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Spazio aperto • Statuti regionali: identità e valori

• Daniele Mont D’Arpizio


Dottore di ricerca in Giurisprudenza

Le radici cristiane
negli Statuti delle Regioni Italiane
Rispettati i diritti inalienabili garantiti dalla Costituzione nulla vieta
che vengano valorizzate le radici culturali, comprese quelle religiose,
delle comunità regionali, come già accade nell’ordinamento italiano

G
li Statuti delle Regioni italiane, in lorizzare: rientrano in quest’ultima cate-
seguito all’approvazione delle leggi goria i riferimenti diretti al Cristianesi-
costituzionali n. 1 del 1999 e n. 3 del mo (Abruzzo, Campania, Liguria, Lom-
2001, hanno conosciuto negli ultimi anni bardia, Marche, Piemonte e Puglia), e al
una fase di profonda revisione, che non è Cattolicesimo (Lazio).
ancora terminata: a fronte dei dodici testi Lo Statuto che forse dedica lo spazio
emanati dalle Regioni ordinarie mancano piú angusto al fatto religioso è quello to-
infatti ancora all’appello quelli di Basili- scano che, ponendo tra le proprie “fina-
cata, Molise e Veneto, dove continuano a lità prioritarie” «la promozione dei valo-
vigere le carte emanate nel 1971. ri della pace, della solidarietà, del dialo-
Un discorso a parte meritano ovviamente go tra popoli, culture e religioni» (art. 4,
le cinque Regioni a Statuto speciale, il cui lett. r), sembra concepire le religioni co-
procedimento di revisione statutaria pre- me fattori di divisione da ricomporre o
vede ancora l’approvazione da parte del compensare, piuttosto che beni in sé po-
Parlamento con legge costituzionale. sitivi, da riconoscere e da tutelare giuri-
dicamente.
Radici, tradizioni Gli Statuti di Abruzzo e Campania, ema-
e “cristianesimi” regionali nati rispettivamente alla fine del 2006 e
nel 2009, sono gli unici a parlare espres-
Tra le tante novità che caratterizza- samente di “radici cristiane”: lo Statuto
no le nuove normative, una importan- abruzzese nell’art. 2 (dedicato ai “Prin-
te è che tutte, a differenza di quelle ap- cípi”), ove dichiara che la Regione «rico-
provate dai primi Consigli regionali, ci- nosce i valori delle sue radici cristiane»; la
tano il fatto religioso e/o spirituale: chi Campania ospita il riferimento nell’art. 4,
come un bisogno essenziale e come li- co. 3 (“Principio di uguaglianza”): «La Re-
bertà dell’uomo che anche la Regione, gione riconosce l’apporto derivante dal-
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nell’àmbito delle proprie competenze, è le diverse storie, dalle diverse culture e


chiamata a facilitare nella sua realizza- dalle radici religiose cristiane delle comu-
zione effettiva (Lombardia) o in qualche nità campane».
modo a preservare e a trasmettere (Um- Di tenore analogo lo Statuto lombardo
bria); chi, la maggior parte, nel senso di all’art. 2, co. 4, lett. f (“Elementi qualifica-
elemento culturale da riconoscere e va- tivi della Regione”), nel quale la Regione

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le Radici cristiane negli Statuti delle Regioni italiane

dichiara di perseguire «sulla base delle nati quattro - quelli di Emilia-Romagna,


sue tradizioni cristiane e civili, il ricono- Liguria, Marche e Piemonte - dispongono
scimento e la valorizzazione delle iden- di un preambolo, i quali fanno tutti riferi-
tità storiche, culturali e linguistiche pre- mento al fatto religioso, tre al Cristianesi-
senti sul territorio». mo: l’Emilia-Romagna si dichiara «consa-
In altri Statuti il riconoscimento dell’im- pevole del proprio patrimonio culturale,
portanza della storia religiosa della Regio- umanistico, ideale e religioso»; la Liguria
ne, o meglio di una determinata visione si definisce «area promotrice di valori di
della stessa, non si esprime in un predi- libertà e di indipendenza che, dal lontano
cato (“riconosce”), bensí assume la forma Medioevo al Risorgimento e alla Resisten-
di una qualificazione. za, si sono sviluppati in armonioso rap-
Tale enunciazione implicita è ravvisa- porto con un Cristianesimo di profonda
bile nell’incerta formulazione dello Sta- istanza solidale e partecipativa».
tuto pugliese, ove si asserisce (art. 1, co. Le Marche optano per un riferimento
2) che la Puglia ha una «storia pluriseco- «alla tradizione laica e alla matrice re-
lare di culture, religiosità, cristianità e la- ligiosa che hanno segnato la storia del-
boriosità delle popolazioni che la abita- le Marche», oltre che «al patrimonio sto-
no» la quale, assieme al «carattere aperto rico del Risorgimento, ai valori ideali e
e solare del suo territorio proteso sul ma- politici della Repubblica nata dalla Resi-
re», ne fa un «ponte dell’Europa verso le stenza, ai princípi di libertà, pluralismo
genti del Levante e del Mediterraneo ne- e autonomia già sostenuti in seno all’As-
gli scambi culturali, semblea Costituente dalle forze laiche e
La redazione dei nuovi economici e nelle cattoliche regionaliste».
Statuti è stata interpretata azioni di pace». Il Piemonte, nella raffica di gerundi che
dalle Regioni come Un caso analogo precedono l’articolato, si riconosce un «pa-
è rappresentato dal- trimonio spirituale e morale proprio sia
occasione per riflettere
lo Statuto del Lazio, della cultura cristiana sia di quella laica
sulla propria identità, ove nel primo com- e liberale», il quale costituisce la base per
colta come imprescindibile ma dell’art. 5 (“Roma il perseguimento del «pluralismo in tut-
dalla fondazione capitale”) si parla di te le sue forme».
Roma come «centro È ovvio che in questi casi alle difficoltà
non solo politica, del Cattolicesimo e interpretative si aggiunge quella di stabi-
ma anche giuridica del dialogo fra i cri- lire il valore giuridico del testo in cui so-
dell’ordinamento regionale stiani»; infine, lo Sta- no inserite le disposizioni(1).
tuto umbro accenna Sono, infine, presenti nelle Carte statuta-
al «patrimonio spi- rie anche delle disposizioni che prevedono
rituale, fondato sulla storia civile e reli- la possibilità, da parte di alcune Regioni
giosa» della Regione, senza peraltro cita- (essenzialmente Lazio, Calabria e Lom-
re espressamente il Cristianesimo (art. 2, bardia), di porre in essere delle forme di
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rubricato “Identità e valori”). collaborazioni con le confessioni presenti


Alle disposizioni citate possono essere sul territorio, nonostante la Costituzione
aggiunte quelle che, pur avendo conte- sembri rimettere la competenza esclusiva
nuto analogo, non hanno trovato posto sui «rapporti tra la Repubblica e le con-
nell’articolato bensí in un testo ad esso fessioni religiose» alla legislazione stata-
premesso: sui dodici Statuti fin qui ema- le (art. 117, comma 2, lettera f)(2).

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Identità e cultura negli statuti no riconosciuto come nazionalità stori-


ca» (art. 57)(5).
Come mai questa fioritura di norme sul Eppure i dati culturali e identitari, in
fatto religioso? Rispondere non è sempli- particolare quelli di origine religiosa, pur
ce, visto che riguardo ad esse pare essere essendo ritenuti fondamentali nello stu-
mancata una visione chiara degli effetti dio della sociologia e della scienza poli-
giuridici in seno agli stessi Consigli regio- tica, faticano ancora oggi a essere presi
nali. La redazione dei nuovi Statuti è sta- sul serio in àmbito giuridico. Questo at-
ta interpretata dalle Regioni come un’oc- teggiamento trova anzitutto spiegazio-
casione per una riflessione sulla propria ne dalla concezione, molto radicata nel-
identità (il termine ricorre in nove dei do- la scienza giuridica moderna, della nor-
dici nuovi Statuti), percepita come impre- ma intesa come comando, mentre l’iden-
scindibile dalla fondazione non solo poli- tità è associata piuttosto alla memoria, e
tica, ma anche giuridica dell’ordinamen- quindi alla struttura propria della narra-
to regionale, cosí come rinnovato dalle ri- zione(6). Tutto ciò che non fosse classifica-
forme del 1999 e del 2001. bile come comando si collocherebbe, se-
Del resto l’attenzione a questi temi, an- condo questa ricostruzione, a monte del-
che a livello degli enti substatali, non solo la norma vera e propria e quindi nell’àm-
non costituisce una novità assoluta per il bito del non “giuridico”, non vincolando
nostro ordinamento(3), bensí trova raffron- nemmeno l’interprete(7).
ti in Paesi come la Germania(4) e la Spa- È stato notato come questa posizione
gna, la quale proprio nello stesso perio- sia strettamente connessa da un punto
do dell’Italia ha conosciuto un analogo di vista filosofico a una solida base di re-
rinnovamento degli statuti delle proprie lativismo etico: essa dunque rischia di di-
Regioni autonome. Nel sistema iberico le ventare a sua volta portatrice proprio di
particolarità storiche e culturali, i cosid- una di quelle filosofie morali delle quali
detti hechos deferenciales, sono considerati dichiara di volersi disinteressare(8).
anzi dall’ordinamento come i presupposti Rispetto alla querelle sulle radici cristia-
ineludibili per la concessione dell’autono- ne l’aspetto paradossale della posizione
mia; proprio per questo, rispetto a quelli di molti esponenti di questa concezione
italiani, gli estatutos autonómicos spagnoli è che essi, sulla base di un principio non
si profondono in vere e proprie narrazioni scritto - la separazione tra diritto e mora-
storiche, valorizzando i simboli culturali le - negano valore a disposizioni appro-
e identitari delle comunità rappresenta- vate secondo il procedimento previsto,
te: dalla conformazione del territorio al- contraddicendo di fatto il loro presup-
le peculiarità linguistiche. posto originario.
Certamente in essi il fatto religioso non Rispetto a questa opinione negli ulti-
è assurto a un ruolo analogo a quello re- mi tempi però, soprattutto nei Paesi che
gistrato negli Statuti regionali italiani, ma per primi hanno affrontato i cambiamen-
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ad esempio il nuovo Statuto valenziano ti della modernizzazione e dell’immigra-


cita espressamente il Real Monasterio de zione diffusa, sembrano aver guadagna-
Santa María de la Valldigna come «tem- to terreno altre posizioni che impostano
pio spirituale, storico e culturale dell’an- in maniera meno rigida la riflessione sui
tico regno di Valenzia», nonché «simbo- rapporti tra ordinamento, identità cul-
lo della grandezza del popolo valenzia- turali e valori: è il caso del pensiero del

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giurista tedesco Ernst-Wolfgang Böcken- prattutto famiglia, bioetica e immigrazio-


förde, il quale ha messo in evidenza nei ne - una volta approvate non sono state
suoi studi il profondo legame tra lo Sta- fatte oggetto di un esame particolarmen-
to moderno, costituzionale e democrati- te approfondito da parte della dottrina,
co, e le sue premesse culturali insite nella che andasse molto al di là dell’esposizio-
società europea(9). Secondo questa visio- ne delle problematicità e, soprattutto, del-
ne l’ordinamento sarebbe sempre espres- la riflessione intorno alla loro legittimità
sione di determinati presupposti cultura- ed efficacia.
li, a partire dalla lingua - che non è mai Al confronto non hanno certo giovato
completamente neutrale rispetto ai con- le sentenze della Corte Costituzionale nn.
cetti e ai valori che esprime. Occorre co- 372, 378 e 379 del 2004; in esse la Consul-
munque specificare che in Böckenförde ta, riproducendo sul punto un’identica
valori e identità rimangono extragiuri- motivazione, se da una parte ha sancito
dici e non spetta allo Stato costituzionale la legittimità delle c.d. norme program-
il compito di implementarli, bensí sem- matiche statutarie, categoria alla quale le
mai solo quello di accoglierli; in secondo disposizioni sul fatto religioso sono state
luogo, l’esigenza di valori condivisi non prontamente annesse, dall’altra ha stabi-
toglie nulla al fatto che la società e l’or- lito che a queste, «anche se materialmen-
dinamento, una volta definiti nella loro te inserite in un atto-fonte, non può esse-
identità, debbano essere aperti e inclusi- re riconosciuta alcuna efficacia giuridica,
vi verso tutti i cittadini. collocandosi esse precipuamente sul pia-
La posizione di Böckenförde è stata ri- no dei convincimenti espressivi delle di-
presa e fatta oggetto di riflessione da par- verse sensibilità politiche presenti nella
te di Joseph Ratzinger, in particolare nel comunità regionale al momento dell’ap-
suo celebre colloquio con Jürgen Haber- provazione dello Statuto».
mas(10); nel pensiero del futuro Benedet- La soluzione prospettata dalla Consul-
to XVI, rivolto al dibattito sul trattato co- ta ha, se possibile, suscitato dubbi ancora
stituzionale europeo, le idee del costitu- maggiori rispetto a quelli relativi alle di-
zionalista tedesco però si affinano e assu- sposizioni impugnate. Ha colpito innan-
mono caratteristiche parzialmente diver- zitutto la perentorietà con la quale, per la
se: la cultura e la storia comune non si ri- prima volta nella giurisprudenza costitu-
volgono piú alla fondazione concettuale zionale, si è voluto chiarire che delle di-
di una determinata nazione bensí al pro- sposizioni ricomprese in testi normativi,
cesso di formazione dell’Europa intera, per di piú di altissimo livello, siano com-
con uno spazio particolare riconosciuto pletamente sprovviste di portata giuridi-
al Cristianesimo. ca(11). L’impressione è stata inoltre quella
di un ritorno al passato, con la riesuma-
Legittimità ed efficacia zione di quella categoria delle “leggi pro-
grammatiche” con cui, agli albori dell’or-
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Le disposizioni che rammentano le “ra- dinamento repubblicano, si era tentato di


dici” e le “tradizioni cristiane”, pur diven- preservare lo status quo di fronte ad alcu-
tate un argomento importante del dibat- ne delle norme costituzionali piú innova-
tito politico sugli Statuti, assieme ad altri tive, e delle quali la critica di Vezio Cri-
concetti storicamente ed eticamente sen- safulli sembrava aver già avuto definiti-
sibili - come resistenza, liberazione e so- vamente ragione(12).

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Le sentenze considerate si inseriscono getto di questo studio sono o meno com-


perfettamente nella linea costante della patibili con l’ordinamento costituzionale
giurisprudenza costituzionale italiana, italiano e, soprattutto, quali possono es-
tradizionalmente tesa a una lettura pru- sere le loro applicazioni concrete?
dente delle prerogative regionali - indi- Quanto al primo aspetto entrano in gio-
rizzo solo limitatamente intaccato dalle co anzitutto la tutela dei diritti inaliena-
riforme del 1999 e del 2000; non di meno bili dei cittadini (art. 2 Cost.), il principio
la loro applicabilità alle disposizioni sul di uguaglianza di fronte alla legge (art. 3),
Cristianesimo presenti negli Statuti regio- la libertà di religione (artt. 19 e 20) e di
nali è affatto discutibile. Occorre innanzi- espressione del pensiero (art. 21).
tutto ricordare che le pronunce richiama- È noto che questi princípi, con l’aggiun-
te, rientrando nella categoria delle “sen- ta di quello di separazione e reciproca in-
tenze interpretative di rigetto”, non vin- dipendenza tra Chiesa e Stato, ordine spi-
colano le decisioni successive degli altri rituale e temporale (art. 7), sono stati con-
giudici e nemmeno della stessa Consulta; densati dalla Corte Costituzionale, a par-
in secondo luogo, da un’analisi comples- tire dalla sent. n. 203 del 1989, nel princi-
siva della giurisprudenza costituzionale pio supremo di laicità, il quale occupa un
si può ricavare come non tutte le norme posto specifico di preminenza tra le stesse
programmatiche siano state considerate norme di rango costituzionale(14).
inefficaci dalla Corte, bensí solo quelle La soluzione alla nostra questione sta,
che non afferiscono alle materie devolu- ovviamente, nel tipo di laicità che si vuo-
te dalla Costituzione all’autonomia statu- le adottare: si tratti di
taria oppure alla competenza legislativa una laicità alla francese, Le disposizioni statutarie
regionale (artt. 123 e 117 Cost.). tesa alla neutralizza- sul Cristianesimo, per
Negli àmbiti di “sicura competenza re- zione delle differenze essere in armonia con
gionale” la presenza di disposizioni pro- in nome dell’astratta
grammatiche sarebbe al contrario non solo uguaglianza dei citta- i princípi del nostro
pienamente legittima, bensí in alcuni casi dini, oppure di una ordinamento, non
addirittura necessaria(13). A questo propo- concezione piú aper- possono essere
sito è chiaro che le norme sul fatto religio- ta alle istanze prove-
so non costituiscono altrettante rivendi- nienti dalla società,
interpretate in modo
cazioni di àmbiti di competenza da par- quale è andato pro- da intaccare la libertà
te delle Regioni, ma attengono piuttosto gressivamente enu- religiosa e di pensiero
alla categoria di quei princípi interpreta- cleandosi nel nostro di qualsiasi individuo
tivi che possono trovare applicazione in ordinamento.
ogni àmbito delle prerogative regionali; Quello che è certo è
la loro efficacia quindi non appare intac- che le disposizioni statutarie sul Cristia-
cata dalle sentenze del 2004. nesimo, per essere in armonia coi princípi
del nostro ordinamento, non possono in
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Radici cristiane e ordinamento alcun modo essere interpretate in modo da


intaccare la libertà religiosa e di pensiero
Ma, a parte la possibilità di includerle o di qualsiasi individuo o collettività.
meno nella categoria delle norme statuta- Allo stesso modo l’esistenza di norme
rie programmatiche descritta dalla Corte che tutelino il dato cultural-religioso non
Costituzionale, le norme che formano l’og- permette, nemmeno indirettamente, la di-

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scriminazione di coloro che in questo non no una completa neutralizzazione degli


si riconoscono, con buona pace di chi vor- spazi pubblici da ogni riferimento o in-
rebbe condurre in nome di esse una Kul- flusso da parte del fatto religioso; nell’ac-
turkampf contro gli immigrati, in parti- cezione “italiana” queste norme possono
colare di fede musulmana. essere anzi addirittura considerate come
La tutela dell’identità culturale, ivi com- altrettante riaffermazioni di un concetto
presa anche la sua componente religiosa, comprensivo e aperto di laicità: tramite
deve insomma essere intesa come l’espres- esse infatti le istituzioni, riconoscendo la
sione della libertà di una comunità che si cultura e i valori sottesi alla comunità che
organizza, non può tradursi in una costri- rappresentano, dichiarano di rinunciare
zione verso i cittadini, poiché in questo all’imposizione di una propria ideologia,
modo tradirebbe quella che è la sua pre- sia essa confessionista o laicista.
messa e allo stesso tempo la sua conqui-
sta: la libertà di coscienza e il principio Religione, valori
della valorizzazione della persona. e presenza nello spazio pubblico
Ritornando agli Statuti regionali si può
innanzitutto notare come i riconoscimenti Come vanno dunque inquadrate le di-
del Cristianesimo e del suo lascito siano sposizioni sulle radici cristiane? Certo
sempre accompagnati dalla citazione di non devono essere confuse con le Nomi-
princípi e di valori intesi a riequilibrarne nationes Dei e le Invocationes Dei che hanno
la portata, determinando un’apertura del costellato la tradizione giuridica europea
sistema verso le minoranze e verso la tu- già prima dell’apparire delle costituzioni
tela del libero dibattito in àmbito politi- nazionali, con effetti concreti attualmente
co e culturale: ne sono esempi il largo uti- scarsi quando non addirittura controver-
lizzo dei termini “laicità” o “laico”, uni- si(16); piuttosto esse sembrano avvicinarsi
to agli accenni al “pluralismo culturale” nello spirito e nella forma alla lettera del-
e al “multiculturalismo”(15). le costituzioni polacca o slovacca(17). Sot-
Al di là del rispetto dei diritti inaliena- to un profilo sostanziale tali disposizioni
bili garantiti dalla Costituzione nulla sem- possono essere interpretate innanzitutto
bra però vietare la valorizzazione delle come la positivizzazione del richiamo a
radici culturali delle comunità regionali, un elenco aperto di princípi ermeneutici,
comprese quelle religiose. Disposizioni che dovrebbero informare gli ordinamen-
analoghe del resto sono presenti nei piú ti locali in modo da renderli piú aderen-
diversi livelli dell’ordinamento italiano: ti alle società rappresentate: una sorta di
dal Concordato del 1984, ove si fa esplici- valvola di collegamento tra la comunità
to riferimento alla presenza culturale del rappresentata e la Regione.
Cattolicesimo in Italia (Art. 9, co. 2), fino Discernere il contenuto applicabile di
alla recente Carta dei valori della cittadi- queste disposizioni sarà compito com-
nanza e dell’integrazione, emanata nel plesso, ma non assolutamente proibitivo;
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2007 dal Ministero dell’Interno. l’apporto del Cristianesimo alla cultura e


Dunque al principio che vede anche la quindi al diritto della società è un tema
cultura religiosa tra le realtà meritevoli sfaccettato, complesso e persino contrad-
di valorizzazione non si contrappongono dittorio, tuttavia è innegabile il ruolo che
allo stato attuale dei divieti che, in nome in esso ha, almeno nella visione dei legi-
di una visione “alla francese”, comporti- slatori statutari, la valorizzazione della

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persona, coi corollari del riconoscimen- Da questo punto di vista il senso vero
to dei princípi fondamentali della libertà e l’obiettivo delle disposizioni regionali
religiosa, della libertà di coscienza e del- sulle “radici” e il “patrimonio” cristiani
la stessa laicità. va ravvisato proprio nel tentativo di evi-
Il principio personalista, citato espressa- tare quell’uguaglianza “per sottrazione”
mente dagli Statuti abruzzese, calabrese, che, prendendo a pretesto l’origine reli-
campano, lombardo e toscano - ma sotte- giosa di un simbolo, di un oggetto o di
so a tutte le carte statutarie - consiste es- un’idea, ne pretenda la rimozione dallo
senzialmente nel riconoscimento della so- spazio pubblico in nome di un’astratta
vraordinazione della persona rispetto allo uguaglianza(21).
Stato e alla stessa società civile(18). Sotto questo aspetto l’ordinamento re-
Si tratta di un concetto che solo a voler- gionale che faccia un’espressa menzio-
lo prendere sul serio, al di là dei proclami, ne alle radici culturali cristiane potrà, ad
comporterebbe diverse conseguenze pra- esempio, riconoscere e contribuire allo
tiche: pensiamo solo al tema semplifica- svolgimento di festività e manifestazio-
zione normativa e amministrativa. ni di carattere cristiano, di volta in vol-
A questi princípi si aggiunga quello che ta sulla base del riconoscimento del loro
implica la distinzione ma assieme la lea- specifico valore culturale.
le collaborazione tra ordinamento, socie- Un altro àmbito di applicazione potrà
tà civile e le confessioni religiose: si trat- essere quello dell’insegnamento e della
ta di una delle caratteristiche piú pecu- promozione culturale(22); allo stesso modo
liari della civiltà occidentale cristiana(19), potranno giustificarsi
che ha come corollario anche il principio anche le relazioni e le Al principio che vede
di sussidiarietà, che proprio con la rifor- forme di collaborazio- anche la cultura religiosa
ma del 2001 è stato introdotto anche nella ni con le confessioni tra le realtà meritevoli
Costituzione. Tutti temi già in parte pre- religiose presenti sul
senti nell’ordinamento, ma nell’applica- territorio e con quel- di valorizzazione
zione dei quali in futuro potranno avere le strutture che - pur non si contrappongono
un ruolo sempre maggiore anche le Re- avendo origine religio- divieti che comportino
gioni, nell’ottica di una tutela multilivel- sa, come ad esempio
lo dei diritti fondamentali(20). gli oratori - svolgo-
la neutralizzazione
In questo senso gli àmbiti di applica- no una riconosciuta degli spazi pubblici da
zione delle norme sulle “radici cristiane”, e perdurante azione ogni riferimento o
senza che faccia molta differenza il fatto sociale. influsso del fatto religioso
che esse siano presenti nei preamboli de- Discorso diverso è
gli Statuti ovvero nell’articolato, sono al- se la tutela dell’iden-
trettanto vasti di quanto lo sono le com- tità culturale possa legittimamente estrin-
petenze regionali: dalla sanità all’istru- secarsi nella presenza dei simboli religio-
zione, dalla cultura ai servizi sociali. A si nello spazio pubblico - scuole, tribuna-
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questa funzione anzitutto interpretativa li, uffici pubblici, seggi elettorali. Come è
ed evolutiva, che mira allo sviluppo della noto proprio su questo tema la dottrina
società e dell’ordinamento, le disposizio- e la giurisprudenza italiane in questi an-
ni sul Cristianesimo ne affiancano un’al- ni si sono divise, oscillando tra soluzioni
tra, che invece è di natura essenzialmen- contrapposte(23).
te identitaria e conservativa. A questo proposito le norme considerate

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le Radici cristiane negli Statuti delle Regioni italiane

potrebbero dare luogo a soluzioni originali


e variabili da regione a regione, sull’esem- 1)
Cfr. J. Tajadura Tejada, Funzione e valore dei
pio di quanto accade in Germania. preamboli costituzionali, in Quaderni costitu-
Certo la presenza di un riferimento al- zionali, 2003, 3, 509-530.
le radici cristiane nello Statuto potreb- 2)
E. Rossi, Il “fenomeno religioso” nei nuovi statuti
be deporre a favore della permanenza regionali. Prime osservazioni, in Quaderni di
di simboli religiosi negli spazi di com- diritto e politica ecclesiastica, 2005, 2, pp. 304-
petenza regionale, come scuole e ospe- 305; Idem, Le chiese e gli statuti regionali, in
dali; in alternativa le disposizioni esa- Chiesa in Italia, Bologna 2004, pp. 197-225.
minate potrebbero suggerire l’adozione 3)
R. Botta, Le norme di interesse religioso negli
di un modello di procedura conciliativa, statuti regionali, provinciali e comunali, Milano
sull’esempio di quanto previsto in mate- 1999.
ria dal Land Bavarese. 4)
S. Testa Bappenheim, Cenni sulla costituzio-
Riusciranno le norme statutarie a rica- nalizzazione delle radici cristiane in Germania,
varsi uno spazio autonomo su questo te- in Ius Ecclesiae, 2006, 3, pp. 755 – 771.
ma scottante? 5)
A. Castro Jover e D. Milani, Il fattore religioso
La questione non ha una risposta auto- negli statuti delle “Comunidades autónomas”,
matica, ma dipenderà anche dal livello di in Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, n.
decentramento che il nostro sistema riu- 2, agosto 2005, pp. 321-337; I. Ruggiu, Testi
scirà a raggiungere nei prossimi anni. giuridici e identità. Il caso dei nuovi Statuti
Un’ultima notazione riguarda gli stru- spagnoli, in Le Istituzioni del Federalismo, 2007,
menti applicativi, a proposito dei qua- 2, p. 173.
li una prospettiva interessante deriva 6)
Secondo A. de Benoist «l’identità è fonda-
dall’istituzione dei c. d. “organi di ga- mentalmente di natura narrativa e autonar-
ranzia statutaria”. rativa»: in Identità e comunità, Napoli 2005, p.
Previsti da tutti i nuovi Statuti, esclu- 56; cfr. P. Ricoeur, Soi-même comme un autre,
si solo quelli campano e marchigiano, Paris 1990, p. 175.
si tratta di organi con denominazioni, 7)
N. Colaianni, Europa senza radici (cristiane)?,
composizioni e competenze diverse, ma in Politica del diritto, 2004, 4, pp. 519-520.
che hanno tutti in comune la caratteristi- 8)
M. A. Cattaneo, Il positivismo giuridico inglese,
ca di svolgere un ruolo di verifica della Hobbes, Bentham, Austin, Milano 1962, p.
conformità allo Statuto regionale in se- 33; U. Scarpelli, Cos’è il positivismo giuridico,
no al processo di formazione delle leg- Milano 1965, pp. 21-22 e p. 153. Contra N.
gi regionali(24). Bobbio, Giusnaturalismo e positivismo giuri-
Data la sua natura, questa tipologia di dico, Milano 1977, pp. 150-151.
organi si presta in maniera particolare a 9)
Si tratta del cosiddetto paradosso, o diktum,
subire l’influenza delle disposizioni sul di Böckenförde: cfr. Diritto e secolarizzazione,
fatto religioso: di conseguenza una leg- Bari 2007, in part. p. 53 s.
ge regionale che si ponesse virtualmen- 10)
J. Ratzinger, J. Habermas, Etica, religione e
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te in contrasto con esse potrebbe incor- Stato liberale, Brescia 2005.


rere, in un prospettiva futura, in un ag- 11)
M. Cammelli, Norme programmatiche e statuti
gravamento del procedimento di appro- regionali: questione chiusa e problema aperto, in
vazione. Le Regioni, 2005, 1-2, p. 25; A. Anzon, L’“inef-
Daniele Mont D’Arpizio ficacia giuridica” di norme “programmatiche”,
Dottore di ricerca in Giurisprudenza in www.costituzionalismo.it , 21/01/2005;

104
Bartole, Bin, Falcon e Toso, in Diritto Regio- 19)
P. Prodi, Una storia della giustizia. Dal plura-
nale, Bologna 2005, p. 29. lismo dei fori al moderno dualismo tra coscienza
12)
A. Mangia, Il ritorno delle norme programma- e diritto, Bologna 2000, pp. 455-488.
tiche, in Giurisprudenza costituzionale, p. 4068 20)
Cfr. B. Caravita di Toritto, La tutela dei diritti
ss. nei nuovi Statuti regionali (p. 233 ss.), e F. Piz-
13)
Cfr. la sent. n. 365/2007, Punto 4 del Consi- zatti, La tutela dei diritti nei libelli substatuali,
derato in diritto; G. Falcon, Alcune questioni entrambi in P. Bilancia, E. De Marco, La tutela
a valle delle decisioni della Corte, in Le Regioni, multilivello dei diritti, Milano 2004; E. Griglio,
2005, 1-2, p. 33; A. Anzon, La Corte condanna Principio unitario e neo-policentrismo, Padova
all’“inefficacia giuridica” le norme “programma- 2009, p. 334.
tiche” degli Statuti regionali ordinari, in Giu- 21)
C. Vigna e S. Zamagni (a cura di), Multi-
risprudenza Costituzionale, 2004, pubblicata culturalismo e identità, Milano 2002, p. VII;
in www.associazionedeicostituzionalisti.it, J.H.H. Weiler, Un’Europa cristiana. Un saggio
e T. Groppi, Per Emilia-Romagna, Toscana e esplorativo, Milano, 2003.
Umbria la Consulta indica i limiti agli Statuti, 22)
Cfr. ad esempio la legge della Provincia di
in Diritto & Giustizia, 2004, 47, p. 16 ss. Bolzano del 16/07/2008, n. 5, recante “Obiettivi
14)
Cfr. A. Pin, Il percorso della laicità «all’italiana». formativi generali ed ordinamento della scuola
Dalla prima giurisprudenza costituzionale al Tar dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” e
veneto: una sintesi ricostruttiva, in Quaderni la legge regionale del 23/07/2009, n. 12 del
di diritto e politica ecclesiastica, 2006, 1, pp. Friuli-Venezia Giulia.
203-230. 23)
Sul tema cfr. E. Dieni, A. Ferrari, V. Pacillo (a
15)
Cfr. ad esempio Statuto Abruzzo, art. 7, comma cura di), Symbolon/diabolon. Simboli, religio-
7; Statuto Campania, art. 4, co. 3 e art. 8, co. ni, diritti nell’Europa multiculturale, Bologna
1, lett. e); Statuto Toscana, art. 4, co. 1, lett. 2005 .
t); Statuto Emilia-Romagna nel Preambolo. 24)
A. Cardone, Gli organi di garanzia statutaria
16)
K. Klecha, The Controversy over Including tra suggestioni del diritto comparato, “paletti”
invocatio Dei into the Future European Consti- della Corte Costituzionale e apodittiche rico-
tution, in AA. VV., The emerging constitutional struzioni del sistema delle fonti, in M. Carli,
law of the European Union. German and Polish G. Carpani, A. Siniscalchi, I nuovi statuti
perspectives, Heidelberg-Berlin 2003, pp. 551 delle Regioni ordinarie. Problemi e prospetti-
ss.; T. Iglesias, The Dignity of the Individual ve, Bologna 2006, pp. 277-302; L. Panzeri,
in the Irish Constitution: The Importance of La tutela della “rigidità statutaria” alla luce
the Preamble, in Studies: An Irish Quarterly della più recente giurisprudenza costituziona-
Review, 2000, vol. 89, 353, pp. 19-34. le: quali prospettive per gli organi di garanzia
17)
S. Ferrari, Dio, religione e Costituzione, in regionali?, in Giurisprudenza costituzionale,
www.olir.it , aprile 2004. 2005, 01, p. 813 ss.
18)
Cfr. G. W. F. Hegel, Lezioni sulla Storia della
filosofia, III, Firenze 1967, p. 101; B. Mondin,
Storia della metafisica, vol. 2, Bologna 1998,
ETICA per le professioni • 3/2010

p. 9-10; E. Mounier, Il personalismo, Roma


1966, pp. 14-16; F. Di Giacomo, Le radici
Cristiane dell’Europa, in Il Mulino, 2003, 6,
pp. 1001-1009; S. Rudman, Concepts of per-
son & Christian ethics, Cambridge 1997, pp.
119-143.

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