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TRE TEMI DI EDUCAZIONE

ALL’AFFETTIVITA’
1 L’AFFETTIVITA’ E’ FATTA DI EMOZIONI, STATI
D’ANIMO, SENTIMENTI E ANCHE ATTEGGIAMENTI
(CHE NON SONO LA STESSA COSA)
La comunità scientidica internazionale, definiscono l’intelligenza emotiva:

 Abilità di percepire, interpretare ed esprimere le emozioni accuratamente


 Abilità di produrre e di accedere a sensazioni emotive che facilitano le attività cognitive
 Abilità di comprendere i vari concetti riferiti alla vita affettiva
 Abilità di usare un linguaggio specifico
 Abilità di gestire le proprie e altrui emozioni in un modo che favorisca lo sviluppo personale, il
benessere e le relazioni sociali.

I processi di pensiero e di interpretazione della realtà costituiscono parti importanti della vita affettiva,
anche se in misura variabile.

La ragione e le emozioni non devono essere viste come estranee e nemiche storiche → la ragione diventa
tanto più forte quanto si coinvolge attivamente nel mondo delle passioni, dei valori, sentimenti e desideri,
inquadrando la sua logica in un ordine superiore.

differenza tra emozioni e stati d’animo → differente intensità di reazione e di qualità/qualità di controllo
cognitivo. Nella formazione degli stati d’animo sono molto importanti i ruoli dell’autostima, temperamento,
storia personale.

Le cose in cui crediamo, desideriamo e a cui tendiamo, sono l’imput dei sentimenti, intreccio tra emozioni,
stati d’animo e valori → nei sentimenti appaiono i valori, che non giocano un ruolo importante negli stati
d’animo. Ad essi si avvicinano anche le passioni e le dimensioni motivazionali della nostra identità che
influenzano gli stati d’animo.

La vita affettiva, quindi, è quest’insieme di cose che in un continuum possono portare alla formazione di
idee, basate su atteggiamenti, che si avvicinano sempre più alla ragione e quindi ad un “pensiero cognitivo
puro”.

2 EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITA’ A SCUOLA:


AZIONI FORMALI E INFORMALI
Nella scuola va introdotta la distinzione tra azione orientate alla competenza affettiva e percorsi espliciti e
intenzionalmente strutturati verso qualche competenza affettiva → intreccio di informale e formale anche
in relazione all’età degli alunni.

Necessario sarebbe, inoltre, discutere dell’importanza dell’educazione all’affettività per i suoi rapporti con
le interazioni sociali, convivenza e sviluppo del senso civivo, e così via.
3 LA MOLECOLA DELLE COMPETENZE AFFETTIVE E
DELLE CORRISPONDENTI AZIONI EDUCATIVE
Gli obiettivi che ogni azione educativa dovrebbe porsi, a prescindere dall’orientamento teorico.

1. Vivere emozioni e stati affettivi, esprimerli intensamente: componente del vissuto caldo e delle
sensazioni
2. Conoscere le emozioni dal punto di vista linguistico, corporeo, visivo, imparare la loro
comunicazione e gli alfabeti affettivi; riconoscerli su di sé e nel vissuto e nei processi, così come
nell’altro.
3. Comprendere le emozioni, capire come si strutturano, come agiscono, da dove vengono e cosa
producono, capendone anche i meccanismi di espressione e cambiamento.
4. Saper esprimere direttamente le espressioni, regolandole al meglio e aiutando l’espressione altrui,
modulandole nelle interazioni empiriche.

Ogni azione pedagogica in ambito affettivo deve partire da un vissuto diretto e portare ad un nuovo vissuto
affettivo. Per evolvere il vissuto affettivo dovremmo crescere in tre classi di competenze: riconoscere,
comprendere ed esprimere gli stati affettivi mediante quattro processi di sviluppo: linguaggi, processi
cognitivi, valori e negoziazione. → devono calibrarsi diversamente in base a se si lavora sulle emozioni, stati
d’animo, sentimenti.

EMOZIONI, STATI D’ANIMO E


SENTIMENTI: LE TRE COMPONENTI
PRINCIPALI DELLA VITA
AFFETTIVA
Si prova a costruire un modello generale, che funga da sostegno strutturato al nostro lavoro educativo,
senza particolari pretese filosofiche o psicologiche.

EVENTI ATTIVANTI → alla base del modello. Sono quegli eventi


che attivano una reazione o innescano una serie di azioni
affettive. Connesso alle risposte tipiche delle emozioni.
Possono essere interni/esterni alla persona, oppure frutto di
un interazione tra percezioni e vissuti di fatti esterni e pensieri
che ne elaborano vari aspetti.

EMOZIONI DI BASE → la parte più innata delle nostre reazioni


affettive. Le Doux ha scoperto un sottile fascio di fibre nervose
che vanno direttamente all’amigdala → amigdala estrae il
contenuto emotivo dai messaggi non verbali.
Ekman sostiene come le reazioni di base siano: gioia,
sofferenza, paura, sorpresa, disgusto, rabbia.

STATI D’ANMO-UMORE → solitamente più duratura


dell’emozione. Si distingue umore di fondo: caratteristica di
base della personalità, con tratti di durevolezza o relativa indipendenza dalle situazioni e stimoli ambientali;
stato-tono dell’umore: varia per lo stesso soggetto da momento a momento in base all’equilibrio somato-
biologico, ingfluenza l’attività intellettiva, volitiva, comportamentale e le funzioni vegetative e somatiche.

EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITA’
NELLA SCUOLA: FORMALE E
INFORMALE
1 EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITA’ NEI DOCUMENTI
MINISTERIALI PIU’ RECENTI

Indicazioni per i Piani Personalizzati nelle Scuole dell’Infanzia (in Obiettivi di apprendimento → area “il sé e
l’altro”): sette obiettivi che riguardano il rispetto di sé e degli altri senza compromettere la propria
autonomia, stima e identità. La capacità di porre attenzione ai pensieri dettati da uomini e donne, notando
se vi sono differenze; la capacità quindi di saper lavorare in gruppo; conoscere il proprio territorio
registrando i momenti e le situazioni che generano paura o meno. Infine, non meno importante,
soffermarsi sul senso di nascita e morte.
(area “corpo, movimento, salute”) ci interessa solo un punto: controllare l’affettività e le emozioni in
maniera adeguata all’età, rielaborandola attraverso il corpo e il movimento.

E così via (non penso sia importante saperne ogni punto anche perché in questo momento sono soggetti a
revisione)

Da questi documenti emerge il profilo dello studente → competenze che odvrebbe acquisire in ambito
educativo, culturale e professionale, al termine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni).

I principali responsabili dell’educazione all’affettività sono ritenuti gli insegnanti. Questo non esclude la
collaborazione con altri professionisti come gli psicologi.

Inoltre, anche l’educazione sessuale viene ritenuta parte dell’educazione all’affettività → ha uno status
indipendente e specifico, ma ricco di emozioni, stati d’animo e sentimenti.

2 L’EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITA’ DEVE ESSERE


SIA FORMALE CHE INFORMALE
PIANO FORMALE = percorsi strutturati, organizzati in sequenze di attività intenzionalmente mirate allo
sviluppo di specifiche competenze nei vari piani della vita affettiva.

PIANO INFORMALE = si articola in tre ambiti generali, nei quali agire in senso educativo, facendo attenzione
alle varie componenti della vita affettiva → 1) ambito delle dinamiche di insegnamento e apprendimento;
2) relazione di aiuto in situazione affettivamente cariche e 3) l’elaborazione nel geuppo di temi sensibili.
L’educazione all’affettività, dunque, non dovrebbe essere una materia a parte, ma uno spazio in cui gli
studenti possano crescere in ogni aspetto.

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