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IL MIRACOLO DELLA PRESENZA MENTALE

“Thich Nhat Hanh”


Il maestro Zen Doc The dice che quando ci si siede in meditazione bisogna pensare “” Sedere qui è come
sedere sul luogo della Bodhi.””

Non vedo come la presenza mentale dovrebbe essere qualcosa di diverso dal concentrare tutta la propria
attenzione sul compito del momento, essere vigili e servirsi al meglio del proprio discernimento. La
presenza mentale è al tempo stesso un mezzo e un fine il seme e il frutto. Il respiro è il ponte che connette
la vita alla coscienza, che unisce il corpo hai pensieri. Ogni volta che la mente si perde, il respiro è il mezzo
che vi consente di riportarla indietro.

Siate consapevoli ventiquattrore al giorno, non solo durante la pratica formale.

Immaginate di essere un sassolino gettato nel fiume. Il sassolino affonda nell’acqua senza sforzo. Distaccato
da tutto, copre la distanza più breve e infine raggiunge il fondo, il punto di massima quiete.

L’essenziale è no lasciare emergere nessuna sensazione o pensiero senza che la presenza mentale lo
riconosca. Siamo al tempo stesso la sentinella e i visitatori. Siamo tanto la mente che l’osservatore della
mente.

Ogni oggetto della mente è esso stesso mente.

Il grande corpo della realtà formato dai 5 aggregati è indivisibile, non si può smembrarlo in tanti pezzi
dotati di esistenza autonoma. Se il mondo non esistesse non esisterebbero neppure l’insieme dei cinque
aggregati.

Una persona che guardando il tavolo vede l’universo, è una persona che può vedere la Via. Si medita finché
non si scorge la realtà dell’unità presente dentro di sé e si comprende che la propria vita e la vita
dell’universo sono una cosa sola.

Attaccamento alla falsa concezione del sé significa credere alla presenza di entità immutabili dotate di
un’esistenza autonoma. Superare questa falsa concezione significa liberarsi di ogni sorta di paura , dolore e
ansia.

La meditazione sull’interdipendenza va pratica sempre e non solo durante la pratica formale, ma come
parte integrante del nostro impegno durante le attività quotidiane.

Se ci si limita a sposare un certo sistema concettuale si resta al punto di partenza. La meditazione


sull’interdipendenza è uno strumento con cui si esplora la realtà per diventare un tutt’uno con lei (“Il dito
che indica la luna non è la luna”).

“Guardate tutti gli esseri con gli occhi della compassione”


Il presente è il solo momento di cui siamo padroni. La persona più importante è sempre quella con cui
siamo, quella che ci sta di fronte, perché chi può dire se in futuro avremo da fare con altre persone? La cosa
che più conta sopra tutte è rendere felice la persona che ti sta accanto, perché solo questo è lo scopo della
vita (vedi racconto di Tolstoj - pag 59).

DA PAGINA 65 esercizi di presenza mentale


Accennare un sorriso al mattino, nei momenti liberi e di irritazione, seguire il respiro mentre si fa
conversazione, presenza mentale della presenza del corpo !

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