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Azienda:

ordine economico di un istituto il cui fine è soddisfare bisogni umani.


Ogni istituto ha la sua diversa azienda: famiglia=consumo e gestione patrimonio, imprese=produzione
propria(produce valore intermedio), no profit=no profit(regge grazie al dono, produce valore finale),
pubblici=aziende composte pubbliche.
Un’azienda deve assumere un posizionamento rispetto all’ambiente in cui si trova.
Si può analizzare per processi o per funzioni (vedi sotto).
L’azienda ha come funzione anche l’innovazione, non solo I.C.T., deve essere in grado di creare nuovi
prodotti e processi, riorganizzarsi e gestirsi. Un’azienda dovrebbe avere un’area di R&S per fare ricerca di
base, applicata e per potersi poi sviluppare. (L’invenzione è la prima forma di realizzazione di
un’idea/conoscenza scientifica attraverso l’opera di soggetti inventori che agiscono indipendentemente
dal processo d’impresa. L’attuazione è caratteristica tipica dell’imprenditore che ha interesse a valorizzae
economicamente le opportunità offerte dalle invenzioni per tradurle in nuovi prodotti/processi).

Cosa s’intende per assetto organizzativo?


L’organizzazione aziendale è la configurazione unitaria e coordinata degli organi aziendali e degli insiemi
di compiti e responsabilità loro assegnati. Progettare la struttura organizzativa significa individuare: un
elenco di unità organizzative, un elenco di insiemi di compiti assegnati a ciascuna unità, un insieme di
relazioni gerarchiche che collega le diverse unità. La progettazione della struttura organizzativa si
concentra sulle articolazioni degli organi per le funzioni generali, sulla struttura organizzativa di base e
delle singole unità organizzative. Un’azienda vedrà al suo interno una divisione del lavoro, per cui le varie
attività sono scomposte in parti relativamente autonome sempre con le stesse finalità aziendali, inoltre
necessita che le diverse parti interagiscano e cooperino per il fine dell’azienda. L’assetto organizzativo è
l’insieme delle scelte che un’azienda fa rispetto alla propria organizzazione per coordinare, integrare,
garantire equilibrio interno, guardando al presente ed al futuro.
L’assetto organizzativo si compone di:
-struttura organizzativa(visione statica che definisce chi fa che cosa), rappresenta l’insieme coordinato
delle modalità di distribuzione dei compiti e delle responsabilità. La divisione del lavoro nell’azienda
avviene secondo uno dei seguenti possibili modelli per la struttura organizzativa di base: il modello
organizzativo elementare che caratterizza la prima fase di vita dell’azienda, dove i problemi che sorgono
avranno carattere personale siccome questo modello è caratterizzato da un solo livello gerarchico con
accentramento dell’imprenditore; il modello organizzativo funzionale che presenta organi direttivi di
primo livello specializzati per funzioni subordinati ad un direttore generale a sua volta sotto un consiglio
di amministrazione (=diversi livelli di responsabilità); modello organizzativo a matrice, adottato da
aziende che necessitano di maggiore elasticità, per cui un progetto è seguito da diversi uffici/attività
dell’azienda in base a quello che richiede.
-sistemi operativi(visione dinamica che definisce come opera l’azienda): meccanismi che fanno
funzionare l’organizzazione.
-componenti soft: parte invisibile dell’organizzazione che ne influenza le modalità di funzionamento
reale, tipo la cultura aziendale.
Un altro aspetto importante è la gestione del personale: in un’azienda ci sarà una cultura di fondo e
spesso è l’imprenditore ad essere un portatore di valori. Molte azienda hanno una carta dei valori
aziendali. Sono importanti nell’azienda la soddisfazione e motivazione del personale per la sua efficienza.

Economia:
scienza dell’impiego ottimale delle risorse scarse, ha come oggetto la produzione e il consumo di beni e
servizi atti a soddisfare i bisogni delle persone
Per funzionare necessita di relazione tra persone e fiducia, altrimenti crolla.
1.Parla dell’economia circolare  

L’economia circolare è un modello economico che si basa sul riutilizzo dei prodotti e
degli eventuali rifiuti. L’economia circolare supera il modello dell’economia lineare, il cui
fine è unicamente il profitto e che si basa sullo schema “uso risorse-produco-consumo e
getto” trasformandolo in un modello “produco-consumo-produco” dove quindi il valore dei
prodotti che andrebbero buttati non è perduto in quanto questi vengono reintrodotti nel
mercato, sfruttando a pieno il potenziale del bene consumato riutilizzando anche gli scarti. 
Per fare un esempio: se il mio telefono smette di funzionare, invece che essere buttato le
sue componenti potrebbero rientrare nel mercato ed essere riutilizzate in altri processi
produttivi, riducendo così anche l’impatto ambientale.
Il modello dell’economia circolare non comprende solo il riciclo dei prodotti ma va anche a
modificare la fase di genesi del nuovo prodotto, il quale sarà realizzato pensando
anticipatamente al suo futuro riciclaggio e per ridurre l’impatto ambientale.
Tale modello è totalmente in contrasto con la precedente economia della obsolescenza
programmata.
L’economia circolare è ancora difficile da attuare totalmente ed espandersi in tutti gli ambiti
della società. Oggi l’abbiamo introdotta ma non totalmente realizzata in quanto produciamo
ancora scarti (siamo alla chain economy, non abbiamo chiuso il loop).
Per attuarla c’è bisogno di una governance che ci direzioni verso questo  “modo di vivere”,
ma soprattuto dello sforzo di ogni cittadino che si impegni a non gettare e basta ma a
riutilizzare tutto quello che è possibile riutilizzare. 
Delle idee per improntare la società a un modello di economia circolare
potrebbero essere (slide con le 10 proposte in italia):
-espandere il modello a tutti i settori, anche a quello del commercio
online 
-espandere il modello anche agli istituti pubblici 
-indurre delle iniziative nelle singole città 
Il concetto di economia circolare è molto legato a quello di BIO-ECONOMIA. 

Che cos’è la bioeconomia?  


La bioeconomia è un’economia che si basa sull’utilizzo di risorse rinnovabili per la
produzione di beni/servizi. Ha la capacità di spingere l’economia verso una nuova
rivoluzione industriale. 
Di fatto la bioeconomia potrebbe indurre una rivoluzione anche in settori già
pienamente consolidati come ad esempio quello dell’energia o delle materie prime
garantendo sostenibilità ambientale, economica e sociale.
In sostanza abbracciando il concetto di bioeconomia si creerebbero cambiamenti
importanti sul piano economico, sociale, industriale e soprattuto ambientale.
Agenda 2030?

Economia aziendale:
Scienza sociale per la quale non esistono regole deterministiche o relazioni causali certe e
prevedibili in queste scienze sociali, non esistono modelli perfetti ma perfettibili che
vengono ogni giorno confrontati con la realtà e quando questo modello non soddisfa il
grado di realtà allora va sostituito ed eliminato. Nell’economia aziendale non esistono verità
assolute, non c’è una verità ma spesso se ne scoprono più di una, è una scienza fortemente
contingente e variabile poiché qualsiasi analisi fatta in economia si dice che valga “qui e
ora”, inoltre la ricerca è spesso basata su casi studio ovvero analizzare un caso aziendale per
vedere come funziona un’azienda e quali sono le variabili da controllare e monitorare,
questi casi studio hanno una generalizzabilitá limitata con delle debolezze nelle analisi
normative, inoltre è presente anche un’impossibilità di sperimentare in senso proprio,
questo perché nelle dinamiche sociali, la stabilità politica, la cultura di un paese, il contesto
ambientale o quello normativo determinano i vantaggi e gli svantaggi.
Le teorie di economia aziendale sono relative alle strutture, tecniche e comportamenti delle
singlole aziende.

Che cosa si intende per management?  


Management significa “coordinate, gestire” e di fatto definisce gli obiettivi di una azienda e la
gestione aziendale per raggiungere tali obiettivi, attraverso l’assunzione di decisioni
sull’impiego delle risorse disponibili e delle risorse umane.
Il management si basa su decisioni in riferimento alle risorse disponibili, economiche, materiali
o  umane. 
All’interno di una azienda in modo pratico esiste la figura del manager o dei manager, che è
colui che coordina e guida (non in modo dirigistico-dittatoriale) gruppi di persone e i
lavoratori sotto la sua responsabilità e assume su di se decisioni di pianificazione e gestione
al fine di raggiungere gli obiettivi dell’azienda stessa e soddisfare i portatori di interesse
(stakeholders).
Il manager per ricoprire quel ruolo deve avere competenze multidisciplinari che spaziano
dall’economia, al diritto ad eventuali competenze tecniche scientifiche e sociali.
La gestione dell’azienda dovrebbe puntare al miglioramento del posizionamento e delle
performance aziendali in termini di efficienza, efficacia, economicità, qualità e innovazione.

Cos’è l’istituto(Descrivi i 4 tipi di istituti):


Organizzazione/insieme di persone che si radunano per perseguire un interesse/obiettivo comune.
Il soggetto economico di un istituto è un insieme di individui che hanno massimo interesse che l’attività
dell’istituto sia efficiente e duratura.
4 tipologie viste: famiglie, imprese, no profit, pubblici

Sono delle società umane, ovvero aggregati di persone che servono per


raggiungere un fine comune. Il fine comune è rappresentato dai bisogni e i desideri
delle singole persone componenti quell’istituto.
Di fatto il fine comune si può riassumere con: il benessere e il progresso della
collettività o di buona parte di essa. 
Esiste una gerarchia dei bisogni delle persone che viene descritta dalla piramide di Maslow
che posiziona alla base i bisogni fisiologici, poi salendo troviamo la sicurezza che può essere
ad esempio legata alla sicurezza di avere un lavoro o sicurezza economica; segue quindi il
bisogno di appartenenza ad un gruppo. Gli  ultimi due step sono il bisogno di autostima e di
autorealizzazione. 
La cima della piramide rappresenta il raggiungimento della felicità. Perciò i bisogni diventano
sempre più complessi.
Quindi gli istituti servono a soddisfare i bisogni umani ma anche per migliorare efficienza ed
efficacia. I 4 istituti sono:
-Famiglia 
-Profit (industria)/imprese 
-Not for Profit  
-Pubblici  
1) L’istituto famiglia ha un finalismo sociale, morale, culturale, religioso. 
Il finalismo economico immediato è quello di soddisfare i bisogni dei membri della famiglia.
I portatori di interessi economici istituzionali sono i membri della famiglia mentre i non
istituzionali possono essere i parenti o i prestatori di lavoro domestico. 
La dimensione aziendale dell’istituto famiglia sono legati alla gestione del patrimonio e al
consumo. I processi economici caratteristici riguardano il lavoro e l’uso delle entrate per
sostenere le spese dei figli come quelle per lo studio, le spese per la nutrizione ecc. Si
tratta quindi di usare i soldi per appagare i bisogni dei membri della famiglia. 
2)L’istituto pubblico (territoriali/funzionali es università) ha finalismo sociale e
morale perché è a disposizione della collettività. Il fine economico immediato è
quello di produrre e consumare beni pubblici per il bene del popolo. 
L’azienda è composta pubblica, sempre per produzione e consumo. (Esempio il comune o
l’ospedale è un istituto pubblico che con i soldi che gli arrivano o che guadagna investe nel
miglioramento delle cure per i pazienti)
I portatori di interessi economici istituzionali sono principalmente i lavoratori dell’istituto
pubblico/i componenti dell’entità politica (Es.Docente nella scuola pubblica) e quelli non
istituzionali possono essere altri istituti pubblici o semplicemente i prestatori di capitali di
prestito come le banche o fornitori.
I processi economici caratteristici sono: tasse e imposte che vengono usate per dare
servizi al pubblico, produzione e consumo di beni pubblici.

3)L’istituto NOT FOR PROFIT invece ha come finalismo quello sociale, culturale, morale e
infatti il finalismo economico immediato è quello di usare i soldi per soddisfare i bisogni
degli associati e della collettività. 
L’azienda è appunto not for profit ma i NOT FOR PROFIT possono avere un guadagno
che però deve essere reinvestito all’interno dell’istituto. 
I portatori di interesse istituzionali sono principalmente i lavoratori dell’istituto, gli
associati i donatori e lo stato, e quelli non istituzionali possono essere i fornitori, i
prestatori di capitale, lo stato.
I processi economici caratteristici sono quindi quelli di redistribuzione della ricchezza e
produzione/consumo di beni. 

3)L’istituto PROFIT=impresa. Ha un’azienda di produzione di beni e servizi per il mercato


volta al profitto, con a capo un IMPRENDITORE. Le finalità sono economico e il fine
economico immediato è produrre remunerazioni monetarie e di altra natura. I portatori di
interessi economici istituzionali sono i lavoratori, gli azionisti, chi ha fornito capitale di
rischio mentre quelli non istituzionali possono essere i fornitori, clienti, conferenti capitale
di prestito, stato.
I processi economici caratteristici sono l’attività svolta dall’azienda, le trasformazioni
tecniche, negoziazioni di beni,di credito, di rischi.

Quasi tutti gli istituti gestiscono risorse economiche delle quali se ne occupano le
aziende, che gestiscono in modo efficiente le risorse economiche per il raggiungimento
dei fini d’istituto.
Molti istituti devono anche gestire la dimensione politica necessaria alla loro
sopravvivenza e funzionalità.

Qual è la differenza tra istituto e azienda?  


L’istituto è un insieme di persone, una società umana volta a raggiungere un finalismo
che è quello di soddisfare i bisogni e i desideri dei cittadini. 
L’istituto può dividersi in famiglia, profit, not for profit e pubblico. 
All’interno di un istituto ci sono dinamiche di diverso tipo che non sono solo
economiche: ad esempio dinamiche culturali, etiche, umane. 
Es.Un istituto profit certo vuole guadagnare ma deve pensare anche alla soddisfazione e
al benessere dei propri dipendenti, queste sono dimensioni sociali e non economiche.
La dimensione dell’azienda è compresa all’interno dell’istituto. Ogni istituto ha la sua
diversa azienda: famiglia=consumo e gestione patrimonio, imprese=produzione
propria(produce valore intermedio), no profit=no profit(regge grazie al dono, produce
valore finale), pubblici=aziende composte pubbliche.
Quando ci caliamo all’interno della dimensione economica di un istituto allora siamo
autorizzati a parlare di azienda. L’azienda è l’ordine economico di un istituto. Quando si
parla di come l’istituto gestisce il denaro, di come guadagna e di come investe questo
guadagno allora siamo all’interno della dimensione aziendale di quell’istituto. 
La dimensione aziendale risponde alla domanda: come fa quell’istituto a mantenere la
sua economicità? Ovvero: come l’istituto si mantiene nel tempo in condizioni di
completa autonomia? 
L’istituto deve avere durabilità ed autonomia.
L’istituto poi è a sua volta situato all’interno dell’ambiente economico (disegno).
I principi fondamentali di una azienda e istituto sono: Efficienza (rapporto
risorse-risultati), efficacia (risorse-obiettivi), qualità e innovazione.

Quali sono le dimensioni di istituto e azienda? Quali i principi?


Dimensione istituzionale(pk istituto esiste), aziendale(come funziona l’instituto nel
tempo, come gestisce le risorse) e politica(come ottiene il consenso, come sopravvive).
Sono interconnesse tra loro: l’istituzionale ha come principio la legalità, l’aziendale
efficienza, efficacia ed economicità, la politica etica ed equità.
 

Quali sono le differenze tra industria e azienda?  


L’industria costituisce un istituto, un impresa, quindi dedita al profitto + caratteristiche dell’istituto profit.
L’azienda…

Stakeholders:  
Gli stakeholders sono i portatori di interesse di un istituto. 
Gli stakeholders sono coloro che prestano delle risorse ad un istituto per ricevere qualcosa in cambio. Sono
suddivisi genericamente in: 
Azionisti=Coloro che offrono capitale di rischio e la cui remunerazione è il guadagno.
Manager/amministratori=Offrono capacità direzionali e si aspettano un salario e un bonus.
Lavoratori=Prestano lavoro e sono remunerati con un salario.
Gli obiettivi propri delle imprese sono infatti il profitto e il poter distribuire i salari.  
Fornitori=Danno del materiale/beni e servizi e si aspettano di essere pagati 
Banche=Danno capitali di prestito e si attendono interessi 
Stato/Amm.Pubbliche=Danno beni e servizi e si aspettano imposte 
Aziende no frofit=forniscono lavoro/volontariato in cambio di salari e non

Impresa:
istituto con obiettivo il profitto, pruduce per vendere un bene/servizio in cambio di profitto e necessita
che cliente acquisti. Cosa costituisce una impresa? 
Il concetto di impresa deriva dall’estensione della definizione di imprenditore, ovvero colui che esercita
professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e
servizi. + caratteristiche di tale istituto.
Un’impresa è una azienda di produzione di beni e servizi che opera sul mercato. Può essere vista come un
grande trasformatore che riceve degli INPUT (fattori della produzione primari=capitale di rischio propri e di
terzi ed il lavoro + altri fattori produttivi come le materie prime, servizi forniti da terzi, capitale di debito,
immobili,ecc) e che crea  OUTPUT (es.Prodotto) e OUTCOME (impatto sulla società). L’impresa comprende
un assetto istituzionale nel quale rientrano: organismo personale, assetto organizzativo (vedi la domanda a
riguardo), assetto tecnico, patrimonio e combinazioni economiche. Un’azienda profit sarà costituita
da(struttura) un imprenditore/soci/assemblea, un organo decisionale(amministratore/consiglio di amm.),
un organo di direzione/gestione=manager, organi di controllo.
L’impresa agisce in un ambiente economico che la influenza e che a sua volta può influenzare. L’ambiente è
l’insieme di condizioni e fenomeni esterni all’azienda che ne influenzano in modo significativo struttura e
dinamica. Ci sono varie tipologie di ambiente oltre a quello economico, quello tecnologico, culturale, il
normativo, ecc. L’ambiente economico è formato da settori e mercati. I settori sono un insieme di imprese
che producono e vendono una certa classe di beni mentre i mercati sono l’insieme delle negoziazioni
riguardanti una certa classe di beni. Il mercato può essere concorrenziale o monopolistico. 
Un mercato concorrenziale: 
-Tante imprese  
-No regolamentazioni 
-Prezzo influenzato dalla domanda  
-No barriere di ingresso e uscita del mercato 
-Prodotti non differenziabili 

Un mercato monopolistico è l’opposto, fatto da un’impresa sola ed il prezzo è influenzato dall’offerta.

Di fatto Porter ci spiega con il suo modello che in un mercato competitivo, oltre ai fornitori e clienti che
interagiscono con un’impresa e che avranno un certo potere contrattuale nei suoi confronti, ci sono rivalità
tra concorrenti effettivi, potenziali e produttori di beni sostitutivi, e minacce. Le minacce possono ridursi se
ci sono barriere legali (es.brevetto) o non legali.
Possono esserci minacce di sostituzione: dipendono dalla percezione qualità/prezzo dei prodotti venduti ed
eventualmente dal soggetto stesso che decide per motivi personali di smettere di acquistare i prodotti di
una determinata azienda. 

Ovviamente un’impresa opera su un mercato in cui c’è domanda di beni economici. La domanda  è
l’insieme di tutte le richieste e l’offerta è quello che le aziende possono offrire. Il prezzo dei prodotti è
influenzato sia dalla domanda che dall’offerta. 
La domanda può essere elastica o anelastica: è elastica quando varia al variare del prezzo e anelastica
quando ciò non succede, come nel caso dei beni di prima necessità. 

Una impresa però nello specifico è costituita da:


-Assetto istituzionale: è rappresentato dalle persone che costituiscono l’azienda e che danno un contributo
ad essa aspettandosi qualcosa in cambio (soldi comunemente), ovvero i portatori d’interesse istituzionali.
L’assetto istituzionale comprende le modalità con cui i soggetti partecipano al governo dell’azienda
(prerogative di governo), le strutture e i meccanismi di governo dell’azienda e che determinano il rapporto
tra contributo e ricompense.  
L’assetto istituzionale avrà una dimensione anche giuridica oltre che aziendale.
L’assetto istituzionale dipende dall’imprenditore, dai lavoratori, da chi esercita le prerogative di  governo. 

-Organismo personale: l’insieme delle persone che lavorano nell’azienda, comprende non solo i dipendenti
ma anche eventuali collaboratori a tempo determinato, volontari ecc.
L’organismo personale deve essere scelto per raggiungere al meglio (efficienza ed efficacia) gli obiettivi di
una azienda. 

-Assetto tecnico: rappresenta la configurazione fisico-tecnica dell’azienda che è data dalle immobilizzazioni


(attrezzature, impianti, macchinari ecc) e i processi produttivi. Ad influenzare le attività aziendali sono ad
es. il layout delle strutture, la loro accessibilità ecc.

-Patrimonio: rappresenta l’insieme delle condizioni di produzione e di consumo di una azienda in un dato
momento. E’ costituito da elementi attivi e passivi. È molto importante per far funzionare l’azienda.
Gli elementi attivi sono tutti i beni materiali e immateriali dell’azienda e i passivi invece sono i debiti
dell’azienda.
Di norma è definito alla fine dell’anno dal documento del bilancio. 

-Assetto organizzativo: rappresentato sia dalla struttura organizzativa, ovvero come sono organizzati e
disposti gli organi aziendali, i compiti le responsabilità, sia dai meccanismi operativi che comprendono  le
pianificazioni, il coordinamento aziendale, i controlli, la gestione del personale, degli obiettivi e delle
informazioni. Segue anche la cultura organizzativa, ovvero il tipo di ideale culturale di quell’azienda,
es.Azienda più casual o più formale  
-Combinazioni economiche: rappresentano il nucleo delle attività dell’azienda che giustifica  l’esistenza
della stessa. 
Es.Trasformo gli scarti del cioccolato in biocarburanti  

Cos’è un’impresa biotech?


È un’impresa con vari settori di applicazione: red biotech, green, white, GPTA e multi core.

Analisi della domanda di beni economici:


le persone hanno bisogni soddisfabili tramite beni e sevizi, ma le risorse per produrli non sono illimitate.
Per l’economia sono rilevabili solo i beni economici, ovvero beni e servizi utili e scarsi. I beni possono
essere primari o voluttuari, complementari o fungibili, differenziabili o meno, di consumo o strumentali.
Curva domanda/prezzo unitario, all’aumentare del prezzo la domanda diminuisce e viceversa ma è da
considerare anche l’elasticità ella domanda. La domanda è elastica se u>1 quando varia al variare del
prezzo e anelastica quando ciò non succede, come nel caso dei beni di prima necessità. 
Curva offerta/prezzo unitario, più l’azienda offre più aumenta il prezzo.
Il prezzo del prodotto nel mercato è stabilito dal punto in cui le due curve si intersecano.

Che cosa si intende per amministrazione economica?  


Per amministrazione economica si intende l’insieme di tutte le attività aziendali dal momento della  sua
nascita all’eventuale momento della sua liquidazione. 
L’amministrazione economica è basata su tre momenti che si influenzano a vicenda: organizzazione,
gestione e rilevazione.
La rilevazione rappresenta i fenomeni economici dell’azienda e definisce se l’azienda è in utile o in perdita
ed è dettata dai documenti di bilancio di fine anno. 

Analisi aziende secondo il metodo per processi:


i processi economici sono costituiti da singole operazioni in “fila”, a loro volta costituite da unità elementari
da considerare nel loro insieme. Sono i processi a creare valore. L’operazione produce il sorgere o il mutare
il valore economico, il quale deve essere percepito dai portatori d’interesse. L’operazione produce una
variazione significativa della configurazione di almeno un elemento della struttura dell’azienda.
Processo=seq. di operazioni correlate e finalizzate ad uno specifico risultato finale, possono essere attività
ripetitive o meno, attività con valore aggiunto o che utilizzano risorse.
Es. fase di produzione dei vestiti, dal disegno alla pubblicità.
4 livelli logici dell’approccio per processi: interventi riorganizzativi, gestione operativa, miglioramento
continuo, struttura aziendale. Il valore derivante dai processi aumenta al crescere di qualità e servizi
mentre diminuisce all’aumentare dei costi e dei tempi. L’impresa non deve mai perdere di vista l’obiettivo
della soddisfazione del cliente e dovrà dunque adattarsi attraverso interventi riorganizzativi dei processi,
gestione operativa, miglioramento continuo, struttura aziendale. L’analisi per processo è orizzontale.

Che cos’è il mercato?  


Il mercato è il luogo di negoziazione di un accerta classe di beni economici e contribuisce a creare
l’ambiente economico in cui l’azienda opera. 
Tale ambiente è rappresentato anche dai settori che sono l’insieme delle aziende che opera
nella produzione di una certa classe di beni. 
Il mercato può essere concorrenziale o monopolistico: 
Il mercato concorrenziale ha tante aziende, quello monopolistico no. Il primo non ha regolamentazioni, il
secondo si per evitare che il prezzo sia troppo influenzato solo dall’offerta. Il primo ha il prezzo definito
dalla domanda mentre il secondo dall’offerta. Il primo non ha barriere di ingresso o di uscita il secondo si. 
Il primo è basato su prodotti non differenziabili mentre il secondo no. 
Di fatto quando parliamo di mercato concorrenziale entra in gioco il modello di Porter che introduce il
concetto di rivalità e di minacce. (Vedi prima). 

Il mercato spinge le imprese a ricercare e progettare nuovi prodotti, a realizzarli e venderli.

Quali sono le funzioni e le aree di una azienda? Analisi dell’azienda per funzioni:


le funzioni raggruppano attività simili, in base ai vari compiti o alle competenze richieste (Es.Funzione
marketing ). La visione per funzioni è una visione più verticistica dell’azienda. A capo di ogni funzione ci sarà
un manager con competenze per quella determinata funzione.
Le funzioni di una azienda sono suddivise in tre aree: 
le aree di responsabilità raggruppano attività omogenee affidate ad un responsabile, il manager. Le
singole funzioni non costituiscono valore, ma il valore è creato dall’azienda nella sua complessità.
L’analisi per funzioni è verticale.
- aree funzionali caratteristiche o operative, le quali rappresentano il nucleo dell’attività economica
svolta dall’impresa,finalizzate al perseguimento degli obiettivi aziendali (es. R&S, marketing, produzione
e logistica);
- aree funzionali integrative o di gestione risorse, le quali svolgono funzioni indispensabili alla
realizzazione dell’oggetto aziendale (es.finanza, organizzazione e gestione di personale e risorse);
- aree funzionali di pianificazione e informazione, che direzionano l’azienda nelle scelte strategiche e ne
controllano l’esecuzione, e che servono per informare gli stakeholders sulla situazione economica
dell’impresa. (ea.amministrazione e pianificazione strategica e controllo di gestione).
L’analisi per funzioni è omogenea, chiara ed efficiente ma c’è il rischio di perdere l’unitarietà dell’azienda
e di gestirla per compartimenti stagni e dunque di sotto ottimizzazione dell’uso delle risorse per errori
nelle scelte strategiche.
 
Caratteristiche dell’innovazione:
L’azienda ha come funzione anche l’innovazione, non solo I.C.T., deve essere in grado di creare nuovi
prodotti e processi, riorganizzarsi e gestirsi. Un’azienda dovrebbe avere un’area di R&S per fare ricerca di
base, applicata e per potersi poi sviluppare. L’invenzione è la prima forma di realizzazione di
un’idea/conoscenza scientifica attraverso l’opera di soggetti inventori che agiscono indipendentemente
dal processo d’impresa. L’attuazione è caratteristica tipica dell’imprenditore che ha interesse a valorizzae
economicamente le opportunità offerte dalle invenzioni per tradurle in nuovi prodotti/processi. Nello
scenario competitivo nel quale si trova un’azienda è molto importante l’innovazione, è importante farla
per migliorare la qualità dei prodotti, ridurre l’uso di risorse, i costi e tempi di produzione, migliorare
l’immagine dell’azienda e aumentare n°clienti. L’innovazione segue esigenze desideri. (innovazione del
cosa e del come). Dopo l’attività di ricerca necessaria all’innovazione si ha l’attività di sviluppo per
selezionare le idee innovative attraverso verifiche sperimentali e prototipi. Quindi tradurre infine i
risultati della ricerca in prodotti/processi reali=realizzazione.

Quali sono le strategie competitive?  


L’azienda si trova in un ambiente economico e deve riuscire a mantenere in maniera dinamica
e continua il proprio posizionamento, lo fa ad es. interagendo quotidianamente con i suoi
portatori d’interesse. Si trova in uno scenario competitivo.
In tale scenario è importante l’innovazione per migliorare i prodotti, aumentare n clienti,
ridurre costi, ridurre risorse ecc. L’innovazione è spinta dalla competizione.
L’azienda deve inoltre riuscire a distinguersi dalle altre, curando la propria immagine, creando
i propri simboli ecc.
Le strategie competitive sono quelle strategie utili per far crescere l’azienda e per
approcciarsi ad un mercato in cui operano diverse imprese. 
Modelli strategici possono essere: 
-Vantaggio di costo (cercare di essere competitivi a livello di costo sul
mercato) -Differenziazione (Creare un prodotto differenziato rispetto agli
altri) 
Le strategie di un’azienda sono l’insieme di tutte le scelte e azioni determinante il
posizionamento strutturale, simultaneo e dinamico di una azienda rispetto ai suoi
interlocutori. Simultaneo (piano sociale, economico, culturale). 

La pianificazione strategica di un’azienda serve di fatto per raggiungere gli obiettivi


dell’azienda e si basa su tre punti: 
-porre un obiettivi a medio lungo termine 
-formulare una strategia per raggiungere tali obiettivi 
-formulare una piano d’azione per concretizzare l’intenzione strategica 

La pianificazione strategica risulta essere più facile se è eseguita in un ambiente statico o


ciclico ripetitivo altrimenti se siamo in un ambiente dinamico è difficile pianificare. 
Il processo di pianificazione strategica parte da un analisi esterna dell’ambiente e una interna
per valutare eventuali punti di forza o di debolezza e successivamente si deve creare una
strategia. La strategia deve quindi essere programmata e messa in pratica e alla fine si ha
un controllo per verificare se quella strategia ha portato risultati oppure no. 

Leggiti la vita di olivetti non saprei che domanda potrebbe fare a riguardo
Dava molta importanza alla cultura dell’azienda, credeva nel rapporto tra fabbrica e
territorio, credeva nell’innovazione tecnologica e che l’impresa deve essere internazionale,
trattava bene i suoi lavoratori (assistenza sanitaria, sociale, istruzione, servizi culturali,
maternità)e gli dava pure alloggi moderni. Risultato fu un aumento della produzione. È la
sua strategia aziendale. La fabbrica per l’uomo e non viceversa. Voleva creare una fabbrica
a misura d’uomo.

Cos’è il bilancio?
((Un’impresa nello svolgere le sue attività economiche avrà dei costi (valore economico degli
input usati) da sostenere e dei ricavi (valore economico dei beni economici prodotti) dalle
vendite. La sottrazione dei costi dai ricavi dà l’utile=profitto/reddito o perdita se negativo, il
quale sarà usato per le remunerazioni di chi ha investito nell’azienda. Alcuni costi sono fissi
altri sono variabili (vediti il grafico). All’inserzione delle curva dei costi totali e ricavi totali si
ha il punto di pareggio (se i ricavi superano i costi), sopra il quale si ha l’area di utile, mentre
al di sotto del quale si ha l’area di perdita. Ci saranno entrate ed uscite monetarie che
determinano il saldo monetario=flusso finanziario che determina o meno il ricorso a prestiti
finanziari. L’impresa farà degli aquisti=costi+unscite monetarie, e delle vendite=entrate
monetraie+ricavi. I ricavi comprendono anche i prodotti invenduti. Non tutte le imprese sono
uguali e non tutte cercano profitto (es le azienda pubbliche), inoltre le aziende possono
produrre cose diverse, beni, servizi ecc. ))
Il bilancio è un documento normalmente redatto alla fine dell’anno volto a rilevare la
condizione economica dell’azienda. Il bilanci si compone di 3 documenti:
-conto economico= serve per capire se l’attività sta producendo un utile, valuta costi e
ricavi. All’interno dei costi rientrano diverse voci come: materie prime, costo dei
lavoratori, quote di  ammortamento di beni durevoli, interessi per le banche, affitti da
pagare, imposte. Nei ricavi invece rientrano: tutto ciò che è stato prodotto, venduto e
invenduto. Affitti che mi  devono pagare o interessi che mi devono pagare;
-stato patrimoniale= rappresenta il patrimonio dell’azienda in quel determinato momento,
valuta attività e passività. Attività sono il valore dei beni materiali e immateriali di
proprietà dell’azienda classificati per grado di liquidabilità. Passività sono le fonti di
finanziamento dell’attività, classificate per grado di eligibilità. All’interno delle attività
abbiamo (dal meno liquidabile al più liquidabile): immobilizzazioni (capannoni,
macchinari…), disponibilità non liquide (prodotti rimasti invenduti), liquidità non  differite
(soldi che verranno pagati dopo tot di giorni), liquidità immediate (cassa). Nelle passività
invece abbiamo: patrimonio netto (investimento iniziale), debiti a medio/lungo termine,
debiti correnti (nei confronti di fornitori). I primi due rappresentano il capitale consolidato
mentre l’ultimo il capitale corrente. Il primo è un capitale proprio mentre gli altri due sono
capitali di terzi. In genere le liquidità immediate quelle non differite devono almeno
superare i debiti correnti per  avere una azienda sana. 
-nota integrativa =documento descrittivo che accompagna i due documenti precedenti
per comprendere i principi contabili messi in atto per ottenere i valori di tali documenti).
Vedi esercizio sul bilancio.

Si usano gli indici di bilancio per analizzare il bilancio e prendere decisioni strategiche
esterne o interne alle imprese. Ci sono indici patrimoniali e indici reddituali(non spiegati)

Cos’è il marketing?  
Il marketing è l’insieme di attività e studi dei mercati che servono a individuare i bisogni presenti, i 
potenziali consumatori, l’attività promozionale e la distribuzione. 
Esiste la regola delle 4 P: 
-Il prodotto deve essere individuato, esaminato e realizzato 
-Il prezzo deve essere fissato per competitività 
-La promozione deve essere costruita tramite i giusti canali informativi 
-Il prodotto deve essere distribuito al punto vendita  

DOMANDE DI BREVETTO (non studiare da queste) 

-Concetto di brevetto  
Il brevetto per invenzione protegge una invenzione intesa come soluzione tecnica ad un problema  tecnico. 
Un brevetto è un diritto esclusivo concesso dallo stato all’inventore/titolare di attuare e sfruttare 
commercialmente la propria invenzione per un periodo di tempo limitato nel territorio dello stato. Un
brevetto è un diritto negativo concesso dalla legge dello stato al titolare del brevetto stesso,  che consente
al titolare di impedire ai terzi di attuare e/o sfruttare commercialmente la sua  
invenzione per un periodo limitato di tempo nel territorio dello stato. 

Il brevetto è un contratto stato-titolare: 


Lo stato: 
-mette in capo al titolare un diritto di esclusiva per lo sfruttamento dell’invenzione -Rende disponibili al
titolare strumenti per perseguire il contraffattore  

Il titolare: 
-Deve divulgare al pubblico il brevetto (non è segreto industriale) 
-Deve versare tasse periodiche di mantenimento del brevetto 
-Definisce una “immagine legale” dell’invenzione tramite le rivendicazioni ovvero che cosa  l’inventore
vuole proteggere 

Il brevetto è formato da un titolo, un riassunto, una descrizione, disegni e le rivendicazioni  (definiscono i


limiti della tutela). 
Il brevetto ha un limite temporale di 20 anni (25 per i farmaci con certificato complementare di  protezione)
e ha un limite territoriale ovvero la validità è limitata alla giurisdizione per la quale il  brevetto è stato
rilasciato. 

-Cosa è brevettabile e cosa non lo è  I requisiti per brevettare sono 4: 


-NOVITA’: mai divulgata in nessun modo e in nessuna forma ad un soggetto che non sia
legato  con contatto confidenziale 
-ORIGINALE:Non deve derivare da una semplice modifica di quello che è già
noto -APPLICABILE INDUSTRIALMENTE:qualcosa che sia riproducibile 
-SUFFICIENTEMENTE DESCRITTA 

Ci sono alcune eccezioni sulla brevettabilità.Non sono brevettabili: 


-Scoperte (scoprire che una sostanza nota ha una proprietà non è brevettabile ma può
essere  brevettabile qualcosa derivante da questa scoperta). 
-Teorie scientifiche 
-Metodi matematici 
-Creazioni estetiche (a meno che quell’aspetto estetico sia fondamentale per l’aspetto
tecnico)  -Programmi computer (a meno che non abbiano carattere tecnico come un
programma per una  macchina di risonanza) 

Inoltre 
-Invenzioni il cui uso sarebbe contrario all’ordine pubblico o alla moralità 
-Varietà di piante o animali o processi biologici per la produzione di pianti o animali
-Procedimenti chirurgici, terapeutici o diagnostici (il procedimento è brevettabile se
non è  praticato su corpo umano. Trattamenti non terapeutici come i piercing sono
brevettabili, i  procedimenti diagnostici non sono brevettabili ma l’analisi dei dati lo
è). 

Nel settore biotecnologico invece: 


Le invenzioni biotecnologiche sono invenzioni che riguardano un prodotto consistente o 
contenete materiale biologico o un processo mediante il quale il materiale biologico è
prodotto,  trasformato o utilizzato. 
In questo settore sono brevettabili: 
-Materiali biologici isolati dal loro ambiente naturale o prodotti mediante un processo
tecnico,  anche se si sono verificati in precedenza in natura 
-Piante e animali in cui le nuove caratteristiche introdotte dall’uomo non siano confinate
solo a  quella particolare razza 
-Processi microbiologici (qualsiasi processo eseguito su materiale
biologico) Non sono invece brevettabili: 
-Clonare essere umano 
-Modificare identità genica dell’uomo 
-Utilizzo embrioni umani per scopi commerciali o industriali 
-Modificare identità genica degli animali 
-Il corpo umano nelle sue varie fasi di sviluppo o la scoperta di un suo elemento (anche un

gene) -Concetto di novità  

E’ un requisito di brevettabilità. 
Un’invenzione è considerata nuova se non fa parte dello stato dell’arte esistente al
momento del  deposito della domanda di brevetto. 
Lo stato dell’arte comprende tutto ciò che viene messo a disposizione del pubblico mediante
una  descrizione scritta o orale, prima del deposito della relativa domanda di brevetto. 

-Concetto di stato dell’arte  


————  

-Altezza inventiva  
L’altezza inventiva viene valutata se c’è novità.Valutare l’altezza inventiva vuol dire
verificare se  l’invenzione è ovvia oppure no.Viene riconosciuta altezza inventiva
all'invenzione se facendo  riferimento allo stato dell'arte essa non sia ovvia per la persona
esperta nel settore. La persona  esperta nel settore è una figura che ha competenze per
lavorare nel campo tecnico in cui si  posiziona l'invenzione e di cui ne possiede una
conoscenza media. Inoltre conosce tecniche di  base ed è in grado di riprodurre
l'invenzione esposta nella domanda di brevetto.

-Business Plan: 

DOCUMENTO FINALIZZATO A PRESENTARE UN'IDEA O PROGETTO AL FINE DI OTTENERE DEI 


FINANZIAMENTI DA PARTE DI INCUBATORI DI IMPRESE, AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE E 
SINGOLI INDIVIDUI. È UN DOCUMENTO CHE DESCRIVE IL PROGETTO PER RENDERLO 
ATTRATTIVO NEI CONFRONTI DI CHI VUOLE INVESTIRCI. 
 I FINANZIATORI POSSONO ESSERE: SEED CAPITAL->FONDO PERDUTO, REGIONI E STATO. 
OPPURE POSSONO ESSERE VENTURE CAPITAL->COLORO CHE VOGLIONO RITORNO 
ECONOMICO 

Il business Plan deve contenere: 


-Mission (obiettivo) 
-Prodotto/servizio offerto->panoramica con i punti di forza 
-Mercato->indicare le caratteristiche e prospettive del mercato di
riferimento -Concorrenza->Analizzare i possibili concorrenti 
-Posizione brevettuale->Tutte le info su eventuali brevetti su cui poggia il
progetto -Descrizione dell’azienda->Storia, localizzazione, organizzazione…  
-Previsioni economico-finanziarie 

-Accettazione innovazione-brevetto  

(Dire qualcosa sulla novità)  

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