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Computer

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Blue Gene, macchina di grandi dimensioni, con potenze di calcolo dell'ordine dei petaFLOPS, in un centro di
ricerca (High Energy Accelerator Research Organization, KEK)

Un computer (pronuncia italiana: /komˈpjuter/, kɔm-, -ˈpu-, -tɛr[1]), in italiano anche noto come
elaboratore o calcolatore, è una macchina automatizzata programmabile in grado di eseguire sia complessi
calcoli matematici (calcolatore) sia altri tipi di elaborazioni dati (elaboratore).[2][3]

Concepito come una macchina per automatizzare alcune capacità della mente umana, come ad esempio il
calcolo e la capacità di memorizzazione potenziandone la portata e applicandole alla soluzione di particolari
problemi scientifici e ingegneristici[4], solo a partire dalla seconda metà del XX secolo, evolve in macchina
in grado di eseguire le elaborazioni dati più varie. Ci si riferisce comunemente al computer come ad un
dispositivo elettronico e digitale, programmabile a scopo generico, costruito secondo il modello teorico-
computazionale della cosiddetta macchina di Turing e la cosiddetta architettura di von Neumann, anche se
oggi tuttavia il termine assume il significato più generico di sistema elettronico di elaborazione
programmabile e non programmabile, includendo dunque una vasta gamma di tipologie di dispositivi:
sebbene i computer programmabili a scopo generico siano oggi i più diffusi, esistono infatti in specifici
ambiti di applicazione modelli di computer dedicati a vari campi e settori come automazione industriale,
domotica, computer grafica.

Nel corso della storia, l'implementazione tecnologica di questa macchina si è modificata profondamente sia
nei meccanismi di funzionamento (meccanici, elettromeccanici ed elettronici), che nelle modalità di
rappresentazione dell'informazione (analogica e digitale) che in altre caratteristiche (architettura interna,
programmabilità, ecc.). In questa forma e al pari della televisione, esso rappresenta il mezzo tecnologico
simbolo che ha maggiormente modificato le abitudini umane dopo la seconda guerra mondiale: la sua
invenzione ha contribuito alla nascita e allo sviluppo dell'informatica moderna, che ha segnato l'avvento
della cosiddetta terza rivoluzione industriale e della società dell'informazione.

Indice

1 Storia e linguistica

1.1 Etimologia

1.2 Terminologia

1.3 Storia

2 Descrizione

2.1 Struttura logica


2.2 Hardware, software, programmazione

2.3 Applicazioni pratiche

2.4 Successo dei computer

3 Tipi di computer

3.1 Sistema centrale

3.2 Minicomputer

3.3 Microcomputer

3.4 Home computer

3.5 Personal computer

3.6 Altre categorie

3.7 Oltre le categorie: emulazione e virtual machine

4 Architettura

4.1 Costituenti tipo di un calcolatore elettronico personale

4.2 Componentistica (hardware)

4.2.1 Case e tipo di installazione

4.2.2 Alimentatore

4.2.3 Scheda madre

4.2.4 Unità centrale di elaborazione

4.2.5 Memorie

4.3 Altre schede elettroniche

4.3.1 Periferiche di Input-Output

4.3.2 Bus di sistema

4.3.3 Interfacce generiche

4.4 Note tecniche

5 Modularità ed espandibilità

6 Parametri prestazionali

7 Reti di computer

8 Evoluzione: computer quantistici

9 Note

10 Voci correlate

11 Altri progetti

12 Collegamenti esterni
Storia e linguistica

Etimologia

Analizzatore differenziale

Il termine computer è il nome d'agente del verbo inglese to compute, derivato il francese computer.[5]
L'etimo latino è composto da com = cum (insieme) e putare (tagliare, rendere netto – da cui potare in
italiano) e significa propriamente: «confrontare (o comparare) per trarre la somma netta».[6] In inglese, il
termine indicava originariamente un essere umano,[7] incaricato di eseguire dei calcoli. Il primo utilizzo nel
senso moderno è attestato nel 1947,[8][9] ma bisognerà attendere la metà degli anni 1950 perché questa
accezione diventi di uso comune (si notino, a questo proposito, i diversi acronimi dei computer ASCC ed
ENIAC).

Terminologia

Scheda perforata

Come per gran parte della terminologia informatica, tra il termine italiano «elaboratore» e il termine
«computer» mutuato dall'inglese, nel linguaggio comune prevale nettamente l'uso del termine
«computer».[10] In altre lingue europee accade diversamente: nella lingua francese si usa il termine
ordinateur; nella lingua spagnola si usano i termini computadora e ordenador. La tendenza di usare parole
inglesi è spesso biasimata in una diatriba sull'esterofilia della lingua italiana recente,[11][12] ma le proposte
alternative, come il «computiere»[13][14] del professor Arrigo Castellani, accademico della Crusca e
fondatore degli Studi Linguistici Italiani, non hanno riscosso sufficiente applicazione. Negli anni 1960 e 1970
è stato utilizzato anche il termine «ordinatore», oggi in disuso, calco linguistico sul francese ordinateur.

In italiano il termine computer significa «calcolatore», che però ha un significato più ampio: può indicare
anche una macchina non automatizzata (come ad esempio un regolo calcolatore), oppure una macchina
automatizzata in grado di eseguire esclusivamente semplici calcoli matematici (come ad esempio una
macchina addizionatrice). Nel secolo scorso poteva indicare anche un essere umano: la figura di
«calcolatore» era un ruolo presso alcuni osservatori astronomici italiani.

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