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BALTASAR GRACIÁN

Esponente della saggistica politico-morale. Nasce nel 1600 in Aragona, entra nella Compagnia di
Gesù e studia teologia a Saragozza. Dal 1627 insegna grammatica latina, poi teologia morale e
filosofia. È fondatore del concettismo.

Nel 1635 conosce Vincencio Juan de Lastanosa, uno degli uomini più colti e stimolanti del tempo.

Subisce il fascino di due scrittori, soprattutto: il conte di Frias e il commediografo Antonio


Hurtado de Mendoza citati nell’AGUDEZA Y ARTE DE INGENIO (pubblicata nel 1642 e ampliata nel
1648).

Nel 1651 pubblica la prima parte del CRITICÓN che gli valse denunce da parte dei valenziani che si
sentivano insultati nel romanzo, e anche per la caratteristica marcatura profana dell’opera.

Nel 1653 e ’57 pubblica rispettivamente la seconda e terza parte del Criticón. Nel frattempo
pubblica anche EL COMULGATORIO, di stampo religioso, tentativo di calmare le acque che però
risultò vano visto che ebbe molte punizioni, come la privazione dell’insegnamento e il controllo
della carta e dell’inchiostro in cella dove fu segregato. Muore a Tarazona nel 1658.

Spirito indipendente e ribelle, concezione della vita come azione ma aspirazione al riposo eterno,
desiderio di rivolgersi alla corte come centro del potere politico e culturale ma visto sempre dalla
sua saggezza isolata nel ritiro spirituale (astrazione intellettuale), predilezione per la costruzione di
archetipi.

EL HÉROE (1637): saggio sull’arte di governare (risposta al Machiavelli), lode all’eccezionalità


dell’uomo rinascimentale. Descrive come dev’essere il nuovo eroe, successivo alla controriforma -
> guardingo, non deve mai svelarsi x intero, deve fingere difetti che aiutano a evitare gelosie e
avversari; dovrà mettere in evidenza la virtù ispanica per antonomasia (il coraggio). Gli costò
minacce di trasferimento mai attuate.

EL POLITICO DON FERNANDO EL CATOLICO: l’idea dell’uomo guida in Fernando -> un politico
prudente ma non astuto, perché astuzia non è politica. L’opera è un’analisi razionale delle
decisioni politiche sotto la visione filosofica, un libero discorrere, privo di aneddoti, esalta la virtù.

EL DISCRETO (1646), pubblicato a spese di Lastanosa: rivolto all’uomo di salotto o di accademia


letteraria che dev’essere saggio e prudente. 300 massime che descrivono le 25 qualità che deve
avere un uomo colto e rispettabile (dominio di se stesso, fusione di genio con ingegno, grandezza
d’animo con azione ed eleganza nel rapporto sociale, finezza nei modi). Usata grande varietà di
forme: dialogo, lettere, ragionamento accademico, memoriale, satira, allegoia.

ESTERO
Tutta l’opera di Gracian sarà molto diffusa all’estero nonostante fosse un’opera di difficile lettura
per le acutezze verbali, polisemie, contrapposizioni, giochi verbali e sonori ecc…

COSTRUZIONE DELL’UOMO

La sua visione, nonostante egli stesso fosse stato accusato di lontananza dalla realtà e
intellettualismo disumanizzante, è volta alla costruzione dell’uomo, considerato essere perfettibile
attraverso la contemplazione di ciò che è grandioso, e attraverso l’esercizio della ragione: “l’uomo
non deve vincere solo se stesso ma anche i suoi oppositori, con mezzi abili in un percorso in cui
la sua saggezza dev’essere guidata dall’astuzia”.

MORALE

Nei suoi trattati etico-politici ribadisce spesso l’uso della prudenza: punta sulle leggi come freno
all’arbitrio dei potenti, e sull’arte come mezzo di educazione. Attenzione non solo al principe ma
anche ai vari corpi sociali per un equilibrato esercizio del potere. La via della salvezza è nella virtù,
per arrivare al trono della stima e al centro dell’immortalità. Alla verità possono arrivare solo spiriti
scelti, all’uomo comune non resta che l’inclinazione alla cattiveria e all’autoinganno.

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