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Firenze, Cosimo

de’ Medici e il
Concilio
La nuova scultura nelle
cantorie per il Duomo
Luca della Robbia
(Firenze 1400 ca. – 1482)
vs Donatello
1431 - 1439
“… fece Luca … i cori
della musica che in
varii modi cantano; e
vi mise tanto studio e
così bene gli riuscì
quel lavoro che,
ancora che sia alto da
terra sedici braccia, si
scorge il gonfiare delle
gole di chi canta, il
battere delle mani da
chi regge la musica in
sulle spalle de’ minori,
et insomma diverse
maniere di suoni,
canti, balli et altre
azioni piacevoli che
porge il diletto della
musica”. Vasari
“Donatello fece il suo con
molto più giudizio e pratica che
non aveva fatto Luca, per avere
egli quell’opera condotta quasi
tutta in bozze e non finita
pulitamente, acciò che apparisse
di lontano assai meglio, come
fa, che quella di Luca, la quale,
se bene è fatta con buono
disegno e diligenza, ella fa
nondimeno con la sua pulitezza
e finimento, che l’occhio per la
lontananza la perde e non la
scorge bene come si fa quella di
Donato, quasi solamente
abbozzata”. Vasari
Alla quale cosa deono molto avere avvertenza gl’artefici perciò che la
esperienza fa conoscere che tutte le cose che vanno lontane, o siano
pitture o siano sculture o qualsivoglia altra somigliante cosa, hanno più
fierezza e maggior forza se sono una bella bozza che se sono finite”.
Bronzi a tutto tondo di Donatello tra Siena e Firenze
“Sopra il cornicione poi di questo ornamento, fece Luca due figure
di metallo dorate, cioè due angeli nudi, condotti molto pulitamente,
sì come è tutta l’opera, che fu tenuta cosa rara”: Vasari sbaglia,
perché sono in realtà di Donatello!
Donatello & Michelozzo
in “compagnia”
il pulpito di Prato
(1428-1438)
Donatello & Michelozzo
in “compagnia”:
Baldassarre Coscia
nel Battistero di Firenze
e Rinaldo Brancaccio
in Sant’Angelo a Nilo a Napoli
(1426-1428)
Michelozzo: cariatidi “all’antica tra Montepulciano e Napoli
“Se tu hai a fare Apostoli, non fare che paiano schermidori, come
fece Donatello in Santo Lorenzo di Firenze, cioè nella sagrestia, in
due porte di bronzo. Vuolsi bene atteggiare le figure, per modo siano
bene il loro essere, ma non tanto che per volere mostrare magistero
caschi nel vizio della sconformità”. Filarete, Trattato (1460 ca.).
Luca della Robbia:
dalla cantoria al tabernacolo
di Sant’Egidio (1441-1443)
Brunelleschi & Della Robbia: la cappella Pazzi in Santa Croce
robbiane per architetture brunelleschiane
Luca della Robbia: Resurrezione per Santa Maria del Fiore (1442-1444)
Le molte forme delle robbiane
(gruppi scultorei a tutto tondo, pale d’altare, Madonne per devozione privata)
Aperture di Filippo Lippi:

la scultura di Luca e Donatello,


la pittura fiamminga
Filippo Lippi
la Madonna di Tarquinia (1437)
Pittura fiamminga
(pittura a olio e verismo dei dettagli)

Jan van Eyck


(documentato dal 1422 a L’Aja – Bruges 1441)
Pittura fiamminga

Roger van der Weyden


(Tournai 1399 ca. – Bruxelles 1464)
Van der Weyden
&
Angelico
Beato Angelico in versione fiamminga nella predella della pala di San Marco
Angelico nella Roma di Eugenio IV e Niccolò V (1445-1450)
Domenico Veneziano
“pittore del lume chiaro
e della materia
preziosa” (Longhi)

Pala di Santa Lucia de’


Magnoli: il ‘manifesto’ di
una corrente artistica
ormai denominata
‘pittura di luce’, nella
quale “è il superamento
della pittura
estremamente
concentrata e densa di
Masaccio per una visione
più distesa e ottimistica,
in cui i colori si
imperlano di luce e la
prospettiva diventa uno
spettacolo per gli occhi”
(Luciano Bellosi)
Andrea del Castagno
(Castagno 1421 ca. – Firenze 1457)
“… era gagliardissimo nelle movenze delle figure e terribile
nelle teste de’ maschi e delle femmine, facendo gravi gli
aspetti loro e con buon disegno”
(Vasari, a proposito di Andrea del Castagno)
Andrea del Castagno, Niccolò da Tolentino Paolo Uccello, Giovanni Acuto

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