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ti do

la mia
PAROLA
Dare la propria parola
implica un impegno,
una promessa, significa
anche mettere in gioco
la propria credibilità.
Le relazioni più
importanti hanno
bisogno di una parola
credibile che diviene
dialogo, apertura,
fiducia fino a
trasformarsi
in amicizia e amore.
Così è la Parola che il Signore rivolge
all’uomo, una Parola amica, vera,
accogliente, efficace.

Quaresima 2022
Bs Parrocchia s Maria nascente!
40 giorni verso la Pasqua
3 Conversioni 3
all’ascolto - Nella Bibbia è anzitutto Dio che
ascolta il grido del suo popolo sofferente e si muove con
compassione per la sua salvezza (Es 3,7-9). Ma poi
l’ascolto è l’imperativo rivolto al credente, che risuona
anche sulla bocca di Gesù come il primo e più grande dei
comandamenti: «Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è
l'unico Signore» (Dt 6,4). L’ascolto trasforma dunque
anzitutto chi ascolta, scongiurando il rischio della
supponenza e dell’autoreferenzialità. Non è una semplice tecnica per
rendere più efficace l’annuncio; l’ascolto è esso stesso annuncio,
perché trasmette all’altro un messaggio balsamico: “Tu per me sei
importante, meriti il mio tempo e la mia attenzione, sei portatore di
esperienze e idee che mi provocano e mi aiutano a crescere

alla realtà - Il Dio cristiano è il Dio della


storia: lo è a tal punto, da decidere di incarnarsi in uno
spazio e in un tempo precisi.L’ancoraggio alla realtà
storica caratterizza dunque la fede cristiana. Non
cediamo alla tentazione di un passato idealizzato o di
un’attesa del futuro dal davanzale della finestra. È
invece urgente l’obbedienza al presente, senza
lasciarsi vincere dalla paura che paralizza, dai
rimpianti o dalle illusioni.  Ma la fede non è una
bacchetta magica. Quando le soluzioni ai problemi
richiedono percorsi lunghi, serve pazienza, la pazienza cristiana,
che rifugge da scorciatoie semplicistiche e consente di restare saldi
nell’impegno per il bene di tutti e non per un vantaggio egoistico o
di parte. Non è stata forse questa “la pazienza di Cristo”!

alla spiritualità - Lo Spirito non aliena


dalla storia: mentre radica nel presente, spinge a
cambiarlo in meglio. Per restare fedeli alla realtà e
diventare al contempo costruttori di un futuro
migliore, si richiede una interiorizzazione profonda
dello stile di Gesù, del suo sguardo spirituale, della
sua capacità di vedere ovunque occasioni per
mostrare quanto è grande l’amore del Padre. Per
il cristiano questo non è semplicemente il tempo
segnato dalle restrizioni dovute alla pandemia: è
invece un tempo dello Spirito, un tempo di
pienezza, perché contiene opportunità di amore
creativo che in nessun’altra epoca storica si
erano ancora presentate. 2
Non stanchiamoci di fare il bene
se infatti non desistiamo a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne
abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti». (Gal 6,9-10a)
Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2022
San Paolo ci parla di un kairós: un tempo propizio per seminare il bene in vista di
una mietitura. Cos’è per noi questo tempo favorevole? Certamente lo è la
Quaresima, ma lo è anche tutta l’esistenza terrena, di cui la Quaresima è in qualche
modo un’immagine. Nella nostra vita troppo spesso prevalgono l’avidità e la
superbia, il desiderio di avere, di accumulare e di consumare, come mostra l’uomo
stolto della parabola evangelica, il quale riteneva la sua vita sicura e felice per il
grande raccolto accumulato nei suoi granai (cfr Lc 12,16-21). La Quaresima ci invita
alla conversione, a cambiare mentalità, così che la vita abbia la sua verità e bellezza
non tanto nell’avere quanto nel donare, non tanto nell’accumulare quanto nel
seminare il bene e nel condividere.
Seminare il bene per gli altri ci libera dalle anguste logiche del tornaconto personale
e conferisce al nostro agire il respiro ampio della gratuità, inserendoci nel
meraviglioso orizzonte dei benevoli disegni di Dio.
Non stanchiamoci di pregare. Nessuno si salva da solo, perché siamo tutti nella
stessa barca tra le tempeste della storia; ma soprattutto nessuno si salva senza Dio.
Non stanchiamoci di estirpare il male dalla nostra vita. Il digiuno corporale a cui ci
chiama la Quaresima fortifichi il nostro spirito per il combattimento contro il peccato.
Non stanchiamoci di chiedere perdono nel sacramento della Penitenza e della
Riconciliazione, sapendo che Dio mai si stanca di perdonare.
Non stanchiamoci di combattere contro la concupiscenza, quella fragilità che
spinge all’egoismo e ad ogni male.
Non stanchiamoci di fare il bene nella carità operosa verso il prossimo;
approfittiamo in modo particolare di questa Quaresima per prenderci cura di chi ci è
vicino, per farci prossimi a quei fratelli e sorelle che sono feriti sulla strada della vita.

Se non desistiamo,
a suo tempo mieteremo
il bene, come anche l’amore,
la giustizia e la solidarietà,
non si raggiungono
una volta per sempre;
vanno conquistati 3
ogni giorno.
La migliore politica:
fare la pace
La guerra ha enormi capacità seduttive.
Appare semplice, direVa, risoluWva. Persino giusta. Si
traVa però di un grande abbaglio, organizzato
aVorno alla giusWzia degli uomini e delle
donne, che spesso presenta caraVeri
demoniaci. Nessuno combaVe mai dalla parte
sbagliata, da quella del torto. TuZ si lanciano nella
mischia forW delle ragioni, che pure hanno, e
pretendono che esse siano assolute, tali da meritare
qualunque sacrificio perché vengano affermate.
Persino quello della vita propria e dei propri cari. Non è questa giustizia umana e
prepotente che garantisce la pace. A tenere lontani i conflitti è una giustizia
prossima alla misericordia divina. Comprensiva e non assertiva. Dubbiosa e
capace di ascoltare le ragioni
dell’altro, costringendo le proprie al PREGHIERA PER LA PACE
silenzio. O almeno a smettere di O Dio della pace,
gridare coprendo ogni altra voce. fonte di ogni bene,
Persino quella dei propri torti, che Padre della misericordia,
sappiamo per certo non mancano. tu che in Cristo Gesù ci hai benedetto
La pace è una piantina delicata, e desideri per noi la pienezza della vita,
liberaci dalle tenebre della guerra.
bisognosa di cure e di rispetto, di acqua
e di fertilizzante. Una volta calpestata Dona a tutti pensieri di pace,
ha difficoltà a riprendersi. Rifugge dagli dona la sapienza del cuore,
che tiene vivo il dialogo,
eroismi. Sono molto più numerosi i
che ricerca soluzioni eque
nomi di generali celebri, vincitori di
e mira al bene di tutti.
battaglia sanguinose, che quelli di
Il tuo Santo Spirito, sorgente d’amore,
grandi diplomatici capaci di regalare la
ci difenda dal male,
pace ai propri Paesi. Chi ricorda il conte
dalla tentazione della violenza
Trauttmansdorff, umile e geniale e dall’illusione della sua efficacia.
realizzatore della pace di Westfalia, che
Veglia, o Padre Onnipotente,
mise termine alla guerra dei Trent’Anni
sui destini del mondo,
ormai sfuggita di mano a imperatori, liberaci dall’ombra della morte
re e grandi elettori, che permetteva a e dirigi i nostri passi sulla via della pace.
eserciti ridotti anch’essi alla fame di
Tu sei il nostro Dio, grande nell’amore,
a g g i r a r s i p e r t u t t a E u r o p a e vivi e regni nei secoli dei secoli.
saccheggiandola? Amen
(Sergio Valzania - OssRom 25feb2022)
+ Pierantonio, Vescovo di Brescia
4
40 giorni

Per mantenere la Parola


per modellare il nostro cammino cristiano passo dopo passo
“Viaggiare verso il Signore significa percorrere la strada del bene, non quella del
male; la strada del perdono non quella della vendetta; la strada della pace, non
quella della violenza; la strada della solidarietà, non quella dell’indifferenza, la
strada della fraternità non quella dell’inimicizia.” (papa Francesco)

Apri il cuore Apri gli occhi


Quando si scuote un setaccio restano Può forse un cieco guidare un altro
i rifiuti; così quando un uomo cieco? Non cadranno tutti e due in
discute, ne appaiono i difetti. I vasi un fosso? Non vi è albero buono
del ceramista li mette a prova la che produca un frutto cattivo, né vi
fornace, così il modo di ragionare è il è d’altronde albero cattivo che
banco di prova per un uomo. Il frutto
dimostra come è coltivato l’albero, produca un frutto buono. Ogni
così la parola rivela i pensieri del albero infatti si riconosce dal suo
cuore. Non lodare nessuno prima frutto: non si raccolgono fichi dagli
che abbia parlato, poiché questa è la spini, né si vendemmia uva da un
prova degli uomini. (Siracide 27,5-8) rovo. (Vangelo di Luca cap 6)

Sappilo, Dio: faro del mio meglio. Non mi sottrarro a questa vita.


Continuero ad agire e a tentare di sviluppare tutti i doni che ho,
se li ho. Non sabotero nulla. Di tanto in tanto, pero, dammi
un segno. E fa' in modo che esca da me un po' di musica, fa' in modo
che trovi una forma cio che e in me, che lo desidera cosi tanto.!
Etty Hillesum 5
Domenica - 6 marzo - 1a di Quaresima

1. Guidaci nel deserto


In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano
ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato
dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono
terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di
Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta
scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo». (Lc 4,1-13)
Sarebbe bello immaginare questo tempo che abbiamo
iniziato come l’occasione di imparare a fidarci della Parola che
ci guida e che fidandoci impariamo a trasformare le scelte
della vita quoBdiana in opportunità di tesBmoniare “per chi”
e “per cosa” viviamo. Non di solo pane vivrà l'uomo...
Preghiera 1a settimana
O Spirito che ci accompagni nel deserto. Vieni e prendici per
mano! O Spirito che rendi il deserto il luogo per incontrare il
Signore. Vieni e aprici gli occhi! O Spirito che difendi la nostra
vita dal male. Rendici costruttori di pace! O Spirito che non
abbandoni il tuo popolo. Vieni e guidaci nella fraternità. Amen

2. Custodisci i piccoli - lunedì 7 marzo


“In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di
questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. (Mt 25)
“Lasciamoci interpellare dai bambini che, oggi, non sono adagiaB in una culla e
accarezzaB dall'affeGo di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide
"mangiatoie di dignità": nel rifugio soGerraneo per scampare ai
bombardamenB, sul marciapiede di una grande ciGà, sul fondo di un barcone
sovraccarico di migranB. Lasciamoci interpellare dai bambini che non vengono
lasciaB nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da
quelli che non tengono in mano giocaGoli, ma armi.” (papa Francesco)
3. Proteggi la vita - martedì 8 marzo - festa della donna
Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti
sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco,
non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare». (Is 43,2)
Signore, aiutaci a credere che Tu sei sempre con noi, anche quando le acque
sembrano sommergerci. Accresci in noi la speranza di poter vivere e
aGraversare la sofferenza, il dolore, la malaPa, l’incomprensione, anche
quando il fuoco della vita sembra bruciarci. Alimenta la nostra carità, affinché
ogni fratello e sorella possa assaporare che Tu sei con noi e desideri il bene per
tuGa l’umanità.
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4. Prometti novità - mercoledì 9 marzo
In quel tempo, fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati,
va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». (Giona 3)
Una delle indicazioni offerte da Gesù ai discepoli inviati in missione è quella di
portare pace nelle case: «In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa
casa!”». Tra le mura domestiche si vivono tanti conflitti, c’è bisogno di serenità e di
pace. E siamo certi che la buona qualità delle relazioni è la vera sicurezza sociale in
una città. Per questo c’è un compito storico che coinvolge tutti: creare un tessuto
comune di valori che porti a disarmare le tensioni tra le differenze culturali e sociali.
(papa Francesco)
5. Dona la pace - giovedì 10 marzo
Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro
che compiono la tua volontà, ora vieni in mio soccorso (Ester 4)
Le cause di confliGo sono tante, ma il risultato è sempre lo stesso: distruzione e
crisi umanitaria. Dobbiamo fermarci e chiederci: cosa ha portato alla
normalizzazione del confliGo nel mondo? E, sopraGuGo, come converBre il
nostro cuore e cambiare la nostra mentalità per cercare
veramente la pace nella solidarietà e nella fraternità?
Quanta dispersione di risorse vi è per le armi, in parBcolare
per quelle nucleari, risorse che potrebbero essere
uBlizzate per priorità più significaBve per garanBre la
sicurezza delle persone, quali la promozione della pace e
dello sviluppo umano integrale, la loGa alla povertà, la
garanzia dei bisogni sanitari (papa Francesco)
6. Crea un cuore nuovo - venerdì 11 marzo
Porro il mio Spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo la mia
Parola e mettere in pratica le mie leggi (Ezèchiele 36)
In ogni epoca, la pace è insieme dono dall’alto e fruGo di un impegno condiviso.
C’è, infaP, una “architeGura” della pace, dove intervengono le diverse
isBtuzioni della società, e c’è un “arBgianato” della pace che coinvolge ognuno
di noi in prima persona. TuP possono collaborare a edificare un mondo più
pacifico: a parBre dal proprio cuore e dalle relazioni in famiglia, nella società e
con l’ambiente, fino ai rapporB fra i popoli e fra gli StaB. (Papa Francesco)

7. Aiutaci a “non temere” - sabato 12 marzo


Non temere, perché io sono con te;
non smarrirti, perché io sono il tuo Dio. (Isaia 41)
Si traGa di difendere o conquistare un diriGo fondamentale, che non ci sarà
tolto: il diriGo alla speranza. È una speranza nuova, viva, che viene da Dio. Non
è mero oPmismo, non è una pacca sulle spalle o un incoraggiamento di
circostanza, con un sorriso di passaggio. No. È un dono del Cielo, che non
potevamo procurarci da soli. (papa Francesco)
7
domenica - 13 marzo - 2a di Quaresima

8. Accompagnaci fuori
In quei giorni, Dio condusse fuori Abram e gli disse: «Guarda in cielo
e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua
discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come
giustizia e partì. (Genesi 15)
E allora forse quel «lech lechà», quel «vaGene, esci» parla di un
allontanamento non fisico ma decisionale, un cambiamento non di luogo
geografico ma di quel luogo della mente che ha a che fare con una nostra
presa di coscienza che generi un aGo di volontà. Allontanarsi dalle frasi faGe,
dalla facile disillusione, dalla rinuncia in partenza a modificare quello che
non ci permeGe un futuro. (Silvio Muccino)

Preghiera 2a settimana
Aiutaci, Signore, ad affrontare la fatica del cammino, con la
consapevolezza che, ascoltando la tua Parola, sapremo che sei
con noi. Accompagnaci fuori dalle nostre comodità, dalle
nostre certezze, dalle nostre ragioni, per gustare la bellezza del
cielo e del creato, per gustare la dolcezza dei volti, per trovarti
nelle nostre città che chiedono pace e speranza, amore e
perdono. Amen
9. Accogli lo straniero - lunedì 14 marzo
Noi perciò dobbiamo accogliere gli stranieri
per diventare collaboratori della verità. (3Gv 1)
Il futuro delle nostre società è un futuro “a colori”, arricchito dalla diversità e
dalle relazioni interculturali. Per questo dobbiamo imparare oggi a vivere
insieme, in armonia e pace. Mi è cara l’immagine della Chiesa a Pentecoste:
«Siamo ParB, Medi, ElamiB, abitanB della Mesopotamia, della Giudea e della
Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’EgiGo e delle
parB della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenB, Ebrei e proseliB, Cretesi e
Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

10. Accogli gli ultimi - mart. 15 marzo


In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno
solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25)
In realtà, siamo tuP sulla stessa barca e siamo chiamaB a impegnarci perché
non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi,
grande come l’intera umanità. Per questo colgo l’occasione di questa Giornata
dei migranB per lanciare un duplice appello a camminare insieme verso a
un noi sempre più grande, rivolgendomi anzituGo ai fedeli caGolici e poi a tuP
gli uomini e le donne del mondo.
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11. Accogli il prossimo - mercoledì 16 marzo
Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo
di colui che è incappato nei briganti?
«Chi ha avuto compassione di lui» (Lc 10)
Gesù ribalta la prospettiva: non stare a classificare gli altri per vedere
chi è prossimo e chi no. Tu puoi diventare prossimo di chiunque
incontri nel bisogno, e lo sarai se nel tuo cuore hai compassione,
cioè se hai quella capacità di patire con l’altro. A ciascuno di noi
Gesù ripete ciò che disse al dottore della Legge: «Va’ e anche tu fa’
così» (v. 37). Siamo tutti chiamati a percorrere lo stesso cammino.

12. Accogli i bambini - giovedì 17 marzo


chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un
bambino, non entrerà in esso (Mc 10)
I bambini sono in sé stessi una ricchezza per l'umanità e per la
Chiesa, perché ci richiamano costantemente alla condizione
necessaria per entrare nel Regno di Dio: quella di non considerarci
autosufficienti, ma bisognosi di aiuto, di amore, di perdono. I
bambini ci ricordano che siamo sempre figli. E questo ci riporta
sempre al fatto che la vita non ce la siamo data noi ma l'abbiamo
ricevuta.

13. Accogli i fragili - venerdì 18 marzo


quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e
sarai beato, perché non hanno da ricambiarti (Lc 14)
I poveri non sono persone “esterne” alla comunità, ma fratelli e sorelle con cui
condividere la sofferenza, per alleviare il loro disagio e l’emarginazione, perché
venga loro restituita la dignità perduta e assicurata l’inclusione sociale necessaria.
D’altronde, si sa che un gesto di beneficenza presuppone un benefattore e un
beneficato, mentre la condivisione genera fratellanza.
L’elemosina, è occasionale; la condivisione invece è duratura.

14. Accogli i profughi - sabato 19 marzo


Non dimenticate l’ospitalità: alcuni, praticandola,
senza saperlo hanno accolto degli angeli.. (Ebrei 13)
È triste senBr proporre, come soluzioni, l’impiego di fondi
comuni per costruire muri. Perché quando i poveri vengono
respinB si respinge la pace. E’ un problema del mondo, una
crisi umanitaria che riguarda tuP. Si offende Dio,
disprezzando l’uomo creato a sua immagine, lasciandolo in
balia delle onde, nello sciabordio dell’indifferenza, nella
devastazione delle ciGà distruGe, nascosB dentro le foreste,
dietro confini militarizzaB, talvolta giusBficaB persino
in nome di presunB valori crisBani. - Festa del papà 9
domenica - 20 marzo - 3a di Quaresima

15. Rivelaci la Strada


Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo
grido. Vai dal faraone e libera il tuo popolo. (Es 3)
Mosè, il fallito, il fuggiasco, a Madian incontra Dio nel roveto ardente e non
baraGa il popolo. È il ponte, è l’intercessore. Ambedue, il popolo e Dio, e lui
è in mezzo. Non vende la sua gente per far carriera. Non è un arrampicatore,
è un intercessore: per la sua gente, per la sua carne,
per la sua storia, per il suo popolo e per Dio che lo ha
chiamato. È il ponte. Che bell’esempio per tuP noi
che siamo chiamaB a essere “ponte”.

Preghiera 3a settimana
O Spirito Santo, rendici capaci di essere testimoni di Gesù
e del Vangelo fino ai confini della terra con la nostra
presenza di amore, con il nostro sorriso, con la pace del
cuore, con il perdono nelle mani, con la disponibilità a
partire, con la voglia di crescere come piace a Te, Dio
della vita. Amen

16. Rivelaci Gesù - lunedì 21 marzo


Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?.
Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita». (Gv 14)
Quando rifletto in silenzio sui gesti concreti con cui Gesù, mettendosi contro gli
uomini della religione e del potere, andò incontro ai poveri, ai miti, agli afflitti, ai
perseguitati è come se scorgessi nel buio un sentiero di luce, il sentiero che ancora
oggi discende alla profondità degli inferi dove il senso e il non senso, la vita e la
morte, l’amore e l’odio si confrontano. Qui tutte le identità perdono di senso per
lasciar posto all’unica che ciascuno è in grado di dare a se stesso semplicemente con
l’assumersi o col rigettare le responsabilità del futuro del mondo. (E. Balducci)

17. Rivelaci il mandato - martedì 22 marzo


Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho
fatto a voi. Chi vuole essere il primo impari a servire. (Gv 13)
Uno non deve mai amarsi al punto da evitare ogni possibile rischio di morte
che la storia gli pone davanB. Chi cerca in tuP i modi di evitare un simile
pericolo, ha già perso la propria vita. Una religione ben approfondita porta agli
impegni poliBci e deve creare confliP in un paese come il nostro, dove impera
l'ingiusBzia sociale. Credo che qualsiasi lavoro pastorale impegnato con i poveri
sarà sempre perseguitato. (mons Oscar Romero)
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18. Rivelaci l’Eucarestia - mercoledì 23 marzo.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui (Gv6)
Non riesco a liberarmi dal fascino di una splendida riflessione di Garaudy
sull’Eucaristia: «Cristo è nel pane. Ma lo si riconosce nello spezzare il pane». Le
comunioni che facciamo a che servono, se non sono sostenute da un vissuto?
Molti cristiani vivono senza Eucaristia. Altri fanno l’Eucaristia ma non fanno la
Chiesa. Altri celebrano l’Eucaristia nella Chiesa, ma non vivono la coerenza
dell’Eucaristia nel mondo. (T. Bello)
19. Rivelaci il Salvatore - giovedì 24 marzo
Vedendo Gesù venire verso di lui, Giovanni Battista disse:
«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! (Gv 1)
Nella giornata dei Missionari Martiri un pensiero del card Van Thuan: “Oserò
essere segno? Il segno deve essere deciso , audace, luminoso , vigilante,
indifferente delle opinioni altrui, ben radicato e inamovibile, capace di affrontare
le tempeste , le lunghe notti, le prove e i pericoli. Se il Signore ti sceglie per essere
un segno, un testimone di amore in questo tempo, accetterai o rifiuterai?”
20. Rivelaci la Missione - venerdì 25 marzo
la forza dallo Spirito scenderà su di voi e sarete testimoni in tutta la
Giudea e la Samaria, a Gerusalemme e fino ai confini della terra (At 1)
Missione è partire, camminare, lasciare
tutto, uscire da se stessi, rompere la crosta
di egoismo che ci chiude nel nostro Io. È
smettere di girare intorno a noi stessi come
se fossimo il centro del mondo e della vita.
Missione è sempre partire, ma non è
divorare chilometri. È, soprattutto, aprirsi
agli altri come a fratelli e sorelle, è scoprirli e
incontrarli, è amarli e donarsi per loro.
(Oscar Romero)

21. Rivelaci il nome di Dio - sabato 26 marzo


E Dio disse a Mosè: «Io sono il Dio di tuo padre,
il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe» (Es 3)
E' difficile il mio fragile amico della vita. Il mio Dio che soffrì il morso di tutte
le tentazioni. Il mio Dio che sudò sangue prima di accettare la
volontà del Padre. E' difficile questo mio Dio, questo mio Dio
fragile, per chi pensa di trionfare soltanto vincendo, per chi si
difende soltanto uccidendo, per chi salvezza vuol dire sforzo e
non regalo, per chi considera peccato quello che è umano,
per chi il santo è uguale allo stoico e Cristo a un angelo. E'
difficile il mio Dio Fragile per quelli che continuano a
sognare un Dio che non somigli agli uomini. (J. Arias)
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domenica - 27 marzo - 4a di Quaresima

22. Aiutaci a Osare


Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma
bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto
ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. (Lc 15)
Ogni gesto di perdono ripara la casa dalle crepe e
rinsalda le sue mura. Il perdono è l'essenza dell'amore
che sa comprendere lo sbaglio e porvi rimedio. Poveri
noi se Dio non ci perdonasse! E' all'interno della
famiglia che ci si educa al perdono, perché si ha la
certezza di essere capiB e sostenuB nonostante gli
sbagli che si possono compiere. (papa Francesco)

Preghiera 4a settimana
Signore, aiutaci a guardare oltre, ad andare al di là dei
pregiudizi, degli stereotipi, delle etichette. Aiutaci a non
giudicare, a non condannare, a metterci in ascolto delle
persone con umiltà e mitezza, sapendo che i primi ad
essere bisognosi di perdono siamo noi. Amen

23. Osa la rinuncia - lunedì 28 marzo


Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto
e ti abbiamo seguito. Cosa ne otterremo?». (Mc 10)
Bisogna rinunciare a tutto per poter fare in un giorno le migliaia di piccole
cose che vanno fatte per gli altri, senza smarrirsi. Credo che sia soprattutto la
paura di sprecarsi a sottrarre alle persone le loro forze migliori. Dobbiamo avere il
coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo
osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente
ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori. (Etty Hillesum)

24. Osa la partenza - martedì 29 marzo


Gesù ordinò ai dodici: non prendere per il viaggio nient’altro che un
bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura. (Mc 6)
E' possibile viaggiare da soli. Ma un buon camminatore sa che il grande viaggio
è quello della vita ed esso esige dei compagni. Beato chi si sente eternamente
in viaggio e in ogni prossimo vede un compagno desiderato. Un buon
camminatore si preoccupa dei compagni scoraggiaB e stanchi. Intuisce il
momento in cui cominciano a disperare. Li prende dove li trova. Li ascolta, con
intelligenza e delicatezza, sopraGuGo con amore, ridà coraggio e gusto per
il cammino. (mons Helder Camara) 12
25. Osa la fiducia - mercoledì 30 marzo
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire
verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». (Mt 14)
Ho paura di dire di sì, o Signore. Dove mi condurrai? Ho paura di avventurarmi,
ho paura di firmare in bianco, ho paura del sì che reclama altri sì. Eppure B
amavo, o Signore; che B ho dunque faGo? Per te lavoravo, per te mi spendevo.O
Signore, ho paura della tua esigenza, ma chi B può resistere? Affinché venga il
tuo regno e non il mio, affinché sia faGa la tua volontà e non la mia, aiutami a
dire di sì. Come Abramo, come Mosè, come Maria, come Giuseppe.

26. Osare il dono - giovedì 31 marzo


C’è qui un ragazzo che ha cinque pani
d’orzo e due pesci; ma che cos’è
questo per tanta gente? (Gv 6)
La grande sfida che abbiamo davanti a noi, fatta
emergere dalle problematiche dello sviluppo in
questo tempo di globalizzazione e resa ancor
più esigente dalla crisi economico-finanziaria, è
di mostrare, a livello sia di pensiero sia di
comportamenti, che non solo i tradizionali
principi dell'etica sociale, quali la trasparenza, l'onestà e la responsabilità non
possono venire trascurati o attenuati, ma anche che nei rapporti
mercantili il principio di gratuità e la logica del dono come espressione della
fraternità possono e devono trovare posto entro la normale attività economica.
(Benedetto XVI)

27. Osa l’incontro - venerdì 1 aprile


Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». E poi rivolto alla donna:
«Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!». (Lc 8)
Chi conosce Gesù, chi lo incontra personalmente, rimane affascinato, aGraGo da
t a n t a b o n t à , t a n t a v e r i t à , t a n t a b e l l e z z a , e t u G o i n u n a
grande umiltà e semplicità. Cercare Gesù, incontrare Gesù: questo è il grande
tesoro! La gioia dell’incontro con Gesù Cristo, quella che ci fa
tanto paura acceGare, è contagiosa e grida l’annuncio: e lì cresce la Chiesa!
28. Osa la ricerca sabato 2 aprile
Gesù allora si voltò e osservando che i discepoli lo seguivano
disse loro: “Chi cercate?” (Gv 1)
Un pozzo molto profondo è dentro di me. E Dio c’è in quel pozzo. Talvolta mi
riesce di raggiungerlo, più spesso pietra e sabbia lo coprono: allora Dio è sepolto.
Bisogna di nuovo che lo dissotterri. Una cosa diventa sempre più evidente in me,
e cioè che Tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare Te, e in
questo modo aiutiamo noi stessi”. (Etty Hillesum)
13
domenica - 3 aprile - 5a di Quaresima

29. Liberaci alla novità


Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose
antiche! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non
ve ne accorgete?. (Isaia 43)
La forza autenBca, primaria, consiste in
ciò: che la vita è bella e ricca di
significato, che si è realizzato tuGo
quanto in noi stessi e che la vita era
buona Ho il dovere di vivere nel modo
migliore e con la massima convinzione, sino all’ulBmo respiro: allora chi
verrà dopo di me non dovrà più ricominciare tuGo da capo, e con tanta
faBca. (EGy Hillesum)

Preghiera 5a settimana
Aiutaci, Signore, a far guarire il nostro cuore spesso duro e disposto solo a
giudicare gli altri. Liberaci dal nostro egoismo e dalla nostra indifferenza.
Donaci di lasciarci convertire dalla Tua Parola, che con verità e dolcezza mette
a nudo le nostre debolezze e ci fa sentire amati così come siamo, amati di un
amore che ci dà la possibilità di cambiare. Amen.

30. Liberaci dall’egoismo - lunedì 4 aprile


Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?
va’, vendi quello che hai, dallo ai poveri, poi e vieni! Seguimi (Mc 10)
Non c'è posto per l'egoismo nell'anima di un crisBano: se il tuo cuore è egoista,
non sei crisBano, sei un mondano che soltanto cerca il suo favore, il suo
profiGo. Diversamente dalla società umana, dove si tende a fare i propri
interessi a prescindere o persino a scapito degli altri, la comunità dei credenB
bandisce l'individualismo per favorire la condivisione e la solidarietà. La
prossimità e l'unità sono lo sBle dei redenB. (papa Francesco)

31. Liberaci dal male - martedì 5 aprile


si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse:
“Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto”. (Gal 8)
C’è un male nella nostra vita, che è una presenza inoppugnabile. I libri di storia
sono il desolante catalogo di quanto la nostra esistenza in questo mondo sia
stata un’avventura spesso fallimentare. C’è un male misterioso, che sicuramente
non è opera di Dio ma che penetra silenzioso tra le pieghe della storia.
Silenzioso come il serpente che porta il veleno. In qualche momento pare
prendere il sopravvento: in cerB giorni la sua presenza sembra perfino più
niBda di quella della misericordia di Dio. (papa Francesco) 14
32. Liberaci dalla paralisi - mercoledì 6 aprile
Gesù disse al paralitico : alzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua».
Subito egli si alzò e andò a casa sua, glorificando Dio (Lc 5)
Vivere l’incontro con Gesù è anche il rimedio alla paralisi della normalità, è
aprirsi al quoBdiano scompiglio della grazia. Lasciarsi incontrare da Gesù, far
incontrare Gesù: è il segreto per mantenere viva la fiamma della vita spirituale.
È il modo per non farsi risucchiare in una vita asfiPca, dove le lamentele,
l’amarezza e le inevitabili delusioni, i bei tempi passaB e le nostalgie sterili
hanno la meglio. (papa Francesco)
33. Liberaci dalla iniquità - giovedì 7 aprile
Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti (Mt 24)
Ci sono falsi profeB come “incantatori di serpenB”, che approfiGano delle
emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro.
Altri falsi profeB sono quei “ciarlatani” che
offrono soluzioni semplici e immediate
alle sofferenze, rimedi che si rivelano però
completamente inefficaci. Dante Alighieri,
nella sua descrizione dell’inferno,
immagina il diavolo seduto su un trono di
ghiaccio; egli abita nel gelo dell’amore
soffocato. Chiediamoci allora: come si
raffredda in noi la carità? Quali sono i
segnali che ci indicano che in noi l’amore
rischia di spegnersi? (papa Francesco)
34. Liberaci dalla ingiustizia - venerdì 8 aprile
Lo Spirito mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista (Gv 8)
La povertà non è fruGo del desBno, è conseguenza dell’egoismo. Uno sBle di
vita individualisBco è complice nel generare povertà, e spesso scarica sui poveri
tuGa la responsabilità della loro condizione. Ci sono molte povertà dei ‘ricchi’
che potrebbero essere curate dalla ricchezza dei ‘poveri’, se solo si
incontrassero e conoscessero! Nessuno è così povero da non poter donare
qualcosa di sé nella reciprocità. (papa Francesco)
35. Liberaci dall’oscurità - sabato 9 aprile 15
Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».
E il cieco gli rispose: «Maestro, che io veda di nuovo!» (Mc 10)
A volte ci osBniamo nella nostra visione della realtà e pur di non ammeGere che
le cose sono diverse da come le abbiamo immaginate, preferiamo non vedere.
Ci rendiamo ciechi per non essere smenBB nelle nostre aGese. E così abbiamo
ragione noi. Poi non importa se la realtà non segue le nostre ragioni ma la vita.
Noi non vogliamo vedere e di conseguenza non viviamo il nostro tempo.
domenica - 10 aprile - Palme - Passione di Gesù

36. Insegnaci ad amare


Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro,
rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi
dico che, A se questi taceranno, grideranno le pietre».
(Lc 19)
«…l’amore è qualcosa di così posiBvo, di così forte, di così vero
che, per chi ama, soffocare il proprio senBmento sarebbe come
togliersi la vita. La vita mi è diventata molto cara e sono felice
di amare. La mia vita e il suo amore sono una cosa sola. Penso
che nulla più del vero amore possa svegliarci alla realtà della
vita» (Edith Stein)

37. Ama senza condizioni - lunedì 11 aprile


Ecco il mio servo che io sostengo, non spezza una canna incrinata,
non grida, non spegne la piccola luce. (Isaia - canto del servo di jahvè)
O mondo! Voglio offrirti i miei arti, le mie parole, le mie mani, il miracolo dei miei
occhi modellami affinché io ti possa servire, fammi diventare migliore. Mettimi su
un piedistallo, nelle sale d’attesa di una ferrovia solitaria, una statua
beneaugurante che accoglie ospiti solitari senza nessuno che li riceva, con la gola
piena di parole gioiose che li incoraggino a lungo, indicando la via verso il sole con
mani senza nuvole, inviami al mio parente in esilio, che langue dietro le sbarre,
mandami come un canto a consolare il lutto, in aiuto al povero, a guarire la
malattia. Prendimi come amico, mondo, prendimi come tuo servo. (A. J.Heschel)
38. Ama il fratello - martedì 12 aprile
Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre.
Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui inciampo. (1Gv 2)
La misericordia colma l’abisso che la creazione ha stabilito tra Dio e la creatura.
E’ l’arcobaleno. Quando manchiamo di compassione, separiamo violentemente
una creatura e Dio. L’umiltà è l’unica forma lecita di amore di sé. Lode a Dio,
compassione per le creature, per se stessi umiltà. Cristo non chiama i
benefaGori né amorevoli né caritatevoli. Li chiama i “giusB”. Il Vangelo non fa
alcuna disBnzione fra l’amore del prossimo e la giusBzia. (Simone Weil)
39. Ama senza fine - mercoledì 13 aprile
Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà
e la conoscenza svanirà. Ma la carità non avrà mai fine. (Mt10)
Non acceGate nulla come verità che sia privo di amore. E non acceGate nulla
come amore che sia privo di verità! L’uno senza l’altra diventa una menzogna
distruPva. Ciò che possiamo fare e abbiamo faGo, in paragone a quanto ci
viene dato, è sempre poco. (Edith Stein) 16
40. Ama e spezzati - giovedì 14 aprile
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice,
voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. (1Cor 11)
Se dall'eucarisBa non si scatena una forza prorompente che cambia il mondo,
capace di dare a noi credenB l'audacia dello Spirito Santo, la voglia di scoprire
l'inedito che c'è ancora nella nostra realtà umana, è inuBle celebrare
l'eucarisBa. Questo è l'inedito nostro: la piazza. Lì ci dovrebbe sbaGere il
Signore, con una audacia nuova, con un coraggio nuovo. Ci dovrebbe portare là
dove la gente soffre oggi. La Messa ci dovrebbe scaraventare fuori. (T. Bello)
Ama e abbandonati - venerdì 15 aprile
Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!».
E, chinato il capo, consegnò lo spirito. (Gv 19)
Ti sei lasciato prendere dalla Tua creatura ... Io Ti ho legato, schiaffeggiato,
inchiodato. Ma il Tuo cuore è rimasto spalancato come le Tue braccia, e Tu mi ami lo
stesso e di più. Ti ho tolto tutto, e Tu, dalla croce, dai il Regno al Ladrone, a colui che
non ha potuto tenersi nulla del molto che aveva rubato. E in quello strazio, tu
attendi; chi ha ricevuto tutto il male, può attendere. Anche tu attendi che coloro
che Ti hanno spogliato e crocifisso perché si lascino amare. (P. Mazzolari)
Ama e taci - sabato 16 aprile
Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino
e nel giardino un sepolcro nuovo, là, posero Gesù. (Gv 19)
Il Sabato santo, io mi immagino seduto di fronte al sepolcro a pormi la prima
grande domanda di Gesù, ad ascoltarlo mentre mi chiede, come ai primi due
discepoli: ma tu che cosa cerchi? Cosa realmente cerchiamo: è la domanda
fondamentale. Qual è la cosa che desidero di più nella vita, nelle relazioni, nella
fede, nella poliBca? DavanB alla tomba e alla serietà della morte io mi chiedo
che cosa desidero per me, per la mia vita e per il mondo: è da lì che si muove
tuGo. (Ermes Ronchi)

GESù è risorto
“Ma gli uomini – i grandi, gli adulW – non
smeVevano di ingannare e tormentare se
stessi e gli altri. Gli uomini ritenevano che
sacro e importante non fosse quel
maZno di primavera, non quella
bellezza del mondo di Dio, data per il
bene di tuVe le creature, la bellezza
che dispone alla pace, alla concordia
e all’amore, ma sacro e importante
fosse quello che loro stessi avevano
inventato per dominarsi l’un l’altro”.
(Resurrezione’ di Tolstoj)
ascolto e condivisione, guardandosi al
proprio interno e stando in rapporto
alle altre religioni e culture. Francesco
usa due espressioni decisive:
“lasciarsi sconvolgere dal dialogo” e
fa r u s o d i u n a “ e r m e n e u ;c a
p e l l e g r i n a ”. C h i u s o i l t e m p o
dell’autoreferenzialità.
Cammino In Cammino sinodale
sinodale Sinodo vuol dire “fare strada
insieme”. È il modo in cui la Chiesa
Le gioie e le speranze, le tristezze e le deve presentarsi a se stessa e al
angosce degli uomini d'oggi, dei poveri mondo. Anche se è faBcoso è
possibile e urgente.
soprattutto e di tutti coloro che Camminare è tenere il passo
soffrono, sono pure le gioie e le speranze, con la storia, non arrendersi davanB
le tristezze e le angosce dei discepoli di a l l e d i ffi c o l t à , n o n fi s s a r s i a
Cristo, e nulla vi e di genuinamente umano rimpiangere il passato, impegnarsi
che non trovi eco nel loro cuore. La loro nella serena costruzione del futuro,
lasciarsi guidare dallo Spirito Santo.
comunita, infatti, e composta di uomini i Insieme è sentirsi parte dell’unica
quali, riuniti insieme nel Cristo, sono guidati Chiesa e dell’umanità, unica grande
dallo Spirito Santo nel loro pellegrinaggio famiglia. Ogni tentativo di isolamento
verso il regno del Padre, ed hanno è destinato a fallire nel tempo. Siamo
ricevuto un messaggio di salvezza da cattolici, universali, non setta.
proporre a tutti. Percio la comunita dei educarci all’ascolto
cristiani si sente realmente e e al dialogo
intimamente solidale con il genere umano e
Eravamo convinB di stare bene dove
con la sua storia. ( Gaudium et spesa n 1)
stavamo, cioè dentro il nostro
mondo. Pensavamo di non aver
la richiesta bisogno di uscire. E papa Francesco ci
di papa Francesco risveglia. Per tuP noi è l’opportunità
di riscoprire l’importanza di saper
Il 21 maggio 2021 papa Francesco
ascoltare e dialogare. Per ascoltare
aveva approvato un nuovo iBnerario
non bastano le orecchie a percepire i
per giungere alla XVI Assemblea del
suoni, ma è necessario il cuore per
Sinodo dei Vescovi, che avrà come
comprendere parole, desideri,
tema: “Per una Chiesa sinodale: senBmenB, le idee che gli altri
comunione, partecipazione e vogliono comunicare. Saper ascoltare
missione” e si svolgerà a Roma non è facile e richiede una costante
nell’oGobre 2023. Il papa chiede a educazione per smontare gli egoismi
tuGa la Chiesa di interrogarsi e superare le chiusure, andare oltre
aGentamente sulla capacità di
18 le proprie convinzioni e non senBrci
gli unici depositari della tradizione e • Hai vissuto qualche esperienza bella
del vangelo, immergersi nell’umiltà e con Dio? Nella Chiesa? Se sì, la vuoi
cercare la vera libertà, segnata raccontare?
dall’amore. Così l’ascolto diventa • Quali aspeZ di criWcità trovi nella
dialogo. Se il tradizionalismo ci sta Chiesa che impediscono l’incontro
frenando, la Tradizione è la garanzia con Dio e con gli altri?
che possono accadere cose nuove. • Q u a l i c a m b i a m e n W a V u a r e ?
Indicare una priorità.
giungere Come parrocchia quali proposte e
a scelte condivise tavoli sinodali avviare?
chiede il coraggio di alcune priorità:
• Prima c’è il Vangelo che è Gesù, poi A brescia
viene il Credo, il Catechismo. Senza Il cammino Sinodale ci consenBrà di
ascoltare il Vangelo non conosceremo affrontare ambiB decisivi per la
il Signore e il suo progetto. pastorale delle nostre parrocchie e
• Poi giunge il prossimo, perché il Unità Pastorali:
Vangelo chiede l’amore al prossimo, • la rivisitazione dell’ICFR
agli ulBmi, persino ai nemici. E’ la • il progeGo con e per i migranB
carBna al tornasole di un giusto • le linee di pastorale familiare
cammino di comunità e fraternità.
• Segue la disponibilità concreta a Sarebbe più che mai aVuale la
cambiare e la responsabilità di lezione dell'epistola a Diogneto sui
tutte e tutti perché lo Spirito Santo crisWani che, operando nel mondo,
mette a disposizione i suoi doni si fanno riconoscere per le opere di
offrendoli a ciascuno per l’utilità giusWzia che compiono più che per i
comune e spesso parla alla Chiesa simboli che esibiscono. Sarebbe
proprio mediante gli altri. davvero propizia l'intuizione di
• In spirito di comunione perché la Bonhoeffer sul crisWano che, proprio
Chiesa è per sua natura “assemblea prendendo sul serio il mondo,
convocata” (questo il significato agisce, in un tempo completamente
della parola “Chiesa”), chiamaB secolarizzato, come “se Dio non ci
dalla Parola di Dio che risuona nella fosse”, cioè in forza delle ragioni che
coscienza di ciascuno per realizzare matura e non di quelle che invoca.
il Regno di Dio. Guglielmo Minervini
• E sempre più aperti perché lo Spirito
Santo non limita la sua azione solo ai
cristiani, ma si fa presente in ogni
persona che con animo sincero
segue la propria coscienza.

Tavoli Sinodali
è il metodo scelto in diocesi. Piccoli
gruppi di persone si confronteranno
sulle seguenB domande che chiedono
risposte e azione conseguenB:
19
quaresima 2022

In settimana!
OGNI GIORNO
ore 8,30 eucaresFa non !
stancarti!
ore 18,30 - 19,10
lunedì: Rosario
martedì: Catechesi
mercoledì: Eucares;a
venerdì: Via Crucis
di fare il bene
OGNI domenica ore 11,10
giovedì ore 15 gruppo anziani celebrazione ragazzi ICFR

I MARTEDi al fiume! QUARESIMA


Catechesi - ore 18,30! MISSIONARIA!
Sarai come! Camerun - diocesi di Sangmelima!
sorgente ! con poche aIrezzature
si possono salvare
Isaia 58,11! e dare alla luce tante vite !
spunti da Olivero Derio, vescovo di Pinerolo aiuteremo!
8 marzo Ilaria Tinelli, volontaria bresciana:
il mistero della vita coordina 13 dispensari diocesani
2 poesie e Gv 10,7-10 - la porta sul territorio e nella foresta.
Chiede un aiuto per acquistare
15 marzo
materiale sanitario
la sete di gioia indispensabile
1 dipinto e Gv 2,1-11 - Cana a guarire e a
22 marzo far nascere
la cura dell’anima la vita.
2 racconW e Gv 3,1-9 - Nicodemo “Perché un
29 marzo figlio è figlio
di tuZ noi,
la voglia di condividere in quanto
1 pagnotta e Gv 13,1-5 i piedi fratelli e
5 aprile figli di un
eccomi, io vengo unico
1 salmo e Gv 5,1-9 guarigione Padre”.

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