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ORAZIO POETA DELLA ROMANITà:

in alcune sue poesie si è fatto cantore della romanità augustea, orazio come virgilio è sincero nela sua
adesione ad augusto in particolare è grato ad augusto di quella pace che può consentirgli di osservare i suoi
interessi. La penna mette in luce un certo conformismo in questa adesione perchè per orazio l’impegno
autentico è rivolto alla ricerca di autarcheia che non si sposa con l’impegno civile, le odi civili sono in
sintonia con l’ideologia del principato nelle odi 1,6 del 3 libro orazio annunciando carmina non prius
audita affronta i temi convenzionalii dell’ambiente augusteo , l’esaltazione dell’eroicità della frugalità il
mito dell’eternità di roma augusto come dio in terra la religione antica, temi che abbiamo visto anche in
virgilio anche il 4 libro contiene questi temi. Ma la poesia civile più impegnativa è stato il carmen seculare
del 14 a,c che orazio diviene il poeta ufficiale di roma, ormai mecenate è fuori scena e la politica culturale è
stata presa direttamente da augusto, con questo carmen che orazio viene consacrato come poeta vate (è il
poeta che ha funzione pubblica che è riconosciuta e si intende il poeta che è guida morale ed intellettuale
della comunità perchè è in grado di comunicare i valori in cui essa si riconosce ) questa caratterizzazione
non è la vena più autentica di orazio che è tesa a una visione privata dell’autarcheia personale. Per cui la
penna dice che le prove migliori della poesia civile di orazio sono altrove rispetto a queste e sono quelle odi
in cui la dimensione pubblica si mescola in accenti privati come quella parla di augusto reduce dalla spagna
che poi assorbe la dimensione pubblica del banchetto. Sul 4 libro però paolo fedeli ritiene che non si possa
parlare di poesie di propaganda, nel 4 libro delle odi che pur contengono civile orazio dismette la propria
figura di poeta vate e intende apparire come quivi ex populo ovvero come uno normale nel popolo che
rende la propria gratitudine ad augusto e alla sua opera politica. Il 4 libro rappresenta anche il congedo
dalla poesia d’amore e se c’è un elemento che continua dai 3 libri precedenti è da vedere nella poesia che
anche se non più d’amore si pone come esorcismo dalla fugacità del tempo.questo ci permette di passare
alle epistule che la penna mette sotto il titolo di ludicra pono che significa che ormai metto da parte tutti i
piaceri connessi all’amore ai conviti e alla poesia che è un tutt’uno con il banchetto e l’amore, con la ricerca
dell’equilibrio e di una tranquillità spirituale che ha cercato per tutta la vita ma che non ha mai avuto
completamente, l’autarcheia si pone come obbiettivo unico ma che è difficile da realizzarsi e da ottenere.

Le epistule sono divise in 2 libri il primo ne contiene 20 e il 2 ne contiene 3 am molto lunghe.

Nel 2 libro le epistule sono 3 1 a cesare augusto la 2 a floro dove orazio conclude sotto il segno di epicuro in
quanto il pensiero va alla morte e l’unico modo per contrastarla è quello di ignorarla e far proprio il detto di
epicuro che dice che quando ci siamo noi non c’è la morte e quando c’è la morte non ci siamo noi.

La 3 epistula si chiama ars poetica:

orazio mette in parallelo pittura e poesia nel senso che assegna a loro la stessa dimensione estetica e la
stessa finalità poetica e parla di un quadro che fa ridere per il suo assemblaggio che era composto di diversi
pezzi di animali per rappresentare la propria donna ed è questione di organicità della rappresentazione
artistica, e orazio pone la sua vena poetica sotto il classicismo. Parla anche del teatro dicendo che se
vogliamo avere successo per l’opera che andiamo a comporre bisogna sceglliere un contenuto che ci
appartiene per dare armonia e organicità. Non basta che la poesia sia bella ma deve anche dare gioia che
conduca il nostro spirito dove le piace. Dal vv309 orazio afferma che l’arte ha origine dalla sapienza, in
realtà ritene che per comporre un’opera d’arte armonica occorra unire ispirazione e dottrina, altrimenti è
destinata a fallire servono l’ars e l’ingenium. Dice inoltre che i poeti si propongono o di piacere o di
formare, si tratta di insegnare e di piacere e di formare quindi di dare diletto attraverso l’opera ma anche
un insegnamento per la vita e che questo deve essere breve. Formula l’espressione omne tulit qui mescit
utilie dulci, bisogna unire l’utile al dilettevole. Al vv 361 dice ut pictura poesis la poesia è come la pittura che
a volte si coglie da vicino e altre da lontano, può essere bella subito ma può richiedere anche un impegno
più profondo, e non teme il giudizio del critico. L’abbandono della poesia da parte di prazio per la ricerca
filosofica deriva dal fatto che orazio vede una società letteraria in degrado dove quello che contà è la
rivalità e all’ordine del giorno ci sono risse tra i letterati che però non hanno quella vena copiosa che orazio
dice che debba appartenere al poeta vero. Significativo che l’ultima parte di questa epistula riguardi la
figura del poeta vate e del poeta invasato che agli ochhi del saggi può apparire matt e infatt cita in ultimo
empedocle che al tempo che voleva essere stimato un dio immortale saltò nell’etna infuocato perchè il
fuoco era poco, la figura di empedolce rappresenta la figura delpoeta invasato che si propone come guida
della comunità. Orazio si riferisce ad empedocle con una non celata ironia perr dire che non è più il tempo
di qiesto tipo di poeta.

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