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EDUCARE
accanto
“ ALL’INTERNO DI UN
SERVIZIO EDUCATIVO
SI PUÒ EDUCARE
SOLAMENTE A PARTIRE
Orientamenti
nazionali
DALLA COSTRUZIONE per i servizi
DI UN RAPPORTO DI educativi per

ASCOLTO, DIALOGO, l’infanzia
ALLEANZA CON LA
FAMIGLIA.
I N D I C E
Anna Lia Introduzione 4
Galardini Costruire l’alleanza

Genitori in gioco
Incontrare le famiglie
“Un servizio per l’infanzia “costituisce un’importante tappa nell’elaborazione
“L’accoglienza è una dimensione essenziale del servizio, che va al della funzione genitoriale e un’opportunità di scambio e di confronto
di là del primo ambientamento. La relazione è infatti una tessitura tra persone che stanno attraversando la stessa esperienza di vita.””
che si fa giorno per giorno utilizzando una varietà di strumenti.”
Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l'infanzia
Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l'infanzia
• Con i genitori: spunti ludici di conversazione - Antonio Di Pietro 32
• Entrate, siete a casa! – Daniela Ghidini 6 • Riparliamo del Cestino dei Tesori di Elinor Goldschmied:
• L’ambientamento partecipato – Silvia Iaccarino 10 una proposta di gioco da riscoprire - Barbara Zoccatelli Angela Palandri 36
• L’importanza di essere insieme – Marcella Dondoli 14 • La lettura nutre le relazioni – Tania Mariotti 40
• Le condizioni per accogliere – Sabrina Gori 16 • Leggere ad alta voce - Valeria Anfossi 44
• Il pasto tra casa e nido – Penny Ritscher 18

Voci dai servizi Le app per il racconto ai genitori


della quotidianità
“L’incontro con il servizio può fare emergere agli occhi dei genitori aspetti
dello sviluppo del loro bambino, di cui fino a quel momento erano poco “L’accoglienza è una dimensione essenziale del servizio, che va al
consapevoli. Sta agli educatori mettersi al fianco della famiglia, garantendo di là del primo ambientamento. La relazione è infatti una tessitura
un’osservazione puntuale e attenta del bambino e il suo sviluppo e una che si fa giorno per giorno utilizzando una varietà di strumenti.”
comunicazione costante.”
Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l'infanzia
Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l'infanzia
• Nuove tecnologie per comunicare - Kindertap, l’app per nidi
• Le parole della relazione con le famiglie e scuole dell’infanzia- Alberto Sbeghen 48
Nido d’infanzia Lo scarabocchio- Bientina - Sonia Iozzelli 20
• Famiglie dentro
Nidi d’infanzia Il melarancio Il Melograno - Barberino https://www.amazon.it/shop/percorsiformativi0-6?listId=-
Tavarnelle e il Riccio - Greve in Chianti - Giulia Clemente 24 Bibliografia QE1HXTRTOFJC
• Per conservare meraviglie
Spazio Gioco L’ Aquilone – Lucca - Simona Serina 28
E’ importante ripercorrere le condizioni Importante è partire dal valore della con-
Costruire l’alleanza utili a sostenere la conoscenza da parte
dei genitori degli aspetti significativi
tinuità con l’ambiente di vita del bambino
e dal riconoscimento che i genitori sono
dell’esperienza dei loro bambini den- portatori di un sapere unico sui loro figli
Condividere la responsabilità del- tro il servizio educativo ed a confer- che deve essere ascoltato. I servizi devo-
la crescita dei bambini mare le scelte che alimentano al con-
tempo la professionalità educativa.
no perciò interrogarsi sulla loro capaci-
tà di entrare in relazione con le famiglie.
Anna Lia Galardini
Vogliamo proporre spunti che vengono E’ sempre necessario a tale proposito
pedagogista - Associazione Crescere dalla realtà dei servizi per condividere rinnovare pensieri e riflettere sulle pra-
una riflessione sui contesti e i compor- tiche scelte per andare incontro ai ge-
tamenti che permettono a educatori, in- nitori, in modo da renderli protagonisti

N
segnanti e genitori gesti di accoglienza nella vita del nido e della scuola. Il punto
che generano dialogo e partecipazione. di partenza è quello di interrogarsi sugli
ei servizi per l’infanzia sottolinea- Si tratta perciò di sostenere la partecipa-
La condivisione della responsabilità edu- aspetti di valore in un servizio educativo
re il valore dell’alleanza con le fa- zione ad un’impresa comune che arricchi-
cativa tra gli adulti che accompagnano per la prima infanzia, per poi trovare il
miglie è divenuto, con il crescere sce nel medesimo tempo educatori e ge-
un bambino non è un processo imme- giusto modo per condividerli con le fa-
dell’investimento sulla loro iden- nitori. La capacità di rendere leggibili gli
diato, ma richiede tempo e capacità di miglie e con la comunità intorno a loro.
tità educativa, un aspetto sempre più im- obiettivi che gli educatori si danno aiuta i
tessitura, nel rispetto delle differenze
portante. La ricerca in campo evolutivo genitori a comprendere il servizio, a trar-
che caratterizzano le famiglie e i servizi.
ci conferma che la qualità dell’esperien- ne maggiore vantaggio e ad essere vicini
za educativa e degli apprendimenti, sia alle esperienze quotidiane dei bambini.
a livello prescolare che scolare, cresce
quando si realizzano rapporti di collabo- Gli educatori, a loro volta, dal con-
razione con le famiglie. Ciò significa che fronto con le storie e i percorsi fami-
nei servizi per l’infanzia non è possibile liari possono comprendere meglio
mettere al centro il bambino senza inclu- l’individualità di ogni bambino e va-
dere la sua famiglia, perché l’educazione lorizzare le risorse di ogni famiglia.
che produce benefici è quella che guar- Affrontare il tema delle relazioni con le
da ai bambini nel loro mondo di relazioni. famiglie è oggi più che mai importante
perché si tratta di un aspetto che risen-
Per questo i nuovi Orientamenti naziona- te della realtà che stiamo vivendo, che
li per i servizi educativi per l’infanzia, che è oggetto di molta preoccupazione.
il Ministero dell’istruzione ha prodotto e
pubblicato recentemente, rinnovano l’at- Il tempo della pandemia ha richiesto a
tenzione verso l’alleanza educativa con famiglie e servizi di modificare compor-
le famiglie ed il modo in cui il mondo del tamenti, scelte organizzative, strumenti
servizio educativo è capace di mettersi in di comunicazione e anche le occasio-
relazione con il mondo familiare di ogni ni di incontro. Attraverso i contributi
bambino. Quindi il livello di coinvolgimen- che abbiamo raccolto vogliamo mette-
to e di partecipazione delle famiglie inci- re a disposizione riflessioni e pratiche
de sulla qualità delle esperienze educati- perché non venga meno comunque la
ve e sul potenziale sviluppo dei bambini. possibilità di mantenere viva l’alleanza.

4 5
Entrate,
siete a casa!
Daniela Ghidini
coordinatrice pedagogica

L
Cosa significa e come è possibile “fare spazio alle famiglie” nei servizi?


’arrivo dei nuovi bambini nei servizi Questa mamma ha successivamente
06 è preceduto da un tempo con chiesto che il suo bambino venisse
i genitori di incontro, scambio, accolto nella sezione di quell’educatrice.
informazioni da raccogliere e Fare spazio alle famiglie significa Trasmettere vicinanza
dare. L’arrivo dei nuovi bambini al nido innanzitutto coltivare in sé questa E’ fondamentale un’onestà intellettuale e professionale che ci permetta di
o scuola non inizia dunque a settembre, consapevolezza: viene sempre accolta comprendere come realmente siamo e stiamo dentro la relazione con le famiglie: se
ma dalla prima telefonata o visita che il una famiglia, con il loro bambino o abbiamo timore di essere invasi, se abbiamo pre-giudizi o se si attivano facilmente
genitore fa. E’ capitato recentemente bambina. Non si può accogliere il nei momenti di difficoltà, se siamo invece rilassati e sereni, se riusciamo a trasmettere
ad un’educatrice di fare un “open day bambino se non sappiamo accogliere le vicinanza, ma anche a coltivare quella giusta distanza interiore che ci permette
telefonico”: la mamma non aveva potuto famiglie, cosa che ci pare forse scontata, di rimanere professionali, nel leggere le situazioni. Solo la consapevolezza di noi,
partecipare all’incontro da remoto ma quando ci interroghiamo, osserviamo anche nei nostri limiti e fatiche, ci permetterà di migliorare, utilizzando il confronto
svolto all’apertura delle iscrizioni, e riflettiamo sulle nostre pratiche, ci in équipe per cercare scelte, comportamenti, parole e approcci sempre più coerenti
dove avevamo raccontato il nido, con accorgiamo che non lo è. Ancor più oggi con il dichiarato.
foto e parole, in cui ci eravamo anche dove le restrizioni legate alla pandemia,
presentate, perciò ha chiesto di poter la preoccupazione per il rispetto delle
parlare con qualcuno che rispondesse
alle sue domande: erano tante,
interessanti, di grande competenza
norme, rischia di farci perdere di vista
questo importante orientamento. “Non si può accogliere
e attenzione a molte sfaccettature…
il bambino se non
sappiamo accogliere le
famiglie.

6
Momenti
Q
uando facciamo la prima riunione
pensiamo per esempio a quante do-
mande avranno i genitori, soprattutto
formali se sono alla prima esperienza con noi,

e non
e a come favorire che emergano.
Concentrarci solo sulle informazioni che
pensiamo necessario fornire, non ci aiuta ad
essere attenti a loro, a farli sentire interlocutori
importanti per noi.
Saper
osservare
E’ utile in tal senso trasferire su carta le informazioni indispensabili, così che
possano leggerle con calma, anche dandole in anticipo, se possibile, in modo
da non saturare tutto il tempo dell’incontro su di esse. Nelle riunioni, come
nei colloqui, è fondamentale creare un clima e un’organizzazione che siano
coerenti con l’intento di accoglienza, che li faccia sentire a loro agio e e interpretare
i segnali
favorisca la conoscenza reciproca, anche tra loro: incontri plenari,
con le sedie in fila, non aiutano in tal senso.

E
Servono contesti più contenuti, numericamente, e con un quando sono con noi in sezione, quale postura assumiamo? Come ci
tempo calmo, con segni di accoglienza anche semplici, approcciamo a eventuali loro difficoltà o imbarazzi? La chiave è, come nel
dalle sedie disposte in cerchio, all’acqua o un the lavoro con i bambini, quella di osservare, interpretare i segnali che vediamo,
caldo a disposizione, qualche pensiero dedicato a anche eventualmente nel confronto con le colleghe, e provare a dare parola
loro. Uno strumento utile sono delle immagini: a ciò che immaginiamo stiano vivendo, e a ciò che può aiutare, supportare, farli
si possono usare fornite da noi, da scegliere, sentire accolti e liberi di muoversi, chiedere, esprimersi.
per descrivere metaforicamente come si
sentono, cosa si aspettano, quale idea di Da qui, dal sentirsi “parte” di una comunità in cui insegnanti ed educatori cercano la
nido/scuola hanno, o per presentare il/la trasparenza e la comunicazione, nasce la fiducia e la possibilità di comprendere quale
loro bambino/a. idea di bambino/a ha il nido/la scuola, nei suoi aspetti anche spesso inimmaginabili
per i genitori: bambini autonomi, capaci di relazione ed empatia, competenti e
curiosi, capaci di apprendere da ogni cosa, in grado di stare nel conflitto, a modo
loro, e così via.

Dobbiamo sempre ricordarci che non è scontato per dei genitori riconoscere
tutte queste cose nei loro bambini, perché la società non aiuta a vedere l’infanzia
nei suoi bisogni e capacità: per questo è fondamentale riservare spazi e tempi di
comunicazione e documentazione per le famiglie, perché si costruisce così, pian
piano e insieme, un significato comune sul valore dello sguardo dell’infanzia sul
mondo e sulla vita.

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I nuovi iscritti possono così beneficiare svolge la vita in sezione, favorendo così,
del rassicurante accompagnamento nei giorni successivi all’ambientamento,

L’ambientamento
dei propri genitori per un tempo una loro maggior serenità nel salutare il
lungo e disteso che permette loro di proprio figlio/a al mattino. E, come ben
familiarizzare con luoghi, abitudini e sappiamo, se il genitore è sereno, anche

partecipato al persone appoggiati alla base sicura


rappresentata da mamme e papà.
per i bambini e bambine è più agevole
salutare la propria mamma o papà in
ingresso e vivere più gioiosamente la

nido e alla scuola Inoltre, gli stessi genitori possono propria esperienza al nido/scuola.
gustare appieno il sapore della vita al
nido/scuola dell’infanzia, imparando a Inoltre, la testimonianza di innumerevoli
dell’infanzia propria volta a conoscere sia le diverse educatrici,educatori e insegnanti
proposte e routine, sia i compagni dei evidenzia il vantaggio dell’ambientamento
Silvia Iaccarino propri figli/e che i professionisti. La partecipato nel favorire il processo di
conoscenza e il coinvolgimento attivo costruzione della relazione tra tutti gli
fondatrice di PF06, formatrice e nella quotidianità permette, in primis ai attori in gioco nonché nella promozione
psicomotricista genitori, sia di rassicurarsi rispetto alla dell’alleanza con i genitori, elemento
qualità delle esperienze e delle relazioni che riteniamo tutti così centrale per

P
offerte dal servizio educativo che di il potenziamento della nostra azione
ercorsi formativi 06, attraverso la diviso”, che restituisce maggiormente il poter meglio comprendere come si educativa professionale.
formazione e la supervisione, da senso del coinvolgimento delle famiglie
alcuni anni accompagna i profes- e della collaborazione reciproca tra ge-
sionisti dello 06 ad un cambio di nitori e educatori/educatrici/insegnanti.
prospettiva, proponendo l’ambienta- L’ambientamento condiviso propone a
mento partecipato al nido e alla scuola genitori e bambini/e di abitare gli spa-
dell’infanzia. zi del servizio educativo per un tempo
prolungato nei primi giorni di frequenza:
Dal 2017 ad oggi abbiamo raggiunto mi- orientativamente dal mattino al pome-
gliaia di professionisti, per cui oggi cen- riggio dopo la merenda per i primi tre
tinaia di servizi educativi, in particolare giorni. Sono indicazioni di massima, in
nidi, propongono l’ambientamento par- nessun modo vincolanti. Ciascun nido o
tecipato con genitori e bambini per intro- scuola dell’infanzia può cucire tempi e
durli nelle loro strutture. Questa modali- modi sia a propria misura che su misura
tà di ambientamento nel tempo ha preso delle singole famiglie e dei loro bambini
diversi nomi, a partire da ambientamen- e bambine. Il senso profondo che muove
to in tre giorni o svedese ad ambienta- questa innovativa proposta è quello di
mento partecipato/condiviso, o guidato permettere a genitori e bambini di vive-
dal genitore. Inizialmente, quando anco- re insieme la quotidianità del nuovo am-
ra si trattava di una modalità poco co- biente partecipando attivamente alle di-
nosciuta, abbiamo sottolineato l’aspetto verse routine che si susseguono durante
temporale dei “tre giorni” e la sua ispira- la giornata, sperimentando spazi, tempi,
zione dai paesi nordici. Oggi, anche gra- materiali in modo condiviso e imparan-
zie alle innumerevoli esperienze dei ser- do a conoscere educatrici, educatori, in-
vizi che l’hanno utilizzato e lo utilizzano, segnanti e gli altri bambini e bambine.
siamo arrivati a questa nuova definizio-
ne di “ambientamento partecipato/con-

10
Per concludere,

“ il bambino si ambienta in
modo positivo laddove
anche i genitori sono ben
ambientati. Ai professionisti
dell’educazione, dunque,
il compito di progettare
con attenzione e sensibilità
il delicato momento
dell’ingresso dei bambini e
dei genitori, per garantire
Negli anni, grazie al confronto e al dia- per sé stessi, in primis l’opportunità di flessibilità, accoglienza,
logo con educatori e insegnanti, abbia- avere a disposizione un tempo prezio-
mo potuto toccare con mano l’efficacia so e fecondo per intrecciare la relazione ascolto dei bisogni degli uni
di questa nuova proposta di ambienta- con genitori e bambini. Inoltre, i giorni
mento nell’incontrare i bisogni attuali di dedicati alla compresenza di mamme e e degli altri e, fin da subito,
genitori e bambini, sia rispetto alla soste-
nibilità delle tempistiche per le famiglie
sul piano organizzativo e lavorativo che,
soprattutto, rispetto alla rassicurazione
tanto per i grandi che per i piccoli, data
dalla possibilità di condividere insieme
papà coi loro figli al nido/scuola rappre-
sentano per educatrici e insegnanti mo-
menti importanti anche per la possibilità
di osservare in presa diretta le modalità
relazionali esistenti tra genitori e bambini
e di poter così a propria volta riproporre

gettare le basi per una reale
collaborazione nell’interesse
dei piccoli.
l’esperienza in modo coinvolgente e pro- ai piccoli una continuità di pratiche che
fondo. I professionisti dello 06 che hanno consenta loro di sentirsi accompagnati
sperimentato l’ambientamento parteci- da cure sensibili e familiari.
pato evidenziano diversi vantaggi anche

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non giudica. È un modo di porsi aperto valori. Fa esperienza del tempo che de-
all’apprendimento degli altri e al rinnovo dichiamo all’altro, del modo o dei modi
della conoscenza di sé che l’incontro e che utilizziamo per trascorrerlo con gli

Educatori, genitori:
l’essere in relazione possono generare. altri. Osserva le nostre posture, sente il
Un ascolto attento, sincero che, a partire tono della nostra voce quando parliamo
dal sapere di sé, sostiene e realizza un’e- all’altro, presta ascolto alle parole che uti-

l’importanza di essere sperienza di coeducazione a favore del


benessere della crescita di ogni bambi-
lizziamo, sa sentire se queste corrispon-
dono alle emozioni che proviamo.
na e bambino. Dare spazio ai racconti di
insieme per i bambini mamme e babbi sui loro modi di crescere
il figlio diventa per le educatrici appren-
Le relazioni che abbiamo fra noi adul-
ti, sono il banco di prova per la crescita
Marcella Dondoli dimento di come ogni genitore o coppia di ogni bambino. Dobbiamo guardarci
genitoriale esprime il suo modo sogget- bene, darci la possibilità di sapere come
pedagogista tivo di realizzare questa funzione con la siamo quando ci rapportiamo agli al-

V
manifestazione di amore che contiene in tri, compreso lui, quali sono le emozioni
sé. Non è intrusione bensì sensibilità e che i comportamenti altrui ci provocano.
arcano la soglia del nido insieme: ganizzazione del servizio che non con-
accoglienza della diversità con l’oppor- Proviamo a darci l’opportunità di svilup-
genitori e bambini. Molti padri e dividono, da qualche incomprensione
tunità di arricchirsi reciprocamente nel pare consapevolezza di noi e migliorarci
madri hanno scelto con consape- generata da esperienze non chiarite. Ini-
dialogo e il confronto. per il nostro ben-essere, quello dei nostri
volezza educativa questa espe- ziare un buon cammino di condivisione
colleghi, dei genitori e dei bambini. Gli
rienza di vita comunitaria per il loro figlio, educativa con i genitori richiede consa-
Il bambino è in mezzo alle relazioni che attori del sistema di relazioni intorno al
altri lo hanno fatto per conciliare i tempi pevolezza di ciò che si prova per acqui-
gli adulti intorno a lui sanno costruire fra bambino hanno la responsabilità di co-
di lavoro con quelli dedicati alla cura dei sire sicurezza e sostenere le loro incer-
loro: ci guarda e impara. Apprende l’ac- struire relazioni positive fra loro affinché
bambini. Ognuno di loro è accompagna- tezze.
coglienza, la comprensione, l’ascolto, il ri- siano esperienza di buon cibo per la sua
to da emozioni diverse: ansia, preoccu-
spetto verso l’altro nella misura in cui noi crescita insieme a quella di prendersene
pazione, senso di colpa, paura che il figlio Essere insieme – educatori e genito-
adulti siamo capaci di praticare questi cura.
soffra per la lontananza da loro, timore ri – per i bambini è un processo lungo
di non essere presenti quando ne hanno quanto la frequenza di ogni bambino al
bisogno. Guardano e ascoltano le edu- nido. Richiede sforzi di comprensione
catrici con la speranza di trovare risposte da parte degli uni e degli altri. Gli edu-
confortanti a queste loro emozioni. catori, con il sostegno dei coordinatori
pedagogici, sono coloro che tengono “il
Aprono la porta del nido insieme: educa- filo rosso dell’incontro” che deve essere
tori e operatori con la curiosità di cono- sempre teso come per far sentire a tutti
scere le bambine e i bambini, le mamme che non si può mai allentare la presenza
e i babbi che incontreranno. Seppure so- e l’attenzione a quel modo di essere in-
stenuti da lunga esperienza di professio- sieme degli adulti che facilita la relazio-
nalità educativa, sono tante e diverse le ne di qualità. Agli educatori è richiesto di
emozioni che li accompagnano: timore saper ascoltare quello che dicono i ge-
di non essere all’altezza delle aspettative nitori e saper sentire quali sono le emo-
dei genitori, insicurezza nel saper acco- zioni che sostengono le parole di ogni
gliere le manifestazioni di contrarietà dei madre e padre insieme alla capacità di
bambini al momento della separazione saper chiedere e ottenere rispetto nello
dai genitori e le loro ansie, preoccupa- stesso modo in cui si dimostra di saper
zione per le reazioni dei genitori derivate dare rispetto. Quella del saper ascoltare
dai conflitti fra bambini, oppure dall’or- è una postura priva di pre-giudizio e che

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Le condizioni dell’alleanza la scoperta di nuovi percorsi accompa-
Pensare alle famiglie come portatrici di gnando emotivamente le esperienze in
innumerevoli risorse ed in grado di so- modo da infondere la percezione di una
stenere il lavoro educativo nella prospet- comunità che accoglie. Gli altri bambini
che a poco a poco diventano compagni

Le condizioni per
tiva di realizzare un progetto di una co-
munità che educa. Il legame che si crea di esperienze di gioco: la capacità dei
tra educatori e famiglie ha effetti positivi bambini di accogliere i nuovi è uno dei
punti di forza per l’esito positivo di un
accogliere
sul benessere dei bambini. Poter con-
tare su questa alleanza tra educatori e buon ambientamento. I bambini nuovi
genitori sostiene e favorisce un buon hanno la possibilità di vedere i compagni
Sabrina Gori ambientamento al nido e per i bambini sentirsi a proprio agio, sereni ed occupa-
rappresenta l’elemento di garanzia per ti a giocare. L’ambiente ben organizzato
pedagogista rende i bambini autonomi e liberi nella
poter elaborare positivamente il distac-
co e sentirsi in un luogo sicuro anche in scelta dei percorsi ludici e nelle intera-
assenza dei propri genitori. zioni tra pari. Poter osservare e compa-
gni che intessono relazioni tra di loro o

P
Un adulto regista con i materiali ed i giochi a disposizione,
arlare di accoglienza significa raccontare un modo di essere, una dimen- incoraggia i bambini nuovi nell’avere la
sione fatta di spazi e tempi. E’ stare dentro un dialogo continuo che si I bambini hanno bisogno di affetto e percezione positiva dell’esperienza.
alimenta giorno dopo giorno e che deve potersi riferire alla capacità di comprensione, di sentirsi riconosciuti
saper comunicare la disponibilità di accogliere, nella giusta distanza pro- come individui: necessitano dunque di
Sostenere la genitorialità
fessionale ed in una relazione empatica e di forte intimità. adulti disponibili a creare relazioni sicure,
di cura e accudimento amorevole. Il sor- Sentirsi appartenente ad una comunità
riso, lo sguardo incoraggiante, una mimi- che ha a cuore i bambini. Ben presto i
L’accoglienza avviene il primo giorno e dura
ca facciale rasserenante, espressioni po- genitori si rendono conto di essere en-
tutto l’anno ed è un’opportunità di stare in-
sitive incentivano i bambini a sentirsi in trati in un mondo dove è possibile con-
sieme che cresce di giorno in giorno. Non
un luogo sereno, con un clima positivo. frontarsi su relazioni, approcci e stili edu-
esiste una “ricetta” che possa descrivere
Far pratica di gentilezza, rapportarsi con cativi. Nelle occasioni di incontro con le
i tratti di una buona accoglienza perché si
cortesia, sorridere, sottolineare l’interes- famiglie si favorisce la consapevolezza
tratta di stare nella relazione unica tra una
samento verso l’altro con uno sguardo di essere genitore e di avere un proprio
famiglia ed il suo bambino.
occhi negli occhi: questi rappresentano modo di esserlo. In queste occasioni non
piccoli elementi che confermano lo sfor- si tratta di insegnare a fare il genitore ma
Tutta l’esperienza che il bambino e la sua fa-
zo dell’educatore nel creare le condizio- di acquisire consapevolezza sulle proprie
miglia vivranno al nido si compone di un gio-
ni per accogliere. Un contesto rassicu- competenze genitoriali. Costruire fidu-
co di aggiustamenti che tendono ad equili-
rante e familiare consente ai bambini di cia attraverso un atteggiamento che ri-
brarsi tenendo conto dei soggetti coinvolti.
sperimentare nuove relazioni e scoprire cerca l’autenticità: un prerequisito per la
Accogliere deve rimanere il tratto distintivo
nuove opportunità. Ecco perché risul- costruzione di un clima di fiducia. Ecco
e qualificante del progetto educativo di un
ta essenziale predisporre lo spazio per che ci si trova a suggerire molto spesso
servizio. Saper accogliere attraverso la quo-
l’ambientamento, la proposta di giochi e ai genitori di salutare il proprio bambino
tidianità con parole, gesti, esperienze che fa-
materiali, i dettagli che valorizzano una rassicurandolo a parole sul proprio ritor-
voriscono la costruzione di un legame, quel-
sensibilità ad ospitare nuove persone ed no. È importante suggerire ai genitori di
lo tra servizio e famiglia.
a comunicare il valore dell’accoglienza. mettere di fronte i bambini alla necessità
Ogni bambino sente il bisogno di spazi, della separazione pur infondendo in loro
luoghi, oggetti e rituali che lo rassicurano la rassicurazione di trovarsi in un posto
e gli permettano di costruire nuove rela- buono con persone che si prenderanno
zioni. Gli educatori sono i registi di que- cura di lui.
sta situazione e possono accompagnare

17
Il pasto tra casa e
nido
Penny Ritscher
Esperta dell’educazione della prima infanzia.

D
avanti a sé Matteo ha un piatto pie- Ogni bambino ha una storia personale
no di pasta, il bambino sembra triste. Ogni bambino, quando arriva al nido, ha
L’educatrice si accorge che dopo pochi già una sua storia personale con il cibo.
minuti il piatto è già vuoto e che Matteo tie- Può essere una storia serena, molte volte
ne la testa appoggiata sul tavolo. “Matteo, è una storia problematica, sia per il bam-
Ascoltare i genitori
hai mangiato tutto in fretta! Ti sei stanca- bino sia per le famiglie. “Le verdure, Vi-
ttoria non le vuole proprio mangiare. E Si perde un’occasione. Poter mangiare Ai genitori proponiamo un’ottica
to?” Matteo alza la testa. diversa. Il cibo non è una medicina da
neanche il pesce. Mangia soprattutto il cibo buono e abbondante è un privilegio
Ha la faccia deformata, le guance e la bocca e, potenzialmente, un piacere, ancora di inghiottire. Sappiamo per esperienza
sono gonfie. Non risponde, abbassa di nuovo pane e, dalla ciotolina in tavola, mangia
delle cucchiaiate di formaggio grattu- più se fa parte di una situazione convivi- che è anche controproducente cercare
la testa sul tavolo. Comincia ad espellere pe- ale. In Italia in particolare, intorno al cibo di costringere un bambino a mangiare
giato. Non so come fare.” “Mirco mangia
zzi di pasta, ancora e ancora, finché la bocca solo se gli metto davanti un cartone ani- si è costruita una cultura plurisecolare, controvoglia. Possiamo solo invitarlo
non si vuota. I pezzi di pasta sono interi, non mato, lui guarda il cartone e io lo imboc- o, meglio, plurimillenaria. Da educato- e invogliarlo a mangiare. I pasti sono
li aveva neanche masticati. L’educatrice sug- co.” “Ci tempestano di valori nutrizionali ri, come inserirci nel divario tra il menù complessi momenti di vita. Oltre a che
gerisce, “Vogliamo togliere di mezzo questa e di grammatura,” racconta un giovane ottimale standard e quello che i bam- cosa si mangia, consideriamo come si
pasta? Dopo, forse, ti verrà voglia di man- padre, “è difficile rimanere tranquilli.” Di bini mangiano davvero? Un proverbio mangia. Cerchiamo di offrire una tavola
giare qualche altra cosa.” Matteo sembra fatto, spesso quello che i bambini “do- in inglese dice “Puoi condurre un caval- ricca di scoperte e di conversazioni. E’
lo all’acqua, ma non lo puoi costringere l’arte dell’educare.
sollevato, l’educatrice gli toglie il piatto e lo vrebbero” mangiare non coincide con
quello che mangiano in realtà. Per i ge- a bere.” Ascoltiamo le preoccupazioni
sostituisce con un piatto pulito. Quando Matteo si riempie la bocca
nitori, è un divario che può creare ansia. dei genitori, ma non dobbiamo subirle.
E l’ansia, a sua volta, è controproducen- Rispettiamo il menu che nutrizionisti e di troppa pasta e poi la risputa, è un
Matteo parla ancora poco, anche volen- bambino a disagio. L’educatrice intuisce
te. Carica il pasto di tensione e sciupa il pediatri raccomandano, ma con realis-
do non avrebbe le parole per raccontare il disagio, non brontola, gli offre un piatto
piacere dello stare insieme a tavola. Inve- mo. Non tutti i bambini mangiano sem-
perché si è riempito così tanto la bocca. pulito, e così facendo gli propone un
ce di essere un momento di benessere, pre tutto il cibo previsto dagli esperti,
Possiamo solo immaginare un qualche approccio diverso al pasto. Lo invita a
il mangiare rischia di trasformarsi in una anzi.
episodio, probabilmente poco felice, riprovare. Se vorrà, dopo.
che precede il gesto di oggi. Forse un situazione di conflitto quotidiano.
genitore ansioso che, con tono pre-
occupato, si era raccomandato, “Man- P. Ritscher, “La vita quotidiana” in Galardini, A. (a cura di), L’educazione al nido, nel paragrafo “Il pranzo e il
gia tutto quello che c’è sul piatto!” dopo pranzo,” pp. 80 – 88.
Film, “A tavola si cresce”, visibile su Youtube, realizzato da Comune di Firenze, Mediateca Toscana, e Asso-
ciazione Klax di Berlino.

18 19
Il Nido è una comunità educante di cui tutti fanno parte, i bambini
e le bambine, i genitori, gli adulti, ognuno con il suo ruolo, il suo
pezzettino, tutti coinvolti in un percorso di crescita comune.

Ci siamo chiesti quali sono le parole chiave


che danno forma alla relazione con le famiglie.

Accoglienza
Le porte del nido Lo Scarabocchio sono aperte ai genitori e
alle forti emozioni che portano, con le loro caratteristiche e le
Le parole della relazione loro differenze, i bisogni, le abitudini, i desideri. Gli spazi del
Nido sono aperti e curati, preparati ad accogliere le famiglie:
una seduta comoda, un tè o una tisana, un caffè e qualche bi-
con le famiglie scottino rendono più gradevoli gli incontri. Nel corso dell’an-
no sono programmate le feste della famiglia e le giornate al
Il nido d’infanzia Lo scarabocchio - Bientina – nido aperte ai genitori, con la condivisione di parte della gior-
nata, anche il pasto, momento così ricco di apprendimenti.

Marta Galluzzo, Sonia Iozzelli, Valentina Niccolai

“Una parola, gettata nella mente a ascolto


caso, produce onde di superficie e di Le educatrici e i genitori imparano a conoscersi, a
profondità, provoca una serie infinita condividere punti di vista diversi, da ruoli diversi ma
solidali, a confrontarsi e a costruire un patto educativo.
di reazioni a catena, coinvolgendo nella La postura del personale, il movimento del corpo, lo
sguardo, il sorriso, i gesti sono importanti: ogni gesto al
sua caduta suoni e immagini, analogie e nido stabilisce una relazione, crea o colma una distanza,
contiene e sostiene. Genitori ed educatori condividono
ricordi, significati e sogni“. timori e attese: per questo i momenti di ascolto e confronto
offrono sostegno e rassicurazione. Il personale è pronto
ad intrecciare conoscenze e competenze diverse e
complementari con i genitori e i nonni, con la supervisione,
Gianni Rodari l’aiuto e il sostegno del coordinamento pedagogico.

20 21
comunicazione
Il linguaggio non verbale, attraverso lo sguardo
partecipazione
e il gesto, arricchisce la parola, la rinforza, le dà
concretezza. Offriamo ai genitori restituzioni il più
Il Nido fa propria un’ottica di empowerment nei confronti
possibile empatiche e calorose, accogliamo dubbi e
di tutte le persone che lo vivono. In particolare, con le
incertezze, facciamo piccole narrazioni del vissuto,
famiglie e i genitori l’empowerment si pone come un
raccontando il modo di stare, le relazioni, le reazioni,
processo di crescita individuale e di gruppo, che favorisce
gli interessi. Raccontare il quotidiano aiuta i genitori a
la stima di sé, il riconoscimento dei propri talenti, il senso
cogliere il significato e il valore del percorso educativo.
di autoefficacia e l’autodeterminazione. Si valorizza il
Integriamo il racconto con la documentazione,
patto educativo e la partecipazione del comitato di
con immagini, foto e video, con il diario di bordo.
servizio. In questo modo è possibile far emergere risorse
latenti e la consapevolezza delle proprie potenzialità.

abbraccio
Nell’abbraccio, simbolico o anche fisico c’è apertura, c’è
l’accoglienza che si conferma nell’incontro quotidiano. Il nido Lo Scarabocchio è seguito dalla
L’abbraccio, il contatto fisico, l’incontro dei corpi
c’è mancato e ora ne riconosciamo ancora di più il cooperativa ‘ Goccia dopo goccia’ che
valore. L’abbraccio è anche rassicurazione e sostegno,
è farsi coraggio, dà forza nel superare le difficoltà
nasce nel 2013 dalla passione e la voglia
della separazione, la paura dell’assenza. Valorizzare di condividere progetti e valori di alcu-
le piccole conquiste, i cambiamenti, le iniziative, aiuta,
rinforza il senso della partecipazione a questo percorso.
ne educatrici del Nido d’infanzia ‘La fab-
brica dei sogni’. Un progetto di vita in
cui ognuna ha messo un po’ di sé e che

gentilezza
diventa un bene comune e condiviso.


Il gesto di cura continua, è un modo, è un sentire
profondo, che va rinnovato, alla luce del senso di
ciò che facciamo e viviamo, giorno dopo giorno, Goccia dopo goccia nasce
nell’assistere e accompagnare la crescita e nel
condividerla con le famiglie. Il sorriso e la carezza,
la dolcezza proprie del nostro modo di essere
tra adulti e con i bambini e le bambine rinforza
il senso di sé e del gruppo di appartenenza.
un fiume/ “
Un passo dopo l'altro si va
lontano...

22 23
Giornate speciali
I nidi d’infanzia Il Melarancio e il Melogra- gono piccole esperienze portate da casa
no di Barberino Tavarnelle (Firenze), pra- o semplicemente si godono il piacere di
ticano da molti anni una intensa attività una mattinata passata insieme. Questa

Famiglie dentro di ospitalità verso le famiglie dei bambini


che frequentano il nido. In questi servizi
tradizione di ospitalità è fortemente ra-
dicata nel territorio e si trasmette di ge-
sono state istituite le giornate dei non- nerazione in generazione.
Giulia Clemente ni, dei fratelli, dei babbi e delle mamme.
coordinatrice pedagogica Questi sono giorni speciali per il nido.
Gli ospiti trascorrono del tempo insie-
me ai bambini e alle bambine, propon-

“ Servizi educativi e scuole dell’infanzia


segnano l’ingresso del bambino in una
comunità educante ma anche una nuo- “
va partnership con i genitori, fondata
“sulla fiducia e sul rispetto reciproco”.
Linee pedagogiche per il sistema integrato zero sei

L
e famiglie di nuova generazione mostrano una sempre mag-
gior consapevolezza di quanto sia vitale l’esperienza del nido
per i loro bambini. Altresì evidenziano il bisogno del nido per
consolidare la propria genitorialità,interrogarla e conoscerla.
Il nido è vissuto come luogo di confronto e di accoglienza delle
diverse storie genitoriali, dove le educatrici ascoltano e raccolgo-
no le esperienze e dove il coordinatore pedagogico le orienta. E’
sempre più chiaro che educare un figlio e una figlia è una espe-
rienza complessa che la famiglia non può più portare avanti in so-
litudine. Negli ultimi anni i servizi educativi hanno visto l’emergere
di una ‘fatica’ legata all’educare e per riuscire a dare delle risposte
hanno cercato di elaborare delle strategie. In alcuni nidi sono state
sperimentate nuove esperienze di accoglienza, partecipazione e
condivisione delle famiglie finalizzate ad alleviare i carichi e le fa-
tiche, a dividerli, a condividerli.

24 25
I gruppi di parola
Negli ultimi anni, e soprattutto dopo l’esperienza
del Covid, ci si è posti la domanda se l’ ospitare
le famiglie al nido fosse sufficiente o se ci fosse
bisogno di qualcosa di più. Da questi interrogativi
sono partite le esperienze dei gruppi di parola, le
riunioni tematiche con il pedagogista, lo sportello
pedagogico e psicologico durante il lockdown.
Inoltre sono aumentate le occasioni di colloquio
individuale con le educatrici e con il coordinatore
pedagogico, come risposta al bisogno di dare
voce ai dubbi, alle domande, al confronto sulla
complessità e sulla fatica di educare i bambini e
le bambine.

L’ambientamento partecipato in tre giorni


Una esperienza che si potrebbe definire di co-
educazione e co-costruzione di percorsi educativi
per le famiglie è stata portata avanti dal nido
Il Riccio di Greve in Chianti (Firenze). Qui si è
sperimentato l’ambientamento partecipato in tre
giorni. In questo approccio il genitore non è solo
ospite del nido ma protagonista. Nei tre giorni
di totale immersione nel servizio il genitore non
solo accompagna il suo bambino nel passaggio
da casa al nido, ma ha anche la possibilità di
raccontarsi come babbo o mamma alle educatrici
e con loro definire e concordare il percorso da
fare. In questo modo educatrici e genitori vivono
INSIEME il nido. E’ in questo essere insieme che si
costruiscono fin da subito le basi della relazione
di fiducia e alleanza.

26 27
Per conservare
meraviglie
Condividere con le famiglie la vita
nel servizio educativo
Spazio gioco Aquilone del
Comune di Lucca
Simona Serina
coordinatrice pedagogica

C
ostruire relazioni significative con del servizio. “Vogliamo promuovere co-
le famiglie è un obiettivo fonda- stantemente la partecipazione dei geni-
mentale di ogni servizio educati- tori in questo periodo dove le restrizioni
vo della prima infanzia. Significa per il covid_19 ci costringono a mante-
promuovere situazioni ed incontri con nere una certa distanza, e dove ambienti
le famiglie che mettono in relazione le che solitamente erano accessibili ai geni-
educatrici con i genitori, i nonni e che tori ora non lo sono più. Faremo riunioni
contribuiscono a costruire un legame di on line con tutti i genitori, stamperemo
fiducia e di collaborazione. Dalle picco- e spediremo online il giornale che abbia-
le conversazioni quotidiane al momento mo chiamato DPCM “Dedicato Per Con-
dell’accoglienza e del ricongiungimento, servare Meraviglie” dove documentere- Uno strumento di comunicazione
alle riunioni di sezioni, dalla bacheca ric- mo tutto quello che succede allo spazio
A novembre esce il primo numero del DPCM dove viene raccontato quello che è
ca di informazioni e opportunità, a forme gioco con i loro bambini.” Durante la riu-
successo nel primo periodo: dalle sequenze di immagini armoniosamente compo-
di documentazione e condivisione che nione, consegnano a tutte le famiglie una
ste che raccontano la pittura con gli acquarelli, alle foto dei bambini che guardano
suscitino interesse, curiosità e riflessio- vera chiave che simbolicamente rappre-
e sfogliano gli album di famiglia che ogni famiglia ha composto con fotografie, por-
ni su aspetti educativi e promuovano la senta l’apertura e la possibilità di entrare
tato nel servizio, letto e guardato insieme all’educatrice e che diviene spunto per
cultura dell’infanzia. Sopratutto facciano dentro il servizio.
conversazioni emozionate. Subito dopo esce un’edizione speciale che riguarda gli
sentire le famiglie, ognuna con la pro-
spazi dello spazio gioco e che racconta attraverso fotografie e parole come sono
pria storia e specificità, parte della vita
suddivisi gli spazi, il valore educativo di ogni angolo e del giardino e come i bambini
del servizio. Le educatrici Angela e Sa-
lo utilizzano. A seguire l’edizione speciale di Natale “Dpcm Babbo natale e i “com-
mantha dello Spazio gioco Aquilone del
piti delle vacanze”, suggerimenti semplici ed efficaci su come poter trascorrere del
Comune di Lucca, hanno proposto una
tempo insieme ai propri figli facendo esperienze ludiche, divertenti e di senso edu-
modalità affettiva, ludica, leggera ed allo
cativo: camminare insieme all’aperto etc...
stesso tempo che lascia una traccia si-
gnificativa nella memoria delle famiglie e

28 29
Le occasioni per crescere
A seguire gli altri giornalini che raccontano dell’esperienza di costruire una casa
disegnata con tante stanze, ognuna per ogni famiglia con trascritte le frasi che i
genitori hanno scritto durante l’ambientamento di buon augurio al proprio figlio/a;
le scoperte che i bambini fanno: dalle pannocchie, alle esplorazioni in giardino, al
dipingere con i chicchi di caffè; al narrare piccoli frammenti di racconti di conversazioni
dei bambini tra di loro o con le educatrici: “ho sonno, miprepari il letto? ( Laura)”;
ai racconti dei libri letti insieme, dal Il piccolo bruco mai sazio di Eric Carle, a Che
rabbia di Mireille D’Allancé etc. Far conoscere ai genitori il valore della lettura e

stimolarli a leggere a loro volta a casa insieme ai loro bambini. Trascrivere e spiegare
come mimare filastrocche e canzoncine corredandole di fotografie. Sequenze di
fotografie sul gioco simbolico, all’aperto in giardino, sulle bolle; sul giorno in cui i
bambini hanno iniziato a usare le forbici, o hanno fatto esperimenti di pittura con
il ghiaccio o sgranato, manipolato e poi mangiato il melograno, o si sono mossi
liberamente su note di musiche ritmate e lente. Immortalare “i momenti che fanno
sorridere anche senza parole” di cui è ricca la quotidianità di ogni servizio. Cogliere
alcuni momenti e caratteristiche di ogni bambina e bambino: una fotografia che
racconta che “A Luce piace giocare con gli acquarelli e toccare le orecchie dei
bimbi quando è stanca”. Le famiglie hanno mostrato una grande aspettativa verso
il giornalino desiderando riceverlo tutti i mesi. Il giornalino mensile permette alle
famiglie di far parte della vita del servizio ed assaporare le esperienze vissute, le
Per l’esperienza e le fotografie si ringrazia la coop. La Luce gestore del servizio.
amicizie, le trasformazioni che i bambini vivono, ed al servizio di scandire il tempo e
di costruire la storia del gruppo.

30 31
mo ad alzarvi, portando con sé il suppor- invitiamo i genitori a ritornare a sedere.
to, il foglio e la penna, a spostarvi in tut- Chiediamo di riportare alcune domande
Con i genitori: to lo spazio a disposizione e formare dei
terzetti dove condividere una o più do-
che circolavano nei piccoli gruppi, quelle
più gettonate, quelle sentite solamente

spunti ludici di
mande. Se vi vengono in mente cose che una volta, quelle che vogliamo. Ascoltia-
vorreste sapere e non le avevate ancora mo due domande alla volta e descrivia-
pensate, appuntatevi la nuova doman- mo cosa avviene con i bambini, rivelan-

conversazione da sul foglietto. Questo momento sarà a


tempo, durerà dieci minuti”. Accertiamo-
ci che la nostra richiesta sia chiara per
do qualche trucco del mestiere.

tutti e aggiungiamo: “Una volta che vi


Antonio Di Pietro Sono come sono
siete confrontati nei terzetti, incammina-
pedagogista ludico tevi verso altre direzioni e formate nuovi Online utilizziamo linguaggi diversi per
terzetti o, al massimo, quartetti. Potete cercare di bucare lo schermo. Ad esem-
spostarvi da un piccolissimo gruppo pio, possiamo vedere insieme un corto-
all’altro per più volte”. Il motivo di que- metraggio. “Lambs” è un corto d’anima-
sta richiesta non è semplicemente rela- zione (di circa 4 minuti, realizzato nel
Tutto quello che... 2013 dallo Studio Film Bilder che ha avu-

I
tivo alla distanza da pandemia, è anche
perché permette di garantire una qualità to molti riconoscimenti internazionali)
n presenza, seduti in cerchio offriamo (questo piccolo formato esprime un’at- interessante per riflettere con il sorriso.
nella comunicazione fra genitori. Noi re-
un’occasione per far conoscere ai ge- tenzione ecologica e allevia l’eventuale Attraverso poche immagini (particolar-
stiamo distanti e non ascoltiamo ciò che
nitori qualche “trucco del nostro me- “blocco dello scrittore”), facciamo girare mente espressive) e nessuna parola (ma
viene detto fra genitori. Garantiamo un
stiere”, con l’intenzione di condividere una scatolina dove prendere una penna con tanti belati) possiamo riflettere su
momento non condizionato dall’idea che
direzioni di senso e di far immaginare lo (accertandosi prima che funzionino tut- tematiche molto complesse sul “come
l’educatrice o l’insegnante ascolti ciò che
stile di vita dei figli. Se chiediamo “Ave- te) e chiediamo di alzarsi (il movimento vedo mio figlio”, “come vorrei che fos-
viene detto. Dopo circa dieci minuti di
te domande?” non è poi così semplice attiva i pensieri e fa fluire le emozioni) per se”... “mi piaci così come sei”.
conversazione guardandosi negli occhi,
esprimerle per le mamme e i papà. Si po- poi prendere una molletta in un cestino
trebbero fermare tutte in gola, potreb- disposto al centro del cerchio di sedie.
bero intervenire sempre le stesse per-
sone. Per sciogliere le emozioni in una Creata la situazione possiamo dire ai ge-
situazione simile e per garantire la parola nitori (parlando al plurale a nome del
ad ogni partecipante, possiamo propor- gruppo di lavoro che ha organizzato l’in-
re un’esperienza ludica che permette di contro ed ha riflettuto anche sulle singole
confrontarsi prima con altri genitori sen- parole da dire nel fare le proposte): “Ave-
za farsi sentire da educatrici o insegnan- te mai desiderato di essere una mosca e
ti, poi d’intervenire successivamente con vedere cosa succede qui dentro? Vi in-
maggior sicurezza, di far sentire la pro- vitiamo a scrivere una lista di domande
pria voce anche attraverso quella di altri per saperne di più sui singoli momenti
(come può accadere per i più riservati, di vita collettiva dei bambini. E’ un ap-
per chi parla poco l’italiano). Esprimia- punto vostro, non vi chiederemo di leg-
mo la cura che abbiamo nel nostro la- gerlo davanti a tutti. Avete sette minuti
voro quotidiano attraverso ogni singolo a disposizione. Poi, ci sarà un momento
dettaglio anche con i genitori: offriamo dove potete aggiungere altre domande
un supporto dove poggiare un foglio, alla vostra lista delle curiosità”. Una volta
diamo a ciascuno un foglio di carta A5 trascorsi sette minuti diciamo: “Vi invitia-

32 33
Nel presentare questo breve cartone mo i genitori ad esprimere i loro pensie-
animato non diciamo niente che possa ri (non diciamo “ad aggiungere quanto
condizionare il pensare dei genitori. detto” perché chi vorrebbe intervenire
rischia di rimanere bloccato nel “silen-
A termine della visione diamo quindici zio tecnologico” poiché non vorrebbe
minuti di tempo per commentare “Lam- far pensare che il portavoce del gruppo
bs” a piccoli gruppi. Se non abbiamo non sia stato all’altezza del suo ruolo).
una piattaforma che ci permette di farlo, Noi “limitiamoci” a sottolineare alcune
possiamo formare gruppi da 4 o 5 per- cose dette da ogni partecipante, senza
sone e dare un nuovo link. Chiediamo di aggiungere nuove tematiche. Esprimia-
uscire dal collegamento in grande grup- mo fiducia nelle competenze dei geni-
po e andare nell’altro. Organizziamoci in tori. Concludiamo la proposta leggendo
modo che ciascuna di noi si possa affac- Zagazoo, uno dei capolavori di Quentin
ciare inizialmente nei piccoli gruppi per Blake che ci racconta, con uno sguardo
accertarsi che tutto funzioni, dire di com- tenero e ironico, l’arrivo e la crescita di
mentare quanto ha suscitato “Lambs” e un figlio che non è proprio come si de-
individuare un portavoce che farà una sidera. Facciamo le scansioni di tutte le
sintesi di quanto detto nel gruppo. Fare pagine, condividiamo lo schermo e leg-
piccoli gruppi garantisce ai genitori l’op- giamo. Senza aggiungere altro.
portunità di confrontarsi fra loro come in
un salotto. Ricordiamoci di dare un ora- Ci sono casi in cui le nostre proposte
rio per rivedersi al link collettivo. Di nuo- possono dire più di tante parole.
vo tutti insieme prima ascoltiamo cosa
riferiscono tutti i portavoce, poi invitia-

“ Mettiamoci in ascolto con i genitori, diamo


fiducia alle loro competenze. Non facciamoci
prendere da quella strana tentazione di salire
in cattedra. Sosteniamo un dialogo fra punti
di vista, offrendo opportunità per riflettere sul
proprio ruolo in famiglia.

34 35
no attraverso i sensi: tatto, olfatto, gusto,
udito, vista e attraverso il movimento del
corpo. Sappiamo anche che il cervello
autonomamente cerca di procurarsi gli
stimoli. (…) L’uso del Cestino dei Tesori è
un modo con il quale possiamo garan-
tire una ricchezza di esperienze al bebè
quando il cervello è pronto a ricevere, a
sviluppare connessioni per poi fare uso
delle informazioni raccolte.”
• L’opportunità di scegliere fin da piccoli
“La capacità di scegliere con saggez-
za, sia in relazione a cose semplici come
Occhio al contenuto
cibo e vestiti che a cose complesse come Partendo da queste premesse la prima
amici e professione, è un’opportunità da attenzione da mettere in atto è verificare

Riparliamo del Cestino dei Tesori fornire ai bambini fin dalla più tenera età-
ovviamente in modo appropriato alla
se gli oggetti che mettiamo nel cestino
rispondono ad alcuni criteri fondamen-
tali che talvolta l’abitudine all’uso può far
fase di sviluppo in cui si trovano e al ba-
di Elinor Goldschmied: una gaglio di competenze che possiedono.
Quando la raccolta del Cestino dei Tesori
dimenticare. Abbiamo visto come que-
sta proposta gioco miri ad impegnare
l’interesse del bambino, stimolando lo
proposta di gioco da riscoprire
è stata completata, offre ai bebè infinite
possibilità per prendere decisioni.” sviluppo dei sensi e la consapevolezza di
(E. Goldchmied, S. Jackson, Persone da quello che sta facendo, incoraggiandolo
0 a 3 anni, pp. 107-110) a scegliere e a fare da solo. Ogni educa-
trice o genitore può dedicarsi a mettere
Barbara Zoccatelli Angela Palandri insieme una ricca raccolta di oggetti (cir-
pedagogista formatrice ca una cinquantina) che permettono la
sperimentazione di tutti i sensi, affinando

Q
percezioni tattili, visive, gustative, olfatti-
uesta proposta di gioco, mol- possibilità. Sappiamo che il Cestino dei ve uditive e motorie: “Maneggiando, suc-
to conosciuta e diffusa nei nidi Tesori offre una ricca varietà di oggetti chiando, rigirando in bocca gli oggetti i
d’infanzia, è stata ideata da Eli- comuni selezionati per stimolare tutti i bambini fanno scoperte relative al peso,
nor Goldschmied nel 1978 per i sensi in un momento particolarmente alle dimensioni, alla forma, alla consisten-
bambini a partire dai 5 o 6 mesi, quan- favorevole e sensibile per lo sviluppo za, al rumore, all’odore e quando scelgo-
do iniziano a stare seduti da soli e dell’architettura cerebrale. In quest’ottica no un oggetto possiamo immaginare che
possono usare liberamente le mani. Il ce- ci sembra importante mettere in eviden- si stiano chiedendo: ‘che cosa è?’” (E.
stino dei tesori è presente fin da molti za due aspetti centrali che chiariscono il Goldchmied, S. Jackson, 1996, p. 109).
anni negli spazi dedicati ai bambini più senso e il valore di questa proposta di Nel filmato originale (https://www.elino-
piccoli di moltissimi servizi per la prima gioco partendo proprio dalle idee e dalle reducare.org/libri-video-elinor-goldsch-
infanzia e anche in molte delle nostre parole della sua ideatrice: mied/) Elinor parla di una raccolta fino
case; per questo merita qualche rifles- a 170 oggetti (dei quali nessuno di plasti-
sione che ci riporti alle radici dei signifi- • Una ricchezza di esperienze quando il ca) e indica le caratteristiche del cestino:
cati e dei pensieri che hanno dato forma cervello è pronto a ricevere basso, dal diametro di circa 33 cm, di ro-
a questa proposta di gioco sempreverde “Noi sappiamo che il cervello dei bebè si busta costruzione fondo piatto e senza
e che, al contempo, possa rilanciar- sviluppa rapidamente in risposta a flussi maniglie.
la come fonte di ispirazione per nuove di stimoli provenienti dall’ambiente ester-

36 37
Iniziamo quindi verificando se il cestino un sonaglio, un coperchio, campanello quali sollecitare e sviluppare determinate e dalle scoperte dei bambini.
contiene oggetti (e non giocattoli): per bicicletta, colino per il tè, formine per sensibilità, per esempio un cestino pro-
dolci… fumato, dove in piccoli sacchetti di stoffa Il cestino dei contrari
- naturali e di uso comune - fatti di una • In stoffa, pelle, gomma: sacchettini di di colore grezzo sono contenuti odori e Si potrebbe realizzare un cestino insolito
varietà di materiali, ma non di plastica, stoffe diverse e contenenti semi di di- profumi diversi, come erbe aromatiche unendo oggetti diversi tra loro, in un gio-
sconsigliata in quanto offre una dimen- mensioni diverse (ceci, riso, sassolini essiccate, ma anche aromi decisi come co di opposti e contrari es: oggetti pic-
sione sensoriale monotona e poco inte- ecc.) nastro, fazzoletto, piumino di vel- caffè, aglio, cipolla, bucce di agrumi… Un coli e grandi, colorati e non, lisci e ruvidi,
ressante. luto… altro cestino tematico può essere quello leggeri e pesanti…
- Di forme varie e interessanti - secondo contenente carte o stoffe di texture diver-
l’autrice nei bambini di quest’età l’attra- E l’adulto? se, esempio: carta, cartone, carta scot- I tesori dei grandi
zione per la forma prevale spesso sul co- Elinor Goldschmied ci ricorda che “non tex, carta velina, carta vetrata.. o stoffe
Avere uno spazio tutto per sé è un desi-
lore: tra un materiale interessante ma di è necessario incoraggiare i bambini ad differenti come velluto, raso, tulle, feltro..
derio che può essere soddisfatto al nido,
colore neutro e un colore vivace il usare il materiale di gioco, se il conte- ma anche a scuola o a casa mettendo a
bambino sceglie il primo… sto è tranquillo e ben predisposto, ba- Il cestino fai da te tra nido e casa
disposizione dei bambini più grandi un
- Gamme di colori - tinte vivaci, ma an- sta dare loro l’occasione e lo faranno”. In Un’altra variante per bambini più gran- cestino - ma anche una scatola o un cas-
che pastello, in varie sfumature, ma an- questa prospettiva, l’adulto ha il compito di può essere quella di porre accanto al setto - dove riporre i propri tesori rac-
che oggetti dai colori naturali oppure lu- di curare con costanza l’ambiente e i ma- cesto grande, alcuni cestini più piccoli colti in uscite, avuti in dono o scambiati
centi e brillanti teriali, di esercitarsi nell’osservazione per in modo che i bambini li possano riem- con gli amici, si risponde così al piacere
- Di dimensioni peso, consistenza, trame riconoscere i processi in atto e le moda- pire con oggetti ritenuti da loro più in- e al bisogno di avere uno spazio intimo
e texture diverse lità comunicative dei bambini, di accom- teressanti, componendo così un cestino e personale dove conservare non solo
pagnarli con lo sguardo, la presenza ras- dei tesori personali, magari da portare gli oggetti, ma anche ricordi, emozioni e
Nella ricerca dei materiali è fondamenta- sicurante e un “atteggiamento di attento anche a casa per continuare il gioco e scoperte.
le porre attenzione alle qualità percettive interesse” per sostenere la loro energia l’esplorazione e per iniziare un dialogo
e alla varietà degli oggetti contenuti nel esplorativa e la loro spinta crescere. con i genitori partendo dalle preferenze
cestino, che va costantemente rinnova-
to e sviluppato nel tempo per rinnovare Un gioco senza fine
l’interesse dei bambini. Un altro aspetto
Pur essendo stato pensato e ideato per
essenziale è assicurarsi che gli oggetti
una determinata fascia d’età e con uno Elinor Goldschmied (1910/2009)
del Cestino siano puliti, integri e regolar-
scopo preciso, il cestino dei tesori può
mente sostituiti con altri nuovi. Di seguito Educatrice inglese, assistente sociale psichiatri-
rappresentare un’importante fonte di ca. Riconosciuta come una delle maggiori inter-
un breve elenco di oggetti, tra i moltissi-
ispirazione nella messa a punto di pro- preti del pensiero pedagogico moderno e tra i
mi consigliati dall’autrice, individuati con
poste di gioco anche per bambini più principali esperti in Europa dei servizi per la pri-
l’obiettivo di offrire il massimo interesse
grandi. L’idea delle raccolte e delle colle- ma infanzia. Suoi testi di riferimento: “Il bambino
attraverso la sperimentazione sensoriale. nell’asilo nido” Elinor Goldschmied - Zeroseiup
zioni di oggetti può essere ripresa e de-
• provenienti dal mondo della natura: 2020 (Prima edizione 1979 Fabbri Editore)
clinata con modalità e significati diversi,
pigne, conchiglie, piume, spugne, sassi, “Persone da zero a tre anni” Elinor Goldschmied,
in base all’età e agli interessi dei bambini, Sonia Jackson - Edizioni Junior 1996
noccioli grandi, piccole zucche, ma an-
offrendo possibilità di nuove e più raffi- Associazione ElinorGoldschmied EduCare APS
che un limone (biologico) un melograno
nate scoperte sensoriali in linea con le (Associazione di Promozione Sociale): a fine
o una piccola zucca essiccata. 2019 il Gruppo “Amici di Elinor” attivo dal 2000
loro abilità e competenze.
• Realizzati con materiali naturali: pon si è costituito in con lo scopo principale di dif-
pon di lana, mestoli, mollette, scatoline, fondere e sviluppare l’approccio pedagogico di
I cestini a tema questa grande maestra tutelando il patrimonio
borsellino in pelle, spazzoline in legno,
mollette per il bucato del tipo americane Un’ interessante variante, per bambini nel culturale che ci ha lasciato.
Per approfondire, sito: www.elinoreducare.org – mail:
senza molla… secondo anno di vita, può essere quella
associazione.egeducare@gmail.com
• In metallo: cucchiaio, mazzo di chiavi, di proporre cestini tematici attraverso i

38 39
La lettura nutre le
relazioni
Tania Mariotti
coordinatrice pedagogica

L
a magia di un albo illustrato: in una e di scoperta. Per questo gli albi devono
lenta e dolce danza di tempi, parole, esistere e persistere in ogni luogo di vita
silenzi, linguaggi artistici ed espres- dei bambini e ancora di più nei luoghi
sivi, la lettura ad alta voce offre al educativi. Devono trovarsi nelle librerie
bambino piccolo l’esperienza dell’incon- ma anche su mensole e scaffali accanto
tro con l’altro. La lettura contribuisce a a piante e giochi e vicino a strumenti
nutrire i bambini di conoscenza. Leva didattici. Devono potersi trovare nei
cognitiva e emotiva, diviene protezio- luoghi del riposo, del gioco, del pranzo
ne contro lo svantaggio socio-culturale e del cambio, ad altezza bambino pronti Perché gli albi sono uno strumento educativo?
e sostiene i bambini nella creazione di ad essere letti, sfogliati e ammirati in Grazie ad un continuo rimando tra dentro e fuori dal libro i bambini creano
ponti verso mondi magnifici e immagini- autonomia o in compagnia di adulti proprie mappe concettuali che si ampliano dando vita a pensieri complessi. Nei
fici che superano il confine del conosciu- che daranno voce alle sue atmosfere e nidi l’albo diviene strumento imprescindibile nella relazione educativa; strumento
to per nutrire la mente al pari di ciò che il personaggi con suoni, toni e gesti. emotivamente positivo capace di offrire un’esperienza sensoriale e formativa
cibo fa per il corpo. Ogni albo raccoglie umana che incide sullo sviluppo armonico e completo del bambino stesso. L’albo di
in sé una storia di immagini e scritte. Una Un albo illustrato è: buona qualità infatti rispetta i tempi dei bambini. Con poche parole e immagini, da
storia nella quale il bambino può tuffarsi Un filo di curiosità che parte da basi ammirare lentamente, racconta l’infanzia di oggi senza etichette affrontando temi e
per ammirarne i dettagli, assaporarne conosciute per esplorare nuovi terreni di concetti difficilmente descrivibili altrimenti. Grazie alla lentezza che la lettura degli
gli eventi e scoprire come quel racconto apprendimento; albi richiede ai bambini è così garantito il tempo per scoprire, osservare, assaporare
sfiora le sue emozioni e la sua quotidianità.
Un megafono di sensazioni, emozioni e la relazione tra sé, gli altri e il mondo ma anche sviluppare paralleli contesti di
sentimenti che prendono forma; pensiero dove progettare, esplorare la vita ed i perché. Nell’albo si trovano racconti
Cos’è un albo illustrato? Un racconto che parte dal libro per sulla complessità, rotte di navigazione sull’ esperienza umana, relazioni, emozioni,
conflitti, perdite, mancanze, bellezza e unicità*. Gli albi “buoni” non trattano mai temi
Ambiente virtuale capace di provocare e ampliarsi e crescere nella testa dei
in maniera esaustiva, dando spazio e respiro ad ogni immaginazione autentica e
sollecitare i bambini grazie alla naturale bambini, nella relazione con il lettore,
personale. Ognuno, bambino o adulto, può cogliere nella storia ciò di cui ha bisogno.
propensione verso immagini e narrazione, nelle azioni quotidiane.
La molteplicità di ascolti ci aiuta inoltre a capire come mai i bambini vogliono leggere
il racconto e l’albo divengono luogo di
più e più volte uno stesso racconto: per scavare, andare in profondità, provare e
ipotesi, di domande e soluzioni, di gioco
riprovare quell’emozione, memorizzare quell’immagine, fare proprie quelle parole.

40 41
Educatori, genitori e lettura ad alta voce *Leggere ad alta voce l’unicità (albi adatti a bambini ed adulti) alcuni
Stare insieme ai bambini nella lettura, nel bambini fuori dall’albo. Tra osservazione spunti di lettura:
suono delle parole e nella meraviglia delle e sperimentazione, seguendo la naturale Il mondo ti aspetta di Kobi Yamada, Gabriella Barouch, Ed. Terredimezzo, 2020
immagini apre a noi adulti finestre nuove curiosità dei bambini, l’albo diviene un Ascolta di Cori Doerrfeld, Ed. Il castoro, 2020
nella loro conoscenza, in ciò che ricercano, vero e proprio laboratorio di esperienze Io sono foglia di Angelo Mozzillo, Marianna Balducci, Ed. Bacchilega editore, 2020
che li affascina, nelle loro domande, linguistiche, sensoriali e perché no
nelle loro personale indagine del mondo manipolative originali rispettando il Leo e Albertina di Christine Davenier, Ed. Babalibri, 2015
interiore ed esteriore. Un adulto attento diritto all’unicità di ciascuno. Che cos’è un bambino? di Beatrice Alemagna, Ed. Topipittori, 2008
deve poter vivere osservare e rilanciare
la magia della lettura che si innesca nei

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Ascoltare le parole degli adulti

Leggere ad alta Il linguaggio si sviluppa nei primi due anni


di vita e ormai diverse ricerche hanno
dimostrato che vi è uno stretto rapporto
per il cervello, così come le vitamine,
le proteine e i sali minerali. Sono state
messe a punto negli ultimi anni un

voce ai bambini e tra ascoltare e imparare: più si parla al


bambino, nominando gli oggetti, le cose
elenco di buone pratiche che possono
essere considerate molto efficaci per
che si fanno, cantando filastrocche e ninne favorire una buona relazione tra genitore
alle bambine fin dai nanne, leggendo storie, più il vocabolario
del bambino si arricchisce. Nei primi
e bambino e per sostenere specifiche
funzioni psicofisiche del bambino. Nelle

primi mesi di vita:


anni di vita le figure di riferimento sono buone pratiche rientrano l’allattamento
in particolare la mamma e il papà, anche al seno, l’ascolto condiviso della musica,
se in molti casi i nonni e altri parenti il massaggio, la lettura e il gioco. Il tempo

perché? hanno un ruolo importante nella vita del


bambino. Fondamentali sono le relazioni
affettive e le cure che accompagnano la
dedicato al proprio bambino, un tempo
di coccole, di condivisione, di ascolto, di
contatto, crea benessere e lascia segni
crescita. Bambini trascurati e maltrattati positivi sulla salute e sullo sviluppo.
Valeria Anfossi hanno maggiore probabilità di essere
pedagogista - Nati per leggere aggressivi o apatici, con difficoltà legati
all’apprendimento e alle relazioni. La
cura, le attenzioni, gli stimoli offerti al
bambino sono un nutrimento importante

Dare valore ai primi anni di vita

L
e evidenze scientifiche hanno or- ta i neuroni cerebrali non sono ancora
mai ampiamente dimostrato come connessi tra loro, ma la rete neuronale
i primi anni di vita siano fondamen- si forma via via: la qualità e la quantità
tali per lo sviluppo cognitivo, af- dei collegamenti dipende da le esperien-
fettivo, relazionale dei bambini e delle ze e dalle opportunità di relazione con
bambine. Già nelle prime settimane dal il mondo che il bambino fa.. La costru-
concepimento il cervello inizia a formarsi zione della rete neuronale, che procede
e si crea la rete neuronale, indispensa- per tutta l’esistenza dell’individuo, è più
bile perché le informazioni che arrivano rapida nei primi tre anni di vita. Il cer-
al cervello siano ricevute e trasmesse, vello in questo periodo è molto plastico
memorizzate e connesse una all’altra. e assorbe tutte le informazioni legate al
La scienza ci dice che l’eredità genetica mondo esterno : vedere, ascoltare, toc-
è molto importante per il suo sviluppo , care, odorare, sentire.. sono tutte espe-
ma è altresì importante il periodo della rienze fondamentali che permettono al
gravidanza, il parto e l’ambiente in cui i bambino di raggiungere uno sviluppo
bambini e le bambine vivono. Alla nasci- armonico ed equilibrato.

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La lettura ad alta voce

L
a lettura ad alta voce è, tra le buone nei primi anni di vita. Ogni bambino da
pratiche, quella che è stata studiata quando nasce inizia ad apprendere la lin-
con più attenzione, per gli effetti e gua materna e a sviluppare competenze
i risultati ottenuti. L’attenzione e la linguistiche complesse. Negli ultimi anni
diffusione della lettura ad alta voce in fa- i neuroscienziati hanno scoperto quali
miglia è nata negli Stati Uniti negli anni sono le strutture cerebrali che sostengo-
90 e si è sviluppata in molti altri paesi . L’ no l’emergent literacy. L’emisfero sinistro
Italia è stata tra i primi a lanciare un pro- del cervello viene stimolato dalla lettura
gramma a livello nazionale, di promozio- precoce, frequente e di qualità, dalla ca-
ne della lettura in famiglia in età precoce. pacità dei genitori di sostenere l’interes-
Nati per leggere dal 1999 si è posto l’o- se e l’attenzione del bambino leggendo
biettivo di sostenere la lettura sin dalla ad alta voce e rispondendo alle sue do-
nascita, attraverso il consiglio dei pedia- mande. Vi è quindi una stretta correla-
tri e da altri operatori sanitari , educativi zione tra la pratica della lettura ad alta
e culturali. Recenti studi scientifici hanno voce in famiglia dal primo anno di vita e
dimostrato come leggere ai bambini fin lo sviluppo delle competenze future le-
dai primi mesi abbia effetti molto posi- gate alla comprensione del testo, all’at-
tivi sullo sviluppo relazionale, cognitivo tenzione, all’immaginazione, alla memo-
ed emotivo del bambino. Ma come in- ria. Inoltre, studi sulla genitorialità hanno
fluisce la lettura ad alta voce sul cervel- evidenziato come la lettura precoce ab-
lo di un bambino di pochi mesi? Ormai bia anche notevoli effetti positivi sulla re-
è dimostrato che le dimensioni di parte lazione mamma-bambino. Il tempo dedi-
del cervello (l’ippocampo e alcune aree cato alla lettura è un tempo esclusivo, di
corticali) sono legate alla relazione ma- grande intensità comunicativa; l’azione
terna e alla qualità delle cure ricevute. della lettura crea vicinanza e favorisce
L’emergent literacy, cioè le abilità e le co- una maggiore fiducia in sé stesse nelle
noscenze necessarie per sviluppare l’at- mamme. Leggere al proprio bambino
titudine alla lettura, si sviluppano proprio crea benessere.

Per saperne di più:


S. Dehaene, I neuroni della lettura, Cortina editore 2009
R. Valentino Merletti e L. Paladin , Libro fammi grande, Idest 2013
(a cura di ) Centro per il libro e la lettura – Centro per la salute del bambino, La lettura in
famiglia- guida alla diffusione di buone pratiche dai 0 ai 6 anni
(a cura di ) N. Benati e A. Del Gobbo, Nati per Leggere, una guida per genitori e futuri lettori,
AIB 2021
www.natiperleggere.it
www.acp.it
www.csbonlus.org
www.aib.it
www.reachoutandread.org
www.bookstart.org.uk

46 47
Nuove tecnologie
per comunicare
Kindertap, l’app per nidi e
scuole dell’infanzia
– www.kindertap.com

Alberto Sbeghen
ingegnere informatico - CEO di Kindertap

È
un dato inconfutabile: il mercato giorno non possono più essere ignora- la nostra riluttanza verso la tecnologia la routine della giornata. Possiamo
che è cresciuto maggiormente da- te. Per chiudere il cerchio, la necessità di stessa nel suo complesso. Come diceva- condividere foto e video con continuità
gli anni ‘90 ad oggi è quello della dover compiere azioni in tempi ristret- mo molto dipende dallo strumento che e non solo a fine anno, quando la
tecnologia. In particolare, nell’ulti- ti, soprattutto in un contesto aziendale, adottiamo: ad ogni necessità specifi- progettualità e le esperienze fanno già
mo decennio, con l’arrivo del dispositivo ci porta ad ottimizzare il più possibile i ca corrisponde una soluzione dedicata. parte del passato (dovendo perdere, tra
più smart della storia, lo smartphone, il processi interni (e l’ambito dei servizi Cercare, quindi, quella che in informatica l’altro, giornate intere per selezionare e
digitale e la Rete hanno pervaso le no- 0-6, in questo, non fa certo eccezione). si chiama una soluzione verticale (ovvero smistare il materiale). Possiamo scambiare
stre vite. Le forme di comunicazione a un’applicazione realizzata per soddisfa- con il genitore messaggi, documenti e
nostra disposizione si sono moltiplica- La tecnologia nella comunicazione re le esigenze di un particolare ambito) materiale di vario genere, usando una
te e, a seguito della pandemia da CO- con le famiglie può offrirci un’indiscussa opportunità. singola piattaforma. Ecco che, agli occhi
VID-19, la corsa alla digitalizzazione ha Nella comunicazione con le famiglie la Parlando in particolare di comunicazio- del genitore, la vita del piccolo in struttura
subito un’accelerazione ancora più spin- tecnologia può, dunque, essere un va- ne con le famiglie passare dalla carta prende forma e i momenti di scambio
ta. Se fino al 2019 organizzare una call lido alleato per gli operatori del mondo all’utilizzo di un’app specifica per lo 0-6, personale possono arricchirsi: non solo
su una piattaforma di video conference dell’infanzia? La risposta è scontata, an- ad esempio, può aiutarci a veicolare le gli aspetti fisiologici, ma approfondire
poteva sembrare ai più una cosa futu- che se va detto che molto dipende da- nostre informazioni in modo più coinvol- come socializzano i bambini, come
ristica, oggi si tratta di qualcosa a cui gli strumenti che decidiamo di adottare. gente, diretto e rispettoso della privacy. si approcciano a nuovi materiali ed a
tutti siamo abituati. In questo scenario Ormai è chiaro a tutti: gli strumenti infor- nuove esperienze. In questo modo la
di continui mutamenti anche il quadro matici possono aiutarci a fare più velo- Condividere video e foto tecnologia può senza dubbio migliorare
normativo ha subito un’evoluzione: co- cemente operazioni ripetitive e possono Possiamo fare in modo che il genitore la qualità della nostra comunicazione,
municando, molto spesso, veicoliamo offrirci soluzioni a problemi che, vicever- consulti, quasi in tempo reale, le attività coinvolgendo maggiormente le famiglie.
dati personali, nostri e di terzi. Privacy e sa, ci renderebbero il lavoro più difficol- svolte dal proprio figlio in struttura, oltre
sicurezza in materia di trattamento dei toso... ma possono anche rappresenta- che mettere a disposizione della famiglia
dati personali sono tematiche che oggi- re un ostacolo o, peggio, far aumentare tutte le informazioni che riguardano

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