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RELAZIONE

COVID 19 TRASMISSIONE PREVENZIONE DPI


(lezione aggiornata Maggio 2020)

I soggetti maggiormente a rischio di infezione COVID sono quelli a contatto con


pazienti affetti, e soprattutto quindi sono gli operatori sanitari, ed il personale di
laboratorio, ad essere più a rischio.

Dall'inizio della pandemia, sono stati contagiati numerosi operatori sanitari


compresi medici e oltre 1/3 sono medici di medicina generale; questo purtroppo
è stato causato da una carenza e uno scorretto uso dei DPI (dispositivi di
protezione individuale) alle volte anche non idonei alla situazione.
Il contagio ha naturalmente coinvolto non solo i medici del territorio ma anche
gli operatori impegnati nel servizio all'interno delle UO ospedaliere.

Diventa quindi importante che tutti gli operatori sanitari, sia quelli che lavorano
sul territorio che quelli ospedalieri, siano opportunamente formati ed aggiornati
sulle modalità e sui rischi ai quali sono esposti.
Le misure di prevenzione e mitigazione del rischio sono fattori di protezione sia
nei contesti sanitari che in comunità.

La trasmissione virale è:
 infezione mediata da droplets
 infezione da aerosol (non dimostrata)
 infezione mediata da fomiti

queste modalità di trasmissione fanno si che il potere infettante del virus sia
elevato, e l'RO ( cioè il numero medio delle persone infettate da un singolo caso
durante il periodo infettivo) sia 2-3

INFEZIONE DA DROPLETS (particelle>5nm)

Formano il “cono espiratorio” di fronte e nelle immediate vicinanze del paziente;


la distanza stimata di diffusione sembra essere di circa un metro, che poi è la
diffusione tipica dell'influenza, e si possono prevenire con l'uso di mascherina
chirurgica.
Sono goccioline generate dal tratto respiratorio di un soggetto infetto soprattutto
con la tosse o starnuti ed espulsi a distanze brevi; queste goccioline, inoltre, non
rimangono sospese ma si possono depositare sulle mucose nasali od orali e
congiuntive e trasmesse da persona a persona.

INFEZIONE DA FOMITI

Le goccioline di saliva possono inoltre depositarsi su superfici (fomiti), ed il


tempo di sopravvivenza su queste superfici, può essere condizionata soprattutto
dai materiali che si trovano vicino al soggetto, e la capacità di persistenza è
diversa tra i vari materiali.

Alcuni studi suggeriscono che il tempo di sopravvivenza del visus, in condizioni


sperimentali, oscilla tra 48 ore fino ad alcuni giorni (9GG), in base al materiale
su cui si trovano.

TRASMISSIONE AEROGENA

Questo tipo di trasmissione, in cui le particelle rimangono in aria più tempo


rispetto ai droplets, non è ancora accertata per i coronavirus, ad eccezione di
procedure che possono generare aerosol (intubazione, tracheotomia..) .

Infine vi sono alcune evidenze che l'infezione da COVID 19 può manifestarsi


anche con sintomi intestinali e quindi potrebbe essere presente anche nelle feci.
La diarrea infatti in alcuni studi si presenta nel 2-10% dei casi di malattia, ed è
stato rilevata la presenza del virus nelle acque reflue; però l'INC di infettività non
è stato ancora comprovato.

Anche se questo tipo di trasmissione non è stata accertata, non di può escludere
del tutto, per cui bisogna considerare l'utilizzo dei DPI per le persone che sono a
contatto con soggetti infetti, soprattutto quelli di 3 livello (mascherine FFP2-
FFP3).

PRICNIPI DELLA PREVENZIONE E CONTROLLO INFEZIONE (IPC)

 riconoscere pz sospetti e utilizzare i DPI appropriati


 applicare IPC per tutti (compresi igiene delle mani, respiratorio ecc..)
 applicare misure aggiuntive sulla presunta diagnosi
 collaborare e comunicare con da direzione sanitaria

Naturalmente le più efficaci misure di prevenzione sono:


 igiene mani (sapone o soluzioni alcoliche disinfettanti)
 evitare di toccare occhi, naso e bocca
 usare maschera chirurgica
 evitare contatti ravvicinati con altre persone, soprattutto con quelle con
sintomi respiratori

USCA (unità speciali di continuità assistenziale): unità formate ad oc per questo


periodo pandemico, per assistere i pazienti, soprattutto quelli che hanno contratto
il virus a domicilio; che coadiuvano i mmg: ovvero dopo che il medico di base
ha fatto il triage, i medici dell'USCA vanno a casa del paziente possibile infetto,
e che hanno tutti i DPI e possono visitare il paziente in sicurezza.

NB: questo per permettere un intervento precoce della malattia, e curare a


domicilio il più possibile; e ritardare l'accesso in ospedale e l'aggravarsi della
patologia respiratoria, che purtroppo in questa infezione e repentina e grave.

É importante per cooperare insieme ed in sicurezza, un adeguata


sensibilizzazione e addestramento del personale sanitario, sul comportamento e
uso e smaltimento corretto dei DPI. In quanto il rischio aumenta in ambienti
dove essi operano e dove si eseguono manovre e procedure a rischio, che è tanto
maggiore se il contatto è ravvicinato (<1metro) e prolungato (> 15 min).

Le indicazioni su come comportarsi in questi ambienti lavorativi a rischio


vengono emanati dall'istituto superiore di Sanità, con la supervisione del
ministero della sanità: con schede che delineano le linee guida sul
comportamento, sulla vestizione, igiene addestramento ecc...

Tali schede sono differenti in base al personale a cui è rivolto che sia medico
infermieristico o operatori addetti alle pulizie ospedaliero oppure operatori
sanitari che operano sul territorio. E comprendono disposizioni sia sui DPI
personali che di quelli dei pazienti; sia sulla sanificazione degli ambienti: sale
d'attesa, aree amministrative, accettazioni utenti ecc...

Importante negli ambienti comuni ad esempio in quelli di accettazione, rispettare


regole ben precise:

 screening della temperatura : se > 37,5°C non vengono fatti entrare neanche
 se presenti sintomi respiratori non accedono al presidio
 I pazienti in attesa devono rispettare 1 metro di distanza, anche da seduti
Un’altra situazione che si deve considerare a cui prestare attenzione nei casi di
contatto con soggetti infetti sono i mezzi di trasporto, come ad esempio le
ambulanze, ed anche in queste situazioni ci sono delle linee guida da seguire con
gli adeguati DPI.

I DPI (DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE)

MASCHERINE

 chirurgica: non aderisce ai contorni del viso, e impedisce la fuoriuscita da


bocca e naso delle goccioline di secrezioni (imp perchè impedisce che una
persona asintomatica contagi gli altri, filtrazione interno-esterno 95%,
invece filtrazione esterno-interno 20%)
 FFP1-FFP2-FFP3 senza valvola
 FFP1-FFP2-FFP3 con valvola

La differenza delle seconde e terze mascherine è essenziale: quelle senza valvola


hanno una capacità filtrante :
 interno-esterno dai 72% ai 98%
 esterno-interno dai 72% ai )8%

Mentre in quelle con la valvola la capacità filtrante dall'esterno verso l'interno è


nettamente maggiore, mentre dall'interno verso l'esterno è bassissima:

 interno -esterno 20%


 esterno-interno dai 72% ai 98%

Quindi le ultime mascherine andrebbero indossate con una mascherina chirurgica


sopra, per proteggere non solo noi stessi ma anche gli altri.

ORGANIZZAZIONE DEL SETTING DELLA MG

Che i medici di base dovrebbero attuare in corso di pandemia, e prevede di


abbattere il rischio di contagio garantendo l'assistenza al paziente. Attuando delle
dovute precauzioni:

 Attività ambulatoriale contenuta e rivolta a casi effettivamente


indispensabili
 Fornire reperibilità telefonica e sms h12
 fornire video consulto
 Fornire la possibilità di ricette via mail (criptate e con codice, o fornito nre,
cioè codice di ricetta)
 certificazione in deroga per i pazienti in isolamenti domiciliare

Naturalmente anche per il medico di MG è previsto in studio sia l'utilizzo di DPI


monouso da smaltire, e sanificazione degli ambienti che sono resi a norma con
dispositivi di divisione e protezione per il personale che ci lavora.

STEFANO GIORDANO

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