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LA STRUTTURA DEL

PERIODO
LA FRASE E LO STILE NOMINALE
➤ Il verbo è il “cuore” della proposizione, ma esistono frasi prive di
verbo, incentrate su nomi e aggettivi.
➤ Quando in un periodo sono presenti molte frasi nominali si parla
di stile nominale (tipico per esempio del linguaggio giornalistico:
“Formula 1. Pole position per la Ferrari in Ungheria”).
➤ Templi indù grandi come Versailles, deserti e conservati benissimo
(giacchè coetanei del romanico, non bersagliati da iconoclasti
musulmani né da pollution), con un’aria magica, da Campo dei
Miracoli solo per incanto di proporzioni e decorazioni fantastiche,
dorate e rosate, entro pianure insulse, cieli anonimi, paesaggi
inesistenti, assenza di forme, disegno, colore. Per centinaia di
chilometri, intorno, nulla. (Alberto Arbasino).
LA PROPOSIZIONE PRINCIPALE
➤ è la proposizione autonoma sul piano della sintassi e del
significato.

➤ 1. Sono contenta.
➤ 2. Sono contenta, non pensavo di poter venire.

➤ Quando il periodo è composto solo da una proposizione, la p.


principale è detta indipendente.
TIPI DI PROPOSIZIONI INDIPENDENTI
➤ Se nella frase si constata, si descrive o si racconta qualcosa,
allora si ha una proposizione enunciativa (Carla è una ragazza
molto simpatica). Il verbo è di solito all’indicativo, ma può
anche essere al condizionale (preferirei non uscire; il ministro
sarebbe già partito per l’Argentina)

➤ Se si ordina o ci si augura qualcosa, si ha una proposizione


volitiva (Fermati!), Il verbo può essere all’imperativo o al
congiuntivo esortativo (Venga pure). Può anche avere
l’indicativo o l’infinito, purché questi modi esprimano un ordine
(Questo la farai tu; Adesso stai fermo qui e dormi; circolare!)
➤ se si chiede qualcosa, si ha una interrogativa diretta (che ore
sono?). Le interrogative possono essere semplici (prevedono una
sola possibilità di risposta: Mangi?; hai sete?)o disgiuntive
(preferisci acqua minerale o frizzante? Rimanete oppure andate via?)
➤ Le interrogative possono anche essere reali oppure retoriche
➤ di solito si usa l’indicativo, ma si può usare anche il condizionale,
nelle domande che esprimono una conseguenza (se ti invitassi a
cena, verresti a cena con me?) o per attenuare la domanda (Verresti
con me?) o esprimere un dubbio(Che potrei fare, pere scusarmi?).
➤ il congiuntivo e l’infinito si usano per esprimere un dubbio: Che sia
stata lei? Che fare?
➤ se si esclama qualcosa si ha una proposizione esclamativa
(Quanto sei antipatico!).
➤ di solito il verbo è all’indicativo, ma può anche essere
all’infinito (Io fare una cosa del genere!)o al congiuntivo o al
condizionale (Magari piovesse un po’!; Come sarebbe bello
andare tutti d’accordo!).
I RAPPORTI TRA LE PROPOSIZIONI
LA COORDINAZIONE
➤ Una coordinata è una proposizione che si pone sullo stesso
piano di quella che la precede: Stamattina mi sono alzato alle
6 e mi sono messo a studiare.
➤ le p. coordinate copulative e le aggiuntive costituiscono
un’aggiunta alla frase principale: Non ha un lavoro, per di più
non lo cerca, e si lamenta.
➤ le p. coordinate avversative contrastano in tutto o in parte
con quanto è espresso nella principale: Prendi quello che
preferisci, ma lascia qualcosa per gli altri.
➤ le p. coordinate conclusive costituiscono la conclusione
logica di quanto è espresso nella principale: Pioveva, perciò
sono rimasto a casa.

➤ le p. coordinate esplicative spiegano quanto è espresso nella


principale: Avevi ragione tu, infatti avevo capito male.

➤ le p. coordinate correlative presentano un rapporto di


corrispondenza e di parallelismo con la principale: Né lo
disapprovo, né lo giustifico.
I RAPPORTI TRA LE PROPOSIZIONI
LA GIUSTAPPOSIZIONE
➤ è un secondo modo di collegare due o più proposizioni poste
sullo stesso piano. Il collegamento non avviene per mezzo di
una congiunzione, ma di un segno di interpunzione: virgola,
punto, punto e virgola, due punti.

➤ Entri in casa, non saluti nessuno, a tavola non dici una parola,
la sera ti chiudi in camera tua: che modo di fare è questo?
I RAPPORTI TRA LE PROPOSIZIONI
LA SUBORDINAZIONE
➤ In questo caso, le proposizioni sono poste su piani diversi.
Delle due proposizioni una, la subordinata, richiede la
presenza dell’altra, la reggente, da cui dipende.
➤ La proposizione subordinata è priva di autonomia sul piano
sintattico e del significato.
➤ È collegata alla reggente da una congiunzione, una
preposizione o un altro elemento subordinante.
➤ Le subordinate possono avere forma implicita o esplicita.
LE PROPOSIZIONI OGGETTIVE
➤ Svolgono, nel periodo, la funzione di complemento oggetto della
proposizione reggente: Penso / che Claudia sia simpatica.
➤ possono dipendere da:
➤ verbi ed espressioni che significano percepire, affermare, ricordare:
dire, annunciare, negare, dare notizia, avere l’impressione…
➤ verbi ed espressioni che significano pensare o ipotizzare: pensare,
credere, stimare…
➤ verbi ed espressioni che significano volere, sperare, tentare, temere:
desiderare, avere desiderio, ordinare…
➤ verbi ed espressioni di sentimento: rallegrarsi, meravigliarsi,
dispiacersi…
➤ L’indicativo esprime certezza e si usa se nella reggente c’è un
verbo che appartiene all’area della certezza: Dico che hai agito
bene.
➤ Il congiuntivo esprime opinione, volontà, speranza o timore e si
usa se nella reggente c’è un verbo che appartiene all’area delle
opinioni e dei sentimenti personali: Penso che tu abbia agito
bene; Spero che tu agisca bene.
➤ Il condizionale si usa quando il fatto espresso nella proposizione
oggettiva dipende da una condizione: Credo che Aurelio sarebbe
d’accordo con me (sottinteso: se tu glielo chiedessi).
➤ Le oggettive esplicite possono essere introdotte da come +
congiuntivo: Ho visto come sia difficile non litigare.
LE PROPOSIZIONI SOGGETTIVE
➤ Svolgono, nel periodo, la funzione di soggetto della
proposizione reggente: Conviene che non litighiamo.
➤ possono dipendere da verbi come: sembrare, parere, accadere,
convenire, bisognare e simili, usati impersonalmente alla
terza persona singolare: Mi sembra di sognare.
➤ Verbi come credere, pensare, sperare, raccontare, dire,
narrare, temere, preceduti dal pronome si e usati alla terza
persona singolare: Si spera che le trattative abbiano successo.
➤ Espressioni impersonali formate dal verbo essere * un
aggettivo o un nome: È necessario prendere una decisione.
LE PROPOSIZIONI DICHIARATIVE
➤ Servono a spiegare un elemento (un nome, un pronome, un
avverbio) contenuto nella proposizione reggente: Questo mi
dispiace, che voi non mi crediate. La presenza di questo
elemento è ciò che distingue le dichiarative dalle oggettive e
dalle soggettive.
➤ Le dichiarative esplicite, introdotte da che, hanno a seconda
dei casi l’indicativo, il congiuntivo o il condizionale:
➤ Dico solo questo, che hai fatto proprio bene.
➤ Questo credeva: che qualcuno lo avesse imbrogliato.
➤ Di una cosa sono sicuro: che Carlo sarebbe d’accordo con me.

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