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NOME SCRITTURA TIPO(M m) DATAZIONE CARATTERISTICHE


Canonizzazione a partire da modelli greci, esteticamente
armonica ed elegante, usata prevalentemente su pietra → 1)
Formalizzazione tra III e I secolo a.C. ; modulo e disegno uniformi; 2) geometrizzazione delle forme;
riscoperta antiquaria in epoca carolingia 3) chiaroscuro dei singoli tratti; 4) leggero allargamento a
Capitale epigrafica Maiuscola (IX-X secolo d.C.) spatola (grazie) alla fine delle aste; 5) ductus posato.
Eseguita inizialmente a livello privato con la tecnica a sgraffio
su materie dure (graffiti e ostraka), poi anche su papiro (con
calamo) e tavolette cerate (con stilo) → 1) semplificazione dei
tratti e del tratteggio; 2) riduzione dei tratti costitutivi delle
Sviluppo tra V e III secolo a.C.; lettere tramite fusione; 3) ductus corsivo con inclinazione
formalizzazione tra I secolo a.C. e I secolo leggera verso dx; 4) assenza di legature fino al II secolo d.C.;
Capitale corsiva o Maiuscola con tendenza alla d.C.; impiego diffuso fino a III – IV secolo 5) tendenza alla quadrilinearità (specie nella B “con pancia a
Corsiva Antica quadrilinearità d.C. sinistra” e nella D “preminuscola”).
Scrittura destinata alla produzione libraria → 1) ductus posato
e tratteggio fluido; 2) uniformità del modulo; 3) assenza di
Sviluppatasi tra III e I secolo a.C.; elementi corsivi; 4) chiaroscuro accentuato; 5) presenza di
diffusione dal I al VI secolo d.C.; tratti a spatola al termine delle aste verticali; 6) disegno delle
riscoperta antiquaria in età carolingia (IX- lettere simile all'epigrafica ma con arrotondamento degli
Capitale libraria o rustica Maiuscola X secolo). angoli.
Trasposizione in ambito librario della capitale epigrafica
damasiana di IV secolo d.C. → 1) rigidezza del disegno; 2)
modulo grande; 3) tratteggio pesante; 4) prevalenza di angoli
Capitale elegante Maiuscola Seconda metà del IV secolo d.C. retti.
Scrittura utilizzata in ambito librario (tra III e V secolo d.C.)
e usuale → 1) inserita in un sistema quadrilineare; 2) angolo
di scrittura diverso rispetto alla capitale; 3) diverso
orientamento dei tratti pieni rispetto alla capitale; 4) forme
delle lettere differenti rispetto alla capitale, dovute a
Minuscola primitiva Minuscola II e III secolo d.C. semplificazioni del tratteggio.
Applicazione della minuscola primitiva in ambito
documentario-amministrativo (sostituisce la Capitale corsiva)
→ 1) forme delle lettere desunte dalla Minuscola Primitiva; 2)
tratteggio privo di contrasti (leggero); 3) frequenti legature tra
lettera e lettera; 4) cambiamento di modulo di alcune lettere
Minuscola corsiva o III secolo d.C. ; piena diffusione nel IV-V in base alla loro posizione sul rigo; 5) ductus corsivo
Corsiva Nuova Minuscola secolo d.C. (aumento dell'inclinazione a destra a partire dal IV-V secolo.

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Scrittura libraria che sostituisce la Capitale Libraria nella
civiltà romano-cristiana → 1) fluidità del tratteggio; 2) forme
tondeggianti delle lettere (come la M “a doppio ponte” o la D
con occhiello a sinistra); 3) inserimento in un sistema
bilineare nonostante il modello minuscolo.
N.B. → A partire dal VI secolo d.C., l'onciale si irrigidisce ,
aumenta il contrasto tra i tratti, le aste tendono a fuoriuscire
Maiuscola (compresa in un sistema Impiego a partire dal IV secolo d.C. fino dal sistema bilineare e si dotano di forcelle ornamentali al
Onciale bilineare) all' VIII-IX secolo. termine.
Evoluzione della minuscola primitiva d'uso librario, impiegata
per i testi di studio e di lettura → 1) rigidità del disegno; 2)
tratteggio pesante; 3) arrotondamento e schiacciamento delle
forme; 4) verticalizzazione dei tratti; 5) accorciamento delle
aste; 6) limitazione di legamenti e abbreviazioni; 7) forme
caratteristiche delle lettere (come la A “aperta”, la G “a 3” e
Semionciale Minuscola Fine del V inizio del VI secolo d.C. la R “ondulata” di tipo minuscolo)

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