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Schicchi Giada IV Sia, Compito di Italiano.

24/09/2021

1) Nel 1200 nasce un’importante scuola poetica: il Dolce Stil Novo. Il primo stilnovista fu Guido Guinnizzelli,
un bolognese, fiorito intorno al 1270. In quell'anno, Bologna era sede di una prestigiosa università nella
quale si insegnava diritto. Dopo Bologna, la nuova poesia dello Stilnovo approdò a Firenze. Tutti i maggiori
poeti stilnovisti furono fiorentini: Dante Alighieri, Guido Cavalcanti, Lapo Gianni ed altri ancora. La
definizione di dolce stil novo fu data proprio dal primo di questi, Dante Alighieri, in un passo celebre del
Purgatorio. Egli, quindi, utilizzò questi due aggettivi per descrivere la nuova etica:
- nuova perché, rispetto ai siciliani e siculo-toscani, gli stilnovisti non ripetono modi e temi di altri, ma
cercano un contatto più personale e più sincero con l'amore e con la propria vita interiore.
- dolce perché nelle poesie risalta una forma armoniosa e melodica, escludendo immagini o parole troppo
crude.

2) L'epistolario è una raccolta di lettere scritte da Francesco Petrarca che si distingue in diverse raccolte. La
prima è quella delle Familiares, composta da 350 lettere scritte dal 1325 al 1361, essa contiene lettere
realmente inviate e lettere fittizie. Le Sine Nomine sono 19 lettere scritte sempre in questo periodo che
vengono escluse dalla raccolta e vengono pubblicate separatamente, esse sono tutte d'argomento politico-
religioso, ma, per qualche motivo, Petrarca decide di cancellare il nome del destinatario. Dopo il 1361
scrisse le Senili, una raccolta che comprende 125 lettere divise in 17 libri. L'opera si doveva concludere con
“Lettera ai Posteri” che contiene il racconto della propria vita, ma è un’opera inconclusa. In seguito alla sua
morte viene realizzata un'altra raccolta, che conta 66 epistole raccolte in 3 libri. Esse sono lettere in forma
poetica e raccontano dell'amore dell'autore per Laura.

3) Il Decameron, composto da Giovanni Boccaccio fra il 1349 e il 1353, è un assoluto capolavoro e un punto
di riferimento per tutta la letteratura umanistica in prosa successiva. Oltre ai racconti, l’opera diviene un
esempio per l’ideale di vita degli umanisti: l’otium, il ritiro in campagna per godere solo dei piaceri della
letteratura, saranno punti cardine delle filosofie umanistiche. L’opera comprende dieci protagonisti, dieci
giornate (dal greco deca = dieci), e cento novelle. La struttura del Decameron risponde all’esigenza di autori
e pubblico medievale di vedere organizzata la narrazione in modo ordinato in un quadro completo, che
faccia riferimento alla perfezione numerica. Entro una “cornice” narrativa di partenza si dividono le
sottocornici narrative rappresentate dalle trame di ognuna delle cento novelle che compongono l’opera.
Prima cornice narrativa sarebbe la storia dei dieci giovani (la brigata, come la chiama Boccaccio) che, per
sfuggire alla peste del 1348, decidono di rifugiarsi in una villa in campagna, lontani dalla città e dal morbo, e
di intrattenersi raccontandosi a vicenda dieci novelle al giorno, una per ogni componente del gruppo, e per
un totale di 10 giorni sui 14 che passano insieme. Ogni novella raccontata ha, ovviamente, una sua trama, e
questa rappresenta la sottocornice dell’opera. Il tema di ogni novella viene scelto, a turno, dal giovane che
in quella precisa giornata è il re o la regina del giorno.

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