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Rdl 3/2 reti di computer

Conti, viali, silvestrini, tabarrini

Reta Lan
Con il termine LAN (Local Area Nerwork= Rete
Locale) identifichi una rete di dispositivi limitati
ad una precisa casa, abitazione o locale (da qui il
nome Local Area Network). Quando connetti il
tuo PC al router via cavo Ethernet di fatto ti stai
collegando alla rete LAN che il router gestisce
per la tua casa! Qualsiasi dispositivo che connetti
alla tua rete avrà accesso alla LAN e quindi potrà
comunicare con gli altri dispositivi. Se per
esempio connetti un NAS alla tua rete LAN, tutti
i file in esso contenuti possono essere visti dagli
altri dispositivi presenti in rete (Smart
TV, smartphone etc.).

Alla tua rete LAN connetti anche i dispositivi


che non richiedono un cavo ma usano il WiFi:
sono comunque parte della rete LAN, ma in
questo caso (vista la natura senza fili della
connessione) la porzione di rete che non usa cavi
si chiama WLAN (Wireless Local Area
Network).

Tipologie reti lan


  I più importanti tipi di rete informatica sono:
• Personal Area Network (PAN),cherende possibile la comunicazione tra due terminali (computer, notebook, smartphone, tablet), oltre alla
connessione ad altre reti più grandi

• Local Area Network (LAN), si crea all’interno di aree “locali”, dunque poco estese, come quelle di una casa, una scuola o un ufficio
• Metropolitan Area Network (MAN), rete di telecomunicazione a banda larga, che collega più LAN geograficamente vicine
• Wide Area Network (WAN), tipologia di rete molto estesa, capace di collegare città, nazioni e interi continenti
• Global Area Network (GAN), rete globale, di cui Internet è un esempio. Ma può anche comprendere diverse reti WAN, connettendo
così computer a livello mondiale.

Topologia reti locali


La topologia di una rete locale indica come le
diverse stazioni sono collegate al mezzo
trasmissivo.
La topologia influenza il costo, le prestazioni,
la tecnica di accesso multiplo e l’affidabilità
della rete LAN.
Le principali topologie di una rete locale sono:
– topologia a stella
– topologia ad anello
– topologia a bus o dorsale
– topologia ad albero
Firwall: Eretto tra il computer e la sua
connessione a una rete esterna o al web, il firewall
decide quale traffico di rete può passare e quale è
pericoloso. Essenzialmente separa il buono dal
Ruter: instrda cattivo, l'attendibile dal non attendibile
i pacchetti

Switch: mette in
comunicazione i
dispositivi tra di
loro

H2

H4
Host: ogni
dispositivo
dotato di un
sistema di rete

H3

H1

I primi tre byte rappresentano la rete; l'ultimo gli host per ogni rete. In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 192-
223.N.N.H; La maschera di rete è 255.255.255.0 (o anche detta /24 in quanto i bit di rete sono 24); Questi indirizzi in binario iniziano con i
bit 110.

RETE HOST
Switch 192.168.1. 1
Host1 192.168.1. 16
Host2 192.168.1. 17
Host3 192.168.1. 100
Host4 192.168.1. 3
Host5 192.168.1. 22
Host6 192.168.1. 30
Host7 192.168.1. 28
Classi di indirizzi
Questo sistema di indirizzamento basato sulla classe prevede che dai primi bit di un indirizzo IP si possa determinare la classe e di
conseguenza la maschera di sottorete
In questo modo il tipo di classe si può determinare sulla base dei bit più significativi.
Vediamo come:
Classe A
Il primo byte rappresenta la rete; gli altri tre gli host per ogni rete.
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 1-126.H.H.H;
La maschera di rete è 255.0.0.0 (o anche detta /8 in quanto i bit di rete sono 8);
Questi indirizzi in binario iniziano con il bit 0.
Classe B
I primi due byte rappresentano la rete; gli altri due gli host per ogni rete.
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 128-191.N.H.H;
N varia da 0 a 255.
La maschera di rete è 255.255.0.0 (o anche detta /16 in quanto i bit di rete sono 16);
Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 10.
Classe C
I primi tre byte rappresentano la rete; l'ultimo gli host per ogni rete.
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 192-223.N.N.H;
La maschera di rete è 255.255.255.0 (o anche detta /24 in quanto i bit di rete sono 24);
Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 110.
Classe D
È riservata agli indirizzi multicast.
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 224-239.x.x.x;
Non è definita una maschera di rete, essendo tutti e 32 i bit dell'indirizzo utilizzati per indicare un gruppo, non un singolo host;
Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 1110.
Classe E
Riservata per usi futuri;
In notazione decimale gli IP variano nel modo seguente: 240-255.x.x.x;
Non è definita una maschera di rete;
Questi indirizzi in binario iniziano con i bit 1111.

L'intervallo di indirizzi utilizzati da ogni classe sono indicati nello schema successivo mediante notazione decimale puntata (dot-decimal
notation).

Classe Bit iniziali Inizio intervallo Fine intervallo

A 0 (00000001) 1.0.0.0 127.255.255.255

B 10 128.0.0.0 191.255.255.255

C 110 192.0.0.0 223.255.255.255

D 1110 224.0.0.0 239.255.255.255

E 1111 240.0.0.0 255.255.255.255


PLC
Il controllore logico programmabile (in inglese programmable logic controller, spesso in sigla, PLC) è un computer per l'industria
specializzato in origine nella gestione o controllo dei processi industriali.
Esegue un programma ed elabora i segnali digitali ed analogici provenienti da sensori e diretti agli attuatori presenti in un impianto
industriale, con la struttura del PLC che viene adattata in base al processo da automatizzare: durante la progettazione del sistema di
controllo, vengono scelte le schede adatte alle grandezze elettriche in gioco; le varie schede vengono quindi inserite sul BUS o rack del
PLC. Il primo PLC è stato creato da Dick Morley nel 1968 con il marchio Modicon, ora di proprietà di Schneider Electric.
Nel tempo, con la progressiva miniaturizzazione della componentistica elettronica e la diminuzione dei costi, è entrato anche nell'uso
domestico; l'installazione di un PLC nel quadro elettrico di un'abitazione, a valle degli interruttori magnetotermico e differenziale
(salvavita), permette la gestione automatica dei molteplici sistemi e impianti installati nella casa: impianto di riscaldamento, antifurto,
irrigazione, LAN, luci, ecc. Si tratta di un oggetto hardware componibile. La caratteristica principale è la sua robustezza estrema; infatti
normalmente è posto in quadri elettrici in ambienti rumorosi, con molte interferenze elettriche, con temperature elevate o con grande
umidità. In certi casi il PLC è in funzione 24 ore su 24, per 365 giorni all'anno, su impianti che non possono fermarsi mai.

Composizione plc
Un PLC è composto da un alimentatore, dalla CPU che in certi casi può avere interna o esterna una memoria di tipo RAM, ROM, EPROM
o EEPROM, da un certo numero di schede di ingressi digitali e uscite digitali, e nel caso in cui sia necessario gestire grandezze analogiche,
il PLC può ospitare delle schede di ingresso o di uscita sia analogiche che digitali.
Se il PLC opera in rete con altri PLC, sono necessarie delle schede di comunicazione adatte al protocollo di rete già implementato sugli altri
PLC.
Nel caso di operazioni di movimentazione, come nel campo della robotica, il PLC ospita delle schede di controllo assi, cioè delle schede
molto veloci e sofisticate che permettono di gestire spostamenti e posizionamento.
L'alimentatore è un apparato necessario per il funzionamento dei PLC. Esso è utilizzato per fornire l'energia elettrica a tutte le schede del
PLC. Fornisce le tensioni a 5 V necessarie alle schede, le tensioni a + o - 12 V, le altre tensioni necessarie, sempre in corrente continua
(d.c). Può essere interno o esterno al PLC. Nella normalità dell'uso, in campo industriale, l'alimentazione è a 24 V a.c. compatibile con la
maggior parte dei sensori in commercio.
La CPU è il cervello del PLC. La CPU è una scheda complessa basata su una logica programmabile (Infineon sulle CPU Siemens S7) con
funzionalità base di memorizzazione e accesso ad I/O, nonché bootloader, e con una zona di memoria a disposizione del programma utente,
cioè del programma di automazione.
La memoria utente è spesso esterna come ad esempio nel caso di memoria EPROM. Il vantaggio di una memoria esterna è legato alla
semplicità di programmazione o di modifica dello stesso.
La CPU durante il funzionamento a regime, colloquia con tutte le schede connesse sul BUS del PLC, trasferendo dati e comandi da e verso
il mondo esterno (input e output).

INGRESSI
Schede di ingresso digitali
Le schede di ingresso digitali sono utilizzate per il controllo di grandezze "digitali", cioè di tensioni a due valori (ad esempio 0 V o 24 V,
oppure 0 V 110 V). Ogni scheda può gestire da 4 a 64 ingressi digitali differenti. I segnali dal campo vengono fatti arrivare con cavi
elettrici fino alla morsettiera della scheda ed ogni singolo canale è opportunamente protetto da fusibili di adeguato valore.

Schede di uscita digitali


Le schede di uscita digitali sono utilizzate per i comandi di attuatori digitali. Ad esempio un relè è un attuatore digitale, in quanto può avere
soltanto due stati stabili: diseccitato, o eccitato. Altro esempio di attuatore è una valvola digitale a due stati: aperta, chiusa (elettrovalvola).
Anche nel caso di schede di uscita digitali, si possono gestire da un minimo di 4 ad un massimo di 64 uscite digitali differenti.

Schede di ingresso analogiche


Questo tipo di schede di ingresso permettono il controllo di grandezze elettriche il cui valore può variare entro un intervallo. Le grandezze
in gioco sono in tensione o in corrente. Ad esempio sono disponibili schede di ingresso analogiche in corrente, con un intervallo variabile
tra 4 mA e 20 mA. Molti produttori di PLC rendono disponibili schede con ingressi analogici per sonde di temperatura sia Pt100 che
termocoppie T, J, K, ecc. Queste schede sono disponibili con varie risoluzioni (8-12-14-16 bit) e con 1 o più ingressi separati
galvanicamente disponibili in morsettiera o sul connettore frontale.

Schede di uscita analogiche


Le schede di uscita analogiche permettono di controllare degli attuatori variabili. Possono essere in corrente o in tensione ed avere una
determinata risoluzione esprimibile in bit. Ad esempio è possibile comandare un motore elettrico tramite un inverter variandone la velocità,
tramite la frequenza, da zero alla sua massima velocità. Oltre all'esempio sopra citato servono per regolazioni di temperatura variando
l'intervallo di uscita, regolazioni di luce. Un esempio che può risultare molto chiaro è quella dell'intensità luminosa di una serie di
plafoniere. Tramite un potenziometro noi aumenteremo o diminuiremo l'intensità luminosa. Ad ogni aumento o diminuzione di luce
corrisponde un equivalente segnale in corrente o in tensione.

Schede di comunicazione
Il PLC durante il suo funzionamento può comunicare con computer, con altri PLC oppure con altri dispositivi come le macchine CNC (i
torni e/o le frese a controllo numerico delle aziende).
La comunicazione con computer e altri dispositivi avviene tramite tipi di connessione standard come:
RS232
La prima azione che il PLC compie è la lettura degli ingressi del portale e si intende tutti gli ingressi sia digitali sia analogici, on board o su
bus di campo (schede remote collegate al PLC o con una rete di comunicazione). Dopo aver letto tutti gli ingressi, il loro stato viene
memorizzato in una memoria che è definita "Registro immagine degli ingressi". A questo punto le istruzioni di comando vengono elaborate
in sequenza dalla CPU e il risultato viene memorizzato nel "Registro immagine delle uscite". Infine, il contenuto dell'immagine delle uscite
viene scritto sulle uscite fisiche ovvero le uscite vengono attivate. Poiché l'elaborazione delle istruzioni si ripete continuamente, si parla di
elaborazione ciclica; il tempo che il controllore impiega per una singola elaborazione viene detto tempo di ciclo (solitamente da 10 a 100
millisecondi).
Ingressi alimentazione
L1: linea (M_N)
N: neutro (8) Ingressi digitali

Display LCD

Uscite digitali

Subnet masck
La subnet mask o netmask consente di stabilire l'intervallo di indirizzi IP all'interno di una sottorete. Nell'esempio in
figura, viene usata la subnet mask 255.255.255.0: essa sta a significare che gli IP privati utilizzabili per la rete locale sono,
in questo caso, quelli compresi fra 192.168.1.1 e 192.168.1.254.
La subnet mask permette di ricavare la rete cui appartiene un dispositivo partendo dal suo indirizzo IP (nell'esempio è
192.168.1.2, indirizzo IP privato assegnato in modo statico). Essa consente di stabilire quali risorse sono da considerarsi
locali e quali invece remote.

Comdo ping

Ping è uno strumento diagnostico per il prompt deicomandi di

Windows. Il programma a riga di comando viene utilizzato nella diagnostica di rete per determinare se un altro computer in una rete locale
o pubblica collegata può essere raggiunto.

Il ping viene richiamato utilizzando l'omonimo comando a riga di comando, in combinazione con l'indirizzo IP o il nome host del
computer di destinazione. Se il computer di destinazione non si trova nella stessa rete locale del computer di origine, è necessario indicare il
dominio.

Per determinare la raggiungibilità di un computer, ping invia quattro pacchetti ICMP con una richiesta di tipo echo di 32 byte ciascuno
all'indirizzo indicato come parametro nell'impostazione predefinita.

L'ICMP (Internet Control Message Protocol) è un protocollo utilizzato per lo scambio di informazioni e messaggi di errore nelle reti IPv4.
Per le reti di computer basate su IPv6 viene utilizzato un protocollo successivo, l'ICMPv6.

Comando ipconfig
(che sta per " Configurazione protocollo Internet ") è un programma applicativo console di alcuni sistemi operativi di computer che
visualizza tutti i valori di configurazione di rete TCP / IP correnti e aggiorna le impostazioni DHCP ( Dynamic Host Configuration Protocol
) e DNS ( Domain Name System
Il comando ipconfig supporta l'opzione della riga di comando  /all  . Ciò si traduce in informazioni più dettagliate rispetto al  ipconfig solo.
Un'importante funzionalità aggiuntiva di  ipconfig è quella di forzare l'aggiornamento dell'indirizzo IP DHCP del computer host per
richiedere un indirizzo IP diverso. Questo viene fatto utilizzando due comandi in sequenza. In primo luogo,  ipconfig /release viene eseguito
per costringere il client a rinunciare immediatamente al suo lease inviando al server una notifica di rilascio DHCP che aggiorna le
informazioni sullo stato del server e contrassegna l'indirizzo IP del vecchio client come "disponibile". Quindi, il comando  ipconfig
/renew viene eseguito per richiedere un nuovo indirizzo IP. Quando un computer è collegato a un modem via cavo o DSL, potrebbe essere
necessario collegarlo direttamente alla porta di rete del modem per bypassare il router, prima di utilizzare  ipconfig /release e spegnere
l'alimentazione per un periodo di tempo, per garantire che il vecchio indirizzo IP è preso da un altro computer.
Il  /flushdns parametro può essere utilizzato per svuotare la cache DNS (Domain Name System) per garantire che le richieste future
utilizzino nuove informazioni DNS forzando la risoluzione dei nomi host da zero.

DHCP: permette di richiedere automaticamente l’indirizzo di rete al ruter


Comando tracert

In informatica si definisce traceroute un software, scritto in qualunque linguaggio, che si occupa di ricavare il percorso seguito dai pacchetti
sulle reti informatiche, ovvero l'indirizzo IP di ogni router attraversato per raggiungere il destinatario.[1][2] Il termine traceroute indica,
oltre al programma, anche il percorso restituito dall'applicazione stessa. Identiche operazioni vengono effettuate con il comando "ping".
Un'applicazione traceroute, quindi, invia un pacchetto al destinatario di cui si vuole ricavare il percorso di traceroute con il campo TTL
impostato ad 1. Il primo router che lo riceverà, constatando che il campo TTL ha raggiunto lo 0, invierà un errore al mittente (ICMP Time
Exceeded). L'applicazione memorizzerà l'indirizzo IP del primo router, quindi invierà un nuovo pacchetto con TTL impostato a 2.
L'operazione verrà ripetuta finché il pacchetto non sarà arrivato al destinatario, che invierà un ICMP Echo Reply.
Alla fine l'applicazione avrà ottenuto la lista degli indirizzi IP dei router su cui hanno transitato i pacchetti.
Calcolando anche il tempo trascorso tra l'invio di un pacchetto e l'arrivo del corrispondente messaggio di errore è possibile anche verificare
la velocità di risposta dei router.
Il primo indirizzo IP fornito è quello del nodo client, che invia il pacchetto di prova. Questo risulta utile ad esempio nelle connessioni ad un
proxy server, per visualizzare il proprio IP.

Fonti:
http://consuelorodriguez.it/wp-content/uploads/2017/06/1-Struttura-del-PLC-e-Funzionamento-del-PLC.pdf
https://it.wikipedia.org/wiki/Controllore_logico_programmabile#:~:text=Il%20controllore%20logico
%20programmabile%20(in,o%20controllo%20dei%20processi%20industriali.
http://www.dacrema.com/asp/informatica.asp?id=6#:~:text=Un%20PLC%20%C3%A8%20composto%20da,gi
%C3%A0%20implementato%20sugli%20altri%20PLC.
https://www.wikibit.it/l/cosa-significa-lan-1591/
http://www.cvsperoni.it/index.php/descrizione-di-una-rete-lan/
https://www3.diism.unisi.it/~benelli/scienze_della_comunicazione/dispense/2004_05/RetiLocali.pdf
https://www.kaspersky.it/resource-center/definitions/firewall
https://it.wikipedia.org/wiki/Classi_di_indirizzi_IP#cite_note-4
https://www.ionos.it/digitalguide/server/tools-o-strumenti/il-comando-ping/
https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Subnet-mask-cos-e-e-a-che-cosa-serve_15819
https://www.ionos.it/digitalguide/server/tools-o-strumenti/il-comando-ping/

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