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LA TIRANNIDE DI PISISTRATO

LA TIRANNIDE AD ATENE

La riforma di Solone aveva eliminato i contrasti tra le classi sociali?


La riforma di Solone non aveva eliminato i contrasti esistenti tra le classi sociali. Infatti, non tutta
l'aristocrazia aveva gradito i cambiamenti apportati da Solone e anche i piccoli proprietari terrieri non
erano soddisfatti avendo sperato di ottenere maggiori favori e soprattutto una nuova ripartizione delle
terre.

Chi approfittò di questa situazione?


Di questa situazione approfittò Pisistrato che divenne tiranno di Atene nel 560 a.C.

Egli, cacciato per ben due volte da Atene, riuscì nel 545 a.C. a salire definitivamente al potere e vi rimase
fino alla sua morte avvenuta nel 527 a.C.

Come fu il governo di Pisistrato?


Nonostante Pisistrato arrivò al potere con la forza, il suo governo fu saggio e prudente: egli non abolì la
riforma di Solone, pur essendo un aristocratico.

Pisistrato aumentò lo sfruttamento delle miniere di oro e di argento situate sul monte Laurio, sviluppò
l'agricoltura, l'industria e il commercio. Fece costruire nuovi templi nell'Acropoli dando lavoro a molti
disoccupati. Le monete d'argento di Atene, con sopra impresse la testa della dea Atena e la civetta, simbolo
della città di Atene, si diffusero in tutto il Mediterraneo.

Il tiranno incoraggiò il culto di Dionisio e istituì le feste dionisiache, che avevano anche lo scopo di
distogliere l'attenzione degli Ateniesi dai problemi legati alla vita politica.

Durante la tirannide di Pisistrato Atene visse un periodo di pace e di prosperità.

Cosa accadde alla morte di Pisistrato?


Alla morte di Pisistrato il governo di Atene passò ai suoi due figli: Ippia e Ipparco.

Nel 514 a.C. Ipparco fu ucciso da due aristocratici per una vendetta personale.

Ippia si dimostrò ben diverso dal padre. Soprattutto dopo la morte del fratello, divenne diffidente e
spietato. Per questa ragione, gli aristocratici, con l'aiuto dell'esercito spartano, lo cacciarono da Atene
insieme alla sua famiglia nel 510 a.C.

Quindi venne nominato arconte Clistene.

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La grande riforma di Clistene

Nel 508 a.C. il nobile Clistene, eletto arconte ad Atene, varò una grande riforma
democratica.

Bisogna però premettere che il processo che portò alla formazione di un governo
democratico ad Atene fu lento.

Nel VII sec. a.C. Atene era retta da un governo aristocratico che, però, fu
scosso da una forte crisi economica e sociale. L’arconte Solone introdusse
una riforma che avrebbe dovuto portare la pace sociale. Ma i provvedimenti da lui
presi crearono un ordinamento timocratico, cioè basato sul censo, che lasciò
insoddisfatti sia i nobili sia i poveri.

Della difficile situazione approfittò Pisistrato, che, propostosi come difensore


degli interessi del popolo, si impadronì del potere diventando tiranno della città.

Alla morte di Pisistrato raccolsero l’eredità politica paterna i figli Ippia e


Ipparco. Armodio e Aristogitone, gli uccisori di Ipparco, vengono ricordati dalla
tradizione come coloro che abbatterono la tirannide e ripristinarono la
democrazia ad Atene. In realtà fu solo con la grande riforma di Clistene che si
formò ad Atene un governo democratico.

Alle quattro antiche tribù Clistene sostituì dieci nuove tribù formate su base


puramente territoriale.

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Ecco il modo in cui Clistene operò:

 divise il territorio dell’Attica in tre zone: la città, l’interno, la costa; 

 ogni zona fu suddivisa a sua volta in dieci unità amministrative


chiamate trittìe; 

 ciascuna trittìa fu ulteriormente suddivisa in unità più piccole


chiamate demi (i demi erano circa 140-150); 

 ciascuna delle dieci tribù era composta dalla popolazione di tre trittìe:


una della città, una della costa e una dell’interno. In questo modo in ogni
singola tribù erano raggruppati, in modo equilibrato, tutti i ceti sociali
dell’Attica: contadini e pastori dell’interno, piccoli coltivatori, ricchi
proprietari, commercianti e pescatori della costa, artigiani.
 

I cittadini divisi nelle dieci tribù partecipavano all’assemblea popolare (ekklesia).


L’assemblea popolare era il cuore della vita politica; era aperta a tutti i cittadini
sopra i vent’anni, di qualunque estrazione sociale. Essa:

 approvava, respingeva o modificava le proposte del Consiglio dei


500 (50 consiglieri per dieci tribù) o Boulè; 

 sorteggiava i membri della Boulè, che proponeva le leggi e aveva funzioni


di controllo politico. I membri della Boulè o Consiglio dei 500 restavano in
carica per una pritanìa (l’anno fu suddiviso in dieci sessioni o pritanìe,
una per ogni mese dell’anno; l’anno comprendeva dieci mesi, in media di
36 giorni); 

 sorteggiava i membri dell’eliea (in greco antico heliàia), il tribunale


popolare; 

 eleggeva (non sorteggiava) i dieci strateghi (comandanti militari), uno


per ogni tribù, che restavano in carica un anno. Gli strateghi, riuniti in un
collegio presieduto da un arconte (il polemarco), provvedevano a tutto
quanto concerneva la sicurezza della polis. Gli strateghi venivano eletti e
non sorteggiati perché la carica di stratego era troppo delicata e
richiedeva competenze specifiche in campo militare: non poteva essere
affidata al caso. Lo stesso principio valeva per gli arconti, i dieci
magistrati che governavano la città per un anno; inizialmente erano eletti
dall’assemblea fra i membri delle prime due classi, poi dal V secolo a.C.
vennero nominati per sorteggio tra i membri di tutte le classi.
 

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La tradizione attribuisce a Clistene l’istituzione dell’ostracismo, una procedura per
esiliare i cittadini sospetti di aspirare alla tirranide o di voler restaurare
l’oligarchia: ve ne parliamo nel dettaglio qui

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