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1) Il preparato istologico è una porzione di tessuto animale o vegetale adatta ad

essere analizzata tramite microscopio ottico.


Per ottenere un buon preparato istologico il tessuto da esaminare deve essere
sottoposto ai seguenti passaggi di preparazione:
fissazione -> immergere il tessuto in un liquido fissativo.
Scopo: interrompere velocemente e completamente i processi autolitici che si
sviluppano nella cellula e nei tessuti non più nutriti ed ossigenati; preservare i
campioni dall'attacco di muffe e batteri che potrebbero proliferare nutrendosi delle
strutture non più in grado di proteggersi;
inclusione-> viene effettuata in paraffina a temperatura ambiente in modo che
questa solidifichi. La durezza della paraffina solida permette di realizzare le sezioni
istologiche.
taglio-> riduzione del campione, incluso in un blocchetto solidificato, in fette da 1-
20 micrometri, mediante un microtomo, in modo da avere sezioni del campione
penetrabili alla luce e dunque osservabili al microscopio.
colorazione-> le sezioni di tessuto depositate su vetrino vengono fatte reagire con
composti diversi che si legano alle componenti del tessuto stesso dando loro una
colorazione caratteristica che permette di analizzarne la morfologia.
visione al microscopio -> dopo aver effettuato le diverse regolazioni, come
regolazione oculari e luce, si passa alla visione del preparato.

2)Le colorazioni istochimiche danno informazioni sul contenuto e sulla natura delle
sostanze chimiche contenute nei tessuti biologici mentre le
colorazioni morfologiche danno informazioni inerenti ai diversi componenti cellulari
e tissutali.

3)I componenti chimici che possiamo individuare e localizzare all’interno di un


campione sono: lipidi, proteine, glucidi, ioni e acidi nucleici. Gli acidi nucleici
devono il loro nome al fatto che a pH fisiologico i gruppi fosfati sono
deprotonati (l’acido fosforico perde uno o più H+ e acquista cariche negative,
formando così il gruppo fosfato che conferisce all’acido nucleico la sua
caratteristica acidità. ) e gli acidi nucleici hanno pertanto cariche negative sulle loro
catene polinucleotidiche. Per tale motivo DNA e RNA possono essere evidenziati
utilizzando coloranti basici come il verde di metile-pironina. Il verde metile ha il
massimo potere a pH acido mentre la pironina a Ph alcalino. Utilizzando un ph
intermedio si ottiene una colorazione differenziale dei due acidi. Il DNA viene
colorato in verde, mentre RNA in rosso.

4)Osservando la figura relativa al risultato di una colorazione di fegato con verde di


metil pironina, oltre a riconoscerne i nuclei colorati in verde, all’interno di essi si può
notare una macchia rossa che corrisponde al nucleolo. Il nucleolo è una regione del
nucleo responsabile della sintesi dell’RNA ribosomiale. È composto da diverse
regioni:
 Regione organizzatrice composta da cromatina che contiene le informazioni
per produrre RNA ribosomiale
 Zona fibrillare formata da RNA ribosomiale appena sintetizzato
 Zona granulare formata da particelle ribosomiali a vari stadi di assemblaggio
5)Una delle reazioni più usate per la dimostrazione dei polisaccaridi come ad
esempio il glicogeno è la tecnica PAS.
Tale tecnica prevede una prima fase di ossidazione tramite l’utilizzo dell’acido
periodico (HIO4) che è in grado di ossidare i gruppi vic-glicol del glicogeno. In
conseguenza della ossidazione si verifica la rottura di un legame fra due atomi di
carbonio adiacenti e la formazione di gruppi aldeidici. La presenza dei gruppi
aldeidici che si sono formati viene rivelata dal reattivo di Schiff e producono un
precipitato color rosso-magenta.
6)La colorazione può non essere ottenuta se la sezione, prima della reazione, è
incubata/trattata con enzima amilasi.
7)Dopo aver eseguito attentamente tutta la procedura, per evidenziare i nuclei
degli epatociti è consigliata una colorazione finale con ematossilina.
L’ ematossilina è una sostanza vegetale, non è di per sé un colorante, ma diventa
tale per ossidazione ad emateina. Trattandosi di colorante basico, questo ha affinità
per le sostanze acide e difatti colora il nucleo di un colore tendente al bluastro.

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