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SERAFINI

GIULIANO
CONTI
3°AEC

RDL 1/1
Utilizzo GDF ed Oscilloscopio a CRT

OBIETTIVI:

● Oscilloscopio a CRT

● Generatore di funzione (GDF)

● Effettuare misure con l'oscilloscopio


STRUMENTI UTILIZZATI:
- Oscilloscopio (PHILIPS PM-3055)

- Cavo coassiale (BNC)


- Generatore di funzione (PHILIPS PM-5133)

L’ OSCILLOSCOPIO:

Gli oscilloscopi sono apparecchi destinati a rendere visibile, o registrare


fotograficamente, le curve di variazione (nel tempo) di grandezze elettriche
rapidamente variabili.

Fra i vari tipi di strumenti elettrici, gli oscilloscopi possono definirsi


strumenti «universali» poiché, con opportuni accorgimenti, è possibile
effettuare qualunque genere di misura, ossia misurare o registrare non solo
fenomeni elettrici periodici o non periodici in elettrotecnica, radiotecnica
(misure di corrente, tensione, frequenza, ecc.), bensì fenomeni meccanici
riducibili a quelli elettrici (misure di pressioni, urti, vibrazioni, ecc.).
In relazione al principio sul quale sono basati si suddividono in:
a) oscilloscopi digitali;

b) oscilloscopi a raggi catodici.

Fra i due tipi accennati la tecnica moderna si è orientata in modo particolare


verso gli oscilloscopi digitali anche se quelli a raggi catodici sono stati usati
molto in passato.

OSCILLOSCOPIO A CRT:
Il principale elemento dell’oscilloscopio analogico è un tipo speciale di tubo a
vuoto (C.R.T) in cui gli elettroni emessi da un catodo che si muovono ad
altissima velocità, vengono concentrati in uno stretto fascio, colpiscono uno
schermo chimicamente preparato che diventa fluorescente o luminoso, nel
punto ove batte il fascio elettronico. Poiché lo stretto fascio o pennello
di elettroni mobili è negativo in polarità, e non ha praticamente peso
o inerzia, esso può essere facilmente deflesso da una carica positiva.
La carica positiva è applicata a un fascio tramite le placche
deflettenti, usualmente poste dentro il tubo.

I componenti di un tipico oscilloscopio a tubo a raggi catodici sono qui


descritti:

La sorgente di elettroni, viene rappresentata dal catodo.


Questo elettrodo, costruito con il nichel, ha la
forma di un cilindro, avente la base chiusa e l’altra
aperta con diametro pari a 3.5 - 4 mm e la
lunghezza pari a 12-13 mm.
Sulla testa del cilindretto è depositato uno strato
di ossido di bario e stronzio chiamato superficie emittente;
all’interno del catodo è montato un filamento a doppia spirale.

Questo filamento viene poi collegato


ad una sorgente di alimentazione
adatta (circa 6.2 V), la corrente che
scorre in esso fa innalzare la sua
temperatura, arroventandolo, e visto
che il filamento è vicinissimo al
catodo viene trasferito il calore sviluppato.
Allo stesso tempo la superficie emittente, anch'essa fortemente riscaldata
emette un grande e disordinato flusso di elettroni (nuvola di elettroni).
Una griglia cilindrica (cilindro di Wehnelt) circonda il
catodo e controlla l'intensità del fascio controllando il
numero di elettroni che passano attraverso l'estremità
aperta della griglia.
Questa azione di controllo è compiuta variando la tensione
negativa sulla griglia.
La manopola contrassegnata con intens è un
potenziometro che varia la tensione sulla griglia, ossia
sull'elettrodo di controllo. Una diminuzione della tensione
negativa di polarizzazione di griglia, determina un aumento di flusso
elettronico.
Ciò fa aumentare il numero di elettroni che
colpiscono lo schermo, producendo così un
aumento dell'intensità luminosa della
macchia sullo schermo. Al contrario un
aumento della tensione negativa di griglia,
determina una diminuzione dell'intensità
luminosa della
macchia.

Dopo aver lasciato la griglia, il flusso


di elettroni passa attraverso due o più anodi cilindrici di focalizzazione,
e accelerazione.
Il primo anodo, concentra gli elettroni liberi
in un fascio esattamente sullo schermo,
mentre il
secondo anodo, accelera la loro velocità. I
componenti descritti
sino a questo punto costituiscono il cannone elettronico che produce elettroni
liberi e quindi li proietta in un fascio sottile e mobilissimo sullo schermo
fluorescente posto all'altra estremità
del tubo.
La manopola della messa a fuoco (focus) è un
potenziometro che
varia la tensione sul primo anodo del
cannone elettronico. Si
altera il rapporto di tensione tra gli anodi 1
e 2 e pertanto permette
una variazione nel loro effetto di messa a
fuoco. Quando
l'immagine sullo schermo è nitida e chiara,
la macchia o immagine
è a fuoco.

Il cannone elettronico produce da solo


soltanto una piccola
macchia o punto luminoso sullo
schermo. Tuttavia, quando il
fascio di elettroni è deflesso o da un
campo elettrostatico o da un
campo elettromagnetico, la macchia si
muove sullo schermo eseguendo
spostamenti proporzionali alla forza
esercitata dal campo deflettente. Quando il movimento del fascio elettronico è
sufficientemente rapido la persistenza dell’immagine fa sì che la traccia, della
macchia mobile appaia come una linea continua.
Il tipo più comune di tubi a raggi catodici impiega la deflessione
elettrostatica di una coppia di placchette per esercitare una
forza sul fascio in un piano verticale e la deflessione di un'altra
coppia di placche per esercitare una forza nel piano orizzontale.
Queste placchette deflettenti si chiamano rispettivamente placche
verticali e placche orizzontali e sono montate ad angolo retto fra
di loro. I campi elettrostatici sono creati applicando convenienti
tensioni fra le placche di ciascuna coppia.

Una placca di ciascuna coppia,


è usualmente connessa al secondo anodo del cannone elettronico
per stabilire le polarità, appropriate dei campi rispetto al
fascio e rispetto all'altra placchetta. Così, per muovere il fascio
elettronico, è soltanto necessaria l'applicazione di una tensione
positiva o negativa (rispetto a massa) alla placchetta deflettente
isolata o libera. Se la tensione è positiva rispetto alla massa, il
fascio elettronico sarà attratto dalla placchetta deflettente; se
negativa, sarà respinto.

L'importo di deflessione è direttamente


proporzionale alla tensione applicata alla placca deflettente libera.
Per visualizzare la forma d’ onda (nel nostro caso la sinusoide) si applicherà alle
placche
verticali una tensione i cui valori siano proporzionali a quelli della grandezza
in esame mentre le placche orizzontali saranno alimentate con una
tensione che varia linearmente nel tempo. Cioè, è necessario stabilire
fra queste placche un campo elettrico capace di imprimere al fascio
elettronico una velocità costante (in senso orizzontale) per tutto il tempo
impiegato dal fascio per andare da una estremità all'altra dello schermo
ed un ritorno rapido al punto di partenza.
Per la sua forma caratteristica questa tensione applicata alle placche
orizzontali viene denominata a dente di sega.

Il tratto 1-2, lentamente ascendente, corrisponde al periodo


di tracciamento del diagramma che potremo definire anche di fase utile;
il tratto 2-3, a fronte ripido, corrisponde al periodo di ritorno al punto iniziale.
Al fine di ottenere un'immagine stazionaria è necessario che la frequenza
della tensione della base dei tempi sia uguale o multipla della frequenza
della grandezza in esame.
Nella figura è indicata la curva della tensione risultante dalla composizione
delle tensioni applicate alle due coppie di placche.

Lo schermo fluorescente consiste in certi preparati chimici chiamati fosfori, che


sono depositati sulla parete interna all'estremità del tubo. Quando
questo rivestimento chimico
è colpito da un pennello
elettronico
in rapido movimento, esso
emette una luce verde o
gialla o blu o
bianca, a seconda del
materiale con cui è
costituito lo schermo.
Dopo l'impatto, l'emissione di luce persiste per un breve intervallo,
usualmente soltanto una frazione di secondo. La persistenza dello
schermo di un tubo a raggi catodici è data dalla, durata della
luminosità, che permane dopo lo spostamento del fascio elettronico.

Per facilitare la dissipazione del calore prodotto, si deposita un sottile strato di


alluminio (inferiore a 0.1mm) proprio a protezione dei fosfori. Questo strato ha
anche il compito di irradiare tutta la luce verso l’esterno dello schermo, ovvero
si comporta come un vero e proprio specchio che convoglia la luce. Inoltre,
essendo collegato con l’ultimo anodo lo strato di alluminio evita l’accumulo di
cariche. L’accumulo di cariche determina una diminuzione del potenziale
positivo dello schermo (carica negativamente lo schermo) e quindi respinge gli
ulteriori elettroni del fascio con la conseguente formazione di macchie sullo
schermo.

“metallizzazione dello schermo”


CIRCUITO DI TRIGGER:
Il circuito di trigger funge da comparatore. È possibile selezionare la pendenza
e il livello di tensione di un lato del comparatore. Quando il segnale di trigger
corrisponde alle impostazioni, l'oscilloscopio genera un trigger.

 Il controllo della pendenza (slope) determina se il punto di innesco si trova


sul bordo ascendente o caduta di un segnale. Un bordo ascendente è una
pendenza positiva e un bordo in caduta è una pendenza negativa.
 Il controllo del livello (level)determina dove sul bordo si verifica il punto di
trigger.

CIRCUITO DI BLANKING:

Il circuito di blanking serve ad inibire il fascio di elettroni evitando la


formazione della riga orizzontale quando la traccia fa una “scansione” cioè si
sposta da sinistra a destra e viceversa.

CIRCUITO DI COUPLING (ACCOPPIAMENTO):


Il segnale da esaminare è applicato all’ingresso Y e un deviatore permette di
scegliere fra 3 opzioni:
 DC per una connessione diretta che consente la visione del segnale
integralmente
 AC per una connessione tramite condensatore che consente di vedere
soltanto la componente alternata
 GND per la verifica del livello di riferimento di massa

FIGURE DI LISSAJOUS:
Tali figure sono state studiate in dettaglio dal fisico Jules Antoine
Lissajous (1822 - 1880). In precedenza, nell'anno 1815, erano state oggetto di
studio dell'astronomo americano Nathaniel Bowditch (1773 - 1838), motivo
per cui sono chiamate anche figure di Bowditch.

Per figura di Lissajous si intende il grafico di una curva data dal sistema di
equazioni parametriche.
FIGURE DI LISSAJOUS CON MULTISIM:
GENERATORE DI FUNZIONI:

Un generatore di funzioni, è un dispositivo elettronico che può produrre una


varietà di forme d’onda diverse. Esso è indispensabile per le apparecchiature di
laboratorio di elettronica.

È usato per testare la risposta dei circuiti ai


segnali di ingresso ordinari o per generare dei
segnali di riferimento per delle misure; esso
produce vari schemi di tensione a frequenze e
ampiezze diverse.

La maggior parte di tali generatori consente di


scegliere la forma dell’uscita tra diverse
opzioni: onda quadra, onda sinusoidale, e
onda triangolare e a dente di sega.

L'estensione in frequenza di un generatore di


funzioni va in genere da qualche frazione di Hz
e qualche decina di MHz.

MISURAZIONE DELL’AMPIEZZA E DEL PERIODO CON ----------------


--------L’OSCILLOSCOPIO
0.8
CONCLUSIONI:

È stato compreso il funzionamento del generatore di funzioni (GDF),


dell’oscilloscopio analogico (CRT) e dei suoi componenti.
È stato appreso inoltre come effettuare correttamente delle misure di
ampiezza e di periodo con i due strumenti.
FONTI:

The Cathode Ray Tube site, Cathode Ray Tubes. (crtsite.com)

Free Books : Download & Streaming : eBooks and Texts : Internet Archive

Oscilloscope Trigger Controls - Trigger Level and Slope - Trigger Sources - Trigger Modes - Trigger
Coupling - Trigger Holdoff (hobbyprojects.com)

Come usare l'oscilloscopio. | Prof. Puglisi Salvatore (profpuglisisalvatore.altervista.org)

Electron Gun of Cathode Ray Tube - Inst Tools (instrumentationtools.com)

Wikipedia,

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