto). Scortata da un pianista che sa alimentato da slanci di accesa
Almeno tre solisti non si resero disponibili per la “prima”, guidata di dover quasi duettare con il canto, il fantasia inventiva dell’impegnativa e
coraggiosamente da Kirill Kondrašin, nonostante una telefonata del soprano italo-americano Stacey corposa Sequenza VIII per approdare
Ministro della Cultura russo, Popov, subdola e intimidatoria («Sta bene? Mastrian canta con bella voce e infine alla grande Sonata n. 2 di
Qualcosa le impedisce di dirigere? Ha qualche dubbio politico? Può perfetta impostazione, ma certo riesce Schumann. Quest’ultima è condivisa
omettere il primo movimento?»). Kondrašin non omise nulla e fu un meglio dove canta versi che dove con Severin Eckardstein in una
trionfo, lo stesso che ha salutato la splendida esecuzione guidata da canta prosa. Brava nel medievale di lettura febbrile, animata da estro
Riccardo Muti, già primo interprete in Italia, con la sua formidabile Malipiero (Cancheri e beccafichi), è fantastico, di cui gli interpreti con
Orchestra Sinfonica e il coro virile di Chicago. brava e anche spiritosa dove narra bravura sanno mantenere alto il
Giovanni Gavazzeni storie di gatti, cani, maghi, streghe e livello di tensione. L’esito è una resa
porcellini. Eroica la traduzione inglese in cui la Sonata di Schumann appare
del romanesco: nel Coccodrillo di percorsa da bagliori e fremiti
Casella «Ner mejo che un signore e emozionali incontenibili che
‘na signora» vorrà dire qualcosa come finiscono per mettere positivamente
“sul più bello”, e la versione si in crisi la classicità della forma
disimpegna dicendo «one fine day». complessiva della sonata stessa.
Piero Mioli Cesare Fertonani

100 Amadeus
DISCHI

AA. VV. AA.VV. AA.VV. AA.VV.


Time & Eternity Facce d’amore Royal Fireworks Music of the Troubadours
Patricia Kopatchinskaja, Camerata Bern Jakub Jozef Orlinski, Il Pomo d’oro, Alison Balsom, Balsom Ensemble in the Latin Kingdom
Alpha 1 cd (Self-Tàlea) 2019 Maxim Emelyanchev Warner 1 cd (Warner) 2019 of Thessalonica after 1204
Artistico: HHHHH Tecnico: HHHHH Erato 1 cd (Warner) 2019 Artistico: HHHHH Tecnico: HHHHH Ex Silentio, Dimitris Kountouras
Artistico: HHHHH Tecnico: HHHH Nefeli 1 cd 2016

P atricia Kopatchinskaja ci aveva


abituato all’esecuzione non
Q uando si ascolta il giovane A lison Balson torna al barocco
dopo Jubilo, pubblicato ormai
Artistico: HHHHH Tecnico: HHHHH

consequenzialmente canonica dei


brani affrontati nel corso dei concerti,
volta ad inseguire un suo percorso
polacco Jakub Jozef Orlinski si
ha l’impressione che con il suo timbro
angelico sia capace di ogni diavoleria.
nel 2016, e lo fa in compagnia
dell’Ensemble formato da specialisti
dei period instruments che porta il
D imitris Kountouras è un musicista
e musicologo nato a Salonicco. È
specializzato in strumenti d’epoca
musicale, ma la ricerca che propone In questo recital, sorta di contraltare nome della trombettista inglese. Per (flauto dolce e traverso) e
nelle ultime esecuzioni, prima dal profano alla precedente raccolta aprire il disco – ormai il tredicesimo nell’esecuzione storicamente
vivo poi discografiche, è (Anima sacra), Orlinski ritrova il di una lunga carriera – Alison informata del repertorio pre-classico.
assolutamente unica nella sua duttile ensemble il Pomo d’oro e il Balsom presenta una brillante È, inoltre, il direttore dell’ensemble
complessa organicità. In particolare suo direttore-clavicembalista Maxim trascrizione della Music for Royal Ex Silentio. Con questo cd propone un
lo è questa registrazione, un prodotto Emelyanchev. Si esplora la gamma Fireworks di Händel per orchestra programma davvero interessante che
culturale articolato che la vede affettiva dell’amor barocco da camera. E nelle ventisei tracce riguarda i trovatori che furono
protagonista con la sua Camerata conservando, a differenza di tanti del disco si torna a ripercorrere il coinvolti negli eventi della quarta
Bern in una ideazione musicale e non colleghi repentinamente usurati, il repertorio barocco che molte volte crociata (1202-1204). Inizialmente
solo: perfetta formalmente e di alto candore della voce bianca. Proprio nel corso degli anni si è ascoltato rivolta alla liberazione di
contenuto concettuale. In Time & quando esprime languori, smanie e nei dischi della Balsom. Ma in Gerusalemme dalle forze musulmane,
Eternity si parte dal Concerto furie amorose, quel “candore” queste incisioni la differenza è data la spedizione multinazionale si risolse
Funebre composto nel 1939 da Karl aggiunge una nota di ambiguità, sulla dall’utilizzo della tromba barocca, nel saccheggio di Costantinopoli, nella
Amadeus Hartman, che esprime quale giocano i video con i quali che torna a farsi sentire a distanza di spartizione dell’Impero bizantino e
musicalmente il dolore e lo sdegno Orlinski accompagna l’uscita tempo dal disco (The Sound of the nella nascita di quello Latino: con
per le sopraffazioni naziste con dell’album, fra proiezioni del suo Trumpet) inciso con Trevor quella, conseguente, del regno di
citazioni del canto hussita e del Canto piccolo fisico statuario su fondali Pinnock: uno strumento Tessalonica, affidato al marchese
dei martiri caduti nella rivoluzione astratti o riflessi del viso in acque- lontanissimo dalle sonorità e dal Bonifacio I del Monferrato, alla cui
russa del 1905, ma anche del canto specchio come Narciso. Così il timbro delle trombe moderne, corte, dal 1192, era ospite il cavaliere/
ebraico Elyahu Hanavi, un suono di dolente languore del pastore Aminta diverso nella tecnica e trovatore Raimbaut de Vaqueiras.
speranza. Difficile sintetizzare la nell’aria di Bononcini «Infelice mia nell’espressività, privo della Quest’ultimo combatté più volte a
ricchezza di questo magnifico cd tutto costanza» rimane sospeso in un meccanica dei pistoni e – detto per fianco di Bonifacio: fino all’ultima
da scoprire e soprattutto prodotto di limbo sensuale; il profondo lamento inciso – dannatamente difficile da fatale battaglia sui monti Rodopi del 4
grande valora artistico: ci aveva di Ottone nell’Agrippina di Händel suonare. E dopo i fuochi d’artificio settembre 1207, in cui entrambi
incuriosito la presenza di Polyptyque, ha un abbandono leggermente di Händel, si ascoltano nel disco la persero la vita, a causa di un assalto
scritto da Frank Martin ispirandosi sprezzato; la «Pena tiranna» Sonata in re e alcune sezioni della dei ribelli bulgari. Nel disco, di
alle scene relative alla passione di händeliana di Dardano (Amadigi di Music for the Funeral of Queen Raimbaut si ascoltano Ara pot hom
Cristo che accompagnano la senese Gaula) tocca corde emotive; perfino Mary II di Purcell, il Concerto per conoisser e No m’agrad’iverns ni
Maestà di Duccio di Buoninsegna, il recitativo protobarocco di tromba in re di Telemann e due pascors. A cui si aggiunge Pois chai la
una delle esperienze artistico- Endimione, dalla Calisto di pagine bachiane: «Jesus bleibet fuoilla di Elias Cairel (in quegli anni
religiose più profonde che si possano Francesco Cavalli è avvolgente. meine Freude», assieme a una serie anch’esso alla corte del regno di
fare che, immaginiamo, Cavalli, autore prediletto da Philippe di estratti dall’Oratorio di Natale Tessalonica) intonata su una melodia
Kopatchinskaja abbia scoperto in Jaroussky, alla cui successione di re BWV 248. Anche in quest’ultimo di Bernart de Ventadorn. Al flauto
occasione di una sua esibizione dei controtenori Orlinski avanza la caso, Alison Balsom e il suo dolce, Kountouras dirige un
chigiana, ma abbiamo qui il sua candidatura. D’ora in avanti i ensemble hanno scelto di realizzare formazione composta da voce, oud,
dispiegarsi di un mondo di suoni, con sogni dei melomani saranno popolati un’inedita e riuscita trascrizione viella e percussioni, in un’esecuzione
la volontà di affiancare alle vicende dalla sagoma, un po’ bacchino (sempre a firma di Simon Wright) intensa, ben fatta, e ben registrata, che
storiche la speranza grazie alla fede, caravaggesco, un po’ David per una formazione cameristica, affronta queste pagine quasi fossero
alternando i corali di Bach e i rituali michelangiolesco, di questo dove compaiono però ben cinque delle lunghe e rapsodiche saghe
pasquali ai movimenti del Concerto. funambolico artista. trombe barocche. medievali, dall’ampio respiro epico.
Annamaria Pellegrini Giovanni Gavazzeni Edoardo Tomaselli Massimo Rolando Zegna

Amadeus 101
DISCHI

AA.VV. AA.VV.
Il più bel fiore Benjamin Bernheim
Luca Tarantino Benjamin Bernheim, PKF Prague
Cgs 1 cd 2019 Philharmonia, Emmanuel Villaume
Artistico: HHHH Tecnico: HHHHH Deutsche Grammophon 1 cd
(Universal) 2019

I l manoscritto Libro di Leuto di


Gioseppe Antonio Doni, oggi
Artistico: HHHHH Tecnico: HHHHH

conservato nella sezione staccata di


Assisi dell’Archivio di Stato di Perugia,
è una delle più importanti fonti
T enore di grazia, si diceva un tempo
per dire tenore leggero, da
commedia sette-ottocentesca, fra
musicali per il liuto del primo 600. Ci Paisiello e Rossini; di grazia Benjamin
offre una documentazione straordinaria Bernheim abbonda, ma è un tenore

VIVALDI
Concerti per violoncello III
Christophe Coin, L’Onda Armonica
A dell’ambiente musicale romano e del
repertorio dei liutisti professionisti di
quel tempo, offrendo un’idea delle vere
e proprie biblioteche musicali
perfettamente lirico, da opera italiana e
francese compresa fra Berlioz-
Donizetti e Massenet-Puccini senza
esclusione di Verdi (ma di Wagner sì).
Naïve 1 cd (Self-Tàlea) 2018 viaggianti che i maestri portavano con Il recital è un ritratto esemplare di
sé nei loro itinerari professionali: per questa voce limpida, fresca, sciolta

S i aggiungono altri due volumi all’ambiziosa e preziosa Vivaldi Edition


pubblicata da Naïve che si prefigge di registrare l’intero corpus delle
opere vivaldiane (circa 450) conservate nel fondo Foà-Giordano di Torino.
esecuzioni e lezioni private. Inoltre,
raccoglie la maggior parte della musica
per liuto conosciuta di Andrea
fino al do della “speranza” (o della
“manina”, comunque della Bohème),
che se esce un po’ dal seminato
Si tratta del numero 61 (Concerti per violoncello III RV 400, 404, 407, 415, Falconieri (il resto lo si trova nel occidentale lo fa con il Lenskij
420, 423; ensemble L’Onda Armonica, violoncello solista Christophe Coin) manoscritto Rari Ms.b-10 del dell’Onegin ma certo non con il Verdi
e del numero 63 (Concerti per violino VIII “Il teatro” RV 187, 217, 235, Conservatorio di Pesaro). Autore che meno lirico. Grande il garbo, la
321, 366, 387; ensemble Le Concert de la Loge, violino solista e direzione oggi appare, come scrive Dinko Fabris gentilezza, l’affettuosità del suo canto,
Julien Chauvin). Nel primo dei due, Coin utilizza due differenti strumenti: nelle eccellenti note del booklet, come peraltro privo di leziosaggine. Salta le
un Allessandro Gagliano del 1720 circa, e un piccolo di Jonnis Zacher un «punto nodale di collegamento tra cabalette, ma in Lucia di Lammermoor,
(Giovanni Sellas) del 1757 nell’RV 415. Si può dire che Vivaldi è stato l’arte dei maestri del tardo Luisa Miller e Traviata esegue i
il primo compositore a utilizzare in maniera compiuta il violoncello in Rinascimento italiano e le avanguardie cantabili così bene da lasciarsi
accezione solistica, esplorandolo in questo suo ruolo in maniera sistematica rappresentate da Giovanni Girolamo desiderare ulteriormente. Da notare
l’ampio ventaglio delle sue possibilità, con tutta probabilità nell’ambito Kapsperger». Ispirandosi nel titolo al alcuni momenti: i Pianissimi di
della sua attività presso l’Ospedale della Pietà di Venezia. Periglioso, motto che appare nel frontespizio del Werther, l’attacco di Nemorino, lo
quindi, per un musicista seguirlo nei suoi interessati e talvolta virtuosistici primo Vocabolario degli Accademici squillo di Roméo, la simpatia di
percorsi di ricerca che miravano alla conquista di effetti sempre nuovi, della Crusca (Venezia 1612), Luca Alfredo, l’umanità del recitativo del
da imporre a uno strabiliato pubblico, e ancor più individuare e trasmettere Tarantino ha dedicato al Manoscritto Duca, l’asciuttezza di Des Grieux,
la particolare identità impressa dall’autore a ogni composizione. Coin lo fa Doni questo cd, utilizzando un arciliuto l’eleganza del Faust sia di Gounod che
e bene, tenendo come costante alcune qualità dello strumento ritenute copia di un esemplare di Martinus Harz di Berlioz. In particolare valga l’aria
altamente caratterizzanti da Vivaldi: la sensibilità timbrica, l’ampia (Roma 1665). Si ascoltano musiche di del Dante di Benjamin Godard, «Tout
estensione, le molteplici potenzialità espressive, la cantabilità che si fonde Andrea Falconieri, appunto, ma anche est fini pour moi sur la terre», che a un
in modo spiccatamente evocativo con un colore scuro. Finezze in orchestra di Giuseppe Baglioni, Giovanni concerto chiaramente dimostrativo
con tre strumenti armonici (organo, clavicembalo, tiorba) utilizzati Girolamo Kapsberger, Pietro Paolo aggiunge il gradito pizzico di novità. È
simultaneamente o in alternanza nel basso continuo. Melii, e Arcangelo Lori. Tarantino prodigioso come un cantante straniero
Massimo Rolando Zegna affronta una delle vette più alte della sappia pronunciare l’italiano senza un
letteratura d’inizio ‘600 destinata al inciampo al mondo. Vien da pensare a
liuto, percorrendola nelle sue molteplici certi tenori storici, per esempio al
pieghe fatte di virtuosismo, effetti grande Richard Tucker. Anche questa
sorprendenti, voci spezzate, cura nella preparazione è prova della
procedimenti retorici, arie in eco, serietà, oltre che dell’eccellente
ornamentazioni scritte che ci informano vocalità di Bernheim, un cantante
sulla pratica improvvisativa del tempo. dal radioso futuro indubitabilmente.
Massimo Rolando Zegna Piero Mioli

102 Amadeus
DISCHI

AGNESI BEETHOVEN BEETHOVEN BRAHMS


Arie con Istromenti, 1749 Trio op. 1 no. 2. Symphonies 5 & 6 Die Schöne Magelone
Elena De Simone, Ensemble Il Mosaico Trio op. 70 no. 1 Ghost WDR Symphony Orchestra, John Chest, Marcelo Amaral
Tactus 1 cd (Egea) 2019 Trio Metamorphosi Marek Janowski Alpha 1 cd (Self-Tàlea) 2018
Artistico: HHHH Tecnico: HHHH Decca 1 cd (Universal) 2019 Pentatone 1 cd (Self-Tàlea) 2019 Artistico: HHHH Tecnico: HHHH
Artistico: HHHH Tecnico: HHHHH Artistico: HHHH Tecnico: HHHHH

I n un periodo storico in cui


l’attenzione delle persone si sta
rivolgendo sempre più al mondo del N elle innumerevoli produzioni
discografiche pubblicate in A quale Beethoven ci siamo
abituati? Perché nel corso degli
L’ etichetta discografica francese
Alpha prosegue con il Festival
di Aix-en-Provence a presentare la
web, e in cui l’intensità e la durata della occasione del 250° beethoveniano va ultimi vent’anni, molte delle serie di giovani talenti vincitori
capacità d’attenzione si stanno annoverato anche questo disco del esecuzioni storicamente informate dell’Académie dell’Aix Festival.
riducendo pericolosamente, è Trio Metamorphosi dedicato a due hanno voluto premere Questo è quanto accaduto nel caso
encomiabile che ci sia ancora qualcuno trii del compositore di Bonn: il n. 2 sull’acceleratore, con dinamiche e del baritono di origine americana
che pubblica dischi come questo: dell’op. 1 e il Trio op. 70 n. 1 “I articolazioni spinte all’eccesso. In John Chest, già noto per le sue
dedicati ad autori e opere musicali fantasmi”. Con il primo titolo (datato certi casi ottenendo un effetto senza partecipazioni ai BBC Proms e al
davvero ben poco conosciuti. Qui si 1795) siamo, dunque, di fronte al dubbio spettacolare e grintoso, anche Glyndebourne Festival, in questa
tratta di Maria Teresa Agnesi (milanese Beethoven giovanile, un Beethoven se si tratta di un turbo Beethoven occasione accompagnato dal pianista
di nobile famiglia), vissuta tra il 1720 e ancora imbevuto di stilemi forse poco aderente alle intenzioni del brasiliano Marcel Amaral. I due si
il 1795. Oltre che autrice di musica tipicamente haydniani, un Beethoven compositore. Poco importa: in primo fanno convincenti interpreti del ciclo
vocale e strumentale, fu anche che si affaccia sulla Vienna musicale luogo perché è stato un modo di brahmsiano – definito di romanze
poetessa, maestra di canto e eccellente di fine Settecento (vi arriva nel mostrare le nove sinfonie sotto una anziché di Lieder – Die schöne
clavicembalista. A farci apprezzare la 1792). Pagina in quattro movimenti: diversa luce, e con un diverso impasto Magelone, ispirato al romanzo in
sua invenzione musicale è il dal galante Adagio e Allegro vivace sonoro, e in secondo luogo perché di prosa e versi pubblicato da Ludwig
mezzosoprano veneziano Elena De iniziali al pastorale e immacolato queste partiture non mancano Tieck nel 1797 dal titolo
Simone che ha curato anche la Largo; dallo Scherzo, quasi un comunque le più diverse Liebesgeschichte der schönen
trascrizione di queste 12 Arie con minuetto, al Presto finale, entrambi interpretazioni tra cui scegliere. La Magelone und des Grafen Peter von
istromenti del 1749 dedicate a Maria brani palesemente debitori di Haydn lettura di Marek Janowski con la Provence. Una sorta di opera
Antonietta di Baviera che, nella lettera con immancabili venature WDR Simphony Orchestra non siede concentrata che rappresenta la
di ringraziamento alla musicista di mozartiane (financo pre-rossiniane, però nell’alveo delle esecuzioni rivisitazione di una leggenda del
Milano, ne commenta così lo stile: nel caso del Finale). Datato 1808 filologiche: nato nel 1939, cresciuto in periodo medievale, rilettura poetica
«Tutto vi è nuovo, e non può mancare (l’anno in cui portò a termine la Germania, a 80 anni il direttore assai frequente nel romanticismo
di piacere agli appassionati di Quinta e Sesta sinfonia), il polacco è diventato Chief Director tedesco. «Ciò che colpisce
musica». Le 12 arie intonano testi bellissimo Trio “I fantasmi” mostra della Filarmonica di Dresda, e nella soprattutto l’ascoltatore è l’intensità
ricavati da Metastasio maestro della un Beethoven ormai musicalmente sua vasta discografia ha tra l’altro epica del ciclo musicale - una vera e
versificazione accademica e librettista maturo in grado di trattare i pesi e frequentato Wagner (ha diretto a propria opera tascabile, supportata
d’opera più famoso dell’epoca, timbri del trio in maniera del tutto Bayreuth nel 2016 e nel 2017) e da una scrittura pianistica di grande
composti negli anni tra il 1720 e ‘30. equilibrata e armoniosa. Ed è proprio Bruckner. E adesso esce il Beethoven complessità», così descrive la storia
«Le scelte della compositrice», qui che sta, al netto delle virtù della Quinta e della Sesta. Una lettura d’amore messa in musica da Brahms
scrivono Pinuccia Carrer e Barbara tecniche, uno dei pregi del team di nel solco della grande tradizione, con il critico musicale francese Timothée
Petrucci (autrici anche del libro Donna esecutori: il Trio Metamorphosi, un’orchestra tedesca di grande livello Picard nel libretto che accompagna
Teresa Agnesi compositrice illustre, composto da Mauro Loguercio al e la scelta di evitare qualsiasi questo disco. «La presenza e la
2010) nelle note che accompagnano il violino, Francesco Pepicelli al espediente di facile effetto: in più, dizione completano i ricchi colori
cd, «non sono casuali. Si concentra su violoncello e Angelo Pepicelli al una lettura che ha una grande cura dei scuri della sua voce», scrive di John
ogni dettaglio e approfondisce il senso pianoforte, dopo il primo disco della dettagli, rafforzata da un’incisione Chest la rivista Opera Now. Il suo
delle parole». Oltre a possedere un loro integrale, propone un estremamente definita. Tra le due timbro scuro, rotondo e morbido
timbro avvolgente denso di sfumature Beethoven cameristico che non incisioni, entrambe comunque emerge evidente in questa sua
cromatiche e una fluente espressività, la stanca, piacevole e accattivante, interessanti, forse la Pastorale è appassionata lettura del ciclo
De Simone ha il pregio di una coerente morbido ma che sa essere quella più capace di colpire nel brahmsiano. Così come persuade
aderenza alla psicologia dei personaggi all’occorrenza anche elettrizzante, segno, rispetto a una Quinta anche in l’intesa del duo che agevolmente si
narrati nelle arie. Con il calore aggiunto confermano la solida maturità alla questo caso cesellata, ma muove in una solida e meditata
dell’ottimo Ensemble Armonico. quale possono vantare d’essere giunti. complessivamente più algida. condivisione di intenti.
Antonio Brena Mattia Rossi Edoardo Tomaselli Luisa Sclocchis

Amadeus 103
DISCHI

CASTELNUOVO-TEDESCO DEBUSSY, DURUFLÉ


Violin Concerto No. 3, String Nocturnes, Requiem
Trio, Sonata for Violin and Cello Magdalena Kožená, Deutsches
Davide Alogna, Federico Stassi, Symphonie-Orchester & Rundfunkchor
Roberto Trainini, Fiorenzo Pascalucci Berlin, Robin Ticciati
Naxos 1 cd (Ducale) 2018 Linn 1 cd (Self-Tàlea) 2019
Artistico: HHHHH Tecnico: HHHHH Artistico: HHHH Tecnico: HHHHH

N el 2018, la Castelnuovo-Tedesco
renaissance, in occasione del
cinquantenario della morte del
C osa accomuna chi ha proiettato
la musica francese, ed europea,
nel nuovo secolo e chi, all’estremo
compositore fiorentino emigrato negli opposto, ha operato alla vigilia

A
States a causa delle leggi razziali, della “neue Musik” anni
ČAJKOVSKIJ è stato un fenomeno articolato che si Cinquanta? Come ricorda l’ottimo
The Nutcracker spera possa riverberarsi ancora nel booklet, nonostante il mezzosecolo
Cuthbertson, Bonelli, Hayward, Avis, Royal Ballet, futuro. Tra le iniziative discografiche di distanza tra i due lavori, 1899-
Orchestra of the Royal Opera House, Boris Gruzin, che meglio hanno contribuito a 1947, sia Debussy che Duruflé si
Peter Wright (da Lev Ivanov) coreografia, Ross MacGibbon indagare la produzione del più rifanno, con modalità diverse, al
Opus Arte 1 dvd (Ducale) 2016 prolifico “figlio del reggimento” della “cantus-planus” di antica memoria
generazione dell’80 spicca quella che metricamente e ritmicamente

N ella rilettura di Peter Wright, lo Schiaccianoci rivive in un


irrinunciabile capolavoro di gusto prettamente inglese, che con
eleganza sa rendere giustizia alla potenza immaginativa della partitura di
vede riuniti il violinista Davide
Alogna, il violista Federico Stassi, il
violoncellista Roberto Trainini, e il
libero dalla «tyrannie de la barre
de mesure» (Debussy). Se per
Nocturnes poco ci dice la
Čajkovskij e alla complessità fantastica del racconto di E.T.A. pianista Fiorenzo Pascalucci: un conduzione di Ticciati, qui in linea
Hoffman. La versione coreografica di Peter Wright aveva debuttato prezioso florilegio di tre world con una consolidata prassi
nel 1984, con il Royal Ballet sul palcoscenico della Royal Opera House. premiere recordings volto a espiare un esecutiva, nel Requiem di Duruflé
In occasione del 90° compleanno del coreografo, lo stesso spettacolo, silenzio decennale. Il booklet è curato rivela una forte personalità.
nel 2016, è ritornato sulle scene londinesi con un superbo allestimento. da Angelo Gilardino. Si inizia con il Formalmente strutturato come
Nello Schiaccianoci di Wright tutto è straordinariamente equilibrato, Concerto n. 3 per violino e pianoforte quello di Fauré (senza il Dies irae),
tradizionale per linguaggio coreutico, moderno per pensiero op. 102 (1939) commissionato da Ticciati ne mette in luce i due
drammaturgico e impegno attoriale: il coreografo risolve ogni nodo Heifetz, proseguendo con il Trio per parametri più rilevanti – stacco dei
cruciale resistente nelle trascrizioni del racconto in opera coreografica e, violino, viola e violoncello op. 147, tempi e timbro – con una direzione
affidando a ciascun personaggio il proprio coerente ruolo nell’incantata e la Sonata per violino e violoncello decisamente originale anche per la
notte di Natale di Hoffman, ricompone quelle fragilità tipicamente op. 148 (1950). Per smagliante coesistenza di rispetto e libertà
strutturali. Interpretata da Francesca Hayward, Clara resta fanciulla per brillantezza e raffinati effetti insieme della scansione metrica.
tutto lo spettacolo, candida e coraggiosa nel suo sogno d’amore, coloristici, gli interpreti restituiscono L’Orchestra e il Coro tedeschi
attraversa i regni fatati in compagnia dello Schiaccianoci-Principe con esiti di alta qualità il conio assecondano queste scelte: la
(Alexander Campbell); nei panni di Drosselmeyer, Gary Avis domina perfetto della poetica musicale di prima in virtù di una buona tecnica
misterioso e affascinante la storia, e con i suoi incantesimi cerca di Mario Castelnuovo-Tedesco, escutiva (specialmente degli archi),
restituire al nipote (lo Schiaccianoci-Principe) le fattezze umane; pizzettianamente estranea a ogni il secondo per la varietà dinamica
superlativi, Lauren Cuthbertson e Federico Bonelli, sono i due grandi forzatura e crocianamente improntata e agogica del “canto”. In
nomi del balletto inglese che in questa edizione interpretano i ruoli a una visione di tipo lirico-intuitiva. particolare, la sezione dei baritoni
della Fata Confetto e del Principe Adulto. La declinazione narrativa di queste è chiamata a un impegno
Ida Zicari eclettiche pagine cameristiche disvela supplementare in quanto esegue,
una semantica compositiva al all’unisono, la parte del baritono
servizio della cantabilità, dialogando solista prevista dalla partitura
con la contemporaneità o alla ricerca originale. Da segnalare infine la
di un tempo perduto, nel ritorno prestazione della Kožená, dalla
focale di suggestioni diverse, dove voce un po’ fissa, come sempre del
finanche un dramma può felicemente resto, ma qui funzionale alla
trasfondersi in un’aurora. solennità espressiva della scrittura.
Attilio Cantore Ettore Napoli

104 Amadeus
DISCHI

ELGAR GARCÍA VIARDOT GINASTERA HENZE


Cello Concerto op. 85, ecc. Le dernier sorcier Harp Concerto op. 25, Das Floss der Medusa
Sheku Kanneh-Mason, London Eric Owens, Jamie Barton, Camille Variaciones concertantes op. 23 Peter Stein, Camilla Nylund, Peter
Symphony Orchestra, Simon Rattle Zamora, Adriana Zabala, Liana Pailodze Sidsel Walstad, Norwegian Radio Schöne, SWR, Peter Eötvös
Decca 1 cd (Universal) 2019 Harron, Myra Huang, Manhattan Girls Orchestra, Miguel Harth-Bedoya SWR 1 cd (Ducale) 2019
Artistico: HHHH Tecnico: HHHH Choir, Michelle Oesterle Lawo 1 cd (New Arts International) 2019 Artistico: HHHHH Tecnico: HHHH
Bridge 1 cd (New Arts International) 2018 Artistico: HHHHH Tecnico: HHHHH

N ell’impaginazione della copertina


il nome del violoncellista
Artistico: HHHH Tecnico: HHHHH

U n cd monografico dedicato al I l coro di Radio Berlino rifiuta di


cantare davanti alla bandiera rossa
“Sheku” precede quello dell’Autore,
“Elgar”. Si tratta di un’impaginazione
grafica che sfrutta la popolarità del
P ersonalità di grande fascino, Pauline
García Viardot (1821-1910) è stata
una delle figure femminili più
compositore argentino Alberto
Ginastera (1916 - 1983) è quanto
realizzato dall’etichetta norvegese
legata sul podio; gli studenti innalzano
un poster del Che Guevara nella sala
Panten und Bomen di Amburgo e
giovane artista inglese, dopo che la interessanti dell’Ottocento musicale. Lawo con la Norwegian Radio distribuiscono volantini; il
vetrina delle nozze reali dei duchi di Cantante, pianista, compositrice, fu al Orchestra sotto la guida del direttore di compositore-direttore, Hans Werner
Sussex lo ha fatto conoscere centro della vita artistica e culturale del origine peruviana Miguel Harth- Henze, invitato a togliere la bandiera,
improvvisamente anche al pubblico suo tempo e di un’impressionante rete Bedoya. Un omaggio alla musica e alla rifiuta la “provocazione”; la polizia fa
del gossip internazionale. Ma quella di relazioni che comprendeva, oltre al cultura del Sud America che prende irruzione e manganella; l’autore
di Sheku (Kanneh-Mason) non è padre (Manuel García) e alla sorella forma dall’Harp Concerto op. 25, dell’oratorio volgare e militare, Das
soltanto la storia di un ragazzo e di (Maria Malibran), Meyerbeer e Berlioz, solista Sidsel Walstad, solo harpist Floss der Medusa (La zattera del
una famiglia che attraverso la musica Chopin e Clara Schumann, Gounod e della Norwegian Radio Orchestra, e Medusa), Ernst Schnabel, finisce in
sono diventati esempi di Liszt. Nella sua vita ebbe poi prosegue con le Variaciones galera dopo essere stato scaraventato
un’integrazione possibile e molto importanza decisiva l’intenso rapporto concertantes op. 23. La solista in una vetrata; il compositore si unisce
britannica. Lo dimostra il fatto che Il di amicizia (o forse al di là paragona la propria esecuzione agli studenti e inneggia a pugno chiuso
diciannovenne Sheku ha realizzato il dell’amicizia) con Ivan Turgenev, che dell’Harp Concerto op. 25 allo a Ho-Chi-Min, mentre in prima fila
sogno di ogni violoncellista inglese: comportò anche la collaborazione per «scalare una montagna» e non rimangono esterrefatti gli ospiti
incidere il Concerto per violoncello di tre opere da camera concepite per essere sorprende se si entra nel vivo di queste d’onore, Georg Solti, Peter Ustinov,
Edward Elgar. E per di più inciderlo eseguite in forma privata dai suoi allievi pagine. Dalla travolgente energia Paul Dessau, Rolf Liebermann. A
insieme alla London Symphony di canto. La seconda di tali operine è Le ritmica del primo movimento questo naufragio non fu estranea una
Orchestra, orchestra prediletta dal dernier sorcier (1867), qui presentata in all’atmosfera soffusa e misteriosa del campagna stampa denigratoria:
compositore, che realizzò prima registrazione assoluta, sulla base Molto moderato, la carica emotiva e il l’oratorio venne bollato “dramma
meravigliose e pionieristiche incisioni dell’originale partitura per soli, coro di fascino lirico lasciano il passo, nel cannibalesco” senza averne sentito una
della sua musica nel fertile autunno voi bianche e pianoforte recentemente Liberamente capriccioso – Vivace, ad nota. Cinquant’anni dopo il
della sua vita; e insieme al suo acquisita dalla Harvard University una sorta di eccitante e funambolico Sessantotto, grazie all’incisione
direttore musicale Simon Rattle, Houghton Library. L’interpretazione, inseguimento in cui si torna all’energia guidata da Peter Eötvös, è più facile
musicista generoso, che sa mettersi al che comprende le parti recitate in motrice del primo movimento. capire come Henze divenne per un
servizio di un giovane talento. Si inglese, getta luce su un mondo oggi L’interpretazione della Walstad rende decennio persona non grata in patria.
capisce che Sheku ammiri dimenticato, facendone risuonare la magistralmente la complessità e i Fu criticato molto anche da sinistra: gli
l’esecuzione della compianta sostanza sonora in modo credibile e ricercati e pulsanti ritmi di queste ultras rimproveravano insufficiente
Jaqueline Du Pré, inarrivabile in sollecitando innumerevoli spunti di pagine ed evidenzia l’estrema eversione della musica. L’urgente
questo concerto nella sua lirica riflessione che vanno dalla riscoperta versatilità di un’interprete dedita alla attualità dell’oratorio epico di Henze è
confessione. Sheku ha ben chiaro che di un genere (l’opera da camera) al classica ma non solo. Una musicista nei fatti: narra, attraverso la voce
oltre le non poche difficoltà tecniche, ruolo della donna artista e al rapporto che non contempla confini tra generi recitante (quella del regista Peter
la parte più importante, il cuore del tra grande romanzo e opera. Tutti (suona e ha suonato anche pop, jazz e Stein), il diario di un mulatto
concerto è quel coté che esprime una validi e sinceramente coinvolti folk music). L’ascolto prosegue con le sopravvissuto al tragico naufragio. I
tristezza interiore profonda, perché si nell’operazione di restituzione i Variaciones concertantes op. 23 in cui superstiti della fregata Méduse, eternati
tratta di un epitaffio in forma di numerosi interpreti vocali a la compagine orchestrale norvegese si nel dipinto di Géricault, abbandonati
concerto, una sorta di compianto di incominciare da Eric Owens, Jamie dimostra assolutamente persuasiva nel dal capitano, gettarono dalla zattera i
un’era sommersa, quella Barton, Camille Zamora e Adriana rendere gli elementi tematici e ritmici più deboli e si mangiarono i cadaveri. I
dell’Inghilterra imperiale, che Elgar Zabala con la narrazione affidata a di una musica che conserva in sé un morti di Henze cantano lacerti di
avvertì ineluttabile alla fine della Trudie Styler e in Manhatthan Girls forte carattere sud-americano, Dante: «O voi che siete in piccola
Grande Guerra. Chorus diretto da Michelle Oesterle. argentino in particolare. barca … tornate a riveder li vostri liti».
Giovanni Gavazzeni Cesare Fertonani Luisa Sclocchis Giovanni Gavazzeni

Amadeus 105
DISCHI
ILVINILE

MOZART MOZART, KOŽELUH


Violin Concertos Concertos for two pianos
Sonig Tchakerian, Orchestra K 242 & 365, Concerto
di Padova e del Veneto for piano 4 hands
Universal 2 cd (Universal) 2019 Marco Schiavo, Sergio Marchegiani,
Artistico: HHHH Tecnico: HHHH Royal Philharmonic Orchestra,
Gudni A. Emilsson

I concerti per violino di Mozart


costituiscono un insieme di
straordinaria importanza artistica
Decca 1 cd (Universal) 2020
Artistico: HHHHH Tecnico: HHHHH

che è stato elevata fonte


d’ispirazione per tanti autori, dal E ra esattamente un anno fa
(marzo 2019) quando su queste

A
‘700 a oggi. È noto che il padre di colonne recensivamo Dances, il
Wolfgang, Leopold, fosse violista disco del duo pianistico composto da
BEETHOVEN e teorico e insegnante del suo Marco Schiavo e Sergio
“Choral” Symphony strumento, e che il violino svolse Marchegiani con le Danze
Elisabeth Schwarzkopf, Marga Höffgen, Ernst Haefliger, un ruolo importante nella Ungheresi di Brahms: in quella sede
Otto Edelmann, Chor der Gesellschaft des Musikfreunde Wien, giovinezza di Mozart. I concerti ne evidenziavamo il «pianismo
Philharmonia Orchestra, Herbert von Karajan per questo strumento di Mozart convincente, meticoloso, quasi
Warner 2 lp (Warner) 1955 sono una strepitosa testimonianza chirurgico nella cura sulla tastiera
della sapienza di Wolfgang in tale del materiale in partitura». Ora, con

D opo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1947, a Herbert


von Karajan fu revocato il divieto di dirigere. Così, all’inizio
degli anni ’50 la sua celebrità era nuovamente in fase di ascesa. Nel
ambito: tanto sul versante
tecnico-virtuosistico, quanto su
quello strettamente compositivo.
l’ultimo lavoro dei due pianisti, ci
troviamo di fronte a un’ulteriore
conferma della loro stoffa e, non da
1951, con la Settima, iniziò la registrazione del primo dei suoi Furono concepiti tra il 1773 e il ultimo, della valenza del loro ormai
quattro cicli completi delle Sinfonie di Beethoven: che molti 1775, e sono sempre stati presenti indissolubile matrimonio artistico.
considerano il migliore. Lo realizzò con la Philharmonia Orchestra nel repertorio concertistico. In 2 I tre brani qui contenuti (il
entro il 1955: produttore il mitico Walter Legge. Il successo di critica cd ce li propone l’esperta Sonig Concerto per pianoforte n. 7 in fa
fu immediato e luminoso. Dal 24 al 29 luglio 1955, nel Musikverein Tchakerian, nella duplice veste di maggiore K 242 “Londron” e il
di Vienna (la scelta del luogo consentiva la partecipazione del Chor solista e direttore, coadiuvata celeberrimo n. 10 in mi bemolle
der Gesellschaft des Musikfreunde), fu incisa la Nona diretta da dall’Orchestra di Padova e del maggiore K 365 di Mozart nonché
Karajan in una doppia “versione”: ovvero una prima realizzata Veneto in una esecuzione il rarissimo Concerto per piano a
nell’usuale ripresa mono e una seconda in una sperimentale tecnica scintillante e ordinata. Il valore quattro mani in si bemolle
stereo. Quest’ultima è stata pubblicata per la prima volta su supporto aggiunto di questa incisione maggiore di Koželuh) permettono
cd nel 2014. Adesso, attingendo ai nastri originali, esordisce su consiste nelle cadenze (si sa che di far affiorare un’ulteriore
supporto in vinile. Ed è davvero un piacere. Al tempo, la Mozart non le scrisse), composte sfaccettatura della personalità
Philharmonia Orchestra accoglieva diversi rifugiati provenienti da Giovanni Sollima per l’amica interpretativa del Duo Schiavo-
dalle grandi orchestre europee devastate dalla guerra, e con Karajan violinista. Cadenze che non Marchegiani, ovvero la loro
era riuscita a elevarsi a livelli internazionali mai raggiunti prima. mancano di sorprendere in quanto vincente compenetrazione con
Ne sono testimonianza tanti passi e tanti particolari di questa splendida lo stile, ma soprattutto l’estro l’orchestra (in questo caso una in
edizione. A ciò si aggiunge la prestazione del coro (strepitosa nella mozartiano, suggeriscono a formissima Royal Philharmonic
sua scarna “sacralità”) e l’alta resa qualitativa delle quattro voci. Sollima più la trasgressione che Orchestra sotto la bacchetta di Gudni
Rispetto alle successive registrazioni della Nona firmate da Karajan, la coerenza. L’aspetto più A. Emilsson): finora avevamo sentito
questa entusiasma per la “naturalezza”, la spontaneità, la vitalità e, fascinoso di questo approccio Schiavo e Marchegiani solamente
soprattutto, per una capacità di sintesi che in questi termini non risiede nel fatto che così operando solisti (con Brahms e, prima ancora,
tornerà mai più nel Beethoven di Karajan: qui, quasi un predatore la linea sonatistica del con Schubert), ma ora, con la fine
per la scattante maniera con cui s’impossessa con tanto studio ma salisburghese pare calarsi nella proposta di questo disco,
anche un innato istinto della musica del tedesco. temperie musicale tecnicamente ineccepibile ed
Massimo Rolando Zegna contemporanea, talvolta esteticamente persuasiva, non c’è
deflagrando in spessori timbrici che da auspicare un prosieguo del
di intrigante attualità. Duo sul versante del “con orchestra”.
Antonio Brena Mattia Rossi

106 Amadeus
DISCHI

STRAUSS VERDI, DONIZETTI VILSMAŸR, BIBER WOLPE


Don Quixote op. 35, Don Juan Michael Fabiano, London Philharmonic Austrian Baroque for solo Violin Music for Two Pianos
op. 20, Till Eulenspiegels Orchestra, Enrique Mazzola Liliana Bernardi Quattro Mani
lustige Streiche op. 28 Pentatone 1 cd (Self-Tàlea) 2019 Stradivarius 1 cd (Milano Dischi) 2019 Bridge 1 cd (New Arts International)
Oslo Philhamornic Orchestra, Artistico: HHHH Tecnico: HHHH Artistico: HHHH Tecnico: HHHHH 2016-2017
Vasily Petrenko Artistico: HHHH Tecnico: HHHHH
Lawo 1 cd (New Arts International) 2017
Artistico: HHHH Tecnico: HHHHH S tanno arrivando, i buoni tenori da
'800 italiano, dopo certa assenza e
un “arrivo” soprattutto belcantistico-
N el 2003, un bel disco
all’Artificiosus Concentus pro
Camera del compositore austriaco L’ ottavo volume del vasto
progetto dell’etichetta Bridge

T re poemi sinfonici tra i più celebri


di Richard Strauss, Don Quixote
op. 35, Don Juan op. 20, e Till
rossiniano. Trentacinquenne del New
Jersey, Fabiano dichiara di sentirsi
tenore romantico, specie donizettiano e
Johann Joseph Vilsmaÿr lo dedicò il
violinista Gunar Letzbor. Adesso
giunge una nuova registrazione
dedicato alla registrazione delle opere
di Stefan Wolpe (1902-1972)
comprende tre pezzi scritti negli anni
Eulenspiegels lustige Streiche op. 28, proto-verdiano; e così si pronuncia in realizzata da Liliana Bernardi. Nato nel Trenta e Quaranta. Nato a Berlino,
costituiscono il programma di questa questo recital ben accompagnato da 1663, dal 1689 Vilsmaÿr iniziò a ebreo e comunista, Wolpe fuggì dalla
incisione che vede protagonista direttore, orchestra e coro (London lavorare per la Hofkapelle di Germania nazista per rifugiarsi
l’Orchestra Filarmonica di Oslo e Voices). Bellini no, in verità, perché le Salisburgo. Qui, quasi certamente, dapprima a Vienna (dove studiò con
Vasilj Petrenko che ne è il direttore stratosfere di Rubini non gli divenne allievo di Heinrich Ignaz Anton Webern), poi in Palestina e
principale dal 2013 (nato nel 1976, competono, ma Gaetano in buona Biber. Per la Hofkapelle Vilsmayr infine, nel 1938, negli USA, dove
Vasilij Petrenko, che dal 2021 sarà misura (tre pezzi su undici) e Giuseppe lavorò fino al 1722, anno della sua divenne una personalità di primo
direttore principale della Royal in abbondanza (otto). Ecco qua: voce morte. Nel 1715, aveva pubblicato piano della vita musicale e si fece
Philharmonic Orchestra, appartiene bella e facile, tecnica notevole, l’unica sua musica che ci è pervenuta: conoscere, oltre che come
alla stessa generazione del più celebre espressione elegante e assolutamente attraverso una sola copia conservata compositore, soprattutto come
Kirill Petrenko, nato nel 1972). Si priva di accenti veristici, con il nella British Library di Londra. Si insegnante (i nomi di molti suoi
ascoltano qui esecuzioni smaglianti, sovrappiù di una certa classe che tratta, appunto, dell’Artificiosus allievi sono altisonanti: tra gli altri
impreziosite in Don Quixote dai ruoli rimanda all’indimenticabile (ma Concentus pro Camera. La raccolta è Morton Feldman, Gil Evans, George
solistici di Louisa Tuck (violoncello) e dimenticatello assai) Giacomo Aragall. costituita da sei Partite – che utilizzano Russell, Robert Levin, David Tudor).
Catherine Bullock (viola), che Piace, abbastanza spesso, qualche la tecnica della scordatura – «à Violino I tre pezzi qui inclusi sono March
assumono il tono e l’andamento di parola, qualche frase cantata a bassa Solo Con Basso bellè imitate». and Variations (1932-1933), la suite
autentici racconti musicali dove la voce, intimamente, come «inganno» ed L’indicazione, che a lungo ha fatto di balletto in due movimenti The Man
narrazione prende le fattezze della «estatico» nell’aria di Luisa Miller o in presupporre che fosse andata persa la from Midian (1942) e Two Studies on
corporeità della voce degli strumenti e diversi passi del divino finale di Lucia parte del continuo, con tutta probabilità Basic Rows (1935-1936). Lo stile
si risolve in una condotta formale di Lammermoor. Fatta salva la si riferisce invece alla capacità della della musica di Wolpe è improntato a
ricchissima di tecniche volte a creare giustezza e finezza del canto, tuttavia, parte del solista di offrire all’ascoltatore un brillante eclettismo, oscillante tra
aspettative per poi soddisfarle oppure la resa non è sempre la stessa: le arie di anche l’illusione della presenza del una complessità atonale (prevalente
disattenderle, ad alimentare arcate di Poliuto ed Ernani (quella aggiunta, basso, proponendosi così, con tutte le nelle composizioni composte prima
tensione e a generare aspetti evocativi «Odi il voto») sembrano ancora poco differenze del caso, come un dell’arrivo negli USA) e un
e allusivi di pregnanza assoluta. maturate, magari imparate sorprendente antecedente delle Partite linguaggio ora liberamente diatonico
L’interpretazione di Petrenko punta appositamente per la bisogna senza per violino solo di Bach. Se Letzbor ha ora post-tonale ora ispirato a scale
molto sull’evidenza di questa l’esperienza diretta. Da ammirare inciso l’intera serie, qui Liliana non occidentali (e in particolare
suggestione narrativa e plasticità comunque la scelta, che si permette la Bernardi si limita alle Partite I, V e VI, arabe). Il duo Quattro Mani,
rappresentativa, preoccupandosi canzone del duca di Mantova e l’aria a cui accosta due pagine di Biber (un costituito da Steven Beck e Susan
innanzi tutto della tenuta e delle del governatore di Boston, eseguite breve Preludio e la Passacaglia Grace, suona la musica di Wolpe con
proporzioni delle ampie campate senz’ombra di enfasi, ma peraltro punta “L’angelo Custode” delle lucida passione, restituendone la
formali senza peraltro mancare di su Oberto, I due Foscari e Il Corsaro. Rosenkranz-Sonaten), a sottolineare i qualità intellettuale e i profili taglienti
attenzione per gli infiniti dettagli Da sottolineare un gusto per il debiti che la musica di Vilsmaÿr porta così come l’intensità di espressione e
(melodici, ritmici, armonici, timbrici e portamento che a volte sorprende nei confronti di quella del maestro, a l’ironia che la pervadono da cima a
di orchestrazione) di una scrittura che proprio: «anco una volta l’anima» nel partire dalla similare tensione fondo, offrendo un ascolto
rivela elementi nuovi e sorprendenti a Ballo in maschera e il finale «di spirituale: ardente e misteriosa nella interessante e al contempo
ogni realizzazione sonora. L’esito alla pensier» nel Rigoletto toccano l’acuto sua cifra idealizzante e erratica che estremamente gradevole che rilancia
fine è spettacolare come si deve ma al non di botto ma col supporto della mira all’assoluto, talvolta partendo ancora una volta la ricchezza
contempo sostanzioso. sillaba precedente. da materiale d’origine popolare. straordinaria del Novecento.
Cesare Fertonani Piero Mioli Massimo Rolando Zegna Cesare Fertonani

Amadeus 107
DISCHI imperdibili

Claude Debussy
Images I per pianoforte
L’opera ascoltate da Le registrazioni
Gregorio Moppi

I S
n Claude Debussy l’idea di costruire trittici e tra le due guerre la musica di Debussy
di “immagini”, di quadri sonori, è abbastanza Ogni mese si è imposta al pubblico, molto del merito
precoce. Un primo tentativo risale al 1894, poi va ascritto a Walter Gieseking. La sua
il suo catalogo ne sarà costellato; appartengono a un critico registrazione del primo quaderno di Images
questa stessa famiglia anche opere come La Mer racconta data al 1953 (Emi). Lettura sobria e solidissima,
o Estampes. Terminata nell’estate 1905, la prima improntata alla misura, al nitore. Niente di
serie delle Images pianistiche dette molto da fare
un capolavoro impressionistico vi si trova. Piuttosto, suona
al compositore, che però a lavoro finito poteva e le sue incisioni classicheggiante per l’equilibrio nelle dinamiche e
scrivere all’editore: «Senza falsa vanità, credo che più belle nell’agogica. Quando Debussy chiede il “rubato”
questi tre pezzi stiano in piedi e che occuperanno o una condotta del tempo non troppo rigorosa,
un posto nella letteratura pianistica… a sinistra di Gieseking allunga o accorcia il passo il minimo
Schumann o a destra di Chopin... come preferite». indispensabile. Più xilografia che pittura, insomma.
Vi sono allineati tre quadri musicali assai diversi. Eppure l’elusività di queste pagine emerge appieno,
Il primo, Reflets dans l’eau, è riconducibile a cristallina, pur senza misteri, senza intellettualismi
un modello figurativo: parrebbe suggerito dai di cui il pianista non sente il bisogno: sa di trovarsi
contemporanei cicli pittorici di Claude Monet (le dinanzi a qualcosa che ha già conquistato un suo
facciata della Cattedrale di Rouen nelle diverse ore posto nella storia, accanto a Mozart. Più libero e
del giorno, le ninfee degli stagni di Giverny). Così luminoso nel timbro è invece Arturo Benedetti
come Monet osserva un soggetto sempre identico Michelangeli (Deutsche Grammophon, 1971).
nella varietà delle perturbazioni atmosferiche, Reflets dans l’eau sembra un dipinto en plen air,
Debussy dà voce al silenzio di un laghetto nel o perlomeno simula d’esserlo: alcune volatine di
quale la vegetazione intorno, il cielo e perfino note suddivise tra mano destra e sinistra paiono
l’aria si riflettono, increspando la superficie con proprio folate di vento; sebbene poi, contrastante
una gamma di colori infinita. La seconda pagina, con quest’apparenza naturalistica, certe scalate
Hommage à Rameau, evoca il Settecento di Arturo Benedetti Michelangeli
verso la zona acuta della tastiera sgranano un suono
Jean-Philippe Rameau, compositore e teorico laminato. Lo stile di sarabanda dell’Hommage à
di cui proprio in quegli anni l’editore parigino Rameau esibisce un contegno rigido – forse di
Durand stava pubblicando l’opera completa proposito, per sottolineare l’ispirazione antiquaria
avvalendosi pure della collaborazione di Debussy. del pezzo. Il finale, Mouvement, è il lavoro di un
Qui l’epoca antica è vista a distanza e resuscitata orologiaio: gli acuti sono luccichii dorati anziché
per mezzo di una scrittura modernamente lame; e l’alone dell’ultimo accordo risuona a lungo.
arcaizzante. Mouvement, pezzo finale, non Ancor più radiosa è l’interpretazione di Seong-
rappresenta null’altro che se stesso, la musica Jin Cho, primo premio al Concorso “Chopin” di
in quanto tale, flusso incessante di note nel Varsavia quattro anni fa (Deutsche Grammophon,
tempo. È un moto perpetuo di chiarezza 2017). La bella ripresa audio rende limpidissima,
abbagliante in cui il ripercuotersi insistente e proietta nello spazio, ogni linea melodica.
di una stessa formula ritmica e la presenza di L’attenzione ai dettagli dello spartito è massima,
accordi vuoti contribuiscono a creare quel senso però non sterile. Quel che Debussy chiede, il
di oggettivismo che lo pervade tutto. Questo giovane coreano fa, flessuosamente. E tutto riluce
quaderno di Images è seguito da un secondo, fulgido, smaltato, mentre Cho passeggia stupefatto
nel 1907, e da un’ulteriore serie orchestrale. Seong-Jin Cho in un parco di estasi armoniche e timbriche.

Amadeus 109
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Mezzanotte (70); Van Cleef & Arpels (81)

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110 Amadeus
LA CONVERSAZIONE
Luciano Violante

N
egli anni ’70 Luciano Violante, una rappresentazione dirompente. Ma
oggi presidente emerito della dopo questa fase, ho cambiato direzione:
Camera dei deputati, era giudice ora sono un amante della musica barocca».
istruttore, impegnato nei processi ai Anche qui, d’altronde, Violante vede
terroristi. «Ricordo il faccia a faccia con un’anima rivoluzionaria. «Bisogna
un imputato che si rifiutava di rispondere, riconsiderare il barocco in ogni disciplina,
come suo diritto. Poi a un certo punto, dalla musica, all’arte, all’architettura:
prima di alzarsi e andarsene, mi dice: nelle sue forme esasperate dettate da un
posso farle io una domanda? Lei che periodo di crisi io vedo una rottura degli
cosa ama ascoltare di musica? Risposi: schemi precostituitii: da sempre una fase
“La Passione secondo Matteo di Bach”. importante nella storia dell’umanità».
Ribatté: “Anch’io, la ascoltavo spesso
quando ero in libertà”. Ai suoi occhi non Facile dunque capire perché Violante
ero più il rappresentante dello Stato non si accenda per il melodramma
nemico da abbattere. Colsi il tentativo ottocentesco («il trionfo della borghesia
di una persona in crisi che cercava un che quel genere per lo più racconta non
rapporto umano». Piccoli miracoli della m’interessa granché»), né ami andare
musica che per Violante ha costellato con a eventi musicali pubblici. «Preferisco
momenti di bellezza una carriera sempre ascoltare la musica in solitudine, anche
caricata del peso di responsabilità: da
La libertà di Mozart, quando lavoro. Un conforto? No,
membro del Pci (e poi del Pds), da giudice l'innovazione di Nono direi piuttosto un aiuto alla riflessione.
durante il terrorismo, da presidente della e Berio, la rivoluzione Sostenuta dai libri del musicologo
Commissione antimafia e quindi da Giorgio Pestelli, scritti benissimo. Però
presidente della Camera. del barocco, alcuni artisti che sentito dal vivo non
la resilienza di I will posso dimenticarli: come Martha Argerich e
E se si parla di libertà, Violante associa Rostropovič». E in mente Violante ha anche
subito la parola a Mozart. «È l’autore che
survive. Ascolti le parole legate alla musica. «C’è stato
più me ne dà il senso: la libertà creativa inediti (e solitari) di un periodo che ebbi una piccola ossessione
della musica, con la sua chiarezza e i un presidente "emerito" per il testo della Carmen. Ma non mi
suoi colori ma allo stesso tempo per la succede solo nella classica. Penso alle
naturalezza con cui musica e testo in lui si Cantacronache di Fausto Amodei rilette oggi
amalgamano: una coerenza straordinaria… scherzato sulla passione comune per le da Carlo Pestelli o alla musica leggera che
Penso al Requiem, al Dies Irae: “Quantus camicie blu o nere. Nelle sue spiegazioni certe volte leggera non è. Come la canzone
tremor est futurus/ Quando Judex est al pubblico, nella sua direzione mi colpiva I will survive di Gloria Gaynor: un testo
venturus/Cuncta stricte discussurus!…” la tensione continua verso il superamento straordinario. Un invito alla resilienza».
che emozione». Un interesse, quello per dei dualismi, tra suono sintetico e naturale,
la musica, nato durante gli studi liceali tra voce umana e suono strumentale, tra
e alimentato all’epoca dell’Università. musica e poesia, tra suono e silenzio.
«Sono cresciuto in Puglia, all’ateneo di Penso a Thema, l’omaggio che fece
Bari ho scoperto il Modern Jazz Quartet, all’Ulisse di Joyce. Fu composto nel 1958,
il Lionel Hampton Quintet e altri di quando l’Italia canticchiava L’edera di
quella generazione». Sperimentazione Nilla Pizzi…». Conobbe Lugi Nono. «Mi di Alessandro Cannavò
ma pure classicisimo: le doti che Violante colpì la carica innovativa di Al gran sole conversazione@belviveremedia.com

riconosce a Luciano Berio. «L’ho seguito carico d’amore, che ascoltai a Venezia;
e l’ho conosciuto: qualche volta abbiamo quell’esaltazione del proletariato attraverso

112 Amadeus
Festival
di Pentecoste
LAC Lugano

Sol Gabetta
Orchestra della
Foto David Maupile

Svizzera italiana
30 Maggio
Markus Poschner
Direttore

— 1 Giugno 2020
Sol Gabetta
Violoncello e direzione artistica
Vilde Frang
Programma completo Violino
e prevendita su Kristian Bezuidenhout
www.luganolac.ch Pianoforte, clavicembalo e direttore

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