Sei sulla pagina 1di 13

CARMEN MORRONE - COUNSELOR

GENITORI E FIGLI :
STRATEGIE VINCENTI PER
UNA VITA IN EQUILIBRIO Tu sei l’arco che
lancia i figli verso il
domani.
CARMEN MORRONE

strategie vincenti per


una vita in equilibrio

Tre macro aree gli aspetti che voglio condividere con te.

Rapporto Genitore/Figli

Famiglia e condivisione

Ambiente e progetti
CARMEN MORONE

strategie vincenti per


una vita in equilibrio

Tre macro aree gli aspetti che voglio condividere con te.

Rapporto Genitore/Figli

Famiglia e condivisione

Ambiente e progetti
Dedico questo ebook ad ogni genitore, madre, padre che sta attraversando
un momento di confusione e sfiducia

Ad ognuno di noi puo’ succedere di smarrire la meta, di non vedere la strada piu’ adatta da percorrere e di
sentirsi sopraffare dagli impegni quotidiani di lavoro e farsi distrarre dall’emotivita’ allontanandoci dai veri
obbiettivi e impedendoci di relazionarci in modo efficace con i figli e di pensare che trovare un equilibrio nella
vita famigliare e lavorativa sia impossibile.
So bene cosa si prova, e’ capitato anche a me e ora che ho ritrovato l’equilibrio in tutte le aree della mia vita
vorrei condividere con te la mia esperienza e comprenderai come espandere amore con gratitudine e
ritrovare l’equilibrio che ti permette di essere nel tuo centro e di diventare un saldo riferimento prima di
tutto per i figli, ma anche per le altre persone con cui ti relazioni.

Ringraziamenti: ora con il cuore colmo di Gratitudine ringrazio la Vita che con ogni singolo espediente mi ha
permesso di diventare la donna che sono. Ringrazio i figli che sono stati uno stimolo a migliorarmi e le
persone che mi hanno sostenuta in questi ultimi anni.
In particolare voglio ringraziare la mia Maestra di vita, Claudenes, che con fermezza, ma anche molta
pazienza ha permesso a questo fiore di sbocciare.
In questo ebook voglio condividere con te alcuni degli espedienti che ho adottato e che si sono rivelati
vincenti in modo particolare nella relazione con i figli, ma che poi sono entrati a far parte del mio modo di
essere, del mio atteggiamento mentale e che ho applicato inevitabilmente anche nel resto della mia vita e
mi hanno consentito di portare tutto ad un livello superiore.

Osservando la Vita con nuovi occhi anche tu apprezzerai la possibilita’ di accorgerti prontamente quando
stai uscendo dal centro e imparerai a mettere in campo piccole azioni che ti consentono di gestire ogni
situazione con efficacia e con la giusta dose di fermezza e dolcezza tipiche del genitore consapevole dei
propri talenti.

Per praticita’ ho suddiviso in tre macro aree gli aspetti che voglio condividere con te.

1)Rapporto Genitore/Figli
2)Famiglia e condivisione
3)Ambiente e progetti

CARMEN MORRONE COUNSELOR


“I tuoi figli non sono figli tuoi.
Sono figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo ma non li crei……” (K. Gibran)

Sono le aree su cui ho focalizzato di piu’ la mia attenzione principalmente portando cambiamenti nel mio
atteggiamento e che mi hanno consentito di conseguenza di vivere sempre piu’ momenti di serenita’ e
benessere nella vita quotidiana con la mia famiglia.
Prima di entrare nel vivo di questi argomenti voglio, pero’, raccontarti un po’ di piu’ me e di come sono
riuscita ad arrivare fino a qui.

Fin dalla prima volta che ho letto queste parole le ho sentite risuonare in modo molto forte dentro di me, mi
domandavo cosa avrei voluto trasmettere ai figli nel momento in cui fossi diventata madre.
E fra tutto sentivo forte la parola “Liberta’”, si esattamente questo e’ il mio progetto, pensavo, quando avro’
dei figli voglio insegnare loro ad essere Uomini o Donne liberi…
Ovviamente non ero ancora del tutto consapevole del significato della parola “Liberta’” soprattutto come
valore da trasmettere a un figlio, non ero consapevole di quale turbinio di emozioni e responsabilita'
implicasse l’essere genitori e, ma soprattutto non ero consapevole del potere delle parole e come queste
potessero essere veri e propri decreti, io stavo decretando all’ Universo che volevo che i miei figli fossero
uomini liberi….ho avuto modo di impararlo solo piu’ tardi.
Questa e’ la premessa, mi preparavo a diventare genitore con questi pensieri che via via prendevano
sempre piu’ forma dentro la mia testa, ovviamente nella teoria funzionava tutto perfettamente.
I figli sono poi davvero arrivati a poca distanza uno dall’altro ed entrambi i loro nomi iniziano con la lettera
“F”, con questa lettera iniziano parole meravigliose come Felicita’, Fantasia, Forza, Fratellanza, Festa,
Fiaba….
In poco tempo, pero’, mi sono ritrovata completamente in una direzione differente da quella che avevo
immaginato, le responsabilita’, la famiglia, il lavoro, e io che faticavo a trovare un equilibrio in tutto questo.
Avevo tanti ruoli, madre, moglie, lavoratrice, figlia, amica, ma io chi ero realmente?
Piu’ gli anni passavano e piu’ queste domande diventavano insistenti dentro di me…
Avevo l’impressione di essere l’unica all’interno della famiglia a dover “mandare avanti tutto” e spesso mi
chiedevo “ma dove ho sbagliato?”
“io faccio tutto per voi e voi non fate nulla per me”
“Ma con chi parlo? Non mi ascolta nessuno?”
Queste erano alcune delle domande che mi assalivano nei momenti in cui mi sembrava venire meno la
possibilita’ di un confronto con i figli e a volte con il mondo intero…
Soprattutto alla fine di una lunga giornata in cui dobbiamo fare i giocolieri tra impegni di lavoro e famigliari.
Sara’ capitato anche a te di rientrare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, magari dopo aver fatto una
rapida spesa al supermercato, con i sacchetti della spesa pensando a mille cose da fare a casa e, al rientro
anziche’ trovare chi vi accoglie con gentilezza e vi aiuta, vi trovate con la casa in disordine , magari borsa
della palestra e scarpe da ginnastica in giro per casa, i libri su un tavolo e ogni cosa fuori posto e il figlio che
risponde al vostro saluto in qualche modo.
Come sentirsi estranei a casa propria…

CARMEN MORRONE COUNSELOR


Potremmo raccontarci tantissimi aneddoti tipo questo, io stessa che ho vissuti diversi in varie situazioni, ma
alla base di tutti c’erano le stesse domande che riportavano alla stessa sensazione di non essere presa in
considerazione.
Dove ho sbagliato?
Come devo fare per farmi ascoltare?
Quando trovero’ un momento libero da dedicare a me?
Certamente con questo stato d’animo e il peso di questi pensieri non e’ facile trovare anche le parole giuste
da utilizzare con i figli, e ovviamente se sono piu’ di uno, ognuno di loro ha bisogno di un approccio
differente.
Eh si, c’e’ proprio da farsi venire la voglia di scappare… hai mai pensato “Fermi tutti voglio scendere?”
Io si, tante volte.
Il senso di impotenza era via via sempre piu’ grande e cresceva in proporzione alla eta’ dei figli.
Ma proprio nel momento piu’ buio in cui mi sembrava che peggio di cosi’ non potesse andare per fortuna e’
scattata una scintilla, una consapevolezza prendeva via via sempre piu’ forza dentro di me, dovevo fare
qualcosa, cosi’ non potevo andare avanti, dovevo fare ordine dentro e intorno a me.
Solo cosi’ sarei stata d’aiuto per i figli avrei potuto essere quell’ arco che lancia i figli verso il domani”
E dal momento in cui ho preso coscienza di questo e ho deciso che dovevo stare bene io per poter essere
d’aiuto agli altri intorno a me ecco che ho iniziato ad incontrare Maestri sul mio cammino che un pezzo alla
volta mi hanno aiutata in un percorso di crescita personale che mi ha permesso passo dopo passo di
riscoprire tante parti di me che avevo soffocato, ma che mi appartenevano e non potevo piu’ non ascoltare.
Il focus si era spostato su di me, invece di voler cambiare gli altri intorno a me ho iniziato a cambiare io.
Ovviamente questo cambiamento come tutti i cambiamenti e’ stato notato all’esterno; ho iniziato a
cambiare il modo di esprimermi, lo sguardo che avevo sulle persone e poi questo cambiamento si e’ esteso
al modo di gestire gli spazi in casa, ho iniziato a considerarmi un componente della famiglia, che non doveva
essere trainata da me, ma doveva camminare e crescere con me.
Io insieme con loro, loro insieme con me.
Ho iniziato a considerare i componenti della famiglia come esseri unici e irripetibili e a relazionarmi con loro
come tali.
Insomma una rinascita non solo per loro, ma anche per me.
Nel frattempo la famiglia stava cambiando la sua struttura originaria e questo mio cambiamento ha giovato
molto anche nella relazione con l’uomo con cui, poi, per tutta la vita avrei condiviso il ruolo di genitore.
Ma tra i momenti piu’ turbolenti e la parte piu’ serena e armoniosa c’e’ tutto un percorso in mezzo fatto di
piccole strategie che ho sperimentato nel corso degli anni, alcune mi venivano suggerite, molte altre le
“sperimentavo” io, cambiando poco per volta ogni volta qualcosa.
Questi espedienti si sono rivelati molto utili, spesso la soluzione era proprio li e non la vedevo.
Ora parlo di strategie perche’, effettivamente, a volte mi sono sentita un po’ un giocoliere, ma anche e
soprattutto una stratega, avevo imparato ad analizzare via via le varie situazioni che mi si presentavano e

CARMEN MORRONE COUNSELOR


cercavo di trovare il modo migliore che portasse tutti i componenti della famiglia a sentirsi compresi, ma
anche a comprendere l’altra persona.
Con il passare ho visto il rapporto con i figli crescere e diventare sempre piu’ costruttivo ed equilibrato.
Certamente non mancano i momenti piu’ impegnativi, ma quello che voglio trasmetterti e che cambiando il
nostro modo di pensare, di guardare e di agire cambia proprio il modo in cui affrontiamo e gestiamo anche le
situazioni ed e’ possibile arrivare a considerare opportunita’ di crescita anche gli imprevisti.
Ora entriamo nel dettaglio e analizziamo insieme le tre aree

1) RAPPORTO GENITORE/FIGLI

Per semplicita’ voglio dividere questa macro area in altre tre aree ognuno dei quali comprende un aspetto di
cui ti voglio parlare.
1° aspetto: Cosa dico quando parlo?
Uno degli aspetti principali che ho dovuto necessariamente rivedere e’ stato il modo di esprimermi e, prima
ancora di pensare a come mi rivolgevo ai figli, ho iniziato a modificare il modo in cui parlavo a me stessa.
Ti sei mai soffermata/o su questo aspetto?
Come parli con te stesso?
Non puoi pensare di utilizzare parole appropriate con i figli se per primo non ti esprimi in modo corretto con
te stesso/a
Cosa si intende per “parlare in modo corretto a te stesso e poi di conseguenza ai figli?”
Quante volte di fronte ad un errore che fai ti ripeti “ non capisco proprio niente”, “ come sono stato
stupido”, “Sbaglio sempre”, “ non imparero’ mai”
Ecco senza saperlo stai emettendo dei decreti, stai dicendo questo al tuo inconscio e lo stai nutrendo con
queste disinformazioni.
Le parole possono avere un effetto negativo / depotenziante o positivo / potenziante.
Quante volte preso dalle emozioni ti rivolgi ai figli, con voce di rimprovero, dicendo frasi “non ascolti mai” “
non capisci niente” “ fai sempre gli stessi errori” “sei come tuo padre, madre, fratello, sorella” “ vedi il tuo
amico come e’ piu’ bravo” e senza accorgerci accompagnamo il tutto con un linguaggio del corpo che
sottolinea questi aspetti negativi e che i figli sono in grado di cogliere in pieno.
In questo modo non solo perdi in efficacia, ma ottieni anche un effetto depotenziante sulla loro autostima e
una chiusura a qualsiasi possibilita’ di dialogo.
Ti propongo un esercizio.
Come si fa con i muscoli attraverso gli esercizi di ginnastica cosi vale anche per la mente e solo attraverso
una pratica quotidiana con costanza e disciplina si puo’ modificare il modo di pensare ed esprimersi.

Allora se ti va prova questo esercizio, iniziando alcune volte al giorno poi man mano vedrai che diventera’
un’abitudine, fai attenzione per alle parole che rivogli a te stesso e cerca di cambiare l’espressione da
negativa a positiva.

CARMEN MORRONE COUNSELOR


Se lo ritieni opportuno prendi appunti e se hai formulato un pensiero in negativo riscrivilo in positivo cosi’
che anche la tua mente inconscia inizia a registrare il cambiamento
Quindi la frase “ oggi non ne faccio una giusta… va tutto storto” potrebbe diventare “ oggi ho bisogno di
prestare piu’ attenzione a….” oppure “sono proprio una frana” potrebbe diventare “ Sono una bella persona
e mi sento bene” oppure “non ce la faccio” ce la faccio”, “e’ possibile”….
Ti suggerisco di ripetere le frasi che hai trasformato in positive guardandoti allo specchio e di scriverle
perche’ l’atto di scrivere aiuta a rafforzare cio’ che si scrive e il rileggerle ti aiuta a immagazzinarle e farle
diventare proprie.

Se hai fatto con attenzione l’esercizio hai potuto notare una sensazione differente dentro di te, magari
all’inizio un po’ strana, ma via via sempre piu’ famigliare e avrai notato come questa sensazione e’ stata
accompagnata da uno sguardo diverso dentro di te, e anche il tuo corpo ha reagito in modo diverso a queste
affermazioni, dopo una iniziale sensazione di smarrimento dopo le prime ripetizioni sei riuscito a tenere le
spalle piu’ dritte e anche la colonna vertebrale piu’ in linea, sembri quasi piu’ alto.
Ecco la stessa sensazione accade ai figli quando cambi il modo di parlargli e utilizzi una frase in positivo, ma
facendo capire qual’e’ l’aspetto su cui chiedi che metta piu’ attenzione.
Un solo aspetto per volta, non stai dicendo loro che sono sbagliati o tutto cio’ che fanno e’ sbagliato, ma
quel particolare atteggiamento in quella particolare situazione puo’ essere affrontato in modo diverso.
Dai loro la possibilita’ di imparare che non sono loro sbagliati, ma e’ il modo in cui si stanno esprimendo in
quel momento o quello che stanno trascurando che puo’ essere modificato.

Potrei sintetizzare il messaggio che voglio trasmettere con questa frase famosa:
“Non perdo mai, o vinco o imparo”
Considera che spesso dietro il disordine o la svogliatezza si nasconde una mente molto brillante e il nostro
compito e’ proprio quello di aiutarli ad incanalare queste energie per utilizzarle al meglio.
Lo stesso capita per un figlio piu’ irascibile o scontroso, sono modi di esprimere un qualcosa di piu’ grande
che va compreso da noi adulti per aiutarli a trasmutare queste emozioni in qualcosa di positivo.

2 aspetto: Quale atteggiamento utilizzo quando parlo?


Dopo aver osservato cosa dici quando parli a te e con gli altri ti chiedi di osservare un altro aspetto molto
importante.
Qual’e’ l’atteggiamento che accompagna le parole.
Esatto, proprio cosi’, non e’ importante solo quello che diciamo ma anche come lo diciamo.
Ti propongo un altro esercizio.
Prendi qualche minuto per te, cerca di silenziare la mente piu’ che puoi e cerca di visualizzarti nelle situazioni
in cui parli con i tuoi figli, sia nei momenti piu’ tranquilli che in quelli piu’ turbolenti.
Come ti vedi?
Se hai piu’ di un figlio, osserva, ti rivolgi a loro allo stesso modo?
Qual’e’ la tua espressione del volto e la posizione del corpo quando gli parli?
Cerca di osservarti come se fossi uno spettatore dall’esterno e descrivi la situazione.

CARMEN MORRONE COUNSELOR


Noi parliamo si attraverso le parole, ma anche attraverso dei gesti ed espressioni che fanno parte del
linguaggio non verbale su cui non abbiamo molto controllo soprattutto nei momenti di forte emotivita’ e a
questo linguaggio i figli sono molto sensibili.
Quante volte anche se siete indaffarati nelle faccende domestiche o in altre attivita’ vi siete sentiti chiedere
“ Mamma, Papa’ cosa c’e’ che non va? Oppure piu’ semplicemente Cos’hai?” ecco questa domanda perche’
dall’espressione dei vostri volti i figli hanno colto qualche pensiero o preoccupazione o malessere che voi
non esprimete con le parole ma con il linguaggio del corpo.
Ecco perche’ diventa importante prestare attenzione a cosa diciamo , ma anche a come lo diciamo se
vogliamo che le parole siano efficaci.
Spesso parlare sotto l’onda delle emozioni non consente di essere efficaci e di indirizzare cio’ che vogliamo
dire davvero ai figli.
Fai un rimprovero specifico ad uno solo dei figli e non rimproverare al plurale, questo e’ importante perche’
consente a noi genitori di assumerci la responsabilita’ del nostro ruolo e permette a loro di essere
riconosciuti come individui.
Pensate che questo me lo ha fatto notare proprio uno dei miei figli.
Spesso le soluzioni ce le danno loro quando ci impegnamo ad ascoltare cio’ che hanno da dire con
attenzione.

Questa osservazione di mio figlio mi aveva fatto riflettere, anche io da adulta preferisco ricevere
un’osservazione diretta a me piuttosto che un’osservazione generica che non so a cosa si riferisce e quanto
mi coinvolge.
Quando i figli sono piccoli puo’ essere utile, per esempio, mettersi alla loro altezza fisicamente, questo
semplice gesto in realta’ sta comunicando molto a loro e gli permette di aprirsi con piu’ fiducia.
Per ogni figlio e’ importante essere ascoltato in modo esclusivo e con attenzione per questo e’ importante
farlo anche con il linguaggio del corpo, quindi fermandosi dalle altre attivita’ e guardandoli negli occhi, in
questo modo e’ possibile cogliere anche da loro tutto quello che vogliono dire sia con le parole sia con le
espressioni del volto o del corpo.
Spesso le soluzioni ce le danno loro quando ci impegniamo ad ascoltare cio’ che hanno da dire con
attenzione.
Puo’ essere utile, per esempio, mettersi alla loro altezza fisicamente, questo semplice gesto per noi in
realta’ sta comunicando molto a loro e gli permette di aprirsi con piu’ fiducia.

“Nella comunicazione la cosa piu’ importante e’ acoltare cio’ che non viene detto”

3 aspetto: C’e’ coerenza tra le parole e le azioni?


Ho potuto imparare quanto i figli siano delle spugne e come siano in grado di cogliere anche la piu’ piccola
stonatura nella voce, sono in grado di comprendere forse piu’ di noi se c’e’ coerenza tra cio’ che diciamo e
cio’ che pensiamo e spesso lo riescono a fare semplicemente guardandoci negli occhi.
Per cui diventa fondamentale che ci sia coerenza tra cio’ che diciamo con le parole e cio ‘ che facciamo con le
azioni, possiamo anche non dare tante spiegazioni , ma essere coerenti nelle nostra vita dalle piu’ piccole
azioni quotidiane alle scelte piu’ importanti.

CARMEN MORRONE COUNSELOR


Sono proprio le nostre azioni a definirci ai loro occhi.
“Credo cio’ che dico, faccio cio’ che credo. (V Hugo)
Sapete cosa ho imparato?
I nostri figli ci amano cosi’ come siamo, e sono pronti a perdonarci tutto, purche’ siamo autentici …..anche
negli errori.
Abituarci a parlare e ascoltare cosa hanno da dire ci tornera’ utile quando diventano adolescenti, e’ come un
tesoretto che mettiamo via quando sono piccoli e poi nell’eta’ piu’ critica sara’ piu’ facile ricordare loro che
siamo abituati a condividere con loro momenti di confronto che a volte possono essere anche discussioni in
cui tutti possono esprimere il loro sentire sempre nel rispetto dei ruoli, non dimentichiamo mai che noi
siamo gli adulti.

Man mano che crescono cambia il modo di confrontarsi ed e’ corretto che sia cosi’, facciamo percecipire ai
figli che il tempo che trascorriamo insieme per noi e’ prezioso, che scegliamo con gioia di avere del tempo
insieme.
Sono due mondi differenti che hanno dei punti in comune e che possono incontrarsi proprio individuando
degli aspetti che ci accomunano.

E qui arriviamo alla seconda area molto interessante:


2)FAMIGLIA E CONDIVISIONE
Come posso condividere con i figli la gestione dei tempi /spazi/impegni di famiglia mantenendo pero’ io il
ruolo e la responsabilita’ di genitore?
Quando penso alla condivisione mi piace considerare non solo il tempo che trascorriamo insieme con i figli o
le esperienza, ma anche come gestiamo il tempo quando non siamo insieme rendendoli partecipi dei nostri
spost
Per esempio quando i figli sono piu’ grandi puo’ capitare che ci troviamo a dover controllare i loro
spostamenti come esperti di spionaggio, ho vissuto anche io qualche momento cosi’, ma senza successo.
In realta’ ho visto un cambiamento significativo quando ho iniziato a condividere la mia giornata con loro e
ho spiegato che era importante sapere quali erano i nostri spostamenti nella giornata prima di trovarci nel
pomeriggio o sera in modo da poter essere utili gli uni agli altri in caso di necessita’.

Non e’ solo un controllo del genitore verso il figlio, ma un sentirsi parte di un gruppo e sapere dove si trova
l’altro questo e’ molto formativo per i figli che imparano cosi’ a condividere e ad essere piu’ responsabili.
Non tutti hanno accettato subito questa condivisione, hanno poi man mano compreso che non ero li per
fare il controllore, ma tutti collaboravamo insieme e ora e’ diventata piu’ un abitudine sentirci per
aggiornarci degli spostamenti che ci coinvolgono, siamo tutti parte di un gruppo che collabora per il bene
comune.

Ho iniziato subito a chiedere un orario di rientro prima di cena in modo da trovarsi a casa tutti per preparare
insieme e condividere dei momenti insieme.
Certo non tutti accolgono subito con gioia queste richieste, ma con il tempo diventa anche per loro una
piacevole abitudine, e imparano a condividere un po’ del loro tempo con i genitori, anche nelle faccende
domestiche.

u CARMEN MORRONE CONSELOR


Inventiamo delle nostre abitudini famigliari, per molto tempo la nostra cena della domenica era dedicata ai
toast, creiamo dei momenti in cui ci dedichiamo a cio’ che ci piace fare insieme.
Serata film e pop corn? Sbizzaritevi con la fantasia
Per un periodo abbiamo inventato una serata in cui a turno preparavamo degli hamburger e poi ci davamo
un voto con le palette…insomma qualcosa che vi faccia dimenticare le altre cose da fare….
La nostra abilita’ di genitori sara’ poi man mano cambiare questi momenti in base all’eta’ dei figli, quando
sono piu’ grandi sara’ piu’ facile parlare con loro attraverso i loro interessi, ma non sottovalutate mai la loro
voglia di Conoscenza, hanno fame di Sapere sta a noi trovare il modo di attirare la loro curiosita’.
Ho potuto verificare che e’ importante per i figli sapere che noi desideriamo trascorrere del tempo insieme
con loro, ringraziamoli dei momenti trascorsi insieme…apprezzeranno molto soprattutto quando sono piu’
grandi perche’ percepiscono che diamo valore al loro tempo e impareranno a rispettare il nostro.

3 AMBIENTE E PROGETTI
Ho trovato molto utile per l’unione della famiglia condividere insieme dei progetti, idee, propositi.
Fin da piccoli trasmettiamo loro l’importanza di avere dei piccoli obbiettivi.
Il progetto ha in se’ qualcosa che lo rende quasi magico: e’ energia pura che si concretizza in realta’, prima o
poi.

Un progetto va nutrito, coltivato, richiede impegno e questo aumenta il senso di responsabilita’ e


l’autostima dei figli.
Alcune idee e progetti posso essere individuali, ma trovatene alcuni che coinvolgano tutta la famiglia,
potete insegnare gia’ da piccoli a creare delle mini vision board individuali e di famiglia con gli obbiettivi che
volete raggiungere.
La prima volta che ho parlato ai miei ragazzi di progetti erano ancora piccoli, avevano creato il “barattolo dei
progetti” avevano scritto il loro obbiettivo (in quel periodo cose materiali che volevano acquistare) e
mettevano via i risparmi nel loro barattolo fino al raggiungimento dell’obbiettivo scelto.
Quando sono diventati piu’ grandi li ho coinvolti con la progettazione di un viaggio a Barcellona, ovviamente
non sapevamo ne come ne quando.

Abbiamo iniziato ad appendere foto del luogo e raccogliere informazioni su cosa avremmo voluto visitare,
abbiamo creato una vision board solo su Barcellona, ovviamente poi il progetto si e’ realizzato e abbiamo
vissuto la nostra esperienza anche nella realta’.
Molto interessanti sono anche i momenti culturali da condividere con i figli, una mostra, uno spettcolo
teatrale che incontri i gusti di tutti puo’ portare davvero tanto benessere ed essere anche formativo.
Ma i progetti possono coinvolgere anche gli ambienti in cui viviamo, per esempio puo’ essere molto utile la
riorganizzazione di piccoli spazi della casa anche con poca spesa ma con un risultato che giova a tutti,
soprattutto quando i figli sono cresciuti e sono cambiate le loro necessita’.
Spesso chiediamo che ci sia ordine nei loro spazi, ma noi siamo ordinati?

Coinvolgiamoli nella riorganizzazione degli ambienti di casa, troviamo un posto ad ogni cosa, eliminiamo cio’
che non viene utilizzato e non accumuliamo, e’ ormai noto come gli spazi influenzano il nostro stato
d’animo.

CARMEN MORRONE CONSELOR


Riordiniamo insieme un box o la cantina, per un lungo periodo le pareti del box per noi sono diventate
disponibili per momenti di “libera espressione artistica”.

Su questo argomento per noi e’ stato fondamentale l’aiuto che abbiamo ricevuto da una Maestra di Feng
Shui che ci ha insegnato ad avere cura degli ambienti in cui viviamo, ci siamo affidati a lei per riportare
armonia negli spazi di casa e dentro di noi e poi una volta che ho compreso per prima io cosa volesse dire
l’ordine e l’armonia in casa ho potuto chiederlo anche ai figli.

Ho imparato che ogni eta’ dei figli e’ bella , ora che sono grandi il confronto e’ piu’ impegnativo e cosi’ per noi
l’essere sempre coerenti, riconoscono subito se una persona e’ in linea con pensieri, parole e azioni anche se
loro ancora si stanno ancora costruendo, ma cercano in noi esempi in equilibrio.
Ecco perche’ e’ molto importante dedicare del tempo prima di tutto a noi stessi per trovare e mantenere nel
tempo un equilibrio ed un benessere che saremo poi in grado di trasmettere anche ai figli e a chi ci circonda.
“Non esistono genitori famiglie o figli perfetti, ma esistono un sacco di momenti perfetti lungo il cammino
da compiere insieme”
Ti lascio con un ultimo pensiero:

Famiglia, Forza, Fantasia e Felicita’: voglio racchiudere in queste semplici parole tante cose…. La Famiglia,
comunque essa sia costituita, richiede tutta la nostra Forza e la nostra Fantasia e ci fa conoscere la Felicita’.

Contatta direttamente Carmen alla Mail


cmorrone71@gmail.com

CARMEN MORRONE CONSELOR


Carmen Morrone
Counselor
Mi chiamo Carmen, sono mamma di due meravigliosi ragazzi, ho
una laurea in Biologia e un’esperienza ventennale in una societa’ di
comunicazione.
Fin da bambina ho sentito dentro di me l’importanza delle parole
che pronunciamo e negli anni ho avuto modi di sperimentare come
attraverso le parole abbiamo il potere di determinare la nostra vita
ed influenzare la vita delle persone con cui ci relazioniamo.
Ma non sono riuscita fina da subito a portare questa capacità nella
mia vita, al contrario ad un certo punto mi sono accorta che tutto
andava in una direzione contraria a come avevo immaginato e tutto
stava cambiando. La relazione piu’ importante era terminata, stavo
affrontando la malattia e la perdita di due figure di riferimento, i
figli stavano iniziando a vivere la loro adolescenza e mi stavo
accontentando di un lavoro che non volevo. Soprattutto non avevo
piu’ voglia di fare progetti e di credere in me stessa.
Ed e’ proprio quando tutto sembra andare alla deriva che scatta una scintilla, un’intuizione ….e se stessi guardando nella
direzione sbagliata? Se provassi ad uscire dagli schemi e cercare la soluzione in una strada alternativa? Ho sempre creato
nella mia mente l’idea della famiglia perfetta, ma rispetto a chi o cosa?
La famiglia e’ fatta di persone ed ognuna di loro e’ unica ed irripetibile, come potevo pretendere che rientrassero in uno
schema.
E cosi’ anche nel lavoro, se per prima non riconosco i miei talenti e non li faccio emergere come posso pretendere che li
vedano anche gli altri?
Bene, dal momento in cui ho dichiarato a me stessa che ero pronta ad assumere la responsabilita’ della mia vita e che ero
pronta a fare il primo passo verso un cambiamento totale ( volevo che ogni area della mia vita fosse vincente), ecco che
sulla mia strada incontro libri, esperienze, Maestri che mi hanno portata alla donna che sono ora, con ancora tanto imparare
e tanta voglia di crescita. La prova piu’ importante che ho affrontato come genitore, dopo che ho iniziato a muovere i primi
passi nel mio nuovo cammino di consapevolezza e’ stata la decisione del primo figlio di lasciare la scuola.
Uno tzunami interiore mi ha attraversata. Se fosse capitato con la consapevolezza che ho ora sarebbe stato meno faticoso
accompagnarlo in questa sua decisione, ma al momento no, mi era sembrato un ulteriore fallimento.
A me piace molto studiare, cosa avevo sbagliato?
Certo non stavo considerando mio figlio come un essere unico ed irripetibile, ma ancora una volta volevo farlo entrare in
uno schema.
Il lavoro introspettivo che avevo iniziato su di me in una direzione alternativa, pero’, non ha tardato a portare i suoi frutti, nel
frattempo ho incontrato una Maestra di vita che mi ha insegnato come il luogo fisico che abitiamo puo’ influenzare
decisivamente la nostra vita e partendo dall’esterno con l’aiuto dei figli abbiamo riordinato e riorganizzato tutti gli spazi
portando benessere esternamente ed internamente a noi.
Avendo sperimento il benessere dentro di me ho potuto spiegarlo anche ai figli, ho modificato il mio atteggiamento e il mio
modo di comunicare con loro e ho compreso come spesso attraverso atteggiamenti scontrosi e incomprensibili i figli
manifestano un disagio che non sanno esprimere con le parole .
Loro ci osservano molto attentamente, percepiscono se c’e’ coerenza in noi e se i nostri pensieri, parole e azioni sono
allineati ed assorbono ogni goccia come delle spugne e hanno una gran fame di Sapere e Conoscenza, se solo proviamo a
dare loro la possibilita’ di cibarsene anche con modi alternativi quando necessario.
Gli adulti siamo noi, i genitori, e il nostro compito e’ inventare un modo per raggiungerli nel loro mondo e mostrargli che ci
possono essere modi diversi di vedere e affrontare la vita.
Ora posso dire che la mia e’ una famiglia sicuramente fuori dagli schemi, ma e molto vera e vincente.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.
Il mio desiderio e’ di condividere come il successo della mia esperienza che e’ unica, possa essere declinato nell’esperienza
personale di ognuno e arricchita con le proprie caratteristiche.

Potrebbero piacerti anche