Sei sulla pagina 1di 4

Conservatorio G.B. Martini, A.A.

2019-2020
Psicologia musicale, 21 ore, 3 crediti
Biennio di Didattica della musica e Percorso 24 crediti
Prof.ssa Giovanna Guardabasso
Settima lezione 30 aprile 2020
La percezione musicale globale è estremamente complessa:
- si svolge nel tempo
- elabora porzioni di tempo che contengono informazioni ritmiche, melodiche, timbriche,
dinamiche, di articolazione
- le informazioni sono organizzate in successione e in contemporanea.
In fase di apprendimento della lettura della notazione musicale, di apprendimento dello
strumento, nell’attività analisi, è necessario portare l’attenzione su una componente per volta.
N.B. Questo non significa proporre ai bambini o ai principianti mesi di lezione esclusive sul ritmo o
sulle altezze o sulle diteggiature per suonare, ecc.!
Vanno invece proposte moltissime esperienze globali in cui ascoltare, cantare, suonare per
imitazione, sviluppare le abilità percettive, intepretare la musica con altri linguaggi, ecc. ma
quando nel contesto educativo ci si pone l’obiettivo di ampliare le competenze musicali “per le
quali non è più sufficiente una pratica informale ma è necessaria un’attività organizzata” (Tafuri,
Didattica della musica e percezione musicale, Zanichelli, p. 196) si rende necessario focalizzare
l’attenzione su un aspetto per volta, in coerenza con le caratteristiche dell’elaborazione psico-
percettiva.
Funzioni cognitive diverse per operazioni musicali diverse?
________________________________________________________________________________
All’inizio delle lezioni avevamo distinto
Il suono prodotto da un’azione che induce la vibrazione di un corpo elastico, che si trasmette
all’aria sottoforma di onda sonora
Il suono percepito: colto tramite l’udito sotto forma di “sensazione sonora”, trasmessa ed
elaborata dal cervello
La “sensazione sonora” varia con il variare di alcuni fattori:
- in funzione del tempo della vibrazione, avrò suoni di durata diversa
- in funzione della frequenza della vibrazione, avrò suoni di altezza diversa
- in funzione dell’ampiezza della vibrazione, avrò suoni di intensità diversa
- in funzione dell’intreccio delle armoniche e dei fattori temporali ed energetici nella
produzione del suono (che determinano i modi di attacco, tenuta, decadimento del
suono e le oscillazioni di altezza), avrò suoni di timbro diverso. Il timbro è quindi un
fattore multidimensionale. In natura il suono è sempre COMPLESSO perché deriva
dalla risultante degli armonici, nei loro particolari rapporti di intensità e nelle
oscillazioni di altezza (vibrato), oltre che dai transitori d’attacco e di estinzione e
dalla tenuta del suono. Noi lo percepiamo come un suono unico, dotato di un
“colore”, poiché l’orecchio non riesce ad analizzarne le singole componenti.

Transitori d’attacco e di estinzione:


la modalità di eccitazione della sorgente sonora genera una diversa inerzia sia all’inizio del suono
(durata di attacco) che alla fine (durata di estinzione).
E’ necessario un tempo di transizione per vincere l’inerzia della sorgente sonora e portarla dallo
stato di riposo al suo regime normale di vibrazione e viceversa: si chiamano Transitorio d’attacco e
di estinzione

Sensazione di Altezza
La dimensione propria del ritmo è la dimensione temporale.
Qual è la dimensione propria dell’altezza? è una dimensione spaziale? In che senso? Come creare
quadri mentali chiari in relazione alle diverse altezze? In una melodia altezze diverse si susseguono
nel tempo, ma grazie al supporto ritmico. Qual è la specificità della organizzazione delle altezze?

Raccogliere risposte:
Verticalità
spazio
frequenza
vibrazione
Emozione

Dal punto di vista psico-percettivo si ha la sensazione di altezza separata dalla sensazione del
timbro, quando siamo in grado di portare l’attenzione percettiva sulla frequenza fondamentale,
separandola dalle altre componenti.
Questa operazione risulta particolarmente complessa anche per la commistione tra altezza e
timbro a livello percettivo: la variazione della frequenza comporta la sensazione di una variazione
timbrica.
Un suono alto viene quindi percepito anche come chiaro, sottile, leggero; un suono basso viene
percepito anche come scuro, grosso, pesante.
La percezione delle qualità timbriche del suono è una percezione sinestesica: i suoni sono
chiari/scuri; morbidi/duri; luminosi/bui; sottili/spessi; liquidi/densi, aspro, opaco, pungente ecc…..
L’altezza viene qualificata dagli aggettivi:
- alto/basso (dimensione spaziale, che si presta a più interpretazioni)
- acuto (assottigliato, appuntito, penetrante, suono di frequenza elevata)
grave (pesante, serio,preoccupante, pensieroso, addolorato, di suono NON acuto)
Anch’essi termini interpretativi della qualità altezza di tipo sinestesico (definizione di sinestesia:
funzione cognitiva che consente di trasferire la sensazione di uno stimolo percettivo da un campo
a un altro della percezione uditiva, visiva, tattile, olfattiva, gustativa)

L’altezza
L’altezza propriamente detta va estrapolata dal timbro e isolata. Si opera un’operazione cognitiva
chiamata da Piaget “centrazione percettiva”: la capacità di portare l’attenzione su un elemento
distinguendolo da altri.
Esempio di centrazione percettiva: Ascolto di una parte da un Canone a 3 voci
L’altezza può essere definita come quella qualità del suono che siamo in grado di riprodurre
vocalmente con precisione.
L’altezza può essere riprodotta in modo preciso, a prescindere dal timbro, sia da voce a voce, sia
da strumento a voce, da strumento a strumento.

Nei cosiddetti rumori (suoni ad altezza non determinata o indeterminata) o nel parlato l’altezza è
percepita sommariamente e in modo indifferenziato dal timbro e non si riesce ad “estrarla”.
Esempio: mettere in ordine tre rumori per altezza
Esempio per il parlato: leggere questo testo e fermarsi su una vocale prolungandola
Giovannino perdigiorno ha perso il tram di mezzogiorno,
[…]ha perso la foglia ha perso la via
tutto è perduto fuorchè l’allegria (da Rodari)
Fermandosi sulla vocale il suono è intonato, ad altezza determinata
N.B. Nei bambini fino a 5-6 accade lo stesso fenomeno nei confronti dei suoni ad altezza
determinata: i bambini li percepiscono in modo globale e indifferenziato, non riescono a separare
l’altezza dalle altre componenti poiché non hanno ancora sviluppato la centrazione percettiva che
permette di porre l’attenzione percettiva su una qualità separandola da un’insieme di qualità colte
globalmente in modo sincretico.
I bambini percepiscono il suono complesso come un tutt’uno indifferenziato. In questo caso si
parla di PERCEZIONE TIMBRALE dell’altezza.
La percezione di altezza ha quattro caratteristiche originali:
1. si può intonare, cioè si può emettere vocalmente un suono di uguale altezza a un suono
proposto, anche se molto diverso per qualità timbriche. Si riconosce l’identità dell’altezza
indipendentemente dall’intreccio generato dalle armoniche e dai modi di attacco, tenuta
ed estinzione del suono.
2. una successione di altezze genera un’impressione di movimento, ma la sensazione di
movimento non è necessariamente orientata dal basso all’alto. La direzione alto-basso
delle altezze è un dato culturale, che va appreso, ma che tuttavia si appoggia sul fenomeno
psico-percettivo di sentire il “movimento” delle altezze svolgersi in uno “spazio”. La
dimensione spaziale della percezione delle altezze deriva da questo fenomeno
interpretativo e sinestesico della percezione: il suono percepito come movimento nello
spazio.
3. si percepiscono le relazioni di altezza come relazioni originali: l’intervallo ha un carattere
qualitativo, una specie di “identità” percettiva, che tuttavia si riconosce all’interno del
sistema tonale, e non muta al mutare dell’altezza assoluta. Una melodia si riconosce come
“identica” in varie tonalità e registri.
“In musica il principale supporto del senso è il movimento delle altezze o il rapporto
esistente tra le altezze dei suoni […] cioè l’altezza relativa dei suoni, non quella assoluta è il
fattore principale della percezione della musica […] Una melodia viene riconosciuta pur
cambiando dinamica e timbro”
(B. Teplov, Psychologie des aptitudes musicales, Presse universitaires de France ,1966, p.
112 e p. 115)
Esempio, Tartarguhe dal Carnevale degli animali di Saint Saens
4. Nei registri estremi si conserva la sensazione di movimento, ma si perdono gli altri 2
caratteri.
Considerazione didattiche:
1. Esercitarsi a produrre altezze con la voce, a bocca chiusa, con i glissando e fare giochi sui
suoni lunghi e tenuti, imparando a sentire e a riprodurre l’altezza come fattore a sé stante.
Appoggiarsi sulla sensazione percettiva che i suoni alti siano anche chiari, leggeri, sottili e
quelli bassi siano scuri, pesanti, grossi
2. Consolidare le sensazione di movimento, guidarla nella direzione alto/basso utilizzata dalla
nostra cultura e imparare a “collocare nello spazio” le diverse altezze. Utilizzare giochi che
coinvolgano il corpo, il movimento, i segni grafici, poiché permettono di concretizzare e di
visualizzare nello spazio le differenze di altezza percepite e da riprodurre. Questo aiuta la
formazione delle rappresentazioni uditive.
3. Imparare a confrontare i suoni in base alla categoria altezza: più alto/più basso (da cluster
nei vari registri fino ai semitoni)
Lavorare sul senso degli intervalli all’interno del sistema melodico-tonale.

Potrebbero piacerti anche