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Relazione: Vita di Galileo, B.

Brecht
Piccioni Nicolò e Bonissoni Matteo
1) Riassumi sinteticamente il contenuto delle scene
Scena I: Il figlio del governante, Andrea Sarti entrò nella stanza in cui Galileo Galilei
lavorava, portandogli la colazione. Galileo coglie l’occasione per mostrargli un
modello del sistema tolemaico cercando di fargli capire che quest’ultimo era
sbagliato in quanto era la Terra a girare intorno al sole e non viceversa.
Successivamente entra la signora Sarti annunciando a Galileo che era arrivato un
giovane signore, Ludovico Marsili, che voleva prendere lezioni da Galileo. Durante il
colloquio tra i 2, il giovane rivela a Galileo che in Olanda, grazie all’utilizzo di una
lente concava e una convessa, era stato da poco inventato il telescopio. Poco dopo
arriva il Procuratore dello Studio Patavino, annunciandogli che non era riuscito ad
ottenere i 500 scudi voluti da Galileo, a meno che scienziato inventasse qualche
oggetto utile alla Repubblica. Così a Galileo viene in mente il telescopio olandese e
ne mostra uno schizzo a Priuli, il Procuratore. Poco dopo ritorna Andrea con lenti che
Galileo glia aveva chiesto e disponendole come nel telescopio due riescono a vedere
degli oggetti lontani come se fossero vicini.

Scena II: All’arsenale di Venezia Galileo presenta al Doge e ai consiglieri della


Repubblica la sua invenzione. Mentre tutti erano molto curiosi del telescopio, Priuli
gli concede l’aumento. Tuttavia Ludovico, che ha assistito alla presentazione del
telescopio insieme a Virginia, ha qualche dubbio se il telescopio fosse veramente
un’invenzione di Galileo Galilei.

Scena III: Durante la notte Galileo e il suo amico Sagredo, grazie al telescopio fanno
delle scoperte eccezionali a favore della tesi copernicana. Scoprirono che non c’erano
differenze tra la Terra e la Luna in quanto quest’ultima possiede delle montagne
altissime e riceve la luce dalla Terra. Successivamente arriva Priuli il quale annuncia
a Galileo che venivano venduti telescopi simili al suo in tutte le botteghe della città,
perciò è infuriato per essersi fatto prendere in giro da lui. Dopo che Priuli è uscito, i
due amici riprendono le loro ricerche e scoprono che intorno a Giove girano quattro
stelle minori. Intanto entra nella stanza la signora Sarti, che era stata chiamata a gran
voce un attimo prima dallo scienziato, il quale le chiede di svegliare Andrea per
mostrargli quel che aveva scoperto. Il giorno seguente entra nella stanza Virginia, che
sta per andare alla messa con la signora Sarti. Qui viene a sapere da suo padre che
probabilmente andranno a vivere a Firenze perché lo scienziato ha bisogno di molto
più tempo per pubblicare delle tesi a favore della teoria copernicana.

Scena IV: A Firenze, Cosimo de’ Medici insieme al Ciambellano vanno a fare una
visita nella casa di Galileo. Quando il Granduca arriva alla casa, Galileo era ancora
all’università, ma Cosimo entra comunque nella stanza e trova Andrea, che gli mostra
prima il modello tolemaico affermandogli che era quello sbagliato al contrario di
quello copernicano. Siccome Cosimo non voleva ridare ad Andrea il modello
tolemaico, i due cominciano a picchiarsi rompendo tale modello. Una volta giunti a
casa, Galileo e gli altri dottori cominciarono a discutere: lo scienziato padovano
sostenevano che il modello aristotelico-tolemaico non era veritiero e che le prove di
ciò le si potevano ottenere guardando nel telescopio, gli altri dottori, ritenevano che
quest’ultimo fosse addirittura truccato. In questo modo Galileo non aveva modo di
provare le sue tesi, ma il ciambellano promette a Galileo che il Granduca avrebbe
richiesto l’opinione di Padre Cristoforo, ovvero il capo del Sacro Collegio di Roma.

Scena V: Dopo un po’ un valletto della Corte avvisò Galileo che, per ordine del
Granduca, sarebbe passato da loro un calesse per portarli a Bologna. Ma a Bologna ci
andarono solo Andrea e Virginia in quanto Galileo non era riuscito a raccogliere tutti
gli appunti da portare con sé a Bologna. Una mattina, non trovando la sua governante
in casa, Galileo uscì in strada e chiese ai passanti se l’avessero vista, ma solo una
donna si affacciò ad una finestra e gli disse che la signora Sarti era stramazzata a terra
quella mattina presto. Intanto arrivano dei soldati che sbarrano con una fune una
strada vicina alla casa di Galileo. Comparse successivamente Andrea e Galileo gli
disse cosa era successo a sua madre. Poi, lo scienziato aggiorna il ragazzo sulle sue
scoperte e gli fa sapere che presto sarebbe andato a Roma con le prove.

Scena VI: In una sala del Collegio Romano, Padre Cristoforo Clavio stava
esaminando le prove della validità del sistema copernicano portate da Galileo.
Passato un po' di tempo, Padre Clavio entrò in una stanza e dopo averla attraversata
senza guardarsi intorno, disse ad uno dei monaci che Galileo aveva ragione. Infine
Galileo replicò a frate Fulgenzio, un discepolo di Clavio, che non era lui ad aver vinto
ma la ragione.

Scena VII: Galileo, Virginia e Ludovico erano stati invitati a Roma nel palazzo del
Cardinale Bellarmino. Inizialmente essi si trovarono nel vestibolo insieme a due
segretari ecclesiastici che giocavano a scacchi ma poco dopo entrarono il Cardinale
Bellarmino e il Cardinale Barberini, che dopo una vivace discussione con Galileo, il
Cardinale Bellarmino afferma allo scienziato che il Sant’Uffizio ha decretato che la
teoria di Copernico è assurda ed eretica.

Scena VIII: Frate Fulgenzio si recò al palazzo dell’ambasciata fiorentina a Roma per
parlare a Galileo del decreto del Sant’Uffizio e gli disse che secondo lui il
Sant’Uffizio non voleva togliere a tutte le persone, la certezza che tutti vivevano sul
pianeta più importante dell’Universo e senza queste convinzioni la loro vita sarebbe
ancora più miserevole. Galileo gli rispose dicendogli che uno scienziato non può
cambiare la verità a seconda degli interessi di qualcuno.

Scena IX: Erano passati otto anni dal decreto emanato dal Sant’Uffizio contro le
teorie copernicane e per questi lunghi anni Galileo aveva taciuto riguardo alla verità.
Un giovedì pomeriggio, mentre i discepoli di Galileo stavano per compiere un
esperimento sui corpi galleggianti, Virginia e la signora Sarti stavano cucendo un
corredo e discutevano a riguardo del vicino matrimonio della ragazza con Ludovico.
Successivamente arrivò Gaffone, rettore dell’Università, che pregò Virginia di
consegnare al padre un libro riguardante le macchie solari. Andrea cercò di
persuadere Galileo ad intraprendere delle ricerche riguardo a quell’argomento ma lui
è inamovibile. Solo poco dopo, quando arrivò Ludovico, il quale annunciò la morte
del pontefice e il suo rimpiazzamento da parte del Cardinale Barberino, lo scienziato
diventò euforico e ordinò ai suoi discepoli di preparare l’esperimento sulle macchie
solari. Intanto Ludovico dichiara di non voler più sposare Virginia, la quale sviene
spontaneamente.

Scena X: Nei dieci anni seguenti le dottrine di Galileo si diffusero tra il popolo in
quanto erano scritte in volgare. Dappertutto scrittori satirici e cantastorie
commentavano le nuove idee e il martedì grasso del 1632 nella piazza principale di
una città un cantastorie stava esprimendo il suo giudizio negativo sulla teoria
copernicana, chiamando Galileo l’ammazza-Bibbia.

Scena XI: Nel 1633 Galileo scrisse un libro sulla meccanica del firmamento e con
questo firmò la sua condanna. Infatti, un giorno Galileo si recò al Palazzo dei Medici
e dopo aver chiesto un’udienza al Granduca per mostrargli il suo libro, Galileo venne
invitato da un alto funzionario a salire sulla carrozza della Santa Inquisizione che lo
avrebbe condotto a Roma per essere interrogato.

Scena XII: Il papa Urbano VIII stava svolgendo un colloquio con il Cardinale
Inquisitore. Quest’ultimo cerca di convincerlo a tutti i costi ad essere contro Galileo
affermando che lo scienziato stava facendo vivere tutto il popolo nel dubbio e non
nella fede ma d’altro canto doveva però ammettere che i naviganti dovevano usare le
carte astronomiche sulla base delle teorie di Galileo.

Scena XIII: Dopo ventidue giorni di carcere, il 21 giugno 1633 Galileo fu sottoposto
ad un interrogatorio da parte dell’Inquisizione. Quel giorno i discepoli di Galileo e
Virginia si trovavano al palazzo dell’ambasciata fiorentina a Roma in attesa di notizie
sul maestro. Ad un certo punto un individuo losco annunciò che alle 5 Galileo
avrebbe abiurato e la campana di San Marco avrebbe suonato. Tutti quanti erano
sconvolti alla notizia ma alle 5 e tre minuti la campana non aveva ancora suonato,
così i discepoli si abbracciarono dalla gioia. Tuttavia in quell’istante si sentirono i
rintocchi della campana di San Marco dalla via si sentì un banditore leggere l’abiura
di Galileo. Quando arrivò lo scienziato, i suoi discepoli si allontanarono da lui e se ne
andarono, lasciando Galileo da solo seduto su uno sgabello.

Scena XIV: Dal giorno dell’abiura, Galileo passò gli ultimi anni della sua vita in una
villa dei dintorni di Firenze. Con lui c’erano la figlia Virginia e un frate che li
sorvegliava. Un giorno un contadino portò loro delle oche da parte di uno di
passaggio e Virginia le fa cuocere in cucina, intanto bussa alla porta Andrea, che è
ormai diventato adulto e non incontrava Galileo da tanto tempo. Andrea gli disse che
era in viaggio per l’Olanda ed era passato per avere notizie sulla salute di Galileo. Lo
scienziato, fa andare via Virginia con la scusa di occuparsi delle oche, e rivelò ad
Andrea che ha fatto segretamente una copia del suo libro e che si trova nel
mappamondo. A questo punto Andrea cambiò opinione sul maestro, credendo che
Galileo abbia abiurato per poter continuare le sue ricerche in discreto.

Scena XV: Andrea mentre era al confine stava aspettando che le guardie confinarie
abbiano finito di esaminare i suoi documenti. Poi la guardia ordinò allo scrivano di
controllare i libri che ci sono nella cassa, ma questo disse che erano troppi ed afferma
che era meglio riscuotere i pedaggi arretrati da un cocchiere, allora la guardia gli
consentì di non controllare, ritenendo che non ci sarebbe potuto essere niente di
interessante. Per di più alla fine del libro Galileo rispose a Giuseppe, che gli aveva
chiesto se si potesse volare, dicendogli che con una particolare macchina, non ancora
inventata, si potrebbe.

2) Individua nel testo i riferimenti agli esperimenti di Galileo e le sue


scoperte astronomiche
Nel testo vengono descritte molte scoperte astronomiche fatte da Galileo come quella
riferita alle macchie lunari, ai satelliti di Giove, i Satelliti di Giove. Le osservazioni
Di Galileo mostrarono come molte delle macchie scure della Luna, fossero ombre
proiettate dalle montagne lunari sotto l’effetto della luce del Sole, e quindi come la
superficie della Luna fosse rugosa e ricoperta allo stesso modo di quella terrestre.

Inoltre Galileo, scoprì i quattro satelliti di Giove, che compiono attorno a desso
movimenti analoghi a quelli che la Luna compie attorno alla Terra. Ciò venne
scoperto quando Galileo, mentre concludeva le sue osservazioni della Luna al
cannocchiale, notò tre e poi quattro "stelline" vicine al pianeta. Dopo averle osservate
per diverse settimane, l'astronomo notò che esse sembravano seguire Giove nel suo
moto attraverso il cielo, cambiando però posizione sia tra loro che rispetto al pianeta.
Allora Galileo giunse alla conclusione che non si trattava di stelle, bensì di quattro
"lune" che ruotano attorno a Giove. Di conseguenza si pensa che se Giove ruota
insieme con i propri satelliti intorno al Sole, allora anche la Terra con il suo satellite
ruota intorno al Sole.

Per quanto riguarda le macchie solari, Galileo con l’utilizzo del telescopio, scoprì
sulla superficie del sole macchie oscure che comparivano e poi scomparivano,
dimostrando come anche i corpi celesti fossero soggetti a fenomeni di alterazione e
mutamento.

Inoltre Galileo difese con tutte le proprie forze anche la teoria copernicana infatti il
filosofo aveva affermato che la Terra, immobile, si trovava al centro dell'Universo e
che attorno a essa ruotavano il sole e tutti i pianeti. L'universo era dunque concepito
come una sfera. Successivamente anche il mondo cristiano, aveva accettato questa
spiegazione, perché si accordava perfettamente con le Sacre Scritture.

3) Individua nel testo le critiche che vengono mosse alla metodologia


aristotelica e scolastica:
Nel testo le critiche principali che vengono mosse nei confronti della metodologia
aristotelica e scolastica sono 2: la prima critica alle pagine 22-23 e la seconda a
pagina 42. La prima viene mossa quando Galileo prova a convincere il filosofo e il
matematico dell’esistenza delle quattro lune di Giove cercando di persuaderli ad
utilizzare l’occhiale. Durante questo dibattito il filosofo cita Aristotele che nelle
battute successive viene utilizzato come antitesi alle tesi di Galileo, che mette in
discussione ciò che affermava l’antico filosofo ovvero che tutti i pianeti e tutte le
stelle si trovano su delle calotte di cristallo e quindi non possono muoversi. Questa
affermazione non si può sostenere con delle prove valide, a differenza della tesi di
Galileo che come prova ha le lune di Giove osservabili attraverso l’occhiale. La
seconda critica la troviamo a pagina 42, questa critica non riguarda i pianeti e le
stelle, ma è una critica al ragionamento di Aristotele in merito ai corpi che
galleggiano, il filosofo infatti diceva che una superficie di ghiaccio galleggia e un ago
affonda perché l’ago è in grado di separare l’acqua mentre la superficie di ghiaccio
no. Galileo dimostra che il motivo per il quale il ghiaccio galleggia è un altro
spingendolo in fondo al recipiente pieno d’acqua e facendolo tornare in superficie,
per tornare in superficie il ghiaccio ha bisogno di crearsi uno spazio tra l’acqua di
conseguenza Aristotele si sbagliava. Galileo dice che il ghiaccio galleggia perché è
meno pesante dell’acqua e l’ago va a fondo perché è più pesante. Aristotele viene
citato anche a pagina 66 da Andrea quando, costretto a lasciare l’Italia, viene fermato
al confine e gli viene chiesto che libro stesse leggendo, lui risponde dicendo che sta
leggendo il libro del famoso Aristotele: “uno che è morto”. Anziché parlare di tutte le
scoperte compiute dal filosofo il ragazzo preferisce descriverlo come una persona
dell’antichità ormai morta da tanto tempo, facendoci intuire che secondo lui tutte le
teorie e le tesi di Aristotele erano infondate perché non erano supportate da prove
concrete e quindi non avevano peso.

4) Quali gli ambienti, i personaggi storici e le vicende a cui si fa


riferimento:
Le vicende narrate all’interno del libro si svolgono nella prima metà del 600, gli
ambienti in cui avvengono i dibattiti, i dialoghi e i monologhi sono: a Roma nel
palazzo del Cardinale Bellarmino e nel vestibolo, a Firenze nella corte dei Medici, a
Venezia e a Padova nello studio di Galileo. I personaggi storici che vengono citati
oltre al protagonista sono: gli aiutanti Andrea Sarti e frate Fulgezio, il Cardinale
Bellamino, Cosimo de’ Medici, Cristoforo Calvo, Ludovico Marsili, la figlia
Virginia, la signora Sarti, Priuli, Segredo e Papa Urbano VIII (Barberini).

5) In riferimento alla Scena I: rintraccia i riferimenti alla cosmologia


aristotelica ed esponi la posizione di Galileo sulle cause delle nuove
scoperte.
Nella Scena I sono presenti due riferimenti ad Aristotele: il primo quando Galileo
parla con Andrea facendogli vedere un modellino del sistema Aristotelico/Tolemaico
raffigurante tutti i pianeti all’interno di calotte di cristallo e sorretti da esse; il
secondo riferimento quando parla con Priuli riguardo al suo stipendio e, per non
concedere i 500 scudi a Galileo, il procuratore cita Aristotele dicendo che gli occhi
devono servire solo a leggere e aggiungendo che non ha senso formulare leggi sulla
caduta dei gravi. Durante il dialogo con Andrea, Galileo dice che secondo lui le
nuove scoperte rivoluzioneranno il mondo perché “dove per mille anni aveva
dominato la fede, ora domina il dubbio” e secondo lui durante gli anni a venire ci sarà
un rapido progresso in moltissimi settori.

6) Nella scena VIII si svolge il dialogo fra Galileo e frate Fulgenzio:


analizzalo mettendo in rilievo le argomentazioni dei due personaggi
in relazione alla destinazione e al ruolo della scienza sulla società.
Nella scena VIII si svolge il dialogo fra Galileo e frate Fulgenzio, durante questo
dialogo si formano due schieramenti: da una parte il frate che ovviamente sostiene la
Chiesa dicendo che le nuove scoperte danneggeranno la società e dall’altra lo
scienziato che sostiene le sue scoperte e crede che con esse si migliorerà la società.
Fulgenzio racconta della sua famiglia e di come suo padre lavori in continuazione e
sua madre partorisca regolarmente, evidenziando vari aspetti negativi della vita da
contadino. Secondo il frate suo padre e la sua famiglia continuano a vivere la loro
vita nell’ignoranza e nella povertà perché sanno che Dio veglia su di loro e che ha
assegnato loro quel preciso compito, di conseguenza se dovessero sapere che si
trovano “su un frammento di roccia che rotola ininterrottamente attraverso lo spazio
vuoto e gira intorno a un astro, uno fra tanti, e neppure molto importante” non
troverebbero più il senso di compiere una vita così difficile. Galileo sostiene le sue
tesi e le nuove scoperte dicendo che secondo lui grazie alle nuove scoperte e alle
innovazioni anche in campo agricolo (es. impianto d’irrigazione) verrà migliorato il
tenore di vita dei contadini e non saranno più costretti a sopportare una vita così
faticosa.

7) Nella scena XII analizza la posizione dell’Inquisitore: quali sono le


motivazioni che lo spingono a contestare la posizione di Galileo
Nella scena XII Papa Urbano VIII, convinto dagli avversari di Galileo, di essere stato
preso in giro dallo scienziato padovano, fece sì che la situazione precipitasse e che
l’inquisitore di Firenze desse ordine di sospendere la diffusione del Dialogo. Galileo
viene obbligato a trasferirsi a Roma e di mettersi a disposizione del commissario
generale del santo Uffizio. L’Inquisitore accusa Galileo di essere un sobillatore e un
corrotto e che con le sue tesi astronomiche stava facendo vivere il popolo nel dubbio
e non nella fede. Tuttavia viene anche detto che i naviganti dovevano usare le carte
astronomiche sulla base delle teorie di Galileo per orientarsi.

8) Nella scena XIII Galileo compie l’abiura. ‘Sventurata la terra che


non ha eroi’. ‘Sventurata la terra che ha bisogno di eroi’. Queste due
frasi riassumono sinteticamente ed efficacemente le due posizioni
contrapposte di Galileo e Andrea.
Commentale e soffermati sul rapporto fra scienza e potere così come
viene presentato nel testo. Esponi infine, argomentandole, le tue
valutazioni sul testo e le riflessioni sulle tematiche presentate.
“Sventurata la Terra che ha bisogno di eroi” questa è la frase che Bertold Brecht fa
pronunciare al grande scienziato, subito dopo l’umiliante abiura di fronte al Tribunale
dell’Inquisizione, in risposta all’osservazione del suo più fedele discepolo, Andrea
Sarti, che deluso aveva pronunciato: ‘‘sventurata la terra che non ha eroi’’.
Quest’ultima frase non è una autodifesa ma presenta un significato preciso dell’eroe
moderno, che a differenza dell’eroe classico, che con tutte le forze voleva ottenere la
gloria, Galileo abiurando, ovvero negò tutte le sue teorie sull’eliocentrismo, elaborate
da Niccolò Copernico, per compiacere le figure più importanti, la quale
appoggiavano la teoria geocentrica, rappresenta perfettamente l’opposto dell’eroe
antico, il quale manifesta solo miseria e infelicità. Un’infelicità manifestata da
Andrea, il quale pensava di vivere in una condizione disperata se solo un eroe potesse
riscattare il popolo che fino in quel momento era stato umiliato.

La frase pronunciata da Galileo ad Andrea ovvero: ‘’Sventurata la terra che ha


bisogno di eroi’’ venne detta perché lo scienziato padovano aveva in mente di creare
un eroe mentale, un eroe che anche se la prima volta aveva ‘’perso’’ (abiurando) in
qualche modo voleva comunque continuare a proporre le proprie riflessioni/tesi
anche se di nascosto. D’altro canto Galileo se non avesse abiurato poteva correre il
rischio di essere bruciato vivo. Possiamo quindi capire che la tematica principale di
questa parte del libro è: in una società in cui la scienza ha lo spazio necessario per la
diffusione del sapere, delle conoscenze per il bene collettivo, non ha alcun bisogno di
eroi, ma se ciò non avviene, la scienza non è libera, il sapere è soffocato.

Per Galileo infatti è difficile riconoscere che una parte della scienza viene ceduta alle
manipolazioni di ristretti gruppi dominanti, che la usano per operazioni non nobili.
In questo libro Bretch ha rappresentato la figura di Galileo sotto un punto di vista
scientifico, ma presentando anche la sua umanità e quotidianità durante le giornate
descritte nell’opera.

Galileo viene mostrato come una grande uomo di cultura e sostenitore di teorie
rivoluzionarie ma viene visto anche come una minaccia e di disturbo per il popolo,
per la politica e per la religione.

L’autore, inoltre, descrive la personalità di Galileo come un uomo moderno che lotta
contro l’ignoranza per affermare la verità. Infine questo testo è inoltre utile per capire
quella che era la concezione predominante nel 1600. Questo periodo storico, infatti,
era un'epoca caratterizzata da tante innovazioni ma si fondava sui dogmi della Bibbia,
imposti dalla Chiesa e sui principi di alcuni filosofi come Aristotele. L'idea
dell’esistenza di un ristretto gruppo di individui che la pensasse diversamente,
suscitava grande scalpore a tal punto che questi torturati dalla stessa autorità
ecclesiale, l’Inquisizione.

9) Componi un testo di 20 righe in cui analizzi il personaggio Galileo


Galileo è conosciuto come il padre della scienza moderna che ha introdotto il metodo
scientifico sperimentale e colui che andò contro la Chiesa sostenendo la teoria di
Copernico. Inoltre durante la sua vita ha sempre cercato di seguire il metodo da lui
inventato che consisteva nel: osservare il fenomeno, formulare delle ipotesi,
verificare le ipotesi tramite degli esperimenti, raccogliere i dati, elaborare i dati e
pubblicare i risultati. Fino a quel momento le ipotesi e le teorie avevano tutte un peso
diverso che variava in base all’autorità di colui che le esponeva. Quindi questo
metodo è stato molto utile a persone con poca autorità, ma con tante prove concrete
che al tempo di Galileo mancavano. Il libro “Vita di Galileo” mostra un aspetto della
vita di Galileo poco conosciuto e racconta la sua vita negli anni in cui ha combattuto
contro la Chiesa e contro le vecchie credenze. Nel libro viene anche mostrato come lo
scienziato metta la scienza e i suoi studi prima di tutto, rinunciando a scappare dalla
peste per poter continuare le sue ricerche. Nonostante ciò Galileo tiene molto a sua
figlia, Andrea e la signora Sarti cercando di metterli in salvo e farli scappare senza di
lui e insegnando al discepolo Andrea tutte le sue nuove scoperte. Galileo si fida
totalmente della scienza e crede fermamente nelle sue tesi e nelle sue dimostrazioni,
questa fiducia viene trasmessa anche al discepolo. Uno degli aspetti migliori del libro
è la descrizione del rapporto tra maestro e discepolo, un rapporto forte e duraturo in
cui il discepolo si fida cecamente del maestro, segue i suoi passi e sostiene le sue tesi
attraverso nuove dimostrazioni.

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