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APPUNTI LEZIONE DI GEOGRAFIA REGIONALE

9cfu 18.09

Branca della geografia umana che condivide concetti e parte della storia geografica del tempo, nata circa
nel XIX sec. In concomitanza con la cartografia, la cosmologia e con i viaggi del Medioevo ai fini di scoprire i
confini del territorio.

Si interroga sulle regioni del pianeta e tenta di definire la regione geografica, molto complessa a secondo
delle interpretazioni di ciascun pensatore della ricerca geografica.

Ci troviamo in una società pluralista e multiculturale, non vale quindi più parlare di regioni aventi suoi
confini, ad oggi infatti vengono abbattuti proprio grazie all’esistenza di una ricca diversità dovuta
all’esistenza di molteplici culture. Recentemente si è sviluppata molta più connettività (vedi fenomeno della
globalizzazione) tra le regioni grazie ad una rete sempre più fitta dei trasporti.

Ciò che diventa essenziale per la geografia è la diversità, si intende dunque conoscerla e NON discriminarla,
di seguito valorizzarla e tutelarla, promuovendo un senso di accoglienza maggiore.

Ha un’ apparato teorico: comprende i dati

“ metodologico: mette in pratica

“ analitico

“ strumentale: si avvale di strumenti qualitativi e quantitativi

Utilizza dati e concetti di altre discipline, per questo motivo viene definita una materia di cerniera.

Ci aiuta a comprendere le interconnessioni tra i gruppi umani e l’ambiente di vita, diventa una disciplina
utile per orientare decisioni al territorio per il futuro, aiuta a pensare geograficamente secondo cui le
persone e i luoghi non esistono in maniera isolata ma sono interconnessi.

Secondo la geografia ciascuno di noi è un luogo e intende comprendere il come avvengono i legami con
l’ambiente di tipo fisico-spirituale e non solo il dove.

Il legame tra i luoghi e i gruppi umani definisce -> identità/ senso di appartenenza che scaturisce a sua volta
un senso di responsabilità.

Si serve di strumenti che accompagnano la competenza geografica, a sua volta costituita da 8 concetti per
eccellenza sono:

SPAZIO dotato di caratteristiche visibili e quantificabili

LUOGHI vi sono persone con storie proprie che riempiono lo spazio trasformandolo

AMBIENTE NATURALE base della sopravvivenza del genere umano, motivo per cui è caro alla geografia.
Possono essere fragili, abbandonati e trasformati.

SCALA globale nazionale ecc. effetti differenti su diverse scale a seconda dei fenomeni

TEMPO determina il cambiamento dei luoghi

CAMBIAMENTI

INTERCONNESSIONI legame che genera diversi effetti

SOSTENIBILITA’
Definizione cardine di regione geografica della disciplina

Porzione di superficie terrestre che è conosciuta dall’uomo e da lui realizzata, è organizzata e infine è
delimitata. Esigenza innata da parte dell’uomo sin dagli arbori della vita di regionalizzare/ delimitare “il
teatro della nostra esistenza”; questo scaturisce una maggiore responsabilità di intervenire sul territorio, di
consapevolezza. Esigenza di salvaguardare delle radici, per rinforzare i confini e innalzare i muri.

Dibattito storico diametralmente opposto in cui vengono portate avanti i concetti di regione geografica,
intesa dunque più generalmente come insieme di spazi elementi e ambienti contigui con tra loro un
carattere comune che li differenzia con i luoghi circostanti.

Il concetto di regione si svincola da alcun concetto politico e burocratico; diventa sempre più una
costruzione soggettiva.

Esistono: la regione naturale, storico-culturale, politico amministrative, politico-amministrative, sostenibili


ed economica-amministrativa.

Concetto di omogeneità o disomogeneità


studiosi affermano che la regione sia complessa ed eterogenea dai diversi elementi. Ha un criterio
omogeneo nel momento in cui dobbiamo semplificare il territorio. Si compie perché dal punto di vista
scientifico bisogna analizzarlo per vedere come si evolve nel caso del tempo. È quindi sia omogenea che
disomogenea.

Nuova corrente nata in questo sec DETERMINISMO AMBIENTALE E ANTROPOGEOGRAFIA

Corrente che nasce in pieno clima positivista, il padre fondatore è Ratzel nel corso della metà 1800.
Secondo la sua visione la biosfera raccoglie ogni forma di vita (compresi fatti storici), tutto è soggetto alle
leggi che regolano la biosfera (compreso comportamento umano). Il comportamento umano è il risultato di
condizioni derivate dall’ambiente naturale, è regolato secondo il principio di causa/effetto unidirezionale.
AMBIENTE  UOMO

Subisce influenza dagli evoluzionisti del periodo (Darwin), infatti condivide alcune sue idee tra cui la lotta
per la sopravvivenza e l’influenza dell’ambiente naturale nell’evoluzione della specie; attinge anche a idee
di altri scienziati ad es. Russel Walles da cui trae “idea di trasformazione continua dell’ambiente”; inoltre
anche da Ernest Eckel da cui trae concezioni deterministe rapporto umano ambientale.

Per il Determinismo Ambientale la società è una somma di individui con le medesime caratteristiche poiché
si trovavano in quel determinato ambiente in maniera unidirezionale. Gli individui sono biologici poiché
vivono nella biosfera e reagiscono allo stesso modo a seconda dell’ambiente in cui vivono. Definisce il
termine razza come insieme di individui che condividono tratti comuni. Ha teorizzato la creazione degli
stati, valgono le stesse leggi che esistono per gli individui (es lotta per la sopravvivenza), i nostri hanno
strumentalizzato con grande ed estrema violenza.

Nei decenni successivi si sviluppa un dibattito scientifico che rende le teorie più raffinate e complesse;
nasce la definizione di regione naturale. Contraddistinta da una stretta struttura geologica che condiziona
l’organizzazione del territorio dei vari gruppi umani. In base al tipo di morfologia, secondo il determinismo, i
gruppi umani danno una risposta dall’intero gruppo in uno spazio geografico uniforme e omogeneo.

Per il determinismo la regione è omogenea, non include discriminanti di tipo antropico (cultura e
insediamenti) ma solo di tipo fisico.
Renato Biasutti dedicherà gran parte del suo lavoro all’individuazione delle regioni che formano il paesaggio
naturale italiano. Questa impostazione non destinata a durare eternamente infatti venne poi messa in
discussione.

Possibilismo
Padre fondatore Paul Vidal De La Blashe, la prospettiva di indagine geografica diventa più complessa.
Coniato il termine dal suo allievo Fever. Protagonista di una geografia più attenta alla presenza umana, in
particolare quella sociale del territorio, che coniugherà una nuova definizione di regione geografica.

2 elementi fondamentali considerati:

- Trasformazioni della società


- Spinte regionaliste che si sviluppano nella Francia del tempo. (Geografi spesso condizionati dagli
avvenimenti dell’epoca). Anni caratterizzati dalla fase della seconda rivoluzione industriale, si
registrano nuove fonti energetiche, come es. petrolio e si scopre l’energia elettrica. Ciò muta il
quadro dell’epoca, ha sicuramente effetti di grande impatto sui territori. Industrie non più
determinate dalla presenza delle materie prime, questo dovuto alla possibilità di trasportare le
materie (motore a scoppio) ovunque non vincolando più la nascita di settori nella prossimità.
I gruppi umani non sono passivi rispetto ad un territorio, porta a nuovi tipi di organizzazione del lavoro.
Nasce la nuova grande fabbrica all’interno delle città, si sviluppa molto il settore terziario relativo alla
persona (lavoro d’ufficio).

Da grande importanza al fattore storico cioè all’evoluzione umana delle radici storiche della regione per
l’analisi corrispettiva. ES stagione politica della FR, attraversa un periodo di regionalismo con l’obbiettivo di
decentrare il potere politico. Non formulò una teoria regionale dichiarata, furono i suoi allievi, nel 1922
pubblicò la sua opera principale con il nome di “principi della geografia umana”.

Il concetto di “genere di vita” impostava analisi delle relazioni tra gruppi umani sul territorio, in altre parole
si tratta dell’insieme di comportamenti sociali relativi a un territorio. Es. forme di organizzazione, territorio
o attività economiche.

Il concetto importante relativo al paesaggio inteso come sintesi geografica regionale, in altre parole si tratta
di una combinazione di tratti fisici e umani che conferiscono una determinata fisionomia al territorio.
Definisce un paesaggio momentaneo dato da un determinato equilibrio tra quello fisico e tra
trasformazioni. Analizzato adesso in chiave antropica, data dalla presenza dell’uomo sul pianeta. Analisi del
paesaggio diventa il perno della disciplina della geografia, considerata infatti da quel momento la scienza
del paesaggio.

Nel paesaggio esiste una stratificazione di popolazione. Nel 1938 al congresso internazionale dei geografi si
sottolinea con forza l’analisi del paesaggio con il suo studio importante per determinare i vari tipi di
paesaggio nel mondo.

Esistono paesaggi in base ai diversi generi di vita, perciò è regione disomogenea, in mutamento in base
all’evoluzione storica.

Metodo di analisi: primo aspetto fisico poi demografico ed economico delle regioni, poi avviene un escursus
storico. Infine ci sono poi le conclusioni in cui si crea e si raggiunge l’originalità del territorio che la rende
regione geografica.

Sostituì il principio di causalità unidirezionale con il principio di causalità complessa. Uomo definito fattore
geografico che è sia attivo che passivo nei confronti del proprio ambiente di vita.

Perché prende il nome di possibilismo?


“La natura propone, l’uomo dispone” >> in base alla cultura, al livello di sviluppo >> natura offre possibilità
che l’uomo coglie a seconda del proprio livello. [fondamentale la scelta dell’uomo]

Complesso di abitudini, concezioni di organizzazioni che danno al territorio un paesaggio riconoscibile al


territorio che rendono possibile il riconoscimento di quel gruppo umano.

Inizia così a diventare una regione storico-culturale

CRITICHE: teneva conto solo di società agricole e perciò poco sviluppate.

Sorre, geografo tentò di aggiornare la definizione di genere di vita.

Esistono diversi esempi di possibilismo

-Le Langhe

-Le 5 terre

-Chianti-Shire in Toscana

23.09

Per la geografia è una stagione di grandi cambiamenti e svolte epistemologiche che porteranno sino ad una
nuova concezione di regione geografica, con il nome di regione funzionale; articolata dal pensiero
FUNZIONALISTA o FUNZIONALISMO.

Si hanno notevoli produzioni di teorie vere e proprie regionali, teorie note attingendo da altre discipline che
avevano proposto riadattandole ai temi della geografia. Tema su cui si incontrano anche altre discipline,
sino a parlare di scienza regionale; ad esempio le scienze sociali.

BACKGROUND ANNI 50: Il mondo si solleva dal post secondo dopo guerra con la sua crisi, diviene
importante l’aspetto applicativo chiedendo alle società la possibilità di trovare leggi per riprogrammare i
territori sconvolti da problemi e perdite varie. Si chiede alla scienza un contributo pratico, si parla di
pianificazione regionale tra gli anni 50 e 60.

Anni 50 si divide la geografia classica data da una conoscenza fine a se stessa dando origine ad un nuovo
tipo che si giustifica proprio per l’utilità nel mondo.

Etienne Juillard, geografo attivo francese degli anni 60, considerato come spartiacque con il funzionalismo e
possibilismo.

1) Uniformità: si esprime attraverso il paesaggio


2) Principio di coesione: si esprime attraverso lo spazio funzionale
La regione è il livello territoriale su cui si strutturano tutte le forze che intervengono nella vita economica e
sociale. La regione funzionale si configura secondo tre elementi fondamentali:

1) Armatura urbana=rete della città, differenti città con diversi livelli di importanza che determinano
impulsi sulla vita regionale.
2) Gioco combinato dei fattori di mercato e accessibilità
3) Interdipendenza dei servizi: modi di integrazioni e interazione tra i centri urbani in quella certa
regione.
Tra il 1961 e il 1970 si attiva la commissione dei territori funzionali per l’analisi geografica funzionale, si
poggia su un aspetto funzionale ossia divisione del lavoro.
Funzionalismo sviluppato nelle regioni anglosassone, indagini attingono dalla statistica e dalla geografia
economica; perciò si parla di rivoluzione qualitativa. Per contrapposizione fondano il nome di “New
Geography” con il suo corrispettivo concetto di polarizzazione.

Elementi della regione funzionale: essa coincide con una porzione di superficie terrestre investito dalla
polarizzazione

 Regione polarizzata: composta dalla dominazione di elementi tra loro interconnessi


 Proiezioni territoriali: generate dalla polarizzazione
Puntuale: 1 singolo elemento sul territorio es. polo industriale
Assiale: lungo vie di comunicazione
Areale: grandi agglomerazioni es. città
 Area/Fascia di gravitazione: tener presente che nel momento in cui la polarizzazione è elevata
significa che la interdipendenza tra gli elementi sono molto intense e può avvenire sia a livello
urbano che areale quindi avere effetti sul territorio.
Regione formale: porzione di territorio caratterizzato da un elemento omogeneo

Da geografia idiografica a nomotetiche con obbiettivo di individuare leggi generali che organizzano il
territorio; l’analisi funzionalista assegna importanza ad elementi più che descrittivi ma interpretativi.

Concetto di polarizzazione teorizzato da Perraux sosteneva che lo spazio economico formato da poli,
chiamati focolai, con forze sia centrifughe sia centripete. Genera un campo di forza, formato da
preposizioni generali per formare il territorio. Se ci soffermiamo sulla distribuzione dei vari centri, tra i
fattori che più influenzano sono la distanza e l’accessibilità che sanciscono l’individuazione dei poli e dei
centri.

- Distanza: si cerca di rendere minimi i costi per accedere in quell’insediamento. Vale per
l’agglomerazione o per un’impresa industriale.
- Accessibilità: connessa alla distanza fondamentale per promuovere la concentrazione o frenare lo
sviluppo della regione funzionale per disarticolazione del territorio.
- Agglomerazione:
Le regioni si distinguono nelle varie attività e funzioni.

Fondamentale analizzare l’organizzazione gerarchica del territorio per comprendere a pieno l’analisi e
l’organizzazione dei piani per il futuro.

Relazioni orizzontali

Relazioni verticali: coinvolgono i centri funzionali gerarchici

Questi gestiscono i vari legami che esistono tra i vari centri.


30.09

La regione sistemica
Ultima corrente del pensiero geografico ed evoluzione del pensiero funzionalista. Introduce concetto di
ecosistema, supera logiche disgiuntive e afferra le logiche congiuntive. La regione considerata come un
esito dell’interazione tra uno o più ecosistemi che all’interno possono essere presenti. Ha una natura
bimodulare (umanità vs ecosistema), indagando emerge che il paradigma sistemico ha abbandonato la
distinzione tra approccio determinista e indeterminista. E’ Fondamentale però distinguere la macchina
banale (A) e macchina non banale (B)

A B

Nel momento in cui riceve un impulso in entrata Nel momento in cui riceve un impulso esterno produce

dall’esterno produce lo stesso impulso in uscita una pluralità di reazioni, dimostrando di esser in grado

ENTRATA=USCITA di modificare il proprio stato interno.

Sistema dunque deterministico poiché non cambia NON PREDETERMINATO DAL PASSATO NE

il proprio stato in base ad una sollecitazione. PREVEDIBILE.

Società e ambiente X determinismo Società X possibilismo

Natura X Possibilismo

Società e Natura X funzionalismo

Ecosistemi:

-componenti biotiche (con vita): fauna vegetazione bacini idrici

-componenti abiotiche (prive di vita): rocce

B+A= interagiscono, legati da fitte relazioni

Realtà regionale complessa da due moduli; costituita da tre ambiti relazionali:

1.ambienti naturali 2.tra elementi naturali e comunità antropiche 3. Tra elementi umani (isolati dal
contesto ambientali) ma che possiedono ricadimenti su di essi.

AMBIENTE=insieme di elementi esterni aventi relazioni che diventano decisive

Autopoiesi ovvero quando un ambiente in grado di produrre e se gli elementi di cui è composto, di questo
modo le sue organizzazioni si sviluppano tra catene di interrelazione.

AUTOREFERENZIALITA’= proprietà dell’autopoiesi. Quando è consapevole di essere in grado di autogestirsi


nel proprio sistema interno. Ciò denota la consapevolezza di quelle che sono le sue relazioni con l’ambiente
esterno. Il sistema si costruisce in base agli input che derivano dall’ambiente esterno; la regione geografica
persegue un obbiettivo.

PROCESSO= insieme di cambiamenti a cui va soggetta l’organizzazione regionale del corso del tempo.

Se il sistema mette in atto un processo evolutivo che non cambia la natura del sistema, avremo allora fasi di
adattamento strutturale.
Arriva un momento in cui il sistema può continuare e perseguire un obbiettivo sulla base degli input
dall’esterno, da lì si ha biforcazione.

Possibilità di scelta non esclude altre opzioni.

OBBIETTIVO REGIONALE SOSTENIBILITA’

La regione considerato come oggetto dato dunque viene ricercato nei suoi tratti esteriori; come fatto
prodotto dall’azione umana nel corso del tempo; come una realtà da costruire e da progettare.

Tema sostenibilità
Si parla già a partire degli anni 50 del 900

“ruolo dell’utopia nella realtà contemporanea”

Yona Freadman scrisse “utopie realizzabili” nel 1974, ribadisce che nel corso dell’epoca a lui
contemporanea sono state prodotte svariate utopie; costruisce una teoria delle utopie realizzabili basata su
alcuni assiomi a priori. Se non ci convinciamo, la specie umana si estingue perciò dobbiamo concentrarci
sulle teorie. Basato su assiomi, le utopie hanno origine da una insoddisfazione collettiva (per spiegarlo fa
riferimento al signor X che si sente molto insoddisfatto ed immagina un miglioramento della situazione).

1^ possibilità/soluzione: può avvenire cambiando il modo di comportarsi del signor X o cambiando


comportamenti di altre persone che intrattengono con il signor X delle relazioni.

2^ possibilità/soluzione: Si immagina la soddisfazione se solo riuscisse a migliorare il suo cambiamento,


resta di fatto un segno irrealizzabile.

3^ possibilità/soluzione: Si immagina altri nella sua stessa situazione cambino il proprio comportamento e
migliorino le condizioni de signor X. E’ consapevole del fatto che altri direbbero no, dunque non ci prova
neanche  genera una rassegnazione, preliminare all’occasione di creare una vera e propria utopia.

4^ possibilità/soluzione: Se attraverso questa analisi riuscirò a formulare questa teoria in grado di


raggiungere il cambiamento allora la sua diventerà un’utopia realizzabile.

Noi come genere umano ci troviamo in questa situazione.

Chi propone un’utopia sa già il rimedio, cerca di applicare la tecnica già conosciuta per applicarla alla teoria.
Saper già il rimedio conduce a formulare la prima legge di non contemporaneità, di fronte ad una situazione
che non soddisfa che è già noto ad una generazione. Si manifesta insoddisfazione quando si capisce che la si
può cambiare.

Un’utopia diventa realizzabile quando ottiene il consenso dalla collettività, sostenibilità è un progetto
collettivo. Il consenso è difficile da ottenere o difficile coinvolgere tutti. Abbiamo poco tempo e ce ne vuole
molto per coinvolgere tutti.

Due leggi principali rallentamento delle utopie, permettono di affermare che l’utopia non è mail frutto di
una sola persona ma deve essere il risultato di una collettività, si riconosce la complessità della sfida a cui
noi siamo chiamati a rispondere.
2.10

Sviluppo sostenibile
Concetto non recente, anni 60-70 del 900 troviamo le prime riflessione. In questo periodo si prende sulle
problematiche causate dalle attività umane, non è chiara la visione di quel periodo che a oggi ci ha condotto
a parlare di sostenibilità. L’anno 1962 rappresenta un punto di cesura esce un testo noto
nell’ambientalismo “primavera silenziosa”, scritto da una genetista e biologa marina Rachel Carson
diventando presto punto di riferimento per gli ambientalisti. Il testo contiene una denuncia contro l’uso del
TTT responsabile della morte di numerosi uccelli (no canto uccelli=primavera silenziosa). Un manager
italiano e uno scienziato scozzese fondano il club di Roma che ospita i più importanti scienziati viventi,
commissiona un gruppo di ricerca un’analisi sulle conseguenze a medio e lungo termine di una crescita
demografica esponenziale e della deindustrializzazione su un sistema chiuso del pianeta terra con risorse
limitate. Raccoglie serie di dati che pubblica nel 1982 con effetto sulla comunità scientifica dal nome di “i
limiti dello sviluppo” qui vengono messe in dubbio una crescita illimitata delle risorse del mondo
occidentale, viene posto il tema del limite oltre il quale sarebbe stato pericoloso per la salvezza
dell’umanità, da qui in poi la concezione dello sviluppo umano viene discusso e si tenta di rinegoziare il
rapporto tra uomo-pianeta. Nel 1972 a Stoccolma si riunirono 113 governi per discutere sul tema del
degrado ambientale per trovare strategie da adottare. Nel 1987 la Commissione Mondiale tra ambiente e
sviluppo pubblica un testo noto come “Our Common future” qui si trova la prima definizione di sviluppo
sostenibile. Esige che siano soddisfatti i beni primari per tutti sia estesa a tutti la possibilità di aspirare ai
propri obbiettivi per il futuro (noto anche come rapporto Bruntland); pianeta casa comune per tutti.
Introduce concetti di responsabilità comuni.

ALCUNI DATI ONU/UNICEF:

900 mln di persone vivono in povertà estrema. (<2$)

40mln di donne vivono in condizioni di schiavitù

100mln di bambini sfruttati nel lavoro minorile

790mln di persone che soffrono la fame

750mln di persone non hanno accesso all’acqua potabile

Dal 19^ sec la temperatura è cresciuta di quasi più un grado negli ultimi 35 anni

Livello del mare +0’20cm nell’ultimo sec

Ogni anno 8mila tonnellate di plastica finiscono in mare

Sviluppo sostenibile è un processo di cambiamento che genera utopie basate su valori sociali e ambientali.

1992 conferenza a Rio DE Janeiro con 179 stati che si ritrovano concordi nel firmare accordo dell’agenda 21
ovvero piano di azioni delle nazioni Unite per poter realizzare i principi di sostenibilità entro il 2021

equità sociale

efficienza economica Presente sia intragenerazionale che intergenerazionale futuro

integrità dell’ambiente
Azioni fondamentali es:

- Lotta contro la povertà


- Cambiamento stili di vita
- Produzione
- Dinamiche demografiche
- Miglioramento salute pubblica
- Protezione atmosfera
- Più insediamenti sostenibili
- Conservazione biodiversità
- Gestione ecocompatibile
Inizio nuovo millennio azione più forte con gli 8 obbiettivi sostenibili del millennio dedicati sia ad aspetti
sociali che ambientali e economici.

Si svolgono due conferenze legate alla sostenibilità

- Global Enviroment facility: fondo monetario per realizzare progetti di sostenibilità, ci sono i
progressi ma non sono quelli sperati.
- Nel 2012 ci fu Rio +20 firmato il documento conclusivo (future we want), anticipa visione mondo
diverso e alternativo, immagina mondo con scambi più green e circolari, mondo in cui esisterà un
sistema di governance attuale che possa promuovere la sostenibilità.
Nel 2015 delineati i 17 obbiettivi raggiungibili entro il 2030 per lo sviluppo sostenibile. Accordo
globale di grande rilevanza che rimase sino a quel momento prevalentemente ambientale.
Caratteri importanti di agenda 20 e 30

 Di carattere universale
 Processo di partecipazione collettiva per permettere il cambiamento di rotta
 .
Agenda non considerata come ennesimo tentativo di buona volontà, ma propone un tentativo culturale
ben consapevole della difficoltà nella sua realizzazione. Per cambiare ci si può rifare alla tecnologia, un
sistema di governance adeguata anche se tutto ciò non è sufficiente; non soltanto i cittadini sono gli autori
o solo i politici o attori economici ma tutti devono impegnarsi.

Parigi 2015 accordo sul clima, deriva da agenda 21, firmato da 195 paesi del mondo entrato in vigore il 4
novembre 2016 con misure drastiche e urgenti contro il cambiamento globale con prese di posizioni,
sforzandosi a mantenere le temperature sotto i +2,5 gradi addirittura di +1,5 gradi entro il 2020. L’accordo
prevede di attuare un processo di revisione di obbiettivi, in caso di fallimento è necessario ritardare.

Dal 2020 l’economia “Carbon free” ossia senza utilizzo di carbon fossile come benzina. Si prevedono
rimborsi per le perdite finanziarie. Già nel 2016 si riconosce una concentrazione di CO2 enorme
nell’atmosfera grazie alle analisi delle carote di ghiacci, mai rilevata prima d’ora. Luglio 2019 il mese più
caldo dalle prime rilevazioni del 1880, in India si raggiunge addirittura la temp. Di +50gradi mentre in Africa
un luglio caldissimo con +1,65 gradi sopra la media stagionale. Queste ondate hanno accelerato la fusione
dei ghiacci dell’Antartide, entro il 2051 spariranno il 75% delle specie esistenti sulla terra. Ci troviamo infatti
nella cosiddetta sesta estinzione di massa.

Daniel Rotman studia da anni il ciclo della CO2 e afferma che in un periodo relativamente breve porterà a
raggiungere una quantità che si riverserà negli oceani. Con conseguenze anche sull’acqua che aumenterà i
conflitti per l’accesso di questa risorsa, aumenteranno il numero di migranti climatici, aumenteranno i flussi
migratori nelle città. L’Italia ha presentato un progetto sostenibile anche se al quanto lacunoso, poco
mirato per contrastare il cambiamento, il monitoraggio degli interventi ITA ASVIS osserva i progressi sui
tentativi che il nostro Paese compirà per lo sviluppo sostenibile. L’Italia è in grave ritardo per il
raggiungimento di tutti gli obbiettivi, esorta a adottare posizioni più radicali e un approccio culturale
differente. L’elemento che rallenta è la difficoltà della comunicazione e diffusione, agenda abbassa la soglia
di realizzazione degli obbiettivi.

“Resilienza trasformativa” di Giovannini  capacità di un ecosistema di sopravvivere ad uno shock ed


essere in grado di superarlo per trasformarci in qualcosa di differente per raggiungere i nostri obbiettivi di
sostenibilità. Vedi ciambella di limiti sociali e planetari.

7.10

3 modi di abitare in maniera sostenibile: 1^ caso di studio: ecovilaggi


Nascono non recentemente anni 70 come comuni.

DEF. Comunità intenzionale, gruppo di individui che decide di optare un tipo di esistenza alternativa che si
basa ovviamente sui principi di sostenibilità nei suoi aspetti: sociale, ambientale ed economica. Riducono
impatto con insediamenti, si potrebbe considerare come un’utopia realizzabile. OBB: soddisfare le proprie
esigenze di tipo lavorativo, educativo o affettivo personale, non sono una fuga dalla realtà, non qualcosa
che escludesse l’esterno ma aperto alla società al punto di fondere una rete di ecovilaggi in contatto tra
loro grazie a conferenze, meet allo scopo di promuovere iniziative. Si differenziano tra loro, unico punto in
comune vivere in comunità. I membri si descrivono come persone che hanno scelto di vivere assieme, sia in
contesti rurali che urbani; possono vivere in insediamenti singoli o insieme di più abitazioni sulla superficie
terrestrre.

Organizzano attività di sensibilizzazioni per invitare gente all’interno delle comunità favorendo
l’accoglienza. Non solo di tipo esistenziale ma a che fare con ambiti politici ed economici. I luoghi
abbandonati sono visti con del potenziale poichè possono essere acquistati e trasformati in villaggio.

Visione/tecnica della permacultura: progettazione del territorio che lo considera un sistema che deve
essere progettato in maniera armonioso nel rapporto uomo-risorse naturali (ecosistemi) (vedi approccio
paradigma sistemico).

Messa in atto da due studiosi australiani Holmgren e Mollison mediante la pubblicazione di testi intitolati
permaculture and pt.2.

Es. Ventimiglia processo durato 20anni che ha portato alla nascita dell’ecovillaggioo impegnati
nell’accoglienza dei migranti.

12^principi della permacultura:

comunità

dipendenza

identità geografiche

Altra esperienza sono le transition Town progettato Mubbert che formulò una teoria scientifica con il nome
di picco di Hubbert. Il modello si può applicare….

Analizza una serie di dati storici sul carbone nello stato della Pennsylvania, analizza risorsa inesauribile in un
intervallo di tempo, successivamente analizza il petrolio. Quando si raggiunge la metà della capacità si
raggiunge il picco di Hubbert.
Gli Stati Uniti picco di produzione negli anni 70 acuita da crisi petrolifera del 73. Nuovi giacimenti, nuove
estrazioni, nuovi raggiungimenti del picco. Nuovo tipo di estrazione ad oggi discorso del “freaking” di
impatto ambientale.

Paradigma sulla felicita risulta una anomalia: All’aumentare del reddito non aumentava la felicità di coloro
che intervistavano. Dipende poco dalle variazioni del reddito, non dipende dalle ricchezze che ciascuno ha.
A partire da questo paradosso…

Preparare le comunità ad affrontare le conseguenze del riscaldamento globale, la fine delle risorse del
petrolio in modo che possano ideare qualcosa.

Inizio Secondo Modulo 11.10

Il sistema mondo
Le relazioni tra i popoli lontani tra di loro non erano così frequenti prima dell’11 sec, naturalmente poi la
situazione mutò grazie alle navigazioni e alle scoperte geografiche che intensificarono i rapporti con l’EU
con il resto del mondo dando vita a fitte relazioni portando alla nascita imperi coloniali.

A partire dal 18esimo sec si sono avvicendate 3 forme di sistema mondo:

Dalla metà 700 fino alla Seconda guerra mondiale, il mondo dominato da EU che ha sviluppato i propri
imperi coloniali, mantenendo la propria supremazia militare controllando la maggior parte delle terre
emerse. Già con la prima guerra si sono manifestati i primi sentori dell’inizio della fine di questo sistema
mondo.

Nel 1917 nasce nuova entità territoriale che avrà il ruolo di una creazione di un nuovo sistema mondo
nuova sociale URSS in cui si afferma un bipolarismo tra Stati uniti ed ex unione sovietica, provocando grossi
conflitti come la Guerra Fredda. Le due superpotenze si sono da sempre affrontate sul piano politico
economico e culturale in maniera differente, ad oggi in seguito alla caduta del muro di Berlino e con la
dissoluzione dell’unione sovietica assistiamo all’egemonia dell’America la cui egemonia è controbilanciata
però da altri attori come dalla federazione russa (lo stato più grande del mondo) e dalla Cina (paese più
popolato del mondo). Dal punto di vista economico fanno concorrenza agli USA i paesi emergenti come
Giappone e i paesi più emergenti come l’India il Brasile e il Sudafrica che ci permette quindi di parlare di un
multipolarismo che si pongono alle volte in concorrenza tra di loro.

Tuttavia, dobbiamo tenere in conto altri elementi che rendono complesso, sicuramente questo sistema
mondo ha subito un grosso cambiamento con 11 settembre del 200, ricordato l’anno in cui si affaccia a
livello globale il terrorismo di matrice islamica che affronta gli USA con un attacco alle Torri Gemelle, da
questo giorno questo tipo di sistema mondo dovrà fare i conti con una faccia del multipolarismo come il
terrorismo integralista islamico. Renderà dunque più debole questo sistema, si subirà dunque poi una
intimidazione da parte di questi attacchi terroristici che diffonderà un sentimento di paura, questo
sentimento di insicurezza in campo politico alimenterà nuove azioni volte a proteggere la popolazione con
un sistema di protezione maggiore e a diminuire però di conseguenza la libertà personale.

Questo sistema mondo è dato dalle caratteristiche della presenza di altri poli importanti, esempio sono le
organizzazioni sovranazionali che agiscono su diverse scale a livello globale continentale del singolo stato
associando più stati che non sono confinanti.

Le organizzazioni hanno tra loro varie funzioni differenti:

 l’ONU creata nel ’45 sulle ceneri delle Società delle Nazioni del 1919 con l’intento di favorire la pace
del mondo motivato dalle morti della Prima guerra mondiale però non contava al tempo della
presenza di grandi potenze (come gli Stati Uniti) che comportò al suo fallimento e sorse con la
Seconda guerra mondiale l’ONU.
Ha la sede al palazzo di vetro a New York alla quale ne fanno parte tutti gli Stati tranne Taiwan
dovuto alla presenza della Cina con il suo diritto di veto e lo Stato del Vaticano in virtù del suo
mandato politico religioso si ritiene al di sopra delle parti.
Principali obbiettivi è favorire la pace del mondo e promuovere la cooperazione politica economica
tra i paesi membri.
E’ costituita da molti organi tra cui  l’Assemblea generale si limita ad approvare dichiarazioni di
principio e a fare raccomandazioni  Il consiglio di Sicurezza prende le decisioni di carattere
operativo ovvero che indirizza l’azione dei caschi Blu o che riguardano gli embarghi economici;
questo organo è costituito da 15 membri 10 dei quali sono eletti ogni 2 anni e 5 di questi sono
permanenti (Stati Uniti Russia Cina Regno Unito Francia)  di grande prestigio per il suo ruolo è il
Segretario Generale molto attento ai cambiamenti climatici e il suo mandato dura 5 anni.
 Altro importante organismo sovranazionale è la NATO si tratta di un patto militare difensivo tra gli
stati uniti e gli alleati (anche Italia) nel ’49, da qualche anno a questa parte la NATO si sta aprendo
ad alcuni paesi ex comunisti, vi è dunque un’apertura anche a questi paesi, la sua sede è a
Bruxelles;
 Sicuramente importante a livello economico è l’OCSE organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo economico e si prefigge di favorire la crescita economica dei paesi che aderiscono e la
liberalizzazione dei commerci internazionale. Molto importante i suoi documenti per l’attività di
monitoraggio sui suoi Stati membri grazie ai preziosi dati e informazioni. La sua sede si trova a
Parigi.
 Altro è l’OPEC organizzazione economica responsabile dei Paesi esportatori di petrolio, fonte su cui
si basa ancora questo sistema mondo, nata negli anni ‘60 e riuniscono 11 stati che costituiscono il
40% del petrolio e hanno l’80% delle riserve come Algeria Emirati Arabi Uniti Qatar Iran Indonesia,
la sede è a Vienna. Obbiettivo di coordinare le politiche di produzione e vendita del petrolio.

In questo mondo complesso altri attori fondamentali sono le ONG organizzazioni non governative che
intervengono nelle dinamiche globali come l’immigrazione nel Mediterraneo, sta assumendo negli ultimi
anni caratteristiche anche politiche e non solo umanitarie.

Il sistema mondo è caratterizzato dal processo dal nome di globalizzazione e si è intensificato negli ultimi
anni sul piano economico e finanziario, ha aumentato l’interdipendenza degli scambi a livello
interplanetario.
È responsabile della diffusione di diversi modelli di vita di consumo e di produzione, ciò è dovuto alla
crescita di flusso di merci/persone/capitali/servizi/informazioni che caratterizzano il nostro mondo
contemporaneo, merito della crescita dei trasporti e delle comunicazioni che hanno reso possibile
l’intensificarsi. Termine già esistente a partire dagli anni 60 quando uno studioso canadese ed economista
inventò espressione “villaggio globale” che studiò l’impatto di queste trasformazioni che hanno sulla vita
culturale sociale delle persone, e scoprì che si stava verificando una riduzione temporale delle distanze per
cui i dati le informazioni i prodotti impiegavano un tempo sempre minore nel percorrere le stesse distanze.
La vita delle persone non andava più relazionata solo per quello che accadeva sul territorio ma anche per
tutto quello che accadeva su tutto il mondo, ecco il motivo del villaggio globale.
Ambiti più evidenti sono l’economia, la tecnologia che ha reso possibile l’intensificarsi delle informazioni, il
trasporto, la telefonia mobile che nel giro di pochi anni è diventato un bene notevole e di prestigio e
l’internet che negli anni 90 ha caratterizzato il mondo di quel periodo. Si concentra soprattutto in
determinati paesi mentre nei paesi più poveri internet è presente solo nelle città più importanti e non
accessibile a tutta la popolazione, ha contribuito sulla possibilità di scambiare info in maniera istantanea
fondamentale per il progresso scientifico e il campo medico sanitario.
Riguarda anche il processo di tipo culturale con la diffusione di stili/modelli di vita dei paesi ricchi nei paesi
ricchi e si diffondono anche in quelli in via di sviluppo veicolando però modelli di consumo che vedono
popolazioni in difficoltà ad accettare e a sentirsi realizzate nel realizzare a pieno quel modello.
Responsabile degli squilibri ambientali e sociali nel mondo. Es vedi ruolo casalinga.
Anche la musica ha diffuso idee e modelli molto importanti, sono partite dall’America culture musicali che
si sono diffuse in tutto il mondo.
Quello di oggi è un mondo da un lato caratterizzato dall’omologazione e dall’altro da grandi squilibri e da
una volontà di allontanarsi dal modello imperante perché si sta dimostrando fallimentare.

Rapporto Brandt nel 1980 nasceva dall’esigenza sia economica che geopolitica e poneva una linea
immaginaria che divideva i paesi ricchi dai paesi poveri ovvero Nord e Sud del mondo in base alla situazione
economica legati anche alla posizione geografica.

Rintracciata esistenza di tre mondi considerati sovra distinti:

1^mondo è il blocco capitalista egemonizzati dall’America.

2^ mondo è il blocco comunista egemonizzati dalla Russia.

3^ mondo è composto da paesi extraeuropei non facenti parte né di uno né dell’altro che si erano affrancati
dagli stati colonizzatori.

Nel 55 in Indonesia si convoca una riunione con alcune potente con lo scopo di individuare una adesione
comune fondata su caratteri di povertà e arretratezza, da qui nasce concetto di “terzo mondo” ovvero paesi
che non avevano ancora conseguito uno sviluppo economico comparabile con quello delle potenze
occidentali.

Situazione negli anni 90 cambiò con lo sviluppo delle Tigri Asiatiche (Hong Kong Taiwan Singapore) e nasce
la necessità di individuare aree più povere di queste che nascono sotto il nome di quarto mondo.

Si individua il quarto mondo dove risiedono i paesi più poveri in assoluto, termine generico basato
sull’indicatore di povertà assoluta al di sotto del dollaro al giorno, tuttavia però non tiene conto
dell’economia sommersa difficili da cogliere come il baratto o lo scambio che permettono di poter vivere.

Meno arbitrale è l’Indice Sviluppo Umano che tiene conto di altri due importanti aspetti come l’istruzione e
la speranza di vita alla nascita.

Mondo caratterizzato da notevoli squilibri, ci fa riflettere come la ricchezza totale appartiene solo al 20%
della popolazione mondiale, 75% persone più povere si concentra nelle aree rurali. Povertà significa anche
fame e ci sono migliaia di persone che ne soffrono, significa anche scarsità di nutrienti.

Aspetto da considerare è il debito pubblico, espediente a cui spesso gli Stati sono soliti a incombere, il più
alto è quello degli Stati Uniti.
14.10

Un altro problema fondamentale è l’accesso alla risorsa dell’acqua che ricopre il 70% della superficie
terrestre e soltanto il 2% di questi è acqua dolce, gran parte si trova nei ghiacci polari. Se fosse accessibile e
distribuita in maniera equa probabilmente sarebbe sufficiente, tuttavia sappiamo che non è così, vi sono
degli squilibri tra chi consuma più e meno, uno statunitense consuma in media 300lt di acqua al giorno
(Italia non molto distante 259 lt pro capite). Un africano ha a disposizione 20lt di acqua al giorno, mentre
1/3 dell’umanità ha seri problemi di approvvigionamento idrico, questo causa la morte di 30.000 persone al
giorno per carenza d’acqua tra cui numerosi sono i bambini inferiori ai 5 anni. Ciò è legato anche
dall’inquinamento idrico specialmente in Africa che crea malattie (tifo) che hanno delle conseguenze sullo
sviluppo fisico del bambino, percorrono in Africa dai 5km a piedi per raggiungere le fonti e trasportare poi
questo peso d’acqua.

Le previsioni sull’acqua sono spaventose si parla di -40% di acqua in meno rispetto a 30anni fa genera
quindi almeno 2mlrd d’acqua non ha accesso acqua potabile. Fiumi acquedotti bacini idrici non sono gli
unici fattori ma talvolta lo sono anche le politiche territoriali che provocano alle volte queste carenze.

A ciò si lega anche l’aspetto che si lega al conflitto dell’acqua che complica il quadro descritto finora, si
provocano infatti guerre per l’approvvigionamento. Altro elemento di squilibri deriva dall’accesso alla
salute, è uno dei 17 obbiettivi sostenibilità ossia garantire l’accesso ai servizi per tutta la popolazione,
ovviamente però differente a seconda del paese in cui ci si trova e attraverso la fotografia è impressionante
vedere come faccia la differenza nascere a seconda di dove ci troviamo.

La speranza di vita alla nascita misura il livello di accesso alle strutture sanitarie. In alcuni stati raggiunge gli
80 anni mentre in altri non raggiunge nemmeno i 50 anni.
Altro dato riguarda la mortalità infantile in EU e America Settentrionale è del 5%o, in alcuni casi africani
supera i 200%o. Ed indica sempre il livello di salute pubblica del paese, in aggiunta anche della mancanza di
servizi di cura per la sanità non in grado di prestare servizio a causa della loro inefficienza. L’AIDS è una
malattia potentissima che colpisce soprattutto l’africa subsahariana.

Elemento di squilibrio forte è la disparità dei livelli di istruzione in diverse aree del mondo e ancora una
volta questo fa la differenza, il tasso di alfabetizzazione che sono le persone che sanno sia leggere che
scrivere è passato nel mondo dal 60% al 80% ad oggi e ci sono paesi in cui sfiora il 100% e quelli in cui non
arriva neanche al 20% e l’analfabetismo riguarda in gran parte le aree rurali dell’Asia e Africa perché qui le
strutture scolastiche sono inesistenti e colpisce soprattutto le donne dovuto a delle ideologie culturali che
non le permettono l’accesso al sapere e quindi costretta ad occuparsi solo della famiglia e della casa.

Cifra generale è di 800 milioni nel mondo le persone che non sanno né leggere né scrivere.

Fonti per l’analisi regionale:


Le fonti statistiche sono varie ed è importante saperle consultare, nell’attingere dalle fonti si può andare
incontro a due problemi ossia alla  reperibilità dei dati a seconda della regione del mondo il dato non è
facilmente reperibile o delle volte non esiste,  affidabilità dei dati perché spesso sono usati a fini politici e
bisogna capire se le fonti sono affidabili e possiamo averne fiducia. Per capirlo basta rivolgersi a fonti
ufficiali, ossia organizzazioni sovranazionali senza la volontà di cambiare il dato e riconosciute quindi da una
volontà internazionale. Es. FAO-UNICEF-ISTAT.
ESEMPI FONTI: sono molto utili gli Atlanti in particolare il calendario-atlante DeAgostini che contiene dati
aggiornati ed è molto ben fatto continuamente aggiornato. Utile per conoscere le attività industriali ecc. Ci
sono i dati sugli aspetti qualitativi e quantitativi della popolazione come nel caso nostro con i censimenti.

Altra fonte per le statistiche è il fondo monetario internazionale.

Altri strumenti per l’analisi regionale: La Cartografia.


Strumento principe è quello cartografico, è importante saper guardare le carte ed esserne consapevoli sulla
sua forma. L’esigenza di rappresentare su una superficie piana dei luoghi ha accompagnato da sempre sul
nostro pianeta, sin dai tempi più antichi le rappresentazioni cartografiche hanno risposto a due necessità:

La raffigurazione del mondo di territorio lontani o fantastici, la carta riflette il livello di conoscenze
geografiche ma anche quella metafisica o filosofica o cosmologia

La rappresentazione del proprio territorio su cui si faceva esperienza quotidianamente, la carta doveva
rispondere a rappresentazione pratiche per gli spostamenti. Come ad esempio nelle civiltà mesopotamiche
che si trovano incise sulle tavolette, altro esempio di cartografia preistorica sono le incisioni rupestri della
Val Camonica che raffiguravano scene di caccia e raccolta e sono patrimonio dell’umanità con
un’importanza notevole. Ancora un esempio riguarda la città dell’Antica Grecia che percepivano la divisione
in tre aree ASIA EUROPA AMERICA.

Nelle prime di Anassimandro da Mileto la carta assumeva la dimensione di un cerchio con al centro il
mediterraneo che divide le due regioni ossia l’Europa e l’Asia, si inizia a manifestare l’esigenza di localizzare
una località rispetto a un sistema prefissato.

Nella cartografia di Dicearco da Messina verso la fine del IV sec a.C. in cui compare un asse di riferimento
est- ovest ossia una sorte di primo parallelo e tocca le località poste tutte alla stessa latitudine.

Nella cartografia di Eratostene perfezione quest’ultima con una serie di rette ortogonali che vengono oste a
distanze uguali e che coincidono grossomodo ai paralleli e meridiani e che alcuni passavano per alcune
località note.

In epoca Romana il sapere cartografico risponde a esigenze di tipo militare ma anche a quelle commerciali e
amministrative dell’impero, vengono elaborati l’Itineraria Picta come la tabula Peutingeriana e in questa
cartografia vengono registrate vie ecc.

Nel secondo secolo d.C. è quella di Tolomeo considerato il più grande dell’antichità autore della più grande
raccolta di carte al mondo allora conosciuto e la cartografia ne fa parte il planisfero con il corrispettivo
reticolo geografico. Erano carte molto particolareggiate ma chiaramente presentavano degli errori.

Durante il periodo medioevale segue il declino della cultura romana grazie all’opera dei monaci dei
monasteri che avevano svolto un ruolo importante, scopo era quello di presentare le terre e i mari nella
maniera più possibile aderente alle sacre scritture. Risultato era quello di avere una rappresentazione
ecclesiastica del mondo e che si esprimeva in queste cosiddette carte della T(erra)-O(rbis). In queste l’est si
trova in alto nella direzione dove si supponeva fosse in Asia, il tratto della T verticale rappresenta il Mar
Mediterraneo mentre il tratto orizzontale segnava la direttrice del fiume Tanai del Mar Nero dividendo di
fatto in tre continenti.
16.10

Esempio di carte nautiche


Disegnate su pergamene e riproducevano le linee di costa per la navigazione, vi era una fitta nomenclatura
di porti/approdi/bassifondi/foci dei fiumi. Venivano disegnate delle rette che si irradiavano da un solo
punto e che rappresentavano la rosa dei venti. Il XIV secolo vede la scoperta della cartografia Tolemaica e
questo permette di restituire un fondamento scientifico e matematico alla cartografia.
Grazie alle numerose scoperte geografiche fecero diventare un secolo d’oro per la cartografia moderna il
500 con rilevamenti topografici fatti con una certa regolarità, il sovrano di turno dava un ordine al
cartografo per cartografare i possedimenti. Intorno alla metà del 500 la figura più importante in questo
periodo è la figura del mercatore che concepisce la realizzazione di tutte le carte del mondo raccolte in un
atlante, il tutto procede di pari passo fino all’800 con lo sviluppo della forma della terra e le sue dimensioni.
Si sviluppa poi la cartografia con la topografia, sino ad arrivare ai giorni nostri con ulteriori innovazioni tra
cui il rilevamento areo-fotogrammetrico e attraverso il telerilevamento con l’acquisizione di immagine da
satellite. Importante funzione, per l’aspetto dell’analisi del territorio e per altri fenomeni, svolta dai droni
sviluppata recentemente che permettono una definizione molto alta dell’immagine.

Definizione di carta geografica


È una riduzione o rappresentazione grafica di una superficie avente 3 caratteristiche:

 Ridotta poiché impossibile riprodurre la realtà, necessario ridurre le proporzioni perciò si introduce la
scala che comporta, in rapporto, la necessità di ridurre la distanza sulla carta e la corrispondente distanza
sulla superficie terrestre reale. Per numeratore ha il numero 1 e per denominatore quel numero che indica
quante volte le lunghezze reali sono state ridotte per la rappresentazione geografica.
Ciò significa che essa indica: quanto più grande è il denominatore tanto più piccolo sarà il valore della
frazione (territorio molto esteso) e paradossalmente si parla di piccolissima scala come il caso dei planisferi.
Quando invece il denominatore è piccolo prendo in considerazione un territorio di scarse dimensioni e
quindi si dirà a grande scala, in base a questo principio si classificano le scale geografiche.

Classificazione principale tra i tipi di carte geografiche:

 Piante o mappe scala 1:10.000 utilizzate solitamente per rappresentare le città


 Carta topografica (a grande scala) compresa tra 1:10.000 a 1: 200.000 e che consentono una
rappresentazione particolare di aree ridotte come un abitato, è possibile vedere la pendenza del
terreno e le sorgenti. Comprese in questa topologia le carte IGM (Istituto geografico militare)
possiede carte topografiche di tutto il paese. Utili per fare confronti geografici.
 Carta corografica o regionale compresa da 1:200.000 a 1:1.000.000 definite “a media scala” e
ricoprono una superficie abbastanza vasta, livello del dettaglio è minore.
 Carte generali con una scala superiore al 1mln e possono rappresentare uno stato o un continente.
Es Atlante.
 Mappamondi o planisferi di piccolissima scala raggiunge fino i 30mln e rappresentano tutta la
superficie terrestre.

Tipi di carte topografiche:

 Carte tematiche che rappresentano alcuni fenomeni specifici riguardo esempio al clima alla
morfologia del territorio, precipitazioni, produzione agricole/industriali e possono essere sia di tipo
qualitative, per rappresentare il perimetro all’interno del quale si manifesta questo fenomeno, che
quantitative ossia la distribuzione del fenomeno espresso però in percentuale.
 Approssimata perché impossibile rappresentare su un piano una superficie che è curva.

 Simbolica fa uso di simboli decodificati nella legenda. Sono simboli ovviamente convenzionali.

Regioni climatiche e i corrispettivi paesaggi climatici


Studiate secondo Koppen.

Elemento fondamentale è il Bioma e si intende: associazioni di forme vegetali e forme animali tipiche di una
certa regione climatica, esso da origine ad un certo paesaggio climatico formato dalla vegetazione tipica
che nasce nel corso del tempo spesso è stata sostituita a causa dell’intervento antropico. Fondamentali le
conseguenze per le quali vanno presi dei provvedimenti legati alla politica e alla pianificazione, soprattutto
nella chiave per la sostenibilità.

Definizione del clima


è la media delle condizioni metereologiche di una porzione di superficie terrestre e in essa rientrano una
serie di fattori da considerare: fenomeni atmosferici possono manifestarsi in combinazioni e intensità
differenti a seconda del territorio considerato.
Fattori climatici ossia elementi che influenzano il clima attraverso la loro interazione e si dividono in due
categorie:

Fattori macroclimatici lo condiziona ampie superfici terrestri soprattutto con la  latitudine ossia più
lontano meno irraggiamento dei raggi solari con una conseguente diminuzione delle temperature,  con la
altitudine ossia più si sale di quota più diminuisce  la continentalità ossia la distanza di un punto
dall’oceano/mare. Località più vicine all’acqua godono della funzione termoregolatrice dell’acqua.
Fattori microclimatici solitamente sono agenti che interessano superfici piccole, come  correnti marine o
calde o fredde che influenzano le temperature delle regioni costiere es. Corrente del Golfo;  la
vegetazione  venti caldi o freddi secchi o asciutti che alterano la pressione atmosferica e la presenza
dell’umidità.
Provocano la diminuzione della temperatura mitigando il clima  l’esposizione al sole,  laghi e corsi
d’acqua minori e  l’azione dell’uomo che ha determinato il cambiamento del clima dalla rivoluzione ad
oggi con interventi sul territorio a scala globale.

Classificazione dei climi


Più utilizzata è quella forse più semplice di Koppen che ci permette di condurre una sorta di prima
regionalizzazione, consente di rappresentare le caratteristiche essenziali dei climi con dei grafici termo-
pluviometrici evidenziano il numero di precipitazioni e grafici ombro-metrici che studiano zone con scarsa
presenza d’acqua.
Si fonda su 5 grandi gruppi climatici a seconda del regime di precipitazioni e tipo di copertura vegetale che
caratterizza la presenza di stagione piena o secca.

5 grandi gruppi climatici con le corrispettive regioni climatiche:

1. Mega termico con una temperatura media mensile superiore ai 18 ° termici.


2. Aridi importante il regime di precipitazioni molto scarse.
3. Meso termici con una temperatura nel mese più freddo compresa tra i -3 ° e i 18°.
4. Micro termici con una temperatura inferiore nel mese più freddo ai -3 ° e il mese più caldo superiore
ai 10°.
5. Nivale con una temperatura medie inferiore nel mese più caldo ai -10 °.
Ciascuno di questi 5 grandi gruppi comprende dei sottogruppi con la relativa associazione del paesaggio.
I caratteri del clima sono gli elementi essenziali per analizzare il rapporto che quel territorio ha con l’uomo
e i suoi insediamenti.

1. Climi mega termici

Appartengono i climi caldo umidi tipici della fascia intertropicale e che sono il clima equatoriale, monsonico
e tropicale. A questi tre climi corrispondono i paesaggi climatici della foresta pluviale, tropicale e della
savana. Il clima equatoriale è caratterizzato dalla massima rilevanza dei fattori termo e pluviometrici e dal
fatto che questi due fattori varino poco durante l’anno poiché vi sono pochi fenomeni stagionali, questo
tipo di clima favorisce ogni processo biochimico con una crescita accelerata della vegetazione inoltre anche
la decomposizione della materia organica e la duplicazione dei batteri, favorisce anche una massima
biodiversità. Fattori importanti che la condizionano sono la presenza costante della bassa pressione dove
spirano i venti Alisei. Scarsità della luce inibisce lo sviluppo del sottosuolo nella foresta. Lungo le coste è
distribuita la mangrovia ossia piante che affondano le radici nei bassi fondali sabbiosi e che può
sopravvivere al contatto con l’acqua.

21.10

2. Climi aridi

Queste aree comprendono anche vasti spazi ad alte latitudini superiori rispetto alla fascia del deserto e
sono localizzate nel centro del continente asiatico, concentrato nel Deserto Dei Gobi e nel bacino Aralo-
caspico. Scarse/quasi inesistenti ed elevatissimo vapore.
La mancanza di acqua fa si che vi sia una notevole escursione termica tra il giorno e la notte, a questo
gruppo di climi aridi appartengono il clima arido-caldo; semi-arido caldo e clima arido freddo e
corrispondono a tre biomi: il deserto caldo, la steppa e il deserto freddo. A- C caratterizza regioni con
temperature diurne che superano i 50 gradi centigradi mentre di notte scende anche al livello 0, il suolo qui
è formato o da rocce o da pietre o sabbia, nonostante le precipitazioni che non raggiungono i 200mm annui
l’acqua evapora immediatamente rilasciando una elevatissima salinità, le uniche aree verdi sono
rappresentate dalle oasi che sorgono sopra le falde acquifere. Sono le acque di affioramento dal sottosuolo
che rendono possibile la coltivazione di qualche ortaggio, si tratta di ambienti circondati da aridità estrema.
Il clima S-A-C da origine alla steppa che si presenta con una formazione di tipo erbaceo con cespugli di
piante xerofile (cioè quei vegetali adatti a vivere in periodi lunghi di siccità), questo tipo di regioni
climatiche presenta una serie di vincoli nello sviluppo delle attività umane, allevamento di piccole
dimensioni molto povero per lo più di ovini cammelli e dromedari, anche il pascolo è di scarsa qualità.
Gli insediamenti sono sempre di tipo semi-temporaneo, la presenza umana in queste aree fragili aggrava i
processi di desertificazione che già per natura sono intensi.
Il clima A-F è tipico delle regioni di medie latitudini situate all’interno dei continenti lontano dall’influenza
dei bacini idrici e spesso circondato da numerosi rilievi che bloccano le masse d’aria umida, si ha forte
escursione termica sia stagionale sia giornaliera e spirano venti fortissimi che comportano a tempeste di
sabbia. Tasso di evaporazione più bassa rispetto ai climi arido-caldi e questo permette la formazione di una
vegetazione limitata ma comunque maggiore. I deserti freddi si trovano nell’emisfero boreale dove vi è una
maggior percentuale di terre emerse.

3. Climi meso termici

sono detti anche temperati caldi come il clima mediterraneo, subtropicale e temperato oceanico a cui
vengono associati i relativi biomi: la macchia mediterranea, gli altri due associati alla foresta decidua di
latifoglie, dalle foglie larghe, che cambia le proprie foglie nella stagione intermedia. La latitudine compresa
tra i tropici e il circolo polare artico nel senso che si trovano in larga parte nell’emisfero boreale, presentano
due stagioni intermedie l’autunno e la primavera. Le precipitazioni non abbondanti ma garantiscono la
vegetazione che si presentano in maniera continua. L’insediamento
umano è favorito dal clima con forti intensità di popolamento. Il clima
Mediterraneo caratterizza le coste del Mediterraneo ma anche quelle del Mar Nero, Sudafrica e alcune
coste meridionale australiane. Inverni miti e umidi ed estati calde e asciutte, mitigate dall’influsso delle
correnti marine. Il bioma originario ha subito un forte cambiamento con le aree diversamente popolate e
oggi è quasi completamente artificiale rispetto a quello originale, vi sono territori da un lato coltivali e
dall’altro urbanizzati. Ci sono porzioni di foresta originaria e l’antica foresta è costituita da pini marittimi
Querci da sughero cedri ecc. Anche sulle catene montuose c’è traccia di queste antiche foreste
mediterranei sulle coste Liguri esempio, in questo tipo di paesaggio prevale anche la macchia mediterranea
composta da cespugli ed erbe aromatiche e dal Medioriente sono state importate qui alcune specie albore
(viti, ulivi ecc.), allevamento affiancato all’agricoltura povero su ovini bovini e caprini fondato sulla
transumanza (spostamento orizzontale alla ricerca di nuovi pascoli).
Attività fondamentale di forte impatto è il turismo balneario a cui si aggiungono le attività di pesca.
Clima subtropicale che caratterizza la Cina, costa orientale australiana, Giappone, isola settentrionale nuova
Zelanda, negli Stati uniti. Inverni piuttosto rigidi, nella stagiona estiva le precipitazioni sono molto
abbondanti, ne risulta una vegetazione molto rigogliosa e costituita da piante sempreverdi.
I climi temperato oceanico che si trova nella Costa Atlantica sino alla Norvegia e raggiunge anche la Spagna,
regioni caratterizzate da estati fresche, inverni miti, piogge frequenti e vicinanza con le coste importante
perché mitiga le temperature. Il bioma caratteristico è dato da foreste decidue di latifoglie costituita da
alberi come castagni. Presenta un sottobosco molto rigoglioso che si riduce durante l’inverno

4. Climi microtermici o temperati freddi

Compresi tra i tropici e i circoli polari anche se compresi per lo più nell’emisfero boreale, appartengono il
clima continentale e clima continentale subartico e qui troviamo come biomi foreste di latifoglie che
lasciano spazio alle praterie alle steppe e alla Taiga. Il clima continentale UMIDO è tipico da terre ricoperte
da latifoglie e in queste aree spesso le presenze umane ha fatto spazio agli insediamenti urbani. Il clima
subartico è caratterizzato da temperature molto rigide durante i quali il suolo è ricoperto di neve e durante
i quali gelano completamente, si hanno estati molto brevi e raramente le estati superano i 20 °.

5. Climi Nivali

Proprie delle regioni a latitudini maggiori, temperatura non supera i 10 ° e nei poli non è mai superiore ai 0°.
Le precipitazioni sono per lo più di tipo nevoso ma comunque scarse, il suolo era permanentemente
ghiacciato (permafrost), ora si riscontra una progressiva fusione dei ghiacciai che libera grandi quantità di
Metano che aumenta i livelli di CO2 nell’atmosfera. Appartengono ai climi nivali il clima subpolare e clima
polare artico, nel primo si ha una breve estate e spirano venti (Burian e Blizzard) fortissimi, ovviamente
presenza umana limitatissima. Le calotte glaciali in alcuni casi superano i 3000 metri latitudini definite i
condizionatori della superficie terrestre.
Prima macroregione: EUROPA
L’Europa NON è un continente perché secondo la definizione classica si tratta di una vasta superficie
terrestre interamente circondata dall’acqua, ma è una appendice di ciò che è continente ovvero l’Eurasia e
ne costituisce la parte più occidentale di essa. Verso est e Sud est non ha confini di carattere fisico. La
superficie di questa penisola non è molto vasta 10mln di Km e in pochi casi i suoi punti più interni superano
i 400km ciò significa che subisce parzialmente l’influenza delle masse d’acqua che la circondano. Grazie alla
presenza di molte aree pianeggiante e la vicinanza al mare, l’Europa è caratterizzata da un clima temperato.
Questa sua conformazione ha favorito il popolamento con la diffusione degli insediamenti umani e conta
oggi circa 741,5mln di abitanti, secondo la maggior parte dei criteri geografici appartengono 47 stati di cui
43 appartengono alla regione geografica che è considerata usualmente europea e poi vi sono quelli trans-
continentali che si estendono tra il continente EU e l’Asiatico come la Russia, Turchia e Kazakistan; vi sono
poi i paesi caucasici che a seconda del criterio che si adotta vengono più o meno considerati come la
Georgia, la Romania e l’Azerbaigian. Le suddivisioni dell’EU sono sempre convenzionali e variano a seconda
dei criteri utilizzati che si basano su considerazioni economico politiche e culturali. E’ un modo di
regionalizzare differente.

Si analizza a partire da quelle che sono le regioni naturali tra le diverse che appartengono all’EU e che sono
costituite dai rilievi per il 25% della superficie formatasi durante l’orogenesi di 400mln di anni fa. Vi sono
altre regioni naturali determinate dalle colline moreniche vulcaniche e sedimentarie (rilievi compresi tra i
200m e i 600m dal livello del mare) e pianure, occupano il 45% del territorio EU e la loro estensione è
limitata dalla presenza di catene montuose. Elemento che caratterizza l’Europa è l’acqua che si trova in
varie forme, non possiede fiumi molto lunghi (il Volga è il più lungo) e molti di essi sono stati importanti per
la navigazione del commercio e perché fonti di energia idroelettrica. Anche i laghi sono con gran frequenza
e si possono dividere in regione baltica sono stati scavati da masse glaciali e alpina e prealpina di
dimensione minore, hanno generalmente forme circolari.

Altro tipo di regioni seguono suddivisioni culturali come l’uso della lingua o della religione, prendendo in
considerazione il primo caso oltre il 90% della popolazione parla lingue indoeuropee, ceppo originale arrivò
dall’Asia Centrale e Meridionale e con le vicende storiche successive hanno fatto portato alla formazione
dei gruppi linguistici, tranne il Basco unica lingua non di origine indoeuropea.

23.10

All’interno della macroregione Europea vi sono aree che includono territori di paesi differenti e associati da
più o una caratteristica di tipo geografico, in altre parole si tratta di nuovi assetti sovranazionali che
corrispondono a degli ambiti di coordinamento istituzionale. In questo modo Europa può essere ridisegnata
con gli ecosistemi che la caratterizzano attraverso le culture e la storia.

Prima macroregione è la regione Baltica che serve per il coordinamento degli 8 paesi membri che si
affacciano sul Mar Baltico (Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia ecc.), questa si pone come obbiettivo
principale quello della sostenibilità ambientale. In particolar modo si vogliono preservare le diverse risorse
naturali, la biodiversità, le zone di pesca con l’obbiettivo di rendere questa regione con l’utilizzo di risorse
etico-sostenibili. Utile a favorire gli scambi commerciali e di promuovere imprenditoria locale, altri
obbiettivi riguardano la messa in atto di azioni che limitino l’inquinamento marino e che portino le forme di
costituzione di questi ambienti caratteristici.
Altra macroregione è quella del Danubio che conta più di 100mln di abitanti e comprende i 14 paesi che si
affacciano sul paese di cui 8 sono membri dell’unione europea (Germania, Austria, Ungheria, Romania,
Repubblica ceca). Obbiettivo creare dei collegamenti tra questi paesi che portino all’aumento prosperità in
chiave sostenibile investendo da un lato nelle risorse umane e dall’altro nella tutela dell’ambiente in forme
economiche.
Queste economie sono l’istituzione di aree protette in cui è possibile valorizzare le culture locali come
green economy o economia circolare. Particolare l’ambiente naturale che la caratterizza comprende i bacini
fluviali oltre a rilievi notevoli come i Carpazi e i Balcani, ha una spiccata biodiversità con un corrispondente
spiccato valore.

Terza macroregione è la Adriatico-ionica che interessa anche l’Italia e altri paesi che si affacciano sul Mar
Mediterraneo (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Serbia, Slovenia). Applicano in quest’area
turismo sostenibile in modo che pesi meno sull’ambiente creando anche posti di lavoro, rilanciando
l’economia. Entrarne a far parte di esse permette di entrare in un Network che favorisce gli accordi e gli
scambi.

Ultima macroregioni sono le Alpi, definita unica regione al centro dell’Europa, obbiettivo aumentare la
cooperazione transfrontaliera su molti temi innanzitutto sulla crescita sostenibile e l’innovazione sentita
come necessità in questi territori. Tema fondamentale sono le comunicazioni come i trasporti, è una
macroregione da sempre attraversata che però ha al suo interno aree definite marginali perché non sono
servite da una rete di trasporto adeguata diventando così emarginali ed è importante che questi abitanti
non si sentano ai margini. Altro obbiettivo è la tutela del patrimonio alpino che si presenta variegato con al
suo interno molteplici conformazioni che trova caratteri comuni con una certa alpinità del passato (vedi
Elvetism). Ci sono altre forme di aggregazione minori nate nel continente Europeo che sono strumenti di
cooperazione utili per attivare progetti finanziati dall’Unione Europea e hanno come requisito il
partenariato tra i vari stati, questo è possibile perché permette di valorizzare i patrimoni comuni condivisi
da altri stati. Esempio sono le Dolomiti proclamate il patrimonio dell’umanità, oppure altro esempio il
Tirolo.

Identità storico culturali


L’Europa secondo molti storici è considerata una civiltà più che continente, cioè secondo un insieme di
valori conoscenze costumi sedimentati nel tempo creando basi per la sua identità. Quali sono?

 Democrazia (nata nella Grecia antica) che permea la vita di tutti gli stati EU.
 Libertà individuo e uguaglianza degli uomini.
 La religione cristiana che ha unificato i popoli dell’Europa in una contrapposizione secolare
dell’Islam.

Considerati i pilastri dell’identità Eu però vengono sempre ridefiniti modificati e discussi, senza perdere di
vista che questa macroregione è composta da un mosaico ricco di complessità di gruppi umani.

Interessante il fenomeno storico culturale e politico del Neo regionalismo europeo, richiama concetti di
etnia o territorio per interpretare e definire l’identità di una nazione e popolazione, nel corso dell’ultimo
secolo ha consentito l’integrazione di diversi paesi e in alcuni casi vi è stato un processo di de involuzione
che ha caratterizzato dal centro alle periferie e ha dato forma al neo-regionalismo. Ha consentito di
trasferire dal centro alle periferie alcune risorse e ha interessato alcuni stati che avevano già evidenziato le
esigenze autonomistiche di alcuni territori.

Vi sono dei fattori esterni inerenti a ciò: processi legati alla globalizzazione che hanno favorito nuovi input ai
territori che volevano autonomia e consolidamento del processo dell’integrazione europea.
Il ruolo dello stato tende a ridimensionarsi in questi ambiti e diventa così importante il ruolo invece, delle
istituzioni europee e comunitarie che intervengono nella vita degli stati attraverso legislazioni normative e
interventi politico-economici. I regionalismi dell’epoca contemporanea fondano le loro radici nel passato e
questo ha creato paura che nel corso della storia ha suscitato rivendicazioni e repressioni. I principali
regionalismi europei si trovano in Spagna.

SOSTENIBILITA’ EUROPEA

Nel rapporto del segretario generale si legge un’affermazione che mette ben in chiaro quanta strada ci sia
da fare

28.10

Regione del Caucaso


Accanto alle grandi catene montuose sono accostate da grandi pianure con presenza di grandi laghi.

Territorio geologicamente giovane e instabile soprattutto quelle delle repubbliche caucasiche ed è


caratterizzato oltre che una forte instabilità dovuta alla attività tettonica ma anche di tipo vulcanico.

Dal punto di vista del clima questo territorio è accentuato dalla continentalità che lo rende notevolmente
molto arido per cui non bastano i bacini lacustri presenti per mitigare la continentalità e in quest’area si
presentano inverni molto rigidi ed estati molto calde (alto tasso di aridità per entrambe con conseguenze
sull’ambiente circostante). I paesaggi/bioma che ne derivano sono le steppe a Nord del Kazakistan oppure i
deserti tra cui il Karakorum tra cui fanno eccezioni alcune pianure fertili in Georgia e alcune regioni che si
affacciano sul Mar Caspio.

Karakum è uno dei deserti più estesi e occupa circa il 70% del Turkmenistan e copre una superficie di circa
40000km 2 ed è noto per alcune caratteristiche che lo rendono unico:  si possono trovare i takyr ossia
conche o avvallamenti di grandi dimensioni separati da dune di sabbia che assumono forme mutevoli
perché continuamente modellate dai venti violenti,  sono presenti anche depressioni più basse che
rappresentano il letto di vecchi fiumi che si sono completamente prosciugati,  è costituito da una sabbia
molto scura quasi nera e infatti chiamato spesso deserto nero perché costituita da sale molto scuro frutto
delle evaporazioni che nel corso di mari e fiumi interni si sono susseguiti in questa regione lasciando
depositi che hanno generato la colorazione di codesta, uniche acque che arrivano nel deserto hanno
origine da piogge scarse e da alcuni fiumi che attraversano parte del deserto, altra piccola parte d’acqua
deriva da un canale artificiale degli anni 50’ che è lungo 1400km e per altro ha portato secondo molti più
danni che benefici all’intera regione.

Lungo il Karakum si possono trovare anche delle oasi che permettono la elaborazione del cotone; durante
gli anni 70’ questo territorio era percorso da trivelle alla ricerca di gas e petrolio naturale ed è successo che
alcune porzioni hanno ceduto sotto la pressione e le esalazioni di gas arrivarono in superficie e perciò i
geologi russi per evitare che queste esalazioni diventassero nocive per la popolazione decisero di
incendiarli. crateri con fuoriuscita di gas chiamati “porta dell’inferno” dovute alle vecchie trivellazioni per il
petrolio e per impedire che la regione si trasformasse in tossica hanno deciso di bruciarle col fuoco, in
combustione continua dal 1971.
Questa terra fin dall’antichità è stata oggetto di numerosi flussi migratori e vittima di conquiste da
popolazioni turche e mongole e queste zone vennero riunite in un unico regno e dopo circa 500 anni
entrarono a far parte dell’Unione Russa, poi Sovietica per poi disgregarsi.
Il governo di Mosca dal XVI sec porta avanti il processo di russificazione e dell’Asia centrale e consisteva:
milioni di russi e ucraini vengono trasferiti in questa regione con l’obbiettivo di coltivarla, il territorio più
volte suddiviso e bipartito senza tener conto della cultura ma solo secondo criteri utili per il governo di
Mosca. Islam venne in più occasioni osteggiato e numerose moschee vennero distrutte anche i sistemi di
misura come la moneta e naturalmente questo provocò numerose rivolte cittadine che porteranno alla crisi
dell’unione sovietica. Nonostante i tentativi il processo (di acculturazione russificazione) del Caucaso
avvenuto sotto tanti aspetti, comunque sia le tradizioni locali resistevano ai russi quindi essi si limitarono a
sfruttarne i territori e le ingenti risorse soprattutto dal punto di vista minerario che hanno.
Agricoltura di sussistenza soppiantata e sostituita perché l’obbiettivo era quello di creare coltivazioni
adibite alla monocoltura di cotone cereali frutta e ortaggi, il sottosuolo venne sottoposto ad intenso
sfruttamento con intento di prelevare le risorse minerarie. Grandi cambiamenti vennero operati nel corso
dei fiumi che venne deviato per andare a coltivare i campi, nel frattempo venne costruita la ferrovia
transiberiana dal 1903 che collegava Mosca e Oceano Pacifico creando un grande asse tra Europa e Asia
Centrale.

Tutte queste evoluzioni non portavano ad una crescita economica o ad uno sviluppo della popolazione ma
aumentavano il potere politico-militare oltre che economico dei russi, le migrazioni e le conquiste hanno
reso queste popolazioni un vero mosaico etnico veramente complesso.

Momenti di gran conflitto che hanno generato migliaia di morti e profughi, altro problema sono senz’altro
le minoranze russe svincolate dall’unione sovietica, una volta sciolta vivono tuttora minoranze russe che
determinano forme di instabilità all’interno di vari stati. Sul piano religioso non vi è uniformità, islamismo è
la più professato. Da cui in seguito alla caduta dell’unione sovietica ne è nato un islamismo molto violento
che probabilmente venne incoraggiato dall’Arabia Saudita per una serie di interessi economici, questo tipo
di estremismo ha trovato una forte opposizione in maniera repressiva e violenta dai governi.

La maggior parte degli abitanti risiede nelle aree rurali nonostante ciò vi sono città importanti che
assumono la somiglianza con quelle occidentali, oggi sono sia centri artigianali che commerciali e poi vi
sono centri storici per la loro amministrazione e sedi di importanti attività finanziarie e mete turistiche.
Durante periodo russo alto tasso di urbanizzazione vero la città, maggioranza impiegata nel settore primario
come agricoltura e allevamento bovino.

Il futuro economico di questi paesi sembra legato alle risorse minerarie e destinato a rappresentare per
molti anni la loro ricchezza. Da parte delle multinazionali è partita una corsa alla costruzione di gasdotti e
oleodotti per trasportare materie prime fuori dalla regione.

Questa regione interessante sia dal punto di vista della sostenibile sia perché è stata teatro il più grande
disastro ambientale del 21sec che è la scomparsa del Lago D’Aral, si tratta di un bacino idrico che un tempo
così grande d’esser chiamato Mare D’Aral e i pescatori che vivevano lungo quelle coste traevano grande
beneficio per la pesca abbondante grazie alle 25 specie ittiche che ad oggi sono scese a 3 e addirittura le
coste erano meta di villeggiatura. Oggi le sue dimensioni si sono ridotte in maniera drastica in particolare
fino agli anni 60 del 20sec. era di circa 65mila km2 ma quando il governo di Mosca decide di intensificare la
produzione di cotone segna totalmente il destino del lago infatti vennero deviati due fiumi che si gettavano
in questo lago e che garantivano l’approvvigionamento durante tutto l’anno, non riuscirono i russi ad
incrementare la produzione di cotone perché non era sufficiente l’apporto idrico e questa situazione
aumentava il processo di salinizzazione del suolo che innescava a sua volte il processo di sterilizzazione del
suolo. Il lago ne risente in maniera drastica e dagli anni 60 sino ai giorni nostri ed ha una profondità che non
supera i 40m. Questo disastro ha avuto conseguenze sugli ecosistemi naturali come la fauna che ne risentì i
colpi e le comunità che vi abitavano, dal punto di vista ambientale la situazione peggiorò poiché cambiò
totalmente il clima che si intensificò con una aridità estrema perché venuto a mancare il flusso regolatore
di questa grande quantità d’acqua. i villaggi che si trovavano sulle coste si trovavano lontano da qui.

Forte inquinamento del suolo dovuto all’utilizzo di pesticidi per la crescita di piante da cotone hanno creato
delle conseguenze: in alcune parti popolazione che raggiunge la percentuale del 100% delle possibilità per
una patologia che deriva dalla presenza di inquinanti gravemente compromesse nell’atmosfera es tumore
alla gola e al fegato, scarsità di acqua potabile che aumenta la contrazione di malattie quali il tifo e la
dissenteria, la flora e la fauna in queste condizioni si sono ridotte notevolmente ridotte a non più di 30
specie rimanenti, sia aggiunge un altro elemento ossia un’isola la quale durante la guerra fredda i russi
facevano gli esperimenti con armi chimiche e batteriologiche capaci di produrre malattie come il vaiolo
peste e malaria. Dopo la guerra fredda le scorie sono state gettate in bunker scavati nel sottosuolo di
questa piccola isola, questa dista a 3km dalla costa; ci sono dei tentativi di recupero… il lago si è diviso in
due parti il piccolo Aral e poi tutto il resto, ha permesso piano piano il ripopolamento ittico e ha permesso
che si iniziassero a svolgere le attività in più vi sono anche altri interventi come la costruzione di una grande
diga che stanno cercando di risanare anche la zona più prosciugata. Qui gli stati dell’Uzbekistan e
Kazakistan stanno cercando di accogliere gli obbiettivi dell’agenda 2030, si sta cercando di piantumare
piante che frenino il vento in modo da evitare le formazioni di tempeste di sabbia.

4.11

Regione dell’Oceania
Continente che basa la sua unità sull’acqua che diventa un fattore di separazione e unione che definisce
l’Oceania. C’è una scarsa continuità territoriale tra gli stati che compongono l’Oceania proprio perché
separati dall’oceano Pacifico. Il continente è costituito da 9mln di Km2 di terre emerse ma in realtà occupa
una porzione di superficie molto più vasta perché compreso l’oceano Pacifico, per questo motivo si sente
parlare spesso di continente d’Acqua. Attraverso essa è stato possibile il popolamento di quest’area. L’86%
delle terre emerse è occupato dall’Australia che costituisce gran parte delle terre emerse, percentuali
minori occupate invece dalla Papua Nuova Guinea, in più anche dalla Nuova Zelanda e poi abbiamo il resto
delle terre emerse costituito da 30mila isole di atolli o di origine vulcanica.

Australia+ Nuova Zelanda+ Nuova Guinea+ per lo più atolli di origine vulcanica+ Tasmania+ complesso di
piccole isole come Micronesia e Melanesia

Dal punto di vista fisico dell’Oceania la vegetazione è costituita da poche specie di piante e di fiori con la
caratteristica di essere endemiche ossia in molti casi presenti solo qui e non solo il fenomeno
dell’endemismo accade anche per la fauna, endemismo aumenta quando l’accesso alla terra emersa
diventa meno frequente e più difficile e questa caratteristica rende questi ecosistemi estremamente fragili
e facilmente soggetti a conseguenze come il cambiamento climatico dove qui fanno sentire i propri effetti in
maniera dirompente.

Già con gli arrivo degli Europei i primi segnali di cedimento si sono manifestati, inizio del popolamento, essi
portano come sappiamo con loro stessi animali (polli, conigli come alimenti fatti sbarcare sulle terre) qui
questi animali che non hanno predatori naturali trovano la possibilità di riprodursi e moltiplicarsi e fornire
quindi risorse e cibo.

In questi territori i climi variano a seconda della latitudine, da climi molto aridi a particolarmente piovosi o
equatoriali infatti 80% del territorio è composto da foreste.

Nel passato il livello degli oceani più basso rispetto ad oggi che favorì il popolamento da parte del Sud Est
Asiatico con un processo di popolamento durato 50mila anni, i paleontologici dicono che qui abitino
popolazioni molto antiche come gli Aborigeni Australiani, a queste ondate di popolazione si sono inserite
quelle più tarde degli europei che hanno dato vita al processo di colonizzazione della fine del XVIII sec.
Australia avvistata e scoperta nel 1600 ma se ne prende possesso nel 1788. Quest’ultimi nuovi arrivati
furono loro a ribattezzare i territori attribuendogli aggettivi come “Nuova” anche gli stessi arcipelaghi sono
stati battezzati con i nomi che conosciamo Es.n2 Melanesia. Polinesia. Es.n1 Nuova Zelanda, Nuova
Caledonia.

La colonizzazione fu molto lenta e difficile, inizio soltanto sulla costa poi anche verso l’interno e questo vale
più per l’Australia e Nuova Zelanda ossia limitata alle regioni costiere. La migrazione di stampo europeo
dura fino agli anni 70 del 900 dove si esaurì poi cambiò il tipo di immigrazione proveniente dal Sud Est
Asiatico (invasione gialla), oggi l’intera Oceania ha 36mln di abitanti con 4 abitanti per km2 quindi densità
bassa a causa dei larghi territori dilatati. Alcuni governi temono fortemente l’emigrazione da questi
territori, la popolazione attuale ha molti legami ancora con le ex madrepatrie a livello politico ed
economico; inizia a intessere relazioni con i paesi asiatici e relazioni culturali con tutti altri diversi paesi che
si affacciano sul Pacifico non facenti parte dell’Oceania.

“Gigante Australiano”

Partecipa al forum sul Pacifico (organismo governativo) con l’obbiettivo di unire culturalmente e
idealmente le popolazioni del Pacifico per portare avanti diverse iniziative a livello economico e culturale.
Australia indipendente dal 1901, aderisce al Commonwealth of Australia ossia ha rapporti privilegiati con il
Regno Unito. E’ un paese economicamente avanzato con un reddito molto elevato, ha indice di sviluppo
molto elevato stato che si basa su attività agricole principali come allevamento dei bovini con agricoltura
fortemente meccanizzata e sicuramente molto sviluppato il settore industriale come tessile meccanico e
metallurgico, il 70% della popolazione attiva è legato al settore terziario che comprende anche il settore del
turismo. Questo gigante intesse molti scambi di tipo economico non soltanto coi membri del
Commonwealth ma anche con i paesi del Sud est asiatico e America.

Nuova Zelanda

Esteso quasi come l’Italia escluse le isole, possiede soli 4mln di abitanti, economia si basa sull’allevamento
ovino e la conseguente produzione di tessuti e lane molto pregiate, per lo più abitanti concentrati lungo
isole del Nord dove si trovano le principali città, è indipendente dalla madrepatria dal 1931 e aderisce al
Commonwealth a sua volta, si compone da due regioni prevalentemente montuose con recente presenza
di Alpi Neozelandesi (vulcani attivi). Il clima è temperato con presenza di abbondanti precipitazioni, con una
vegetazione molto fitta e tipica di questi climi presenta economia molto produttiva basata non solo su
allevamento ma anche su attività/risorse forestali e anche su attività di pesca, la maggior parte della
popolazione attiva è impegnata nel settore terziario con circa il 70%.

Ha alcune icone anche la Nuova Zelanda oltre ai maori e gli All Blacks squadra neozelandese di rugby ed
esiste una differenza storica e notevole rispetto alla popolazione aborigena: quando gli europei arrivarono
in Australia la dichiararono terra di nessuno perché apparentemente quello di fronte a loro si mostrava
come un territorio completamente inutilizzato secondo la percezione dei primi abitati. Inutilizzato perché
non vi erano insediamenti stabili e senza alcun segno di coltivazione (nulla facesse sospettare l’esistenza di
qualcuno) e questo perché? Gli aborigeni furono un popolo nomade di cacciatori e raccoglitori utilizzando
risorse messe a disposizione dalla natura mentre i maori erano un popolo sedentario ed evidente nei
territori e si resero conto che non potevano dichiarare terra inutilizzata e dunque erano territori
appartenenti già a qualcuno, questo rappresentò una conseguenza sostanziale nella storia poiché gli
aborigeni subirono una serie di crimini terribili proprio perché non erano nessuno e per di più nei
documenti storici vengono definiti come vermi/ animali/subumani e come tali venivano trattati. I maori che
lavoravano la terra era essenziale mantenere i rapporti e questo significò un destino differente.
Venne scritto un trattato del 1844 che cerca di accordarsi con i maori sull’utilizzo della terra (non prevedeva
uno sterminio per l’intera popolazione cosa che avvenne per gli aborigeni) tuttavia si sta assistendo ad un
processo di restituzione delle terre sottratte in precedenza nel periodo coloniale sia in Australia che in
Nuova Zelanda anche attraverso riconoscimento dei luoghi sacri per le popolazioni che stiamo parlando
vengono tutelati attraverso vere e proprie leggi.

Melanesia (Isole Fiji e Nuova Caledonia)

Fitto arco insulare

Micronesia

Circa 1500 isole

Polinesia

Non tutti gli arcipelaghi sono stati indipendenti, tanti appartengono ad altri stati come gli Stati Uniti, la
Francia. Vi sono isole con attività molto limitate come la pesca.

Esistono purtroppo le cosiddette isole di plastica che derivano da accumuli formatasi già dagli anni 50
provenienti dal Sud Est Asiatico, esistono macchinari che filtrano le acque con il tentativo di eliminare
quantità presenti. Importante affrontare il fenomeno a monte in modo tale che non compromettano gli
ecosistemi e i corpi umani, in particolar modo sono state trovate delle particelle tossiche di microplastiche
ingerite dagli uomini. Obiettivo: cercare di limitare il consumo di monoplastiche.

Inizio Terzo Modulo 6.11

Il Futuro delle Alpi


Caratteri geografici:

1^prospettiva Morfologica= compatta e geologicamente differente rispetto a gli altri sistemi montuosi.

2^prospettiva delle scienze naturali= si differiscono per specifiche condizioni, le alpi partono sopra i
200metri sopra il mare dove non esistono stabilimenti.

3^prospettiva attività turistica= partendo dai territori sopra i 1000 metri vivono un milione, esclusi il
fondovalle e importanti centri urbani alpini.

4^prospettiva agricoltura di montagna e politiche di sostegno in alta montagna= esclude tutte quelle aree
favorevoli all’agricoltura, vivono in queste zone circa 6 milioni di persone.

5^prospettiva Alpine Space= delimita la regione alpina dagli anni 70 e include anche zone prealpine, vivono
circa 6 milioni di persone.

6^prospettiva legislazione Nazionale= territori che presentano un pendio sempre più pendente, racchiusa
dentro l’area di 200mila km2

L’arco alpino da est a ovest per 1000km con un’ampiezza da 100km ai 400km. Suddiviso in porzioni: alpi
occidentali- Alpi centrali- Alpi orientali

A loro volta suddivise in 26 sezioni e 112 gruppi.

Nel 2005 suddivisione Orografica Internazionale del sistema alpino molto complesso e vario.
-Variazione ipsometrica: determina che con l’aumentare dell’altitudine diminuisce la temperatura,
conseguente aumento dell’irraggiamento e lo sbalzo termico.

-Variazione tra le aree al margine delle alpi e quelle al loro interno.

 Fascia prealpina con clima oceanico.


 Regioni più interne con clima continentale, minor apporto delle precipitazioni e livelli di insolazione
più elevati.

-Variazione della latitudine genera variazione dei climi.

Le alpi sono anche una riserva d’acqua complessa e utilizzata per la produzione di energia idroelettrica.

Ecoregione vasta biodiversità sia tra fauna e flora ma molto soggetta a cambiamenti climatici.

100mila anni fa dagli studi si pensò che le persone cominciassero a frequentare le Alpi ma sollo nelle
stagioni meno fredde.

5mila anni fa primi insediamenti stabili con allevamento e con la crescita della popolazione.

La regione alpina farà parte anche dell’Impero Romano che con la sua caduta diventerà parte anche per le
popolazioni germaniche. Nel 1348 arrivo della peste anche sulle Alpi. Tra l’800 e il 900 vennero costruite vie
di comunicazione, trafori e ferrovie per l’avvio del Turismo. Il sistema Alpino ha attraversato diversi tipi di
cambiamenti. Culturali, modernizzazione forzata, anni 50/60 il contadino operaio, le città alpine, gli
ambienti.

13.11.

Progetto che si è svolto una decina di anni fa dedicato alla gestione della conoscenza e allo scambio di
esperienze sullo sviluppo sostenibile nelle regioni alpine, con partner ufficiale Cipra Int. che sta per
Commissione internazionale per le protezioni delle Alpi con la sede nel Liechtenstein e ha ricevuto il
finanzio per coordinare i rappresentanti dei principali stati alpini.

Progetto durato 3 anni e mezzo e finanziato con una notevole cifra di 2,4 mln di euro, il committente è
Mava - Fondazione Svizzera per la protezione della Natura, progetti di questo tipo necessitano
finanziamenti di questa consistenza perché bisogna coprire numerosi processi di ricerca, costi per
l’organizzazione degli eventi ecc.

È stato organizzato attorno a 6 domande chiave di ricerca che necessitano di risposte se si riesce, sono stati
organizzati da 6 gruppi di lavoro interdisciplinare di esperti impegnati a cercare delle risposte alle relative
problematiche.

1.Come si possono utilizzare con successo le potenzialità endogene per creare catene di prodotti e servizi a
elevato valore aggiunto regionale?

2.Cosa spinge le persone a rimanere nelle Alpi o a trasferirvisi, prescindendo dagli aspetti economici ed
ecologici e come è possibile consolidare la capacità di azione sociale dei singoli e delle collettività?

3.Aree protette. A quali condizioni le grandi aree protette costituiscono strumento per lo sviluppo
sostenibile e, nello stesso tempo, strumenti adeguati alla protezione della diversità biologica? A volte si
fraintende questo concetto, intanto ogni stato ha una normativa specifica e rende complessa la gestione
del sistema regionale alpino e poi ha una sua tipologia di parchi che cambia a seconda della superficie e
delle finalità che hanno, i parchi nazionali sono aree protette di aree vaste che comprendono più regioni e
che prevedono anche forme di utilizzo e consistenza da parte della comunità date dunque dalla presenza
umana che devono diventare i primi attori.

4.Mobilità. Quale connessione sussiste tra la mobilità e lo sviluppo della struttura territoriale e quali
soluzioni si propongono per il traffico legato al movimento pendolare e ai flussi turistici? Maggiormente
presente è legato allo spostamento pendolare dove la gente a causa di servizi poco efficienti è costretta ad
utilizzare la propria auto.

5.Nuove forme di processi decisionali. Quali nuove forme decisionali sono più efficaci per intervenire nella
negoziazione delle rivendicazioni di utilizzo del territorio, nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile?
Bottom up cioè dal basso verso alto, serie di iniziative partite dalle comunità per integrare normativa
ambientale tradizionale calata dall’alto, sono iniziative efficaci perché generano responsabilità/
appartenenza / condivisione verso il proprio territorio e quindi una coesione sociali nei confronti del
progetto. I nuovi processi si rifanno a questo ovvero alla possibilità delle comunità di intervenire sul
territorio attraverso forme differenti non tradizionali (focus group).

6.Nuove politiche e strumenti. Quali effetti hanno politiche e quali strumenti sul futuro sviluppo del
territorio? Come devono essere adattati e valutati affinché possano fornire un maggior contributo allo
sviluppo sostenibile, riducendo il divario tra raccomandazioni e attuazione pratica? Le persone che vi hanno
lavorato cercano di capire come contrastare ciò.

Per rispondere il gruppo di lavoro dell’autore (prof) hanno parlato di

Obbiettivo 1: Presentare, attraverso l’esame della letteratura e delle buone pratiche, processi virtuosi di
valore aggiunto regionale.

Obiettivo 2: Analizzare le potenzialità del valore aggiunto regionale e produrre strategie per il futuro.

Le risorse endogene sono anche socioculturali che lo ha reso unico, intese come risorse naturali che
riguardano il paesaggio in sé come lo percepiamo e naturalmente risorse legate all’acqua, flora, legname,
fauna, clima. Ma all’interno si trovano anche le risorse socioculturali fortemente caratterizzate da umanità
come capacità umane, culture e tradizioni, lingue, patrimonio di sapere e saper fare e rete di alleanze e
cooperazioni che permettono un patrimonio sostenibile.

Il valore aggiunto è tipicamente un concetto economico e rappresenta quel beneficio addizionale generato
attraverso un processo di sviluppo sostenibile. Doveva comprendere sia un beneficio di tipo economico:
aumento del numero di impiegati più giovani più valore, ricavi generali ecc.2; non bastava solo quello
economico era necessario anche un beneficio sociale: tutela del patrimonio di sapere e di valori culturali,
favorire costituzione di reti alleanze e reti sociali ecc. Infine, il progetto doveva produrre anche un beneficio
ecologico in termini di tutela del patrimonio ambientale

Le 29 buone pratiche posizionate in tutto il largo alpino e possono essere classificate in 3 categorie
principali:

1. Progetti relativi a cooperazioni intersettoriali

Risultati finali:

La persona chiave svolge un ruolo fondamentale nell’iniziare un progetto

persona conosciuta e carismatica, con una rete sociale ramificata

È in grado di costruire

L’azione cooperativa e la costruzione di alleanze costituiscono la strada verso il successo


cooperazione intersettoriale

cooperazione regionale e sovra-regionale

cooperazione tra istituzioni pubbliche e private

La cooperazione avvicina i portatori di interesse rilevanti e favorisce

scambio di conoscenze

apertura di nuovi mercati

condivisione delle infrastrutture e degli strumenti

maggior accettazione del progetto

senso di appartenenza e di condivisione

Innovazione prodotti di nicchia e di elevata qualità

L’innovazione combinata all’utilizzo di risorse alpine rappresenta un elemento centrale per lo sviluppo di
prodotti e di servizi unici. L’innovazione può consistere nello sviluppo di un nuovo concetto …oppure
nell’impiego di nuove risorse endogene per servizi e prodotti conosciuti (produzione energetica: legno,
biomassa.) O altro ancora nella combinazione di servizi e prodotti.

Lo sviluppo di nuovi servizi, prodotti e mercati genera

effetti positivi su reddito e impiego

effetti positivi sulle infrastrutture esistenti

effetti positivi sulla cultura e sulla cooperazione

effetti positivi sull’immagine della regione

E favorisce…

Il progetto deve contare su una gestione professionale

responsabilità chiare

identificazione dei portatori di interessi

immagine chiara

attuazione nell’ottica del miglioramento continuo

comunicazione trasparente tra i partner

Informata la comunità locale sin dall’inizio

L’impiego di fondi personali favorisce l’impegno a lungo termine nel progetto.

Obiettivo 2: strategie per il futuro.


Strategia 1.

Strategia 2. Utilizzo sostenibile delle risorse endogene

18.11
Il turismo nelle alpi
Se consideriamo l’attività turistica per il 12% si rivolge al paesaggio della regione alpina rispetto al totale dei
turisti a livello mondiale, dato che ci fa riflettere in vario modo su quali attività i turisti svolgono e a come
trascorrono il tempo. Un dato interessante riguarda il totale da piste da sci presenti sulle alpi italiane nel
2005-2006 di cui il 77% era innevato artificialmente con 4700km di piste da sci, 61% km di piste dedicate
allo snowboard, 329 cabinovie, 70 funivie, 80 tapisroulant…

Rappresentano una serie di infrastrutture che necessitano di neve artificiale per la maggior parte delle piste
in quell’anno, peggiorata dalle condizioni climatiche che variano da stagione a stagione, con 1m3 di acqua si
producono 2/2,5 m2 di neve e per innevare una pista di 1 ettaro occorrono 1000m3 d’acqua, ogni anno si
utilizzano 95mln m3 di acqua pari al consumo di acqua che una città da 4mln di abitanti consuma in un
anno. Oltre al consumo di acqua si consuma l’energia che totale corrisponde al consumo annuo di 130
famiglie aventi 4 persone, quando si parla di turismo possiamo applicarlo nella scelta di quale tipo
condurre. Es. scegliere di sciare su piste non innevate artificialmente.

Ci sono nodi critici nel turismo alpino attuale:

-maturità del turismo basato solo dello sci, di recente vi sono altre motivazioni positive legate ad un altro
periodo dell’anno e non soltanto invernale

-produzione eccessiva di rifiuti per la dovuta eccessiva presenza di turisti concentrati solo in quella stagione
che rende più difficile lo smaltimento

-scarsità dei territori, regioni alpine fortemente antropizzate, infrastrutturate e gran parte del turismo di
concentra sotto i 2000mt. Tendenza della nascita delle cosiddette seconde case che hanno consumato il
territorio al posto di un territorio, non siamo più nelle condizioni di comportarci in questo modo perché
ormai non vi sono più. Ci sarebbero delle opzioni ma sono troppo audaci da proporre, poca prevenzione.

-invecchiamento della popolazione, elemento di discontinuità che i permette di conoscere un trend in


quella direzione che deve esser favorito con iniziative economiche di sostegno.

-turismo esperienziale basato su risorse endogene sia di tipo naturale sia anche di tipo culturale

Casi di studio:

concetto di albergo diffuso= idea nasce negli anni 70’ quando in Carnia nel Friuli si era reduci da un
terremoto che rasò al suolo moltissimi comuni della regione, nel corso degli anni successivi gli abitanti si
posero il problema della ricostruzione per risollevarsi da questa tragedia poiché si stavano verificando quei
processi di sfollamento/spopolamento e dunque si decise di ristrutturare case esistenti e di destinarle ad
abitazioni per turisti. Oggi se ne contano circa un centinaio in tutta Italia e si è maturata una sorta di teoria
accademica ad opera Gianfranco D’Allara ideatore e professore di Perugia che ha normato il concetto di
albergo diffuso e secondo la sua definizione può essere considerato sia come casa sia come albergo
destinata a persone che non amano gli alberghi ma che preferiscono immergersi e adottare un rapporto
con l’ambiente. Sono strutture dislocate in piccoli immobili, ovvero abitazioni delle persone che hanno
deciso di offrire ospitalità nel borgo stesso, valorizzazione molto adatta ai piccoli borghi poiché necessitano
di una valorizzazione culturale, normalmente presentano un centro storico molto rilevante. Funziona come
una vera e propria struttura ricettiva con una propria reception ecc. Fondamentale come rilanci l’economia
di un intero paese e comunità che è sicuramente un vantaggio e un processo di economia sostenibile.
Favorisce gli scambi culturali di conoscenze reciproche per una conoscenza autentica messa in atto dal
contatto con le comunità. Si favorisce creazione di posti di lavoro che pone freno allo spopolamento delle
regioni, in più attraverso l’utilizzo dell’esistente non si sfrutta altro territorio altro consumo del suolo, si
utilizza ciò che esiste già. Gestito da un gruppo di persone che scelgono il mezzo attraverso il quale operare.

Missione promuovere turismo basato sulla unità ecologica considerata sia per quanto concerne l’arrivo e
partenza delle perle alpine, sia dai dintorni delle perle e anche dentro di esse. Grazie a forme di turismo
dedicate a forme di turismo sostenibile per la tutela e conservazione del paesaggio e attuare politiche
efficaci per lo smaltimento e riduzione dei rifiuti.

Caso riguarda il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi che nasce negli anni 90’ e che ha adottato
strumento molto innovativo per la gestione che è la carta di qualità, rappresenta una delle aree di
wilderness più estese. Il parco riconosce questa carta perché gli operatori economici rispettano una serie di
processi che rispecchiano i principi etici del parco nazionale, riconosciuti dal parco come produttori di
qualità come attori che rispettano i principi sostenibili. Diventa un elemento di marketing perché sa che in
questo modo richiama turisti sensibili ad un approccio di questo tipo che porta alla salvaguardia
dell’ambiente.

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