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DAILY LIFE IN A COSMOPOLITAN WORLD:

POTTERY AND CULTURE DURING THE HELLENISTIC PERIOD

LYON, 5th - 8th NOVEMBER 2015

Ceramica a vernice nera suddipinta di tradizione “Saint-Valentin” in Campania:


gli skyphoi.
Analisi tipologica, centri di produzione e funzione.
Carmelo Rizzo, PHd Student Seconda Università degli studi di Napoli, carmelo.rizzo@unina2.it

Gli skyphoi suddipinti


La categoria delle ceramiche a vernice nera suddipinte è molto ampia, geograficamente e cronologi-
camente: la ceramica di Saint-Valentin di produzione attica, le sue imitazioni apule e il gruppo delle i-
mitazioni etrusco-laziali; i vari gruppi di ceramiche italiote considerate dal Beazley (il gruppo di Xe-
non, il gruppo del cigno rosso, i kantharoi sessili). A queste si aggiungono gli skyphoi in oggetto, indi-
cati in bibliografia sommariamente come “prossimi al gruppo di Xenon” o di imitazione Saint-
Valentin, o ancora appartenenti ai gruppi della protocampana e campana precoce.
Caratteristica della produzione degli skyphoi campani è l’originale interpretazione dell’insegnamento
della ceramica Saint-Valentin: i decoratori hanno fatto propria la lezione della produzione attica pri-
ma, quindi delle imitazioni apule, allo stesso modo delle imitazioni etrusco-laziali, per poi reinterpre-
tarla, grazie anche all’aggiunta di nuovi elementi appresi dalla produzione delle ceramiche a figure
rosse italiota. Infatti tra gli schemi della decorazione non vi è alcun vaso che copi, se non solo nella
sintassi, fedelmente la ceramica attica o apula Saint-Valentin. Successivamente, a partire da poco do-
po la metà del IV secolo a.C., la classe subisce un’evoluzione interna, perdendo molti dei contatti con
la ceramica Saint-Valentin, riducendo e modificando anche le cifre decorative utilizzate, divenendo
più o meno standardizzata. Nella maturità della produzione la sintassi non si lega più alla ceramica di
tipo Saint-Valentin.

1 Tipologia
La forma dello skyphos è il cosiddetto tipo Attico, specie 4370, serie 4373 del Morel, caratterizzato da una più o
meno accentuata sinuosità del profilo della vasca, dovuto in particolar modo al restringimento graduale del piede.
Dallo studioso francese questi esemplari sono definiti di area apula, ma non mancano esemplari provenienti dalla
Lucania e dal Sannio. Gli studi su Pontecagnano e Fratte li indicano come caratteristici della regione cosiddetta e-
trusco-campana.
I vasi databili all’ultimo periodo del V secolo a.C. sono molto legati alle forme greche, in particolare al tipo 342
dell’Agorà di Atene. Nel passaggio dal V al IV secolo rispondono, nelle caratteristiche formali e nei rapporti, alla se-
rie 4382 del Morel con vasca piuttosto tozza. A partire dalla seconda metà del IV secolo a.C., gli skyphoi sviluppa-
no un progressivo restringimento del diametro dell'attaccatura del piede e nel passaggio al secolo successivo si e-
videnzia il progressivo accentuarsi della sinuosità della vasca e la proporzione tra il diametro dell’orlo e la profon-
dità della vasca attestarsi intorno ad 1. Questo rapporto, poi, diminuisce ancor di più (tra 0,9 e 0,8) nei primi de-
cenni del III secolo a.C..
Rispetto la serie 4373 del Morel, gli skyphoi suddupinti campani evidenziano una maggiore sinuosità, eccezion fat-
ta per il tipo 7 che corrisponde più fedelmente alla morfologia della serie 4373b2.

2. Le Decorazioni
Gli skyphoi pertinenti a questa classe mostrano, nella loro maturità, una decorazione in rosso e bianco sul fondo nero composta da una sintassi di linee che incorniciano e delimitano ci-
fre decorative. I pannelli, così realizzati, si sviluppano come metope o fregi continui. Il motivo principale è poi accompagnato da ornamenti accessori sul labbro, al disotto del pannello
stesso, sotto le anse (una palmetta in rosso o una croce di sant’andrea in bianco): le cifre minime del linguaggio decorativo, impiegato nei pannelli o nei riquadri minori, sono motivi fi-
tomorfi, che ricorrono in maniera ripetitiva. La decorazione si sviluppa su tutti e due i lati del vaso e copre la parte superiore e, in alcuni esemplari, tutta la parete esterna quasi fino al
piede. Le differenze tra le decorazioni sono poche e di matrice cronologica.
È stato possibile riunire schemi decorativi, definiti dalla disposizione e dalla ricorrenza all’interno della sintassi delle cifre decorative, in gruppi la cui sintassi è identica.

La sintassi decorativa di questo gruppo è la più Molto simile al precedente, che funge da È l’unico gruppo che possiede cinque ri- È il più rappresentato sugli skyphoi in esame e sembra verosimile che il Tali schemi
ricca e complessa. La disposizione della decora- modello, manca soltanto del primo registro quadri. Tutti gli esemplari posseggono u- grosso della produzione abbia interessato proprio questo gruppo. sono impie-
zione su tre registri orizzontali non è originale: il decorativo. Riscontri della decorazione so- na palmetta in rosso dello stesso tipo sot- All’interno del gruppo, grazie alla quantità dei vasi, è stata possibile gati solo per
precedente, come per i motivi decorativi stessi, no con i gruppi VII, VIII e IX degli skyphoi to l’ansa e presentano tutti una decora- l’individuazione di alcune mani in comune nella decorazione degli skyphoi, gli skyphoi di
è da ricercare nella ceramica di Saint-Valentin; Sant-Valentin proposti da Howard– zione di fattura pregevole,che potrebbe provenienti tutti, ad eccezione di uno da Nocera, dal santuario in località notevoli di-
ciò che invece è originale è la sequenza distribu- Johnson. Tutti gli esemplari di questo grup- indicare la produzione di un’unica botte- Privati a Stabia. mensioni.
tiva dei motivi. po hanno sotto l’ansa una palmetta dello ga.
stesso tipo.

3. Distribuzione
L’area di diffusione degli skyphoi suddipinti campani, tutti provenienti da corredi tombali e da favisse
di santuari, è ristretta ai territori che facevano parte della zona meridionale della Campania antica.
I santuari che hanno restituito la classe ceramica sono quattro e disposti a semicerchio sul Cratere: il
santuario di Punta Campanella; il santuario in località Privati a Stabia; il santuario extra urbano in
loc. Bottaro e il santuario urbano di Apollo a Pompei.
I corredi tombali sono da Nocera, da Nola, da Frignano Piccolo, da Cuma e sicuramente anche da Ca-
pua e Napoli, anche se la dicitura "nei dintorni" utilizzata da alcuni testi di collezioni museali non è
ovviamente delucidante.
L’analisi dei colori e degli inclusi dell’impasto delinea un gruppo omogeneo. La maggior parte dei va-
si, da Cuma a Punta della Campanella a Nocera, ha argille di colore Mus 7.5 YR (63%) e 10 YR (20%),
con una piccola percentuale di colore Mus 2.5 YR (7%). L’impasto, ben depurato, evidenzia raramente
la presenza di sabbia nera o elementi di quarzite. La breve oscillazione cromatica sembra suggerire
pochi centri di produzione, fortemente imparentati tra loro, la cui distribuzione a breve raggio era
probabilmente strettamente legata alla committenza.
Da studi effettuati nella zona del Cratere, il colore dell’impasto 7.5 YR e 10 YR, preminenza del beige-
camoscio, lascia ipotizzare produzioni locali della Campania centrale (territori tra Pompei e Nocera).
Nel particolare la nostra produzione sembra gravitare di più sulla costa e, molto probabilmente, nei
pressi dei luoghi di rinvenimento.

4. Conclusioni
La rilettura degli esemplari editi, analizzati nell’intero complesso, e l’apporto di dati inediti forniscono un campione di riferimento per l’analisi proposta che consente di definire una
classe ceramica che ha avuto uno sviluppo, una collocazione ben precisa, un suo specifico utilizzo e, inevitabilmente, una propria fetta di mercato.
La loro numerosa presenza all’interno di scarichi pertinenti a santuari sembrano chiaramente indicare il loro utilizzo per i rituali sacri che si svolgevano in quei luoghi. La suggestione che
sembra ricavarsi è che, almeno per la fase di maturità della produzione, questi skyphoi siano prodotti nelle immediate vicinanze dei santuari e in funzione del loro utilizzo rituale.
Un’importante luogo di produzione sarà stato sicuramente Stabiae, almeno per quanto sembra indicare la grande quantità di skyphoi rinvenuta nel santuario in loc. Privati.
Per gli esemplari più antichi è l’apparato decorativo a dare indicazione sui probabili luoghi di produzione. Il tipo di esecuzione della decorazione del gruppo A indica una certa capacità e
perizia nell’esecuzione, l’inserimento di alcune cifre decorative tipiche della ceramica italiota, un contatto con questa classe. Questi elementi permettono di ipotizzare uno o più gruppi
produttivi eccentrici separati dalla grande produzione: in particolar modo gruppi che dovevano esser realizzati in botteghe di vasi italioti. In esse i nostri skyphoi dovevano essere pro-
dotti secondari.

Referimenti bibliografici:
Per gli skyphoi suddipinti campani
A. D’Ambrosio, La stipe votiva in località Bottaro (Pompei), Napoli 1984.
S. De Caro, Il Santuario di Apollo a Pompei, A.I.O.N. ArchSt Ant Quaderno 3, Napoli 1986.
G. D’Henry, “La necropoli di Frignano Piccolo”, in Napoli Antica, Napoli 1985.
E. Gabrici, “Cuma”, in Monumenti Antichi dell’Accademia Nazionale dei Lincei, XXII, 1913.
P. Miniero et alii, “Il Santuario campano in località Privati presso Castellammare di Stabia. Osservazioni preliminari”, in Rivista di Studi Pompeiani, Pompei 1997, pp. 11 – 56.
J.P. Morel, “Céramique a vernis noir de Pompèi”, in Rei Cretariae Romanae Fautorum Acta, VII, 1965.
C. Rizzo, “Skyphoi a vernice nera suddipinta dal Museo Archeologico Provinciale dell'Agro Nocerino-Sarnese”, in Apollo-Bollettino dei Musei Provinciali del Salernitano, XIX, 2003, Napoli 2004, pp. 12-23.
Per gli altri skyphoi suddipinti
A. F. Ferrandes, Produzioni stampigliate e figurate in area etrusco laziale tra fine IV e III secolo a.C. Nuove riflessioni alla luce di vecchi contesti, in AC LVII, 2006, pp. 141-142, fig. 7.3.
S. Howard - F.P. Johnson, “The Saint-Valentin vases”, in AJA 1954, 58, 3 (luglio), pp. 191-207, tavv. 32 – 34.
F. Serra Ridgvay, I corredi del Fondo Scataglini a Tarquinia : scavi della Fondazione Ing. Carlo M. Lerici del Politecnico di Milano per la Soprintendenza archeologica dell’Etruria meridionale, Milano 1996.

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