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Primo capitolo

Corso di Didattica generale


A.A. 2020/2021

Giovanni Bonaiuti
Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali
Università di Cagliari

Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali


La scuola (salvo rare eccezioni) fino ai primi del Novecento

Nozionismo astratto e separato


Apprendimento mnemonico
Rapporto docente/allievo autoritario

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Il novecento e gli sviluppi della didattica

• Nel corso del Novecento si hanno, grazie ad una serie di condizioni, importanti progressi per la
didattica con influenze che derivano da:
– avanzamenti in campo economico (maturità dell’industrializzazione con l’avvento dell’energia
elettrica, di innovazioni nei trasporti nella comunicazione, nell’organizzazione…)
– rivoluzioni culturali e scientifiche (neopositivismo, psicologia sperimentale, psicoanalisi, teorie
dell’evoluzione)
– sociali (avvento delle democrazie partecipative e del suffragio universale, dibattito intorno ai temi
dell’eguaglianza…)
– ...

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L’attivismo

• Tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 prendono avvio una serie di esperienze educative tese a innovare
l’approccio pedagogico tradizionale.

• Prenderanno vita «scuole nuove» impostate non più sul nozionismo, l'ascolto passivo, lo studio
mnemonico, ma sulla centralità degli interessi dei discenti, il ruolo attivo nella scoperta, la condivisione, i
valori democratici, la riconciliazione con i contesti della vita.

Immagini dal video: https://www.youtube.com/watch?v=opXKmwg8VQM

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L’attivismo

• Attivismo o (educazione progressiva) movimento che pone al centro il bambino, rivaluta l’azione (il fare) e
della scoperta graduale e spontanea delle conoscenze
• Centralità di chi impara, dei suoi bisogni, come pure delle differenze e specificità
date dall’età, dalle situazioni e dalle condizioni in cui questi si trovano

Si veda il video: https://www.youtube.com/watch?v=opXKmwg8VQM


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Dewey e l’attivismo

• È soprattutto John Dewey (1859-1952) a rendere organica e dare sistematicità e coerenza all'idea di una
scuola nuova, «attiva», democratica. Le sue riflessioni sull’educazione del pensiero all’indagine riflessiva
sono ancora attuali (es. P4C – Philosophy for children)

• I tratti caratterizzanti l’attivismo sono:


– antiautoritarismo, anti-intellettualismo,
– valorizzazione del bambino (puerocentrismo),
– attenzione ai bisogni (motivazione, interesse),
– valorizzazione del “fare” (learning by doing)
– importanza della socializzazione (lavoro di gruppo),
– avvicinamento della scuola ai contesti della vita
(studio dell’ambiente e delle cose del «quotidiano»). John Dewey

• Numerosi altri studiosi, in tutto il mondo, contribuiranno all’innovazione: William Kilpatrick, Helen Parkhurst,
Carleton Washburne, Roger Cousinet, Celestin Freinet…

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Progressive education

Si veda il filmato: https://www.youtube.com/watch?v=opXKmwg8VQM

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William Kilpatrick (1871-1965)

• È ricordato come l’estensore del «metodo per progetti», attività pratiche finalizzate a
consentire l’apprendimento mediante l’esplorazione, l’invenzione, la scoperta.
• Non si tratta di insegnare una disciplina, ma promuovere competenze complesse e
centrali per costruire una società democratica a cui gli individui partecipano attivamente
• Per Kilpatrick l’individuo agisce in funzione di fini, nella vita si perseguono “progetti”.
• Kilpatrick suggerisce agli insegnanti non solo progetti intellettuali, ma anche finalizzati a:
1. produrre qualcosa di pratico e operativo (progetti del produttore)
2. usare qualcosa per scoprirne le caratteristiche anche estetiche (progetto del consumatore)
3. far luce su qualche difficoltà concettuale e intellettuale (progetto di un problema)
4. acquisire un tipo di abilità o conoscenza come la lettura o il calcolo (p. di apprendimento specifico)
• Per questo suggerisce di:
– trasformare gradualmente il lavoro di classe in un lavoro per progetti;
– Riservare almeno mezz’ora al giorno al lavoro libero
– Mantenere alcune attività fuori dal programma.

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Carleton Washburne (1889-1968)

• È conosciuto per l’esperienza svolta nel complesso scolastico di Winnetka (Chicago)


dove realizzò una scuola impostata non in classi omogenee, ma in raggruppamenti
di alunni per aree di interesse e attività svolte a ore stabilite in aule destinate ad un
solo insegnamento (lingua, storia, matematica, ecc)
• Il programma era diviso in una parte comune e una parte libera (1) e una creativa (2):
1. conoscenze irrinunciabili di base (strumentali) acquisite con percorsi individualizzati gestiti e controllati
autonomamente mediante strumenti (quaderni controllo, test ecc). In qualsiasi momento, appena
superato il livello a un controllo finale, è possibile avere accesso alla classe successiva
2. Conoscenze di espansione delle potenzialità in aree specifiche (letteratura, arte, musica, lavori
manuali, escursioni, attività ludiche). Scelte liberamente e svolte anche in gruppo
• «Desideravamo stimolare ogni scolaro ed aiutarlo a svolgere quelle qualità personali e sociali
che potevano esistere in lui potenzialmente in accordo col suo ritmo personale di sviluppo»
(Washburne C.W. in Winnetka. Storia e significato di un esperimento pedagogico)
• È stato consulente, nell'Italia del dopoguerra, contribuendo riformare i nostri programmi scolastici

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Helen Parkhurst (1886-1973)

• Nota per il Dalton Laboratory Plan che mette al centro il lavoro autonomo e la responsabilità
individuale secondo il naturale desiderio di imparare le cose a modo suo e nei suoi tempi
• La responsabilità del risultato si ritiene capace a sviluppare le potenzialità intellettuali latenti,
ma anche il giudizio, l’autonomia e il carattere.
• Ogni bambino ha un programma di lavoro settimanale caratterizzato dalle indicazioni dello
standard di risultato da raggiungere. Dopodiché gli è permesso di affrontarlo come ritiene opportuno a
modo suo e con la sua velocità.
• Nel suo piano di lavoro gli studenti più grandi aiutano i più giovani e in ogni classe un angolo è dedicato a
un laboratorio dedicato a diverse materie
• È stata influenzata dai lavori di Maria Montessori con cui, a Roma, ha collaborato per un periodo

https://daltoninternational.org/dalton-education/

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Maria Montessori (1870-1952)

• In Italia una voce significativa di questa stagione è


Maria Montessori. Il Metodo che porta il suo nome
(e che oggi è praticato in circa 60.000 scuole nel mondo)
rivoluziona l'educazione infantile in un periodo in cui
l’educazione del bambino era soprattutto imposizione
• Come scrisse nel libro «La scoperta del bambino», i bambini erano allora costretti in banchi dai quali non
potevano muoversi e l'insegnamento era impartito in modo forzatamente nozionistico.
• Molte idee del metodo Montessori, quali ad esempio l'uso di arredamento
«a misura di bambino», l’uso di materiali didattici strutturati (i suoi erano «autocorrettivi»), l’importanza del
lavoro libero e del non dare giudizi
sono principi oggi presenti nell'educazione di tutte
le scuole dell'infanzia, ma all’epoca erano rivoluzionarie

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Célestin Freinet (1896-1966)

• In Francia, sotto l’influenza dalle correnti dell’educazione nuova che facevano capo
a Claparède, a Ferrière, a Cousinet, si afferma in particolare per l’idea di «pedagogia popolare»
che unisce l’esigenza del riscatto sociale del docente e della sua autonomia all’esigenza
della solidarietà sociale e della liberazione culturale nel pieno rispetto della persona bambino.
• Il suo lavoro vede interventi didattici ispirati ai principi della operatività, del «metodo naturale», della
scoperta autonoma, del lavoro cooperativo, dell’uso di strumenti e delle sue «tecniche» in una scuola dove
non possono mancare lavagne mobili, biblioteche, vetrine, acquari, telai per tessere …
• Testo libero. Un testo che il ragazzo scrive quando abbia voglia di scriverlo, e secondo il tema che lo ispiri
• Tipografia scolastica. Vera e propria tipografia capace di stampe il libro di vita (oggi giornalino scolastico)
• Corrispondenza interscolastica. Per uscire dall’isolamento delle scuole rurali creando occasioni di scambio
• Scatole di lavoro per esperimenti. Kit artigianali con i quali promuovere lo studio della natura e non solo…
• Schede progressive ed autocorrettive. Schedari per favorire l’esercizio del calcolo e della grammatica
liberando il maestro e i ragazzi dalle sterili ripetizioni della scuola
• È alla base delle idee del Movimento di Cooperazione Educativa (http://www.mce-fimem.it/)

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Metodo Montessori

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Didattica generale
14

Contesto italiano

• Nel 1934, dopo un iniziale interesse da parte del Duce, venne ordinata la chiusura di tutte le scuole
Montessori e terminò dunque la stagione riformatrice
• Si afferma il modello neoidealista proposto da Giovanni Gentile,
modello più consono al regime totalitario all’interno del quale
la relazione educativa viene risolta in un processo
di identificazione e di unificazione fra maestro e allievo.

• La lezione frontale è l’unica metodologia didattica riconosciuta come valida


• Gli allievi devono accettare la volontà del maestro che non deve porsi problemi circa l’interessi degli allievi
o la loro motivazione ad apprendere…

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Si conferma il primato dell’istruzione verbalistica e nozionistica

Italia
1924

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Attivismo

1924 - Freinet, Tecniche e tipografia a scuola

1918 - Kilpatrick, Project Method


1919 - Parkhust, Piano Dalton
1897 - Dewey, Il mio credo pedagogico

I GM

Internet
Radio TV Mass media Tablet
Cinema Personal
computer E-learning

puerocentrismo
spontaneismo
learning by doing
riconciliazione della scuola con la vita
educazione alla democrazia

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Tre snodi: attivismo, razionalismo, costruttivismo

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Le critiche all’Attivismo

• Il contesto internazionale, caratterizzato dalla competizione tra USA e URSS (guerra fredda), obbligò ai
sistemi educativi occidentali di ripensarsi per rispondere alla sfida al dominio scientifico delineata dal lancio
dello Sputnik

• Nel corso della celebre conferenza di Woods Hole (1959) Jerome Bruner riunendo studiosi e scienziati in
vista di una svolta sugli studi sull’istruzione scrive nei resoconti pubblicati in "The process of education"
(1960)
• “Cercare la giustificazione di un argomento di studio così come ha fatto Dewey sulla base del suo rapporto
con l’attività sociale del fanciullo significa fraintendere che cosa sia il conoscere e come questo possa
essere denominato”
• “Insistendo sul carattere di continuità che la scuola ha da un lato con la società e dall’altro con la famiglia,
Dewey sottovalutò la speciale funzione dell’istruzione”

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Conferenza di Woods Hole

Dopo Woods Hole prevale un forte bisogno di reagire all'ambiguità ed


all'intuizionismo spicciolo e diventa preminente l’importanza di definire
rigorosamente:

- gli obiettivi generali e quelli particolari dell’istruzione;


- i concetti e i contenuti dell’insegnamento,
- i tragitti da compiere per arrivare all’apprendimento,
- i sistemi di valutazione e di standardizzazione

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Dal puerocentrismo alla pianificazione

• Si passa dagli interessi del fanciullo alla identificazione delle strutture delle conoscenze in modo da
renderle articolabili e acquisibili nelle diverse età…
• Esigenza di individuare e scomporre funzioni e processi dai più complessi
a quelli più semplici per poi riproporli in senso inverso

passo
passo

Alcune parole chiave: curricolo, struttura delle conoscenze, task analysis, obiettivi, tassonomie,
formalizzazione e operazionalizzazione dell’obiettivo, accompagnamento processi, valutazione, feedback,
mastery learning…
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Comportamentismo e cognitivismo

• Dal punto di vista dello studio dell’apprendimento e, conseguentemente, delle idee attorno al modo
migliore per insegnare si avvicendano le suggestioni di due importanti linee di ricerca in psicologia:
comportamentismo e cognitivismo
• Il comportamentismo (o behaviorismo) è un approccio alla psicologia, alle cui origini si possono porre gli
studi di Pavlov (1903), la cui idea di fondo è lo studio sistematico delle conseguenze del pensiero: ovvero il
comportamento
• Per studiare l’apprendimento, ad esempio, l'unica unità di analisi è vederne le conseguenze in termini di
cambiamento nei comportamenti cioè quale conseguenza stabile a un determinato stimolo (stimolo-
risposta)
• Numerosi autori saranno impegnati in questo progetto.
Tra questi: Watson, Thorndike, Hull, Tolman, Skinner…

I lavori riguarderanno lo studio dell’apprendimento


umano e di varie specie animali.

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Skinner e l’istruzione programmata

• Skinner ridefinisce il concetto di condizionamento (che diventa «c. operante») immaginando che i
comportamenti appresi possano essere «selezionati» intenzionalmente e «mantenuti» attraverso il
«rinforzo»
• L’apprendimento non è dato dalla scoperta casuale (es. quale leva fornisce il cibo), ma da un
percorso pianificato e gestito intenzionalmente dall’istruttore
• Punti chiave per la trasposizione didattica:
– Frazionamento del contenuto in unità minime
– Ordinamento delle unità dal semplice al complesso
– Sequenze di stimolo-risposta-rinforzo (avanzamento lineare per gradi)
– Rinforzo immediato (positivo)

Sd R SR Sd R SR

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Il comportamentismo

rinforzo

punizione

Rinforzo o punizione
- positivo (additivo)
- negativo (sottrattivo)

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Le macchine per insegnare

Si visualizzi il video: http://tinyurl.com/SkinnerTube


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Le macchine per insegnare

• Un insegnamento di questo tipo può essere svolto da un insegnante,


ma anche impartito da una «macchina»

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Una «sequenza» per la scuola primaria

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Dalle «macchine»… ai computer

Oggi, la filosofia dell’istruzione programmata


è alla base di numerosi software didattici

Si vedano i giochi didattici di IPRASE


www.iprase.tn.it

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Il comportamentismo in sintesi

• La mente non si può indagare che attraverso gli esiti delle sue attività: il comportamento
• Meccanismi di base per ottenere apprendimento: premio/punizione dei comportamenti
• Skinner elaborerà uno dei modelli più sofisticati: l’istruzione programmata. Alcune novità: il rinforzo, che è
una particolare categoria di «stimolo», viene dato dopo. No alle punizioni
• L’apprendimento non è dato dalla scoperta casuale (es. quale leva fornisce il cibo), ma da un percorso
pianificato e gestito intenzionalmente dall’istruttore

s r SR s r SR s r SR

Didattica:
- Frazionamento del contenuto in unità minime
- Ordinamento delle unità dal semplice al complesso
- Sequenze di stimolo-risposta-rinforzo con
avanzamento lineare per gradi e rinforzo immediato
(positivo)

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Il cognitivismo

• Parte dai limiti del comportamentismo avanzando l’ipotesi che la mente possa essere oggetto di studio.
Mente come sistema per elaborare informazioni
• Convergenza con idee di altre discipline: linguistica, cibernetica, informatica
• Il manifesto ufficiale è il testo di Neisser, 1967 «psicologia cognitivista»
• Non si tratta di una scuola unitaria, ma di un insieme eterogeneo di indirizzi

Memoria elaboratore Mente che elabora


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Un modello generale

Memorie sensoriali

vista
e
tizion
Ripe
Stimoli in ingresso

udito
Attenzione Memorizzazione Memoria a
selettiva Memoria di
tatto Lungo
Lavoro Recupero Termine
gusto
Oblio Fallimento
olfatto

Oblio

Rielaborazione del modello modale o dei magazzini di memoria


Atkinson and Shiffrin (1968)

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Cognitivismo in sintesi

Memorie sensoriali

vista
e
tizion
Ripe
Stimoli in ingresso

udito
Attenzione Memorizzazione Memoria a
selettiva Memoria di
tatto Lungo
Lavoro Recupero Termine
gusto
Oblio Fallimento
olfatto

Oblio

Didattica:
Comprendere e rispettare le caratteristiche e i limiti della memoria
Sviluppo di strategie cognitive e metacognitive per favorire
la comprensione, il ricordo e l’applicazione

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Condivisione dell’idea di oggettività della conoscenza

• Comportamentismo e cognitivismo condividono l’idea che ci sia qualcosa da insegnare. Che la conoscenza
sia oggettiva e formalizzabile
• La conoscenza negli anni ‘50 – ’80 del secolo scorso è:
– rispecchiamento (di una realtà esterna)
– rappresentabile (formalizzabile, strutturabile …)
– verificabile/falsificabile
– oggettiva/generalizzabile

• Si possono costruire percorsi di apprendimento


• Si possono valutare oggettivamente gli esiti dell’apprendimento
• Si possono mettere a punto tecniche per portare tutti ad apprendere

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Modelli curricolari: approccio gerarchico-sequenziale
1904 - Pavlov riceve il Nobel 1960 – Miller, Galanter, Pribam, Piani e strutture
1929 - Jean Piaget (sviluppo cognitivo) del comportamento
1967 - Neisser, Cognitive Psychology
1971 - Mastery learning
1954 - Skinner, The science of learning
and the art of teaching

1956 - Bloom, Taxonomy of


educational objectives

1959 - Congresso di Woods Hole


I GM II GM

Internet
Radio TV Mass media Tablet
Cinema Personal
computer E-learning

feedback cognizione/metacognizione
valutazione formativa preconoscenze
Schemi/strategie
istruzione programmata
rinforzo
progettazione curricolare
obiettivi
individualizzazione

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Crisi dei modelli lineari, complessità…

• Una ulteriore fase è quella che vede, dalla fine degli anni Ottanta del secolo
scorso la messa in discussione degli approcci che ritengono possibile
circoscrivere le conoscenze e proporle secondo modelli lineari
• Critica all’idea stessa di conoscenza cumulabile, rigida, definibile, insegnabile.
Le conoscenze sono molte, instabili, provvisorie, legate al contesto…
• Non esistono nella realtà proprietà oggettive, indipendenti dall’attività di
costruzione attiva dei significati.

conoscenza negoziata socialmente Intelligenze multiple, intelligenza emotiva


approcci ecologici

comunità di pratica
partecipazione periferica legittimata
Disillusione sull’intelligenza artificiale
«riscoperta» di Vygotskji
approcci ecologici (ruolo del contesto storico e socio-culturale)
Sviluppo in senso sociale della teoria di Piaget
(conflitto socio-cognitivo) Psicologia umanistica e pragmatica della comunicazione
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Un ambiente costruttivista

Secondo Dave Jonassen un ambiente costruttivista ha caratteristiche


tali da consentire di sviluppare «apprendimento significativo» che significa
fare leva su queste dimensioni:

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Ambiente di apprendimento

• Secondo Collins (1996) gli ambienti di apprendimento dovrebbero:


– permettere di costruire conoscenza e non di riprodurla
– offrire multiple rappresentazioni della realtà
– evitare semplificazioni della naturale complessità del mondo,
– alimentare pratiche riflessive
– permettere costruzioni di conoscenze connesse a un contesto reale
– favorire dinamiche di costruzione cooperativa della conoscenza, attraverso processi di
negoziazione sociale.

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Didattica generale
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Progettare ambienti costruttivisti

• Un ambiente di apprendimento è sempre composto da questi elementi interagenti tra loro:


1. uno spazio fisico;
2. un insieme di attori che vi agiscono;
3. un set di comportamenti;
4. comportamenti, regole e vincoli;
5. compiti e attività;
6. tempi di operatività;
7. strumenti o artefatti da utilizzare (oggetti di osservazione,
lettura, ascolto, manipolazione ecc.)

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Costruttivismo in sintesi

Orientamento epistemologico secondo


cui la conoscenza si acquisisce
attraverso un processo di costruzione
attiva, culturalmente situata,
socialmente negoziata.

La mente esiste in un contesto.

Didattica:
Realizzare «ambienti di apprendimento» ricchi di risorse e
stimoli. Presentare gli oggetti da conoscere nella forma di
problemi da risolvere e di compiti autentici.
Allestire progetti, esperienze di ricerca e di lavoro collaborativo.

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Crisi del paradigma tradizionale

1929 - Jean Piaget (sviluppo cognitivo)


1926 – Lev Vygotskij (psic. educazione)

1991 – Collins et al. Cognitive apprenticeship:


1995 - Spiro et al., Cognitive Flexibility

I GM II GM

Internet
Radio TV Mass media Tablet
Cinema Personal
computer E-learning

cognizione/metacognizione
Schemi/script/copioni

ambienti di apprendimento
cooperative learning
scaffold
Comunità di pratica

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Paradigmi dominanti e apporti metodologici
1904 - Pavlov riceve il Nobel 1960 – Miller, Galanter, Pribam, Piani e strutture
1929 - Jean Piaget (sviluppo cognitivo) del comportamento
1926 – Lev Vygotskij (psic. educazione) 1967 - Neisser, Cognitive Psychology
1924 - Freinet, Tecniche e tipografia a scuola 1971 - Mastery learning
1918 - Kilpatrick, Project Method 1954 - Skinner, The science of learning
and the art of teaching
1919 - Parkhust, Piano Dalton 1991 – Collins et al. Cognitive apprenticeship:
1956 - Bloom, Taxonomy of 1995 - Spiro et al., Cognitive Flexibility
1897 - Dewey, Il mio credo pedagogico educational objectives

istruzione 1959 - Congresso di Woods Hole


I GM II GM

apprendimento
Internet
Radio TV Mass media Tablet
Cinema Personal
computer E-learning
Attivismo
ripetizione
cognitivismo costruttivismo
memorizzazione comportamentismo
feedback cognizione/metacognizione
valutazione formativa preconoscenze
puerocentrismo Schemi/strategie
spontaneismo istruzione programmata
learning by doing ambienti di apprendimento
rinforzo
progettazione curricolare scaffold
obiettivi
individualizzazione Comunità di pratica

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