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Alessandro Di Franco II B 10-1-2022

Traccia: Prendendo spunto dalle riflessioni e dalle informazioni contenute nel brano e dalle
conoscenze da te acquisite sia nell’esperienza della quarantena sia da letture o da altre fonti, elabora
un testo argomentativo nel quale sviluppi le tue opinioni riguardo alle misure da mettere in atto per
fronteggiare le conseguenze dell’attuale pandemia e per prevenire le future.

La quarantena (sia quella del lockdown generale che quella individuale) ha avuto indubbiamente
effetti devastanti sugli animi e sui patrimoni della gente: tantissime persone possono testimoniarlo,
e la mia famiglia è tra queste… Era l’8 febbraio 2021 quando scoprimmo con immenso stupore e
disappunto di essere positivi, inclusi i miei nonni, al COVID-19. Iniziò così per tutta la mia famiglia
una lunga quarantena durata settimane, colme di angoscia e di timori (specialmente per i miei
nonni). Alla fine abbiamo avuto fortuna, perché in nessuno di noi si è manifestato alcun sintomo
grave, solo un po’ di tosse e febbre, e addirittura io e mio fratello siamo stati completamente
asintomatici. Seppur siamo stati fortunati, però, abbiamo compreso appieno il significato dell’essere
in quarantena ( specialmente se in Italia e in una regione retrograda come il Molise): abbandonati in
casa, senza avere notizie su quando andare a fare i vari tamponi e, naturalmente, senza alcun
medico che ci venisse visitare. Non c’è da stupirsi quindi se molti anziani siano morti di
coronavirus proprio durante la loro quarantena, abbandonati a loro stessi, a causa della peenuria di
posti letto in ospedale, nell’immensa solitudine delle loro dimore. Credo poi che tutti dovremmo
ringraziare la Protezione civile e i suoi volontari, senza i quali non avremmo neanche potuto
mangiare. Questa parentesi potrebbe sembrare inutile, ma ci tornerà in aiuto più avanti. Tornando a
noi, insomma, possiamo dire che la quarantena in generale ha avuto enormi conseguenze a livello
sociale e psicologico ( ansia, depressione, sindrome della capanna, ecc.), soprattutto per i più
giovani; ma non dobbiamo dimenticare quelle a livello economico: la quarantena ha infatti
comportato la chiusura di moltissime attività, causando un forte aumento della povertà. Tra la
primavera e l’estate 2021 poi le misure di sicurezza già adottate hanno visto un rafforzamento con
l’avvento dei primi vaccini, dando inizio alla prima vaccinazione di massa. Per incentivarla,
dall’autunno 2021 l’Europa in particolare ha messo in atto ulteriori misure per contrastare la
pandemia e le sue conseguenze, e tra queste spicca il Green Pass, un via libera assicurato a tutti
coloro che si vaccinano contro il SARS-CoV 19. Esso è diventato subito obbligatorio per diverse
categorie di lavoratori, e recentemente è stata istituita la sua versione potenziata (il Super Green
Pass), per accedere a bar, ristoranti, spettacoli, ecc. Attualmente, almeno per quanto riguarda
l’Europa, il Green Pass sembra l’unico e il più strategico metodo per spingere la popolazione a
vaccinarsi. Da tanto tempo è però sorta questa domanda nella mente di molte persone: ma il Green
Pass è veramente utile? A primo impatto, io avrei risposto “sì”. Ma, ora che ci ragiono, proprio
mentre sto scrivendo, mi accorgo che la risposta è, in un certo senso, “no”. Lasciate che vi spieghi il
perché: il Green Pass è, come abbiamo visto, un mezzo per indurre la popolazione a vaccinarsi
sempre di più, anche se, nonostante una persona sia vaccinata, può comunque contrarre e
trasmettere il virus e averne i sintomi, seppur in forma lieve.
Il difetto del Green Pass però non è questo, come la maggior parte della gente pensa: il vero
problema risiede nel grande ostacolo alla campagna vaccinale costituito dalla massiccia opposizione
ad essa. Stiamo parlando ovviamente dei no-vax, quegli scellerati abbindolati dalle folli teorie
complottiste che girano sul web. Costoro sono alquanto sfiduciosi nella scienza e in particolare nei
vaccini, e non solo rifiutano questi ultimi, anzi, scendono anche in piazza a protestare (spesso senza
neanche il permesso) contro una fantomatica dittatura sanitaria, arrivando a esprimersi spesso anche
in manifestazioni violente (basti pensare all’assalto alla Cgil). Queste stesse persone, pur di
procurarsi un Green Pass senza farsi iniettare il vaccino, ricorrono a mezzi illeciti, ad esempio
scaricandolo da Internet o persino presentandosi agli hub vaccinali con un braccio ricoperto da uno
strato di silicone. A questo, se volete, possiamo anche aggiungere il persistente menefreghismo
della gente e la disorganizzazione dei controlli del Green Pass. Per uscire da questa maledetta
pandemia, è necessario che tutti i Paesi del mondo collaborino affinché ogni persona venga
vaccinata, e per la concreta realizzazione di ciò, a mio parere, l’unica strada da seguire è l’obbligo
vaccinale (a eccezione per chi non lo può fare per determinate patologie) con dure sanzioni per
coloro che vi si oppongono, anche se questo potrebbe risultare, in un certo senso, poco democratico.
Ma che ci piaccia o no, dobbiamo sfruttare al massimo quest’unica arma che abbiamo per adesso.
Quando alla fine ne usciremo ci si presenterà poi una domanda: come faremo a prevenire possibili
pandemie future? Quella attuale ci ha già rivelato quanto il sistema sanitario del XXI secolo sia
vulnerabile e imperfetto, anche in quei contesti nei quali non ce lo si aspettava. Ci siamo resi conto
poi che questa vulnerabilità e imperfezione deriva proprio dalla disorganizzazione del sistema
stesso, e l’esperienza che vi ho raccontato all’inizio di questo brano ne funge da prova. Di qui,
possiamo dedurre facilmente che la risposta è “investendo nel sistema sanitario”: si devono (non
uso il condizionale, poiché quest’ultimo non renderebbe l’idea della necessità e del bisogno)
ampliare e modernizzare gli ospedali, formare sempre più personale sanitario, sensibilizzare
all’igiene e ridurre l’inquinamento atmosferico (poiché l’inquinamento intenso nelle città provoca
malattie respiratorie croniche, rendendo i soggetti più vulnerabili ai virus). A questo punto, potete
vedere come tutta la nostra esperienza può essere sfruttata per assicurarci un domani migliore. Il
problema, però, sarà se ciò che l’esperienza ci ha insegnato verrà preso in considerazione dai nostri
capi di governo o se faranno orecchio da mercante facendo rimanere tutto nient’altro che una vaga
utopia.

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