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Facoltà di Architettura di Siracusa


Corso di Scienza delle Costruzioni

Tensione e deformazione per Sforzo Normale


Parte 1
Nicola Impollonia e Giuseppe Cocuzza

A.A. 2020-2021
3.1
2
Premessa

L’adeguatezza di una struttura può dipendere dalle deformazioni causate dai


carichi su essa applicati (verifiche allo Stato Limite di Esercizio o
verifiche di agibilità).

Rimuovendo l’ipotesi di corpo rigido e considerando le strutture come


deformabili, è possibile calcolare reazioni e le sollecitazioni di problemi
staticamente indeterminati

Valuteremo la deformazione di un elemento strutturale soggetto a sforzo


normale e risolveremo i primi problemi iperstatici.

Riferimenti bibliografici
• Comi-Corradi Capitolo 2 Trazione e compressione
• Beer – Russel… Capitolo 2 Tensione e deformazione – Sforzo normale
• Hibbeler Capitolo 7 Proprietà meccaniche dei materiali
Capitolo 8 Trazione e compressione
3
Concetto di tensione

La struttura è progettata per


portare un carico di 30 kN.
La struttura è costituita da un
puntone ed una barra collegate
da perni (connessioni che non
trasmettono momento) sia nella
connessione sia nei supporti.
Esegui un’analisi statica per
determinare le forze interne in
ciascun elemento strutturale e le
reazioni dei vincoli.
4
Concetto di tensione
Il puntone e la barra sono pendoli, cioè elementi
soggetti a due sole forze applicate alle
estremità dell’elemento.

Per l’equilibrio, le forze devono agire lungo


l’asse che congiunge i punti di applicazione
delle forze, devono essere di uguale intensità e
di direzione opposta.

I nodi devono soddisfare le condizioni di


equilibrio statico che possono essere espresse
nella forma del triangolo delle forze:

 B 0
F
FAB FBC 30 kN
 
4 5 3
FAB  40 kN FBC  50 kN
5
Analisi della Tensione e Verifica
Può la struttura sopportare in
sicurezza il carico di 30 kN?
Dall’analisi statica
FAB = 40 kN (compressione)
FBC = 50 kN (trazione)

In ogni sezione trasversate dell’elemento BC la


forza interna vale 50 kN per cui si ha una
tensione media pari a:
dBC = 20 mm P 50 103 N
 BC    159 MPa
A 314 10-6 m 2

La tensione ammissibile per l’acciaio è:


 amm  165 MPa
Conclusione: la resistenza dell’elemento BC è
adeguata
6
Progetto
Il progetto di una nuova struttura richiede la scelta
di opportuni materiali e delle dimensioni dei
componenti strutturali in nodo da garantire le
prestazioni richieste .
Per motivi basati sul costo, il peso, la disponibilità
ecc., si fa la scelta di costruire la barra in
alluminio amm= 100 MPa) Qual è una scelta
corretta per il diametro?
P P 50 103 N
 amm  A   500 106 m 2
A  all 100 10 Pa6

2
d
A
4
4A 4  500 106 m 2 
d   2.52 102 m  25.2 mm
 

Una barra di alluminio di diametro 26 mm o più è


adeguata.
7
Sforzo Normale: Tensione normale
Il risultante delle forze interne di un elemento caricato
da sforzo normale centrato è normale ad una sezione
perpendicolare all’asse dell’elemento (sezione retta).

L’intensità della forza agente su questa sezione è


definita tensione normale.
F P
  lim  media 
A 0 A A
La tensione normale in un dato punto può non
essere uguale alla tensione media, ma la risultante
della distribuzione delle tensioni deve soddisfare
P   media A   dF    dA
A

L’effettiva distribuzione delle tensioni è


staticamente indeterminata, cioè non può essere
determinata con le sole equazioni di equilibrio.

1- 7
8
Deformazione assiale

l0 l0

l 2l0
l
A0
2A0

P
  tensione   2P  P
A0 2 A0 A0
l
  deformazione longitudinale   l A0
2 l
l0 l0

P

A0
2l l
 
2l0 l0
9
Prova Tensione – Deformazione. Prova uniassiale

l0

Questa macchina è usata per prove di trazione, come quelle Provino per prova di trazione con relativo carico.
descritte nel capitolo 2 del Beer -Johnston
2- 9
10
Prova uniassiale
Esperimento ideale di una barra in trazione

l0 lunghezza iniziale l lunghezza corrente

d0 diametro iniziale d diametro corrente

A0 area iniziale A area corrente

Forza Variazione di Variazione di


F applicata l  l  l0 lunghezza d  d  d 0 diametro
11
Prova uniassiale
Tensione normale

F
 ( N / mm 2 ) Forza per unità di area (iniziale)
A0

Deformazioni dirette

l l  l0 Deformazione longitudinale
 
l0 l0

d d  d 0 Deformazione trasversale
t  
d0 d0
12
Diagrammi sforzo-deformazione
Diagrammi sforzo-deformazione per materiali duttili

• Oltre il limite elastico si ha snervamento e solo dopo un notevole incremento


di deformazione (a tensione pressoché costante) si ha la rottura
13
Diagrammi sforzo-deformazione
Diagrammi sforzo-deformazione per materiali fragili

• Al limite elastico si ha pressoché immediatamente la rottura (senza che si


esibisca una fase plastica)
14
Diagrammi sforzo-deformazione
Contrazione trasversale

Coefficiente di Poisson

t
 

0    0.5

Fenomeno della strizione


15
Legame elastico lineare
Legge di Hooke

• La maggior parte delle strutture sono progettate in modo che, almeno in


condizioni di esercizio, subiscano piccole deformazioni e che tali
deformazioni si annullino quando vengono rimossi i carichi

• Risulta utile descrivere solo il ramo iniziale del diagramma, ove il


comportamento del materiale è reversibile (elastico) e lo sforzo è
direttamente proporzionale alla deformazione

  E
E modulo di elasticità longitudinale
o modulo di Young ( N / mm 2 )

E  tan  
16
Diagramma tensione - deformazione: materiali duttili

y r

r
duttilità :   1
y
17
Diagramma tensione - deformazione: materiali fragili

r
duttilità :   1
y
18
Legge di Hooke: Modulo di elasticità

Al di sotto della tensione di


snervamento
  E
E  Modulo di elasticità o
Modulo di Young

La resistenza cambia con i


trattamenti termici e con i
 processi di fabbricazione ma
la rigidezza (modulo di
Young) non è influenzata de
questi fattori.
19
Comportamento elastico e comportamento plastico

Se la deformazione
scompare quando la
tensione viene rimossa, il
materiale è detto a
comportamento elastico.
La più grande tensione alla
quale ciò avviene è detta
limite elastico.
Quando la deformazione
non ritorna a zero dopo la
rimozione della tensione il
materiale è detto a
comportamento plastico.
20
Fatica
Il comportamento a fatica è
mostrato in diagrammi σ - n
n: numero di cicli a inversione
completa

Un elemento può andare in crisi


per fatica a livelli di tensione
significativamente più bassi se
soggetto a molti cicli di carico.

Quando il valore della tensione è


al di sotto del limite di fatica
non si raggiunge la rottura per
fatica anche dopo un numero
praticamente infinito di cicli.
21
Misure dello sforzo e della deformazione
Sforzo vero

F
v 
A
y

Incremento di deformazione

dl
d v 
l
Deformazione logaritmica

dl
 v    ln l  C
l v  0 per l  l0

l  ln l0  C  0  C   ln l0
 v  ln  
 l0 
22
Aste sollecitate assialmente
Stato di sforzo NP
N

A

Stato di deformazione l

 N
 
E EA

Risposta elastica
• Legame costitutivo dell’asta (tra azione assiale ed allungamento)
nell’ipotesi di comportamento elastico lineare del materiale

Nl
l   l l 
EA
23
Risposta elastica
Esempio - Barra di acciaio (1) (2) (3)
soggetta a due carichi
concentrati assiali

Modulo di Young per 1 2 3


l’acciaio:

E  2.06  105 N / mm 2

Allungamento della barra:

N (1)l(1) N (2)l(2) N (3)l(3)


l  l (1)
 l (2)
 l (3)
  
EA(1) EA(2) EA(3)
500 103  200 300 103  200 300 103  400
    4.21mm
2.06 10  600 2.06  10  600 2.06 10  200
5 5 5
24
Deformazioni termiche
Effetti della variazione di temperatura
Un aumento della temperatura determina un allungamento della barra,
proporzionale alla sua lunghezza l e all’incremento di temperatura T

l t   T l

Deformazione termica

 t   T
Deformazione totale

    
e t
  T
E
Allungamento totale

Nl
l  l e  l t    T l
EA
25
Stati di coazione
Effetti della variazione di temperatura

T
Strutture isostatiche - La struttura si
deforma senza che si destino stati di
sollecitazione interni

Strutture iperstatiche – La deformazione


termica non è libera di esplicarsi a causa
T
dei vincoli. L’allungamento totale deve
essere nullo: deve quindi nascere un X X
accorciamento elastico uguale e
contrario

Nl Xl
l  l  l  0
e t
  T l  0   T l  0
EA EA
Xl
  T l X   EA T N  X   EA T ;    E T
EA
26
Stati di coazione
Esercizio

 T
Di quanto occorre raffreddare una barra di
ghisa affinché si rompa?
E=100GPa
=10x10-6 °C-1
r=200MPa

r 200
T     200C
E 100 10 10 10
3 6
27
Prorietà di alcuni materiali
y
r

y r r
28
Osservazioni
• Non sempre le equazioni di equilibrio sono sufficienti da sole a risolvere il
problema strutturale

• Se il problema è iperstatico, con le eq. di equilibrio è possibile trovare una


intera classe di soluzioni equilibrate; tra queste solo una soddisferà anche le
condizioni cinematiche

• Per accertarsi dell’ammissibilità cinematica occorre avere ulteriori


informazioni sulla struttura, in particolare sul suo stato deformativo, che
dipende essenzialmente dal comportamento materiale

• Le equazioni che regolano il comportamento del materiale costituiscono il


legame costitutivo; esse descrivono il modo con cui risponde il materiale se
sottoposto ad azioni esterne
29
L’asta semplice
L’asta semplice

La soluzione del problema richiede:


- equazioni di equilibrio ai nodi, che legano tra loro le grandezze statiche,
le forze applicate e gli sforzi assiali
- legame costitutivo tra le grandezze statiche (gli sforzi assiali) e le
grandezze cinematiche (gli allungamenti delle aste)
- equazioni di congruenza che legano tra loro le grandezze cinematiche (gli
allungamenti delle aste e gli spostamenti dei nodi

Il legame costitutivo

 lj   E j Aj 
l j    N j Nj   l j
E A  l
 j j   j 
30
L’asta semplice
Esempio
Determinare la risposta della struttura
in termini di sforzo interno assiale e il
campo di spostamenti
HA HB

Eq. di equilibrio HA  HB  F  0

a a b b
Eq. costitutive la  Na   H A, lb  Nb  HB
EA EA EA EA
Eq. di congruenza la  lb  0
Sistema di 2 eq. in 2 incognite:
Fb Fa
HA   , HB   ,
 HA  HB  F  0 l l

 a b ab F ab F
 EA H A  EA H B  0 la  , lb  
l EA l EA
31
L’asta semplice
Stato di sollecitazione

b
Na  H A  F
l
a
Nb  H B   F
l
Stato di tensione
Fb
a 
Al
Fa
b  
Al
Stato di deformazione Campo di spostamenti

Fb Fb
a  u( x)   a x  x, per 0  x  a
EAl EAl
Fa Fa
b   u( x)  u(a)   b ( x  a)  (l  x), per a  x  l
EAl EAl
32
I pilastri del duomo di Milano: Aste in parallelo
33
I pilastri del duomo di Milano: Aste in parallelo
Pilastro eterogeneo soggetto ad una forza assiale

Congruenza

m  c

Equilibrio

 m Am   c Ac  F
F  40MN

Legame costitutivo

h  15m
m c
m  , c 
Em Ec
34
I pilastri del duomo di Milano: Aste in parallelo
 m  n c

Em 55
n   3.67
Ec 15

 Em  F
  c  Am   c Ac  F c 
 Ec  Ac  nAm
40
c   11.55MPa,  m  3.67 11.55  42.35MPa
1.131  3.67  0.636
11.55 42.35
c   m   0.00077 h   c h  0.00077 1500  1.16cm
15000 55000

N m   m Am  26.93MN N c   c Ac  13.07 MN
35
I pilastri del duomo di Milano: Aste in parallelo
Ipotesi di Ec variabile

40
c  MPa
55000
1.131  0.636
Ec
55000  40
m  MPa
1.131Ec  55000  0.636

Lo sforzo nel conglomerato cresce da un valore nullo per Ec  0 fino al valore


 m che si ha per Ec  Em  55000 MPa (pilastro omogeneo in marmo). Lo
sforzo nel marmo invece decresce al crescere della rigidezza del conglomerato
36
I pilastri del duomo di Milano: Aste in parallelo
Ipotesi di Ec variabile

N c   c Ac
40 1.131
 MN
55000
1.131   0.636
Ec
N m   m Am
55000  40  0.636
 MN
1.131Ec  55000  0.636

Le azioni assiali risultano uguali tra loro per Ec  30928MPa


37
Aste in parallelo
Problema
Si determini il modulo di elasticità del conglomerato Ec conoscendo
l’accorciamento del pilastro h  1.0cm conseguente all’applicazione del
carico F  40 MN
F  40MN

h  1.0cm

h  15m

c 40
h   c h  h  1500  1.0cm
Ec 1.131Ec  55000  0.636

Ec  22120 MPa
38
Aste in parallelo
Tubo d’acciaio con barra interna di ottone

Acciaio Ottone
Ea  200GPa Eo  105GPa
 a  11.7 106 (o C ) 1  o  20.9 106 (o C ) 1
Aa  471.3mm 2 A0  452.4mm 2
Studiare:
- effetto di una variazione termica T  120o C
- effetto di una coppia di forze applicate F  80 KN
39
Aste in parallelo
Effetto di una variazione termica T  120o C

Il riscaldamento provoca sulle


due parti considerate isolate
deformazioni proporzionali al
coeff. di dilatazione termica

I due allungamenti risultano


non congruenti

Per ripristinare la congruenza


devono nascere degli sforzi
che provochino un
allungamento elastico nel
tubo di acciaio e un
accorciamento elastico nella
barra di ottone
40
Aste in parallelo
Calcolo delle deformazioni termiche libere di esplicarsi

 at   a T  11.7 106 120  1.404 103

 ot   o T  20.9 106 120  2.508 103

Per l’equilibrio

Xa  Xo  0 Xa  Xo

Allungamenti elastici dovuti all’incognita iperstatica Xa  X , Xo  X


XL XL
lae  , loe  
Ea Aa Eo Ao
Per la congruenza
XL XL
lat  lae  lot  loe  a TL    o TL 
Ea Aa Eo Ao
41
Aste in parallelo
Calcolo dell’incognita iperstatica

( o   a )T (20.9  11.7)106 120


X   34.867 kN
1 1 1 1
 
Ea Aa Eo Ao 200  471.3 105  452.4

Sforzi nei due elementi

X 34867 X 34867
a    74.0 MPa o      77.1MPa
Aa 471.3 Ao 452.4

Deformazioni totali nei due elementi

a
 a   at   ae   a T   1.404 103  0.370 103  1.774 103
Ea
o
 o   ot   oe   o T   2.508 103  0.734 103  1.774 103
Eo
42
Aste in parallelo
Effetto di una coppia di forze applicate F  80 KN

Per l’equilibrio
Ya  Yo  F Ya  F  Yo

Sforzi nei due elementi


F  Yo Yo
a  o 
Aa Ao

Deformazioni elastiche nei due elementi

a F  Yo o Yo
a   o  
Ea Ea Aa Eo Eo Ao

Per la congruenza

F  Yo Y
a  o  o
Ea Aa Eo Ao
43
Aste in parallelo
Calcolo dell’incognita iperstatica

F 80
Yo    26.809kN
Ea Aa 200  471.3
1 1
Eo Ao 105  452.4

Ya  F  Yo  53.192kN

Sforzi nei due elementi

53192 26809
a   112.9MPa o   59.3MPa
471.3 452.4

Deformazioni elastiche nei due elementi

112.9 59.3
a   0.56 103 o   0.56 103
200000 105000
44
Tre bielle
Problema
Effetti di una variazione
termica T applicata
all’asta 1

Il problema è una volta


iperstatico

Eq. alla traslazione


orizzontale: H  0

Eq. alla traslazione verticale e alla rotazione intorno a Q

N1  N 2  N 3  0 N1a  N 3 a  0
Incognita iperstatica

N1  N 3  X , N 2  2 X
45
Tre bielle
Allungamenti delle aste in funzione dell’incognita iperstatica

N1l1  X 
l1  Tl1    T  l
EA  EA 
N2l2 2 Xl
l2  
EA EA
N3l3 3 Xl
l3  
EA 2EA

Condizione di congruenza (tratto rigido orizzontale)

1 2 Xl 1  X 3X 
l2  (l1  l3 )    T   l
2 EA 2  EA 2 EA 

2
X  EAT
13
46
Tre bielle

Azioni assiali nelle tre aste

2 4
N1  N 3   EAT N2  EAT
13 13
Allungamenti delle aste

N1l1 11 N2l2 4 N3l3 3


l1  Tl1   Tl , l2   Tl , l3    Tl
EA 13 EA 13 EA 13
47
Barra d’acciaio rivestita di alluminio
Problema

Alluminio (2)

Acciaio (1) 10 mm 20 mm

L = 150 mm

Acciaio Alluminio
E1  200GPa E2  70GPa
1  11.7  106 (o C ) 1 A0  75 mm 2
A1  25 mm 2

Studiare l’effetto di una variazione termica T  200o C della sola parte


interna in acciaio
48
Barra d’acciaio rivestita di alluminio
Per l’equilibrio:

A2 75
A1 1  A2 2  0 1    2    2  3 2
A1 25
Relazioni costitutive

1 3 2 2 2
1  1T   200 11.7 10  6
2  
E1 200000 E2 70000

Per la congruenza:

3 2 2
1   2 0.0023    2  79.9MPa
200000 70000  1  239.7MPa

Le deformazioni

1   2  0.0011 l  1l  0.171mm


49
Tre barre
Problema

Determinare gli sforzi nelle aste e


lo spostamento orizzontale
dell’elemento rigido per effetto
della variazione termica T

Per l’equilibrio:

N1  N 2  N 3  0

Per la congruenza:

l1  l2  l3  U


50
Tre barre
Legame costitutivo:

N1h N2 h N3 h
l1  , l2    hT , l3 
2EA EA EA

Risolvendo si ottengono gli sforzi assiali:

1 3 1
N1  EAT , N 2   EAT , N 3   EAT
2 4 4

e lo spostamento orizzontale dell’elemento rigido:

1
U   hT
4

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