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Sociologia

Noi esseri umani abbiamo delle pressioni sociali che ci impongono dei comportamenti.
Siamo dei conformisti e ci atteniamo in maniera consapevole o inconsapevole a delle
leggi sociali che ci impongono un determinato comportamento o meno.

Cosa fa la sociologia?

La sociologia ci permette di identificare dei gruppi di persone e di identificarne alcuni tratti che noi
utilizziamo per metterli in relazione con altri gruppi sociali.Per questo possiamo dire che identifica
alcuni caratteri (=tipi sociali) quasi come stereotipi.
Per esempio: già per come una persona si veste, noi siamo socializzati a identificare quei caratteri
che in qualche modo identificano quel tipo sociale.

Simpsons:
manuale di sociologia applicata

August Sander: fotografo con lo scopo di identificare alcuni tipi sociali

Noi cresciamo in un determinato ambiente e socializziamo determinati valori in base


all’ambiente in cui cresciamo.
Il vero sociologo mette costantemente in dubbio ciò che lo circonda e le varie situazioni mentre la
sociologia ci permette di avere gli strumenti per decostruire e interpretare la realtà.
Per spiegare questi fenomeni, la sociologia usa la statistica.

Cos’è la sociologia?
=studio scientifico della società umana e del comportamento sociale
Ciò che siamo è il risultato dei luoghi e dei tempi in cui siamo nati e in cui viviamo.
Siamo il prodotto di numerosi contesti: delle famiglie in cui siamo cresciuti, dei quartieri e delle comunità
dove abbiamo vissuto.
Siamo parte di reti sociali (=insieme di legami tra persone, gruppi e organizzazioni) che non ci sono visibili,
attraverso le quali conosciamo persone che, a loro volta, ne conoscono altre a noi estranee, ma con le quali
condividiamo alcuni tratti importanti.

Noi attraversiamo i mondi sociali e abbiamo la necessità di interpretarli, conoscerli e dare un senso a ciò che
capita all’interno di quel mondo.

Elemento importante: interazione


E’ fondamentale rivolgere attenzione all’interazione sociale, al modo in cui le persone agiscono e
reagiscono le une rispetto alle altre influenzandosi reciprocamente.

Nella giornata assumiamo vari ruoli, incontriamo tante persone e abbiamo varie interazioni sociali.
Noi interagiamo costantemente e assumiamo tante posizioni diverse a seconda di con chi interagiamo.

I sociologhi sono testimoni dei mondi che vogliono studiare ma allo stesso tempo sono ricercatori e per
studiarla devono staccarsi da ciò che è la realtà e osservarla come se fosse la prima volta, non dare mai
nulla di scontato.

Cos’è l’immaginazione sociologica?


=capacità di riflettere su quanto cose da noi percepite come problemi personali siano questioni sociali
ampiamente condivise da altri individui nati in un periodo in un ambiente sociale simile al nostro.
E’ compito del sociologo tradurre le questioni personali in problemi pubblici e dargli un significato umano.
Giudichiamo spesso i tratti differenziali che caratterizzano individui appartenenti ad alcuni gruppi però
pensare che le caratteristiche di un gruppo si applichino a tutti i membri è scorretto.
Fare generalizzazioni riguardo alcuni individui partendo da ciò che crediamo di sapere sui gruppi a cui
appartengono è uno stereotipo. Gli stereotipi sono credenze false, o perlomeno esagerate, relative
ai membri di un gruppo ma che sono alla base delle supposizioni sui singoli individui che ne fanno
parte.

Discriminazione attiva: ogni comportamento, pratica o politica che danneggi, escluda o svantaggi le
persone sulla base della loro appartenenza a un qualche gruppo o categoria sociale
Ciò che determina una buona immaginazione sociologica è la capacità di porre domande non scontate,
anziché accettare immediatamente risposte preconfezionate ovvero stereotipi.

Per far questo, i sociologi hanno sviluppato un insieme di teorie sociali= schemi generali che
suggeriscono assunti e asserti su come funziona il mondo e metodi di ricerca= modi di studiare
sistematicamente tali questioni per trovare nuove evidenze ed elaborare nuove risposte.
Le cose non sono quelle che appaiono e noi abbiamo la necessità di andare oltre quello che accade proprio
per capire il motivo del perché accade.

Ma perchè?
Perchè la realtà sociale non è l’esito di un singolo evento ma è stratificata(non è mai unica), è sempre
l’esito di tantissime situazioni pregresse che modificano l’evento in un modo piuttosto che in un altro.

Il contesto sociale è decisivo nel comprendere la realtà sociale.


La vita individuale dell’individuo e ogni comportamento sociale è contestualizzato
e all’interno di una cornice culturale.

Tra i più importanti contesti sociali troviamo:


La famiglia di origine, il livello di istruzione, la ricchezza e il reddito dei genitori
Il quartiere e la comunità locale in cui il bambino cresce
I tipi di organizzazione di cui una parte e le persone che incontrerà in quegli ambienti
Il tipo di occupazione
Il paese
Il periodo storico

Il contesto famigliare
La famiglia influenza chi siamo fornendoci identità etniche e religiose insegnandoci le norme
fondamentali della società attraverso le reti che ci mettono a disposizione e il luogo in cui hanno scelto
di vivere, le risorse finanziarie che possono investire nella nostra istruzione e le capacità emotive e
cognitive da loro sviluppate.

Identità e gruppi
Le nostre identità definiscono un altro importante tipo di contesto sociale. Noi nasciamo con certi tratti fisici
come per esempio il colore della pelle, eppure la nostra famiglia e la società ci impongono altre identità
prima che siamo sufficientemente grandi per poter svolgere un ruolo che ci consente di sceglierle, come la
religione o un’identità nazionale o etnica.
Crescendo possiamo essere in condizione di cambiare queste identità.
Queste identità sono fattori importanti che predicono in che direzione andremo nella nostra vita, i tipi di
opportunità di cui potremo godere e come il mondo ci considererà. Alcune identità possono essere neutre o
benigne mentre altre positive e benefiche. Alcune però sono pericolose.
Contesti sociali ed economici
Charles Wright Mills sosteneva che l’immaginazione sociologica mette in relazione le biografie
individuali e la storia.
Sulla nostra vita agiscono contesti sociali, economici e contesti storici.
Tutti questi contesti locali sono influenzati da un ambiente globale; viviamo in un’era in cui gli eventi che
accadono nelle regioni e nei paesi in ogni parte del mondo influenzano le nostre vite di italiani,
americani, inglesi.

Sociologia: studio dei contesti sociali attraverso cui le vite degli individui prendono forma e il mondo
sociale viene creato. I mondi sociali che gli umani creano hanno due componenti fondamentali:
l’interazione sociale e la struttura sociale.
Interazione sociale: si riferisce al modo in cui le persone agiscono insieme, modificando o alterando il
proprio comportamento in risposta alla presenza degli altri.E’ governata da un insieme di norme: le
regole fondamentali della società che ci aiutano a sapere che cosa appropriato e che cosa non è
appropriato fare in una data situazione.
La violazione delle norme di comportamento sarà per noi causa di un problema.

Scegliendo tra le varie identità ci impegniamo con il mondo sociale:


occupiamo sempre lo stesso corpo ma chi siamo esattamente dipende dal
contesto in cui ci troviamo.
Esempio: figlia, studentessa, lavoratrice

I sociologi sostengono che ci auto censuriamo perché preoccupati delle conseguenze sociali della
nostra azione. Le società sviluppano un insieme di norme che disciplinano il nostro comportamento,
queste norme ci forniscono linee guida per la condotta; anche se, generalmente non sono scritte da
nessuna parte, le impariamo attraverso le nostre interazioni con altre figure importanti come genitori,
amici e insegnanti.
Struttura sociale: concetto usato per descrivere i modi diversi con cui le regole e le norme della vita
quotidiana diventano modelli durevoli che regolano le interazioni sociali.
La struttura sociale comprende tutto, dalle tradizioni alle norme formali e i regolamenti che i governi
emanano.

Componenti della struttura sociale:


Gerarchia sociale= insieme di importanti e durevoli posizioni sociali che forniscono individui e gruppi
differenti tipi di status tramite questa alcuni individui e gruppi vengono posti sopra gli altri. Ogni società è
segnata da un insieme di diseguaglianze e la nostra posizione in queste gerarchie influenza chi siamo e
che cosa possiamo fare. I ruoli che ricopriamo nella vita sono in parte determinanti dalla nostra posizione
sociale. Qualunque ruolo o posizione occupiamo in una interazione, le nostre azioni sono influenzate dalle
regole e dal grado di potere associato a tali ruoli e posizioni.
Istituzioni= pratiche durevoli che forniscono i modelli su cui si fonda la nostra esistenza quotidiana.
Il potere delle strutture sociali appare più evidente nei momenti di crisi in quanto regole, consuetudini,
costumi, leggi ci impediscono di fare ciò che faremo se fossimo totalmente liberi dalle strutture.
Le strutture sociali pongono limiti ma danno anche opportunità: se non ci fossero avremmo il caos.

La nascita della sociologia


La sociologia è una scienza che nasce davanti ai grandi cambiamenti della società, è un tentativo di
spiegare ciò che accade in un contesto di caos e di grande mutamento.
Nel XIX secolo i profondi mutamenti della rivoluzione industriale hanno portato a riflettere sul sociale e
gli effetti di tali cambiamenti sulle persone.
I processi di urbanizzazione diventano fondamentali.
Poco a poco alla comunità si sostituisce il concetto di società dove cambiano i rapporti sociali e le
dinamiche tra individuo e gruppi e gruppi differenti.

Il termine sociologia è attribuito al filosofo francese Auguste Comte che lo usò per primo nel 1839.
Con ‘L’immaginazione sociologica’ di Charles Mills, nel 1959 la sociologia venne riconosciuta come
una delle cinque principali scienze sociali.

Auguste Comte
(1798-1857)

Cerca di individuare quale potrebbe essere una scienza che spieghi ciò che
accade.
Neologismo: sociologia che va a sostituire ‘fisica sociale’
Scienza modellata sui metodi delle scienze naturali.
Per lui in quel momento era la regina delle scienze in quanto era l’unica
scienza in grado di farci capire il mutamento sociale e cercare di individuare
soluzioni adeguate a quel disordine che l’urbanizzazione portava.

Individua due elementi fondamentali


-statica sociale= come le società si autoregolano e si mantengono nel tempo: ordine sociale
-dinamica sociale= come le società mutano nel tempo: progresso

Harriet Martineau
(1802-1876)

Sociologa
Fa un lavoro di analisi sul divario tra i principi diffusi nella società (libertà) e
a-

dalla realtà sociale (schiavitù)


Analisi delle condizioni di oppressione e sfruttamento della classe operaia in
:Inghilterra
Identificazione della questione femminile e della sottomissione delle donne
nel mondo occidentale
Furono due gli sviluppi fondamentali che stimolarono la sociologia.
Il periodo dell’industrializzazione: la crescita delle fabbriche e della produzione di merci sul larga scala
Urbanizzazione: la crescita delle città che ebbe un’importanza speciale in Europa
In Europa ci furono importanti flussi migratori e questo portò a cambiamenti sociali immensi.
Le scienze naturali e biologiche erano incapaci di spiegare appieno quanto si stava verificando per
questo erano necessari approcci differenti.
La sociologia ha trovato il suo posto di fronte a queste sfide e condizioni iniziando a cercare di
comprendere le fonti dei nuovi problemi sociali.

La sociologia ha una competenza scientifica su quelle parti della vita che chiamiamo sociali e sui temi
di significato sociale. I sociologi sostengono che gli individui devono essere sempre collocati in più
ampi contesti sociali, in quanto non basta spiegare il comportamento individuale attraverso la sola
comprensione della complessità della psiche. Essi sostengono che esistono molte cose che motivano
gli individui: altruismo, reputazione, status e denaro; e che in un contesto differente, la stessa persona
potrebbe comportarsi in modo diverso.

Teoria sociale
=concezione sistematica del rapporto tra individui e società che servono a comprendere il mondo sociale.
Insieme di riflessioni e concetti che messi insieme forniscono un tentativo di spiegare gli eventi e i fenomeni
sociali.
La teoria sociale classica
L’inizio del decimo secolo fu un periodo di enorme cambiamento:
Passaggio da un’economia basata sul lavoro nei campi e sulla cultura a un’economia fondata sull’industria
e sul lavoro in fabbrica= rivoluzione industriale
Migrazioni dalle aree rurali alle città
Passaggio dalle monarchie alle democrazie
Mutamento del ruolo della religione nella società

Karl Marx
(1818-1883)

Fondatore del socialismo scientifico. Egli credeva che il sistema economico


influenzasse profondamente la sfera politica e culturale e che quindi per
comprendere l’emergere di particolari idee sociali e culturali all’interno di una
determinata società, fosse necessario analizzare il suo sistema economico. Il
suo ragionamento prende inizio dal fatto che tutte le società producono un
surplus economico ovvero producono collettivamente più beni di quelli necessari
a soddisfare i propri bisogni materiali minimi. Egli sosteneva che in ogni sistema
economico esistessero delle tensioni tra i gruppi in grado di generare conflitti;
questi gruppi li definiva classi: gruppi formati da persone che condividono degli
interessi economici simili.
Il criterio di distinzione delle classi era per Marx la proprietà dei mezzi di produzione.
Nell’opera Manifesto del partito comunista individua tre diversi modi di produzione:
-Modo di produzione delle società antiche fondato sulla schiavitù
-Modo di produzione del feudalismo delle società agricole con pochi proprietari terrieri
-Modo di produzione capitalista che distingue due classi sociali secondo un modello di tipo economico:
1) proprietari dei mezzi di produzione (borghesia)
2) proprietari della forza lavoro (proletari, operai)

Modo di produzione= insieme delle forze produttive (capacità produttiva di una data società) e dei
rapporti sociali di produzione (disuguaglianze tra diversi gruppi di persone all’interno di un sistema
economico)
Quando parliamo del modo di produzione dobbiamo tenere conto sia della capacità del sistema di
produrre ma anche degli effetti che questa ha sulla società.
Effetto maggiore: disuguaglianza tra le classi sociali che porta a una condizione di sfruttamento di una
classe sull’altra.
Concetto di plusvalore: il borghese che è proprietario di un mezzo di produzione ricava un valore più
ampio dal lavoro dell’operaio ed è proprio qui che l’operaio viene sfruttato in quanto non gli viene pagato
uno stipendio adeguato
Alienazione della classe operaia: visione di come la società crea costantemente disuguaglianze ed
esclude un gruppo rispetto ad un altro.
Alienazione: condizione esistenziale che io scelgo
Con alienazione della classe operaia Carl Intende che l’operaio non è più padrone del suo lavoro ma
trasferisce la sua capacità alla macchina, si aliena alla macchina su cui lui deve lavorare.

Predominio dell’economia (struttura) rispetto alle altre forme sociali esistenti (sovrastruttura).
“L’anatomia della società va ricercata nell’economia”
Per lui l’elemento che fonda le relazioni sociali va ricercato nei rapporti economici.
Il capitalismo provoca sempre più disuguaglianza, per questo la classe operaia una volta resasi conto di
essere alienata, decide di lottare contro la borghesia portando ad una lotta di classe con il trionfo del
socialismo e l’abolizione della proprietà privata. (=elemento che struttura la società capitalistica)

La visione di Carl fallisce.

“Dalla classe in sé alla classe per sé”


Per far si che sociologicamente questo gruppo di persone che condividono la stessa condizione
sociale ed economica diventi qualcosa di significativo deve prendere coscienza di sè, deve rendersi
conto di essere sfruttato e alienato.
Nel momento in cui si riconosce nella sua reale situazione, diventa classe per sè, si MOBILITA.
(Ex: sciopero per i diritti)
Elemento di presa di coscienza= processo sociale
Emilie Durkheim
(1848-1917)
Lui sostiene che quando studiamo la società, uno dei punti cardini della nostra
riflessione è studiare il fatto sociale.
Fatto sociale= forze esterne all’individuo che lo costringono ad avere un certo
tipo di comportamento piuttosto che un altro.Si tratta di un potere coercitivo
esterno all’individuo come pressioni e vincoli che la società fa sull’individuo che
subisce.
I fatti sociali sono sociali in quanto prodotti dell’agire umano che persistono nel
tempo e sono fatti nel senso che noi nasciamo in un mondo in cui esistono
regole e costumi e siamo obbligati a rispettare tali regole per adattarci alla
nostra comunità e interagire con gli altri.

Coscienza collettiva: credenze e sentimenti che si impongono agli individui e li orienta al’ordine e
alla cooperazione
Quando noi ci comportiamo abbiamo questa coscienza collettiva che ci dice come comportarci. E che
costruisce l’ordine sociale.
Questa coscienza ci impone determinati comportamenti che formano la base che ci permette di
cooperare.
“La vita sociale è interamente costituita da rappresentazioni”
Rappresentazione:idea di come ci si deve comportare all’interno di una società che noi condividiamo

Il fatto sociale consiste nei modi di agire, pensare esterni all’individuo. I quali
hanno un potere coercitivo in virtu del quale esercitano un controllo su di lui.
Spiegazione: i fatti sociali sono forze sociali del nostro ambiente che ci
influenzano e sulle quali non abbiamo controllo ne possiamo cambiarle.

Durkheim cerca di spiegare il sociale attraverso il sociale, proprio per questo si chiede
“Com’è possibile l’ordine sociale nella società moderna?”

Va così ad analizzare come si evolvono storicamente le società e da cosa era costituito l’ordine
sociale= solidarietà sociale

Società prima di quella Società industrializzata=


industrializzata= solidarietà organica: aumento della divisione del lavoro,
solidarietà meccanica: idea di possiamo usare la metafora del corpo umano. Il lavoro degli
comunità dove le persone stavano uni per andare avanti dipende dal lavoro degli altri. Questa
insieme perchè c’erano valori divisione del lavoro permette di mantenere un ordine sociale.
condivisi e rapporti più intimi, ci si Ciascuna di queste attivtà è funzionale l’una all’altra. C’è un
riconosce l’uno con l’altro ordine sociale ma è una socialità che nasce attraverso
l’interdipendenza tra le diverse attività sociali perchè le attività
di uno sono dipendenti o interdipendenti a quelle di un’altro.
Introduce due concetti riguardanti ciò che mette in crisi l’ordine sociale=
Concetto di anomia: assenza di norme Concetto di devianza: tensione tra la mia
comportamentali. In questa complessività ci individualità e la società (le costrizioni della
sono persone che decidono di assumere un società su di me). Più sento questa tensione più
comportamento anomico, privo di leggi, che tendo a comportarmi in maniera anomica,
comporta quindi un comportamento deviante ovvero tendo a non comportarmi come si
comporta la maggioranza delle persone, come
la coscienza collettiva mi impone di
comportarmi.

La mia volontà individuale si scontra immediatamente con quello che la società impone come giusto
comportamento.
La società per imporci come ci dobbiamo comportare deve garantirci l’ordine sociale, per questo ciò
che va contro l’ordine sociale è vissuto sia come l’assenza di norme sia come un comportamento
deviante, ovvero che devia dalle norme che tutti accettano.

“Il suicidio”
1897
Durkheim studia le diverse forme del suicidio per comprendere il grado d’integrazione ad un dato sistema
sociale.
Cerca di identificare i motivi per cui una persona si suicida.
Suicidio= mancata integrazione nei rapporti sociali e nella società.
Un problema è la cultura in quanto non ci muoviamo come marionette ma mediamo tra di noi nella
società e anche se siamo programmati a cooperare con gli altri, la cultura e la società creano un
disagio, una frattura tra quello che io vivo e quello che la società mi torna indietro.
Il suicidio è qualcosa che interrompe delle situazioni sociali.
3 tipi di suicidi
Anomico: persona che non sente più di appartenere alla società e che entra in conflitto con quella cultura.
Non sa più quali sono le leggi da seguire per poter essere accettato e perciò si annulla= si suicida
Altruista: eroici
Egoistico: mi suicido perchè sono troppo importante e suicidandomi privo gli altri di me

Studio del totemismo


Durkheim sostiene che la sfera religiosa è un elemento che costruisce dei legami e pone dei valori.
Secondo lui, è attorno al totem che io riconosco gli altri in quanto appartenenti alla mia comunità.
La religione mantiene unite le società e fornisce agli individui una serie di credenze comuni, rafforzando
sia gli individui che la società.
Max Weber
Temi centrali dei suoi studi: le motivazioni del comportamento individuale,
le forme di potere legittimo e il concetto dei gruppi di status.
Max va a studiare i significati soggettivi= significati che una persona
dà alle proprie azioni nella società, i valori che esprime quell’individuo
quando agisce in un modo invece che in un altro.
Sosteneva che per studiare la società fosse necessario analizzare le
motivazioni che guidano il comportamento individuale ovvero le
ragioni sottostanti al nostro modo di agire.

Max si muove all’interno dell’azione sociale: bisogna studiare il significato che il singolo
individuo dà alla sua azione sociale.
Durkheim studia come la struttura sociale impone un certo comportamento all’attore sociale: la
struttura ci vincola a determinate azioni piuttosto che altre.

Cos’è che caratterizza la società contemporanea?


C’è un processo di razionalizzazione che accompagna un processo di individualizzazione.
La società esprime razionalità nei rapporti, nelle relazioni, nella sua organizzazione. Si pone come
elemento costitutivo. Questa però è contrastata dall’individualizzazione: l’uomo assume sempre più
un atteggiamento individualistico e rompe i legami tradizionali e le appartenenze della società come
comunità. Si trova costantemente da solo.
Allentamento dei rapporti sociali: disincanto del mondo
Questo fa si che la società moderna esprima un conflitto tra valori differenti
Se prima c’era una condivisione di valori sociali, oggi c’è un conflitto sempre più esteso tra valori
differenti.
Questa razionalità estremizzata comporta una profonda burocratizzazione della vita quotidiana
essendo così destinati a seguire regole e norme che vincolano la nostra azione.
Questo crea un “gabbia d’acciaio”, ovvero facciamo finta di essere sani ma in realtà non lo siamo
fino in fondo.
Razionalizzazione: applicazione della razionalità a tutti i livelli della vita

Razionalità: elemento che determina una serie di elementi che vincolano il nostro comportamento

Individualizzazione: l’individuo tende sempre più ad allontanarsi dai legami di società ed è sempre
più solo davanti alle scelte che è destinato a fare nel momento in cui vive in una società.
La vede come una gabbia in quanto noi per poter partecipare attivamente alla vita sociale, abbiamo
la necessità di seguire norme giuridiche e di comportamento che ci consentono poi di essere
partecipi alla vita collettiva.
Perchè nasce la burocrazia?
Nasce in risposta alla necessità di governare la complessità data dalla nascita di nuove culture, nuovi
mondi ed economie.
Il suo eccesso però rischia di chiuderci in una gabbia dove le nostre volontà individuali sono
soffocate.
Per questo c’è bisogno di una democrazia che dia più potere a una figura, il capo, che sia in grado
di riordinare la società.

Il tipo ideale: noi possiamo fare una generalizzazione di un fenomeno attraverso


l’individualizzazione di tratti specifici di un’azione o di un fenomeno sociale, andiamo ad
identificare elementi caratterizzanti e caratteristici di un determinato fenomeno sociale.

Noi facciamo riferimento a questo tipo ideale perché attraverso varie caratteristiche ci fa capire che
quella cosa è quella cosa.

Integrazione alla norme sociali: accettazione delle norme sociali che ha a che fare con i
principi di solidarietà che all’interno di una determinata società si sviluppano e sono presenti

Integrazione: quanto faccio proprie le norme che una società mi da


Bassa integrazione= faccio fatica ad accettare le norme sociali e non mi riesco ad integrare: suicidio
anomico ed egoistico
Alta integrazione= eccesso di integrazione, si suicida in nome della collettività: suicidio altruistico e
fatalista, esempio schiavo

IDEALTIPI DI AZIONE SOCIALE


=ciò che si fa, come ci si relaziona

Modelli di azione sociale:


Azione non razionale:
non ci muoviamo dentro uno schema di razionalità.
1) agire affettivo: azione guidata da emozioni positive o negative
2) agire tradizionale: azione motivata da usi e costumi che produciamo nella nostra esistenza.
“Ci si comporta così perché ci si deve comportare così”. Agire che non viene messo in dubbio.

Azione razionale:
Contraddistingue la società moderna
1) agire razionale rispetto allo scopo: noi vogliamo raggiungere uno scopo e perciò attraverso delle
scelte valutiamo i mezzi per riuscirci in rapporto alle conseguenze che potrebbero derivarne
2) agire razionale rispetto al valore: ho un valore che mi guida e per dare senso a questo valore devo
agire in modo razionale senza preoccuparmi delle conseguenze
Un secondo contributo di Weber alla sociologia è rappresentato dalla sua analisi delle ragioni per cui le
persone rispettano le gerarchie e obbediscono agli ordini. Egli fa una distinzione tra potere e autorità.

Potere: capacità di una persona di raggiungere i propri obiettivi anche in presenza di ostacoli.
Autorità: capacità di fare in modo che le persone si comportino nella maniera desiderata perché
convinta di doversi conformare alle prescrizioni di chi le governa.

Tre forme di potere legittimate:


-Potere tradizionale(ciò che non viene messo in discussione)= si fonda sul potere della tradizione, di
ciò che non si discute. Si ritrova comunemente nelle società che presentano strutture sociali rigide.
-Potere carismatico(noi attribuiamo delle virtù straordinarie ad una persona)= dò al potere questa dote
carismatica ma individuo in questa figura delle virtù sovrannaturali. Questa forma di potere a un
carattere potenzialmente rivoluzionario perché i leader carismatici che contestano le norme e le regole
basate sulla tradizione cercano di rimpiazzarle con nuove norme morali rivelatigli da un potere
superiore.
-Potere legale (burocrazia)= si fonda sulla burocrazia e su regole esplicite.
Agire razionale del potere: potere legale
In quanto c’è la necessità che ci siano leggi che valgano per tutti, siano razionali.
Burocrazia applica indistintamente le leggi di uno stato e perciò si fonda su meccanismi di
regolarizzazione della vita sociale e collettiva attraverso norme.

L’unico che può usare la forza fisica per tornare all’ordine è lo Stato, in quanto lo
Stato tiene il monopolio della potenza.

Stratificazione sociale= come una società dall’alto al basso si stratifica.


I gruppi che costituiscono una società si differenziano l’uno dall’altro a seconda di vari parametri.
Classe= natura economica ma più differenziata secondo la posizione di mercato in quanto ci
sono più occupazioni diverse nella società di oggi
Status= ci sono fattori culturali, non è più una variabile economica ma una variabile di
appartenenza culturale
Partito e affiliazione politica= gruppo di individui che operano insieme su obiettivi e interessi
politici comuni

“L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”


1904

Weber ragiona su come la religione come fatto culturale possa aver contribuito alla nascita del
capitalismo.
Weber dice che i calvinisti non sapendo dove erano predestinati, individuarono nel successo
economico della propria vita, uno dei possibili elementi sul quale ipotizzare che dio li abbia
predestinati al paradiso.
“L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”
1904

Weber ragiona su come la religione come fatto culturale possa aver contribuito alla nascita del
capitalismo.
Weber dice che i calvinisti non sapendo dove erano predestinati, individuarono nel successo
economico della propria vita, uno dei possibili elementi sul quale ipotizzare che dio li abbia
predestinati al paradiso.
Weber nota che l’influenza del protestantesimo è stata più forte nelle aree in cui l’economia
capitalistica si è affermata prima. Egli ipotizzò che l’affermazione del protestantesimo avesse
influenzato l’economia di alcuni paesi per via del fatto che i primi protestanti credevano che il
successo nell’attività economica fosse un segno di benevolenza divina.
Ciò incoraggiò i protestanti a lavorare in maniera altamente disciplinata e metodica, a risparmiare
e ad investire i propri guadagni invece di spenderli.
Weber pensava che questo comportamento avesse dato ai protestanti un vantaggio sui gruppi di
fedi. Il successo dei protestanti incoraggiò anche gli altri ad assumere lo stesso comportamento.

Questi sociologi tutti diversi trovano però all’interno di una riflessione sulla crisi dell’uomo come
la società stia mutando sempre più in una società industrializzata dove anche i rapporti sociali
mutano sempre più in un rapporto individualistico.
George Simmel
(1858-1918)
Autore che assume il cambiamento come elemento fondamentale
dell’analisi sociologica.
Studia il mutamento della società e la città nei sui effetti sull’individuo.
Individua la situazione sociologica:
atteggiamento blasé (razionalità dell’indifferenza)
L’individuo che vive in città assume sempre più un atteggiamento di
indifferenza rispetto a ciò che gli succede intorno per questo,
l’atteggiamento razionale di chi vive in città è sviluppare indifferenza.
L’individuo sviluppa molta indifferenza ma al tempo stesso anche molta
tolleranza nei confronti della diversità= effetto della razionalità
dell’indifferenza. Città offre continuamente stimoli nervosi.

Ogni individuo si trova all’intersezione di cerchie sociali sovrapposte e le società si fondano su queste
cerchie sociali. Simmel è indirizzato a capire le relazioni sociali e fonda la
PROSPETTIVA RELAZIONALE= per capire le basi, le organizzazione di una società dobbiamo
rivolgere il nostro sguardo nelle relazioni che intercorrono nella quotidianità tra le persone.
Oggi giorno gli individui hanno una maggiore libertà nel poter scegliere i propri amici e conoscenti
in diverse sfere della propria esistenza, indipendenti l’una dall’altra, formando complesse reti di
relazioni. Simmel introdusse così un concetto fondamentale: il concetto di distanza sociale.

Analisi che discende da questa analisi sulla società: la figura della straniero, colui che fa parte di un
gruppo anche se non ne è accettato pienamente; che ci offre questo discorso tra prossimità e
distanza= a volte ci avviciniamo allo straniero, a volte invece abbiamo atteggiamenti di distanza.
Simmel è il primo ad individuare lo straniero come categoria sociologica.

Filosofia del denaro


1900

Denaro: mezzo fondamentale nella società che influenza lo stile di vita e la personalità degli individui
Il denaro è neutro.
Equivalente generale= qualcosa che tutti possiamo avere e che non ha distinzioni
Simbolo che assume sempre più importanza nelle relazioni sociali, medium attraverso il quale posso
capire il prestigio di una persona.

Predominio della “calcolabilità”: nei rapporti noi calcoliamo quanto vale una persona attraverso le
sue possibilità economiche.

Processo di estrema individualizzazione come carattere fondamentale della modernità.


Questa relazione dove il denaro diventa il medium fondamentale dei rapporti è una delle caratteristiche
dell’indifferenza: individuo blasè.
Aspetto negativo: aumento dell’indifferenza
Positivo: aumento della tolleranza
W.E.B Du Bois
Il suo interesse prioritario riguardava il problema della razza e della
disuguaglianza razziale nella società americana, e più in generale l’analisi
della disuguaglianza del conflitto tra i gruppi sociali.
Sosteneva che la disuguaglianza non avesse alcun fondamento biologico
fosse invece un prodotto della società americana.Sviluppò una teoria
secondo cui il razzismo era la causa dell’ineguaglianza tra bianchi e neri.
Razzismo= elemento che produce continuamente dei processi di
disuguaglianza sociale. Significa credere che i membri di un gruppo etnico
siano inferiori a quelli di altri gruppi in virtù di qualche supposto attributo
razziale come il colore della pelle.

Introduce il concetto della “linea del colore”(divario che separa le opportunità e le chance di vita dei
bianchi da quelle dei neri)= linea invisibile che attraversa la società e che fa si che se sei di un colore
hai dei diritti e puoi accedere a dei vantaggi, se sei di un altro colore rischi di essere escluso da tutto
avendo così ridotte chance di integrazione alla società, meno servizi e diritti.
Nella sua opera più importante The Philadelphia Negro mostrò come ogni aspetto della vita degli
afroamericani fosse influenzato dalla disuguaglianza, derivante dal fatto che il loro accesso alle
opportunità, nella società americana fosse estremamente limitato.
Studio sistematico delle comunità afro americane a Philadelphia.
Studio quantitativo e qualitativo delle condizioni socio-economiche e culturali.
“Le anime del popolo nero”
1903

Analisi dei processi di disuguaglianza sociale dove analizza una serie di elementi sociologici che lo
hanno accompagnato nella riflessione sociologica delle comunità afroamericane.
In questo testo Du Bois presenta in maniera dettagliata la teoria su come gli stereotipi se neri
fossero in realtà il risultato della loro posizione nella società americana. Sostiene che l’apparente
mancanza di intelligenza degli afroamericani derivava dall’assenza di un’istruzione accessibile e non
da fattori biologici. Era la struttura sociale della società americana a causare colpevolmente la
parvenza di inferiorità nella comunità nera.
Secondo Du Bois I neri, a causa della loro condizione marginale nella società americana, erano
costretti, a differenza dei bianchi, a vivere una doppia vita, una da neri e l’altra da americani.
Concetto di doppia coscienza= vivendo in una società che continua a rimandare un’immagine di te
negativa pur sapendo che non sei così nasce un conflitto interiore tra come io mi vedo e come mi
vedono e definiscono gli altri che ha effetti sociali devastanti.

Effetti sociali di questa situazione di esclusione producono una serie di comportamenti che fanno si
che confermino l’idea che la maggior parte delle persone si fa rispetto alle minoranze
Du Bois va quindi in questi paesi discriminati, raccoglie delle fonti e prova che tutto ciò che veniva
detto era falso. Dimostra il contrario di quello che veniva detto riguardo a queste minoranze.
Utilizza la fotografia come importante dato sociologico per dimostrare l’inconsistenza dei vari
atteggiamenti e politiche che vigevano al suo tempo negli Stati Uniti
Nuove direzioni della teoria sociale
Prospettive sociologiche
Visioni della società
Durkheim: tutte le parti della società sono collegate, potere di coercizione delle forze sociali che
generano valori condivisi e consenso sociale
Marx: conflitto e disuguaglianze caratteri della società
Weber: significato della vita sociale e orientamento all’agire individuale in società

A partire da queste differenze di fondo si aprono tre ampie tradizioni di ricerca:


1) Funzionalismo (Durkheim)
2) Teorie del conflitto (Marx)
3) Interazionismo simbolico (Weber)

Lo struttural-funzionalismo
Autore di riferimento: Talcott Parsons
Caratteri di questo orientamento
-Definizione di struttural-funzionalismo: ogni organismo ha varie strutture che però sono tutte
collegate tra loro e ognuna ha la sua determinata funzione (es: famiglia ha la funzione
fondamentale per l’ordine sociale)

-La società tende ad essere un sistema organizzato stabile integrato in cui i suoi membri sono
d’accordo sui valori fondamentali

-Gli individui, i gruppi e le istituzioni sono influenzati dalle strutture del sistema sociale che
vincolano i comportamenti

-Il sistema sociale è composto da norme, valori e istituzioni =insieme di pratiche sociali
coordinate che rientrano nella cultura più in generale, ripetuti con regolarità e continuità,
sanzionati e protetti da norme sociali e hanno importanza fondamentale per la struttura
sociale

-L’ordine rappresenta lo stato normale della società ed è radicato nei valori condivisi

-Il mutamento sociale avviene per gradi e attraverso un progressivo riadattamento delle
norme alle nuove condizioni e situazioni sociali per ristabilire l’ordine. Le caratteristiche
disfunzionali della società vengono lentamente messe da parte e sostituite da caratteristiche
più vantaggiose.

-Le società crescono anche perchè aumentano le complessità delle funzioni che queste
istituzioni danno= differenziazione funzionale: le società si evolvono perchè tendono a
differenziarsi al loro interno sia come istituzioni sia come funzioni che queste istituzioni
organizzano e sviluppano
Robert Merton
Sostiene che le funzioni delle istituzioni sono fondamentali.
Differenza tra funzioni manifeste (conosciute e volute) e funzioni latenti (no consapevolezza).
Elementi disfunzionali nel momento in cui uno o più elementi del sistema sociale mettono a rischio
l’ordine sociale.
Per studiare questi elementi disfunzionali dobbiamo occuparci della devianza che ci offre analisi che
possono chiarire meglio quali sono i processi che portano ad un ordine sociale.
Merton sostiene che la devianza è il prodotto della tensione tra sistema sociale e sistema
culturale(valori), in quanto non è assolutamente vero che avere valori condivisi porti sempre ad un
ordine sociale.
• Struttura culturale: definisce le mete da perseguire e le norme cui ci si deve conformare
• Struttura sociale: definisce lo status e i ruoli dei soggetti

Teorie a “medio raggio”


Occupano una posizione intermedia tra le teorie generali dei sistemi sociali e quelle dettagliate
descrizioni che non vengono generalizzate.
Teorie non ben stabilite ma che una volta studiate possono essere seguite o modificate.

La profezia che si autoavvera


Thomas “Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, queste sono reali anche nelle loro
conseguenze sulla società”
Per lui, l’azione razionale non è sempre legata ad una chiarezza che ha l’individuo tra mezzi e fini,
spesso gli attori tendono ad agire in base alla loro cultura e il loro ambiente sociale e quando
interpretano quella situazione non si basano su interpretazioni razionali di ciò che accade ma agiscono
in base alla loro conoscenza e le loro tradizioni e se queste non sono sufficienti a garantire delle
comprensioni, il rischio è di dare per reale cose che non lo sono e sono distorsioni della percezione.

Profezia: qualcosa che io attendo


Quando succede qualcosa che va a confermare questa profezia, inizia ad essere considerata ‘vera’
Effetto pigmalione: conformarsi all’immagine che gli altri hanno di qualcuno/qualcosa.
La teoria del conflitto
Principale critica rivolta alla teoria funzionalista: la società è esente da conflitti.
Il problema dell’approccio funzionalista di Parsons secondo i teorici del conflitto è la sua
negazione del ruolo fondamentale del conflitto nella società, da qui deriva una visione
inverosimile della società come organismo la cui esistenza si regge sul consenso e
sull’armonia sociale. Proprio per questo la teoria funzionalista non era efficace nel fornire una
spiegazione per l’esistenza della disuguaglianza sociale e nel giustificarla ritenendola
funzionale rispetto alla società nel suo insieme.

La società si sviluppa attraverso divisioni sociali che a loro volta creano un conflitto.
Elemento di base su cui noi dobbiamo ragionare per capire come funziona la società: conflitto.
La società produce disuguaglianza e queste evidenziano come il conflitto sia uno degli elementi
che strutturano la nostra esperienza di vita sociale. Il conflitto è una parte costante e necessaria
alla vita sociale. Sono presenti strutture e relazioni di dominio come per esempio il dominio
dell’uomo sulla donna e una molteplicità dei conflitti a partire dalla molteplicità dei gruppi e degli
interessi.

L’interazionismo simbolico
Teoria che nasce in risposta allo struttural funzionalismo di Paerson.
Teoria incentrata sull’interazione sociale e sul ruolo della dimensione simbolica nelle interazioni.
Considera l’ordinamento sociale come risultato delle interazioni individuali e dei significati che gli
attori sociali attribuiscono agli oggetti, alle situazioni, e alle relazioni con gli altri.
Simbolico perchè da importanza al linguaggio e ai simboli.
Per comprendere la società è necessario analizzare le interazioni sociali quotidiane perché attraverso
queste interazioni prendono forma sia l’identità individuale che le società.
L’Interazionismo simbolico osserva il comportamento umano nella sua dimensione quotidiana.

La varietà delle interazioni, generano le strutture sociali (economia, famiglia, scuola)


= l’interazione costruisce una struttura sociale
Fondatore di questa teoria: George Hebert Mead
Secondo Mead noi dobbiamo costruire noi stessi.
Nasciamo, interagiamo immediatamente e costruiamo la nostra identità: il sè
SE’= quello che noi siamo e rappresentiamo nella nostra identità.
Sviluppo della nostra identità, di ciò che siamo

Mead divise l’identità individuale in due entità distinte: l’io e il me.


Il ME rappresenta la parte della mia identità che viene comunicata e interpretata dagli altri,
l’IO è la dimensione soggettiva che analizza e interpreta come ci vedono gli altri e che agisce in
base alla previsione del modo in cui le nostre azioni verranno percepite dagli altri.

Me che si offre
Io che giudica
Quando ragioniamo sulla nostra identità individuale (=sè), uno degli elementi fondamentali che ci
permette di capire chi siamo è determinato dalla socializzazione=apprendimento di strumenti che
ci permettono di vivere in società
In quanto attraverso le nostre relazioni sociali ci dà la capacità di prevedere ciò che gli altri si
aspettano da noi e reagire di conseguenza.
Attraverso la socializzazione assumiamo dentro di noi l’altro generalizzato ed è come se dentro di
noi avessimo un pubblico di persone che ci sta giudicando e questa platea ci dice se stiamo andando
contro le aspettative e ci comportiamo di conseguenza.
Me= identità che viene comunicata e interpretata dagli altri
Io= dimensione soggettiva che analizza e interpreta come ci vedono gli altri e che agisce in base a questo
Sè= il ragionamento

Erving Goffman
(1922-1982)

“La vita quotidiana come rappresentazione”


Goffman ci offre una serie di strumenti per analizzare la società, per studiare come noi ci comportiamo
dentro la società e introduce quest’idea che la vita è come se fosse una rappresentazione.
Centralità delle interazioni faccia a faccia, il soggetto è una specie di attore che sul palcoscenico della
società recita copioni socialmente costruiti (effetto drammaturgico).

Nella ribalta siamo invitati a recitare in quanto esposti ad un pubblico, nel retroscena dell’interazione
possiamo essere anche noi stessi perchè non sottoposti ai giudizi degli altri, NON SIAMO
VINCOLATI AD UNA RECITA

Ogni persona indossa una maschera. La persona è il sè sociale che spesso deve indossare una
maschera nell’interazione con gli altri.
Siamo talmente vincolati a questa maschera/ribalta/palcoscenico che in qualche modo impariamo
anche a controllare le nostre impressioni e emozioni.

Quando interagiamo con gli altri sono presenti delle regole, un ordine dell’interazione.
Attraverso l’interazione, costruiamo l’ordine sociale.
Attraverso i comportamenti in pubblico, partecipo a quell’ordine sociale che si viene a stabilire
all’interno di quello specifico contesto.
Attraverso il nostro comportamento confermiamo agli altri che ci stiamo comportando secondo quelle
aspettative a cui siamo vincolati nella relazione in quel contesto.

Reciprocità delle aspettative


Aspettative di ruolo

Concetto di frame dell’esperienza


Quando interagiamo con gli altri abbiamo delle cornici esperienzali entro le quali definiamo il nostro
ruolo, le nostre aspettative.
Noi ci adattiamo alla situazione e apprendiamo come ci si comporta.
Luoghi dove l’ordine viene messo soqquadro e dove il concetto di vita quotidiana viene messo in crisi:
Istituzioni totali (manicomi, prigioni)
=luoghi dove un gran numero di persone che vivono in condizioni simili, fuori dalla società, conducono
un’esistenza amministrata formalmente(sia chi è dentro ad un carcere, sia chi soffre mentalmente,
vivono una vita somministrata da regole a cui non ci si può sottrarre), stessa condizione di vita
Questo luogo sta al di fuori della società perché quelle persone vengono considerate non più in grado
di stare nella società.

“Il matto non sta al suo posto” non sta dentro alle regole
Per questo la malattia mentale raffigura un pericolo per l’ordine sociale perchè rompe la cornice
dell’interazione con comportamenti che non sono quelli che ci stiamo spettando all’interno di quel contesto.

Reciprocità delle aspettative: comportamenti che ci aspettiamo che le persone abbiano in


determinati contesti sociali

Noi siamo socializzati allo stigma(marchio), a vedere nella diversità una serie di pericoli e minacce.
Tutto questo viene evidenziato perchè proprio attraverso allo stigma diretto ad alcuni specifici gruppi di
persone, in qualche modo evidenziamo la normalità.
Analisi dello stigma dei diversi per evidenziare la normalità.
Stigma:attribuzione stereotipata di caratteri negativi a persone che si comportano in modo deviante dai
modelli sociali precostituiti

Harold Garkinkel

Etnometodologia studiare i modi con cui l’attore sociale dà senso alle sue attività quotidiane
“Patrimonio di conoscenze di senso comune (etno) usato (metodo) dagli individui per definire e
determinare la loro realtà sociale”

Lui fa degli esperimenti per far emergere il “dato per scontato”: tutte queste conoscenze pratiche
che utilizziamo per dare senso alla nostra vita nella società.
Esperimenti di rottura: esperimenti che mettono in crisi l’ordine sociale
Ogni significato dell’interazione può essere inteso solo nel contesto particolare nel quale viene prodotto.

Esempio= Siamo seduti ad un tavolino(=comportarsi in una certa maniera) al tavolo vicino si sente
urlare (=azione non conforme al luogo e a quello che sta succedendo)
Decontestualizziamo quell’urlo: paura, pericolo
Siamo socializzati che all’urlo corrisponde qualcosa di violento
In realtà però quell’urlo corrisponde a divertimento
Processo di etichettamento (labeling)
=All’interno di quegli etnometodi noi introiettiamo un modo di etichettare gli altri, di considerarli dentro
degli schemi
Dato per scontato: metodo di stereotipato, queste conoscenze di senso comune, fa parte anche
quest’idea di etichettare gli altri, di metterli dentro a degli schemi prefissati di atteggiamenti,
comportamenti, ecc
Teoria sociale femminista
La più importante figura che contribuì allo sviluppo della teoria sociale femminista fu Simon de Beauvoir.
Sostiene che il potere nella società si fonda su un’egemonia del pensiero maschile e le donne sono
subordinate e controllate da questa.
In Il secondo sesso analizza il fenomeno della patriarchia, concentrandosi sul modo in cui le società si
organizzano per far si che le donne siano sistematicamente controllate e svalutate. La società fa sì che
le donne appaiono differenti e inferiori agli uomini.
Non si nasce donne, lo si diventa.
Differenza tra sesso e genere.
Il genere e la femminilità sono costruzioni sociali: è la società a creare le categorizzazioni di
genere, che non sono differenze biologiche.
Differenza di genere: conseguenze della distinzione tra uomini e donne che si viene a creare nel
mondo sociale interiorizzate e radicate nell’inconscio.
Intersezionalità: Il mondo sociale è stratificato lungo tante dimensioni per questo i processi
attraverso cui il genere si definisce o viene performato sono influenzati anche da altre forme di
categorizzazione.

Michel Foucault
1926-1984

Riprende la questione del potere sostenendo che è l’elemento centrale della società.
La società sta insieme grazie al potere che si impone agli individui e determina i freni delle
nostre vite: ciò che è lecito e ciò che è illecito.
Sostiene che il potere non è solo qualcosa che ci costringe a comportarci e a seguire determinate
regole per essere conformi alla normalità. Sostiene che il potere è ovunque e agisce in forme volte
nascoste e a volte evidenti.
Il potere non si esercita soltanto attraverso la violenza e la costrizione ma anche attraverso meccanismi
meno autoritari che hanno garantito comunque dei comportamenti normali.

Il potere si utilizza anche attraverso degli strumenti: la disciplina e dispositivi di potere


(il potere entra in modo latente nell’intimo dell’individuo).
Utilizza strumenti che fanno si che il potere attraverso di noi si legittima perché noi seguiamo
quella stessa disciplina che il potere impone e che ci spinge ad interiorizzare.
Seguendo una determinata disciplina costantemente e accettando di conformarci a quel tipo di
comportamento, stiamo legittimando attraverso il nostro comportamento il potere costituito.
Noi comportandoci in quel modo non mettiamo in crisi quel potere perchè siamo disciplinati e
siamo conformi ad un modello di normalità che quel potere vuole costituire.
Foucault pensava che la disciplina fosse la caratteristica principale e la funzione più importante
del potere nella società moderna. Nonostante questo secondo lui il potere non può essere
pensato solo come qualcosa che ci viene imposto dall’alto, tutti noi ci discipliniamo a vicenda e
diventiamo controllori di noi stessi.
C. W. Mills
(1918-1962)
Immaginazione sociologica pone l’attenzione tra problemi personali (biografia) e le questioni
pubbliche (tematiche attinenti le istituzioni in un determinato periodo storico).
Studia le elite in America e scopre che influenzano i processi democratici.
Idea di una società che produce alienazione e manipola le persone attraverso i mass media.

Pierre Bourdieu
La classe sociale non si definisce solo a partire dalla condizione economica ma anche dall’habitus
della classe.
Al centro della sua analisi troviamo la disuguaglianza economica e l’influenza sulle scelte e le
opportunità individuali. L’analisi di Bourdieu si focalizza sulle azioni quotidiane da lui chiamate
pratiche. Tutte le differenze nel nostro agire pratico dipendono dalla nostra posizione nello spazio
sociale. Bourdieu sostiene che queste differenze siano prodotte dal nostro habitus= insieme di
disposizioni interiorizzate in ambito sociale che influenza le percezioni, i sentimenti e le azioni di un
individuo; è l’habitus che ci porta a comportarci in una certa maniera in determinate situazioni.
Queste predisposizioni le prendiamo attraverso un processo di socializzazione (famiglia, amici, ecc)
e hanno un incidenza determinante.

I membri di classi differenti sviluppano habitus diversi proprio perché diversi sono i loro
percorsi di vita attraverso spazio sociale. Secondo Bourdieu quando esprimiamo la nostra
preferenza per uno specifico oggetto culturale, come per esempio un genere musicale,
affermiamo la nostra appartenenza a un determinato gruppo sociale e allo stesso tempo
definiamo noi stessi in contrapposizione agli altri.

L’habitus conferisce all’individuo il senso del proprio posto nella struttura sociale e quando esce da
questo habitus, quando si confronta con la società, si sente come se fosse un pesce fuor d’acqua, gli
manca quell’ambiente che fa si che il suo habitus non venga messo in crisi.

All’habitus corrispondono tre tipi di “capitali” nella relazione con la società:


economico= le risorse finanziare e la capacità di spesa
culturale= livello formativo, capacità di interagire con la cultura
sociale= le risorse umane che costituiscono le reti sociali a cui noi possiamo fare
riferimento (amici, famiglia, conoscenti)

Concetto di capitale simbolico= rappresenta la somma di tutti i capitali che si riflette sulla
reputazione e sulla posizione sociale

Concetto di campo= un sistema di posizioni sociali strutturato internamente in termini di


relazione di potere
Esempio: la famiglia
Studiare il mondo sociale
Avviare uno studio sociologico significa realizzare una mappa che permette di interpretare la realtà
e orientarci in essa.
Devo costruire perciò una base empirica (un dato) che mi consenta di leggere e analizzare la
realtà sociale sotto osservazione.

Teoria: un insieme di concetti legati tra loro da specifiche relazioni che offre una spiegazione
razionale dei fenomeni e che può essere controllata empiricamente (=costruire un dato su cui
controllare se effettivamente la teoria che dovrebbe spiegare quel dato evento è confermata).

Approccio deduttivo: dal generale al particolare, la teoria precede la prova empirica


Approccio induttivo: dal particolare al generale, l’osservazione precede la teoria, quest’ultima
deriva dai risultati della ricerca

Disegno della ricerca (=come costruiamo una ricerca)


-Domanda cognitiva (qual è il problema che intendo analizzare)?
-Scelta della metodologia da adottare (quantitativa/qualitativa)
Quantitativa: misuro quanto è diffuso un comportamento nella popolazione
Qualitativa: vado a capire l’esperienza e la qualità di un determinato evento
-Costruzione della base empirica (quali e quanti soggetti voglio osservare)
-Scelta delle tecniche di rilevazione dei dati e delle informazioni
-Analisi e interpretazione dei dati

La domanda cognitiva è fondamentale per circoscrivere l’ambito/oggetto di studio che intendo


problematizzare e osservare.
Più è chiara e definita la domanda, maggiore è la capacità di delineare i successivi passaggi e le scelte
metodologiche (fattibilità dell’indagine).
Risponde all’esigenza di conoscere per attivare interventi e programmare politiche («velo d’ignoranza»).
Mette in crisi il dato per scontato e il ruolo dell’approccio teorico.

Metodologia e tecniche per l’indagine


- Quantitativa: indagine statistica, intervista strutturata (questionario a domande chiuse),
campionamento, ruolo passivo del soggetto
- Qualitativa: narrazioni, griglia di domande (intervista discorsiva), intervista libera,
osservazione partecipante, campionamento, ruolo attivo del soggetto
- Esempi: «studio di caso» e «ricerca azione»
La domanda cognitiva determina l’obiettivo della ricerca e, quindi, quale metodologia e relativa
tecnica da utilizzare.
Quantitativo: opinioni, atteggiamenti, rilevazioni di un dato fenomeno e della sua rilevanza pubblica
Qualitativo: rappresentazioni, vissuto e punto di vista dell’attore sociale.

Definizione operativa dei concetti utilizzati


Trasformazione di un concetto in un «oggetto» misurabile (o osservabile empiricamente)
riducendo la sua astrazione e la sua complessità
Individuazione di indicatori specifici all’oggetto di analisi (rapporto di indicazione)
Costruzione delle domande del questionario o delle interviste discorsive (variabili)

Tre diversi orientamenti di ricerca:


- Esplorativo per valutare e delineare ipotesi/quesiti di ricerca
- Descrittivo per illustrare eventi/soggetti e i loro concreti ambienti
- Esplicativo per comprendere le cause (le ragioni) di un determinato fenomeno

La variabile indipendente è il fattore che determina o produce un effetto su un altro fattore: la variabile
dipendente. Se cambia la variabile indipendente ci si aspetta che cambi la variabile dipendente.
Relazione «spuria» tra variabili, siamo sicuri che A produca B, oppure è C che modifica il mio risultato.

Differenza tra «correlazione» =due variabili semplicemente co-variano,


e «causalità» =vi è un reale effetto tra due variabili (inferenza causale).

Determinare i gruppi o i collettivi che s’intende indagare (popolazione o universo).


Selezionare un insieme di soggetti che sia rappresentativo di quell’universo o popolazione (costruire
un campione, ovvero unità di analisi)
Campioni probabilistici e non probabilistici: differenza sta nella probabilità nota di essere
selezionato come unità di rilevazione

Attendibilità (affidabilità):
usando al stessa tecnica di misurazione in un successivo studio sul medesimo campione
otteniamo risultati simili.

Validità:
correttezza della misurazione usata dal ricercatore in relazione a ciò che intende studiare.
Studio qualitativo raccolgo «narrazioni (testi) dei soggetti intervistati per comprendere il loro mondo»:
- Strutturazione degli ambiti da indagare per definire la griglia di domande
- Individuazione dei soggetti da intervistare (campione)
- Analisi dei dati narrativi
- Interpretazione (messa in discussione del senso comune)
- Relazioni tra significati dell’attore e del ricercatore

Attendibilità/affidabilità:
grado di coerenza con cui i casi sotto osservazione sono stati assegnati a una determinata categoria
da altri ricercatori in contesti differenti
Validità:
grado di accuratezza con cui il nostro resoconto interpretativo rappresenta il fenomeno a cui facciamo
riferimento.

Studio di caso:
- Immersione sociologica
- Disanima approfondita di una circoscritta situazione in cui le rappresentazioni degli attori sociali
sono incluse nell’orizzonte interpretativo (studio di comunità)
- Integrazione delle diverse tecniche di raccolta e analisi dei dati quantitative e qualitative
(«triangolazione»)

Ricerca azione:
- Si attiva quando vi è la necessità di identificare un peculiare problema e individuare delle soluzioni
- Cambiamento di atteggiamenti e/o pratiche rispetto a un determinato fenomeno
- Implica la dimensione dell’auto riflessività, della partecipazione e della valutazione
- Analisi di una pratica nel campo dell’esperienza
- Molteplicità delle tecniche qualitative di raccolta dei dati (focus-group; diari, interviste discorsive)

Osservazione partecipante, indagine etnografica:


-Osservo «stando dentro ad una specifica situazione», ovvero partecipando alle attività quotidiane che si
svolgono in essa e che sono svolte da determinati gruppi o individui
-Importanza dell’interazione con i soggetti che sto studiando
-Informatori della situazione e gate-keeper i quali mi permettono di accedere al contesto/situazione
-Costruzione della fiducia in quanto «estraneo» (entro in un mondo a me sconosciuto)
-Raccolta delle informazioni direttamente (intervista) o indirettamente (partecipazione ad eventi pubblici
e privati)
Interazione sociale
Il sè sociale
Noi viviamo all’interno di una struttura sociale entro la quale noi offriamo la nostra identità sociale.
(Background sociale, esperienze di vita, habitus)
Sè sociale: senso della nostra identità sociale che ha un riflesso sulla nostra posizione sociale.
Nella mia interazione con gli altri io costruisco la mia identità sociale, vengo confermato nella mia
identità e nella mia posizione sociale.
La mia identità è l’effetto della posizione che io occupo all’interno della società e delle strutture
sociali.
Sè riflesso: espressione coniata da Charles Cooley per mettere in evidenza quanto i nostri giudizi
dipendano dal modo in cui gli altri ci vedono. L’approvazione degli altri è fonte di motivazione.
Altro significativo: persone che riteniamo essere un modello di riferimento che ci motivano
socialmente e che ci permettono di avere approvazione e confermare ciò che siamo.

Nel valutare le nostre azioni, facciamo riferimento alle persone di cui posizioni sociali e preferenze
hanno una rilevanza particolare per la nostra autostima.
Gruppi di riferimento: collettività che influenzano il nostro comportamento.

Le persone sono consapevoli di ciò che viene riconosciuto come comportamento appropriato.
I sociologi usano l’espressione altro generalizzato per definire tale controllo sociale esercitato
attraverso implicite intese comuni su ciò che è appropriato, dati un certo tempo e luogo.

Tutti noi viviamo assumendo molteplici facce per questo un sociologo considera ogni persona
diversa dall’altra poiché nessuno ha avuto le stesse interazioni sociali. Ognuno di noi ripercorre,
esplora, cambia attraverso ambienti particolari interagendo tutto il giorno con sé differenti.
Mentre agiamo nel mondo diventiamo sé differenti.

Idea della vita come “palcoscenico” (Goffman): abbiamo una dimensione pubblica delle interazioni in
quanto avvengono sempre per lo più sul palcoscenico e non nella ribalta (ex: casa nostra)

Il contesto assume una centralità decisiva nell’interpretazione dell’azione sociale (etnometodologia)

Un’altra serie di condizioni speciali emerge quando l’interazione avviene in spazi pubblici con
estranei. Spesso possiamo essere percepiti come una minaccia e per evitare questo le parti
praticano la disattenzione civile: si ignorano reciprocamente fino al livello adeguato pur
notando la presenza dell’altro.
Secondo Simmel, la disattenzione sociale è ciò che rende possibile la vita sociale.

La tolleranza delle persone nei confronti degli altri dipende però anche dal tipo di status in gioco e dal
modo in cui le identità individuali sono categorizzate e dal punto di vista sociale.
Termini che definiscono il posizionamento sociale all’interno della società

Status= posizionamento che un individuo occupa all’interno di una struttura sociale.

Differenziazione degli status: cambiamo continuamente status in base alle strutture sociale
(figlia, studente, lavoratrice...)

Status ascritti= posizione assegnata alla nascita (uomo/donna)

Status conseguiti= posizione ottenuta dalle proprie azioni

Ruolo= regole e aspettative che associate a posizioni differenti all’interno della società.
Ad ogni ruolo si connettono diverse funzioni alle quali sono vincolate determinate regole.
I ruoli definiscono potere costituendo le gerarchie sociali

Le gerarchie definiscono il potere e i caratteri sociologici di chi ha potere e chi no.

I nostri sè sociali sono sempre preparati a spostamenti da un contesto sociale all’altro.


Uno status è una categoria sociale distinta che è generata da altri ed è associata a un insieme di
comportamenti e ruoli da rispettare. Ognuno di questi differenti status si accompagna un insieme di
ruoli che gli altri si aspettano che seguiamo.
Qualche volta sperimentiamo il conflitto di ruolo: situazione in cui il rispetto di uno dei nostri ruoli
è in contrasto con la soddisfazione delle aspettative che sono legate a un altro.

-Noi possediamo diversi sé sociali in quanto nei vari ambiti della nostra vita quotidiana
affrontiamo una serie di atteggiamenti che vanno a costruire un sé sociale che in quel contesto è
ritenuto valido
-Cambiamento di status e di ruolo comportano differenti sé
-Concetto di set di ruoli rispetto al mio status: ho un bagaglio di status che io indosso e
interagisco con la struttura sociale dove in quel momento mi trovo
Nel momento in cui ci viene attribuito uno status e io assumo quel ruolo dovendo esercitare le
funzioni ad esso collegate, ci troviamo in un mondo che aspetta che noi ci comportiamo secondo
quelle norme che sono collegate a quel ruolo.
-Conflitto di ruolo: il rispetto di un ruolo comporta un conflitto con un altro ruolo che noi siamo
chiamati ad esercitare
Etichettamento
Le persone sono rese differenti da altri membri del gruppo.
Le persone che gli individui dominanti della società considerano problema vengono definite devianti.
Una conseguenza dell’essere etichettato sta nel cambiare di fatto condotta e abbracciare proprio il
comportamento per il quale si è stati definiti devianti.
I bravi ragazzi finiscono per diventare dei santi, gli altri soddisfare le aspettative di violenti e ribelli.
Questo fenomeno di Merton è chiamato profezia che si auto avvera: qualcosa diventa vero perché
le persone dicono che è vero.
La nostra libertà talvolta dipende dall’accettare le etichette che ci vengono affidate.

Ciò che ci rende “socialmente competenti” non è soltanto conoscere le regole dell’interazione,
ma anche saper comportarci nelle diverse situazioni considerando quello che gli altri si aspettano
da noi.

Conformismo
Il modo in cui le persone si conformano alla propria situazione sociale e alle conseguenze su come
esse vivono insieme.
Conformismo= una serie di comportamenti a cui noi ci adeguiamo imposti dalla struttura sociale.
La pressione al conformismo a volte conduce ad accettare dei valori che siano la maggioranza ma
che possono entrare in conflitto con i nostri valori.

Esperimento di Ash:
la pressione sociale determina l’accettazione di norme, valori e comportamenti conformistici e,
quindi, potenzialmente in conflitto con i nostri stessi valori.
La pressione del gruppo spesso può arrivare a cambiare i comportamenti delle persone.
Basta la presenza di un solo alleato per influenzare fortemente il risultato.
Struttura sociale
Luogo dove avvengono le nostre azioni e le interazioni sociali.
La struttura sociale è sia le regole e le norme che s’impongono a noi durante la vita sociale sia i contesti
istituzionali più ampi.
Le strutture sociali forniscono il contesto ad azioni di ogni tipo, agiscono sullo sfondo della vita sociale ed
esercitano una forte influenza su individui, gruppi e organizzazioni.
Questo luogo è decisivo per comprendere ciò che accade.
Ogni struttura sociale si impone determinate regole che noi attraverso il nostro comportamento
possiamo decidere se rispettare o rompere.

Le strutture sociali resistono ai cambiamenti e mutano lentamente in quanto essendo istituzioni


sono come delle basi sulle quali noi costruiamo la nostra identità sociale e le nostre relazioni.
Per questo è difficile cambiare quando vedo che una determinata struttura sociale mi permette di
dare un significato plausibile a ciò che vivo all’interno della società e faccio perciò fatica a
distruggere una struttura sociale per costruirne un’altra che non so se funzionerà.
Noi interiorizziamo la struttura sociale e agendo all’interno di quella struttura sociale non mettendola
in crisi, ma accettandola, al tempo stesso, con i nostri comportamenti la riproduciamo.

Ruoli e gerarchie sociali sono componenti fondamentali della struttura sociale di ogni società
Ogni società ha al suo interno posizioni sociali. Usiamo il termine ruolo per descrivere le regole e
le aspettative che sono associate a posizioni differenti: ogni ruolo al quale possiamo pensare è
associato a specifici doveri e aspettative sociali. Abbiamo un certo margine di libertà su come
svolgere il nostro ruolo ma allo stesso tempo abbiamo anche forti vincoli per ciò che riguarda
quello che possiamo fare nell’interpretarlo.

Distinzione tra i ruoli che ci sono assegnati (“figlio”) e i ruoli che otteniamo da risultati o azioni
intenzionali (“genitore”). Molti dei più importanti ruoli derivano da disuguaglianze di lunga durata
per esempio quelli basati sulla razza o sull’etnia, sul genere e sulla nazionalità: questi ruoli ci
accompagnano dalla nascita.

I ruoli che si accompagnano a differenti quantità di potere e privilegio sono descritti come gerarchie
sociali: posizioni sociali importanti e durevoli disposte dall’alto verso il basso che garantiscono ad
alcuni individui o gruppi un potere maggiore e uno status più elevato di altri a seconda della loro
collocazione in quella stessa gerarchia.

Le gerarchie definiscono il potere e i caratteri sociologici di chi ha potere e chi no


Le gerarchie sociali sorgono in qualunque situazione in cui i membri di un gruppo sono in grado di usare il
possesso di una qualche risorsa per la rivendicazione dei vantaggi speciali.
Le gerarchie sociali influenzano gli individui e le collettività. Aumentano o diminuiscono le possibilità degli
individui di realizzare le proprie esperienze nel corso della vita. Per le società le gerarchie sono
importantissime perché capaci di generare enormi tensioni e conflitti tra gruppi dominanti e subordinati.
Gerarchia di genere: fattore che ha reso impossibile per le donne competere alla pari con gli
uomini sul mercato del lavoro. Sembra esistere un soffitto di cristallo impossibile da rompere quando
si tratta delle posizioni di potere e di autorità più prestigiose. Si tratta di una metafora usata per
descrivere la lentezza dei progressi compiuti dalle donne sulla strada che porta all’occupazione di
posti di lavoro di alto livello.

Le gerarchie sociali implicano il potere: capacità di influenzare il comportamento altrui e il privilegio:


possibilità o il diritto di avere accesso speciale a opportunità o ricompense attraverso i quali un gruppo
dominante cerca di monopolizzare le opportunità e controllare le ricompense. I gruppi subordinati
sono soggetti a uno status inferiore e a opportunità limitate.
Meccanismo di mantenimento del privilegio: discriminazione.

Norme e regole
La seconda dimensione fondamentale della struttura sociale e nelle istituzioni. Le norme sociali
forniscono copioni per le nostre azioni quotidiane che regolano il comportamento di gruppi e
organizzazioni. Le situazioni trasformano le norme in modi di fare consolidati nella vita sociale,
creando organizzazioni sociali di lunga durata e obbligando il rispetto di norme e costumi in
particolare i campi dell’attività umana.

Norme: regole non scritte della società che ci dicono che cosa è appropiato e che cosa non è
appropriato fare in una data situazione.
Regole: sono linee guida per il comportamento di tipo più formale ed esplicito. Se trasgredite, possono
essere causa di sanzione.
Le norme sono qualcosa che conosciamo; per conoscere le regole invece può essere necessario
consultare un regolamento.

Le regole e le norme si trasformano in istituzione perchè valgono per tutti e stabiliscono criteri
standard di comportamento.

Norme e regole sono un mezzo indispensabile attraverso il quale le strutture sociali esercitano il
proprio potere sull’individuo. Sembriamo liberi di agire come desideriamo nelle situazioni, ma esistono
norme e regole che ci guidano o ci dicono che cosa dobbiamo fare.

Le istituzioni emergono ogni volta che i gruppi di persone iniziano a formalizzare qualcosa che i singoli
individui già rispettavano in modo informale: un’importante norma, regola o pratica comune.
Sono creazioni dell’essere umano in quanto tale riformate o reinventate nel corso del tempo.
La socializzazione è il processo che ci educa a comportarci in modo appropriato nella società e in
particolare ambienti sociali. È il modo in cui giungiamo a comprendere le aspettative e norme dei
gruppi a cui partecipiamo. Il processo inizia nelle famiglie e poi continua ad ogni stadio del corso della
vita e implica che si apprende da molte persone, gruppi e organizzazioni differenti. È necessario
apprendere e adattarsi a nuove situazioni per tutta la vita: la socializzazione è un processo senza fine.

Bourdieu sostiene che la socializzazione sia lo sviluppo di un insieme di schemi cognitivi e


disposizioni da lui chiamato habitus. Essi si traducono in pratiche e routine che sono per noi così
scontate che mentre agiamo non ci riflettiamo mai sopra. Il nostro habitus guida il modo in cui
agiamo nel mondo e rispondiamo alle situazioni, rappresenta il risultato dei vari processi di
socializzazione attraverso cui siamo passati nel corso della vita.

Il proprio habitus mostra l’appartenenza a un gruppo particolare attraverso i modi specifici di agire.
Le differenze di habitus diventano particolarmente importanti quando cerchiamo di passare da una
posizione sociale a un altro. Entro l’età adulta sviluppiamo un insieme di abiti, di modi di fare
consolidati, che sono difficili da smantellare o ricostruire.

Nelle persone c’è comunque un tasso di scelta individuale.


Secondo Tatcher in ogni società ciascuno è responsabile della propria posizione, perché ha la
possibilità di agire e di fare della propria vita ciò che desidera. Nulla ci impedisce di fare scelte
differenti, la nostra vita dipende da noi e siamo liberi.

Strutturalismo= La struttura sociale influenza radicalmente i comportamenti individuali. Gli


individui hanno poca agentività: capacità di fare libere scelte ed esercitare la propria volontà.
La struttura perciò è collegata ai limiti mentre l’agentività alla libertà mettendo il potere nelle
mani dell’individuo e la struttura sociale lo pone invece nelle mani della società.

I sociologi contemporanei vedono le strutture come un qualcosa che dà ordine alla società.
Le gerarchie sul luogo di lavoro, per esempio, se da una parte pongono limiti alle azioni, dall’altra
danno alle persone un senso di identità da cui deriva il loro comportamento.

Uno degli elementi distintivi delle strutture sociali è la loro resistenza e persistenza nel tempo.
Path dependance: processo storico collegato alle modalità e ai motivi per cui determinate norme
e istituzioni si affermano e sono difficili da cambiare.

Ogni individuo svolge un ruolo nel riprodurre le strutture sociali tramite le sue azioni quotidiane che si
conformano a norme esistenti, aspettative e regole istituzionali. Quando obbediamo ai comandi della
gerarchia senza sfidarla, la accettiamo come realtà e involontariamente contribuiamo a mantenerla.

Noi interiorizziamo la struttura sociale e attraverso il nostro ruolo riproduciamo questa stessa struttura
e le norme e le regole istituzionalizzate.

Le strutture sociali resistono anche perché i ruoli e le norme esistenti hanno un ampio sostegno
pubblico per la paura delle conseguenze che loro abbattimento comporta= avversione al rischio.
La cultura
Insieme dI valori, credenze, conoscenze, norme, linguaggi, comportamenti, oggetti materiali
condivisi da un determinato popolo e trasmessi socialmente da una generazione all’altra.
Si divide in cultura materiale (le opere visibili)
e cultura immateriale (le credenze, i valori, i comportamenti accettabili)

La cultura è una proprietà del gruppo non del singolo individuo (differenze tra gruppi e
somiglianze tra gli individui che ne fanno parte).

La cultura influenza le decisioni che compiamo nelle nostre vite e orienta il nostro comportamento
dandoci degli obiettivi.
Il sociologo Pierre Bourdieu ha sostenuto che tutti noi sviluppiamo determinati insiemi di assunti sul
mondo e sul posto che occupiamo al suo interno. Sviluppiamo così modi di fare e di pensare,
chiamati habitus, che diventano così radicati che non ci accorgiamo neanche di averli dentro.
Si può pensare alla cultura come a una cassetta degli attrezzi: un insieme di abilità o dispositivi
simbolici che apprendiamo attraverso l’ambiente culturale in cui viviamo e che applichiamo a
situazioni pratiche della nostra vita. Le persone hanno questa specie di cassetta fatta di
comportamenti e di idee che applicano a differenti situazioni in cui si trovano.

Sia la cultura come sistema che come pratica descrivono forme di comunicazione: condivisione di
informazioni significative tra le persone. Per linguaggio si intende un sistema elaborato di simboli che
consente di comunicare tra loro in modi complessi.
Linguaggio come “universale culturale”=tutte le culture necessitano di un linguaggio condiviso che
permetta di dare senso alle interazioni sociali.

La cultura è fondamentale per l’identità di un gruppo sia nel definirlo che nel mantenerlo.
Stile di gruppo: insieme di norme e pratiche che distingue un gruppo dall’altro.

Cultura dominante: cultura maggioritaria.


Sistemi di significato, valori e strumenti culturali maggiormente diffusi in una società.
Antonio Gramsci sostiene che molto spesso la cultura dominante si collega alla cultura legittima a cui
tutti si devono conformare. Egemonia della cultura della maggioranza. (Supremazia)

Sottocultura: culture minoritarie che si allontanano dalla cultura della maggioranza.


Cultura associata a piccoli gruppi che esprimono norme, valori e comportamenti, stili di vita diversi
dalla cultura dominante.
Per le sottoculture è più semplice emergere nelle città dove la popolazione è numerosa e
concentrata nello spazio. Alcune sottoculture possono avere uno scopo comune o semplicemente
essere legate da reciproci interessi, altre esprimono opposizione al potere politico ed economico;
questo tipo di sottocultura viene chiamato controcultura: gruppo di persone con idee, atteggiamenti
e comportamenti in conflitto con la cultura dominante.
Multiculturalismo: credenze che promuovono l’integrazione e l’accettazione di differenti gruppi etnici
o culturali all’interno di una stessa società.
Melting pot: metafora usata per descrivere il processo di adattamento culturale secondo il quale
immigrati provenienti da ogni genere di retroterra culturale, vengono assimilati nella società finché
diventano davvero americani.
Identità di gruppo più importante: la nazione.
Per questo, la cultura nazionale: insieme di pratiche e credenze condivise all’interno di uno Stato
nazione, è un principio importante per la sociologia.
L’ascesa del nazionalismo ha portato le nazioni ad essere comunità immaginate.
=culture alle quali associamo delle tradizioni/simboli inventate che non sono reali. Si tratta di comunità
ideali che non hanno un corrispettivo all’interno della storia ma che ci permettono di consolidare
quell’identità sociale in cui in qualche modo ci riconosciamo.

La cultura gioca un ruolo fondamentale nello stabilire e mantenere le distinzioni di classe.


Proprio per questo esistono le disparità tra classi.Un modo per comprendere come mai questo accade
consiste nel pensare al tipo di risorse che le persone possono usare nella propria esistenza
Un tipo di risorsa è rappresentato dal capitale culturale.
Il capitale culturale richiede scarsità: le esperienze culturali che tutti possono fare non hanno valore per
le distinzioni di status; per essere motivo di distinzione, il consumo di oggetti culturali non deve essere
facilmente accessibile, altrimenti non è indice di status elevato.
La cultura si divide in:
Cultura ‘alta’ che appartiene a un élite
Cultura ‘popolare’ che trae la sua forza dalla tradizione, da una cultura che appartiene a un livello di
vita quotidiana
Disuguaglianza e consumo culturale: a seconda dei consumi culturali che una persona fa
possiamo capire la capacità economica che ha di poter accedere ad una determinata culturale.
Disuguaglianza: diversità di accesso alla cultura e all’uso della cultura stessa.
(Andare al teatro, al cinema, ai concerti, musei...)

Oggi giorno la maggior parte dei linguisti e dei sociologi della cultura sostengono che il linguaggio
influenzi la cultura ma non la determini completamente. La comunicazione può verificarsi tra
singoli individui o in una forma generalizzata: comunicazione di massa, realizzata principalmente
attraverso i mass media come televisione, radio e giornali.
Internet è il principale mezzo di comunicazione di massa.
I social media hanno influenzato il modo in cui otteniamo e produciamo notizie e intrattenimento.
La disuguaglianza nell’accesso e “digital divide” ovvero che non tutti possono accedere ai social,
portano a delle disuguaglianze in quanto chi ha accesso, è sempre aggiornato e informato.
Questo non riguarda più solo le differenze e le disuguaglianze nell’accesso a Internet, in quanto è
ormai accessibile quasi a tutti, ma riguarda non più l’accesso ma i contenuti.
“Content divide”
Studio su quale tipo di contenuti ho accesso, non solo più se ho accesso o meno a internet.

Media: dispositivi tecnologici che comunicano tra un emittente (chi produce un messaggio) e un
ricevitore
Mass-media: dispositivi che raggiungono un pubblico vasto e in prevalenza autonomo
I nuovi media mettono in discussione la relazione classica tra produttori di contenuti e pubblico in
quanto c’è una sovrapposizione tra chi produce la notizia e la consuma di contenuti digitali e
mediatici. Noi siamo al tempo stesso produttori e consumatori.

Mondo sociale contemporaneo viene raccontato dai mass media


Tipo di pubblico: la società è differenziata in vari gruppi sociali che costituiscono dei tipi di pubblico
differenti
Tecnologia: dentro alla società si sviluppano tecnologie comunicative che mutano la capacità di narrare
degli eventi
Industria dei media: influenza il pubblico e determina quali notizie sono importanti da presentare o meno
Messaggio o prodotto mediatico: man mano che la tecnologia e la società cambiano, cambiano anche i
prodotti mediatici che noi utilizziamo e che diventano egemoni nella società

Chi produce cultura e perchè?

Sfera pubblica= luogo in cui differenti gruppi sociali si organizzano, entrano in competizione per
diventare attori politici e influenzare il pubblico e le sue opinioni.
Luogo dove si costruiscono le opinioni sui fatti e gli eventi sociali di cui noi siamo testimoni.

Tempo fa la sfera pubblica era localizzata in ogni luogo in cui le persone potessero incontrarsi e
discutere le notizie del giorno in quanto offriva ai cittadini un modo per criticare e influenzare il governo.
Nella società contemporanea invece, la sfera pubblica si organizza sempre più online, soprattutto
usando i social media.

Sono presenti però, differenze di potere nell’accesso e nella partecipazione a questa sfera
pubblica in quanto c’è una forte disuguaglianza nel partecipare alla costruzione dell’opinione
perché c’è chi ha più voce e chi non ha potere per influenzare e determinare quello che la sfera
pubblica si costruisce.
C’è chi ha più potere di dare contenuti, modificare le opinioni, influenzare i comportamenti e le
opinioni.
Marshall McLuhan
1964: idea del ‘villaggio globale’
“Il medium è il messaggio”= ciò che è fondamentale di una notizia è il mezzo con cui noi
trasmettiamo questi contenuti comunicativi perchè stimolano reazioni da parte del pubblico.
Media differenti stimolano differenti modi di comunicare. Differenti forme di comunicazione possono
pertanto far vivere esperienze molto diverse anche comunicando esattamente lo stesso contenuto.
Non solo i media sono importanti in quanto costituiscono un elemento fondamentale nella
costruzione del messaggio comunicativo ma sono anche importanti per organizzare il potere.
Ruolo dominante dei social network
Social media come altro generalizzato
La società ci impone sempre dei modelli positivi che siano falsi non importa e per questo quando
dobbiamo presentarci in pubblico i social media ci indirizzano verso un tipo di comportamento che
è una sorta di narcisismo digitale.
Questo comporta una sorta di pubblico ideale, un ‘altro generalizzato’ che è lo specchio di una
società che ci impone costantemente una sorta di individualizzazione che deve sempre essere
espressa con una immagine di sè positiva.

I mass-media producono cultura. (Cinema, libri, giornali, radio, televisione)


I mass-media sono la modalità fondamentale con cui si costruisce e diffonde la produzione culturale.
Come io presento le notizie ha effetti fondamentali su come io giudico il mondo sociale, sulla costruzione
delle mie opinioni.
Le sottoculture costruiscono la contro informazione= porre ulteriori elementi di riflessione che non
siano quelli esclusivi di chi controlla il mercato delle informazioni all’interno di una società.
Ex: ecologia e il cambiamento climatico
Evidenziare come una serie di attori internazionali che non dipendono da multinazionali producono dei
rapporti in cui fanno un’analisi indipendente su quello che accade.
Producono contro informazioni: chi vuole ottenere più informazioni, può.
Esistono sottoculture che negano il cambiamento climatico e vedono in questa ‘paranoia’ una falsità.

Pluralità dei “pubblici”


Esistono tanti e differenti tipi di pubblici e per questo bisogna capire quali sono le caratteristiche
sociologiche che noi dobbiamo individuare per poter fare studi efficaci.
Si creano anche conflitti tra questi pubblici.
Il modo in cui i differenti pubblici usano e interpretano i media varia secondo la loro condizione
sociale e le loro caratteristiche demografiche.
Effetti sociali dei media:
-Agenda setting= temi che un’editore ritiene più importanti nel momento in cui decide di informare il
pubblico. Scelte specifiche. Influenza diretta sulle persone in relazione a ciò che pensano. Se io
continuo a frequentare una certa linea editoriale, il mio pensiero sarà sempre all’interno di quel
confine che l’agenda setting delinea e costruisce e saremo sempre più orientati ad irrigidirci su
quell’idea e a pensare che siano gli altri a sbagliare.
-Teoria della “coltivazione”= ripetuta e prolungata esposizione ai media, le persone prendono per
buone le rappresentazioni del mondo sociale trasmesse dai media.

Concetto di “media framing”


=copertura di certe notizie attraverso l’uso di specifiche trame
Se io confeziono le notizie con determinate trame e uso specifiche retoriche(tono e stile
comunicativo, parole che uso per descrivere) dò già un orientamento di come le persone ricevono la
notizia.
Dove c’è sangue c’è pubblico
Le cattive notizie sono un elemento che soddisfa il pubblico.
Continuare a ripetere la stessa notizia (reiterare) induce al fatto che la rappresentazione che arriva,
diventa la rappresentazione che tutti accolgono e accettano.
Il potere
Quando parliamo di società c’è una tridimensionalità per comprendere i fenomeni sociali=
Dimensione politica: potere-stato
Dimensione socio-economica: disuguaglianza/povertà= valutiamo le condizioni sociali ed
economiche che all’interno di una società si impongono e diventano elementi che creano delle
disuguaglianza tra i gruppi di persone
Dimensione culturale: controllo sociale/devianza=all’interno di un sistema culturale e sociale sono
presenti elementi che hanno a che fare con la devianza e come controllare la devianza e le persone
che non diventino devianti dell’ordine pubblico

Gli elementi strutturali di una società sono collegati l’uno con l’altro.
Il potere in una società è centrale e si manifesta tramite il concetto di stato, che in quanto stato ha il
potere di esercitare il governo di una nazione.

Cos’è sociologicamente il potere?


Capacità di conseguire un risultato anche andando contro l’opposizione di altri.
Ho il potere di impormi e la capacità di realizzare o impedire un mutamento sociale.

Potere ‘di’=fare scelte politiche


Potere ‘su’= avere potere su gruppi e situazioni

Il potere può essere esercitato per distribuire risorse su determinati gruppi rispetto ad altri (sfera
economica), emanare leggi e prendere decisioni (sfera politica), e definire la realtà (sfera culturale
e mass-media).

Il potere si fonda sulle relazioni sociali e deve confrontarsi con il consenso.


(=si costruisce tra le relazioni dei vari gruppi sociali)

Weber individua il potere nelle tre forme di autorità:


Tradizionale, carismatico, legale-razionale
La politica oggigiorno è sempre più legata ad un potere del carisma della singola persona, un
singolo carisma che va ad occupare lo spazio politico anziché un partito.
Tre dimensioni del potere:

Unidimensionale= risorse superiori per imporsi nei conflitti (potere di A su B)


Il soggetto A ha risorse superiori rispetto a B e per questo B è vincolato a
sottoporsi ad A. Presente un elite del potere, detiene il potere la classe
dominante.

Bidimensionale= presente una creazione di ostacoli che impediscono l’accesso al


confronto (si mettono tra A e B) o di mettere in discussione la distribuzione di potere
(Il potere di A definisce l’agenda dei problemi per evitare che B sia una minaccia) Il
potere ha maggiori risorse ed è in grado di ostacolare B a discutere perchè A ha il
potere. Presente un’idea che chi ha il potere metta delle difficoltà verso chi non ha
potere e cerca di contestare questo potere. Chi ha il potere perciò costruisce
un’agenda per far si che B non diventi una minaccia e acquisisca potere.

Tridimensionale= presenti meccanismi di persuasione per legittimare il


potere di un gruppo su un altro. Creazione di un consenso, di una
persuasione necessaria a far si che le persone ritengano legittime
determinate azioni e scelte.

Come viene esercitato il potere “democratico”

-Teoria dell’elite al potere(potere ai piccoli gruppi che influenzano e determinano questioni


all’interno di una specifica società) Wright Mills
-Teorie del pluralismo (non tutti hanno accesso eguale al potere perchè distribuito in maniera
diseguale tra i gruppi) Robert Dahl

Gramsci e il concetto di egemonia culturale:


l’imposizione, attraverso le pratiche quotidiane e le credenze condivise, delle rappresentazioni e della
visione culturale di un gruppo egemone (in questo caso quello borghese) agli altri gruppi sociali, fino alla
loro interiorizzazione e creando così, i presupposti per un complesso sistema di controllo.
Egemonia culturale talmente forte che la interiorizziamo e attraverso i nostri comportamenti la
riproduciamo costantemente senza metterla in crisi.
Foucault individua il potere nelle dinamiche della «società disciplinare» e nelle prerogative del potere
di produrre determinati sistemi di conoscenze che si danno per scontati (consumo, religione,
scienza)

Il mutamento nella società deve far sempre i conti con un conflitto tra differenti gruppi per il potere.
(politico, economico, culturale)
Lo Stato esprime sociologicamente la forma di potere più rilevante attraverso le principali istituzioni
politiche(potere esecutivo, legislativo e giudiziario) tripartizione del potere su cui fonda il concetto
di vivere in una democrazia.

La dimensione legislativa dello stato ha la funzione di distribuire le risorse all’interno dei vari
gruppi e categorie di cittadini e istituzioni.

Welfare State: agire politico che incentiva una distribuzione delle risorse in modo tale da garantire
l’assistenza sociale e sanitaria a tutti i componenti di una società.
Ci ha permesso di usufruire a determinati diritti attraverso una distribuzione di risorse più equa.

Il potere è distribuito in maniera diseguale all’interno della società.

Il mercato
Lo stato e il governo si muovono all’interno di una società di mercato (capitalistica) quindi l’economia
diventa il centro del suo intervento.

Mercato: luoghi di scambio di beni e servizi tra consumatori, produttori e venditori che si differenzia
a seconda della capacità di acquisto.

Il capitalismo è la forma suprema del mercato fondata sul libero scambio e sulla proprietà privata.

L’ideologia di mercato e le offerte di beni e servizi invade tutti gli ambiti della vita sociale.
Approccio sociologico all’analisi del mercato mette in evidenza che gli scambi non avvengono tra
entità a-sociali ma soggetti e gruppi definiti e attivi.

Tre fattori sociali fondamentali per il funzionamento del mercato:


-Ruolo delle reti sociali reali (famiglia, amici, colleghi...)
-Il potere, che interviene a delineare la capacità di modificare le regole di mercato e delle scelte
di tipo organizzativo (=il potere incide sulle regole di mercato, di quanto sia possibile accedere ad
un bene, il potere economico e politico determinano la sfera del consumo)
-La cultura, che incide attraverso regole formali (leggi che definiscono le regole dello scambio) e
regole informali (come negoziare)

Organizzazione= gruppo che si dedica a specifiche attività indirizzate a determinati scopi e che è
durevole nel tempo.
Le organizzazioni tendono a sviluppare burocrazie con regole scritte e ruoli specifici.
Adattamento “ecologico” delle organizzazioni per sopravvivere: le organizzazioni si adattano ai
cambiamenti sociale.
Mutamento dell’ambiente e mutamento delle organizzazioni
Il processo di burocratizzazione può dare forza e stabilità ma al tempo stesso creare nuovi e
difficili problemi riguardo al modo in cui le decisioni vengono prese.

La teoria della burocrazia di Weber: i mutamenti sociali si riflettono nella strutturazione di


un’organizzazione, dei suoi scopi e di come governa i cambiamenti.

Weber definisce la burocrazia come un sistema di norme e regolamenti impersonali, che


governano l'attività; in essa vige la separazione dei membri e delle funzioni svolte. All'interno
della burocrazia vi sono relazioni gerarchiche tra le diverse funzioni e i diversi poteri. Il
personale viene reclutato sulla base di requisiti impersonali ed infine in essa vi è il predominio
della procedura scritta. In questo modo, la burocrazia si costituisce come un sistema
impersonale e stabile di norme di condotta, di doveri e di procedure ufficiali che vincolano
l'operato degli attori. Secondo Weber, la burocrazia garantisce un massimo di efficienza ed
universalità: essa infatti spersonalizza e standardizza, agisce sulla base della divisione
scientifica del lavoro. Per questo, la modernità non ne può fare a meno. Per quanto
formalizzata, in ogni organizzazione sussiste però anche una struttura informale, che rimanda a
tutti gli aspetti che non sono o non possono essere programmati ed evolvono in modo
contingente.

Le organizzazioni prendono decisioni (decision making) all’interno di una complessità interna ed


esterna:

-Metafora del cestino dei rifiuti: le organizzazioni abbandonano certe decisioni in quanto si rendono
conto che non sono in grado di realizzare alcuni scopi prefissati
-Loose coupling: molte decisioni vengono prese attraverso una serie di elementi decentrati.
Decentramento del processo decisionale= per decidere si cerca di individuare elementi esterni
all’organizzazione stessa. Decisione che tiene insieme non solo l’organizzazione stessa ma anche
altri attori sociali esterni e altri ambiti che sono quelli che vengono individuati come destinatari di
quelle decisioni. Metodo utile all’adattamento e alla sopravvivenza.

Le organizzazioni trovandosi difronte ad una complessità sia delle funzioni interne sia della realtà
sociale con cui si deve confrontare, quando prende delle decisioni ha elementi che articolano da un
lato dei fallimenti e dall’altro una serie di attori che vanno a definire bene come costruire e vendere un
prodotto o un servizio.
Le società sono caratterizzate dalla divisione del lavoro in quanto è al centro della società collettiva.

Tutte le società prevedono una divisione del lavoro, in cui delle persone sono dedicate ad alcuni
compiti e altre si occupano di ulteriori aspetti e funzioni.
La specializzazione degli incarichi tra i lavoratori, costituisce un utile punto di partenza per
pensare all’organizzazione del lavoro in generale. La specializzazione del lavoro segue la
complessità del sistema sociale nella sua articolazione socio-economica e produttiva e si adegua.

Il concetto dell’analisi dei processi lavorativi viene usato come riflessione sull’organizzazione delle
relazioni interne al luogo di lavoro.
Concetto sviluppato dai sociologi per descrivere il controllo esercitato da manager e supervisori
e l’insieme delle relazioni tra lavoratori e ruoli dirigenziali nelle imprese.
A seconda del ruolo di lavoro, cambia anche l’organizzazione di questo suo ruolo.
Processi lavorativi= funzioni e ruoli che un lavoratore ha all’interno del suo luogo di lavoro

Controllo vs autonomia
Controllo: catena di montaggio
Autonomia(deskilling): lavoro più legato ad una dimensione di autonomia collettiva e capacità di
attivarsi in maniera autonoma rispetto al vincolo della catena di montaggio
La disuguaglianza

L’analisi della stratificazione sociale ha come oggetto lo studio sistematico delle disuguaglianze
tra individui e gruppi.

Disuguaglianza: distribuzione differente di beni e opportunità tra gruppi e individui di una


determinata società.
Un’ importante disuguaglianza la troviamo nella distribuzione diseguale di reddito e ricchezza che
determina il differente accesso ai beni di consumo e ai servizi.

Reddito: quantità di denaro o beni percepita in un particolare periodo contabile.


Ricchezza: valore netto delle risorse possedute da un individuo.
Un esempio ne è la proprietà immobiliare.
Disuguaglianza di consumo: ciò che gli individui e le famiglie sono davvero in grado di comprare e
consumare.
Disuguaglianza di benessere: accesso ai servizi socio-sanitari.

La disuguaglianza crea una stratificazione sociale, ovvero la disuguaglianza strutturata di


gruppi di individui che hanno un accesso differenziato alle risorse sociali in conseguenza del
loro status socio-economico.
(Chi sta in alto può permettersi più cose rispetto a chi sta in basso, per quanto riguarda classi
sociali e reddito)

Il concetto di classe sociale= gruppi di persone che si trovano in posizioni sociali ed economiche
simili, è fondamentale per comprendere il sistema delle disuguaglianze all’interno di una società:
-La classe definisce i gruppi secondo la loro posizione socio-economica
-Interessi di classe (conflitti per la redistribuzione della ricchezza)
-Azione politica per sostenere gli interessi di classe, in quanto costituiscono un soggetto collettivo in
grado di intraprendere azioni collettive a sostegno dei propri interessi

Concetto di status-economico: combina più dimensioni per individuare la posizione sociale dei
gruppi e dell’individuo (istruzione, reddito, occupazione).

L’occupazione svolta (posizione lavorativa) è il criterio per comprendere le visioni politiche condivise
e la possibilità di individuare interessi comuni da difendere o reclamare nel confronto politico.

La stratificazione sociale si collega alla mobilità sociale.


(il passaggio da uno status Socio Economico a un altro Socio Economico).

Quanto più alto risulta il grado di mobilità, tanto più aperto sarà il sistema di stratificazione.
=i confini tra gli status e le chance di mobilità sono più aperti.
Una società quindi a elevata mobilità, si avvicina all’ideale di uguaglianza delle opportunità; mentre
nel caso di una società immobile, i vantaggi e gli svantaggi acquisiti dalla nascita determinano
completamente la propria posizione sociale in età adulta.
Esistono tre tipi di mobilità:
- orizzontale= passaggio da uno status socioeconomico a un altro equivalente
- verticale= passaggio a uno status più alto
- intragenerazionale= carriera dell’individuo stesso
intergenerazionale= misurata confrontando lo status sociale dell'individuo con quello dei suoi genitori

Fattori che determinano la mobilità sociale:


ruolo della famiglia
V

il mercato del lavoro


-

le politiche dello stato


I

Maggiore è la disuguaglianza delle condizioni di vita, minore è il livello di mobilità sociale.

Ruolo significativo dell’istruzione nel processo di mobilità sociale in quanto il sistema scolastico
promuove i principi della meritocrazia, ovvero la distribuzione nella scala sociale è data dalle
competenze e non dalla loro origine sociale o dei rapporti interpersonali.

La povertà
La disuguaglianza sociale produce la povertà.
La povertà raffigura una condizione di svantaggio e l’impossibilità di soddisfare adeguatamente i
bisogni primari come cibo, vestiti, casa e sanità.

Il governo misura la povertà definendo una soglia di reddito minimo necessario per soddisfare le
necessità primarie: soglia di povertà.

Povertà relativa: incapacità di mantenere il tenore di vita al livello comune nella società (livello medio
di risorse economiche che se non si raggiunge, viene difficile avere un tenore di vita normale)

Povertà assoluta: mancanza di mezzi di sostentamento, essere deprivati di qualsiasi risorsa in


grado di poter farci accedere ai bisogni cui noi tutti dobbiamo soddisfare per vivere.

Homelessness: mancanza di una fissa dimora. Una delle forme più estreme di povertà.

Nel secondo dopoguerra, invenzione del welfare state.


Ruolo del welfare state: lo stato si fa carico dei bisogni essenziali di tutta la comunità e riduce il
rischio di povertà e delle condizioni di svantaggio dei gruppi e degli individui.
Il razzismo

Razza: categoria di persone che hanno in comune dei tratti fisici biologici socialmente significativi.
(es. colore della pelle)
Etnia: comunità caratterizzata da una tradizione culturale che deriva da un’origine e un’appartenenza
comune. (lingua, costumi ecc.)
La razza è un concetto scientifico totalmente screditato ma la convinzione che esistano razze diverse
mostra l’efficacia del teorema di Thomas:
“Se gli uomini definiscono reali certe situazioni esse saranno reali nelle conseguenze”

Concezione costruttivista
- Le categorie razziali sono creazioni sociali, non fatti biologici.
- L’idea che gli esseri umani possono essere di quattro o cinque colori o qualità chiamate razze è
inventata, ma finché la gente e i governi agiranno come se questi modi di caratterizzare gli individui
fossero dotati di significato, essi saranno effettivi.

Concezione essenzialista
- Esistono differenze di natura biologica destinate a passare di generazione in generazione.
- L'essenzialismo è quella speculazione filosofica orientata alla ricerca dei principi essenziali, intesi
come realtà prime e definitive degli oggetti di conoscenza.
Il razzismo è una forma di dominio che gerarchizza l’umanità in gruppi superiori (umani)
e gruppi inferiori (non-umani)

Il processo di razzializzazione attribuisce caratteri negativi a determinati gruppi che vengono definiti
‘normali’. Questo agevola il mantenimento di privilegi e ostacola la messa in discussione delle
discriminazioni implicando gerarchie sociali e rapporti di potere.

Il razzismo è una forma di potere che produce e riproduce la disuguaglianza sociale (privilegi contro divieti).

In sociologia il termine razzismo si riferisce a due fenomeni:


il pregiudizio e la discriminazione.

Pregiudizio

Il pregiudizio è un sistema di credenze negative, sentimenti e orientamenti all’azione riguardo determinati


categorie e/o gruppi di persone.
Il pregiudizio si costituisce di generalizzazioni stereotipate (credenze), paure e ostilità, e
predisposizioni verso comportamenti (discriminazione).
Il pregiudizio esprime, di fatto, una distanza sul piano sociale e simbolico e, quindi, una gerarchia tra le
diversità.
Il pregiudizio può essere difficile da rilevare quando è celato o espresso in contesti limitati.
Può non essere colto perché molto spesso è presente nelle nostre comuni e quotidiane
assunzioni, nel nostro linguaggio, nei nostri discorsi.
Le vittime del pregiudizio subiscono svantaggi materiali e psicologici, soffrono di bassa
autostima, dello stigma sociale e del severo ridimensionamento delle proprie aspirazioni.
Il pregiudizio, come lo stereotipo, riafferma l’idea che l’eccezione conferma la regola
Effetto «pigmalione», per il quale i risultati di una persona vengono influenzati dalle
aspettative di chi gli sta intorno.

Stereotipo

Termine introdotto da Lippman per designare immagini mentali fisse, che riducono e semplificano la
complessità del reale.
Lo stereotipo è credenza ultrasemplificata nel suo contenuto e, quindi, astratta.
Il suo contenuto è solitamente costituito da termini designanti caratteri culturali (o tratti psicologici)
Fondamento stereotipato del pregiudizio: i caratteri stereotipati riscontrabili in taluni membri di una
collettività etnica sono attribuibili a tutti i membri della stessa (principio di omogeneità)

Stereotipo culturale alimenta una visione generalizzata e distorta di un determinato gruppo


(sovrastima delle somiglianze all'interno del in-group ed esagerazione delle differenze fra i gruppi).
Sedimentazione e stratificazione dello stereotipo:
L’esperienza contraria allo stereotipo rafforza, in molti casi, lo stesso stereotipo
(«non si comporta certo da nordico») L’eccezione fa la regola (economia dello sforzo cognitivo)
Gli stereotipi introducono nella lettura della realtà criteri di semplicità e di fissità dove, al contrario, si è di
fronte sempre a variabilità e complessità.

Razzismo
=processo di inferiorizzazione fondato su criteri e peculiarità culturali, anch’essi presunti e immutabili.

Le forme contemporanee di razzismo


- Il razzismo si esprime attraverso il conformismo alla norma sociale che «è sbagliato» e il ricorso a un
discorso indiretto (razzismo nascosto e sottile).
- Razzismo differenzialista: rifiuto della categoria di razza ma al contempo enfatizzazione delle
differenze culturali (etniche) a cui si associa l’idea della convivenza impossibile tra esse (es. i
musulmani).Posizione di chi ritiene necessario "difendere e preservare" le differenze culturali.
- Razzismo simbolico: opposizione alle misure di sostegno alle minoranze etnico-razziali.
Occultamento del razzismo agli occhi altrui – emblematica al riguardo, la famosa frase «non sono
razzista, ma ...»
Il razzismo, come lo stereotipo e il pregiudizio, agisce come fattore di legittimazione e
giustificazione sociale di un ordine gerarchico della società tra in-group e out- group (ideologia).
Il razzismo può trasformarsi da ideologia in una pratica di governo orientata ad escludere o
addirittura allo sterminio.
Il razzismo, come lo stereotipo e il pregiudizio, limita le possibilità di vita e i diritti di chi lo subisce.

Allport: la discriminazione si ha nel momento in cui neghiamo a individui o a gruppi di persone


l’uguaglianza di trattamento da essi desiderata.
Dal punto di vista semantico, il termine si riferisce all’applicazione di un trattamento differente e
diseguale nei confronti di un determinato gruppo in funzione di un tratto o di un insieme di tratti
reali o immaginari socialmente costruiti come ‘segni negativi’ e stigmatizzati.
Definizione delle nazioni unite: ‘I comportamenti discriminatori prendono molte forme, ma tutte
prevedono una qualche modalità di esclusione e rifiuto.’

La discriminazione etnica o razziale è la pratica che priva le persone dei loro diritti, le tratta in modo
ingiusto, le umilia, le minaccia e mette in pericolo la loro integrità sulla base di caratteristiche
somatiche/culturali/o l’origine etnica e appartenenza religiosa.

Può comportare la chiusura delle vittime nel proprio gruppo etnico di riferimento alimentando la
chiusura e il conflitto.
Discriminazione strutturale o istituzionale si riferisce a politiche pubbliche, istituzioni sociali
che ostacolano i membri di determinati gruppi.
Discriminazione non solo etnica o razziale, ma anche di genere, orientamento sessuale, età e
disabilità.

Siamo socializzati al razzismo.

Le gerarchie razziali sono il prodotto di iniziative prese da certi individui per acquisire e
preservare privilegi sociali.
Immigrazione

La migrazione è il processo attraverso cui gli individui si spostano da un luogo ad un altro.


Il processo migratorio è sempre emigrazione/immigrazione.
-Fattori di espulsione push factor: problematiche che spingono il soggetto a emigrare in un altro
paese
-Fattori di attrazione pull factor: caratteri che attirano i migranti nei paesi di destinazione
(ex: opportunità di lavoro)

La globalizzazione è un aspetto determinante nella migrazione.


-Nessun singolo fattore può spiegare il fenomeno migratorio, poichè è il prodotto
dell’interazione tra fattori che agiscono su più livelli
-Scelta di emigrare: individuale e/o familiare
-Immigrazione come scelta dettata da una situazione ‘critica’

Vari tipi di migrazione


Le migrazioni volontarie sono quelle determinate da scelte operate liberamente da individui che si
muovono da un paese all’altro o all’interno dello stesso paese al fine di migliorare le proprie condizioni
di vita.
Le migrazioni forzate, invece, sono quelle in cui gli individui si spostano da un luogo all’altro per
fattori indipendenti dalla propria volontà. Esse possono configurarsi come migrazioni forzate interne; si
verificano a seguito dell’esistenza di fattori espulsivi spazialmente circoscritti, pensiamo a fattori di
natura ambientale.
Buona parte dei migranti forzati è composta da rifugiati. Si intende la persona che si trova fuori del
paese di cui è cittadino, temendo di essere perseguitata per motivi di “razza”, religione,
nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche.

Processo di integrazione dei flussi migratori

Integrazione: inserire in una determinata società, una serie di differenze

Ogni paese ha delle norme fondamentali per la convivenza tra i diversi gruppi che si aspetta che gli
immigrati rispettino.

Processo bi-direzionale: creare opportunità per l’immigrato e al contempo rispetto per le norme
fondamentali di una data società senza rinunciare alle proprie prerogative culturali.

Assimilazione: adozione esclusiva della cultura dominante


(Io ti accetto, ma tu devi assolutamente aderire esclusivamente le norme, gli usi e i costumi
della cultura dominante)

Società multiculturale e multietnica(pluralismo): riconoscimento, valorizzazione e protezione


delle distinte culture che formano la società.
Genere e sessualità
I sociologi si concentrano sulle cause sociali dei fenomeni e, se la biologia ha un ruolo nelle
differenze fra uomini e donne, la ricerca sociologica ha mostrato che le forme di organizzazione
sociale hanno potenti effetti su tali differenze. I processi sociali e la struttura sociale che creano
e sostengono le differenze e le diseguaglianze di genere vengono spesso sintetizzate con
l’espressione costruzione sociale del genere.

Le società si basano su un ampio sistema di genere composto da modelli di comportamento


e interazioni sociali tra piccoli gruppi, in cui ciò che ci si aspetta da una persona e ciò che in
una persona viene premiato varia in base al genere di appartenenza.

Sistema di genere patriarcale: gli uomini hanno in modo sistematico più potere delle
donne nella politica, nell’economia e nella famiglia.

Spesso l’organizzazione sociale costruisce la relazione tra i generi uomo e donna in modo tale
che ci sia sempre un predominio del genere maschile.

‘Soffitto di cristallo’ per le donne: discriminazione occupazionale e salariale che ha effetti


diretti sull’emancipazione femminile.

Uno dei modi in cui il genere viene costruito a livello sociale è il processo di socializzazione.
La socializzazione è il percorso attraverso cui un individuo viene integrato in un gruppo sociale
apprendendo le sue norme e le sue pratiche. Ciò che viene appreso è costituito da convenzioni di
genere: cosa i ragazzi devono fare diversamente dalle ragazze o le donne diversamente dagli
uomini.

Importanti agenti di socializzazione sono costituiti dai mass-media e dalla famiglia.


La socializzazione non si limita alla fase della crescita ma è un processo continuo ed esteso a
tutto l’arco della vita, perché chi ci circonda prosegue a influenzarci.

Il sesso di una persona è un fatto biologico.


Il genere di una persona è il risultato di come la società forma le differenze e le diseguaglianze fra
uomini e donne.

Il genere varia a seconda dei contesti socio-culturali e muta nel corso del tempo. Un esempio
della variabilità sociale del genere è dato dal fatto che gli uomini e le donne si conformano
maggiormente alle norme di mascolinità e femminilità quando sanno di essere osservati. Questo
suggerisce che alcuni dei modi in cui donne e uomini agiscono derivi dal tentativo di mettere in
atto comportamenti conformi a ciò che gli altri si aspettano dagli appartenenti al loro sesso.

Dopo standard di sessualità: applicazione di giudizi peggiorativi sul comportamento sessuale


delle donne rispetto ai giudizi che vengono applicati agli uomini nella stessa situazione
Goffman ‘Rappresentazioni di genere’

Nel suo studio Goffman analizza la rappresentazione della mascolinità e della femminilità nei
mass-media mediante 500 pubblicità esaminando come sono raffigurati l’uomo e la donna in
contrasto e come sono definiti nella relazione l’uno con l’altra.
L’uomo e la donna sono ripetutamente presentati come partecipanti a scene sociali tipiche che si
fondano su immaginari e rituali sociali e socializzati.
Goffman mostra con la sua indagine visuale come si produca e riproduca il «rituale della
subordinazione» della donna nei confronti dell’uomo.
Le ramificazioni sociali di questo tipo di racconto pubblicitario favoriscono una visione distorta
della femminilità e della mascolinità con cui siamo condizionati ad avere aspettative non
realistiche dei ruoli dell’uomo e della donna nella società.

La sessualità è un aspetto importante della vita sociale, fondamentale per le relazioni di genere e
per la riproduzione biologica e sociale.
La sessualità è strettamente legata alle norme sociali e alle leggi, quindi si associa alla devianza
un carattere sociologico.
Concetto di eteronormatività l’orientamento etero dovrebbe essere la normalità e di
minoranze sessuali discriminazione verso forme diverse di orientamento sessuale, chiunque
non sia eterosessuale o che abbia cambiato il proprio sesso nel corso della sua vita.
La devianza
Gruppo sociale: insieme di individui che interagiscono fra loro e condividono un senso di
appartenenza.

- I gruppi sociali definiscono confini simbolici in quanto quando io faccio parte di un gruppo,
questo gruppo stabilisce delle regole che io devo seguire per essere accettato.
- Concetto di norma nell’interazione quotidiana che definisce ciò che è adeguato o no in
specifiche situazioni.

Devianza: comportamenti o caratteristiche che violano norme e aspettative sociali condivise da


membri di una data società e che quindi sono oggetto di reazioni negative da parte di quest’ultimi.

Devianza statistica=atto deviante che le persone fanno ma che viene tollerato pur
sapendo che non segue le norme. Non ha conseguenza sociali.
Devianza sociale= si violano definite regole e ha conseguenze sociali.

Quando riflettiamo sulla devianza sociale, è necessario distinguere fra comportamenti devianti e
persone devianti. Infatti a ognuno capiterà di trasgredire delle regole e quando gli individui che le
trasgrediscono sono tanti la reazione consueta è di normalizzare quel comportamento deviante,
ovvero di ricollocare il comportamento all’interno di una cornice che fa sì che l’individuo sia
percepito come normale anche se l’azione è considerata deviante.

In ogni società esistono regole non scritte e comportamenti che un individuo deve conoscere per
evitare di apparire deviante.

La devianza sociale si collega alla moralità pubblica e privata alla quale noi ci riferiamo per
capire se un comportamento è deviante o meno.

Le classi povere vengono viste pericolose per l’ordine sociale in quanto viste come classi che
molto spesso hanno comportamenti privi di morale.

Ruolo dei mass media nella costruzione della devianza/criminalità


Mass media potente strumento per far si che dei specifici comportamenti vengano condannati.

Concetto di “panico morale”= reazione offesa dei media, del pubblico e de gli agenti del
controllo sociale in seguito agli scontri tra Mods e Rockers negli anni ‘60.
Negli anni 60 alcuni sociologi hanno iniziato a esaminare i contesti in cui il comportamento deviante
era definito tale da individui che occupavano posizioni di potere. Una fra le teorie più interessanti
emerse in quel periodo metteva in discussione l’idea che ci fossero differenze reali e oggettive tra i
comportamenti normali e quelli devianti. La maggioranza dei sociologi ritiene che il processo
attraverso cui un comportamento è definito deviante è cruciale per capire che cosa lo determina. In
poche parole, invece di concentrarsi sul comportamento degli individui, essi sostengono che si
debba esaminare il modo in cui esso viene definito deviante. Tale comportamento è causato dal
processo attraverso cui esso viene definito o come essi dicono, etichettato come deviante.

Teoria dell’etichettamento della devianza: la devianza è il risultato di come gli altri interpretano un
comportamento, così che gli individui etichettati come devianti spesso interiorizzano questo giudizio,
finendo per farne una parte della loro identità.Concetto che individua la devianza non tanto dall’azione in
sè ma dalla reazione che gli altri mostrano rispetto all’azione stessa.
Una volta che un individuo è definito deviante potrebbe finire per comportarsi in quanto tale.

Ciò che è considerato deviante, o criminale, è spesso del tutto arbitrario; è il risultato delle
azioni e delle decisioni consapevoli di gruppi e individui che detengono posizioni di potere.
Qual è la connessione esistente fra potere economico, potere politico e definizione del
comportamento deviante?
I gruppi e le persone al potere hanno una capacità particolare di descrivere o di imporre
specifiche definizioni di devianza e di trasformarle in leggi scritte e in forme di punizione.

Il controllo sociale, i vari modi in cui le società regolano e sanzionano i comportamenti al fine di
incoraggiare la conformità e scoraggiare la devianza dalle norme, viene formalizzato all’interno
di istituzioni (polizia, tribunali, carceri).
• Le sanzioni informali includono insulti o sguardi di disapprovazione e le ricompense informali
comprendono i complimenti.
• Le sanzioni formali sono quelle utilizzate per far rispettare le norme previste dalle leggi scritte
e, di solito, sono comminate da un gruppo di individui espressamente destinato a farlo, come la
polizia o i presidi delle scuole.

Controllo sociale: i mezzi diretti che garantiscono la normalità delle azioni delle persone
dentro alle aspettative sociali.
Il controllo sociale regola e sanziona all’interno di una società il comportamento al fine di assicurare
il conformismo e prevenire la devianza all’interno dei vari contesti. (Ex: pagare il biglietto del bus)

La forma principale di controllo sociale si esercita attraverso il sistema penale e la


sua istituzione più importante, il carcere.
La famiglia
La famiglia è una istituzione universale, centrale in tutte le società. E’ il primo e più diretto
contesto del nostro sviluppo. Le famiglie sono plasmate dalle società che esse popolano
ma sono anche in grado di cambiare queste società.
Nei paesi occidentali quando si parla di famiglia tradizionale si fa riferimento alla famiglia coniugale-
nucleare (composta da una coppia di coniugi) - il marito che provvede a portare i soldi a casa e la
moglie che si occupa dei bambini e delle faccende domestiche (la famiglia male breadwinner).
Stiamo assistendo a forti cambiamenti dei modelli famigliari:
Nucleare è una famiglia formata da una sola unità coniugale
Estesa o allargata è una famiglia formata da una sola unità coniugale e uno o più parenti conviventi
Multipla è una famiglia formata da due o più unità coniugali;
Convivenza senza struttura coniugale è una famiglia priva di un'unità coniugale ufficiale
Mononucleare/monogenitoriale è una famiglia formata da una sola persona.
Omogenitoriale composta da due genitori del medesimo sesso e dai loro figli, generati o adottati

Gli scienziati sociali intendono per famiglia l’insieme delle persone legate da vincoli biologici
e/o giuridici che convivono in una stessa abitazione. Gli antropologi che studiano la famiglia
in culture diverse parlano di sistemi di parentela: i legami e confini sociali, definiti dalla
biologia e dai costumi, che stabiliscono chi è parente di chi.

I sociologi concepiscono la famiglia come un’istituzione sociale con molteplici dimensioni.


Questo pacchetto di relazioni sociali consiste in una rete di parenti, gruppo di persone che
condividono una casa e membri familiari.
I sociologi distinguono così la famiglia che ereditiamo dalla famiglia che creiamo.
a) Famiglia d’origine: persone a cui siamo legati per nascita.
b) Famiglia di procreazione: parenti che acquisiamo nel corso della vita attraverso il
matrimonio/scelta di avere bambini

Prospettive che riconducono il cambiamento familiare

Prospettiva della crisi della famiglia: i sostenitori della crisi di famiglia temono che il crescente numero dele
madri sole e delle gravidanze fuori dal matrimonio danneggi i bambini. Ma denunciano anche l'assenza da casa
delle madri lavoratrici (i sociologi della famiglia non condividono questo ragionamento)

Prospettiva economica: l'approccio della ristrutturazione economica sostiene che se la famiglia costituita da
marito lavoratore e moglie casalinga è entrata in crisi è colpa della società

Prospettiva di genere: la redifinizione dei ruoli di genere insiste sul contrasto tra struttura dei lavoratori e
bisogni di cura delle famiglie.

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