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I diversi tipi di muscolo

Il muscolo scheletrico è striato e


generalmente volontario.
Si inserisce per mezzo dei
tendini, sulle ossa
determinandone, mediante
contrazione, i reciproci
spostamenti.

Il muscolo cardiaco è striato e


involontario e costituisce le
pareti del cuore. La sua
contrazione spinge il sangue nei
vasi del sistema circolatorio.

Il muscolo liscio (non striato) è


involontario. Tra le varie funzioni,
controlla il volume degli organi
cavi ed il calibro dei vasi
sanguigni (arteriole in
particolare).
Inserzioni
Scapolo-omerali

Muscoli estensori e flessori


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I muscoli scheletrici si inseriscono sulle ossa per mezzo di tendini,
strutture costituite da collagene.

L’estremità di attacco più vicina al tronco o all’osso più stabile è


detta origine.

Il punto di attacco all’osso più mobile è detto inserzione.


Struttura del muscolo scheletrico

Le fibre muscolari scheletriche (multinucleate) sono disposte con gli assi longitudinali in parallelo
e avvolte da connettivo che le raggruppa in fascicoli.

Tra i diversi fascicoli si trovano fibre elastiche, collagene, vasi sanguigni e nervi.

Il muscolo è avvolto da connettivo che è in continuità con il connettivo intorno a fibre e fascicoli
e con i tendini che lo inseriscono sulle ossa.
Struttura della fibra muscolare scheletrica

Nella cellula muscolare scheletrica i filamenti contrattili sono disposti longitudinalmente a


formare miofibrille, che sono avvolte a manicotto da porzioni del reticolo sarcoplasmatico
delimitate da cisterne terminali ricche in ioni Ca2+.

Le cisterne terminali sono in contatto con i tubuli T.

I tubuli T sono in continuità con la membrana plasmatica.


Ultrastruttura
della
miofibrilla
Organizzazione dei miofilamenti nel sarcomero
Titina e nebulina
Accorciamento del sarcomero nella contrazione
Ciclo dei ponti
trasversali
Avvio del ciclo dei
ponti trasversali

In realtà, ciò che viene indicato come


semplice Troponina (TN) è un complesso
eterotrimerico costituito dalla Troponina C
(che lega il Ca2+) e dalle troponine
accessorie I e T.
Giunzione neuromuscolare

Aceticolinesterasi
Rapporti tra sarcomero reticolo sarcoplasmatico e tubuli T
Accoppiamento
eccitazione-
contrazione

Recettori DHP= Recettori


della diidropiridina

Canali del Ca2+ del


reticolo endoplasmatico=
Recettori della rianodina
Recettori della diidropiridina e della rianodina

Muscolo scheletrico Muscolo cardiaco


Rianodina
Diidropiridina

La rianodina (ryanodine) è un alcaloide estremamente


La diidropiridina (dihydropyridine) tossico, prodotto dalla pianta sudamericana Ryania
è un bloccante dei canali speciosa.
voltaggio-dipendenti del Ca2+ di Originariamente era usato come insetticida.
tipo L. La rianodina ha una affinità estremamente alta per una
classe di canali del Ca2+, localizzati nel muscolo
scheletrico e nel cuore.
A concentrazioni nanomolari la rianodina blocca i
canali in stato di parziale apertura, inducendo massive
contrazionali muscolari, mentre a concentrazioni
micromolari li chiude, provocando paralisi.
Quanto sopra si verifica non solo negli insetti ma
anche nei mammiferi.
Le unità motorie sono costituite da un motoneurone e
dalle fibre muscolari da esso innervate
Scala deli eventi
elettrici e meccanici
nella contrazione
del muscolo scheletrico
Scossa singola sommazione e tetano
Contrazioni isotoniche ed isometriche
Relazione lunghezza-tensione
Fibre ossidative e glicolitiche

Glucosio - Piruvato -
Ciclo di Krebs - CO2 + H2O

Glucosio - Piruvato -
Lattato

La mioglobina immagazzina l‘ossigeno e media il suo trasporto intracellulare nelle fibre ossidative.
Creatina e fosfocreatina

In condizioni di riposo o di moderata attività le richieste


muscolari di ATP sono modeste ma, nel momento in cui le fibre
muscolari vengono stimolate a contrarsi prolungatamente,
questa richiesta aumenta immediatamente.

All'interno di una cellula muscolare, in condizioni di riposo,


sono immagazzinate solo modeste quantità di ATP.

Per assicurare la disponibilità dell'ATP necessaria ad una


contrazione intensa, i muscoli accumulano una riserva di
fosfati ad alta energia in forma di creatina fosfato.
Quest’ultima cede il suo gruppo fosfato all'ADP per generare
rapidamente ATP.
Tipi di muscolo liscio
Il muscolo liscio è strutturalmente e funzionalmente diverso da quello striato.
E’ suddiviso in:

Vascolare (Presente nelle parete dei vasi sanguigni, regola il calibro dei vasi)

Gastrointestinale (Promuove la propulsione ed rimescolamento del cibo)

Urinario (Presente nelle pareti della vescica urinaria e degli ureteri, controlla la
minzione)

Respiratorio (Regola il calibro delle vie aeree)

Riproduttivo (Regola le funzioni dell’apparato genitale maschile e femminile)

Oculare (Regola il diametro della pupilla)

Il muscolo liscio non è innervato da motoneuroni ma può essere sotto il controllo


del sistema nervoso autonomo.
Risponde comunque con la contrazione a stimoli di vario tipo che inducono un
aumento dei livelli citosolici di Ca2+
Struttura delle cellule muscolari lisce
Ricordare che, diversamente dalle fibre muscolari lisce, quelle
scheletriche si contraggono unidirezionalmente
Innesco della contrazione nel
muscolo liscio (I)
Vari fattori possono
innescare la
contrazione del
muscolo liscio

L’evento cruciale è un
innalzamento dei livelli
citosolici di Ca2+.
Mobilizzazione del Ca2+ operata dall’IP3
Schema delle possibili vie che possono portare ad un aumento dei livelli di Ca2+
nelle cellule muscolari lisce o ad una riduzione, determinandone il rilasciamento
Rilasciamento nel muscolo
liscio
Potenziali a onde lente e potenziali pacemaker
Muscolo liscio unitario e multiunitario

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