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LA GRANDE

ENCICLOPEDIA
DELLA SARDEGNA

Volume 7
Orticoltura - Quasina

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 1


LA GRANDE ENCICLOPEDIA DELLA SARDEGNA

Volume 7: Orticoltura-Quasina

Edizione speciale e aggiornata per La Nuova Sardegna


§ 2007 Editoriale La Nuova Sardegna S.p.A.
dell’edizione originale
La Grande Enciclopedia della Sardegna
a cura di Francesco Floris
§ 2002 Newton & Compton Editori S.r.l.

Supplemento al numero odierno de La Nuova Sardegna


Direttore responsabile: Stefano Del Re
Amministratore delegato: Odoardo Rizzotti
Reg. Trib. di Sassari nº 4 del 19/6/1948

I contenuti della presente edizione speciale sono stati rielaborati, aggiornati, arricchiti e comple-
tati da La Nuova Sardegna. Tutti i diritti di copyright sono riservati. Nessuna parte di questo
volume può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in alcuna forma e con alcun mezzo, elet-
tronico, meccanico, in fotocopia, in disco o in altro modo, compresi cinema, radio e televisione,
senza autorizzazione scritta dell’Editore. Ogni violazione sarà perseguita a termini di legge.

Finito di stampare nel mese di ottobre 2007


presso ILTE S.p.A., Moncalieri (TO)

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 2


LA GRANDE
ENCICLOPEDIA
DELLA SARDEGNA
a cura di
Francesco Floris

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 3


Per l’edizione speciale:

Progetto e consulenza editoriale: Manlio Brigaglia

Opera a cura di Francesco Floris

Coordinamento redazionale: Salvatore Tola

Progetto grafico e impaginazione: Edigeo s.r.l., Milano

Collaboratori: Mario Argiolas, Piero Bartoloni, Marcella Bonello Lai, Aldo Borghesi, Aldo Briga-
glia, Maria Immacolata Brigaglia, Antonio Budruni, Paolo Cabras, Gerolama Carta Mantiglia, Rita
Cecaro, Ercole Contu, Fabrizio Delussu, Roberto Dessanti, Giovanni Dore, Piergiorgio Floris,
Federico Francioni, Piero Frau, Sergio Frau, Franco Fresi, Elisabetta Garau, Alberto Gavini, Gio-
vanni Gelsomino, Michele Guirguis, Antonio Ibba, Marcello Madau, Giovanni Marginesu, Attilio
Mastino, Antonello Mattone, Lucia Mattone, Gianluca Medas, Francesco Melis, Paolo Melis, Giu-
seppe Meloni, Vico Mossa, Fabrizio Mureddu, Anna Maria Nieddu, Francesca Nonis, Francesco
Obinu, Gianni Olla, Pietro Pala, Giampiero Pianu, Tomasino Pinna, Enrico Piras, Giuseppe Piras,
Natalino Piras, Giuseppe Podda, Valentina Porcheddu, Franco Porrà, Paolo Pulina, Marco Ren-
deli, Paola Ruggeri, Sandro Ruju, Antonello Sanna, Barbara Sanna, Mauro Giacomo Sanna, Piero
Sanna, Pietro Sassu, Tiziana Sassu, Simone Sechi, Giuseppe Serri, Francesco Soddu, Piergiorgio
Spanu, Alessandro Teatini, Marco Tedde, Eugenia Tognotti, Francesca Tola, Giovanni Tola, Dolo-
res Tomei, Raimondo Turtas, Esmeralda Ughi, Luisanna Usai, Adriano Vargiu, Massimiliano Vi-
dili, Bepi Vigna, Gianna Zazzara, Raimondo Zucca

Consulenza iconografica: Giancarlo Deidda

Referenze iconografiche:
pagg. 253, 407: Archivio del Banco di Sardegna (Sassari)
pagg. 14, 15, 18, 19, 22, 37, 41, 55, 71, 73, 89, 104, 108, 110, 113, 114, 119, 121, 126, 127, 143, 144, 147, 151,
158, 159, 164, 178, 179, 181, 182, 210, 214, 221, 226, 230, 233, 236, 272, 286, 287, 289, 302, 322, 333, 343, 350,
351, 509, 510, 511, 512, 513, 517, 520, 525, 536, 540, 601, 620, 629, 632, 636: De Agostini Picture Library
(Novara)
pagg. 10, 87, 184: Giancarlo Deidda (Cagliari)
pagg. 250, 297, 298, 326: Tore Ligios
Immagine di copertina: De Agostini Picture Library

Si ringraziano per la collaborazione tutti gli artisti, gli archivi fotografici e gli enti di conserva-
zione che hanno dato permesso di riproduzione. L’Editoriale La Nuova Sardegna S.p.A. è a dispo-
sizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche e testuali non individuate.
Si ringraziano le Edizioni Della Torre per la collaborazione.

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 4


Guida alla
consultazione

* Ordine alfabetico
La sequenza alfabetica dei lemmi è stata – Voci dedicate ai santi. Subito dopo l’at-
fissata trascurando i caratteri non alfa- tacco del lemma e, se presente, il nome
betici. Quando il lemma contiene una al secolo, vengono indicate le varianti
virgola – come avviene nei nomi propri sarde del nome che differiscono dall’i-
di persona tra cognome e nome – l’ordi- taliano:
namento considera solo la parte del
lemma che precede la virgola, passando
alla parte successiva solo in caso di omo- Lorenzo da Brindisi, san (Giulio Cesare
Russo; in sardo, Santu Lorenzu, Santu Lo-
grafia:
rentu, Santu Larentu, Santu Laurentu) ...

San Benedetto
Dopo l’esposizione generale della vita
San Carlo
Sanchez
e delle opere del santo sono spesso pre-
Sanchez de Calatayud, Pietro senti i paragrafi In Sardegna, in cui si
Sanchez Martinez, Manuel citano i centri di cui egli è patrono e
dove possono essere descritti i suoi le-
* Struttura delle voci gami col mondo della storia o delle tra-
Il lemma è evidenziato in carattere ne- dizioni sarde, e Festa, nel quale ven-
retto. gono elencate le date e le località che
Per comodità alcuni lemmi di santi ri- hanno particolari ricorrenze dedicate
mandano a quelli dedicati a un altro per- al suo culto:
sonaggio con cui i primi hanno avuto
rapporti e all’interno della cui voce Andrea, santo
sono citati. ...
Nei casi di lemmi complessi è possibile In Sardegna Patrono di Birori, Giave, Gon-
che sia presente una suddivisione in pa- nesa, Modolo, Sant’Andrea Frius, Sedini,
ragrafi. Per le voci di alcune categorie Sennariolo, Tortolı̀, Ula Tirso e Villanova
specifiche la struttura è, generalmente, Truschedu. Dà il nome al mese di novem-
la medesima. bre, Sant’Andria. Patrono dei pescatori e
dei pescivendoli, invocato contro i tuoni e
per guarire gli animali dal mal di ventre. I
– Voci dedicate ai comuni. Vengono for- proverbi: «Po Sant’Andria si toccat sa pibi-
niti alcuni dati essenziali come popola- zia» (Per Sant’Andrea si spilla, si assaggia,
zione, superficie, posizione geografica, il vino nuovo); «Seu cumenti sa perda de
suddivisioni amministrative e storiche Sant’Andria, beni stemmu e mellu stau»
(Sono come la pietra di Sant’Andrea, bene
di appartenenza, seguiti dai paragrafi: stavo e meglio sto): persona che si adatta a
tutto.
TERRITORIO, STORIA, ECONOMIA, DATI Festa Si festeggia il 30 novembre; il 24
STATISTICI, PATRIMONIO ARCHEOLO- maggio a Sant’Andrea Frius. Sagre estive
GICO (solo se rilevante), PATRIMONIO e in altre date durante l’anno.
ARTISTICO E CULTURALE (e AMBIEN-
TALE, solo se rilevante), FESTE E TRADI- – Voci dedicate a botanica e zoologia. Ven-
ZIONI POPOLARI. gono di norma indicati i nomi scienti-

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 5


fici delle specie citate e una classifica- Bonassai. È un formaggio a pasta ...
zione sistematica generale. Nel caso in ...
cui il lemma faccia riferimento a spe- Precarietà dell’insediamento rurale
cie diverse può essere presente un ...
elenco interno per rendere più sem- Villaggi abbandonati
plice la consultazione. I nomi sardi, se GIUDICATO D’ARBOREA Nel giudicato
presenti, sono dati in corsivo e con l’e- d’Arborea sono stati individuati i seguenti
ventuale specificazione del dialetto villaggi abbandonati: 1. Abbagadda, villag-
tra parentesi: gio che sorgeva ... 2. Almos, villaggio che
sorgeva ...
GIUDICATO DI GALLURA Nel giudicato
Cicerchia Genere di piante erbacee perenni di Gallura sono stati individuati i seguenti
della famiglia delle Leguminose, rappre- villaggi abbandonati: 1. Agiana ...
sentato in Sardegna da diverse specie, ca-
...
ratterizzate da fusti lunghi, spesso rampi-
Villaggi i cui abitanti si trasferirono al-
canti: 1. la c. a foglie larghe (Lathyrus lati-
trove ...
folius L.) ... 2. la c. porporina (Lathyrus arti-
culatus L.) ... Nomi sardi: chérigu (logudo- GIUDICATO D’ARBOREA ...
rese); letı́tera (Sardegna centrale); piseddu, GIUDICATO DI GALLURA ...
pisu de coloru (campidanese); pisu de co- ...
loru (Sardegna meridionale).

– Voci dedicate alle famiglie storiche. Nel


– Voci dedicate a elementi del patrimonio caso in cui la famiglia si sia divisa in
storico e tradizionale sardo. Il testo più rami essi vengono solitamente
viene spesso ordinato secondo para- elencati distintamente:
grafi, attinenti alla categoria degli ele-
menti trattati, o in elenchi:
Amat Illustre e antica famiglia ...
Ramo di Pietro. Pietro ereditò la baronia di
Formaggi della Sardegna Sorso ...
... Ramo di Francesco. Francesco continuò la
& IL FORMAGGIO NELLA STORIA linea dei marchesi di Villarios ...
Fin dall’antichità il centro della produ- Ramo di Francesco (San Filippo). Da Fran-
zione ... cesco, figlio cadetto del marchese Gavino
& TIPI DI FORMAGGIO Attualmente i tipi di Villarios, discende ...
di formaggio sardo più diffusi sono: Rami collaterali. Attualmente, oltre al
Biancospino. È un formaggio ... ramo marchionale primogenito ...

VI

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 6


Ortobene

Orticoltura Per le coltivazioni ortive, la gione il più coltivato è il Cynara scoli-


mitezza del clima invernale e l’antici- mus, varietà spinoso sardo, composto
pazione della primavera farebbero da un rizoma fibroso dalle cui gemme
della Sardegna una terra di partico- si sviluppano fusti ramificati. Il fusto
lare vocazione per una produzione di principale termina con un capolino
elevate e peculiari qualità gustative, che sarebbe il fiore non ancora aperto.
quanto ricca di varietà, che l’artificio La coltivazione del carciofo è, tra gli
delle coltivazioni forzate in serra ortaggi, la più remunerativa. Le rese
calda, col quale altri paesi cercano di produttive della regione sono attestate
superare le loro deficienze climatiche, in media intorno ai 100 q per ettaro. Da
non potrà mai assicurare. Tuttavia in alcuni dati rilevati da fonti dei produt-
Sardegna è praticata come attività pro- tori della regione risulta che il guada-
fessionale solo in alcune aree con spe- gno lordo di una stagione senza gelate
cifiche caratteristiche (comprensori va mediamente da 5000 a 7000 euro per
serviti da irrigazione pubblica); nel ettaro. La produzione di ortaggi ali-
territorio regionale è invece praticata menta collateralmente una interes-
soprattutto per hobby. Le coltivazioni sante industria conserviera (oltre a
oggigiorno sono attuate su terra o su quella dei derivati del pomodoro), che
altro tipo di substrato, con metodo con- attualmente si trova in una fase di ri-
strutturazione. Infatti alcune lavora-
venzionale, biologico o integrato. Le
zioni tradizionali stanno registrando
colture orticole in generale, coltivate
sensibili flessioni, mentre rapido svi-
su terra, si possono suddividere in: col-
luppo assumono altri tipi di produzioni
ture protette (con l’uso di serre più o
industriali come gli ortaggi surgelati.
meno riscaldate), colture semiprotette
[MARCO TEDDE]
(con l’uso di sistemi di protezione,
come i tunnel, non meccanizzabili se Ortiz Echagüe, Antonio Pittore (Gua-
non con piccole macchine agevolatrici) dalajara, Spagna, 1883-Buenos Aires
e colture non protette (in pieno campo). 1942). Pittore studioso del folclore, se-
Le colture orticole su substrato com- condo le tendenze del gruppo dei co-
prendono invece differenti materiali e stumbristas spagnoli della fine dell’Ot-
tipologie di coltivazione: esiste la col- tocento, mentre frequentava gli am-
tura in corrente d’acqua (con riciclo bienti artistici romani e le istituzioni
dei reflui o con acqua di refluo ‘‘a per- culturali che la Spagna aveva a Roma,
dere’’) detta ‘‘idroponica’’; esistono giunse in Sardegna e soggiornò ad At-
substrati naturali (torbe chiare, torbe zara tra il 1906 e il 1909, dando vita, in-
scure ecc.), substrati sintetici (polisti- sieme con Eduardo Chicharro Aguera,
rolo espanso, argilla espansa ecc.). In alla cosiddetta ‘‘scuola di Atzara’’: nel
Sardegna, ma anche un po’ dapper- 1908 dipinse la tela Festa della confra-
tutto dato l’alto costo di gestione dell’o. ternita di Atzara i cui influssi stilistici
su substrato, a questo tipo di coltura (e la stessa idea del ‘‘quadro di fol-
vengono destinate principalmente le clore’’) agirono profondamente su Giu-
orticole ad alto valore. Analizzando le seppe Biasi e Filippo Figari.
diverse specie orticole coltivate in Sar- ‘‘Ortobene, L’’’ Periodico della diocesi
degna, un particolare riguardo va ri- di Nuoro. Uscı̀ nel gennaio del 1926.
volto a uno degli ortaggi più importanti Apparve prima come mensile, in se-
dal punto di vista economico per la no- guito come quindicinale. Fu ispirato
stra regione: il carciofo. In tutta la re- da Maurilio Fossati, allora vescovo di

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 7


Orto de Cidro

Nuoro; divenne quindicinale dal 1933 in Sardegna. Scoppiata la prima


per impulso del vescovo Giuseppe Co- guerra tra Mariano IVe Pietro IV, il ter-
goni, che lo dotò anche di una sua tipo- ritorio della curatoria fu sequestrato al
grafia. Da questo momento cessò di es- conte Gherardo, che nel 1353 era stato
sere un bollettino parrocchiale e al- catturato dalle truppe di Mariano IV e
largò il proprio orizzonte culturale e creduto traditore. Il villaggio, che
politico; pur mantenendosi nell’am- aveva subı̀to gravi danni durante la
bito delle tematiche religiose, non fu guerra ed era quasi spopolato, nel
alieno in questi anni dall’assumere po- 1358 fu concesso in feudo a Raimondo
sizioni di critica al regime; ospitò di Montagut che però nel 1362 preferı̀
scritti di cattolici impegnati come Sal- venderlo a Emanuele de Entença, col
vatore Mannironi e altri e assunse un quale aveva aperto un contenzioso a
rilievo nazionale. Nel dopoguerra con- causa dell’esercizio della giurisdizio-
tinuò a essere pubblicato e mantenne ne. Poco dopo il territorio fu investito
la sua linea culturale oramai tradizio- dalle operazioni della seconda guerra
nale; ancora oggi è un punto di riferi- tra Mariano IV e Pietro IV e si spopolò
mento per il dibattito e l’informazione completamente.
dei cattolici della diocesi. Ortolà Famiglia cagliaritana (secc.
Orto de Cidro Antico villaggio del giu- XVII-XVIII). Commercianti agiati, di
dicato di Cagliari, compreso nella cu- origine spagnola, compaiono ben inse-
ratoria di Decimomannu. Dopo la fine riti in seno alla società cittadina fin dal
del giudicato, nella divisione del 1257 secolo XVII. Nel 1631 ottennero il cava-
fu incluso nei territori toccati ai Della lierato ereditario e nel 1644 la nobiltà.
Gherardesca del ramo di Donoratico, Nel corso del secolo la famiglia si tra-
che prima della conquista si dichiara- sferı̀ ad Alghero e si estinse agli inizi
rono vassalli del re d’Aragona spe- del secolo XVIII.
rando di conservare cosı̀ i loro possessi Ortolà, Francesco Religioso (Cagliari
in Sardegna. Ma quando il territorio 1544-ivi 1623). Gesuita di profonda
della curatoria fu sequestrato al conte pietà, visse nel più difficile momento
Gherardo, catturato nel 1353 dalle della polemica tra Sassari e Cagliari
truppe di Mariano IV e creduto tradi- per il primato. Per le sue grandi cono-
tore, il villaggio, che era stato grave- scenze fu consigliere ascoltato del ve-
mente danneggiato durante la guerra, scovo D’Esquivel e concorse al ‘‘ritro-
fu assegnato in feudo a Giovanni Salit vamento’’ dei corpi santi durante gli
nel 1355. In poco tempo il villaggio si scavi a San Lucifero.
spopolò e il Salit lo vendette a Beren-
Orto Murato Antico villaggio del giudi-
gario Carroz, che unı̀ il suo territorio al
cato di Gallura, compreso nella curato-
feudo di Quirra.
ria dell’Unale. Conclusa la prima fase
Orto Jacob Antico villaggio del giudi- della conquista aragonese, nel 1331,
cato di Cagliari, compreso nella cura- poiché i suoi abitanti non avevano ac-
toria di Nora. Con la fine del giudicato, cettato pacificamente i nuovi padroni,
nella divisione del 1257 fu incluso nei fu concesso in feudo a Raimondo Car-
territori toccati ai Della Gherardesca dona, i cui discendenti nel 1337 vi ri-
del ramo di Donoratico, che prima nunciarono. In seguito, scoppiata la
della conquista aragonese si dichiara- guerra tra Mariano IV e Pietro IV, di-
rono vassalli del re d’Aragona spe- venne teatro delle operazioni militari
rando di conservare cosı̀ i loro possessi e si spopolò.

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 8


Ortu

Ortu, Franca Docente universitario (n. Quante lingue per l’Europa? (a cura di
Cagliari 1954). Laureata in Traduzione O.), 2006.
nell’Università di Innsbruk e in Lingue
Ortu, Francesco Teologo (Villamar
e Letterature straniere in quella di Mi-
1814-Cagliari 1886). Dopo la laurea di-
lano, è docente di Linguistica e Tradu-
venne sacerdote e insegnò Teologia
zione tedesca nella facoltà di Lingue morale presso l’Università di Cagliari.
dell’Università di Cagliari. Tra i suoi Chiusa la Facoltà teologica per man-
scritti: Sprachliche Ausdrucksmittel canza di studenti nel 1868, divenne vi-
der Kausalität in vier Hörspielen von cario generale di monsignor Balma.
Marie Luise Kaschnitz, ‘‘Annali della
Facoltà di Economia e Commercio’’, Ortu, Gian Giacomo Storico (n. Mo-
1991; Leopold von Sacher Masoch, Il goro 1944). Dopo la laurea in Lettere,
Raffaello degli Ebrei (traduzione, note ha iniziato la ricerca universitaria
e postfazione), 1994; Leopold von Sa- come allievo di Girolamo Sotgiu, della
cher Masoch, Notte di luna (traduzione, cui rivista, ‘‘Archivio sardo del movi-
note e postfazione), 1995; Wie tönt mento operaio contadino e autonomi-
Momo in Italien ab? Einige Überlegun- stico’’, è stato uno dei più apprezzati
collaboratori. Impegnato nel dibattito
gen zur deutschen Abtönung und ihrer
politico, si è occupato dei movimenti
Wiedergabe im Italienischen, ‘‘Archiv
popolari della seconda metà del Nove-
für das Studium der neueren Sprachen
cento e ha dato vita, insieme con Giu-
und Literaturen’’, 1998; Abtönungspar-
seppe Caboni, al ‘‘Collettivo Lussu’’,
tikeln: una sfida per linguisti e tradut-
che soprattutto negli anni Ottanta-
tori (con Eduardo Blasco Ferrer), in Pa-
Duemila, ha promosso convegni e se-
rallela 6, Atti del VII Incontro italo-au-
minari e ha ereditato le Carte Lussu,
striaco dei linguisti, 1998; Le necrolo-
ora conservate presso la sede cagliari-
gie: Elaborazione linguistica del lutto ai
tana dell’Istituto Sardo per la Storia
confini fra italiano e tedesco, in Paral-
dell’Antifascismo e dell’Autonomia, di
lela 7, Atti del Convegno di Studi Paral- cui è presidente. I suoi interessi di sto-
lela VIII, 2002; Wie höflich lässt sich mit rico si sono appuntati soprattutto sulla
Partikeln zustimmen?, in Gudrun Held storia moderna della Sardegna (dal
(Hrsg.), Partikeln und Höflichkeit, 2003; Cinquecento alla fine del Settecento)
Connettori logonimici in tedesco, in Do- su cui ha pubblicato numerosi saggi,
menico Silvestri (a cura di), I termini che si segnalano per la modernità e la
per le lingue e le attività linguistiche, profondità dell’approccio metodolo-
2007; Polyfunktionalität einiger Präpo- gico. Attualmente è professore ordina-
sitionaladverbien (am Beispiel von da- rio di Storia moderna nella Facoltà di
rum/worum, dabei/wobei), in Perspekti- Scienze politiche dell’Università di
ven Eins, ISDS (Italienische Studien Cagliari. Tra i suoi scritti: Ricerche sui
zur deutschen Sprache), 2005; Ich habe contratti agrari e pastorali nella Sarde-
fertig. Ritualisierte und nicht-rituali- gna moderna, ‘‘Studi sardi’’, XXIV,
sierte sprachliche Formen der deutschen 1978; Storia locale e storia nazionale in
Todesanzeigen, in Italia-Österreich, Sardegna, ‘‘Notizie e documenti dell’I-
Sprache-Literatur-Kultur, 2006; I necro- stituto nazionale per la Storia del Mo-
logi on line: variazione di una tipologia vimento di Liberazione’’, 4, 1979; Note
testuale. Tedesco e italiano a confronto, di ricerca sulla sotzaria nel periodo spa-
‘‘Quaderni del Dipartimento di Lingui- gnolo, ‘‘Archivio sardo del movimento
stica e Stilistica’’, 2007; H. Weinrich, operaio contadino e autonomistico’’,

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 9


Ortu

11-13, 1980; Dinamica storica e dina- mediterranea. Processi storici e istitu-


mica sociale. L’ipotesi della storia orale zionali, 1988; La transumanza nella sto-
in Sardegna, ‘‘Ossidiana’’, 1981; L’eco- ria della Sardegna, ‘‘Quaderni bolota-
nomia pastorale nella Sardegna mo- nesi’’, XIV, 1988; I contratti agrari e pa-
derna. Saggio di antropologia storica storali, in Sardegna. Enciclopedia (a
della soccida, 1981; Emilio Lussu e il cura di M. Brigaglia), III, 1988; Zerak-
Sardismo, in Lotte sociali, antifascismo kus e zerakkas sardi, ‘‘Quaderni sto-
e autonomia in Sardegna, 1982; Tre rici’’, XXIII, 68, 1988; Città chiusa e
tempi della dipendenza contadina, in campagna aperta nella Sardegna mo-
Le opere e i giorni. Contadini e pastori derna e contemporanea, ‘‘Meridiana’’,
nella Sardegna tradizionale (a cura di 5, 1989; Centralismo e autonomia nella
Giulio Angioni e Francesco Manconi), Sardegna di Filippo III, ‘‘Rivista storica
1982; Proprietà privata e proprietà per- italiana’’, CII, 1990; Economia e società
fetta, ‘‘Archivio sardo del movimento rurale in Sardegna, in Storia dell’agri-
operaio contadino e autonomistico’’, coltura italiana in Età contemporanea,
20-22, 1984; La viticoltura sarda tra sto- II, 1990; Famiglia e azienda contadina
ria e tradizione, in Il lavoro dei sardi (a nella Sardegna feudale, in Famiglia e
cura di Francesco Manconi), 1983; I matrimonio nella società sarda tradizio-
contratti mercantili, in I Catalani in nale, 1990; Il parlamento Gandı́a nella
Sardegna (a cura di Jordi Carbonell e Sardegna di Filippo III, 1990; Movi-
Francesco Manconi), 1984; Storiografia menti lenti, tensioni e attese nella Sarde-
e politica in Sardegna, 1984; Lotte conta- gna nel primo Ottocento, in Storia dei
dine e potere locale, ‘‘Archivio sardo del Sardi e della Sardegna (a cura di Mas-
movimento operaio contadino e auto- simo Guidetti), IV, 1990; L’Età giolit-
nomistico’’, 1985; Stato, società e cul- tiana, in Storia della cooperazione in
tura nel nazionalismo sardo del secondo Sardegna, 1991; La società rurale, in La
dopoguerra, ‘‘Italia contemporanea’’, società sarda in Età spagnola (a cura di
161, 1985; Carbonia dalle origini agli F. Manconi), I, 1992; Il corpo umano e il
anni Settanta, in Le miniere e i minatori corpo naturale. Costruzione dello spazio
della Sardegna (a cura di Francesco agrario e pretese sulla terra nella Sarde-
Manconi), 1986; Gli amministratori lo- gna medioevale e moderna, ‘‘Quaderni
cali nel ’900 e Per una storia della classe di Storia’’, XXVII, 1992; La storia locale
politica sarda. Percorsi storiografici, anzitutto un’intenzione, introduzione a
due saggi in Élite politiche nella Sarde- Oltre le mura. Cagliari tra Otto e Nove-
gna contemporanea, 1987; Feudo, vil- cento, 1993; Una Villanova sarda e la
laggio, famiglia e mercato della terra storia della comunità rurale, in Un cen-
nella Sardegna della seconda metà del tro rurale nella Sardegna contempora-
Settecento, ‘‘Quaderni storici’’, 65, nea. Territorio e modernizzazione: il
1987; Famiglia, patrimonio e azienda caso di Teulada, 1993; Emilio Lussu e il
nella Sardegna moderna: i Coni di Ma- Sardismo del secondo dopoguerra, in
sullas, ‘‘Quaderni storici’’, 67, 1988; La Emilio Lussu e il Sardismo, 1994; Il Par-
Sardegna e la storia. Antologia di storia lamento del viceré Carlo de Borja duca
della Sardegna (con Paola De Gioannis, di Gandı́a (1614) (a cura di O.), n. 14
Giuseppe Serri e Luisa Maria Plai- della collana ‘‘Acta Curiarum Regni
sant), 1988; Nazione, corpi e partiti nella Sardiniae’’, 1995; Famiglia e possesso
Sardegna del Seicento, in Le autonomie contadino in contesto feudale: il caso
etniche e speciali in Italia e nell’Europa sardo, ‘‘Studi storici’’, 4, 1995; Villaggio

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 10


Ortu

e poteri signorili in Sardegna. Profilo liano, 2004; Lussu, Armungia e dintorni,


storico della comunità rurale medio- in N. Rudas ed E. Orrù (a cura di), Emi-
evale e moderna, 1996; La Sardegna di lio Lussu. L’uomo dell’altipiano, 2003;
Carlo Cattaneo, introduzione a Geogra- Gian Giacomo Ortu (a cura di), Cagliari
fia e storia della Sardegna (a cura di O.), tra passato e futuro, 2004; Manlio Briga-
1996; Una borgata mineraria in Sarde- glia, Attilio Mastino, Gian Giacomo
gna, ‘‘Italia contemporanea’’, 206, Ortu, Storia della Sardegna, 2005; La
1997; Tra Piemonte e Italia. La Sarde- Sardegna dei giudici, 2005; Vent’anni
gna in Età liberale (1848-1896), in ‘‘Sto- dopo la «Sardegna sabauda», in Pier
ria d’Italia’’, Einaudi, Le regioni dall’U- Paolo Merlin (a cura di), Governare un
nità ad oggi. La Sardegna (a cura di L. regno (Viceré, apparati burocratici e so-
Berlinguer e A. Mattone), 1998; Storia e cietà nella Sardegna del Settecento),
progetto dell’autonomia. Percorsi e pro- 2005.
fili dell’autonomismo sardo del Nove- Ortu, Giovanni Sacerdote, studioso di
cento, 1998; Il luogo, la memoria, l’iden- storia della Sardegna (Dorgali 1918-
tità, 1999; Viticoltura urbana e «forme Ozieri 1994). Entrato in Seminario, fu
del territorio», in Storia della vite e del consacrato sacerdote. È studioso di
vino in Sardegna (a cura di Maria Luisa problemi di storia sarda. Tra i suoi
Di Felice e Antonello Mattone), 1999; scritti: Magistero dell’episcopato sardo.
Le identità storiche. Città e campagna, Aspetti politico-sociali 1793-1922, 1968;
in Le città (a cura di G. Mura e A. Anela. Ambiente uomini fatti, 1970; Me-
Sanna), 1999; Andrea Manca dell’Arca, morie storiche del villaggio abbando-
Agricoltura di Sardegna (a cura di G.G. nato di Borticoro, ‘‘Quaderni bolota-
Ortu), 2000; Tradizione e modernità nesi’’, XV, 1989.
nella Sardegna del secondo dopoguerra, Ortu, Giuseppe Fotografo (n. Olbia,
in La città ricostruita (a cura di A. Casu, sec. XX). Fotografo pubblicitario, rea-
A. Lino, A. Sanna), 2001; Lo stato mo- lizza foto per dépliant, cataloghi e bro-
derno. Profili storici, 2001; Emilio chure, per conto di aziende pubbliche
Lussu. L’utopia del possibile, 2002 (con e private: il suo studio (Photographia,
Giuseppe Caboni); Il paese sul crinale Olbia) è specializzato nella fotografia
(Gruppi di eredità e formazione della di food, architettura, arte di beni ar-
proprietà. Burcei 1654-1864), 2002; La cheologici e storici. Ha frequentato l’I-
modernizzazione agricola e industriale stituto Europeo di Design di Cagliari,
nella Sardegna del ’900, ‘‘Rivista sto- specializzandosi in seguito alla scuola
rica italiana’’, 1, 2003; La quercia e la di Maurizio Rebuzzini, Roberto Sellito
strada. Gli scritti di Carlo Cattaneo sulla e Riccardo Marcialis. Parallelamente
Sardegna, ‘‘Rivista storica italiana’’, 3, all’attività professionale si è dedicato
2003; Storia locale e analitica del territo- all’insegnamento tenendo corsi di edu-
rio, in Claudio Ronzitti, Sérzela (La cazione all’immagine.
scomparsa di un villaggio sardo del Set- Ortu, Giuseppe Maria Avvocato, magi-
tecento), 2003; Umberto Cardia. Tra strato (Villasor 1785-Cagliari 1851).
classe ed ethnos: l’autonomia integrale, Laureatosi nel 1808, cominciò a far
«Cooperazione Mediterranea», 3, 2003; pratica forense e nel 1812 fu sospettato
Carta de Logu e ‘‘cartae libertatis’’: in di aver preso parte alla congiura di Pa-
tema di giurisdizioni nel Trecento, in I. labanda. Scampato alle conseguenze
Birocchi, A. Mattone (a cura di), La del fallimento della congiura, continuò
Carta de Logu nella storia del diritto ita- a professare idee liberali e a occuparsi

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 11


Ortu

della sua professione. Fu anche giu- ventato professore associato di Storia


dice di mandamento in diversi centri contemporanea; attualmente insegna
dell’interno; nel periodo del dibattito Storia del Risorgimento nella Facoltà
sulla ‘‘fusione’’, pur mostrandosi favo- di Lettere e Filosofia dell’Università
revole alle riforme istituzionali, fu con- di Cagliari; studioso di storia moderna,
trario alla rinuncia della Sardegna alla è autore di numerosi studi, alcuni dei
sua autonomia. Una delle sue figlie quali dedicati al problema dell’emi-
sposò Giuseppe Cocco padre del mini- grazione sarda, di cui si è occupato
stro Francesco Cocco Ortu. come sindacalista e militante politico
Ortu, Grazia Archeologa (n. Cagliari, negli anni Settanta. Tra gli altri: Aspetti
sec. XX). Dopo essersi laureata in Let- della questione sarda e della questione
tere si è specializzata in Archeologia e meridionale. Note sull’abolizione degli
si è dedi cata all’in segn ament o. ademprivi dal 1856 al 1870, 1981; Consi-
Esperta conoscitrice dell’archeologia derazioni sull’abolizione degli adem-
del Sarcidano, ha preso parte a nume- privi, ‘‘Archivio storico sardo’’, XXXII,
rose campagne di scavo. Tra i suoi 1981; Il quadro storico economico e so-
scritti: Sarcidano. Nurri e Sarcidano. ciale del comune di Orani dall’Ottocento
Orroli, schede in I reperti. Progetto Ar- a oggi, 1982; L’emigrazione sarda dal-
cheosystem. Una ricognizione archeolo- l’Ottocento a oggi. Contributo ad una
gica in Ogliastra, Barbagia e Sarcidano, storia della questione sarda (con B. Ca-
1990; Le testimonianze archeologiche di doni), 1983; Orani tra Ottocento e Nove-
Esterzili e del suo territorio, in La tavola cento. Evoluzione demografica ed emi-
di Esterzili, 1993; Isili. Località Domera- grazione, 1983; Il sardofascismo nelle
mus. Domus de janas, ‘‘Bollettino di Ar- carte di P. Pili. Contributo per la storia
cheologia’’, 13-15, 1995; I monumenti della questione sarda, ‘‘Archivio storico
nuragici della zona di Esterzili, in L’ere- sardo’’, XXXVI, 1989; Istituzioni e poli-
dità del Sarcidano e della Barbagia di tica nella storia della Sardegna. Istitu-
Seulo, 2000. zioni rappresentative della entità sarda,
Ortu, Italo Insegnante, consigliere re- 1990; Stefano Sampol Gandolfo e i pro-
gionale (n. Bauladu 1926). Sardista su blemi della Sardegna nel primo periodo
posizioni nazionalitarie, è stato tra i cavouriano, introduzione all’edizione
più strenui sostenitori del bilinguismo. dell’antologia de ‘‘L’Eco della Sarde-
Dal 1964 al 1984 è stato consigliere co- gna’’ (a cura di Giuseppe Marci e L.
munale e sindaco del suo paese, dove Ortu), 1991; Vincenzo Sulis. Autobiogra-
ha introdotto l’uso della lingua sarda fia, 1994; La figura di Paolo Pili e il Sar-
in Consiglio comunale e nella topono- dofascismo, in Il Sardofascismo. Poli-
mastica. Nel 1984 è stato eletto consi- tica, cultura, economia, 1994; Tra Re-
gliere regionale e successivamente ri- staurazione e Risorgimento: i giornali
confermato nel 1989; è stato assessore sardi nel periodo della rinascenza, in
prima al Turismo e quindi agli Affari Un giornale della restaurazione: ‘‘L’In-
generali nelle giunte Melis dal 1984 al dicatore sardo’’, 1997; La presenza so-
1987. ciale del convento di Gesù e Maria in Ca-
Ortu, Leopoldo Storico (n. Cagliari gliari. Note su alcuni documenti della
1942). Dopo la laurea si è dedicato al- prima metà del Seicento, in Studi storici
l’insegnamento negli istituti superiori in memoria di Giancarlo Sorgia, 1998; Il
e, trascorsi alcuni anni, ha intrapreso Parlamento del viceré Giovanni Coloma
la carriera universitaria. Nel 1985 è di- conte d’Elda (1573-1574), n. 10 della col-

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 12


Ortueri

lana ‘‘Acta Curiarum Regni Sardi- est con la Barbagia, più montuosa e vi-
niae’’, 2005. cina alle punte maggiori del Gennar-
Ortu, Velio Funzionario, consigliere re- gentu. O. è attraversato dalla statale
gionale (n. Guspini 1947). Dirigente re- 388 che, proveniente da Oristano, con-
gionale della Confcoltivatori, ha mili- tinua poi fino a Sorgono.
tato fin da giovane nei partiti della Si- & STORIA Il suo territorio conserva

nistra: è stato a lungo vicesindaco e sin- numerosi nuraghi e l’attuale abitato


daco del suo paese. Nel 1984 è stato deriva da un insediamento di epoca ro-
eletto consigliere regionale nella lista mana. Nel Medioevo apparteneva al
del PCI nel collegio di Cagliari, rican- giudicato d’Arborea incluso nella cu-
didato nel 1989 non è stato rieletto; nel ratoria del Mandrolisai. Caduto il giu-
1999 è stato eletto nel collegio di Ca- dicato, nel 1410 entrò a far parte del
gliari per il Partito della Rifondazione grande feudo concesso a Giovanni
Comunista, di cui è stato segretario re- Deana e, quando questa famiglia si
gionale. Nel 2004 non è stato ricandi- estinse, fu ereditato dal marchese d’O-
dato. ristano. Dopo che il marchesato fu se-
Ortuabis Località di campagna e nodo questrato a Leonardo Alagon, dal 1479
stradale della Sardegna centrale: la O. venne amministrato direttamente
statale 128, nel tratto tra Meana Sardo da funzionari reali. Nel 1507 i suoi abi-
e Laconi, vi si incontra – in prossimità tanti, unitamente a quelli degli altri
dell’omonima cantoniera dell’ANAS – villaggi del Mandrolisai, ottennero dal
con la 295 proveniente da Aritzo e con re il privilegio di essere amministrati
la provinciale (di costruzione più re- da un official scelto dal re tra le per-
cente) proveniente da Villanovatulo. sone nate nel territorio. Nei secoli suc-
Nella zona, che si trova al confine tra i cessivi il privilegio fu rispettato e O.
rilievi del Gennargentu e le colline del nel secolo XVII divenne un importante
Sarcidano ed è attraversata dalla fer- centro di produzione del vino. Durante
rovia a scartamento ridotto Mandas- le concitate fasi della guerra di succes-
Sorgono, si stende una foresta che sione spagnola, passata la Sardegna
porta lo stesso nome. agli Asburgo, O. fu compreso nel feudo
Ortueri Comune della provincia di concesso ai Valentino. Nei decenni che
Nuoro, compreso nella XII Comunità seguirono i suoi abitanti protestarono
montana, con 1435 abitanti (al 2004), inutilmente e tentarono in più occa-
posto a 585 m sul livello del mare tra il sioni di liberarsi dalla dipendenza feu-
lago Omodeo e il Gennargentu. Re- dale che infrangeva l’antico privilegio
gione storica: Mandrolisai. Archidio- di cui avevano goduto nei secoli prece-
cesi di Oristano. denti. Nel 1821 il territorio fu incluso
& TERRITORIO Il territorio comunale, nella provincia di Oristano, nel 1838 si
di forma grosso modo circolare, si liberò finalmente dalla dipendenza
estende per 38,95 km2 e confina a nord feudale. Vittorio Angius, nell’ambito
con Neoneli, a est con Austis e Sorgono, del Dizionario del Casalis, ci ha lasciato
a sud con Samugheo e a ovest con Bu- una preziosa testimonianza di questa
sachi, Ula Tirso e Neoneli. Si tratta di epoca, di cui riportiamo qualche signi-
una regione di alte colline e pianori sul ficativo brano: «Popolazione. Compo-
versante occidentale del Gennargentu, nesi di anime 1690 in circa, le quali si
al confine a ovest con il Barigadu, più devon distinguere in maggiori, maschi
direttamente affacciato sul Tirso, e a 400, femmine 455, e minori maschi 400,

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 13


Ortueri

femmine 415, quindi distribuirsi in fa- decuplo, quella delle fave anche al 30.
miglie 412. Il movimento della mede- La meliga, le veccie, i fagiuoli, i piselli
sima può intendersi dalle medie se- rendono spesso il venti e più. I prodotti
guenti: nascite 52, morti 27, matrimoni sono d’una particolare bontà, e però
12: non pochi prolungan la vita sin molto pregiati. Pastorizia. In tempi
verso i novanta, quelli massimamente non molto lontani era questa assai più
che conservano le vesti nazionali adat- estesa, che sia al presente, per la mag-
tate al clima. La gioventù è in numero giore ampiezza de’ pascoli, che gli agri-
considerevole per beneficio della vac- coltori sono andati a poco a poco re-
cinazione, essendo già cessate quelle stringendo. I pascoli sono non pertanto
frequenti mortalissime influenze del ancora assai estesi e più che sufficienti
vajuolo. La malattie più comuni sono al numero de’ branchi del bestiame
le infiammazioni e le febbri, quelle rude, che si annovera nel presente, e i
dalle rapide variazioni atmosferiche, ghiandiferi potrebbero bastare all’in-
queste dal passaggio in luoghi malsani grasso di cinque e più volte il numero
ne’ tempi estivi e autunnali. Non si ha de’ capi porcini che si hanno. Usasi an-
per gli uffici sanitari, che un flebo- cora di introdurre a pascolo nelle vi-
tomo, e questo poco nuoce, perché con- gne e nei verzieri le bestie domite
fidasi meglio nella natura, che nell’o- senza stimar quanto è giusto il guasto
pera sua. Professioni. Sono applicate che vi operano, principalmente sopra
all’agricoltura, compresi i garzoni, per- gli olivi. Nel bestiame manso si nume-
sone 420, alla pastorizia 90, a’ mestieri rano buoi per l’agricoltura 500, vacche
40, al negozio 15, restando assai pochi mannalite 80, cavalli e cavalle 95, ma-
inoperosi e semplici consumatori. jali 300, giumenti 220. Nel bestiame
Agricoltura. Le terre ortueresi, almeno rude sono capi vaccini 800, caprini
nelle più parti, sono stimate più idonee 1800, pecorini 3500, cavallini 100, por-
alla semenza dell’orzo, che a quella del cini 1700». Quando furono abolite le
frumento; epperò la qualità che della province nel 1848, O. entrò a far parte
prima dassi ai solchi è superiore a della divisione amministrativa di Ca-
quella della seconda. L’arte agraria gliari e nel 1859, ricostituite definitiva-
era in altri tempi poco pregiata in O. mente le province, fu incluso nell’omo-
cosı̀ come in tutte le altre contrade pa- nima ricostituita provincia. Quando
storali, credendosi la fatica dell’agri- poi nel 1927 fu ricostituita quella di
coltore meno onorevole dell’ozio del Nuoro, entrò a farne parte.
pastore: poi le ragioni dell’interesse & ECONOMIA Le attività di base della
han prevaluto contro il pregiudizio, e sua economia sono l’agricoltura, in
la seminagione è andata sempre cre- particolare cerealicoltura, orticoltura,
scendo col diveltamento delle terre frutticoltura, e l’allevamento del be-
che prima davano pascolo a pochi capi stiame, in particolare bovino e ovino.
di bestiame. Questo fa sperare che si Negli ultimi anni si sta sviluppando an-
progredirà di più estendendosi mag- che una modesta attività industriale
giormente l’area della coltivazione e nei settori alimentare, edile e metal-
praticandosi metodi migliori. I numeri lurgico. È poco organizzata la rete di
dell’ordinaria seminagione sono sta- distribuzione commerciale. Vi ope-
relli di grano 500, d’orzo 1200, di fave rano anche un albergo con 27 posti
50. La fruttificazione del frumento suol letto e un’azienda agrituristica con 6
essere al settuplo, quella dell’orzo al posti letto. Artigianato. Di antica tradi-

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 14


Orune

zione l’artigianato tessile, per la pro- creato per ospitare diversi esemplari
duzione di tappeti, e quello dei fabbri dell’asinello sardo che, cessato ormai
e degli intagliatori del legno. Servizi. O. l’impiego che ne faceva la gente di
è collegato da autolinee agli altri cen- campagna, è a rischio di estinzione. Il
tri della provincia. Dispone di Pro parco, dell’estensione di 50 ha, è utiliz-
Loco, stazione dei Carabinieri, me- zato anche per passeggiate ed escur-
dico, farmacia, scuola dell’obbligo, sioni.
sportello bancario. Possiede una Bi- & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI A O.
blioteca comunale. si fa festa la prima domenica di maggio,
& DATI STATISTICI Al censimento del per Sant’Isidoro; la terza domenica di
2001 la popolazione contava 1464 unità, maggio, per San Nicola da Bari, pa-
di cui maschi 756; femmine 708; fami- trono del paese; e la terza domenica di
glie 599. La tendenza complessiva rive- settembre, per la Madonna Addolorata.
lava una diminuzione della popola- In ciascuna di queste occasioni si
zione, con morti per anno 16 e nati 13; hanno manifestazioni religiose e civili.
cancellati dall’anagrafe 36 e nuovi Da qualche tempo costituisce ri-
iscritti 27. Tra i principali indicatori chiamo anche per gli abitanti dei paesi
economici: imponibile medio IRPEF circostanti l’iniziativa di un gruppo di
13 522 in migliaia di lire; versamenti agricoltori di svolgere i lavori della
ICI 438; aziende agricole 308; imprese mietitura e della trebbiatura secondo
commerciali 66; esercizi pubblici 11; i metodi manuali ormai abbandonati:
esercizi al dettaglio 11; ambulanti 4. nasce dal desiderio di non abbando-
Tra gli indicatori sociali: occupati 439; nare del tutto modelli di vita e di lavoro
disoccupati 112; inoccupati 92; lau- che si sono tramandati per secoli nei
reati 30; diplomati 128; con licenza me- villaggi dell’isola.
dia 503; con licenza elementare 462; Ortulani Antico villaggio del giudicato
analfabeti 78; automezzi circolanti di Cagliari compreso nella curatoria di
438; abbonamenti TV 423. Siurgus. Sorgeva nel territorio di Doni-
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO A gala. Caduto il giudicato, nel 1258 entrò
circa 3 km dall’abitato si trova l’impor- a far parte dei territori assegnati ai Ca-
tante sito archeologico di Sa Perda Lit- praia; alla loro estinzione passò in pos-
terada, una necropoli risalente al pe- sesso del Comune di Pisa, che lo fece
riodo romano. Nei secoli passati è stata amministrare direttamente da suoi
sistematicamente saccheggiata dagli funzionari. Scoppiata la guerra per la
abitanti di O., che ne traevano pietre conquista della Sardegna, cadde in
squadrate per costruire le case del vil- mano aragonese ma subito dopo si spo-
laggio. Deve il suo nome a una pietra polò rapidamente a causa della peste.
incisa, recante una dedica agli dei Oruivar Antica corte del giudicato di
Mani. Gallura. Era compresa nella curatoria
& PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE di Taras, in prossimità di Melataras. Si
E AMBIENTALE A breve distanza dall’a- sviluppò intorno alla chiesa di San
bitato si trova la chiesa di Santa Maria, Lussorio e nella seconda metà del se-
che è di origini molto antiche ma nel colo XII fu donata all’Opera di Santa
corso dei secoli è andata in rovina e Maria di Pisa. Si spopolò entro la
nel 1974 è stata totalmente ricostruita. prima metà del secolo XIII.
A breve distanza dal paese si trova an- Orune Comune della provincia di
che il parco Mui Muscas, che è stato Nuoro, compreso nella IX Comunità

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 15


Orune

montana, con 3021 abitanti (al 2004), dice Mariano IV fece arrestare il suo
posto a 750 m sul livello del mare a infelice fratello Giovanni (=), O. ri-
nord-est di Nuoro. Regione storica: mase in possesso dell’Arborea fino al
Nuoro. Diocesi di Nuoro. termine delle guerre. Nel 1410 fu in-
cluso nel feudo concesso a Nicolò Tur-
rigiti i cui discendenti però nel 1430 lo
vendettero al marchese d’Oristano.
Quando il marchesato nel 1477 fu se-
questrato a Leonardo Alagon, il pic-
colo centro fu incluso nei territori rico-
nosciuti ai Carroz del ramo di Mandas
come eredi di Giovanni d’Arborea.
Questi ultimi si estinsero nel 1479; O.
passò allora ai Maza de Liçana e da
questi, dopo una lunga contesa giudi-
Orune – Veduta del centro abitato. ziaria conclusa nel 1571, ai Portugal.
Estinti questi ultimi passò ai De Silva
che lo inclusero nel feudo di Orani. Il
& TERRITORIO Il territorio comunale,
villaggio rimase in possesso dei De
di forma grosso modo rettangolare, si
Silva fino al riscatto dei feudi avvenuto
estende per 128,58 km 2 e confina a
nel 1838; nel corso del secolo XVIII i
nord con Nule e Bitti, a est con Lula e
Dorgali, a sud con Nuoro e a ovest con rapporti dei suoi abitanti con il feuda-
Benetutti. Si tratta di una regione mon- tario furono spesso burrascosi a causa
tuosa, caratterizzata da profonde val- della esosità dei tributi che dovevano
late e da punte intorno ai 700-800 m, essere pagati. Nel 1821 fu incluso nella
che si trova tra le propaggini setten- provincia di Nuoro e dal 1848, abolite
trionali del Gennargentu e l’altipiano le province, nell’omonima divisione
di Bitti, che si estende più a nord. A amministrativa. Di quel periodo sto-
oriente del paese scorre uno degli af- rico abbiamo la preziosa testimo-
fluenti di sinistra del rio Isalle-Sologo, nianza di Vittorio Angius: «Popola-
che scorre nella vallata che separa O. zione. Componesi di anime 1805, di-
dal monte Ortobene e da Nuoro. Il stinte in maggiori di anni 20, maschi
paese è raggiungibile con una strada 550, femmine 560, e minori, maschi
tortuosa che ha inizio a Nuoro e si col- 345, femmine 340, divise in famiglie
lega alla superstrada Abbasanta-Ol- 440. In numero medio nascono all’anno
bia; o con la statale 389 Nuoro-Bitti- 60, muojono 35, si contraggono 12 ma-
Buddusò. trimoni. L’ordinario tratto della vita è
& STORIA L’attuale paese è di origine al sessantesimo. Le malattie più fre-
medioevale: apparteneva al giudicato quenti sono le infiammazioni di vario
di Gallura ed era compreso nella cura- genere. Il passaggio dal caldo al freddo
toria di Bitti. Subito dopo la conquista è spesso micidiale e i più muojono di
aragonese, poiché la sua popolazione dolor laterale. Professioni. De’ sunno-
era ostile nei confronti degli invasori, tati uomini sono applicati all’arte agra-
nel 1335 il villaggio fu incluso nei terri- ria 200, comprendendo i giovani, alla
tori concessi dal re d’Aragona a Gio- pastorizia 400, alle varie arti necessa-
vanni d’Arborea perché li pacificasse. rie 50, al negozio 15, ecc. Le donne la-
Negli anni successivi, quando il giu- vorano con grande studio sulla lana

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 16


Orune

pezze di panno per il vestiario, che esse menti 400 per la macinazione e anche
poi tingono ne’ colori soliti, bisacce e per trasporto di legne piccole, majali
sacchi, che si vendono e trasportano 250. Bestiame rude: vacche 3500, capre
alle fiere di tutte le parti dell’isola; e 6000, pecore 20 000, porci 2500, cavalle
sono in opera non meno di 300 telai di 100». Quando nel 1859 furono ripristi-
antica forma. Agricoltura. Nell’oru- nate le province, O. entrò a far parte di
nese le più parti del territorio sono quella di Sassari nella quale rimase
atte meglio alla pastorizia, che alla fino al 1927 quando, definitivamente
agricoltura; tuttavolta convien dire ricostituita la provincia di Nuoro,
che la superficie complessiva, che è e tornò a farne parte.
può essere coltivata, è di tanta esten- & ECONOMIA Le attività di base della
sione, che potrebbe benissimo pro- sua economia sono l’allevamento del
durre alla sufficienza di cinque o sei bestiame, in particolare quello ovino e
volte tanto dell’attuale popolazione. bovino, meno sviluppato quello suino,
L’agraria ha già guadagnato qualche e l’agricoltura, in particolare la cerea-
cosa sopra i pascoli liberi, e sperasi licoltura, la frutticoltura, la viticol-
che guadagnerà ogni giorno più se tura. Negli ultimi decenni si sta svilup-
quell’associazione formata dal par- pando anche una modesta attività in-
roco del paese e della quale abbiam dustriale con piccole aziende nel set-
reso ragione nell’articolo Nuoro pro- tore lattiero-caseario, alimentare e
vincia proceda nelle norme stabilite e edile. È poco organizzata la rete di di-
non venga a raffreddarsi lo zelo dell’i- stribuzione commerciale. Vi opera un
stitutore, e a mancare la cooperazione ristorante. Artigianato. Radicata l’u-
de’ soci. La quantità solita seminarsi sanza della tessitura dei tappeti, dalla
fin qui può rappresentarsi ne’ seguenti quale si ottengono prodotti di buona
numeri, starelli di grano 150, orzo 250, qualità. Servizi. O. è collegato me-
fave 10, legumi 20. La fruttificazione diante autolinee agli altri centri della
del grano notasi comunemente al set- provincia. È dotato di stazione dei Ca-
tuplo, quella dell’orzo al decuplo. Man- rabinieri, medico, guardia medica, far-
giasi dagli orunesi, che sono agiati, del macia, scuola dell’obbligo e scuole se-
pane di frumento, dagli altri e da’ servi condarie superiori (Liceo scientifico),
insieme delle case principali pane sportello bancario. Possiede una Bi-
d’orzo, e pare che non sempre la messe blioteca comunale.
dia l’intera provvista, nominatamente & DATI STATISTICI Al censimento del
dell’orzo perché questo serve anche 2001 la popolazione contava 3001 unità,
per alimento a’ cavalli. La coltura delle di cui stranieri 4; maschi 1486; fem-
patate è stato un ottimo soccorso e sup- mine 1515; famiglie 1127. La tendenza
plemento, perché non pochi le man- complessiva rivelava una diminuzione
giano impastate nella farina, e i poveri della popolazione, con morti per anno
arrostite. La coltura del lino forse è 33 e nati 26; cancellati dall’anagrafe 54
pure minore assai del bisogno delle fa- e nuovi iscritti 30. Tra i principali indi-
miglie. Pastorizia. I numeri de’ capi che catori economici: imponibile medio
si educano non pare che sieno ordina- IRPEF 15 554 in migliaia di lire; versa-
riamente superiori agli infrascritti. menti ICI 619; aziende agricole 180; im-
Bestiame manso: buoi per l’agricoltura prese commerciali 94; esercizi pub-
e per vetturamento 100, vacche man- blici 20; esercizi all’ingrosso 2; esercizi
nalite allo stesso uso 60, cavalli 150, giu- al dettaglio 43; tra gli indicatori sociali:

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 17


Orunesu

occupati 909; disoccupati 132; inoccu- tano brevi brani dal romanzo Colombi e
pati 203; laureati 98; diplomati 398; con sparvieri, che Grazia Deledda aveva
licenza media 776; con licenza elemen- ambientato in questi luoghi e tra que-
tare 1204; analfabeti 84; automezzi cir- sta gente: a forte ragione O. fa parte del
colanti 955; abbonamenti TV 636. Parco letterario intitolato alla scrit-
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il suo trice nuorese.
territorio è ricchissimo di siti archeo- & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Nu-

logici risalenti al periodo prenuragico merose le celebrazioni religiose e ci-


e nuragico, che in più d’un caso furono vili che si susseguono a O.: il 16 e 17
abitati fino al secolo III a.C. Impor- gennaio si fa festa per Sant’Antonio
tante tra tutti Su Tempiesu, tempio a Abate, ovviamente anche con l’accen-
pozzo che fu scoperto nel 1953 sulla sione di falò; il 3 febbraio processione
strada per Bitti poco distante dalla e canti religiosi in onore di San Biagio;
cantoniera Funtana ’e Coda. L’edificio, il primo lunedı̀ di agosto festa, prece-
singolare perché conserva integra la duta dalla novena, per Su Cossolu (La
facciata, è preceduto da due cortili at- Consolata) nell’omonimo santuario
traverso i quali si accede al vestibolo di campestre, con processione e ricca se-
forma rettangolare con dei sedili alle rie di manifestazioni di religione e di
pareti; da una piccola scala si accede folclore; e l’ultima domenica di agosto,
al vano del pozzo con volta a tholos per- infine, festa in paese per la Madonna
fettamente conservata. Il villaggio nu- del Carmine.
ragico di Noddule è un complesso im- Orunesu, Antonietta Studiosa di sto-
ponente nel quale si conservano un nu- ria (n. Cagliari, sec. XX). Tra i suoi
raghe con torre centrale arcaica e si- scritti: L’inchiesta sanitaria del 1899.
stema di torri e bastioni polilobato ri- Igiene, salute e malattia in venti comuni
salente al Nuragico medio; un pozzo della Sardegna centro-meridionale, ‘‘Ar-
sacro con volta a tholos racchiuso in un chivio sardo del movimento operaio
recinto; e numerosissime capanne. Il contadino e autonomistico’’, 44-46,
centro fu riutilizzato per scopi ammini- 1994.
strativi e militari dai Romani e il tem- Orvei Castello che sorgeva in posizione
pio a pozzo rimase in uso fino al secolo strategica su uno spuntone roccioso a
III a.C. nord-est di Tula, in un punto dal quale
& PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU-
si potevano dominare e seguire tutti gli
RALE Santa Maria della Neve è la spostamenti tra le zone interne del
chiesa parrocchiale, costruita nell’Ot- Montacuto e il mare. I suoi resti sor-
tocento su progetto dell’architetto nuo- gono in prossimità della chiesetta di
rese Giacomo Galfré. All’interno, la na- San Leonardo e fanno chiaramente
vata e la volta sono affrescate da Anto- comprendere come il sito sia stato uti-
nio Caboni (=). San Giacomo è una lizzato come posizione strategica fin
chiesa costruita nel secolo XIV in dal periodo prenuragico. L’attuale ca-
forme gotico-aragonesi e successiva- stello, dai cui ruderi è possibile vedere
mente rimaneggiata; nel secolo XVIII la continuità dell’insediamento nel
venne ampliata. Ha l’impianto a una tempo, fu fatto costruire probabil-
navata completata dal presbiterio e da mente dai giudici d’Arborea quando,
alcune cappelle laterali. Su numerosi subito dopo l’estinzione della dinastia
edifici del centro storico sono state di giudicale di Torres, l’intero Montacuto
recente affisse delle targhe che ripor- fu conteso dagli Arborea, dalle truppe

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 18


Orzo

dei Doria e da quelle del Comune di pato dalle truppe arborensi che lo ten-
Pisa. Dopo la battaglia della Meloria il nero fino alla caduta del giudicato nel
castello, in base alla pace del 1288, sa- 1409; nel 1421 fu compreso nel grande
rebbe dovuto passare a Genova, ma feudo concesso a Bernardo Centelles,
presumibilmente continuò a rimanere ma finı̀ per spopolarsi completamente.
in mani arborensi. Il giudice continuò Entro il 1468 i suoi ultimi abitanti si
a tenerlo anche dopo l’arrivo degli Ara- erano trasferiti a Tula.
gonesi, sicché per tutto il secolo XIV fu
Orzatu Tipico pane di orzo. Di origini
teatro delle continue guerre che tor-
antichissime, forse usato fin dal tempo
mentarono la Sardegna. Dopo la batta- dei Romani. L’orzo veniva tostato nel
glia di Sanluri, cessata la sua funzione forno, purgato e infine macinato per
militare, decadde rapidamente. ottenere una farina che veniva setac-
Orveis Antico villaggio del giudicato di ciata avendo cura di separare progres-
Torres, compreso nella curatoria di sivamente la crusca dalla farina. Con
Montacuto. Sorgeva non lontano da questa farina, senza lievito e senza
Tula, in una posizione strategica im- sale, si impastavano dei grossi pani pe-
portante che permetteva di controllare santi (ghimisones), che poi venivano
alcune tra le più frequentate vie di traf- messi a cuocere al forno a fuoco lento.
fico della Gallura. Il suo territorio, abi- Quando la loro crosta si era indurita,
tato continuativamente dal periodo venivano tolti dal forno, spruzzati ab-
nuragico al periodo bizantino, è ricco bondantemente di farina e custoditi
di testimonianze archeologiche. Nel per due giorni nelle grandi córbule. A
Medioevo fece parte del giudicato di questo punto si apriva il grosso pane e
Torres, compreso nella curatoria del vi si impiantava il lievito, traendone
Montacuto, e si sviluppò protetto dal una pasta ancora morbida e saporosa
castello di Orvei, fatto costruire dal che veniva inumidita e ulteriormente
giudice; estinta la dinastia giudicale lavorata e pressata fino a essere tra-
di Torres fu conteso tra Doria, Arborea sformata come fosse un foglio di carta
e i Pisani del giudicato di Gallura; alla d’un certo spessore che veniva cotto in-
fine del secolo XIII fu riconosciuto fine al forno. La confezione era una
come possesso del giudice d’Arborea. procedura lunga e faticosa, usata so-
I Doria, però, non rinunciarono alle prattutto nei territori di montagna
loro pretese e poco prima della conqui- dove mancava il grano; il biscotto di
sta aragonese riuscirono a farlo pas- pane d’orzo cosı̀ ottenuto, col suo carat-
sare nelle loro mani. Scoppiata la ri- teristico gusto acidulo, era il cibo quo-
bellione del 1325, nel 1330 fu investito tidiano per le classi sociali più povere.
dalle truppe di Raimondo Cardona, ma Orzo Pianta erbacea annuale della fa-
la sua popolazione continuò a mo- miglia delle Graminacee (Hordeum
strarsi ostile nei confronti dei nuovi ve- vulgare L.). Molto simile al frumento, è
nuti sicché il suo territorio fu ripetuta- conosciuta fin dall’età della pietra e
mente devastato. Per tentare una paci- coltivata da Egizi, Greci e Romani. La
ficazione, nel 1339 fu concesso in feudo pianta è alta circa 1 m, più o meno ce-
a Giovanni d’Arborea; ma la sorte del- spitosa, con fusti (culmi) rigidi e sottili
l’infelice principe non gli risparmiò i e nodi distanziati. Ha foglie rade, li-
danni della guerra negli anni succes- neari, parallelinervie, ricadenti, di co-
sivi e la sua popolazione cominciò len- lore verde chiaro, ruvide su ambedue
tamente a diminuire. Dal 1366 fu occu- le pagine. Produce spighe allungate

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 19


Orzocco I

composte di spighette di un solo fiore fia moltissimo durante la cottura e que-


ognuna. Il frutto (cariosside) è chiuso sta caratteristica, unita alla notevole
da due protezioni membranacee, le quantità di fibre, lo rende saziante e
glumette; è di solito allungato e stretto, adatto alle diete ipocaloriche. In Sar-
più acuto a una delle estremità, di co- degna la produzione si aggira sui
lore giallo-ocraceo. La glumetta infe- 500 000 q annui ma è in continuo decre-
riore può terminare con una parte sot- mento. È ancora in uso, in molti paesi
tile e allungata, la resta. Le spighe con sardi, fare il pane d’o., riconosciuto tra
le reste si dicono aristate, quelle che i ‘‘prodotti tipici di qualità’’ dal Mini-
ne sono prive si dicono mutiche. I stero delle Politiche agricole e fore-
semi che formano la spiga di o. sono stali. Nomi sardi: órgiu (campidanese);
ordinati secondo file, che possono es- óriu (Sardegna centrale); órzu (logudo-
sere due (nell’o. distico), quattro (in rese). [TIZIANA SASSU]
quello tetrastico) o sei (nel tipo esa-
stico). È una delle piante coltivate che
ha maggiore diffusione per la sua am-
pia adattabilità alle condizioni clima-
tiche e la disponibilità di numerose va-
rietà. Il suo areale di diffusione si
estende dall’Africa del Nord al Cen-
tro-nord Europa, fino alle regioni cen-
trali del continente asiatico e della re-
gione andina. L’o. viene utilizzato nel-
l’alimentazione umana come cereale
da panificazione, nel settore indu-
striale (birra, caffè d’o. ecc.) e nell’ali-
mentazione del bestiame. È un cereale
precoce, resistente ai freddi invernali
e che completa il suo sviluppo prima
dei caldi estivi (alcune varietà hanno Orzo – Spighe.
un ciclo vegetativo di soli tre mesi); è
adatto quindi a climi e tipi di terreno Orzocco I Giudice d’Arborea (sec. XI).
diversi. Coltivato in tutte le regioni bo- Appartenente alla famiglia dei Lacon
reali (Europa, Russia, Canada, USA, Zori, trasferı̀ la capitale del suo piccolo
Africa settentrionale, Medio Oriente regno da Tharros, ormai in inarresta-
ed Estremo Oriente), specialmente bile decadenza, a Oristano. Nel 1073 fu
nelle località montane. Sopporta le destinatario della lettera che Gregorio
temperature elevate, anche fino a 38 VII inviò a tutti i giudici sardi perché si
ºC, purché l’umidità dell’aria non sia adoperassero per promuovere il pas-
eccessiva. Cresce bene nei terreni saggio al cattolicesimo romano del
dove l’umidità è scarsa ed è resistente clero dei loro rispettivi domini.
ai terreni salini. Dal punto di vista nu- Orzocco II Giudice d’Arborea (sec.
trizionale si distingue dagli altri ce- XII). Appartenente alla famiglia dei
reali per il notevole contenuto di fibre Lacon Zori, succedette a suo padre, il
e soprattutto di quelle solubili. In- giudice Torbeno, quando era ancora
sieme all’avena, è il cereale con il più giovane. Probabilmente per questo
basso indice glicemico, inoltre si gon- nella fase iniziale della sua proclama-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 20


Oschiri

zione le funzioni di giudice di fatto fu- Populonia; di fatto però egli continuò
rono svolte per un certo periodo da Co- la sua politica autonoma.
mita de Orrù. Osalla Territorio paludoso che si
Orzocco III Figlio del giudice Gonario stende lungo la costa orientale della
di Lacon Serra (sec. XII). Giovan Fran- Sardegna tra Dorgali e Orosei. La pa-
cesco Fara lo indica come giudice d’Ar- lude ha una grande importanza natura-
borea, ma con ogni probabilità questo listica perché vi nidificano alcune spe-
principe, dopo l’immatura morte di cie di uccelli rari tra cui l’airone cine-
suo fratello maggiore, il giudice Co- rino, il pollo sultano, la volpoca e altri.
stantino I, esercitò soltanto le funzioni Oschiri Comune della provincia di Ol-
di giudice di fatto durante la minore età bia-Tempio, compreso nella VI Comu-
del giovane giudice Comita III suo ni- nità montana, con 3699 abitanti (al
pote, continuando la politica filogeno- 2004), posto a 202 m sul livello del
vese avviata da suo fratello. mare a sud-est del lago Coghinas. Re-
gione storica: Montacuto. Diocesi di
Orzocco Torchitorio I Giudice di Ca-
Ozieri.
gliari (sec. XI). Sovrano di notevole
personalità, figlio di Mariano Salusio
I, si adoperò per avvicinare il clero del
suo territorio alla Chiesa di Roma e
per aprire il regno all’influsso della
cultura occidentale. Nel 1066 patro-
cinò lo stanziamento dei Benedettini
di Montecassino e quando Gregorio
VII divenne papa, sembrò il giudice
sardo in grado di assecondarne il dise-
gno politico. Nel 1073 il pontefice gli
inviò una lettera nella quale lo esor-
tava a far sı̀ che il clero del suo piccolo Oschiri – La chiesa di San Demetrio
stato si avvicinasse alla Chiesa di contornata dalle case del paese.
Roma. Il giudice, pur mostrandosi ligio
all’invito del papa, comprese forse la & TERRITORIO Il territorio comunale,
possibilità che dietro la lettera si ce- di forma grosso modo ovale con un’e-
lasse un disegno in base al quale egli spansione verso nord, si estende per
avrebbe dovuto sottomettersi anche 216,07 km2, comprendenti anche le fra-
politicamente a Roma: perciò operò zioni di Giagone, Pianas, Sa Muri-
con prudenza e mantenne le distanze ghessa e San Leonardo, e confina a
dal pontefice. Favorı̀ invece la pre- nord con Tempio e Berchidda, a est an-
senza dei mercanti pisani a Cagliari e cora con Berchidda, a sud con Bud-
condusse una politica di completa au- dusò e Pattada e a ovest con Ozieri e
tonomia, per cui a un certo punto Gre- Tula. Si tratta di un territorio di
gorio VII lo minacciò, unitamente agli aspetto vario, visto che comprende
altri giudici, di investire della Sarde- una parte di colline del Logudoro,
gna il duca Goffredo di Lorena. Il de- tratti pianeggianti intorno al paese, ol-
ciso atteggiamento del papa lo indusse, tre a quelli vallivi in corrispondenza
nel 1080, a dichiarasi formalmente sot- degli affluenti del Coghinas, nonché
tomesso al papa durante la visita in una buona porzione del lago e una
Sardegna del cardinale Guglielmo di parte delle pendici meridionali del

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 21


Oschiri

Limbara. Il paese si trova lungo la sta- matrimoni 22. L’abitato è di bell’a-


tale 199 Ozieri-Olbia e a breve distanza spetto, le case semplici, ma pulite, e le
dalla ‘‘direttissima’’ Sassari-Olbia; al- strade selciate. Professioni. Sono appli-
tre strade secondarie lo collegano a cate all’agricoltura non meno di 450
Tempio a nord, a Pattada a sud; alla persone, alla pastorizia 220 tra pastori
periferia dell’abitato si trova la sta- e garzoni, alle arti meccaniche di ne-
zione lungo la ferrovia Chilivani-Olbia. cessità e di comodo circa 50. Tra’ fer-
& STORIA Il territorio è ricchissimo di rari sono adesso alcuni che fanno pure
testimonianze archeologiche a partire de’ lavori fini, e lo stesso deve dirsi dei
dal periodo prenuragico. In età ro- falegnami; cosı̀ poiché il prelodato
mana per la sua posizione strategica vi Bua mandò nelle città a impararvi mi-
fu costruito un castrum conosciuto gliori metodi alcuni giovani a sue
come Lugudonec che divenne un im- spese. Le donne si occupano della fila-
portante centro per proteggere il terri- tura e tessitura, e lavorano delle co-
torio dalle incursioni degli abitanti perte da letto che han pregio. Anche
delle zone interne. Da questo centro, su quest’oggetto si rivolse l’attenzione
nel Medioevo si sviluppò l’attuale vil- del Bua, ed è tutto suo merito se al pre-
laggio. Il suo abitato non coincideva sente si fa meglio che in addietro. Agri-
con quello dell’antica Lugudonec: pro- coltura. Lavorasi il terreno con buoi
babilmente si sviluppò grazie all’istitu- domiti 500 e più, e solitamente si semi-
zione della diocesi e fece parte del giu- nano starelli di frumento 1000, d’orzo
dicato di Torres, incluso nella curato- 400, di fave 60, di legumi 50. La se-
ria del Montacuto; dopo l’estinzione menza del lino, che si sparge, si com-
della dinastia giudicale il villaggio fu puta non meno di star. 100. La terra è
lungamente conteso tra Arborea, Doria fertilissima in molte regioni, e se le me-
e i Pisani che amministravano il giudi- teore sieno favorevoli fruttifica in
cato di Gallura. Conquistata la Sarde- modo che resta appagato il desio del
gna dagli Aragonesi, nel 1339 entrò a colono e compensata la sua fatica. La
far parte delle concessioni fatte da Pie- media della moltiplicazione nel frutto
tro IV a Giovanni d’Arborea; in seguito è al 10, nell’orzo è al 14, nelle fave all’8,
fu di fatto annesso al giudicato d’Arbo- nei legumi dal 6 al 16. Il lino produce
rea. Dopo la battaglia di Sanluri, ve- circa 10 mila libbre sarde. L’orticoltura
nuto meno nel 1409 il giudicato, O. en- è ampia anzi che no, e la vegetazione
trò a far parte del grande feudo con- dei generi è felice. I popponi, i ci-
cesso nel 1421 a Bernardo Centelles. triuoli, i cocomeri, cardi e cavoli ecc.
Nel corso dei secoli successivi dai Cen- non vengono altrove meglio, come pure
telles passò ai Borgia che si estinsero i pomidoro, che si mantengono vivi
nel 1740. Da questi ultimi passò ai Pi- fuor della propria stagione, e fruttiferi.
mentel e infine ai Tellez Giron cui fu Alla grandezza dei frutti è congiunto
riscattato nel 1838. Vittorio Angius ci un gusto assai piacevole. I pomi di
ha lasciato una vivace testimonianza: terra per le persuasioni del Bua e del
«Popolazione. Si annoverano attual- suo successore si cominciarono a colti-
mente in O. anime 2102, distinte in vare, e per la conosciuta utilità otten-
maggiori maschi 710, e minori maschi gono presentemente cure maggiori. Il
350, femmine 335, distribuite in fami- vigneto è posto in una regione distante
glie o case 455. I numeri del movimento dal paese non meno di un’ora. La vite
sono per media di nascite 65, morti 35, era negli altri tempi poco curata, e seb-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 22


Oschiri

bene la sua cultura sia andata poi sem- la omonima provincia cui da quel mo-
pre crescendo, non pertanto è vero che mento O. fu legato fino alla recente co-
il prodotto non è ancora alla suffi- stituzione della nuova circoscrizione
cienza, perché devesi ogni anno spen- gallurese.
dere per un supplemento e comprare & ECONOMIA Le attività di base della
gran quantità di mosto dai galluresi e sua economia sono l’agricoltura, in
dai sassaresi. Si spera che a pochi anni particolare la cerealicoltura, la frutti-
non si avrà più bisogno dell’altrui ven- coltura, l’olivicoltura; e l’allevamento
demmia, poiché molte vigne novelle del bestiame, in particolare di bovini e
promettono frutto abbondevole. Pasto- ovini, in misura minore di suini. Negli
rizia. Gli oschiresi se si possono ora an- ultimi decenni si sta sviluppando an-
numerare ai popoli agricoli hanno an- che l’attività industriale nel settore lat-
cora merito di essere computati tra’ tiero-caseario (produzione dei rino-
popoli che studiano alla pastorizia, e mati casizzolus), alimentare (paste ali-
si deve dire, che lo fanno con tanta in- mentari, panadas, torrone), della lavo-
telligenza, che non si possono mettere razione del legno, dei materiali per l’e-
secondi ad altri in Sardegna. Il che dilizia e dell’energia elettrica (im-
però non toglie, che quest’arte non sia pianto del Coghinas). Discretamente
molto lontana dal grado, in cui è nell’I- sviluppata la rete di distribuzione
talia settentrionale, e perché i metodi commerciale. Vi operano anche due al-
non sono molto lodevoli, e perché si berghi con 19 posti letto, due aziende
manca delle cognizioni necessarie per agrituristiche con 15 posti letto e una
assicurare la sanità del bestiame, e mi- organizzazione per il turismo equestre.
gliorarne la razza. Il territorio è abbon- Servizi. O. è collegato tramite autoli-
dante di pascoli, e sono molti luoghi, nee e ferrovia agli altri centri della
dove si potrebbero formare de’ prati, provincia. Dispone di Pro Loco, sta-
che produrrebbero copia di fieno. Chi zione dei Carabinieri, medico, guardia
sa in qual tempo si vorrà profittare di medica, farmacia, scuola dell’obbligo e
tante acque che scorrono per questi scuole secondarie superiori (Istituto
salti? Il Bua ha ben meritato anche in professionale), sportello bancario. Di-
rispetto alla pastorizia, ma non del spone di una Biblioteca comunale.
tutto era possibile a lui. E le riforme & DATI STATISTICI Al censimento del
non si possono far tutte in una volta 2001 la popolazione contava 3842 unità,
massime fra’ sardi, che sono molto re- di cui stranieri 6; maschi 1914; fem-
stii a cangiare le antiche pratiche. La mine 1928; famiglie 1320. La tendenza
quantità del bestiame che educasi da- complessiva rivelava una lieve dimi-
gli oschiresi, è rappresentata approssi- nuzione della popolazione, con morti
mativamente ne’ numeri seguenti. Be- per anno 33 e nati 33; cancellati dall’a-
stiame manso: Buoi 500, vacche man- nagrafe 33 e nuovi iscritti 25. Tra i prin-
nalite 100, cavalli 150, majali 200, giu- cipali indicatori economici: imponi-
menti 250. Bestiame rude: Vacche bile medio IRPEF 16 034 in migliaia di
4500, pecore 6000, capre 2500, porci lire; versamenti ICI 1064; aziende agri-
1500, cavalle 250». Nel 1821 O. fu com- cole 392; imprese commerciali 318;
preso nella provincia di Ozieri; abolite esercizi pubblici 29; esercizi all’in-
nel 1848 le province, entrò a far parte grosso 4; esercizi al dettaglio 80; ambu-
della divisione amministrativa di Sas- lanti 14. Tra gli indicatori sociali: occu-
sari fino al 1859, quando fu ricostituita pati 1214; disoccupati 122; inoccupati

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 23


Oschiri

196; laureati 50; diplomati 494; con li- mitero. Fu costruita probabilmente
cenza media 1188; con licenza elemen- dalle stesse maestranze che lavora-
tare 1267; analfabeti 112; automezzi rono alla chiesa di Nostra Signora di
circolanti 1361; abbonamenti TV 1361. Castro e terminata attorno al 1160. Era
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il ter- annessa a un monastero di Benedettini
ritorio conserva quasi quaranta nura- oggi scomparso; presenta forme roma-
ghi, tra cui quelli Abba Salida, Baccas niche con conci di trachite rossastra,
Alvas, Bodde, Chilchinu, Cugadu, ha una navata e l’abside; la copertura
Cultu, Figu Ruiu, Fontana Ona, Giol- è a volta e la facciata è ingentilita da un
zia, Giuanna Orutta, Longu, Lugheria, portale architravato. Suggestiva è an-
Mandra, Mannu, Marinispa, Mastru che la chiesa di San Leonardo situata
Franziscu, Mazzone, Monte Uri, Mu- alle porte del villaggio alle falde del
gone, Pabizone, Pattarega, Pedredu, Limbara in posizione panoramica. Co-
Pittigone, Roccu, Ruju, S’Abba Salida, struita nel secolo XVI con l’impianto a
Sa Conchedda, Sa Roccu, S’Arroccu, una navata, fu successivamente am-
Sas Concas, Sinnadolzos, Spinalva, pliata; attualmente ha due navate
Stazzo Su Nuraghe, Su Casteddu, Su scandite da archi a sesto acuto, la co-
Catalanu, Ulia. Alcuni di questi furono pertura è in legno. La facciata è arric-
poi riutilizzati in epoca romana. chita dal campanile a vela e da una fi-
nestrella; sopra il portale d’ingresso
architravato si trova un’iscrizione par-
zialmente leggibile. Infine la chiesa di
San Pietro, costruita nell’Alto Medio-
evo, che nel corso dei secoli successivi
ha subı̀to numerose modificazioni. Ha
un impianto a un’unica navata rettan-
golare, la copertura è in legno a ca-
priate. La facciata è arricchita da un
rosone e da un portale architravato.
Nei dintorni del paese sono alcuni in-
Oschiri – Facciata della chiesa di signi monumenti. A poca distanza dal-
San Demetrio. l’abitato è la chiesa di Santo Stefano
costruita nel secolo XVI. L’edificio
& PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE sorse probabilmente sulle rovine di un
E AMBIENTALE Il paese ha conservato precedente impianto tardobizantino;
il suo impianto urbanistico originario: ha un’unica navata e la copertura in le-
nel centro storico lungo le sue strade si gno; è stata restaurata di recente. Ma il
affacciano numerose case del tipo a pa- più importante dei siti che sorgono
lattu, alcune delle quali di una certa nelle campagne di O. è la chiesa di No-
eleganza. La costruzione più impo- stra Signora di Castro che fu la sede
nente è la chiesa parrocchiale dell’Im- della soppressa diocesi omonima; l’e-
macolata edificata nel secolo XIX in dificio in trachite rosa fu costruito nel
forme classiche con un impianto a tre secolo XII in forme romaniche di deri-
navate. La costruzione più interes- vazione lombarda. L’interno ha una
sante è però la chiesa di San Demetrio, sola navata chiusa da abside e coperta
su un’altura che domina l’abitato, at- con capriate in legno. La facciata è in-
tualmente compresa nel recinto del ci- gentilita da un campanile a vela. Sul

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 24


Oschiri

lato sinistro è poggiato un elegante por- colare. La facciata si conclude con un


tico a quattro arcate risalente al secolo grande campanile a vela. Infine la
XVIII. All’interno conserva una statua chiesa di San Giorgio, posta in località
settecentesca della Madonna che nella Balanotti nelle vicinanze dell’abitato;
prima domenica dopo Pasqua viene fu costruita in epoca bizantina e con-
trasferita alla chiesa parrocchiale di cessa nel Medioevo ai Benedettini,
O., dove si celebra un novenario, e poi che vi costruirono un monastero. Nel
riaccompagnato da una moltitudine di corso dei secoli successivi ha subı̀to di-
fedeli la settimana successiva. A poca verse modifiche, è stata abbandonata e
distanza sorge quel che resta del ca- attualmente è completamente rovi-
stello di Castro: la fortezza fu costruita nata. Rimane ancora la facciata in tra-
in periodo bizantino su un’altura a chite rossa, sulla quale si apre un por-
poca distanza dall’abitato di Oschiri vi- tale del secolo XVII.
cino alla chiesa di Nostra Signora di
Castro, nel sito dove in periodo romano
era sorta la statio di Luguido e in buona
posizione strategica per controllare i
traffici commerciali tra Montacuto e
Gallura. Nel Medioevo divenne un
avamposto di confine tra il giudicato
di Torres e quello di Gallura e dopo l’e-
stinzione della famiglia dei giudici di
Torres il suo possesso fu lungamente
conteso tra i Doria, gli Arborea e il giu-
dicato di Gallura. Alla fine del secolo
XIII passò nelle mani del giudice d’Ar-
borea che riuscı̀ a conservarne il pos-
sesso anche dopo la conquista arago-
nese. Per tutto il restante secolo XIV
soffrı̀ per le continue guerre tra Doria
e Aragona prima e per quelle tra Ara-
gona e Arborea in seguito. Dopo la ca-
Oschiri – Chiesa di Nostra Signora di Castro.
duta del giudicato d’Arborea, nel corso
del secolo XV la fortezza, persa la sua
funzione, decadde e rovinò. Attual- & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI La
mente è possibile individuare signifi- festa religiosa di maggiore richiamo,
cativi resti della cinta muraria e di anche perché rievoca i fasti dell’antica
qualche torre; una fotografia aerea ha diocesi soppressa, è quella in onore di
consentito di ricostruire i termini di Nostra Signora di Castro che si svolge
quella che dovette essere un’impo- presso la omonima chiesa nella prima
nente fortificazione. Altra chiesa posta domenica dopo Pasqua e richiama
a qualche chilometro dall’abitato è No- moltissime persone da tutto il Monta-
stra Signora di Otti che sorge vicino cuto. Nell’ultima settimana di agosto,
alla ferrovia per Olbia; fu costruita nel da qualche anno a questa parte, si
secolo XII in forme romaniche. Di pic- svolge la sagra della panada (= Pa-
cole dimensioni, ha l’impianto a una nada), tipico prodotto della gastrono-
navata completata dall’abside semicir- mia locale.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 25


Osidda

Osidda Comune della provincia di dei secoli successivi dai Centelles


Nuoro, compreso nella X Comunità passò ai Borgia, che si estinsero nel
montana, con 280 abitanti (al 2004), po- 1740. Da questi ultimi passò ai Pimen-
sto a 650 m sul livello del mare nei tel e infine ai Tellez Giron cui fu riscat-
pressi dell’alta valle del Tirso. Regione tato nel 1838. Vittorio Angius ci ha la-
storica: Montacuto. Diocesi di Ozieri. sciato queste notizie: «Popolazione. Gli
& TERRITORIO Il territorio comunale, abitanti di O. si computano capi 428,
di forma grosso modo ovale, si estende distinti in maggiori d’anni 20, maschi
per 25,78 km2 e confina a nord con Bud- 145, femmine 137, minori, maschi 86,
dusò, a est con Bitti, a sud con Nule e a femmine 90, in 106 famiglie. I numeri
ovest con Pattada. Si tratta della parte medi del movimento sono di nascite 15,
nord-occidentale dell’altipiano di Bitti morti 6, matrimoni 2. La professione
che qui termina per lasciare spazio più comune è quella dei pastori, nella
alla profonda vallata del Tirso, dalla quale tra principali e garzoni si nume-
quale deriva in parte l’isolamento di rano circa 90 persone. All’agricoltura
cui il paese soffre. Le comunicazioni sono applicati uomini 70 tra grandi e
sono assicurate da una strada seconda- piccoli, a’ vari mestieri non più di 12.
ria che, dopo essersi distaccata dalla Le donne vengono in ajuto ai coloni e
statale 128 bis nel tratto tra Bultei e attendono alla coltura di alcune specie
Pattada, scende appunto ad attraver- ortensi per l’uopo della famiglia, rac-
sare la valle, raggiunge O. e prosegue colgono la frutta, e fanno olio dal lenti-
poi per Bitti. sco. Le altre, e queste stesse, quando
& STORIA Il suo territorio è ricco di vacano siffatte occupazioni filano e
reperti nuragici e prenuragici e un’an- tessono per il bisogno particolare e
tica tradizione lo indica come la sede per averne lucro vendendo i tessuti
della antica città di Ogrille, di origine nelle fiere. Alla scuola primaria non
greca, che sarebbe stata rivale di Olbia. concorrono più di 12 fanciulli. Le case
In realtà l’attuale abitato è di origine occupano piccolo spazio, perché man-
medioevale, apparteneva al giudicato cano di cortili. La pulizia è un po’ ne-
di Torres ed era compreso nella cura- gletta. Agricoltura. La superficie che
toria del Montacuto. Dopo l’estinzione nell’osiddese si coltiva non è maggiore
della dinastia giudicale il abitato fu di starelli 940, de’ quali 100 piantati di
lungamente conteso tra Arborea, Doria vigne e fruttiferi, o coltivate a specie
e i Pisani che amministravano il giudi- ortensi, 840 per l’alternativa della se-
cato di Gallura. Alla fine del secolo minagione. Si seminano ordinaria-
XIII era occupato da truppe del giu- mente starelli di grano 110, d’orzo 235,
dice d’Arborea; conquistata la Sarde- di fave, legumi e lino complessiva-
gna dagli Aragonesi, nel 1339 entrò a mente 55. La fruttificazione del fru-
far parte delle concessioni fatte da Pie- mento è ordinariamente al 12, quella
tro IV a Giovanni d’Arborea nella spe- dell’orzo raramente maggiore. È un
ranza che il principe riuscisse a pacifi- falso pregiudizio che questo territorio
care le irrequiete popolazioni che vi sia più atto all’orzo che al frumento,
risiedevano. In seguito fu di fatto an- come essi dicono per spiegare la minor
nesso al giudicato d’Arborea e dopo la seminagione della prima specie; e il
battaglia di Sanluri, nel 1409, O. entrò a prodotto avrebbe dovuto dissuaderli.
far parte del grande feudo concesso nel Pastorizia. I salti osiddesi sono molto
1421 a Bernardo Centelles. Nel corso feraci di pascolo, e questo non scarseg-

20

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 26


Osidda

gia se non per continua siccità, o per & DATI STATISTICI Al censimento del
l’ingombro delle nevi. Nel bestiame 2001 la popolazione contava 271 unità,
manso si enumerano buoi per l’agricol- di cui stranieri 9; maschi 128; femmine
tura e per il trasporto 80, vacche dome- 143; famiglie 121. La tendenza com-
stiche 10, cavalli 60, giumenti 50, ma- plessiva rivelava una diminuzione
jali 40. Nel bestiame rude si compu- della popolazione, con morti per anno
tano vacche 1600, capre 1500, porci 3 e nati 1; cancellati dall’anagrafe 5 e
1700, pecore 3500, cavalle 60. Il formag- nuovi iscritti 4. Tra principali indica-
gio è di gran bontà, e sono assai vantate tori economici: imponibile medio IR-
le pere, come dicono, di vacca, dalla PEF 13 496 in migliaia di lire; versa-
forma che si dà al cacio compresso in menti ICI 119; aziende agricole 44; im-
una vessica. I formaggi bianchi sala- prese commerciali 9; esercizi al detta-
mojati sono per il commercio estero, e glio 2. Tra gli indicatori sociali: occu-
si vendono in Orosei per il regno di Na- pati 75; disoccupati 11; inoccupati 18;
poli. La cultura delle api è negletta, e laureati 3; diplomati 34; con licenza
appena si potrebbero numerare 350 media 72; con licenza elementare 124;
bugni. Si fa anche il miele amaro». Nel analfabeti 4; automezzi circolanti 95;
1821 O. fu compreso nella provincia di abbonamenti TV 71.
Nuoro; abolite nel 1848 le province, en- & PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Ricco
trò a far parte della omonima divisione il patrimonio archeologico delle cam-
amministrativa fino al 1859, quando le pagne che circondano l’abitato: con-
province furono ricostituite; da quel serva testimonianze a partire dal pe-
momento O. fu legato alla provincia di riodo prenuragico, la più interessante
Sassari fino al 1927 quando, definitiva- delle quali è il menhir di San Paolo, di
mente ricostituita la provincia di proporzioni gigantesche, situato a
Nuoro, entrò a farne parte. nord della collina di San Paolo a qual-
& ECONOMIA Le attività di base della che chilometro dall’abitato; è detto Sa
sua economia sono l’agricoltura, in perda longa de Santu Paulu e ha un’al-
particolare la cerealicoltura e la viti- tezza di quasi 10 m; poco lontano sor-
coltura; l’allevamento del bestiame in gono alcuni altri menhir di forma co-
particolare bovini e ovini. Negli ultimi nica e giace una grande lastra di pietra
decenni si sta sviluppando anche una che fa pensare a un altare. Riferibili al
modestissima attività industriale periodo nuragico sono numerosi nura-
esclusivamente nell’edilizia. È infine ghi tra i quali quelli di Arainidde,
poco sviluppata la rete di distribuzione Bidde, Cherunele, Curtu, Frazuighe,
commerciale. Vi operano anche un al- Iscobalzu, Merula, Nidu de Su Colvu,
bergo del tipo detto ‘‘diffuso’’ e due Nuratolu, Orrolo, Passialzu, Piradolta,
aziende agrituristiche con 20 posti Santa Maria, Santu Paulu, Sa Rai-
letto a sostegno del nascente turismo. ghina, Selis, Usansi; di questi molto
Artigianato. Rinomato e di antica tra- ben conservato è quello di Usansi che
dizione è l’artigianato dei tappeti che sorge in prossimità dell’abitato. Ma il
vengono tessuti nelle case. Servizi. O. è sito nuragico più interessante è il vil-
collegato da autolinee agli altri centri laggio nuragico di Santu Elisei dove
della provincia. È dotato di stazione nel 1935 fu rinvenuto un ripostiglio
dei Carabinieri, scuola dell’obbligo, con alcuni bronzetti tra i quali un sin-
sportello bancario. Possiede una Bi- golare toro androcefalo (ossia con volto
blioteca comunale. umano) di grande bellezza.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 27


Osilo

& PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU- Sassari. Regione storica: Osilo. Archi-


RALE Il paesino ha conservato il suo diocesi di Sassari.
impianto originario nel centro storico, & TERRITORIO Il territorio comunale,
lungo le cui strade si affacciano le clas- di forma allungata da nord a sud, si
siche case a più piani senza intonaco. estende per 98,19 km2, comprendenti
La costruzione più interessante è la le frazioni di Santa Vittoria e San Lo-
chiesa dell’Angelo, costruita al centro renzo, e confina a nord con Castelsardo
del paese, di impianto molto antico e e Tergu, a est con Nulvi, a sud con Ploa-
più volte rimaneggiata nel corso dei se- ghe, Codrongianos, Cargeghe e Muros e
coli. A poca distanza è il Palazzo Delogu a ovest con Sassari, Sennori e Sorso. Si
la cui costruzione fu iniziata nel Sette- tratta di una regione di colline calca-
cento e conclusa agli inizi dell’Otto- ree che si stendono tra Sassarese e An-
cento; la sua mole è ingentilita da glona e si spingono sino alla costa. La
un’altana di grande eleganza. parte settentrionale del territorio è at-
& FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Il
traversata dal fiume Silis, il maggiore
momento di maggiore richiamo alle di questa parte dell’isola, che va a get-
antiche tradizioni del villaggio è la fe- tarsi nel golfo dell’Asinara. Un corso
sta dell’Angelo, patrono del paese, che d’acqua minore teneva in vita sino a
si svolge il 27 agosto; si tratta di una qualche anno fa numerosi mulini nella
festa antichissima che una radicata vicina valle di San Lorenzo. Il paese è
tradizione vuole riferita a un angelo, attraversato dalla tortuosa statale 127
protettore dei contadini guerrieri che Sassari-Tempio, cui si sta affiancando
abitavano il paese in periodo bizantino un nuovo tracciato destinato a rom-
e concorrevano a formare l’exercitus pere l’isolamento dell’Anglona; dal
Sardiniae. paese ha origine la deviazione che, toc-
cando le due frazioni di Santa Vittoria
e San Lorenzo, si collega a Sennori e
alla strada per Castelsardo. Il paese di-
spone anche di una stazione lungo la
linea ferroviaria a scartamento ridotto
Sassari-Tempio.
& STORIA Il territorio è ricco di testi-
monianze del periodo prenuragico e di
nuraghi ma l’abitato attuale è di ori-
gine medioevale. Si sviluppò a partire
dal secolo XI attorno al castello che i
Malaspina avevano fatto costruire in
vetta al Tufudesu. Era compreso nei
territori di cui i Malaspina, con il ma-
trimonio di Corrado, erano entrati in
possesso alla fine del secolo XII nel
Osilo – Veduta del centro abitato. giudicato di Torres. Faceva parte della
curatoria di Montes. Subito dopo la
Osilo Comune della provincia di Sas- conquista aragonese, quando nel 1325
sari, sede della I Comunità montana, i Malaspina aderirono all’insurrezione
con 3452 abitanti (al 2004), posto a 615 dei Doria, divenne la base dalla quale
m sul livello del mare 15 km a est di insidiarono apertamente i conquista-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 28


Osilo

tori con una continua guerriglia. Nel cole, quelle che curano il bestiame
1330 fu attaccato dalle truppe di Rai- sommeranno a 220, e quelle che fan
mondo Cardona e pur subendo danni qualche mestiere a 200, orefici, ferrari,
continuò a rimanere in loro possesso falegnami, bottai, scarpari, sarti, mu-
fino al 1353, quando fu definitivamente ratori ecc. In altro tempo si fabbrica-
confiscato. Entrato in possesso di O., il vano delle stoviglie con la terra che tro-
re d’Aragona fece stanziare nel ca- vasi in Monterargiu, collina che sorge
stello un grosso contingente di truppe tra O. e S. Vittoria, e in siffatta manifat-
ma, scoppiata la prima guerra tra Ara- tura impiegavansi alcune donne; poi si
gona e Arborea, fu nuovamente attac- è cessato perché era un’arte assai di-
cato e subı̀ gravi danni. Scoppiata poi spregiata, e chi la praticava doveva
in seguito la seconda guerra, O. fu oc- soggiacere a motteggi frequentissimi.
cupato dalle truppe giudicali che ten- Fa meraviglia vedere come tra uomini
nero villaggio e castello fino al 1409. che hanno assai di ragione possano
Chiusasi nel 1420 la parentesi del vi- sussistere certe opinioni sciocche.
sconte di Narbona, il villaggio fu in- Questa è da mettere a paro con quella
cluso nel grande feudo donato dal re a che rammentai sopra le levatrici, l’uf-
Bernardo Centelles. Nel 1438 il figlio ficio delle quali in tanti paesi delle
Francesco Gilaberto lo cedette a suo province settentrionali tienesi a vile;
cognato Angelo Cano in conto della e sopra i becchini, che son riguardati
dote di una sua sorella; nel 1447 il ter- niente meglio che il boja o altra per-
ritorio però tornò in possesso dei Cen- sona vicinissima. Aggiungasi che i di-
telles. Nel corso del secolo XVI ne fe- scendenti delle persone che fecero
cero il capoluogo del distretto del Mon- quell’arte sono per causa delle mede-
tes e vi fecero risiedere un official che sime riputati ignobili, e quasi notati di
dipendeva dal regidor che risiedeva a certa infamia. Alle professioni aggiun-
Sassari. Estinti i Centelles, nei secoli geremo i notai. Sono in O. non meno di
successivi O. passò ai Borgia, agli Zu- 900 telai, tra’ quali almeno 500 in conti-
ñiga, ai Pimentel che portarono anche nua attività per la tessitura del lino e
il titolo di conti di O. e infine ai Tellez della lana. Queste manifatture si ven-
Giron ai quali fu riscattato nel 1838. dono in Sassari e ne’ prossimi diparti-
Vittorio Angius ci ha lasciato una pre- menti. Alcuni di quei tanti telai sono di
ziosa testimonianza che in parte ripor- forme migliori e di uso più vantag-
tiamo: «Popolazione. In questa terra e gioso; ma l’utilità evidente non ha an-
in S. Vittoria che è considerata come cora persuaso le altre donne a lasciare
una frazione d’Osilo si annoverano l’antica macchina; il che è un’altra
anime 5035, distinte in maggiori di stravaganza che non si può intendere.
anni 20 maschi 865, femmine 874, e in Agricoltura. Il territorio osilese è quasi
minori maschi 1645, femmine 1699: i tutto, dov’è coltivabile, lavorato o con
quali capi sono spartiti in famiglie 990, l’aratro o con la zappa, senza che i co-
delle quali 805 abitanti nel borgo di loni siano mai vinti dalle difficoltà che
Osilo, 185 nella villa di s. Vittoria. I nu- spesso presenta il luogo e la natura del
meri del movimento della popolazione suolo, né stancati dalla lunghezza della
sono in media i seguenti, nascite 180, via. Essi vanno fino all’estremità del
morti 135, matrimoni 34. Professioni. territorio per seminare un piccol
Le persone applicate all’agricoltura tratto, il quale credono possa produrre
non sono meno di 700 tra grandi e pic- tanto frutto che compensi le loro fati-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 29


Osilo

che, e oprano or sulla cima ventosa dei dono cavalle 150, capre 350, vacche
monti, or nelle umide valli ed ora nelle 7000, pecore 10 000, porci 3000. I pa-
pendici, fino in quelle dove per la loro stori come per lo passato continuano a
ertezza pare debbasi rampicare. I gio- litigare con i coloni, e se impunemente
ghi impiegati nell’agricoltura sono set- possono danneggiarli nei loro lavori lo
tecento cinquanta, e seminandosi con fanno; altrimenti si guardan bene, per-
ciascuno non meno di starelli dieci di ché il ceto agricolo è più potente per il
grano, sei d’orzo, uno di fave, uno di numero. Lodasi il butirro che manipo-
legumi e un altro di lino si può determi- lano, non cosı̀ il formaggio, perché lo
nare che la complessiva seminagione sgrassano troppo. In O. non si ha alcuna
del grano è di starelli 7500, dell’orzo concia, e però tutti i cuoi e le pelli si
4500, delle fave 750, altrettanto dei le- vendono in Sassari». Nel 1821 O. fu in-
gumi, granone ecc., e la stessa quantità cluso nella provincia di Sassari e
di lino. Bisogna però dire che queste quando nel 1848 le province furono
somme non sono veramente tutta la abolite, entrò a far parte della omo-
quantità seminata, ad aver la quale nima divisione amministrativa fino al
deve esser considerata la seminagione 1859 quando fu ripristinata la provin-
dei narboni (i novali), che si fa qua e là cia.
ne’ salti. La fruttificazione è varia se- & ECONOMIA Le attività di base della
condo la qualità de’ siti, posto che nel sua economia sono l’agricoltura, in
rimanente le circostanze sieno favore- particolare la cerealicoltura, l’orticol-
voli. In certe regioni si ha un prodotto tura, l’olivicoltura e la frutticoltura, e
abbondantissimo come nelle contrade l’allevamento del bestiame, in partico-
più granifere, in altre più scarso; ma da lare di ovini e bovini, in misura minore
queste e da quelle si raccoglie tanto suini. Negli ultimi decenni si sta svi-
che basta alla sussistenza delle fami- luppando anche l’attività industriale
glie, e una notevolissima somma di so- nel settore dell’alimentazione, della
pravanzo che vendesi in Sassari. Pasto- meccanica, dei materiali per l’edilizia.
rizia. Comecché l’agricoltura siasi È sufficientemente organizzata la rete
tanto estesa, non per questo la pastori- di distribuzione commerciale. Vi ope-
zia si fe’ molto minore di quanto era in rano anche un’azienda agrituristica e
altri tempi, e numerosi branchi pasco- un’organizzazione per il turismo eque-
lano nelle terre aperte, e si impin- stre. Artigianato. Di antica tradizione
guano nelle pasture riservate alle tan- l’artigianato del tappeto, l’attività di ri-
che. Le diverse specie trovano copioso camo e la lavorazione dei gioielli. Ser-
alimento, fuori il caso frequente di vizi. O. è collegato mediante autolinee
qualche siccità, e l’altro raro di grandi e ferrovia complementare agli altri
nevate. Nel bestiame manso si compu- centri della provincia. Dispone di Pro
tano, oltre gli indicati buoi e tori del Loco, stazione dei Carabinieri, me-
servigio agrario e del trasporto, vacche dico, guardia medica, farmacia, scuola
mannalite o manse 80, cavalli e cavalle dell’obbligo, sportello bancario. Pos-
100, majali 200, asini nessuno, come siede una Biblioteca comunale.
porta il proverbio riferito. La ragione & DATI STATISTICI Al censimento del
però del difetto si è che gli osilesi 2001 la popolazione contava 3589 unità,
hanno gran numero di molini idraulici, di cui stranieri 2; maschi 1740; fem-
principalmente nella valle di S. Lo- mine 1849; famiglie 1370. La tendenza
renzo. Nel bestiame rude si compren- complessiva rivelava una diminuzione

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 30


Osilo

della popolazione, con morti per anno culmine sta il castello dei Malaspina,
50 e nati 40; cancellati dall’anagrafe 74 fortezza fatta costruire da quei signori
e nuovi iscritti 24. Tra i principali indi- nel secolo XIII alla quale si accede dal
catori economici: depositi bancari 38 centro storico attraverso contorte stra-
in miliardi di lire; imponibile medio dine e scalinate; di forma rettangolare,
IRPEF 12 902 in migliaia di lire; versa- conserva ancora le rovine del mastio
menti ICI 1584; aziende agricole 398; circolare, una torre quadrata, la cinta
imprese commerciali 156; esercizi muraria e all’interno i resti dei locali
pubblici 22; esercizi all’ingrosso 5; che servivano alla guarnigione. Dopo il
esercizi al dettaglio 64. Tra gli indica- 1353 passò agli Aragonesi che però,
tori sociali: occupati 1184; disoccupati scoppiata la seconda guerra tra Ma-
114; inoccupati 194; laureati 54; diplo- riano IV e Pietro IV, nel 1370 dovettero
mati 387; con licenza media 1035; con cederlo alle truppe giudicali. Dopo la
licenza elementare 1408; analfabeti 96; fine della guerra e la rinuncia del vi-
automezzi circolanti 1559; abbona- sconte di Narbona ai propri diritti,
menti TV 1034. passò definitivamente in mani arago-
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il ter- nesi. Nel corso dei secoli successivi
ritorio è ricco di monumenti archeolo- andò in rovina e solo recentemente è
gicamente interessanti, a partire dal stato possibile salvare con un restauro
periodo prenuragico cui sono ricondu- una parte delle sue strutture. Cuore
cibili le domus de janas di Ittiari, com- del centro storico è la chiesa dell’Im-
plesso situato a qualche chilometro macolata, parrocchiale costruita nel
dall’abitato nella località omonima. I secolo XVIII e successivamente re-
sepolcri sono numerosi e sono scavati staurata. Ha un impianto a tre navate
nella roccia, alcuni risalgono al tardo scandite da archi a tutto sesto e com-
Neolitico e vennero utilizzati successi- pletata da alcune cappelle laterali e
vamente nel periodo della cultura di dal presbiterio più alto rispetto al-
Bonnanaro, quando ne furono scavati l’aula; la copertura è a volte a botte. La
degli altri. Hanno la facciata ornata da facciata è stata completamente rifatta
elementi architettonici, all’interno al- nel 1907 in forme romaniche. All’in-
cuni hanno pianta circolare o ellittica, terno conserva un fonte battesimale in
altri rettangolare. Il sepolcro III è pre- legno intagliato e un magnifico coro li-
ceduto da una piazzola semicircolare gneo intagliato da artigiani locali; dal
che ricorda le Tombe di giganti. Le presbiterio si passa alla sacrestia, ric-
campagne conservano anche nume- camente arredata con mobili del se-
rosi nuraghi tra cui quelli di Badu colo XVIII e con quadri dello stesso pe-
Canu, Badu Samude, Baiolu, Baru- riodo. La parrocchia era sede della
nalzu, Calvarida, Cantarucheddu, Cau- Collegiata di cui rimangono interes-
des, Cobeltu, Conca Omine, Nieddosu, santi notizie nel ricco Archivio parroc-
Pala Martine, Pedra Ladas, S’Anzonile, chiale. A poca distanza sorge il Rosa-
Sa Pala de su Cossu, Sa Pattada, Serra rio, chiesa costruita nel Settecento in
de Ghigulas, Tomarittu. forme baroccheggianti. Ha l’impianto
& PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU- a una navata completata dall’abside e
RALE Il villaggio nel centro storico ha da alcune cappelle laterali; la coper-
conservato i caratteri del borgo medio- tura è a volte a botte. La facciata è sor-
evale con strade strette sulle quali si retta da un elegante portico poggiato
affacciano pretenziosi palazzotti. Al su colonne, nello stesso stile del

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 31


Osilo

Duomo di Sassari. All’interno con- zione da cui si può spaziare su mezza


serva alcune statue lignee dei secoli Sardegna. Ha un’unica navata comple-
XVII e XVIII e numerosi dipinti dello tata da un’abside; nell’Ottocento il La-
stesso periodo. Alla periferia del paese marmora la utilizzò come punto di rile-
sorge la chiesa di Babbu Eternu, co- vazione trigonometrico; durante la se-
struita nel secolo XVII; è dedicata allo conda guerra mondiale fu utilizzata
Spirito Santo, ha una sola navata scan- come osservatorio militare. La chiesa
dita in tre campate e all’esterno è sor- di San Biagio, costruita nel Medioevo
retta da imponenti contrafforti. Ora- nelle campagne del paese, era proba-
mai in rovina, meriterebbe un re- bilmente la parrocchia del villaggio
stauro. Le campagne sono poi ricche scomparso di Filisquentino (=); nel
di numerose e significative chiese tra corso dei secoli, dopo l’abbandono del
cui quella di Santa Maria de Iscalas. villaggio, andò in rovina; attualmente
L’edificio, attualmente in rovina e av- rimangono alcuni ruderi su un colle
volto da una folta vegetazione che gli isolato.
conferisce un aspetto romantico, sorge & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI
in località Scalaccas. Eretto nel secolo Splendido testimone delle antiche tra-
XII dai monaci di Montecassino in dizioni del passato è il costume. Le
forme romaniche, dipendeva da Santa donne indossavano abbigliamenti dif-
Maria di Tergu e aveva una sola navata ferenti a seconda delle circostanze.
absidata coperta da una volta lignea a Quello feriale era costituito da una ca-
capriate. Nel Seicento subı̀ un radicale micia di cotone con ricami semplici e
restauro e l’antica copertura in legno dalla gonna (sa faldetta) semplice di
fu sostituita con volte a botte. In una panno nero. Le vedove indossavano la
vallata a nord-ovest dell’abitato sorge gonna plissettata e il corpetto di lana
la chiesa di San Giovanni, che nel Me- nera, il capo era adorno di un velo
dioevo era dedicata a Santa Barbara e bianco di tulle che circondava il viso,
secondo una tradizione non documen- sopra il velo indossavano sa capitta
tata sarebbe stata la parrocchia di un nera oppure una seconda gonna plis-
villaggio medioevale poi scomparso. settata nera. Il costume della sposa
Fu rifatta nel secolo XVII e assunse era costituito da una camicia di cotone
l’attuale denominazione; ha un’unica bianco (su entone) col collo chiuso e ric-
navata scandita in tre campate, sor- camente ricamata; e dalla gonna (sa
rette da arcate a sesto acuto. Secondo unnedda) di velluto rosso arricchita da
una leggenda vi sarebbero sepolti i una balza di raso bianco ricamata con
corpi di due santi, che la farebbero motivi a fiori di vario colore e decorata
stare miracolosamente in piedi nono- di pizzi. Sopra la camicia si indossa-
stante l’incuria degli uomini. Sul colle vano la giacca (su gruppittu) in velluto
omonimo a poca distanza dall’abitato rosso, molto attillata, chiusa sul da-
sorge la chiesa di Sant’Antonio, co- vanti e con le maniche arricchite da
struita nel secolo XVII; ha una navata dodici bottoni d’argento pendenti (sa
unica e all’esterno è piacevolmente buttonera); e il busto (s’imbustu) di
movimentata da contrafforti e da una raso bianco ricamato con filo d’oro, ir-
piccola loggia ad archi. Infine la chiesa rigidito da stecche e chiuso sul davanti
di Nostra Signora di Bonaria, costruita con nastri di raso. L’abbigliamento era
nel secolo XVII sul colle omonimo a completato da un velo di tulle bianco
767 m sul livello del mare, in una posi- che copriva il capo e parte del petto,

26

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 32


Osini

su cui veniva indossato un manto di sante meridionale. O. comunica attra-


velluto rosso a forma di semiluna, ar- verso una tortuosa strada secondaria
ricchito da una grande cornice di raso che, toccando anche Ulassai e Jerzu,
bianco a fiori variopinti e bordato di un collega la statale 198, che procede sulle
nastro arricciato (sa capitta). L’abbi- pendici meridionali del Gennargentu,
gliamento tradizionale dell’uomo era con la 125 Orientale sarda che segue la
costituito dalla camicia (su entone) di linea di costa.
tela bianca ricamata chiusa al collo e & STORIA Il territorio conserva parec-
ai polsini da bottoncini rivestiti di filo chie testimonianze di età nuragica ma
bianco; e dai calzoni (sos calzones) l’abitato attuale è di probabile origine
bianchi di tela grezza. Sopra la camicia medioevale. Apparteneva al giudicato
si indossavano il gilet (su cossu) di di Cagliari ed era compreso nella cura-
panno nero a doppio petto con bottoni toria di Ogliastra. Il nucleo più antico
neri disposti a V; e la giacca di orbace era sorto in zona alpestre affacciata
nero (su cappottinu) con cappuccio. So- sulla valle del Pardu tra tacchi calcarei
pra i calzoni si indossavano il gonnel- di grande imponenza. Dopo la caduta
lino (su gonnellinu) di panno nero e le del giudicato, nella divisione del 1257
ghette (sas calzas) dello stesso tessuto. O. fu incluso nei territori annessi al
Completava l’abbigliamento la berritta giudicato di Gallura e dopo l’estin-
di panno di lana nero. Numerose sono zione della dinastia dei Visconti fu am-
le feste che richiamano le antiche tra- ministrato direttamente dal Comune
dizioni del villaggio. Tra queste, a mag- di Pisa. Dopo la conquista aragonese
gio si tiene quella di Santa Vittoria che fu incluso nei territori concessi in
culmina con una spettacolare proces- feudo a Berengario Carroz e nel 1363
sione. Ad agosto si svolgono poi le feste entrò a far parte della contea di Quirra.
della Madonna degli Angeli nella Durante le guerre tra Aragona e Arbo-
prima domenica, di San Lorenzo il 10 e
rea fu occupato dalle truppe giudicali
il giorno dopo quella di Sant’Antonio
che lo tennero fino al 1409. Tornato in
da Padova che culmina nel giorno suc-
possesso dei Bertran Carroz eredi dei
cessivo con la corsa all’anello, uno
Carroz, alla loro estinzione passò ai
spettacolare palio equestre che si
Centelles, ai Borgia, ai Català e infine
svolge nella parte bassa del paese.
agli Osorio, cui fu riscattato nel 1838.
Osini Comune della provincia dell’O- Vittorio Angius ci ha lasciato un’im-
gliastra, compreso nell’XI Comunità portante testimonianza che in parte ri-
montana, con 914 abitanti (al 2004), po- portiamo: «Popolazione. Sono in O.
sto a 645 m sul livello del mare pochi anime 760 distinte in maggiori di anni
chilometri a nord-ovest di Jerzu. Re- 20 maschi 220, femmine 225, minori
gione storica: Ogliastra meridionale. maschi 165, femmine 170, in famiglie
Diocesi di Lanusei. 160. In numero medio nascono 25,
& TERRITORIO Il territorio comunale, muoiono 14, e si celebrano 4 matri-
di forma grosso modo triangolare, si moni. La vita chiudesi ordinariamente
estende per 39,68 km2 e confina a nord tra gli anni 50 e 60; tuttavolta da quelli
e a est con Gairo, a sud con Ulassai e a che si preservano contro le cause mor-
ovest con Ussassai. Si tratta di una bose e da quelli che sono temperati for-
parte impervia dell’Ogliastra, caratte- temente producesi più in là sino agli
rizzata dalla profonda valle del Pardu, ottanta ed oltre con tutta pienezza di
sulla quale il paese si affaccia dal ver- sensi e intero vigore di membra. La ma-

27

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 33


Osini

lattia più comune e soventi mortale è il riparan però dalle ingiurie delle sta-
dolor laterale, per il quale usansi gioni sotto capanne formate di tronchi,
spesso zucche piene di acqua calda, coperte di frondi, o dentro le camere
che si applicano per provocare il su- de’ nuraghi. Le api si coltivano ne’
dore, quindi il salasso. Molti poi sog- predi prossimi all’abitato e in qualche
giacciono a infiammazione addomi- orto, ma il numero de’ bugni è assai ri-
nale, febbri reumatiche e periodiche. stretto. Si fa qui pure il miele amaro,
Per la cura della salute non si ha spesso che a molti giova assai siccome eccel-
che un flebotomo. Le professioni prin- lente tonico». Nel 1821 O. fu incluso
cipali sono l’agricoltura e la pastorizia, nella provincia di Lanusei e quando,
e si numerano nella prima 180 persone, nel 1848, furono abolite le province en-
nella seconda 60; quindi sono pochi trò a far parte della divisione ammini-
per le opere di muratura, ferro e legno, strativa di Cagliari. Nel 1859, quando
vetturali, scarpari ecc. La donne fi- furono ricostituite le province, fu in-
lano, tessono, lavorano gli orti, assi- cluso in quella di Cagliari e ne fece
stono alla vendemmia. Agricoltura. Es- parte fino al 1927 quando fu definitiva-
sendo la regione montuosa i luoghi mente ricostituita quella di Nuoro. Nel
della seminagione non sono in conti- 1953 la stabilità dell’abitato fu messa a
nuità, ma separati a intervalli or più rischio da un’alluvione; il paese at-
or meno grandi. Le terre più granifere tuale è quello che fu ricostruito 1 km e
sono presso al fiume, in Tacu, in Pelau mezzo più a monte.
e in Guirra. I gioghi pel servigio agrario & ECONOMIA Le attività di base della
non sono meno di 60, il che dice 120 tori sua economia sono l’agricoltura, in
e buoi. Le quantità che si seminano particolare la cerealicoltura, la viticol-
sono approssimativamente le se- tura e la frutticoltura, e l’allevamento
guenti; starelli di grano 200, d’orzo del bestiame, in particolare di ovini,
250, di fave 60, di legumi 40, di lino 30, caprini e bovini. La rete di distribu-
di patate 20. La fruttificazione del zione commerciale non assume dimen-
grano è al 10, quella dell’orzo al 12, le sioni significative. Servizi. O. è colle-
fave 10, il lino produce fasci di 12 mani- gato da autolinee agli altri centri della
poli, detti oberas e starelli di seme 2 ½, provincia. È dotato di stazione dei Ca-
le patate il 12. Pastorizia. I salti osinesi rabinieri, medico, scuola dell’obbligo,
abbondano di pascoli ottimi, e il be- sportello bancario. Possiede una Bi-
stiame prospererebbe se non venis- blioteca comunale.
sero tempi, ne’ quali è scarsezza de’ & DATI STATISTICI Al censimento del
medesimi per difetto di pioggie o per 2001 la popolazione contava 989 unità,
le nevi. I capi che si educano sono nel di cui stranieri 9; maschi 488; femmine
bestime manso, buoi 120 quanti già no- 501; famiglie 417. La tendenza com-
tammo, vacche 26, cavalli 80, giumenti plessiva rivelava una notevole diminu-
100, majali 70; bestiame rude, vacche zione della popolazione, con morti per
600, capre 3500, pecore 1800, porci anno 16 e nati 11; cancellati dall’ana-
1400, cavalle 50. Il cacio è di ottima grafe 47 e nuovi iscritti 4. Tra i princi-
qualità e molto grato al gusto, perché pali indicatori economici: imponibile
si domanda e si vende a buoni prezzi ad medio IRPEF 13 766 in migliaia di
altri dipartimenti e nel porto di Tortolı̀. lire; versamenti ICI 120; aziende agri-
I pastori vagano d’una in altra regione cole 282; imprese commerciali 48;
senza avere un distretto particolare; si esercizi pubblici 8; esercizi all’in-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 34


Osorio

grosso 1; esercizi al dettaglio 11; ambu- strella. Sempreverde, ha fusti verdi,


lanti 12. Tra gli indicatori sociali: occu- lunghi e ramificati, che crescono verso
pati 279; disoccupati 60; inoccupati 48; l’alto, coperti di foglioline lineari,
laureati 13; diplomati 86; con licenza verde chiaro; i fiori, a sessi separati,
media 344; con licenza elementare sono gialli, riuniti in piccoli mazzetti
213; analfabeti 46: automezzi circolanti quelli maschili, isolati e con un lungo
293; abbonamenti TV 283. peduncolo quelli femminili, fioriscono
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il ter- in primavera inoltrata; i frutti sono
ritorio conserva numerosi nuraghi tra i drupe rosse, quasi interamente occu-
quali quelli di Martu Marci, Orruttu, pate da un unico seme, che ricoprono
Piddeddu, S’Armidda, S’Assa, Sa- la pianta in autunno. Specie adattabile
muccu, Sanu, Serbissi, Urceni, alcuni a diversi ambienti cresce a tutte le alti-
dei quali abbastanza ben conservati. tudini, e si può trovare nelle garighe
& PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE costiere come nel sottobosco di leccio
E AMBIENTALE Il villaggio fu intera- e di roverella. In Sardegna veniva
mente ricostruito dopo le frane conse- usata, per la flessibilità dei fusti, per
guenti all’alluvione del 1953, la sua preparare scope ma anche per la sua
parte moderna quindi si è sviluppata proprietà di colorare di giallo la lana.
secondo un disegno razionale senza al- Nomi sardi: binistra masciu (logudo-
cun particolare pregio. A breve di- rese); iscorravóe (Sarule); scova de bigia
stanza dall’attuale abitato si conserva (Sardegna meridionale); scoviói (Sarci-
però quasi intatto l’antico insedia- dano). [MARIA IMMACOLATA BRIGAGLIA]
mento con le sue strade strette e le sue Osmunda = Felce
architetture tipiche in pietra che docu-
mentano la storia della comunità. Osorio Famiglia feudale castigliana
L’edificio più interessante del villaggio (secc. XII-XIX). Le sue notizie risal-
antico è la chiesa parrocchiale di San gono al secolo XII con un Gonsalvo si-
Giorgio. Di particolare bellezza è la gnore di Villalobos. Nel corso dei se-
Scala di San Giorgio, gola sovrastata coli i suoi discendenti ebbero le contee
da pareti rocciose che domina l’abi- di Lemos e di Trastamara e il marche-
tato. Il complesso è di grande sugge- sato di Astorga. Fu nel corso del secolo
stione per chi l’attraversa. Secondo XVIII che la famiglia si trovò coinvolta
una leggenda la gola sarebbe stata nella vita sociale ed economica della
aperta in persona da San Giorgio di Sardegna, quando uno dei suoi mem-
Suelli; nei pressi del passo si notano i bri, Filippo marchese di Cervellon, fre-
resti di un edificio denominato su Ca- sco erede del marchesato di Nules in
steddu. Spagna, contestò a Giuseppa Català il
diritto a succedere nel marchesato di
& FESTE E TRADIZIONI POPOLARI La
Quirra. Egli infatti, come discendente
festa più importante è a O. quella che
del primo marchese di Quirra Cristo-
si svolge il 23 aprile in onore di San
foro Centelles, invocava il rispetto
Giorgio: prevede processione con sfi-
della volontà di costui, che nel 1663
lata di costumi, balli, canti e altre ma-
aveva legato i due feudi tra loro. Il mar-
nifestazioni folcloristiche.
chese Filippo condusse con caparbietà
Osiride Pianta suffruticosa (ha, cioè, la lite sinché nel 1805 ottenne il ricono-
rami basali legnosi e parti terminali er- scimento del suo diritto. I suoi discen-
bacee) della famiglia delle Santalacee denti, nonostante l’opposizione del fi-
(Osyris alba), chiamata anche gine- sco, continuarono a conservare il

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 35


Osorio de Saxas

grande feudo fino al riscatto, avvenuto a Lodé, a Romana, a Sassari, a Cherchi,


nel 1838. a Viddalba: la loro organizzazione di-
pendeva dall’ordine dal Santo Sepol-
Osorio de Saxas, Diego Inquisitore
cro di Pisa. Altri stabilimenti furono
per la Sardegna (Castiglia, prima metà
aperti dai Templari, dall’Ordine ospe-
sec. XVI-Sassari 1596). Divenuto sacer-
daliero di San Lazzaro, dai Guglielmiti
dote, entrò a far parte del Santo Ufficio
e da altri. Più analiticamente la consi-
nell’Inquisizione spagnola. Divenne
stenza dell’organizzazione ospeda-
giudice dei beni confiscati a Granada,
liera nelle diverse città dell’isola si
incarico che lo portò a operare in un
può schematizzare come segue.
ambiente difficilissimo. Dopo qualche
1. CAGLIARI Il primo ospedale di cui si
anno fu nominato inquisitore delle
abbia notizia sorgeva non lontano dal-
isole Canarie e nel 1589 inquisitore
l’attuale chiesa di Sant’Agostino nel
per la Sardegna. Preso possesso del
quartiere della Marina ed era affidato
suo ufficio, entrò in conflitto con le au-
torità amministrative per motivi di giu- a personale proveniente dall’Ospedale
risdizione e nel 1596, coinvolto in uno di San Leonardo di Pisa. Chiamato
scandalo, fu invitato a lasciare l’isola. Ospedale di San Leonardo di Bagnaria
Morı̀ però poco prima della partenza. era destinato ai marinai e a chi si fosse
ammalato durante la navigazione; in
Ospedali in Sardegna Le prime noti- seguito e fino alla prima metà dell’Ot-
zie storicamente certe dell’esistenza in tocento funzionò come Ospedale mili-
Sardegna di ospedali sono connesse al- tare. Notizie frammentarie abbiamo
l’esistenza di xenodochi, ovvero ospizi dell’esistenza di un Ospedale di Santa
per l’assistenza dei pellegrini voluti Lucia in Castello a partire dal secolo
dalle prime comunità cristiane. Questi
XIII. Nel XIV fu cura dell’amministra-
ospizi presto si trasformarono in ospe-
zione civica aprire un ospedale presso
dali quando il principio dell’assistenza
la chiesa di Sant’Antonio fuori le mura,
agli ammalati entrò a far parte del pa-
nell’area che si stende tra le attuali
trimonio culturale comune. Di certo
chiese di Sant’Antonio (in via Manno)
sappiamo che a Cagliari nel secolo VI
e del Sepolcro. Inizialmente fu affidato
esisteva vicino alla cattedrale uno xe-
a personale laico dipendente dal Magi-
nodochio, che continuò a funzionare
strato civico. Fu questo l’Ospedale civile
per molti secoli. Le notizie relative al-
l’età giudicale, sebbene frammentarie, più antico di Cagliari; nel secolo XV fu
ci permettono di sapere che alcuni giu- affidato all’ordine degli Antoniani che
dici, a partire del secolo XI, aprirono ne svilupparono l’attività grazie alla
xenodochi nei loro territori, ma soprat- consistente beneficenza pubblica e
tutto consentirono ai grandi ordini mo- privata di cui erano destinatari. Era di-
nastici cui fecero importanti donazioni viso in tre sezioni (uomini, donne e ma-
perché si insediassero in Sardegna di lati venerei) ed era amministrato da
aprire ospizi. A partire dal secolo XIII clavari che presentavano annualmente
furono aperti xenodochi, lebbrosari, il rendiconto della loro attività all’am-
ospizi e ospedali dall’Ordine gerosoli- ministrazione comunale, che però a
mitano a Cagliari, a Uta, a San Gio- partire dal 1534 ne assunse diretta-
vanni Suergiu, a Guspini, a Oristano, a mente la conduzione esonerando gli
Simaxis, a Nurachi, a Santa Caterina Antoniani. Per tutto il Cinquecento l’O-
di Pittinuri, a Tresnuraghes, a Scano spedale fu affidato a medici laici, ma
di Montiferro, a Sietefuentes, a Orosei, con scarso successo; cosı̀ nel 1630 l’isti-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 36


Ospedali in Sardegna

tuzione fu affidata nuovamente a reli- di Torres fin dal secolo XII, affidati ai
giosi, questa volta all’ordine di San monaci di San Leonardo di Pisa (San
Giovanni di Dio (i Fatebenefratelli), Leonardo di Bosove) sotto la sovrinten-
che ne svilupparono le strutture arri- denza dell’arcivescovo e dell’abate di
vando a fine secolo a una media di 1800 Saccargia. Quando, più tardi, Sassari
ricoveri annui. Ma anche loro furono divenne la capitale del giudicato, ac-
allontanati nel 1765. L’ospedale fu al- canto all’Episcopio fu aperto l’Ospe-
lora affidato alla Congregazione degli dale di Santa Croce o dell’Annunziata,
ospedali presieduta dai vari vescovi, posto sotto l’alta sorveglianza del Co-
che ebbe il compito di regolamentarne mune di Sassari che ne affidava l’am-
il funzionamento. Dal 1806 l’Ospedale ministrazione a consoli appositamente
fu affidato nuovamente ai religiosi del- eletti (nei documenti del tempo veni-
l’ordine di San Giovanni di Dio. Negli vano comunemente indicati come ad-
anni successivi fu avviata la costru- ministratores et protectores hospitalis
zione del nuovo Ospedale civile: realiz- pauperum Sanctae Crucis): «Gli affari
zato su progetto di Gaetano Cima, fu – scrive Enrico Costa – venivano delibe-
inaugurato solennemente nel 1848. rati dal Consiglio Maggiore [della
Nel corso del secolo XIX l’amministra- città], che nominava il personale del
zione e la guida del nuovo Ospedale ci- Pio Istituto, composto di un ammini-
vile passarono dai religiosi a una con- stratore generale, dell’Economo o Pro-
gregazione appositamente costituita e curatore, del Maggiordomo, dei medici
dipendente dall’amministrazione ci- e chirurghi e del capellano». L’ospe-
vica. Il sistema rimase in auge fino al dale, unitamente al lebbrosario, conti-
1979, quando tutti gli ospedali furono nuò a essere amministrato dal Comune
inglobati nelle USL. Nel 1859, inoltre, fino al 1585, quando si decise di affi-
fu stabilita la distinzione tra l’Ospe- darlo ai Fatebenefratelli, che però fu-
dale civile e le Cliniche universitarie, rono costretti a lasciare nel 1601 dai
che a partire dalla seconda metà del consoli del Comune, pare – come scrive
secolo si svilupparono autonoma- Manno – «per non avere soddisfatto
mente. Ancora a Cagliari nel 1820 fu agli obblighi assunti con la città». Nel
aperto in Castello l’Ospedale di San 1639, però, furono richiamati i Fatebe-
Francesco da Sales (Ospedaletto), desti- nefratelli, anche perché negli ultimi
nato a ospitare donne povere; nel 1853 decenni l’Ospedale era andato scanda-
fu trasferito in via Fossario vicino al losamente decadendo (il Costa riferi-
Duomo e continuò a funzionare fino al sce che, siccome l’Ospedale godeva
1903, quando fu trasferito all’Ospedale del diritto d’asilo, «i delinquenti che vi
civile. Infine, a partire dal 1855, fu si rifugiavano erano talmente cresciuti
aperto il manicomio: in un primo mo- di numero che il pubblico, e special-
mento era ospitato in un’ala apposita- mente le donne, rifuggivano dal re-
mente costruita del ‘‘San Giovanni di carsi a visitare gli ammalati»). Cosı̀ il
Dio’’ e successivamente fu trasferito, Comune affidò loro nuovamente la ge-
agli inizi del Novecento, nei locali del stione dell’Ospedale e vi aggiunse an-
colle di Monte Claro, dove fu apposita- che la direzione del lebbrosario. I reli-
mente costruito un nuovo ospedale per giosi, pur tra mille difficoltà e mille ge-
i malati di mente. losie, offrirono un servizio di grande
2. SASSARI Si ha notizia dell’esistenza qualità, soprattutto durante il periodo
di ospizi e lebbrosari nell’antica città della grande peste del 1652 nella quale

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 37


Ospedali in Sardegna

Sassari si ridusse ad avere 5000 abi- teva a disposizione. Passata l’isola ai


tanti, perdendone quasi 20 000. L’ospe- Savoia, nel 1768 la gestione del nosoco-
dale in seguito continuò a svilupparsi e mio fu affidata a una congregazione ap-
vi fu aperta anche una farmacia. Pas- positamente istituita, ma le condizioni
sata l’isola ai Savoia, nel 1768 l’Ospe- strutturali del vecchio edificio ne ren-
dale, pur rimanendo affidato ai reli- devano problematico il funziona-
giosi, prese a essere seguito anche da mento. Con grandi difficoltà nel 1835
una congregazione composta da emi- l’Ospedale fu spostato al convento di
nenti cittadini. Nella seconda metà San Martino, che allora sorgeva fuori
del Settecento l’edificio fu ampliato, le mura. L’edificio fu rinnovato e re-
venne dotato di una sala anatomica e staurato.
fu posto sotto il controllo di medici di 4. ALGHERO Il primo Ospedale civile
valore. Nel 1806 l’amministrazione stabile di cui si ha notizia ad Alghero
tornò ai Fatebenefratelli che la ten- risale al 1610. Disponeva di un medico
nero fino al 1820, quando l’istituto fu e di un chirurgo e aveva la possibilità
definitivamente affidato alla congre- di effettuare quattro ricoveri giorna-
gazione, che avviò la costruzione di un lieri. Era finanziato da un contributo
nuovo ospedale. Il nuovo edificio, rea- del Comune e dal versamento di una
lizzato su progetto dell’architetto Gae- libbra di corallo all’anno da parte di
tano Berio, fu inaugurato nel 1849; il ogni barca corallina operante nel
nuovo ospedale mantenne la vecchia porto. Anche il Comune di Alghero,
denominazione e pur tra mille diffi- però, nel 1640 decise di affidare l’Ospe-
coltà economiche prese a funzionare dale ai Fatebenefratelli, che gli die-
(una lucida sintesi della sua storia si dero nuovo impulso. Nel secolo XVIII
può leggere nel volume di Eugenia To- fu trasferito nel monastero lasciato li-
gnotti, Lo ‘‘spedale’’ SS. Annunziata in bero dalle monache Isabelline, ma le
Sassari. Storia e funzioni di un ospedale sue condizioni generali peggiorarono.
cittadino, pubblicato nel 2005). Nel 1820 fu istituita anche ad Alghero
3. ORISTANO Si hanno notizie dell’esi- una congregazione che ne affidò l’am-
stenza in Oristano di ospedali in età ministrazione a laici, anche se i Fate-
giudicale. Il primo Ospedale civile benefratelli continuarono a operarvi
della città fu quello di Sant’Antonio fino al 1853.
Abate, che sarebbe stato istituito nel 5. BOSA L’Ospedale civile bosano fu
1175 da Barisone I; affidato ai Geroso- costruito con sovvenzioni pubbliche
limitani, fu in seguito arricchito con la- nel 1642. Intitolato allo ‘‘Spirito
sciti di altri giudici. Nel corso del se- Santo’’, era ubicato nell’attuale via
colo XIV venne chiamato Ospedale ge- Santa Croce. Nel 1644 fu ceduto dal Ma-
nerale: nel 1355 il suo priore prese gistrato civico ai Fatebenefratelli, che
parte ai lavori del Parlamento indetto si adoperarono per il suo sviluppo. Nel
da Pietro IV a Cagliari. Nel 1409 figura corso del secolo XVIII, però, i religiosi
ospitato in un convento e, dopo la ca- trascurarono l’Ospedale, le cui condi-
duta del giudicato d’Arborea, affidato zioni peggiorarono decisamente, co-
al Magistrato civico della città. Nel sicché per intervento del vescovo fu
1640 anche l’Ospedale di Oristano fu chiuso nel 1803 e i locali adibiti ad abi-
affidato ai Fatebenefratelli, che lo ge- tazione.
stirono conformemente alle scarse di- 6. NUORO Con la concessione a Nuoro
sponibilità di fondi che il Comune met- del titolo di città, a partire dal 1836, si

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 38


Ospitone

manifestò la necessità di aprire anche proprio fu inaugurato in nuovi locali


qui un ospedale, ma per alcuni de- appositamente costruiti nel 1961 e
cenni le difficoltà economiche fecero dopo il 1975 intitolati al politico tem-
naufragare il progetto. Finalmente nel piese ‘‘Paolo Dettori’’.
1880 l’amministrazione comunale ce- Nel secondo dopoguerra La situazione
dette un territorio in zona Sa ’e Marine descritta fin qui rimase immutata fino
per la costruzione di un Ospedale ci- alla fine della seconda guerra mon-
vile: poco dopo nel 1883 fu costituita la diale. Alla sua conclusione esistevano
‘‘Pia Opera dello Spedale civile di San in Sardegna solo 4038 posti letto fun-
Francesco’’, cui concorrevano l’ammi- zionanti ad Alghero, Arborea, Bonorva,
nistrazione comunale, la Congrega- Cagliari, Carbonia, Iglesias, Ittiri,
zione della Carità e alcune famiglie fa- Nuoro, Oristano, Sassari, Tempio Pau-
coltose della città. L’edificio fu ulti- sania, Thiesi. Avviata la riforma ospe-
mato nel 1903 e cominciò a crescere e daliera, fu calcolato che occorrevano
a svilupparsi rapidamente. Nel corso 6300 posti letto per 1 200 000 abitanti:
del secolo XX fu aperto anche l’Ospe- sulla base di questa esigenza la Re-
dale ‘‘Zonchello’’, sorto come ospedale gione varò un Piano ospedaliero regio-
sanatoriale data la felice posizione al- nale, che prevedeva la creazione di
timetrica della città. nuovi presidi ospedalieri e l’adegua-
7. OZIERI L’istituzione di un Ospedale mento del numero dei posti letto e
civile fu decisa in applicazione della delle attrezzature. Nel 1981, poco
volontà testamentaria della duchessa prima del passaggio dell’assistenza
di Montacuto, feudataria di Ozieri; ospedaliera alle USL, esistevano in
nello stesso periodo, nel 1768, fu anche Sardegna 31 ospedali pubblici con
istituita una congregazione che si fa- 10 078 posti letto e 12 ospedali privati
cesse carico di realizzare l’opera. Tra- con 1647 posti letto.
scuratezza e lungaggini di ogni genere
Ospitone Dux dei Barbaricini, destina-
resero però possibile la sua costru- tario di una lettera di Gregorio Magno
zione solo nel 1867. Disponeva di 40 del maggio 594. Già convertitosi al Cri-
letti e di un medico chirurgo per una stianesimo, viene esortato dal ponte-
media giornaliera di 25 pazienti. fice a provvedere alla conversione del
8. IGLESIAS Si ha notizia dell’esistenza suo popolo, ancora dedito al pagane-
in città di un ospedale intitolato a simo e all’adorazione degli idoli; lo
Santa Barbara fin dal Medioevo, ma stesso Gregorio chiede che vengano so-
nel 1636 questa antica istituzione non stenuti il vescovo Felice e l’abate Ci-
esisteva più. riaco, inviati dalla penisola per prov-
9. TEMPIO PAUSANIA L’Ospedale civile vedere alla cristianizzazione delle
fu istituito per volontà dell’ammini- aree rurali più interne dell’isola. Forse
strazione comunale nel 1874: al suo lo stesso O. concluse una pace con i Bi-
funzionamento furono destinati i locali zantini, che proponevano tra le clau-
dell’ex convento dei Minori osservanti. sole imposte alla popolazione indigena
L’opera, però, nonostante i lasciti di al- proprio la conversione alla religione
cuni privati e un sussidio del Comune cristiana: anche a questo accordo si fa
tardò a iniziare. Solo negli anni Venti riferimento nell’epistolario grego-
prese a funzionare un presidio sanita- riano, in una lettera indirizzata al dux
rio affidato ai due medici condotti Zabarda, il comandante delle truppe
della città. L’Ospedale civile vero e bizantine in Sardegna. Gli altri termini

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 39


Osservatore

del trattato non sono noti, ma la stessa ros a est, e con il più lontano Banari a
presenza di un accordo diplomatico in- sud.
dica il riconoscimento ufficiale da & STORIA Il territorio conserva nume-
parte dei rappresentanti del potere rose testimonianze archeologiche che
imperiale di un’entità politica e mili- dimostrano la continuità della pre-
tare ben definita, una sorta di ‘‘ducato senza dell’uomo dal prenuragico fino
dei Barbaricini’’; a questo riconosci- al periodo romano. L’attuale villaggio
mento si aggiunge quello della mas- è di origine medioevale; apparteneva
sima autorità religiosa della Cristia- al giudicato di Torres ed era incluso
nità, come si evince dalla citata lettera nella curatoria di Coros, possesso dei
di Gregorio al dux Ospitone. [PIERGIOR- Malaspina a partire dalla fine del se-
GIO SPANU] colo XII. Quando nel 1325 essi aderi-
‘‘Osservatore, L’’’ Settimanale di Sas- rono all’insurrezione scatenata dai Do-
sari (usciva il venerdı̀). ‘‘Foglio politico ria, subı̀ gravi danni; nel 1330 fu attac-
economico letterario’’ di orientamento cato dalle truppe di Raimondo Car-
liberale, fu pubblicato dal maggio 1857 dona ma continuò a rimanere in loro
al maggio 1858. Diretto dall’avvocato possesso fino al 1353, quando fu defini-
Antonio Manunta Manca, aveva come tivamente confiscato. Scoppiata la
redattori i suoi stessi soci fondatori: L. prima guerra tra Aragona e Arborea,
Deliperi Misorro, l’avvocato Lai, l’av- fu nuovamente attaccato e subı̀ altri
vocato Salvatore Manca Leoni, l’avvo- gravi danni; nella seconda guerra, O.
cato Sanna e l’avvocato Virdis Pro- fu occupato dalle truppe giudicali che
speri. lo tennero fino al 1409. Chiusasi nel
1420 la parentesi del visconte di Nar-
Ossi Comune della provincia di Sas- bona, il villaggio fu incluso nel grande
sari, compreso nella I Comunità mon- feudo donato dal re a Bernardo Centel-
tana, con 5750 abitanti (al 2004), posto a les. Nel 1438 il figlio Francesco Gila-
335 m sul livello del mare pochi chilo- berto lo cedette a suo cognato Angelo
metri a sud di Sassari. Regione storica: Cano in conto dote di sua sorella;
Coros. Archidiocesi di Sassari. quando nel 1447 il figlio del Cano ce-
& TERRITORIO Il territorio comunale, dette nuovamente il Coros allo zio, O.
di forma allungata da nord a sud, si rimase in suo possesso. Erede del vil-
estende per 30,11 km2 e confina a nord laggio fu Antonia Cano la quale si sposò
con Sassari, a est con Muros, Cargeghe in prime nozze con un Cedrelles nel
e Florinas, a sud ancora con Florinas e 1469 e in seconde nozze con Giovanni
a ovest con Ittiri, Usini e Tissi. Si tratta Fabra che tentò con ogni mezzo di otte-
di una regione di colline calcaree, a ri- nere che O. passasse nelle sue mani.
dosso della costa settentrionale, carat- Antonia ebbe figli sia dal Cedrelles
terizzata dalla profonda vallata del rio che dal Fabra per cui quando vecchis-
Mascari, che divide il paese dal pia- sima morı̀, le due famiglie si disputa-
noro sul quale si stende Sassari. Il rono il possesso del villaggio in una lite
paese è collegato per mezzo di una che durò fino al 1512 e si chiuse a fa-
strada secondaria a Sassari e alla su- vore dei Cedrelles. L’eccessivo costo
perstrada Sassari-Cagliari, che come della lite nel 1545 costrinse i Cedrelles
la ferrovia passa nella valle del Ma- a vendere O. a Bernardo Viramunt che
scari; altre strade assicurano il colle- però morı̀ poco dopo. Nel 1550 il villag-
gamento con i vicini Tissi a ovest e Mu- gio fu acquistato dai Gujò che lo ten-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 40


Ossi

nero nel periodo successivo fino all’e- a eseguire la legge sopra la distribu-
stinzione della famiglia, avvenuta nel zione de’ terreni, la proprietà si di-
1732. A questo punto O. fu ereditato da- stende e si vanno chiudendo le terre.
gli Amat la cui discendenza si estinse Le regioni di Ossi sono di una gran fe-
nel 1752 per cui passò da loro ai Manca condità, e se non manchino le pioggie,
di Mores. A questi fu appunto riscattato vi si spiega una superba vegetazione.
nel 1838. Vittorio Angius ci ha lasciato Le due regioni della seminagione (vi-
una preziosa testimonianza che in dazzoni) sono quelle di Briai capace di
parte riportiamo: «Popolazione. Com- starelli 2670, e quella di Littu, che può
ponesi la medesima di anime 2108, di- riceverne 2467. Fuori dalle medesime
stinte in maggiori di anni 20 maschi si semina nelle tanche e in alcuni salti
715, femmine 708, e minori maschi 478, del territorio di Sassari, nei campi
femmine 487, distribuite in famiglie della Nurra, spesso a gran distanza dai
327. Nell’anno 1837 si notò un totale di termini di O. Le quantità solite semi-
capi 2288, de’ quali maggiori di anni 7 narsi sono le seguenti nel territorio
maschi 919, femmine 867, minori 263, d’O.: starelli di grano 1400, d’orzo 700,
femmine 239. Le donne che si occu- di fave 100, di lino 100, di meliga 20, di
pano della filatura e tessitura sono po- legumi 50; e in territorio esterno star.
che, e però la loro opera è insufficiente di grano 1000, d’orzo 450. Pastorizia. Gli
al bisogno della popolazione. Ma se ossesi come fanno agricoltura in altrui
non lucrano da questi lavori, lucrano territorio, parimente conducono i loro
dalla piccola industria che esercitano, armenti e le greggie ne’ pascoli altrui,
vendendo nel mercato della città pol- perché come la propria regione è
lami e frutta, e altre coserelle. La troppo ristretta per l’agricoltura, cosı̀
scuola primaria vi fu istituita, ma il lo è per la pastura vaga. Molti pastori
frutto della medesima è quasi nullo. d’O. vanno per le regioni della Nurra.
Da una parte i parenti poco si curano Le specie che si educano e i numeri
di mandarvi i figli, o male vegliano, rispettivi sono approssimativamente i
perché essi vi sieno assidui: il maestro, seguenti: Bestiame manso. Buoi per le
che non teme nessuna sorveglianza, opere agrarie e vettureggiamento capi
poco studia al suo dovere, o perché 800, vacche mannalite agli stessi usi 80,
non ricava il suo onorario a tempo, in- cavalli e cavalle da sella e da basto 520,
termette le lezioni. Attende in O. alla porci o majali 400. Si hanno pochi giu-
salute pubblica un medico e un chi- menti, perché la macinazione si suol
rurgo, serviti da due flebotomi, i quali fare in cinque molini idraulici stabiliti
qualche volta tentano operazioni dentro il territorio; Bestiame rude.
d’alta chirurgia con tali istromenti e Vacche 1600, cavalle 300, capre 1900,
tanta destrezza, che ne resterebbero porci 700, pecore 3500. I formaggi che
meravigliati i lettori, se io ne descri- si fanno, non si distinguono per alcuna
vessi qualcuna. Agricoltura. Finché bontà particolare, e la loro quantità
durò il sistema feudale, quasi tutti i ter- non è soventi tanta, che di molto sopra-
reni d’O. erano demaniali, perché non vanzi i bisogni della popolazione, sı̀
era attribuito al comune, che un prato che si possa lucrare dalla vendita del
pubblico molto ristretto, né altro era superfluo». Nel 1821 O. fu incluso nella
nel dominio de’ particolari, che il provincia di Sassari e quando nel 1848
tratto chiuso per le vigne, che già abo- le province furono abolite, entrò a far
liti i feudi e pubblicata e cominciatasi parte della omonima divisione ammi-

35

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 41


Ossi

nistrativa fino al 1859, quando fu ripri- complesso di Noeddale, costituito da


stinata la provincia. tombe ipogeiche alla periferia dell’at-
& ECONOMIA Le attività di base della tuale abitato. Una delle domus consta
sua economia sono l’agricoltura, in di ben 11 vani scavati nella roccia; uno
particolare la cerealicoltura, la viticol- degli ambienti è scolpito in bassori-
tura, l’olivicoltura e l’orticoltura; e l’al- lievo e riproduce la sagoma di un tetto
levamento del bestiame, in particolare di una capanna; un altro ugualmente
di bovini e ovini, in misura minore scolpito ha la forma di un vestibolo se-
suini. Negli ultimi decenni si sta svi- micircolare. Allo stesso periodo vanno
luppando anche una modesta attività attribuite la tomba a poliandro di Ena
industriale nel settore alimentare, ’e Muros e la necropoli di S’Adde Asile.
della plastica, dei mobili, della metal- Numerose sono anche le testimo-
lurgia. Discretamente sviluppata la nianze del periodo nuragico tra cui i
rete di distribuzione commerciale. Vi nuraghi Corte ’e Lottene, Ena ’e Littu,
operano anche due ristoranti. Artigia- Formigosu, Martine, Pascialzos, Pettu
nato. Il paese vanta piccoli laboratori ’e Murtas, Piscialza, Su Chintosera,
per la produzione di oreficeria. Ser- Tres Nuraghes. Il sito più interessante
vizi. O. è collegato da autolinee e dalla riferibile al periodo nuragico è però il
ferrovia agli altri centri della provin- complesso di Sa Mandra ’e Sa Giua, vil-
cia. Dispone di un’attiva Pro Loco, sta- laggio nuragico situato in prossimità
zione dei Carabinieri, medico, farma- dell’attuale abitato. Consta di un
cia, scuola dell’obbligo, sportello ban- gruppo di capanne circolari recente-
cario. mente scavate e studiate. Una in parti-
& DATI STATISTICI Al censimento del colare presenta un vasto ambiente
2001 la popolazione contava 5854 unità, molto curato, con forno, una grande va-
di cui stranieri 14; maschi 2896; fem- sca con canale di scolo e un sedile che
mine 2958; famiglie 1975. La tendenza corre per tutto il suo perimetro. Non è
complessiva rivelava una diminuzione ancora chiaro quale sia stata la sua
della popolazione, con morti per anno funzione, se di luogo di riunione o di
53 e nati 51, cancellati dall’anagrafe impianto per una qualche attività arti-
119 e nuovi iscritti 73. Tra i principali gianale.
indicatori economici: imponibile me- & PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU-
dio IRPEF 15 694 in migliaia di lire; RALE Il paese ha conservato nel cen-
versamenti ICI 1841; aziende agricole tro storico il suo assetto tradizionale;
541; imprese commerciali 168; esercizi l’edificio più interessante è la chiesa
pubblici 32; esercizi all’ingrosso 2; di San Bartolomeo, parrocchiale co-
esercizi al dettaglio 104; ambulanti 53. struita nel secolo XVII; ha l’impianto a
Tra gli indicatori sociali: occupati una navata completata da cappelle la-
1523; disoccupati 191; inoccupati 515; terali e dal presbiterio, la copertura è a
laureati 48; diplomati 437; con licenza volte a botte. Al suo interno conserva
media 1798; con licenza elementare due statue lignee dello stesso periodo.
1841; analfabeti 206; automezzi circo- Alla periferia del paese, ai margini di
lanti 2010; abbonamenti TV 1373. un dirupo, sorge la chiesa di Santa Vit-
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Parti- toria; fu costruita nel secolo XIII in
colarmente ricco è il patrimonio ar- forme romaniche ma nei secoli succes-
cheologico del territorio di O.; al pe- sivi andò in rovina. Fu ricostruita nel
riodo prenuragico vanno ricondotti il secolo XVI. Ha notevoli dimensioni. In-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 42


Ossidiana

teressanti sono anche le chiesette di


Sant’Antonio, di San Silverio e di Santa
Margherita che sorgono lungo la strada
per Florinas. Quella di Sant’Antonio è
integra, probabilmente era la chiesa di
Briave, villaggio spopolato entro il se-
colo XVI; le altre due sono oramai allo
stato di rudere: furono edificate tra il
secolo XII e il XIII. Tutte e tre hanno
forme romaniche con una sola navata
absidata e all’origine avevano la coper-
Ossidiana – A causa della sua notevole
tura lignea. durezza era usata e commerciata
& FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Bel- ampiamente dalle popolazioni neolitiche.
lissimo è il costume. L’abbigliamento
tradizionale femminile era costituito
Ossidiana 1 Roccia magmatica effu-
da una camicia di cotone bianco col
siva. È un vetro vulcanico di grande la-
collo chiuso e riccamente ricamata; e
vorabilità e insieme di grande durezza,
dalla gonna di panno rosso o nero ar-
di cui la Sardegna è particolarmente
ricchita da una balza di raso bianco ri-
ricca soprattutto nel massiccio del
camata con motivi floreali e bordata da
monte Arci, che si eleva nei territori
trine dorate. Sopra la camicia si indos-
dei comuni di Pau, Ales, Masullas e
savano il busto (s’imbustu) di broccato
Marrubiu, dove erano concentrati cin-
molto aderente e irrigidito da stecche,
que grandi giacimenti. Questa enorme
chiuso sul davanti e arricchito da una
riserva ha avuto un’importanza capi-
specie di scialletto di seta ricamata (s’i-
tale per l’evoluzione della preistoria
sceppa); la giacca (su corittu) in stoffa sarda quando, intorno al 6500 a.C., si
pregiata in trama di raso e velluto inta- stabilirono definitivamente nell’isola
gliata a fiori in altorilievo e guarnita di le genti che diedero vita alle prime cul-
lustrini che formano motivi floreali. ture del Neolitico antico. Queste popo-
Sopra la gonna il grembiule (su pan- lazioni giunsero nell’isola dal mare
neddu) dello stesso tessuto della servendosi di mezzi di navigazione ru-
giacca. L’abbigliamento era comple- dimentali che consentivano il piccolo
tato da un fazzoletto (su mucadore cabotaggio lungo le coste della Corsica
ispasthu) di seta bianca ricamato a fiori e della penisola italiana attraverso
e di dimensioni notevoli. L’abbiglia- l’arcipelago toscano. Esse si stabili-
mento tradizionale dell’uomo era co- rono in Sardegna per praticarvi la cac-
stituito dalla camicia (sa camisa) di cia e la pesca e una rudimentale forma
tela bianca ricamata, chiusa al collo e di agricoltura; ma soprattutto erano at-
ai polsini con bottoni in filigrana; e dai tirate dalla possibilità di commerciare
calzoni bianchi di tela o di lino. Sopra l’o. e la selce, risorse di cui l’isola ab-
la camicia si indossavano il gilet (su bondava. In uno studio della zona del
cossu) di velluto nero. Sopra i calzoni monte Arci sono stati individuati un-
si indossavano il gonnellino (sas ragas) dici centri di raccolta del materiale,
di orbace nero e le ghette dello stesso più di 89 officine di lavorazione e oltre
tessuto. Completava l’abbigliamento la 250 stazioni che hanno restituito tracce
classica berritta di panno di lana nero, di abitati in tutti i territori intorno al
corta. monte. Famosa è la descrizione che Al-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 43


Ossidiana

berto Lamarmora dava di una escur- teatro dei combattimenti, subı̀ molti
sione alla Trébina del monte Arci nel danni e andò spopolandosi. Prima
suo Itinerario dell’isola di Sardegna della fine del secolo XIV era total-
(1860): «Lungo il sentiero, il viaggia- mente abbandonato.
tore ha qualche volta l’impressione di Ostana Antico villaggio di origine ro-
camminare sui cocci di una vecchia mana, sorto in età imperiale in prossi-
fabbrica di bottiglie nere, tanto sono mità di Ploaghe. Nel Medioevo faceva
numerose le scaglie di un vetro nero parte del giudicato di Torres, com-
vulcanico che è chiamato ossidiana». preso nella curatoria del Figulinas.
La ricchezza degli oggetti che nel terri- Agli inizi del secolo XIII fu incluso nei
torio si trovano ancor oggi anche a ri- territori che pervennero ai Malaspina
cerche superficiali (raschiatoi, lame, per matrimonio. Dopo l’estinzione
bulini e punte di freccia) induce a pen- della dinastia giudicale essi lo inclu-
sare che si trattasse di un insedia- sero nel loro piccolo stato feudale e al
mento molto strutturato, nel quale la momento della conquista aragonese si
lavorazione dell’o. permetteva di porre dichiararono vassalli del re, riuscendo
in atto un ciclo completo dall’estra- cosı̀ a conservarne il possesso anche
zione o dalla raccolta alla lavorazione quando, scoppiata la rivoluzione dei
del materiale e forse anche alla sua Doria del 1325, essi vi aderirono. Con
commercializzazione. È probabile in- la morte dell’ultimo Malaspina, che
fatti che, oltre a lavorare i grossi ciot- aveva lasciato erede del villaggio il re
toli alluvionali del peso di alcuni chili Pietro IV il Cerimonioso, O. passò in
che potevano essere raccolti sul greto mani aragonesi. Nel 1364 fu occupato
dei torrenti, gli abitatori del monte dalle truppe del giudice d’Arborea,
Arci abbiano condotto delle vere e pro- che lo tennero fino alla battaglia di
prie ricerche mineralogiche. Il mate- Sanluri; pochi anni dopo fu abbando-
riale lavorato, semilavorato o anche nato dalla popolazione e in breve
allo stato grezzo era oggetto di un in- scomparve.
tenso commercio che interessò buona
parte del Mediterraneo occidentale at- Ostiano de Ennena Antico villaggio
traverso la Corsica e l’Italia, giungendo del giudicato di Torres, compreso nella
anche a 650 km di distanza dalla Sarde- curatoria dell’Anglona. Fin dal secolo
gna. L’attività estrattiva si protrasse XIII, quando i Doria si imparentarono
per alcuni millenni ed è documenta- con la casa giudicale, il territorio entrò
bile fino alle soglie dell’Età del Ferro. in loro possesso. Dopo l’estinzione
della famiglia giudicale essi lo inclu-
‘‘Ossidiana’’2 Periodico culturale ca- sero nel loro piccolo stato; con la con-
gliaritano. Diretto da Roberto Parac- quista aragonese, quando si ribella-
chini, uscı̀ per alcuni numeri a partire rono ai nuovi venuti, dal 1325 divenne
dal 1985. uno degli elementi del loro sistema mi-
Ossio Antico villaggio del giudicato di litare e subı̀ gravi danni. Già prima
Gallura, situato nella curatoria di Po- della ribellione del 1347 era completa-
sada. Subito dopo la conquista arago- mente spopolato.
nese, nel 1324. Fu incluso nel feudo Ostiano de Monte Antico villaggio del
concesso a Berengario Vilademany, giudicato di Torres, compreso nella cu-
alla cui morte senza eredi passò a Be- ratoria dell’Anglona. Apparteneva ai
rengario Sant Vincent. Con la ribel- Doria, imparentati per via di matri-
lione di Genova del 1347 l’abitato fu moni con la casa giudicale, fin dal se-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 44


Otger

colo XIII. Dopo l’estinzione della fami- XVII, quando nel 1680 questi ultimi si
glia giudicale fu incluso loro piccolo estinsero, tentarono di entrare in pos-
stato; con la conquista aragonese, sesso della baronia di Capoterra in
quando essi si ribellarono, dal 1325 di- contrasto con gli Zonza Vico e altri pre-
venne uno degli elementi del loro si- tendenti. Questa lite li vide soccom-
stema militare e subı̀ gravi danni. benti, ma negli stessi anni quando, nel
Dopo la ribellione del 1347, nel 1348 fu 1701, il vecchio Galcerando barone di
concesso in feudo a Ponzio di Santa Tului morı̀ lasciando il feudo ad Anto-
Pau, che però dovette rinunciarvi nel nio Vincenzo Delunas, impugnarono il
1349 quando tutta l’Anglona fu donata a testamento. Cosı̀ nel 1716, terminata la
Giovanni d’Arborea. In seguito, scop- lite a loro favore, entrarono in possesso
piate le guerre tra Aragona e Arborea, del feudo sulcitano; nei decenni suc-
l’abitato subı̀ gravi danni e si spopolò. cessivi il contrasto col Delunas, lungi
Osto = Hostus dal placarsi, degenerò in un duro con-
Otger Famiglia catalana (secc. XV- fronto armato che provocò l’intervento
XIX). Un suo ramo si trasferı̀ in Sarde- del fisco. Nel 1747 finalmente gli O. la
gna agli inizi del secolo XV con un Pie- spuntarono definitivamente: nel 1799
tro, giunto dalla Sicilia al seguito di ottennero il rinnovo del titolo di ba-
Martino il Giovane. In breve egli riuscı̀ rone, ma si estinsero nel 1819 con un
ad accumulare un ingente patrimonio Vincenzo.
feudale nel Sulcis e nel Sigerro, ma a Otger, Francesco Giuseppe Signore
metà del secolo i suoi discendenti, che di Tului e di Peruccio (Cagliari, prima
risiedevano a Villa di Chiesa (l’attuale metà sec. XVIII-?). Nel 1730 ereditò il
Iglesias), si trovarono in una difficile feudo di Tului e Peruccio da suo padre
situazione economica e furono co- Antonio Vincenzo, ma subito dovette
stretti a vendere buona parte dei feudi, fronteggiare le pretese di Antonio Vin-
riuscendo a conservare solo la signoria cenzo Delunas cui il feudo era stato la-
di Tului e di Peruccio. Alla fine del se- sciato nel 1701. Il confronto tra i due si
colo XV la famiglia si divise in due fece duro e il Delunas, nel 1736, assol-
rami. data una banda di pastori, con azione
Ramo di Matteo. Da Matteo discese il spettacolare invase il territorio del
ramo dei signori di Tului e Peruccio, feudo e ne cacciò i rappresentanti del-
che continuò a risiedere a Iglesias e si l’amministrazione baronale. Questo
estinse agli inizi del secolo XVIII con fatto inusitato provocò l’intervento dei
un Galcerando. dragoni e il sequestro cautelativo del
Ramo di Pietro. Si stabilı̀ a Cagliari feudo. Francesco Giuseppe riuscı̀ a
dove raggiunse una buona posizione rientrarne definitivamente in pos-
sociale. I suoi figli nel 1576 ebbero dai sesso solo nel 1747.
Bellit il piccolo feudo di Margani con Otger, Giuseppe Signore di Margani
Petralonga e altri piccoli centri situati (Cagliari, seconda metà sec. XVII-ivi
nella vallata del Cixerri. I loro discen- 1723). Nel 1680, essendosi estinta la fa-
denti continuarono a prendere parte miglia dei Torrellas cui apparteneva
attiva alla vita politica e amministra- sua moglie, prese possesso in nome
tiva di Cagliari, furono spesso eletti dei figli della baronia di Capoterra, en-
consigliere capo della città e si impa- trando in lite con gli altri pretendenti
rentarono con alcune nobili famiglie alla successione. Nel 1691 fu eletto
tra cui i Torrellas. Alla fine del secolo consigliere capo di Cagliari; nel 1701

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 45


Otger

impugnò il testamento di Galcerando Othoca. Infine la Tabula Peutingeriana


Otger e rivendicò il feudo di Tului e Pe- la ricorda come Uttea. Il toponimo è
ruccio come unico discendente ma- ascritto al fenicio ’tq significante ‘‘la
schio degli Otger, entrando per questo (città) antica’’, in relazione a una nuova
in conflitto con Antonio Vincenzo De- fondazione da taluno identificata in
lunas. Negli anni successivi fu ancora Neapolis o in Tharros. La fondazione di
eletto consigliere capo della città e nel O. è determinabile, in base alle più an-
1716 ebbe finalmente riconosciuti i tiche testimonianze archeologiche in-
propri diritti, entrando in possesso del dividuate sull’altura della basilica di
feudo.
Santa Giusta, nella seconda metà del
Otger, Gregorio Gentiluomo, militare secolo VIII a.C. La città fenicia occu-
di carriera (Cagliari, sec. XVII-?). Abile pava un tozzo promontorio in antico
politico, dedicatosi alla carriera mili- delimitato a nord e a sud da due pro-
tare, nel 1638 fu nominato commissario fonde insenature della laguna di Santa
generale e soprintendente delle forti- Giusta, oggi interrite. La stessa laguna
ficazioni del Regno. Espletò il suo com- rappresentava una sorta di profondo
pito con grande perizia, per cui a par- golfo interno. L’abitato della città feni-
tire dal 1644 i suoi concittadini lo eles-
cia e poi punica, incentrato sull’acro-
sero consigliere capo della città in di-
poli, aveva occupato il settore setten-
versi anni fino al 1669.
trionale del promontorio, dove nel Me-
Otger, Pietro Segretario del Regno di dioevo venne edificata la basilica di
Sicilia (Catalogna, seconda metà sec. Santa Giusta, mentre la necropoli feni-
XIV-Ibiza 1439). Giunse in Sardegna al cia a cremazione e cartaginese a inu-
seguito di Martino il Giovane e dopo la mazione si localizzava nel settore me-
battaglia di Sanluri, nel 1410, ebbe in
ridionale, presso la chiesa di Santa Se-
dono il castello di Acquafredda con
vera. O., al pari degli altri centri urbani
tutti i territori circostanti. Nel 1413 fu
punici della Sardegna, si diede ai Ro-
nominato governatore di Villa di
mani senza combattere, all’atto del-
Chiesa (l’attuale Iglesias) e nel 1415 se-
l’occupazione romana dell’isola nel
gretario del Regno di Sicilia. Nello
stesso anno ottenne in concessione 238-237 a.C. In età imperiale la città si
come feudo Siliqua, Villanova de Si- dovette sviluppare, presumibilmente,
ryssi, Macis, Borro Concha, tutti vil- in rapporto al suo carattere di snodo
laggi spopolati i cui territori unı̀ al ca- di traffici; infatti, secondo l’Itinerario
stello di Acquafredda formando un Antoniniano, a O. facevano capo le due
possesso di considerevoli proporzioni. principali strade della Sardegna: la li-
Alcuni anni dopo ebbe anche i territori toranea occidentale (via a Tibulas Sul-
di Tului, Peruccio e Nulacatu; nel 1421 cis) e la strada centrale, da Turris Lybi-
fu nominato governatore di Ibiza e la- sonis a Carales. Queste due arterie si
sciò la Sardegna. unificavano nell’abitato di O., che ve-
Othoca Città di fondazione fenicia, lo- niva attraversato dalla via, dotata di
calizzata presso l’attuale Santa Giusta, due ponti: l’uno, minore (su ponti-
al centro del golfo di Oristano. Il centro xeddu), localizzato un tempo tra le
è menzionato da Tolomeo con la forma odierne vie Giovanni XXIII e Fermi,
Othaia, nell’Itinerario Antoniniano, l’altro maggiore, originariamente a
nella Cosmographia del Ravennate e cinque arcate, per valicare, a sud di O.,
nella Geographica di Guidone come il rio Palmas. [BARBARA SANNA]

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 46


Ottana

la superstrada Abbasanta-Nuoro. Re-


gione storica: Doris. Diocesi di Nuoro.
& TERRITORIO Il territorio comunale,
di forma grosso modo trapezoidale, si
estende per 45,16 km2 e confina a nord
con Bolotana e Orani, a est ancora con
Orani e con Sarule, a sud con Olzai e a
ovest con Sedilo, Noragugume e Bolo-
tana. Si tratta di un territorio com-
preso tra le ultime propaggini occiden-
tali del Gennargentu e l’altipiano di
Abbasanta, e noto come Piana di O. In
parte coincide con la media valle del
Tirso, che scorre pochi chilometri a
ovest del paese, e riceve qui due af-
Marco Salvio Otone – Diritto di un aureo
fluenti di discrete dimensioni prove-
dell’imperatore Otone (69 d.C.).
nienti dalle alture a oriente, il Liscoi e
il Binzas. O. si trova al centro di un fitto
Otone, Marco Salvio Imperatore ro- reticolo di strade, tracciate o ampliate
mano (Roma 32-Bedriaco 69). Senatore anche in concomitanza con la crea-
romano, primo marito di Poppea Sa- zione della zona industriale. La più im-
bina (58), fu inviato come governatore portante è la superstrada Abbasanta-
nel 58/59 in Lusitania (Portogallo) da Nuoro, che passa a brevissima di-
Nerone, che ne voleva sposare la mo- stanza; altre strade lo collegano col Go-
glie (62). Legato all’imperatore Galba, ceano e la Macomer-Nuoro a nord, con
si accordò tuttavia con i pretoriani e le Noragugume a ovest, con Sarule e la
truppe stanziate a Roma per pren- Barbagia a est.
derne il posto. Non riconosciuto dalle & STORIA O. trae le sue origini da un
truppe fedeli a Vitellio, tentò con ogni castrum romano dislocato lungo le rive
mezzo di conquistarsi il favore popo- del fiume per fronteggiare le popola-
lare e delle province: la sua clementia, zioni dell’interno. Nel Medioevo fa-
ma anche l’incombere della guerra ci- ceva parte del giudicato di Torres nella
vile, lo spinsero a sanare in modo in- curatoria di Dore e vi si sviluppò una
cruento una controversia territoriale diocesi importante. Dopo l’estinzione
in Sardegna (Tabula di Esterzili: 18 della dinastia giudicale fu lungamente
marzo 69). Forse una vittoria della sua conteso tra i Doria e gli Arborea e di
flotta al largo della Gallia Narbonense fatto annessa al giudicato d’Arborea.
convinse il proconsul dei Sardi Elvio Subito dopo la conquista aragonese la
Agrippa a non allearsi con Vitellio, per- sua popolazione mantenne un atteg-
mettendo a O. un incontrastato con- giamento ostile nei confronti degli in-
trollo del Tirreno. Sconfitto al Be- vasori e nel 1335 il villaggio fu incluso
driaco dai generali fedeli al rivale, si nei territori concessi dal re d’Aragona
suicidò a Brescello. [ANTONIO IBBA] a Giovanni d’Arborea perché li pacifi-
Ottana Comune della provincia di casse. Negli anni successivi quando il
Nuoro, compreso nella IX Comunità giudice Mariano IV fece arrestare il
montana, con 2526 abitanti (al 2004), suo infelice fratello Giovanni (=), O. fu
posto a 185 m sul livello del mare lungo occupato dalle truppe arborensi fino al

41

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 47


Ottana

termine delle guerre nel 1409. Nel 1410 ad essi di andarvi o alle madri di man-
fu incluso nei territori concessi in darli, e vi profittano tanto quanto
feudo a Nicolò Turrigiti i cui discen- quelli che non vi andarono mai. Agri-
denti però nel 1430 lo vendettero al coltura. La quantità de’ semi che si
marchese d’Oristano. Quando il mar- spargono sul suolo culto, è distinta-
chesato nel 1477 fu sequestrato a Leo- mente nelle specie come segue: sta-
nardo Alagon, il villaggio fu incluso nei relli di grano 450, d’orzo 300, di fave
territori riconosciuti ai Carroz del 20, di legumi 10. La produzione ordina-
ramo di Mandas, eredi di Giovanni ria del grano è al 12, quella de’ legumi
d’Arborea, che si estinsero nel 1479. Il al 15. Cosı̀ comunemente, mentre par-
villaggio allora passò ai Maza de Liçana ticolarmente, dove i terreni sono mi-
ed ebbe inizio una crisi anche in conse- gliori, e dove lavorasi con più intelli-
guenza dello spostamento della dio- genza, come pure ne’ novali, si ottiene
cesi ad Alghero nel 1503. Estinti i un frutto doppio e quadruplo. La colti-
Maza, dopo una lunga contesa giudizia- vazione del lino è assai ristretta, e più
ria conclusa nel 1571, divenne pro- ancora quella della meliga, sebbene
prietà dei Portugal; estinti anche i Por- abbiansi luoghi opportunissimi alla
tugal passò ai De Silva che lo inclusero medesima. Pastorizia. I pascoli nell’ot-
nel feudo di Orani. O. rimase in pos- tanese sono abbondanti per le vacche e
sesso dei De Silva fino al riscatto dei capre nelle pendici, per le pecore, e le
feudi nel 1838; nel corso del secolo cavalle nelle valli, principalmente in
XVIII i rapporti dei suoi abitanti con il quella del Tirso. Non si potrebbe però
feudatario furono spesso burrascosi a ingrassarvi una gran quantità di porci.
causa della esosità dei tributi che do- I numeri de’ capi sono approssimativa-
vevano essere pagati. Vittorio Angius mente i seguenti: nel bestiame manso,
ci ha lasciato una preziosa testimo- buoi e tori per l’agricoltura e vettureg-
nianza che riportiamo in parte: «Popo- giamento, e vacche mannalite 350, ca-
lazione. Sono in O. anime 786, distinte valli 81, giumenti 100, majali 50. Nel
in maggiori di anni 20, maschi 202, fem- bestiame rude, vacche 500, capre 100,
mine 246, e in minori, maschi 186; fem- pecore 2500, porci 450, cavalle 110. Po-
mine 152, distribuite in 130 famiglie. Il trebbesi facilmente per la estensione
movimento si calcola approssimativa- che ha il territorio quintuplicarvi, e
mente a nascite 25, morti 18, matrimoni più ancora il numero notato. Apicul-
8. Professioni. Gli ottanesi applicati al- tura. Ecco un altro ramo d’industria
l’agricoltura sono 120, cui si debbono che potrebbe essere considerevolis-
aggiungere 40 garzoni, alla pastorizia simo per il favore del clima e che è
70 con 25 ragazzi per servigio. Alle arti quasi nullo». Nel 1821 O. fu incluso
meccaniche necessarie, non è chi at- nella provincia di Nuoro e dal 1848,
tende, e però conviene per i più grosso- abolite le province, nell’omonima divi-
lani lavori sul legno e sul ferro, e per la sione amministrativa fino al 1859.
muratura ricorrere a’ pratici degli altri Nello stesso anno, ricostituite le pro-
luoghi. Le donne poco lavorano sul te- vince entrò a far parte della provincia
lajo, e quindi devesi comprare dagli al- di Sassari fino al 1927 quando, definiti-
tri paesi ciò che manca all’uopo delle vamente ripristinata la provincia di
famiglie in tela e panno. Vi è aperta la Nuoro, tornò a farne parte. Nel se-
scuola primaria per li ragazzi, che vi condo dopoguerra, quando si avviò il
vanno ne’ giorni e nelle ore che piace processo di industrializzazione della

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 48


Ottana

Sardegna nei primi anni Settanta, la iniziative nei settori tessile, mecca-
piana circostante a O. fu prescelta per nico, tipografico ecc. È discretamente
impiantarvi un polo produttivo. Questo sviluppata anche la rete di distribu-
fatto ha rappresentato per O. l’avvio di zione commerciale. Vi operano un al-
una nuova fase della sua storia, inizial- bergo con 62 posti letto e un ristorante.
mente ricca di speranze e prospettive Servizi. O. è collegato da autolinee agli
ma in seguito carica di contrasti e di altri centri della provincia. È dotato di
incertezze non ancora risolte. Pro Loco, stazione dei Carabinieri, me-
dico, guardia medica, farmacia, scuola
dell’obbligo, sportello bancario. Pos-
siede una Biblioteca comunale.
La storia industriale
Di colpo, alle soglie degli anni Set-
tanta, O. si trovò a essere indicata, an-
che sui giornali del continente, come il
centro di un intervento che richiamava
l’attenzione di tutta l’opinione pub-
blica: a O., in Barbagia, arrivava l’indu-
stria. Taviani, che negli anni prece-
denti era più volte andato in Sardegna
come ministro degli Interni, arrivò in
visita a O. il 2 marzo del 1969 per verifi-
care, insieme al politici sardi e ai sin-
daci dei comuni interessati, la possibi-
lità di riconoscere un nucleo di indu-
strializzazione che potesse trasfor-
mare l’economia della zona e porre un
argine al fenomeno del banditismo che
proprio in quegli anni aveva ripropo-
sto brutalmente l’abbandono, la mise-
ria e l’‘‘inciviltà’’ del centro-Sardegna,
quando il resto dell’isola poteva dirsi
Ottana – Boes e merdùles di Ottana. industrializzato intorno ai poli di svi-
luppo di Cagliari e Porto Torres. Già
& ECONOMIA Le attività di base della Vicari, capo della polizia italiana,
sua economia sono ancora l’agricol- aveva chiesto una fabbrica a Orgosolo,
tura, in particolare la cerealicoltura, il paese di Graziano Mesina. L’indu-
la viticoltura e la frutticoltura, e l’alle- strializzazione a O. non rispondeva
vamento del bestiame, in particolare dunque a esigenze di sviluppo econo-
gli ovini e i bovini. Negli ultimi de- mico, ma a necessità di ordine pub-
cenni si è sviluppata anche l’attività in- blico. Lo esplicita il documento del Co-
dustriale, che si basava in origine su un mitato dei ministri per il Mezzogiorno
certo numero di imprese che opera- che il 29 ottobre 1969 specifica i co-
vano nel polo industriale nel settore muni interessati al nucleo industriale:
della trasformazione dei prodotti del «La Commissione prende atto dei par-
petrolio; in seguito, sopravvenuta la ticolari motivi, soprattutto di carattere
crisi di questa attività, si sono avviate sociale, che hanno indotto al riconosci-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 49


Ottana

mento di un nucleo nella Sardegna con capitale ANIC (ENI) e Monteca-


centrale e concorda al fine di dare tini-Edison, quest’ultima entrata nella
maggiore efficacia all’azione di rottura società con una quota inizialmente mi-
che si intende intraprendere all’in- noritaria perché interessata a contra-
terno della Sardegna». Pochi giorni stare in loco, insieme all’ENI, l’ascesa
prima, il 27 ottobre, il Senato aveva isti- della SIR nella spartizione del monte-
tuito, con la legge n. 755, la Commis- finanziamenti pubblici. Nel marzo
sione parlamentare d’inchiesta sui fe- 1971, sempre a Nuoro, si registra legal-
nomeni di criminalità in Sardegna; per mente la seconda società, la Fibra del
suo conto, la Democrazia Cristiana Tirso spa, che insieme alla Chimica del
nuorese aveva già individuato il medi- Tirso deve dare avvio a un processo
camento capace di sanare la piaga del produttivo che dall’acido tereftalico
banditismo nell’insediamento indu- arrivi alla produzione e commercializ-
striale in piena Barbagia. Dal punto di zazione di polimeri per fibre chimiche
vista tecnico del capitale industriale tessili, fibre acriliche e poliestere.
l’insediamento deve affrontare gravi L’organizzazione produttiva e del la-
problemi di diseconomie di localizza- voro non prevedeva particolari novità
zione, di formazione della forza lavoro, tecnologiche, ma solo l’ottimizzazione
di impatto sociale complessivo, non di un ciclo produttivo già maturo in
mediato dall’esistenza di un tessuto in- una produzione nazionale che però co-
dustriale precedente, sia pure margi- mincia a risentire della concorrenza
nale e arretrato; si tratta inoltre di cor- internazionale dei paesi asiatici, da
reggere, fin dal programma, le distor- poco entrati nel mercato delle fibre
sioni che sono già apparse con l’avvio sintetiche; una ottimizzazione da rag-
dei grandi stabilimenti petrolchimici giungere soprattutto con l’aumento
dei poli di sviluppo nel resto dell’isola, della produzione per addetto, la mobi-
rivelatisi più capaci di inghiottire de- lità operaia all’interno del ciclo, il con-
naro delle casse regionali e centrali trollo del mercato del lavoro e la ridu-
che di avviare un ampio processo di zione della conflittualità operaia.
sviluppo economico. Per non ricadere Tutte esigenze in ipotesi soddisfacibili
negli errori passati si privilegia l’indu- nell’intervento a O. Anche la SIR, che
stria pubblica e si richiede all’ENI di prima della Montedison aveva tentato
intervenire in Sardegna, anche per l’accordo con l’ENI, si fa avanti propo-
contrastare il passo alla sempre più in- nendo due nuovi nuclei di industrializ-
vadente presenza della SIR. Quando zazione: nel Sologo in territorio di Lula
nel marzo del 1970 il Consiglio dei mi- e nel Sarcidano fra Laconi e Nurallao.
nistri approva il Consorzio di indu- Inoltre la SIR progetta per O. una fab-
strializzazione della Media Valle del brica simile nella produzione a quella
Tirso (formato da 11 comuni: Bolotana, ANIC-Montedison. Il 31 luglio del 1971
Birori, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, il CIPE trasforma il Nucleo industriale
Macomer, Noragugume, O., Silanus e di O. in Area di sviluppo industriale; i
Illorai), il CIPE ha già dato parere fa- comuni interessati passano da 11 a 44,
vorevole a un progetto di investimento con investimenti previsti per 600 mi-
ENI per la produzione di fibre acrili- liardi, un’occupazione di 11 000 addetti
che e poliestere, con una ipotesi occu- e un costo per posto di lavoro di 54,5
pativa di 6000 addetti. Nel giugno del milioni di lire. Negli anni successivi e
1970 si costituisce la Chimica del Tirso nei diversi piani di programmazione

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 50


Ottana

dell’assetto territoriale i comuni inte- per 45 giorni il Centro di addestra-


ressati al Consorzio diventeranno 121 e mento e promuovono assemblee in
i posti di lavoro previsti 41 700, da rag- tutti i paesi per spiegare quanto hanno
giungere entro il 1986. capito in quei mesi di lavoro. L’ANIC-
I PRIMI OPERAI «NUOVI» Mentre alcune Montedison vuole applicare per i lavo-
imprese edili, che inizialmente occu- ratori di O. un contratto ad hoc, il «fibre
pano non più di 300 operai, iniziano la chimiche tessili», con paghe inferiori a
costruzione delle infrastrutture della quelle praticate negli stabilimenti del
fabbrica, nell’aprile del 1970 vengono continente che hanno una uguale pro-
bandite le prime richieste di operai e duzione. Hanno luogo le prime manife-
impiegati da addestrare per il lavoro stazioni e intorno agli operai di O. si
nella produzione di fibre. L’età per la sviluppa un’ampia solidarietà nei
partecipazione ai corsi di qualifica- paesi di provenienza. Al 31 dicembre
zione è compresa fra i 19 e i 29 anni, il 1971 risultano occupati in O. 1093 ope-
titolo di studio minimo richiesto la rai delle imprese esterne di costru-
terza media o il diploma di scuola pro- zione e montaggio degli impianti (dei
fessionale. Il primo reclutamento non 1051 sardi, 500 lavorano per la prima
passa attraverso gli uffici di colloca- volta in fabbrica) e 373 operai e 139 im-
mento né avviene per concorso pub- piegati divisi fra i centri di addestra-
blico: le ammissioni sono fatte a di- mento di Macomer e Nuoro e le fabbri-
screzione dell’ENI. Sono assunti 200 che della penisola. Alla fine del 1972,
operai e 50 diplomati tecnici che, for- mentre la fabbrica è in avanzata fase di
niti di una borsa di studio regionale costruzione, gli operai assunti sono ol-
della durata di un anno, frequentano tre 1000: essi hanno già partecipato
quattro mesi di corso teorico a Nuoro; alla lotta per il rinnovo del contratto
quindi sono divisi e trasferiti per l’ad- nazionale. Quando nel 1973 ritornano
destramento pratico in stabilimenti dal continente i primi nuclei operai,
ENI e Montedison del continente, l’azienda si rende conto che il filtro
dove devono assumere l’abitudine alla delle assunzioni è servito a poco: la
disciplina di fabbrica: per molti sarà il contestazione della politica aziendale
primo contatto con l’organizzazione è continua e unitaria e, anzi, ritrova in-
operaia e la presa di coscienza della torno a sé la mobilitazione e la solida-
realtà che sta dietro il progetto indu- rietà delle popolazioni. Pare che il ri-
striale di O. Ancora prima dell’esi- bellismo barbaricino, la mitizzata ba-
stenza materiale della stessa fabbrica lentı̀a, si sia trasformata da fattore di
nasce il primo consiglio di fabbrica e si un anarchico comportamento indivi-
ricerca la solidarietà degli operai del duale in molla politica dell’organizza-
continente. La permanenza, anziché di zione operaia. I leader, che le ricerche
otto mesi, sarà per molti di due anni: i sociologiche avevano individuato
nuclei operai si coordinano per orga- come capaci di mediare e favorire la
nizzare il ritorno a O. e nascono le penetrazione industriale, sono esauto-
prime contestazioni della politica rati dall’iniziativa dei lavoratori. Il ri-
aziendale. A fine agosto del 1971, ritor- dimensionamento dei progetti di inve-
nati dal continente per gli esami di fine stimento e occupazione, che scende
borsa e per le ferie, i primi assunti, in- prima a 4500 occupati e poi a 3200 (e
sieme ai duecento nuovi che ancora non saranno mai più di 2700), favorisce
frequentano i corsi a Nuoro, occupano lo schieramento a fianco degli operai

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 51


Ottana

dell’industria dei ceti medi dei paesi, ritoriale che, in opposizione a quella
commercianti e piccoli imprenditori aziendale, individua nell’agricoltura e
edili, che avevano visto nella immis- nella pastorizia, nello sviluppo e nella
sione dei salari operai nel mercato dei lavorazione di alcune risorse locali
consumi la possibilità di uno sviluppo nuove possibilità di sviluppo econo-
delle proprie attività. I progetti di pro- mico della zona. Nello stesso periodo
grammazione territoriale commissio- la SIR si vede porre dal Comune di
nati a più riprese dall’ENI e dal Centro Lula, dove ha programmato la costru-
di Programmazione regionale alle so- zione di uno stabilimento, precise con-
cietà ISVET e Tecneco trovano ampia dizioni di rispetto ecologico, insieme
opposizione. Si cerca, in quei progetti, con la richiesta dell’assunzione di tutti
di programmare un intervento indu- gli operai che avessero lavorato nella
striale espansivo nel territorio, in cui costruzione degli impianti, richieste
la fabbrica di O. diventa l’asse centrale che la SIR non intende accettare. Il
dell’intera zona, con l’azienda che co- mito dell’industrializzazione forzata
struisce le case per gli operai deciden- ha già subı̀to un rapido tracollo in tutto
done la localizzazione, le vie di mobi- il Nuorese. Per molti mesi l’intera zona
lità, orientandone i consumi e il tempo è attraversata da un movimento gene-
libero: è un progetto di ampia coloniz- rale di contestazione delle scelte poli-
zazione dell’intero territorio in cui il tiche regionali e nazionali senza prece-
modo di produzione industriale tenta denti, anche dopo l’avvio produttivo
di sostituire globalmente l’economia della fabbrica. Più volte la direzione
preesistente. Le scelte dell’azienda e minaccia di abbandonare la fabbrica,
l’appoggio che ad essa veniva dalla attuare la serrata, ritornare armi e ba-
classe politica regionale erano in con- gagli in continente; mentre i livelli di
traddizione con i risultati della Com- assenteismo sono inferiori a quelli na-
missione parlamentare d’inchiesta zionali, si registra un alto indice di con-
che nel 1972 aveva ultimato i suoi la- flittualità, spiegabile con la giovane
vori pubblicando una vasta analisi età media degli occupati ma anche
della società barbaricina, dove si criti- con l’influenza della memoria popo-
cava il comportamento che lo Stato lare dell’opposizione secolare a ogni
aveva tenuto da sempre in Sardegna e progetto autoritario e di dominio della
si individuava nel recupero econo- zona. Quando il 10 febbraio, in pieno
mico, nella trasformazione della pasto- Carnevale, alle sei di sera, la direzione
rizia, nel cambiamento dell’assetto aziendale dà l’ordine di fermata degli
proprietario della terra, nel varo di un impianti in risposta alle forme di lotta
nuovo Piano di Rinascita la possibilità operaia, ritenute insostenibili per l’a-
di fronteggiare le cause del fenomeno zienda, le sale da ballo si svuotano e
criminale. operai e popolazione scendono dai
LE LOTTE OPERAIE Alla fine del 1973 la paesi a O. per rimettere in marcia gli
lotta operaia si fa particolarmente in- impianti. Da questo episodio e da altri
cisiva, arrivando all’espulsione tempo- successivi la lotta operaia entra nell’e-
ranea dalla fabbrica della direzione pica popolare e nelle stesse manifesta-
aziendale in opposizione ai licenzia- zioni del folclore, confermando da una
menti degli operai delle imprese parte l’intelligenza e l’adattabilità
esterne. Il CdF e le organizzazioni sin- delle popolazioni barbaricine al ciclo
dacali sviluppano una piattaforma ter- produttivo industriale e dall’altra ri-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 52


Ottana

presentando l’orgoglio e la forza, an- degli operai di dare indicazioni pre-


che ‘‘nazionale’’, di chi di quel ciclo cise per uscire dalla crisi e program-
produttivo accetta la superiorità tec- mare una ripresa degli investimenti
nica ma non la disciplina coatta. Que- non antagonista al quadro operaio esi-
sta profonda trasformazione politica stente. Ma l’incertezza continua negli
della zona è evidente nelle elezioni anni successivi: le minacce di chiusura
del 1975, in cui la DC subisce in tutto il definitiva vengono tamponate da nuovi
Nuorese un forte calo elettorale a fa- stanziamenti di denaro pubblico. La
vore delle sinistre: 180 operai di O. fabbrica di O. e lo scontro fra ENI e
sono eletti nelle amministrazioni co- Montedison diventano un caso nazio-
munali dei loro paesi. nale. La fabbrica in crisi richiama in
LA CRISI In quegli anni, per la crisi do- sua difesa gli operai che hanno co-
vuta ai forti aumenti del prezzo del pe- struito la loro vita sul salario mensile
trolio e a una ristrutturazione interna- e che della fabbrica non possono più
zionale della divisione del lavoro, mi- fare a meno: cosı̀ l’insediamento indu-
gliaia di emigrati sardi rientrano in striale, prima mai accettato global-
Sardegna ritrovandosi in una situa- mente, diventa ora necessario. Tutta-
zione di crisi ancora più accentuata. via la fabbrica, che pure ha messo in
Ad essere in difficoltà è soprattutto la moto una profonda trasformazione, si
monocultura petrolchimica, su cui la rivela incapace di fornire la soluzione
Regione ha orientato negli anni prece- complessiva del problema barbari-
denti i suoi finanziamenti: anche a O. si cino; è capace di dare salario in cam-
parla di cassa integrazione, diminu- bio di lavoro, di offrire merce in cam-
zione degli organici, ristrutturazione bio di denaro, di imporre un nuovo or-
del ciclo produttivo. Di fronte alla crisi dine del tempo, ma non di mettere in
economica, ma anche a nuove prospet- moto un meccanismo economico
tive politiche, la fabbrica dimostra di espansivo, di penetrare e sviluppare
avere fallito il suo obiettivo principale: l’esistente. L’agricoltura e la pastorizia
il banditismo si ripresenta cruento continuano a essere le attività econo-
sino alle porte della fabbrica col seque- miche prevalenti, ma sempre condotte
stro di un dirigente ANIC. Dal 1976 lo in modo arretrato e poco remunera-
stabilimento ANIC-Montedison di O. è tivo; l’industrializzazione non ha ri-
dichiarato in crisi. La Montedison mi- solto nemmeno il problema occupa-
naccia di ritirarsi dall’iniziativa che tivo: alla fine del 1979 la disoccupa-
non ritiene più adeguata ai suoi pro- zione è oltre il doppio di quella del
getti di ristrutturazione, mentre la 1971. Nell’estate del 1979 il banditismo
SIR, che ha bloccato i suoi lavori e li- torna su tutte le prime pagine arri-
cenziato in altre fabbriche, inizia la co- vando ad avere contemporaneamente
struzione della Siron, a pochi metri anche otto sequestrati in mano ai ban-
dalla Chimica e Fibra del Tirso, per diti. [SIMONE SECHI]
non perdere i finanziamenti pubblici & DATI STATISTICI Al censimento del
già acquisiti. Nel febbraio del 1977 il 2001 la popolazione contava 2567 unità,
CdF e i sindacati provinciali organiz- di cui stranieri 15; maschi 1290; fem-
zano una Conferenza di produzione mine 1277; famiglie 840. La tendenza
per riaffermare la validità tecnologica complessiva rivelava una sostanziale
dell’impianto di O. e richiederne il po- stabilità della popolazione, con morti
tenziamento, dimostrando la capacità per anno 19 e nati 26; cancellati dall’a-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 53


Ottana

nagrafe 35 e nuovi iscritti 32. Tra i prin- più antica chiesa di monaci probabil-
cipali indicatori economici: depositi mente bizantini i cui resti sono stati
bancari 37 in miliardi di lire; imponi- scoperti durante lavori di restauro,
bile medio IRPEF 16 739 in migliaia di nel 1975. L’edificio è in trachite nera e
lire; versamenti ICI 770; aziende agri- violacea, di grande eleganza; fu co-
cole 189; imprese commerciali 134; struito in forme romaniche con una
esercizi pubblici 20; esercizi all’in- pianta a croce commissa, a una sola na-
grosso 2; esercizi al dettaglio 41; ambu- vata absidata e con copertura a ca-
lanti 1. Tra gli indicatori sociali: occu- priate in legno. La facciata è divisa in
pati 696; disoccupati 98; inoccupati due specchi e un frontone scanditi da
259; laureati 20; diplomati 168; con li- arcatelle su lesene. Nel primo spec-
cenza media 922; con licenza elemen- chio si apre il portale architravato e fi-
tare 828; analfabeti 93; automezzi cir- gurano tre specchi bicromi con losan-
colanti 742; abbonamenti TV 626. ghe; nel secondo specchio si aprono
una bifora e due losanghe bicrome;
nel frontone che corona la facciata si
aprono bacini ceramici policromi. Al-
l’interno ospita il famoso polittico di O.
del secolo XIV che raffigura tra l’altro
il giovane Mariano IV. Località di
grande interesse è quella dei Bagni di
Oddini, località situata a 9 km circa
dall’abitato sulla strada per Bolotana;
nel sito sono stati individuati i resti di
un complesso termale romano con va-
sche e fondazioni degli ambienti di ser-
Ottana – Un merdùle. vizio. A poca distanza nel Medioevo
sorgeva il villaggio di Oddini (=) di cui
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il ter- rimangono le tre chiese di San Giorgio,
ritorio è particolarmente ricco di siti Sant’Elia e San Pietro, quest’ultima co-
del periodo nuragico tra i quali i nura- struita in forme romanico-pisane si-
ghi Badde Suergiu, Bangelio, Bidinan- mili a quelle della cattedrale di San
nari, Bigozzi, Birrone, Bisolio, Bitta- Nicola.
leo, Bruscas, Ereulas, Gaddone, Ga- & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Ti-

rule, Murru Rugiu, Pedra ’e Frascu, Pi- pica e di grande tradizione è la festa
redu, Porchiles, Prantas Ladas, Preda per Sant’Antonio Abate. Si svolge il 16
’e Soru, Semideu, Sen’Acca, Serra e 17 gennaio con l’accensione di un falò
S’Ozzastru, Singraris, Sirbas, Su Furru nella piazza della chiesa di San Nicola
’e Sa Teula, Su Gatto, Su Muntone, Toc- e di altri falò nei vari quartieri del vil-
cori, Turodulone, Unena. laggio; attorno al falò principale, ri-
& PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE chiamati dal suono prodotto dallo sfre-
E AMBIENTALE L’abitato, che nel cen- gamento di una chiave su un piatto di
tro storico ha conservato l’impianto ur- bronzo (s’affuente), compaiono le tipi-
banistico tradizionale, è dominato che maschere locali: i boes e i merdùles
dalla chiesa di San Nicola, costruita (uomini e animali) e la filonzana (la fi-
nel secolo XII, in concomitanza con la latrice) che sfilano, danzano e mimano
presenza della sede vescovile, su una scene di lotta dando vita a scene alle-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 54


Ottana

goriche che preludono ai festeggia- gonna plissettata (sa veste) di panno


menti del Carnevale al centro delle nero con una balza di seta o di broccato
quali è nuovamente l’esibizione dei color crema. Sopra la camicia veni-
merdùles e dei boes (= Boe), che richia- vano indossati il busto (su cosso) di ter-
mano usanze il cui significato si perde ziopelo o di broccato, e la giacca (su
nella notte dei tempi. zippone) di seta o di raso nero guarnita
con trina fiorita e aperta davanti e
sulle maniche per consentire la fuoru-
scita della camicia. Sopra la gonna si
portava il grembiule (sa varda) di raso
colorato e guarnito. L’abbigliamento
era completato da tre fazzoletti che si
posavano sul capo: il primo e il se-
condo rispettivamente di tibet e di
seta marrone piegati a triangolo, il
terzo di grandi dimensioni di seta
nera a fiori viola arricchito da frange.
L’abbigliamento tradizionale del-
l’uomo era costituito dalla camicia di
tela bianca ricamata e chiusa da bot-
toncini; e dai calzoni (sos carzones) di
tela robusta larghi e portati dentro le
ghette. Sopra la camicia si indossavano
il gilet a doppio petto chiuso a destra
con ganci (su cosso) di velluto nero, e la
giacca (su cappotto) di panno nero con
bordo di velluto nero. Sopra i calzoni
venivano indossati il gonnellino (sas
carzas) di panno nero tenuto in vita da
una cinta di pelle ricamata (sa chin-
torza), e le ghette di panno nero bor-
dato di velluto (sas mesas carzas).
Ottana, diocesi di Diocesi costituita
agli inizi del secolo XII. Il vescovo di
Ottana aveva giurisdizione sul Mar-
ghine, sul Goceano e sul Dore. Nel
1503 Giulio II unı̀ alla diocesi le anti-
che sedi di Bisarcio e di Castra, ma ne
trasferı̀ la sede ad Alghero determi-
Ottana – Momenti del passaggio di boes e nandone cosı̀ la fine.
merdùles.
VESCOVI DI OTTANA
1. Giovanni, reggeva la diocesi nel
Di grande suggestione è il costume. 1112. 2. Omodeo, monaco di Montecas-
L’abbigliamento tradizionale femmi- sino, resse la diocesi tra il 1123 e il
nile è costituito da una camicia di tela 1127. 3. Ugo, reggeva la diocesi nel
bianca ricamata e guarnita con pizzi, 1139. 4. Zaccaria, resse la diocesi tra il
dalle maniche molto ampie; e dalla 1160 e il 1170. 5. Vescovo anonimo, reg-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 55


Ottava

geva la diocesi nel 1176. 6. Giovanni, La giurisdizione del vescovo di Ottana


reggeva la diocesi nel 1179. 7. Gregorio, si estendeva alle parrocchie dei vil-
reggeva la diocesi nel 1205. 8. Vescovo laggi di Anela*, Aneletto, Benetutti, Bi-
anonimo, reggeva la diocesi nel 1215 rori*, Bolotana*, Bono, Borore*, Borti-
quando prese parte al Laterano IV. 9. coro*, Bortigali*, Bottidda*, Bultei*,
Guantino, reggeva la diocesi nel 1230. Bulterine, Burgos*, Dualchi*, Espor-
10. Vescovo anonimo, reggeva la dio- latu*, Gitil, Illorai*, Lei*, Lurcia, Ma-
cesi nel 1233, ricordato da Gregorio comer*, Mulargia, Noragugume*,
IX. 11. Costantino, reggeva la diocesi Nule, Nuoro, Oddini, Oniferi, Orani,
nel 1237. 12. Vescovo anonimo, ricor- Orgosolo, Orotelli, Ottana, Sarule, Sila-
dato da Federico Visconti, reggeva la nus, Usolvisi.
diocesi nel 1263. 13. Antonio, reggeva *(= Alghero, diocesi di)
la diocesi nel 1307. 14. Gonario, reggeva
Ottava Centro abitato della provincia
la diocesi nel 1331. 15. Silvestro, resse
di Sassari, frazione di Sassari (da cui
la diocesi tra il 1339 e il 1344. 16. Fran-
dista 10 km), con circa 500 abitanti, po-
cesco, era canonico di Sorres quando sto a 83 m sul livello del mare a nord-
fu nominato vescovo, resse la diocesi ovest del comune capoluogo, lungo la
tra il 1344 e il 1355. 17. Pietro, fu trasfe- superstrada ‘‘Carlo Felice’’. Regione
rito da Butrinto, resse la diocesi tra il storica: Fluminargia. Archidiocesi di
1355 e il 1359. 18. Arnaldo, apparteneva Sassari.
all’ordine dei Domenicani, resse la & TERRITORIO Il territorio è costituito
diocesi tra il 1359 e il 1386. 19. Dome- da una serie di basse colline e pianori
nico, reggeva la diocesi nel 1386. 20. che digradano in questo punto dalle
Giovanni, reggeva la diocesi nel 1388. maggiori alture dell’interno verso il li-
21. Nicola, resse la diocesi tra il 1389 e torale del golfo dell’Asinara e di Porto
il 1400, anno in cui fu trasferito a Sor- Torres. Le comunicazioni sono assicu-
res. 22. Gerardo da Bisarcio, apparte- rate dalla strada a quattro corsie che
neva all’ordine dei Carmelitani, resse collega il capoluogo a Porto Torres, e
la diocesi tra il 1390 e il 1402 anno in cui lungo la quale la frazione si è in parte
fu trasferito a Betlemme. 23. Biagio sviluppata.
Spano, era canonico di Torres, resse la & STORIA In origine O. era un villaggio
diocesi tra il 1400 e il 1429. 24. Simone del giudicato di Torres compreso nella
Manca, era abate di San Michele in Sal- curatoria della Fluminargia. Subito
vennor, resse la diocesi tra il 1429 e il dopo l’estinzione della dinastia giudi-
1454. 25. Giovanni Salinis, apparte- cale fu compreso nei territori che di-
neva all’ordine dei Frati minori, resse pendevano dal Comune di Sassari. In
la diocesi tra il 1454 e il 1472, quando fu seguito alla conquista aragonese, per
trasferito a Bosa. 26. Antonio, era ve- quanto il Comune avesse prestato
scovo di Ampurias, resse la diocesi tra omaggio preventivamente all’infante
il 1472 e il 1474. 27. Gerolamo de Sechis, Alfonso, nel 1324 O. fu concesso in
reggeva la diocesi nel 1481. 28. Ludo- feudo a Marabottino Marabotti. Il Co-
vico Camanias, reggeva la diocesi nel mune protestò con forza e nel 1325 il
1483. 29. Domenico de Milia, era cano- controllo del villaggio gli fu restituito
nico di Sassari, resse la diocesi tra il ma nel luglio dello stesso anno, iniziata
1483 e il 1501. 30. Giovanni Perez, era la ribellione di Sassari, O. fu teatro
parroco a Cuenca, resse la diocesi tra il delle operazioni militari e subı̀ molti
1501 e il 1503. danni. Domata la ribellione, nel 1330

50

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 56


Ottaviano

O. fu nuovamente concesso a Dalmazio gna e Corsica venivano cedute a Otta-


de Avinyò i cui discendenti si estinsero viano ma il loro controllo fu reso preca-
nel 1342 lasciando erede Raimondo di rio dalle incursioni della flotta di Sesto
Montpavon. Questi unı̀ il villaggio agli Pompeo, che nel 40 conquistò le due
altri suoi domini ma, scoppiata nel isole, scacciando il governatore Marco
1347 la nuova ribellione dei Doria que- Lurio: pare che la sola Carales si sia
sti, quando assediarono Sassari, deva- vanamente opposta al legato di Pom-
starono nuovamente il villaggio che co- peo, Menodoro; lo stesso Menodoro riu-
minciò a spopolarsi. Scoppiate le scı̀ a sventare il tentativo del liberto
guerre tra Mariano IV e Pietro IV, dopo Eleno di riprendere la provincia: solo
diverse vicissitudini, a partire dal 1366 nel 38 le due isole sarebbero tornate in
il villaggio passò nelle mani del giu- mano a Ottaviano, che in quell’occa-
dice d’Arborea fino alla battaglia di sione avrebbe coniato le monete con
Sanluri. Dopo la breve parentesi del l’effigie del nonno Azio Balbo e del dio
visconte di Narbona, nel 1420 fu com- nazionale dei Sardi, il Sardus Pater.
preso nel territorio su cui Sassari Forse in questa fase, pur non essendosi
prese a esercitare diritti giurisdizio- mai recato in Sardegna, decise di pre-
nali. Nonostante ciò nel 1435 il villag- miare Carales con il rango di municipio
gio, tra le proteste di Sassari, fu con- e di fondare le colonie di Turris Lybiso-
cesso in feudo a Francesco Saba i cui nis e Uselis: queste promozioni non
discendenti nel 1454 lo cedettero defi- sono tuttavia ricordate nelle Res Gestae
nitivamente a Sassari che ne man- di Augusto, che al contrario indicano la
tenne il controllo nei secoli successivi Sardegna fra le province che giurano
fino all’abolizione dei feudi. In questi fedeltà a Ottaviano nell’estate (?) del
ultimi decenni O., che aveva ripreso a 32 a.C., alla vigilia della battaglia di
svilupparsi come insediamento di alle- Azio (2 settembre 31). Nella seduta del
vatori e agricoltori, si è ingrandito ul- 13 gennaio 27 a.C. Augusto decise di ri-
teriormente come appendice della tirare le legioni stanziate in Sardegna
città, grazie soprattutto alla facilità e Corsica e di cedere le isole al Senato,
delle comunicazioni e alla accessibi- che le avrebbe amministrate con un
lità al territorio. proconsole annuale; nel 6 d.C., tutta-
Ottaviano Caio Giulio Ottaviano Augu- via, spinto dai Sardi che praticavano
sto. Imperatore romano (Roma, 63 a.C.- la pirateria nel Tirreno e razziavano le
Nola, 14 d.C.). Figlio del pretore Caio pianure toscane, inviò per tre anni
Ottavio e di Azia (= Azio Balbo, Marco), delle truppe comandate da cavalieri;
per testamento fu adottato da Cesare nel 13/14 d.C. l’isola fu infine governata
(44 a.C.); triumviro con Antonio e Le- da un pro legato di rango equestre. Ri-
pido (27 novembre 43 a.C.), attraverso sale probabilmente a questa fase la se-
complesse vicende rimase l’unico si- parazione amministrativa fra Sarde-
gnore di Roma e fu proclamato Augu- gna e Corsica, lo stanziamento in Sar-
sto dal senato (27 a.C.), dapprima con il degna di reparti ausiliari (sono note le
comando militare (imperium) tempo- coorti dei Corsi, degli Aquitani, dei Lu-
raneo sulle province non ancora paci- sitani) e di una squadra della flotta del
ficate, poi con un imperium proconsu- Miseno, l’istituzione di una praefectura
lare maius et infinitum vitalizio ed civitatum, un prefetto militare che re-
esteso a tutte le province (23 a.C.). Ne- golava i rapporti fra Roma e le tribù
gli accordi di Bologna (43 a.C.) Sarde- della Barbària. [ANTONIO IBBA]

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 57


Otti

Otti Antico villaggio del giudicato di 1990 la rivista ‘‘Fuego’’, e nel 1996 pro-
Torres, compreso nella curatoria di getta e realizza con altri la rivista
Montacuto. Dopo l’estinzione della di- ‘‘Mondo Naif ’’; si susseguono da quel
nastia giudicale fu lungamente con- momento i lavori di sceneggiatura e le
teso tra Arborea, Doria e i Pisani che nuove realizzazioni: nel 1999 nasce la
amministravano il giudicato di Gal- serie ‘‘Loving the Alien’’ e nel 2000
lura. Conquistata la Sardegna dagli ‘‘London Sushi’’. Vince nel 1988 il pre-
Aragonesi, nel 1339 entrò a far parte mio ‘‘Caran d’Ache’’ come migliore il-
delle concessioni fatte da Pietro IV a lustratore all’EXPO Cartoon di Roma.
Giovanni d’Arborea; in seguito fu di Ottonello, Paolo Psichiatra (Cuglieri
fatto annesso al giudicato d’Arborea. 1898-Bologna 1959). Dopo avere preso
Dopo la battaglia di Sanluri, venuto parte alla prima guerra mondiale si
meno nel 1409 il giudicato, O. entrò a laureò giovanissimo in Medicina nel
far parte del grande feudo concesso 1922 a Sassari, dove iniziò la sua car-
nel 1421 a Bernardo Centelles. Nel riera universitaria. Dopo alcuni anni
corso del secolo successivo cominciò a passò all’Università di Pavia e succes-
spopolarsi ed entro la fine del secolo sivamente a quella di Parma. Nel 1951
XVI gli ultimi abitanti lasciarono il vil- infine fu chiamato a insegnare presso
laggio e si trasferirono a Oschiri. Esi- l’Università di Bologna; studioso di
ste ancora la chiesa di Santa Maria di grande valore, ha lasciato numerose
O., parrocchiale dello scomparso vil- pubblicazioni, tra cui Fattori carenziali
laggio, situata a qualche chilometro da nella genesi delle degenerazioni prima-
Oschiri. Fu costruita nella seconda rie del midollo spinale, «argomento – è
metà del secolo XII in forme romani- stato scritto in una sua commemora-
che, utilizzando conci di trachite rossa- zione – che l’autore tenne come motivo
stra; ha un’unica navata e l’abside, la di feconda ricerca ulteriore e che vari
copertura è a volta. La facciata, priva anni dopo sviluppò in pieno sul piano
di ingresso, era ingentilita da un cam- clinico e sperimentale; fin dal 1942 e
paniletto a vela abbattuto da un ful- 1944 rilevò fra i primi studiosi del
mine e ricostruito successivamente. mondo una stretta correlazione fra l’it-
L’ingresso si apre nel fianco meridio- tero nucleare di neonati e certe gravi
nale dell’edificio. sindromi neurologiche». Morı̀ a Bolo-
Otto Gabos (pseud. di Mario Rivelli) Illu- gna, ma volle che la sua salma tornasse
stratore (n. Cagliari, sec. XX). Laureato alla terra natale.
al DAMS di Bologna, si occupa di con- Oulomar Famiglia originaria di Bar-
sulenza d’immagine e progettazione cellona (sec. XIV). Vi appartenne un
per l’agenzia di servizi Teico di Bolo- Guglielmo, consigliere dell’infante Al-
gna, e, in campo televisivo, partecipa ai fonso, che nel 1323 prese parte alla spe-
gruppi di lavoro della sezione Media- dizione di conquista della Sardegna e
set marketing-nuove proposte. Pub- negli anni successivi si stabilı̀ nell’i-
blica le sue illustrazioni sia su riviste – sola acquistandovi reputazione e al-
‘‘Frigidaire’’, ‘‘Acca Parlante’’, ‘‘Icaro’’ cuni feudi. I suoi discendenti, scop-
– che su libri: ha curato la copertina e piata la prima guerra tra Mariano IV e
le immagini di Sotto le bombe di maggio, Pietro IV, non furono in grado di con-
La macchina del cervello e La partita servare i feudi e scomparvero poco
più bella del mondo, tutti per la Conda- prima dello scoppio della seconda
ghes. Nel settore del fumetto, fonda nel guerra tra Aragona e Arborea.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 58


Ovodda

Oulomar, Guglielmo Consigliere reale tratta di una regione di rilievi ancora


(Barcellona, seconda metà sec. XIII- piuttosto alti e aspri (il vicino monte
Cagliari 1330). Personaggio di grandi Concosu supera i 1000 m), divisi gli uni
capacità fu nominato da Giacomo II dagli altri dalle profonde incisioni sca-
consigliere dell’infante Alfonso al mo- vate dai corsi d’acqua, in questo caso
mento della spedizione in Sardegna. gli affluenti di sinistra del Taloro, il
Subito dopo la conquista, nel 1325, rio Aratu a oriente e il Tino a occi-
ebbe il feudo di Gerito, cui però do- dente. Il Taloro, che scorre poco più a
vette rinunciare per le proteste dei cit- nord, forma gli invasi artificiali di Gu-
tadini di Sassari che ritenevano il vil- sana e del Cucchinadorza. O. si trova
laggio dipendente dalla città. Per in- lungo la tortuosa statale 128 Centrale
dennizzarlo gli furono concessi Mara, sarda, nel tratto tra Tonara e Gavoi,
Ciria e Calagonis, tre villaggi nel Cam- dalla quale si distacca qui una bretella
pidano di Cagliari; abile diplomatico, in direzione del Cucchinadorza e di Ol-
nel 1326 ebbe il compito di trattare la zai.
resa definitiva del Comune di Pisa e & STORIA Il suo territorio è ricchis-
condusse in porto la trattativa con
simo di vestigia di età nuragica ma il
grande equilibrio, guadagnandosi la
villaggio ha origini medioevali: appar-
stima anche del giudice d’Arborea, al-
teneva al giudicato di Arborea ed era
lora alleato degli Aragonesi, che volle
compreso nella curatoria della Barba-
manifestargli l’apprezzamento conce-
gia di Ollolai. Dopo la caduta del giudi-
dendogli nel 1327 il feudo di Forru.
cato, i suoi abitanti si mantennero
Oulomar, Pietro Signore di Mara e di ostili nei confronti degli Aragonesi e
Calagonis (Cagliari, prima metà sec. quando nel 1410 il territorio fu con-
XIV-ivi 1355). Ai feudi paterni seppe cesso in feudo a Giovanni Deana, suo-
aggiungere quelli di Soleminis, Sirio, cero del marchese d’Oristano, essi riu-
Sehanno e Mogor de Liurus ricevuti scirono a mantenere in parte la loro
alla morte di Arnaldo Ballester dopo il antica autonomia. All’estinzione dei
1346. Scoppiata la prima guerra tra Ma- Deana O. passò ai Cubello e fu incluso
riano IV e Pietro IV perse il feudo di nel marchesato di Oristano. Caduto il
Forru, ma anche gli altri feudi furono marchesato, nel 1479 il villaggio fu in-
investiti dalle truppe giudicali e subi- cluso nei territori donati dal re a
rono gravi danni. La sua morte imma- Brianda De Mur, vedova di Nicolò Car-
tura nel 1355 accelerò il tramonto delle roz, che a sua volta lo donò a sua figlia
fortune della famiglia. Beatrice andata sposa a Pietro Maza de
Ovodda Comune della provincia di Liçana. Cosı̀ O. fu unito al feudo di
Nuoro, compreso nella XII Comunità Mandas e amministrato dai funzionari
montana, con 1732 abitanti (al 2004), baronali di questo feudo. Estinti i Maza
posto a 710 m sul livello del mare alle dopo una lunga lite passò ai Ladron.
pendici nord-occidentali del Gennar- Durante il loro governo si verificarono
gentu. Regione storica: Barbagia di Ol- alcune faide tra gruppi di famiglie per
lolai. Diocesi di Nuoro. il controllo dei pascoli che compromi-
& TERRITORIO Il territorio comunale, sero la sua tranquillità e ne provoca-
di forma grosso modo ovale, si estende rono la decadenza. In seguito il villag-
per 40,78 km2 e confina a nord con Ol- gio passò agli Hurtado de Mendoza, agli
lolai e Gavoi, a est con Fonni e Desulo, Zuñiga, ai Pimentel e infine ai Tellez
a sud con Tiana e a ovest con Teti. Si Giron ai quali fu riscattato nel 1839.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 59


Ovodda

Vittorio Angius ha lasciato una precisa un miglior sistema. Chi conosce i siti
testimonianza: «Popolazione. Sono in intende pure quanto fieno potrebbero
O. anime 997, distinte in maggiori, ma- questi paesani preparare all’alimento
schi 305, femmine 317, e minori, ma- del bestiame nella stagione invernale,
schi 185, femmine 190, distribuite in fa- quando i pascoli sono ricoperti di ne-
miglie 230. I numeri medi del movi- vazzo, se profittassero di tutti quei
mento sono, nascite 40, morti 24, matri- tratti di terreno che si possono facil-
moni 13. Degli ovoddesi 150 sono appli- mente irrigare. Ma finché non rifor-
cati all’agricoltura, 185 alla pastorizia, misi l’attuale sistema pastorale non si
15 a’ mestieri, e 12 a piccoli negozi. Le profitterà de’ benefici della natura. I
donne lavorano per la tessitura, e nelle capi del bestiame ovoddesi sono notati
buone stagioni coltivano gli orti e rac- nelle solite distinzioni da’ numeri se-
cogliono i frutti. La scuola elementare guenti. Bestiame manso: buoi per il
suole ricevere 15 fanciulli, e in tutto il servigio agrario e per vettureggia-
paese non sono più di 30 le persone che mento 140, vacche mannalite 40, ca-
sappiano leggere e scrivere. Agricol- valli e cavalle 110, majali 85. Bestiame
tura. Ristretta assai quest’arte in altri rude: vacche 650, capre 2500, porci
tempi, finché si riformò l’opinione che 1200, pecore 3600. I formaggi sono sti-
spregiava come servili i lavori agrari, mati per la bontà». Nel 1821 O. fu in-
poscia crebbe e si estese la superficie cluso nella provincia di Nuoro e
coltivata. Il terreno in molte parti è as- quando nel 1848 furono abolite le pro-
sai fertile e compensa liberalmente le vince entrò a far parte dell’omonima
fatiche. La quantità di semi che si divisione amministrativa fino al 1859.
danno a’ terreni solcati, o lavorati con Abolite in quell’anno le divisioni am-
la zappa, è approssimativamente come ministrative e ripristinate le province,
segue: starelli di grano 200. D’orzo 450, fu incluso in quella di Sassari e solo nel
e di legumi 60. I fagiuoli di O. sono sti- 1927 tornò a far parte di quella di
mati. La fruttificazione ordinaria del Nuoro quando fu definitivamente rico-
frumento è al 10, dell’orzo al 12, de’ le- stituita.
gumi al 16. Si coltivano le erbe ortensi, & ECONOMIA Le attività di base della
ma in poche specie. La seminagione sua economia sono l’allevamento del
delle patate si va distendendo, la pro- bestiame, in particolare ovini e bovini,
duzione è notevole, la bontà non infe- e anche suini sebbene in misura mi-
riore alla qualità delle fonnesi. Gli al- nore; e l’agricoltura, in particolare la
beri fruttiferi sono in numero conside- viticoltura, la frutticoltura, l’olivicol-
revole, e le specie più comuni, peri, tura. Negli ultimi decenni si sta svilup-
noci, castagni. Le vigne hanno un’area pando anche l’attività industriale nel
ristretta, producono poco, e il mosto dà settore estrattivo, in quello alimentare
un vino poco gradito al gusto. Una por- e in quello dei laterizi. È poco organiz-
zione si brucia per acquavite. Senza le zata la rete di distribuzione commer-
vigne è chiuso in vera proprietà uno ciale. Vi operano tre aziende agrituri-
spazio complessivo di circa 250 sta- stiche con 23 posti letto a sostegno del
relli, dove o si semina o si tengono gli nascente turismo. Servizi. O. è colle-
animali a pastura. Pastorizia. I salti gato da autolinee agli altri centri della
ovoddesi abbondano di pascoli nelle provincia. Dispone di stazione dei Ca-
stagioni migliori, e potrebbero nutrire rabinieri, medico, guardia medica, far-
maggior quantità di bestiame se fosse macia, scuola dell’obbligo, sportelli

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 60


Ozieri

bancari. Possiede una Biblioteca co- ficio interessante è la chiesa di San


munale. Pietro, situata a qualche chilometro
& DATI STATISTICI Al censimento del dall’abitato nel luogo dove sorgeva il
2001 la popolazione contava 1746 unità, villaggio di Oleri poi scomparso, Fu co-
di cui stranieri 1; maschi 903; femmine struita dopo il 1473 per ricordare l’ac-
843; famiglie 815. La tendenza com- cordo tra gli abitanti di Gavoi e quelli
plessiva rivelava una sostanziale stabi- di O. per l’utilizzazione di un’ampia
lità della popolazione, con morti per estensione di pascoli precedente-
anno 16 e nati 16; cancellati dall’ana- mente contesi. La chiesa è posta al cen-
grafe 35 e nuovi iscritti 32. Tra i princi- tro di questo territorio e la festa in
pali indicatori economici: imponibile onore del santo fu a lungo organizzata
medio IRPEF 15 290; versamenti ICI ad anni alterni dagli abitanti dei due
483; aziende agricole 159; imprese paesi. Nell’Ottocento è passata sotto
commerciali 78; esercizi pubblici 8; l’esclusivo controllo di O.
esercizi all’ingrosso 3; esercizi al detta- & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI La

glio 30. Tra gli indicatori sociali: occu- festa tradizionale più interessante è
pati 517; disoccupati 90; inoccupati 88; quella del Carnevale: culmina in un
laureati 19; diplomati 163; con licenza giorno inconsueto, il Mercoledı̀ delle
media 561; con licenza elementare 579; Ceneri, e coinvolge tutti gli abitanti
analfabeti 45; automezzi circolanti 654; del villaggio che sfilano per le strade
abbonamenti TV 451. mascherati in abbigliamenti fantasiosi
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il ter-
e col viso sporco di fuliggine. La pro-
cessione trascina un grande pupazzo
ritorio conserva numerosi siti nuragici
detto Don Conte, che è ritenuto respon-
tra cui i nuraghi Boninu, Campus, Co-
sabile dei mali del villaggio. Sul far
sti, Finonele, Istedorro, Ladu, Monte
della sera le maschere si fermano nella
Maguri, Nieddio, Oseli, Padru Boe, Sa
piazza principale dove viene celebrato
Corrada. Il sito più interessante è
il processo a Don Conte che, ricono-
quello di Oseli, che comprende nura-
sciuto colpevole, viene impiccato e
ghe e villaggio nuragico a qualche chi-
bruciato.
lometro dall’abitato in un ambiente
ricco di vegetazione. Il villaggio è costi-
tuito da numerose capanne circolari
ma non è stato ancora sufficiente-
mente studiato.
& PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU-
RALE L’assetto urbanistico tradizio-
nale è perfettamente conservato; l’edi-
ficio di maggior rilievo è la chiesa di
San Giorgio, parrocchiale costruita
nel secolo XVII in forme tardogotiche.
Ha l’impianto a una navata completata
da alcune cappelle laterali e dal pre- Ozieri – Nuraghe Burghidu.
sbiterio; la copertura è a volte a botte.
All’interno conserva una bella statua Ozieri Comune della provincia di Sas-
lignea del Seicento e altri interessanti sari, sede della VI Comunità montana,
arredi; poco distante sorge il massiccio con 11 298 abitanti (al 2004), posto a 390
campanile edificato nel 1798. Altro edi- m sul livello del mare al centro del Lo-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 61


Ozieri

gudoro. Regione storica: Montacuto. stravano il giudicato di Gallura e alla


Sede della diocesi omonima. fine del secolo XIII fu occupato dalle
& TERRITORIO Il territorio comunale, truppe del giudice d’Arborea. Ebbe
di forma grosso modo trapezoidale con cosı̀ inizio una fase di crescita del vil-
un prolungamento verso nord, si laggio, molti abitanti di Bisarcio e degli
estende per 252,45 km2, comprendenti altri piccoli centri vicini vi si stabili-
anche le frazioni di Chilivani, Fraigas e rono e O. divenne il capoluogo della cu-
San Nicola, e confina a nord con Chia- ratoria. Dopo che la Sardegna fu con-
ramonti, Tula e Oschiri, a est con Pat- quistata dagli Aragonesi, nel 1339 en-
tada, a sud con Nughedu San Nicolò e trò a far parte dei territori concessi da
con Ittireddu, a ovest con Mores, Ar- Pietro IV a Giovanni d’Arborea e fu di
dara e Chiaramonti. Si tratta di una re- fatto annesso allo stesso piccolo regno.
gione in parte collinare, specie intorno Dopo la battaglia di Sanluri, venuto
all’abitato; ma che poi si apre nella va- meno nel 1409 il giudicato, O. entrò a
sta e fertile piana di O., attraversata dal far parte del grande feudo concesso
rio Mannu e dai suoi affluenti, che get- nel 1421 a Bernardo Centelles e di-
tano le loro acque nel lago del Coghi- venne una delle sedi da cui veniva am-
nas; il territorio di pertinenza di O. si ministrato il feudo e stabile residenza
estende poi ancora verso nord, sino a dei vescovi di Bisarcio. Nel corso del
comprendere una buona parte del Cinquecento dai Centelles passò ai
monte Sassu, la cui cresta più alta su- Borgia, mentre lo spostamento della
pera i 600 m. O. comunica attraverso la sede vescovile ad Alghero fece perdere
statale 128 bis, che proviene dalla su- di importanza al paese che tuttavia
perstrada Cagliari-Sassari e si dirige continuò a crescere. Nel Seicento il
verso Pattada; quindi con la 132 e la piccolo centro era dominato da un’oli-
199, che si collegano rispettivamente garchia di grandi proprietari terrieri
con la direttissima Sassari-Olbia, a che fecero valere le loro influenze po-
nord, e con Oschiri a nord-est; a sud litiche per ottenere nel 1621 che fosse
una strada secondaria che passa per costituito un capitolo di canonici
Nughedu San Nicolò conduce in Go- presso il Duomo e che nel 1690 vi fosse
ceano. Nella frazione di Chilivani, a 10 aperta una scuola di grammatica e di
km di distanza, si trova un piccolo nodo retorica. Nel 1700 vi fu aperta anche
ferroviario che connette la linea prove- una scuola di filosofia e teologia e il
niente da Cagliari con quelle dirette ri- centro si avviò a essere uno dei più po-
spettivamente a Sassari-Porto Torres e polosi dell’isola. I Borgia si estinsero
Olbia-Golfo Aranci. nel 1740 e O. passò ai Pimentel che nel
& STORIA Il suo territorio, culla dell’o- 1748 vi fecero aprire un ospedale per i
monima cultura, è stato frequentato poveri. Nella seconda metà del Sette-
dall’uomo fin dalle epoche più lontane cento passò infine ai Tellez Giron e la
della preistoria; conserva inoltre testi- sua funzione di capoluogo del Monta-
monianze dell’età nuragica e del pe- cuto ne fece nel 1767 la sede della
riodo romano che denotano la conti- Giunta diocesana dei monti granatici
nuità dell’insediamento. Nel Medio- (=); nel 1774 infine vi fu aperta una
evo era compreso nel giudicato di Tor- Tappa di insinuazione degli atti pub-
res; dopo l’estinzione della dinastia blici. Nel 1803 prese a risiedervi nuo-
giudicale O. fu lungamente conteso tra vamente il vescovo e nel 1821 divenne
Arborea, Doria e i Pisani che ammini- il capoluogo dell’omonima provincia.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 62


Ozieri

Vittorio Angius ci ha lasciato una pre- nasiali o inferiori e le scuole superiori;


ziosa testimonianza nel 1846: «Popola- e nell’anno scolastico prossimo pas-
zione. Il popolo di O. che nel 1826 com- sato (1844-1845) furono studenti delle
ponevasi di anime 7766 e ne annoverò elementari, nella prima classe 21,
8250 nel 1840, or ne conta 8433: il quale nella seconda 25, nella terza 60. Igno-
totale sarebbe maggiore senza la mor- riamo qual fosse il numero vero di quei
talità che avvenne per l’epidemia va- delle inferiori, di grammatica e retto-
juolosa del 1829, quando si computò di rica, e delle superiori, di filosofia e teo-
anime 7625. Le parziali della somma logia; ma possiamo almeno notare il
attuale sono le seguenti: maggiori di medio, che per le scuole inferiori suol
anni 20, maschi 2920, femmine 2950; essere di 150, per le superiori di 50. La
minori, maschi 1270, femmine 1293. I scuola elementare tienesi da un mae-
medesimi sono ripartiti in famiglie stro, l’insegnamento della latinità si fa
1995. Classi. La cittadinanza ozierese da due, quello della rettorica da uno, e
si spartisce nelle seguenti classi: 1.º parimente da uno la filosofia e da un
nobili, 2.º notabili proprietari, 3.º altro la teologia. Le scuole di filosofia
gente di mestiere, operari, giornalieri. e teologia sono una recentissima istitu-
Nella prima classe sono circa 45 fami- zione. Io non so come siasi patito que-
glie, alcune di antica nobiltà, le più di sto difetto in un luogo dove erano due
dignità novella che hanno o nessuna o conventi, nei quali non mancarono mai
brevissima genealogia, ascritte di re- religiosi illuminati e zelanti, alcuni dei
cente all’ordine equestre per un di- quali anche gratuitamente, e dirò pure
ploma comperato da’ loro padri o avi. in ricognizione della liberalità, con cui
Primeggiano nella classe degli egregii i cittadini provvedono ai loro bisogni,
i Grisoni, i Gaia, i Sussarello, i Chessa, i avrebbe assunto l’incarico di inse-
Manno-Manca, i Tola, ecc. I Mearza si gnare almeno la filosofia razionale,
trasmutarono in Cagliari, e in com- mentre la teologia sarebbe stata letta o
penso da Cagliari passarono qui i Tuf- da un altro religioso, o dal canonico
fani-Mearza conti di Nureci. Nella se- teologale. Seminagione. Si computa
conda classe sono incirca 450 famiglie, che ne’ campi ozieresi si spargono que-
che hanno considerevoli possessioni ste quantità di semenza: starelli di
di terre e bestiame, nelle prime delle grano 4000, d’orzo 2000, di fave 300, di
quali sono fortune superiori a quelle legumi 250, di lino circa 1200, giacché
de’ principali del primo ordine. Nella non v’ha agricoltore che non coltivi
terza classe sono poco meno che 1450 questa specie in una porzione del suo
famiglie, e restano compresi gli agri- terreno; il canape, la meliga e le patate
coltori, gli artigiani, e i giornalieri che sono coltivazioni poco men che ne-
locano la loro opera. Anche in questo glette. La fruttificazione ordinaria del
grado sono de’ proprietari, e in tanto grano, se non si patisca di siccità, come
numero, che le famiglie le quali non accade soventi, è al 10, quella dell’orzo
possedano qualche cosa, un campi- al 12, delle fave al 15, de’ legumi altret-
cello, una vigna, un orto, una casipola, tanta o più. Il lino produce assai, e
sono pochissime e forse si potrebbero quando dopo la macerazione, che si fa
determinare a meno di 150. Istruzione nel Termo a buona distanza dall’abi-
pubblica. Sono in O. le scuole primarie tato, si maciulla, la città tutta è assor-
o elementari, che prima dicevano im- data dal rumore delle infinite mac-
propriamente normali, le scuole gin- chine, peggio che accade ne’ villaggi!!

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 63


Ozieri

Orticoltura. Impegasi in questa note- amministrativa di Sassari fino al 1859,


vole area, e tutto il terreno che è sotto quando fu ricostituita la omonima pro-
la città lungo il rivolo della pubblica vincia cui da quel momento O. fu le-
fonte. Si coltivano molte specie, le gata. La sua fiorente economia agropa-
quali si sviluppano con lusso e produ- storale ebbe un deciso incremento a
cono frutti assai buoni e copiosi. Vigne. partire dalla fine dell’Ottocento e vi fu-
Occupano queste i terreni prossimi rono fondate alcune Società di Mutuo
alla città e in qualche parte si disten- Soccorso che contribuirono non poco a
dono a circa due miglia, alcune, ma for- tutelare la situazione sociale degli abi-
tuitamente, nella conveniente esposi- tanti della città. Nel corso del Nove-
zione, altre in situazioni poco felici, cento l’allevamento del bestiame vi fu
perché gli antichi volendo piantare praticato con criteri moderni sorretto
una vigna non riguardavano per niente dai Consorzi di bonifica e da periodi-
alla natura del luogo, ma faceano col che mostre e fiere di bestiame selezio-
solo proprio arbitrio. Le viti sono qui nato.
coltivate come in Piemonte, alte sul & ECONOMIA Le attività di base della
suolo, però in parallele più prossime, sua economia sono l’agricoltura, in
tanto che vi possa passare il giogo con particolare la cerealicoltura, la viticol-
l’aratro. La vendemmia dà copiosi tura, l’olivicoltura, la frutticoltura; e
frutti, ma non tutti ben maturi. Nella l’allevamento del bestiame, in partico-
precitata nota statistica sopra la pro- lare bovini, ovini e in misura minore
vincia di O. furono notate, come pro- suini. Negli ultimi decenni si sta svi-
dotto di quell’anno, cariche di mosto luppando anche l’attività industriale
4150. Pastorizia. Nell’articolo di Monta- nel settore lattiero-caseario, in quello
cuto abbiamo notata assai grande l’ab- estrattivo e in quello della lavorazione
bondanza de’ pascoli per l’alimento dei prodotti del petrolio. È discreta-
delle varie specie di bestiame; il che mente organizzata anche la rete di di-
vale principalmente per il territorio di stribuzione commerciale. Vi operano
Ozieri e nella regione montuosa e in due alberghi con 73 posti letto e due
quel gran piano, che dicono il Campo, ristoranti. Servizi. O. è collegato da au-
fertile al giorno d’oggi non men che tolinee e dalla ferrovia agli altri centri
fosse quando il Fara nella sua corogra- della provincia. È dotato di Pro Loco,
fia qualificava armentosissimo questo stazione dei Carabinieri, ospedale,
amplissimo vallone. Il numero de’ capi medico, guardia medica, farmacia,
educati in questo tempo, che è intorno scuola dell’obbligo e scuole secondarie
a’ 50 000, si può distinguere nelle se- superiori (Liceo classico e Istituto tec-
guenti parziali. Bestiame manso: buoi nico), sportelli bancari. Possiede una
per l’agricoltura 2000, cavalli 900, giu- Biblioteca comunale, la Biblioteca ve-
menti 500, perché una gran parte del scovile e il Museo archeologico.
grano si macina in molini idraulici; Be- & DATI STATISTICI Al censimento del
stiame rude: vacche 12 000, tori e vitelli 2001 la popolazione contava 11 595
3000, capre 4600, caproni 2000, porci unità, di cui stranieri 63; maschi 5714;
3500, pecore 18 000, montoni 4000». femmine 5881; famiglie 3923. La ten-
Nel 1836 O. fu dichiarata città e nel denza complessiva rivelava una lieve
1838 si liberò finalmente dalla dipen- diminuzione della popolazione, con
denza feudale. Abolite nel 1848 le pro- morti per anno 109 e nati 110; cancel-
vince entrò a far parte della divisione lati dall’anagrafe 162 e nuovi iscritti

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 64


Ozieri

141. Tra i principali indicatori econo- Pramma, Runatolos, Sa Cherina, S’Al-


mici: depositi bancari 115 in miliardi vera, Samunadolzu, San Pantaleo,
di lire; imponibile medio IRPEF Santa Alvea, Sant’Elias, Santu Lus-
17 696 in migliaia di lire; versamenti surzu, Suelzu, Su Nuraghe, Tetti, To-
ICI 4049; aziende agricole 470; imprese lovò, Tramentu, Tuescu.
commerciali 631; esercizi pubblici 82; & PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU-
esercizi all’ingrosso 22; esercizi al det- RALE Il Duomo, dedicato alla Immaco-
taglio 216; ambulanti 35. Tra gli indica- lata Concezione, è di origine cinque-
tori sociali: occupati 3921; disoccupati centesca; dopo che O. ebbe il titolo di
383; inoccupati 571; laureati 423; diplo- città, grazie alla munificenza di una
mati 1767; con licenza media 3586; con nobildonna ozierese è stato ricostruito
licenza elementare 3586; analfabeti completamente nel 1848 su progetto di
186; automezzi circolanti 3278; abbona- Gaetano Cima. Ha forme neoclassiche
menti TV 2817. e ha un’aula a tre navate, il transetto e
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il suo un profondo presbiterio absidato. Al-
territorio ha un’importanza fondamen- l’interno presenta alcune volte a cro-
tale per il periodo prenuragico, visto ciera, resto della vecchia chiesa go-
che vi si trova la grotta di San Michele: tico-aragonese; vi sono custodite al-
è il sito che ha dato il nome alla cultura cune tele del Marghinotti e vanta una
di O. Fu scoperta nel 1914, al suo in- ricca decorazione pittorica risalente ai
terno si aprivano un grande salone primi decenni del Novecento. La fac-
d’ingresso e una serie di gallerie e di ciata si apre su una scenografica scali-
cunicoli con ricche concrezioni. Col nata di accesso. Sant’Antioco di Bisar-
tempo la grotta è stata parzialmente ro- cio è una delle più interessanti chiese
vinata, il salone d’ingresso è stato di- romaniche della Sardegna: è situata a
strutto durante i lavori per la costru- 14 km da O. oltre il rio Mannu, su una
zione di un campo sportivo e le concre- piccola altura rocciosa. Fu costruita
zioni sono state danneggiate da incauti nel corso del secolo XII, probabil-
frequentatori. Era probabilmente un mente entro il 1153, su una cattedrale
luogo di sepoltura di sacerdoti o di precedente distrutta da un incendio
capi che col tempo si era trasformato nel 1090; era la sede della diocesi di
in luogo di culto; gli scavi hanno resti- Bisarcio. L’edificio, costruito in tra-
tuito una grande quantità di materiali chite, ha tre navate scandite da due
ceramici e di altri manufatti. Nelle file di colonne con capitelli corinzi. La
campagne si contano anche più di cin- navata centrale è coperta con capriate
quanta nuraghi, in particolare quelli di in legno, quelle laterali da volte a cro-
Barvidu, Bisarciu, Busacunnos, Bili- ciera. Sul davanti la facciata, incom-
mone, Burghidu, Columbos, Corona piuta, è completata da un portico a
Saltaina, Crabiles, Crastu Maiore, Cu- sette arcate rette da grossi pilastri. Il
gone, Cuzi, Donna Teresa, Figu, Fra- campanile a canna quadrata è mozzo
ghedu, Jannas, Jetti, Linneoro, Luzza- perché la parte superiore fu fatta crol-
nas, Magnafave, Malosu, Maltinzana, lare da un fulmine. San Nicola di Gu-
Mandra de Sa Giua, Manielle, Mannu, zule era la chiesa parrocchiale dell’an-
Manuelle, Meleu, Monte Cheia, Monte tico villaggio di Guzule, spopolatosi nel
de Brenna, Monzu, Muronalza, Muri- Medioevo, il cui territorio è oggi com-
dolzu, Ortu Sanu, Pedras de Fogu, preso nell’abitato della città. La
Piana de Sa Roda, Pittu, Porcos, chiesa, costruita nel secolo XII dai Vit-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 65


Ozieri

torini in forme romaniche, fu la sede ratteristica contornata da altre costru-


del loro priorato nel giudicato di Tor- zioni del Seicento. L’edificio è stato re-
res; fu poi radicalmente ristrutturata staurato e dal 1985 ospita il Museo ci-
nel corso del secolo XIII. In età tardo- vico archeologico. San Sebastiano è
gotica infine fu ancora una volta rico- una chiesa che fu costruita a poca di-
struita con l’inversione dell’asse litur- stanza dall’abitato nel 1652 per espia-
gico per cui l’abside attuale sostituı̀ zione durante la terribile peste; attual-
l’antica facciata. Il suo impianto è a mente è inserita nel tessuto urbano. Ha
una navata con abside e copertura a l’impianto a una sola navata comple-
volta. Il Museo archeologico è ospitato tata dal presbiterio, la copertura è a
nell’ex convento di San Francesco, edi- volte a botte. Al suo interno conserva
ficio del Seicento; è stato inaugurato un quadro del Seicento raffigurante il
nel 1985. Articolato in più sezioni, rac- santo titolare. La chiesa di Santa Lucia
coglie materiali di cultura prenuragica fu costruita nel Medioevo e successiva-
e nuragica rinvenuti nei siti del terri- mente ristrutturata. Ha l’impianto a
torio circostante. Un certo numero di una navata completato da alcune cap-
sale documenta inoltre l’evoluzione pelle laterali e dal presbiterio. Al suo
degli insediamenti nei periodi medio- interno custodisce un crocifisso del se-
evale e moderno. La fontana Grixoni è colo XIV di probabile provenienza spa-
una fontana monumentale, costruita al gnola. La chiesa di Nostra Signora di
centro dell’abitato nel 1564 per volontà Monserrato sorge sulla sommità di un
di Giovanni Castelvı̀, allora governa- colle dal quale la vista spazia sulla città
tore del Montacuto per conto dei Bor- e i dintorni. Fu costruita nel secolo
gia. Nel 1882 fu completamente ristrut- XVI, è a una sola navata e di modeste
turata nelle forme attuali da Giuseppe proporzioni. La facciata è arricchita
Grixoni, appartenente a una nobile fa- da un campaniletto a vela e da un por-
miglia locale, il cui busto in marmo è tale elegantemente decorato. Al suo in-
collocato sopra la fonte. Quella della terno conserva due altari lignei del
Madonna di Loreto è una chiesa posta Seicento.
all’estrema periferia della città lungo & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Di
la statale 199. Fu costruita nel secolo particolare pregio il costume. Le
XVI in forme gotiche. Al suo interno donne indossavano abbigliamenti dif-
custodiva uno splendido retablo del ferenti a seconda delle circostanze.
Maestro di O. che nell’Ottocento fu tra- Quello feriale era costituito da una ca-
sferito in Duomo. Attualmente è stato micia di tela di cotone (sa camisgia) con
sostituito con una copia ottocentesca ricami semplici al collo, e dalla gonna
dello scomparto centrale. San France- (sa unnedda) di lana celeste o grigia a
sco è invece un complesso costituito larghe pieghe. Sopra la camicia si in-
dalla chiesa omonima, costruita nel se- dossava il busto (s’imbustu) di broccato
colo XVII e annessa al convento. Al suo dorato a fiori, ricamato e chiuso sotto il
interno custodisce un magnifico reta- seno con un nastro di raso; sopra la
blo ligneo intagliato e dorato del secolo gonna era il grembiule (su pannellu)
XVIII, di stile tipicamente barocco. Il dello stesso tessuto della gonna. L’abbi-
convento è una costruzione imponente gliamento era completato da un fazzo-
del secolo XVII; possiede un’elegante letto di mussolina marrone (su muca-
e lunga loggia tipica delle costruzioni loru) a fiori rossi o beige. Il costume
ozieresi e si affaccia su una piazza ca- femminile di gala era costituito da una

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 66


Ozieri

blusa molto attillata di seta nera (su co- ed erano cinti da fortificazioni; essi
rittu) chiusa sul davanti con ganci o hanno restituito molte suppellettili di
bottoni; e dalla gonna (sa unnedda) di ogni tipo che suggeriscono l’esistenza
seta nera plissettata. Sopra la gonna di una società complessa, dedita all’a-
era il grembiule (su pannellu) di seta gricoltura ma anche alla caccia e alla
nera. L’abbigliamento era completato pesca. Molto sviluppata fu la fabbrica-
da un fazzoletto di seta bianca (su mu- zione della ceramica, che può essere
caloru) legato sotto il mento, sopra il classificata secondo tre tipi: la cera-
quale veniva portato un fazzoletto di mica liscia senza alcun ornato; la cera-
seta nera damascata di notevoli pro- mica decorata con incisioni e graffiti,
porzioni (su mantu). L’abbigliamento molto importante per le rappresenta-
tradizionale dell’uomo era costituito zioni della figura umana; la ceramica
dalla camicia (su entone) di tela bianca dipinta o, meglio, colorata. Accanto
a collo alto con le punte ripiegate agli oggetti in ceramica di vario tipo,
chiusa da bottoncini di filo; e dai cal- sono ascrivibili a questa cultura molti
zoni (sos calzones) di orbace nero con oggetti in pietra, ornamenti in argento
tasche. Sopra la camicia si indossava fabbricati con tecniche primordiali,
la giacca molto aderente (su corittu) di ornamenti e piccoli oggetti in rame. Ca-
terziopelo verde smeraldo o rosso a ratteristica fondamentale di questa
doppio petto, chiusa da due file di bot- cultura sono le sepolture a domus de
toncini; e un cappottino (gabbanella) janas (=) che fanno pensare a un evo-
con cappuccio e grandi tasche. Com- luto culto dei morti.
pletava l’abbigliamento la classica ber- Principali siti della cultura di Ozieri:
ritta di panno di lana nero corta. Tra le Alghero, Grotta Verde, Grotta Rureu,
feste che si celebrano a O. la maggiore è domus de janas di Porto Ferro, necro-
quella che si svolge a fine settembre, poli a domus de janas di Anghelu Ruju,
per la Madonna del Rimedio: prevede necropoli a domus de janas di Santu
processione, canti, balli e numerose al- Pedru; Anela, necropoli a domus de ja-
tre manifestazioni di cultura popolare nas di Sos Furrighesos; Arzachena, ri-
e di folclore. paro sotto la roccia di Monte Incapid-
datu, stazione di Pilastru; Asuni, sta-
Ozieri, cultura di Nome con cui viene
zione di Asuni; Baunei, grotta di Su Ma-
indicato il Neolitico recente in Sarde-
rinaru; Borutta, grotta di Ulari; Busa-
gna, collocabile tra il 3240 e il 2360 a.C.
Prende il nome dalla Grotta di San Mi- chi, necropoli a domus de janas di Cam-
chele ai Cappuccini di Ozieri, nella pumajore; Cabras, stazione di Cuccuru
quale tra il 1914 e il 1949 furono con- Arrius, stazione di S’Arrieddu, stazioni
dotti gli scavi che portarono all’identi- di Conca Illonis I e II, stazione di San
ficazione dei caratteri di questa cul- Salvatore, grotta di Is Aruttas; Cagliari,
tura (che infatti è conosciuta anche necropoli di Sa Duchessa, via Basili-
come ‘‘cultura di San Michele’’). Fu cata, Monte Claro, stazione di via Is Ma-
una cultura portata da gruppi umani glias, stazione di Marina Piccola,
che si stabilirono in Sardegna per cer- Grotta di San Bartolomeo, Grotta dei
care metalli e che vissero inizialmente Colombi; Capoterra, stazione di Santa
in caverne, ma che successivamente Gilla; Carbonia, stazione di Barbusi,
formarono villaggi dando vita a una so- stazione del Poliambulatorio, Grotta
cietà di tipo urbano. I villaggi erano si- dei Fiori, Grotta ACAI, domus de janas
tuati strategicamente su punti elevati di Monte Crobu; Cuglieri, necropoli a

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 67


Ozieri

domus de janas di Serrùggiu; Decimo- Riola Sardo, stazione di Pauli Fenu,


putzu, stazione di Su Cungiau de stazione di Isca Majore, stazione di Lu-
Marcu; Domusnovas, grotta di Monte dosu; Samassi, stazione di Sa Mandara;
Acqua; Dorgali, stazione di Dolusorre, San Giovanni Suergiu, necropoli a do-
Grotta di San Giovanni Su Anzu, grotta mus de janas di Locci Santus; Santadi,
di Cala Gonone, grotta di Perapada; necropoli a domus de janas di Pani Lo-
Fonni, stazione di San Michele; Giba, riga, grotta di Monte Miana; Santa Giu-
domus de janas di Narboni Is Gannaus, sta, stazione di Santa Giusta; San-
stazione di Is Solinas; Goni, stazione e t’Anna Arresi, stazione di Sant’Anna,
necropoli di Pranu Mutteddu; Gon- stazione di Porto Pino; Sant’Antioco,
nesa, necropoli a domus de janas di Nu- stazione di Grutt’Acqua; Sant’Antonio
raxi Figus; Gonnosfanadiga, stazione Ruinas, necropoli a domus de janas e
di Terra ’e Zeddàri, Iglesias, necropoli stazione di Sant’Antonio; San Vero Mi-
a domus de janas di San Benedetto; Il- lis, stazione di Perda Lada, necropoli a
lorai, necropoli a domus de janas di Mo- domus de janas di Serra Is Araus, sta-
lia; Macomer, riparo sotto roccia di zione di Sal’e Porcus, stazione di Costa
S’Adde; Mara, grotta di Sa Ucca ’e Su Atzori; San Vito, stazione di Nuraij;
Tintirriolu; Masainas, stazione dell’Ac- Sassari, domus de janas di Marinaru,
quedotto; Meana Sardo, domus de janas domus de janas di Ponte Secco, altare,
e stazione di Polu; Mogoro, stazione di stazione e domus de janas di Monte
Perdixedda, stazione di Puisteris, d’Accoddi; Selargius, stazione di Cuc-
tombe di Mannias; Monastir, stazione curu Serra; Senorbı̀, stazione di Tur-
di Cresia Is Cuccurus, stazione di riga; Serramanna, stazione di Cuccuru
Monte Zara, stazione di Monte Ollà- Pontis, stazione di Cuccuru Gibindia,
diri; Monserrato, stazione di Solèmi- stazione di Cuccuru Ambudu; Sestu,
nis; Muros, Grotta dell’Inferno; Narbo- stazioni di San Gimiliano I e II, sta-
lia, stazione di Su Anzu; Nurachi, sta- zione di Cuccuru Biancu; Settimo San
zione di Pauli Fenu, stazione di Gri- Pietro, stazione di San Pietro; Simaxis,
baia; Nuraxinieddu, stazione di Santa stazione di Su Cungiau de Is Funda-
Vittoria; Nurri, stazione di Pizziogu; mentas; Solanas, stazione di Su Pranu;
Olbia, stazione di Santa Mariedda; Sorgono, stazioni di Ruinachessos; Ter-
Oliena, Grotta del Guano o di Gonago- ralba, stazione di San Giovanni, sta-
sula; Orgosolo, stazioni di Orthene e di zione di Santa Chiara, stazione di San
Locoe; Oristano, stazione di Bau ’e Por- Ciriaco; Thiesi, grotta di Sa Corona di
cus; Osilo, domus de janas di Sos Lac- Monte Majore, grotta di Su Idighinzu;
cheddos, stazione di Abealzu; Ozieri, Tonara, anfratto di Pitzu Tonni; Trata-
Grotta del Carmelo, Grotta di San Mi- lias, stazione di Tracasi; Uri, stazione
chele; Palmas Arborea, stazione di Fe- di Monte Domingu; Uta, Stazione
nosu, stazione di San Quirico; Pimen- CRAS; Villamassargia, grotta di Coron-
tel, stazione, necropoli a domus de ja- giu Acca; Villanovaforru, stazione di
nas di S’Acqua Salida, domus de janas Perdu Piras; Villaperuccio, necropoli a
di Corongiu; Ploaghe, stazione di Sa domus de janas di Montessu, stazione
Binza Manna; Porto Torres, necropoli a di S’Arriorgiu; Villaputzu, domus de ja-
domus de janas di Su Crucifissu nas di Torre Murtas; Villasor, stazione
Mannu; Pozzomaggiore, grotta de Su di Crabai.
Guanu, grotta di Bonuighinu; Quartu Ozieri, diocesi di Diocesi che può sto-
Sant’Elena, stazione di viale Colombo; ricamente essere considerata la prose-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 68


Ozieri

cuzione delle antiche diocesi di Bisar- il 1997. 11. Sebastiano Sanguinetti, di


cio e Castra, che furono soppresse nel Lula, licenziato in Teologia a Cuglieri,
1503 da Giulio II e unite a Ottana, che a era parroco di Orgosolo quando fu no-
sua volta fu trasferita ad Alghero. La minato vescovo: resse la diocesi dal
diocesi di Ozieri fu ricostituita da Pio 1997 al 2006. 12. Sergio Pintor, licen-
VII nel 1803 sotto l’antico nome di Bi- ziato in Teologia a Cuglieri, dal 1996 di-
sarcio (=) su un territorio compren- rettore dell’ufficio CEI per la pastorale
dente una parte del Logudoro e il Go- della Sanità; regge la diocesi dal 2006.
ceano. Solo nel 1915 assunse la deno- La sua giurisdizione si estende ai vil-
minazione di Ozieri. laggi di Anela, Alà dei Sardi, Ardara,
VESCOVI DI OZIERI
Bantine, Benetutti, Berchidda, Ber-
1. Giovanni Antioco Azzei, di Oristano,
chiddeddu, Bono, Bottidda, Buddusò,
era vicario generale della sua diocesi
Bultei, Burgos, Chilivani, Esporlatu, Il-
quando nel 1804 fu nominato vescovo;
lorai, Ittireddu, Monti, Nughedu San
resse la diocesi fino al 1819, anno in cui
Nicolò, Nule, Oschiri, Osidda, Ozieri,
fu trasferito a Oristano. 2. Domenico
Padru, Pattada, Su Canale, Tula.
Pes, tempiese, direttore del Collegio
dei Nobili a Cagliari quando nel 1819 Ozieri, premio letterario Premio di
fu nominato vescovo: resse la diocesi poesia. Il premio ‘‘Città di Ozieri’’ fu
fino al 1831. 3. Serafino Carchero, era bandito per la prima volta nel 1956 in
vescovo di Ogliastra quando nel 1834 fu occasione della sagra di Nostra Si-
trasferito a Ozieri: resse la diocesi fino gnora del Rimedio come continua-
al 1847. 4. Serafino Corrias, di Domu- zione ideale delle gare poetiche isti-
snovas Canales, fu nominato vescovo tuite per la prima volta a Ozieri su ini-
ziativa del poeta Antonio Cubeddu nel
nel 1871 dopo quasi trent’anni di sede
1896. Animatore della manifestazione,
vacante: resse la diocesi fino al 1896. 5.
sin dalla sua nascita, è stato il poeta
Filippo Bacciu, di Buddusò, fu nomi-
ozierese Tonino Ledda, vero artefice
nato vescovo nel 1896: resse la diocesi
di una rassegna che è andata cre-
fino al 1914. 6. Carmine Cesarano, di
scendo nel tempo e che ha maturato
Nocera dei Pagani, apparteneva all’or-
una sua autonoma vitalità che le ha
dine dei Redentisti, fu nominato ve-
permesso di sopravvivere alla imma-
scovo nel 1914, resse la diocesi fino al
tura scomparsa del suo fondatore (se-
1919, quando fu trasferito a Conza. 7. gretario del premio è ora l’ozierese An-
Francesco Maria Franco, di San Da- tonio Canalis, poeta in logudorese lui
miano d’Asti, era parroco di Agliano stesso). Col passare degli anni il pre-
(Asti) quando nel 1934 fu nominato ve- mio, nato come corollario di una festa
scovo: resse la diocesi fino al 1933, locale, grazie al contributo di presi-
quando fu trasferito a Crema. 8. Igino denti della giuria quali Francesco Ma-
Maria Serci, di Nuraminis, era peni- sala, Antonio Sanna e Nicola Tanda, ha
tenziere a Cagliari quando nel 1934 fu esteso i suoi confini divenendo una
nominato vescovo: resse la diocesi sino manifestazione di rilievo regionale.
al 1938. 9. Francesco Cogoni, di Quartu Riservato dapprima alla poesia in lo-
Sant’Elena, era canonico di Cagliari: gudorese, è stato progressivamente
resse la diocesi tra il 1939 e il 1975. 10. aperto agli altri dialetti sardi e, dal
Giovanni Pisanu, di Bolotana, era par- 1962, anche all’algherese. Nel suo svol-
roco di Macomer quando rinunciò per gimento il premio si è articolato in di-
anzianità: resse la diocesi tra il 1978 e verse sezioni, che comprendono (o di

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 69


Ozieri

volta in volta hanno compreso) il rac- primi anni, la cerimonia finale del pre-
conto in prosa, il teatro, la saggistica, mio (il verdetto della giuria e la procla-
la traduzione: da due decenni esiste mazione dei vincitori) sono entrati a
anche una sezione riservata alla poe- far parte a pieno titolo della storia
sia degli emigranti, organizzata sotto il della letteratura in lingua sarda, se-
patrocinio del ‘‘Messaggero Sardo’’ gnando di anno in anno i progressi
(=). Il premio è diventato cosı̀ il mo- compiuti non solo nella conoscenza di
mento più alto per verificare lo stato poeti e della loro produzione, ma an-
di evoluzione della poesia in lingua che nella consapevolezza di ciò che è
sarda: i dibattiti e le polemiche che vivo e ciò che è morto nella tradizione
hanno accompagnato, soprattutto nei della poesia in Sardegna.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 70


P
Paba, Antonello Economista (n. Sas- ispano-sardo. Nel 1996 è diventata ri-
sari 1942). Subito dopo la laurea ha in- cercatrice di Lingua e letteratura spa-
trapreso la carriera universitaria e nel gnola. Attualmente insegna presso l’U-
1980 è diventato professore associato niversità di Cagliari. Ha al suo attivo
di politica economica; attualmente in- anche il volume Groc i Vermell. L’Al-
segna Programmazione economica guer. Sardenya i Catalunya en l’edat de
presso la Facoltà di Scienze politiche Mig, 1982.
dell’Università di Sassari. Dal settem- Paba, Giancarlo Storico dell’urbani-
bre 1994 al giugno 1999 è stato asses- stica (n. Sassari 1946). Conseguita la
sore regionale tecnico prima all’Agri- laurea, si è dedicato alla carriera uni-
coltura e poi al Turismo nelle giunte versitaria; attualmente insegna presso
Palomba. È stato consulente dell’Uffi- la Facoltà di Architettura dell’Univer-
cio studi del Banco di Sardegna ed è sità di Firenze. Studioso della pianifi-
autore di numerosi lavori tra cui: La cazione urbanistica del territorio, è au-
Sardegna e la teoria della dipendenza, tore di numerosi studi e di progetti. Al-
‘‘Ichnusa’’, I, 1, 1982; L’industria, in La cuni dei suoi lavori riguardano la Sar-
Sardegna. Enciclopedia (a cura di Man- degna. Tra questi: La struttura urbana
lio Brigaglia), II, 1982, e Un problema: di Alghero nei secoli XVI e XVII (con
la zona franca, nella stessa opera, III, Giovanni Oliva), in Alghero, la Catalo-
1988; La situazione economica e sociale gna e il Mediterraneo. Storia di una città
della Sardegna agli inizi degli anni Ses- e di una minoranza catalana in Italia
santa e la scelta dei poli dello sviluppo, (XV-XX sec.) (a cura di Antonello Mat-
in Gli anni della SIR, 1983; Sardegna tone e Piero Sanna), 1994.
(con Maria Luisa Sini), 1984.
Pabassinas Dolce autunnale caratte-
Paba, Antonina Studiosa di letteratura ristico, conosciuto fin dai tempi più an-
spagnola (n. Aritzo 1955). Conseguita la tichi. È ottenuto da un impasto ben
laurea, ha intrapreso la carriera uni- condito e ben farcito, arricchito di
versitaria e si è impegnata in politica. uvetta sultanina, di noci e di mandorle,
Sensibile ai problemi delle zone in- ben amalgamato e raccolto in una ter-
terne e in particolare a quelli della rina. Dopo averlo lasciato riposare in
sua zona, è stata eletta consigliere co- luogo fresco l’impasto viene ridotto in
munale e sindaco del suo paese natale. sfoglia spessa col matterello infarinato
È autrice di numerosi interessanti e quindi diviso in rombetti che ven-
saggi e dell’imponente Canzoniere gono passati in forno per 15 minuti

65

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 71


Paberile

circa. Subito dopo le p. sono immerse dente. A 2 km dal paese, sulla strada
in un infuso di zucchero, sgocciolate, per Sardara, si trova la stazione lungo
nuovamente disposte in una teglia in- la linea ferroviaria Cagliari-Oristano.
farinata e rimesse al fuoco per pochi & STORIA Il territorio è ricco di testi-
minuti. monianze archeologiche che dimo-
Paberile Termine con cui veniva indi- strano la continuità dell’insediamento
cata la parte del vidazzone che di anno umano fin dall’età nuragica. In età ro-
in anno non veniva coltivata ma la- mana vi si sviluppò il centro di Pavilio
sciata a riposo agricolo. Il p. ogni anno che assunse una certa importanza per
veniva individuato a maggio; una volta la sua posizione lungo la strada che da
avvenuta la semina, gli abitanti della Carales portava a Turris Lybisonis. Nei
comunità cui il vidazzone era perti- secoli successivi l’abitato si sviluppò
nente potevano far pascolare il loro be- nei pressi della chiesa campestre di
stiame nei campi non seminati in base San Lussorio, divenne villaggio di con-
a un antichissimo diritto di comunione fine del giudicato d’Arborea e fu in-
gratuita che esercitavano nei confronti cluso nella curatoria di Monreale. Ca-
del paberile. Il pascolo degli animali duto il giudicato d’Arborea, P. passò
era sorvegliato e disciplinato dai majo- sotto il controllo diretto del re che non
res de pardu. cedette alle forti pressioni del conte di
Pabillonis Comune della provincia del Quirra e del marchese d’Oristano che
Medio Campidano, compreso nella avrebbero voluto acquisirlo unita-
XVIII Comunità montana, con 3044 abi- mente al Monreale. Nel 1421 entrò a
tanti (al 2004), posto a 40 m sul livello far parte del grande feudo concesso a
del mare a nord-ovest di San Gavino Raimondo Guglielmo Moncada ai cui
Monreale. Regione storica: Monreale. discendenti fu confiscato nel 1454. Su-
Diocesi di Ales-Terralba. bito dopo P. entrò nel feudo acquistato
& TERRITORIO Il territorio comunale, da Pietro di Besalù che però non fu in
di forma grosso modo trapezoidale, si grado di pagare il prezzo convenuto
estende per 37,56 km2 e confina a nord per l’acquisto. Per conservarne il pos-
con San Nicolò d’Arcidano e Mogoro, a sesso, minacciato dai creditori a causa
est con Sardara e con San Gavino Mon- dei troppi debiti contratti, egli chiese
reale, a sud ancora con San Gavino e l’aiuto finanziario del suocero il conte
con Gonnosfanadiga e a ovest con Gu- di Quirra. Dopo la morte del conte, l’e-
spini. Si tratta della parte centrale redità passò all’unica figlia Violante e
della pianura campidanese, fertile e per lei al marito Dalmazio Carroz. Que-
ricca di acque: nei pressi dell’abitato sti nel 1477 chiese al Besalù la restitu-
scorrono sia il rio Mannu, che si dirige zione delle somme che gli erano state
verso gli stagni di San Giovanni e di prestate e di fronte al rifiuto fece occu-
Marceddı̀, sia alcuni dei suoi affluenti. pare militarmente il territorio. Cosı̀ P.
Il paese si trova a ovest della super- passò nelle mani del Carroz che lo in-
strada Cagliari-Sassari, alla quale è cluse nel grande feudo di Quirra. A par-
collegato da due bretelle, una verso tire da quel momento il villaggio condi-
Mogoro e l’altra verso Sardara; altri vise le vicende del grande feudo;
collegamenti si dirigono a raggera estinti i Bertran Carroz P. passò ai Cen-
verso San Gavino a sud, verso Guspini telles che continuarono a tenerlo fino
a sud-ovest, e con due diversi tracciati all’estinzione. Nel corso del secolo XVI
verso la statale 126 che passa a occi- il villaggio subı̀ ripetutamente gli at-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 72


Pabillonis

tacchi dei corsari barbareschi e nel nelle seguenti medie, nascite 54, morti
1584 fu distrutto e abbandonato. Du- 30, matrimoni 20. Agricoltura. Nell’a-
rante il secolo XVII i Centelles fecero gro pabillonese sono molte regioni di
bonificare le paludi situate nel territo- suolo fecondissimo, nelle quali quando
rio circostante e il villaggio risorse nel le pioggie vengono opportune i semi-
sito attuale. I feudatari provvidero an- nati prosperano maravigliosamente.
che a riorganizzarne l’amministra- La grandezza della superficie che an-
zione limitando fortemente l’autono- nualmente coltivasi, fra vigne, orti,
mia della comunità; nel complesso giardini, e chiusi, si può computare di
però la loro lontananza rese meno gra- starelli 2500, mentre i terreni colti
vose le condizioni dei vassalli che, gra- della vidazzone aperta si posson deter-
zie alla disponibilità dell’argilla, svi- minare di circa 1000 starelli. La quan-
lupparono un fiorente artigianato tità de’ semi che si danno a’ solchi sono
della ceramica che diede notorietà al approssimativamente, starelli di grano
paese. Nella seconda metà del secolo P. 2000, d’orzo 500, di fave 400, di legumi
passò dopo una lunga lite ereditaria ai 100, di lino 120. La fruttificazione di
Català e da questi agli Osorio ai quali fu questi semi in anno di ordinaria ferti-
riscattato dal Regno di Sardegna nel lità è nella comune del 10 per il grano,
1839. Troviamo notizie sul paese, rela- del 15 per l’orzo, del 14 per le fave, del
tive alla seconda metà dell’Ottocento, 16 pei legumi. Di lino raccogliesi il dop-
nella scheda che Vittorio Angius stese pio del seme e quintali 140 di fibra. Le
per il Dizionario del Casalis, dove è vigne comprendono un’area di circa
scritto tra l’altro: «Popolazione. Nel- 400 starelli, dove, non compresi gli
l’anno 1844 erano in P. anime 1309, di- spazi alberati e vacui, potrebbe essere
stinte in maggiori di anni 20, maschi un milione di fondi, e tuttavolta ap-
396, femmine 400, e in minori, maschi pena ce ne saranno 600 000, il frutto
265, femmine 248, distribuite in fami- dei quali devesi calcolare a circa 3500
glie 315. I pabillonesi sono diligenti marigas o brocche, che equivarreb-
nella fatica, hanno della attività, e in bero a quartieri 35 000. Fra le varie
alcuni mostransi industriosi. È per sorta di uve predomina la vernaccia e
questo che in meno di cinquant’anni la il nuragus, le altre sono molto più rare,
popolazione è cresciuta al doppio. La e in molto minor numero il bovali e il
principale loro professione è l’agricol- cannonàu. I pascoli pabillonesi abbon-
tura, alla quale danno opera speciale dano in certi tempi, scarseggiano o
quattrocento circa persone, mentre mancano in altri, e in questo ultimo
quelli che sono particolarmente appli- caso muojono le bestie per il digiuno,
cati alla pastorizia posson sommare a mentre nella penuria dimagriscono e
60, gli altri che praticano i mestieri di producon poco latte, e nella troppa ab-
vasai, muratori, falegnami, ferrari, bondanza sono decimate per malattie,
scarpari, sarti, ecc. non pajono in to- alle quali i pastori non sanno porger
tale più di 50. Le malattie, cui van sog- rimedio. Il totale dei capi che si educa-
getti, sono infiammazioni di vario ge- vano si è computato di seimila e più,
nere, febbri intermittenti e perniciose, numerandosi nell’anno sunnotato: nel
fisconie idrominali, idropisie. Alle bestiame manso buoi 600, cavalli 150,
cure sanitarie non si ha che un chi- majali 200, giumenti 350. Nel bestiame
rurgo, e un flebotomo. Il movimento rude vacche 550, cavalle 150, porci 300.
della popolazione si può determinare Non si hanno capre, perché i salti non

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 73


Pabillonis

producon il pascolo che piace alle me- mine 1567; famiglie 1047. La tendenza
desime. I formaggi sono di pochissimo complessiva rivelava una diminuzione
pregio per la malintesa manipola- della popolazione, con morti per anno
zione. Apicultura. Pochi han cura delle 22 e nati 23; cancellati dall’anagrafe 58
api, e però devesi domandare da altre e nuovi iscritti 38. Tra i principali indi-
parti il miele e la cera, che potrebbesi catori economici: imponibile medio
avere senza spesa». Nel 1821 P. fu in- IRPEF 11 178 in migliaia di lire; versa-
cluso nella provincia di Iglesias; menti ICI 955; aziende agricole 296; im-
quando nel 1848 le province furono prese commerciali 116; esercizi pub-
abolite, entrò a far parte della divi- blici 20; esercizi al dettaglio 60; ambu-
sione amministrativa di Cagliari. Nel lanti 4. Tra gli indicatori sociali: occu-
1859 fu compreso nella ricostituita pati 750; disoccupati 259; inoccupati
omonima provincia; nel corso del se- 258; laureati 24; diplomati 293; con li-
colo la sua economia si sviluppò e la cenza media 1062; con licenza elemen-
popolazione cominciò a crescere. Ne- tare 899; analfabeti 151; automezzi cir-
gli ultimi anni P. ha preso parte attiva colanti 906; abbonamenti TV 685.
ai dibattiti che hanno portato alla co- & PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Nel
stituzione della provincia del Medio territorio di P. si trovano alcuni nura-
Campidano e vi ha aderito. ghi, tra il quali il nuraghe Melas, dalla
& ECONOMIA Le attività di base della struttura polilobata, situato su un’al-
sua economia sono l’agricoltura, in tura a qualche chilometro dall’abitato.
particolare la cerealicoltura, la frutti- La torre centrale è perfettamente con-
coltura e l’orticoltura, e l’allevamento servata, mentre l’antemurale e le torri
del bestiame, soprattutto bovini e laterali hanno subito qualche crollo; la
ovini, in misura minore suini. Negli ul- muratura del nuraghe riveste però un
timi decenni si sta sviluppando anche interesse singolare in quanto i massi
l’attività industriale con alcune pic- da cui è formata sono tenuti insieme
cole imprese nei settori alimentare, da malte cementizie, cosa del tutto in-
chimico e meccanico. È discretamente solita in questo genere di costruzioni.
articolata la rete di distribuzione com- In località Santu Luxuri, nelle prossi-
merciale. Vi opera anche un ristorante. mità del rio Mogoro, si trova un altro
Artigianato. Di particolare rilievo nuraghe polilobato, parzialmente crol-
sono le attività artigianali che si ba- lato, di cui si possono individuare al-
sano in particolare sulla produzione cune delle torri e le cortine di raccordo
delle famose suppellettili in terracotta dell’antemurale. Il complesso attende
(brocche e altre stoviglie) e sulla pro- di essere studiato e scavato, ma sembra
duzione di cestini di ogni tipo. Servizi. sia stato utilizzato ancora nel periodo
P. è collegato da autolinee e dalla ferro- punico come luogo di sepoltura. A poca
via agli altri centri della provincia. È distanza dal nuraghe infatti sorgeva un
dotato di Pro Loco, stazione dei Cara- villaggio, abitato entro un periodo che
binieri, medico, guardia medica, far- va dal secolo IV a.C. al secolo VI d.C.,
macia, scuola dell’obbligo, sportello del quale sono visibili alcuni resti
bancario. Possiede una Biblioteca co- come blocchi squadrati e opere in ma-
munale. teriale laterizio. Questo sito ha reso ce-
& DATI STATISTICI Al censimento del ramiche di varia epoca, monete e altri
2001 la popolazione contava 3130 unità, manufatti. Poco distante dai ruderi
di cui stranieri 100; maschi 1563; fem- sorge la chiesetta di San Lussorio di

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 74


Pace del 1388

probabili origini medioevali e comple- setta di San Lussorio in onore del santo
tamente ristrutturata in tempi recenti. titolare. Alla festa religiosa, da qual-
& PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU- che anno, su iniziativa dei pastori del
RALE Per quanto in tempi recenti nu- paese, si svolge la sagra della pecora
merosi interventi edilizi abbiano mo- durante la quale vengono offerti a tutti
dificato il centro storico, il villaggio i presenti carne di pecora e formaggio
conserva in parte il suo assetto tradi- pecorino.
zionale con le case a corte in pietra Pabis, Emilio Medico militare (Ca-
che si affacciano sulle strade da bei gliari 1835-Sesto Fiorentino 1915). Con-
portali in pietra. L’edificio che meglio seguita la laurea, nel 1858 entrò nel
conserva le tradizioni storiche è la corpo della Sanità militare come me-
chiesa di San Giovanni Battista. L’edi- dico aggiunto e percorse una brillante
ficio risale al secolo XIV ma è stato nei carriera. Prese parte alle guerre per
secoli successivi fortemente ristruttu- l’indipendenza italiana e si guadagnò
rato; conserva un monumentale altare diverse decorazioni. In seguito fu di-
ligneo del secolo XVI di grande inte- rettore sanitario a Catanzaro per al-
resse artistico (monumento nazionale cuni anni e, dopo aver diretto la Sanità
dal 1929) e una campana del Seicento. di alcuni corpi d’armata, fu nominato
Altro interessante monumento è Santa generale medico.
Maria della Neve, chiesa parrocchiale
Pace del 1388 (o Pax ultima Sardiniae)
costruita nel secolo XVI e ampliata nel
Trattato firmato nell’aprile del 1388 tra
XVIII; ha un impianto a tre navate e il
il giudicato d’Arborea e il Regno di
presbiterio sopraelevato rispetto al-
Aragona di particolare rilievo nella
l’aula; la copertura è a volte a botte sor-
storia della Sardegna. Chiuse una
rette da sottarchi a tutto sesto. All’e-
lunga trattativa intercorsa tra i due
sterno la facciata è arricchita da un
stati per trovare una soluzione soddi-
portale incorniciato da lesene.
sfacente alla difficile situazione che la
& FESTE E TRADIZIONI POPOLARI La
lunga guerra tra Aragona e Arborea
memoria delle più antiche tradizioni aveva provocato nel corso dei decenni
della comunità rivive nella festa di precedenti. La trattativa fu condotta
San Giovanni Battista: le celebrazioni da Comita Pancia, vicecancelliere giu-
si svolgono il 24 giugno e il 29 agosto per dicale, e Ximene Perez de Arenòs, go-
ripetere lo scioglimento di un voto che vernatore generale del Regno di Sar-
gli abitanti fecero dopo che, secondo degna, al quale il re aveva rilasciato
un’antica leggenda, il santo li avrebbe una procura speciale. Il testo, che era
salvati da un’incursione di corsari bar- articolato in 15 punti, stabiliva il ri-
bareschi nascondendoli alla loro vista torno alla situazione territoriale del
con arbusti lungo le sponde del rio Pi- 1353. In base ad esso il giudicato d’Ar-
ras. In memoria di questo, la festa pre- borea avrebbe dovuto restituire al Re-
vede che una grande quantità di arbu- gno di Sardegna catalano-aragonese
sti (s’abiu) venga raccolta il 29 agosto tutti i territori che nel corso dei de-
sulle rive del fiume e portata in proces- cenni precedenti aveva acquisito e li-
sione su carri addobbati con magnifici berare dal giuramento di fedeltà tutte
arazzi. Dopo la processione i carri tor- le popolazioni che avevano giurato di
nano sulle rive del fiume dove vengono entrare a far parte dell’Arborea. In
benedetti. Altra importante festa si particolare si trattava di Sassari, la Ro-
svolge a metà settembre presso la chie- mangia, la Fluminargia, il castello di

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 75


Paci

Osilo col Figulinas, il castello di Bon- tario dell’onomastica sarda della se-
vehı̀ nel Cabudabbas, il castello di Lon- conda metà del Trecento, ma anche
gonsardo, il castello della Fava con la fornendo una indicazione fondamen-
curatoria di Posada, il castello di Oro- tale (sia pure limitata) degli assetti so-
sei e il castello di Quirra con relativi ciali in quasi tutti i centri dell’isola. Il
distretti, Sanluri e la curatoria di Nu- trattato costituisce anche una testimo-
raminis, Villa di Chiesa con i territori nianza significativa di come Eleonora,
del Sulcis e del Cixerri: si trattava di pur di liberare il marito, fosse stata co-
un’imponente porzione del territorio stretta a rinunciare alle conquiste pre-
isolano che le guerre di Mariano IV ed cedentemente fatte. Le popolazioni ac-
Eleonora d’Arborea avevano ‘‘libe- cettarono malvolentieri le conse-
rato’’ dal dominio catalano-aragonese. guenze del trattato: questo spiega per-
Il trattato riconosceva all’Arborea tutti ché, quando Brancaleone tornò libero
gli altri territori ultragiudicali e a con la sua fuga dal Castello di Cagliari,
Brancaleone Doria ciò che rimaneva entro il 1391 fu possibile a Eleonora ri-
del patrimonio di famiglia (Castelge- baltare i termini degli accordi, riac-
novese, Monteleone Rocca Doria e re- cendere la guerra e riconquistare tutti
lativi territori). Poiché, in base al trat- i territori perduti.
tato, le comunità ne avrebbero dovuto Paci, Raffaele Economista (n. Sassari
discutere preventivamente i termini 1955). Dopo aver conseguito la laurea,
ed esprimere un voto di assenso o di si è dedicato all’insegnamento univer-
rifiuto, nel giro di dieci giorni furono sitario. Nel 1984 è diventato ricerca-
convocate a Oristano, Bosa e Castelge- tore di Economia dei Settori produt-
novese le Corone de logu e nei capoluo- tivi. Attualmente insegna presso la Fa-
ghi delle curatorie di Montacuto, Fun- coltà di Scienze politiche dell’Univer-
dimonte, Monreale, Serravalle, Mar- sità di Cagliari, di cui è anche preside.
ghine, Dore, Montiferru, Goceano, Bar- Ha dedicato molti dei suoi lavori allo
bagia di Ollolai e di Bitti, Anglona, Va- studio dell’economia contemporanea
lenza, Costavalle, Guilcier, Meilogu, della Sardegna: Sviluppo economico e
Campidano di Milis, Parte Montis, Ca- dipendenza 1951-1993, in Crescita eco-
budabbas, Campidano Maggiore, Mar- nomica e sistemi produttivi locali in Sar-
milla, Barigadu, Campidano di Sima- degna, 1997; L’economia della Sardegna
xis, Mandrolisai, Barbagia di Belvı̀ i negli anni Ottanta, in Studi e ricerche in
rappresentanti di tutte le ‘‘ville’’ fa- onore di Girolamo Sotgiu, II, 1993; Gli
centi parte di ciascuna curatoria. In effetti economici dell’integrazione euro-
particolare Oristano era rappresen- pea sulle aree periferiche. Il caso della
tata dai sindaci Nicolò Garau e Pietro Sardegna (con F. Manca e Francesco Pi-
de Sellario e da un centinaio di altri gliaru), ‘‘Rivista economica del Mezzo-
cittadini e mercanti; Bosa da Galeazzo giorno’’, VII, 2, 1993; Il ritardo econo-
Masala, sindaco, e da Sisinnio de La- mico della Sardegna. Ipotesi interpreta-
con, podestà di Bosa. Il documento è tive e strategie di intervento (con Fran-
importante perché oltre a permettere cesco Pigliaru e Marco Vannini), 1995.
di conoscere meglio l’apparato poli- Pacifico, Nazareno Consigliere regio-
tico-amministrativo del giudicato, nale (n. Cagliari 1955). Laureato in Me-
reca una grande quantità di nomi dei dicina, esercita la professione di me-
firmatari, non soltanto contribuendo dico e dal 1998 dirige il reparto Radio-
cosı̀ a una sorta di primo grande inven- logia presso l’ospedale ‘‘Sirai’’ di Car-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 76


Paderi

bonia. Impegnato nel sindacato e nella presso l’Università di Cagliari. Questi


vita politica, è dal 1994 consigliere co- studi gli diedero notorietà a livello
munale a Selargius. Eletto consigliere mondiale. Tornato a Pisa vi proseguı̀
regionale nel 1999, è stato riconfer- la carriera insegnando presso la
mato nel 2004. Fa parte dei gruppo dei Scuola Normale. Nel 1906 fu nominato
Democratici di Sinistra – Sinistra fede- senatore del Regno.
ralista sarda ed è membro della VII Pacomio, san (in sardo, Santu Paco-
Commissione, che si occupa di sanità, miu, Santu Pacomi) Santo (290 ca.-346).
igiene e temi connessi. Monaco. Egiziano, soldato dell’Impero
romano, si convertı̀ (313), fece l’ere-
mita. Nella Tebaide (320) organizzò
nove monasteri maschili e due femmi-
nili, dalla regola cenobitica – la prima
che si conosca – basata su un’ascesi mo-
derata e sul lavoro. Morı̀ lasciando due
opere: Regole e Catechesi monastiche.
Nei pressi di Sassari, resti d’un mona-
stero della sua regola. [ADRIANO VARGIU]
Festa Si festeggia il 14 maggio.
Paderi1 Famiglia di Oristano (secc. XV-
XIX). Le sue notizie risalgono al secolo
XV; i suoi membri erano considerati
nobili e ricoprivano uffici pubblici di
una certa importanza. Nel 1631 otten-
nero il cavalierato ereditario e la no-
biltà con un Baldassarre, capitano del
Campidano di Simaxis. I suoi figli fu-
rono ammessi allo Stamento militare
nel 1643 durante il parlamento Avel-
Antonio Pacinotti – Il celebre fisico insegnò lano. In seguito i loro discendenti pre-
per alcuni anni all’Università di Cagliari. sero parte a tutti gli altri parlamenti,
continuarono a ricoprire uffici pub-
Pacinotti, Antonio Fisico, senatore del blici e tennero la famiglia in una posi-
Regno (Pisa 1841-ivi 1912). Dopo aver zione di rilievo in seno alla società ori-
conseguito la laurea, intraprese la car- stanese. Nella seconda metà del secolo
riera universitaria. Per alcuni anni, a XVIII avviarono un importante esperi-
partire dal 1873, fu professore di Fisica mento di bonifica e nel 1799 ottennero
presso l’Università di Cagliari, dove il titolo di conte di Sant’Anna. La fami-
sviluppò importanti esperimenti nel glia si estinse nel corso del secolo XIX.
campo dell’elettromagnetismo, appro- Paderi2 Famiglia di Villanovafranca
fondendo gli studi per la trasforma- (sec. XVIII-esistente). Nel corso del se-
zione dell’energia meccanica in ener- colo XVIII ottenne per ben due volte il
gia elettrica e viceversa, arrivando riconoscimento dei privilegi di cava-
cosı̀ a progettare e a realizzare la di- lierato ereditario e di nobiltà, nel 1749
namo. Gli strumenti da lui costruiti con Antioco Paderi Simbula e nel 1797
per raggiungere gli obiettivi della sua con l’avvocato Antonio Paderi. Non è
ricerca sono attualmente custoditi possibile sapere quali fossero i legami

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 77


Paderi

genealogici tra i due personaggi; at- schede in L’Antiquarium arborense e i


tualmente la famiglia risiede a Ca- civici musei archeologici della Sarde-
gliari. gna, 1988; Persistenze rituali e cultuali
in Età punica e romana nel sacello del
Paderi, Ambrogio Letterato (Cagliari
vano della fortezza di Su Mulinu-Villa-
1785-ivi 1847). Attratto dalla vita reli-
novafranca (con G. Ugas), in L’Africa ro-
giosa, entrò nell’ordine degli Scolopi e
mana. Atti del VII Convegno di studi,
completati gli studi fu ordinato sacer-
1990; Il Campidano centrale e la Mar-
dote. Dopo pochi anni fu nominato pre-
milla. Introduzione storico-geografica,
fetto del noviziato di Cagliari, in se-
in Guida ai musei regionali e locali della
guito rettore del collegio e provinciale
Sardegna, 1991; Materiali di Età ro-
del suo ordine; insegnò per alcuni anni
mana e bizantina dal territorio di Villa-
presso l’Università di Cagliari, dove fu
mar e Ricerche nell’ambito di Mara. No-
nominato prefetto del Collegio filoso-
tizia preliminare della necropoli punica
fico. Fu autore di importanti lavori, di
di San Pietro (con G. Ugas e A. Siddu), in
orazioni e di panegirici. Si conosce di
Villamar Una comunità, la sua storia,
lui il discorso inaugurale d’un anno
1993; Il Monte Arci, La Marmilla e le
scolastico tenuto agli allievi delle
Giare, Il Campidano centrale, tre
Scuole Pie cagliaritane, pubblicato
schede in Guida alla visita dei musei e
nel 1824, Auspiciis D. Nicolai Navonii,
delle gallerie della Sardegna, 1997.
archiepiscopi calaritani, tironibus scho-
larum piarum christianam eruditio- Paderi Concas, Giuseppe Religioso
nem publice pertractrantibus. (Villaputzu 1826-Lanusei 1906). Ve-
scovo d’Ogliastra dal 1900 al 1906. En-
Paderi, Maria Cristina Archeologa (n.
trato in Seminario, fu ordinato sacer-
Sanluri 1954). Conseguita la laurea in
dote e nel 1850 si laureò in Teologia.
Lettere, si è dedicata ad approfondire
Fu per anni rettore in diversi villaggi
lo studio dell’archeologia. Tra il 1979 e
dell’Ogliastra e quindi canonico della
il 1982 ha diretto il gruppo archeolo-
cattedrale di Tortolı̀; nel 1899 divenne
gico giovanile di Sanluri; entrata in se-
vicario capitolare della sua diocesi e
guito nell’amministrazione regionale,
nel 1900 ne fu nominato vescovo. Nono-
ha continuato a collaborare con la So-
stante l’età si impegnò con grande pas-
printendenza archeologica per le pro-
sione a sviluppare la pastorale. Di lui si
vince di Cagliari e di Oristano in nume-
conoscono l’Elogio funebre di mons.
rose campagne di scavo. È autrice di
Paolo Maria Serci Serra, arcivesc. di Ca-
numerosi lavori scientifici, tra i quali
gliari, Cagliari, 1900 (a lui aveva dedi-
La necropoli di Bidd’e Cresia e le tombe
cato un elogio nel venticinquesimo an-
puniche e Sepolture e corredi di Età ro-
niversario della consacrazione episco-
mana dalla necropoli di Bidd’e Cresia,
pale, 1897), e una Lettera pastorale sul-
entrambi in Ricerche archeologiche nel
l’educazione, stampata a Cagliari nel
territorio di Sanluri, 1982; Vasi in terra
1905.
sigillata, in Il territorio di Gesturi. Cen-
simento archeologico, 1985; Sardara. Il Padre, Santo Non mancano in Sarde-
civico Museo archeologico di Sardara, gna i luoghi dedicati a Santo Padre, cor-
Sardara. Origine del Museo e percorso ruzione di Sant’Antipatre o Sant’Anti-
museale, Sardara. Il territorio dal domi- patro, il cui culto è stato diffuso dai Bi-
nio cartaginese al Medioevo e I materiali zantini, che in suo onore costruirono
dei territori comunali attraversati dalla diverse chiese: una di esse è citata nel
‘‘Carlo Felice’’ (Sardara), quattro condaghe di San Nicolò di Trullas e in

72

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 78


Padria

una lettera dell’ordine camaldolese al confine tra il Meilogu e il Bosano. Il


(1278). [ADRIANO VARGIU] bacino idrico è quello del Temo, che ha
Padre d’Orfani Funzionario delle città intorno al paese alcuni dei suoi af-
regie. Aveva il compito di occuparsi fluenti di sinistra. Il paese comunica
delle persone bisognose e di provve- attraverso la statale 292 Bosa-Alghero,
dere alla cura degli orfani e dei trova- dalla quale si distaccano qui dirama-
telli (esposti). Era praticamente il tu- zioni per Pozzomaggiore e la super-
tore di questi bambini, che affidava a strada Cagliari-Sassari a est, per Mon-
balie per l’allattamento e in seguito a teleone Rocca Doria a nord, per Bosa e
famiglie in grado di crescerli. Una per Montresta a ovest.
volta adulti li metteva sotto la prote- & STORIA L’attuale centro deriva dalla
zione dei gremi (=) perché provvedes- romana Gurulis Vetus che a sua volta
sero a inserirli nel mondo del lavoro. avrebbe le sue origini nella mitica Or-
Teneva un registro delle famiglie che gylle fondata, secondo Pausania, dai
entravano a diversi titoli in rapporto Pelasgi. Nel Medioevo il villaggio entrò
con lui. a far parte del giudicato di Torres; era
incluso nella curatoria del Monteleone
che, a partire dal secolo XII, passò
nelle mani dei Doria grazie a una fortu-
nata serie di matrimoni con princi-
pesse della famiglia giudicale. Dopo
l’estinzione della dinastia giudicale, P.
fu incluso nel piccolo stato che i Doria
formarono nella Sardegna nord-occi-
dentale. Avendo essi prestato omaggio
al re d’Aragona, dopo la conquista en-
trò a far parte del Regnum Sardiniae
Padria – Veduta del centro abitato. ma quando i Doria si ribellarono, a par-
tire dal 1325 il territorio divenne teatro
Padria Comune della provincia di Sas- delle operazioni militari della lunga
sari, compreso nella V Comunità mon- guerra con l’Aragona. Il villaggio fu ri-
tana, con 799 abitanti (al 2004), posto a petutamente danneggiato ma rimase
304 m sul livello del mare pochi chilo- in mano ai suoi signori; dopo la caduta
metri a ovest di Pozzomaggiore. Re- di Alghero, nel 1353, scoppiata la prima
gione storica: Bosa o Monteleone. Dio- guerra tra Mariano IV e Pietro IV, P. fu
cesi di Alghero-Bosa. occupato dalle truppe giudicali ed en-
& TERRITORIO Il territorio comunale, trò a far parte dei territori attribuiti a
di forma grosso modo trapezoidale, si Brancaleone Doria; quando nel 1364
estende per 48,03 km2 e confina a nord scoppiò la seconda guerra tra Mariano
con Villanova Monteleone e Monte- IV e Pietro IV, P. fu nuovamente occu-
leone Rocca Doria, a est con un’isola pato dalle truppe giudicali che lo ten-
amministrativa di Cossoine, con Mara nero fino alla battaglia di Sanluri, ma
e Pozzomaggiore, a sud ancora con Poz- tornò sotto il dominio di Brancaleone
zomaggiore e a ovest con Bosa. Si tratta dopo il suo matrimonio con Eleonora
di un territorio di colline, tradizional- d’Arborea. Caduto il giudicato d’Arbo-
mente utilizzate per l’agricoltura e rea, P. continuò a rimanere in possesso
oggi più fittamente popolate di greggi, dei Doria, con Nicolò, fino al 1436

73

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 79


Padria

quando, dopo l’espugnazione del ca- nevasi di anime 1892, distinte in mag-
stello di Monteleone, passò sotto il con- giori di anni 20, maschi 540, femmine
trollo diretto del re d’Aragona che con- 535, e minori, maschi 395, femmine 412,
cesse il villaggio in feudo a Pietro De distribuite in famiglie 570. Professioni.
Ferraria. Nel corso del secolo XVI i De De’ padriesi, 500 sono applicati all’a-
Ferraria introdussero nuovi pesanti gricoltura, 150 alla pastorizia, 50 a’ me-
tributi feudali e avviarono la modifica stieri di falegname, muratore, ferraro,
del sistema di elezione del majore limi- sarto, scarparo, ecc., 40 al vettureggia-
tando l’autonomia della comunità. mento e al negozio. Persone occupate
Non riuscirono però a evitare che na- nel ministerio ecclesiastico, preti 4,
scesse un contrasto tra gli abitanti di frati 15; nel ministerio sanitario 6, due
Padria e quelli di Pozzomaggiore per medici, un chirurgo, due flebotomi, un
il controllo dei pascoli del Pranu ’e farmacista; negli officii del comune 13,
Murtas. I De Ferraria si estinsero alla luogotenente giudice nell’assenza del
fine del Cinquecento e il villaggio fu giusdicente del mandamento, mag-
ereditato dai Cervellon del ramo di Se- giore di giustizia, censore locale, i con-
dilo. Durante il loro dominio P. fu am- siglieri e segretario del comune, e mae-
ministrato da un fattore baronale e il stro della scuola elementare. I princi-
sistema dei tributi feudali fu ulterior- pali che si occupano soltanto del go-
mente inasprito. Con il passaggio del verno delle loro proprietà saranno
Planu ’e Murtas a Pozzomaggiore, gli circa 50. Famiglie proprietarie di
abitanti di P. furono esclusi dallo sfrut- terre, bestiame o case, 458. Famiglie
tamento di quei pascoli e questo pro- nobili 3 con diciotto individui. Le
vocò ulteriori tensioni tra le due comu- donne, come altrove, lavorano il lino e
nità. Estinti i Cervellon nel 1681, dopo la lana, e i telai che sono quasi sempre
una lunga lite giudiziaria il villaggio in azione non pajono esser meno di 500.
passò ai Manca Guiso. I nuovi feuda- La scuola elementare è frequentata da
tari, che si estinsero nel 1788, riusci- circa 20 fanciulli, che sono il quarto di
rono a porre fine al dissidio con Pozzo- quelli che vi dovrebbero intervenire.
maggiore ma sostanzialmente la con- Dopo più di 24 anni da che è istituita
duzione del feudo non si modificò. questa scuola quanti ne han profittato?
Dopo un’altra lite col fisco che conside- Quanti in tutta la popolazione hanno in
rava il feudo devoluto, P. passò agli questa scuola imparato a leggere e a
Amat che continuarono a possedere il scrivere? In tutto il paese le persone
territorio fino al riscatto nel 1838. In che sappian queste cose tanto facili
quegli anni l’aspirazione degli abitanti sono forse non più di 70, compresi
a liberarsi dalla dipendenza feudale si quelli che han fatto altri studi e sono
faceva sempre più pressante e quando stati alle scuole di Sassari o di Alghero
nel 1795 scoppiarono i moti antifeudali o di Bosa. Agricoltura. Il padriese ha
essi vi presero parte. Nel 1821 P. fu in- terreni ottimi per i cereali, e se fossero
cluso nella provincia di Alghero fino al coltivati con miglior arte si avrebbero
1848, anno in cui le province furono frutti più copiosi e migliori. Ripeto la
abolite. Relative a questo periodo sto- proposta fatta agli ozieresi. Perché i
rico alcune note tratte dalla scheda padriesi benestanti non si quotizzano
che Vittorio Angius scrisse per il Dizio- a mantener in Cagliari nell’ospizio
nario del Casalis: «Popolazione. Nel- Carlo Felice uno o due giovani per es-
l’anno 1844 la popolazione di P. compo- sere eruditi nell’arte agraria? Una te-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 80


Padria

nue pensione sarebbe cagione del mi- del bestiame, ovini e bovini, in misura
glioramento dell’agricoltura. I numeri minore caprini ed equini; di buon li-
della ordinaria seminagione sono i se- vello la produzione del formaggio pe-
guenti: starelli di grano 2500, d’orzo corino. Inesistente l’attività indu-
500, di fave 450, di legumi 170, di lino striale e poco sviluppata la rete di di-
300, di meliga quanto vuolsene per una stribuzione commerciale. Vi opera an-
superficie di ari 6000, o di starelli 150. che un ristorante. Servizi. P. è collegato
Fruttifica soventi il grano all’8, l’orzo al da autolinee agli altri centri della pro-
10, le fave al 12, i legumi al 7, il lino in vincia. È dotato di stazione dei Carabi-
seme a starelli 5/2, in fibra a libbre 50 nieri, medico, farmacia, scuola dell’ob-
per starello. L’orticoltura non è molto bligo, sportello bancario. Possiede una
spiegata, comecché il terreno sia acco- Biblioteca comunale e il Museo ar-
modatissimo alla medesima e produca cheologico.
con lusso. Le vigne occupano una & DATI STATISTICI Al censimento del
estensione di circa 300 starelli, hanno 2001 la sua popolazione contava 861
forse diciotto varietà di uve, abbon- unità, di cui stranieri 2; maschi 431;
dano nella vendemmia, e danno comu- femmine 430; famiglie 364. La ten-
nemente circa quartare 90 000. Pastori- denza complessiva rivelava una dimi-
zia. Quelle regioni del padriese, che nuzione della popolazione, con morti
non pajono molto adattate a’ lavori per anno 14 e nati 2; cancellati dall’a-
agrari, sono ottime per la pastura delle nagrafe 13 e nuovi iscritti 12. Tra i prin-
varie specie, e in molte parti potreb- cipali indicatori economici: imponi-
bero formarsi prati da essere irrigati, bile medio IRPEF 12 507 in migliaia di
massime nella valle gurulitana, in lire; versamenti ICI 642; aziende agri-
quella di Buonvicino, e nell’altra del cole 158; imprese commerciali 54;
T. Speriamo che finalmente si ricono- esercizi pubblici 9; esercizi al dettaglio
scano i favori della natura e se ne 13; ambulanti 1. Tra gli indicatori so-
tragga quel giovamento, che persone ciali: occupati 203; disoccupati 52;
accorte ora deplorano negletto. Il be- inoccupati 44; laureati 15; diplomati
stiame de’ padriesi era nell’anno suin- 80; con licenza media 203; con licenza
dicato come nelle seguenti note: be- elementare 343; analfabeti 36; auto-
stiame manso: buoi per l’agricoltura e mezzi circolanti 304; abbonamenti TV
per il vettureggiamento 260, vacche 325.
mannalite adoperate negli stessi ser- & PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il suo
vigi pressoché altrettanti capi, cavalli territorio è ricco di monumenti prenu-
e cavalle per sella e carico 182, majali ragici e nuragici e fu abitato continua-
132, giumenti 320. Bestiame rude: vac- tivamente dall’uomo. Tra le vestigia
che 100, vitelli e vitelle 300, capre 700, prenuragiche oltre alle domus de janas
caproni 200, pecore 4500, montoni 500, di Boddenare, Topoi, Pedru ’e Concas,
porci 500, cavalle 300». P. Entrò a far riveste grande interesse la località di
parte della divisione amministrativa Sos Caniles ’e Campusantu situata a
di Sassari fino al 1859, quando la pro- poca distanza dall’abitato. In tempi re-
vincia venne ricostituita. centi vi è stato messo in luce un villag-
& ECONOMIA Le attività di base della gio risalente alla cultura di Abealzu-
sua economia sono l’agricoltura, in Filigosa; lo scavo ha restituito una
particolare la cerealicoltura, la frutti- grande quantità di materiali dello
coltura, la viticoltura, e l’allevamento stesso periodo che oggi formano il nu-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 81


Padru

cleo del Museo archeologico. Del pe- vato le sue caratteristiche tradizionali
riodo nuragico restano numerosi nura- nel centro storico; l’edificio più signifi-
ghi tra cui quelli di Antoni Letze, Ba- cativo è la chiesa di Santa Giulia che fu
sciu, Bidighinzos, Casiddu, Chentu costruita nel 1520 in forme gotico-ara-
Maggiore, Commidda Demuru, Longu, gonesi. Ha una sola navata con presbi-
Mastru Gaspare, Monte Faia, Monte Su terio e cappelle laterali, la volta a cro-
Furru, Monte Ruju, Muros Rujos, Mura ciera nella navata e nelle cappelle la-
Upules, Pelcias, Piliga, Sa Iscala de terali a costolature radiali nel presbi-
Nughes, Sa Sea, Santa Pala, Santu Pe- terio. La facciata è scandita da archetti
dru, Santu Pedru ’e Concas, Sas Cheas, e possiede un bel portale ingentilito da
Sos Padres, Sos Nuragheddos, Su Nar- un rosone soprastante. A fianco della
vonitu, Su Padru, Turriggia, Vinza chiesa sorge un campanile cuspidato.
Longa, Zampis. Di grande interesse, Molto interessante è anche il Museo ar-
per questo periodo, alcuni villaggi nu- cheologico, situato in via Nazionale nei
ragici e la Tomba di giganti di Peddal- bei locali dell’ex Monte granatico. In
zos, risalente al Nuragico medio, di cui due grandi sale sono esposti materiali
rimane il solo corridoio in cui furono preistorici e di età storica provenienti
trovati i resti di scheletri ammassati dagli scavi effettuati nel territorio.
sul fondo e dei vasi del Bronzo medio & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI A P. si

con resti di semi carbonizzati. Altro in- fa festa il 16 e 17 gennaio, per Sant’An-
teressante sito è quello di Funtana Co- tonio Abate, quando si accende il ri-
perta, una fonte sacra dove fu rinve- tuale falò; il 22 maggio per la patrona
nuto un trofeo di spade di grande sug- Santa Giulia, con processione e mani-
gestione, transitato poi da una colle- festazioni folcloristiche; e il 2 ottobre,
zione privata al Museo nazionale di ancora per Sant’Antonio, con falò, pro-
Sassari. Di grande rilievo sono i siti cessione, musiche e canti.
del periodo punico-romano tra i quali Padru1 Comune della provincia di Ol-
la località San Giuseppe dove sono stati bia-Tempio, compreso nella IV Comu-
individuati i resti di un’area sacra, de- nità montana, con 2109 abitanti (al
limitata da una potente muraglia, al 2004), posto a 171 m sul livello del
cui interno vi erano l’altare e la favissa, mare 20 km a sud di Olbia. Regione sto-
che ha restituito terrecotte ellenisti- rica: Terranova. Diocesi di Ozieri.
che e monete puniche e romane. Il san- & TERRITORIO Il territorio comunale
tuario, dedicato probabilmente a una si estende per 13 km2 comprendenti
divinità della salute, è stato scavato anche le frazioni di Biası̀, Sotza, Cut-
tra il 1973 e il 1975. A poca distanza da zola, Pedra Bianca, Sa Serra Ludurru
Campusantu sono venuti alla luce i re- e Sos Runcos, e confina a nord con Ol-
sti di una necropoli punico-romana. Il bia, a est con Loiri Porto San Paolo, a
sito più suggestivo però è la città di Gu- sud con un’isola amministrativa di
rulis, citata da Tolomeo, che si sten- Tempio e a ovest ancora con Tempio.
deva in corrispondenza dell’attuale Si tratta di un territorio di colline e mo-
tessuto urbano; l’acropoli è stata indi- deste montagne per lungo tempo spo-
viduata su di un poggio alla periferia e polato, e poi lentamente ripopolato da
vi si osserva una muraglia realizzata allevatori giunti dai paesi dell’interno,
con blocchi squadrati. in particolare Buddusò. Il paese si è
& PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU- sviluppato nella vallata del rio Su
RALE Il tessuto urbanistico ha conser- Lernu, che scorre verso nord per con-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 82


Padru

fluire nel Padrogiano di Olbia. A rimase nelle mani del visconte di Nar-
oriente la valle è separata dal litorale bona e solo nel 1420 tornò in possesso
da una piccola catena che culmina nei del re e nel 1421 fu compreso nel
monti Casteddacciu (971 m) e Nieddu grande feudo concesso a Bernardo
(971) mentre a ovest si elevano Su Centelles. Nei secoli successivi passò
Laccu Canu (592), Sa Pianedda (820) e dai Centelles ai Borgia, ai Pimentel e
Pedralonga (719). Il paese comunica infine ai Tellez Giron ai quali fu riscat-
per mezzo di una strada secondaria tato. La sua importanza continuò a di-
che unisce Olbia con la statale 389, minuire e divenne frazione di Bud-
poco a nord di Alà dei Sardi; da questa dusò. Nel 1821 fu incluso nella provin-
si distacca all’altezza di P. una devia- cia di Ozieri, nel 1848 nella divisione
zione che si dirige verso la costa e rag- amministrativa di Sassari e dal 1859,
giunge la 125 Orientale sarda nei essendo state ricostituite le province,
pressi di San Teodoro. in quella di Sassari. Nel 1995, il 4 giu-
& STORIA Il suo territorio è ricco di gno, P. è divenuto comune autonomo;
testimonianze archeologiche a partire due giorni dopo il giornalista Damiano
dall’età nuragica ma l’attuale villaggio Pinna racconta nel quotidiano ‘‘La
è di origini medioevali. Era compreso Nuova Sardegna’’ l’avvenimento: «Il 4
nel giudicato di Torres e faceva parte giugno rimarrà una data storica per P.
della curatoria del Montacuto; dopo Ricorderà, infatti, il giorno in cui i cit-
l’estinzione della dinastia giudicale di tadini hanno sancito il distacco da
Torres fu conteso tra i Doria, Arborea e Buddusò per poter creare un proprio
i Pisani del giudicato di Gallura; alla comune autonomo. Il referendum po-
fine del secolo XIII i Doria, avendo polare è stato quasi un plebiscito per
prestato omaggio al re d’Aragona, ne dare il via libera all’autonomia. Oltre il
ebbero riconosciuto il possesso. In- 90% dei votanti ha infatti messo la
fatti, conclusa la conquista, P. entrò a croce sul sı̀ e soltanto poco più del 7%
far parte del Regnum Sardiniae ma ha manifestato il proprio diniego. Insi-
poco dopo, scoppiata la ribellione dei gnificanti dal punto di vista numerico
Doria, nel 1325 divenne teatro delle le schede nulle e bianche. Subito dopo
operazioni militari. Nel 1330 fu inve- la chiusura dei seggi si è alimentato un
stito dalle truppe di Raimondo Car- certo ottimismo, diventato poi una
dona ma la popolazione si mostrò ostile vera e propria euforia collettiva
nei confronti dei nuovi venuti e il suo quando sono arrivati i primi risultati
territorio fu devastato. Per tentare una dei seggi delle frazioni e di Buddusò
definitiva pacificazione, nel 1339, il re Comune. Si è continuato poi fino a
lo concesse in feudo a Giovanni d’Ar- tarda notte, con canti, balli e brindisi
borea. Negli anni seguenti, quando lo beneaugurali per il nuovo corso. Alla
sventurato principe cadde prigioniero chiusura dei seggi risultavano aver vo-
del fratello, il villaggio attraversò un tato oltre il 65% degli aventi diritto.
periodo di nuove tribolazioni e la po- Ora, dopo il beneplacito della cittadi-
polazione cominciò a diminuire. Scop- nanza, si aprirà il lungo iter alla Re-
piata la seconda guerra tra Mariano IV gione. Il nuovo comune si estende su
e Pietro IV, dal 1366 P. fu occupato dalle circa 13 000 ha e si trova in una posi-
truppe arborensi che lo tennero fino zione strategica molto importante: fa
alla caduta del giudicato nel 1409. praticamente da filtro fra la costa e le
Dopo la battaglia di Sanluri, il villaggio zone interne del Goceano. La popola-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 83


Padru

zione è di circa 2200 persone, delle & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI A P.


quali poco meno della metà risiedono la festa patronale per San Michele Ar-
a P. mentre il resto è diviso nelle 11 fra- cangelo si protrae per tre giorni, cul-
zioni del circondario». Di recente P. è mina la seconda domenica di maggio e
entrato a far parte della provincia di prevede la processione in costume,
Olbia-Tempio. nonché canti e balli del folclore locale
& ECONOMIA Le attività di base della e regionale. Un solo giorno viene dedi-
sua economia sono l’allevamento del cato invece a Sant’Antonio da Padova,
bestiame, in particolare di ovini e bo- il 13 giugno, e l’organizzazione prevede
vini, e l’agricoltura, soprattutto la ce- il pranzo offerto a tutti i partecipanti.
realicoltura e la viticoltura. Molti gli Grande pranzo anche l’ultima dome-
abitanti di Padru che lavorano, stabil- nica di maggio presso la chiesa campe-
mente o stagionalmente, a Olbia e nelle stre di Sant’Elia, tra le frazioni di Sa
vicine località balneari. È discreta- Serra e Ludurru. È la maggiore occa-
mente sviluppata la rete di distribu- sione di incontro per le popolazioni
zione commerciale. Vi operano anche sparse nel vasto territorio e si protrae
alcuni ristoranti e aziende agrituristi- per tre giorni, dei quali uno dedicato a
che, a sostegno del nascente turismo. San Narciso.
Servizi. P. è collegato da autolinee agli
Padru2 Antico villaggio di origine me-
altri centri della provincia. È dotato di
dioevale che faceva parte del giudicato
Pro Loco, stazione dei Carabinieri, me-
di Torres, compreso nella curatoria
dico, guardia medica, farmacia, scuola
dell’Oppia. Sorgeva in prossimità di
dell’obbligo, sportello bancario. Pos-
Mores. Dopo l’estinzione della famiglia
siede una Biblioteca comunale.
giudicale di Torres, passò nelle mani
& DATI STATISTICI Al censimento del
dei Doria che lo inclusero nello stato
2001 la sua popolazione contava 2123
che avevano formato nella parte nord-
unità, di cui stranieri 16; maschi 1118;
occidentale del disciolto giudicato.
femmine 1005; famiglie 751. La ten-
Avendo essi prestato omaggio al re d’A-
denza complessiva rivelava una dimi-
ragona, subito dopo la conquista P. en-
nuzione della popolazione, con morti
trò a far parte del Regnum Sardiniae;
per anno 26 e nati 19; cancellati dall’a-
quando però i Doria nel 1325 si ribella-
nagrafe 35 e nuovi iscritti 21. Tra i prin-
rono, il villaggio fu coinvolto nelle
cipali indicatori economici: attività
guerre che essi sostennero con l’Ara-
commerciali 35, di cui una farmacia;
gona, subı̀ molti danni e si spopolò en-
strutture ricettive: 1 ristorante, 2 al-
tro la prima metà del secolo XIV.
berghi, 6 aziende agrituristiche. Tra
gli indicatori sociali: occupati 324. Paduano Famiglia sassarese (secc.
& PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU- XVI-XVIII). Le sue notizie risalgono al
RALE San Michele è una chiesa posta secolo XVI, quando i suoi membri pos-
alla periferia del paese; fu costruita sedevano ereditariamente l’ufficio di
nell’Ottocento ed era la parrocchiale saliniere minore di Sassari. Nel 1558
fino a non molti anni fa. L’impianto è a ottennero il cavalierato ereditario con
una sola navata arricchita da un pre- un Gioacchino, i cui discendenti fu-
sbiterio, la copertura è del tipo a ca- rono ammessi allo Stamento militare
panna; poco distante sorge la torre nel 1583 durante il parlamento Mon-
campanaria, tozza e dalla forma qua- cada. I P. presero successivamente
drata. parte a tutti i parlamenti del secolo

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 84


Paglietti

XVII, ma si estinsero nel corso del Set- ‘‘Paese del popolo, Il’’ Settimanale di
tecento. Cagliari. Uscı̀ tra l’agosto 1909 e il no-
Padulesa de Gunale Giudicessa di vembre 1910.
Gallura (Civita?, seconda metà sec. XI- Pafnuzio, san = Onofrio, santo
Pisa 1115). Figlia di Comita, sposò il
Paganos Creature demoniache. Nelle
giudice Torchitorio de Zori e ne appog-
più antiche tradizioni popolari sarde i
giò la politica tendente a conquistare
p. erano demoni antropomorfi gigante-
per il piccolo regno una posizione au-
schi e dall’animo malvagio; ad essi ve-
tonoma nei confronti del papa. Quando
nivano genericamente attribuiti la co-
nel 1113 Torchitorio morı̀, P. de G., mi-
struzione delle Tombe di giganti e degli
nacciata da suo cognato Ithocorre, fu
stessi nuraghi.
costretta a fuggire dalla Gallura e a ri-
fugiarsi a Pisa, mentre egli saliva sul Pagello = Zoologia della Sardegna
trono. P. de G. donò il suo patrimonio Pages Famiglia catalana (sec. XV). Ori-
all’Opera del Duomo di Pisa. ginaria del Rossiglione e residente a
‘‘Paese, Il’’1 Quotidiano e, in seguito, Perpignano, da dove gestiva una fitta
settimanale di Cagliari. Tra il luglio rete di commerci che interessavano il
1879 e il gennaio 1880 ebbe la veste di Mediterraneo occidentale, ebbe inte-
quotidiano, in seguito divenne un setti- ressi in Sardegna. Uno dei suoi mem-
manale. Fu diretto dall’avvocato Gio- bri, Giovanni, nella seconda metà del
vanni Ghivizzani; sostenne posizioni secolo XV estese i suoi traffici all’isola
moderate vicine a quelle di Cocco e nel 1481 ottenne in feudo la Barbagia
Ortu. ‘‘Politico-amministrativo’’, come di Belvı̀. Egli però fu costretto ad af-
diceva la testata, pubblicava anche un frontare l’ostilità dei vassalli che rifiu-
supplemento giuridico. tavano il vincolo feudale rivendicando
l’antico privilegio di dipendere diret-
‘‘Paese, Il’’2 Quotidiano di Cagliari.
tamente dalla Corona. Quando il feu-
Fondato da Umberto Cao, uscı̀ dal 1º
datario tentò di far valere i propri di-
gennaio 1905 al 4 agosto 1907. Era di-
ritti, la situazione precipitò e gli abi-
retto da Gustavo Paroletti. Dalle sue
tanti del feudo assunsero un atteggia-
colonne il proprietario-redattore con-
mento di ribellione che portava a con-
dusse la sua battaglia contro il ministro
tinui atti di violenza nei confronti del-
Cocco Ortu e contro ‘‘L’Unione sarda’’
l’amministrazione baronale. In queste
da posizioni radicali. Partecipò all’a-
condizioni, dopo la sua morte, nel 1496
spra polemica contro l’amministra-
suo figlio Francesco decise di rendere
zione Bacaredda, tanto da essere consi-
il feudo al fisco.
derato fra gli istigatori dei drammatici
tumulti popolari cagliaritani del mag- Pagliardi, Paolo Violinista (Cagliari
gio 1906. 1854-Milano, prima metà sec. XX). Pre-
3
‘‘Paese, Il’’ Settimanale di Cagliari. cocissimo, tenne il suo primo concerto
Uscı̀ dal maggio 1909 al dicembre 1910. a Como. Si stabilı̀ quindi in Lombardia,
Di tendenza socialista, condusse un’a- dove si fece apprezzare come composi-
zione fortemente critica delle posi- tore di marce e di ballabili. Suonò per
zioni di Giovanni Giolitti e propose anni come primo violino nell’orchestra
una linea politica unitaria tra sociali- del Teatro alla Scala di Milano.
sti, radicali e repubblicani. Per il con- Paglietti Famiglia cagliaritana (sec.
tenuto dei suoi articoli nella sua breve XVIII-esistente). Originaria di Torino,
vita subı̀ alcuni sequestri. si trasferı̀ a Cagliari nella seconda

79

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 85


Paglietti

metà del secolo XVIII, quando un Gia- rati secondo formulari diversi ad arbi-
como fu chiamato a insegnare Medi- trio dei singoli speziali». Uomo di raffi-
cina presso l’Università di Cagliari. nata cultura, P. fu anche autore di rac-
Nel 1799, suo figlio Carlo, giudice della colte poetiche e di commedie italiane;
Reale Udienza, ottenne il cavalierato i suoi scritti più importanti sono però
ereditario e la nobiltà. Nel corso del- La salute del cittadino, ‘‘Calendario
l’Ottocento i P. continuarono a espri- sardo’’, 1779; Delle principali malattie,
mere distinti personaggi in tutti i in versi martelliani; Istruzione del pro-
campi. Attualmente la famiglia, molto tomedico di Sardegna, 1771; Descrizione
numerosa, continua a risiedere a Ca- delle malattie più frequenti in Sardegna,
gliari. rimasto incompiuto per la morte pre-
matura; Elementi di Medicina teorico-
Paglietti, Antonio Commerciante
pratica, testo (in latino) delle sue le-
(Porto Torres, sec. XX-?). Nato da una
zioni universitarie, andato disperso.
famiglia ben inserita nelle attività eco-
nomiche di Porto Torres, nel 1923 diri- Paglietti, Mario Pittore (Porto Torres
gente fascista di idee radicali, si ado- 1865-Sassari 1953). Giovanissimo fu in-
però per impedire la fusione con i sar- viato a Prato per completare i suoi
disti. Nel secondo dopoguerra fu tra i studi. Tornò a Sassari, dove apprese i
personaggi più importanti della sua rudimenti della pittura dal Galeazzo e
città: fu soprattutto la sua opposizione successivamente andò a Torino, dove
a far fallire, agli inizi degli anni Cin- frequentò l’Accademia Albertina, ma
quanta, il progetto di unificare in una non riuscı̀ a diplomarsi In seguito
sola entità comunale Sassari e la sua tornò in Sardegna aprendo studio a
‘‘madre’’ Porto Torres. Tra i suoi Sassari, dove si stabilı̀. «Ai primi del
scritti: I porti della Sardegna: Porto Tor- secolo – hanno scritto Giuliana Altea e
res, storia dal 1500 in poi, ‘‘Sardegna’’, I, Marco Magnani – P. è, si può dire, l’u-
1956. nico pittore operante a Sassari, ove si
astragga dalla turba dei decoratori, nel
Paglietti, Giacomo Giuseppe Proto-
cui terreno del resto egli è costretto
medico della Sardegna (Canale 1728-
ogni tanto a sconfinare, realizzando
Cagliari?, dopo 1779). Laureato in Me-
qualche insegna di negozio». Abile di-
dicina all’Università di Torino, fu no-
segnatore, padroneggiava il colore
minato professore di Medicina teorico-
come pochi, ma soprattutto era dotato
pratica presso l’Università di Cagliari
di un «temperamento di autentico rea-
nel 1764, l’anno della ‘‘restaurazione’’
lista, che gli permette di trar linfa pit-
boginiana di quell’ateneo. Lo stesso
torica non solo da temi a lui natural-
Bogino favorı̀ la sua promozione, nel
mente congeniali, quali il paesaggio,
1769, a protomedico della Sardegna.
la natura morta e le scene di vita popo-
In quegli anni mise mano a una Phar-
lare cittadina (come il noto Gli strilloni
macopœa Sardoa, edita dalla Stampe-
del 1896), ma anche dal ritratto»: fu
ria Reale cagliaritana nel 1773.
anzi il ritrattista preferito dalla buona
«L’opera – ha scritto Giuseppe Paglietti
società sassarese. Si specializzò anche
nella presentazione della ristampa
in arte sacra, eseguendo molti lavori
anastatica curata dall’editore Carlo
per le chiese della città e nelle parroc-
Delfino nel 1990 – mirava a fornire un
chiali di Tempio, Chiaramonti e Mores.
testo che potesse uniformare la prepa-
razione dei farmaci in Sardegna, giac- Paglietti, Ritarella Studiosa di storia
ché nell’isola questi venivano prepa- dell’arte (n. Cagliari 1941). Dopo es-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 86


Pais

sersi laureata in Lettere si è dedicata stia dei Lacon Serra, dopo la morte di
all’insegnamento nelle scuole secon- Barisone I fu tra i sostenitori di suo fi-
darie superiori. È autrice di alcuni in- glio Pietro I.
teressanti saggi, tra cui: L’arte figura-
Pais, Domenico Esperto dei problemi
tiva dai primi secoli dopo Cristo agli inizi
dell’agricoltura (sec. XX). Fu chiamato
del XIV secolo, in La Provincia di Ca-
come assessore regionale tecnico dal-
gliari, I, 1983.
l’ottobre 1951 al giugno 1953 nella se-
Pais Famiglia di Torralba (sec. XVII- conda giunta Crespellani durante la I
esistente). Le sue notizie risalgono al legislatura.
secolo XVII: in possesso di un notevole
patrimonio, si imparentò con nobili fa- Pais, Ettore1 Storico, senatore del Re-
miglie e nel 1718 ottenne con un Fran- gno (Borgo San Dalmazzo 1856-Roma
cesco Pais Zatrillas l’esenzione dal pa- 1939). Appartenente per parte di padre
gamento dei tributi feudali. Suo figlio, a una delle più nobili famiglie sarde,
un altro Francesco, nel 1747 ottenne il trascorse nell’isola parte della fanciul-
cavalierato ereditario e la nobiltà. I di- lezza. Allievo tra gli altri di Domenico
scendenti, divisi in diversi rami, conti- Comparetti e di Atto Vannucci, si lau-
nuarono a esprimere distinte persona- reò a 22 anni in Lettere discutendo una
lità e nel 1843 ottennero il titolo di ba- tesi sul riso sardonico. Iniziava cosı̀,
rone. con una ricerca filologica di argo-
mento sardo, una serie di fortunatis-
Pais, Alfredo Latinista (Cuneo 1855- simi studi di storia antica, molti dei
Genova 1895). Fratello di Ettore, dopo quali dedicati alla Sardegna, grazie ai
essersi laureato in Lettere classiche si quali P. è ancora oggi considerato uno
dedicò all’insegnamento del latino e dei massimi storici di Roma antica. A
del greco nei licei di diverse città d’Ita- partire dal 1878 resse il Ginnasio e il R.
lia. Per alcuni anni insegnò anche a Museo Antiquario dell’Università di
Sassari, da dove si trasferı̀ a Genova: Sassari; dal 1880 insegnò al Liceo di
in questa città si tolse inspiegabil- Sassari, trasferendosi quindi a Berlino
mente la vita nel 1895 a soli quaran- (1881-83), dove si perfezionò in Storia
t’anni. Fu studioso profondo, autore di antica presso il grande Theodor
saggi e di alcune interessanti monogra- Mommsen, con cui collaborò alla reda-
fie, tra cui: Dialettologia sarda, ‘‘Stella zione di alcuni volumi del Corpus In-
di Sardegna’’, IX, 1885; Osservazioni so- scriptionum Latinarum. Direttore dei
pra un’iscrizione scoperta a Tegea, 1885; Musei, scavi e gallerie del Regno
Iscrizioni di Bupha, 1886; Un passo ora- (1882), diresse dal 1883 al 1885 assieme
ziano relativo al sardo Tigellio, ‘‘Bullet- a Filippo Vivanet il Museo di antichità
tino Archeologico sardo’’, serie II, vol. di Cagliari e iniziò la pubblicazione
I, 11-12; Il teatro di L. Anneo Seneca, della nuova serie del ‘‘Bullettino Ar-
1890. cheologico Sardo’’, che nel titolo si ri-
Pais, Comita Religioso (Sardegna, sec. chiamava alla gloriosa rivista di Gio-
XII-?). Vescovo di Usellus dal 1182 al vanni Spano. Nel novembre del 1885 di-
1195. Fu il primo vescovo indicato in venne titolare di storia nel Liceo di Ca-
alcuni documenti anche come «ve- gliari. L’anno successivo iniziava il suo
scovo di Ales» (la prima volta in cui è insegnamento universitario a Pa-
attestato il toponimo). Fu nominato nel lermo, dove ebbe come allievi nume-
1182 e resse la diocesi per più di dieci rosi promettenti studenti siciliani,
anni. Particolarmente legato alla dina- compreso Luigi Pirandello e anche al-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 87


Pais

lievi sardi (tra i quali Antonio Mocci, vinto sostenitore, nella logica dell’e-
che poi avrebbe insegnato nell’Ateneo spansione coloniale e del nuovo ruolo
sassarese Storia giuridica ed econo- che si prospettava per l’Italia in Eu-
mica della Sardegna). A Pisa fu ordina- ropa. Eppure appare eccessivo il giu-
rio (1890-99) di Antichità greche e ro- dizio di Luciano Perelli, che pone il P.
mane (tra i suoi allievi Ettore Roma- «in testa alla lista» degli «spiriti servili
gnoli e Giovanni Gentile). In questi e deboli o semplicemente ingenui»;
anni pubblicò la sua Storia di Roma, «nei ponderosi, opachi e poco originali
1898-99, dove l’ipercriticisimo ‘‘ale- volumi di storia romana pubblicati dal
manno’’ del P. raggiunse il culmine. P. sotto il fascismo» vi sarebbero delle
Passato a insegnare Storia antica e An- parti in cui «l’ideologia nazionalista e
tichità greche e romane all’Università reazionaria» raggiungerebbe «dei cul-
di Napoli (1899-1914), a partire dal 1901 mini veramente insuperabili». In
diresse il Museo di Napoli e gli scavi di realtà è stato recentemente dimostrato
Pompei, con non pochi problemi anche che il P. si dichiarò, sui problemi della
giudiziari. Nel 1905 preferı̀ abbando- scuola, per l’educazione di massa, con-
nare l’Italia per recarsi a insegnare ne- tro gli eccessi dell’istruzione «pluto-
gli USA, a Madison, nell’University of cratica», a favore delle donne, dei gio-
Wisconsin. Dal 1906 si trasferı̀ in mis- vani bisognosi, contro i collegi per i ric-
sione a Roma, dove tenne corsi di Epi- chi, per la presenza dello Stato nelle
grafia e Storia romana, entrando in po- regioni meridionali, a favore dei «di-
lemica con il De Sanctis. Dal 1910 fu ritti del proletariato operaio». Dell’ec-
nominato socio della Regia Accademia cezionale produzione storica del P. si
dei Lincei; a Napoli nel 1912-13 fu pre- conoscono oltre duecento titoli: i la-
side della Facoltà di Lettere; dal 1914 vori più importanti hanno in genere
riprese a insegnare a Roma, distin- avuto più di una edizione. Il P. s’inte-
guendosi nella propaganda nazionali- ressò alla Sardegna fin dai primi lavori
stica durante la guerra: del 1915 è il suo giovanili: Due questioni relative alla
discorso su La romanità della Dalmazia geografia antica della Sardegna [Sulla
al Congresso nazionale pro Dalmazia. vera posizione dei Montes Insani e il po-
Nel 1918 riuscı̀ a coronare una sua an- polo dei Barbaricini in Sardegna], ‘‘Ri-
tica aspirazione, facendosi nominare vista di filologia e istruzione classica’’,
ordinario di Storia antica a Roma nella 1878; Sardánios ghelos, ‘‘Atti R. Accad.
cattedra del Beloch, nonostante l’av- Lincei’’, V, 1879-80, Roma 1880; le opere
versione di molti colleghi; passò poi di maggior rilievo sono comunque la
nella cattedra di Storia romana (1923), nota Sardegna prima del dominio ro-
che mantenne fino al collocamento a mano. Studio storico e archeologico,
riposo (1931). Nel 1922 P. diventava se- ‘‘Atti R. Accademia Lincei’’, Memorie
natore del Regno, portando con sé un di scienze morali, VII, Roma 1881; inol-
bagaglio di convinzioni liberali, masso- tre il ‘‘Bullettino Archeologico sardo’’,
niche, nazionaliste e anticlericali; fu serie II, vol. I, Cagliari 1884 (pubblicato
dapprima uno tra i più fieri oppositori col proposito di rinnovare la rivista di
di Mussolini, ma a partire dal 1926 la Giovanni Spano); l’accuratissima
valorizzazione della cultura italiana e Prima relazione intorno ai viaggi fatti
in particolare l’azione di strumentaliz- per la compilazione dei «Supplementa
zazione della storia di Roma antica italica» al «Corpus Inscriptionum Lati-
operata dal fascismo lo trovarono con- narum», ‘‘Rendiconti R. Accademia

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 88


Pala

Lincei’’, cl. sc. mor., stor., filol., serie V. battaglia di Mentana (1867) entrò nel-
III, 1894, con molto spazio per le iscri- l’esercito regolare italiano col grado di
zioni della Sardegna; l’articolo Sulla colonnello e in seguito fu promosso ge-
civiltà dei nuraghi e sullo sviluppo socio- nerale. A partire dal 1882 fu eletto de-
logico della Sardegna, ‘‘Rendiconti Ac- putato al Parlamento, sempre riconfer-
cademia Lincei’’, XVIII, 1909, e ‘‘Archi- mato fino al 1919, dapprima nel colle-
vio storico sardo’’, VI, 1910; infine, so- gio di Sassari e successivamente in
prattutto, la Storia della Sardegna e quello di Ozieri. Amico di Carducci e
della Corsica durante il dominio ro- di Cavallotti, in Parlamento si schierò
mano, 1923 (riedita a cura di A. Mastino con la Sinistra. Alle elezioni del 1919,
nella ‘‘Bibliotheca sarda’’ Ilisso, 1999), che si svolgevano non più sulla base di
opera della piena maturità. Significa- collegi uninominali ma con il sistema
tive le due appendici, dedicate a La proporzionale, presentò una lista per-
Brigata Sassari e a Le infiltrazioni delle sonale, che però fu travolta dalle liste
cosı̀ dette ‘‘Carte di Arborea’’ nella storia di coalizione: nelle elezioni per la XIX
della Sardegna. [ATTILIO MASTINO] legislatura, nel 1895, era stato il candi-
Pais Passino, Giuseppe Giurista (n. dato che aveva riportato, in tutta Italia,
Sassari 1859-Roma 1896). Dopo aver la più alta percentuale di preferenze
conseguito la laurea, in un primo mo- rispetto al numero dei votanti. Il suc-
mento si dedicò all’esercizio della pro- cesso, si disse, era stato anche il risul-
fessione di avvocato. Dopo poco tempo, tato dell’attesa da cui si era circondata
lasciata la professione, si dedicò allo la relazione che il presidente Crispi lo
studio del Diritto civile e intraprese la aveva incaricato di redigere sulle con-
carriera universitaria presso l’Univer- dizioni della sicurezza e dell’economia
sità di Sassari, dove insegnò per alcuni della Sardegna. La relazione fu pre-
anni Diritto civile. Stancatosi anche di sentata, però, nel marzo 1896, all’indo-
questo secondo ‘‘mestiere’’, entrò nella mani della battaglia di Adua che aveva
carriera del Ministero del Lavoro e si provocato la caduta del governo. Le
trasferı̀ a Roma, dove morı̀. Della sua successive misure a favore dell’isola,
attività di studioso del diritto resta la previste dalla legge speciale del 1897,
interessante monografia sulla Storia furono in realtà deliberate tenendo in
del possesso, 1885. poco conto le proposte che P.S. aveva
collocato a conclusione della sua rela-
Pais Serra, Francesco Garibaldino, zione. Tra i suoi scritti, tutti collegati
giornalista, deputato al Parlamento
alla sua attività parlamentare: Sulle
(Nulvi 1837-Roma 1924). Di idee repub-
condizioni della pubblica sicurezza in
blicane, sin da giovane si stabilı̀ a Bolo-
Sardegna, 1883 (è il testo di una inter-
gna dove entrò presto nel mondo gior-
pellanza); Sulla crisi agraria in Sarde-
nalistico, fondando il foglio ‘‘Amico del
gna, 1885 (è il testo di un discorso pro-
Popolo’’, «di intonazione estremista e
nunciato alla Camera dei deputati); Di-
antigovernativa», ha scritto Tito Orrù.
scorsi pronunziati alla Camera dei De-
La sua casa divenne un punto di riferi-
putati nelle tornate 2 e 28 maggio e 8 giu-
mento per i repubblicani emiliani e ro-
gno 1885, 1885; Relazione dell’inchiesta
magnoli; per la sua attività politica e
sulle condizioni economiche e della sicu-
pubblicistica fu spesso arrestato e pro-
rezza pubblica in Sardegna, 1896.
cessato dal governo pontificio. Prese
parte alle guerre di indipendenza Pala1 Antica famiglia di Sassari (secc.
come volontario garibaldino; dopo la XIII-XVI). Le sue notizie risalgono al

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 89


Pala

secolo XIII. Apparteneva all’oligar- colo XVIII: ottenne il cavalierato ere-


chia mercantile che subito dopo l’e- ditario e la nobiltà nel 1753 con un Vit-
stinzione della famiglia giudicale si torio Pala Casu. Sposato con una Tedde
adoperò per la costituzione della città di Nulvi, si trasferı̀ a Sassari dove i suoi
in libero Comune. Uno dei suoi mem- figli diedero vita a numerosa discen-
bri, Denetone, nel 1294 fu tra i firmatari denza.
del trattato con Genova in base al quale Pala, Aldobrandino Cittadino sassa-
la città divenne un Comune ‘‘pazio- rese (Sassari, seconda metà sec. XIII-
nato’’ con la repubblica genovese, che ivi, prima metà sec. XIV). Contempora-
inviava a Sassari un suo podestà. In se- neo di Denetone, fu tra i principali pro-
guito continuò a svolgere un ruolo pre- tagonisti della rivolta contro gli Arago-
minente e favorı̀ l’avvicinamento di nesi. Prese parte agli episodi che cul-
Sassari a Giacomo II d’Aragona, sicché minarono, nel luglio del 1325, nell’uc-
nel 1323 contribuı̀ alla dedizione della cisione del governatore aragonese,
città agli Aragonesi. Subito dopo però nella cacciata della guarnigione dalla
prese parte alla sommossa contro gli città e nella restaurazione del libero
invasori; al moto partecipò anche Al- Comune.
dobrandino, un altro membro della fa-
Pala, Denetone Cittadino sassarese
miglia. Illustre cittadino, egli fu tra i
(Sassari, seconda metà sec. XIII-ivi,
principali protagonisti della rivolta.
prima metà sec. XIV). Nel 1294 fu tra i
Prese parte agli episodi che culmina-
firmatari del trattato con Genova in
rono, nel luglio 1325, nell’uccisione del
base al quale la città divenne Comune
governatore aragonese, nella cacciata
‘‘pazionato’’ con Genova, amministrato
della guarnigione dalla città e nella re-
da un podestà genovese. In seguito con-
staurazione del libero Comune. In se- tinuò a svolgere un ruolo preminente
guito la famiglia continuò a mantenere nella vita pubblica sassarese e favorı̀
il suo atteggiamento antiaragonese e l’avvicinamento della città a Giacomo
nel 1329 i suoi membri furono tra i pro- II d’Aragona; nel 1323 fu tra coloro che
motori della seconda ribellione della maggiormente si adoperarono perché
città e dell’alleanza con i Doria. Fallita la città prestasse omaggio al re. Subito
la rivolta, furono banditi e riuscirono a dopo, però, una volta che si fu reso
rientrare in città solo nel 1409 quando conto delle conseguenze politiche del-
Sassari cadde in mano al visconte di l’evento, prese parte alla sommossa
Narbona. Nei decenni successivi i P. as- contro gli invasori.
sunsero nuovamente un ruolo prima-
rio in città. Quando però, nel 1527, Sas-
Pala, Dina Scultrice e pittrice (n. Ter-
ralba 1933). Autodidatta, negli anni
sari fu occupata dalle truppe francesi
Cinquanta ha preso parte a mostre a
comandate da Renzo da Ceri (= Orsini,
Oristano e Cagliari; successivamente
Lorenzo), alcuni dei suoi membri sem-
ha viaggiato in Italia e all’estero, fre-
bra abbiano tenuto un comportamento
quentando gli studi di alcuni dei più
ambiguo nei confronti del nemico. Li-
grandi scultori contemporanei. Dopo
berata la città e ristabilito il clima di
il 1980 si è stabilita a Milano dove ha
pace, furono accusati di tradimento,
frequentato Aligi Sassu, Giacomo
condannati e costretti a lasciare Sas-
Manzù, Giò Pomodoro e altri e ha preso
sari.
attivamente parte alla vita culturale
Pala2 Famiglia di Sedilo (sec. XVIII-esi- della città. Alla fine degli anni Ottanta
stente). Le sue notizie risalgono al se- è rientrata a Terralba, dove ha allestito

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 90


Pala

il suo studio nella vecchia casa pa- nella stessa città. Ha al suo attivo una
terna. interessante monografia su Il matrimo-
nio in Sardegna: legislazione, tradizione
Pala, Francesco1 Editore, scrittore
al tramonto della dominazione spa-
(Terralba, seconda metà sec. XIX-Ge-
gnola, pubblicato nel 1985.
nova 1972). Fece a Sassari i suoi primi
studi e nell’immediato dopoguerra Pala, Giacomo Avvocato, deputato al
partecipò alla vita politica cittadina Parlamento (Luras 1849-Roma 1927).
schierato nell’Azione Cattolica e nel Conseguita la laurea in Legge, iniziò a
Partito Popolare Italiano (ricordata esercitare la professione di avvocato,
poi nell’articolo Sassari: il bianco fiore segnalandosi anche come autore di al-
degli anni Venti). Costretto come l’a- cune pregevoli opere di carattere giu-
mico Remo Branca a lasciare la città, ridico. Quindi si dedicò alla politica,
fondò a Genova la F.&S. Fratelli Pala prendendo parte al dibattito sui mag-
Editori. Qui nel 1938 pubblicò l’antolo- giori problemi dei suoi tempi. Rappre-
gia Vita poesia di Sardegna, redatta in- sentante degli interessi della Gallura,
sieme a Remo Branca nel quadro delle fu eletto deputato per la XX legislatura
celebrazioni dei ‘‘grandi personaggi’’ nel 1897 e riconfermato per le succes-
della Sardegna. L’opera è stata ripub- sive fino al 1919; schierato con la Sini-
blicata nel 2000 in elegante reprint dal- stra, fece parte del gruppo dei cavallot-
l’editore sassarese Carlo Delfino, con tiani e fu attivissimo in Parlamento:
una illuminante prefazione di Antonio perorò con tale passione la causa del
Romagnino. Della rivista che Branca trasferimento dell’attracco del ‘‘po-
fondò nel secondo dopoguerra, ‘‘Fron- stale’’ con Civitavecchia da Golfo
tiera’’, edita a Cagliari dai Fossataro, P. Aranci a Terranova Pausania (l’attuale
fu uno dei più attivi collaboratori; in Olbia) da essere soprannominato ‘‘l’o-
quegli anni era diventato presidente norevole Terranova’’ (il trasferimento
del circolo genovese degli emigrati avvenne, a conclusione di un lungo iter
sardi ‘‘Sarda Tellus’’. Quando morı̀, burocratico sul quale aveva certa-
nel 1972, Branca lo salutò come mente influito il suo impegno, ma in
«un’alta personalità fra gli uomini quell’anno, 1920, egli non era più depu-
esemplari del mondo cattolico ita- tato). Tra i suoi scritti: Commercio del
liano». bestiame in Sardegna, ‘‘Nuova Sarde-
gna’’, 1906; Ferrovie complementari in
Pala, Francesco2 Religioso (Marrubiu
Sardegna. Linea Sassari-Tempio-Palau,
1928-Nicotera 1990). Vescovo di Nico-
‘‘La Nuova Sardegna’’, 1913.
tera nel 1990. Entrato in Seminario, fu
ordinato sacerdote nel 1951; in seguito Pala, Giovanni Giornalista, uomo poli-
si laureò in Giurisprudenza. Dal 1954 tico (Torralba 1896-Genova, seconda
fu nominato viceparroco della catte- metà sec. XX). Deputato al Parla-
drale di Cagliari e poco dopo responsa- mento, membro della Camera dei Fasci
bile dell’Ufficio catechistico della dio- e delle Corporazioni. Di idee naziona-
cesi, che resse con grande impegno. liste, fondò il primo nucleo nazionali-
Nominato parroco di Sant’Elena a sta a Sassari. Allo scoppio della prima
Quartu operò con grande impegno ne- guerra mondiale, partı̀ volontario, gua-
gli anni dello sviluppo della città cam- dagnando numerose decorazioni al
pidanese. Nel 1990 fu nominato ve- V.M. Nel dopoguerra si stabilı̀ a Genova
scovo di Nicotera in Calabria, ma morı̀ dove fondò ‘‘Il giornale di Genova’’.
improvvisamente poco tempo dopo, Aderı̀ al fascismo nascente, divenendo

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 91


Pala

segretario generale del sindacato fa- eletto deputato nelle liste della DC
scista della Liguria; nel 1924 fu eletto per la IV legislatura repubblicana; in
deputato per la XXVII legislatura e seguito è stato riconfermato per altre
successivamente riconfermato per le due legislature fino al 1976. In que-
altre legislature fino al 1939, quando st’anno è stato eletto senatore per la
fu chiamato a far parte della Camera VII legislatura e riconfermato fino al
dei Fasci e delle Corporazioni. Tra il 1983. Negli anni 1969-1972 è stato com-
1926 e il 1928 fu sottosegretario alla ponente della commissione parlamen-
Marina mercantile e successivamente tare d’inchiesta sulle condizioni della
presidente della Confederazione na- pubblica sicurezza in Sardegna presie-
zionale dei trasporti marittimi e aerei. duta dal senatore Giuseppe Medici.
Sulla base delle osservazioni della
Pala, Giuseppe Storico (n. Assemini,
commissione ha anche presentato la
sec. XX). Conseguita la laurea, si è de-
legge 509, diventata poi la legge 268,
dicato alla ricerca e all’insegnamento
che rifinanziava il Piano di Rinascita.
universitario. Attualmente insegna
Ha pubblicato un volume di scritti sui
nell’Istituto di Storia moderna presso
problemi della Sardegna e ha redatto
la Facoltà di Lettere dell’Università di
la voce Storia della riforma agraria, in
Cagliari. Tra i suoi scritti: Una nota sul
La Sardegna. Enciclopedia (a cura di M.
ripopolamento di Sassari al tempo di Al-
Brigaglia), III.
fonso il Benigno, ‘‘Annali della Facoltà
di Lettere e Filosofia dell’Università Pala, Salvatore Matematico (Scano di
di Cagliari’’, XXXVIII, 1976; L’occupa- Montiferro 1578-Cagliari 1632). Compı̀ i
zione austriaca della Sardegna attra- suoi studi in una Università nella peni-
verso alcuni documenti del British Mu- sola e raggiunse subito fama di esperto.
seum, 1978; Società ed economia ad As- Nel 1626 fu chiamato a insegnare
semini tra la seconda metà dell’Otto- presso l’Università di Cagliari; fu au-
cento e il primo Novecento, in Assemini. tore di un trattato per uso didattico il
Storia e società, 1986; Un conflitto tra la cui manoscritto è conservato nella Bi-
famiglia Castelvı̀ e il viceré di Sardegna blioteca Universitaria di Cagliari.
agli inizi del XVII secolo, ‘‘Archivio sto-
Palabanda, congiura di Complotto ri-
rico sardo’’, XXXVI, 1989; Un aspetto
voluzionario di ispirazione liberale or-
della politica economica di Filippo II in
ganizzato a Cagliari nell’ottobre del
Sardegna: l’introduzione delle pecore
1812 da un gruppo di professionisti e
merinos, in Studi storici in memoria di
di popolani con lo scopo di cacciare
Giancarlo Sorgia, ‘‘Archivio storico
dalla città i Piemontesi. Anima della
sardo’’, XXXIX, 1998.
congiura fu il vecchio avvocato Salva-
Pala, Pietro Funzionario, uomo poli- tore Cadeddu, segretario dell’Univer-
tico (n. Tempio Pausania 1927). Depu- sità, personaggio molto noto e stimato
tato al Parlamento, senatore della Re- in città, che in gioventù aveva preso
pubblica. Dopo essersi laureato in Giu- parte attiva al cosiddetto ‘‘triennio ri-
risprudenza, ha militato fin da giovane voluzionario’’. Attorno a lui si muove-
nella Democrazia Cristiana. Ha fatto vano alcuni dei suoi figli, altri profes-
parte del gruppo politico sassarese sionisti e un gruppo di popolani del
detto dei ‘‘Giovani Turchi’’; dal 1956 al quartiere di Stampace. I congiurati si
1963 è stato segretario provinciale del riunivano nella località detta Pala-
suo partito. Funzionario dell’Ufficio banda (di qui il nome della ‘‘congiura’’)
Stampa dell’ETFAS, nel 1963 è stato in una grotta situata nella proprietà

86

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 92


Palau

dello stesso avvocato Cadeddu (attual- & TERRITORIO Il territorio comunale,


mente compresa nell’Orto Botanico). Il di forma grosso modo triangolare, si
progetto prevedeva la sollevazione ge- estende per 44,38 km2 e confina a nord
nerale, la conquista del castello, la cac- e a est col mare Tirreno, a sud con Ar-
ciata dei Piemontesi e la sostituzione zachena e a ovest con un’isola ammini-
del comandante militare della piazza. I strativa di Tempio Pausania e con
congiurati, però, furono scoperti Santa Teresa Gallura. Si tratta di una
prima che il moto scoppiasse; catturati parte del litorale nord-orientale, gra-
in gran parte, furono processati e con- nitico e ricoperto per la maggior parte
dannati duramente, alcuni in contu- di macchia mediterranea. Un tempo
macia perché erano riusciti a fuggire frequentato solo da qualche alleva-
all’estero. L’avvocato Cadeddu, invece, tore, e tutt’al più per la presenza del
nonostante l’età fu condannato a morte porto, è oggi interessato invece al cre-
e giustiziato. Va detto, peraltro, che sul scente sviluppo della attività turistica
senso generale della ‘‘congiura’’ (dai e balneare, sorta con la valorizzazione
suoi obiettivi agli stessi suoi protagoni- delle bellezze del luogo e delle località
sti) esiste ancora più d’una perplessità, circostanti e, naturalmente, col cre-
anche per la scarsezza dei documenti sciuto traffico marittimo sia delle im-
relativi. barcazioni di linea che di quelle da di-
Palas, Is Località abitata in territorio porto. P. si trova nel punto in cui ha ter-
di Sant’Anna Arresi. L’agglomerato si è mine la lunghissima statale 125 Orien-
sviluppato in età non precisabile, e co- tale sarda (proveniente da Cagliari) e
munque non prima del secolo XVII, da ha inizio la 133 per Santa Teresa. Nu-
un furriadroxiu costruito da un gruppo merose le strade secondarie di recente
di pastori su terre che erano state con- costruzione per il collegamento con i
cesse a una famiglia Pala, che finı̀ per villaggi turistici e le spiagge. Qui ha
dare il nome al piccolo centro. termine anche la ferrovia a scarta-
mento ridotto proveniente da Sassari
attraverso Tempio Pausania.
& STORIA Per quanto Victor Bérard
(=) riporti una leggenda in base alla
quale il paese sarebbe legato al luogo
dove Ulisse incontrò i Lestrı̀goni, le
sue origini sono piuttosto recenti. Il
territorio era disabitato fino alla fine
del secolo XVIII, quando cominciò a
essere frequentato da qualche pesca-
tore di origine corsa attirato dalla po-
Palau – Porto. sizione geografica del luogo. L’attuale
abitato si formò nell’Ottocento come
Palau Comune della provincia di Olbia- punto base ideale per il passaggio all’i-
Tempio, compreso nella IV Comunità sola della Maddalena. Il paese si svi-
montana, con 3468 abitanti (al 2004), luppò cosı̀ attorno al porto e alla sta-
posto a 5 m sul livello del mare sul lito- zione ferroviaria della linea comple-
rale che fronteggia l’isola della Madda- mentare, la Sassari-Tempio. Fu dap-
lena. Regione storica: Gemini. Diocesi prima frazione di Tempio Pausania e
di Tempio-Ampurias. dal 1959 comune autonomo, poi in cre-

87

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 93


Palau

scente sviluppo grazie alle correnti tu- imprese commerciali 399; esercizi
ristiche richiamate dalle sue bellezze pubblici 50; esercizi al dettaglio 131;
naturali. ambulanti 7. Tra gli indicatori sociali:
& ECONOMIA Le attività di base della occupati 1189; disoccupati 103; inoccu-
sua economia sono il porto, le attività pati 99; laureati 104; diplomati 466; con
edilizia e immobiliare e l’industria; in licenza media 1043; con licenza ele-
particolare tra le attività industriali mentare 942; analfabeti 48; automezzi
sono rilevanti la pesca e la piscicol- circolanti 1306; abbonamenti TV 818.
tura, ma anche la lavorazione del le- & PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il mo-
gno, dei materiali informatici e la fab- numento più importante è la Tomba di
bricazione dei mobili. Hanno un qual- giganti di Li Mizzani: risale al Nura-
che rilievo anche l’agricoltura, soprat- gico medio ed è lunga 13 m, con un cor-
tutto l’orticoltura, la frutticoltura e la ridoio costruito con una tecnica molto
cerealicoltura, e l’allevamento del be- rozza. Gli scavi effettuati hanno resti-
stiame, soprattutto bovini e suini e in tuito materiali ascrivibili alla seconda
misura minore ovini. È discretamente fase della cultura di Bonnanaro. Molto
sviluppata anche la rete di distribu- frequentata negli anni più recenti, in
zione commerciale. Vi operano 11 al- cui si è diffusa l’ipotesi che la tomba
berghi con 4237 posti letto, due aziende sorga su un’area dotata di particolare
agrituristiche, campeggi, 22 ristoranti magnetismo e dunque fonte di energie
e il porto turistico con 290 posti barca. salutari.
Servizi. P. è collegato da autolinee e da & PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE
ferrovia agli altri centri della provin- E AMBIENTALE Il suo tessuto urbani-
cia, ma la struttura più importante è il stico si è prevalentemente sviluppato
porto, che accanto a un animato portic- nel corso della seconda metà del secolo
ciolo turistico comprende un grande XX, con l’avvio del turismo, ed è carat-
molo per l’attracco dei traghetti, che terizzato da alcuni centri residenziali
serve soprattutto l’intenso sistema di balneari di poco pregio architettonico.
collegamenti con La Maddalena. P. è Unico monumento di rilievo è la chiesa
dotato di Pro Loco, stazione dei Cara- di San Giorgio: posta a poca distanza
binieri, caserma della Guardia di fi- dall’abitato, fu costruita tra il secolo
nanza, medico, guardia medica, farma- XV e il XVI in forme gotico-catalane
cia, scuola dell’obbligo e scuole secon- nelle vicinanze di un nuraghe polilo-
darie superiori (tecnico commerciale bato. L’edificio è in trachite rossa e ha
e per geometri), sportelli bancari. Pos- una sola navata scandita da ampi archi
siede una Biblioteca comunale. ogivali; la facciata è arricchita da un
& DATI STATISTICI Al censimento del rosone ed è decorata da archetti trilo-
2001 la popolazione contava 3411 unità, bati e da due rilievi raffiguranti tre
di cui stranieri 113; maschi 1693; fem- santi. La chiesa custodiva un grande
mine 1708; famiglie 1477. La tendenza polittico del Trecento che qualche
complessiva rivelava un aumento della anno fa è stato fatto restaurare dalla
popolazione, con morti per anno 24 e Soprintendenza e non è stato ancora
nati 33; cancellati dall’anagrafe 119 e ricollocato in sito. Le coste attorno a P.
nuovi iscritti 166. Tra i principali indi- sono costituite da rocce di granito
catori economici: imponibile medio dalle mille forme: la più nota richiama
IRPEF 15 814 in migliaia di lire; versa- la figura di un orso proteso verso il
menti ICI 1408; aziende agricole 290; mare che con la sua mole suggestiona i

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 94


Palazzi

turisti anche perché proprio qui Ulisse & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Ca-
avrebbe incontrato i Lestrı̀goni. Il ratteristica è la festa della Madonna
tratto più noto e frequentato della co- delle Grazie che si svolge nella terza
sta è quello di punta Sardegna che, af- domenica di maggio e si apre con la di-
facciata sul mare, domina un amplis- stribuzione di vino e salsicce a tutti i
simo panorama in un incomparabile partecipanti; per tutta la giornata si
scenario di bellezza maestosa. Altri susseguono altre caratteristiche mani-
punti costieri di grande fascino sono festazioni con canti e balli.
l’isola dei Gabbiani, collegata alla Palauvert, Clemente Funzionario ca-
terra da una strada, e la Baia di Mezzo talano-aragonese (Catalogna, seconda
Schifo, dove durante la seconda guerra metà sec. XIII-Sardegna?, 1340). Scrip-
mondiale fu affondato da bombardieri tor reale, entrato al servizio di Giacomo
USA l’incrociatore Trieste. Lungo la co- II fu tra i principali protagonisti del
sta di punta Sardegna si trova Porto Ra- processo di formazione dell’ammini-
fael, villaggio turistico fondato dopo il strazione reale, responsabile della
1960 dallo spagnolo Rafael Neville, in cancelleria di Barcellona. Dopo la spe-
concorrenza con la Costa Smeralda. È dizione dell’infante Alfonso, nel 1328
un centro molto esclusivo e di grande ebbe in feudo Oris e Baiu nella curato-
eleganza il cui inventore ha finito col ria di Dolia e nel 1334 altri piccoli feudi
diventare un mito. «Da trent’anni – nella stessa zona. Morı̀ senza discen-
dice Ernesto Massimetti in un suo arti- denti.
colo pubblicato dalla ‘‘Nuova Sarde-
gna’’ l’11 aprile 1996 – una risacca in-
ternazionale riconosceva Rafael pro-
tagonista, personaggio di un angolo di
Gallura che usciva dal quotidiano per
tuffarsi nel fascino dell’eccezionale.
Oggi che tutto sembra finito, o almeno
spento nel logorio degli anni e delle
mode, cosa ha rappresentato la piaz-
zetta raccolta, nido e cuore aristocra-
tico di Porto Rafael, nella vita della Co-
sta Smeralda? Le bouganvilles profu-
mavano di quiete, la bandiera spa-
gnola dava un tocco esotico a questo Bernardino Palazzi – Ritratto di Arturo
balzano hidalgo di Malaga, boutiques Toscanini.
e gioielli rifornivano i pochi frequenta-
tori. Forse senza accorgersene, Rafael Palazzi, Bernardino Pittore (Nuoro
aveva saputo creare l’ultimo rifugio 1907-Roma 1986). Nacque a Nuoro,
della ‘‘Cafè society’’ che alla fine degli dove suo padre era funzionario di poli-
anni Sessanta svernava in Gallura. In zia. Visse e studiò a Sassari fra il 1917 e
buona parte inglesi, spesso titolati, tal- il 1921, quindi si trasferı̀ nella peni-
volta avventurieri, i suoi rarefatti abi- sola. Esordı̀ nel 1934, guadagnandosi
tanti chiedevano soprattutto eleganza, presto consensi della critica e largo
silenzio e champagne a questa nicchia gradimento del pubblico per il suo stile
profumata di mirto in faccia all’arcipe- ‘‘mondano’’ e accattivante. Questa ten-
lago». denza andò precisandosi (fino a stan-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 95


Palearo

dardizzarsi) nella seconda parte della legamento terrestre diretto tra Sarde-
vita del pittore. Molto acuta l’osserva- gna e Corsica e probabilmente anche
zione di Giuliana Altea e Marco Ma- di un ‘‘ponte’’ con la Toscana, cioè di
gnani quando affermano che non un avvicinamento delle due isole al
avrebbero parlato di P. ‘‘continentale’’ continente italiano. Il collegamento si
se prima di emigrare «non avesse verificò nel Pleistocene. In questo
avuto il tempo di assimilare l’ancora modo giunsero in Sardegna, in diversi
recentissima tradizione figurativa iso- momenti collocabili tra i 500 000 e
lana, con risultati importanti per la sua 125 000 anni a.C., animali come l’ele-
formazione». E ancora: «Tutto il suo fante nano (Elephas melitensis), la
percorso si snoderà in effetti a partire scimmia, l’antilope e un grosso topo
da una concezione bidimensionale senza coda (Prolagus sardus) e infine,
della rappresentazione, tesa a esaltare
probabilmente tra l’80 000 e il 10 000
la superficie come luogo di uno spen-
a.C., la foca monaca. In questo contesto
sierato incontro di linee e colori che
in Anglona sono state ritrovate le
aspira all’intrinseca bellezza dell’ara-
tracce dell’uomo del Paleolitico infe-
besco».
riore. I ritrovamenti riguardano due
Palearo, Giorgio Ingegnere militare gruppi di località, quelle del rio Altana
(sec. XVI). Fratello di Jacopo, giunse e quelle di Pantallinu, nei pressi della
in Sardegna nel 1573 e vi lavorò fino al stazione ferroviaria di Laerru. Nelle
1578 in un clima di continue incom- due località, in sacche alluvionali, è
prensioni con le autorità. Completò il stata rinvenuta una grande quantità di
progetto elaborato da suo fratello per
manufatti di differente tipo: oggetti at-
la ristrutturazione delle piazzeforti di
tribuibili alle industrie a scheggia de-
Alghero e di Cagliari ed elaborò il pro-
nominate clactoniane (dalla località di
getto della chiesa di Sant’Agostino in
Clacton, nel Sussex, dove questo tipo di
Cagliari.
industria fu individuato per la prima
Palearo, Jacopo (detto El Fratin) Inge- volta), utensili da taglio, da incisione,
gnere militare (sec. XVI). Fratello di punte per armare bastoni, raschiatoi,
Giorgio, fu chiamato in Sardegna bulini, grattatoi e altri oggetti ottenuti
quando era già abbastanza noto come battendo ciottolo su ciottolo e poi ritoc-
architetto militare; giunse a Cagliari
candoli. È ipotizzabile che l’uomo sia
nel 1563 ed elaborò il progetto per la
stato presente in Sardegna anche nel
ristrutturazione delle piazzeforti di
Paleolitico medio, come farebbero
Cagliari e di Alghero.
pensare i recenti ritrovamenti nelle
Paleolitico in Sardegna Il Paleolitico grotte di Ziu Santoru e di Cala Ilune in
viene diviso per consuetudine degli territorio di Dorgali, e certamente nel
studiosi in tre fasi: il Paleolitico infe- Paleolitico superiore, come dimostre-
riore o clactoniano (500-300 000 a.C.); il rebbero gli scavi della Grotta Corbeddu
Paleolitico medio; il Paleolitico supe- a Oliena.
riore. Fino a non molto tempo fa la pre-
senza dell’uomo del Paleolitico in Sar- Paleontologia della Sardegna La Sar-
degna era ritenuta impossibile a causa degna è una terra molto antica. Lo stu-
della posizione geografica dell’isola; dio della sua evoluzione geologica per-
oggi invece è giustificata dall’esi- mette di comprendere meglio lo svi-
stenza, nella stessa fase (ma formatasi luppo della sua fauna e della sua flora
antecedentemente ad essa), di un col- e quello dell’insediamento umano. Si

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 96


Paleontologia della Sardegna

possono individuare quattro suddivi- ETÀ MESOZOICA Detta anche seconda-


sioni cronologiche principali. ria, comprende un periodo di tempo
ETÀ ARCHEOZOICA Distinta come pe- che va dai 225 ai 65 milioni di anni fa
riodo precambrico, è riferita al periodo ed è a sua volta divisa nei seguenti pe-
più antico della vita della terra, risa- riodi:
lente fino a 4 miliardi di anni fa; tracce 1. Triassico. Tra i 225 e i 195 milioni di
di questo periodo sono presenti a capo anni fa. Presente soprattutto nella
Spartivento, situato nel sud dell’isola Nurra e nell’Arburense con rocce ric-
tra Pula e Teulada. che di fossili quali i crinoidi, i bracio-
ETÀ PALEOZOICA Comprende il pe- podi, i lamellibranchi, i gasteropodi e
riodo di tempo tra i 500 milioni e i 280 qualche resto di pesci.
milioni di anni prima di Cristo. L’età è a 2. Giurassico. Tra i 195 e i 136 milioni di
sua volta articolata in diversi periodi: anni fa. Presente lungo la costa orien-
1. Cambrico. Tra i 570 e i 500 milioni di tale tra Tavolara e il golfo di Orosei e
anni fa. Di questo periodo sono le nella Sardegna centrale dove sono i
prime rocce arenarie del Sulcis e del- tacchi e i tonneri. Le rocce sono ricche
l’Iglesiente, ricche di fossili come le ar-
di fossili quali i Terebratula sardoa e i
cheociatine e i trilobiti.
Terebratula lamarmorae; nel territorio
2. Ordoviciano. Tra i 500 milioni e i 435
di Jerzu sono stati rinvenuti denti di
milioni di anni fa. Le sue tracce sono
ittiosauro. Nel Giurassico sardo com-
presenti nel Sulcis, nel Sarrabus, nella
paiono anche fossili di piante quali le
Barbagia, nell’Ogliastra e nel Logu-
felci e le gimnosperme.
doro con rocce ricche di fossili di am-
3. Cretaceo. È l’ultimo periodo dell’Età
biente marino come i teracoralli, i
mesozoica, tra i 136 e i 65 milioni di
briozoi e altri.
anni fa. È presente nella Nurra e nell’i-
3. Silurico. Tra i 435 e i 395 milioni di
sola di Sant’Antioco. Le sue rocce sono
anni fa. Le sue tracce sono presenti nel
ricche di fossili di rudiste e nei terri-
Gerrei e nel Fluminese con gli schisti
neri, particolarmente frequenti nel tori di Dorgali di ammoniti.
ETÀ CENOZOICA Detta anche terziaria.
territorio di Goni, e i calcari ricchi di
fossili di cefalopodi. Comprende un periodo di tempo che
4. Devonico. Tra i 395 e i 345 milioni di va dai 65 milioni a 1 800 000 anni prima
anni fa. Scarsamente rappresentato. di Cristo. Divisa in due sottoperiodi,
5. Carbonifero. Tra i 345 e i 280 milioni Paleogene (dai 65 milioni ai 22,5 mi-
di anni fa. Fase ricca di eruzioni vulca- lioni) e Neogene (dai 22,5 milioni a
niche e di assestamento dei graniti. È 1 800 000 anni), è ulteriormente artico-
una fase nella quale mancano total- lata in:
mente i fossili. 1. Paleogene. Tra i 65 e i 53 milioni di
6. Permico. È l’ultimo periodo del Pa- anni fa.
leozoico, tra i 280 e i 225 milioni di anni 2. Eocene. Tra i 55 e i 42 miloni di anni
fa. Presente in Ogliastra, Barbagia, fa. Questo periodo presenta caratteri-
Iglesiente e Nurra, è caratterizzato stiche differenti nella Sardegna orien-
dall’affioramento di rocce argilloschi- tale, dove nel golfo di Orosei si trovano
stose con resti di vegetali che fareb- fossili di nummuliti, e nella Sardegna
bero pensare all’esistenza di foreste si- occidentale, dove nel Sulcis si trova il
mili alle attuali foreste tropicali ricche carbone. L’Eocene ha restituito molti
di felci (Pecopteris). fossili di palme, per cui si può pensare

91

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 97


Paliacio

che il clima dell’isola fosse piuttosto esistente). Secondo una radicata tradi-
caldo. zione familiare, sarebbe una dirama-
3. Oligocene. Tra i 42 e i 22,5 milioni di zione della famiglia siciliana dei Pa-
anni fa. Caratterizzato in Sardegna da lici, costretta a lasciare la Sicilia nel
una prevalenza di ambiente palustre e secolo XV a causa delle fazioni di
dalla presenza di fossili di gasteropodi. quella aristocrazia. Dapprima i Palici
4. Miocene. Tra i 22,5 e i 6 milioni di si sarebbero rifugiati a Pisa e da qui
anni fa. Caratterizzato dall’esistenza sarebbero passati a Sassari entro la
di un canale marino che attraversava prima metà del secolo XVI. Il primo
le terre emerse che corrispondono alle personaggio conosciuto è un Giovanni
attuali Anglona, Gallura, Nuorese, Francesco, che nel 1543 ottenne il rico-
Mandrolisai, Sarcidano, Trexenta, noscimento della nobiltà e pochi anni
Gerrei, Sarrabus, Sulcis, Iglesiente, dopo fu signore della scrivania della
Arburese. Nelle argille e nelle marne i città. La disponibilità dell’ufficio per-
fossili sono abbondanti: tra i più diffusi mise alla famiglia di consolidare la
sono gli echinodermi (Sardocidaris propria posizione in città, nel 1573
Piae), i lamellibranchi, i coralli. Il fos- essa fu ammessa allo Stamento mili-
sile più interessante di questo periodo tare durante il parlamento Coloma.
è rappresentato dal cranio di un cocco- Alla fine del secolo XVI però le condi-
drillo (Tomistoma calaritanus) rinve- zioni economiche dei P. (nella grafia
nuto a Cagliari nel 1868. Sono stati tro- del tempo, anche Paliacho, più tardi
vati anche fossili di denti di pesci, tra Paliaccio) ebbero un tracollo a causa
cui quelli del Carcharodon megalodon, di una lite ereditaria per la conserva-
uno squalo che poteva raggiungere i 15 zione della signoria della scrivania.
m; tra i mammiferi sono i resti di un Per tutto il secolo XVII la famiglia, pur
cervide e di cetacei che si nutrivano di mantenendo i propri privilegi nobi-
vegetali. Al Miocene risalgono anche i liari e godendo ancora di una grande
tronchi fossili della foresta di Zuri, con considerazione sociale, ebbe una posi-
palme e altre piante di tipo africano. zione di secondo piano. Nel corso del
La ricchezza di fossili di piante di di- secolo XVIII, però, con un Antonio
verso tipo fa pensare che in Sardegna Ignazio, illustre giurista, riprese una
ci fossero tre zone climatiche diffe- posizione di prestigio e potere in seno
renti. alla società cittadina; nel 1756 i suoi
5. Pliocene. È l’ultimo periodo del Ce- membri furono investiti del feudo
nozoico, databile tra i 6 e 1 800 000 anni della Planargia col titolo di marchese.
fa. Se ne trovano tracce nella zona di I discendenti ereditarono alla fine del
Orosei. Restituisce abbondanza di fos- secolo XVIII anche il marchesato di
sili di coralli, lamellibranchi e gastero- San Carlo; nel corso del secolo XIX
podi. continuarono a esprimere personalità
ETÀ QUATERNARIA Detta anche Neo- di rilievo. Attualmente la famiglia, di-
zoico comprende un periodo di tempo visa in alcuni rami, oltre che a Sassari
tra il 1 800 000 e l’11 000 a.C., ed è divisi- risiede a Torino, Milano e Roma. L’at-
bile in due periodi, Pleistocene e Olo- tuale forma del cognome è Palici, con
cene, caratterizzati da una grande ric- l’appellativo di Suni.
chezza di fossili e dalla comparsa del- Paliacio, Antonio Ignazio I Reggente
l’uomo. di toga del Supremo Consiglio di Sar-
Paliacio Famiglia sassarese (sec. XV- degna (Sassari, inizi sec. XVIII-?, 1784).

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 98


Paliacio

Dopo essersi laureato in Legge, per- vita della città. Fu tra i protagonisti
corse una luminosa carriera nella ma- della polemica sul primato con Ca-
gistratura e si guadagnò fama di uomo gliari e nel 1615 fu eletto consigliere
colto e prudente, il che gli permise an- capo di Sassari.
che di accumulare un notevole patri-
Paliacio, Gavino II Marchese della Pla-
monio. Legato alla dinastia dei Savoia,
nargia (Sassari 1727-Cagliari 1795). Pa-
nel 1752 fu chiamato a Torino a rico-
dre di Antonio Ignazio II, ufficiale di
prire l’ufficio di Reggente di Toga del
carriera. Profondamente reazionario,
Supremo Consiglio di Sardegna. Nella
quando ereditò il feudo era lontano
capitale svolse il suo compito per al-
dalla Sardegna, per cui non seppe
cuni anni, occupandosi con passione
porre rimedio al malcontento dei vas-
dei problemi dell’isola e scrivendo al-
salli. Impegnato con autorevolezza e
cune opere sui suoi principali pro-
capacità di decisione nel suo servizio,
blemi politico-economici. Nel 1756 il
nel 1787 fu nominato comandante di
re per ricompensarlo gli concesse il
Nizza e quando, nel 1792, il Piemonte
feudo della Planargia col titolo di mar-
fu assalito dai francesi, tentò di difen-
chese della Planargia e di conte di Sin-
dere la città con le armi. Dovette però
dia. Poiché era impegnato a Torino, P.
abbandonarla e ritirarsi in Piemonte;
affidò l’amministrazione del feudo a
nel 1794 fu nominato governatore di
spregiudicati amministratori che pro-
Cagliari e generale delle Armi, e con
vocarono il malcontento dei vassalli
questo incarico inviato in Sardegna
che culminò, nel 1761, in una ribel-
con Gerolamo Pitzolo, nel difficile mo-
lione. Negli anni seguenti egli non riu-
mento in cui gli Stamenti sembravano
scı̀ a ristablire un buon rapporto con
arbitri della situazione. Data la sua for-
loro. Morı̀ forse a Torino o forse a Sas-
mazione, non comprendendo le radici
sari.
del malcontento popolare, scelse una
Paliacio, Antonio Ignazio II Marchese linea politica contraria agli Stamenti,
della Planargia (Sassari 1768-?, dopo tentando di bloccarne l’azione e di re-
1830). Figlio di Gavino II, uomo di idee staurare l’autorità del governo regio.
reazionarie e di notevole ingegno, si Temendo che l’evolversi della situa-
dedicò alla carriera diplomatica e fu zione potesse condurre all’abolizione
autore di alcuni componimenti d’occa- dei feudi, fu l’ispiratore del tentativo
sione. Seguı̀ e sostenne l’azione poli- di secessione dei feudatari del Capo di
tica del padre, ma subito dopo la sua sopra. Quando il 6 luglio 1795 a Cagliari
morte dovette affrontare l’aperta ribel- scoppiò la sollevazione in cui rimase
lione dei vassalli che avevano aderito ucciso il Pitzolo, egli fu fatto prigio-
ai moti antifeudali. Soffocati i moti, niero e rinchiuso nella torre dell’Ele-
partecipò con estrema decisione alla fante. Ma il 22 luglio le lettere seque-
repressione; in seguito ebbe modo di strategli al momento dell’arresto fu-
segnalarsi nella carriera diplomatica rono lette pubblicamente negli Sta-
e, dopo essere stato ministro plenipo- menti, suscitando grandissima emo-
tenziario in Portogallo, nel 1830 fu no- zione: poche ore dopo la folla assalı̀ la
minato ambasciatore. Torre, vi penetrò, ne trascinò fuori G. I
P. e lo trucidò sulla via antistante.
Paliacio, Gavino I Gentiluomo sassa-
rese (Sassari, seconda metà sec. XVI- Paliacio, Giovanni Antonio Marchese
ivi, prima metà sec. XVII). Laureato in della Planargia, senatore del Regno di
Legge, fu personaggio di spicco nella Sardegna (Cagliari 1793-Torino 1860).

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 99


Paliacio

Figlio di Antonio Ignazio II, ufficiale di Universitari Fascisti) di Cagliari viene


carriera, visse prevalentemente lon- ammesso al campionato nazionale di
tano dalla Sardegna. Oltre al feudo serie B, dove rimane fino allo scoppio
della Planargia ereditò da sua madre della guerra. Paradossalmente l’atti-
Imbenia Borro anche il marchesato di vità cestistica nel periodo bellico ha
San Carlo; trattò con successo il loro una grande crescita, grazie soprattutto
riscatto e nel 1838 fu nominato gover- a Emilio Tricerri, milanese, militare
natore di Torino. In seguito continuò a dell’aviazione di stanza a Cagliari. Ar-
risiedere in Piemonte, e dopo la con- bitro nazionale, è nominato commissa-
cessione dello statuto, nel 1848, fu no- rio regionale della p. e organizza nel
minato senatore del Regno, ma fu poco 1941 il primo campionato sardo. Vince-
assiduo ai lavori del Senato. ranno tra i maschi gli universitari ca-
Paliacio, Giovanni Francesco Genti- gliaritani e tra le donne il GUF sempre
luomo (Sassari, prima metà sec. XVI- di Cagliari. In quella occasione colla-
?). Fu nominato segretario di Sassari e borarono con Tricerri personaggi
nel 1543 ottenne il riconoscimento come il maddalenino Nico Mundula e
della nobiltà. Ereditò anche la signoria il sassarese Silvio Profili, appena di-
della scrivania del segretariato che gli plomati arbitri. Dopo la bufera della
consentı̀ di avere una rendita che con- guerra e un periodo di gravi difficoltà
solidò le condizioni della famiglia. economiche tutte le grandi società gin-
nastiche, più alcune realtà nuove come
Pallacanestro Sport. I primordi della
l’Aquila (nata nel 1944) e l’Esperia
p. (o basketball) si fanno risalire in Sar-
(1952) di Cagliari, e più tardi la Congre-
degna al 1924, quando i fratelli caglia-
gazione Mariana e la sassarese Di-
ritani Ettore e Dario Piu portarono
namo (1960) si sforzano di organizzare
dalla Francia un pallone (‘‘enorme’’,
squadre competitive, il cui vero serba-
come si disse allora) e organizzarono
toio sono le scuole superiori. In parti-
una sfida tra i calciatori del ‘‘Cagliari’’
e i canottieri dell’Ichnusa. Ma è a Sas- colare nel 1959 l’Esperia fa il salto di
sari che avviene il primo‘‘lancio’’ della qualità conquistando l’ammissione
p.: nel 1928 il 45º Fanteria forma due alla serie A, detta allora ‘‘di Eccel-
squadre (cui se ne aggiunge una della lenza’’. Nel frattempo a Sassari la Di-
Milizia) e organizza tornei estempora- namo toglie la leadership e alcuni dei
nei nel cortile della caserma. Nel frat- migliori atleti alla SEF Torres. L’Espe-
tempo nasce una squadra anche a Igle- ria, dopo essere tornata nei ranghi re-
sias. Negli anni Trenta si formano nu- gionali, in seguito a una ristruttura-
merosi altri sodalizi a Cagliari, Sassari, zione dei campionati accede nuova-
Nuoro; tra questi è l’‘‘Avanguardia’’ ca- mente alla serie B e poi col nome di
gliaritana, che partecipa nel 1934 a Brill Cagliari alla serie A1, dando vita
Bari al campionato italiano della GIL ad alcuni anni di grande basket (5º po-
(Gioventù italiana del Littorio). Ne sto nel 1975-76). Intanto nel 1970 anche
fanno parte anche calciatori cono- il CUS Cagliari era approdato alla se-
sciuti come Balata e pugili come Pa- rie A. Sulla scia di questi successi, a cui
sella e Antonio Pirastu. La p. si dà si aggiungeranno più tardi quelli della
un’organizzazione più solida con la for- sassarese Dinamo e di altre società di
mazione dei primi arbitri e con la na- Alghero, Porto Torres, Oristano, Olbia,
scita di squadre femminili sia a Sassari nascono corsi di pallacanestro per
che a Cagliari. Nel 1937 il GUF (Gruppi tutte le età, dal ‘‘minibasket’’ fino al ba-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 100


Pallamano

sket in carrozzina per i disabili, che si praticavano la p. grazie al professor Io-


pratica ormai da molti anni anche ad sto Pianu. La compagine si chiamò
alto livello. Attualmente la Dinamo Handball Sassari, fu iscritta al campio-
Banco di Sardegna milita nella serie nato di serie C nazionale e giocò le par-
A2, e altre quattro squadre maschili tite casalinghe nella centralissima
partecipano ai campionati nazionali piazza d’Italia. L’idea si rivelò geniale
di B1 e B2: Porto Torres, Russo Ca- perché consentı̀ di far conoscere la
gliari, Olbia, La Maddalena. In campo nuova disciplina a un folto pubblico.
femminile le squadre più importanti L’anno successivo nacque anche l’E-
sono sette, con l’Alghero in A1 e le ca- dera Endas, presieduta da Giuseppe
gliaritane Virtus Cagliari e CUS Ca- Losito e allenata da Manlio Por-
gliari nella A2. [GIOVANNI TOLA] queddu. I derby fra queste due compa-
Palladino, Enrico Mercante d’arte (Ca- gini diedero un ulteriore impulso a
gliari, inizi sec. XX-ivi 1974). Apparte- questo sport fino alla fusione delle
nente a una famiglia di commercianti, due squadre in quella che nel 1990-91
nel 1932 aprı̀ in via Manno a Cagliari conquistò la serie A. Contemporanea-
una galleria nella quale esposero i più mente Santoru, assieme a Giovanni
noti artisti sardi della prima metà del Mura e Carmen Usai poneva le basi
Novecento. La galleria divenne cosı̀ un per la formazione di un sodalizio fem-
punto di riferimento della vita cultu- minile: da quel momento la p. si diffuse
rale e artistica della città. Scoppiata la in tutta l’isola, ma fu Sassari a cogliere
seconda guerra mondiale, la galleria fu i frutti migliori con gli scudetti delle
distrutta dai bombardamenti del 1943, squadre femminili che avevano rac-
ma nel dopoguerra P. riuscı̀ ad aprirne colto l’eredità del G.S. Palestra Usai.
un’altra, riprendendo quella che ora- Lo sport nato in piazza d’Italia ha nel-
mai era diventata una tradizione. l’albo d’oro gli scudetti della squadra
femminile che con vari nomi (Florgar-
Pallamano Sport. Di origine tedesca
seppure di consolidata denominazione den, Tangram ecc.) si è aggiudicata la
inglese (handball), si iniziò a praticare Coppa Italia nel 2002, 2003 e 2005 e lo
in Italia alla fine del secondo conflitto scudetto nel 2003 e nel 2005, più un ti-
mondiale. Riconosciuto dal CONI già tolo italiano di beach-handball (palla-
dal 1943, solo dal 1965 iniziò a prati- mano da spiaggia) nel 1999. Da queste
carsi con squadre di sette giocatori e squadre più volte la Nazionale ha at-
un regolamento molto simile a quello tinto elementi per le manifestazioni in-
di oggi. In quel periodo Eugenio Enrile ternazionali. Attualmente a Sassari
e altri appassionati organizzarono un sono in attività una squadra di A1 fem-
corso di avviamento alla pratica di minile (Tangram Edilcinque), una di
questo sport riservato agli studenti A1 maschile (la Sonepar), una di serie
dell’ISEF di Roma. Tra questi vi era C maschile (la Handball Sassari) e al-
anche il giovane Piero Cuccu, che due cune squadre giovanili animate da
lustri più tardi avrebbe giocato un Giovanni Gusinu. A Nuoro è presente
ruolo decisivo nella nascita della p. una squadra di A1 femminile, appro-
sassarese e sarda. Nel 1977, infatti, data recentemente a numerosi suc-
Cuccu assieme a Gigi Santoru ed Er- cessi nazionali e internazionali. Nel
manno Iaci formò una squadra sassa- resto dell’isola viene svolta attività
rese, attingendo da altri sport e dal Li- sporadica soprattutto nelle scuole.
ceo scientifico ‘‘Spano’’, dove molti già [GIOVANNI TOLA]

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 101


Pallares

Pallares, Francesca Archeologa (n. brigantaggio che aveva preso ulterior-


sec. XX). Collabora con la Soprinten- mente piede nel ventennio della
denza archeologica di Sassari. Ha alle- guerra di successione spagnola. Cessò
stito il museo per la nave romana di il suo mandato nel 1723 e nel 1724 fu
Spargi a La Maddalena e ha preso nominato governatore di Torino.
parte ad alcuni scavi. Tra i suoi scritti: Quando nel 1726 ebbe termine il breve
Museo archeologico navale Nino Lam- governo del Doria del Maro, per tentare
boglia. La Maddalena, 1982; Lo scavo di sanare la frattura che si era creata
del laghetto interno della Grotta Verde tra l’amministrazione e i sardi, il re lo
di Alghero campagna 1979, ‘‘Rivista di nominò viceré una seconda volta. Que-
Studi liguri’’, LI, 4, 1986; Relazione pre- sta sua seconda esperienza fu breve:
liminare sulla ricerca effettuata sul lasciò definitivamente la Sardegna nel
porto di Olbia. Campagne di scavo 1977- 1727. Nel 1729 fu insignito del Collare
1981, ‘‘Bollettino di Archeologia’’, 37- dell’Annunziata e nel 1731 nominato
38, 1987; La Maddalena. Il relitto di Gran Ciambellano di Corte.
Spargi (con Rubens D’Oriano), in L’An-
Pallavolo Sport. Nato negli USA (vol-
tiquarium arborense e i civici musei ar-
leyball) e arrivato in Italia al seguito
cheologici della Sardegna, 1988.
dei soldati americani della seconda
Pallavicino di Saint-Rémy, Filippo guerra mondiale, si diffuse celermente
Guglielmo Viceré di Sardegna (To- in Italia. La relativa federazione nac-
rino 1662-ivi 1732). In carica dal 1720 que nel 1946 e fu riconosciuta dal CONI
al 1723 e dal 1726 al 1727. Nato da un anno dopo. Nel 1948, quando in Ita-
un’antica famiglia feudale e avviato lia questo sport si stava diffondendo
alla carriera militare, divenuto uffi- soprattutto nell’Emilia Romagna, l’ex
ciale la percorse brillantemente giun- giocatore-allenatore della Torres del
gendo al grado di luogotente mare- calcio Gnemmi introdusse a Sassari
sciallo nel 1708. Nel 1710 fu nominato questo nuovo sport: fu proprio la Tor-
governatore di Susa, nel 1712 governa- res a giocare (in famiglia) le prime par-
tore di Cuneo e nel 1714 di Alessandria. tite di p., ma fu un circolo culturale cat-
Nel 1719 fu promosso generale di arti- tolico cittadino, la ‘‘Silvio Pellico’’, a
glieria e nel 1720 fu scelto dal re come organizzare nel 1949 il primo torneo
primo viceré sabaudo di Sardegna su- vero e proprio, vinto dalla SEF Torres.
bito dopo il trattato di Londra. Egli In un’epoca di grande sviluppo di altri
giunse nell’isola nel difficile momento sport di squadra come il calcio e la pal-
della transizione e con grande diplo- lacanestro, la p. stentò a diffondersi
mazia seppe gestire il cambio di dina- nell’isola, anche se già da qualche
stia che rompeva equilibri interni con- anno era sorto a Cagliari il G.S. Aquila.
solidati da secoli. In effetti al suo ar- Essendo un sport ‘‘da palestra’’, la p. si
rivo nell’isola si ritrovò in una realtà diffuse soprattutto nelle scuole supe-
di profonda decadenza, la cui società riori perché di facile organizzazione e
era dilaniata, in cui l’ordine pubblico con le caratteristiche fisiologiche di
non esisteva e la diffidenza dei vari un’attività muscolare anaerobica e
ceti sociali nei confronti dei nuovi ve- priva di contatto fisico fra gli atleti. A
nuti era notevole. Con le sue doti di Sassari intanto la ‘‘Silvio Pellico’’ ini-
equilibrio seppe accattivarsi la fiducia ziava a formare le prime squadre
dei sardi, avviò il restauro delle fortifi- dando vita a una tradizione di grande
cazioni, programmò la repressione del livello che dura ancora oggi, grazie a

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 102


Pallottino

Gian Paolo Galleri, prima giocatore e senti le già citate due squadre di A2 ol-
poi allenatore e dirigente della società tre a quattro in B1, sette in B2 tra ma-
e attualmente dirigente nazionale schili e femminili, senza contare i due
della FIPAV. Negli anni Sessanta e Set- interi gironi di serie C esclusivamente
tanta le squadre sarde aumentano ver- sardi, per un totale di 28 squadre. [GIO-
tiginosamente di numero e parteci- VANNI TOLA]
pano ai campionati minori in un mo-
Pallottino, Massimo Archeologo
mento d’oro per questo sport che sta
(Roma 1909-ivi 1994). Conseguita la
ottenendo i primi risultati prestigiosi laurea, intraprese la carriera universi-
in campo internazionale con gli Az- taria. Dal 1940 fu professore di Archeo-
zurri. Nel 1987 l’Olimpia Sant’Antioco logia e storia dell’arte greca e romana
viene ammessa alla serie B maschile; presso la Facoltà di Lettere dell’Uni-
nello stesso anno la Silvio Pellico Lu- versità di Cagliari. Al termine della se-
xury di Sassari accede alla serie B fem- conda guerra mondiale si trasferı̀ a
minile. In particolare in questa società Roma, dove insegnò Etruscologia
si mettono in luce due atleti che gio- presso l’Università ‘‘La Sapienza’’.
cheranno anche in nazionale sono Studioso di grande valore, diresse nu-
Pier Paolo Peru e Rosanna Baiardo. Il merosi scavi occupandosi in partico-
primo, convocato quando la squadra lare della necropoli di Cerveteri e spe-
sassarese gioca in B, conta otto pre- cializzandosi nella storia degli Etru-
senze nella nazionale maggiore nel schi, che considerava una popolazione
suo ruolo di schiacciatore; milita per italica indigena. Nel 1948 fondò la rivi-
qualche anno ad Asti e poi a Cremona sta ‘‘Archeologia classica’’, di cui fu di-
in serie A, prima di tornare a Sassari; rettore fino al 1983. Diresse numerosi
muore prematuramente nel 2001. In altri scavi in Etruria e nel Lazio. Fu no-
questo periodo un altro sardo gioca in minato accademico dei Lincei e chia-
serie A: è l’oristanese Marzio Schintu mato a far parte di numerose altre isti-
che, proveniente dalla Pallavolo Ori- tuzioni culturali in Italia e all’estero.
stano, si trasferisce a Cremona nella Autore di numerosi studi di grande in-
stessa squadra di Peru. La p. sarda ha teresse, dedicò alcune delle sue opere
raggiunto alti livelli solo negli ultimi alla Sardegna, cui rimase sempre
anni, prima con l’Olimpia Sant’Antioco molto legato. Tra i suoi scritti: Rasse-
che nel 1990 conquista la A2 e nel 1994, gna sulle scoperte e sugli scavi avvenuti
sponsorizzata dalla Banca Popolare di in Sardegna negli anni 1941-42, ‘‘Studi
Sassari, addirittura la A1, prima di una sardi’’, VII, 1947; La Sardegna nura-
grave crisi societaria. L’eredità dell’O- gica, 1950 (un «preziosissimo volu-
limpia viene assunta dalla Pallavolo metto che rappresenta – secondo Gio-
Cagliari che attualmente col nome di vanni Lilliu – il migliore contributo ge-
Tiscali disputa il campionato di A1. In nerale e la guida indispensabile alla
campo femminile, invece, negli ultimi conoscenza della preistoria della Sar-
anni si è messa in luce una squadra di degna. L’approfondito discorso sto-
Tortolı̀, l’Airone, che nella stagione rico-culturale si accompagna alla pe-
2003-2004 ha partecipato alla massima netrante ricerca di fatti linguistici e al-
serie. Il movimento pallavolistico l’interpretazione critica della storia
sardo è continuamente in crescita an- letteraria»); El problema de las relacio-
che a livello scolastico e amatoriale. nes entre Cerdeña e Iberia en la antiguë-
Nei campionati nazionali sono pre- dad prerromana, ‘‘Ampurias’’, XIV,

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 103


Palma

1952; Sulla storia antica della Sarde- chie lunghe fino a 30 cm; i frutti sono
gna, ‘‘Rivista di Studi liguri’’, XXXIV, drupe lunghe 1-4 cm, di colore giallo-
1973; Introduzione all’archeologia rossiccio e non commestibili. Si utiliz-
sarda, in Arte in Sardegna, 1986. zano le foglie per lavori di intreccio,
per produrre scope e crine per imbot-
Palma1 Antico villaggio di origine me-
dioevale che faceva parte del giudicato titure. È una pianta che predilige gli
di Cagliari, compreso nella curatoria ambienti caldo-aridi ed è distribuita
del Campidano di Cagliari. Sorgeva lungo le coste dell’area mediterranea
nelle campagne tra Pirri e Monserrato. occidentale: in Italia è rara tranne che
Dopo la caduta del giudicato, nella di- lungo il litorale dove forma folte gari-
visione del 1258 fu incluso nei territori ghe; in Sardegna infatti la sua pre-
amministrati direttamente da Pisa; su- senza è consistente, ma concentrata
bito dopo la conquista aragonese entrò solo in alcuni areali: nel golfo di Orosei
a far parte del Regnum Sardiniae. Nel e lungo il litorale occidentale dell’isola
1325 fu incluso nella baronia di San Mi- da Sant’Antioco a Castelsardo, areali
chele donata dal re a Berengario Car- che però sono in continua regressione
roz e a sua moglie, ma il villaggio si spo- a opera degli interventi umani (inse-
polò rapidamente e prima del 1348 era diamenti, colture estensive, utilizzo di
ormai deserto. foglie e germogli). È una pianta tradi-
zionalmente utilizzata nell’artigianato
Palma 2 Nome generico attribuito a
locale per la produzione di cesti,
piante della famiglia delle Palme, un
stuoie, sacchi, cordame: un’ampia do-
grande gruppo di monocotiledoni che
cumentazione del suo uso nell’artigia-
riunisce circa 3400 specie arboree di-
nato dell’intreccio si può vedere al Mu-
stribuite nelle regioni equatoriali, tro-
seo di Castelsardo; i germogli venivano
picali e subtropicali del globo, dove co-
consumati in insalata. I suoi nomi sardi
stituiscono un elemento caratteristico
sono una traduzione dei termini ita-
del paesaggio. Peculiare caratteristica
della famiglia risiede nel fatto che il liani ‘‘p.’’ o ‘‘palmetta’’: palma (logudo-
fusto raggiunge il suo diametro defini- rese); pramma, prammizu (campida-
tivo prima che inizi il suo accresci- nese). 2. La p. da dattero (Phoenix dac-
mento in altezza; le palme, infatti, tylifera L.), originaria dell’Africa
mancano di un accrescimento secon- maghrebina, del Medio Oriente e del-
dario. 1. La p. nana (Chamaerops humi- l’India, è una specie da frutto larga-
lis L.), o p. di San Pietro, è la sola rap- mente diffusa nelle zone calde e aride
presentante della famiglia delle Palme del pianeta; ha un tronco dritto e ru-
che vegeti spontaneamente in Europa; vido, che raggiunge notevoli dimen-
bassa e spesso cespugliosa ha fusto ge- sioni (oltre i 20 m di altezza) e una
neralmente breve ma talora anche più chioma fitta formata da foglie grigio-
sviluppato (in particolari condizioni verde con un rachide (nervatura cen-
può raggiungere i 9 m) e ricoperto dai trale ingrossata) lungo anche 3 m; i
residui fibrosi grigi delle guaine fo- fiori, unisessuali e portati da individui
gliari; le foglie sono robuste, sempre- diversi (dioicismo), sono raggruppati
verdi, lunghe fino a 80 cm, suddivise a in infiorescenze a spiga alla base delle
ventaglio in 10-20 lacinie appuntite e foglie; il frutto è una bacca, il dattero,
lanceolate, picciolo spinoso al margine un alimento zuccherino e molto nu-
(la sua puntura può essere molto dolo- triente, consumato sia fresco che con-
rosa); le infiorescenze sono pannoc- servato. Ciascuna p. produce da 80 a

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 104


Palma di Cesnola

150 kg di datteri all’anno. La p. da dat- americano (California), è diffusa a


tero è una pianta longeva (può raggiun- scopo ornamentale; il tronco può supe-
gere i 150-200 anni) e diventa fruttifera rare i 20 m di altezza, le foglie sono per-
dopo 4-6 anni di età. Si utilizzano tutte sistenti a forma di ventaglio, divise in
le parti: il tronco può essere impiegato segmenti allungati e appuntiti, con
nell’edilizia o come combustibile, le fo- margine e apice irregolari a loro volta
glie come frangivento e tetti per le incisi e divisi in filamenti fibrosi; sotto
case, il frutto per l’alimentazione. È la chioma si forma un manicotto di fo-
una specie fondamentale nell’econo- glie vecchie, secche e persistenti, che
mia dei Paesi aridi. Introdotta da Fe- le fanno attribuire il nome di ‘‘p. dal
nici e Cartaginesi, si è diffusa come gonnellino’’; i fiori sono ermafroditi,
pianta sacra ai cristiani e ha da sempre biancastri o giallastri, riuniti in lunghe
fatto parte del paesaggio sardo, specie infiorescenze (3-4 m) pendenti e poste
di quello della Sardegna meridionale, su lunghi peduncoli; fiorisce nei mesi
dove era molto usata sia nel verde pub- estivi; i frutti sono piccole drupe riu-
blico sia in quello privato. Siro Van- nite a grappolo. Diversi gli esemplari
nelli (Il verde in Sardegna, 1987) se- reperibili in Sardegna, concentrati a
gnala un bell’esemplare nel giardino Cagliari, Macomer, Alghero, Iglesias e
dell’Ospedale San Francesco di Nuoro. soprattutto Oristano. 5. Simile la W. phi-
3. La p. delle Canarie (Phoenix cana- liphera, probabilmente introdotta alla
riensis Chabaud), dal cui nome si de- fine dell’Ottocento a Monteponi, dove
duce l’origine, è diffusa nei nostri am- ancora se ne può ammirare un folto
bienti costieri a scopo ornamentale; ri- gruppo. [TIZIANA SASSU]
spetto alla p. da dattero, con la quale è Palma di Cesnola, Arturo Archeologo
strettamente imparentata, ha minore (n. Firenze 1928). Discendente da
altezza (arriva a un massimo di 10 m) e un’antica famiglia feudale, in pole-
i suoi frutti non sono commestibili; le mica con il Radmilli ha teorizzato l’esi-
foglie sono sempreverdi, pennate, con stenza di un ponte di terre tra la peni-
numerosi segmenti lineari rigidi e co- sola e la Sardegna, ora scomparso, per
riacei; è una specie a sessi separati con spiegare il Paleolitico nell’isola. Su
fiori di colore giallo-ocra riuniti in in- questo tema (e sul Paleolitico sardo in
fiorescenze a spadice; le infiorescenze generale) ha scritto: Riu Altana (con F.
maschili sono lunghe 40-60 cm, quelle Martini), in Guida alle escursioni del
femminili sono lunghe anche fino a 2 Congresso internazionale. I primi uo-
m. Fiorisce ad aprile-maggio. Arrivata mini in ambiente insulare, 1988; Man
in Sardegna alla fine dell’Ottocento, si and Environment in Central Southern
è lentamente ma costantemente dif- and Insular Italy (Paleolithic and Meso-
fusa in tutta l’isola, entrando a far lithic), ‘‘Preistoria alpina’’, 20, 1994;
parte del paesaggio soprattutto dei L’industria paleolitica del riu Altana: il
viali litoranei, come il lungomare del complesso clactoniano arcaico e Il Pa-
Poetto a Cagliari, quello di Alghero e il leolitico inferiore di Pantallinu, en-
Lungotemo a Bosa; anche le palme che trambi in Atti del Congresso internazio-
circondano il monumento a Vittorio nale. I primi uomini in ambiente insu-
Emanuele II in piazza d’Italia a Sassari lare (1988), 1994; L’industria paleolitica
appartengono a questa specie. 4. La p. di riu Altana. Complesso clactoniano ar-
americana (Washingtonia robusta caico Sassari, ‘‘Rivista di Scienze prei-
Wendl.), originaria del continente storiche’’, XLV, 1995.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 105


Palmadula

Palmadula Centro abitato della provin- sione del salto di Pardu Longu in Pla-
cia di Sassari, frazione di Sassari (da nargia. I suoi discendenti continua-
cui dista 35 km), con circa 200 abitanti, rono a interessarsi di speculazioni
posto a 144 m sul livello del mare a commerciali e finanziarie e presero in
ovest del comune capoluogo, a ridosso appalto alcune tonnare, ma nel corso
della costa occidentale dell’Argen- del secolo XVI le condizioni della fami-
tiera. Regione storica: Nurra. Archi- glia decaddero.
diocesi di Sassari.
Palmas2 (o Gippi) Antico villaggio di ori-
& TERRITORIO Il territorio è costituito
gine medioevale che faceva parte del
dalla parte occidentale della Nurra, giudicato di Cagliari, compreso nella
dove piccoli tavolati e valli si alternano curatoria del Gippi. Sorgeva nelle cam-
a modesti rilievi (tra i 100 e i 200 m) che pagne di Villasor in località San Pietro.
si affacciano tuttavia sul mare, dando Dopo che il giudicato cessò di esistere,
luogo a una serie di falesie. Le comuni- nella divisione del 1258 fu incluso nei
cazioni sono assicurate dalla strada se- territori toccati al conte di Capraia. Al-
condaria che da Sassari raggiunge la l’estinzione della famiglia passò al giu-
vicina frazione ex mineraria dell’Ar- dice d’Arborea, ma nel 1295 Mariano II
gentiera; da questa si distaccano qui lo cedette al Comune di Pisa. Prima
una diramazione settentrionale, per della fine del secolo XIII prese a essere
Stintino, e una meridionale per Al- amministrato direttamente da funzio-
ghero. nari pisani e subito dopo la conquista
& STORIA Il piccolo centro si è svilup-
aragonese entrò a far parte del Re-
pato nella prima metà del secolo XX, gnum Sardiniae. Conclusa la guerra
come punto di raccolta di agricoltori e tra Pisa e Aragona, fu concesso in
allevatori e in conseguenza degli impo- feudo al Comune dell’Arno, che conti-
nenti lavori di bonifica intrapresi in nuò a possederlo fino allo scoppio
vari punti della Nurra dopo il 1930. della prima guerra tra Mariano IV e
Palmarocchi, Roberto Storico (sec. Pietro IV. La sua popolazione, però, co-
XX). Professore di Storia moderna, in minciò a diminuire e durante la se-
alcuni dei suoi numerosi scritti si oc- conda guerra tra Pietro IV e Mariano
cupò della Sardegna sabauda: La Sar- IV, divenuto teatro delle operazioni,
degna sabauda, 1923; Sardegna sa- scomparve in pochi anni.
bauda: il regno di Vittorio Amedeo II, Palmas, Alberto Consigliere regionale
‘‘Rassegna storica del Risorgimento’’, (Nuoro 1943-Cagliari 1996). Comunista
XXII, 1935; La seconda conquista spa- militante, si impegnò in politica fin da
gnola della Sardegna nel carteggio del- giovane, ricoprendo importanti incari-
l’ambasciatore toscano a Vienna, ‘‘An- chi in seno al suo partito. Più volte con-
nali della Facoltà di Lettere e di Filo- sigliere provinciale di Cagliari, tra il
sofia dell’Università di Cagliari’’, 1936. 1975 e il 1982 fu presidente di quella
Nel 1955 fu indicato come socio corri- Provincia; nel 1984 fu eletto consi-
spondente della Delegazione di Storia gliere regionale del suo partito per la
patria della Sardegna. IX legislatura, durante la quale fu as-
Palmas1 Famiglia di Bosa (secc. XV- sessore agli Affari generali nella prima
XVI). Le sue notizie risalgono al secolo giunta Melis tra il settembre 1984 e l’a-
XV; nel 1432 ebbe il riconoscimento gosto 1985. Al termine della legisla-
della generosità con un Nicolò abile tura, nel 1989, a causa dell’insorgere
uomo d’affari. Nel 1444 ebbe la conces- della grave malattia che l’avrebbe pre-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 106


Palmas

sto portato alla morte, non fu ricandi- XIII. Tornato in Sardegna prese pos-
dato. sesso della diocesi e continuò a pre-
Palmas, Aldo Avvocato, uomo politico stare preziosi servizi a Leonardo Cu-
(Cagliari 1906-ivi 1965). Cattolico impe- bello. Nel 1417 ebbe confermata la dio-
gnato, si laureò in Giurisprudenza e si cesi da papa Martino V.
dedicò all’esercizio della professione Palmas, Eulalia = Palmas, madre
di avvocato. Nel secondo dopoguerra Paola
si adoperò per la ricostruzione del par- Palmas, Giorgia Attrice (n. Cagliari
tito dei cattolici, fondando – con altri 1982). Ha raggiunto la notorietà nel
della generazione precedente – la De- 2002 quando si è classificata seconda
mocrazia Cristiana a Cagliari; in se- nel concorso di Miss Mondo. Tornata
guito fu eletto presidente della Provin- in Italia, è divenuta in breve attrice te-
cia di Cagliari. Portato a termine il suo levisiva e ha preso parte a diverse tra-
mandato, fu nominato presidente del- smissioni popolari.
l’Ente Autonomo del Flumendosa che
Palmas, madre Paola Religiosa (La-
amministrò per alcuni anni.
coni 1905-Sassari 2002). Nata in una fa-
Palmas, Costantino Parassitologo (n. miglia di moderato benessere, a ven-
Busachi 1948). Allievo di Giancarlo t’anni, seguendo la propria vocazione,
Ferretti, si è dedicato alla ricerca entrò a Cagliari nella comunità delle
scientifica presso l’Istituto di Patolo- suore di San Giuseppe, mutando il
gia sperimentale dell’Università di Ca- nome anagrafico, Eulalia (detta Lalla),
gliari. Studioso di grande sensibilità, è in quello di Maria Paola. Ne uscı̀ nel
attualmente responsabile del Centro 1940 insieme con la madre Placida Per-
di documentazione e di ricerca sulla sico e altre sei suore con le quali fondò
malaria e sulle altre malattie endemi- a Sassari la Congregazione delle Pie
che in Sardegna e direttore del Centro Sorelle Educatrici di San Giuseppe
studi ‘‘Giancarlo Ferretti’’. È autore di Evangelista. La Congregazione, che ot-
alcuni interessanti studi e di una docu- terrà il riconoscimento pontificio nel
mentazione sulla campagna antimala- 1961, vuole formare soprattutto inse-
rica di alto valore didattico e storico. gnanti ed educatrici: la sua opera si
Palmas, Elia Religioso (Oristano, se- estenderà col tempo anche a Roma,
conda metà sec. XIV-ivi 1437). Arcive- dove è stata aperta una casa della Con-
scovo di Oristano dal 1412 (1417) al gregazione, e in Brasile. Il titolo di un
1437. Uomo di notevoli capacità diplo- giornalino fondato da madre Paola,
matiche, fu nominato priore del mona- ‘‘Ite docete’’, è, in sintesi, il programma
stero di Bonarcado e si legò a Leonardo della Congregazione. Alla figura di ma-
Cubello, divenendone uomo di fiducia. dre Paola è dedicato il libro Quando la
Nel 1410 fu tra i principali protagonisti vita si fa dono (2005) di Giulia Usai (suor
della capitolazione di San Martino con Giuliana).
la quale si pose fine al giudicato d’Ar- Palmas, marchesato di Grande feudo
borea e si costituı̀ il marchesato d’Ori- sulcitano comprendente i territori dei
stano. Nello scisma d’Occidente si villaggi distrutti di Berretes, Giba-
mantenne fedele al pontefice romano: sturba, Palmas de Sols, Margani, Peidi,
ma nel 1412, mentre era inviato in Ara- Virtalli, Foscus, Biscili, Blai de Canes,
gona per prestare omaggio a Ferdi- Pontagus, Garamata, tutti compresi
nando I, fu nominato arcivescovo di nell’antica curatoria del Sols che nel
Oristano dall’antipapa Benedetto 1471 furono donati a Giacomo Aragall.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 107


Palmas

Questo feudo passò in seguito dagli & STORIA Il villaggio comincia a es-
Aragall ai Bellit e da questi ai Gualbes. sere conosciuto nel Medioevo, col
Nel 1627 fu eretto in marchesato per nome di Palmas majori, quando faceva
Ludovico Gualbes. Nel corso del secolo parte del giudicato d’Arborea ed era
XVII il vasto territorio fu interessato a compreso nella curatoria del Campi-
un graduale ripopolamento e passò dai dano Maggiore. Dopo la caduta del giu-
Gualbes ai Brondo e infine ai Bou Cre- dicato, nel 1410 entrò a far parte del
spi ai quali fu riscattato. marchesato di Oristano e quando, nel
Palmas, Porto Località. È un’insena- 1477 il grande feudo fu sequestrato a
tura in prossimità della miniera del- Leonardo Alagon, il villaggio fu gover-
l’Argentiera nella Nurra, nella quale è nato direttamente da funzionari reali.
stata costituita una riserva naturale Nei secoli successivi i suoi abitanti cu-
che si stende per più di mille ettari, di stodirono gelosamente questo privile-
suggestiva bellezza per il complesso gio che li rendeva liberi dalle dipen-
delle dune e per la vegetazione costi- denze feudali. Nel corso dei secoli il
tuita da gariga e graminacee. paese subı̀ danni a causa delle fre-
quenti incursioni dei pirati barbare-
Palmas Arborea Comune della provin-
schi e cominciò a spopolarsi e a deca-
cia di Oristano, sede della XVI Comu-
dere. Quando nel 1767 fu formato il
nità montana, con 1335 abitanti (al
feudo d’Arcais, P.A. vi fu compreso e
2004), posto a 4 m sul livello del mare a
inutilmente i suoi abitanti tentarono
sud-est di Oristano. Regione storica:
Campidano di Simaxis. Archidiocesi di liberarsi dalla dipendenza feudale.
di Oristano. Nel 1821 fu incluso nella provincia di
& TERRITORIO Il territorio comunale,
Oristano e nel 1838, finalmente, riuscı̀
a sollevarsi dalla condizione di feudo.
di forma grosso modo rettangolare al-
Quando nel 1848 furono abolite le pro-
lungata da nord-ovest a sud-est, si
vince, P.A. entrò a far parte della divi-
estende per 39,32 km2, comprendenti
anche la frazione di Tiria, e confina a sione amministrativa di Cagliari e vi
nord con Oristano, a est ancora con Ori- rimase fino al 1859, anno in cui furono
stano, con Villaurbana e Villa Verde, a ricostituite le province. Lo studioso
sud con Pau e Ales e a ovest con Santa Vittorio Angius (nel Dizionario del Ca-
Giusta. Si tratta di una porzione della salis) scrive: «Popolazione. Nell’anno
piana campidanese, fertile e ricca di 1826 erano in P. anime 298, nel 1842 se
acque: a nord e a sud del paese scor- ne annoveravano 316 distribuite in
rono i corsi d’acqua che, provenienti maggiori di anni 20, maschi 90, fem-
dai rilievi a oriente, vanno a gettarsi mine 100, e in minori, maschi 64, fem-
nel vicino stagno di Pauli Maiori. Le mine 62, in famiglie 80. L’annuo movi-
comunicazioni sono assicurate da una mento solito della popolazione è di na-
strada secondaria che si distacca dalla scite 10, morti 9, matrimonii 3. La mor-
superstrada Cagliari-Sassari a sud talità è più frequente nella prima che
dello stagno e va a congiungersi con la nelle altre età, e il corso ordinario
statale 388 tra Oristano e Simaxis; da della vita al cinquantesimo anno. Le
questa si diramano deviazioni per malattie dominanti sono infiamma-
Santa Giusta, a occidente, e per Vil- zioni di vario genere, febbri perniciose
laurbana, a oriente. La più vicina sta- e periodiche estive e autunnali. Sono
zione ferroviaria è, lungo la linea Ca- curati da un flebotomo. L’acqua pota-
gliari-Oristano, a Santa Giusta, a 7 km. bile non può parer buona, che in una

102

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 108


Palmas Arborea

sete arrabbiata, ed è una fortuna che i manso. Buoi per l’agricoltura 124, ca-
palmesi abbiano buon vino per disse- valli e cavalle 30, majali 45, giumenti
tarsi. Manca ogni istruzione, e non so se 70. Bestiame rude. Vacche 400, pecore
in tutto il paese sieno quattro persone 80, capre 200, porci 120, cavalle 70.
che sappian leggere e scrivere. Niente di apicultura. Commercio. Ciò
Quando è aperta la scuola elementare che i palmesi han di più lo vendono ai
non vi concorrono più di quattro fan- negozianti di Oristano, dalla quale
ciulli. Sono applicati all’agricoltura città distano solo tre miglia». Nel 1862
circa 85 persone, alla pastorizia 40, a’ Palma cambiò nome assumendo il
mestieri 5. Le donne lavorano in 60 te- nome attuale di P.A.; continuò a far
lai la lana ed il lino. Agricoltura. Il ter- parte della provincia di Cagliari, nel
ritorio di P. non è di quella fertilità che 1927 perse la propria autonomia e fu
notasi in rispetto delle altre regioni ar- aggregato come frazione a Oristano.
boresi, perché spesso è sabbionoso. La Nel 1957 tornò a essere comune auto-
quantità ordinaria della seminagione nomo e nel 1974 entrò a far parte della
può essere computata di starelli di ricostituita provincia di Oristano.
grano 400, d’orzo 200, di fave 80, di lino & ECONOMIA Le attività di base della
60. La fruttificazione non è scarsa se sua economia sono l’agricoltura, in
non si patisca difetto di pioggia, o se particolare la cerealicoltura, la viticol-
qualche nebbia maligna non coglia le tura e la frutticoltura, e l’allevamento
spighe in fiore o in latte. Si ha in buone del bestiame, soprattutto bovini e
condizioni dal seme del grano il 12, da ovini, in misura minore suini ed
quello dell’orzo il 15, e da quel delle equini. L’attività industriale è del tutto
fave altrettanto. Sono ottime situazioni inesistente e la rete di distribuzione
per l’orticultura, ma si pratica da rari. I commerciale è poco sviluppata. Vi
fruttiferi non sono forse più di ceppi opera un’azienda agrituristica con 8
2200 in tutte le solite specie. Le vigne posti letto. Servizi. P.A. è collegato da
sono molto prospere, e il vero bisogno autolinee e da ferrovia agli altri centri
che essi hanno di buon vino in questo della provincia. È dotato di medico,
clima ardente e umido diede loro intel- scuola dell’obbligo, sportello bancario.
ligenza. È il vino generoso che sostiene Possiede una Biblioteca comunale.
ne’ più quella robusta sanità di cui go- & DATI STATISTICI Al censimento del
dono in un luogo, dove uno straniero 2001 la sua popolazione contava 1315
non può nel tempo estivo ed autunnale unità, di cui stranieri 1; maschi 656;
fermarsi senza esporsi a malattia mor- femmine 659; famiglie 398. La ten-
tale. Pastorizia. I salti di P. producono denza complessiva rivelava una dimi-
molto pascolo e potrebbero dare ali- nuzione della popolazione, con morti
mento a un grandissimo numero di per anno 9 e nati 12; cancellati dall’a-
capi di tutte le solite specie, perché nagrafe 33 e nuovi iscritti 23. Tra i prin-
tutte vi trovano quel nutrimento che cipali indicatori economici: imponi-
loro più piace, erbe e frondi: se non bile medio IRPEF 14 461 in migliaia di
che il difetto dell’acqua fa che i pastori lire; versamenti ICI 403; aziende agri-
abbandonino i salti bassi quando l’e- cole 132; imprese commerciali 36;
state ha disseccato i pantani e si ap- esercizi pubblici 4; esercizi al dettaglio
pressino alla montagna. I capi nume- 6; ambulanti 4. Tra gli indicatori so-
rati nell’anno suindicato si rappresen- ciali: occupati 379; disoccupati 70;
tarono sui seguenti numeri: Bestiame inoccupati 53; laureati 5; diplomati 78;

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 109


Palmas de Ponte

con licenza media 390; con licenza ele- tanza ed era molto popoloso; dopo che
mentare 429; analfabeti 47; automezzi il giudicato cessò di esistere, nella di-
circolanti 471; abbonamenti TV 313. visione del 1258 fu incluso nei territori
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il suo toccati ai Della Gherardesca. Quando
territorio non conserva vestigia prei- poi, alcuni anni dopo, si procedette a
storiche, puniche o romane che docu- una seconda divisione tra i due rami
mentino la continuità dell’insedia- della famiglia, fu incluso nella parte
mento umano. toccata al ramo del conte Ugolino.
& PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE Prima della fine del secolo XIII i figli
E AMBIENTALE Il suo tessuto urbano, del conte, in conseguenza della guerra
per quanto profondamente modificato che avevano scatenato contro il Co-
negli ultimi anni, conserva ancora mune di Pisa per vendicare la morte
qualche tipica casa campidanese ca- del padre, ne persero il controllo. Da
ratterizzata dalla grande corte e dal quel momento fu amministrato da fun-
porticato (lolla) affacciato sul cortile zionari pisani. Subito dopo lo sbarco
interno, e i muri parzialmente costruiti aragonese venne investito dall’eser-
in mattoni di terra cruda (làdiri). cito invasore e fortemente danneg-
L’unico edificio di qualche rilievo è la giato, quindi concesso in feudo a Gu-
chiesa parrocchiale, dedicata a San- glielmo di Montgry. Nel 1339 i suoi figli
t’Antioco martire. P.A. dispone di un lo cedettero ad Alibrando de Açen che
patrimonio naturalistico nel Pauli lo unı̀ ai suoi possedimenti sulcitani,
Maiori, lo stagno situato nelle vici- formando cosı̀ un feudo di considere-
nanze dell’abitato, suggestivo per la voli proporzioni. La sua popolazione,
flora e per la fauna che vi trova rifugio però, cominciò a diminuire e dopo lo
e protetto dalla convenzione di Ram- scoppio della seconda guerra tra Pie-
sar. tro IV e Mariano IV, essendosi Ali-
& FESTE E TRADIZIONI POPOLARI La
brando ribellato, il feudo fu confiscato
e concesso nel 1365 a Pietro De Milany.
festa maggiore è per il patrono San-
Poco dopo divenne teatro delle opera-
t’Antioco; e si svolge la seconda dome-
zioni e fu occupato dalle truppe giudi-
nica dopo Pasqua con processione e
cali; in pochi anni si spopolò e scom-
sfilata di costumi e carri addobbati
parve.
(traccas), balli, musiche e altre manife-
stazioni folcloristiche.
Palmas de Ponte Antico villaggio di
origine medioevale che faceva parte
del giudicato di Arborea, compreso
nella curatoria del Campidano di Si-
maxis. Era situato nelle vicinanze di
Palmas Arborea. La sua popolazione
cominciò a diminuire nel corso del se-
colo XIVe dopo la peste del 1376 si spo-
polò completamente e scomparve.
Palmas de Sols Antico villaggio che fa-
Palmavera – Villaggio nuragico.
ceva parte del giudicato di Cagliari,
compreso nella curatoria del Sols. Era
situato a poca distanza da San Gio- Palmavera Nuraghe e villaggio. Il nu-
vanni Suergiu. Aveva una certa impor- raghe è situato a poca distanza dal

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 110


Palomba

mare lungo la strada che da Fertilia il luogo né l’anno, forse sotto Diocle-
conduce a Porto Conte sul bordo del ziano. Sepolto a Ghilarza, sulla sua
golfo di Alghero. L’edificio è del tipo tomba i Benedettini (sec. XII) hanno
polilobato, costituito da una torre cen- costruito la chiesa in suo onore, con-
trale e da un corpo aggiunto che la rifa- servando e trasmettendo l’antico culto.
scia con grande effetto scenografico; la L’iconografia: vestito da ufficiale ro-
costruzione è circondata da un villag- mano, corazza, due maschere di leone
gio nuragico con le capanne disposte in per spalline, nella mano destra la
duplice o triplice fila attorno al recinto fiamma, simbolo d’amore del soldato
fortificato. Tra le capanne la più inte- cristiano, o una daga, simbolo della
ressante è quella detta della Sala delle forza del cristiano che difende la pro-
riunioni, che contiene sedili perime- pria fede. Nella mano sinistra, la
trali e una specie di trono. Gli scavi ef- palma del martirio. Oppure: inginoc-
fettuati sistematicamente hanno resti- chiato, pregando, un angelo sospende
tuito una grande quantità di materiali sul suo capo una corona di fiori, sim-
risalenti al nuragico Medio e un betilo bolo di virtù. [ADRIANO VARGIU]
raffigurante un nuraghe: «Il nuraghe – In Sardegna Patrono di Bortigali e
ha scritto Giovanni Lilliu – è qui l’em- Ghilarza.
blema della potenza del sovrano che si Festa Si festeggia il secondo lunedı̀ di
assideva su un trono cilindrico in cal- luglio.
care privo di spalliera, col contorno se- Palmieri, Giovanni Docente universi-
gnato da semplici listelli incrociati. Lo tario (n. Sassari 1932). Laureatosi in
sgabello troncoconico ha significato Medicina veterinaria nel 1958, ha in-
simbolico e di prestigio e spira un’aura trapreso la carriera universitaria. Di-
di sacro». venuto professore di Anatomia degli
Palmerio, san (in sardo, Santu Para- Animali presso l’Università di Sassari,
minu, Santu Palmeriu) Santo martire. nel 1969 è stato nominato direttore del-
Una volta, nel cuore della Sardegna, l’Istituto di Anatomia normale e nel
esisteva il villaggio di Berre: pur- 1987 direttore della Biblioteca centra-
troppo arrivò la peste e i suoi abitanti lizzata della Facoltà di Veterinaria.
cominciarono a morire. Sette famiglie Nel 1991 è stato eletto rettore della
riuscirono a salvarsi, fuggendo e fon- sua Università e successivamente ri-
dando a qualche chilometro dal fla- confermato fino al 1996; per le sue
gello il villaggio di Bortigali. E a Borti- grandi doti di organizzatore, nel 1997 è
gali, da una delle famiglie superstiti, stato nominato presidente della Fon-
nacque Palmerio, pagano, ufficiale dazione Banco di Sardegna. Terminato
dell’esercito romano. Conobbe il Van- il suo mandato nel 2002, nel 2003 è stato
gelo e si convertı̀, battezzato, decise di nominato vicepresidente della Banca
abbandonare la carriera delle armi, di Sassari. Studioso di valore, è autore
scegliendo di vivere in solitudine nelle di numerosi lavori di alto livello scien-
montagne della sua terra, ricercando tifico.
Dio attraverso la contemplazione, la Palomba, Antonella Archivista (n. Ca-
preghiera e la penitenza. Scoperto e gliari 1953). Laureata in Lettere e spe-
arrestato, rifiutò di sacrificare agli cializzata in Storia dell’Arte, è entrata
dei, esortando i presenti alla conver- nella carriera degli Archivi di Stato;
sione. Torturato e condannato alla de- attualmente lavora presso la Soprin-
capitazione. Martire, non si conosce né tendenza archivistica della Sardegna.

105

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 111


Palomba

Nel 1983 ha collaborato alla realizza- Villa Verde (con A. Palomba), Zerfaliu
zione della Cagliari, storia e immagine (con G. Usai).
di una forma urbana. Ha collaborato
Palomba, Emilia Scultrice e ceramista
anche alla formazione del Museo di
(n. Cagliari 1937). Dopo avere studiato
Sant’Eulalia. Tra i suoi scritti: L’Archi-
e fatto le prime esperienze di lavoro a
vio storico del Comune di Cagliari, ‘‘Bol-
Roma, alla fine degli anni Cinquanta è
lettino bibliografico della Sardegna’’,
tornata a Cagliari. Ha aperto uno stu-
1-2, 1984; Fonti documentali relative a
dio laboratorio dove ha dato avvio alla
paesi dell’area magrebina attraverso
produzione delle sue ceramiche, ele-
un’indagine condotta negli archivi sta- gantissime e originali: in collegamento
tali della Sardegna (con M.B. Lai), in con l’attività svolta soprattutto nella
‘‘Medioevo, Saggi e Rassegne’’, 13, seconda metà degli anni Cinquanta e
1988; quattordici schede nell’archivio la prima degli anni Sessanta dell’I-
di altrettanti comuni della provincia di SOLA, l’istituto regionale preposto
Oristano, Abbasanta (con M.B. Lai), Al- alla organizzazione del lavoro arti-
lai, Bauladu (con C. Palomba), Bonar- giano ha eseguito una larga serie di
cado (con V. Gajas), Boroneddu (con C. opere, fra cui, come hanno scritto Giu-
Palomba), Gonnostramatza (con L. Pi- liana Altea e Marco Magnani, «collane
ras), Milis (con L. Piras), Mogorella (con e bracciali in ceramica smaltate ravvi-
C. Palomba), Ollastra, Siapiccia, Sima- vati da lustri argentei, con la mente ri-
xis (con L. Piras), Siris, Tresnuraghes volta allo sfarzo dell’oreficeria popo-
(con M.B. Lai), Villaurbana (con C. lare ma anche al fascino austero dei
Campanella), Villa Verde (con C. Pa- reperti preistorici». Accanto a questi
lomba), tutte in Gli archivi comunali oggetti, le sue figurine femminili – più
della provincia di Oristano, 1999. frequenti nei decenni successivi – am-
Palomba, Carla Archivista (n. Roma biscono alle misure dell’arte piuttosto
1950). Laureata in Lettere, è entrata che alla tecnica d’un pure raffinato ar-
nella carriera degli Archivi di Stato. tigianato. Nel corso degli anni i suoi
Attualmente è funzionario presso la lavori sono stati conosciuti in Italia e
Soprintendenza archivistica della Sar- all’estero e le hanno dato notorietà in-
degna. Nel volume Gli archivi comunali ternazionale.
della provincia di Oristano, 1999, ha Palomba, Federico Magistrato, uomo
compilato 29 schede sull’archivio di al- politico (n. Cagliari 1937). Consigliere
trettanti comuni: Aidomaggiore, Alba- regionale, presidente della Regione,
giara, Ales (con M.B. Lai e M.P. Mameli), deputato al Parlamento. Dopo aver
Bauladu, Bidonı̀, Boroneddu, Busachi conseguito la laurea in Giurispru-
(con G. Usai), Cuglieri (con G. Usai), denza è entrato giovanissimo in magi-
Gonnoscodina, Marrubiu (con M.G. stratura e ha percorso una brillante
Usai), Masullas (con G. Usai), Mogorella carriera nei Tribunali minorili, sino al-
(con A. Palomba), Neoneli (con G. Usai), l’incarico di dirigente dell’Ufficio cen-
Norbello, Ollastra (con A. Palomba), trale della giustizia minorile presso il
Pau (con G. Usai), Paulilatino (con Ministero di Grazia e Giustizia. Negli
M.B. Lai), Riola Sardo, Santa Giusta anni nei quali è stato dapprima giudice
(con G. Usai), Seneghe (con G. Usai), e in un secondo momento presidente
Sennariolo (con G. Usai), Siamaggiore, del tribunale dei minorenni di Cagliari
Siamanna (con G. Usai), Simala, Sima- si è fatto notare per la sua grande sen-
xis, Soddı̀ (con M.B. Lai e G. Usai), Uras, sibilità sociale e per la personalità con

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 112


Palomba

cui ha affrontato i problemi connessi algherese odierno, 1906; Gramatica del


alla giustizia minorile guadagnandosi dialect modern alguerés, negli atti del
una larga notorietà e ottenendo rico- ‘‘Primer Congrès internacional de la
noscimenti tanto negli ambienti del- Llengua catalana’’, Barcellona, otto-
l’Unione Europea quanto nelle orga- bre 1906, 1908; Tradizioni, usi, costumi
nizzazioni dell’ONU di cui è stato con- di Alghero, ‘‘Archivio storico sardo’’,
sulente. Negli stessi anni ha pubbli- VII, 1911; Nuova grammatica catalana,
cato numerosi lavori di carattere ‘‘Archivio storico sardo’’, VIII, 1912 (è
scientifico e articoli sui problemi gio- la recensione della Grammatica di
vanili. Nel 1994 è stato eletto consi- Gaetano Frisoni).
gliere regionale nella lista dei Progres- Palomba, Giuseppe Studioso di eco-
sisti Sardi per l’XI legislatura ed è nomia, deputato al Parlamento (Ca-
stato designato a presiedere la Giunta gliari 1830-ivi 1914). Ancora studente,
regionale. Dal settembre 1994 al giu- nel 1848, fu fervente sostenitore della
gno 1999 ha dato vita a cinque giunte ‘‘fusione perfetta’’. Laureatosi in Giu-
di centro-sinistra. Al termine del suo risprudenza, percorse una brillante
mandato non è stato più ricandidato. carriera nelle Camere di Commercio
Dopo una parentesi di alcuni anni, ha divenendo segretario generale di
fondato il movimento politico cultu- quella di Cagliari. Dal 1860 al 1870
rale Rinnovamento Sardo del quale è fece parte del Consiglio delle Miniere;
leader. Nell’aprile 2006 è stato eletto nel 1880 fu eletto deputato e in seguito
alla Camera dei deputati nella lista riconfermato fino al 1890. In Parla-
dell’Italia dei Valori, con cui è federato mento si schierò con la maggioranza
il suo movimento. governativa, occupandosi dei maggiori
Palomba, Giovanni (o Joan P.) Scrit- problemi dell’isola. Fu autore di alcuni
tore, catalanista (Alghero 1876-ivi interessanti studi. Tra i suoi scritti:
1953). Conseguita l’abilitazione ele- Commercio e industria nella provincia
mentare, insegnò per alcuni anni in di- di Cagliari dal 1868 al 1870, 1871; Comi-
versi centri del Piemonte e della Ligu- zio agrario di Cagliari, 1873; Provvedi-
ria. A fine secolo si stabilı̀ definitiva- menti legislativi intorno alle bonifiche,
mente nella città natale e diede vita ‘‘Avvenire di Sardegna’’, 1875; Elezione
con altri all’Agrupaciò Catalanista de politica in Cagliari, ‘‘Avvenire di Sarde-
Sardenya, che però si sciolse poco gna’’, 1881; Istituzione delle Camere di
dopo il 1902. In seguito proseguı̀ i suoi Commercio all’estero, 1887; Considera-
studi sul catalano parlato ad Alghero e zioni sul progetto di legge per le miniere,
nel 1906 pubblicò una notissima gram- 1888; Sul questionario per le modifica-
matica catalana che fu molto apprez- zioni al codice di Commercio, 1891; Os-
zata e che gli diede notorietà interna- servazioni e voti intorno ai trasporti ma-
rittimi, 1893; Studi economico-sociali,
zionale. Nel 1908 fu invitato a tenere
1895; Studi storico-statistici sull’annes-
un ciclo di lezioni a Barcellona; negli
sione della Sardegna al Piemonte, 1901;
anni seguenti approfondı̀ i suoi studi
Unificazione delle tariffe nelle ferrovie
sulla lingua ed estese i suoi interessi
della Sardegna, 1905; La civiltà della
al settore delle tradizioni popolari
Sardegna, ‘‘L’Unione sarda’’, 1908; Per
della comunità catalana di Sardegna,
l’istoria economica della Sardegna,
dando cosı̀ un notevole contributo alla
‘‘L’Unione sarda’’, 1925.
conoscenza della storia della città. Tra
i suoi scritti: Grammatica del dialetto Palomba, Mario Avvocato dello Stato,

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 113


Palomba

sindaco di Cagliari (Cagliari 1897-ivi Trasformazione Fondiaria e Agraria


1969). Laureatosi in Giurisprudenza in Sardegna), di cui guidò i primi im-
entrò nella carriera dell’Avvocatura portanti interventi nella realtà iso-
dello Stato, giungendo al grado di vice- lana. Ha lasciato numerosi lavori di ca-
avvocato generale; quando però fu no- rattere scientifico. Tra i suoi scritti:
minato avvocato generale preferı̀ la- L’economia agraria della Sardegna,
sciare la carriera per non trasferirsi 1947; La riforma in Sardegna. Primi ri-
lontano dalla sua città natale. Cattolico sultati, 1955; Aspetti redistributivi della
impegnato, dopo la caduta del fasci- riforma agraria in Sardegna, ‘‘Prospet-
smo contribuı̀ alla costituzione della tive meridionali’’, 4, 1957; Il giudizio di
Democrazia Cristiana in Sardegna e fu convenienza pubblicistica sulle bonifi-
eletto più volte consigliere comunale e che, 1961; La riforma agraria come em-
assessore della sua città, della quale fu brione di nuova civiltà rurale, 1961;
anche sindaco dal 1956 al 1960. Note sulla pastorizia sarda (con Lo-
Palomba, Salvatore Filosofo del di- renzo Idda), in Relazione della Commis-
ritto, letterato (Cagliari 1855-ivi 1940). sione d’inchiesta parlamentare sui feno-
Conseguita la laurea in Giurispru- meni della criminalità in Sardegna,
denza, prese a esercitare la profes- 1972.
sione di avvocato e si dedicò agli studi
di filosofia del diritto. Altra sua pas-
sione fu la letteratura, coltivata con
metodo e intensità. Fu autore di alcuni
saggi e di raccolte di versi che gli die-
dero notorietà a livello nazionale; si in-
teressò anche alla vita politica e fu
eletto più volte consigliere e assessore
comunale della sua città. Tra i suoi
scritti: Poesia 1876. All’isola natia,
1876; A Pietro Cossa, versi, 1880; Una
pagina di letteratura sarda, ‘‘La piccola Panada – La preparazione di questo piatto
rivista’’, II, 1, 1900; Delinquenza im- tipico varia a seconda della località.
mune..., I, 1904.
Palombella Famiglia cagliaritana Panada Piatto tipico della cucina sarda
(secc. XVIII-XIX). Era di origine alghe- che – come segnala anche il nome – si
rese: le sue notizie risalgono al secolo ispira alla tradizione culinaria spa-
XVIII. Ottenne il cavalierato eredita- gnola. Viene confezionato in diversi
rio e la nobiltà nel 1831 con un Callisto, centri dell’isola in modi diversi. Le ri-
capitano del Corpo della Reale Ma- cette più conosciute sono, al nord del-
rina, la cui dicendenza si estinse nel l’isola, quella di Oschiri e, al sud,
corso del secolo XIX. quella di Assemini. Ad Assemini la p. è
Pampaloni, Enzo Docente di Politica costituita da una sfoglia ottenuta dalla
agraria (Milano 1911-Firenze 1975). farina di grano duro, poggiata su un
Conseguita la laurea, intraprese la car- piatto fondo in modo che prenda la
riera universitaria. Insegnò per molti forma concava, riempita di un tritato
anni Politica agraria presso l’Univer- di anguille arricchito da pomodoro e
sità di Sassari e nel 1951 fu nominato prezzemolo; il tutto viene spruzzato
presidente dell’ETFAS (Ente per la d’olio e coperto da un’altra sfoglia che,

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 114


Pancrazio

saldata alla prima, chiude ermetica- Oristano per avviare gli accordi di
mente il ripieno. La p. cosı̀ ottenuta pace con Pietro IV; quando la trattativa
viene cotta al forno per circa mezz’ora. sembrava felicemente conclusa, l’an-
A Oschiri il ripieno della p., oltre che ziano re d’Aragona si ammalò e il trat-
con le anguille, è preparato con carne tato non poté essere firmato.
d’agnello e verdure. In altre località, Panciera, Silvio Storico (n. Chirignago,
come ad esempio a Cuglieri, il ripieno, Venezia, 1933). Dopo la laurea si è de-
costituito da un misto di carne di dicato all’insegnamento universitario.
maiale e di vitella arricchito di pro- Attualmente è professore di Storia ro-
sciutto sardo, carciofi, pomodori e cer- mana presso il Dipartimento di
vello, viene versato su una sfoglia a Scienze storiche e archeologiche del-
forma di timballo. Un’altra variante l’Università ‘‘La Sapienza’’ di Roma.
preparata in altre località è ottenuta Ha dedicato alla Sardegna due saggi:
con un ripieno di sole verdure. M. Allio Celere magistrato della colonia,
Panana Antico villaggio, di probabile in Turris Lybisonis. La necropoli meri-
origine preromana, che faceva parte dionale di S. Gavino, ‘‘Quaderni della
del giudicato di Gallura, compreso Soprintendenza archeologica per le
nella curatoria di Posada. Era situato province di Sassari e Nuoro’’, 1987; Di
in località Sas Murtas nelle campagne un sardo con troppi diplomi, Ursarius
di Posada. Dopo l’estinzione dei Vi- Tornalis e di altri diplomi militari ro-
sconti, a partire dalla fine del secolo mani, in Sardinia antiqua. Studi in
XIII prese a essere amministrato diret- onore di Piero Meloni per il suo 70º com-
tamente dal Comune di Pisa. Subito pleanno, 1992.
dopo la conquista aragonese entrò a Pancrazio, Flavio Duca di Sardegna
far parte del Regnum Sardiniae; nel (sec. VII). Funzionario militare bizan-
1324 fu concesso in feudo a Pietro Lo- tino, apparteneva all’ordine dei pre-
pez de Luna che ebbe un difficile rap- fetti. Nel 646 fu inviato in Sardegna
porto con i suoi vassalli e morı̀ pochi dal prefetto del pretorio d’Africa con
anni dopo senza discendenti. Nel 1335 il titolo di duca e con ampi poteri per
P. fu acquistato da Pietro de So, che lo reprimervi il monotelismo e difendere
unı̀ ad altri villaggi formando un l’ortodossia.
grande feudo. La sua popolazione,
Pancrazio, san (o San Brancaccio; in
però, cominciò a diminuire e dopo lo
sardo, Santu Bancraziu, Santu Fran-
scoppio della seconda guerra tra Pie-
cau, Santu Brancacciu, Santu Bran-
tro IV e Mariano IV il villaggio divenne
cazzu, Santu Pancratu) Santo (m. 304).
teatro delle operazioni: fu occupato
Martire, nacque a Cagliari nel 40. Di-
dalle truppe giudicali e scomparve in
scepolo di San Pietro che, dopo averlo
pochi anni.
istruito, lo battezzò e consacrò dia-
Pancia, Comita Funzionario giudicale cono. Denunciato perché cristiano,
(Oristano, sec. XIV-?). Sacerdote di non venne meno alla propria fede mal-
grande cultura, abile diplomatico e fe- grado le torture. Fu lapidato, ma luogo
dele servitore della dinastia dei Bas e anno sono sconosciuti. Di là dalla se-
Serra, nel tormentato periodo che se- centesca leggenda locale, il San P. del
guı̀ l’imprigionamento di Brancaleone 12 maggio nacque in Frigia, orfano in
Doria ricopriva l’ufficio di vicecancel- tenerissima età, allevato dallo zio Dio-
liere del giudicato. Nel 1386 fu man- niso. Zio e nipote si recarono a Roma,
dato in Catalogna con l’arcivescovo di dove si convertirono e ricevettero il

109

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 115


Pandolfo

battesimo. Dopo la morte dello zio, P. 1947; Origini della città di Olbia, ‘‘Il Cor-
annunciò il Vangelo. Denunciato, non riere dell’Isola’’, 1947; Olbia nel periodo
volle sacrificare agli dei. «L’impera- punico e romano, 1953; L’agro di Olbia
tore in persona – secondo la passio al- nel periodo preistorico, punico e ro-
quanto fantasiosa – vedendolo cosı̀ gio- mano, ‘‘Collana di Studi sardi della Re-
vane, commosso, lo esortò a ritornare gione autonoma della Sardegna’’, 1954;
alla religione pagana, inutilmente». Olbia attraverso i secoli, 1959; La dea di
Decapitato nel 304, all’età di quattor- Olbia, ‘‘Nuove testimonianze archeolo-
dici anni, nella via Aurelia. Octavia, giche della Sardegna centro-setten-
matrona cristiana, lo seppellı̀ e sulla trionale’’, 1976; Il giudicato di Gallura.
sua tomba il pontefice sardo Simmaco Curatorie e centri abitati, 1978; Sant’An-
fece costruire la chiesa in suo onore, tonio di Gallura tra cronaca e storia (con
dal 1660 officiata dai Carmelitani Antonio Pittorru), 1989; Forse un’antica
scalzi. In epoca medioevale oltre cin- strada agrolbiense è da identificare con
quanta chiese vantavano il possesso un’arteria della rete viaria romana, ‘‘Ar-
delle sue reliquie, che secondo la tra- chivio storico sardo di Sassari’’, IX,
dizione erano in grado di smascherare 1991.
imbrogli d’ogni genere.
Pane di ghiande = Geofagia
In Sardegna Patrono di Bortigiadas.
Culto diffuso in Sardegna dai Pisani,
al quale si è sovrapposto per breve
tempo quello locale. [ADRIANO VARGIU]
Festa Si festeggia il 12 maggio; ad
Aglientu anche il 5 agosto, a Suni e Bor-
tigiadas anche l’ultima domenica di
settembre, la seconda domenica di
maggio a Sedini.
Pandolfo Religioso (sec. XIII). Arcive-
scovo di Torres dal 1290 al 1296. Proba-
bilmente siciliano, divenne confessore
Pane frattau – La base di questa antica
del papa e fu nominato vescovo di Patti
specialità gastronomica è il pane carasau.
e di Lipari. Nel 1290 fu nominato arci-
vescovo e inviato in Sardegna per rac-
cogliervi le decime pontificie. Nel 1296 Pane frattau Antico piatto della tradi-
fu trasferito alla diocesi di Ancona. zione gastronomica sarda, diffuso so-
Panedda, Dionigi Archeologo e storico prattutto nella Barbagia. La sua base è
(n. Olbia, sec. XX). Conseguita la laurea il pane carasau, un pane biscottato a
in Lettere, si dedicò all’insegnamento sfoglie sottilissime. Questo viene im-
nelle scuole secondarie. Studioso merso in un recipiente con brodo caldo
della storia di Olbia e più in generale o acqua bollente salata, e quando è
della Gallura, può essere considerato bene inzuppato le sfoglie si dispon-
il maggiore conoscitore del suo territo- gono a strati su un piatto su cui si versa
rio; è autore di importanti lavori di no- una salsa di pomodoro arricchita da un
tevole livello scientifco, fra i quali: Se- soffritto di carne macinata con cipolla,
greti dell’Olbia romana, ‘‘Il Corriere aglio, basilico e prezzemolo, il tutto
dell’Isola’’, 1947; Dov’era il porto del- spruzzato abbondantemente di for-
l’Olbia romana, ‘‘Il Corriere dell’Isola’’, maggio. Una volta completati gli strati,

110

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 116


Pane sardo

sul tutto si pone un uovo in camicia da resa possibile dalla presenza nelle
rompere e da amalgamare al resto. case tradizionali del forno a legna che
Pan’e saba Tipico pane dolce, legato ne consentiva la cottura. La panifica-
nel Campidano alle più antiche tradi- zione avveniva periodicamente a se-
zioni pasquali. Viene ottenuto da un conda delle necessità della famiglia e
impasto di farina di semola di grano delle sue possibilità economiche. In
duro con sapa di mosto. Il tutto deve occasione delle grandi feste (Natale e
essere lavorato a lungo in modo da ot- Capodanno, Pasqua e altre ricorrenze),
tenere un amalgama completo, avendo la panificazione comportava, oltre alla
cura di aggiungervi uova intere, can- confezione del pane d’uso comune,
nella ed essenza di garofano, noci e pi- quella dei pani particolari per la festa
noli sminuzzati. L’impasto cosı̀ otte- e della pasticceria. Il lavoro coinvol-
nuto si lascia riposare per qualche geva la padrona di casa, le figlie e tutte
ora, quindi se ne ricavano delle pa- le donne della famiglia, il più delle
gnottelle che poi vengono coperte, po- volte con l’aiuto di donne del vicinato
ste al riparo dal freddo e tenute per da remunerare in pane. Il lavoro aveva
due giorni a lievitare in un canestro. inizio all’alba e si succedeva in fasi ben
Quando la lievitazione è completa le definite (= Civraxiu) fino ad arrivare
pagnottelle vengono cotte al forno a alla cottura nel forno.
temperatura media. I principali tipi di pane conosciuti
erano (in ordine alfabetico):
1. Candelariu, è il pane finissimo che
veniva usato per la festa di Capodanno.
2. Civraxiu (=), il pane quotidiano
usato da tutti e prodotto ovunque, cotto
nel forno tradizionale a cupola scal-
dato col fuoco di legna; giustamente fa-
moso è quello che si confezionava a
Sanluri (per cui il tipo veniva detto, an-
che in altri paesi, pane di Sanluri).
3. Coccas, focacce fatte per il giorno di
Ferragosto, conosciute soprattutto nel
Pane sardo – Pane preparato per la
Sagra di Sant’Efisio a Cagliari. Nuorese.
4. Coccoi (=), tipo di pane più pregiato
e dall’uso meno esteso. Confezionato
Pane sardo Nei tempi antichi il pane
con la semola (sı̀mbula), cotto nel forno
era confezionato dalle donne e variava
tradizionale.
per qualità e per forma a seconda delle
regioni, dei singoli paesi e delle di- 5. Coccois pintaus, era il pane delle fe-
verse classi sociali (Emmanuel Ladu- ste, confezionato con la semola e cotto
rie, recensendo dopo il Festival di Can- nel forno a cupola tradizionale. Questo
nes il film Padre padrone, evocò questa tipo di pane si distingueva per le mol-
società «dei tre pani», quello bianco tissime forme in cui era confezionato.
per i padroni, quello mescolato con la In particolare le più note sono: i coc-
crusca degli agricoltori, quello d’orzo cois, decorati a foglie di forma molto
per i poveri). Veniva ottenuto mediante varia, che talvolta erano usati anche
la lavorazione della farina di grano se- come pane quotidiano nelle famiglie
condo una procedura standardizzata, ricche; i coccois de pitzus, decorati a

111

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 117


Pane sardo

cresta; i coccois a forma di melagrana mola e uva passa nel forno tradizionale
(arenada), usati esclusivamente per le a cupola.
feste; i coccois a forma di pesce (pisci), 10. Costedda cun gerda, un pane che si
usati esclusivamente per le feste; i coc- confezionava con semola e con ciccioli
cois a forma di uccello (pilloni), usati in occasione dell’uccisione del maiale.
esclusivamente per le feste; i coccois a 11. Coccoi cun s’ou, tipo di pane confe-
forma di tartaruga (tostoinu), usati zionato con semola scelta, di svariatis-
esclusivamente per le feste; i coccois a sime forme, utilizzato esclusivamente
forma di rotolo (imboddiada) usati per le festività pasquali.
esclusivamente per le feste; i coccois a 12. Cozzula, particolare pane di semola
forma di mazzo di fiori (mazz’e froris), confezionato per le nozze: aveva una
usati esclusivamente per le feste; i coc- forma a corona, ed era portato in
cois a forma di rosa (arrosa), usati chiesa e offerto al sacrista.
esclusivamente per le feste; i coccois a 13. Fresa, un pane logudorese a forma
forma di bambina (pippı̀a), confezio- di schiacciata tonda molto sottile, cotto
nato apposta per i bambini di casa; i nel forno tradizionale molto caldo: ve-
coccois a forma di collana (cannacca), niva poi tolto dal forno, diviso in due e
confezionati esclusivamente per i sottoposto a una nuova cottura che lo
bambini; i coccois a forma di chiave biscottava; questa seconda cottura lo
(craixedda), confezionati esclusiva- rendeva simile al pane carasau.
mente per i bambini; i coccois a forma 14. Maritzosu, il pane delle feste e delle
di anatroccolo (anadixedda), confezio- grandi occasioni, confezionato con la
nati esclusivamente per i bambini. semola scelta nel forno tradizionale a
6. Coccu, pane di frumento non fermen- cupola scaldato col fuoco.
tato a forma di focaccia; era confezio- 15. Michettas e paninus, tipi di pane
nato dai pastori al ritorno dalla transu- che non rientrano nella tradizione
manza e usato per gli ospiti e per le fe- della panificazione domestica ma fu-
stività. Veniva cotto sul focolare caldo rono introdotti con lo svilupparsi
ricoprendo la foccaccia con la cenere e delle panetterie che confezionavano
la brace e poi lavato e coperto da un il pane da vendere a terzi; le due
panno. forme sono state mantenute dai mo-
7. Costedda, tipo di pane confezionato derni panifici industriali. Al mo-
come il civraxiu: da mangiarsi molto mento della transizione dalla panifi-
fresco, era confezionato con il fior di cazione domestica generalizzata alla
farina fatto lievitare con su frumentu prima confezione industriale il pane
sardu (il lievito tradizionale), confezio- ‘‘da negozio’’ veniva giudicato come
nato ovunque e cotto nel forno tradizio- un prodotto di qualità inferiore. A
nale. Questo tipo di pane era cono- Tempio questo pane veniva chiamato
sciuto anche come lada o ladixedda. pani scioccu, cioè ‘‘insipido’’, e pani-
8. Costedda cun arrescottu, un pane che sciucchéri erano soprannominati i
si confezionava con semola e ricotta piccoli borghesi che, non essendo
nel forno tradizionale a cupola, in tutti proprietari di terreni a grano, dove-
i periodi dell’anno tranne che in vano comprarlo nelle panetterie.
estate. Questi tipi di pane sono confezionati
9. Costedda cun pabassa, un pane che si con un misto di fior di farina e di se-
confezionava per le feste grandi con se- mola.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 118


Pani

16. Moddizzosu (=), pane delle feste donne, dotato ciascuno delle abilità
confezionato con semola. proprie di questa elementare divi-
17. Pane carasau, il pane tipico delle sione del lavoro. La forma più alta di
zone pastorali più interne, confezio- specializzazione era richiesta per la
nato a sottilissime sfoglie croccanti la decorazione dei pani: non per niente
cui lunga conservazione è consentita in una famosa raccolta di saggi dedi-
da una seconda cottura; viene detto an- cata all’argomento si parla di ‘‘pla-
che carta da musica. stica effimera’’.
Panevini, Jacopo Castellano di Ca-
gliari (Pisa, seconda metà sec. XIII-ivi,
1320 ca.). Apparteneva a una famiglia
popolare; prese parte attiva alla vita
politica del Comune e fu molto stimato
nella sua città, tanto che a partire dal
1289 fu eletto per sedici volte tra gli
Anziani. Nel 1305 fu inviato in Sarde-
gna come capitano di Cagliari; tornato
in patria, nel 1316 fu eletto per l’ultima
volta tra gli Anziani.
Pani Famiglia di Terralba (sec. XVII-
esistente). Le sue notizie risalgono al
Pane sardo – Il pane carasau, tipico dei secolo XVII; i suoi membri ricoprivano
pastori, ‘‘inventato’’ per resistere ai lunghi ereditariamente l’ufficio di capitano
periodi di transumanza, viene infornato della cavalleria miliziana di Terralba.
due volte. Nel 1695 ottennero il cavalierato eredi-
tario e la nobiltà con un Giovanni Pani
18. Pani cun ollu, confezionato con se- Esquirro ammesso poi allo Stamento
mola, olio e grassi nel forno tradizio- militare durante il parlamento Montel-
nale a cupola scaldato col fuoco. lano nel 1698. Nel corso del secolo
19. Pani nieddu, pane confezionato con XVIII la famiglia si divise in due rami,
il civraxeddu nel forno tradizionale. uno residente a Oristano, dove si
20. Pani de orgiu, detto anche orzatu estinse nel corso del secolo XIX, l’altro
(=). si trasferı̀ a Cagliari.
21. Pertusitta, un pane a forma di ciam- Pani, Corrado Attore (Roma 1936-ivi
bella che aveva raffigurato in rilievo 2005). Nato da famiglia di origine ca-
l’ovile e che si mandava ai pastori in gliaritana, esordı̀ alla radio e succes-
occasione del Capodanno. sivamente entrò a far parte della com-
La lavorazione del pane era, nella so- pagnia teatrale di Paolo Stoppa. Do-
cietà tradizionale, un autentico rito tato di grande capacità e in possesso
con un forte contenuto comunitario; di una tecnica di notevole livello, la-
non si entrava nelle case in cui veniva vorò per anni presso il Teatro stabile
‘‘fatto’’ il pane senza un saluto d’ob- di Milano e per la televisione inter-
bligo («Deus vos bardet», ‘‘Dio vi pretando numerosi sceneggiati e tele-
guardi, vi protegga’’). In genere la romanzi, tra cui I miserabili e I Fratelli
preparazione della pasta, la confe- Karamazov. Recentemente aveva la-
zione delle forme e la loro cottura vorato con Luca Ronconi per il Teatro
erano affidate a tre gruppi diversi di stabile di Roma, ma in seguito era

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 119


Pani

stato costretto a ridurre le sue appa- fico, Sardegna inconsueta. Il successo


rizioni in pubblico per motivi di sa- si ripete con le monografie Sardegna,
lute. guida fotografica e Sardegna, un’isola le
sue miniere, e col secondo volume di
Sardegna inconsueta. Eclettico, pub-
blica nel 1994 Cucina in Sardegna, con
le ricette di Itala Testa, e tre volumi sui
Sapori della Sardegna.
Pani, Giovanni Sebastiano Imprendi-
tore (n. Cagliari 1908). Nato da modesta
famiglia, si trasferı̀ a Sassari nella se-
conda metà degli anni Venti. Qui, met-
tendo a frutto la sua capacità impren-
ditoriale, fece diverse esperienze nel
settore dei trasporti. Negli anni Cin-
quanta istituı̀ il primo servizio urbano
di autobus (poi ceduto, nel 1962, al Co-
mune di Sassari) e negli stessi anni co-
struı̀ l’elegante ‘‘Lido Iride’’ nella loca-
lità marina di Platamona, che l’accorta
strategia di un sindaco molto popolare,
Oreste Pieroni (=), fece diventare ‘‘la
spiaggia dei sassaresi’’. In quegli stessi
Corrado Pani – L’attore (a destra) insieme anni, a partire dal 1950, divenne l’edi-
al regista Luchino Visconti.
tore de ‘‘La Gazzetta sarda’’ (=), che an-
dava in edicola come settimo numero
Pani, Efisio Concertista (Cagliari 1792- de ‘‘La Nuova Sardegna’’. Il giornale
Torino 1875). Avviato giovanissimo allo uscı̀ fino al 1966: negli ultimi anni P. ne
studio della musica, divenne un inimi- fu anche il direttore responsabile. Con-
tabile flautista e si esibı̀ in acclamati temporaneamente aveva creato il ser-
concerti. Infine si stabilı̀ a Torino, vizio di autobus ‘‘Gran Turismo Pani’’
dove divenne primo flauto dell’orche- che collegava Porto Torres e Sassari
stra regia; fu autore di composizioni con Cagliari e Nuoro e altri centri col-
per flauto e per orchestra molto ap- locati lungo la superstrada ‘‘Carlo Fe-
prezzate dal pubblico e dalla critica e lice’’. Temperamento combattivo, gli
si dedicò anche alla formazione di gio- capitò di avere rapporti difficili con il
vani flautisti. sindacato dei suoi dipendenti e con la
Regione sarda (che accusava – non
Pani, Gianflorest Fotografo (n. Ca-
sempre a torto – di non rendersi conto
gliari, sec. XX). Fotografo a partire dal
dell’utilità e dell’importanza del servi-
1976, seguendo le orme dei genitori,
zio). Il 31 dicembre 2005 cedette le li-
entrambi fotografi. Un’esperienza di
nee all’ARST (Azienda regionale sarda
lavoro lo porta nel 1982 a Basilea, in
trasporti).
Svizzera, dove si avvicina al mondo
della fotografia still life. Diplomato in Pani, Giuseppe Sacerdote, poeta in
fotografia presso l’Istituto Internazio- lingua sarda (Bari Sardo, fine sec.
nale d’Arte ALPHA a Milano, realizza XVIII-ivi?, 1865). Dopo essere stato or-
nel 1989 il suo primo volume fotogra- dinato sacerdote, trascorse la sua vita

114

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 120


Pani Ermini

dapprima come vicario a Urzulei e suc- Roma. La sua attività di archeologa e i


cessivamente a Sadali. Fu poeta deli- suoi lavori scientifici sono legati in
cato, scrisse in sardo numerose rac- gran parte all’archeologia medioevale
colte di versi: il suo componimento della Sardegna; dal 1975 ha condotto
più noto è una graziosa Ninna Nanna scavi nell’area di Cornus; in seguito ha
di Natale in 42 sestine di senari («Cele- anche diretto scavi nell’area urbana di
sti tesoru / d’eterna allegria, / dormi, Cagliari. È autrice di importanti saggi
vida e coru / reposa, anninnia. / Angelus scientifici, molti dei quali dedicati alla
cantai, / a su fillu ’e Maria») cantato in ventennale attività svolta in Sardegna,
tutta la Sardegna. che ha aperto un’area disciplinare
Pani, Mario Deputato al Parlamento (n. poco indagata sino all’arrivo in Sarde-
Borore 1936). Comunista militante, im- gna della studiosa, quella dell’archeo-
pegnato fin da giovane nelle organizza- logia paleocristiana e altomedioevale:
zioni del partito, laureato in Giurispru- Due decenni di ricerca archeologica
denza. Dopo essere stato eletto segre- post-classica in Sardegna, ‘‘Annali della
tario provinciale, nel 1970 è stato eletto Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Uni-
consigliere comunale di Macomer e versità di Cagliari’’, XII, 1991; Note su
successivamente riconfermato fino al alcuni cubiculi dell’antico cimitero cri-
1980. Nel 1972 è stato eletto deputato stiano di Bonaria in Cagliari, ‘‘Studi
per la VII legislatura repubblicana e sardi’’, XX, 1967; Iscrizioni cristiane
successivamente riconfermato per al- inedite di S. Saturno a Cagliari. Contri-
tre due legislature fino al 1983. Cessato buto allo studio del ‘‘Defensor Ecclesiae’’
il mandato istituzionale, ha continuato nell’antichità cristiana, ‘‘Rivista di Sto-
a impegnarsi nel suo partito: nel 1984 è ria della Chiesa in Italia’’, 23, 1969; Due
stato chiamato a far parte del Comitato patere in argento inedite del Museo ar-
centrale, e in seguito è passato nel Par- cheologico di Cagliari, ‘‘Studi sardi’’,
tito Democratico della Sinistra di cui è XXI, 1971; Cornus. Indagini nell’area
stato segretario regionale per diversi paleocristiana. Relazione preliminare
anni. della campagna del 1978, ‘‘Notizie degli
Pani Bonu Antico villaggio di incerta Scavi di Antichità’’, 1981; Museo ar-
collocazione. Faceva parte del giudi- cheologico nazionale di Cagliari. Cata-
cato di Arborea ed era compreso nella logo dei materiali paleocristiani e alto-
curatoria del Campidano di Simaxis. medioevali (con M. Marinone), 1981;
La sua popolazione cominciò a dimi- Antichità cristiane e altomedioevali in
nuire nel corso del secolo XIV a causa Sardegna attraverso le più recenti sco-
delle guerre tra Aragona e Arborea. perte archeologiche, in La cultura in Ita-
Dopo la peste del 1376 il villaggio si lia tra tardo-antico e altomedioevo, II,
spopolò completamente e scomparve 1981; Problemi e prospettive dell’archeo-
prima della fine del secolo. logia cristiana in Sardegna, in Atti del V
Pani Ermini, Letizia Archeologa (n. Congresso nazionale di Archeologia cri-
Roma 1931). Conseguita la laurea in stiana, 1982; Recenti contributi dell’ar-
Lettere, ha intrapreso la carriera uni- cheologia per la Sardegna paleocri-
versitaria. È stata per alcuni anni pro- stiana e altomedioevale, ‘‘Rendiconti
fessore di Archeologia medioevale della Pontificia Accademia romana di
presso l’Università di Cagliari; attual- Archeologia’’, LIII-LIV, 1984; La Sarde-
mente insegna presso la Facoltà di Let- gna e l’Africa nel periodo vandalico, in
tere della Università ‘‘La Sapienza’’ di L’Africa romana. Atti del II Convegno di

115

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 121


Pani Ermini

studi, 1985; Ricerche nel complesso di Ricerche di archeologia post-classica


San Saturno a Cagliari, ‘‘Rendiconti nella Sardegna centro meridionale,
della Pontificia Accademia romana di ‘‘Quaderni della Soprintendenza ar-
Archeologia’’, LV-LVI, 1985; Recenti cheologica per le province di Cagliari
scoperte in Sardegna, in Atti del VI Con- e Oristano’’, 4, 1988; Un piccolo bronzo
gresso nazionale di Archeologia cri- da Cornus raffigurante S. Paolo, ‘‘Ren-
stiana, 1985; Cultura, materiali e fasi diconti della Pontificia Accademia ar-
storiche del complesso archeologico di cheologica’’, LXI, 1988; L’Età paleocri-
Cornus: primi risultati di una ricerca, stiana e altomedioevale. La produzione
in L’archeologia tardoromana e altome- artigianale e l’epigrafia, in Il Museo ar-
dioevale nell’Oristanese. Atti del I Con- cheologico nazionale di Cagliari, 1989;
vegno di Cuglieri 1984, 1986; Note sulla La cattedrale in Italia. Schede: Cornus
topografia del territorio di S. Gilla dal e Sulci, in Actes du XIe Congrès interna-
periodo tardo-romano al Medioevo: pro- tional d’Archéologie chrétienne, Roma
blemi archeologici e prospettive di ri- 1986, 1989; Complesso episcopale e città
cerca, in Santa Igia capitale giudicale, nella Sardegna tardo-romana e altome-
1986; Cornus. Località Columbaris, dioevale (con Anna Maria Giuntella), in
‘‘Quaderni della Soprintendenza ar- Il suburbio della città in Sardegna. Atti
cheologica per le province di Cagliari del III Convegno di Archeologia tardoro-
e Oristano’’, 4, 1987; Le città sarde nel- mana e altomedioevale 1986, 1989; Il ri-
l’Alto Medioevo: una ricerca in atto. Ma- cordo di San Cromazio in Sardegna,
teriali per una topografia urbana. Sta- ‘‘Antichità altoadriatiche’’, 34, 1989;
tus quaestionis e nuove acquisizioni, in Ancora sull’iscrizione bizantina di Tur-
Atti del V Convegno su Archeologia ris Libisonis, in Quaeritur inventus coli-
tardo-romana e medioevale in Sarde- tur. Miscellanea in onore di padre Um-
gna, 1988; L’antichità cristiana in Sar- berto M. Fasolo, 1989; Oschiri. Campa-
degna attraverso le testimonianze ar- gna di scavo nel sito dell’antica Castro,
cheologiche, in Archeologia paleocri- ‘‘Bollettino di archeologia’’, 1-2, 1990;
stiana e altomedioevale in Sardegna. Se- Porto Torres. Basilica di San Gavino,
minario 1986, 1988; La Sardegna nel ‘‘Bollettino di archeologia’’, 4, 1990; Le
passaggio dall’antichità al Medioevo e sepolture in Sardegna dal IV al VII se-
Le città sarde tra tarda antichità e me- colo: stato delle conoscenze e prospettive
dioevo: uno studio appena iniziato, en- di ricerca, in Le sepolture in Sardegna
trambi in L’Africa romana. Atti del V dal IVal VII secolo. IV Convegno sull’Ar-
Convegno di studi, 1988; La Sardegna cheologia tardoromana e medioevale,
nel periodo vandalico, in Storia dei Cuglieri 1987, 1990; Il Cristianesimo in
Sardi e della Sardegna, I (a cura di Mas- Sardegna attraverso le testimonianze
simo Guidetti), 1988; Chronique des ac- archeologiche, in Sicilia e Italia suburbi-
tivités de l’École française a Castro- caria tra IV e VIII secolo, 1991; Contri-
Oschiri, ‘‘Mélanges de l’École française buto alla conoscenza del suburbio ca-
de Rome’’, 1988; Note sulle recenti inda- gliaritano iuxta basilicam sancti marty-
gini nel complesso episcopale di Cornus, ris Saturnini, in Sardinia antiqua.
in Ampsicora e il territorio di Cornus. Studi in onore di Piero Meloni in occa-
Atti del II Convegno sull’archeologia ro- sione del suo 70º compleanno, 1992;
mana e altomedioevale, Cuglieri 1985, Aspetti di archeologia urbana: ricerche
1988; I corredi e Cagliari località Santa nel suburbio orientale di Cagliari (con
Gilla. Saggio di via Brenta, entrambi in P.G. Spanu), 1992; Il complesso marti-

116

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 122


Pantaleo

riale di San Saturno, in La civitas chri- Gaetano Salveti ha parlato a proposito


stiana. I seminario di studio 1991, 1992; della sua scrittura di «purezza di lin-
Una testimonianza del culto di San Co- guaggio, struttura metrica e linguistica
stantino in Sardegna, in Memoriam di grande interesse»; Giuliano Mana-
Sanctorum Venerantes. Studi in onore corda di «nobiltà e drammaticità del
di mons. Victor Saxer, 1992; Oschiri. Lo- verso».
calità di Castro. Campagna di scavo Panosa y Domingo, Maria Isabel An-
1993, ‘‘Bollettino di Archeologia’’, 19- tichista (n. Montmeló, sec. XX). Lau-
20-21, 1993; La storia dell’Altomedioevo reata a Barcellona e interessata alla
in Sardegna alla luce dell’archeologia, cultura italiana, nel 1986 si è specializ-
in La storia dell’Altomedioevo italiano zata in Etruscologia a Perugia. Per due
alla luce dell’archeologia, 1994; Sulci, anni è stata lettrice di catalano presso
dalla tarda antichità al Medioevo: note l’Università di Sassari: ha al suo attivo
preliminari di una ricerca, in Carbonia e il saggio Testimonianze toponimiche e
il Sulcis. Archeologia e territorio, 1995; epigrafiche delle relazioni tra Iberia e
Le città sarde nell’alto medioevo: una ri- Sardegna, ‘‘Quaderni bolotanesi’’, XV,
cerca in atto, in Materiali per una topo- 1989.
grafia urbana. Status quaestionis e
Pantaleo Centro abitato della provin-
nuove acquisizioni, 1995; Lo spazio ur-
cia di Carbonia-Iglesias, frazione di
bano in Sardegna fra il IVe il VII secolo:
Santadi (da cui dista 8 km), con circa
persistenze e mutazioni, in L’Africa ro-
10 abitanti, posto a 246 m sul livello del
mana. Atti del X Convegno di studi, 1996.
mare a est del comune capoluogo,
Paniliu Termine del Medioevo giudi- lungo la valle del rio Mannu. Regione
cale sardo. Di difficile interpretazione, storica: Sulcis. Diocesi di Iglesias.
secondo il linguista Max Leopoldo Wa- & TERRITORIO Il territorio è quello im-
gner significherebbe «schiera, lista di pervio e boscoso dei monti dell’Igle-
servi» oppure «la collettività dei servi siente. Le comunicazioni sono assicu-
appartenente ad uno stesso proprieta- rate da una strada secondaria che uni-
rio, circoscritti ad una determinata lo- sce Santadi alla zona industriale di
calità». Deriverebbe da banilius, un Macchiareddu.
editto carolingio da cui proveniva ai & STORIA Il villaggio fu fondato da una
vassalli l’obbligo di assicurare al feu- società mineraria francese nella se-
datario (o al feudo) alcune prestazioni conda metà dell’Ottocento e ospitò im-
gratuite. Chi riusciva a diventare pianti per la distillazione del tannino e
esente era collocato nella categoria la lavorazione del carbone vegetale; in
dei liberos de paniliu, di cui parlano nu- seguito fu avviata anche la produzione
merosi documenti giudicali. di esplosivi. Dopo la seconda guerra
Pannain Serra, Elena Poetessa (Bo- mondiale queste attività cessarono e il
norva 1908-Roma 2005). Pur vivendo a villaggio si spopolò quasi completa-
Roma, dove lavorava come funzionaria mente. Ora è sede della caserma della
al Ministero della Pubblica Istruzione, Forestale e di un ristorante, e se ne sta
ha avuto sempre la Sardegna come avviando lentamente la valorizzazione
maggiore fonte d’ispirazione. Tra le turistico-ambientale.
sue numerose raccolte di versi Se la Pantaleo, san (o San Pantaleone ; in
mia voce (1976), con prefazione di Ma- sardo, Santu Pantaleu) Santo martire
ria Luisa Spaziani; Paraboletta del (Nicomedia, ?-?, 303/305). Pantaleimon
viaggio (1988); Dialoghi con me (1995). in greco significa ‘‘tutto compassione’’,

117

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 123


Pantoli

nacque a Nicomedia, l’odierna Izmit, sa piedade / curas pro caridade / ogni do-
da padre pagano e madre cristiana. lenzia. / Cun sa tua assistenzia / e divina
Medico valentissimo – secondo la pas- virtude / cunsighin sa salude / sos tugli-
sio – , ambizioso, voleva guarire tutti i dos» (Sei di Cristo il ritratto – pietoso
mali, Massimiano lo volle a corte. Con- veramente – caritatevole curi – ogni di-
vertito dal prete Ermolao, dopo essere spiacere. – Con la tua assistenza – e di-
stato battezzato distribuı̀ le sue ric- vina virtù – conseguono la salute – tutti
chezze ai poveri, mettendosi a curare gli afflitti). [ADRIANO VARGIU]
senza chiedere compenso, «Io do il ri- Festa Si festeggia il 27 luglio; la se-
medio, Dio la salute». Quando l’impe- conda domenica dopo Pasqua a Dolia-
ratore lo seppe, non volle crederci: nova, la terza domenica di settembre a
«Hai tradito la mia stima, la mia amici- San Pantaleo, frazione di Olbia.
zia». Torturato, condannato alla deca-
pitazione, martire il 27 luglio del 303- Pantoli, Primo Pittore e incisore (n. Ce-
305. Reliquie a Crema, a Ravello e a sena 1932). Compiuti i suoi studi nella
Vallo della Lucania: nei due centri sa- città natale e a Firenze, nel 1957 si è
lernitani si tratta di sangue del santo trasferito in Sardegna dedicandosi al-
che nel giorno della festa, 27 luglio, si l’insegnamento delle discipline artisti-
liquefà, rimanendo per diversi giorni che presso il Liceo artistico di Cagliari.
in tale stato. AVenezia nel soffitto della Artista impegnato, diviene presto uno
sua chiesa spicca il più grande dipinto dei protagonisti della vita culturale
del mondo, tela di Antonio Fumiani della città: nel 1958 aderisce al gruppo
(1643-1710). È il patrono dei medici e Studio 58, di cui è, insieme a Gaetano
delle balie. Brundu, la personalità più interes-
In Sardegna Patrono di Dolianova, sante; nel 1961 concorre a formare il
gruppo Iniziativa; quindi nel 1967 ade-
Macomer, Martis, San Pantaleo e
risce al ‘‘Centro di Cultura Democra-
Sorso. Culto diffuso dai Bizantini. A
tica’’. Ha esposto in Italia e all’estero
Dolianova la splendida cattedrale a
ottenendo lusinghieri riconoscimenti
lui dedicata, della soppressa diocesi
soprattutto come disegnatore di mani-
di Dolia, che dà ancora titolo vescovile,
festi e illustratore: «Al di là della defor-
è anteriore al 1170: nella cripta, bacino
mazione del segno – hanno scritto Giu-
battesimale del secolo V, unico in tutta liana Altea e Marco Magnani a propo-
l’isola; il retablo con scene della vita sito, in particolare, di una mostra del
del santo è del 1503. Macomer vanta la 1958 – , l’elemento centrale della pit-
parrocchiale (sec. XVI) in suo onore. tura di P. è soprattutto il colore, denso
Giovanni Spano (1870) ricorda «il qua- e come sfatto, sensuale, aggrumato e
dro di San Pantaleo che guarisce un prezioso». Cessata l’attività di insegna-
paralitico in mezzo a una folla di po- mento nel 1990, continua instancabile
polo, nella parrocchia di Martis, di- la sua ricerca di nuove espressioni ar-
pinto da Andrea Lusso nel 1595». Al- tistiche.
berto Lamarmora (1860) ricorda invece Panu, Tomaso Insegnante (n. Tempio
che «nella chiesa di San Pantaleone di Pausania 1937). Insegnante di storia e
Sorso furono ritrovate nel 1840 le pre- filosofia nel Liceo classico della sua
sunte spoglie di Barisone giudice di città, dedicatosi al giornalismo e alle
Logudoro». Alcuni versi dell’inno com- attività culturali, dirige da anni ‘‘Gal-
posto da Melchiorre Murenu (1803- lura e Anglona’’, periodico della dio-
1854): «De Cristos ses ritrattu / veru in cesi. È stato sindaco di Tempio Pausa-

118

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 124


Paoli

nia per circa dieci anni. Ha scritto con governo, fece scrivere una Costitu-
il collega Giovanni Murineddu il saggio zione di tipo democratico e riorganizzò
storico-sociologico Tempio Pausania il sistema economico e amministra-
1945-1990, 1994. tivo. Quando Genova, nel 1768, cedette
Panu Saba, Maria Studiosa di storia l’isola alla Francia, P. animò nuova-
(Sassari, inizi sec. XX-ivi, seconda mente la resistenza ma nel 1769 fu
metà sec. XX). Dopo essersi laureata sconfitto a Pontenovo e dovette abban-
in Lettere si dedicò all’insegnamento donare l’isola: la battaglia di Ponte-
nella sua città. Appartenente a una fa- novo venne assunta, dagli storici corsi
miglia di radicate tradizioni repubbli- ma anche dalla memoria collettiva di
cane, studiosa del Risorgimento in Sar- quel popolo, come l’evento decisivo
degna, ha approfondı̀to le conoscenze della storia corsa, da cui comincia una
sull’attività dei deputati sardi nel Par- nuova fase delle vicende isolane.
lamento subalpino, scrivendone in: I
parlamentari sardi alla Camera subal-
pina, ‘‘La Politica parlamentare’’,
1955; La Sardegna al Parlamento subal-
pino, ‘‘La Politica parlamentare’’, 1955,
due studi poi raccolti in volume.
Paoli, Attilio Pittore e critico d’arte
(Laconi 1910-Macomer 1983). Forma-
tosi all’Accademia di Belle Arti di Ve-
nezia, prese parte a numerose mostre
in Italia e all’estero ottenendo ambiti
riconoscimenti, tra cui il diploma di In-
ternational Award dell’Istituto delle
Arti di Zurigo nel 1964. Collaborò a nu-
merose riviste d’arte; tra il 1968 e il
1976 insegnò discipline pittoriche al
Liceo artistico di Cagliari.
Paoli, Pasquale Patriota corso (Stretto
di Morosaglia, Bastia, 1752-Londra
1796). Protagonista della storia corsa
nel secolo XVIII, fu educato a Napoli,
dove aveva seguito il padre Giacinto, Pasquale Paoli – Il patriota corso in una
xilografia di Luigi Servolini.
un patriota corso perseguitato dal go-
verno genovese dell’isola perché nu-
trito della filosofia dei ‘‘lumi’’ che si Nel 1790 P., nel clima fervido della
andava affermando in Francia e anche Grande Rivoluzione, fu eletto all’As-
perché portavoce delle aspirazioni del semblea costituente: rimpatriò dall’In-
suo popolo a liberarsi dall’oppressione ghilterra e fu mandato in Corsica col
straniera. Tornato in Corsica, P. riuscı̀ grado di comandante militare dell’i-
ad animarvi un vasto moto di libera- sola. Qui nel 1793 fu eletto «generalis-
zione nazionale che, guidato da lui simo» e presidente della «consulta»
(proclamato nel 1755 capo supremo che venne convocata a Corte, la capi-
della Corsica), liberò gran parte dell’i- tale storica dell’isola. Sull’onda di un
sola dal dominio genovese. Andato al diffuso malcontento contro il governo

119

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 125


Paolo

francese, P. offrı̀ la sovranità dell’isola paucus, ‘‘piccolo’’. Studiò a Gerusa-


al re d’Inghilterra Giorgio III: questi lemme, discepolo del rabbino Gama-
accettò ma, scavalcando P., affidò l’i- liele il Vecchio della setta dei Farisei.
sola a un viceré inglese, il generale Gil- Avversò il Cristianesimo, considerato
bert Elliot (che sarebbe stato di lı̀ a una setta scismatica, alla lapidazione
qualche anno chiamato in aiuto dal di Stefano s’improvvisò custode delle
movimento secessionista dei ‘‘baroni’’ vesti dei lanciatori di pietre, la sua te-
della Sardegna settentrionale). P. si stimonianza è contenuta negli Atti degli
recò a Londra per protestare contro Apostoli. Ebbe l’incarico dal sinedrio
questa e altre prevaricazioni, ma vi di perseguitare i cristiani della Siria.
morı̀ nel 1796. La sua vicenda ri- Sulla via di Damasco, la conversione:
chiama, seppure in piccola parte e in «Saul, Saul, perché mi perseguiti?».
un contesto molto differente, la storia Una visione e un colloquio soprannatu-
del ‘‘triennio rivoluzionario’’ sardo e rali cambiarono la sua vita. Battezzato,
dello stesso Giovanni Maria Angioy. I annunciò il Vangelo, missionario in
recenti movimenti autonomisti e na- Asia Minore, Macedonia e Grecia,
zionalitari sardi hanno collocato P. nel fondò comunità e chiese. Al concilio di
pantheon dei miti della piccola patria Gerusalemme (49) sostenne che per i
sarda. pagani convertiti non era obbligatoria
Paolo Religioso (sec. XIV). Vescovo di la circoncisione. Arrestato, in carcere
Galtellı̀ dal 1394 a prima del 1404. Si a Cesarea di Palestina per due anni,
chiamava forse De Roma, oppure era torturato, si appellò al tribunale del-
di Roma. L’Eubel cita un P. vescovo l’imperatore e fu mandato a Roma,
prima della elezione di un Bertrando, prosciolto riprese a predicare il mes-
ma nel marzo 1400 era in corso una saggio evangelico. A Listri i giudei lo
causa di cui era parte un Giovanni ve- lapidarono, lasciandolo per morto sul
scovo di Galtellı̀. terreno. Scrisse quattordici lettere (ma
Paolo I Religioso, vescovo di Suelli gli storici avanzano dubbi sull’autenti-
(sec. XII-inizi sec. XIII). Fu nominato cità della Prima e Seconda lettera a Ti-
vescovo presumibilmente attorno al moteo, della Lettera a Tito e della Let-
1190; uomo di grande cultura, gli è tera agli Ebrei) che allargano la visione
stata attribuita la redazione della Le- della vita, scrutano i problemi della
genda Sanctissimi Georgi Suellensis. terra in vista del cielo, sollevano lo spi-
rito alle vette dell’infinito. Martire, de-
Paolo, san (in sardo, Santu Paulu)
Santo (Tarso, 5/15-Aquas Salvias, capitato il 13 ottobre verso il 64-67 ad
Roma, 64/67). Apostolo e martire. La Aquas Salvias a 5 km da Roma, sepolto
Chiesa il 29 giugno festeggia i Santi sulla strada di Ostia, dove è sorta la ba-
Pietro e Paolo apostoli e martiri: si silica. Patrono dei teologi. Non manca
tratta di una delle solennità più anti- la leggenda che vuole il santo in Sarde-
che dell’anno liturgico, risalente al gna nel 61 (= Bardilio, san). [ADRIANO
258. Paolo, l’apostolo delle genti, l’apo- VARGIU]
stolo missionario, nacque a Tarso, l’o- In Sardegna Patrono di Biancareddu,
dierna Tarsus della Turchia, da un giu- Cardedu, Codrongianos e, insieme a
deo cittadino romano fabbricante di San Pietro, di Orgosolo.
tende. Di nome Saulo in ebraico e Festa Si festeggia il 29 giugno. Sagre
Paolo in latino. Secondo Sant’Agostino estive e in altre date durante l’anno.
si chiamò Paolo per umiltà: Paulus, da CONVERSIONE DI SAN PAOLO Si festeg-

120

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 126


Papavero

gia il 25 gennaio a Codrongianos. Festa ordinò ai Gesuiti di andar via dal suo
che ha radici gallicane, dal secolo VIII stato, essi non solo non obbedirono, ma
fissata al 25 gennaio, data non della raggiunti dai Francescani potenzia-
conversione, ma della traslazione rono l’opera di evangelizzazione. Nel
delle reliquie a Roma. Caduta nel di- 1596 i missionari che avevano trasgre-
menticatoio la traslazione, è rimasta dito l’ordine furono arrestati e croci-
la conversione. fissi a Nagasaki il 5 febbraio 1597: tre
Gesuiti, fra i quali P.M., sei France-
Paolo di Tebe, san (o San Paolo eremita;
scani, diciassette laici giapponesi e
in sardo, Santu Paulu) Santo (Tebe,
tre bambini. Canonizzati da Pio IX
227/230-?, 340/344). Eremita, nacque da
(1862). P.M. «dalla croce pronunciò il
una ricca famiglia. Quando Decio ob-
suo ultimo sermone». [ADRIANO VARGIU]
bligò i cittadini (250) a partecipare alle
Festa Si festeggia il 6 febbraio.
cerimonie religiose pagane, pena la
morte, si ritirò nel deserto. Sant’Anto- Paolo Sorba Editore Casa editrice fon-
nio Abate – dice la leggenda – andò a data nel 1989 a La Maddalena dal li-
trovarlo e P. di T., sentendosi prossimo braio Paolo Sorba, si è specializzata
a morire, gli chiese di seppellirlo con il nella pubblicazione di opere intese al
mantello che Sant’Atanasio, vescovo di recupero della storia, la memoria e la
Alessandria, aveva donato ad Antonio cultura dell’arcipelago della Madda-
(e non a P. di T., come erroneamente lena. Tra i titoli in catalogo si segna-
riporta qualche testo). Antonio tornò e lano i volumi: Isole e insularità futura;
lo trovò morto, cantò inni e salmi, av- Giuseppe Garibaldi. La riscoperta di un
volse il corpo nel mantello di Sant’Ata- Eroe; La Spiaggia Rosa e l’Isola di Bu-
nasio e lo seppellı̀. Morı̀ all’età di cen- delli. La casa editrice dà vita anche alla
totredici-centoquattordici anni. San pubblicazione periodica ‘‘Almanacco
Girolamo, che lo definı̀ ‘‘principe della maddalenino’’. [MARIO ARGIOLAS]
vita monastica’’, ne scrisse la Vita, al-
quanto inattendibile. L’esistenza del
santo è stata sempre messa in dubbio
dagli storici.
In Sardegna Patrono di Tempio Pausa-
nia. Il suo culto è stato diffuso dai Bi-
zantini. A Fonni, nella chiesa della Ma-
donna dei Martiri, figura in una tela
attribuita a Giovan Francesco Barbieri
detto il Guercino (1591-1666). [ADRIANO
VARGIU]
Festa Si festeggia il 15 gennaio; la
prima domenica di settembre a Tem-
pio Pausania. Sagre estive e in altre Papavero – Rosolacci durante la fioritura.
date durante l’anno.
Paolo Miki, san (in sardo, Santu Miki) Papavero Nome di varie specie di
Santo (Tounucumada, Giappone, 1562- piante della famiglia delle Papavera-
Nagasaki 1597). Gesuita martire, figlio cee. 1. Il rosolaccio (Papaver rhoeas L.)
di un ufficiale dell’esercito. Quando il è una piccola piantina fragile, rag-
potente capo militare giapponese Taı̈- giunge 50-60 cm di altezza; lo stelo è
cosama (Toyotomi Hideyoshi) nel 1587 peloso, quasi spinescente, e se reciso

121

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 127


Papi

ne fuoriesce un lattice bianco; le foglie fiori, solitari sugli steli, sono grandi,
sono profondamente incise in diversi con 4 petali gialli e macchia centrale
segmenti spatolati nel margine; i fiori bruno-marrone; cresce sulle sabbie e
grandi, solitari su un lungo stelo, in genere lungo le coste, dove fiorisce
hanno 4 petali rosso acceso, con la per tutta l’estate. Nomi sardi: babaoi
base macchiata di nero, come il grosso corrudu, pabauli grogu. [MARIA IMMACO-
pistillo e i numerosi stami; il frutto è LATA BRIGAGLIA]
una capsula ovale, con un tipico ‘‘cap- Papi, Evelina Soprano (Cagliari 1901-
puccio’’ stellato, contenente moltis- ivi?, seconda metà sec. XX). Studiò
simi semi neri; comunissima e infe- canto e pittura a Milano; come can-
stante, cresce in primavera e fiorisce tante esordı̀ giovanissima alla Scala e
sino all’inizio dell’estate in campi col- in seguito percorse una brillante car-
tivati e prati incolti; le intense fiori- riera cantando nei maggiori teatri
ture colorano le campagne di maggio e d’Europa sotto la guida di grandi mae-
giugno, sia con note monocromatiche, stri come Toscanini. Analoghi successi
che in combinazione con altre piante, ottenne con le sue delicate pitture, che
come quando tra l’oro del grano ma- espose nelle maggiori città italiane.
turo il p. si mischia con il giallo del cri- Papi, Luigi Giurista (n. Cagliari 1920).
santemo campestre e il viola dei gla- Conseguita la laurea si è dedicato all’e-
dioli selvatici. In Sardegna non cresce sercizio della professione di avvocato e
spontaneo. 2.. Il p. domestico, o p. da ha approfondito gli studi di diritto ma-
oppio (Papaver somniferum L. o offici- rittimo divenendo in pochi anni un
nale), è coltivato per le dimensioni del esperto di rilievo. Membro dell’Asso-
fiore e per i semi aromatici. Nella me- ciazione italiana di Diritto marittimo,
dicina popolare il p. è noto per le sue è autore di numerose pubblicazioni di
proprietà sedative e narcotiche: infusi notevole livello scientifico tra cui si se-
di petali essiccati facilitano il sonno, gnala la monografia Note di istituzioni
mentre in associazione con altre es- di diritto della navigazione, 1947.
senze può calmare la tosse o essere un Papiros Casa editrice fondata nel 1989
efficace ansiolitico. I ragazzi in passato a Nuoro da Diego Corraine. È specia-
si divertivano a ‘‘marchiarsi’’ con il lizzata nella pubblicazione di opere in
frutto del p., imprimendo sulla pelle la lingua sarda (anche periodici), sia per
stella della capsula, mentre le giovani adulti che per ragazzi. Annovera le col-
traevano auspici sulla sorte dei loro lane ‘‘S’arvore ’e sa mela’’ di narrativa,
amori aprendo i boccioli verdi e rite- ‘‘Mariposas’’, di poesia, ‘‘Sa primas
nendo di buon augurio scoprire i petali iscopertas’’, con testi didattici per
già rossi. Nomi sardi: atzanda (nuo- bambini, molto curati e riccamente il-
rese); babaòli, pabaule (campidanese); lustrati. [MARIO ARGIOLAS]
paparre, pappàvaru (logudorese); pu- Papoff, Giusi Intellettuale e editrice
busgia (sassarese). 3.. Il p. cornuto (Cagliari 1952-ivi 2003). Dopo aver con-
(Glaucium flavum Crantz) appartiene seguito la laurea in Scienze politiche si
a un diverso genere, ma alla stessa fa- dedicò con passione alla promozione
miglia: è un’erbacea con gli steli glabri di iniziative culturali, collaborando
che emettono un lattice giallo, vele- con l’emittente televisiva cagliaritana
noso; le foglie, ricoperte di radi peli Videolina per la produzione di pro-
biancastri, sono profondamente incise grammi televisivi per bambini. Nel
in segmenti dal margine arricciato; i 1990 contribuı̀ a fondare la casa edi-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 128


Paradiso

trice Tam Tam che diresse per anni. Ha ras), ‘‘Bollettino degli interessi sardi’’,
lasciato un libro per ragazzi, Zuzù rac- 1974; Sassari: la città e il comune, 1982.
conta la Sardegna nella storia. I Fenici, i Paracchini, Roberto Giornalista, scrit-
Punici i Romani, consulenza scienti- tore, editore (n. Bortigali 1951). Dopo
fica di M. Frau, 1997. essersi laureato in Filosofia si è dedi-
Pappai biancu Piatto tipico della ga- cato per alcuni anni all’insegnamento,
stronomia sarda. È in realtà un budino passando poi al giornalismo. È giorna-
caratteristico delle zone interne, che lista professionista dal 1984. A partire
costituisce un ottimo dessert. Si pre- dal 1981 ha diretto per alcuni anni la
para facendo stemperare in un tegame rivista culturale ‘‘Ossidiana’’. Nel 1992
di coccio l’amido di un bicchiere di ha fondato e dirige la casa editrice De-
mos, che si è segnalata per la produ-
latte freddo: la mistura cosı̀ ottenuta
zione di opere di elevata qualità; au-
viene unita ad 1 l di latte, il tutto quindi
tore di interessanti monografie, ha so-
rimestato facendovi sciogliere anche
prattutto promosso la divulgazione dei
circa 200 g di zucchero. Il composto
problemi della ricerca scientifica. At-
che si ottiene viene fatto sobbollire a
tualmente fa parte della redazione ca-
fuoco lento avendo cura che si con-
gliaritana de ‘‘La Nuova Sardegna’’.
densi: a questo punto si uniscono al
Tra i suoi scritti: Sardegna, storie di ter-
tutto scorzette di limone, vaniglia e ac-
rorismo (con Giovanna Maria Bellu),
qua di fior d’arancio, continuando a
1983; Davide e Golia. Scienza e ricerca
mescolare delicatamente e continua-
in Sardegna dalle cefalosporine ai laser,
mente in modo che il tutto si amalgami 1989; Demos. Ricerca scientifica in Sar-
bene. Versato in un recipiente di coc- degna, 1991; Il signore delle cefalospo-
cio, viene tenuto al fresco e servito rine, 1992; Poetto nel cuore, 2002; Un sa-
freddo. Oggi il frigorifero toglie dal- murai della scienza, 2004.
l’imbarazzo e ci consente di gustare il
Paradisi, Vasco Sacerdote e intellet-
piatto come lo desideriamo: un tempo
tuale (n. San Benedetto del Tronto
il risultato era ottenuto riponendo per
1934). Ordinato sacerdote nel 1960, è
ore il budino nei locali più freddi delle
giunto in Sardegna poco tempo dopo.
case o nel pozzo da dove veniva tirato
Ha legato il suo nome all’apostolato e
fuori al momento di andare in tavola.
alle iniziative sociali a favore degli abi-
Papurello Ciabattini, Alfredina Do- tanti del quartiere proletario cagliari-
cente di Geografia (n. La Spezia 1931). tano di Sant’Elia, dove per molti anni è
Dopo aver conseguito la laurea si è de- stato parroco. Negli anni Ottanta è
dicata all’insegnamento prima negli stato nominato delegato episcopale
istituti secondari superiori e poi nel- per i problemi sociali; in seguito è stato
l’Università. Nel 1992 è diventata pro- nominato docente di Teologia pasto-
fessore associato di Geografia, inse- rale nell’Istituto di Scienze religiose
gnando a lungo presso la Facoltà di di Cagliari; dal 1992 canonico e vicario
Lettere dell’Università di Sassari. Ha capitolare.
al suo attivo una serie di saggi, tra cui Paradiso, Giuseppe Stanislao Reli-
alcuni dedicati all’isola di Tavolara, gioso (Cagliari, seconda metà sec.
alla quale è particolarmente legata; XVIII-Ales 1823). Vescovo di Ampurias
tra gli altri: Le vicende dell’insedia- e Civita dal 1808 al 1819, vescovo di
mento umano e gli aspetti socio econo- Ales dal 1819 al 1823. Uomo di grande
mici dell’Anglona (con M. Addis Mar- cultura, laureato in Teologia, dap-

123

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 129


Parasuli

prima fu parroco di diversi villaggi della regione. Essi sono stati indivi-
della diocesi, tra cui Gergei. Divenuto duati nelle seguenti aree:
parroco di Sant’Eulalia a Cagliari, in- 1. Sette Fratelli-Monte Genis (=), con
segnò Teologia presso l’Università e una superficie di 58 456 ha compresi
nel 1808 fu nominato vescovo di Ampu- nei territori comunali di 9 comuni
rias e Civita. Resse la diocesi fino al (Burcei, Castiadas, Maracalagonis,
1819, quando fu trasferito in quella di Quartucciu, Quartu Sant’Elena, San
Ales. Vito, Sinnai, Villasalto, Villasimius). I
Sette Fratelli hanno ambienti rocciosi
Parasuli Antico villaggio situato in lo-
e caverne che devono essere conser-
calità non identificata. Faceva parte
vati. Hanno inoltre laghetti interni,
del giudicato di Cagliari, compreso
fiumi, macchia mediterranea, am-
nella curatoria di Dolia. Caduto il giu-
dicato, nella divisione del 1258 fu in- bienti boschivi, cave dismesse, prate-
cluso nei territori assegnati ai conti di rie montane, praterie montane albe-
Capraia. Alla loro estinzione passò rate, praterie e pascoli di pianura e de-
nelle mani del giudice d’Arborea, ma gli altipiani che debbono essere com-
nel 1295 Mariano II lo incluse nei terri- pensati ecologicamente. Vi sono state
tori ceduti al Comune di Pisa. Scop- individuate 115 specie che si riprodu-
piata la guerra per la conquista della cono nel suo territorio e 22 specie mi-
Sardegna, il villaggio passò agli Arago- nacciate, di cui il grillaio e il cervo
nesi e fu incluso nel Regnum Sardiniae. sardo hanno rilevanza mondiale.
Subito dopo, però, cominciò a deca- 2. Giara di Gesturi (=), con una superfi-
dere e in pochi anni si spopolò comple- cie di 12 102 ha compresi nei territori
tamente. comunali di 14 comuni (Albagiara, As-
solo, Barumini, Genoni, Genuri, Ge-
Parati (Páratoi) Popolazione della Sar- sturi, Gonnosnò, Nuragus, Nureci, Se-
degna romana priva di organizzazione nis, Setzu, Sini, Tuili, Usellus). La
urbana e dedita a compiere azioni di Giara di Gesturi ha ambienti rocciosi
razzia nell’isola e di pirateria nelle ac- dell’interno e caverne che devono es-
que del Tirreno. I P. sono menzionati da sere conservati. Ha inoltre zone umide
Strabone congiuntamente agli Aconiti, interne, macchia mediterranea, am-
ai Sossinati e ai Balari. (= Aconiti). bienti boschivi, praterie e pascoli di
[PIERGIORGIO FLORIS]
pianura e degli altipiani che debbono
Parchi naturali della Sardegna Nel essere compensati ecologicamente. Vi
1989, con l’entrata in vigore della L.R. sono state individuate 102 specie che si
n. 31, fu individuato il sistema delle riproducono nel suo territorio e 11 spe-
aree protette della Sardegna. In esse è cie minacciate, fra cui il grillaio ha ri-
prevista l’istituzione di 9 parchi natu- levanza mondiale.
rali, 60 riserve naturali (=), 24 monu- 3. Limbara (=), con una superficie di
menti naturali (=) e 16 aree di rile- 19 833 ha compresi nei territori comu-
vante interesse naturalistico distri- nali di 4 comuni (Berchidda, Calangia-
buiti su una superficie complessiva di nus, Oschiri, Tempio Pausania). Il Lim-
4200 km2, corrispondenti al 17% del bara ha ambienti rocciosi e caverne
territorio della regione. Nel sistema che devono essere conservati. Ha inol-
delineato i parchi naturali hanno una tre laghetti, fiumi, macchia mediterra-
superficie complessiva di 3340 km2 e nea, ambienti boschivi, cave dismesse,
interessano il 14% della superficie praterie montane alberate, praterie e

124

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 130


Parchi naturali della Sardegna

pascoli di pianura che devono essere Pau, Santa Giusta, Siris, Usellus, Vil-
compensati ecologicamente. Vi sono laurbana, Villa Verde). Il monte Arci
state individuate 119 specie che si ri- ha ambienti rocciosi dell’interno e ca-
producono nel suo territorio e 21 spe- verne che devono essere conservati.
cie minacciate di cui il grillaio ha rile- Ha inoltre zone umide interne, laghetti
vanza mondiale. interni, fiumi, macchia mediterranea,
4. Sulcis (=), con una superficie di ambienti boschivi, praterie montane,
68 868 ha compresi nei territori comu- praterie montane alberate, praterie e
nali di 15 comuni (Assemini, Capo- pascoli di pianura e degli altipiani che
terra, Domus de Maria, Masainas, Nar- debbono essere compensati ecologica-
cao, Nuxis, Pula, Santadi, Sarroch, Si- mente. Vi sono state individuate 104
liqua, Teulada, Uta, Villamassargia, specie che si riproducono nel suo terri-
Villaperuccio, Villa San Pietro). Il Sul- torio e 12 specie minacciate, fra cui il
cis ha ambienti rocciosi dell’interno e grillaio ha rilevanza mondiale.
caverne che devono essere conservati. 7. Marghine-Goceano (=), con una su-
Ha inoltre laghetti interni, fiumi, mac- perficie di 36 782 ha compresi nei terri-
chia mediterranea, ambienti boschivi, tori comunali di 15 comuni (Anela, Bi-
cave dismesse, praterie montane, pra- rori, Bolotana, Bono, Bonorva, Borti-
terie montane alberate, praterie e pa- gali, Bottidda, Bultei, Burgos, Espor-
scoli di pianura e degli altipiani che latu, Illorai, Lei, Macomer, Pattada, Si-
debbono essere compensati ecologica- lanus). Il Marghine-Goceano ha am-
mente. Vi sono state individuate 120 bienti rocciosi dell’interno e caverne
specie che si riproducono nel suo terri- che devono essere conservati. Ha inol-
torio e 26 specie minacciate, fra cui il tre zone umide interne, laghetti in-
grillaio e il cervo sardo hanno rile- terni, fiumi, macchia mediterranea,
vanza mondiale. ambienti boschivi, praterie montane,
5. Monte Linas-Marganai, con una su- praterie montane alberate, praterie e
perficie di 22 200 ha compresi nei terri- pascoli di pianura e degli altipiani che
tori comunali di 5 comuni (Domusno- debbono essere compensati ecologica-
vas, Fluminimaggiore, Gonnosfana- mente. Vi sono state individuate 114
diga, Iglesias, Villacidro). Il monte Li- specie che si riproducono nel suo terri-
nas-Marganai ha ambienti rocciosi del- torio e 21 specie minacciate fra cui il
l’interno e caverne che devono essere grillaio, il nibbio e la gallina prataiola
conservati. Ha inoltre laghetti interni, hanno rilevanza mondiale.
fiumi, macchia mediterranea, am- 8. Montiferru-Sinis (=), con una super-
bienti boschivi, praterie montane e ficie di 41 664 ha compresi nei territori
praterie montane alberate che deb- comunali di 12 comuni (Bonarcado, Ca-
bono essere compensati ecologica- bras, Cuglieri, Milis, Narbolia, Nura-
mente. Vi sono state individuate 109 chi, Oristano, Riola Sardo, Santu Lus-
specie che si riproducono nel suo terri- surgiu, San Vero Milis, Scano di Monti-
torio e 19 specie minacciate, fra cui il ferro, Seneghe). Il Montiferru Sinis ha
grillaio e il cervo sardo hanno rile- coste rocciose, piccole isole e scogli di-
vanza mondiale. sabitati, ambienti rocciosi dell’interno
6. Monte Arci, con una superficie di e caverne che devono essere conser-
13 160 ha compresi nei territori comu- vati. Ha inoltre coste sabbiose, dune
nali di 11 comuni (Ales, Marrubiu, Ma- costiere, zone umide costiere, zone
sullas, Morgongiori, Palmas Arborea, umide interne, laghetti interni, fiumi,

125

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 131


Parchi nazionali della Sardegna

macchia mediterranea, gariga co- come uno strumento di sviluppo: pur-


stiera, ambienti boschivi, cave di- troppo incomprensioni, differenti va-
smesse, praterie montane, praterie e lutazioni politiche e incapacità proget-
pascoli di pianura e degli altipiani che tuali hanno finora impedito ai parchi
debbono essere compensati ecologica- di entrare veramente in funzione.
mente. Vi sono state individuate 155 Parchi nazionali della Sardegna Tra
specie che si riproducono nel suo terri- il 1994 e il 1999 sono stati istituiti in
torio e 50 specie minacciate fra cui il Sardegna quattro parchi nazionali. Ad
grillaio, la gallina prataiola e il cervo essi è affidato il compito di salvaguar-
sardo hanno rilevanza mondiale. dare da un irrazionale sfruttamento tu-
9. Molentargius (=), con una superficie ristico altrettante località di partico-
di 1622 ha compresi nei territori comu- lare valore naturalistico e paesaggi-
nali di 2 comuni (Cagliari, Quartu San- stico.
t’Elena). È una zona umida con un’oasi
faunistica individuata nelle vicinanze
di Cagliari.
Ciascuna delle aree che dovrebbero
costituire il territorio dei parchi è com-
posta da una pluralità di ecosistemi,
ciascuno dei quali ha una funzione di
conservazione, di compensazione eco-
logica, di produzione. Nel territorio
dei parchi sono inseriti anche i centri
urbani, ciascuno dei quali, singolar-
mente o congiuntamente agli altri, do-
Parchi nazionali della Sardegna – Parco
vrebbe concorrere a individuare la di- dell’Arcipelago di La Maddalena:
versità tra il territorio destinato a l’isola della Maddalena vista dai rilievi
parco e il resto del territorio regionale, dell’isola di Caprera.
e contribuire a determinare i motivi
per cui l’area viene protetta. Inoltre, 1. Parco dell’Arcipelago di La Madda-
in ciascuno dei parchi la legge indivi- lena. Fu il primo a essere istituito con
dua le specie di anfibi, rettili, uccelli e decreto del presidente della Repub-
mammiferi in pericolo di estinzione blica, maggio 1996. Si stende su una su-
che si riproducono nel suo territorio, perficie di 50 km 2 per complessivi
il cui habitat è da proteggere. Una volta 12 000 ha in parte di terra e in parte di
entrati in funzione i parchi naturali mare con uno sviluppo di 180 km di co-
avrebbero il compito di tutelare e valo- ste. Comprende le isole dell’arcipe-
rizzare gli ecosistemi individuati nel lago, gli isolotti del territorio del co-
loro territorio; promuovere pro - mune di La Maddalena e altri isolotti
grammi di studio e di ricerca sulle pe- come il Mortorio e Scogli. Nel 1996 fu
culiarità naturali del territorio; pro- raggiunta un’intesa tra Stato e Regione
muovere tutte le attività economiche sarda per lo sviluppo del parco e per la
capaci di valorizzare l’ambiente pro- valorizzazione delle attività di pesca,
tetto e di creare occupazione per i resi- di navigazione, di cantieristica navale,
denti; promuovere attività ricreative e di turismo e delle altre attività compa-
turistiche sul territorio. La legge tibili con lo status del parco. In futuro il
quindi concepisce la loro costituzione parco verrà compreso come parte ita-

126

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 132


Pardo

liana nel Parco marino internazionale popolazioni locali hanno sempre ri-
delle Bocche di Bonifacio. vendicato un ruolo più importante
2. Parco dell’Asinara. È stato istituito nelle decisioni che vengono prese nei
nel 1997 dopo che il Ministero di Grazia confronti del loro territorio. Questa le-
e Giustizia aveva chiuso gli stabili- gittima aspirazione – all’interno della
menti di pena ospitati nell’isola. Il quale si muovono anche interessi di ca-
parco si stende su una superficie di tegorie, di gruppi e di singoli meno pre-
circa 50 km2 interamente compresi nel occupati dell’utilità generale – ha atti-
territorio del Comune di Porto Torres; vato un serrato confronto con il go-
con la sua istituzione si intende salva- verno e la stessa Regione sarda. Ogni
guardare il patrimonio naturalistico e alternativa progettuale viene messa in
ambientale dell’isola e favorirne la co- discussione, sicché il tempo di un ac-
noscenza. cordo generale e definitivo non pare
3. Parco di Villasimius. È stato istituito prossimo.
nel 1999 come area marina protetta
sulla base di una convenzione tra Mini-
stero dell’Ambiente, Regione sarda e
comune di Villasimius. Comprende l’a-
rea del capo Carbonara e delle isole di
Serpentara e dei Cavoli interamente
inclusa nel territorio del comune di
Villasimius; si prefigge di salvaguar-
dare e di valorizzare il grande patrimo-
nio naturalistico e ambientale che pos-
siede.
4. Parco del Gennargentu. Ha una su-
perficie di 590 km2 compresi nei terri-
tori comunali di 14 comuni (Aritzo, Ar-
zana, Baunei, Desulo, Dorgali, Fonni,
Gairo, Oliena, Orgosolo, Seui, Talana,
Urzulei, Usassai, Villagrande). Un ter- Parchi nazionali della Sardegna – Parco del
ritorio molto vasto, di coste e aree in- Gennargentu: la costa tra Cala Gonone
terne, ha coste rocciose, piccole isole e e Cala Fuili.
scogli disabitati, ambienti rocciosi del-
l’interno e caverne che devono essere Pardelli, Gianfranco Musicista (n. Ca-
conservati. Ha inoltre coste sabbiose, gliari 1942). Dopo avere studiato
laghetti interni, fiumi, macchia medi- presso il Conservatorio di Cagliari si è
terranea, ambienti boschivi, cave di- trasferito a Milano, dove è entrato a far
smesse, praterie montane, che deb- parte dell’orchestra ‘‘I personaggi mu-
bono essere compensati ecologica- sicali’’, imponendosi all’attenzione ge-
mente. Vi sono state individuate 130 nerale come oboista di livello assoluto.
specie che si riproducono nel suo terri- Ha ottenuto riconoscimenti in Italia e
torio e 36 specie minacciate, fra cui il all’estero e ha fatto parte dell’orche-
grillaio, il gabbiano corso, la foca mo- stra sinfonica della RAI.
naca e il cervo sardo hanno una rile- Pardo Famiglia di origine aragonese
vanza mondiale. La storia del Parco è (sec. XV). Un suo ramo si trasferı̀ in Sar-
molto complessa e ricca di tensioni: le degna con un Ferdinando al seguito di

127

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 133


Pardo

Martino il Giovane. Nel 1420 i P. acqui- cisabile del giudicato, compreso nella
starono dai Ferrari il feudo di Sedilo; curatoria di Parte Montis. Dopo la con-
nel 1455 lo rivendettero a Salvatore Cu- quista aragonese, investito dalle ope-
bello che in seguito lo unı̀ al marche- razioni militari durante le guerre tra
sato d’Oristano. Si presume che subito Aragona e Arborea, fu abbandonato
dopo abbiano lasciato la Sardegna. dai suoi abitanti prima della fine del
Pardo, Ferdinando Uomo d’armi (Ca- secolo XIV.
talogna, fine sec. XIV-Oristano, 1440 Pardu3 (o Ardu) Villaggio situato nelle
ca.). Giunse in Sardegna con Martino campagne di Musei; faceva parte del
il Giovane e prese parte alla battaglia gidicato di Cagliari, compreso nella cu-
di Sanluri. Negli anni seguenti si se- ratoria del Sigerro. Fu incluso nei ter-
gnalò nella repressione degli ultimi ritori toccati dopo il 1258 ai Della Ghe-
tentativi di ribellione seguiti alla ca- rardesca. Quando alcuni anni dopo si
duta del giudicato d’Arborea. Nel 1420 procedette a una seconda divisione
acquistò dai Ferrari il feudo di Sedilo. tra i due rami della famiglia, fu com-
Pardu1 Antico villaggio del giudicato di preso nella parte del ramo del conte
Cagliari compreso nella curatoria del Ugolino. Prima della fine del secolo
Sols in località imprecisata. Dopo che XIII i figli del conte, come conseguenza
il giudicato cessò di esistere, nella di- della guerra che avevano scatenato
visione del 1258, fu incluso nei territori contro il Comune di Pisa per vendicare
toccati ai Della Gherardesca. Quando la morte del padre, ne persero il con-
poi, alcuni anni dopo, si procedette a trollo; da quel momento il villaggio
una seconda divisione tra i due rami venne amministrato da funzionari pi-
della famiglia, fu compreso nella parte sani. Subito dopo la conquista arago-
del ramo del conte Ugolino. Prima nese entrò a far parte del Regnum Sar-
della fine del secolo XIII, i figli del diniae e fu concesso in feudo a Pietro
conte, come conseguenza della guerra de Stagno, i cui eredi nel 1330 lo cedet-
che avevano scatenato contro il Co- tero a Raimondo Entença. Quest’ul-
mune di Pisa per vendicare la morte timo morı̀ senza eredi poco dopo.
del padre, ne persero il controllo; da Dopo la peste del 1348 il villaggio co-
quel momento il villaggio venne ammi- minciò a spopolarsi e quando scoppiò
nistrato da funzionari pisani. Subito la seconda guerra tra Mariano IVe Pie-
dopo la conquista aragonese entrò a tro IV fu occupato dalle truppe arbo-
far parte del Regnum Sardiniae e nel rensi. La sua decadenza fu inarresta-
1328 fu riconosciuto come possesso al- bile, tanto che, dopo la battaglia di San-
lodiale a Pietro de Açen, alla cui morte luri fu abbandonato.
fu ereditato dal figlio Alibrando; la sua Pàrdula = Casadina
popolazione, però, cominciò a dimi- Parente, Pietro Religioso (Jaén, Spa-
nuire e dopo lo scoppio della seconda gna, seconda metà sec. XV-Alghero
guerra tra Pietro IV e Mariano IV, es- 1514). Vescovo di Ottana (Alghero) dal
sendosi Alibrando ribellato, il feudo 1503 al 1514 ca., inquisitore per la Sar-
fu confiscato. Poco dopo divenne tea- degna. Sacerdote di grande cultura,
tro delle operazioni, fu occupato dalle entrato nel Santo Uffizio nel 1495 fu no-
truppe giudicali e in pochi anni scom- minato inquisitore nel tribunale di
parve. Barcellona, dove operò fino al 1498.
Pardu2 Antico villaggio del giudicato Nel 1502 fu nominato inquisitore per
d’Arborea, situato in località non pre- la Sardegna e nel 1503 fu nominato ve-

128

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 134


Paringianu

scovo di Ottana. Trasferitosi nella sua sitanica: è meno diffusa e ha un habitat


diocesi, avviò anche qui l’Ufficio del- simile ma fresco e umido. Ha diverse
l’Inquisizione, ma nel 1507 la diocesi proprietà officinali: per l’alto conte-
fu unita a quella di Alghero per cui si nuto in nitrato di potassio, gli infusi
spostò nella città ‘‘catalana’’, dove delle foglie sono diuretici e depurativi,
morı̀ intorno al 1514. e gli impacchi esterni hanno azione de-
congestionante e cicatrizzante. Nomi
Paribeni, Roberto Archeologo (Roma
sardi: erba de bentu (campidanese); er-
1876-ivi 1956). Intrapresa la carriera
biéntu (Sarcidano); ispigulosa (Sarde-
universitaria, divenne professore di
gna centrale); prigurosa (sassarese).
Archeologia e storia antica presso l’U-
[MARIA IMMACOLATA BRIGAGLIA]
niversità Cattolica di Milano. Compı̀
spedizioni e scavi in Egitto e in Asia Pariglias Esibizione caratteristica
Minore e, tornato in Italia, tra il 1928 e delle manifestazioni equestri della
il 1933 ebbe l’incarico di soprinten- Sardegna. Come dice il termine (deri-
dente alle Antichità di Roma e di diret- vato con ogni plausibilità dallo spa-
tore generale delle Antichità. Nel 1923 gnolo), indica una specialità in cui due
fu nominato accademico dei Lincei e cavalieri (‘‘un paio’’, da cui il nome) si
nel 1929 accademico d’Italia. Dedicò esibiscono correndo in piedi sul dorso
alla Sardegna il saggio Pani di rame di cavalli lanciati al galoppo. Da questa
dell’Egeo rinvenuti in Sardegna, ‘‘Bul- figura di base nascono diverse varia-
lettino di Paletnologia italiana’’, 1907. zioni, che negli ultimi anni sono andate
crescendo col moltiplicarsi delle mani-
Parietaria Pianta erbacea perenne
festazioni folcloristiche a uso dei turi-
della famiglia delle Urticacee (P. dif-
sti. Le espressioni più antiche sono te-
fusa Mert. et Koch) detta anche ve-
stimoniate da Alberto Lamarmora, che
triola, perché i cristalli di ossalato e
le descrisse all’interno delle corse a ca-
carbonato di calcio, di cui sono ricche
vallo del Carnevale cagliaritano (anni
le foglie, la rendevano adatta a disin-
Venti dell’Ottocento). È ovvio, peraltro,
crostare gli oggetti di vetro; piccola
che esse esistessero già da prima. Que-
erba perenne, fusti fragili, pelosi e ap-
sto tipo di esibizione è caratteristico
piccicosi; le foglie sono ovali, con apice
delle zone a più intenso allevamento
appuntito, ruvide nella pagina supe-
equino, in particolare una vasta re-
riore e vellutate in quella inferiore; i
gione il cui centro può essere indicato
fiori sono piccoli, poco appariscenti,
nel lago Omodeo: dalle manifestazioni
in grappoli arrotondati all’ascella fo-
collaterali dell’ardia di Sedilo alla Car-
gliare; i frutti sono minuscoli acheni
rela a innanti di Santu Lussurgiu la
rotondi e lisci. Cresce, quasi infe-
corsa a p. si è poi spostata verso altre
stante, sui muri, ai bordi delle strade,
zone dell’isola. La difficoltà e anche la
in ambienti sia rurali che urbani: per
pericolosità dell’esercizio ne fanno
questo è conosciuta infatti anche con il
una delle prove in cui i cavalieri imma-
nome di muraiola. Nei paesi, i bambini
ginano di certificare la propria balen-
usavano le foglie come ‘‘decorazioni’’,
tı̀a, in cui si uniscono le capacità tecni-
sfruttandone la capacità di rimanere
che del dominio della cavalcatura e la
attaccate ai tessuti. Il suo polline è al-
sfida al rischio che l’esercizio com-
tamente allergenico. Le parti tenere
porta.
possono essere cucinate e usate per
frittate, risotti e ripieni di ravioli. In Paringianu Centro abitato della pro-
Sardegna cresce anche la specie P. lu- vincia di Carbonia-Iglesias, frazione

129

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 135


Paris

di Portoscuso (da cui dista 6 km), con bientali, architettonici e artistici per le
circa 700 abitanti, posto a 16 m sul li- province di Sassari e Nuoro. Studiosa
vello del mare a sud-est del comune ca- della storia dell’arte sarda medioevale
poluogo, nei pressi del litorale prospi- e moderna. Tra i suoi scritti: I dipinti
ciente le isole sulcitane. Regione sto- della chiesa parrocchiale di Codrongia-
rica: Cixerri. Diocesi di Iglesias. nus, ‘‘Archivio storico sardo di Sas-
& TERRITORIO Il territorio è costituito sari’’, IX, 1983; La pittura e la scultura
da una breve pianura che si stende tra dalle origini al Novecento, in La provin-
le ultime propaggini dei rilievi dell’I- cia di Sassari. La civiltà e l’arte, 1983; Gli
glesiente e la linea di costa. Nei pressi altari lignei dell’Anglona, 1984; Para-
della frazione scorre con l’ultimo tratto menti liturgici nella Sardegna setten-
del suo corso il rio Flumentepido, che trionale, in Arte e cultura nella Sarde-
forma anche alcuni piccoli stagni nei gna del ’600 e del ’700 (a cura di Tatiana
quali trova spazio tra l’altro la pe- Kirova), 1984; Il palazzo Giordano Apo-
schiera di Bau Cerbus. Le comunica- stoli di Sassari, ‘‘Archivio storico sardo
zioni sono assicurate da una bretella di Sassari’’, XII, 1985; Espressioni ar-
che si distacca dalla statale 126 colle- chitettoniche e artistiche dal XIII al XVI
gando anche Portoscuso. secolo, in Sassari. Le origini, 1989; Gli
& STORIA Questa regione è stata a arredi lignei, in Il restauro dell’Oratorio
lungo disabitata, e a partire dal secolo del Rosario di Ploaghe, 1989; La scultura
XVI fu spesso teatro di sbarchi di cor- lignea nel territorio del Goceano, ‘‘Sa-
sari barbareschi. Solo dopo che nel cer’’, I, 1994; Le opere d’arte nelle chiese
corso del secolo XVII furono costruite di Bosa, ‘‘Sacer’’, II, 2, 1995; Le chiese di
lungo le coste del Sulcis alcune torri di Bosa, ‘‘Sacer’’, III, 1, 1996; Il Museo na-
difesa e cominciò a svilupparsi la vi- zionale del Compendio garibaldino di
cina Portoscuso la zona prese a essere Caprera, in Guida ai Musei e alle colle-
frequentata dai pastori che col tempo zioni della Sardegna, 1997.
vi si stanziarono costruendovi alcuni
Parisi, Arturo Sociologo, deputato al
furriadroxius. L’attuale villaggio ebbe
Parlamento (n. San Mango Piemonte
origine nell’Ottocento in conseguenza
1940). Nato in Campania, si è trasferito
dello sviluppo di uno di questi insedia-
fin da bambino a Sassari con la fami-
menti.
glia. Qui è cresciuto ed è stato avviato
& ECONOMIA Le attività di base della
agli studi: compiuti quelli liceali al col-
sua economia sono l’agricoltura, in legio militare napoletano ‘‘La Nunzia-
particolare l’orticoltura e la frutticol- tella’’, si è laureato in Giurisprudenza
tura; l’allevamento del bestiame, in
a Sassari discutendo la tesi di Dottrina
particolare bovini e suini. Negli ultimi
dello Stato con Antonio Pigliaru. Assi-
decenni si sta sviluppando anche l’atti-
stente di Statistica nell’Università di
vità industriale legata a quella della vi-
Sassari, ha cominciato a impegnarsi
cina Portoscuso. È discretamente orga-
più intensamente nelle attività orga-
nizzata la rete di distribuzione com-
nizzative dell’Azione Cattolica, in cui
merciale.
è stato segretario e poi vicepresidente
Paris, Wally Studiosa di storia dell’arte nazionale del settore giovanile quando
(n. Pirano 1941). Laureata in Lettere, è presidente era Vittorio Bachelet, che
entrata nella carriera del Ministero considera suo maestro. Trasferitosi a
dei Beni culturali. Attualmente lavora Bologna, che è ora diventata la sua
presso la Soprintendenza ai Beni am- città di residenza, ha percorso la car-

130

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 136


Parlamento del Regno di Sardegna

riera universitaria, insegnando Socio- ponenti della società isolana. La prima


logia delle religioni e quindi, da pro- riunione fu convocata in Cagliari dal re
fessore ordinario, Sociologia dei feno- Pietro IV nel gennaio 1355. A partire
meni politici; attualmente insegna So- dal secolo XV il Parlamento fu convo-
ciologia generale nella Facoltà di cato a scadenze regolari e la sua posi-
Scienze della Formazione dell’Univer- zione nell’ambito delle istituzioni del
sità di Bologna. Negli stessi anni, fra il Regno andò definendosi sempre più
1975 e il 1995, è stato direttore del pre- precisamente, fino a diventare l’istitu-
stigioso Istituto ‘‘Cattaneo’’ di ricerche zione essenziale per discutere le riven-
sociali e fra gli animatori della casa dicazioni locali, similmente a quanto
editrice Il Mulino, della cui omonima accadeva nelle Corts catalane. Nello
rivista è stato a lungo direttore. Molto stesso periodo si definı̀ l’organizza-
legato a Romano Prodi, di cui è consi- zione del Parlamento che veniva con-
gliere, è stato eletto per la coalizione vocato a Cagliari con inviti personali
dell’Ulivo in un collegio di Bologna (al- inviati dal viceré nei luoghi di resi-
cune fonti gli accreditano l’invenzione denza degli aventi diritto. Il giorno del-
del nome del movimento, memoria l’apertura dei lavori gli Stamenti si riu-
della sua mai interrotta frequenta- nivano al suono della campana nel Pa-
zione sassarese; altrettanto sarebbe lazzo del viceré e si avviavano con una
accaduto al momento di dare un nome processione solenne verso la catte-
e un logo al partito dei Democratici, drale dove il gran corteggio assisteva
‘‘l’Asinello’’) durante la legislatura al canto del Veni Creator. Terminata la
1996-2001 e riconfermato nelle elezioni cerimonia religiosa, venivano lette le
del 2001: durante il primo governo lettere reali nelle quali veniva comuni-
Prodi è stato sottosegretario alla presi- cato ai presenti il motivo che aveva in-
denza del Consiglio. Nel febbraio 2000 dotto il re a convocare il Parlamento e
è stato eletto presidente nazionale dei l’ammontare del donativo richiesto.
Democratici, poi conferiti nella Mar- Subito dopo i lavori dell’assemblea
gherita, della cui assemblea federale è avevano inizio. In questa occasione gli
attualmente presidente. Rieletto nel Stamenti venivano detti anche
collegio della Sardegna nel 2006, è mi- ‘‘Bracci’’. I lavori prevedevano riu-
nistro della Difesa nel governo Prodi. nioni dei singoli Stamenti, che avveni-
Parlamento del Regno di Sardegna vano in sedi separate (lo Stamento mi-
Fu istituito negli anni successivi alla litare si riuniva nella chiesa della Spe-
conquista catalano-aragonese secondo ranza attigua alla cattedrale, lo Sta-
il modello di quelli dei regni della pe- mento ecclesiastico nella sacrestia
nisola iberica, e in particolare delle della cattedrale e lo Stamento reale
Corts di Catalogna. Erano un’assem- nel Palazzo civico), e riunioni plenarie
blea periodica rappresentativa dei tre che si svolgevano in cattedrale o nel
ordini sociali del Regno detti Stamenti palazzo viceregio. Le assemblee plena-
(=): i nobili (Stamento militare), il rie erano presiedute dal viceré o da un
clero (Stamento ecclesiastico), i rap- suo delegato, le riunioni di Stamento
presentanti delle città reali (Stamento erano invece presiedute dalla rispet-
reale). La funzione principale del Par- tiva ‘‘prima voce’’ (=). I lavori inizia-
lamento sardo era quella di discutere vano con la nomina di quattro commis-
l’ammontare del donativo (=) da ver- sioni:
sare al re e la sua ripartizione tra i com- 1. Commissione degli abilitatori, compo-

131

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 137


Parlamento del Regno di Sardegna

sta da 6 rappresentanti, di cui 4 vrano sotto la forma di capitoli di corte


espressi dagli Stamenti più il procura- e venivano discusse le modalità di divi-
tore reale e il reggente la Reale Cancel- sione tra le singole classi del Regno del
leria. pagamento del donativo che il re ri-
2. Comitato dei trattatori, composto da chiedeva. In questa fase le discussioni
16 membri (4 scelti dal viceré, tra i facevano sorgere violenti contrasti sia
quali il reggente, il governatore di Ca- all’interno dei singoli Stamenti che nei
gliari e l’avvocato fiscale reale, e 12 rapporti interstamentali e in quelli tra
espressi, 4 per ciascuno, dai tre Sta- gli Stamenti e il viceré medesimo. In
menti). Questo organismo aveva il com- questa delicata fase, che poteva ritar-
pito di amministrare la parte residua dare lo svolgimento dei lavori del Par-
del donativo definito nel precedente lamento o far nascere all’interno degli
Parlamento e di stabilire l’ammontare Stamenti un’opposizione non control-
dei compensi da attribuire ai vari uffi- labile, avevano un ruolo determinante
ciali del Parlamento e ai sindaci che il comitato dei trattatori ma soprattutto
avrebbero dovuto recarsi in Spagna il comitato degli esaminatori dei gra-
per portare gli atti del Parlamento al vami e quello dei provvisori. Quando
re. infatti sorgevano contrasti, quasi sem-
3. Comitato degli esaminatori dei gra- pre di natura politica, in relazione al-
vami, detti anche giudici dei dissenti- l’ammontare del carico del donativo o
ments, composto da 12 membri (6 di no- in relazione alle richieste da fare al re
mina regia e 6 individuati dagli Sta- nei capitoli di corte, la procedura parla-
menti). Aveva un compito eminente- mentare prevedeva che questi fossero
mente politico, dovendo dirimere tutte comunicati dalla ‘‘prima voce’’ dello
le controversie che potevano nascere Stamento interessato al viceré entro
in seno agli Stamenti e nei rapporti in- trenta giorni dal loro insorgere: in at-
terstamentari. tesa che il comitato dirimesse la que-
4. Comitato dei provvisori, composto da stione, i lavori venivano bloccati. A
18 rappresentanti (6 di nomina regia e questo punto, per evitare che ciò avve-
12 espressi dagli Stamenti), che aveva nisse, entrava in funzione il comitato
il compito di giudicare le eccezioni sol- dei trattatori che, avendo a disposi-
levate in seno agli Stamenti o nei rap- zione i fondi residui del vecchio Parla-
porti degli Stamenti tra loro, cercando mento, poteva con una politica di com-
di evitare che il contrasto arrivasse ai pensi contribuire ad attenuare o addi-
giudici dei dissentiments. rittura risolvere i contrasti. Impor-
Nella fase preliminare avveniva la ve- tante era soprattutto la funzione del co-
rifica del possesso da parte degli invi- mitato dei provvisori, che aveva lo spe-
tati dei requisiti di ammissibilità: il cifico compito di giudicare le ecce-
compito era svolto dalla Commissione zioni che insorgevano prima che que-
degli abilitatori che, verificati i titoli, ste assumessero la forma del dissenti-
abilitavano formalmente gli interve- ment e bloccassero i lavori parlamen-
nuti a prendere parte ai lavori parla- tari; il comitato doveva agire politica-
mentari. mente, tentando di risolvere i contrasti
Subito dopo i lavori entravano nella in trenta giorni. Una volta che gli Sta-
loro fase più delicata. Nelle riunioni menti avevano concluso i lavori e che i
dei singoli Stamenti venivano elabo- capitoli di corte e le modalità di riparti-
rate le richieste da presentare al so- zione del donativo erano stati delibe-

132

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 138


Parlamento del Regno di Sardegna

rati, gli atti venivano presentati al vi- che morı̀ nel novembre successivo. A
ceré. A questo punto, se i capitoli di questo punto le funzioni di viceré fu-
corte venivano accettati dal viceré il rono restituite al Perez che finalmente
Parlamento in seduta plenaria era in concluse i lavori il 20 ottobre 1485.
condizione di votare il donativo. Il sin- 4. Parlamento straordinario Dusay-Re-
daco, scelto in seno allo Stamento mili- bolledo, 1495, 1497, 1500, 1504-1505,
tare, recava gli atti del Parlamento al 1508-1511. Convocato a Cagliari da
Supremo Consiglio d’Aragona per la Juan Dusay l’8 marzo 1495; sebbene il
definitiva approvazione dei capitoli di re chiedesse un donativo di 15 000 lire
corte: una volta udito il parere del Su- sarde all’anno per tre anni, il 30 ottobre
premo Consiglio, il re approvava il de- approvò un donativo di sole 6000 lire.
creto del viceré e il sindaco poteva tor- Riprese i suoi lavori l’8 marzo 1497 e fu
nare in Sardegna con i capitoli appro- interrotto il 1º aprile con l’offerta di un
vati e le relative lettere regie. A questo donativo non conforme alla richiesta
punto il viceré convocava il Parla- reale. I lavori ripresero il 20 gennaio
mento in seduta plenaria e comuni- 1500 e si conclusero il 25 con l’approva-
cava ufficialmente il contenuto dei zione di un donativo di 45 000 lire. Il
nuovi capitoli di corte. Dusay riconvocò un’altra volta il Parla-
PARLAMENTI A partire dal primo, svol- mento il 13 novembre 1504; i lavori fu-
tosi nel 1355, all’ultimo, svoltosi nel rono interrotti il 1º marzo 1505. Il
1698, i parlamenti sardi sono i se- nuovo viceré Fernando Giron de Re-
guenti: bolledo li riprese il 10 novembre 1508,
1. Parlamento di Pietro IV, 1355. Convo- furono terminati il 14 aprile 1511.
cato a Cagliari da Pietro IV il 23 gen- 5. Parlamento Vilanova 1518-1523. Con-
naio; furono invitati i feudatari, i rap- vocato a Cagliari dal viceré Angelo de
presentanti dei feudatari e degli eccle- Vilanova nel dicembre 1518, i suoi la-
siastici radunati nei tre Stamenti. Fu vori si conclusero nel maggio 1523.
istituito anche uno speciale Braccio di 6. Parlamento straordinario Vilanova,
sardi. I lavori si protrassero fino al 30 1528. Convocato a Cagliari dal viceré
aprile e si conclusero con la promulga- Angelo de Vilanova il 18 febbraio 1528
zione di quattro costituzioni. e concluso il 12 marzo dello stesso
2. Parlamento di Alfonso V, 1421. Convo- anno.
cato a Cagliari da Alfonso V il 26 gen- 7. Parlamento straordinario Cabrero,
naio; i suoi lavori, presieduti personal- 1530. Convocato a Sassari dal viceré
mente dal re, si conclusero il 6 feb- Martino Cabrero, iniziato nei primi
braio. Nel corso dei lavori il Parla- mesi del 1530 e concluso nel settembre
mento assunse la struttura che poi ri- dello stesso anno.
mase sostanzialmente immutata nei 8. Parlamento Cardona, 1543. Convo-
parlamenti successivi. cato a Cagliari dal viceré Antonio Car-
3. Parlamento Perez Escrivá, 1482-1483, dona agli inizi del 1543 e chiuso nell’ot-
1485-1485. Convocato a Oristano dal vi- tobre dello stesso anno.
ceré Ximén Pérez Escrivá de Romanı́ 9. Parlamento de Heredia, 1554. Convo-
nell’ottobre 1481 per la metà di novem- cato dal viceré Lorenzo Fernandez de
bre, aperto a Cagliari il 31 gennaio 1482 Heredia nel gennaio 1553; i suoi lavori
e interrotto il 14 aprile 1483 per la de- iniziarono il 15 marzo 1554 e si chiu-
stituzione del Perez. Fu ripreso il 4 giu- sero entro la fine dello stesso anno.
gno 1484 dal viceré Guglielmo Peralta 10. Parlamento Madrigal, 1558. Convo-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 139


Parlamento del Regno di Sardegna

cato a Cagliari dal viceré Alvaro Madri- gennaio 1632 dal viceré Prieto e chiuso
gal il 20 febbraio 1558; i suoi lavori ini- nel 1633.
ziarono il 10 dicembre dello stesso 19. Parlamento Avellano, 1642-1643.
anno e si conclusero prima del dicem- Convocato a Cagliari dal viceré Fabri-
bre 1561. zio Doria duca d’Avellano il 10 dicem-
11. Parlamento Coloma, 1573-1574. Con- bre 1641, i lavori cominciarono il 10
vocato a Cagliari dal viceré Juan Co- gennaio 1642 e si conclusero il 16 feb-
loma nel 1573; i suoi lavori iniziarono braio 1643.
il 15 maggio dello stesso anno e si con- 20. Parlamento Lemos, 1654-1656. Con-
clusero nell’ottobre 1574. vocato a Cagliari dal viceré Francesco
12. Parlamento Michele Moncada, 1583. De Castro Andrade conte di Lemos il 10
Convocato nel 1583 a Cagliari dal vi- marzo 1653, i lavori aprirono l’8 aprile
ceré Michele Moncada, apertosi il 28 1654; ripetutamente sospesi a causa
maggio dello stesso anno, si concluse della peste, si chiusero il 27 ottobre
entro la fine dell’anno prima della par- 1656.
tenza del Moncada. 21. Parlamento Camarassa, 1666-1668.
13. Parlamento Gastone Moncada, 1593- Convocato a Cagliari dal viceré Ema-
1594. Convocato a Cagliari dal viceré nuele de los Cobos marchese di Cama-
Gastone Moncada nel gennaio 1593; la rassa nel 1666, i lavori furono più volte
prima riunione si svolse il 12 luglio interrotti a causa del dissidio con gli
dello stesso anno e si concluse il 22 Stamenti e si conclusero nel 1668.
aprile 1594. 22. Parlamento Santisteban, 1677-1678.
14. Parlamento Coloma, 1602-1603. Con- Convocato a Cagliari dal viceré Fran-
vocato a Cagliari nel 1602 dal viceré cesco Benavides conte di Santisteban
Antonio Coloma durante il suo secondo il 27 gennaio 1677, i lavori comincia-
mandato, continuò i suoi lavori fino al rono il 1º aprile dello stesso anno e si
1603. conclusero il 31 agosto 1678.
15. Parlamento Gandı́a, 1614. Convo- 23. Parlamento Monteleone, 1688. Con-
cato a Cagliari dal viceré Carlo Borgia vocato a Cagliari dal viceré Nicola Pi-
duca di Gandı́a nel 1612, i lavori ebbero gnatelli duca di Monteleone nel 1687, i
inizio il 16 gennaio 1614 e si conclusero lavori ebbero inizio nel gennaio 1688 e
il 27 aprile dello stesso anno. si conclusero nello stesso anno.
16. Parlamento Vives, 1623-1624. Convo- 24. Parlamento Montellano, 1698-1699.
cato a Cagliari dal viceré Juan Vives de Convocato a Cagliari dal viceré José
Canyamas il 3 agosto 1623, i lavori co- de Solis conte di Montellano nel 1697, i
minciarono nel dicembre dello stesso lavori cominciarono il 1º febbraio 1698
anno e si conclusero entro il 1624. e si chiusero nel 1699.
17. Parlamento straordinario Pimentel, Fu questo l’ultimo Parlamento sardo
1626. Convocato a Cagliari dal viceré convocato nel rispetto delle proce-
Gerolamo Pimentel marchese di dure. I Savoia, infatti, non convoca-
Bayona nel marzo del 1625, i lavori eb- rono mai il Parlamento, che guarda-
bero inizio il 20 aprile 1626 e si conclu- vano con sospetto e che – simbolo di
sero il 14 maggio successivo. una monarchia ‘‘pattizia’’, cioè dell’ac-
18. Parlamento Bayona-Prieto, 1631- cordo fra sovrano e sudditi – era con-
1633. Aperto nel 1631 dal viceré mar- trario alla loro tradizione di sovrani as-
chese di Bayona, fu interrotto dopo soluti. Quando però, nel dicembre
poco per la sua morte; riaperto il 10 1792, la flotta francese si presentò mi-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 140


Parona

nacciosa lungo le coste della Sardegna, dosi attento ai problemi che l’evolu-
di fronte all’inettitudine del viceré, zione della società dell’età giolittiana
per iniziativa dello Stamento militare andava ponendo alla Chiesa. A causa
il Parlamento si ‘‘autoconvocò’’ per di una malattia grave nel 1916 si ritirò
preparare la difesa dell’isola dall’inva- a Genova.
sione. Dopo la vittoria gli Stamenti Parodi, Marco Regista (n. Sanremo
continuarono a rimanere in seduta e 1943). Dopo aver fatto diverse espe-
maturarono entro il 1795 un pro- rienze di lavoro nei teatri d’Italia e
gramma di riforme istituzionali, culmi- d’Europa, si è stabilito in Sardegna
nato nei moti antifeudali del 1795-1796. chiamato nell’isola dalla compagnia
Secondo alcuni storici, un’ultima ‘‘re- ‘‘Teatro di Sardegna’’, con la quale ha
viviscenza’’ degli Stamenti si ebbe nel collaborato per alcuni anni. In seguito
novembre 1847, quando la delegazione è divenuto direttore artistico del
inviata in terraferma a chiedere la ‘‘fu- gruppo, contribuendo a far conoscere
sione perfetta’’ fu composta di sei la sua programmazione a livello nazio-
membri, due per ciascuno dei tre Sta- nale; negli stessi anni ha collaboratore
menti. con la RAI alla realizzazione di alcuni
Parodi, Andrea Musicista, cantante spettacoli televisivi.
(Porto Torres 1955-Cagliari 2006). Com- Parona, Corrado Zoologo (Corteolona
ponente del gruppo musicale ‘‘I Ta- 1848-Genova 1922). Conseguita la lau-
zenda’’ (formatosi a Sassari nel 1987) rea, si dedicò alla carriera universita-
segnalatosi al Festival di Sanremo nel ria. Fu nominato professore di Zoolo-
1991 con la canzone Spunta la luna dal gia presso l’Università di Cagliari,
monte, in coppia con Pierangelo Ber- dove insegnò per anni; successiva-
toli, e nel 1992 con Pitzinnos in sa mente passò a quella di Genova. Fu au-
gher ra, dopo lo scioglimento del tore di importanti lavori scientifici, al-
gruppo ha continuato come solista, cuni dei quali dedicati ad approfon-
riapparendo, negli ultimi tempi con i dire aspetti degli studi che aveva com-
compagni di una volta, in una serie di piuto nell’isola. Tra i suoi scritti:
concerti di grande successo. Apprez- Nuova specie di Smynthurus raccolta
zato da musicisti di ogni parte del in Sardegna, ‘‘Annali del Museo civico
mondo, ha lasciato anche memoria del di Storia naturale’’, Genova, VI, 1882;
modo elegante e quasi aristocratico Materiali per lo studio della fauna dell’i-
con cui ha interpretato il ruolo di can- sola di Sardegna. I protisti di Sardegna,
tante di emozioni popolari e affrontato ‘‘Bollettino scientifico’’, IV, 1882; Co-
con socratica serenità l’ultimo duro rallo in Sardegna, ‘‘Annali dell’Indu-
periodo della sua vita. stria e del Commercio’’, 1883; Essai
Parodi, Emilio Religioso (Genova, se- d’une protistologie de la Sardaigne avec
conda metà sec. XIX-ivi 1917). Arcive- la description de quelques protistes nou-
scovo di Sassari dal 1905 al 1916. Mis- veaux ou peu connus, ‘‘Archive des
sionario vincenziano, fu per anni visi- sciences physiques et naturelles’’,
tatore provinciale e poi arcivescovo ti- 1883; Intorno ad un individuo di Alope-
tolare di Pessimonte. Nel 1902 fu nomi- cias vulpes, pescato nel mare sardo, ‘‘Atti
nato coadiutore con diritto di succes- della Società di Scienze naturali’’ di
sione di monsignor Diego Marongiu Modena, 1883; Diagnosi di alcuni nuovi
Del Rio; nel 1905 divenne arcivescovo protisti, 1883; Vermi parassiti in animali
di Sassari. Governò la diocesi mostran- di Sardegna, ‘‘Bollettino scientifico’’, V,

135

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 141


Parpaglia

1884; Collembola e Thysanura di Sarde- parte attiva anche alle vicende della
gna. Catalogo con note, 1885; Materiali politica locale: cosı̀ tra il 1864 e il 1898
per la fauna della Sardegna. Collembola fu eletto anche più volte consigliere co-
e Thysanura di Sardegna, ‘‘Atti della munale e sindaco di Oristano e consi-
Società italiana di Scienze Naturali’’, gliere provinciale di Cagliari. Ha al suo
XXVIII, 1885; Elmintologia sarda, ‘‘An- attivo due volumi di scritti sulle Ferro-
nali del Museo di Storia naturale’’, Ge- vie della Sardegna, 1875.
nova, 1887; Tonnare e miniere in Sarde- Parragues de Castillejo, Antonio Re-
gna. Per la storia della pesca in Italia, ligioso (Ciudad Rodrigo, Spagna,
‘‘Atti della Società Ligustica di Scienze prima metà sec. XVI-Cagliari 1573). Ar-
naturali’’, XXVI, 1-2, 1915. civescovo di Cagliari dal 1558 al 1572.
Parpaglia Famiglia feudale piemon- Entrato nell’ordine dei Benedettini,
tese (secc. XVIII-XX). Un suo ramo si divenne sacerdote. Si fece fama di
trasferı̀ in Sardegna con un Valentino, uomo di vasta e profonda cultura uma-
capitano del porto di Bosa, nel 1770. nistica e di ferrei princı̀pi. Insegnò per
Successivamente i suoi membri eb- anni Teologia nelle Università del suo
bero riconosciuta la nobiltà sarda e paese. Nominato arcivescovo di Trie-
nel 1824 acquistarono la signoria della ste, ebbe un difficile rapporto con i
Tappa di insinuazione di Bosa, accu- suoi fedeli, per cui dopo pochi anni fu
mulando grandi ricchezze. Nel corso costretto a vivere in esilio a Venezia,
del secolo XIX espressero alcune di- dove fu processato. La vicenda si
stinte personalità, ma si estinsero agli chiuse quando fu assegnato alla dio-
inizi del secolo XX. cesi di Cagliari, dove si trasferı̀ imme-
Parpaglia, Palazzo Edificio di Ori- diatamente; nel 1558 prese parte al
stano, nell’omonima via. Fu fatto co- concilio di Trento, successivamente si
struire nel 1859 dal nobile oristanese adoperò per la fondazione del Semina-
Salvatore Enna, che successivamente rio di Cagliari. Dovette fronteggiare il
lo vendette a Salvatore Parpaglia (=). malcontento della diocesi di Iglesias
In stile neoclassico, ha una facciata ed ebbe un intenso e contraddittorio
scandita da otto lesene bianche e arric- rapporto con Sigismondo Arquer, che
chita da balconi in ghisa. All’interno dovette difendersi di fronte a lui dalle
conserva dei saloni spaziosi ed ele- prime accuse di eresia. Morendo nel
ganti. Attualmente è sede dell’Anti- 1573 lasciò la sua vasta biblioteca al Se-
quarium Arborense. minario. Il suo ricco Epistolario è stato
pubblicato da Palmira Onnis Giacobbe
Parpaglia, Salvatore Avvocato, uomo nel 1958.
politico (Bosa 1831-Oristano 1916). De-
putato al Parlamento, senatore del Re- Parrella, Guglielmo Uomo d’armi
gno. Laureatosi in Giurisprudenza, (Barcellona, inizi sec. XIV-Cagliari?,
esercitò con successo la professione di dopo 1327). Giunse in Sardegna con
avvocato. Negli stessi anni si avvicinò l’infante Alfonso e si segnalò nella con-
alla politica: fu eletto deputato tra il quista di Cagliari. Nel 1327 ottenne
1870 e il 1897 ininterrottamente dall’XI come ricompensa i feudi di Pirri e di
alla XIX legislatura e nel 1898 fu nomi- San Vetrano ma morı̀ senza eredi al-
nato senatore del Regno; attivissimo, cuni anni dopo.
in Parlamento si occupò dei principali Parte Montis Antica curatoria del giu-
problemi dell’isola. Gli impegni parla- dicato d’Arborea. Si stendeva per 184
mentari non lo distolsero dal prendere km2 su un territorio collinare che con-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 142


Partiti politici

finava con la curatoria del Bonorcili e e prima del 1430 fu incluso nei territori
con la Marmilla propriamente detta. Il donati dal re a Eleonora Manrique, an-
suo territorio era densamente popo- data sposa a Berengario Bertran Car-
lato e comprendeva i villaggi di Almos, roz. Cosı̀ la curatoria entrò a far parte
Forru, Gemussi, Gozula, Gonnosco- della contea di Quirra e nei secoli suc-
dina, Gonnostramatza, Margini, Masul- cessivi, pur mantenendo la propria
las, Mogoro, Morgongiori, Pardu, unità culturale e amministrativa, vi ri-
Pompu, Serdis de Monte, Serzela, Si- mase aggregata fino all’abolizione dei
mala, Siris, Tamis, Terralba de Montes. feudi (1838).
Caduto il giudicato, il territorio venne Parte Valenza Antica curatoria del giu-
occupato dalle truppe di Berengario dicato d’Arborea. Si stendeva per 356
Bertran Carroz che aveva contribuito km2 su un territorio in gran parte mon-
validamente alla sconfitta del visconte tuoso situato a nord del Parte Usellus
di Narbona e che aspirava a includere ai confini con la Barbagia. Compren-
P.M. nella contea di Quirra. La curato- deva i villaggi di Isili, Laconi, Nural-
ria, però, era ambita anche dal mar- lao, Nuragus, Genoni, Nureci, Asuni,
chese d’Oristano e dai Carroz d’Arbo- Senis, Assolo, Ruinas, Sant’Antonio,
rea, che la rivendicavano come eredi Mogorella, Fluminadu, Genades, Se-
legittimi dell’estinta dinastia giudi- bollus, Orvinas, Stolo e Coni Valenza;
cale. Nel 1416 sembrò che il marchese era popolato da genti bellicose dedi-
d’Oristano avesse la meglio sui conten- cate in prevalenza alla pastorizia che
denti: infatti, sfruttando il cronico bi- fornivano il nerbo delle armate giudi-
sogno di denaro che il re aveva, offrı̀ cali. Dopo la battaglia di Sanluri il ter-
25 000 fiorini per l’acquisto della cura- ritorio visse momenti di grande ten-
toria insieme con quella della Mar- sione perché la sua popolazione conti-
milla; quando l’affare sembrava con- nuava a tenere un atteggiamento ostile
cluso, il re, che probabilmente non si nei confronti degli Aragonesi, proba-
fidava del marchese, preferı̀ conti- bilmente istigata dal marchese di Ori-
nuare a tenere il P.M. che alcuni anni stano che avrebbe voluto entrarne in
dopo fu donato invece a Eleonora Man- possesso. Nel 1416, approfittando delle
rique andata sposa a Berengario Ber- necessità finanziarie della Corona,
tran Carroz. Cosı̀ l’antica curatoria en- fece un’offerta d’acquisto, ma il con-
trò a far parte del feudo di Quirra e, pur tratto non fu perfezionato e il P.V. ri-
mantenendo la sua unità politico-am- mase nelle mani del re, che a partire
ministrativa, vi rimase aggregata fino dal 1417 ne spezzò l’unità amministra-
all’abolizione dei feudi (1838). tiva e politica e per controllare meglio
Parte Usellus Antica curatoria del giu- le popolazioni vi costituı̀ alcuni feudi
dicato d’Arborea. Si stendeva per 121 di medio-piccole dimensioni. In parti-
colare furono costituiti i feudi di Asuni
km2 su un territorio collinare situato
e Nureci, di Laconi e di Senis, i cui con-
nel cuore del piccolo stato tra il Campi-
torni rimasero immutati nel corso dei
dano di Simaxis e la Marmilla. Era den-
secoli successivi fino all’abolizione dei
samente popolata e comprendeva i vil-
feudi (1838).
laggi di Ales, Banari, Barumela, Curcu-
ris, Escovedu, Funtana, Figu, Gonno- Partiti politici L’azione di p.p. organiz-
snò, Ollastra, Pau, Usellus e Zeppara. zati in Sardegna comincia a manife-
Caduto il giudicato il territorio fu am- starsi dalla fine del secolo XIX. Riser-
ministrato direttamente dalla Corona vandoci di trattare con voce separata il

137

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 143


Partiti politici

sardismo e il Partito Sardo d’Azione, scioglimento dei partiti; ma in Sarde-


dei maggiori partiti si possono in parti- gna era stato preceduto il 31 ottobre
colare individuare i seguenti ele- dalla distruzione della tipografia del
menti: ‘‘Corriere di Sardegna’’, a Cagliari,
PARTITI DI ISPIRAZIONE CRISTIANA opera di una ‘‘squadra d’azione’’ fasci-
1. Partito Popolare Italiano. Il primo sta.
grande partito che si ispirava ai valori 2. Democrazia Cristiana. La Democra-
del Cattolicesimo comparve nella vita zia Cristiana fu fondata in Sardegna
politica sarda nel 1919, subito dopo la nel 1944 da un gruppo di vecchi diri-
sua fondazione. In una prima fase, du- genti del Partito Popolare e da giovani
rata fino al 1922, il partito si impegnò cattolici per dare una risposta alle esi-
nello sviluppo della sua organizza- genze della ricostruzione e all’autono-
zione e nella ricerca di una colloca- mismo. Si rifaceva allo schema di par-
zione politica che lo distinguesse dai tito dei cattolici elaborato nel 1943 da
liberali e dai socialisti. Il suo apparire Alcide De Gasperi e celebrò il suo
fu accolto con molte riserve da una primo Congresso regionale nell’otto-
parte dello stesso clero che aveva bre del 1944. Il nuovo partito si pose in
stretti legami con la vecchia classe po- una posizione centrista ed elaborò le
litica liberale. In questo periodo emer- posizioni politiche che la sorressero
sero alcune personalità quali Giovanni nella strategia di questi primi anni, e
Zirolia a Sassari e Salvatore Manni- cioè l’interclassismo, l’autonomia re-
roni a Nuoro, che operarono sostenuti gionale, la riforma agraria, una (non
da periodici come ‘‘Libertà’’ e ‘‘L’Avve- del tutto condivisa) scelta istituzionale
nire di Nuoro’’. Con l’elezione di Pio repubblicana. Con questo programma
XI, che ordinò alla gerarchia un gra- moderato il partito trovò adesione lar-
duale disimpegno dall’attività di par- ghissima, sorretto da una fitta rete di
tito, e l’elezione del primo governo associazioni collaterali che fecero pe-
Mussolini, ebbe inizio una nuova fase netrare profondamente il suo pro-
della vita del PPI. L’affacciarsi di Mus- gramma nella società e gli guadagna-
solini determinò una spaccatura all’in- rono il pieno appoggio della gerarchia
terno del partito che si concluse con la ecclesiastica. Il centrismo diede alla
scissione dopo il Congresso di Torino DC sarda notevoli successi elettorali a
dell’aprile 1923 e con la nascita dell’U- partire dal 1948, sia nelle elezioni poli-
nione Nazionale. In Sardegna i vecchi tiche che nelle elezioni regionali e am-
esponenti del cattolicesimo liberale ministrative, determinando l’afferma-
come Guido Aroca, Edmondo Sanjust zione di una classe politica democri-
e Luigi Colomo finirono per aderirvi, stiana a tutti i livelli. All’interno del
ritrovandosi su posizioni filofasciste. partito, però, a metà degli anni Cin-
Rimasero fedeli alla originaria linea quanta, un gruppo di giovani dirigenti
del partito di don Sturzo i giovani sassaresi che si rifacevano alle posi-
come Salvatore Mannironi, Antonio zioni di Fanfani e della Sinistra sociale
Segni, Venturino Castaldi, Agostino Ce- del partito (Dossetti, Lazzati) sentı̀ il
rioni e altri. Ciò che restava del partito bisogno di affermare una linea politica
visse in un clima di crescente violenza rinnovata, più sensibile ai problemi
e nella diffidenza della gerarchia ec- che la ricostruzione e le trasformazioni
clesiastica: la sua storia si concluse il sociali avevano posto. Il movimento
5 novembre del 1926 con il decreto di detto dei ‘‘Giovani Turchi’’ ebbe suc-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 144


Partiti politici

cesso e portò al rovesciamento della ris; più tardi il gruppo di ‘‘Proposta’’


vecchia classe dirigente, facendo con Mario Segni e Domenico Manni-
emergere Francesco Cossiga, Nino roni. È in questo articolatissimo conte-
Giagu De Martini, Paolo Dettori, Pietro sto che maturarono negli anni Ottanta
Soddu. A questo gruppo si legò ben pre- le riflessioni che portarono la DC alla
sto anche un gruppo cagliaritano che ricerca di nuove strategie e la fecero
faceva capo all’aclista Efisio Corrias. passare al confronto politico col PCI
Il successo interno dei ‘‘Giovani Tur- su basi nuove: una fase che si concluse
chi’’ portò a un cambiamento della li- con la perdita dell’egemonia politica
nea politica regionale: l’apertura a si- alla fine degli anni Ottanta. Posta di
nistra, il Piano di Rinascita, l’indu- fronte alla crisi della Prima Repub-
strializzazione e il progetto di un acce- blica, alla stagione referendaria e allo
lerato sviluppo economico furono i scandalo di ‘‘Mani Pulite’’, la DC non
temi politici proposti dalla nuova seppe reggere alla trasformazione in
classe dirigente fino al 1969, quando la Partito Popolare proposta da Martinaz-
parabola aperta dai ‘‘Giovani Turchi’’ zoli.
si concluse con la rottura dell’unità po- 3. Partito Popolare Italiano. Nato nel
litica del partito e dello stesso gruppo 1992 dalla vecchia Democrazia Cri-
sassarese. Negli anni seguenti e fino al stiana, fece la sua prima prova nelle
1978 la vita della DC sarda fu dominata elezioni politiche del 1994. Fautore di
dalla nascita delle correnti, in un clima una linea di centro-sinistra attorno
di incertezza: addirittura nel 1973, alla alle figure di Antonello Soro, Gian Ma-
vigilia del III Congresso regionale, si rio Selis, Salvatore Ladu e Pinuccio
rischiò una clamorosa scissione. Que- Serra, esordı̀ con il 9,2%. Negli anni
sta forte dialettica portò all’emergere successivi le ricorrenti crisi interne e
all’interno del partito di molti gruppi e l’evoluzione della dialettica politica
di una costellazione di aggregazioni fecero perdere ulteriormente forza al
talvolta su base clientelare. In partico- partito. Nelle ultime consultazioni
lare, nel corso degli anni Settanta la esprime intorno al 4% dell’elettorato.
vita del partito appare dominata a Ca- 4. Centro Cristiano Democratico. Nato
gliari dal cosiddetto ‘‘Gruppone’’, al- da una scissione a destra del Partito
leanza di varie posizioni dominata da Popolare, finı̀ per collegarsi col CDU
Felice Contu, Carlo Molé e altri; a Sas- di Rocco Buttiglione e riproporre un
sari dai ‘‘basisti’’ di Nino Giagu De partito cattolico centrista con lo scopo
Martini e Francesco Cossiga si diffe- di far rinascere la DC. In Sardegna
renzia un gruppo moroteo che com- questa aggregazione ha raggiunto il 6-
prende, oltre Paolo Dettori e Pietro 7% dell’elettorato e fa capo a vecchi
Soddu, Beppe Pisanu a Sassari e Pi- leader DC come Felice Contu e Giorgio
nuccio Serra a Cagliari; gli ‘‘andreot- Oppi.
tiani’’ con Eusebio Baghino e Michele PARTITI DI ISPIRAZIONE SOCIALISTA
Di Martino a Cagliari; i dorotei con 1. Partito Socialista Italiano. Ispiratore
Raffaele Garzia a Cagliari e Lucio e iniziatore del PSI in Sardegna fu Giu-
Abis a Oristano; i ‘‘fanfaniani’’ con Gio- seppe Cavallera. Arrivato nell’isola nel
vanni Del Rio e Nino Carrus; il gruppo 1896, da Carloforte cominciò la sua
di ‘‘Forze Nuove’’ con Ariuccio Carta e azione attraverso il movimento sinda-
Gianuario Gianoglio a Nuoro; i ‘‘bodra- cale e la diffusione dell’organizzazione
tiani’’ con Severino Floris e Mario Flo- politica nel Sulcis. All’inizio dell’età

139

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 145


Partiti politici

giolittiana il socialismo sardo sembrò solini al potere l’azione fascista si fece


orientato verso posizioni riformiste in incontrastabile e le basi dell’organiz-
coerenza con le posizioni nazionali e la zazione socialista nell’Iglesiente fu-
stessa strategia del suo gruppo diri- rono irreparabilmente minate; il par-
gente regionale, ma le lotte culminate tito cessò di esistere nel 1926. Risorse
nei fatti di Buggerru (1904) e quelli del subito dopo la caduta del fascismo nel
‘‘Maggio cagliaritano’’ (1906) che inte- 1943 attorno ad Angelo Corsi, a Giu-
ressarono tutta la Sardegna, dimostra- seppe Cavallera e a un gruppo di nuovi
rono la relativa incapacità del partito a dirigenti e si impegnò a diffondere la
collegarsi con le masse popolari. Nel propria organizzazione al di fuori dei
Congresso di Sassari del 1908 questa limiti di classe, tradizionali della sua
situazione portò alla denuncia del fal- azione pre-fascista. Nel 1947 il sociali-
limento della linea riformista da parte smo italiano fu posto di fronte alla scis-
di giovani intellettuali come Attilio sione di Palazzo Barberini, che obbligò
Deffenu, Michele Giua e Lucio Sechi, a scegliere tra il fare fronte comune col
e dopo il 1912 determinò il prevalere Partito Comunista Italiano o decidere
all’interno del partito di una corrente per una posizione autonoma. Nel 1948
rivoluzionaria che si manifestò in una il PSI di Nenni si alleò con il PCI e si
intensissima azione di riorganizza- presentò alle elezioni del 18 aprile nel
zione del partito e nella affermazione Fronte Democratico Popolare. Dopo le
di tematiche politiche classiste. Le ele- elezioni aderı̀ al Fronte anche Emilio
zioni politiche del 1913 segnarono però Lussu, che aveva provocato una scis-
l’elezione del solo Cavallera, leader ri- sione in seno al PSd’Az e fondato il Par-
formista, e la crisi della corrente rivo- tito Sardo d’Azione Socialista. Quella
luzionaria. Sulla scia di questo suc- di Lussu si rivelò una scelta positiva
cesso, nel 1914 i socialisti conquista- nelle prime elezioni regionali, maggio
rono le amministrazioni comunali di 1949. Nel novembre dopo le elezioni il
Iglesias e di molti altri comuni dell’I- PSd’Az si fuse con il PSI. La fusione,
glesiente anche grazie all’emergere di però, non fece cessare la sostanziale
nuovi dirigenti come Angelo Corsi, Al- dipendenza del PSI dalla leadership
cibiade Battelli e altri. Dopo la prima che il PCI esercitava sul Fronte Popo-
guerra mondiale il Partito Socialista lare. I fatti d’Ungheria (1956) porta-
riprese a occuparsi dei problemi dei rono il PSI a decidere di riacquistare
lavoratori, ma in un clima politico or- la propria autonomia nei confronti del
mai diverso. La scissione di Livorno PCI, iniziando cosı̀ il lungo cammino
(1921) e in Sardegna la contemporanea che lo avrebbe portato anche in Sarde-
nascita del PSd’Az, l’affermazione del gna alla costituzione dei governi di
Partito Popolare e l’ascesa in un clima centro-sinistra, a partire dal 1965. Que-
da guerra civile del fascismo posero sta fase fu però caratterizzata da una
anche i socialisti sardi di fronte a pro- nuova scissione che nel 1964 portò alla
blemi nuovi. A partire dal 1920 il con- costituzione del Partito Socialista di
fronto con i fascisti nell’Iglesiente si Unità Proletaria, che in Sardegna
radicalizzò; il partito, che sembrò ebbe il suo massimo rappresentante in
uscito indenne dalla scissione di Li- Lussu. La scissione portò a una riorga-
vorno, continuò ad avere un buon nu- nizzazione del PSI e a un tentativo di
mero di rappresentanti negli organi fusione col PSDI che culminò nella
istituzionali, ma con l’avvento di Mus- presentazione delle liste unitarie del

140

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 146


Partiti politici

PSU (Partito Socialista Unificato) per in difesa della Spagna repubblicana, la


le elezioni regionali del 1969. Nel 1970 Sardegna diede al comunismo italiano
ebbero termine le prime esperienze di due grandi personaggi come Antonio
governo di centro-sinistra. Superata Gramsci e Velio Spano. L’organizza-
una fase di stanca, l’intesa tra PSI e zione del partito riprese nel secondo
DC riprese nel 1973 con i nuovi governi dopoguerra; nel Congresso di Iglesias
di centro-sinistra. Nel corso degli anni del 1944 si misero in evidenza leader
Settanta i gravi problemi della Sarde- emergenti come Giovanni Lay, compa-
gna spinsero i partiti alla ricerca di gno di carcere di Gramsci, e il giovane
nuovi equilibri; in questo contesto fu il Renzo Laconi, chiamato a dirigere la
PSI a volere con forza – in sintonia con federazione di Sassari. Da un punto di
settori della DC – un maggiore coinvol- vista politico il PCI inizialmente ri-
gimento del PCI in un quadro di ‘‘in- fiutò l’autonomismo e sottovalutò il
tesa autonomistica’’. Negli anni suc- problema della specificità della ‘‘que-
cessivi il PSI sardo fu coinvolto nell’e- stione sarda’’ e del suo legame con l’au-
voluzione della dialettica politica che tonomismo. Questo atteggiamento ri-
portò la Sardegna a passare dall’intesa mase prevalente fino al convegno re-
autonomistica a una vera e propria po- gionale dei quadri dell’aprile 1947
litica dell’alternanza. In questa lunga quando Palmiro Togliatti criticò aspra-
parabola il PSI mantenne sempre un mente questa posizione e invitò i comu-
suo ruolo ben definito; con gli anni No- nisti sardi ad aprirsi al problema del-
vanta però fu travolto dallo scandalo di l’autonomia regionale misurandosi
Tangentopoli. con le altre forze autonomiste. Da que-
2. Partito Comunista Italiano. Il partito sto momento la presenza del PCI sulla
nacque come Partito Comunista d’Ita- scena politica sarda andò crescendo
lia con la scissione di Livorno nel 1921 sia organizzativamente che elettoral-
su posizioni massimaliste e rivoluzio- mente, anche se fino agli anni Ottanta
narie. In Sardegna rimase politica- continuò a essere condizionata dalle
mente debole e tuttavia, con l’avvento scelte politiche nazionali. Di fronte
del fascismo, si impegnò a fondo nelle alla grave crisi politica e sociale che
lotte politiche degli anni che segui- caratterizzò la situazione sarda, a par-
rono. Con il primo governo Mussolini, tire dal 1980 si tentò di riaprire un dia-
a partire dal 1923, ma soprattutto dopo logo tra le forze politiche sulla base di
le ‘‘leggi eccezionali’’ del 1926 con- una nuova formula detta dell’‘‘unità
dusse la sua opposizione al regime e autonomistica’’, ma dopo il fallimento
proseguı̀ la sua lotta nella clandesti- di un tentativo guidato dalla DC con
nità fino alla caduta del fascismo. In Pietro Soddu, si arrivò alla formazione
questa fase il PCd’I condusse la mag- della prima Giunta regionale ‘‘laica e
gior parte delle azioni di propaganda di sinistra’’, con la presenza in giunta
contro il fascismo, opera soprattutto del PCI. A partire da quel momento la
della sua base operaia (tanto nelle città dialettica politica regionale sembrò
quanto, negli anni Trenta, nelle zone avviata alla logica della normale alter-
minerarie). Oltre il gran numero di nanza democratica, e tale rimase fino
condannati al confino o al carcere dal alla trasformazione del PCI nel Partito
tribunale speciale e ai molti volontari Democratico della Sinistra.
(provenienti in genere da una prece- 3. Partito Sardo d’Azione Socialista. Il
dente emigrazione) che combatterono partito fu fondato da Emilio Lussu e

141

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 147


Partiti politici

da un gruppo di giovani dirigenti che lo come Alessandro Ghinami e Giorgio


seguı̀ quando nel Congresso sardista Carta, che successivamente raccolsero
del 1948, seguito alle elezioni del 18 l’eredità di Cottoni guidando il partito
aprile, Lussu, accusando i sardisti di nelle esperienze di centro-sinistra e
avere tradito con scelte di conserva- poi, negli anni Ottanta, in quelle auto-
zione l’originaria ispirazione anticapi- nomiste di sinistra. Aperto negli anni
talistica del partito, diede vita al nuovo Novanta il dibattito referendario, il
partito. Durante le elezioni regionali partito cessò di esistere.
del 1949 riportò un notevole successo IL FASCISMO Il fascismo come forza or-
eleggendo tre consiglieri (la sua base ganizzata non esistette, su base regio-
elettorale era soprattutto in provincia nale, sino al 1922. Mosse i suoi primi
di Cagliari). Nel 1949 si fuse col PSI. passi tra il 1919 e il 1920, quando furono
4. Partito Socialista Italiano di Unità costituiti nell’isola i primi ‘‘Fasci di
Proletaria. Fu fondato nel 1964 da un combattimento’’ a Cagliari, Iglesias e
gruppo di deputati e senatori del PSI, in Gallura. Inizialmente essi convis-
fra cui Lussu, che non riteneva accetta- sero pacificamente con i movimenti
bile la posizione che il PSI aveva as- degli ex combattenti, dei quali condivi-
sunto in campo nazionale entrando a devano i programmi impostati sul pa-
far parte di un governo di centro-sini- triottismo, la rivendicazione della ‘‘vit-
stra. Anche in Sardegna molti dirigenti toria tradita’’, l’antiparlamentarismo.
socialisti seguirono Lussu nel nuovo Erano costituiti principalmente da re-
partito, che elesse un consigliere re- duci, tra cui Giovanni Manca di Nissa.
gionale nelle elezioni del 1965 e 3 in Per quanto sembrassero aperti ai pro-
quelle del 1969. Gravitò politicamente blemi sociali, la loro ispirazione rea-
all’opposizione, schierato a fianco del zionaria si manifestò in frequenti scon-
PCI e chiuse la sua esperienza politica tri con le organizzazioni di sinistra
negli anni Settanta. delle città e delle zone operaie, che an-
5. Partito Socialdemocratico Italiano. darono in crescendo tra il 1921 e il
Nacque nel gennaio 1947 dalla scis- 1922. Ancora nel 1922 i fascisti in Sar-
sione di Palazzo Barberini, su posi- degna erano poche decine e male orga-
zioni contrarie alla adesione dei socia- nizzati, ma la loro aggressività sem-
listi al Fronte Democratico Popolare. brava non avere limiti tanto da indurre
In Sardegna la figura di maggior presti- Lussu a creare le ‘‘camicie grigie’’ per
gio del nuovo partito inizialmente fu difendere le sedi sardiste minacciate
quella di Salvatore Cottoni, che fu an- dalle squadre d’azione in ‘‘camicia
che il propagandista dell’ideale social- nera’’. Il primo Congresso regionale fa-
democratico nell’isola. In campo re- scista fu celebrato a Iglesias il 12 otto-
gionale il partito fece il suo esordio bre 1922, dieci giorni prima della ‘‘mar-
nel 1949, eleggendo un consigliere re- cia su Roma’’. Dopo che Mussolini salı̀
gionale. Negli anni successivi definı̀ al potere l’organizzazione fascista si
sempre meglio la propria posizione po- consolidò anche in Sardegna, dove si
litica e nel 1965 condivise l’ipotesi di pose l’obiettivo di far confluire nel
centro-sinistra entrando a far parte PNF gli ex combattenti che militavano
delle giunte di Efisio Corrias. Alla fine nel PSd’Az. La fase delle trattative fu
degli anni Sessanta, quando sembrò avviata alla fine del 1922 da Pietro Lis-
maturare una nuova unione con il PSI, sia, ma il passo decisivo fu compiuto
emersero nuove personalità politiche con l’arrivo in Sardegna, nei primi

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 148


Pascarella

giorni del 1923, del generale Asclepia più drastico centralismo statale ne
Gandolfo, nominato prefetto di Ca- aveva cancellato, e non inconsapevol-
gliari con poteri estesissimi, responsa- mente, la più qualificante, quella auto-
bile di fronte a Mussolini anche della nomistica). Nella sua storia successiva,
provincia di Sassari. Con abilità egli fino al crollo del regime nel luglio 1943,
riuscı̀ in pochi mesi a far confluire nel il fascismo sardo non differı̀ da quello
PNF una parte di dirigenti e militanti nazionale.
sardisti (Paolo Pili, Antonio Putzolu,
Enrico Endrich e altri). Il 14 febbraio
1923 di fronte a una folla di ex combat-
tenti fu solennemente proclamato lo
scioglimento delle organizzazioni fa-
sciste e di quelle sardiste e fu costituito
il nuovo Fascio. A questo primo passo
seguirono mesi di intensissime iscri-
zioni di ex combattenti: il 26 aprile la
‘‘fusione’’ sembrò completa, e fu solen-
nizzata da una visita di Mussolini in
Sardegna nel giugno successivo. In
seno al fascismo però non tutti furono
d’accordo sulla fusione: l’ala antisardi-
sta, interpretata dall’industriale Fer-
ruccio Sorcinelli e dal giornalista
Francesco Caput, si mostrò vivamente Pascale di Cagliari – Un grappolo che verrà
contraria, almeno fino al 1926, alla col- usato per la vinificazione o il consumo diretto.
laborazione con la ‘‘seconda ondata’’.
Nelle elezioni del 1924 il PNF candidò Pascale di Cagliari Vitigno diffuso so-
nella sua lista sarda numerosi ex diri- prattutto nel Sassarese, probabilmene
genti sardisti, in particolare Pili e Put- importato in epoca giudicale dalla To-
zolu. Nel novembre dello stesso anno la scana, dove esiste un vitigno dalle ca-
cosiddetta ‘‘legge del miliardo’’ sem- ratteristiche simili. Produce grappoli
brò venire incontro a molte delle riven- robusti a grandi acini tondi di colore
dicazioni sardiste. Gli anni fino al 1930 nero violaceo. Viene usato per la vini-
videro in realtà un’aspra contesa in- ficazione con uve Cannonau e Cangiu-
terna al partito e agli stessi gruppi eco- lari, da cui si ottiene un vino rosso ab-
nomici isolani (dunque non limitata ai bastanza pregiato. Per le sue caratteri-
soli Pili e Putzolu, pure schierati su po- stiche quest’uva è usata anche per il
sizioni fortemente antagonistiche, so- consumo diretto.
lidaristico-popolari per Pili e filocapi- Pascarella, Cesare Scrittore, poeta
talistiche per Putzolu): in quegli stessi (Roma 1858-ivi 1940). Iniziò la sua atti-
anni sarebbe venuto prendendo forma vità letteraria nel 1881 pubblicando so-
– seppure largamente clandestina, e netti in romanesco sulla ‘‘Cronaca Bi-
forse anche inconsapevole – il cosid- zantina’’. In seguito, a partire dal 1882,
detto ‘‘sardofascismo’’, cioè una strate- viaggiò molto e collaborò con ‘‘Capitan
gia volta a utilizzare l’adesione al fasci- Fracassa’’, stringendo amicizia con Ga-
smo per realizzare in Sardegna le ri- briele D’Annunzio ed Edoardo Scarfo-
vendicazioni sardiste (ma il sempre glio. Fu proprio allora che, inviato in

143

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 149


Pasella

Sardegna dal ‘‘Capitan Fracassa’’, vi si vista Sarda’’, V, 4, 1923. Espressione


recò nel maggio 1882 con i due amici e della simpatia che aveva suscitato in
la girò in lungo e in largo. Dal viaggio Sardegna il tono del reportage di P. è
ricavò una serie di gustose corrispon- la ‘‘traduzione in sardo-anglonese’’
denze apparse nello stesso anno in 7 dei sonetti di Villa Gloria da parte di
numeri del periodico romano.
Gavino Cossiga, stampati da Giuseppe
Dessı̀ nel 1904.
Pasella, Giuseppe Avvocato generale,
deputato al Parlamento (Cagliari 1801-
ivi 1885). Dopo la laurea percorse una
luminosa carriera amministrativa di-
venendo nel 1838 avvocato generale.
Ebbe parte attiva nell’avvio delle pro-
cedure di riscatto dei feudi e tra il 1832
e il 1838 fu il redattore de ‘‘L’Indicatore
sardo’’. Divenuto uno degli animatori
della vita politica e culturale di Ca-
gliari, prima del 1848 si impegnò nel
movimento per la ‘‘fusione’’. Fu nomi-
nato segretario di Stato a Cagliari e
successivamente intendente a Nuoro.
Dovette sostenere aspre polemiche
Cesare Pascarella – Il poeta romano compı̀ con i liberali e nel 1852 si oppose all’in-
un viaggio in Sardegna su cui scrisse alcune tendente di Sassari per cui, dopo i tu-
corrispondenze. multi verificatisi in quella città, do-
vette lasciare la Sardegna. Vi ritornò
A Sassari, dove si trattennero dal 17 al solo nel 1858; fu allora eletto consi-
21 maggio, ai tre ‘‘inviati’’ furono riser- gliere comunale di Cagliari e successi-
vate grandi accoglienze e un banchetto vamente deputato al Parlamento dal
d’onore in cui Pompeo Calvia recitò il 1865 al 1867. In seguito si ritirò a vita
suo Brindisi a Pascarella, in dialetto privata. Di lui, nel Fondo Orrù della
sassarese. Dopo aver in seguito com- Biblioteca Universitaria di Cagliari, ri-
piuto altri viaggi in molti paesi del mangono numerose memorie storico-
mondo, si stabilı̀ a Roma continuando amministrative su alcuni feudi sardi,
a pubblicare raccolte di sonetti che gli frutto degli studi che egli aveva com-
diedero la celebrità. Il reportage sulla piuto nel periodo del loro riscatto: Di-
Sardegna si intitola Relazione del viag- versi atti di investitura di feudi in Sarde-
gio in Sardegna, ‘‘Capitan Fracassa’’, gna, manoscritto del 1821; Sulla baro-
III, 120, 126, 128, 132, 139, 146, 175, e nia di Samatzai, manoscritto del 1825;
Scritti sulla Sardegna, anch’essi nel Diritti feudali di Samatzai, manoscritto
‘‘Capitan Fracassa’’, che nel numero del 1826; Origine del contributo Bru-
del 21 maggio 1882 (mentre continuava nengo nel 1793, manoscritto del 1826;
a pubblicare il lungo reportage) pub- Brano della storia feudale della baronia
blica una serie di articoli intitolati Su di Gesturi, manoscritto del 1826; Notizie
Campidanu, La Spendula, Sale, Sotto la sul villaggio di Gesturi. Diplomi di inve-
lolla, Nella tanca, A le miniere; un suo stitura, manoscritto del 1826; Notizie
scritto, Le miniere, fu pubblicato in‘‘Ri- sulla villa di Serdiana e sulla investitura

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 150


Pasella

e discendenza, manoscritto del 1827; vicende politiche della città; in diverse


Notizie sopra i feudi di San Sperate e di occasioni fu eletto consigliere comu-
Serdiana, manoscritto del 1827; Sul nale e provinciale, tra il il 1873 e il
feudo di Olmedo. Diritti del barone di 1877 fu anche sindaco della città e pre-
Sorso in detto feudo, manoscritto del sidente della Provincia. Nel 1876 fu no-
1828; Feudo di Senis, manoscritto del minato senatore del Regno d’Italia.
1828; Decisioni del supremo magistrato
Pasella, Pietro Avvocato, studioso di
della Reale Udienza sopra diritti e ra-
storia (Cagliari, prima metà sec. XIX-
gioni feudali e fiscali, manoscritto del
Roma 1883). Laureato in Legge, eser-
1831; Lettera al Governo per sapere i citò la professione di avvocato. Tra il
provvedimenti che occorrono per la 1861 e il 1866 fu eletto consigliere pro-
legge sull’affrancamento dei feudi, ma- vinciale di Cagliari. Studioso attento e
noscritto del 1833; Risposta ai quesiti scrupoloso della storia della Sardegna,
fatti dal Governo con nota della R. Se- lasciò alcuni pregevoli lavori. Tra i
greteria di Stato e di Guerra sui terreni suoi scritti: Delle condizioni economi-
della baronia della Crucca, manoscritto che della Sardegna durante il governo
del 1839; Origine, notizie e pregoni sul spagnuolo e la monarchia di Savoia,
marchesato d’Arcais, manoscritto; Con- ‘‘Rivista sarda’’, II, 1875; Periodo di sto-
tado del Goceano. Devoluzione, denomi- ria tosco-sarda secc. VII-XI, ‘‘Rivista
nazione della popolazione, diritti feu- sarda’’, I, 3, 1875; Governo della Sarde-
dali, manoscritto; Elenco dei diplomi gna cessato il dominio de’ Cesari bizan-
che concessero i diversi feudi in Sarde- tini, 1883.
gna, manoscritto; Memoria sulle cose
più notevoli tratta dall’indice delle ma- Pasella, Walter Militare (Sassari 1910-
terie feudali esistenti nell’Ufficio fiscale Alfes 1938). Sottotenente carrista, me-
generale patrimoniale, manoscritto; daglia d’oro al V.M. alla memoria nella
Parallelo tra la consegna fatta dai feu- guerra civile spagnola. Iscritto all’Uni-
datari e quella della R. Delegazione sui versità in Scienze economiche e com-
redditi di tutti i feudi di Sardegna, ma- merciali e contemporaneamente im-
noscritto; Sugli ademprivi e sulle cus- piegato, quando scoppia la guerra in
sorgie ad uso pascolo, manoscritto; An- Spagna, dopo aver frequentato un
notazioni sulle amministrazioni civiche corso celere per carristi, parte con i le-
dell’Isola di Sardegna e chiudende, ma- gionari nel 1937. Combatte a Malaga,
noscritto; Osservazioni sul Braccio mili- Toledo, Guadalajara, Santander, Bil-
bao, Teruel, Ebro, Lérida, conqui-
tare, manoscritto; Considerazioni stati-
stando tre medaglie di bronzo e una
stiche sulla popolazione della Sardegna
d’argento al V.M. Cade nella battaglia
e sul suo censimento, manoscritto; Ap-
di Alfes. La motivazione della sua me-
punti e considerazioni sullo stato della
daglia d’oro alla memoria dice: «Uffi-
Sardegna e sui suoi bisogni, mano-
ciale già distintosi per valore ed ar-
scritto.
dire, in un accanito combattimento,
Pasella, Nicolò Magistrato, senatore alla testa del suo plotone carri d’as-
del Regno (Sassari 1816-ivi 1896). Lau- salto, fra l’infuriare degli scoppi delle
reato in Giurisprudenza, entrò in magi- bombe anticarro, affrontava ripetuta-
stratura e percorse una brillante car- mente il nemico deciso a contendergli
riera giungendo al grado di presidente il possesso di una posizione particolar-
di Corte d’appello. Lasciata la carriera mente importante. Ferito in più parti
tornò a Sassari e prese parte attiva alle del corpo non desisteva dalla lotta e ri-

145

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 151


Pasolini

peteva le puntate spingendosi fin sul Carmine a Cagliari (con G. Stefani), in


grosso della colonna nemica avan- Omaggio a una città, 1990; Marmorari
zante. Rimasto immobilizzato il carro lombardi in Sardegna tra Settecento e
per la rottura di un cingolo in seguito Ottocento (con G. Stefani), ‘‘Arte lom-
allo scoppio di una bomba, non domo, barda’’, XCVII-XCIX, 98/99, 1991; La
grondante di sangue, apriva lo spor- diaspora degli arredi, in San Francesco
tello e lottava ancora a colpi di bombe di Stampace 1861-1991, ‘‘Quaderni
a mano finché, colpito a morte, si ab- della Soprintendenza ai Beni artistici,
batteva sul carro stesso chiudendo architettonici, ambientali e storici di
nella gloria la sua giovane esistenza. Cagliari’’, 4, 1991; Il portone senza pa-
(Alesa, 26 dicembre 1938)». lazzo di Cagliari, in Palazzo Zapata a
Cagliari, 1991; dodici voci nel Diziona-
Pasolini, Alessandra Storica dell’arte
rio biografico degli artisti. Storia della
(n. Cagliari 1956). Laureata in Lettere,
pittura in Italia. ‘‘L’Ottocento’’, II, Ca-
nel 1979 entrò a far parte della coope-
boni Antonio, Carneglias Luigi, Marghi-
rativa Beni culturali che collaborò per
notti Giovanni, Ballero Antonio, Branca
anni con la Soprintendenza ai Beni
Remo, Cabras Cesare, Caldanzano
ambientali delle province di Cagliari e
Luigi, Fancello Salvatore, Ledda Mario,
Oristano. Diventata funzionario, ha
Manca Pietro Antonio, Paglietti Mario,
per anni lavorato presso la stessa So-
Satta Giacinto, ‘‘Il Novecento’’, III,
printendenza; da qualche tempo inse-
1992; Gli arredi marmorei (con G. Ste-
gna presso la Facoltà di Lettere dell’U-
fani), in La società sarda in Età spa-
niversità di Cagliari. Tra i suoi scritti:
gnola (a cura di Francesco Manconi),
Il Gotico. Da un’arte di importazione
II, 1993; L’argento tra etichetta ed uso
alla formazione di una cultura locale,
quotidiano, in Argenti. Arredi sacri e
in La provincia di Cagliari. Ambiente
profani nella Sardegna sabauda, 1994;
storia, 1983; I culti francescani e le im-
Oggettistica. Tasselli di memoria e gusto
magini nel sec. XVII-XVIII in Sardegna.
antiquariale, in Orri, reggia segreta di
I tabernacoli lignei nelle chiese cappuc-
Sardegna, 1997; L’architettura religiosa,
cine (con A. Casula, G. Guarino, F. Por-
in Quartucciu, 1997; Argentieri sardi o
cella), in Arte e cultura del ’600 e ’700 in
attivi in Sardegna dal Medioevo all’Otto-
Sardegna (a cura di Tatiana Kirova),
cento: notizie biografiche, ‘‘Biblioteca
1984; Sul censimento dei beni architetto-
francescana sarda’’, 1997; Paramenti
nici. Alcuni esempi (con M.G. Messina),
sacri. Tessuti serici del duomo di Ales
in Iglesias. Un secolo di tutela del patri-
dal ’600 al ’900, 1998.
monio architettonico, 1987; La chiesa di
San Giuliano a Selargius sec. XIII (con Pasolini, Pio Insegnante, consigliere
G. Stefani e E. Strati), 1988; Il materiale regionale (Mandas 1908-Cagliari 1977).
lapideo e gli stemmi (con G. Stefani) e Dopo essersi laureato in Giurispru-
L’ebanisteria, entrambi in Pinacoteca denza approfondı̀ gli studi filosofici e
nazionale Cagliari, I, 1988; V.F.G.A. Vo- si dedicò all’insegnamento nelle
tum feci gratiam accepi, nel catalogo scuole secondarie superiori; fu per
della mostra Traffici, naufragi, mira- molti anni preside nei Licei classici.
coli, 1989; I tessuti (con G. Deidda), in Cattolico impegnato, fu tra i promotori
La Corona d’Aragona: un patrimonio della costituzione della Democrazia
comune in Italia e Spagna (secc. XIV- Cristiana in Sardegna nel secondo do-
XV), 1989; Microstoria di un sito urbano: poguerra; nel 1949 fu eletto consigliere
la chiesa di S. Nicola nella piazza del regionale del suo partito per la I legi-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 152


Pasquin

slatura nel collegio di Cagliari, succes- voti religiosi di fratello laico il 2 feb-
sivamente riconfermato per la II legi- braio 1564. Nel convento volle essere
slatura, al termine della quale non si destinato ai lavori più umili: trascor-
ricandidò. reva tutte le ore libere davanti al taber-
Pasqual Famiglia cagliaritana (secc. nacolo, in preghiera, spesso sollevato
XVI-XVII). Originaria dell’Aragona, le da terra. Analfabeta, ebbe da Dio il
sue notizie risalgono al secolo XVI. Nel dono della sapienza, al punto da meri-
1528 fu ammessa allo Stamento mili- tarsi il titolo di ‘‘teologo dell’eucari-
tare durante il parlamento Vilanova stia’’. Famose le sue dispute con i calvi-
con un Baldassarre. I suoi discendenti, nisti. Rimangono alcune sue opere.
che ricoprirono ereditariamente gli uf- Morı̀ il 17 maggio 1592, giorno di Pente-
fici di capitano del castello di San Mi- coste. Canonizzato da Alessandro VIII
chele e di sergente maggiore di Villa- (1690). Dichiarato da Leone XIII (1897)
nova, presero parte a tutti gli altri par- patrono delle opere e dei congressi eu-
lamenti fino a quello Avellano del 1643. caristici. Dal 1969 il suo culto è limitato
La famiglia si estinse nel corso del se- a calendari locali o particolari.
colo XVII. [ADRIANO VARGIU]
In Sardegna Patrono di San Pasquale.
Festa Si festeggia il 17 maggio; l’ultima
domenica di luglio o la prima d’agosto
a San Pasquale, la terza domenica di
settembre a Nulvi.
Pasquin, Antoine Claude (noto con lo
pseud. Valéry) Bibliotecario, scrittore
di viaggi (Parigi 1789-ivi 1847). Uomo
di grande cultura, era conservatore e
amministratore delle Biblioteche reali
per conto di Carlo X. Con l’avvento di
Luigi Filippo fu nominato biblioteca-
rio reale di Versailles. Conosciuto
come autore di numerose opere a ca-
rattere divulgativo, nel 1834, dopo
aver visitato l’Elba e la Corsica, fece
un viaggio in Sardegna percorrendola
in lungo e in largo a cavallo. Del suo
viaggio pubblicò un reportage che gli
diede una certa notorietà. Voyages en
San Pasquale Baylon – Il santo rappresentato Corse, à l’ı̂le d’Elbe, et en Sardaigne, 2
in un reliquiario del secolo XVII. volumi editi a Parigi nel 1837, è l’unica
sua opera tradotta in italiano. La
Pasquale Baylon, san (in sardo, Santu prima traduzione integrale, dovuta a
Pasquali, Santu Pascali) Santo (Torre F. Sala, uscı̀ in 4 volumi già nel 1842-
Hermosa, Spagna, 1540-Villa Real, 43; una traduzione parziale, limitata
Spagna, 1592). Francescano. Nacque ai soli capitoli dedicati alla Sardegna,
in Aragona il 16 maggio 1540, giorno di fu opera di A. Carboni, che la pubblicò
Pentecoste. Fece il pastore fino a ven- in 46 puntate su ‘‘L’Unione sarda’’ nel
t’anni, poi vestı̀ l’abito dei Frati minori, 1925; una, anch’essa della sola parte

147

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 153


Passamar

sarda, apparve sul ‘‘Nuraghe’’, a cura tore di Urgell quando fu nominato arci-
di R. Carta Raspi nel 1931. Una recente vescovo di Sassari (ma il Mattei, che lo
traduzione dei capitoli sardi, col titolo colloca nel 1387, crede che la sua no-
Viaggio in Sardegna, curata da Maria mina non sia avvenuta a causa dello
Grazia Longhi, è uscita nel 1996 nella scisma d’Occidente).
‘‘Bibliotheca sarda’’ della editrice Passavino de Gualandi, Nicolò Vica-
nuorese Ilisso: «Mémoire e diario di rio di Gallura (Pisa, prima metà sec.
viaggio – scrive M.G. Longhi nella pre- XIII-ivi, dopo 1288). Cittadino di Pisa
fazione – , excursus storico e antropolo- appartenente alla potente consorteria
gico, rilevazione accurata di dati stati- dei Gualandi, impegnato nella vita po-
stici sulla natalità, l’educazione e l’e- litica della sua città; dopo che il giudi-
conomia, la percorribilità delle strade cato di Gallura fu tolto a Nino Visconti
o la loro assenza, inventario delle ri- e occupato dalle truppe del Comune,
sorse naturali, artistiche e archeologi- nel 1288 fu nominato vicario di Gallura
che... e ancora?». e inviato in Sardegna.
Passamar Famiglia sassarese (secc. Passero = Zoologia della Sardegna
XVI-XVII). Le sue notizie risalgono al Passino Famiglia di Bosa (sec. XVI-esi-
secolo XVI, quando alcuni dei suoi stente). Le sue notizie risalgono al se-
membri presero a ricoprire uffici pub- colo XVI; godeva di una discreta condi-
blici di una qualche importanza. Fu zione economica e i suoi membri rico-
però nel 1622, quando un Giacomo Pas- privano uffici in seno all’amministra-
samar divenne arcivescovo di Sassari, zione della città. Pur avendo ottenuto i
che la famiglia raggiunse un più ele- privilegi nobiliari in data non precisa-
vato rango. Nel 1623 infatti l’arcive- bile, nel 1641 ne ottennero la ricon-
scovo ottenne per i suoi fratelli il rico- ferma con un Angelo. I suoi figli furono
noscimento della nobiltà. La famiglia ammessi allo Stamento militare nel
si estinse nel corso del secolo XVII. 1653 durante il parlamento del conte
Passamar, Giacomo Religioso (Sas- di Lemos e i loro discendenti presero
sari, fine sec. XVI-ivi 1643). Vescovo di parte a tutti gli altri parlamenti. Alla
Ampurias dal 1613 al 1622 e arcive- fine del secolo XVII, con un altro An-
scovo di Sassari dal 1622 al 1643. Ordi- gelo e con un Francesco, formarono
nato sacerdote fu parroco a Bonorva due rami della famiglia.
per alcuni anni. Nel 1613 fu nominato Ramo di Angelo Si estinse nel corso del
vescovo di Ampurias, nel 1622 divenne secolo XVIII.
arcivescovo di Sassari. Continuò la po- Ramo di Francesco Francesco era pro-
lemica con Cagliari sul primato e cele- curatore reale di Bosa. I suoi discen-
brò due sinodi diocesani, nel 1625 e nel denti continuarono a occupare un
1641. Sostenne l’impegno di donna ruolo di rilievo per tutto il secolo
Margherita Tavera e aprı̀ a Sassari il XVIII, ricoprendo spesso gli uffici di
monastero delle Isabelline; fondò la vicario reale e di sergente maggiore.
Congregazione di Sant’Apollinare; il 3 Nel corso del secolo XIX si formarono
maggio 1622 riportò a Porto Torres con nuovi rami e prese a risiedere, oltre
una grande cerimonia le ossa dei Mar- che a Bosa, a Oristano; attualmente la
tiri turritani. famiglia risiede a Bosa, Sassari, Ori-
Passaviis, Giovanni de Religioso stano, Cagliari e Tempio Pausania.
(Spagna, sec. XIV-?). Arcivescovo di Passino, Angelo Uomo d’armi (Bosa,
Torres nel 1391. Domenicano, era ret- prima metà sec. sec. XVII-ivi?, seconda

148

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 154


Passino

metà sec. XVII). Entrato nel tercio de «Uscito nell’aprile 1848 – scrive il Co-
Cerdeña vi percorse una brillante car- sta – , fu il più diffuso dell’Isola, perché
riera. Combattè durante la Guerra dei vi alimentò la fiamma dell’amor pa-
Trent’anni in Fiandra, in Italia e in trio». A lui si deve una serie di articoli
Spagna, compiendo numerosi atti di che aiutano a lumeggiare la figura del
valore. Per i suoi meriti nel 1641 ot- ‘‘tribuno’’ mazziniano Antonio Satta,
tenne i privilegi nobiliari e fu incari- protagonista dei moti del 1948 a Sas-
cato di provvedere alla difesa delle sari. Nelle sue Pagine storiche, pubbli-
marine di Bosa dagli attacchi dei cor- cate a Sassari da Dessı̀ nel 1877, riper-
sari barbareschi. corse i principali avvenimenti politici
Passino, Francesco1 Uomo d’armi cittadini del suo secolo. Rivestı̀ diverse
(Bosa, prima metà sec. XVII-Bosa, cariche nella vita civica sassarese, fece
dopo 1680). Ufficiale nell’esercito spa- parte della Società di Mutuo soccorso,
gnolo, combatté per 25 anni in Fiandra fu eletto nel 1848 nel primo Consiglio
e in Lombardia. Tornato in Sardegna, comunale costituito dopo la promulga-
nel 1679 fu nominato sergente mag- zione dello statuto. Tra gli altri suoi
giore di Bosa e nel 1680 vicario reale. scritti: L’agricoltura in Sardegna,
‘‘Stella di Sardegna’’, V, 1878; Relazione
Passino, Francesco2 Studioso di agro- della commissione al comitato perma-
nomia (Cagliari, seconda metà sec. nente per gli interessi agricoli ed econo-
XIX-ivi?, seconda metà sec. XX). Con- mici della Sardegna, 1888; Colonizza-
seguita la laurea entrò nell’Ammini- zione della Sardegna, ‘‘Avvenire di Sar-
strazione statale raggiungendo il grado degna’’, 1891.
di ispettore compartimentale dell’A-
gricoltura. Nel secondo dopoguerra fu Passino, Giacomo Gesuita, missiona-
chiamato a far parte come tecnico rio (Bosa 1699-Cagliari, dopo 1775). En-
della Consulta regionale tra il 1945 e il trato nella Compagnia di Gesù, fu ordi-
1949; in seguito fu nominato consi- nato sacerdote e inviato come missio-
gliere dell’Istituto di Credito Agrario nario in Paraguay. Dopo alcuni anni si
per la Sardegna e fu a lungo presidente trasferı̀ a Buenos Aires, dove divenne
del CRAS (Centro Regionale Agrario procuratore di quella missione. Nel
Sperimentale), istituito con la legge re- 1768 venne nominato superiore gene-
gionale 19 giugno 1956, n. 22. Tra i suoi rale per la provincia del Guaranı́ e
scritti: Per una maggior produzione di operò con grande diplomazia per diri-
grano nell’isola, ‘‘L’Unione sarda’’, mere le controversie insorte tra spa-
1928; L’agricoltura in Sardegna ieri e gnoli e portoghesi per il controllo del
oggi, ‘‘Mediterranea’’, VII, 2, 1932; In- territorio. Quando la Compagnia fu
chiesta sulla piccola proprietà coltiva- espulsa dalla Spagna, tornò in Sarde-
trice formatasi nel dopoguerra (con G. gna e si stabilı̀ a Cagliari dove trascorse
Sirotti), ‘‘Sardegna’’, XXI, 1935. gli ultimi anni della sua vita, conti-
nuando a operare come semplice sa-
Passino, Gavino Giornalista, uomo po-
cerdote.
litico (Sassari, prima metà sec. XIX-ivi,
dopo 1891). Nato da una famiglia di no- Passino, Giuseppe Luigi Avvocato,
bili tradizioni, fu giornalista polemico deputato al Parlamento subalpino
e battagliero. Nel 1848 rilevò dal pro- (Oristano, prima metà sec. XIX-?). Ap-
fessor Francesco Cossu, e lo diresse, il partenente al ramo dei Passino di Ori-
settimanale di tendenza liberale ‘‘La stano, dopo essersi laureato in Legge
Sardegna’’ che si pubblicava a Sassari: esercitò la professione di avvocato. Di

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 155


Passino

idee liberali, fu favorevole alla ‘‘fu- la passione dei Santi Gavino, Proto e
sione perfetta’’ e nel 1848 fu eletto de- Gianuario, la passione di Sant’Antioco,
putato per la I legislatura del Parla- la passione di San Lussorio, la pas-
mento subalpino; fu riconfermato an- sione di Sant’Efisio. Secondo Turtas,
che per la II nel 1849, ma poco dopo la «fra i martiri sardi Gavino e Lussorio
sua elezione fu annullata in seguito a sono quelli sui quali abbiamo testimo-
un’inchiesta sull’andamento del voto nianze più antiche, abbondanti e affi-
nel suo collegio. In Parlamento fu con- dabili»; «un altro martire la cui stori-
trario al ‘‘connubio’’ Cavour-Rattazzi. cità pare ugualmente bene attestata è
Nel giugno 1848 aveva firmato, insieme Simplicio», anche se non è «altrettanto
ad altri deputati sardi, un progetto per sicura la sua appartenenza al clero,
la revisione delle liquidazioni ricono- meno ancora il suo status episcopale»;
sciute ai feudatari al momento del ri- pur non essendo menzionati nel Marti-
scatto. rologio attribuito a San Gerolamo, sono
Passino, Palazzo Edificio situato in stati oggetto di un culto molto antico:
piazza Costituzione a Bosa. Conosciuto Saturno, menzionato come Saturnino,
comunemente come palazzo di Don per la prima volta nella Vita beata Ful-
Carlo dal nome di Carlo Passino Cugia gentii pontificis; Antioco, ricordato co-
che lo fece costruire nella seconda stantemente come martire, il cui culto
metà dell’Ottocento, fu costruito utiliz- è attestato senza interruzione; Efisio,
zando la trachite rosa come elemento «sulla cui storicità può gettare una
decorativo; si erge maestoso ma incom- luce del tutto nuova il fatto che la sua
pleto, perché il dolore per la morte del- passio (secoli XII-XIII) contiene un ele-
l’unica figlia, del genero e dei nipotini mento sicuramente molto più antico»,
del costruttore, avvenuta nel terre- cioè «un titolo attribuito al martire,
moto di Messina del 1908, ne fermò l’e- stratilates, che indica una carica bizan-
dificazione. tina corrispondente al latino magi-
ster», chiaramente ricevuto da fonti
Passiones Testi medioevali che rac- più antiche.
contano la vita e il martirio di santi vis-
suti nei primi secoli del Cristianesimo: Pasticceria La Sardegna possiede una
«Racconti leggendari – scrive Rai- grande, nobile tradizione nella confe-
mondo Turtas – in origine formatisi zione di dolci, alcuni dei quali sono
presumibilmente attorno al luogo confezionati ovunque, altri sono tipici
dove il martire era venerato, ma re- di determinate zone o addirittura di
datti – nella forma in cui sono perve- singoli villaggi. Vi si confezionano inol-
nuti – in un periodo ancora più tardo tre dolci particolari per le singole fe-
rispetto a quello in cui furono elabo- ste. I più noti sono: amarettus, dolci di
rate nella penisola le analoghe passio- pasta di mandorla di forma rotonda,
nes o gesta». Numerose sono quelle ri- diffusi soprattutto nel meridione della
ferite ai santi della Sardegna; anche se Sardegna e utilizzati in occasione delle
quasi tutte mischiano elementi fanta- feste; aranciata (=), detta anche ce-
stici a elementi reali, sono comunque drata; ciddinos, di pasta di semola bi-
documenti di grande importanza per lo scottata con miele bollente e pepe ma-
studio della storia dell’isola nella cinato, tipici delle Baronie; cucciu-
tarda antichità e nell’Alto Medioevo. leddhi, dolci galluresi di farina, di varie
Le più note tra quelle riferite ai santi forme, fritti nel miele o nella sapa e ri-
sardi sono la passione di San Saturno, coperti di manteca; kasadinas o pàrdu-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 156


Pastorizia

las, tipici dolci pasquali; gueffus (=), hanno scritto Giuliana Altea e Marco
dolci natalizi diffusi ovunque; mustaz- Magnani – si è sviluppato negli anni
zolus, dolce natalizio tipico dell’Orista- con implacabile coerenza, inglobando
nese, ormai presente in tutte le sta- e completamente metabolizzando
gioni; niuleddhi, dolci galluresi confe- l’una dopo l’altra diverse tappe della
zionati con la pasta sfoglia polverizzata storia della pittura, da Giotto a De Do-
e impastata col miele o con la sapa e minicis, fino ad arrivare a una sintesi
spezie e tagliata in quadretti; pa’ de di antico e di moderno, di organico e di
rop, pasticcio di semola a base di sapa, geometrico, relativo ed assoluto, che
buccia d’arancio, pepe, cannella, noce ne fa un caso singolare nel contesto
moscata e mandorle; pabassinas (=) ti- della giovane pittura italiana. I ri-
pico dolce pasquale di Ognissanti; piri- chiami alla storia dell’arte si intrec-
chittus (=), dolce tipico del Campidano ciano con elementi tratti dal mondo
di Cagliari; seada (=), dolce a base di dei media nella costruzione di un per-
formaggio fresco, miele e sfoglia, dif- sonalissimo sistema simbolico, di una
fuso ovunque: partendo dalle zone a delirante ma lucidissima cosmologia
economia pastorale, è comparso nei soggettiva in cui i personaggi dei Poké-
menu sardi di ogni parte della regione, mon possono avere la stessa forza ma-
particolarmente gradita ai turisti; ti- gnetica di suggestione del Quadrato
rikka, dolce tipico del Meilogu e del Nero di Malevic».
Logudoro, usato in genere per le feste;
turrone, torrone natalizio a base di
mandorle e miele diffuso soprattutto
in Barbagia; zı̀ppulas (=), frittelle car-
nevalizie diffuse ovunque.
Pastore, san = Giusto e Pastore, santi
Pastorelli, Giuseppe Domenico Reli-
gioso (?, fine sec. XV-Cagliari 1547). Ve-
scovo di Alghero dal 1528 al 1534, arci-
vescovo di Cagliari dal 1534 al 1547. Mi-
nore conventuale, uomo di grande cul-
tura, nel 1528 fu nominato vescovo di Pastorizia – Ovini al pascolo nella Nurra.
Alghero. Nel 1534 divenne arcivescovo
di Cagliari. Fu particolarmente sti- Pastorizia La pastorizia è una delle
mato dal papa Paolo III, che nel 1535 forme più antiche di allevamento. È
lo inviò presso Carlo V per sollecitargli praticata in Sardegna con la maggior
la convocazione di un concilio. Nel parte delle specie animali domestiche
1538 fu nominato legato pontificio in da reddito: principalmente ovini, ca-
Sardegna; nel 1547, richiamato a prini, bovini, ma anche suini ed equini.
Roma per essere nominato cardinale, Si contraddistingue per la caratteri-
morı̀ durante il viaggio. stica simbiosi che si instaura tra gli
Pastorello (pseud. di Gianni Manunta) animali e il pastore, che si occupa di
Pittore (n. Sassari 1967). P. in origine loro a tempo pieno, non limitandosi a
era solo soprannome e poi, da quando condurli al pascolo ma fornendo prote-
andò a Firenze a frequentare l’Accade- zione dai predatori (anche con il tradi-
mia, decise di adottarlo anche per fir- zionale ausilio dei cani), cure sanita-
mare i suoi quadri. «Il discorso di P. – rie, assistenza durante il parto. Un al-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 157


Pastorizia

tro aspetto particolarmente interes- dia’’, che può essere ormai considerata
sante di questo tipo di allevamento è la vera pecora sarda e che rappresenta
che la persona che si occupa degli ani- più dell’80% del totale del patrimonio
mali è generalmente la stessa che prov- ovino. La pecora di grossa taglia è oggi
vede alla trasformazione dei prodotti, presente principalmente nelle zone di
dalla tosatura della lana alla produ- pianura attorno a Cagliari, mentre
zione del formaggio. quella di piccola taglia è diffusa nelle
& ALLEVAMENTO OVINO Secondo i dati zone di montagna e negli ambienti più
statistici in Sardegna vengono allevati difficili.
circa tre milioni di ovini, appartenenti & PRODUZIONE La produzione princi-
tutti alla razza sarda: il patrimonio pale della pecora sarda è costituita dal
ovino sardo rappresenta quindi il 32% latte. Nel periodo di mungitura, che
circa del patrimonio ovino nazionale. dura circa sei mesi, una pecora pro-
L’allevamento della pecora è diffuso duce in media da 80 l a 100 l di latte;
in tutta l’isola, ma particolarmente non mancano tuttavia greggi con pro-
nelle province di Sassari e di Nuoro, duzioni medie per capo di 140/150 l. La
dove si allevano rispettivamente il produzione della carne, costituita dal-
40% circa e il 35% circa dei capi, men- l’agnello da latte, che viene macellato
tre il rimanente 25% circa viene alle- a un peso vivo di 8/10 kg, rappresenta
vato in provincia di Cagliari. Il valore circa il 22% del prodotto dell’alleva-
delle produzioni ottenute è pari al 35% mento. La produzione della lana ha
circa del valore totale della produ- un’importanza economica del tutto
zione zootecnica isolana. L’alleva- marginale (circa il 2% del prodotto to-
mento ovino, nel quale trovano im- tale). Il sistema di allevamento più dif-
piego oltre 27 000 addetti, rappresenta fuso è quello brado e semibrado, ba-
quindi un’attività di grande rilievo nel- sato sullo sfruttamento del pascolo na-
l’economia agricola sarda. La pecora turale. In Sardegna sono infatti dispo-
sarda è una razza a prevalente attitu- nibili per il pascolo circa 1 900 000 ha,
dine lattifera, la cui area di alleva- considerando i pascoli veri e propri, gli
mento, un tempo limitata alla Sarde- incolti produttivi, le superfici boschive
gna, si va ora estendendo ad altre re- non sottoposte a vincolo forestale e i
gioni d’Italia (Lazio, Toscana, Umbria seminativi meno fertili non più colti-
ecc.). Si tratta di una razza autoctona, vati. Nel corso dell’anno il ciclo pro-
probabilmente derivata dal grande duttivo della pecora è collegato al ciclo
ceppo siriaco dal quale provengono produttivo dei pascoli, il quale a sua
molte altre razze del bacino del Medi- volta è condizionato dall’andamento
terraneo. Tradizionalmente, con rife- climatico, tipicamente mediterraneo.
rimento al carattere più evidente, ve- Ogni pecora, di regola, partorisce un
nivano distinti all’interno della razza solo agnello, ma non sono infrequenti
sarda tre differenti tipi o sottorazze di le nascite gemellari. La mungitura co-
piccola, media e grossa taglia. Attual- mincia subito dopo la separazione dal-
mente questa distinzione ha perso l’agnello, tra dicembre e gennaio, e
molto del suo valore, in quanto gli dura fino a tutto luglio. Normalmente
scambi di riproduttori sono frequenti si praticano due mungiture giornaliere
e si assiste sempre di più a una evolu- fino al mese di giugno; successiva-
zione che porta all’affermazione in mente se ne effettua una sola. La mun-
tutta l’isola della ‘‘pecora di taglia me- gitura viene eseguita generalmente a

152

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 158


Pastorizia

mano, a un ritmo di 80/90 pecore l’ora fiore sardo, toscanello e simili, for-
per ogni operatore, con differenti tec- maggi dolci (caciotta e simili), formaggi
niche. di tipo greco (feta e simili), canestrato,
& IMPRESA PASTORALE In Sardegna, pepato e altri vari. La maggior parte di
con riferimento al rapporto fra im- questa produzione viene esportata
presa e manodopera, si possono distin- verso mercati del continente ed esteri.
guere sostanzialmente tre categorie di Di particolare rilievo è la tendenza ma-
imprese: 1. impresa pastorale con sala- nifestata in questi ultimi anni a ridurre
riati, in cui l’imprenditore non esercita la produzione di pecorino di tipo ro-
alcuna attività manuale; 2. impresa pa- mano, a vantaggio dei tipi a pasta molle
storale capitalistico-lavoratrice, in cui o semidura. In Sardegna la trasforma-
l’imprenditore svolge anche un lavoro zione del latte ovino in formaggio viene
manuale, valendosi però della collabo- effettuata da tre gruppi di imprese: im-
razione di salariati; 3. impresa lavora- prese familiari, imprese associative e
trice, in cui il lavoro è totalmente svolto imprese industriali. I primi due gruppi
dall’imprenditore e dalla sua famiglia. trasformano circa il 50% del latte, men-
La grande maggioranza delle imprese tre il rimanente viene trasformato
pastorali rientra nelle ultime due cate- dalle imprese industriali. Mentre le
gorie. I rapporti tra proprietà e im- imprese familiari producono preva-
presa sono in genere caratterizzati dal- lentemente formaggio di tipo fiore
l’affittanza, che interessa non meno sardo e meno frequentemente di tipo
del 50% della totale superficie a pa- romano, le cooperative, almeno per
scolo della Sardegna. Essendo i con- ora, producono in prevalenza formag-
tratti di affitto normalmente di breve gio di tipo romano. Queste ultime
durata, annuali o addirittura stagio- hanno in genere dimensioni ridotte,
nali, mancano i presupposti per la con base territoriale limitata per lo
creazione di aziende stabili, dotate di più a uno o raramente più comuni. La
strutture più efficienti. Questa situa- loro attività è pressoché esclusiva-
zione si riflette inoltre negativamente mente rivolta alla trasformazione del
sul piano sociale, con continue ten- prodotto, in quanto le loro dimensioni
sioni e conflitti tra le categorie dei pro- e le carenze che manifestano sul piano
prietari terrieri e degli affittuari im- commerciale non consentono un loro
prenditori. Il rapporto tra numero di proficuo inserimento sul mercato, che
capi allevati e unità lavorative impie- rimane perciò in mano ai commer-
gate nell’allevamento varia da 1 a 80, 1 cianti e agli industriali. Gli industriali,
a 120: come si è già detto, nel settore nel passato, effettuavano la trasforma-
trovano impiego circa 27 000 addetti. zione del latte in piccoli caseifici, ubi-
Essendo il valore del prodotto lordo cati nelle zone di maggior produzione;
dell’allevamento ovino sardo di circa attualmente invece essi tendono ad ac-
23 milioni di euro annui, ne consegue centrare la lavorazione in centri più
che il prodotto lordo per addetto è, allo ampi, capaci di accogliere 40-50 000 l
stato attuale, poco superiore a mille di latte al giorno. Tuttavia anche le di-
euro annui. mensioni delle imprese industriali va-
& INDUSTRIA CASEARIA Oltre l’85% riano notevolmente: accanto a piccole
del latte prodotto viene destinato alla ditte che producono ogni anno 600-700
trasformazione in formaggio. I tipi pro- q di formaggio, ve ne sono altre che ar-
dotti sono diversi: pecorino romano, rivano a produrne 10 000 q e oltre. Da

153

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 159


Pastorizia

diversi anni è in atto nel settore un pro- convenientemente la propria attività,


cesso di concentrazione tecnica ed né sente lo stimolo a adottare schemi
economica delle imprese. produttivi più moderni.
& MERCATO DEL LATTE Il mercato del & NUOVI INDIRIZZI PRODUTTIVI Come si
latte di pecora in Sardegna è caratte- è detto, l’allevamento ovino sardo è ca-
rizzato da una cronica instabilità dei ratterizzato da un basso livello di pro-
prezzi, che subiscono fluttuazioni note- duttività del lavoro, con un prodotto
voli da un anno all’altro, anche nell’or- lordo annuo per ogni unità lavorativa
dine del 30-40%. Le cause di questa si- impiegata generalmente inferiore ai
tuazione sono essenzialmente da ricer- 1000 euro. Questa situazione, che mal
carsi nelle forti variazioni annuali si accorda con le tendenze evolutive in
della produzione del latte, conse- atto in campo agricolo in Italia e nei
guenza del sistema di allevamento paesi del Mercato Comune e con gli
brado, per cui in queste condizioni il obiettivi fissati dai programmi di svi-
succedersi di due annate abbondanti luppo in sede comunitaria, porta a una
può determinare una crisi per eccesso remunerazione insoddisfacente di
di produzione, e nel disordine esi- tutti i fattori produttivi connessi con
stente nel settore della trasformazione l’attività pastorale e rappresenta uno
e della commercializzazione, dove dei motivi principali di preoccupa-
manca qualsiasi coordinamento fra zione per il futuro della p. in Sardegna.
l’attività dei diversi operatori. Le coo- Appare dunque sempre più necessario
perative agiscono infatti in completa procedere a una riorganizzazione del-
indipendenza le une dalle altre ed es- l’azienda pastorale, in modo da otte-
sendo di dimensioni limitate, prive nere un considerevole aumento della
nella maggioranza dei casi di una va- produttività del lavoro, assicurando
lida guida tecnica e con conoscenze va- nel contempo agli addetti migliori con-
ghe e imprecise sul piano commer- dizioni di vita. Le ricerche condotte in
ciale, non possono in alcun modo con- questi ultimi anni dall’Istituto zootec-
dizionare il mercato, sicché rimangono nico e caseario per la Sardegna hanno
in definitiva in balı̀a dei commercianti indicato la strada da seguire per ri-
ed esposte alla iniziativa degli specu- strutturare su basi più moderne ed ef-
latori. Gli industriali, che controllano ficienti l’azienda ovina. Una serie nu-
il 50% della produzione, e che presi merosissima di dati raccolti nel corso
singolarmente presentano buone ca- di una sperimentazione pluriennale
pacità imprenditoriali e conoscenza sull’impiego della macchina mungi-
del mercato, hanno difficoltà ad accor- trice ha messo in evidenza la possibi-
darsi fra loro o con le cooperative per lità di affidare a un solo pastore 400
svolgere una politica comune, se non in capi in produzione, ai quali egli può
casi eccezionali di grave crisi, e in pra- generalmente accudire nell’ambito
tica tendono a trasferire sui conferenti del normale orario di lavoro per quasi
le conseguenze negative di questa si- tutto l’anno, eccezione fatta per il pe-
tuazione, riducendo il prezzo di acqui- riodo dei parti. Una recinzione oppor-
sto del latte. L’instabilità dei prezzi si tuna dei pascoli, affrancando il pastore
riflette in maniera determinante sul- dall’improduttivo lavoro di custodia,
l’azienda pastorale, che si trova a ope- concorrerebbe in maniera considere-
rare in condizioni di grande incer- vole a raggiungere questo risultato. È
tezza, per cui non può programmare dunque prevedibile per il futuro una

154

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 160


Pastorizia

evoluzione nell’allevamento ovino zione della pecora), di mangimi con-


sardo che sarà orientato sempre più centrati a base di cereali può risultare
verso la creazione di unità di gregge di molto vantaggioso. Infine è prevedibile
maggiore ampiezza, nell’ordine di 350- nel futuro, come conseguenza del pro-
400 capi affidati a un solo pastore. Ai cesso di intensificazione produttiva
fini di un migliore impiego dei fattori dell’allevamento ovino, l’abbandono
produttivi, particolarmente del lavoro, da parte della pecora dei pascoli mar-
esse potranno eventualmente inte- ginali, particolarmente nelle zone di
grarsi in unità di allevamento di di- montagna: sempre più frequente-
mensioni più ampie, dell’ordine di mente essa farà la sua comparsa nelle
2000 capi, che potranno avere o no zone della bassa collina e della pia-
base territoriale comune. Si potranno nura anche parzialmente irrigue, dove
cosı̀ raggiungere livelli più elevati di può raggiungere livelli produttivi note-
produttività del lavoro, dell’ordine di voli, come mostrano recenti espe-
3000-3500 euro per unità lavorativa. rienze condotte dall’Istituto zootec-
Allo stato attuale queste nuove solu- nico e caseario di Sassari.
zioni, dopo essere state lungamente & NUOVE PRODUZIONI Sebbene per il
collaudate in sede sperimentale, co- futuro possa considerarsi ancora del
minciano a essere trasferite nella tutto valido l’attuale indirizzo verso
realtà operativa: il nuovo indirizzo è la produzione del latte, appare egual-
stato infatti per gran parte recepito da- mente possibile incrementare in Sar-
gli organi regionali preposti alla pro- degna anche la produzione della
grammazione e accettato come valido carne, utilizzando meglio le poten-
per le zone a prevalente economia pa- ziali risorse del patrimonio ovino a
storale dell’isola. In un contesto come disposizione. La limitata attitudine
quello che si va delineando, il tradizio- della pecora sarda a produrre carne
nale sistema di allevamento del può essere convenientemente cor-
gregge, basato sull’uso delle erbe dei retta ricorrendo all’incrocio con
pascoli naturali come unica fonte di arieti di razza da carne. Prove effet-
alimento, dovrà essere necessaria- tuate negli ultimi tre anni hanno con-
mente rivisto. Spesso, infatti, l’incerto sentito di fissare le linee principali di
andamento delle stagioni non assicura uno schema per l’intensificazione
in maniera continuativa sufficiente della produzione di carne ovina in
alimento agli animali, incidendo nega- Sardegna, che prevede l’impiego
tivamente sulle produzioni. Pur conti- nelle greggi comuni di arieti Ile de
nuando a rappresentare la base dell’a- France e Berrichon du Cher per l’in-
limentazione, il pascolo dovrà quindi crocio industriale con la pecora
essere integrato, soprattutto nel tardo sarda; l’allevamento degli agnelli
autunno e nell’inverno, mediante il ri- d’incrocio dietro le madri, fino a una
corso a foraggere coltivate, particolar- età di 30-35 giorni e a un peso di 10-11
mente erbai autunno-vernini, la cui kg; l a raccol ta succ essiva degl i
funzione è stata chiaramente messa in agnelli in centri comuni d’ingrasso,
evidenza da lungo tempo e che del re- dove essi verrebbero allevati fino a
sto vanno diffondendosi sempre di più raggiungere un peso di 28-30 kg, con
in tutta l’isola. Anche l’impiego, in de- un’alimentazione basata sull’impiego
terminate fasi del ciclo produttivo (in esclusivo di mangimi concentrati. È
particolare nei primi mesi di latta- possibile in tal modo, in circa 100

155

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 161


Pastorizia

giorni, ottenere un agnello di buona turo sarà possibile superare queste


qualità, con carcassa ben conformata difficoltà, consentendo un riforni-
e non eccessivamente grassa, tale da mento del mercato in ogni periodo.
poter essere introdotta con successo Inoltre ci si orienterà sempre più
anche su mercati particolarmente verso il potenziamento del settore
esigenti. Le prospettive di sviluppo cooperativistico, non nel senso finora
in questo settore appaiono tuttavia seguito, ma attuando una politica che
interessanti: è attualmente in atto un porti alla creazione di centri di grosse
programma che prevede la creazione dimensioni, capaci di adottare le tec-
di centri d’ingrasso per agnelli, in al- niche di lavorazione più accurate e
cune province sarde, realizzato dalle diretti con capacità ed efficienza. La
associazioni allevatori, sotto il con- loro attività dovrà essere opportuna-
trollo dell’amministrazione regio- mente coordinata a livello regionale,
nale. Tuttavia questa produzione va al fine di assicurare una più efficace
considerata complementare e acces- presenza delle cooperative nel mer-
soria dell’allevamento, che dovrà cato accanto agli industriali e ai com-
continuare a essere orientato verso mercianti. Approfonditi studi sa-
la produzione del latte. Nel settore è ranno inoltre necessari per program-
in atto da tempo un processo evolu- mare la produzione del formaggio e
tivo che porta a un incremento della stabilire i quantitativi dei differenti
produzione dei formaggi molli e a una tipi che potranno essere conveniente-
contrazione della produzione di pe- mente prodotti. Per concludere si può
corino romano. Il formaggio romano, affermare che l’allevamento della pe-
infatti, trova sempre maggiori diffi- cora da latte continuerà ancora per
coltà di collocamento nei mercati tra- lungo tempo a svolgere un ruolo di
dizionali dell’Italia e particolar- fondamentale importanza nella eco-
mente del Nordamerica, in relazione nomia agricola della Sardegna. Ciò
a un progressivo cambiamento del gu- potrà avvenire a condizione che l’a-
sto dei consumatori, che si va orien- zienda pastorale sappia rinnovarsi
tando verso tipi dal sapore meno mar- all’interno delle sue strutture, se-
cato, e a una sempre più agguerrita condo gli schemi precedentemente
concorrenza dei prodotti similari delineati, e la trasformazione e la
provenienti da altri paesi. La produ- commercializzazione del prodotto
zione dei formaggi molli da tavola è possano essere impostate su basi più
attualmente in pieno sviluppo, soste- razionali. La creazione di aziende
nuta anche da provvidenze program- stabili, in cui vi sia identificazione
mate dall’amministrazione regio- tra proprietà e impresa, le accre-
nale. Un grosso handicap è tuttavia sciute dimensioni del gregge, la re-
rappresentato dal fatto che, essendo cinzione dei pascoli, la meccanizza-
stagionale la produzione del latte zione della mungitura e il potenzia-
ovino, l’approvvigionamento del mer- mento delle produzioni complemen-
cato non può essere assicurato in ma- tari sono gli elementi basilari per il
niera continuativa per tutto il corso conseguimento di questi obiettivi.
dell’anno. Ricerche attualmente in Naturalmente, in futuro, il settore
atto sulla possibilità di conservare della p. non potrà sostenere l’attuale
mediante il freddo questi tipi di for- carico di manodopera: l’aumento
maggio inducono a credere che in fu- della produttività del lavoro ha come

156

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 162


Patetta

conseguenza diretta la riduzione del ruolo avuto fino a quel momento dalla
numero degli addetti, che dovrà pre- castagna. La sua coltivazione è dif-
sumibilmente stabilizzarsi a livelli fusa in tutto il globo ed è l’ortaggio
non superiori alle l0 000 unità. Ovvia- più importante della Terra. In Sarde-
mente tutto ciò porrà a breve termine gna si diffuse nel Settecento, anche se
problemi di non facile soluzione, i frati minori osservanti insediatisi a
quali la riqualificazione professio- Fonni l’avevano introdotta già nel
nale delle unità lavorative in eccesso, 1610, anno in cui si erano stabiliti in
la loro occupazione in altri settori Barbagia. Ma fu opera del governo
produttivi, la ristrutturazione delle piemontese la sua diffusione su larga
aziende, l’apporto di nuovi capitali scala: nel 1805 venne addirittura pub-
ecc. L’attenzione dell’amministra- blicato un opuscolo divulgativo in
zione regionale e di quella statale si è dialetto sull’utilità della p. e, sempre
da tempo rivolta all’esame di questi in quell’anno, si accese il dibattito
problemi e ha portato all’approva- sulla nomenclatura dialettale da
zione di un piano per la p. che pre- adottare; tra gli altri vennero propo-
vede la spesa di 80 miliardi in un pe- sti i nomi di melas de terra e tuvéra, ma
riodo di 10 anni. [MARCO TEDDE] infine si è adottato sia in logudorese
Patata Pianta erbacea perenne della che in campindanese il più comune
famiglia delle Solanacee (Solanum patata, mentre in Gallura si è prefe-
tuberosum L.), a fusto aereo, produce rito il francesizzante pomu di tarra.
fusti sotterranei (tuberi) carnosi e [TIZIANA SASSU]
commestibili, chiamati comune- Patercolo, Caio Sulpicio Ammiraglio
mente patate; le foglie sono compo- romano (sec. III a.C.). Nel corso della
ste, imparipennate, glabre alla pa- prima guerra punica attaccò le posi-
gina superiore, pelose in quella infe- zioni cartaginesi in Sardegna nel 258
riore; i fiori, riuniti a grappoli, hanno a.C.; in un primo momento assalı̀ di-
calice verde formato da 5 sepali uniti verse postazioni lungo la costa meri-
e corona bianca o rosea formata da 5 dionale dell’isola, poi si presentò al
petali, in parte concresciuti a for- largo di Sulci dove era la base della
mare un breve tubo che si apre in un flotta cartaginese; per contrastarlo
largo lobo; il frutto è una bacca car- l’ammiraglio cartaginese Annibale
nosa, prima verde e poi scura, tondeg- fece uscire a sua volta la flotta ma P.
giante, contenente numerosi semi
lo sconfisse clamorosamente.
piccoli, appiattiti. È una specie origi-
naria dell’America centrale e meri- Patetta, Federico Storico del diritto
dionale, dove è diffusa fino all’estre- (Cairo Montenotte 1867-Alessandria
mità meridionale del Cile. Le antiche 1945). Conseguita la laurea si dedicò
popolazioni andine hanno addome- all’insegnamento universitario. Nella
sticato questa pianta oltre 4000 anni sua lunga carriera insegnò presso le
fa, selezionandone un numero Università di Macerata, Siena, Mo-
enorme di varietà adatte, in pratica, dena, Pisa, Torino e Roma. Nel 1928
a tutti i climi. Venne introdotta in Eu- venne nominato accademico dei Lin-
ropa dagli spagnoli nel 1570 e fu rapi- cei, nel 1933 accademico d’Italia. Tra i
damente adottata nell’alimentazione suoi scritti: Notizie di storia sarda tratte
quotidiana dai ceti più poveri della dal registro delle lettere scritte nel 1278
popolazione, andando a occupare il da Gherardo generale dell’Ordine ca-

157

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 163


Pathos

maldolese, ‘‘Archivio storico sardo’’, I, duato; Ettore Pais lo localizzava in


1905. prossimità di Olbia, per assonanza con
Patrongianu, nome di un corso d’acqua
che sbocca nel golfo gallurese. [ANTO-
NELLO SANNA]

Patroni, Giovanni Archeologo (Napoli


1869-Celano 1951). Dopo aver comple-
tato i suoi studi, nel 1896 giunse a Ca-
gliari come rettore del Museo nazio-
nale e direttore degli scavi. Rimase in
città fino al 1900, avviando gli scavi di
Nora; tornato nella penisola, fu nomi-
nato professore di Archeologia all’Uni-
versità di Napoli, e successivamente in
quelle di Pavia, di Milano e infine di
Roma. Nel 1921 fu nominato accade-
mico dei Lincei; autore di numerosi la-
vori, tra cui la monumentale opera La
preistoria in due volumi, scrisse anche
molto sulla Sardegna. Di particolare
interesse è lo studio del 1916 sull’ori-
gine del nuraghe sardo, nel quale ap-
profondı̀ le relazioni della cultura
Federico Patetta – Storico del diritto, sarda con l’Oriente. Sulla base di que-
si interessò anche di alcuni aspetti
sto saggio, nel 1937 ipotizzò l’origine
della storia sarda.
orientale dei nuraghi supponendo che
i Sherdana provenissero dalla Sarde-
Pathos, Bartolomeo Religioso (sec. gna, dove avevano sviluppato una so-
XV). Vescovo di Ploaghe dal 1488 al cietà guerriera su base cantonale. Nel
1495. Era arciprete a Saragozza 1946 fu epurato dall’Accademia dei
quando nel 1488 fu nominato vescovo Lincei. Tra i suoi scritti: Ricerche di an-
di Ploaghe da papa Innocenzo VIII. Go- tichità nella Sardegna, ‘‘Notizie degli
vernò la sua diocesi per sette anni, nel Scavi di Antichità’’, 1901; Scavi eseguiti
periodo in cui l’assetto feudale del ter- nel perimetro della città di Nora, ‘‘Noti-
ritorio assunse i suoi caratteri defini- zie degli Scavi di Antichità’’, XXVI,
tivi. 1901; Scavi nella grotta preistorica di S.
Patrapanie Toponimo menzionato Bartolomeo presso Cagliari, ‘‘Notizie
nella Cosmographia dell’Anonimo Ra- degli Scavi di Antichità’’, XXVI, 1901;
vennate (sec. VII d.C.) e, nella variante Scavi eseguiti nel luglio 1901 a Nora,
Paurie Patine, nell’opera del geografo ‘‘Notizie degli Scavi di Antichità’’,
Guidone (secc. XI-XII). Il centro deve XXVII, 1902; Nora colonia fenicia in
localizzarsi lungo la via che univa Ca- Sardegna, ‘‘Memorie dell’Accademia
rales alla costa orientale della Sarde- dei Lincei’’, I, 1904; Alghero: nuovi
gna, verso nord. Citata dopo Custodia scavi ad Anghelu Ruju, ‘‘Monumenti
Rubriensis (identificabile con Bari dell’Accademia dei Lincei’’, XIX e XX,
Sardo) e Piresse (forse nel territorio di 1910; Origine del nuraghe sardo e rela-
Orosei), il sito di P. non è stato indivi- zioni della Sardegna con l’Oriente,

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 164


Pattada

‘‘Atene e Roma’’, XIX, 1916; Il villaggio nord; con Buddusò a est, e con Bultei e
di Seruci e la Sardegna nuragica, ‘‘Ar- il Goceano a sud.
chivio storico sardo’’, XIII, 1921; Un & STORIA Il suo territorio conserva
po’ di luce sul problema genetico dei nu- molti nuraghi e resti di piccoli insedia-
raghes di Sardegna, 1923; La preistoria, menti di età romana ma il paese at-
voll. 2, 1937. tuale sembra di origini altomedioe-
vali; faceva parte del giudicato di Tor-
res incluso nella curatoria del Monta-
cuto. Dopo l’estinzione della famiglia
giudicale, terminata una lunga contesa
tra Doria, Arborea e giudicato di Gal-
lura per il controllo dell’intera curato-
ria, P. alla fine del secolo XIII fu occu-
pata da truppe arborensi. Agli inizi del
secolo XIV, avendo i Doria prestato
Pattada – Resolza di produzione moderna. omaggio al re d’Aragona, P. passò in
loro possesso e dopo la conquista ara-
gonese, essendo il villaggio entrato a
Pattada Comune della provincia di far parte del Regnum Sardiniae, sem-
Sassari, compreso nella VI Comunità brò finire definitivamente sotto il loro
montana, con 3446 abitanti (al 2004), dominio. Quando nel 1325 i Doria si ri-
posto a 778 m sul livello del mare una bellarono, il confronto tra loro e gli Ar-
quindicina di chilometri a est di Ozieri. borea per il controllo della regione ri-
Regione storica: Montacuto. Diocesi di prese e P. fu investita da aspre contese
Ozieri. fino a che nel 1339 entrò a far parte
& TERRITORIO Il territorio comunale, delle concessioni fatte dal re d’Ara-
di forma grosso modo romboidale, si gona a Giovanni d’Arborea. Nei de-
estende per 165,08 km2, comprendenti cenni successivi P., durante il lungo pe-
anche la frazione di Bantine, e confina riodo della detenzione di Giovanni e
a nord con Oschiri, a est con Buddusò e delle guerre tra Arborea e Aragona, ri-
Osidda, a sud con Nule, Benetutti e mase nelle mani delle truppe giudi-
Bultei e a ovest con Nughedu San Ni- cali. Caduta l’Arborea, dopo un breve
colò e Ozieri. Si tratta di una regione di periodo nel quale fu assoggettato al vi-
colline dominata da una serie di rilievi sconte di Narbona, tornò in possesso
maggiori che costituiscono una sorta di del re. Nel 1421 entrò a far parte del
prosecuzione verso nord-est della ca- grande feudo concesso a Bernardo
tena del Goceano. La punta maggiore Centelles; nei decenni successivi i rap-
è il monte Lerno (1094 m), a nord-est porti con i feudatari che conducevano
del paese; ai suoi piedi si stende il l’amministrazione senza troppi scru-
lago artificiale omonimo, formato dal poli si incrinarono e nel 1458 gli abi-
rio Mannu di P. che va poi a confluire, tanti si ribellarono apertamente. Per
a settentrione, nel lago Coghinas. Il ristabilire la situazione fu necessario
paese comunica per mezzo della sta- l’intervento del viceré. Nel corso dei
tale 128 bis, che passa a breve distanza successivi decenni il villaggio fu ammi-
e alla quale è unito da una doppia bre- nistrato da un regidor che aveva la sua
tella; altre strade lo collegano con la sede a Ozieri e quando a metà del Cin-
frazione di Bantine e con Oschiri a quecento i Centelles si estinsero P.

159

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 165


Pattada

passò ai Borgia. Con i nuovi feudatari 20, falegnami 18, fabbriferrai 12, scar-
la condizione della comunità non mi- pari 20, sarti 6, piccoli negozianti 50,
gliorò, anzi il carico dei tributi feudali pescatori 10, ecc. Gli uomini di varie
fu accresciuto e con la modificazione professioni fanno quasi un corpo
del sistema di elezione del majore l’au- d’arte, sebbene non abbiano statuti so-
tonomia della comunità fu limitata ul- ciali. Le donne quando sono spedite
teriormente. Nel villaggio la figura del dalle giornaliere faccende, filano e tes-
regidor, risiedente a Ozieri, assunse sono la lana e il lino. I telai di antica
un’importanza crescente e, data la lon- costruzione, che sono quasi sempre in
tananza del feudatario, finı̀ per diven- moto, non saran meno di 500. I proprie-
tare il vero intermediario tra le più im- tari sono in grandissimo numero, forse
portanti famiglie del luogo e il potere. non meno di 700, tra’ quali non pochi
Il vasto territorio su cui si estendeva il padroni di grandi predi e di numerosi
paese, inoltre, fu teatro di contese tra branchi. Scuola elementare. In una po-
gruppi di pastori per il controllo dei polazione quanta è questa di P., pare
pascoli. Nel corso del secolo XVIII P. dovessero concorrere per lo meno 100
passò ai Pimentel e infine ai Tellez Gi- fanciulli all’insegnamento, perché
ron, ai quali fu riscattato nel 1839. quelli che sono tra i sette e i quattordici
Nella seconda metà del secolo con la anni non possono esser meno di 150;
costituzione del Consiglio comunita- tuttavolta non concorrono più di venti.
tivo e del Monte granatico la comunità Mentre in generale i parenti badano
riacquistò una certa autonomia nei cosı̀ poco all’istruzione de’ loro figli,
confronti dell’amministrazione baro- sono alcuni che per un’idea d’interesse
nale e sempre più forte si fece il desi- o di ambizione li mandano alle scuole
derio di rompere definitivamente la di Ozieri o a quelle di Sassari a impa-
dipendenza dal feudatario, infatti nel rare la grammatica latina e poi stu-
1784 e nel 1795 gli abitanti di P. si rifiu- diare la teologia. Stato sanitario. L’or-
tarono di pagare i tributi feudali. Nel dinario corso della vita è a’ 55 anni, il
1821 P. divenne capoluogo di manda- qual termine si oltrepassa da molti per
mento e fu inclusa nella provincia di progredire ad anni più tardi. Forse si
Ozieri. Alla prima metà dell’Ottocento potrebbero trovare più di cento per-
si riferiscono le note su P. che Vittorio sone nel settantesimo e oltre. Le malat-
Angius scrive per il Dizionario del Ca- tie più comuni sono d’inverno e prima-
salis: «Popolazione. Nell’anno 1843 vera le infiammazioni di vario genere,
erano in P. anime 3362 distinte in mag- nell’estate le gastro-enteriti e il reuma-
giori di anni 20, maschi 1146, femmine tismo, nell’autunno le periodiche. Per
1015, in minori, maschi 540, femmine la poca fiducia che si ha nella scienza
662, e distribuite in famiglie 788. Il mo- del medico molti praticano certi medi-
vimento di questa popolazione rappre- camenti volgari, che soventi fan me-
sentasi ne’ numeri seguenti: nascite glio, che le prescrizioni più composte
110, morti 60, matrimoni 25. Profes- de’ fisici. Agricoltura. In tutte le regioni
sioni. Le principali professioni de’ pat- trovansi terreni ottimi alla cultura,
tadesi sono la pastorizia e l’agricol- principalmente ne’ larghi spazi delle
tura, alla prima essendo applicati valli e nel mite declivio delle emi-
circa 600 persone tra maggiori e mi- nenze. I numeri soliti della semina-
nori, alla seconda poco più di 500. gione sono: starelli di grano 2000,
Quindi si possono numerare muratori d’orzo 2700, di fave e meliga 100, di le-

160

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 166


Pattada

gumi 100, di lino 300. La fruttificazione bestiame, in particolare di ovini, bo-


moltiplica i semi del grano all’8, del- vini e suini, in misura minore di ca-
l’orzo al 12, delle fave al 10. Negli orti prini ed equini e l’agricoltura produt-
si coltiva quanto vuolsi per la suffi- tiva soprattutto nella cerealicoltura, la
cienza; gli articoli più comuni sono i frutticoltura e l’orticoltura. Negli ul-
cardi, le lattughe, i cavoli, i pomidoro timi decenni si sta sviluppando anche
ecc. Le patate vengon qui pure felice- l’attività industriale che si basa sulle
mente, ma da pochi finora se ne cono- attività lattiero-casearie, alimentari,
sce il vantaggio. Vigne. Questa cultura è tessili, sulla lavorazione del legno e
assai estesa. La specie comune delle dei prodotti in plastica. È discreta-
uve è quella che dicono tunisi, che è mente sviluppata la rete di distribu-
bianca e serve per il mosto, le altre zione commerciale. Vi operano anche
sorta sono moscatello, retalladu, un albergo con 72 posti letto, un’a-
nieddu-porchinu, barriadorja che si zienda agrituristica e un’organizza-
mangiano e si conservano appese. Pa- zione di turismo equestre a sostegno
storizia. I salti di P. sono ottimi per que- del turismo. Artigianato. È molto svi-
sta industria, nel pattadese è pastura luppato e di grande tradizione l’arti-
per tutte le specie che si vogliono edu- gianato del coltello (detto appunto, in
care, e sono siti comodissimi alla for-
molte parti dell’isola, pattadese, inteso
mazione di prati irrigui. Il numero de’
come aggettivo di resolza); negli ultimi
capi è approssimativamente nel Be-
anni è stata avviata anche la costru-
stiame manso di buoi 700, vacche man-
zione di pregiati violini. Servizi. P. è
nalite 150, cavalli e cavalle 200, giu-
collegato tramite autolinee agli altri
menti 450, majali 1500; nel Bestiame
centri della provincia. È dotato di Pro
rude, di vacche 7000, capre 3000, porci
Loco, stazione dei Carabinieri, me-
3600, pecore 13 000, cavalle 700. Apicol-
dico, guardia medica, farmacia, scuola
tura. Egli è in varie regioni che i patta-
dell’obbligo, sportelli bancari. Pos-
desi praticano questa cultura, ma al-
siede una Biblioteca comunale.
trove essa non è maggiore, che nel Litu
& DATI STATISTICI Al censimento del
de sa Linna sicca. Il salto del rosmarino
è un luogo molto comodo alla mede- 2001 la sua popolazione contava 3615
sima per l’abbondanza de’ fiori. Com- unità, di cui stranieri 1; maschi 1822;
mercio. I pattadesi vendono gli articoli femmine 1783; famiglie 1301. La ten-
agrari a’ paesi vicini, i pastorali a’ ne- denza complessiva rivelava una dimi-
gozianti di Sassari, di Ozieri, di Terra- nuzione della popolazione, con morti
nova, del Marghine, di Gallura, l’ac- per anno 48 e nati 25; cancellati dall’a-
quavite e i torroni a’ paesi già sopra nagrafe 31 e nuovi iscritti 21. Tra i prin-
notati ed altri». Nel 1848, abolite le cipali indicatori economici: imponi-
province, sempre come capitale di bile medio IRPEF 13 105 in migliaia di
mandamento P. fu incluso nella divi- lire; versamenti ICI 1408; aziende agri-
sione amministrativa di Sassari fino al cole 290; imprese commerciali 205;
1859 quando le province furono ripri- esercizi pubblici 29; esercizi all’in-
stinate. P. allora entrò definitivamente grosso 1; esercizi al dettaglio 74; ambu-
a far parte della ricostituita provincia lanti 8. Tra gli indicatori sociali: occu-
di Sassari. pati 1256; disoccupati 114; inoccupati
& ECONOMIA Le attività di base della 124; laureati 86; diplomati 431; con li-
sua economia sono l’allevamento del cenza media 1051; con licenza elemen-

161

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 167


Pattada

tare 1240; analfabeti 31; automezzi cir- costruita nel secolo XII in forme roma-
colanti 1552; abbonamenti TV 963. niche, fu la parrocchiale di Biduvé (=),
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il suo villaggio in seguito scomparso. Col
territorio è ricco di testimonianze del- tempo rischiava di andare in rovina
l’età nuragica, in particolare i nuraghi ma recentemente è stata completa-
Badde Sinara, Bisella, Careddu, Doni- mente restaurata. A qualche chilome-
gheddu, Littu Pedrosu, Malzanittu, tro dall’abitato si trova anche la chiesa
Mandranu, Mazzone, Nuradolzu, Paba- di San Michele, vicino a quella di San
rile, Sa Cadrea, Sa Pattada, Sa Pedra ’e Nicolò e alle rovine della chiesa di
s’Abba, Sa Pira, Sa Puzzonina, Sa Santa Caterina (probabilmente face-
Terra, Sauccu, Su Anzu, Su Nele, Turre vano capo tutte a Biduvè): fu costruita
’e Lerno. Il territorio conserva anche nel Medioevo, ha l’impianto a una sola
reperti di età romana, in località Istelà. navata e la copertura in legno; la fac-
& PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE ciata culmina con una piccola croce e i
E AMBIENTALE Nel suo centro storico è muri perimetrali sono sorretti da con-
conservato l’assetto originale con trafforti. La località più suggestiva, tra
strade tortuose e ripide sulle quali si le molte che caratterizzano le campa-
affacciano le antiche case in granito gne del paese, è senza dubbio il monte
del tipo a palattu. L’edificio più carat- Lerno, dove alcuni anni fa è stata costi-
teristico è la chiesa di Santa Sabina, tuita una riserva naturale per il ripo-
parrocchiale che risale al 1558 e fu in polamento dei mufloni e dei cervi
seguito ristrutturata e restaurata più sardi; la riserva si sviluppa in prossi-
volte. L’interno ha un’aula mononavata mità di un grande lago artificiale di
con cappelle laterali; conserva alcune suggestiva bellezza e di grande ri-
statue lignee di pregevole fattura tra chiamo turistico.
cui quella della Trinità. Altro edificio & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Di

interessante è San Giovanni, chiesa si- grande effetto sono le manifestazioni


tuata alla periferia del paese, costruita per il Carnevale che culminano con
nel secolo XVII in forme goticheggianti una sfilata e il grande pranzo comuni-
in granito. Nei dintorni del paese, a po- tario. Di notevole importanza è anche
chi chilometri dall’abitato, si trovano il costume. L’abbigliamento tradizio-
anche le rovine del castello di Olo- nale femminile è di due tipi. Quello de-
mene, sul colle omonimo, probabil- nominato su corittu è costituito da una
mente resti di una fortificazione usata camicia (su entone) di tela bianca rica-
ininterrottamente per secoli dalla mata e chiusa con un bottone piccolis-
tarda età romana al periodo giudicale, simo e dalla gonna (sa unnedda) plis-
e quindi testimonianza indiscutibile settata di panno nero arricchita da
della continuità dell’insediamento una balza di broccato viola a fiori e ri-
umano. Vicino ai resti del castello cami che si dice venisse riposta sotto il
sono anche alcune caverne. La chiesa materasso per conservarne la plisset-
di San Francesco di Sullai, costruita tatura; sotto la gonna viene indossata
nel secolo XVIII in forme baroccheg- una sottogonna di mollettone (su ca-
gianti, andò completamente in rovina sciu). Sopra la camicia si indossano il
nell’Ottocento ma è stata ricostruita busto (s’imbustu) di broccato irrigidito
nella prima metà del secolo XX. Lungo da stecche, imbottito in vita per tenere
la statale per Ozieri, a 7 km dall’abi- la gonna, chiuso sul davanti da un na-
tato, si trova la chiesa di San Nicolò: stro, e la giacca (su corittu) di broccato

162

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 168


Pattinaggio a rotelle

blu a fiori e di panno granato bordata altre raccolte di versi, tra cui Trionfali
di velluto o di raso, con bottoni ai pol- e Canzoni d’Africa, che lo conferma-
sini. Su tutto si indossa un ricco fazzo- rono eccellente poeta.
letto (su mucadoru ’e palas) che copre
Patterson, Helen L. Archeologa ameri-
spalle, busto e giacca, la gonna è guar-
cana (n. sec. XX). Nel 1986 prese parte
nita da un grembiule (su valda) di broc-
ai lavori del II Convegno di studi di Se-
cato viola; completa l’abbigliamento
largius, in cui presentò la relazione su
un fazzoletto di tela bianca (su muca-
La ceramica nuragica di Ortu Comidu
doru ’e sutta) posto sui capelli raccolti
(con P.T. Nicholson e P. Phillips), in Un
da un monile di legno. L’altro costume, millennio di relazioni fra la Sardegna e i
denominato su mantu, costituisce l’ab- paesi del Mediterraneo. Atti del II Conve-
bigliamento più ricco ed è formato da gno di studi di Selargius 1986: la Sarde-
una camicia simile a quella dell’altro gna nel Mediterraneo tra il II e il I mil-
costume, dalla gonna plissettata di ti- lennio a.C., 1987.
bet nero con bordo di velluto e un pan-
nello liscio sul davanti (su cameddu). Pattinaggio a rotelle Sport. La prima
Sulla camicia si indossa la giacca (s’i- comparsa di questo sport oggi molto
sciacca) di seta nera guarnita di perline popolare in Sardegna si fa risalire al
e di broccato nero e sulla gonna va il 1937, quando le organizzazioni dopola-
grembiule di seta nera con ricami in voristiche del regime fascista introdu-
rilievo. Questo tipo di abbigliamento è cono i pattini tra le attività ludiche dei
completato da un manto nero da porre lavoratori e degli studenti. In quel pe-
sul capo. L’abbigliamento tradizionale riodo si organizzano anche alcune gare
maschile è costituito da una camicia di su strada, ma il p. stenta a diventare
tela bianca a maniche ampie con pet- una vera e propria disciplina sportiva.
tina plissettata chiusa al collo e dai cal- In ogni caso prima dello scoppio della
zoni di tela bianca (sas ragas biancas). guerra i migliori ‘‘rotellisti’’ isolani
Sulla camicia si indossano la giacca (su sono il sassarese Giuseppe Polo e il ca-
corittu) di velluto rosso guarnito con gliaritano Antonio Careddu. Una cre-
perline e ricami e il gilet (sa zimarra) scita significativa si ha a partire dagli
di panno nero con bordo di velluto gra- anni Cinquanta: le strade asfaltate e i
nato e ricami di perline di vario colore. marciapiedi delle città si riempiono di
Sopra i pantaloni si indossano il gon- praticanti, soprattutto giovanissimi,
nellino (sas raghittas) di panno nero che si divertono e si sfidano fra loro,
ma usano i pattini anche per gli sposta-
bordato di velluto rosso e le ghette (sas
menti quotidiani. In seguito nascono
calzittas) di orbace con bordo di vel-
varie società dedite alla pratica agoni-
luto. L’abbigliamento è completato
stica, soprattutto a Sassari (Palestra
dalla berritta di panno nero.
Usai), a Carbonia (Eurasulcis e Vigi-
Pattarozzi, Gaetano Poeta (Cagliari lanza Cannas) e a Cagliari. Atleti sardi
1914-ivi 1959). Amico di Filippo Tom- cominciano a mettersi in evidenza in
maso Marinetti, fu il rappresentante campo nazionale e internazionale: tra
più autorevole del futurismo in Sarde- i migliori innanzitutto Alessio Gag-
gna negli anni Trenta; fondò e diresse gioli, campione e primatista mondiale,
la rivista ‘‘Ariel’’ e nel 1937 pubblicò Lalla Mura, Luana Pilia, Paolo Pi-
una prima raccolta di versi dal titolo roddu, Mascia Sias; e ancora Giancarlo
Eremitaggio che lo fece apprezzare in Mura, sassarese, Riccardo Siddu di As-
tutta Italia. In seguito scrisse alcune semini e tanti altri. Attualmente il mo-

163

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 169


Pattuglia

vimento rotellistico isolano è ancora rapidamente e scomparve nel giro di


molto forte, anche se ha subı̀to una no- pochi anni.
tevole flessione nel numero dei prati- Pau2 Comune della provincia di Ori-
canti, soprattutto nelle gare stradali. stano, compreso nella XVII Comunità
[GIOVANNI TOLA] montana, con 353 abitanti (al 2004), po-
‘‘Pattuglia’’ Settimanale degli univer- sto a 315 m sul livello del mare alle
sitari fascisti pubblicato a Cagliari dal falde orientali del monte Arci. Regione
giugno 1929 al marzo 1930, diretto da storica: Parte Usellus. Diocesi di Ales.
Italo Stagno. Si pose il problema della
fascistizzazione dell’Università («Ma
come dobbiamo dirlo che i professori
antifascisti occorre cacciarli dall’Uni-
versità?») e dell’introduzione del si-
stema corporativo. Tra i suoi collabo-
ratori Dante Cannas, Anton Giulio Bra-
gaglia, Nicola Valle, Remo Branca,
Raffa Garzia, Delio Cantimori, Luigi
Falchi, Liborio Azzolina, Gianni Ticca,
Lino Businco, Raffaello Delogu. «‘‘Pat-
tuglia’’ – ha scritto Maria Dolores Pic- Pau – Veduta del centro abitato.
ciau – si propone come rivista critica e
battagliera: chiede intransigenza e ri-
& TERRITORIO Il territorio comunale,
gore ideologico, difende la libertà di
di forma grosso modo ovale, si estende
stampa fascista, chiede un maggiore
per 14,08 km2 e confina a nord con Pal-
coinvolgimento degli universitari
mas Arborea e Villa Verde, a est ancora
nelle file del partito».
con Villa Verde, a sud e a ovest con
Patulcensi Antica popolazione della Ales. Si tratta di un’area situata tutta
Sardegna sud-orientale stanziata a sul versante del monte Arci, ricco di
sud dell’attuale Sarrabus Gerrei. È ri- pascoli e boschi, che raggiunge la
cordata nella Tavola di Esterzili; era quota più alta con la punta Trebina
stata attaccata dai Galillensi, una po- Longa, 812 m. A breve distanza dall’a-
polazione di bellicosi pastori i cui ter- bitato scorre il rio Mirri, che fa parte
ritori confinavano con i loro; da qui era del bacino idrico del rio Mogoro. Il
nata una lunga contesa terminata con paese comunica, cosı̀ come il vicino
un accordo. Villa Verde, per mezzo di una bretella
Pau1 Antico villaggio di origine medio- che ha inizio dalla statale 447, nei
evale che faceva parte del giudicato di pressi di Ales, e si conclude nei pressi
Cagliari, compreso nella curatoria di Usellus.
della Trexenta. Era posto tra Guasila e & STORIA Il territorio conserva tracce
Segariu. Caduto il giudicato, nella divi- di una frequentazione umana che ri-
sione del 1258 fece parte dei territori sale al più antico Neolitico, legata alla
assegnati ai Capraia; alla loro estin- lavorazione e al commercio dell’ossi-
zione passò al giudice d’Arborea. Nel diana. L’attuale abitato è di origine me-
1295 Mariano II cedette il villaggio al dioevale; apparteneva al giudicato
Comune di Pisa, che prima della fine d’Arborea ed era incluso nella curato-
del secolo XIII lo fece amministrare ria del Parte Usellus. Caduto il giudi-
da propri funzionari. P. però si spopolò cato, dopo il 1409 il villaggio fu ammi-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 170


Pau

nistrato per qualche anno diretta- sappian leggere e scrivere, per l’uopo
mente dal re d’Aragona e prima del particolare de’ propri affari, compreso
1430 entrò a far parte dei territori do- in tal numero il parroco e il maestro.
nati a Eleonora Manrique andata Agricoltura. Il terreno pavese, che ha
sposa a Berengario Bertran Carroz. P. di superficie starelli 10 272 è coltivato
cosı̀ entrò a far parte del grande feudo solamente nell’area di starelli 800, sı̀
di Quirra e, nel corso dei secoli succes- che di dodici parti è produttiva una
sivi, passò dai Bertran Carroz ai Cen- sola, poco meno. Eppure sarebbe fa-
telles, che si estinsero nel 1674. Dopo cile, lasciando due quinti del totale
una lunga lite giudiziaria, nel 1726 il per selva, trar profitto da starelli 6000,
villaggio passò ai Català e infine agli i quali potrebbero dare la necessaria
Osorio ai quali fu riscattato nel 1839. sussistenza ad anime 3000. La fertilità
Nel 1821 fu incluso nella provincia di del terreno è conosciuta, e la produ-
Oristano; abolite le province nel 1848 zione più notevole è nella specie del-
entrò a far parte della divisione ammi- l’orzo, il quale non di rado moltiplica
nistrativa di Cagliari e dal 1859 della al cinquanta. Le quantità solite della
ricostituita omonima provincia. Nella seminagione sono star. di grano 250,
seconda metà dell’Ottocento Vittorio d’orzo 35, di fave 20, di legumi 10, di
Angius (nel Dizionario del Casalis) lino 12. La moltiplicazione degli altri
dice di questo piccolo paese: «Popola- semi è negli anni ordinari, per il grano
zione. Il popolo di P. consta di anime al 10, per le fave al 14, per i legumi all’8.
428, distinte in maggiori di anni 20, ma- I prodotti sono di gran bontà. Il terreno
schi 100, femmine 122, e minori maschi che annualmente coltivasi pei cereali
110, femmine 96, distribuite in famiglie non sopravanza gli starelli 350. Le vi-
90. Le medie del movimento sono na- gne sono prospere, le viti di dodici va-
scite 17, morti 10, matrimoni 4. Sono rietà, il vino di vario pregio, secondo
pochi che vivano sopra i 60, e la malat- l’arte dei manipolatori. L’area che le
tia più comune per la morte è il dolor comprende non supera li starelli 80.
laterale. La mortalità più frequente è L’orticoltura è ristrettissima, operata
nella prima età. Professioni De’ notati da pochi pel solo particolare bisogno.
abitatori 80 sono addetti all’agricol- Gli alberi fruttiferi sono in piccol nu-
tura, 30 alla pastorizia, 20 alle altre mero, in poche specie e varietà, peri,
professioni, tra le quali è quella de’ fi- meli, peschi, susini, ulivi, mandorli.
guli, che fanno tevoli e mattoni e al- Pastorizia. La superficie incolta che
cune opere grossolane adoperando abbiamo indicato è ricca di pascoli in
una certa quantità di creta che trovasi moltissime sue parti e potrebbe nu-
nel territorio. Le donne attendono alla trire una maggiore quantità di be-
tessitura; ma i lavori non sono più che stiame, che quella si è potuta ragione-
si domandi dal bisogno rispettivo delle volmente presumere dal numero, già
famiglie. Ciascuna casa ha il suo telaio. da noi indicato, delle persone appli-
La maggior parte delle famiglie pos- cate alla pastorizia. Questi salti, che
siede qualche cosa, e molte vivono in nelle stagioni nelle quali la terra non è
una certa qual comodità. Alla scuola arida, produce assai per le pecore, pro-
elementare concorrono non più che 16 ducono pure in ogni stagione buon nu-
fanciulli. In tutto il paese, dove già son trimento alle vacche e alle capre, men-
passati per questa scuola circa 100 gio- tre i ghiandiferi porgono copia di frutti
vani non sono tuttavolta più di 8 che per gli armenti porcini; non pertanto il

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 171


Pau

numero dei capi è molto ristretto. Nel indicatori sociali: occupati 105; disoc-
bestiame manso si numerò buoi per l’a- cupati 15; inoccupati 17; laureati 7; di-
gricoltura 80, cavalli 21, giumenti 60, plomati 27; con licenza media 111; con
majali 20. Nel bestiame rude vacche licenza elementare 121; analfabeti 12;
120, capre 400, porci 150, pecore 1000, automezzi circolanti 114; abbonamenti
cavalle 30. Non si ha latte che dalle ca- TV 99.
pre e pecore, perché le vacche non si & PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il suo
mungono: il formaggio supera di poco territorio possiede un rilevante patri-
la quantità che vuolsi nel paese. Com- monio archeologico prevalentemente
mercio. In P. forse non entrano dalle del periodo prenuragico; di grande ri-
vendite degli articoli agrari, e pasto- lievo infatti sono le molte stazioni per
rali, e della figulina, fatte a forestieri, l’estrazione e la lavorazione dell’ossi-
più di l.n. 10 000!! compreso il prodotto diana, tra le quali quelle di Perdas
della tanca Pabodi». Nel 1927 P. di- Urias, Sinnixeddus, Su Telluri, Fustio-
venne frazione di Ales e riacquistò la lau; la grande quantità di ossidiana ri-
propria autonomia solo nel 1945. Nel trovata documenta l’importanza di
1974 infine, restaurata la provincia di questo materiale in epoca antica e l’in-
Oristano, tornò a farne parte. tensità delle attività e dei traffici che
& ECONOMIA Le attività di base della ne derivavano. Di rilievo sono anche
sua economia sono l’allevamento del alcuni siti del periodo nuragico; tra i
bestiame, in particolare ovini e bovini, molti nuraghi ricordiamo quello di
in misura minore suini, caprini ed punta Nuraxi. Infine di qualche inte-
equini; nell’agricoltura predominano resse sono i reperti del periodo ro-
la cerealicoltura, la viticoltura, la frut- mano come le tombe di Sa Telluri. In
ticoltura e l’olivicoltura. Non vi sono località Puzzu Sa Campana si crede
attività industriali ed È poco organiz- che abbia avuto sede un importante
zata la rete di distribuzione commer- centro abitato chiamato Pau Manna.
ciale. Vi opera anche un campeggio & PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE
con 70 posti letto, uno dei pochissimi E AMBIENTALE L’assetto urbano del
lontani dalla fascia costiera, a sostegno piccolo centro ha conservato integre
del nascente turismo. Servizi. P. è col- le caratteristiche tradizionali: lungo
legato da autolinee agli altri centri le strette stradine si affacciano con i
della provincia. Dispone di medico, loro imponenti portali, alcuni dei quali
scuola dell’obbligo, sportello bancario. di grande eleganza, le tipiche case in
& DATI STATISTICI Al censimento del pietra a più piani. L’edificio di mag-
2001 la popolazione contava 364 unità, giore rilievo è la chiesa di San Giorgio,
di cui stranieri 1; maschi 178; femmine parrocchiale costruita nel secolo XIV
186; famiglie 146. La tendenza com- in forme tardoromaniche e successiva-
plessiva rivelava una lieve diminu- mente rimaneggiata a più riprese. At-
zione della popolazione, con morti per tualmente ha l’impianto a una navata
anno 0 e nati 2; cancellati dall’anagrafe sulla quale si affacciano alcune cap-
11 e nuovi iscritti 6. Tra i principali in- pelle laterali e il presbiterio sopraele-
dicatori economici: imponibile medio vato rispetto all’aula. La facciata ha
IRPEF 12 917 in migliaia di lire; versa- forme che richiamano il Rinascimento
menti ICI 133; aziende agricole 157; im- ed è coronata da un timpano; al suo in-
prese commerciali 17; esercizi pub- terno conserva l’altare maggiore in
blici 4; esercizi al dettaglio 6. Tra gli marmo del Settecento, una statua li-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 172


Pau

gnea del secolo XV e altre statue del stato eletto; nel corso della legislatura,
secolo XVII. Nelle campagne del però, nel 1992, dopo le dimissioni di
paese, a qualche chilometro dall’abi- Antonio Catte, gli è subentrato in Con-
tato, è poi la chiesa di Santa Prisca. Di siglio; al termine della legislatura non
origini molto antiche, nel corso dei se- è stato rieletto.
coli è stata ristrutturata ripetuta- Pau, Celina Studiosa di storia della
mente. Ha l’impianto a una navata e la Chiesa (n. sec. XX). Monaca dell’ordine
copertura a capanna. La facciata è delle Clarisse, vive e opera nel con-
completata da un tradizionale portico. vento di Santa Chiara di Oristano. Ha
Dal punto di vista naturalistico la loca- scritto un saggio su Un monastero nella
lità più interessante è la vallata di Fu- storia della città. Santa Chiara di Ori-
stiolau, ricca di boschi e di deliziosi an- stano nei documenti dell’archivio, ‘‘Bi-
goli panoramici che si estendono sino blioteca francescana sarda’’, VIII,
alla vicina punta di Su Ventosu. Negli 1994.
ultimi anni l’amministrazione comu- Pau, Enrico Regista cinematografico
nale si è impegnata nella valorizza- (n. Cagliari 1956). Ha esordito nel 2001
zione turistica del paese e del territo- con il lungometraggio Pesi leggeri, am-
rio, facendo tracciare itinerari, met- bientato nel mondo delle palestre e dei
tendo in luce le cave dell’ossidiana, ring di pugilato. Con Jimmy della Col-
promuovendo convegni e pubblica- lina (2006), tratto da un romanzo di
zioni e dando vita a un Museo dell’ossi- Massimo Carlotto, ha raccontato il
diana nel quale vengono via via rac- dramma di un ragazzo del sottoproleta-
colte anche le sculture che gli artisti riato, tra rapine e droga (‘‘La Collina’’ è
realizzano con questo materiale. il nome di una comunità di recupero
& FESTE E TRADIZIONI POPOLARI La guidata dal sacerdote cagliaritano don
festa popolare più caratteristica, le- Cannavera). Presentato al Festival di
gata alle tradizioni più antiche del vil- Locarno, il film ha vinto il premio del
laggio, è quella di Santa Prisca, che si CICA (Circolo internazionale del Ci-
svolge il 1º settembre presso l’omo- nema d’autore e d’essai), collezio-
nima chiesa campestre. Ha un carat- nando subito dopo numerosi altri rico-
tere prevalentemente religioso e si noscimenti.
apre con una processione alla quale Pau, Franco Corrado Pittore (n. Ca-
prendono parte coloro che chiedono gliari 1936). Dopo aver conseguito la
una grazia alla santa; nei due giorni laurea in Ingegneria, ha iniziato a lavo-
successivi si svolge un intenso pro- rare all’ENEL. Ha esordito come pit-
gramma di manifestazioni. Da qualche tore nel 1973 e in seguito ha preso parte
anno inoltre il paese è sede del cam- alle più importanti rassegne di pittura
pionato sardo di mountain bike. naı̈ve di tutto il mondo, ottenendo una-
Pau, Antonio (detto Annico) Agronomo, nimi riconoscimenti dalla critica. Al-
consigliere regionale (n. Nuoro 1943). cune sue opere si trovano al Museo
Di idee repubblicane, interessato da Rousseau in Francia e in altri musei in
sempre alla politica, nel 1980 è stato Italia e all’estero.
eletto consigliere comunale della sua Pau, Giovanni Giurista (Oristano 1912-
città natale e tra il 1981 e il 1983 ne è ivi 1991). Laureato in Giurisprudenza
stato sindaco. Nel 1989 si è candidato nel 1935 e in Scienze politiche nel
alle elezioni per la X legislatura regio- 1941, entrò nella carriera universitaria
nale nel collegio di Nuoro ma non è nel 1946 specializzandosi in Diritto in-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 173


Pau

ternazionale. Professore a Sassari dal condo alcuni documenti, «in sa sacra-


1955 al 1976, preside di quella Facoltà tione della clesia nova» di Bonarcado.
di Giurisprudenza e dal 1968 al 1970
Pau Jossu (o San Lucifero) Antico villag-
rettore, si trasferı̀ a Cagliari nel 1971,
gio di probabile origine romana. Era
dove fu preside dal 1979 al 1985. Fra le
situato in località Cuccuru San Luci-
sue numerose opere su temi di diritto
fero nelle campagne di Vallermosa; fa-
internazionale privato e processuale e
ceva parte del giudicato di Cagliari,
di diritto comunitario, Caratteri del di-
compreso nella curatoria del Gippi.
ritto internazionale privato (1951) e I
Dopo che il giudicato cessò di esistere,
princı̀pi dell’ordinamento internazio-
nella divisione del 1258 fu incluso nei
nale degli Stati civili nella teoria delle
territori assegnati al conte di Capraia.
fonti del diritto internazionale (1954).
All’estinzione della famiglia passò al
Pau, Giuseppe (detto Peppetto) Archeo- giudice d’Arborea, ma nel 1295 Ma-
logo, poeta e intellettuale (Oristano riano II lo cedette alla Repubblica di
1915-ivi 1989). Animatore della vita cul- Pisa. Cosı̀, prima della fine del secolo
turale della sua città, fu tra l’altro l’i- XIII fu amministrato direttamente dal
deatore e il formatore dell’Antiqua- Comune di Pisa. Subito dopo la conqui-
rium Arborense, che diresse dal 1945. sta aragonese fu incluso nel Regnum
Scrisse delicate poesie di elevato va- Sardiniae e nel 1326 entrò a far parte
lore letterario e numerosi saggi di ca- del feudo concesso al Comune, che
rattere storico e artistico; morı̀ tragica- continuò a possederlo fino alla prima
mente a Oristano nel 1989. Tra i suoi guerra tra Mariano IV e Pietro IV. La
scritti: Il Sinis, 1981; La casa dell’an- sua popolazione cominciò a diminuire
tico: l’Antiquarium arborense, ‘‘Sarde- e quando scoppiò la seconda guerra tra
gna fieristica’’, 1982; La Sartiglia, in Sa- Pietro IV e Mariano IV fu teatro delle
gre, riti e feste popolari di Sardegna, operazioni belliche; devastato, scom-
1982; La chiesa del Carmine. Note sto- parve in pochi anni.
rico-artistiche, ‘‘Quaderni oristanesi’’,
Paule, Hans Pittore e incisore (Vienna
1, 1982; Viaggio fotografico dal 1900 a
1879-Capri 1951). Stabilitosi a Capri ai
oggi, 1983; Sa pipia de Maiu: luci su un
primi del Novecento al seguito del suo
mistero, ‘‘L’Unione sarda’’, 1984; La
maestro Karl Wilhelm Diefenbach, nel
Sartiglia di Oristano, 1984; Oristano e il
1915 venne internato in Sardegna
suo volto (con Vico Mossa), 1986; I por-
come suddito di paese nemico. Scelse
tali monumentali dell’Oristanese, 1988;
Tonara, dove fu ospite della famiglia
Retabli e trittici e Oristano, origine e svi-
del sindaco Tore sino al 1924, innamo-
luppo (con Vincenzo Santoni e Rai-
rato del paese e della sua gente. Nel
mondo Zucca) entrambi in L’Antiqua-
1924 la famiglia Tore si trasferı̀ a Ca-
rium arborense e i civici musei della Sar-
gliari e P. ritornò a Capri. Le numerose
degna, 1988.
opere di soggetto sardo (soprattutto in-
Paucapalea Religioso (sec. XII). Ve- cisioni su basi di legno di castagno, che
scovo di Santa Giusta dal 1146 al 1164. continuò a stampare anche a Capri) pa-
Esperto in Diritto canonico e proba- revano andate perdute, fino a quando
bile autore delle aggiunte (paleae) al lo studioso d’arte cagliaritano Giorgio
Decretum di Graziano. Era monaco a Pellegrini ne ritrovò parecchi esem-
Bologna quando fu nominato vescovo plari in una galleria di Capri. Perso-
di Santa Giusta; governò la sua diocesi naggio estroso e bizzarro – ha scritto di
tra il 1146 e il 1164. Era presente, se- lui Alessandra Menesini – «si racconta

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 174


Pauli Arbarei

che morı̀ ridendo, soffocato da una esistere nel 1751, e l’attuale villaggio,
delle sue colossali risate, nel bel mezzo che portava il nome di Pauli Arbara-
della piazzetta di Capri». ghessa. Caduto il giudicato d’Arborea,
Pauli, Rainer Scrittore di viaggi (n. Ger- nel 1421 i due villaggi furono inclusi
mania 1952). Collaboratore scientifico nel grande feudo concesso nel 1421 a
di un’Università tedesca, ha ripetuta- Guglielmo Raimondo Moncada, ai cui
mente soggiornato in Sardegna impa- discendenti fu confiscato nel 1454.
rando a conoscerla e ad amarla e ne ha Nello stesso anno i villaggi furono ac-
scritto in un volume che abbina intelli- quistati da Pietro di Besalù che però
gentemente rigore scientifico e impe- non fu in grado di conservarne il pos-
gno divulgativo, Sardinien. Geschichte sesso a causa dei debiti. Nel 1477 pas-
Kultur Landschaft, 1978. sarono al conte di Quirra e da quel mo-
mento furono inclusi nel grande feudo
Pauli Arbarei Comune della provincia
e ne seguirono le vicende storiche. Nei
del Medio Campidano, incluso nel
secoli successivi passarono dai Ber-
Comprensorio n. 25, con 720 abitanti
(al 2004), posto a 136 m sul livello del tran Carroz ai Centelles che si estin-
mare una dozzina di chilometri a est sero nel 1674. Dopo una lite durata
di Sardara. Regione storica: Marmilla. fino al 1726 passarono ai Català e infine
Diocesi di Ales-Terralba. agli Osorio, cui il territorio fu riscat-
& TERRITORIO Il territorio comunale,
tato nel 1839. In tutti questi secoli la
vita dei due villaggi fu condizionata
di forma grosso modo circolare, si
estende per 15,12 km2 e confina a nord dalla palude. Come abbiamo detto Sit-
con Ussaramanna e Tuili, a est con Las zamus sparı̀ nel 1751, i suoi ultimi abi-
Plassas e Villamar, a sud ancora con tanti si trasferirono nell’attuale paese.
Villamar e Lunamatrona e a ovest con Nel 1821 P.A. fu incluso nella provincia
Lunamatrona e Siddi. Si tratta di una di Oristano; quando nel 1848 furono
regione quasi pianeggiante tra le col- abolite le province entrò a far parte
line basse e arrotondate tipiche della della divisione amministrativa di Ca-
Marmilla. A oriente del paese scorre il gliari e dal 1859 dell’omonima ricosti-
rio Mannu, che si dirige al sud dell’i- tuita provincia. Vittorio Angius, scri-
sola, lungo il Campidano, per formare vendo di P.A. per il Dizionario del Casa-
lo stagno di Cagliari. P.A. comunica per lis, dice sulla situazione economica e
mezzo della strada Villamar-Usellus, lo stato sociale del paese nella seconda
ed è unito a Usellus da una brevissima metà dell’Ottocento: «Popolazione.
bretella che continua poi verso nord, Nell’anno 1845 computavasi il comune
fino a Tuili. di P. di anime 478, nelle quali erano
& STORIA Il suo territorio, adiacente a maggiori di anni 20, maschi 145, fem-
una vasta palude, fu abitato fin dalle mine 140, minori maschi 80, femmine
età più remote e continuativamente 93, distribuite in famiglie 100. I numeri
fino all’Alto Medioevo come dimo- del movimento sono nascite 20, morti
strano le molte testimonianze archeo- 14, matrimoni 5. Nelle malattie si ab-
logiche che conserva. Nel Medioevo fa- bandonano alla natura o ad un flebo-
ceva parte del giudicato d’Arborea ed tomo. I paulesi vivono, come se tutti
era compreso nella curatoria della fossero d’una stessa famiglia, in bella
Marmilla; vi sorgevano due villaggi, unjone e armonia; sono studiosi ne’ la-
Sitzamus, le cui rovine si trovano ad 1 vori, e se fossero ben diretti ed ajutati
km dall’attuale abitato e che cessò di potrebbero meglio prosperare. L’istru-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 175


Pauli Arbarei

zione è nulla, e la stessa scuola prima- comprano da’ pastori di altri diparti-
ria è deserta. In tutto il paese solo quat- menti e parimente i cavalli. Manca
tro persone sanno leggere e scrivere. spesso la carne e si supplisce col pol-
Nelle diverse professioni si possono lame, del quale si ha gran copia. Pesca.
numerare, agricoltori 110, pastori 15, Quando la palude ridonda, prendonsi
mestieranti 12, e tra questi comprendo molte anguille, e quando nel suo ba-
quelli pure che tessono le stuoje con la cino l’acqua si abbassa, si raccoglie an-
sala che traggono dalle sponde della che da forestiere grandissima copia di
palude. Le donne lavorano al telajo, e sanguette. Commercio. L’articolo prin-
tessono le tele e i panni che domandasi cipale è ne’ cereali, che vendono a ne-
dal bisogno della famiglia. Agricoltura. gozianti girovaghi in sul luogo, e che
Le terre del paulese sono a porsi tra le portano in Cagliari con immensa per-
più fertili della fecondissima Mar- dita di tempo, giacché ne’ paesi che
milla, e se fosse decuplo il numero sono sulla grande strada non si sono
delle braccie e maggiore l’intelligenza ancora aperti magazzini, dove racco-
dell’arte, e più accorta l’industria, gliere le derrate de’ prossimi paesi. La
avrebbesi il ventuplo del prodotto che somma che da’ cereali e da altri piccoli
si suol avere in buone condizioni mete- prodotti possono ottenere i paulesi
reologiche. L’ordinaria quantità de’ non sorpassa soventi le lire n. 15 000».
semi nelle specie diverse è la se- Alla fine dell’Ottocento, per iniziativa
guente: di frumento starelli 500, di di due ricchi proprietari, la palude fu
orzo 100, di fave 150, di lino 20, di le- bonificata e quindi il territorio fu ar-
gumi 25. La produzione ordinaria e co- ricchito di alcune centinaia di ettari
mune del grano è a 15, e in qualche sito di terra coltivabile. Nel 1974 il paese
a 30 e a 60, dell’orzo a 20, delle fave a 16. tornò a far parte della ricostituita pro-
L’orticultura è notevole solo nella spe- vincia di Oristano.
cie dei melloni. Il granone non dà al- & ECONOMIA Le attività di base della
cun frutto. Le vigne sono poche, la ven- sua economia sono l’agricoltura, in
demmia scarsa, debole il vino di color particolare la cerealicoltura, l’orticol-
bianco e insufficiente alla quantità tura, la frutticoltura e la viticoltura, e
della consumazione. Le viti sono state l’allevamento del bestiame, soprat-
piantate in sito mal proprio. L’area oc- tutto bovini e suini e in misura minore
cupata dal vigneto non è maggiore di ovini ed equini. Negli ultimi decenni si
starelli 75. Gli alberi fruttiferi sono di sta sviluppando anche l’attività indu-
poche specie e di piccol numero; la striale soprattutto nel settore della me-
somma complessiva di tutti i ceppi tallurgia e dell’edilizia. È sufficiente-
forse non sorpassa i 2000. Pastorizia. Il mente organizzata la rete di distribu-
territorio paulese non è una regione zione commerciale. Servizi. P.A. è col-
pastorale, però nel senso de’ sardi, i legato da autolinee agli altri centri
quali cosı̀ qualificano i salti, dove sia della provincia. Dispone di Pro Loco,
pascolo naturale per vacche e capre. Il medico, farmacia, scuola dell’obbligo,
bestiame manso de’ paulesi si riduce a sportello bancario. Possiede una Bi-
buoi 140, cavalli 30, giumenti 60, majali blioteca comunale.
35. Il bestiame rude è tutto nella specie & DATI STATISTICI Al censimento del
pecorina, e in capi 2300. Da questi si ha 2001 la popolazione contava 738 unità,
la lana per il telajo, e si ha il cacio per il di cui stranieri 1; maschi 387; femmine
bisogno della popolazione. I tori si 351; famiglie 238. La tendenza com-

170

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 176


Paulilatino

plessiva rivelava una lieve diminu- notevole numero di interventi edilizi


zione della popolazione, con morti per che hanno praticamente cancellato
anno 9 e nati 7; cancellati dall’anagrafe l’assetto tradizionale dell’abitato. Tra
18 e nuovi iscritti 10. Tra i principali gli edifici di maggiore interesse è la
indicatori economici: imponibile me- chiesa di San Vincenzo: parrocchiale
dio IRPEF 11 753 in migliaia di lire; edificata nella seconda metà del se-
versamenti ICI 215; aziende agricole colo XVI in forme rinascimentali.
156; imprese commerciali 29; esercizi L’edificio ha una sola navata, cappelle
pubblici 4; esercizi al dettaglio 11; am- laterali, presbiterio e copertura con
bulanti 3. Tra gli indicatori sociali: oc- volte a botte. La facciata, molto sem-
cupati 188; disoccupati 41; inoccupati plice, ha un coronamento curvilineo
75; laureati 5; diplomati 52; con licenza che fa pensare al barocco. Altro edifi-
media 227; con licenza elementare 206; cio di rilievo è la chiesa di Sant’Ago-
analfabeti 43; automezzi circolanti 240; stino, costruita nel secolo XIII in forme
abbonamenti TV 184. romaniche, ristrutturata nel Seicento
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il ter- e infine ampliata nel 1907. Ha un im-
ritorio è ricco di interessanti siti che pianto a tre navate scandite da archi a
dimostrano l’antichità della sua fre- tutto sesto, la copertura è in legno a ca-
quentazione. Di particolare impor- priate. La facciata è arricchita da un
tanza sono i nuraghi tra cui quelli di campanile a vela e da un portale ogi-
Bruncu Mannu, Bruncu Sa Gruxi, Se- vale incorniciato da colonne.
& FESTE E TRADIZIONI POPOLARI La
neri e Su Passeru. Il nuraghe di
Bruncu Mannu è trilobato, costituito festa più importante si celebra in
da una torre centrale che funge da ma- onore del patrono San Vincenzo, si
stio e da altre due torri collegate da svolge il 22 gennaio con solenni tridui
una potente muraglia costruita in nella parrocchia e culmina con l’ac-
tempi più recenti rispetto al mastio. censione di un grande falò formato
La fortezza, posta in cima a un colle, con legna donata dai postulanti.
era circondata da altre costruzioni Paulilatino Comune della provincia di
oggi poco leggibili; il complesso meri- Oristano, compreso nella XIV Comu-
terebbe comunque uno scavo. Seneri è nità montana, con 2517 abitanti (al
un sito archeologico di grande impor- 2004), posto a 280 m sul livello del
tanza, dato che vi sorge un nuraghe, mare, nei pressi della superstrada Ca-
oramai ridotto a rudere, e poco di- gliari-Sassari. Regione storica: Gilci-
stante il villaggio nuragico di Corti ber. Archidiocesi di Oristano.
Baccas che continuò a prosperare nel- & TERRITORIO Il territorio comunale,
l’Età del Ferro e poi in età romana fino di forma grosso modo circolare, si
al Tardo Impero e all’Alto Medioevo. estende per 103,80 km 2 e confina a
Altro interessante sito infine è la ne- nord con Santu Lussurgiu e Abbasanta,
cropoli di Cungiau de Su Para in cui si a est con Ghilarza, a sud con Fordon-
trovano i resti di un insediamento ro- gianus, Villanova Truschedu, Zerfaliu
mano. Dalle sue tombe è venuta una e Solarussa, a ovest con Bauladu e Bo-
gran quantità di ceramica e di altri og- narcado. Si tratta di una regione colli-
getti, che però sono andati dispersi. nare, che comprende a nord e a est una
& PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU- parte marginale dell’altipiano di Abba-
RALE Il tessuto urbanistico in questi santa, a sud e a ovest i rilievi che scen-
ultimi anni è stato interessato da un dono gradatamente presso il Campi-

171

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 177


Paulilatino

dano di Oristano. I corsi d’acqua che distinte in maggiori di anni 20 maschi


scorrono nei pressi dell’abitato hanno 790, femmine 804, minori maschi 510,
origine nel monte Ferru, a occidente, e femmine 529, distribuite in famiglie
si dirigono verso il Tirso, che scorre a 646. I numeri medi del movimento
oriente. Il paese è collegato da brevis- sono nascite 106, morti 50, matrimoni
sime bretelle alla superstrada ‘‘Carlo 25. L’ordinario corso della vita è a’ 60,
Felice’’; dall’abitato hanno origine oltre il qual termine non pochi proce-
percorsi secondari per Busachi e il Ba- dono agli 80 e alcuni oltre i 90. La mor-
rigadu, a est, per Santu Lussurgiu, per talità qui pure è, come in altre parti,
Bonarcado e per Milis a ovest. P. di- più frequente nella prima età, che
spone di stazione lungo la linea ferro- nelle altre, ma in proporzione meno
viaria Oristano-Chilivani. che in altri paesi, perché molto minore
& STORIA Il territorio comprendeva il numero delle famiglie che vivono in
una palude e conserva importanti te- disagio. Proprietari. Approssimativa-
stimonianze risalenti all’età nuragica mente i cinque sesti de’ capi di fami-
e a quelle successive fino all’età ro- glia han qualche bene e possedono in
mana quando fu costruito il centro di terra o in bestiame. Generalmente le
Paulis Lactea da cui deriva l’attuale vil- fortune sono mediocri e pochissimi
laggio. Nel Medioevo faceva parte del quelli che manchino de’ mezzi di sussi-
giudicato d’Arborea ed era incluso stenza. Scuole. Vi è aperta la sola
nella curatoria del Guilcier. Caduto il scuola elementare, alla quale possono
giudicato, i suoi abitanti mantennero concorrere circa 45 fanciulli, ma con
un atteggiamento ostile nei confronti pochissimo profitto, perché quelli che
degli Aragonesi e si ribellarono hanno fatto il triennio di corso son ra-
quando il re tentò di imporre loro i De rissimi che sappian scrivere con qual-
Ligia come signori feudali. Conclusa che facilità. Per le figlie qui pure è nes-
tragicamente a Zuri la vicenda, il vil- suna istruzione. Agricoltura. Nell’agro
laggio nel 1417 fu incluso nel grande di P. sono molte parti assai fertili, e ido-
feudo concesso a Giovanni Corbera nee a’ vari generi di coltura, a quella
che nel 1426 lo cedette al marchese de’ cereali, delle specie ortensi, delle
d’Oristano. Dopo che il marchesato fu viti, e degli altri fruttiferi. Gli ordinari
confiscato a Leonardo Alagon, l’unità numeri della seminagione sono sta-
culturale e amministrativa dell’antico relli di grano 1800, d’orzo 700, di legumi
Guilcier fu spezzata per sempre; P. en- 60, di lino 200, e in annata ordinaria
trò a far parte dell’incontrada dell’O- può rendere il grano il 10, l’orzo il 12, i
cier Reale e i suoi abitanti chiesero e legumi il 10, il lino 2000 e più quintali
ottennero di essere amministrati diret- di buon lino. La vigna si coltiva come
tamente da funzionari reali. Agli inizi nel Campidano, la vite vegeta prospe-
dell’Ottocento fu bonificata la vicina ramente, la vendemmia è abbondante
palude e il suo territorio ne trasse gio- e la quantità del mosto prossima alle
vamento; nel 1821 fu incluso nella pro- centomila quartare, o litri 500 000, una
vincia di Oristano. Nel Dizionario del parte del quale si consuma nel paese,
Casalis Vittorio Angius dice sullo stato un’altra si brucia per acquavite, il re-
sociale del paese in questo periodo sto- stante vendesi a’ lussurgiesi. Gli altri
rico: «Popolazione. Dalle più recenti fruttiferi non sono in gran numero, per-
note sul numero degli abitanti di P. de- ché tutte le diverse specie e varietà
ducesi il numero totale di anime 2633, forse non sommano a 5000 ceppi. Orti-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 178


Paulilatino

cultura. Nella terra che irrigasi si col- zionare pani speciali, lavorati e ricca-
tivano cavoli, rape, cipolle, carciofi, mente ornati, per le feste e le ricor-
pomidoro, zucche, la meliga ecc. Pasto- renze. Servizi. P. è collegato da autoli-
rizia. I salti paulesi sono in molte parti nee e dalla ferrovia agli altri centri
abbondanti di pascolo per le varie spe- della provincia. Dispone di Pro Loco,
cie, e solo le vacche sogliono emigrare stazione dei Carabinieri, medico, guar-
scendendo ogni anno in sul finire del- dia medica, farmacia, scuola dell’ob-
l’estate a’ pascoli di Tramatza, Mas- bligo, sportello bancario. Possiede
sama, Siamaggiore, e Ceddiani. I capi una Biblioteca comunale.
che si educano sono approssimativa- & DATI STATISTICI Al censimento del
mente come nei seguenti numeri: nel 2001 la popolazione contava 2550 unità,
bestiame manso, buoi per l’agricoltura di cui stranieri 3; maschi 1288; fem-
750, cavalli e cavalle 200, giumenti 650; mine 1262; famiglie 911. La tendenza
nel bestiame rude, vacche 8000, pecore complessiva rivelava una diminuzione
7000, capre 2500, porci 1000, cavalle della popolazione, con morti per anno
600. Commercio. I paulesi vendono 40 e nati 19; cancellati dall’anagrafe 34
principalmente grano e vino, il super- e nuovi iscritti 25. Tra i principali indi-
fluo de’ prodotti agrari, e i frutti pasto- catori economici: imponibile medio
rali, capi vivi, formaggio, pelli ecc. Ven- IRPEF 13 567 in migliaia di lire; versa-
dono altri articoli minori, tele, panno menti ICI 907; aziende agricole 418; im-
forese, e possono avere un prezzo com- prese commerciali 134; esercizi pub-
plessivo di circa l.n. 100 000». Abolite blici 12; esercizi al dettaglio 45. Tra gli
nel 1848 le province, P. fu incluso nella indicatori sociali: occupati 695; disoc-
divisione amministrativa di Cagliari e cupati 75; inoccupati 204; laureati 10;
dal 1859 nell’omonima ricostituita pro- diplomati 151; con licenza media 867;
vincia. Nel 1974 infine, con la ricostitu- con licenza elementare 902; analfabeti
zione della provincia di Oristano, entrò 106; automezzi circolanti 849; abbona-
a farne parte. menti TV 757.
& ECONOMIA Le attività di base della & PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Di
sua economia sono l’allevamento del particolare importanza è il suo patri-
bestiame, soprattutto ovini e bovini, in monio archeologico che comprende te-
misura minore caprini ed equini, e l’a- stimonianze a partire dal periodo pre-
gricoltura, in particolare la viticoltura, nuragico. A questo appartengono le do-
la frutticoltura e l’olivicoltura. Negli mus de janas di Berenales, Binzales,
ultimi decenni si sta sviluppando an- Sas Chessas, Sas Zanas, Su Riu. Al pe-
che l’attività industriale che si basa riodo nuragico appartengono invece i
sui settori lattiero-caseario, alimen- nuraghi Abbaullare, Arbiddera, Arbori
tare, sui prodotti per l’edilizia e l’abbi- in Cuccuru, Argiola Zuighe, Arrevesos,
gliamento. È discretamente organiz- Atzara, Battizzonis, Bauvenu, Bianco,
zata la rete di distribuzione commer- Bruncu, Bubolica, Busaurra, Campi-
ciale. Vi opera anche un’azienda agri- schedda, Campu ’e Ponte, Carduche,
turistica con 5 posti letto. Artigianato. Chighinzolas, Codas, Cogotti, Colum-
Tradizionale e ben sviluppato è quello bos, Connighe, Coronzu Fenugu, Curri-
tessile con la caratteristica produzione trotta, Crastu ’e Varru, Criccos Cannar-
dei tappeti tessuti a pibiones, vale a zos, Cuau, Fruscus, Funtana Aurras,
dire a fiocchi. Si mantiene in molte Funtanamenta, Galla, Goronna, Idda-
case anche la consuetudine di confe- noa, Idighinzos, Lazones, Liori, Lu-

173

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 179


Paulilatino

gherras, Malizzana, Medadu, Medda- al suo interno fu trovata una gran quan-
ris, Mellaghe, Micchiri, Monte de tità di lanterne risalenti all’età punica
Uturu, Monte Urunnui, Montigu, Mura che hanno fatto supporre che fosse
Cuada, Mura ’e Mandra, Mura ’e Ra- stato usato dai Cartaginesi come tem-
mini, Muraglios, Mura Olia, Mura Pas- pio. Il ritrovamento permise al Tara-
sada, Murascroa, Nussiu, Olieddos, melli (=) di stabilire definitivamente
Onella, Orchere, Orre, Ortei, Oschina, che l’età nuragica era precedente al
Perdosu, Perdulette, Pirinferte, Pititu, periodo punico. E infine le Tombe di
Ponte Ezzu, Pranu de Crabas, Pranu giganti di Mura Cuada e di Goronna.
Edere, Pranu ’e Pera, Pranu Maiales, La prima è lunga complessivamente
Pranu Scrocca, Pranu Ziroccu, Putzu 10 m, ha una camera ogivale e nella
’e Turru, Putzu Lardunis, Putzu parte anteriore è completata da un’e-
Mannu, Putzu Pili, Ruju, S’Abbaia, Sa sedra. Molto più imponente il secondo
Conza, Sa Fraiga, Sa Menga, Sa Pruna, complesso, costituito da due tombe, la
Scovaera, Siringones, Sobaus, Sonnu, maggiore delle quali è veramente note-
Sos Forreddos, Su Guzzu, Surzagas, To- vole: lunga circa 25 m, è provvista di
roleo, Trachimeddu, Tricchi, Trontide, esedra anteriore a semicerchio arric-
Zondoro. Al periodo nuragico appar- chita da cippi di basalto; dall’esedra si
tengono inoltre il pozzo sacro di Santa accede attraverso un portello al corri-
Cristina e le Tombe di giganti di Atzara, doio che conduce alla camera rettan-
Goronna, Minda de Figu, Mura Cuada, golare, absidata, capace di contenere
Mura Filighes, Muriscroa, Nossiu, qualche centinaio di corpi.
Oschina, Perdu Pes. Sono anche rile- & PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU-
vanti le tombe romane di Muriscoa e i RALE Il suo tessuto urbano ha conser-
ruderi di Putzu ’e Turru. Tra tutti que- vato l’assetto tradizionale, lungo le
sti siti il più importante è complesso di strade si affacciano le tipiche case a
Santa Cristina. Si tratta di un santuario palattu, alcune delle quali risalgono al-
nuragico sviluppato attorno all’omo- l’Ottocento; tutti questi edifici sono co-
nimo pozzo sacro. La struttura che struiti in basalto. Tra i più interessanti
comprende il pozzo ha una architet- la chiesa di San Teodoro, che fu co-
tura molto elaborata che denota una struita in forme gotico-aragonesi nel
grande maturità costruttiva. Il pozzo è corso del secolo XVI; la facciata è ar-
racchiuso entro un recinto a forma el- ricchita da un caratteristico portale e
littica: vi si accede attraverso una scala da una finestra circolare destinata a
che porta in un ambiente sotterraneo un rosone che però non fu mai inserito.
con volta a tholos costruito con pietre Il Palazzo Atzori, situato in via Nazio-
finemente lavorate. L’edificio era a sua nale, fu costruito nel corso del secolo
volta circondato da altre costruzioni XVIII per una famiglia della nobiltà lo-
tra cui una sala delle riunioni con se- cale; articolato in tre piani, è coronato
dili e preceduta da un grande vesti- da una caratteristica loggetta che lo in-
bolo. L’edificio venne utilizzato anche gentilisce. Dal 1995 vi è stato impian-
in età punica per il culto di Demetra e tato il Museo archeologico ed etnogra-
Core. Il nuraghe Lugherras, che sorge fico nel quale sono raccolti reperti ar-
non lontano dal villaggio, è una impo- cheologici provenienti da scavi effet-
nente costruzione del tipo trilobato, tuati nel territorio circostante e le te-
rinforzata da un antemurale a da quat- stimonianze dell’antica civiltà conta-
tro torri. Fu oggetto di scavi accurati e dina del luogo e delle sue più autenti-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 180


Paulis

che tradizioni. La chiesa di San Seba- un velo bianco di tulle a fiori (su tulle).
stiano fu costruita nel 1500 per ricono- L’abbigliamento tradizionale maschile
scenza verso il santo che aveva salvato è costituito da una camicia di tela
il paese della peste; attualmente si bianca a maniche lisce chiusa al collo
trova all’interno del recinto del cimi- e dai calzoni (sos pantalones) di tela
tero. Su un colle a poca distanza dall’a- bianca o di lino. Sulla camicia si indos-
bitato esisteva un tempo il castello di sano la giacca (su zibbone) di velluto
Giratala, una fortezza fatta costruire nero abbottonato a sinistra e il gilet (sa
dai giudici d’Arborea alla fine del se- este) di velluto nero aperto. Sui panta-
colo XII a difesa della valle del Tirso. loni vanno messi il gonnellino (sa un-
Nella prima metà del secolo XIII, nedda) di panno nero e le ghette (sas
quando il giudicato soffrı̀ per una ghettas) di orbace con bordo di velluto.
lunga crisi dinastica, l’edificio de- L’abbigliamento maschile è comple-
cadde e passò ripetutamente di mano, tato dalla berritta di panno nero.
probabilmente andò in rovina prima Pauli Majore Stagno. È uno specchio di
della fine del secolo; attualmente non acqua dolce di circa 570 ha di superfi-
si è in grado di identificare alcun ru- cie, situato in provincia di Oristano.
dere ad esso riferibile. Comunica con lo stagno di Santa Giu-
& FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Il 20 sta, da cui affluisce una modesta quan-
gennaio si svolge la festa di San Seba- tità d’acqua salmastra. È stata istituita
stiano, il cui momento culminante è riserva naturale ed è una delle aree
l’accensione di enormi falò nella più importanti del Mediterraneo occi-
piazza antistante la chiesa di San Teo- dentale per l’avifauna che vi stanzia e
doro. La festa di Santa Maria Madda- per la flora.
lena si svolge il 22 luglio e culmina in
Paulis Antico villaggio di origine me-
una solenne processione nella quale il dioevale che faceva parte del giudicato
simulacro della santa è portato per le di Torres, compreso nella curatoria di
vie del villaggio dai fedeli in costume; Coros. Era situato tra Ittiri e Uri nei
la processione si conclude con una pressi dell’abbazia di Santa Maria di
spettacolare corsa rituale a cavallo Paulis. Si trattava di un piccolo centro,
detta, come in alcuni altri villaggi, ar- probabilmente sviluppatosi sotto l’in-
dia. Di pregio anche il costume tradi- fluenza dell’attività dell’abbazia. Nel
zionale di P. Quello femminile è costi- secolo XII entrò a far parte dei territori
tuito da una camicia (sa camisa) di tela passati ai Malaspina per matrimonio.
bianca ricamata nei polsini e nella pet- In seguito questi ultimi, quando si
tina e dalla gonna (sa unnedda) di estinse la dinastia giudicale di Torres,
panno nero arricchita da una balza di lo inclusero nel loro piccolo stato.
raso nero a fiori viola. Sopra la camicia Avendo essi prestato omaggio al re d’A-
si indossano il busto (s’imbustu) di ragona, dopo la conquista il villaggio
broccato giallo a rose rosse con bordo entrò a far parte del Regnum Sardi-
di cotone colorato, chiuso sul davanti niae; quando, però, nel 1325 i Mala-
da un nastro sotto il seno, e la giacca (su spina si schierarono a fianco dei Doria
zibbone tundu) di terziopelo nero che si erano ribellati, il villaggio fu in-
aperta davanti e col collo alto. Alla vestito dalle operazioni militari. Essi
gonna si aggiunge il grembiule (sa pan- riuscirono comunque a conservarne il
nedda) dello stesso tessuto della balza possesso; nel 1342 l’ultimo dei Mala-
della gonna. Completa l’abbigliamento spina, il marchese Giovanni, lo lasciò

175

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 181


Paulis

in eredità al re d’Aragona Pietro IV. I pravvivenze della lingua punica in Sar-


suoi fratelli non accettarono la volontà degna, in L’Africa romana. Atti del VII
del defunto e tentarono di opporsi con Convegno di studi, 1990; Le piante dei
le armi ai rappresentanti del re, che si Romani, dei Punici e dei Sardi, in
erano presentati per prenderne pos- L’Africa romana. Atti dell’VIII Conve-
sesso. Negli anni successivi il villaggio gno di studi, 1991; Launeddas sarde,
fu gravemente danneggiato; nel 1353 fu contatti tra culture antiche del Mediter-
definitivamente sequestrato dal re e si raneo e terminologia musicale latina, in
spopolò rapidamente. Studi in onore di Enzo Evangelisti, 1991;
Paulis, Giulio Glottologo (n. Cagliari I nomi delle launeddas e della viola alla
1947). Dopo la laurea ha intrapreso la luce della tradizione musicale greco-ro-
carriera universitaria. È stato profes- mana, in Sardinia antiqua. Studi in
sore di Glottologia all’Università di Ca- onore di Piero Meloni per il suo 70º com-
gliari, e dopo un periodo passato a Sas- pleanno, 1992; Le ghiande marine e
sari è tornato a Cagliari, dove è stato l’erba del riso sardonico negli autori
preside della Facoltà di Lettere. È stu- greco-romani e nella tradizione dialet-
dioso dei rapporti tra lingua e cultura, tale sarda, ‘‘Quaderni di Semantica’’,
lingua e storia, ed è autore di numerosi XIV, 1993; I nomi delle launeddas. Ori-
lavori di notevole livello scientifico. Il gine e storia, in Sonos. Strumenti della
suo impegno pubblico sui problemi musica popolare sarda, 1994; Il leg. gul-
della difesa e della valorizzazione bare, bulbare e la custodia del bestiame
della lingua sarda, cui contribuisce an- nella Sardegna medioevale, in Studi e
che con testi di creatività letteraria ricerche in onore di Giampaolo Pisu,
scritti in sardo, porta garanzie di equi- 1996; La questione della lingua sarda
librio e di pacato richiamo alle ragioni nella storia degli studi e nel dibattito at-
della scienza e della metodologia in un tuale in Sardegna, ‘‘La Grotta della Vi-
dibattito troppe volte percorso da posi- pera’’, XXIII, 74, 1996; I Romani e le
zioni pregiudiziali e da ipoteche ideo- launeddas, in Launeddas. La storia, i
logiche. Tra i suoi scritti: La coscienza protagonisti, la discografia, 1997.
linguistica dei sardi: un problema scien- Grande studioso di Max Leopold Wa-
tifico e politico, ‘‘La Grotta della Vi- gner, «il linguista che più di tutti ha
pera’’, II, 8, 1977; Grecità e romanità contribuito al progresso degli studi sul
nella Sardegna bizantina e alto-giudi- sardo ed è considerato unanimemente
cale, 1980; È bizantina la chiave di un il Maestro della linguistica sarda», P.
enigma del lessico sardo medioevale, ha curato una nuova traduzione delle
‘‘La Grotta della Vipera’’, 18, 1980; Gli sue due opere maggiori, La vita rustica
studi di linguistica sarda, in La Sarde- della Sardegna riflessa nella lingua,
gna. Enciclopedia (a cura di Manlio Bri- 1921, pubblicata dalla nuorese Ilisso
gaglia), II, 1982; Lingua e cultura nella nella ‘‘Bibliotheca sarda’’, 1996, e ha
Sardegna bizantina. Testimonianze lin- curato l’edizione de La lingua sarda.
guistiche dell’influsso greco, 1983; Osser- Storia, spirito e forma, 1950, ‘‘Biblio-
vazioni toponomastiche sul sostrato pre- theca sarda’’, 1997, e delle fotografie
romano della Sardegna, in Società e cul- scattate dallo stesso Wagner durante i
tura in Sardegna, 1986; Il corvo Tivàni, suoi viaggi nell’isola, Immagini di viag-
il culto pagano della pioggia e la cristia- gio dalla Sardegna, ‘‘Bibliotheca
nizzazione della Sardegna bizantina, sarda’’, 2000. P. aveva già curato nel
‘‘La Grotta della Vipera’’, 45, 1988; So- 1984 l’edizione di un’altra opera del

176

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 182


Pavoni

Wagner, Fonetica sarda, pubblicata nel campagne di Vallermosa. Faceva parte


1941. del giudicato di Cagliari, compreso
nella curatoria del Gippi. Quando il
Pausania Scrittore greco (sec. II). Visse
giudicato cessò di esistere, nella divi-
sotto Adriano, Antonino Pio e Marco
sione del 1258 fu incluso nei territori
Aurelio. Compose una Periegesi della
assegnati al conte di Capraia, e all’e-
Grecia, pervenutaci forse completa
stinzione della famiglia passò al giu-
(anche se non perfettamente rifinita)
dice d’Arborea. Nel 1295 Mariano II lo
in dieci libri. P. fu un tipico esponente
cedette alla Repubblica di Pisa, cosı̀
della sua epoca: uomo della rinascita
prima della fine del secolo XIII prese
culturale adrianea, educato sopra i
a essere amministrato direttamente da
classici (Omero, Esiodo e Pindaro),
quel Comune. Subito dopo la conquista
animato da una passione erodotea per
aragonese entrò a far parte del Re-
l’osservazione diretta, poté darsi a lun-
gnum Sardiniae; nel 1326 fu compreso
ghi viaggi per raccogliere un’impo-
nel feudo concesso al Comune, che
nente messe di dati che gli permise di
continuò a possederlo fino allo scoppio
lasciare nella sua opera un insostitui-
della prima guerra tra Mariano IV e
bile patrimonio di notizie. È cosı̀ che
Pietro IV. La sua popolazione cominciò
alla descrizione della topografia delle
a diminuire, e quando scoppiò la se-
principali città della Grecia del suo
conda guerra tra Pietro IV e Mariano
tempo, come Atene e Corinto, a quella
IV divenne teatro delle operazioni bel-
di importanti santuari come Delfi e di
liche: devastato, scomparve in pochi
monumenti e cicli figurativi, P. accom-
anni.
pagna ampi (anche se talora confusi e
carenti) excursus mitografici e storici. Pavesi, Pietro Naturalista (Pavia 1844-
Fra le digressioni mitografiche è pre- ivi 1907). Laureato, insegnò per alcuni
ziosa quella relativa alla Sardegna anni al Liceo di Lugano e in seguito in-
contenuta nel X libro. L’invio a Delfi di traprese la carriera universitaria. In-
una statua dell’eroe eponimo Sardo da segnò presso le Università di Napoli,
parte delle popolazioni che vivono in di Genova e di Pavia. Nella sua ricchis-
Sardegna rappresenta l’occasione per sima produzione scientifica figurano
soffermarsi sull’isola ‘‘grande e felice’’ anche alcuni lavori relativi alla pisci-
di cui i Greci poco sapevano. L’antico coltura e alla legislazione sulla pesca,
nome di Ichnoussa, dovuto alla forma con particolare attenzione all’indu-
simile all’impronta di un piede, sa- stria delle tonnare, cui la Sardegna
rebbe stato dato all’isola dai Greci im- era particolarmente interessata: Rela-
pegnati in navigazioni a scopo com- zione alla Commissione reale per le ton-
merciale. L’isola avrebbe assunto una nare, in Atti della Commissione reale per
nuova denominazione dal suo eponimo le tonnare, 1889.
Sardo, approdato a capo di Libi. Sareb- Pavoncella = Zoologia della Sardegna
bero seguite le missioni di Aristeo; di
Pavoni, Romeo Storico (n. Genova
Norace con gli Iberi; di Iolao con Te-
1945). Allievo di Geo Pistarino, dopo la
spiesi e Ateniesi, e infine dei profughi
laurea ha intrapreso la carriera uni-
Troiani giunti nell’isola per unirsi ai
versitaria. Nel 1980 è diventato profes-
Greci. [GIOVANNI MARGINESU]
sore associato di Storia medioevale; at-
Pau Susu (o Pau de Vinyes) Antico villag- tualmente insegna presso la Facoltà di
gio. Di probabile origine romana, era Lettere dell’Università di Genova nel-
situato alle falde del Monti Idda nelle l’Istituto di Paleografia. Esperto di

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 183


Pazzaglia

problemi genealogici, è autore di nu- nato, in La Sardegna. Enciclopedia (a


merosi lavori molti dei quali dedicati cura di Manlio Brigaglia), 1982.
alla genealogia di famiglie liguri prota-
goniste del Medioevo sardo, come i Do-
ria, i Malaspina, gli Obertenghi e gli
Spinola. Tra questi riguardano la Sar-
degna le genealogie (tutte ricostruite
in collaborazione con L.L. Brook) degli
Aleramici di Saluzzo, I Doria, I Doria
giudici d’Arborea, I Malaspina di Mu-
lazzo, I Malaspina di Giovagallo, I Mala-
spina di Villafranca, Gli Obertenghi di
Massa Parodi e Gavi, Gli Obertenghi di
Massa Cagliari, Gli Spinola, tutte in Ge-
nealogie medioevali di Sardegna, 1984. Pecorino romano – Nonostante il nome,
questo formaggio è prodotto anche in
Pazzaglia, Alfredo Avvocato, uomo po- Sardegna.
litico (Cagliari 1927-ivi 2000). Consi-
gliere regionale, deputato al Parla-
Pecorino romano Formaggio a pasta
mento. Combattente della seconda
semicotta, confezionato col latte fresco
guerra mondiale nella X Mas, dopo la
di pecora intero, originario dell’Agro
liberazione di Mussolini a opera dei te-
romano. La forma cilindrica raggiunge
deschi aderı̀ alla Repubblica Sociale
un peso medio di circa 22 kg; ha la cro-
Italiana. Tornato in Sardegna, si lau-
sta di colore giallo paglierino o mar-
reò in Giurisprudenza e prese a eserci-
rone, la pasta dura, compatta e di co-
tare con successo la professione di av-
lore bianco. È un formaggio piccante,
vocato. Contribuı̀ alla nascita del Movi-
dall’aroma deciso e pieno, che viene
mento Sociale Italiano in Sardegna.
utilizzato come formaggio da tavola
Dopo essere stato eletto ripetutamente
ma anche grattugiato come condi-
consigliere comunale di Cagliari, di
mento. Formaggio a denominazione ti-
Sinnai e di Porto Torres, nel 1957 fu
pica, nel 1996 gli è stata ricononoscita
eletto consigliere regionale del suo
la DOP (Denominazione d’Origine Pro-
partito nel collegio di Cagliari per la
tetta), per cui può essere prodotto sol-
III legislatura e successivamente ri-
tanto secondo un disciplinare rigoroso
confermato per altre due. Durante la
esclusivamente nelle regioni del Lazio
V legislatura, nel novembre 1967, si di-
e della Sardegna e nella provincia di
mise per candidarsi al Parlamento, al
Grosseto. I legami di questo tipo di for-
quale fu eletto deputato ininterrotta-
maggio con la Sardegna risalgono alla
mente dalla V alla X legislatura repub-
seconda metà del secolo XIX quando,
blicana. Per anni fu capogruppo del
durante il crollo del sistema bancario
MSI alla Camera.
sardo e la crisi dell’economia isolana,
Pazzona, Costanzo Sociologo (n. Sas- gli industriali caseari romani invasero
sari, sec. XX). Funzionario della Banca letteralmente la Sardegna, dove pote-
d’Italia a Sassari, negli anni Settanta vano acquistare pecorino a minor
ha fatto parte del collettivo di Scienze prezzo. Poiché erano loro che cura-
sociali dell’Università di Sassari; dal vano i rapporti col fiorente mercato
1993 è socio della Società italiana di americano, imposero in Sardegna i
Sociologia. Tra i suoi scritti: L’artigia- propri sistemi di fabbricazione. Solo

178

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 184


Peis Concas

dopo la fine della prima guerra mon- piegato, si accostò alla politica fin da
diale i produttori sardi tentarono di giovane, frequentando anche a Mosca
modificare questa situazione di dipen- scuole di formazione politica. Nel 1965
denza. fu eletto consigliere regionale del Par-
tito Comunista Italiano nel collegio di
Sassari per la V legislatura e riconfer-
mato per la VI, al termine della quale
non fu più candidato.
Peis Famiglia cagliaritana (secc. XVII-
XVIII). Le sue notizie risalgono al se-
colo XVII. I suoi membri si dedicavano
tradizionamente alla carriera mili-
tare; di essi un Michelangelo nel 1643
fu ammesso allo Stamento militare du-
rante il parlamento Avellano e nel 1646
Pecorino sardo – Le forme pesano ottenne il cavalierato ereditario. I suoi
mediamente da 1,5 kg a 5 kg. discendenti continuarono a prendere
parte agli altri parlamenti ed espres-
Pecorino sardo Formaggio a pasta se- sero alcune distinte personalità; si
micotta, confezionato col latte fresco di estinsero nel corso del secolo XVIII.
pecora intero proveniente dalla Sarde- Peis, Francesco = Ignazio da Laconi,
gna. La sua produzione risale ai tempi santo
più antichi della tradizione pastorale
Peis, Is Località abitata in territorio di
isolana: ne parlano Columella, Var-
Sant’Anna Arresi. Anche questo pic-
rone, Plinio e altri autori classici. La
colo centro si è sviluppato in età non
sua forma cilindrica raggiunge un
precisabile, e comunque non prima
peso medio tra 1,5 kg e 5 kg. Ha la crosta
del secolo XVII, da un furriadroxiu co-
di colore bianco paglierino o marrone,
struito in un territorio che probabil-
la pasta morbida e di colore bianco
mente era stato concesso in enfiteusi a
nelle forme più giovani, il sapore dolce
una famiglia Peis, che in seguito gli ha
e aromatico. Nelle forme invecchiate,
dato il nome.
invece, la pasta è dura e talvolta granu-
losa, di sapore gradevole e piccante Peis, Pietro Antonio Uomo d’armi (Ca-
dall’aroma deciso e pieno. Il pecorino gliari, prima metà sec. XVII-?). Entrato
sardo viene utilizzato come formaggio nell’esercito reale, fu mandato a Na-
da tavola, eccellente per tutte le diete, poli durante la rivoluzione del 1648 e
ma anche grattugiato come condi- vi si segnalò. In seguito fu inviato in
mento. È un formaggio a denomina- Catalogna; tornato in Sardegna nel
zione tipica, cui nel 1996 è stata ricono- 1650, durante la peste del 1652 si ado-
noscita la DOP (Denominazione d’Ori- però in soccorso della popolazione di
gine Protetta), per cui può essere pro- Cagliari.
dotto soltanto secondo un disciplinare Peis Concas, Iride Scrittrice (n. sec.
rigoroso esclusivamente nella regione XX). Conoscitrice della realtà minera-
Sardegna. ria della Sardegna, nel 1990 ha contri-
Pedroni, Tonino Funzionario, consi- buito con Letterio Freni alla stesura di
gliere regionale (Tempio Pausania un libro sulla miniera di Montevecchio
1926-?, 1994). Comunista militante, im- (Montevecchio, 1991).

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 185


Peli

Peli, Giuseppe Letterato (Cagliari, sec. Lo sguardo lungo. Arte italiana nella
XVIII-?). Fu l’autore di un poemetto in Collezione Ingrao, 2001; Mussolinia di
terza rima in tre canti, apparso nel Sardegna 1928-1935, ‘‘Parlamento’’,
1794, per celebrare la vittoria riportata XXXI, 235, 2001; Da Mussolina a Carbo-
l’anno precedente dai sardi contro il nia, 2002. Si occupa anche di illustra-
tentativo di sbarco francese, Il genio di zione pubblicitaria – dall’ex libris al
Cagliari ossia la gloriosa difesa fatta dai manifesto – per enti pubblici e commit-
sardi nell’anno 1793 contro l’armata tenti privati. Ha illustrato periodici
francese, 1794. come ‘‘Il Cagliaritano’’ e ‘‘La Nuova Ri-
nascita Sarda’’, libri tra i quali Batta-
Pellegrini, Giorgio Storico dell’arte (n.
glie e Due colori esistono al mondo, per il
Cagliari 1952). Conseguita la laurea, si
Maestrale di Nuoro. Ha inoltre curato
è specializzato in Archeologia e Storia
l’immagine di alcuni eventi culturali
dell’arte. Nel 1977 ha intrapreso la car-
per conto dell’Assessorato dei Beni
riera universitaria. Autore di nume- culturali (‘‘La Mémoire et les images’’,
rosi saggi, si è anche dedicato all’atti- ‘‘Cerdeña Isla de Colores’’). Come illu-
vità giornalistica, collaborando con al- stratore ha lavorato per l’edizione di
cuni periodici specializzati. Dal 2001 è cataloghi di diverse rassegne cinema-
assessore alla cultura del Comune di tografiche organizzate dalla Società
Cagliari. Tra i suoi scritti: Lettera alla Umanitaria/Cineteca sarda di Cagliari.
Sardegna, ‘‘D’ars’’, 70, 1974; Il Liberty a È assessore alla Cultura del Comune di
Cagliari in Itinerario del liberty a Ca- Cagliari.
gliari, 1980; Giuseppe Biasi grafico in
Biasi nella collezione regionale, 1984; Pellegrino, Bruno Storico (n. San Ce-
Arte e artisti negli anni di Weimar in Il sario di Lecce 1946). Dopo la laurea ha
cinema di Weimar, la realtà, l’incubo, intrapreso la carriera universitaria.
1986; Meleagro risorto. Un modello an- Attualmente è professore di Storia mo-
tico nell’iconografia del neoclassicismo, derna nella Facoltà di Lettere dell’U-
‘‘Annali della Facoltà di Lettere e Filo- niversità di Lecce. Ha dedicato alla
sofia dell’Università di Cagliari’’, Sardegna il saggio Inquisizione e lotta
XLIX, 12, 1991; Il braccio della morte. di potere in Sardegna nel secolo XVII,
Migrazioni iconografiche, 1993; Quattro ‘‘Annuario dell’Istituto storico italiano
cartelle. Arte e artisti in corpo otto, Anto- per l’Età moderna e contemporanea’’,
logia di scritti giornalistici, 1993; Blin- XXXVII-XXXVIII, 1986.
dati d’arte, 1995; Mussolina di Sarde- Pellicer, Francesco Religioso (Spa-
gna, in Le città di fondazione in Sarde- gna, seconda metà sec. XV-Roma
gna, 1998; L’eccezione e la regola. Eccle- 1508). Arcivescovo di Sassari dal 1499
tismo, macchinismo e razionalismo al 1508. Dotto teologo, dopo il 1494 fu
nelle architetture di Mussolina di Sarde- nominato vicario generale della dio-
gna, ‘‘Rivista di Studi Sardi’’, XXXI, cesi di Sassari. Nel 1499 fu nominato
1999; L’architetto delle isole: Giovanni arcivescovo, ma per i contrasti con
Battista Ceas, in Atti del II convegno sul- Francesco Manno entrò in possesso
l’identità storica di Arborea, 1999; Una del suo ufficio solo nel 1503. Poco
guerra cubista e origini del camouflage, dopo, però, ebbe dei contrasti riguardo
‘‘Storia e dossier’’, V, 145, 2000; Inge- i suoi poteri giurisdizionali anche col
gneri e architetti. Quattro profili in Re- governatore di Sassari. Per difendersi
surgo. Da Mussolinia ad Arborea: vi- si recò a corte e di lı̀ a Roma, dove però
cende e iconografia della bonifica, 2000; morı̀. Nel 1501 aveva indetto un sinodo

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 186


Peonia

diocesano, nel quale erano stati deli- a fungo retta da un pilastro. Costruita
berati provvedimenti contro chi non nel 1578 ai piedi di capo Falcone di
pagava le decimas decimarum per la Stintino, era destinata alla difesa pe-
Crociata e proibito ai sacerdoti di por- sante: aveva tre cannoni e una spin-
tare armi. «L’abuso continuò – com- garda ed era in vista della torre dell’I-
menta Enrico Costa – poiché nel 1531 sola Piana, dalle caratteristiche analo-
si trova rinnovata la proibizione. A ghe.
quanto pare, i ladri erano numerosi e Peña Famiglia sassarese (secc. XV-
non rispettavano né preti né frati». XVI). Le sue notizie risalgono al secolo
Pellicer de Osan y Tobar, Joseph XV; apparteneva all’oligarchia mer-
Storico (Saragozza 1602-Madrid 1679). cantile della città. Nel 1478 un Antonio
Si occupò di genealogia, mostrando di mercante ottenne il riconoscimento
possedere una grande erudizione ma della generosità. La sua discendenza
anche scarso senso critico. Un suo ma- si estinse nel corso del secolo XVI.
noscritto intitolato Memorial de la casa
Penyacuta, Gomez Donzello catalano
de Alagon marqués de Villasor en Sar-
(Catalogna, prima metà sec. XIV-Villa
deña, è conservato presso la Camera
di Chiesa, 1364 ca.). Giunse in Sarde-
di Commercio di Cagliari.
gna nel 1353 con la compagnia di Lopez
Pellis, Giovanni Religioso (sec. XV). de Gurrea al seguito di Pietro IV. Nel
Vescovo di Terralba dal 1475 al 1484. 1355 fu investito del feudo di Goni. Nel
Succeduto a una serie di vescovi ano- 1358 fu nominato castellano di Salva-
nimi, tutti destinatari di lettere dei terra unitamente a Pietro Martinez de
papi Callisto III (1455) e Pio II (uno nel Sarasa e si stabilı̀ a Villa di Chiesa (l’at-
1462 e l’altro nel 1464), nel 1484 fu di- tuale Iglesias), dove morı̀ senza discen-
spensato per illegittimità. denti.
Peonia Pianta erbacea della famiglia
delle Peoniacee (Paeonia mascula (L.)
Miller ssp. russii (Biv.) Cullen et Heyw.).
Perenne, ha rizoma sotterraneo da cui,
a fine inverno, crescono le nuove pian-
tine; le foglie sono composte da lamine
larghe, con margine crenato, di un
verde intenso e lucido, mentre il
gambo e gli steli sono rossastri; i fiori
sono grandi, numerosi all’apice della
pianta, di un intenso colore rosato-por-
porino (la tonalità di colore varia con la
composizione del terreno e l’esposi-
zione al sole), al centro gli stami, lunghi
e numerosi, formano un piumino
giallo; i frutti sono capsule pelose, tri-
lobate, con semi neri e lucidi. Chia-
Torre della Pelosa – La torre ai piedi di capo mata anche rosa di montagna, è la
Falcone. pianta più affascinante della flora
sarda, tanto da essere usata come logo
Pelosa, torre della Edificio di forma della Regione, anche perché è tipica
cilindrica con una caratteristica volta della vegetazione delle zone interne e

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 187


Pepitoni

montane, quelle ancora selvagge e au- cando penetranti elzeviri sulle opere
tentiche: la p. cresce infatti nelle ra- di scrittori francesi a lui contempora-
dure o nel sottobosco rado delle lec- nei.
cete delle Barbagie e dell’Ogliastra,
Peralda, Sergio Avvocato, consigliere
ma oltre gli 800-1000 m si può trovare
regionale (Olbia 1915-ivi 1992). Dopo
in tutta l’isola. A Montarbu di Seui o
aver conseguito la laurea in Giurispru-
nella foresta di Montes a Orgosolo pas-
denza, esercitò con successo la profes-
seggiare in primavera nei silenzi del
sione di avvocato e a partire dal se-
bosco e trovarsi improvvisamente di
condo dopoguerra fu esponente di
fronte a una distesa di peonie in fiore
punta del socialismo sardo e personag-
è un’emozione indimenticabile: le loro
gio di primo piano nella vita politica di
dimensioni e la regolarità con cui le
Olbia. Nel 1961 fu eletto consigliere re-
piante crescono danno l’impressione
gionale del suo partito nel collegio di
di trovarsi di fronte a un ‘‘giardino se-
Sassari per la IV legislatura e successi-
greto’’. Nella medicina popolare se ne
vamente riconfermato nello stesso col-
riconoscono le proprietà antispasmo-
legio fino alla VI legislatura nel 1974.
diche ed emetiche. Nomi sardi: arrosa
Dall’agosto 1965 al giugno 1969 fu as-
de monti; rosa peonia (logudorese); rosa
sessore alle Finanze nelle giunte di
pionia, rosa veronica. [MARIA IMMACOLATA
Efisio Corrias e di Giovanni Del Rio;
BRIGAGLIA]
subito dopo fu assessore all’Industria
fino al novembre 1970 nelle giunte Del
Rio e Abis. Infine dal dicembre 1973 al
giugno 1974 fu un’ultima volta asses-
sore all’Igiene in un’altra delle giunte
Del Rio. Tornato alla vita privata, ebbe
ruoli di spicco nell’organizzazione so-
cietaria del Consorzio della Costa Sme-
ralda.
Peralta, Guglielmo de Viceré di Sar-
degna (Catalogna, prima metà sec. XV-
Cagliari?, 1484). In carica dal 1483 al
1484. Gentiluomo catalano, amico per-
sonale di Giovanni II che, una volta in-
coronato, lo nominò viceré di Sicilia.
Di qui fu inviato in Sardegna quando il
contrasto tra l’allora viceré di Sarde-
Peonia – Un esemplare nel Supramonte di
gna Ximén Pérez Escrivá de Romanı́ e
Oliena.
il procuratore reale Giovanni Fabra si
fece più acuto a causa della succes-
Pepitoni, Giovanni Intellettuale, gior- sione nei feudi appartenuti a Rosa
nalista (Cagliari 1889-ivi 1973). Conse- Gambella, di cui il Pérez si era impa-
guita la laurea, si dedicò all’insegna- dronito dopo la morte della titolare.
mento nelle scuole superiori e al gior- Condusse l’inchiesta con grande rigore
nalismo. Fu critico letterario acuto ed e dopo che il Pérez fu rimosso dal suo
elegante e attento indagatore della sto- incarico, nel 1483 assunse a sua volta le
ria della sua città. Collaborò per de- funzioni di viceré di Sardegna. Con
cenni con ‘‘L’Unione sarda’’, pubbli- azione decisa cercò di ristabilire la fi-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 188


Perantoni Satta

ducia generale ma morı̀ poco dopo, Perantoni Satta, Gavino Medico, sto-
probabilmente nella stessa capitale rico, bibliofilo (Sassari 1899-ivi 1963).
del Regno. Intellettuale antifascista, dopo aver
Peralta, Raimondo de (o Raimondo di conseguito la laurea in Medicina si de-
Saluzzo) Uomo d’armi (Sicilia, fine sec. dicò alla professione e fu tra gli anima-
XIII-ivi 1348). Figlio di Filippo di Sa- tori della vita culturale della città.
luzzo portava il nome della famiglia di Uomo dai molteplici interessi, si oc-
sua madre. Prese parte alla spedizione cupò di numismatica (in particolare
in Sardegna dell’infante Alfonso unita- sino al 1960), condusse importanti e
mente a suo padre, e quando nel 1324 originali ricerche storiche, in partico-
questi fu nominato governatore gene- lare (a partire dal 1960) sui moti anti-
rale lo sostenne. Quando, però, nel feudali di fine Settecento e su Gio-
1325 Filippo di Saluzzo morı̀, assunse vanni Maria Angioy. Suo merito indi-
verso la monarchia catalano-arago- menticabile (anche se forse, come cà-
nese un atteggiamento poco chiaro, pita, in qualche misura dimenticato) fu
proprio nel momento in cui la ripresa il riordino, la riorganizzazione e in
del conflitto con Pisa sembrava inevi- parte la catalogazione, fra la seconda
tabile. Per questa ragione nel 1326 metà degli anni Quaranta e la prima
ebbe dei forti contrasti con i Carroz, al degli anni Sessanta, della Biblioteca
punto che il re dovette ingiungergli di comunale, che era rimasta già dagli
lasciare la Sardegna. Continuò a vivere anni Trenta completamente abbando-
a corte impegnato in altri compiti. nata, tanto che su alcuni volumi, anche
Perani, Mauro Storico del diritto (n. preziosi, la polvere di calcare accumu-
Castel Goffredo 1949). Dopo la laurea lata aveva formato una resistentissima
si è dedicato all’insegnamento univer- crosta. Gli furono compagni in questa
sitario. Nel 1996 è diventato ricerca- diuturna impresa, nel ruolo di consi-
tore di Ebraico; attualmente lavora glieri e di protettori politici (P.S. era
presso l’Università di Bologna. Ha de- comunista, l’amministrazione comu-
dicato alla Sardegna l’ampio saggio nale a larga maggioranza democri-
Appunti per la storia degli Ebrei in Sar- stiana), il professor Lorenzo Forteleoni
degna durante la dominazione arago- e lo scrittore Filippo Addis. Quando
nese, ‘‘Italia. Studi e ricerche sulla Sto- morı̀, nel 1963, considerava il suo la-
ria, la Cultura e la Letteratura degli voro non ancora terminato. La sua bi-
Ebrei in Italia’’, V, 1/2, 1985. blioteca personale fu donata dai fami-
Perantoni, Manlio Avvocato, consi- liari alla Biblioteca comunale. Tra i
gliere regionale (n. Sassari 1930). suoi scritti: Contributo allo studio delle
Dopo aver conseguito la laurea in Giu- monete punico-sarde, ‘‘Numismatica’’,
risprudenza, ha preso a esercitare la 1-2, 1940, e 3-4, 1941; Notizie storiche
professione di avvocato e a interes- sulla Biblioteca comunale di Sassari,
sarsi di politica, schierato fin da gio- ‘‘Ichnusa’’, I, 1946; La monetazione in
vane nel Partito Socialdemocratico. Sardegna, ‘‘Il Corriere dell’Isola’’,
Nel 1965 si è presentato alle elezioni 1951; Alcune varietà delle monete co-
regionali per la V legislatura ma non è niate nella zecca di Cagliari da Filippo
stato eletto; nel 1967 è entrato in Consi- II re di Spagna, delle Due Sicilie e di Sar-
glio regionale subentrando all’on. An- degna, ‘‘Italia numismatica’’, 2-3, 1954;
tonio Catte dimissionario. Successiva- Rinvenimenti di monete romane in Sar-
mente non è stato riconfermato. degna, ‘‘Annali dell’Istituto italiano di

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 189


Perassi

Numismatica’’, 1954; Rinvenimenti in dell’autonomia speciale che si sarebbe


Sardegna di monete dell’Impero ro- dovuta concedere ad alcune regioni
mano e dell’Impero d’Occidente, I. I ri- italiane, fra cui la Sardegna. In seguito
postigli, ‘‘Annali dell’Istituto italiano di fu nominato giudice costituzionale e,
Numismatica’’, II, 1955; Rinvenimenti nel 1957, accademico dei Lincei. Si
in Sardegna di monete dell’Impero d’O- era interessato, in giovinezza, di Gio-
riente, ‘‘Annali dell’Istituto italiano di vanni Battista Tuveri, cui dedicò un
Numismatica’’, III, 1956; Rinvenimenti saggio raccolto nell’opuscolo Un solita-
in Sardegna di monete medioevali e mo- rio pensatore di Sardegna. G.B. Tuveri,
derne, ‘‘Annali dell’Istituto italiano di edito a Milano nel 1908 a cura del Cir-
Numismatica’’, IV, 1957; Rinvenimenti colo ‘‘Carlo Cattaneo’’. L’anno prece-
in Sardegna delle monete della Repub- dente aveva pubblicato sull’‘‘Unione
blica romana, ‘‘Annali dell’Istituto ita- sarda’’ un articolo sullo stesso argo-
liano di Numismatica’’, V-VIII, 1958- mento, Gioberti in stato d’accusa ad
1961; Il terzo stato in Sardegna, ‘‘Ich- opera di G.B. Tuveri.
nusa’’, 29, 1959; La formazione del
primo partito borghese in Sardegna,
‘‘Ichnusa’’, 29, 1959; Il trionfale ingresso
dell’Angioy a Sassari e Riforme ardite
ma non contro la legge chiedeva Giom-
maria Angioy, sardo di un’epoca nuova,
entrambi in ‘‘La Nuova Sardegna’’,
1959; La chiesa di S. Donato nella città
di Sassari, 1961; Caddero sotto il piccone
degli eversori il castello, le mura, le torri
di Sassari, ‘‘La Nuova Sardegna’’, 1961;
Il Palazzo di città di Sassari, 1962; Il con-
tributo dell’Università di Sassari ai moti
antifeudali sardi, ‘‘La Nuova Sarde-
gna’’, 1962; Il palazzo dell’Università,
‘‘Studi sassaresi’’, 1-2, XXX, 1963; Al-
Perdaliana – Vista della Perdaliana nei pressi
cune varietà delle monete coniate nella di Gairo.
zecca di Cagliari da Filippo II re di Spa-
gna, ‘‘Italia numismatica’’, 1964. Una
serie di saggi manoscritti sulla Sarda
Perdaliana (o Perda Liana, Taccu) Nome
di uno dei tacchi (=) calcarei che ca-
Rivoluzione è, ancora inedita, in pos-
ratterizzano l’area situata tra la Barba-
sesso della famiglia.
gia di Seulo e il Nuorese. Alto 1293 m, si
Perassi, Tomaso Giurista (Intra 1886- staglia in modo netto sul paesaggio cir-
Milano 1960). Intrapresa la carriera costante ed è visibile a grande di-
universitaria, nel 1914 divenne profes- stanza. Secondo una suggestiva leg-
sore di Diritto pubblico e di Diritto in- genda, ai suoi piedi si svolgevano le
ternazionale. Insegnò nelle Università riunioni tribali degli Iliensi: in anni
di Bari, di Napoli e di Roma. Nel 1946 recenti la sua fama è stata rinverdita
fu eletto alla Costituente dove nel 1947 dai movimenti nazionalitari sardi, che
divenne presidente della sottocommis- guardano ad essa come a una sorta di
sione per gli statuti, nel cui seno as- monumento-simbolo del popolo sardo.
sunse posizioni critiche nei confronti Il Lamarmora ce ne ha lasciato una de-

184

Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 190


Perdasdefogu

scrizione memorabile, che cosı̀ con- dopo, procedettero a un’ulteriore divi-


clude: «La Perdaliana è il soggiorno fa- sione tra loro, entrò a far parte dei ter-
vorito dei mufloni. Nelle dieci o dodici ritori assegnati al ramo del conte Ugo-
volte che l’ho vista (l’ultima volta ci fui lino. Prima della fine del secolo XIII, i
nel 1853), raramente ci è capitato di figli del conte, in conseguenza della
non trovarvi qualche coppia o addirit- guerra che avevano scatenato contro il
tura mandrie intere di questi animali, Comune di Pisa per vendicare la morte
che pascolavano tranquillamente sul- del padre, ne persero il controllo, cosı̀
l’erto pendı̀o nella parte finale del il villaggio passò a essere ammini-
cono. La predilezione del muflone per strato da funzionari pisani. Subito
questo picco è condivisa da due specie dopo la conquista aragonese entrò a
ben diverse di uccelli, che si incon- far parte del Regnum Sardiniae e fu
trano esclusivamente sulle più alte concesso in feudo a Berengario Perte-
vette del continente. Non sono mai an- gas, alla cui morte era però già presso-
dato sulla Perdaliana senza veder pla- ché deserto. Nel 1339 la vedova lo ven-
nare sopra di me il più grande rapace dette a Francesco Estaper che nel 1442
dell’isola, il Gipeto barbuto, che fa il suo lo vendette a Pietro de Açen.
nido al sicuro, sulla cima di questa roc- Perda Niedda Miniera di piombo,
cia, per niente infastidito dall’idea di zinco e ferro nel salto di Oridda in ter-
doverla condividere con una banda nu- ritorio di Iglesias. Le attività estrattive
merosa e stridula d’una graziosa spe- vi iniziarono nel 1857 a opera di Leone
cie di cornacchia nera, che ha zampe e Goüin. Egli aveva avuto la concessione
piedi di color corallo: è la Pyrrhocoras per il solo piombo, ma dopo alcuni anni
Cornacais, la cornacchia di montagna: vi scoprı̀ anche le piriti: in conse-
ma questo uccello vi abita soltanto du- guenza dell’accresciuta importanza
rante la bella stagione, cioè durante il del sottosuolo, entrò in conflitto con
tempo della covata. Sulla roccia non si l’ingegner Sarzella, proprietario dei
vede traccia di nuraghi, ma il com- terreni, che chiedeva canoni più ele-
pianto intendente Francesco Gessa, vati. Nel corso dei decenni successivi
che fu a lungo amministratore della la miniera passò di mano per diverse
provincia di Lanusei di cui questa re- volte; dopo la seconda guerra mon-
gione fa parte, mi assicurò che tempo diale i lavori cessarono definitiva-
fa un pastore che aveva voluto fare uno mente negli anni Sessanta.
scavo nella roccia aveva trovato, in un
Perdasdefogu Comune della provin-
crepaccio o in nascondiglio, una certa
cia dell’Ogliastra, compreso nell’XI
quantità di monete di rame, che mi
Comunità montana, con 2331 abitanti
fece recapitare e che risultarono es-
(al 2004), posto a 599 m sul livello del
sere delle monete cartaginesi».
mare nella vasta area spopolata tra
Perdalonga (o Petralonga) Antico villag- Tertenia ed Escalaplano. Regione sto-
gio che faceva parte del giudicato di rica: Siurgus. Diocesi di Lanusei.
Cagliari compreso nella curatoria del & TERRITORIO Il territorio comunale,
Sols. Era situato in località Sa Pedra di forma grosso modo quadrata, si
Longa nelle campagne di Teulada. estende per 77,73 km2 e confina a nord
Quando il giudicato cessò di esistere, con Ulassai, a est ancora con Ulassai, a
nella divisione del 1258, fu incluso nei sud con Villaputzu e a ovest con Esca-
territori toccati ai Della Gherardesca e laplano. Si tratta di una regione di col-
quando questi ultimi, alcuni anni line povere di acque e ricoperte di

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 191


Perdasdefogu

macchia mediterranea, non molto alte zione del majore fu modificato e perciò
ma spesso erte e tagliate in più di un l’autonomia della comunità fu notevol-
caso da incisioni profonde. I rari corsi mente limitata; in quanto al carico fi-
d’acqua appartengono in parte al ba- scale, furono introdotti nuovi balzelli.
cino idrico del Rio di Quirra, che Dopo una lite durata fino al 1726 P. per-
scorre a oriente, in parte al Flumi- venne ai Català. Nel corso del secolo
neddu, affluente del Flumendosa che XVIII, con la costituzione del Consiglio
forma a ovest del paese un lungo lago comunitativo e del Monte granatico, la
artificiale. Le comunicazioni sono as- comunità cominciò a riacquistare una
sicurate da una strada secondaria che certa autonomia nei confronti dell’am-
ha origine nei pressi di Ulassai e pro- ministrazione baronale. Il villaggio in-
segue poi sino a Escalaplano. fine passò agli Osorio cui fu riscattato
& STORIA Le origini del villaggio pro- nel 1839; nel 1821 fu incluso nella pro-
babilmente si possono far risalire al- vincia di Lanusei e, quando nel 1848
l’Alto Medioevo; un’antica tradizione furono abolite le province entrò a far
popolare riferisce in proposito che i parte della divisione amministrativa
primi abitanti sarebbero stati i profu- di Nuoro. Di questo periodo abbiamo
ghi di un antico villaggio che sorgeva notizie dallo studioso Vittorio Angius
sulle coste e che sarebbe stato distrutto che, nella breve scheda sul paese inse-
da un’incursione di Arabi. Il villaggio rita nel Dizionario del Casalis, scrive:
faceva parte del giudicato di Cagliari «Popolazione. Le case sono circa 136,
incluso nella curatoria di Quirra ed è le famiglie 129, le anime 580. Nascono
documentato a partire dagli inizi del 25, muojono 20, si celebrano matrimo-
1300 quando era amministrato diretta- nii 5. Le malattie più frequenti sono il
mente dal Comune di Pisa. Subito dopo dolor laterale, le infiammazioni al fe-
la conquista aragonese, nel 1327 fu in- gato e febbri cachetiche. Non v’ha altri
cluso nel feudo concesso a Diego Za- per curar la sanità che qualche flebo-
pata ma i suoi abitanti mantennero un tomo: le partorienti non hanno assi-
atteggiamento di profonda ostilità sia stenza. Professioni. Le famiglie agri-
nei confronti del feudatario sia nei cole sono 109, le pastorali 20. Pochi at-
confronti del castellano di Quirra e, tendono agli altri mestieri. Lavorano le
allo scoppio della prima guerra tra Ma- donne in circa 80 telai, e fanno non solo
riano IVe Pietro IV, si ribellarono aper- per provvedere alle famiglie, ma anche
tamente. Finita la guerra, P. entrò a far a lucro; il che può dare una giusta idea
parte del territorio che fu concesso a del loro studio nel lavoro». Quando nel
Berengario Carroz che lo unı̀ agli altri 1859 furono ricostituite le province P.
suoi feudi dando vita nel 1363 alla con- fu incluso in quella di Cagliari. Nel
tea di Quirra. Successivamente, scop- 1927, con la ricostituzione della provin-
piata la seconda guerra tra Mariano IV cia di Nuoro, tornò a farne parte. La
e Pietro IV, i suoi abitanti si ribellarono sua tranquilla vita di comunità pasto-
nuovamente e si schierarono con il giu- rale, a partire dagli anni Cinquanta, si
dice d’Arborea. Caduto nel 1409 il giu- misura con la realtà del Poligono Spe-
dicato, P. tornò in possesso dei Bertran rimentale Interforze del salto di
Carroz eredi dei Carroz. Nei secoli suc- Quirra, un impianto militare e di ri-
cessivi passò dai Bertran Carroz ai cerca scientifica che si è integrato
Centelles, che si estinsero nel 1674; in completamente nella vita del villaggio
tutto questo periodo il sistema di ele- e contribuisce al suo benessere. Il poli-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 192


Perdasdefogu

gono è utilizzato per effettuare dei licenza elementare 697; analfabeti 75;
lanci di missili per l’esplorazione della automezzi circolanti 858; abbonamenti
stratosfera. Negli ultimi anni, quando TV 566.
si è sviluppato il dibattito sulle nuove & PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il ter-
province, P. vi ha preso parte optando ritorio conserva rilevanti testimo-
per il passaggio a quella di nuova costi- nianze del periodo nuragico, tra cui i
tuzione dell’Ogliastra. nuraghi Arras, Florentina, Orcu, Per-
& ECONOMIA Le attività di base dell’e- dixeddu, Prediargiu, San Pietro, Trun-
conomia sono l’allevamento del be- cone, Trutturis. Esiste anche un’antica
stiame, ovini, caprini e, in misura mi- fonte sacra in regione Peddi de Cani.
nore, bovini e suini, e l’agricoltura, in & PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE
particolare la cerealicoltura, la viticol- E AMBIENTALE Il tessuto urbanistico
tura e la frutticoltura. Negli ultimi de- conserva ancora il suo assetto tradizio-
cenni si sta sviluppando anche l’atti- nale; lungo le strade, nonostante il pro-
vità industriale che si basa sul com- fondo rinnovamento edilizio degli ul-
parto alimentare, la fabbricazione di timi anni, è possibile trovare ancora le
mobili, la produzione e distribuzione case in pietra a più piani del tipo bar-
dell’energia elettrica. È discretamente baricino. Oltre alla chiesa parroc-
organizzata la rete di distribuzione chiale, intitolata a San Sebastiano, esi-
commerciale; un notevole contributo stono i significativi resti di una più an-
all’economia del paese viene dalla pre- tica chiesa, intitolata anch’essa a San
senza della base aeronautica. Vi ope- Sebastiano: l’edificio ha un impianto a
rano un albergo con 26 posti letto e tre tre navate e modalità costruttive pre-
ristoranti. Servizi. P. è collegato da au- romaniche che fanno pensare a una
tolinee agli altri centri della provincia. sua datazione nel secolo X. Recenti re-
Dispone di Pro Loco, stazione dei Ca- stauri ne hanno impedito l’ulteriore
rabinieri, medico, farmacia, scuola degrado e l’hanno trasformata in un
dell’obbligo e scuole secondarie supe- suggestivo spazio culturale dove nel
riori (Istituto professionale indu- periodo estivo si svolgono alcune delle
striale), sportello bancario. manifestazioni della rassegna ‘‘Fo-
& DATI STATISTICI Al censimento del ghesu canta Foghesu’’, con la quale la
2001 la popolazione contava 2369 unità, Pro Loco intende rilanciare le tradi-
di cui stranieri 2; maschi 1215; fem- zioni del paese. Altro importante mo-
mine 1154; famiglie 615. La tendenza numento è la chiesa di San Pietro, co-
complessiva rivelava una diminuzione struita tra gli inizi del secolo XIX e il
della popolazione, con morti per anno 1950. Ha forme di maniera ispirate al
23 e nati 17; cancellati dall’anagrafe Neoclassico, il suo impianto è a una
106 e nuovi iscritti 51. Tra gli indicatori navata e la copertura è a volte a botte.
economici: imponibile medio IRPEF Al suo interno conserva alcune statue
19 822 in migliaia di lire; versamenti lignee del secolo XVIII e qualche pezzo
ICI 621; aziende agricole 161; imprese di argenteria del Seicento. Alle porte
commerciali 133; esercizi pubblici 17; del paese si apre un vasto Parco comu-
esercizi all’ingrosso 1; esercizi al detta- nale, all’interno del quale si possono
glio 59; ambulanti 1. Tra i principali in- ammirare numerose varietà vegetali e
dicatori sociali: occupati 743; disoccu- incontrare mammiferi e volatili della
pati 126; inoccupati 126; laureati 40; di- fauna isolana.
plomati 336; con licenza media 668; con & FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Il

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 193


Perda Sterria

momento che meglio riflette il patri- XIX Comunità montana, con 1465 abi-
monio delle tradizioni popolari è costi- tanti (al 2004), posto a 98 m sul livello
tuito dalla festa di San Salvatore e di del mare una quindicina di chilometri
San Giovanni Battista, antica sagra le a est di Carbonia. Regione storica: Sul-
cui origini risalgono al Seicento e che cis. Diocesi di Iglesias.
si svolge a metà settembre, protraen- & TERRITORIO Il territorio comunale,
dosi per quattro giorni. Ha inizio con il di forma grosso modo triangolare, si
trasporto delle statue dei due santi estende per 29,55 km2, comprendenti
dalla parrocchiale a una chiesetta in anche la frazione di Pesus, e confina a
località S’enna ’e Itta con una proces- nord e a est con Narcao, a sud con Vil-
sione solenne aperta dai fedeli che re- laperuccio e a ovest con Tratalias e
cano caratteristici ex voto costituiti da Carbonia. Il paese si stende nella val-
due canne incrociate e rivestite di lata, piuttosto ampia in questo punto,
stoffe colorate (su pannu). Durante i del rio Flumentepido, che poco più a
riti religiosi viene cantato il rosario in sud dà luogo all’invaso artificiale di
sardo al suono delle launeddas (=). Dei Monte Pranu; mentre a oriente e a oc-
quattro giorni uno è dedicato agli cidente si stende una teoria di colline
ospiti (sa dı̀ de sa strangı̀a) e un altro a
che fanno parte del sistema montuoso
manifestazioni in onore dei venditori
dell’Iglesiente. Il paese comunica per
ambulanti (sa dı̀ ’e is barateddus). In
mezzo di una strada secondaria che da
passato molti dei fedeli si recavano
Carbonia si dirige verso est, fino a con-
alla chiesa del santo in ginocchio e
giungersi con la statale 293; dal paese
compivano poi tre giri attorno all’edifi-
hanno poi origine una deviazione a
cio.
nord per il villaggio di Terraseo, a sud
Perda Sterria Antico villaggio di ori- per Tratalias e Villaperuccio.
gine medioevale che faceva parte del & STORIA Il territorio conserva alcuni
giudicato di Cagliari, compreso nella nuraghi e altre evidenti tracce dell’in-
curatoria di Nora. Sorgeva in prossi- sediamento dell’uomo a partire dalla
mità di Pula; quando il giudicato fu de- preistoria. Nel Medioevo il villaggio
bellato, nella divisione del 1258 fu as- apparteneva al giudicato di Cagliari
segnato ai Dell a G herardesca e ed era incluso nella curatoria del Sols.
quando, alcuni anni dopo, la famiglia Probabilmente si sviluppò attorno a un
procedette a una nuova divisione tra i antico monastero del quale rimangono
suoi rami, toccò ai discendenti del tracce. In seguito alla divisione del
conte Gherardo. Dopo la conquista, 1257 fu incluso nei territori toccati ai
avendo essi prestato omaggio al re d’A- Della Gheradesca del ramo del conte
ragona, il villaggio entrò a far parte del Ugolino. Dopo la disastrosa guerra sca-
Regnum Sardiniae, e i suoi proprietari tenata dai figli del conte, alla fine del
riuscirono a conservarne il possesso. secolo XIII, contro Pisa per vendicare
Scoppiata la prima guerra tra Pietro la morte del padre, il villaggio venne
IV e Mariano IV, quando il conte Ghe- amministrato direttamente da funzio-
rardo il giovane fu sospettato di tradi-
nari del Comune. Con la conquista ara-
mento nel 1353, il territorio fu loro con-
gonese, nel 1328 fu riconosciuto come
fiscato; la sua popolazione lo abban-
feudo a Pietro de Açen. Negli anni suc-
donò alcuni anni dopo e scomparve.
cessivi soffrı̀ a causa della peste del
Perdaxius Comune della provincia di 1348 e per le guerra tra Aragona e Ar-
Carbonia-Iglesias, compreso nella borea e andò spopolandosi rapida-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 194


Perdaxius

mente. Rimase occupato dalle truppe che l’attività industriale che si basa
arborensi fino alla battaglia di Sanluri; sulle produzioni agroalimentari e sul-
dopo il 1409 era completamente spopo- l’edilizia. È sufficientemente organiz-
lato e compreso in un vasto territorio zata la rete di distribuzione commer-
che era stato concesso in feudo ai ciale. Servizi. P. è collegato da autoli-
Montbuy che si estinsero nel 1421. Il nee agli altri centri della provincia. Di-
territorio continuò a rimanere spopo- spone di Pro Loco, medico, farmacia,
lato e nel 1471 fu donato a Giacomo scuola dell’obbligo, sportello bancario.
Aragall che lo incluse nel suo vasto Possiede una Biblioteca comunale.
feudo sulcitano. Nel corso dei secoli & DATI STATISTICI Al censimento del
passò dagli Aragall ai Bellit, ai Gual- 2001 la popolazione contava 1513 unità,
bes, ai Brondo e infine ai Bou Crespi ai di cui stranieri 2; maschi 762; femmine
quali fu riscattato nel 1839. Si ha noti- 751; famiglie 521. La tendenza com-
zia di due tentativi di ripopolamento, plessiva rivelava una sostanziale stabi-
uno dopo il 1464 e l’altro dopo il 1584 lità della popolazione, con morti per
entrambi falliti, probabilmente perché anno 10 e nati 12; cancellati dall’ana-
il territorio era troppo esposto al peri- grafe 32 e nuovi iscritti 30. Tra gli indi-
colo di incursioni da parte di corsari catori economici: imponibile medio
barbareschi; fu tuttavia frequentato IRPEF 14 020 in migliaia di lire; versa-
da gruppi di pastori che nel corso del menti ICI 287; aziende agricole 237; im-
Seicento vi costruirono alcuni furria- prese commerciali 40; esercizi pub-
droxius. A partire dalla seconda metà blici 7; esercizi al dettaglio 15; ambu-
del secolo XVIII l’insediamento di- lanti 4. Tra i principali indicatori so-
venne stabile e si trasformò in boddeu ciali: occupati 309; disoccupati 66;
che ben presto si sviluppò come fra- inoccupati 187; laureati 3; diplomati
zione di Narcao. Nel 1821 fu incluso 88; con licenza media 519; con licenza
nella provincia di Iglesias; dopo il elementare 404; analfabeti 119; auto-
1848 entrò a far parte della divisione mezzi circolanti 524; abbonamenti TV
amministrativa di Cagliari e, dopo il 392.
1859 della ricostituita omonima pro- & PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il suo
vincia. Fu incluso come frazione nel territorio è ricco di nuraghi, in partico-
territorio del comune di Narcao, negli lare quelli di Achenza, Camboni, Entu,
anni successivi continuò a svilupparsi Pitzienti, Porcus, Sa Idda, Santus, Ses-
anche grazie all’attività di alcune mi- sini, Simplicio, Su Porcili, Tanca
niere di piombo argentifero che entra- Manna, Tronu. Tra questi il più inte-
rono in attività nel corso dell’Otto- ressante è il nuraghe Camboni, che
cento. Nel 1958 è diventato comune au- sorge in prossimità dell’abitato ed è
tonomo e quando si è avviato il dibat- del tipo polilobato, di dimensioni im-
tito sulle nuove province ha optato per ponenti e nel complesso abbastanza
quella di Carbonia-Iglesias. ben conservato.
& ECONOMIA Le attività di base dell’e- & PATRIMONIO ARTISTICO E CULTU-
conomia sono l’agricoltura, in partico- RALE Tra gli edifici di maggiore ri-
lare la cerealicoltura, la frutticoltura e lievo la chiesa di San Giacomo, che ha
la viticoltura, e l’allevamento del be- forme romaniche e risale al secolo
stiame, soprattutto bovini e suini e in XIII; ha un’aula mononavata con tetto
misura minore ovini e pollame. Negli a falde spioventi mentre la facciata è
ultimi decenni si sta sviluppando an- arricchita da un campaniletto a vela.

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 195


Perd’e Pibera

Nel corso dei secoli la chiesa andò in vori ebbero inizio nel 1936 e nel 1938 gli
rovina e fu restaurata alcuni decenni impianti iniziarono una modesta pro-
orsono; attualmente è chiusa al culto. duzione. Scoppiata la guerra, i lavori
P. ha anche una chiesa dedicata a San furono interrotti e nel dopoguerra la
Leonardo, che risale al secolo XIII e ‘‘Cogne’’ dismise la concessione e gli
sorge poco lontano dall’abitato. Ha impianti furono definitivamente fer-
una sola navata absidata e con la coper- mati.
tura a capriate. La facciata è in conci di Perd’e Sali (o Petra di Sale) Antico villag-
trachite, arricchita da un grande cam- gio che faceva parte del giudicato di
panile a vela. All’interno conserva una Cagliari, compreso nella curatoria di
statua lignea del secolo XVII e un ar- Nora. Era situato in località omonima
madio dipinto dello stesso periodo. La nelle campagne di Sarroch. Quando il
chiesa di San Leonardo è meta di un giudicato cessò di esistere, nella divi-
pellegrinaggio col simulacro del santo sione del 1258 fu incluso nei territori
e di una festa campestre che da qual- toccati ai Della Gherardesca. Quando
che anno si rinnovano per iniziativa poi si procedette a una successiva divi-
della Pro Loco e dell’associazione cul- sione tra i due rami della famiglia, il
turale Pantagus. villaggio toccò ai discendenti del conte
& FESTE E TRADIZIONI POPOLARI Gherardo, che continuarono a conser-
Ricco è il patrimonio di manifestazioni varne il possesso anche dopo la conqui-
che caratterizzano la vita della comu- sta aragonese come feudo della Co-
nità; tra le più interessanti la sagra rona. Scoppiata la prima guerra tra
della pecora che viene organizzata dai Pietro IV e Mariano IV, il villaggio fu
pastori nella seconda quindicina di sequestrato al conte Gherardo di Doro-
giugno e culmina nella degustazione natico, considerato traditore, e nel
di carne di pecora offerta a tutti i par- 1355 incluso nel feudo di Sarroch con-
tecipanti. cesso a Francesco Royg. Scoppiata la
seconda guerra tra Pietro IVe Mariano
Perd’e Pibera Miniera di piombo,
IV, l’abitato divenne teatro delle opera-
zinco e molibdeno, detta anche di Riu
zioni e scomparve entro la fine del se-
Planu is Castangias, in territorio di
colo.
Gonnosfanadiga nel massiccio del
monte Linas. Gli scavi iniziarono nel Pereda, Bartolomeo Gentiluomo sas-
1870 a opera di Leone Goüin che vi ri- sarese (sec. XIV). Fedele al re d’Ara-
cercava il ferro. In seguito le ricerche gona, quando dopo il 1366 le truppe ar-
furono continuate dalla ‘‘Vieille Mon- borensi occuparono Sassari, riuscı̀ a
tagne’’ i cui tecnici accertarono l’esi- fuggire rifugiandosi ad Alghero. Nel
stenza della molibdenite. Dopo anni di 1369 ebbe in feudo Settepalme, Moro-
inattività le ricerche ripresero nel res e Ardu nella Fluminargia, ma non
1918, confermando l’esistenza del mag- riuscı̀ a entrarne in possesso perché i
gior giacimento sardo di molibdeno. villaggi erano in mano agli arborensi;
Nel 1929 il permesso fu revocato alla morı̀ senza eredi qualche anno dopo.
‘‘Vieille Montagne’’ e concesso a Raul Peretti, Giuseppe Fisiologo (Cagliari
Buzzo, che accertò definitivamente la 1904-ivi 1976). Conseguita la laurea in
consistenza del giacimento ma non Medicina nel 1929, si dedicò all’inse-
poté iniziare i lavori perché a sua volta gnamento universitario e alla ricerca.
gli fu revocata la concessione. Rinno- Nel 1937 ottenne la libera docenza e
vata la concessione alla ‘‘Cogne’’, i la- nel 1938 fu nominato professore nell’U-

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 196


Perez de Exea

niversità di Cagliari e poco dopo diret- quella di Ottana, spostò la sede della
tore dell’Istituto di Fisiologia umana. diocesi ad Alghero.
Prese parte alla seconda guerra mon- Pérez Castillo, Anna Studiosa di sto-
diale; in seguito concorse alla ripresa ria (n. Spagna, sec. XX). Storica, nel
dell’attività accademica e nel 1952 fu 1991 ha preso parte al XIV Congresso
nominato preside della Facoltà di Me- di storia della Corona d’Aragona svol-
dicina. Nel 1954 fu eletto rettore del- tosi ad Alghero, in cui ha presentato
l’Università e in seguito ininterrotta- una comunicazione, Notes sobre l’avi-
mente riconfermato fino al 1969; in tuallament per la campanya de Sarde-
tutti questi anni si adoperò per lo svi- nya 1372, ora in Atti del XIV Congresso
luppo dell’Ateneo, riorganizzandone di storia della Corona d’Aragona, II,
l’amministrazione e ottenendo l’istitu- 1995.
zione di nuove Facoltà. Negli stessi Perez de Cornel Famiglia aragonese
anni venne anche eletto ripetutamente (sec. XIV). Prese parte alla spedizione
consigliere comunale di Cagliari e fu dell’infante Alfonso con uno Ximén
sindaco della città tra il 1960 e il 1965. che subito dopo la conquista ottenne i
Questa doppia funzione gli consentı̀ di feudi di Serti, Simisi e Serassi nella
avviare la realizzazione della Citta- curatoria di Siurgus e di Armungia
della dei Musei, ponendo le basi di nella curatoria della Galilla. Negli
una più duratura collaborazione tra anni successivi acquistò anche il feudo
Comune e Università. Studioso di di Goni, ma quando lasciò la Sardegna
grande levatura, fu autore di numerosi per tornare in Catalogna i suoi succes-
importanti trattati che gli diedero no- sori non riuscirono a conservare i
torietà in campo nazionale. feudi.
Perez, Francesco Religioso (Tara- Perez de Exea Famiglia della provin-
zona, inizi sec. XVI-Cagliari 1577). Ar- cia di Alicante (secc. XVI-XVIII). Nel
civescovo di Cagliari dal 1574 al 1577. Cinquecento si trasferı̀ da Orihuela a
Canonico di Tarazona, uomo di grande Cagliari con un Andrea, capitano, che
cultura, fu nominato arcivescovo di Ca- fu nominato commissario generale del-
l’artiglieria. Questi si sposò con una Ot-
gliari nel 1574, come successore del
ger, inserendosi cosı̀ nell’aristocrazia
Parragues de Castillejo. Preso pos-
della città. Dal matrimonio nacquero
sesso della diocesi, tentò di attuarvi i
Michele e Giovanni: Michele ereditò
decreti del concilio di Trento pur tra i
l’ufficio di commissario generale del-
mille ostacoli derivanti dall’ignoranza
l’artiglieria e nel 1618 chiese il ricono-
del clero cagliaritano.
scimento della nobiltà della famiglia.
Perez, Giovanni Religioso (Spagna, se- Solo suo figlio Pietro nel 1646 ottenne
conda metà sec. XV-ivi?, prima metà l’agognato riconoscimento e nel 1653,
sec. XVI). Vescovo di Ottana dal 1501 al durante il parlamento Lemos, fu am-
1503. Era parroco di Castillo de Garci- messo allo Stamento militare. I suoi di-
muñoz nella diocesi di Cuenca, in Spa- scendenti continuarono a essere am-
gna, quando nel 1501 fu nominato ve- messi a tutti i parlamenti successivi e
scovo di Ottana da papa Alessandro si estinsero nel corso del secolo XVIII.
VI. Fu l’ultimo vescovo residente a Ot- Perez de Exea, Giovanni Architetto
tana: infatti, ottemperando al decreto militare (Cagliari, seconda metà sec.
dell’8 dicembre 1503 di Giulio II che XVI-ivi, 1639 ca.). Fratello di Michele,
univa le sedi di Castra e Bisarcio a lavorò sotto la sua direzione alle opere

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 197


Perez de Exea

di ristrutturazione delle mura di Ca- legato al futuro re Ferdinando il Catto-


gliari. Nel 1637 si distinse nell’azione lico, grazie a lui nel 1479 fu nominato
che si concluse con la cacciata dei fran- viceré da Giovanni II. Una volta in Sar-
cesi che avevano saccheggiato Ori- degna tentò di attuare le riforme volute
stano. dal sovrano, ma il suo fare altezzoso lo
Perez de Exea, Michele Architetto mi- fece entrare in conflitto con le città
litare (Cagliari 1584-Guizpocoa, Spa- reali, che sentivano i loro antichi privi-
gna, 1638). Fratello di Giovanni, en- legi minacciati dal progetto accentra-
trato nella carriera militare combatté tore del sovrano. Nel 1481 aprı̀ a Ca-
durante la Guerra dei Trent’anni in gliari un Parlamento per tentare di di-
Francia, in Italia e in Fiandra distin- rimere la situazione, ma, nel momento
guendosi. Studioso di architettura mi- in cui il confronto con le città si faceva
litare, fu autore di un’opera di arte mi- più deciso, fu travolto da uno scandalo
litare pubblicata a Madrid, che di- che pose a dura prova il prestigio del-
venne un punto di riferimento di li- l’amministrazione. Egli infatti, poco
vello europeo (Tratado de la defensa de dopo il suo arrivo in Sardegna, si era
las plaças: una copia manoscritta car- interessatamente occupato della vi-
tacea del secolo XVII, di circa 300 cenda ereditaria di Rosa Gambella,
carte, è conservata nella Miscellanea una ricca vedova sassarese, le aveva
Baille presso la Biblioteca comunale salvato il patrimonio e infine era dive-
di Cagliari). Tornato in Sardegna la- nuto il suo secondo marito. Come è
vorò al potenziamento delle mura di noto, la Gambella morı̀ poco dopo in
Cagliari e negli stessi anni fu autore circostanze misteriose e P.E. fu accu-
dei progetti delle chiese cittadine di sato di averla fatta uccidere per impa-
Sant’Agostino e di San Lucifero. Tor- dronirsi dei suoi feudi. Ne nacque uno
nato infine in Spagna, qui morı̀ in com- scandalo di vaste proporzioni: il re fu
battimento nella provincia di Guizpo- costretto a inviare in Sardegna Gu-
coa nel 1638. glielmo de Peralta, suo amico e viceré
di Sicilia, perché conducesse l’inchie-
Perez de Guasyllo Famiglia arago- sta mentre il P.E. veniva rimosso dal-
nese (sec. XIV). Prese parte alla spedi- l’ufficio e richiamato a corte. Dopo al-
zione in Sardegna dell’infante Alfonso terne vicende egli riuscı̀ a riabilitarsi;
con un Michele che, subito dopo la con- rimandato in Sardegna, si trovò nuova-
quista, ebbe come ricompensa l’inve- mente nei guai: accusato di frodi am-
stitura della curtis di Santa Maria de ministrative, nel 1487 fu rimosso defi-
Pisis, vicino a Sassari. Poiché il feudo nitivamente.
si trovava nella Fluminargia, egli do-
vette sostenere una controversia con i Pérez Pérez, Desamparado Studioso
cittadini di Sassari che ritenevano il di storia valenzano (sec. XX). È stato
territorio di loro pertinenza. I suoi di- segretario dell’Archivio del Regno di
scendenti, però, dopo la sua morte av- Valencia; nel 1957 ha preso parte al VI
venuta nel 1331, non riuscirono a con- Congresso di storia della Corona d’Ara-
servare il feudo a causa della ribel- gona, svoltosi a Cagliari, presentando
lione dei Doria. una relazione su La ciudad de Sacer y
la redención de Cerdeña del dominio de
Pérez Escrivá de Romanı́, Ximén Vi-
los Arborea, ora in Atti del VI Congresso
ceré di Sardegna (Valencia, prima
di storia della Corona d’Aragona, 1959.
metà sec. XV-ivi?, fine sec. XV). In ca-
rica dal 1479 al 1487. Particolarmente Perfugas Comune della provincia di

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 198


Perfugas

Sassari, sede della II Comunità mon- dentale e vi costruirono il castello


tana, con 2487 abitanti (al 2004), posto Rosso che, andato in rovina, fu comple-
a 92 m sul livello del mare nei pressi tamente demolito nel secolo scorso.
della strada a scorrimento veloce 672 Dopo la conquista aragonese, quando i
Sassari-Tempio. Regione storica: An- Doria si ribellarono, a partire dal 1325
glona. Diocesi di Tempio-Ampurias. il villaggio fu teatro delle operazioni
& TERRITORIO Il territorio comunale, militari della lunga guerra con l’Ara-
di forma grosso modo trapezoidale, si gona e fu danneggiato. Finita la prima
estende per 60,29 km2, comprendenti guerra tra Mariano IV e Pietro IV P.
anche le frazioni di Campudulimu, tornò nelle mani dei Doria e in seguito
Falzittu, Lumbaldu, Modditonalza, Sa fece parte dei territori attribuiti a
Contra, Sa Contredda, Sas Tanchittas, Brancaleone Doria. Caduto il giudicato
e confina a nord con Bulzi, Santa Maria d’Arborea, dopo la breve parentesi del-
Coghinas e Bortigiadas, a est ancora l’occupazione da parte del visconte di
con Bortigiadas e con Tempio, a sud Narbona, il territorio fu incluso nel
con Tula e con Chiaramonti, a ovest grande feudo concesso a Bernardo
per breve tratto con Martis e con Centelles nel 1421. Per le troppe an-
Laerru. Il paese si trova al centro di gherie degli amministratori baronali, i
una bella e fertile pianura di origine suoi abitanti nel 1458 si ribellarono
fluviale, in corrispondenza al corso apertamene; ristabilita la situazione i
medio del Coghinas e a quello del rio Centelles continuarono a possederlo
Altana, suo affluente di sinistra. A nord fino all’estinzione della famiglia. Da
e a sud la pianura è delimitata da col- questi passò quindi ai Borgia fino al
line nelle quali viene praticato preva- 1740, in seguito ai Pimentel e infine ai
lentemente l’allevamento. P. costitui- Tellez Giron cui fu riscattato nel 1839.
sce un piccolo nodo stradale a poca di- Nel 1821 fu incluso nella provincia di
stanza dalla statale 672, cui è unito da Sassari fino al 1848 quando le province
una breve bretella; dispone ancora del e furono abolite. Entrò allora a far
vecchio tracciato della statale, utile parte della divisione amministrativa
per i collegamenti con Laerru e gli altri di Sassari fino al 1859, quando fu rico-
centri dell’Anglona; mentre a nord si stituita la provincia. Sullo stato sociale
distacca la deviazione per Santa Maria del paese nella prima metà dell’Otto-
Coghinas e Valledoria; a sud per al- cento Vittorio Angius (nel Dizionario
cune sue frazioni e per l’ex frazione di del Casalis) scrive: «Popolazione. Se-
Erula (=), ora comune autonomo. condo i calcoli più sicuri ora il comune
& STORIA Il suo territorio fu abitato di P. avrebbe anime 1059, distinte in
dall’uomo già nel Paleolitico, conserva maggiori maschi 335, e femmine 340, e
però tracce di una presenza continua- in minori maschi 184, femmine 200, di-
tiva di insediamenti umani a partire stribuite in famiglie 235. Ma non tutti i
dal periodo nuragico. Nell’Età medio- perfughesi abitano nel paese, e si sup-
evale faceva parte del giudicato di Tor- pone che nel notato numero di famiglie
res ed era incluso nella curatoria del- 143 con anime 649 risiedano nel paese,
l’Anglona che nel corso del secolo XIII le altre 92 con anime 410 vivano nei
venne in possesso dei Doria. Dopo l’e- salti, i primi addetti all’agricoltura ed
stinzione della dinastia giudicale, P. fu a’ mestieri, i secondi alla pastorizia. Il
incluso nel piccolo stato che i Doria movimento della popolazione è indi-
formarono nella Sardegna nord-occi- cato ne’ seguenti numeri di nascite 40,

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 199


Perfugas

morti 25, matrimoni 10. Nella prima rebbe immensi frutti se maggiore fosse
età e nell’adolescenza è maggiore che l’arte e spesso non mancassero a’ lavori
negli altri periodi della vita la morta- mal studiati degli uomini le benedi-
lità nelle famiglie del paese, e qui non zioni del cielo. Nelle altre parti sono
sono molti che vivano in là de’ 45 anni. piccoli poggi e larghi piani sabbiosi e
Le malattie più comuni sono nell’e- poco idonei a’ cereali. Le quantità che
state e autunno le febbri perniciose, ordinariamente si seminano, com-
quindi le ostruzioni viscerali, l’idrope. presa la seminagione de’ pastori, è di
Alcuni muojono dalla malignità del starelli di grano 1100, d’orzo 150, di
male, i più dall’imperizia del chirurgo fave 40, di meliga 20, di lino 120. La pro-
o medico che sia. Questo luogo, dove duzione dipende dal suolo e più dalle
non pernottano impunemente i passeg- pioggie opportune o difettose; qualche
gieri è temuto pur da’ medici, che pen- volta il grano dà anche il 40, più spesso
sano al pericolo della vita se cadessero il 10. Sonovi molti luoghi attissimi alla
malati. Tanto è il veleno che vi si aspira cultura delle specie ortensi, e questa
con l’aria! Eppure cosı̀ spaventosa ma- non è negletta né infelice. I melloni
lignità potrebbe essere diminuita sono molto riputati per grandezza e gu-
quasi direi ad un decimo, se il rio mag- sto, i legumi di prospera vegetazione, e
giore si facesse scorrere entro un alveo le erbe e le frutta ortensi migliori che
profondo, dal quale non potesse strari- altrove. I perfughesi poco si curano de-
pare per inondare e formar paludi e gli alberi fruttiferi, e però son pochis-
pantani intorno e se si osservassero sime le specie e pochi i ceppi. Nella
con tutta diligenza le regole igieniche. prossima regione di Coguinas gli oliva-
Professioni. Gli uomini delle famiglie stri vegetano con lusso, ma non perciò
che indicai residenti nel paese sono in questi paesani ne piantano e li inne-
massima parte addetti all’agricoltura, stano perché possano dopo non molti
pochissimi agli altri mestieri. Le anni averne olio. Ad essi basta quello
donne lavorano tele e sajali occupando che esprimono le loro donne dalle bac-
in quest’arte tutto il tempo che loro ri- che del lentisco. Vigne. Il terreno occu-
mane dalle faccende domestiche. Pro- pato dalle viti forse è meno di 100 sta-
prietari e mendici. Come ne’ luoghi di relli, e forse in gran parte male scelto
valle ed agricoli cosı̀ in P. i beni sono per questa specie. Le viti di uva bianca
mal distribuiti, e pochi i proprietari: sono più comuni di quelle di uva nera;
infatti non saranno questi più di 50, la vendemmia non fa soventi più di 200
senza però comprendere nel computo cariche di mosto. Per la pessima mani-
i pastori, e come in quei luoghi sono polazione e per la mala scelta delle uve
molti gli indigenti, parimenti è grande il mosto non produce buon vino e de-
il loro numero in P. Istruzione elemen- vono però questi paesani comprar vino
tare. Quando è aperta la scuola il mae- di Gallura, quel vino cosı̀ grave allo sto-
stro può avere intorno 8 fanciulli; maco e mal sapido. Tanche. Questi po-
quelli che in tutto il paese san leggere, veri paesani non han saputo conoscere
e scrivere saranno cinque. Agricoltura. il beneficio della legge sulle chiu-
In questo territorio sono alcuni campi dende, non hanno inteso il vantaggio
di tanta fertilità, che altri non sieno più che avrebbero ottenuto chiudendo le
nell’Anglona, che è una contrada, la loro proprietà; epperò appena si può
quale non invidia per la produzione indicare quattro, o poco più, piccole
alle più famose del regno, e che da- tanche, le quali una volta si seminano,

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 200


Perfugas

un’altra si lasciano perché vi pascoli il & ECONOMIA Le attività di base dell’e-


bestiame manso. Pastorizia. In mas- conomia di P. sono l’agricoltura, in par-
sima parte i salti di P. sono ottimi per il ticolare la cerealicoltura, la viticol-
bestiame producendo buoni pascoli a tura, la frutticoltura e l’olivicoltura, e
pecore, cavalle, vacche e porci. Questi l’allevamento del bestiame, soprat-
ultimi possono in anno di fertilità aver tutto di bovini e suini, e meno di ovini,
abbastanza di ghiande se pure sieno caprini ed equini. Negli ultimi de-
1500 e più capi. I pastori, come in Gal- cenni, sebbene in misura molto mode-
lura, hanno limitati i loro cantoni, le sta, si sta sviluppando anche l’attività
cussorgie, e vivono ne’ loro stazi, o ca- industriale che si basa sui settori lat-
sali, dove più, dove meno, ampli e co- tiero-caseario, alimentare, dell’abbi-
modi, con le loro famiglie, curando i gliamento, della fabbricazione di mo-
loro branchi, e lavorando qualche pic- bili e di materiali per l’edilizia. È di-
col tratto di terreno impinguato dal scretamente sviluppata la rete di di-
fimo degli animali. Il numero de’ capi stribuzione commerciale. Vi operano
del bestiame è approssimativamente anche 2 alberghi con 18 posti letto,
come qui notasi. Bestiame manso. Buoi un’azienda agrituristica con 12 posti
per l’agricoltura 300, cavalli 155, ma- letto e 2 ristoranti, a sostegno del na-
jali 200, giumenti per la macinazione scente turismo. Servizi. P. è collegato
60. Il numero di quest’ultima specie è mediante autolinee agli altri centri
cosı̀ ristretto perché sempre quando
della provincia. Dispone di Pro Loco,
non manchi l’acqua necessaria la mag-
stazione dei Carabinieri, medico, far-
gior parte del frumento si macina in tre
macia, scuola dell’obbligo e scuole se-
molini idraulici. Bestiame rude. Vac-
condarie superiori (Istituto professio-
che 1000, cavalle 160, capre 3000, pe-
nale per l’agricoltura), sportello ban-
core 8000, porci 1300. I formaggi seb-
cario. Possiede una Biblioteca comu-
bene mal manipolati sono per l’ottima
nale e il Museo archeologico e paleo-
natura dei pascoli di certa qual bontà,
botanico.
e vendonsi con notevole lucro a’ nego-
& DATI STATISTICI Al censimento del
zianti di Castelsardo ed a’ viandanti di
Sassari. Le pelli e i cuoi si danno a’ gal- 2001 la popolazione contava 2550 unità,
luresi ed a’ sassaresi. In alcuni tempi è di cui stranieri 5; maschi 1270; fem-
aperta la beccheria nel paese; in altri mine 1280; famiglie 1301. La tendenza
manca la carne per il brodo degli am- complessiva rivelava un aumento della
malati, e si deve supplire col pollame popolazione, con morti per anno 18 e
che allevasi con diligenza dalle donne nati 23; cancellati dall’anagrafe 38 e
e del quale si ha gran copia. Pesca. Nel nuovi iscritti 39. Tra i principali indi-
rio di Anglona e nel fiume Termo si catori economici: imponibile medio
prende molta copia di anguille, e nel IRPEF 13 174 in migliaia di lire; versa-
secondo si pescano trote e quelle altre menti ICI 1101; aziende agricole 219;
poche specie, che sono nel lago presso imprese commerciali 176; esercizi
la foce. Sono circa dieci le persone, che pubblici 19; esercizi all’ingrosso 1;
in certe stagioni attendono alla pesca. esercizi al dettaglio 41; ambulanti 3.
Commercio. In complesso se tutto sia Tra gli indicatori sociali: occupati 746;
stato favorevole a’ seminati ed a’ bran- disoccupati 124; inoccupati 104; lau-
chi possono i perfughesi lucrare l.n. 55 reati 33; diplomati 295; con licenza me-
mila». dia 728; con licenza elementare 738;

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 201


Perfugas

analfabeti 86; automezzi circolanti ambiente sotterraneo con volta a tholos


1332; abbonamenti TV 720. cui si accede attraverso una scala. Du-
& PATRIMONIO ARCHEOLOGICO Il ter- rante lo scavo furono rinvenuti alcuni
ritorio comprende siti di importanza idoletti di bronzo oggi al Museo
determinante per lo studio del Paleoli- ‘‘Sanna’’ di Sassari. Di rilievo anche la
tico in Sardegna; in particolare il sito fonte sacra Niedda, risalente ugual-
di Rio Altana; ubicato nelle valli dei rii mente al periodo nuragico e scoperta
Altana e Anzos, tra P. e Laerru, è di solo nel 1980. È situata a qualche chilo-
enorme importanza per la conoscenza metro dall’abitato e possiede una sin-
della preistoria della Sardegna. Infatti golare caratteristica costruttiva: le pa-
nel 1979 vi furono rinvenuti chiari do- reti sono formate da blocchi di trachite
cumenti del Paleolitico riferibili a accuratamente squadrati la gran parte
150 000 anni a.C. Furono trovati più di dei quali hanno due bugne sporgenti.
1000 reperti (in prevalenza raschiatoi, & PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE
bulini e grattatoi di selce) sulla base E AMBIENTALE Il centro storico con-
dei quali si è ipotizzato che in Anglona serva numerosi interessanti edifici.
si fossero stabilite sin da quell’epoca Tra i più significativi è Santa Maria de-
alcune comunità umane, provenienti gli Angeli, chiesa parrocchiale co-
probabilmente dalla Corsica. Altro im- struita in forme gotico-aragonesi nel
portante sito del periodo prenuragico secolo XV. Al suo interno conserva il
è quello di Concas, località situata a est magnifico Retablo di San Giorgio del se-
dell’abitato, dove nel 1979 è stata sco- colo XVI: di proporzioni notevoli, com-
perta la domus de janas detta dell’A- prende 51 dipinti disposti in cinque
riete, interamente scavata nella roccia zone sorrette da un’imponente inte-
e composta da tre ambienti dalla laiatura gotica in legno intagliato e do-
pianta irregolare; in quello di sinistra rato sullo stile di quello di Ardara. Pur
è possibile osservare un bassorilievo essendo un’opera tra le più belle riferi-
con la raffigurazione della protome bili al Cinquecento sardo, il suo autore
dell’ariete, che è unica nel suo genere è ignoto. Santa Maria di Perfugas è
in quanto nelle altre tombe dell’isola un’altra chiesa, situata alla periferia
prevale la protome taurina. Accanto dell’abitato; fu costruita nel secolo
alla tomba sono i resti di un dolmen. XII, in conci di trachite rossa e di cal-
Numerose le testimonianze del pe- care bianco disposti a scacchiera, e fu
riodo nuragico, in particolare i nura- per lungo tempo la parrocchiale del
ghi Alvu, Baddeseada, Bureu, Canu, villaggio. Col tempo cadde in rovina e
Casteddu Petrusu, Cavalzeddu, Crabi- cominciò a crollare. Di rilievo è poi il
les, Erula, Figughia, Frassina, La Museo archeologico e paleobotanico,
Radda, Lepori, Longu, Majre, Meju, che si trova in via Nazario Sauro. I ma-
Paza, Pubattu, Ruju, Sa Pria, Sa- teriali, sistemati nelle grandi sale del
vruezzu, Soggiu, Su Crabione, Tetti- moderno edificio, sono riferiti a una
nosa, Tirocco, Tribidu. Oltre ai nuraghi foresta pietrificata rintracciata nelle
è di particolare rilievo il sito di Predio campagne tra Perfugas e Martis, ai siti
Canopoli, al centro del paese in prossi- paleolitici, ai materiali riferiti al 6000
mità della chiesa parrocchiale. Nel a.C. ritrovati nel territorio. Nei din-
1924 gli scavi misero in luce un tem- torni del paese si trova la chiesa di San
pietto nuragico a pozzo costituito da Giorgio, edificio costruito in forme go-
un atrio sacrificale con altare e da un tiche, probabilmente risalente alla

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Enciclopedia della Sardegna – Volume 7 pag. 202


Pernia

fine del secolo XV; ha una sola navata Roma presso il Pontificio Istituto di Ar-
sulla quale si affacciano cappelle late- cheologia cristiana. Ha studiato con
rali e l’abside quadrata con la volta a molto interesse i rapporti tra Sardegna
crociera. La facciata, in trachite rossa, e Corsica. Tra i suoi scritti: Economia e
fu completata nel secolo XVI ed è arric- religione nella Sardegna vandala: nuovi
chita da un portale molto ampio e da un dati da scavi e studi recenti, in L’Africa
elegante rosone. E infine castel Rosso, romana. Atti del VI Convegno di studi,
fortezza che fu fatta costruire dai Doria 1989.
su un’altura poco distante dall’abitato Peri, Saturnino Vescovo di Iglesias dal
di P. per controllare la confluenza del