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Guida Gratuita Price Action

End Of Day Trading


Arduino Schenato
www.HereForex.com
Che cos’è la strategia price action e come
usarla nel tuo trading?
Negli anni ho sempre portato avanti sia come trader sia come formatore
i miei studi verso la price action di mercato. Sono stato il primo trader a
divulgare in Italia questo tipo di visione e approccio al mercato.

Per price action o azione del prezzo si intende il comportamento del


prezzo di un qualsiasi titolo, indice, commodity o cambio valutario in uno
specifico periodo di tempo. Questo metodo è applicabile ad ogni
strumento finanziario purché sia liquido.

La price action riguarda la formazione di alcuni “pattern” grafici in


determinate condizioni di mercato che possono predire l'azione del
prezzo futura. Alcune formazioni grafiche, infatti, le ritroviamo spesso e
possono essere utilizzate come ottimo e semplice sistema di trading.

Il metodo “price action naked” che utilizzo da molti anni permette di


vedere esattamente cosa sta succedendo in quello specifico mercato
che stiamo analizzando, occorre ovviamente esperienza e studio delle
dinamiche di prezzo ma è solamente il prezzo il “RE del mercato” per chi
utilizza questo approccio al trading di breve termine. Offre la giusta
visuale di quello che sta accadendo nel mercato tra domanda e offerta,
tra compratori e venditori dandoci un quadro abbastanza nitido di chi in
quel determinato mercato sta avendo la meglio o ha avuto la meglio.
Che cos’è la price action?

Price Action, definizione spesso confusa e che, in generale può


comprendere svariate modalità operative, vediamo quindi cosa significa
price action e cosa studia e osserva chi usa questo approccio al trading.

La price action naked è un metodo di trading che studia le dinamiche di


prezzo che si vengono a creare in determinate aree chiave di mercato
attraverso lo studio della struttura dei time frame alti con la finale
conferma di uno dei miei segnali di price action più importanti. Il time
frame che utilizzo è principalmente il daily, ma deve esserci sempre una
contestualizzazione del grafico weekly. Chi parla di strategia price action
su grafici al di sotto del time frame a 4 ore difficilmente starà operando
realmente con la price action naked perché è implicito il fatto di operare
non avendo nessun’altra informazione se non il prezzo. Quindi il time
frame alto è conveniente per molti aspetti e in questo caso perché
assorbe automaticamente moltissimi fattori come le speculazioni di
brevissimo e le news/fake news che possono far muovere il mercato in
maniera erratica nel brevissimo termine. Utilizzando quindi time frame
alti si può fare affidamento esclusivamente sul grafico che abbiamo di
fronte e la sua price action, guida chiara per il “naked trader” come me.
La price action che utilizzo infatti non è mai su time frame troppo stretti
proprio perché è importante la contestualizzazione dell’ambiente del
mercato che ho di fronte, delle possibili tendenze e delle aree
d'interesse chiave per vendere o comprare. La price action è proprio
questo.
Si deve quindi operare dal 4 ore in avanti. Solitamente io opero su daily
( il 4 ore viene usato solo a supporto del time frame daily ) proprio
perché l'operatività è a tutti gli effetti “swing trading” o “reversal trading “,
e viene mantenuta da un paio di giorni a qualche settimana al massimo
(trading di breve termine ). Il prezzo riflette le aspettative, le credenze e
la presa di posizione di tutti i player del mercato. Dai Big Boys di Wall
Street ai retail trader con poche migliaia di dollari nel conto, dalle
aziende che utilizzano il ForEx per scopi commerciali ai grossi fondi, le
banche centrali e dalle grandi banche d’affari ai mini account dei trader
che stanno cominciando ad operare! Il prezzo riflette dove sono andati i
soldi di tutti. Lavorare su un time frame giornaliero/settimanale toglie i
“rumori” intraday che possono dare falsi segnali al trader, in questo
modo si ha una precisa visione della giornata di trading appena
trascorsa, da qui il mio stile anche chiamato “End Of Day Trading”. Noi
avremo pochi ma ben visibili set up di entrata nel mercato, nulla di più.
Non ci servirà nient'altro che un broker affidabile come IG con una
piattaforma professionale e integrata da grafici per poter operare
utilizzo. Tutte le altre cose come news, report, telegiornali, previsioni
non ci interessano per operare. Può essere interessante seguire
Bloomberg Tv o la CNBC, leggere Il Sole 24 Ore o Milano Finanza, ma
queste cose non devono avere nulla a che fare con la nostra operatività.
Il nostro metodo sarà basato sul detto: “Opero su ciò che vedo, non su
ciò che credo”. Nel mercato ci sono situazioni che accadono in modo
molto simile e molto spesso...quindi noi focalizziamo l’attenzione su di
una buona analisi nel fine settimana per poi andare a fare trading
durante i giorni della settimana su quegli strumenti più interessanti che
ci siamo fissati proprio dall’analisi del prezzo “nudo”. L'unico strumento
che ci deve dire se, quando e dove entrare in un trade sarà il nostro
grafico!

Ricorda: se a volte pare che solo noi siamo d'accordo sul comprare una
certa valuta contro un'altra o acquistare quell'azione tramite i CFD
potremmo essere proprio noi ad avere ragione e gli altri ad avere torto.
Seguiamo solo l’azione del prezzo, niente è più vero e attuale. Non
dimenticarlo mai!

Quali sono le basi del Price Action Trader?


Il trading è un’attività meravigliosa per moltissimi aspetti, uno di questi è
la varietà di metodi, tecniche e impostazioni che si posso dare
nell’affrontare i mercati finanziari in maniera seria e professionale. Nel
mio percorso da trader indipendente ho capito che il carattere di una
persona conta in maniera importante nella scelta di un business plan
operativo di trading, visto che questa attività ha spesso sfumature di tipo
psicologico ed emotivo che possono impattare fortemente sui risultati
mensili, trimestrali ed annuali del trader.

Nel tempo mi sono creato un metodo che mi offrisse la tranquillità, la


serenità e la sicurezza per operare con cognizione di causa sapendo
gestire i momenti di “costi” (vedi stop loss). Un trader è come una
persona che deve mantenere padronanza della sua arma, deve
acquisire forte pazienza, sapere quando non sparare e mantenersi
“emotivamente pulito “ nei momenti di alto stress. Padroneggiare l’arma
è fondamentale. Crearsi autodisciplina e non avere la tentazione di fare
“over trading” e “over leverage” sono peculiarità che devono fare parte
integrante del proprio metodo di trading, le strategie e il business plan
per realizzare un patrimonio piano piano, mattone dopo mattone, senza
la fretta di guadagnare tutto e subito. Il mercato c’era, c’è e ci sarà
anche domani.Il price action trader che opera in maniera seria, nel suo
piano ha tutti gli ingredienti per minimizzare le caratteristiche negative
che spesso diventano un “bad habit” in molti trader, soprattutto alle
prime armi.

Qui di seguito un punto fondamentale che può aiutare ad affrontare


l’attività più bella del mondo e che è anche la base del mio operare nei
mercati finanziari.

Daily & Weekly Time Frame


Il mio piano di trading, come detto precedentemente, non permette di
inserirsi in negoziazioni attraverso segnali di price action dati da time
frame differenti dal giornaliero e il settimanale. Non ritengo profittevole
stare davanti ai monitor 12 ore al giorno per fare trading cercando
costantemente opportunità su grafici con bassi time frame. Non amo la
scommessa, amo il pianificare le cose e fare un trading sensato e
coerente. Più alto è il time frame di riferimento e più è migliore la
fotografia che abbiamo a disposizione del mercato. Preferisco oggi
rischiare il 5% del mio capitale nel conto di trading in una negoziazione
che mi è stata segnalata da un’analisi del grafico daily piuttosto che fare
oggi 10 operazioni rischiando lo 0.5% del capitale su segnali offerti da
time frame a 5 minuti. Il costo commissionale è il medesimo, il possibile
costo ( stop loss ) della mia operatività è lo stesso ma cambiano vari
fattori che, operando su daily e weekly migliorano notevolmente i
risultati dell’attività, tra cui:

 Analisi tecnica migliore, più alto è il time frame e maggiore è


l’accuratezza della situazione del mercato che sto analizzando

 Gestione della posizione più calma visto che ho solo un’operazione a


mercato

 Impossibile fare over trading, visto che l’analisi viene effettuata in ottica
di “end of day trading” , una volta al giorno

 Money management più riflessivo visto che il mio ordine viene inserito in
momenti dove la liquidità è bassa, dopo la chiusura della giornata o
della settimana

 Non sento la “paura” di inserire ordini perché si arriva all’inserimento


dell’ordine dopo un’analisi più calma e a bocce ferme, quindi senza la
fretta che spesso induce il trader, dopo l’entrata in posizione, a pensare
il motivo per cui è entrato a mercato

 Rispetto del piano con più facilità che consente maggiore capacità nel
rimanere disciplinati

 Meno preoccupazione riguardante l’operazione, gli stop loss sono più


larghi (in termini di punti non di euro rischiati/investiti in un’operazione) e
consentono di mantenere una corretta psicologia, arma fondamentale
per fare trading

Nell’immagine sottostante notiamo un chiaro segnale di price action


naked sulla coppia forex più scambiata ovvero l’EUR/USD e che
avrebbe portato a degli ottimi profitti attraverso le caratteristiche poco
sopra elencate. Un segnale solamente sul grafico daily, ma un ottimo
segnale.

Price Action VS Trading con gli indicatori:che differenza c’è?

Sfatiamo subito qualsiasi dubbio: non esistono i cosidetti “indicatori price


action” perché in questo metodo di trading qualsiasi cosa si aggiunga al
grafico è “in più” e non serve.Il vero price action naked trader quindi
basa il suo operato sulla semplicità del grafico pulito, nudo, chiaro che
offre una visione nitida della situazione del mercato.

Guardiamo l’esempio sotto nell’immagine, classico esempio di grafico di


un price action trader, bianco, pulito e chiaro dove il prezzo deve essere
l’elemento predominante.In questo modo è semplice capire la struttura
del mercato e trovare dei segnali di price action

Nell’esempio sotto invece, il classico esempio di chi fa un trading


totalmente opposto ad un price action trader, ricco di indicatori, time
frame a 5 minuti.
Ovviamente è facile comprendere come non sia possibile per un price
action trader fare trading come nell’esempio sopra visto che è alquanto
difficile riuscire a vedere cosa sta dicendo il prezzo. Purtroppo di grafici
come questo ne vedo ancora molti e vi assicuro che non ho la più
pallida idea di come sia possibile fare un trading di questo tipo.

Come potete notare, visto gli indicatori nel grafico, si concede meno
spazio al prezzo e non si riesce a focalizzarsi in maniera totale su di
esso perché la nostra attenzione può andare anche ad altro, ovvero agli
indicatori/oscillatori. Spesso sento dire che sia più semplice attendere
un “segnale di trading” dato da un indicatore. Secondo voi, è davvero
utile? E’ performante? Stiamo parlando di un indicatore che è formulato
in base ai parametri del prezzo passato. Cosa può offrirci in più quindi?
Nulla, se non più confusione e incapacità a muoverci nel mercato con
sicurezza e focus, elementi fondamentali per fare un trading di
successo.
Come funziona la price action?

Una delle parti fondamentali del mio metodo di trading con la price
action naked è il basarsi per le proprie analisi essenzialmente su grafici
con time frame daily & weekly. Più è basso il time frame dove lavorerai e
più bassa sarà l'accuratezza della tua analisi e dei segnali di prezzo per
operare con le mie strategie di trading. Le mie decisioni di trading
avvengono sempre quando la borsa americana di Wall Street chiude la
sessione giornaliera e vengono poi riconfermate il mattino presto.
Questo significa che vedrò se ci sono opportunità di trading date da
interessanti movimenti dei prezzi esclusivamente con la modalità che io
chiamo “end of day”. Il mio trading “end of day” diventa una filosofia di
vita. Non saremo noi a cercare l’opportunità ma sarà l’opportunità che si
mostra a noi. Nel mercato forex non ho una reale chiusura giornaliera
visto che è aperto 24 ore su 24, ma possiamo ben capire che la liquidità
si abbassa notevolmente quando la giornata di borsa si chiude. I time
frames minori, al di sotto del daily, sono meno “puliti” e non hanno una
reale chiusura di quel mercato: se osservi una chiusura di candela a 15
minuti in realtà non è una vera chiusura perché non sta chiudendo
realmente il mercato. Cosicchè se ho la candela giornaliera che mi
assorbe tutta la giornata dalla chiusura americana di ieri alla chiusura
americana di oggi avrò una reale e nitida figura di quella che è stata la
giornata di trading anche in ambito valutario. Prendo quindi le mie
decisioni di trading sul daily per tanti motivi e uno dei più importanti è
proprio quello di togliere i falsi segnali intraday e dare al trader una
chiara visione del mercato. In una candela daily c'è tutto: soldi che
arrivano da tutte le transazioni della giornata, news, discorsi di qualche
politico, eventi naturali, ecc. questo si assorbe in un’unica candela di
una giornata che mostra la più vera azione del prezzo.

Inoltre, tradare il daily può essere molto efficace per evitare il fattore
overtrading che ben sai essere uno dei grossi problemi dei traders retail.
Chi trada il daily inevitabilmente fa meno transazioni di chi lavora
intraday e questo aumenta la possibilità di fare profitti perchè si sta
meno a mercato inutilmente, ovvero meno rischio e operazioni più
calibrate. La qualità viene prima della quantità. Il daily, per cercare i
nostri setup grafici per fare operazioni sul mercato mentre il weekly per
capire che tipo di trend, livelli chiave e volatilità abbiamo, ciò che io
chiamo struttura del mercato. L’analisi è il nostro costante allenamento
per andare poi a giocare la partita preparati, ecco che la mia analisi
deve prepararmi per affrontare poi le possibili operazioni che farò.
Quindi si lavora sul daily per cercare i nostri segnali di price action ma
sempre tenendo in considerazione principalmente il time frame più
ampio, il weekly è perfetto. Qui sotto trovi un immagine di un grafico
daily del petrolio WTI.
Mentre qui sotto il grafico dello stesso strumento su time frame a 1
minuto
È facile notare come nel time frame daily abbiamo una netta view del
mercato su cui vogliamo operare oltre ad offrire dei trend di più giorni,
molto definiti, senza troppe “sporcature”, cosa che nel time frame sopra
a 1 minuto ovviamente non c’è. Tutto il movimento che si nota sul time
frame intraday mostrato ha un range di circa 2 ore e mezza con un
massimo in area 6.150 e un minimo a 6.120 ovvero circa 30 punti. Il
time frame daily mostrato invece nella prima immagine mostra circa 4
mesi di mercato da gennaio a maggio con un range tra massimo e
minimo di circa 1.600 pip. Quindi dove posso valutare delle operazioni
interessanti con dei movimenti importanti che possono durare più giorni
e abbiano un rapporto tra costo dell’operazione e possibile profitto
interessante? Il daily! Inoltre tradare il daily ha il vantaggio del tempo. Il
tempo sappiamo è importante, lo ritengo il nostro diamante: i soldi
vanno e vengono mentre il tempo passa inesorabile. Il trading deve
essere fatto per migliorare la propria qualità di vita e non per
peggiorarla.

Nella mia trading routine passo circa un’oretta ogni mattina per fare le
analisi delle chiusure del giorno prima che però ogni sera avevo già
controllato, circa una mezz’ora ogni giorno. Ogni fine settimana, il
sabato o la domenica a mercati chiusi, analizzo i mercati che osservo e
spendo circa 1 ora e mezza. L’analisi viene fatta quindi a bocce ferme
con lucidità, con tutto il tempo per calcolare il rischio che vai a prenderti
a mercato e il possibile rendimento. Nei miei approfondimenti di fine
settimana mi creo le mie idee per la settimana successiva cosicché
durante la settimana abbia un’impronta di fondo su cosa voglio cercare.
Prova a riflettere con me. Guardi i grafici per cercare opportunità solo
una volta al giorno, mantenendo le cose semplici e ordinate. Fare un
trading di questo tipo aiuta perché crea il giusto stato mentale che ti
supporta nel mantenimento dell'autocontrollo e della disciplina e in
questo modo avrai sicuramente una spinta in più per migliorare queste
doti fondamentali nel trading. Ho realizzato che, per quanto mi riguarda,
il miglior metodo di trading è operare basandosi su un grafico grezzo,
nudo e con time frame daily/weekly.

Quali sono i supporti operativi di un price action trader?


Per fare trading con la Price Action Naked, dobbiamo tenere in
considerazione alcune cose che possono dare supporto alla nostra
operatività e alle nostre analisi. Gli strumenti che utilizzo sono:
1. Livelli di supporto/resistenza orizzontali segnati su grafici weekly & daily

2. EMA 21

3. Ritracciamento di Fibonacci

Non utilizzo nella mia operatività nessun oscillatore o strano indicatore,


ma solamente quello che è scritto sopra, ecco perché Price Action
“naked”.

1. Livelli di supporto/resistenza orizzontali segnati su grafici weekly &


daily
Ogni fine settimana, il sabato o la domenica, dedico un paio d’ore circa
per crearmi il piano di lavoro per la settimana seguente. Reputo ciò
molto importante per fare un trading sensato, consapevole e ben
pianificato, che porta poi ad una sicurezza di fondo che nel trading aiuta,
visto che la parte emotiva è importantissima in tutto e ovviamente anche
nel trading.

A fine settimana, come dice il mio metodo di trading, analizzo la mia


watchlist operativa principale che del forex comprende le 10 coppie di
valute più liquide e scambiate, i 5 indici che ritengo più importanti oltre
che oro e petrolio, tutti mercati che hanno poco spread e molta liquidità.
Qui la lista completa

Analizzo tutti questi mercati, partendo dal segnare i livelli statici più
sensibili in quel mercato e quindi più toccati e soprattutto dove si è
formato un “evento” nei prezzi, questi livelli sono chiari e visibili sul
grafico a barre settimanali. Con la piattaforma di IG, si può optare per
crearsi un layout molto funzionale a questo tipo di operatività, infatti con
un click si possono avere più grafici dello stesso strumento. Io utilizzo
questo layout per il fine settimana, mettendo a sinistra il grafico
settimanale e a destra il grafico giornaliero.

Qui, l’immagine dove si nota che segno i livelli statici più chiari ed
evidenti nel grafico settimanale che mi vengono poi riportati sul grafico
daily.
2. EMA 21
La media mobile esponenziale a 21 periodi è quell’indicatore che uso da
oltre 10 anni e che mi sta indicando, spesso, una conferma della mia
idea sul mercato. Tende ad essere un termometro che mi conferma un
trend o meno. Qui controllo sempre come sono posizionati i prezzi
rispetto alla EMA 21: se il mercato sta quotando sopra o sotto di essa e
la lontanza del prezzo attuale alla media. Come si nota dal grafico sotto,
il cambio USD/JPY nelle ultime giornate è ritornato al di sotto della sua
EMA 21. Questo comporterà, da parte mia, una visione più short che
long e, quindi, la ricerca di segnali di vendita se vorrò lavorare nella
tendenza di breve termine.
Se il prezzo, però, dovesse allontanarsi in maniera chiara e con una
forte iperestensione dalla EMA 21, allora formerebbe quella che io
chiamo “luce”. Perciò, Se trovo “luce”, starei molto attento nel cercare un
proseguo del trend e opterei per cercare segnali di inversione (sempre
in ottica di trading e solo se ci troviamo su livelli chiave segnati sul
grafico weekly) o di ritracciamento più vicini alla ema per una continua
zione di trend.
Sotto, il grafico daily del Gold

4. Ritracciamento di Fibonacci
Uno strumento interessante e che ci mette a disposizione la piattaforma
di trading di IG sono i ritracciamenti di Fibonacci. Questi vengono usati
in alcune strategie di entrata nel trade sui segnali di prezzo che utilizzo,
ma anche per calcolare le percentuali di ritracciamento dei prezzi dopo
forti movimenti direzionali.
Come si nota nell’esempio sopra riportato del cambio USD/JPY, il
prezzo si è fermato sul 50% di ritracciamento del movimento rialzista
precedente, formando un segnale che uso per fare trading, quindi,
dando una ulteriore conferma del possibile posizionamento.

Trend Trading con la Price Action


Una delle caratteristiche principali del mio trading è quello di cercare di
lavorare e prendere decisioni di trading principalmente seguendo il trend
di breve termine. "Breve termine", per me, significa che il trend può
durare da 2 giorni fino ad un massimo di 2 settimane in linea di
massima. "Il trend è tuo amico", come si dice spesso, e in realtà è un
buon modo per fare trading. Ma come posso fare un trading profittevole
cercando di seguire il trend di mercato? Le cose che vado a cercare
sono:

 Impostazione su grafico weekly


 Impostazione su grafico daily

 Prezzo al di sopra della media mobile esponenziale a 21 periodi per


long e sotto per short

 Prezzo che ha fatto un movimento contrario al trend negli ultimi giorni

 Segnale di price action che offre input long/short

 Livelli di supporto/resistenza che nel trend chiamo punti di swing

 Possibili confluenze di livelli pivot mensili

Qui sotto, mostriamo in linea teorica i movimenti di prezzo. Tutti quelli


segnati sono quelli che io chiamo “swing high” (massimi) e “swing low”
(minimi).

Qui, invece, si vede il grafico reale con le dinamiche dei prezzi (swing
low e swing high) dell’indice di borsa inglese FTSE 100.
Cerco, quindi, di capire che cosa mi dice il grafico con i suoi massimi e
minimi crescenti e decrescenti. Inserisco la media mobile esponenziale
a 21 periodi e segno i livelli di interesse.
Come si vede dal grafico sopra, cercherò di seguire il mercato andando
a comprare (nel caso dell’esempio long) solo i segnali di Price Action
che si formano sui swing high vicino alla EMA 21 dopo un movimento
contrario al trend e possibilmente su livelli di supporto/resistenza
precedente.

In questo modo si nota come su segnali di prezzo sul grafico daily con
stop loss che vanno dai 40 ai 130 pip al massimo sulle maggiori coppie
forex si possono, invece, ottenere dei profitti di 2 o 3 volte il nostro
rischio: questo è un punto fondamentale per essere profittevoli nel
tempo e di cui parleremo in articoli futuri.

Nel grafico sotto, troviamo un segnale di Price Action sul grafico daily di
USD/JPY che ha uno stop loss di circa 50 pips postato sopra i massimi
del segnale. Il segnale ci indica una vendita di dollari americani e
acquisto di yen giapponesi. Il target dell’operazione potrebbe essere
inserito sul livello chiave successivo oppure seguendo il trend
spostando lo stop loss sopra i massimi di ogni giornata solo dopo la sua
chiusura.

Nell’operazione, si vendeva in zona 109.45 con stop in area 109.95.


Senza seguire il trade durante il giorno, si poteva ottenere un
interessante rapporto tra rischio e rendimento di poco superiore 1:2 con
presa di profitto sul livello chiave principale, il tutto in un solo giorno.

Quindi con pazienza e calma, pianificando le mosse a bocce ferme, non


si veniva presi emotivamente dalla posizione, in quanto si setta la
posizione e ce la si dimentica durante il giorno, visto che i ragionamenti
e possibili modifiche si fanno solo ed esclusivamente a candela
giornaliera chiusa.

Se facciamo un esempio di quanto era il nostro stop loss e il nostro


profitto in termini di euro avremmo avuto:

 Conto di trading 10.000 euro

 Rischio per l’operazione 2 % ovvero 200 euro (stop loss – massima


perdita) con 50 pip

 Target sul livello di circa 430 euro.

La struttura del mercato però, a volte, ci invita a fare del trading di tipo
“range”, dovuto proprio all’ambiente laterale che si può verificare nel
mercato.
In teoria, il trading range è un “box” o “scatola”, nella quale vengono
racchiusi i prezzi con una banda alta che fa da resistenza e una banda
bassa che fa da supporto.

Come si può notare nell’immagine sopra, il prezzo è all’interno di un box


e tende a rimbalzare proprio quando arriva nella parte bassa e nella
parte alta.

Personalmente, questo tipo di configurazione la utilizzo cercando di


trovare uno dei miei segnali di Price Action all’interno del box laterale,
ma solo in uno dei due estremi: buy se avrò il mio segnale nella parte
bassa (supporto) e sell se avrò il mio segnale nella parte alta
(resistenza).
Come si può notare dal grafico del cross EUR/JPY sopra riportato, ci
troviamo in una struttura a trading range.

Il prezzo è in un box tra 134.00 e 131.80, perciò mi può dare delle


opportunità di trading dove ho segnato il rettangolo evidenziato, ovvero
nella parte bassa o alta del trading range.

Da regole del mio piano di trading, non cerco mai di entrare nel mercato
all’interno del trading range, perché può essere pericoloso: si deve
cercare di entrare solo ai due estremi oppure, se il prezzo dovesse
uscire in chiusura di candela sopra o sotto il box, potrei cercare un
segnale per la continuazione della tendenza in favore della rottura con il
prezzo che fa pull back proprio sul livello di supporto/resistenza
precedente.
Per segnare le due zone chiave del box, generalmente dobbiamo
ragionare più sulle chiusure del prezzo che sui massimi o i minimi,
dando attenzione particolare ai numeri tondi (le figure 00 o 0.50) vicino a
questi livelli.

La Price Action applicata al forex

Il forex trading è un’attività molto interessante che ha caratteristiche


tipiche solo di questo tipo di mercato.

Credo fortemente che uno dei business che ha potenzialità incredibili sia
proprio il trading sul forex. Nel trading, in linea generale, non hai costi di
personale, non hai costi di affitto dei locali dove operare, sei
completamente indipendente, non hai clienti e non hai un datore di
lavoro. Sei tu e il mercato, non ci sono crisi economiche perché si può
lavorare ribassisti (short) se un certo tipo di mercato scende. Anzi, se il
mondo è in forte ripresa, puoi comprare, ma se è in crollo puoi
comunque guadagnare: basta sapere come, dandosi delle regole di
vario tipo e seguirle.

Per quanto riguarda precisamente il mercato forex, ci sono alcuni punti


che differiscono rispetto ad altri mercati. Qui di seguito elenchiamo i
vantaggi principali del trading sul forex.

1. Il mercato forex è il mercato finanziario più liquido


Ogni giorno infatti vengono scambiati mediamente volumi per oltre 6
trilioni di dollari! Sì, ogni singolo giorno! Questo permette un’ottima
stabilità di prezzo, pochissimo slippage, ovvero il prezzo che tu vedi nel
monitor sarà quello che otterrai se entri in posizione, dato molto
importante che su altri asset spesso non si ha proprio per la questione
liquidità.

2. Non ci sono commissioni


Se si opera nel mercato azionario, ad esempio, si hanno dei costi di
commissione su ogni singola operazione. Se si opera nel forex l'unico
costo sarà lo spread, la differenza di prezzo tra domanda e offerta.
Solitamente, questo spread sulle coppie valutarie più tradate si aggira
ad una media di 1 pip o poco più. Quindi, se cominci a tradare il forex
l'unico costo sarà quello che vedrai appena apri la posizione, ovvero lo
spread.

3. Leva e margini
Nel mercato forex si può scegliere di operare in leva. Cosa significa?
Vuol dire, semplicemente, che con un conto da $10.000 con leva 1:10
puoi controllare una posizione di $100.000. Ovvio che la leva è un'arma
a doppio taglio. Infatti, un grande eventuale profitto può essere una
grande eventuale perdita se si opera con un'alta leva (maggiore di 10 su
una singola operazione). E’ importante sottolineare, però, che una leva
adeguata può offrire al trader un’opportunità.

4. E' l'unico mercato aperto 24 ore su 24


Rispetto agli altri mercati finanziari, il mercato forex è aperto 24 ore al
giorno: dalla domenica sera alle 23.00 (ora italiana) fino al venerdì sera
sempre alle 23.00 (ora italiana). Questo può dare ulteriori possibilità di
profitto, oltre che una migliore visione del mercato, visto che solo tra il
venerdì e la domenica si possono presentare gaps, ovvero “vuoti” di
prezzo sul grafico.

5. Offre possibilità di guadagno sia in mercati toro che in mercati orso


Nel mercato forex quando si compra una valuta nello stesso tempo si
vende l'altra valuta. Per questo si può guadagnare se il mercato sale ma
anche se il mercato scende... Ad esempio: "Buy Eur-Jpy" significa che
sto comprando euro e vendendo yen giapponese e guadagnerò se il
prezzo salirà; se invece cliccherò il tasto "Sell Eur-Jpy" vorrà dire che
sto vendendo euro e comprando yen e guadagnerò se il prezzo
scenderà, se quindi, si rafforzerà lo yen giapponese rispetto all'euro.
Non si ha quindi una vendita “naked” o “allo scoperto”, ma
semplicemente ci si posiziona sul mercato acquistando sempre un
valuta vendendo quella opposta.

6. E' un mercato tecnico


Il mercato forex, proprio per la sua natura speculativa, è un mercato
molto tecnico. Questo significa che, avendo un sistema operativo
tecnico grafico, avremo molte possibilità di andare dalla giusta parte del
mercato. I vari cambi valutari generalmente sono molto direzionali,
significa che passano molto tempo in movimenti di trend rialzista o
ribassista e che, quindi, è più semplice rispetto ad altri mercati, trarre
vantaggio dal trend in essere. Rispondono bene ai livelli chiave, che,
con la mia strategia legata alla pura Price Action, sono fondamentali per
operare con profitto.
7. Puoi tradare con mini conti e cominciare da un conto demo
Nel mercato forex puoi aprire dei conti molto piccoli che in altri mercati è
impossibile! Addirittura puoi fare trading su un conto non reale (demo),
dove puoi esercitarti e imparare. Quale altro business ti permette ciò?
Nessuno! Inoltre, come inizialmente descritto, puoi aprire un mini conto
da 2.000 euro e tradare i minilotti, quindi rischiando una percentuale del
capitale corretta rispetto al capitale in piattaforma, dandoti la possibilità
di non utilizzare una leva troppo alta, che potrebbe danneggiare il tuo
operato!

8. Impossibile la manipolazione e l'insider trading


Sono fermamente convinto che il mercato valutario per quanto grande,
globale, liquido e colmo di imprevedibili variabili non sia manipolabile da
nessuno! Nel minestrone, troviamo grandi banche, grandi fondi, traders
più o meno capitalizzati, aziende,le banche centrali. Qualsiasi altro
mercato invece può avere la grossa pecca dell'insider trading, non serve
che ti sto a spiegare come e perché... Puoi ben capire che se
un’azienda quotata in borsa ha qualche addetto ai lavori che sa notizie
riservate e queste vengono filtrate a qualche operatore - trader -
possono esserci dei giochi al di sopra di noi che non possiamo sapere,
né comandare! Oltre al fatto che i volumi scambiati in qualsiasi altro
mercato sono nettamente inferiori dal forex. Il forex è l'unico mercato
che non può essere manipolato da nessuno. Il passato i mostra come
anche le banche centrali nel passato abbiano fatto fatica nel difendere
certi cambi dai movimenti del mercato.

9. Forex Price Action


Una delle migliori strategie di trading che si può utilizzare nel forex è
proprio la price action. Negli anni ho notato un’ottima reazione dei prezzi
alle classiche figure e pattern utilizzati in questa metodologia oltre che a
rispondere bene ai classici livelli chiave. Ci sarebbero tante altre
motivazioni che potrebbero portare un trader retail a preferire il forex
rispetto ad altri mercati. Quelle sopra citate sono per me le più
importanti.

Price Action all’opera: eccone alcuni esempi

I segnali di price action che utilizzo, tra segnali di continuazione di trend,


pattern di inversione o input operativi per operatività in trading range
non sono molti, i miei principali sono cinque:

 Pin Bar

 Inside Bar

 Inside Fake Out Bar

 Doppio minimo higher & Doppio massimo lower

 Indecision Bar

Pin Bar
Il trading sul forex è molto affascinante, essendo un mercato molto
liquido tende ad avere una certa tecnicità, ovvero risponde bene
all’analisi “nuda” dei prezzi. Utilizzo la Price Action Naked da moltissimi
anni e posso affermare che la cosa principale che si deve fare è quella
di ragionare quando si sta facendo analisi dei prezzi e, soprattutto,
quando ci vengono date informazioni chiare: pattern di Price Action (i
nostri segnali/trigger) su determinate zone di interesse in chiari
“ambienti” di mercato (trend-trading range).

Posso affermare che uno dei miei trigger principali è quella che in Price
Action viene chiamata “pin bar”. Le “pin bar” sono il segnale di Price
Action più importante di tutti e, se ovviamente contestualizzato nel
giusto modo, il più remunerativo.

Non si può pensare di automatizzare un sistema basato su qualsiasi


segnale di Price Action, questo perché è nella natura del metodo: la
Price Action non è trovare un segnale di prezzo, ma operare su quel
definito segnale di prezzo in determinati livelli di mercato in un contesto
di trend o trading range. Quindi, sottolineo ancora una volta, non
cerchiamo di automatizzare la Price Action, perché staremmo facendo
un grosso errore. Il ragionare ogni volta che troviamo un segnale è fare
Price Action Trading.

La pin bar, come si vede nelle immagini sopra, è un segnale formato da


una barra con le seguenti caratteristiche:

 Ha il corpo che, solitamente, è molto più piccolo del suo spike (almeno
un terzo)

 Deve aver mostrato un rifiuto di un livello di supporto o resistenza

 Il prezzo parte e segue una direzione. per poi invertire durante la


sessione di mercato

 Solitamente, è chiara e di semplice visione, visto che ha una grande


spike (ombra)

 Spesso forma dei swing high o dei swing low sul mercato

 Apertura e chiusura sono solitamente molto vicini

 Deve avere una volatilità più ampia o uguale al movimento precedente

 Si forma dopo un movimento contrario rispetto a ciò che ci indica

Le pin bar sono utilizzabili in mercati in trend e trading range, ma anche


come segnale “contro il trend” di fondo, quindi come inversione.
Esempio di pin bar in trend

Nell’esempio sopra, troviamo una pin bar in tendenza daily e weekly.


Prima della pin bar, abbiamo un movimento contrario di pull back con la
pin bar che si forma perfettamente testando la zona 1,1950 segnata
come importante sul grafico a barre settimanali. Molto semplice come
strategia di ingresso si può cercare di entrare in vendita di EUR/USD
(attraverso un ordine pendente sell stop) pochi pip sotto il minimo della
pin bar con uno stop loss programmato in piattaforma di alcuni pip sopra
il suo massimo, avendo così una massima perdita ben calcolata da
principio. Il target della posizione può essere il livello successivo di
supporto, sempre prendendo i livelli da noi segnati nell’analisi svolta nel
fine settimana (in questo caso l’area chiave 1,1600). Entry quindi a
1,1920 – stop loss a 1,2005 e target a 1,1610. In questo modo avrò una
posizione di 85 pip di perdita massima e 310 pip di possibile target di
presa profitto.
Come si può notare dal ticket di negoziazione, programmerò il mio trade
in questo modo per avere chiaro anche cosa sto facendo in termini
economici:

 10.000 euro di capitale per fare trading

 Rischio 200 euro (85 pip)

 Target poco più di 800 euro (310 pip)

Esempio di pin bar contro trend:


Altro esempio sempre sulla coppia EUR/USD.

Le pin bar contro il trend si devono formare su livelli molto importanti


segnati su grafici settimanali o addirittura mensili e, in linea generale, è
preferibile utilizzare la mia entry migliorativa: inserisco un ordine
pendente sell limit sulla metà del range totale della pin bar con uno stop
loss di protezione sempre qualche pip sopra la barra di setup (pin bar). Il
target va sempre ricercato poco sopra il livello di supporto principale,
segnato sul grafico settimanale. Altra bellissima operazione con un
rapporto costo-ricavo ottimale, come si può vedere nell’immagine.
Esempio di pin bar in trading range:

Anche per le pin bar in trading range, la mia entry è spesso ricercata
attorno al 50% della pin bar, questo per migliorare il rapporto tra costo
dell’operazione e possibile guadagno. La posizione in questo caso è un
acquisto di euro e vendita di yen giapponese (cross EUR/JPY). Lo stop
loss va sempre inserito poco sotto il minimo della barra e il target
ricercato attorno al livello successivo che, in questo caso, è la parte alta
(resistenza) del trading range. I modi con cui io trado al meglio le pin
bars sono quindi questi:

 Pin bar in trend con entrata sotto il suo minimo (per sell position) sopra il
suo massimo (per buy position).

 Pin bar contro il trend e in trading range con entry ricercata attorno al 50
% del suo range.
Inside Bar
Uno dei pattern di Price Action più semplici da vedere sul grafico sono
proprio le cosidette “inside bar”.

In Price Action, le inside bar, anche chiamate “inside day”, sono quelle
candele che sono totalmente avvolte dal massimo e minimo precedente:
formano quindi una compressione di volatilità nei prezzi che può
sfociare in direzionalità nei gironi successivi.

Spesso, una inside bar nel timeframe daily si traduce in un triagolo nei
timeframe più piccoli intraday.

Alcuni esempi di inside bar:

Le inside day ci indicano, quindi, una sorta di indecisione o di stallo dei


prezzi prima di una continuazione di tendenza o inversione. Spesso, si
vengono a creare su livelli importanti alla fine di un movimento
direzionale, ma altre volte si creano proprio proprio prima di un forte
break out che conferma la forte direzionalità dei prezzi di un certo
mercato.

In linea generale, sarebbe più corretto tradarli al break out del


massimo/minimo della barra precedente la inside, ovvero la barra
chiamata outside o mother bar, questo perché si andrebbe a confermare
la violazione della compressione che ha tenuto all’interno per uno o piu
candele il mercato.

Io, la utilizzo solamente su chiari livelli di prezzo, sia in trend che contro
trend, ma diventa molto più interessante quando ci troviamo di fronte ad
una inside bar creatasi su timeframe a barre settimanali, visto che
questo ci può permettere di attendere il break out e seguire, sia sul
timeframe settimanale che sul grafico giornaliero, l’evolversi del mercato
ottimizzando entry, stop loss e target di profitto.

Qui sotto alcuni esempi:

La coppia AUD/USD su timeframe settimanale ci sta indicando che al


break out della mother bar o outside bar barra prima della inside bar)
può avvenire un movimento direzionale, ecco che posso optare per
entrare direttamente su timeframe settimanale oppure attendere delle
confere di segnali della stessa direzione su daily chart nelle settimane
successive.
Nota bene: se operiamo sul grafico giornaliero, non si deve operare
sulla barra della domenica sera, perché quella, per me, non è una inside
bar, ma deve essere inserita nella sessione del lunedì.

Preferisco, quindi, fare trading o avere informazione dalle inside su


grafici a barre settimanali, informazioni molto utili per le giornate di
trading successive.

Tendo a fare trading in trend nel momento che il prezzo si trova in


tendenza, usando in modo molto semplice la EMA 21, quindi cercando il
break del minimo, se siamo in un mercato che quota sotto la media, e
cercando, invece, il breakout del massimo, se il mercato sta sopra la
EMA.
Esempio di EUR/USD su chart settimanale:

L’ultima inside è da tradare sempre solamente se avviene il breakout del


minimo della mother bar e sempre solamente short visto il trend.

Cercherò il trade contro trend solo nel momento in cui io abbia un


prezzo molto esteso e lontano dalla EMA 21 e che tocca un livello
chiave statico (orizzontale) importante.

Qui, un esempio sempre sul cambio EUR/USD che in zona chiave


1.2500 aveva mostrato una base di consolidamento con una inside: in
questo caso andrò a ricercare il break out del massimo della mother bar
per un’operazione rialzista.
Inside Fake Out Bar
Un altro segnale di Price Action molto utile per l’attività di trading è la
mia “Inside Fake Out”. Questo segnale di prezzo è nato dall’esperienza
sui mercati negli anni: ispirato al pattern Hikkake, utilizza la barra inside
come fonte di informazione primaria per il nostro trading.
Le caratteristiche della inside fake out sono queste:

 Barra outside seguita barra inside e barra che viola il massimo (per lo
short) o il minimo (per il long) della barra outside
 La barra che viola massimo/minimo della outside deve avere la chiusura
che rientra all’interno del massimo/minimo della outside

 Il pattern può essere utilizzato sia in direzione del trend che contro il
trend su livelli importanti

 Come vedete dall’immagine seconda sia per short che per long
positions le inside fake out possono essere anche di due candele
ovvero: rottura del massimo/minimo della barra outside e
successivamente il giorno seguente si ha il rientro dei prezzi in chiusura
all’interno del range della barra outside.

La modalità di entrata è solitamente fatta attraverso ordini pendenti:

 Per l’acquisto, si tende ad inserire un ordine buy stop sopra il massimo


della barra fake out

 Per la vendita, si inserisce un ordine sell stop sotto il minimo della barra
fake out

Qui sotto alcuni esempi pratici di come usare questo ottimo segnale di
Price Action trading.

Il trade proposto è sul mercato del Gold. Come si nota il nostro segnale,
l’inside fake out si viene a formare contro il trend del grafico daily ma su
un livello importante segnato in precedenza su grafico settimanale.

Come la regola dice, l’entrata va fatta buy sopra il massimo della barra
che viola il minimo della outside e che quindi conferma il nostro segnale
facendolo diventare una inside fake out.
Essendo contro trend, è sempre molto delicato e va cercato il profitto sul
livello precedente, che in questo caso corrisponde con le aree dove
passa la EMA 21.

Quello successivo, invece, è un chiaro esempio di una bellissima inside


fake out in trend su livello di swing nel cambio valutario EUR/USD.

Come da pattern, si può optare per inserire un ordine pendente buy stop
qualche pip sopra i massimi della bare di “fake out” ovvero quella che ha
il minimo più basso del minimo della mother bar. Lo stop loss va
posizionato sempre qualche pip sotto il suo minimo.
Ovviamente, come per le inside, non dobbiamo mai prendere le inside
fake out che derivano da barre apparentemente inside che si vengono a
formare la domenica sera. Come per tutti gli altri segnali di Price Action,
è sempre preferibile utilizzare grafici con alto timeframe, come il daily o il
weekly, e contestualizzare l’ambiente dove si viene a creare il nostro
possibile segnale/trigger.

Doppio Massimo Lower & Doppio Minimo Higher


Attorno al 2009, quando scrissi il mio primo e-book “Professional
Trader”, andai a descrivere per la prima volta uno dei segnali che reputo
migliori ovvero il “doppio massimo lower low & doppio minimo higher
high”.
Ancora oggi lo utilizzo e lo reputo un trigger perfetto per operazioni in
linea con il trend, ma anche per cercare inversioni della tendenza in
atto.

Le caratteristiche principali del segnale doppio minimo higher high sono


queste:

 La seconda candela è quella che ci indica la direzione del pattern (in


questo caso, long)

 La seconda candela è sempre una outside della precedente, ovvero


ingloba con il suo massimo e minimo totalmente il massimo e minimo
precedente

 La seconda candela ha la chiusura maggiore del massimo della candela


precedente

Le caratteristiche principali del segnale doppio massimo lower low sono


queste:

 La seconda candela è quella che ci indica la direzione del pattern (in


questo caso, short)
 La seconda candela è sempre una outside della precedente ovvero
ingloba con il suo massimo e minimo totalmente il massimo e minimo
precedente

 La seconda candela ha la chiusura minore del minimo della candela


precedente

La entry su questo segnale viene quasi sempre fatta attraverso ordini di


tipo limite e non stop.

Come si nota in figura, ho mostrato un esempio che mostra bene come


posizionare l’ordine una volta che si crea un nostro segnale doppio
massimo o doppio minimo. In pratica, si va a creare un pendente sell
limit/buy limit nella zona del 50% dell’ultima barra del segnale (la barra
outside).

Ora potremmo vedere delle chiare situazione di esempio nel mercato


forex. Qui, siamo sulla coppia AUD/USD nel grafico daily, che ci mostra
un doppio minimo higher proprio su livello di supporto segnato anche su
timeframe settimanale.
Per creare il nostro ordine, possiamo utilizzare le estensioni di Fibonacci
presenti nella piattaforma di IG. In questo modo, ci mostrerà
perfettamente il 50% di range della candela di setup. Qui, opterò per
inserire un ordine buy limite con stop loss qualche pip sotto il minimo
della barra outiside.

Qui siamo sulla coppia GBP/USD nel grafico daily che ci mostra un altro
doppio minimo higher che, tradato al 50% del segnale, avrebbe creato
un trade con rapporto tra costo dell’operazione (stop loss) e possibile
profitto molto importante visto che, come si nota, proprio il nostro
segnale ha fatto partire un rally di GBP nei confronti di JPY forte e quasi
senza pause.
Qui, invece, siamo sulla coppia USD/CAD nel grafico weekly, che ci
mostra un doppio massimo lower tradato al 50%. Impostazione quindi di
un sell limit con stop sopra il massimo del pattern. Visto il tipo di entry
vantaggiosa, la cosa interessante è che spesso si possono avere dei
trade con rapporto tra rischio e profitto chiaramente a favore di
quest’ultimo. Spesso, ricercare un rapporto di 1:2 o 1:3 di
rischio:rendimento è difficile nelle operazioni di trading, con questo
segnale è chiaramente più semplice ottenere questi ratio tra stop e
target.
Doppio Massimo Lower & Doppio Minimo Higher
Altro segnale di Price Action che io utilizzo e che ci indica
un’informazione interessante è la cosidetta “indecision bar”, ovvero la
barra di indecisione.
Indecision bar
Come si può notare, le caratteristiche della barra di indecisioni sono:

 Apertura e chiusura allo stesso livello o quasi

 Ombre simili in termini di pip

 Bassa volatilità

Questo segnale di Price Action ci sta indicando quindi una sorta di


calma, di indecisione prima di un movimento direzionale futuro.
Differisce completamente dalla barra classica bullish o bearish con
molto corpo e quasi nessuna ombra che ha fornito un’informazione
quale la grande direzionalità di una giornata di trading. Basandosi poi
sulla volatilità della giornata che si è ristretta e non ha dato una chiara
impostazione di acquisto o vendita è chiaro che, rispetto ad una giornata
molto direzionale, il giorno successivo o i giorni successivi, potrebbe
portare più direzione ai prezzi. Qui la sua forza.

Il tipo di ordine pendente che deve essere utilizzato per operare con
questo pattern è l’ordine buy stop/sell stop: si inserirà quindi un ordine
“break out” buy stop sopra il massimo della barra o sell stop sotto il
minimo della barra. Lo stop loss sempre impostato dalla parte opposta
tenendo come tolleranza alcuni pips.
Vediamo qualche esempio sui grafici.

Cambio forex EUR/USD, barra di indecisione su livello chiave


orizzontale di supporto, media mobile esponenziale a 21 periodi testata,
pull back non violento prima della barra di setup. Ottimo segnale, quindi,
da poter tradare con un ordine buy stop qualche pip sopra il massimo
della indecision bar e stop sotto il suo minimo.

Altro esempio, cambio forex AUD/USD, sempre indecision bar nel trend
daily, in questo caso, dopo una pausa di riflessione data dalle barre
inside precedenti. Se si nota proprio prima del movimento direzione
short il mercato aveva disegnato una barra di indecisione. Si potrebbe,
quindi, optare per inserire un ordine sell stop sotto il minimo della barra
con lo stop loss posto qualche pip sopra il suo massimo.
Altro esempio, cambio forex GBP/USD, questa volta, contro il trend di
fondo. Siamo sul grafico settimanale, livello chiave, indecision bar con
un massimo più alto dei massimi precedenti (falsa rottura), lontananza
dalla EMA 21. Si ha, quindi, un’ottima opportunità per operare con un
sell stop sotto i minimi della barra e stop sopra i suoi massimi oppure,
essendo un weekly, cercare nelle settimane successive, attraverso il
grafico daily, un segnale di Price Action nella direzione short.
Si deve, ovviamente, essere consapevoli che la indecision bar è
frequente ma, le indecision bars che sono nel contesto del mercato,
della Price Action corretta (livelli, trend, volatilità) sono molto più rare ed
è quindi necessario studiare bene la Price Action generale e
contestualizzare la barra di indecisione.

I vantaggi della strategia price action e del “naked” trading


La mia esperienza mi dice che il trading deve essere mantenuto
semplice, il complicare le cose non fa altro che peggiorare il nostro
ambiente emotivo, il nostro approccio al trading e il risultato sarà che ci
troveremo ad avere risultati probabilmente non positivi.

Il mercato è ricchissimo di strumenti finanziari e strategie di trading e


spesso si è portati a cercare, soprattutto all’inizio, di trovare il classico
metodo di trading che non fallisce mai. Invece ci si dovrebbe
concentrare sul “tradare bene” rispettando il proprio piano di trading
perché sarà il rispetto delle nostre regole e delle nostre analisi a portare
nel tempo i risultati profittevoli e costanti che desideriamo.

Invece mi trovo spesso a vedere nuovi traders che hanno grafici pieni di
indicatori e oscillatori di analisi tecnica, 10 siti differenti riguardanti il
trading online differenti aperti nel proprio computer, cercare di
analizzare migliaia di diverse variabili durante la giornata attraverso lo
studio di un sacco di strumenti finanziari diversi e che, quindi, si
conoscono poco.

Non perdere quindi il tuo tempo cercando il sistema infallibile, il sacro


graal, il robot o expert advisor infallibile, non si deve scambiare il trading
per un bancomat. L'unica cosa che ti serve è un computer, una
connessione a internet, un broker serio e affidabile e nient’altro che te
stesso, i tuoi occhi, il tuo piano e analizzare il mercato ragionando
sempre e comunque di fronte a tutte le possibili opportunità offerte dai
mercati finanziari e il forex trading.

Grafico pulito VS Grafico “sporco”


Una delle migliori caratteristiche del price action naked trading è proprio
la sua “pulizia” grafica. Nulla deve interferire nella lettura del vero RE del
mercato e che ci offre moltissime informazioni ovvero il prezzo. Qui sotto
vediamo un’ immagine di un grafico di un price action trader.

Il consiglio che darei a ogni trader neofita è di iniziare cercando di


imparare a leggere la mappa chiara del prezzo nei grafici, imparare ad
ascoltare cosa ci dice il mercato interpretando il suo messaggio.
Quando si parla di analisi tecnica spesso noto grafici confusionari con
mille indicatori e oscillatori e, a volte, si ha addirittura difficoltà a capire
quanto sta quotando il mercato che vogliamo analizzare.

Le cose che servono sono:

 Un grafico di un periodo di tempo di almeno sei mesi

 Disegnare i livelli chiave più sentiti

 Segnare ogni ovvio segnale di price action naked trading

Non leggere le news


Un’altra caratteristica molto importante del trading con la price action è il
doversi disinteressarsi dalle notizie economiche. Quando tradi in questo
modo le uniche cose da seguire sono: trend, livelli e segnali.

Il cercare di “controllare il mercato” causa esclusivamente un vero e


proprio blocco che non fa altro che compromettere l’operatività di tutti i
giorni. L’unica cosa che possiamo controllare è noi stessi e il nostro
comportamento.

Cercare di interpretare una notizia è più una scommessa che un metodo


di trading. Noi non vogliamo essere trader che vogliono prevedere
l’andamento futuro dei prezzi ma rispettare il nostro piano per avere
risultati nel tempo.
Setta & dimentica
Altro punto a favore del trading con la price action è il fattore “setta e
dimentica” che aiuta a mantenere un atteggiamento rilassato e un
approccio al trading più freddo e distaccato, il risultato è la capacità di
fare correre le proprie posizioni senza continuamente interferire, cosa
che in molti casi porta ad abbassare la qualità del nostro operato.

Le decisioni di trading che dobbiamo affrontare possono essere


moltissime mentre con il metodo della price action naked si deve
analizzare con calma a fine giornata e settimana e, se ci sono i segnali
e il giusto rapporto tra rischio e rendimento, inserire degli ordini che
hanno già il nostro livello di massima perdita (stop loss) inserito nella
piattaforma di trading cosi da riguardare la posizione solo alla fine della
giornata o, addirittura il mattino successivo.

Non vi nego che le operazioni nelle quali ho guadagnato di più sono


quelle che mi sono dimenticato per qualche giorno.

Sicuramente nella gestione dell’operazione più calma e rilassata una


volta al giorno, magari modificando uno stop in profitto e lasciano la
posizione correre, si ha la migliore modalità per far diventare il trading
un’attività divertente, piacevole e profittevole!

Il “prezzo” è il cuore di ogni mercato, il “prezzo” per noi price action


trader è quindi l’unica cosa importante a cui dobbiamo affidarci.
Time frame alti: Daily & Weekly
La price action si basa sullo studio delle dinamiche dei prezzi solo su
time frame operativi alti, questo migliora l’operatività perché si ha una
selezione più precisa senza “sporcature” e “rumore” date dall’intraday e
che, anche a livello prettamente emotivo, fa migliorare i propri risultati.

Fare trading in questo modo aiuta quindi anche a mantenere il giusto


stato mentale per un’operatività serena ed efficace aiutando a
raggiungere quella disciplina che spesso è poco sviluppata dai traders
perdenti o alle prime armi.

Infine quindi possiamo dire che tradare la price action ha molti vantaggi
che vanno dagli aspetti più strettamente operativi fino ad arrivare agli
aspetti più mentali e comportamentali del trader.
Pin Bar trading: strategie di trading con il
segnale Pin Bar
1. Che cosa sono le Pin Bar e a cosa servono?

2. Le caratteristiche del segnale Pin Bar: come riconoscerlo

3. Conclusione: come fare trading al meglio con il segnale Pin Bar?

La pin bar è una conformazione grafica molto chiara che sta ad indicare
un esaurimento della forza o della debolezza del mercato. E’ un segnale
grafico molto chiaro che offre una importante informazione ai traders.

La pin bar, strategia applicata dai traders che usano il price action
trading, è, probabilmente, uno dei miei segnali di prezzo preferiti che, se
contestualizzati nel giusto ambiente di mercato, possono offrire delle
bellissime opportunità di trading.

Le pin bars, come tutti i segnali di price action naked, devono essere
utilizzate attraverso time frames operativi ampi come il daily e il weekly.
Scopri di più sulla price action

Le caratteristiche del segnale pin bar: come riconoscerlo

Le caratteristiche della pin bar come pattern grafico sono chiare. Qui
un’immagine che ci mostra la forma della pin bar.

Come si può notare le caratteristiche più chiare e generali del segnale di


trading sono:

 Apertura e chiusura quasi allo stesso livello o con pochissima differenza


di prezzo ( piccolo corpo di candela )

 Lunga ombra ( spike ) solo da una parte, non devono esserci 2 ombre

Queste sono le caratterische generali, nel proseguo dell’articolo


vedremo le caratteristiche ulteriori in base alla pin bar di vendita e la pin
bar di acquisto.
La Pin Bar rialzista (Bullish)

Questa la forma della pin bar utilizzata al momento che si vuole


acquistare un qualsivoglia mercato. Le caratteristiche principali quindi
sono:

 Apertura e chiusura quasi allo stesso livello - Lunga ombra nella parte
sotto, quasi nessuna ombra nella parte superiore

 L’ombra deve andare a toccare o violare un livello chiave di supporto


statico segnato su grafici con time frame daily o weekly

 In un trend meglio se l’ombra va a toccare o violare la ema 21 ( unico


indicatore utilizzato per supportare la nostra analisi di trend )

 Il corpo della pin bar deve rientrare all’interno del range massimo-
minimo della barra precedente

 Il minimo della pin bar deve violare i minimi precedenti


La Pin Bar ribassista (Bearish)

Questa la forma della pin bar utilizzata al momento che si vuole vendere
un qualsivoglia mercato. Le caratteristiche principali quindi sono:

 Apertura e chiusura quasi allo stesso livello

 Lunga ombra nella parte sopra, quasi nessuna ombra nella parte
inferiore

 L’ombra deve andare a toccare o violare un livello chiave di resistenza


statico segnato su grafici con time frame daily o weekly

 In un trend meglio se l’ombra va a toccare o violare la ema 21 ( unico


indicatore utilizzato per supportare la nostra analisi di trend )

 Il corpo della pin bar deve rientrare all’interno del range massimo-
minimo della barra precedente

 Il massimo della pin bar deve violare i massimi precedenti

 Tipologie di entrata con la pin bar

 Le entrate con le ftw solitamente sono di tre tipologie:

 A mercato

 Su break out
 Su ritracciamento

Come tradare le pin bar quindi? Quando utilizzare una o l’altra entry?
L’entrata a mercato viene effettuata alla chiusura della pinbar senza
attendere ma direttamente al prezzo corrente del mercato in quel
preciso istante. Si può utilizzare sia con pin bar nel trend di fondo sia
per pin bar reversal, contro il trend di fondo.

L’entrata su break out viene effettuata quando il giorno successivo alla


formazione della pin bar abbiamo la violazione del massimo della pin
bar ( per le pin rialziste ) e la violazione del minimo della pin bar ( per le
pin ribassiste ). Praticamente si inseriscono degli ordini pendenti buy
stop/ sell stop. Queste entrate le utilizzo più facilmente quando le pin
bar mi dimostrano una possibile operazione in linea con il trend di fondo.

L’entrata su ritracciamento solitamente viene invece utilizzata quando la


pin bar ci mostra una possibile operazione contro il trend di fondo quindi
la possiamo definire la classica pin bar reversal. In linea di massima si
cerca di inserire un ordine pendente buy limit/ sell limit sulla metà del
range massimo-minimo della pin bar.

Conclusione: come fare trading al meglio con il segnale Pin Bar

Ora vedremo alcuni esempi dedicati alle pin bars.

Esempio di pin bar in un trend rialzista, utilizzata come continuazione di


trend.

EUR/USD grafico con time frame daily


Come si nota, la rottura del massimo della pinbar convalida il rialzo e
porta il mercato a salire nei successivi giorni. La gestione
dell’operazione può essere fatta con calma alla sera in base al
movimento dei prezzi.
Esempio di pin bar in un trend ribassista, utilizzata come continuazione
di trend.

EUR/USD grafico con time frame daily


Come si nota, la rottura del minimo della pinbar convalida il ribasso e
porta il mercato a scendere nei successivi giorni. La gestione
dell’operazione può essere fatta con calma alla sera in base al
movimento dei prezzi.
Esempio di pin bar ribassista, usata come segnale di contro tendenza

GBP/USD grafico con time frame daily


Come si nota, la rottura del minimo della pinbar convalida il ribasso e
porta il mercato a scendere nei successivi giorni. Si poteva cercare una
entry su ritracciamento dei prezzi visto il segnale contro trend, oppure
semplicemente entrare su break out dei massimi. La gestione
dell’operazione può essere fatta con calma alla sera in base al
movimento dei prezzi.
Esempio di pin bar ribassista, usata come segnale in tendenza

USD/JPY grafico con time frame daily


Come si nota, la rottura del minimo della pinbar convalida il ribasso e
porta il mercato a scendere nei successivi giorni. Si poteva cercare una
entry su break out dei minimi della pin bar visto il segnale in trend,
senza attendere il ritracciamento dei prezzi. La gestione dell’operazione
può essere fatta a fine giornata, in questo esempio specifico si poteva
anche decidere di chiudere la posizione vista la grande volatilità del
mercato e la forte direzionalità.
Esempio di pin bar rialzista, usata come segnale di contro tendenza

AUD/USD grafico con time frame daily


Come si nota, la rottura del massimo della pinbar convalida il rialzo e
porta il mercato a salire nei successivi giorni. Si poteva cercare una
entry su ritracciamento del 50 % dei prezzi visto il segnale contro trend,
oppure semplicemente entrare su break out dei massimi. La gestione
dell’operazione può essere fatta alla fine della giornata seguendo la
price action con pazienza e attenzione. In questo esempio l’entrata al 50
% avrebbe dato un rapporto tra rischio preso e possibile rendimento
molto interessante.
Esempio di pin bar rialzista, usata come segnale in tendenza

USD/CAD grafico con time frame daily


Come si nota, la rottura del massimo della pin bar convalida il rialzo e
porta il mercato a salire nei successivi giorni. Si poteva cercare una
entry su break out dei massimi della pin bar il giorno successivo. Subito,
come si nota nell’esempio, abbiamo un rialzo repentino del mercato,
permettendoci di andare in profitto rapidamente e consentendoci di
spostare il nostro stop a rischio zero ( inserendo lo stop poco sopra il
prezzo di carico ) immediatamente. La gestione dell’operazione poi può
essere fatta sempre a fine giornata seguendo i prezzi e cercando quindi
di capitalizzare il miglior movimento possibile di breve termine.
Esempio di pin bar ribassista, usata come segnale di contro tendenza

USD/CHF grafico con time frame daily


Come si nota, la rottura del minimo della pinbar convalida il ribasso e
porta il mercato a scendere nei successivi giorni. Si poteva cercare una
entry su ritracciamento del 50 % nei giorni successivi alla pin bar per
una entrata migliorativa che, quindi, può portare ad una operazione con
un maggiore rapporto tra rischio e rendimento. La gestione
dell’operazione può essere fatta con calma alla sera. In questo esempio
vediamo come il prezzo è rimasto bloccato per qualche giornata per poi
crollare definitivamente senza nessun freno successivamente, creando
una possibile operazione di alto profitto.
Tre regole fondamentali per diventare un
trader di successo
Le regole fondamentali per diventare un trader di successo

Una delle cose che mi viene spesso chiesta dalle persone che mi
seguono è come fare per diventare un trader professionista o, in
generale, un trader che riesca a essere costantemente profittevole sui
mercati. La figura del trader professionista è spesso vista in maniera
sbagliata ovvero come quel tipo di persona eccentrica in auto di lusso
che viaggia da qualche bel paradiso terrestre all’altro, quasi come se
fosse facile guadagnare molti soldi con questa attività. In realtà il trader
può guadagnare molti soldi… ma non è sicuramente immediato o facile
ed è una figura più “tranquilla” di quella spesso che ci viene proposta,
che vive facendo il trading ma che ha il tempo per fare o investire anche
in altre attività.

Cosa studiare per diventare un trader professionista quindi? Il percorso


del trader non è per tutti uguale ma sicuramente necessita di studio e
tempo perché si possa avere dei risultati tangibili e duraturi. Per quanto
mi riguarda, da trader/formatore, ho creato un percorso formativo che
dura qualche mese e che al suo interno ha tutta la teoria legata alla
price action naked ovvero il mio approccio ai mercati e la mia
metodologia operativa. Non c’è quindi una via univoca per diventare
trader, ogni persona, in base al suo carattere, può decidere che tipo di
trader vuole diventare e quindi studiare e fare esperienza in quella
direzione. Il mio trading quindi è principalmente “end of day” con
operatività che dura qualche giorno quindi un trading più rilassato che
mi lasci il tempo per poter fare anche altro senza avere l’ossessione
delle operazioni che ho a mercato.
 Diventare trader professionista: da dove iniziare?

 Step 1: analisi dei mercati finanziari

 Step 2: come creare una strategia di trading

 Step 3: acquisisci esperienza nel trading

 Conclusione: come diventare un trader di successo


Diventare trader professionista: da dove
iniziare?
Se sei un trader neofita, è facile che tu venga bombardato da una
miriade di informazioni sui mercati, le strategie operative, e soprattutto
su come guadagnare in Borsa. È di vitale importanza che tu scelga una
strategia adatta alle tue esigenze, i tuoi obiettivi e il tuo livello di
propensione al rischio.

Tuttavia, esistono dei semplici step basilari consigliati a tutti i traders che
vorrebbero consolidare le basi del trading sui mercati finanziari.

Diventare trader indipendente deve essere visto da chi inizia come


qualsiasi altra attività professionale e imprenditoriale e quindi necessita
di studio e sacrifici. Innanzitutto per capire come diventare un trader
online si deve capire che tipo di mercati finanziari si vuole tradare.

Step 1: analisi dei mercati finanziari

Acquisisci una conoscenza solida dei mercati e degli strumenti


finanziari, assicurandoti di aver compreso le differenze principali.

Questo ti aiuterà a determinare il livello di rischio e a scegliere la


strategia necessaria.

 Il trading sulle azioni è infatti la modalità di negoziazione sui mercati


finanziari più tradizionale (oltre che la più conosciuta), anche se
comporta rischi abbastanza alti per l’elevata volatilità dei titoli azionari.
Potrai fare trading entro gli orari di negoziazione, a condizione che il
mercato selezionato non preveda anche degli orari di negoziazione
estesi.
 Il trading sugli indici potrebbe essere adatto a te se vuoi investire sul
rendimento di un gruppo di azioni, invece che su quello di una sola
azienda. Il mercato degli indici è più sensibile alla volatilità rispetto alle
singole azioni, poiché gli indici sono solo indicatori dei movimenti
collettivi di un gruppo di attività.

 Il mercato del forex è quello con più scambi e più liquidità al mondo. Per
esempio, è uno dei pochi mercati aperti 24 ore su 24, attivo anche nelle
ore notturne.

 Il mercato delle materie prime è molto conosciuto perché offre una vasta
gamma di opportunità, ma allo stesso tempo comporta un rischio
elevato per la grande volatilità di questi mercati. Il prezzo delle materie
prime può oscillare costantemente in base alla domanda (produzione) e
all’offerta (consumo).

 Le criptovalute offrono la possibilità di investire sul prezzo come nel


caso delle valute fisiche, ma il loro valore non viene determinato dai
fattori di mercato tradizionali, piuttosto dalla conoscenza che i trader
devono acquisire sulla blockchain e sulla scalabilità.

Step 2: come creare una strategia di trading

Per diventare un bravo trader si deve acquisire nel tempo un buon


approccio ai mercati e una buona strategia di trading che abbia dei
vantaggi e possa aiuta a ottenere profitto sul mercato scelto e a
identificare i punti di entrata e di uscita delle tue operazioni. Una
strategia di trading è la forza motrice del tuo piano di trading. Ti aiuterà
a individuare gli obiettivi e a prendere decisioni coerenti e non basate
sull’emotività.
Stili di trading

Esistono diversi modi di fare trading. I quattro stili più comuni sono:

 Il day trading prevede l'apertura e la chiusura di un numero ridotto di


operazioni nell’arco della stessa giornata in modo da sfruttare anche i
più piccoli movimenti del prezzo. Le posizioni vengono spesso aperte e
mantenute per poche ore e chiuse all’interno della giornata.

 Lo scalping è una modalità di trading di brevissimo termine che prevede


l'esecuzione di un numero elevato di operazioni al giorno. La durata
media di ogni operazione può variare da pochi secondi ad alcuni minuti.

 Lo swing trading prevede il mantenimento delle posizioni per più giorni


nel tentativo di sfruttare le variazioni del mercato nel breve/medio
termine, ovvero da due giorni a qualche settimana. Questo è lo stile che
io preferisco e che uso di maggiormanente. La price action usa infatti i
time frames daily e weekly come grafici di analisi.

 Il trading di posizione prevede il mantenimento delle posizioni per


settimane, mesi o addirittura anni con l'aspettativa che diventino
redditizie nel lungo termine. Si dice “cassettista” chi mantiene le
posizioni in questa modalità.

Ciò che accumuna questi diversi stili di trading che hanno tutti un unico
obiettivo: trarre profitto dalle variazioni di prezzo degli asset, e si
distinguono soltanto nella frequenza e nella durata della negoziazione.
Ogni scelta è individuale e dipende dalle tue esigenze, dalla tua
personalità e dalla quantità di tempo che vuoi dedicare all'attività di
trading. Una volta deciso il tuo stile di trading, puoi passare
all’elaborazione del tuo piano di trading.

Quest’ultimo dovrebbe includere le tue motivazioni, gli obiettivi e la


quantità di capitale che sei disposto investire.

Analisi di mercato

La chiave per una strategia di trading è l’analisi di mercato che sfrutta le


informazioni disponibili per prevedere l’andamento dei mercati e per
creare una metodologia sui livelli di entrata e di uscita.

L’analisi di mercato si suddivide in due categorie:

 L’analisi tecnica si basa sulla ripetitività degli eventi passati, cioè sulla
premessa che quello che è avvenuto nel passato possa essere utilizzato
per prevedere i futuri movimenti di prezzo. I trader possono analizzare i
grafici e utilizzare indicatori di prezzo per costruire la loro strategia
operativa sulla base di trend e lo storico dei pattern di prezzo. La price
action che uso è una forma di analisi tecnica che si basa solo sulle
dinamiche dei prezzi per fare trading.

 L’analisi fondamentale si basa sul principio che ogni asset ha un


effettivo valore reale o fair value. I trader utilizzano i dati macro, il PIL o
le statistiche sull’occupazione, insieme alle notizie politiche di prima
pagina per individuare le nuove opportunità o gli asset sotto o
sopravvalutati, per sfruttare le correzioni di mercato future. È opportuno
ricordare che i mercati finanziari possono essere estremamente volatili,
pertanto è impossibile prevedere del tutto i suoi movimenti, ma una
buona strategia di trading può prepararti a tutto. Gestione del rischio Nel
trading, il termine “rischio” si riferisce al fatto che le tue decisioni non
portano sempre al risultato atteso e possono sempre creare una perdita.

Perdere è in effetti una parte inevitabile del trading, a cui tutti i trader
devono essere preparati. Una buona strategia di gestione del rischio ti
permette di salvaguardare i tuoi profitti e ridurre le perdite.

Nel mio approccio al trading le perdite preferisco chiamarle “costi


dell’attività”, cercando di avere un approccio il più possibile
imprenditoriale al trading. Un trader di successo, per la mia esperienza,
dovrebbe sempre affrontare il trading in questo modo. Nel lungo termine
si deve cercare di essere profittevoli e questo, in linea di massima,
equivale ad avere profitti più alti dei costi ( vedi stop loss ) quindi un
buon rapporto tra rischio e rendimento e non per forza un numero di
operazioni a profitto più alte del numero di posizioni a costo.

Step 3: acquisisci esperienza nel trading

Lo step finale è quello di iniziare a fare trading. Non è però la


destinazione finale dal momento che è sempre importante continuare ad
approfondire le tue conoscenze sui mercati cercando di crescere e fare
proprie tutte le esperienze per migliorare l’attività futura.

Acquisire esperienza è una delle parti necessarie che servono ad un


trader per fare il salto di qualità e diventare un grande trader.

Regola #1: creare un piano di trading


Una delle cose che non trovo quasi mai quando conosco dei nuovi
traders o chi inizia a fare trading e quindi discuto con loro è una cosa:
NON SI PIANIFICA MAI IL PROPRIO TRADING. Tutti sono sempre
molto curiosi nella ricerca di nuove tecniche di trading e in pochi si
focalizzano sul pianificare la propria “azienda” trading. Come si può ben
capire reputo fondamentale la stesura di un piano di trading nella
riuscita dell’attività e soprattutto nel mantenimento nel tempo dei propri
risultati. Il mio piano di trading è frutto di 15 anni di trading. Nel tempo è
stato modificato perché l’esperienza nel trading si fa sul mercato ogni
giorno e ogni trader deve lavorare su questo per creare il suo piano di
trading.

Un piano di trading deve avere al suo interno la lista principale delle


cose da fare ovviamente riferite alla propria strategia di trading al
proprio money management, alla gestione della posizione, e tutto ciò
che c’è all’interno di questi macro topics.

Il nostro piano di trading deve essere come un filtro per la nostra attività,
deve darci ciò che vogliamo fare nella nostra “azienda” di trading, così
da mantenere nel tempo più disciplina al metodo e pianificazione e
serietà nell’operatività: sicuramente dovrebbe aiutare a non fare “stupidi”
trades o usare troppo rischio nelle operazioni questo però se, e solo se,
ovviamente, lo seguiamo con costanza.

Bisogna anche però sottolineare che anche se il trading plan va seguito


non si deve essere come dei “robot” anzi, voi sapete che per fare
trading, come dico sempre, si deve ragionare su ciò che sta accadendo
senza generalizzare le situazioni. Quindi seppur il piano di trading ci
indica la via si deve sempre applicare una modalità discrezionale nel
suo utilizzo. Significa che in alcuni casi ci sono situazioni dove è corretto
uscire dalle regole. Diciamo che il piano di trading non è un come un
sistema automatico di trading dove tutto è nero o bianco, anzi, deve
essere un aiuto per non fare errori banali, usare un rischio fuori controllo
e darsi una “linea” da seguire.

Il mio piano di trading comprende:

 Watch list di strumenti da analizzare ( solitamente i maggiori mercati


valutari, i mggiori indici di borsa e le maggiori materie prime )

 Time frames di analisi ( daily, weekly, monthly )

 Time frames operativi ( daily, weekly )

 Strumenti a supporto per l’analisi ( livelli, trend, volatilità )

 Apertura posizioni: risk managem ent & rapporto R:R

 Gestione della posizione e orari di analisi ( end of day trading )

 Segnali di price action utilizzati

 Divisione per singolo segnale di price action mostrando con immagine


allegata come voglio vedere l’impostazione dello strumento per fare
quella determinata operazione.

Diciamo che in linea di massima questo è ciò che deve avere un piano
di trading da seguire, in pratica, non manca nulla. Per poi creare
consapevolezza al proprio operato è importante crearsi un “trading
diary” dove vengono registrate tutte le operazioni fatte con il rischio
preso il tipo di operazione e la sua riuscita o meno sia in termini
percentuali che in punto monetario. Di questo argomento ne parleremo
in un articolo specifico.

Regola #2: gestire il rischio del trading

Per fare un buon trading, consapevole e pianificato per fare profitti nel
tempo si deve essere chiaramente dei così detti “gestori del rischio”
ovvero si devono conoscere le caratteristiche degli strumenti finanziari
che utilizziamo per non rischiare di avere operazioni non adeguato al
nostro profilo di trader. E’ importante sapere che tipo di leva stiamo
utilizzando in una determinata operazione di trading cercando di
rimanere in una singola operazione con leve non superiori a 1:10. Il risk
management è la sfera riguardante la gestione del rischio del nostro
conto di trading e delle singole operazioni a mercato. Devo quindi
stabilire: - Quanto posso rischiare su ogni singolo “deal” in base al mio
conto e alla mia propensione al rischio - Quanto rischio massimo totale
posso permettermi se dovessi avere più operazioni in contemporanea -
Quante operazioni in contemporanea posso avere - Rischio massimo
settimanale totale Questi sono i punti che io utilizzo per una corretta
gestione del rischio. Il primo riguarda il singolo trade, molto importante.
Tendo qui però a fare una precisazione perché dipende tutto dal tipo di
operatività che si va a fare: se operiamo su grafici con basso time frame
(5-15 minuti ) e facciamo dalle 3 alle 15 operazioni al giorno non si può
utilizzare la gestione del rischio che vado a proporre qui visto che in
questa sezione stiamo parlando di price action e quindi di fare trading su
time frames alti quali il daily o il weekly. Operando quindi in questo
modo si fanno meno operazioni che vanno solitamente da 2 a 4 a
settimana. Per il mio tipo di operatività ritengo che rischiare da 0.50%
fino ad un massimo di un 3 % sul singolo trade permetta di avere una
buona tutela del proprio capitale ma con la possibilità di vedere risultati
interessanti.

Facendo un esempio chiarificante:

Conto di trading da 10.000 euro

Rischio sul singolo trade = 200 euro ( 2% del capitale disponibile sul
conto )

Solitamente lavorando su time frames come il daily riusciamo ad avere


stop loss che vanno dai 50 ai 150 pips e che quindi per il rischio preso (
in questo caso 200 euro su 10.000 euro ) non si va mai ad utilizzare una
leva troppo alta: 50 pips per i 200 euro di rischio su EUR/USD significa
avere un’operazione con una siza di circa 4 mini contratti ovvero circa
40.000 euro, che su 10.000 sta a significare usare leva 4.

Il secondo punto invece riguarda quanto rischio massimo totale posso


permettermi se dovessi avere più operazioni in contemporanea e qui io
non supererei mai un 10 % calcolando che solitamente se dovessi avere
più operazioni queste non siano solitamente tutte estremamente
correlate perché altrimenti non avrebbe alcun senso.

Il terzo punto, in collegamento con quello precedente, mi deve far


pianificare quante operazioni in contemporanea io posso avere in
piattaforma e quindi qui sta tutto nel rischio preso sul singolo trade ma in
generale posso dire che non amo avere più di 3 operazioni aperte in
contemporanea , solitamente mi tengo addirittura al massimo con 2.

Per ultimo, nella settimana totale cerco di non rischiare mai più del 6%
del mio capitale disponibile per il trading.

In un mese quindi avrò un media di 8/15 operazioni di trading con un


rischio calcolato come descritto sopra. È chiaro quindi che nel proprio
piano di trading è fondamentale avere sempre delle regole rigide di
questa parte fondamentale del trading che serve per essere traders di
successo.

Conclusione: come diventare un trader di


successo
Il fattore più importante da sviluppare nel trading è la nostra emotività.
Un buon trading è fatto se si ha un piano che al suo interno abbia un
metodo di lavoro che cerca di mantenere il proprio operato sicuro e
consapevole nelle varie settimane di operatività senza cadere
nell’euforia o nel panico. Avendo tranquillità operativa si riesce a
mantenere la calma necessaria per fare un trading più profittevole.

Quali sono i fattori che possono quindi migliorare il mio approccio al


trading?

1. Utilizzo di time frames alti come il daily e il weekly


2. Avere un piano di rischio per operazione che ci permetta di essere
tranquilli nel momento che siamo a mercato con una operazione

3. Non passare da una strategia ad un’altra ma rimanere fedeli al proprio


piano

4. Avere una daily routine per analisi e inserimento ordini

5. Darsi degli obbiettivi settimanali e mensili

6. Conoscere i mercati su cui si opera, avere quindi una watchlist con i


mercati principali ( facendo operatività su daily potremmo inserire le
maggiori valute, i maggiori indici, le maggiori materie prime e
criptovalute )

Questi possono essere i punti principali per far si che nel nostro operato
non andiamo ad intaccare troppo la parte emotiva che quindi ci fa fare
scelte sbagliate.

1. Il time frame è importante, io uso principalmente il grafico daily per fare


le mie scelte e questo mi porta a togliere quasi del tutto sentimenti
negativi come la vendetta, la rabbia, lo stress che invece può provocare
il trading su time frames molto bassi: infatti io guardo il mercato la sera
ricercando l’idea di trading per il giorno successivo e il giorno
successivo, la mattina, vado ad inserire gli ordini. Andrò a rivedere il
mercato in serata ( filosofia setta e dimentica ) cosi da lasciare che il
mercato faccia il suo movimento e da li deciderò se modificare qualcosa
nella operazione che ho in atto. Se noto durante la sera che il mio trade
ha colpito il mio stop loss facilmente non avrò quel desiderio vivido di
vendetta di fare altri trades per recuperare ( come succede per chi fa
trading intraday ) ma, invece, cercherò sempre sul time frame daily una
nuova opportunità che all’indomani ricontrollerò e forse utilizzerò per un
trade. Tutto ciò diventa molto pianificato e chiaro: ogni fine settimana
faccio un’analisi operativa su grafico settimanale nella quale mi scrivo le
idee più interessanti per la settimana successiva così durante la
settimana so già cosa potrei cercare e su quali mercati focalizzarmi.

2. Molto importante è poi la gestione del rischio: lavorando su time frame


daily il mio rischio è sempre ben calcolato e quindi nel momento che
sono dentro ad un’operazione so esattamente qual è la mia perdita
massima. Non ho avuto fretta nell’inserimento dell’operazione, l’ho
analizzata e con calma, a bocce ferme su grafico daily ho inserito
l’ordine utilizzando una piccola percentuale del mio capitale a
disposizione nel trading. Questo è importantissimo visto che spesso
l’utilizzo di size troppo grandibporta alla paura che, inevitabilmente,
porta a risultati mediocri o scarsi.

3. Altra cosa fondamentale è non passare da una strategia di trading ad


un’altra appena ci si scontra con delle difficoltà: il trading è caratteriale e
dobbiamo sentirci a nostro agio nella nostra attività di trading e quindi
con il nostro metodo di lavoro.

4. Avere una routine è importante: come per l’uso del time frame, non
passando quindi da un time frame all’altro finché non si trova “qualcosa
da fare” ma stando ligi al time frame daily anche le nostre abitudini
devono essere le stesse ogni giorno : io impiego circa un’ora e mezza
ogni fine settimana e un’ora ogni giorno per le analisi e l’inserimento di
possibili ordini. Ogni sera tra le 21 e le 22 analizzo i grafici “end of day”
e mi scrivo le cose più interessanti per il giorno successivo. Il giorno
successivo rianalizzo tutti i mercati ma in primis quelli dove la sera prima
ho trovato possibili opportunità e inserisco, se c’è, un ordine. Il fine
settimana dedico sempre più tempo all’analisi, controllo i livelli e i trend
maggiori sui grafici settimanali e mensili oltre che daily e mi creo un’idea
per la settimana successiva. Questa routine porta ad essere più
disciplinati nelle varie giornate e a rispettare il proprio piano senza farsi
prendere da fattori emotivi negativi.

5. Altra cosa importante per mantenersi tranquilli nell’operatività è darsi


obbiettivi raggiungibili: ogni settimana darsi dei target di arrivo medio
piccoli. Per esempio: se il mio target questo mese è di fare un profitto di
2.000 euro dovrò dividere questi 2.000 euro in 4 settimane da 500 euro.
Dovrò quindi avere chiaro quanto rischio prendere per operazione per
poter arrivare a questi ipotetici 500 euro, concentrandomi sul fare poche
operazioni ma di qualità per arrivare all’obbiettivo. Da qui, utilizzare il
grafico daily e fare magari 3 massimo 4 operazioni durante la settimana
dove rischio 150/200 euro. Tutto questo porta a non reagire di emotività
negativa ma invece di rimanere focalizzati anche se non si riuscirà
sempre a raggiungere l’obbiettivo e certe settimane si chiuderanno con
una perdita.

6. La watchlist non deve contenere troppi mercati perché, a mio avviso, fa


fare più confusione. Una lista dei mercati principali, in generale, va
benissimo per fare trading diversificato ma anche conoscendo bene
dove si opera visto che il mio consiglio è quello di fare un’analisi ogni
fine settimana e una analisi ogni giorno.
Questi sono tra i punti principali che, nella mia esperienza, possono
migliorare l’approccio mentale e psicologico al trading. Non esiste quindi
un manuale per diventare trader ma esistono delle caratteristiche
basilari di cui ho parlato in questo articolo e a cui dobbiamo dare la
giusta attenzione se si vuole diventare un trader indipendente.
Vita da trader: scopri la giornata tipo di
chi fa trading di professione
Cosa significa fare il trader come lavoro? Quali sono le abitudini
di chi è in grado di vivere di trading?

Fare il trader come lavoro oggi, è, per alcuni aspetti, più ‘semplice’
rispetto a quando ho cominciato, oltre 15 anni fa, visto che le
connessioni ad internet e le piattaforme di trading sono molto più
evolute. Vivere con il trading però non riguarda solo la nostra
formazione tecnica e la capacità nel leggere e valutare una determinata
situazione sui mercati finanziari ma riguarda anche la nostra sfera
emotiva ed esperienziale oltre che ad una preparazione nella gestione
dei costi e ricavi. Il lavoro del trader è molto affascinante perché si è
completamente liberi: non si hanno orari prestabiliti, dipendenti o
collaboratori, un capo a cui dover render conto, fornitori o clienti da
gestire, non è, quindi, una classica attività lavorativa anche se, al suo
interno, ha tutte le dinamiche di una classica attività imprenditoriale.
Infatti è fondamentale per fare trading di professione: avere un piano di
business da seguire, una routine quotidiana di azioni da compiere, degli
orari prestabiliti nel seguire i mercati preferiti e gestire il nostro lavoro da
trader anche da un punto di vista amministrativo e finanziario. Come si
può leggere, tutte queste cose sono molto vicine a ciò che fa un
imprenditore per far crescere la sua azienda che a come spesso si
pensa essere il lavoro da trader.
Cosa fa un trader professionista?
Chi fa trading online compra e vende strumenti finanziari con il fine di
ricavarne un utile. I trader possono scegliere svariate tipologie di asset
su cui operare come valute (forex), obbligazioni (bonds), titoli azionari
(stocks), indici di borsa (indexes), materie prime (commodities),
criptovalute. Diciamo che un trader cerca di speculare sul prezzo di un
asset, quindi cerca di ottenere un profitto sia da mercati che salgono
che da mercati che scendono. Ogni tipologia di trading o strategia
operativa comporta dei rischi. Uno dei miei detti più cari è ‘senza perdite
nessun guadagno’, si deve quindi pensare che per guadagnare con il
trading si deve avere la capacità di affrontare anche transazioni costose
(ovvero accettare la perdita) per ottenere un profitto. I mercati finanziari
sono un bellissimo posto dove chi conosce bene se stesso e il proprio
metodo può fare la differenza ma chi non conosce bene se stesso può
non riuscire a farlo diventare un’attività profittevole.

Ci sono moltissimi modi di fare trading, possiamo dividerli in 4 stili


principali:

 Trading di posizione: attività di trading poco frequente, 4/5 posizioni


all’anno, mantenimento delle posizioni estremamente lunga come mesi
o anni.
 Swing trading: attività di trading più frequente ma non eccessiva, 5/10
operazioni al mese, mantenimento delle posizioni da un giorno a
qualche settimana al massimo.

 Day trading: attività frequente, ogni giorno si fa qualche transazione,


mantenimento delle posizioni all’interno dell’arco della giornata, non si
mantengono le posizioni overnight.

 Scalping: attività di trading molto frequente, si possono fare anche oltre


le 100 operazioni al giorno, mantenimento della posizione di secondi o
minuti.

Ogni persona, quando si avvicina al trading, può provare a capire di


cosa si tratta provando anche attraverso un conto demo. Personalmente
il mio stile di trading è Swing Trading.

Vita da trader parte 1: mattino


Il mattino la mia sveglia suona attorno alle 6:45. Subito faccio una
doccia e, dopo essermi vestito, preparo una ricca colazione per me e la
mia famiglia (ho due bambine). Per me la dieta di ogni giorno è molto
importante, per mantenermi in forma sia fisicamente che mentalmente. Il
mattino la mia colazione è fatta di tutti i macronutrienti: proteine,
carboidrati e grassi. Subito dopo accompagno le bambine a scuola e per
le 8:10 circa sono in ufficio. Iniziare con un caffè è d’obbligo e subito
dopo vado ai monitor e apro la piattaforma di trading per osservare i
mercati della mia watchlist principale. Guardo immediatamente quelli
che la sera prima mi ero segnato: il mio approccio al trading è ‘end of
day trading’ perciò ogni sera mi scrivo le potenziali opportunità da
seguire il giorno successivo. Alle 9:00 mi collego alla trading room
virtuale che ho creato diversi anni fa, dove si collegano svariati trader
abbonati al mio servizio operativo e con cui analizziamo alcune
situazioni e discutiamo delle possibilità di trading. Alle 10:30 chiudo e
faccio uno spuntino mentre attorno alle 11:00 vado a fare dell’attività
fisica o all’aperto (se il tempo lo consente mi piace andare al campetto
di basket) oppure in palestra a fare attività meno aerobica ma per me
divertente come sollevamento pesi e stretching. L’attività fisica in
generale per me è un toccasana e non può mancare. Almeno 3 volte a
settimana cerco di ritagliarmi questo spazio. Alle ore 13:00 vado a
prendere le mie figlie a scuola per poi andare a mangiare qualcosa di
leggero.

Vita da trader parte 2: primo pomeriggio


Dopo pranzo torno in ufficio dove osservo cosa è accaduto in mattinata
e attendo l’apertura della borsa USA. Successivamente, in base al
giorno, posso fare delle sessioni di coaching ad alcuni trader che
vogliono imparare il mio metodo oppure controllo le email o mi dedico ai
contenuti del mio canale youtube o per webinar, sempre cose relative al
trading e al mio approccio. Ovviamente, facendo un trading pianificato
sul grafico daily/weekly non sto sempre davanti al monitor ad osservare
ogni singolo movimento di prezzo, anzi, per me il detto ‘set and forget’ è
una filosofia da seguire di giorno in giorno per rimanere sereno ed
affrontare i mercati con serenità e senza emozioni ‘distorte’ che possono
portare a peggiorare i propri risultati.
Vita da trader parte 3: chiusura dei mercati
Il forex, mercato delle valute, non ha una vera e propria chiusura visto
che è aperto 24 ore su 24, ma si può comunque notare come, in base
alla chiusura dei mercati azionari USA, la liquidità e gli scambi si
abbassino notevolmente a quell’ora (22:00 italiane). Proprio in quel
momento cerco di fare sempre un’analisi della chiusura di giornata che,
in alcuni casi, può portarmi ad operare il giorno successivo. Come detto,
il mio approccio è ‘end of day trading’ e quindi è fondamentale operare
in base alle informazioni grafiche (price action) che arrivano a fine
giornata.

Vita da trader parte 4: trading nel weekend


Pe me il fine settimana è importantissimo. Il weekend diventa il
momento principale per la pianificazione dell’operatività della settimana
successiva. Vedo tutto a bocce ferme senza movimenti che possono
disturbarmi la view. In quel momento analizzo i livelli importanti di
domanda e offerta e studio la struttura dei mercati che seguo
maggiormente. Mi appunto le cose principali che dovrò poi, con
disciplina, seguire durante la settimana successiva. Secondo il mio
metodo, il fine settimana è la base di tutto il mio trading operativo.
Vivere di trading: i 7 consigli di Arduino
Schenato
1. Capire lo stile di trading che si vuole utilizzare e quindi che metodo di
trading seguire.

2. Capitale della mia ‘azienda trading’. Come qualsiasi attività si deve


pianificare quanti soldi siamo disposti ad utilizzare per la formazione e,
successivamente, per capitalizzare il conto di trading ed eventuali costi
come connessione ad internet e computer.

3. Creare un ‘business plan’: mercati su cui concentrare le forze, time


frame operativi, tipologie di segnali da utilizzare per entrare e uscire dal
mercato, percentuale di rischio sul singolo trade, numero massimo di
operazioni in contemporanea, orari di analisi/trading, gestione delle
operazioni.

4. Tenere un diario di trading: scriversi tutte le operazioni fatte, risultati,


note. Questo serve per rivedere quanto fatto in ottica di miglioramento.
Spesso molto sottovalutato ma importantissimo nella crescita
professionale del trader.

5. Fare un percorso di crescita personale: studiare se stessi, come


funzionano il nostro cervello e le nostre emozioni è di sicuro aiuto nel
diventare un trader a tutti gli effetti.

6. Mantenersi in buona forma fisica, mangiare salutare senza eccessi e


condurre una vita che abbia una routine aiuta a migliorare la
concentrazione e ad operare meglio.
7. Mantenersi sempre umili: anche se si possono guadagnare tanti soldi
con il trading, non si deve mai cambiare in base ai soldi che girano nelle
nostre tasche. I soldi vanno e vengono, il tempo va e non torna quindi
cerchiamo di pensare al trading come un lavoro che può aiutarci a
migliorare la nostra qualità di vita ma che non deve farci cambiare.

Vuoi diventare trader? Le regole


fondamentali per diventare un trader di
successo
Una delle cose che mi viene spesso chiesta dalle persone che mi
seguono è come fare per diventare un trader professionista o, in
generale, un trader che riesca a essere costantemente profittevole sui
mercati. La figura del trader professionista è spesso vista in maniera
sbagliata, ovvero come quel tipo di persona eccentrica in auto di lusso
che viaggia da qualche bel paradiso terrestre all’altro, quasi come se
fosse facile guadagnare molti soldi con questa attività. In realtà
qualunque trader può riuscire a guadagnare. Per farlo, però, non può
agire alla cieca, ma deve seguire un metodo prestabilito
I certificati turbo24: uno degli strumenti
che uso per operare
I Motivi principali che mi spingono a fare trading con i turbo24

Per fare trading possiamo utilizzare tanti strumenti finanziari che ci


permettono di operare sui principali mercati quali gli indici azionari, il
forex, e le materie prime. Ci sono infatti i cfd, le opzioni e i futures tra i
più conosciuti. Da qualche tempo abbiamo la possibilità di operare con i
certificati turbo24, strumento che per il mio modo di fare trading è
davvero interessante e ora vediamo i motivi.
- Trading 24 ore su 24
- Livelli KO che permettono un rischio assicurato
- No commissioni oltre lo spread
- Prodotto non OTC ma quotato
- Gestione della size molto elastica
- Piattaforma semplice da utilizzare
Trading 24 ore su 24: qualsiasi strumento ha una quotazione continua.
Questo, per chi fa trading con la price action naked, è sicuramente
un’ottima cosa perché crea dei grafici lineari senza gap quindi uno
studio dei prezzi migliore. Inoltre avendo la possibilità di operare a
qualsiasi ora si può comunque sempre intervenire su una posizione,
anche fuori dagli orari di negoziazione standard.
Livelli KO che permettono un rischio assicurato: quando si trada con
i certificati turbo24 si ha, nella piattaforma di trading, una tabella per
ogni mercato che indica i turbo long e i turbo short con svariati livelli di
KO. Questi livelli rappresentano il massimo rischio che si vuole andare
ad avere nel mercato. Se trado un turbo long ( opero quindi al rialzo )
avrò dei livelli KO più bassi del prezzo attuale. Al contrario per gli short
avrò dei livelli KO più alti.
Nelle immagine riportate si notano le due tabelle KO sia short che long.
Questi riportati sono i livelli KO per i turbo short di Eur/Usd. Ogni livello
corrisponde ad una leva differente.
Questi qui invece riguardano sempre Eur/Usd ma per turbo long.

I livelli KO fungono da livelli di stop loss ma sempre garantito: non si può


quindi rischiare che una posizione possa perdere di più di quanto
abbiamo prefissato nel momento in cui abbiamo creato il nostro ordine.
Ovviamente questo è una caratteristica molto importante per il mio
metodo di lavoro. Se tengo le operazioni più giorni o più settimane non
devo preoccuparmi di guardare i grafici costantemente perché so che il
mio trade non rischierà mai di subire dello slippage a sfavore.
No commissioni oltre lo spread: quando apro una posizione l’unico
costo che ho è lo spread denaro/lettera. Durante la vita della mia
posizione poi non avrò ulteriori costi overnight. Il costo “notturno” che c’è
per molti strumenti finanziari è assorbito dal livello di KO e quindi non si
abbatte sulla nostra posizione in maniera diretta. Il mio consiglio è
quello quindi, se si pensa di mantenere la posizione più giorni, di
scegliere un livello KO non troppo ravvicinato al prezzo corrente. Questa
caratteristica è una delle più interessanti per me che tengo spesso i miei
trades qualche giorno o qualche settimana.
Prodotto non OTC ma quotato: i turbo24, a differenza dei cfd, non
sono scambiati OTC (over the counter) ma sono uno strumento quotato
e scambiati su un sistema multilaterale di negoziazione chiamato MTF (
Multilateral Trading Facility ) chiamato Spectrum.
Assoluta trasparenza quindi negli scambi.
Gestione della size molto elastica: quando si opera con i turbo24 si
può decidere in maniera molto varia il rischio da prendere e quindi
quanto si vuole investire. Per assurdo anche quote di qualche euro
possono essere utilizzate; questo fa si che abbiamo uno strumento con
cui operare, molto in linea con una gestione del rischio calibrata ed
elastica. Non ci sono diciamo contratti fissi come accade nei futures ma
si può creare per ogni posizionamento e la propria propensione al
rischio il progetto di trade più in linea con il nostro money management.
Ora vediamo un esempio del ticket di negoziazione che, grazie al turbo
calculator, permette di capire a che li vello del sottostante corrisponde il
livello del turbo24 oltre che vedere l’investimento massimo in base ai
certificati comprati.
Piattaforma semplice da utilizzare: Il trader ha bisogno di una
piattaforma grafica e di trading semplice ed efficace. In questo caso i
turbo24 possono essere tradati sulla piattaforma “IG Trading” che, oltre
ad essere intuitiva e molto chiara, è anche accattivante nella grafica.
Tutte queste caratteristiche fanno si che il certificato turbo24 sia ad oggi
uno degli strumenti più interessanti da utilizzare per fare trading.
Per qualsiasi informazione riguardante il mio approccio al trading si possono
consultare i siti:

www.hereforex.com

https://www.youtube.com/user/HereForexChannel

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