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Gabriel Fauré

(1845 – 1924)
Gabriel Fauré fu un musicista francese (compositore, pianista, organista e didatta), vissuto
tra il XIX e il XX secolo. Il suo stile segnò il passaggio tra l’era Romantica ormai ai vespri e
le nascenti avanguardie musicali: le sue melodie di gusto francese sono quasi sempre
accompagnate da un’armonia cromaticamente ricca la quale contribuisce a rendere le sue
composizioni interessanti e al contempo equilibrate.
Fu allievo di Saint-Saëns al Conservatorio di Parigi e
scrisse nel 1898 la sua Fantaisie Op.79 (dedicata a Paul
Taffanel il quale in quel periodo insegnava lì e da cui lo
stesso Fauré si fece aiutare) proprio in occasione di un
concorso di composizione indetto dall’istituzione, il
“Concours de flute", finalizzato a testare l’abilità dei
concorrenti e, contemporaneamente, ad accumulare un
repertorio di brani tecnicamente impegnativi adatti alle
esigenze del Conservatorio. La Fantaisie Op.79 fu la sua
unica opera per flauto: la sua produzione riguarda
principalmente la voce e il pianoforte, tuttavia non
mancano lavori per orchestra come la famosa Pavane Op.
50 in fa diesis minore o la Suite Op.80 dalle musiche di
scena di “Pelléas et Mélisande”.
In giovane età ricoprì diversi ruoli: da organista titolare
alla chiesa di Saint-Sulpice (Parigi) nel 1871 a maestro di
coro alla Église de la Madeleine nel 1877, dando
contemporaneamente lezioni private di pianoforte e armonia.
L’allegria di Fauré fu spezzata dalla rottura del suo fidanzamento con Marie Fremiet ed egli
cadde in quel sentimento di depressione che all’epoca era definito col termine “spleen”, reso
famoso dal poeta C. Baudelaire che intitolò in questo modo molti dei suoi componimenti.
Nel 1905 divenne direttore del Conservatorio di Parigi dopo aver ricoperto il ruolo di
insegnante di composizione dal 1896 al 1905. Il poco tempo a disposizione e la diminuzione
del suo udito causarono un calo nella sua produzione musicale.
La sua salute, già cagionevole a causa dell’eccessivo consumo di tabacco, lo abbandonò nel
1924, quando morì di polmonite a Parigi

Fantasia: Forma musicale di stile libero (a fantasia dell’autore), senza alcun rigore di forma
o di contenuto. Nei secoli XVI – XVII indicava una composizione strumentale basata
sull’imitazione.
Joachim Andersen
(1847 – 1909)
Carl Joachim Andersen, danese contemporaneo di G. Fauré, fu tra i flautisti più apprezzati
del suo tempo. Allievo del padre Christian, iniziò a esibirsi alla tenera età di tredici anni e a
soli ventidue si trasferì a San Pietroburgo, entrando
a far parte dell’Orchestra Reale Danese. La sua
attività concertistica si alternò a quella di direttore
d’orchestra a partire dal 1882, quando fondò la
nuova Filarmonica di Berlino.
Nel 1893 non poté più suonare il flauto a causa di
una paralisi alla lingua e si dedicò quindi alla
composizione. Dal 1897 fino all’anno della sua
morte fu maestro di direzione d’orchestra presso la
scuola fondata da egli stesso oltre a dirigere
concerti all’aperto per il pubblico di Copenaghen.
Nel 1904 fu definito da Taffanel “Chopin del
flauto”. Lasciò un grande contributo al repertorio
flautistico di fine Ottocento: scrisse ben otto libri di
studi per flauto (Op.15, Op.21, Op.30, Op.33,
Op.37, Op.41, Op.60, Op.63) e numerosi altri brani
per lo strumento, sia solistici che con
accompagnamento.

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I contemporanei di G. Fauré e J. Andersen : |MUSICA| F. Liszt (1811 – 1886), R.


Wagner (1813 – 1883), A. Bruckner (1824 – 1896), C. Saint-Saëns (1835 – 1921), P.
Taffanel (1844 – 1908), G. Mahler (1860 – 1911), C. Debussy (1862 – 1918), R. Strauss
(1864 – 1949), M. Ravel (1875 – 1937), George Enescu (1881 – 1955) ||POESIA| C.
Baudelaire (1821 – 1867), G. Pascoli (1855 – 1912), G. D’Annunzio (1863 – 1938) ||
FILOSOFIA| F. Nietzsche (1844 – 1900), S. Freud (1856 – 1939).

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