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Il potere costituente è il potere libero, assoluto, sul quale un popolo erige il

proprio ordinamento giuridico.

 è assoluto in quanto prima di esso, e quindi prima della stipulazione di una


Costituzione, non vi è nulla.
 è libero da ogni vincolo giuridico correlato alla gerarchia delle fonti, in
quanto esso è la fonte più importante, da quale scaturirà ad esempio una
Carta Costituzionale, e quindi la base per la costruzione un nuovo
ordinamento giuridico non presente prima di esso.

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Il potere costituito è quel potere che permette, tramite un iter legis speciale
rispetto a quello ordinario, di modificare la costituzione, ma è impossibilitato dal
crearne una nuova, in quanto soggetto ai limiti imposti dal potere costituito.

IL REFERENDUM è uno strumento di democrazia diretta che


consiste in una consultazione dell’intero corpo elettorale che produce effetti
giuridici.

Può essere preventivo o successivo a seconda che il voto popolare intervenga


prima o dopo l’entrata in vigore dell’atto che ne forma l’oggetto.

Un tipo di referendum preventivo è quello d’indirizzo ,che si ha quando il corpo


elettorale si pronuncia in via preliminare su un principio o su una proposta
formulata in termini molto generali , i quali dovranno avere attuazione da parte
del Parlamento.

Si classifica in base all’oggetto in :

 REFERENDUM COSTITUZIONALI = hanno per oggetto un atto


costituzionale e ne esistono diverse ipotesi: Precostituente quando il voto
popolare ha come oggetto l’atto fondativo del nuovo Stato (ex. Previsione di
convocare un’Assemblea costituente).Costituente quando il voto popolare
interviene sul testo di una nuova Costituzione predisposto da un’ Assemblea
costituente ovvero dal Parlamento o da altri organi , per approvarlo o
respingerlo .

E’ di tipo preventivo , perché la consultazione popolare ha senso in quanto


interviene prima dell’entrata in vigore di una nuova Costituzione o di una sua
modifica, per assicurarne la LEGITTIMAZIONE DEMOCRATICA . il popolo
opera come potere costituente

 REFERENDUM DI REVISIONE COSTITUZIONALE ha come oggetto la


modificazione parziale o l’integrazione della Costituzione ( è espressione di
potere costituito)
 REFERENDUM LEGISLATIVI = hanno per oggetto una legge , può essere
obbligatorio (l’atto d’indizione della consultazione popolare si configura
come un atto dovuto ) o facoltativo (subordinato all’iniziativa da parte di
uno dei soggetti che è a ciò legittimato) può essere attivo quando la
consultazione popolare viene promossa da un certo numero di cittadini o
passivo quando viene promossa da un organo dello Stato.

 REFERENDUM POLITICI hanno per oggetto una questione politica non


disciplinato da un atto normativo.

 REFERENDUM AMMINISTRATIVI ha per oggetto un atto amministrativo.

LA COSTITUZIONE ITALIANA prevede quattro tipi di referendum:

1. Referundum di revisione costituzionale : che ha carattere eventuale e si


può inserire nell’ambito di revisione costituzionale

Analogo è il referendum anch’esso eventuale che si inserisce nel procedimento


di formazione degli STATUTI delle Regioni ordinarie e delle leggi statutarie
delle Regioni speciali (siccome s’inserisce nel procedimento di approvazione del
atto, sospendendolo, questo tipo di referendum è detto anche referendum
approvativo o sospensivo.

2. Referendum abrogativo di una legge o di un atto avente forza di legge ,


già in vigore, il quale perciò ha carattere eventuale e successivo

3. Referendum consultivo previsto dagli art. 132 e 133 della Costituzione, per
la modificazione territoriale di Regioni, Province , Comuni

4. Referendum abrogativi o consultivi su leggi e provvedimenti


amministrativi delle regioni possono essere disciplinati dagli Statuti
regionali

La legge ordinaria ha inoltre demandato agli statuti dei Comuni e delle


Province la competenza a prevedere e disciplinare forme di consultazione
della popolazione e referendum consultivi su richiesta di un adeguato
numero di cittadini , relativamente a materie di esclusiva competenza locale.
IL PRINCIPIO DI SEPARAZIONE DEI POTERI
Per la teoria della separazione dei poteri (Montesquieu “spirito delle leggi 1748”)
ogni funzione pubblica deve essere attribuita ad un potere distinto (legislativo:
elabora leggi; esecutivo: applica leggi; giudiziario: applica le leggi e dirime le
controversie), per evitare che concentrazione di attribuzioni possano spianare la
strada alla tirannia.  Tuttavia i poteri devono potersi condizionare in modo da
bilanciarsi reciprocamente secondo uno schema di pesi e contrappesi (ceck and
balance):  in Italia il presidente della repubblica ha come compito principale
quello di  garantite gli equilibri fra i diversi poteri.
Ma l’evoluzione costituzionale ha modificato il  principio della separazione dei
poteri, infatti:

 la funzione legislativa:  assume sempre + leggi provvedimento, ovvero


regole valevoli per soggetti e situazioni determinate, e l’esecutivo trova in
alcuni sistemi la possibilità di emanare degli atti con forza di legge, cosi
come avviene in Italia per decreti legge e decreti legislativi;

 la funzione giurisdizionale: si è allontanata dai modelli tradizionali, infatti


i giudici assumono sempre più importanza per la definizione dei contenuti
normativi dei testi legislativi;

 la funzione di indirizzo politico (art. 95 della costituzione):  va ad


aggiungersi alle  tre tradizionali forme di potere. Si tratta  della preventiva
determinazione delle linee direttrici dell’azione statale a cui dovranno
attenersi poi le attività legislative ed esecutive.Si esprime in diversi atti
formali :

-leggi del parlamento

-regolamenti e decreti legislativi del Governo

-atti amministrativi di valenza politica

-stipulazione di trattati internazionali ecc..

ART.95

“Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e
ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo,
promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri.”
LA REGOLA DI MAGGIORANZA
si intende:

a)strumento tecnico con cui un collegio esprime le proprie decisioni:  infatti è si


adottata la decisione che raccoglie il maggior numero di voti;

b)strumento con cui sono elette le assemblee rappresentative: è eletto il


candidato che ottiene  la maggioranza dei voti.

c)criterio di organizzazione delle forza politiche in parlamento: le elezioni


devono produrre in parlamento una maggioranza stabile capace di sostenere il
governo ed in contrapposizione dialettica
con la minoranza.

Esistono vari tipi di maggioranza, in genere quando si usa il termine senza


nessun aggettivo che lo specifichi, si vuole intendere la maggioranza assoluta.

-Maggioranza qualificata: quando il numero di chi approva un determinato atto


supera largamente il 50% dei votanti (es. 65%)

-Maggioranza assoluta: quando il numero di chi approva un determinato atto è


dato dal 50% + 1 voto dei votanti.

-Maggioranza relativa: quando il numero di chi propone un determinato atto, pur


non superando il 50%, è maggiore di tutte le altre fazioni (es. 45%, 25%, 15%,
10%, 5% - 45% è la maggioranza relativa in quanto, pur non arrivando al 50% +
1, è maggiore di tutte le altre fazioni)

RISCHIO DELLA TIRANNIA DELLA MAGGIORANZA = che una maggioranza può


usare per adottare provvedimenti che eliminino i soggetti rimasti in
minoranza

Probabile nei sistemi pluralistici dove i gruppi politici non sono occasionali, ma
stabili.

E si instaurano maggioranze e minoranze politiche tal fine sono state instaurate


nelle vari Costituzioni vari strumenti per la tutela delle minoranze con l’obiettivo di
dotare la società di un idoneo impianto normativo volto ad evitare comportamenti
opportunistici e assolutistici degli azionisti di maggioranza limitandone i poteri
mediante l’individuazione di regole di organizzazione.
Le tutele delle minoranze si esplicano in forme di :

-tutela reale= con questa il socio di minoranza può , in presenza di un atto


antigiuridico della società lesivo dei propri interessi, paralizzare gli effetti
determinandone l’invalidità .

-tutela obbligatoria  consente, invece, ai soci di ottenere un risarcimento


pecuniario a causa del pregiudizio derivante dall’atto e trova la sua espressione
nella disciplina dell’invalidità delle deliberazioni assembleari .

STRUMENTI DI TUTELA :

- il diritto di intervento in assemblea (spettante a tutti i soci, tranne ai titolari


di azioni prive di diritto di voto o con voto limitato a particolari argomenti non
ricompresi nell’ordine del giorno, artt. 2368 e 2369 c.c.) che tutela l’interesse
delle minoranze mediante l’individuazione dei quorum assembleari.

-il diritto di chiedere un rinvio dell’assemblea per mancanza di


informazioni (art. 2374 c.c.): la ratio è quella di garantire a tutti i soci le
informazioni necessarie per esprimere un voto consapevole

- il diritto di deliberare e promuovere l’azione sociale di responsabilità


contro gli amministratori (art. 2393-bis c.c.): estendere il potere di agire a tutti
i soci per portare l’attenzione all’organo di controllo di eventuali irregolarità
compiute dagli amministratori

Patti parasociali
Questi ultimi riescono a tutelare maggiormente i lori interessi mediante i
patti parasociali che consentono la fissazione di quorum assembleari costitutivi
o deliberativi diversi da quelli previsti dalla legge, pur rispettando il limite
temporale di 5 anni in caso di S.p.A. non quotate e 3 anni per le S.p.A. quotate.

Tali patti possono aversi tra gli stessi soci di minoranza i quali si accordano per
tutelare al meglio i loro interessi portando le proprie ragioni dinnanzi la
maggioranza; patti tra soci di minoranza e soci maggioranza che riconoscono
loro ex ante diritti e/o poteri oppure strumenti idonei a salvaguardare la loro
posizione[4]. In molti patti parasociali sono previste le c.d. clausole di exit o di
way-out la cui funzione è quella di permettere ai soci di minoranza di modificare
la propria partecipazione a determinate condizioni, ad esempio con le clausole di
co-vendita o tag along il socio può cedere del tutto o in parte la propria
partecipazione ai terzi e gli altri soci potranno richiedere che il socio cedente
procuri l’acquisto anche della loro partecipazione

La società per azioni  (sigla italiana S.p.A., inglese Ltd. e Inc., spagnola e portoghese SA, tedesca AG) è


una società di capitali (cioè una forma giuridica assunta da un'impresa) dotata di personalità giuridica e
una autonomia patrimoniale perfetta, nella quale le partecipazioni dei soci sono rappresentate
da titoli trasferibili, le cosiddette azioni suddivise in più tipi, e nella quale la gestione è delegata a un organo di
gestione come ad esempio un consiglio di amministrazione (CDA).
SISTEMI ELETTORALI NON BASATI SULLA REGOLA DI MAGGIORANZA :

-DEMOCRAZIE MAGGIORITARIE (Usa,Regno Unito) la regola di maggioranza


diventa principio di organizzazione dei rapporti tra i soggetti politici.

Sono basate sulla contrapposizione di due partiti o due coalizioni di partiti tra
loro alternative, ovvero, tra due leader politici , in competizione per ottenere la
titolarità del potere politico. Durante le elezioni il corpo elettorale si trova a
dover scegliere tra un patito od un altra/i 2 candidati alla carica di Capo del
potere governante.

La contrapposizione poi continua anche dopo le elezioni , per cui si crea una
distinzione funzionale tra la maggioranza politica ed il governo, da esso
sostenuto in cui si concentrano i poteri di indirizzo politico- e la minoranza che
assume la funzione di opposizione .

-DEMOCRAZIE CONSOCIATIVE (Paesi Bassi, Belgio) tendono ad incentivare gli


accordi tra i principali partiti, al fine di condividere il controllo del potere
politico.

I partiti a livello elettorale competono per conquistare i seggi parlamentari che


attestano la forza politica di cui ogni partito dispone.

Dopo le elezioni però , non si crea una distinzione funzionale tra maggioranza che
decide e opposizione che controlla

Piuttosto i partiti tendono ad utilizzare la propria forza politica per negoziare tra
di loro e raggiungere dei compromessi politici

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