Sei sulla pagina 1di 4

DECADENTISMO

- Si sviluppa alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX secolo (1880-
1920)
- Decadentismo: corrente delineata con un aggettivo negativo
- Nasce in Francia
- Contesto sociale: profonda crisi  capovolgimento dei valori che la
Borghesia aveva portato avanti
Nascita di pensiero di una
superiorità di razza
Monopoli nella gestione
dell’economia
- Isolamento a parte dei decadentisti e distaccamento dalla società
- Si basano molto sui poeti maledetti, in particolare su Baudelaire
(Fleurs du Mal)
- La corrente si può suddividere in due parti (due modi per
interpretare l’arte dei poeti decadentisti)  SIMBOLISMO (Pascoli)
 ESTETISMO (d’Annunzio)
- Poesia decadentista: particolarmente cupa.
- Poesia che, per trovare il bello nella brutta realtà, è curata
particolarmente nella forma.
- I poeti decadentisti raccontano la realtà, ma allo stesso tempo ne
fanno risaltare e trovare il bello.
- Metrica e parole libere, semplici.
- Ruolo del poeta: colui che ha la capacità di interpretare i simboli.
I FIORI DEL MALE

- 126 componimenti divisi in 6 sezioni che costituiscono un libro di


rime, opera più famosa di Baudelaire
- Dedica all’amico Gautier
- Prima sezione: la più lunga, si intitola Spleen e ideale (spleen: stato di
malinconia e di ripiegamento interiore che origina da una forma di
ipersensibilità e da un senso di spossatezza che vira verso il
pessimismo esistenziale). Il tema dominante è la poesia e il ruolo del
poeta che tenta di evadere attraverso la propria arte dalla realtà che
lo circonda.
- Seconda sezione: Quadri parigini.
- Terza sezione: intitolata Il vino, incentrata sulla dedizione al vizio in
cui annega ogni tensione verso un illusorio ideale armonioso.
- Quarta sezione: Fiori del male, 9 componimenti in cui Baudelaire
rafforza il concetto della sezione precedente.
- Quinta sezione: Rivolta, 3 poesie percorse da una bruciante vena di
maledettismo satanico e blasfemo.
- Sesta sezione: La Morte, approdo finale di un viaggio poetico ed
esistenziale.
- Temi  radicale rifiuto dei valori sociali consolidati.
Bipolarismo tra bellezza antica, mitica e statuaria, a bellezza
erotica, moderna e sensuale.
Lo spleen, animo romantico decadente, un mae di vivere
contrapposto all’ottimismo borghese.
 Interpretazione della realtà tramite i simboli, lavoro che solo
il poeta è in grado di fare.
poeta titano e angelo caduto, vittima e aguzzino allo stesso
tempo.
Evasione autodistruttiva che poi dà il nome di poeti maledetti
ai poeti come Baudelaire.
Il bello che mostra entrambe i suoi lati, la vita e la morte,
quest’ultima prende il sopravvento.
- Corrispondenze (pag. 58):  corrispondenza tra natura e ciò che
proviamo.
poesia: produzione di simboli che il
poeta interpreta.
- Spleen (pag. 62):  spiegazione dello spleen, Speranza che piange e
Angoscia che prende il sopravvento.
PASCOLI
- Nasce a San Mauro di Romagna nel 1855, quartogenito di 7 figli.
- Subisce numerosi lutti in famiglia, tra i quali quello più tragico, quello
del padre che fu fucilato nel 1867.
- Lui nel frattempo prosegue i suoi studi a Firenze e in seguito
frequenta la facoltà di lettere nell’università a Bologna.
- Cerca numerose volte di ricomporre il suo nucleo familiare,
riuscendoci per una volta, ma dopo un po’ di tempo, la famiglia si
sfalda di nuovo.
- Nel 1911 tiene La grande Proletaria si è mossa presso il Teatro dei
Differenti di Barga, a sostegno della dichiarazione di guerra alla
Turchia per la conquista della Libia.
- “il Fanciullino”: il bello che può essere interpretato solamente da
colui che la interpreta con gli occhi di un bambino.
MYRICAE
- “Non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici”: frase di
introduzione presa da un frammento delle Bucoliche di Virgilio.
- La natura assume caratteri evocativi, attraverso il ricorso al
fonosimbolismo (procedimento compositivo con il quale si
producono, attraverso una successione di suoni linguistici, significati
aggiuntivi rispetto a quelli comunicati nel testo) e all’analogia.
- Temi  Morte
memoria
nido
infanzia
- Uso frequente del fonosimbolismo e all’uso dell’onomatopea, lingua
semplice e umile.
IL FANCIULLINO
- Saggio pubblicato per la prima volta sulla rivista fiorentina “il
Marzocco”, in seguito uscì nel 1903 il testo completo nel volume Miei
pensieri di varia umanità e infine uscì la versione completa nel 1907
nel volume Pensieri e discorsi.
- Il poeta dà voce al fanciullo che rimane nascosto in ognuno di noi
concetto di poesia come “maraviglia”.
- Il poeta fanciullo dovrà allontanarsi da tutto quanto possa alterare la
sua condizione di istintiva e originaria purezza sensoriale e
intellettuale.
- Spontanea percezione della realtà.

Potrebbero piacerti anche