Sei sulla pagina 1di 3

OVQ 1OSS D 18.01.

2022

Animazione
“Animazione ovvero rendere le persone protagoniste del proprio essere.
Essere quindi coinvolti nelle attività, mi sentirò accettato e valorizzato.
Favorisce l’inserimento e la comunicazione. Permette di avere un contatto
con la realtà territoriale.

3 tipi di animazione:
- Animazione educativa;
- Animazione di strada -> assistenti sociali per integrare le persone o
ragazzi;
- Animazione turistica.

Animazione non è intrattenimento perché da una parte sei coinvolto e dall’altra assisti come spettatore a
un evento che non promuove la partecipazione attiva del paziente.

L’animazione lavora sul processo ovvero l’attività in se, quindi non per forza è importante il prodotto finale.

- Intenzionalità: devo sapere cosa voglio


raggiungere.
- Coerenza: non perdere di vista l’obbiettivo.
- Progettualità: ovvero avere un progetto,
un’idea. Sapere cosa fare, cosa avere ecc…
- Intelligenza progressiva: definire le tappe di
controllo per far si che il progetto abbia
successo. Costruzione a tappe.
- Processo: seguo il processo.
- Gruppo o individuo: con più persone o a volte
anche con un solo individuo.

Rilevare le abitudini con l’aiuto delle AVQ


Rilevare di cosa si occupa il paziente durante le AVQ. Obbiettivo di promuovere, ristabilire o valorizzare.
Usare 4 pilastri per definire la qualità del vostro ospite.
Funzionalità e salute: movimento espressione di vitalità. Effetti negativi sul corpo mente ecc.. se non c’è
movimento.

OSS e animazione:
- Conoscere le persone che si ha di fronte (RD, biografia);
- Programmare interventi di animazione mirati;
- Verificare il continuo del proprio lavoro.

Pagina 1 di 3
OVQ 1OSS D 18.01.2022

Guidare un’attività
Perché una metodologia:
- Obiettivi definiti, chiari e scritti
- Metodologia coerente con gli obiettivi
- Motivazione del gruppo

Scala a 6 gradini
Modello di riferimento, permette di raggiungere tramite una guida gli obbiettivi prefissati.

- Primo gradino, la determinazione della situazione di partenza del gruppo.


Per creare un gruppo bisogno pensare a abitudini, interessi e capacità del singolo.
Conoscere le dinamiche, sapere come si muovono e vanno d’accordo con le altre persone. Più
persone con norme differenti boicottano il lavoro dell’altro.
Estensione e riduzione del gruppo, quindi aggiunta di persone integrandole o al contrario alcune
persone abbandoneranno il gruppo.
Gruppo piccolo -> più libertà. Gruppo grande -> più regole.
Composizione del gruppo: Età, sesso, nazionalità, tempo di degenza, e tipo di frequenza, capacità o
difficoltà motorie o mentali.
Dinamica del gruppo, perché vogliono partecipare. Si conoscono tra di loro..
Raccolta dati: osservazione fatta dagli operatori e colloquio con i residenti e parenti.
- Secondo gradino, la definizione degli obbiettivi abbiamo:
Un obbiettivo fondamentale o motivazione ovvero guida il nostro agire e ci permette di costruire.
Senza motivazione niente costruzione.
Una finalità o scopo, entro un tempo limite raggiungere un obbiettivo.
Stabilire degli obbiettivi generali, circoscrivono ulteriormente l’obiettivo cui si mira.
o Obbiettivi: orientamento, tempo, spazio, persone, comunicazione, affettività
socializzazione, motivazione.
Stabilire degli obbiettivi specifici, descrivono gli obbiettivi con grande precisione e sono formulati
in maniera chiara e concreta. Deve essere possibile valutarne l’adempimento.
o Obbiettivi: Stimolare, esercitare, promuovere, orientare, favorire, conoscere, agevolare,
attivare.
Come porsi un obbiettivo: cosa si vuol raggiungere, in che modo, quando.
Gli obbiettivi pensati per l’animazione in generale devono rifarsi ai 4 pilastri della qualità di vita.
L’obiettivo è realistico/realizzabile.
- Terzo gradino, la pianificazione.
Bisogna pensare a dove e come fare cosa.
Al materiale che ho bisogno per fare determinate cose.
Bisogna considerare lo spazio e la disposizione delle cose per l’attività: ambiente tranquillo,
camere..
Aspetti organizzativi e costi.
Frequenza: giornaliera, settimanale, mensile.
Durata: minuti, ore, pomeriggi.
Ascoltare e rimanere neutrali non dando ragione ma trovando strategie.
Portare l’attività al raggiungimento dell’obiettivo.
Saper essere (attitudine): accogliente, infondere sicurezza, calore umano, coinvolgere, rispetto,
empatia.
Collaborazione tra tutti i membri dell’equipe.

Pagina 2 di 3
OVQ 1OSS D 18.01.2022

- Quarto gradino, approccio metodico.


Svolgimento dell’attività.
Viene messo in pratica tutto quello che è stato organizzato prima.
Parte introduttiva quindi il ritrovo del gruppo per conoscere tutti. Chi organizza si ritrova prima con
gli altri in modo meno formale. Scambio di info per creare giusta atmosfera/ clima.
Introduzione da aspetto meno formale a più formale. L’organizzatore prende la parola e racconta
cosa succederà.. Poi da la parola alle persone per far si che si presentino, soprattutto se una attività
dove ci saranno delle interazioni. Se l’attività è statica devi far si che inizialmente si muovano per
far si che dopo rimangano attenti durante l’ascolto.
Parte principale racchiude definizione obbiettivi e pianificazione. Lo svolgimento delle attività
pianificate. Equilibrare teoria-pratica. RICORDARSI IL PIANO B.
Conclusione domande riassuntive di come è stato (Feedback). Porta il finale dell’attività. Momenti
di scambio tra i partecipanti. Capire se l’obiettivo è stato raggiunto.
Il ritorno quotidiano non va interrotto in maniera brusca la fine dell’attività con il ritorno alle
attività quotidiane.

- Quinto gradino, valutazione.


Si va a riprendere gli obbiettivi, si passano uno ad uno e verifico se quello che mi ero prefissato l’ho
fatto davvero. Analizzando i punti posso riorientamenti un attività differente con più senso.
ESEMPI DI DOMANDE: - Luoghi e tempi adeguati? -Materiale proposto? -Che cosa modificheresti
per il futuro?

- Sesto gradino, la riflessione.


Si riallaccia alla finalità, capire se l’attività ha avuto un senso. Importante riconoscere le correlazioni
tra le proprie azioni il comportamento dei clienti. Prende in esame non solo gli obbiettivi ma anche
il gruppo di partecipanti.

Conclusione

- Guidare un gruppo in un’attività significa avere una metodologia cioè un


procedimento che segue una via, esclude l’improvvisazione e presuppone una
ricerca di condizioni ottimali.
- È un percorso attuato per raggiungere
risultati positivi e/o migliorativi rispetto a situazioni precedenti.

Pagina 3 di 3

Potrebbero piacerti anche