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SVILUPPO E PROGRESSO

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Per rivoluzione industriale si intende un processo di evoluzione


economica che, da un sistema agricolo- artigianale-commerciale, porta
ad un sistema industriale moderno caratterizzato dall'uso di macchine e
di nuove fonti energetiche, come i combustibili fossili. Si sviluppa così
l’industria come metodo di produzione dominante, prima di tutto in
Gran Bretagna.

Spesso si distingue fra prima e seconda rivoluzione industriale:


-La prima comporta l'introduzione della macchina a vapore (1769 Watt);
il suo arco cronologico è nella seconda metà del ‘700.
-La seconda rivoluzione industriale viene fatta partire
convenzionalmente dal 1870, con l'introduzione dell'elettricità, dei
prodotti chimici e del petrolio.
Maggio 1851:

Apre a Londra il Crystal Palace, sede della Grande Esposizione


Universale di cui il principale artefice è Henry Cole (1808-1882),
designer Inglese, amico del principe Alberto.

Il Crystal Palace viene eretto in quattro mesi.


Cole chiede il progetto a Joseph Paxton (1803-1865), costruttore di
serre: viene approvato con grandi polemiche, perché il suo edificio è un
montaggio di pannelli prefabbricati, modulari e smontabili, di ferro e vetro.

Cole fonda dal 1849 al 1852 una rivista, The Journal of Design and
Manufactures, che sottolinea l’importanza del rapporto fra progetto e
produzione ed è uno strumento di divulgazione delle nuove idee sul
design. In questo giornale è anche presente la nuova grafica pubblicitaria
per l'esposizione
Crystal Palace in Hyde Park,
Londra, sede della Prima
Esposizione Universale (1851).
Il mostro di vetro

Ci si trova anche di fronte a un cambiamento sociale radicale.


A Londra i lavoratori vivono in pessime condizioni sanitarie e di
sfruttamento, con altissima mortalità infantile.
L’architetto August Pugin afferma l’esistenza di un corrispondenza
tra il degrado sociale e il nuovo design industriale e promuove il
ritorno alle tradizioni nazionali inglesi e medievali.

Definisce il Crystal Palace “un mostro di vetro” e progetta


numerose chiese in stile gotico.

Così si avviò in Inghilterra un vasto dibattito sulle arti decorative.


Il critico d’arte Jhon Ruskin, sostiene come la bellezza dell’arte
medievale fosse nel rapporto di piacere tra l’artigiano e la propria
opera, quando questo non era diviso tra operai diversi come
avveniva in quel momento nelle fabbriche. (Alienazione)
La Francia e la Tour Eiffel

A partire dal 1855, la Francia inaugura una seria di esposizioni universali


(1855, 1867, 1878, 1889 e 1900).

Quando, sul finire del 1884, il governo francese annunciò di voler salutare
l'Esposizione Universale del 1889 di Parigi con un'opera di dimensioni colossali,
Gustave Eiffel, uno dei più accreditati «architetti del ferro» del periodo, seguì
l'idea Maurice Koechlin e Émile Nouguier, due suoi ingegneri, di creare un
«imponente pilastro metallico, formato da quattro travi reticolari svasate in basso
che si congiungono in cima, legate tra loro mediante traverse disposte a intervalli
regolari».

Eiffel si avvalse della collaborazione di Stephen Sauvestre, ingegnere capo del


dipartimento di architettura della sua società.
L'apporto tecnico di Sauvestre fu fondamentale non solo sotto il profilo tecnico -
egli, infatti, contribuì a correggere vari errori di fondo del progetto di Koechlin e
Nouguier - bensì anche sotto quello estetico.
Progetto iniziale di Maurice Koechlin
Progetto finale di

e Émile Nouguier Stephen Sauvestre


Salon des Refusés e la nascita dell’Impressionismo

Esposizione tenutasi a Parigi nel 1863 ordinata da Napoleone III per mostrare le
opere che erano state rifiutate dalla commissione selezionatrice del Salon ufficiale.

Il Salon des Refusés attirò un’immensa folla


che venne principalmente per deridere i lavori
esposti e Colazione sull’erba di Manet fu
oggetto di particolare scherno. Altri maggiori
artisti esposti furono Cezanne, Camille
Pissarro e Whistler. Nonostante la
sfavorevole reazione ai lavori esposti, il Salon
des Refusés fu di grande importanza in
quanto screditò il prestigio del Salon ufficiale.
Dopo questo evento gli artisti organizzarono le
loro esposizioni.
Colazione sull’erba,

Manet 1863
L'inizio ufficiale
dell'impressionismo viene
tuttavia fatto risalire al 1874. In
quell'anno si tenne infatti, nello
studio del fotografo Nadar
(1820-1910), la prima mostra
degli "artisti indipendenti",
organizzata dagli stessi artisti
che vi presero parte,
conseguenza della loro ripetuta
esclusione dai Salon.

Émile Zola essendo stato


testimone di quegli eventi, nel
suo romanzo L'Opera descrisse
l'esposizione e la reazione del
pubblico.
Ritratto di Sarah Bernhardt,

Nadar 1865, fotografia


L’importanza del progresso per gli Impressionisti

Importanti novità vennero dalle scoperte della scienza, come la


macchina fotografica e le Leggi sull'accostamento dei colori di
Eugène Chevreul: queste furono alla base della teoria
impressionista sul colore, che suggeriva di accostare i colori
senza mescolarli, in modo tale da ottenere non superfici uniformi
ma "vive" e in movimento.
Un'altra importante invenzione fu il tubetto di colore che
consentiva agli artisti di poter spostarsi ed immortalare dal vivo i
propri soggetti (En plein air )
Impression, soleil levant

Monet 1872
Pointillisme

ll puntinismo è una corrente artistica che si sviluppò in Francia intorno al 1885.


Il puntinismo è caratterizzato dalla scomposizione dei colori in piccoli punti che
sono costituiti da colori puri, i quali non dovevano essere mescolati ma accostati,
soprattutto i colori complementari, per sottolineare la divisione.

La tecnica, mette in pratica le scoperte sulla percezione visiva e sulle teorie del
colore.
Il risultato pittorico tende a rendere le composizioni statiche artificiali e con
mancanza di movimento.

Il Puntinismo però nasce anche dall'Impressionismo, dal quale eredita la continuità


delle studio della luce e utilizzando le informazioni derivate dalle nuove scoperte
scientifiche relative al tema del colore.
Il maggiori esponenti di questo movimento furono Georges Seurat e Paul Signac.
Una domenica pomeriggio all’isola della
Grande Jatte,
Georges Pierre Seurat 1859 – 1891

Ritratto di Félix Fénéon (1890),


Paul Signac
Belle Epoque, Art Nouveau

Il periodo che va dal 1880 circa al 1914, e che precede lo scoppio della prima guerra
mondiale, viene chiamato Belle Èpoque perché si caratterizzò per la borghesia del tempo
come un periodo di fiducia, benessere economico e spensieratezza.
L’industria si sviluppò creando oggetti di consumo che rivoluzionarono la vita quotidiana,
nacque la pubblicità per aumentare le vendite.

Henry Ford introduce nelle proprie fabbriche proprio in questo periodo la catena di


montaggio: gli Americani hanno così a disposizione la prima automobile economica.
Si diffonde anche la rivoluzionaria invenzione dei fratelli Lumiere: il cinematografo

L’arte che meglio caratterizzò la Belle Èpoque viene chiamata Art Nouveau.
Le caratteristiche e si basano sulla predominanza della linea curva, spesso di ispirazione
floreale, sugli arabeschi e sulla decorazione. Questi elementi vennero applicati non solo alle
opere di arte visiva ma all’arredamento, ai gioielli, alle tappezzerie e alla pubblicità.

Col passare del tempo, l’Art Nouveau iniziò a trasformarsi in qualcosa di superficiale. La
prima guerra mondiale era alle porte e di lì a poco il mondo avrebbe radicalmente cambiato il
proprio volto.
Alfons Mucha
Gustav Klimt
Futurismo

Il Futurismo è stato un movimento artistico e culturale Italiano dell'inizio


del XX secolo, nonché la prima avanguardia europea. Ebbe influenza su
movimenti che si svilupparono in altri paesi dell'Europa
Nel Manifesto Futurista (1909), pubblicato inizialmente
in vari giornali italiani, Filippo Tommaso Marinetti
espose i principi-base del movimento. Poco tempo dopo
a Milano nel febbraio 1910 i pittori Umberto Boccioni,
Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini e Luigi
Russolo firmarono il Manifesto dei pittori futuristi e
nell'aprile dello stesso anno il Manifesto tecnico della
pittura futurista. Nei manifesti si esaltava la tecnica e si
dichiarava una fiducia illimitata nel progresso e si
decretava la fine delle vecchie ideologie.
Questo secolo era invaso da una nuova realtà: la
velocità.
I futuristi intendevano non avere più rapporti con il
Russolo, Carrà, Marinetti,
passato e concentrarsi così sul dinamico presente.
Boccioni e Soverini a Parigi 1912
Si esaltavano inoltre il dinamismo, l'industria, il
militarismo, il nazionalismo e la guerra, che veniva intesa
come "igiene dei popoli".
Umberto Boccioni, Forme uniche della

continuità nello spazio

Umberto Boccioni,
Visioni simultanee

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