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CINQUECENTO

Secolo di grandezza economico-politica per la Spagna, per le scoperte geografiche e unità


politica (convivevano cristiani, musulmani ed ebrei). Poi con la cacciata degli arabi (molto violenta
-> chi restava in Spagna diventava “converso”) si parla di unità religiosa.

ETÀ DI CARLO V (primo e unico imperatore euro-americano) -> incrociarsi di vari fenomeni (come
l’erasmismo e l’italianismo).

Carlo V nasce nel segno della grandezza sia per l’imminente ricchezza della Spagna (dopo la
scoperta dell’America) sia perché riunisce il sangue delle dinastie di Castiglia, Aragona e Asburgo.
Figlio di Filippo il Bello d’Asburgo e di Giovanna la Pazza di Castiglia. Il suo impero va dai Paesi
Bassi alle terre germaniche, dalla Spagna al Regno di Napoli, oltre al sempre più vasto dominio
americano.

PRINCIPE RINASCIMENTALE + SPIRITO CAVALLERESCO: ottimo cavaliere, rigido senso dell’onore,


rigoroso cattolico. Si circondò di uomini d’indiscusso valore. Era “tollerante per natura”, pacifico,
non imperialista. Pur essendo cattolicissimo la sua attitudine era quella di mediare soluzioni
accettabili fra le parti pur non venendo meno al suo credo. Atteggiamento illuminato.

ISPANISMO: a 17 anni giunge in una terra che gli è ignota e di cui non conosce la lingua. Nel giro di
poco tempo s’ispanizzò completamente, radicò il suo essere in una terra che divenne l’amata
patria reale. Dopo l’abdicazione (lasciando al figlio Filippo le terre occidentali e al fratello
Ferdinando quelle orientali), sceglie la Spagna per ritirarsi e morire nel 1558.

CULTURA: amava musica, pittura e letteratura. Ebbe contatti con Tiziano, Erasmo da Rotterdam,
Ariosto (che gli fa una dedica nell’Orlando furioso).

GUERRA DE LOS COMUNEROS: rivolta contro l’imperatore straniero. Covava da un po’ in Castiglia.

RINASCIMENTO SPAGNOLO: Diverso da quella italiano (che fu centro di una vera rivoluzione
intellettuale), perché nella penisola iberica agisce ancora il lascito della tradizione.
Influenzato dall’Erasmismo e dalla poesia italiana (di tipo cancioneril).

Per alcuni studiosi non si può parlare di un vero e proprio rinascimento spagnolo, perché non ci
sono stati esempi di letteratura latino-umanistica come in Italia.

Difficile era l’equilibrio fra antico e nuovo, per:

- il regno spagnolo profondamente integralista

- insegnamento duramente scolastico come barriera contro il nuovo sapere.

ERASMISMO
- ERASMO DA ROTTERDAM fu figura dominante dell’Umanesimo europeo e la sua dottrina ebbe un
ascolto eccezionale. La sua parola era profondamente intrisa di umanesimo e aperta al
rinnovamento rinascimentale. Rapida espansione in Spagna. La sua autorità fu enorme e le sue
opere ebbero un eco impressionante in tutt’Europa, determinando un vero e proprio “movimento”.

- Battaglia intellettuale condotta su un universalismo tollerante il cui punto di forza è il PRIMATO


DELLA SPIRITUALITÀ.

BATAILLON (studioso) spiega perché la Spagna era la terra europea più fertile per l’esarmismo: per vari
movimenti di revisione e protesta, come l’ALUMBRISMO* (che si concentrava sulla renovatio della pratica cristiana).

L’erasmismo cedeva un compromesso tra il protestantesimo e il papato: criticava la corruzione


del clero, il culto dei santi e delle reliquie a favore di una religiosità interiore, contro le guerre
(soprattutto quelle di religione). Visione fiduciosa del valore dell’uomo e della capacità di elevarsi a
Dio. Erasmo sembra interpretare i sentimenti di tanti cristiani delusi e preoccupati dal fanatismo e
della politicità della religione.

*Alumbrados: movimento religioso, contatto diretto con Dio senza mediazioni di gerarchie
ecclesiastiche.

Si allineano sotto l’insegna erasmista alcuni fra i più nobili del ‘500 (Vives, fratelli Valdés, fray Luis
de Leon, Cervantes, autore del Lazarillo ecc). La penetrazione erasmiana fu il fenomeno di
maggiore coinvolgimento della cultura spagnola della prima metà del 500, fino alla repressione
controriformista.

JUAN LUIS VIVES


Umanista e filosofo che assorbe la lezione erasmiana nei suoi segni (quali intimità religiosa,
universalismo evangelico, calarsi pienamente nella realtà politica).

Fu in diretto contatto con Erasmo. Scrisse molte opere in latino. Filosofia d’ideali di pace,
tolleranza, equilibrio e armonia. Filosofo e ma anche letterato di spicco.

Nato da una famiglia di ebrei convertiti. Padre al rogo, madre morta ma i resti furono dissotterrati
e bruciati (perché avevano mantenuto contatti con ambienti ebraici). In quegli anni Vives è fuori dalla Spagna
e non tornerà più. Studia a Valencia, poi a Parigi, poi a Bruges, dove si sposa con una dei tre figli
dei Valdaura di cui era il precettore. Rifiuta la cattedra all’Università di Alcalà disgustato dalle
persecuzioni alla sua famiglia. Carlo V gli assegna una pensione. Muore nel 1540.

PLURALITÀ D’INTERESSI: opere devote, morali, politiche, pedagogiche, filosofiche… Data la pluralità
dei suoi interessi è difficile cifrarne il pensiero.

Carattere della scrittura: vivacità, sarcasmo e ironia nelle situazioni e nei personaggi, vivissima
carica di umanità. Latino elegante e moderno, neologismi, ellenismi.

Dialogo LINGUA LATINAE EXERCITATIO: scritto per mostrare l’utilità d’apprendere il latino. Battute brevi
e scambi rapidi, andamento teatrale. Intento pedagogico.

ALFONSO DE VALDES
Madre conversa. Carriera nella cancelleria reale. Viaggia molto anche in Italia.

Opere composte nel giro di due anni:

-DIALOGO DE LAS COSAS OCURRIDAS EN ROMA (Dialogo de Lactancio y el Arcidiano): prende spunto
dal sacco di Roma. Carattere palesemente politico, per dimostrare l’estraneità dell’imperatore ai
fatti e la legittimità del sacco (voluto da Dio). Notevoli capacità argomentativa e lucidità logica.
Progressivamente, l’Arcediano recede a figura secondaria, mentre Lactancio diventa dominante.
Linguaggio apertamente intenzionale. Inserisce la specificazione dell’argomento (il sacco) nella
seconda parte che è religiosa. L’erasmismo non emerge in questo dialogo come nel

-DIALOGO DE MERCURIO Y CARON: Caronte compra una barca più grande per i tanti morti di guerra,
ma poi torna la pace e si trova indebitato. Mercurio lo tranquillizza informandolo della guerra tra i
re di Francia e d’Inghilterra contro Carlo V. Inizia la narrazione dialogata. Opera suddivisa in due
libri (secondo più breve). Nel primo, dodici anime che rappresentano il rovescio della religiosità
autentica, toni ironici, caricaturali, sarcastici. Nel secondo, sei anime interpreti della vita pia e
devota, non più toni satirici. Affresco politico e religioso strutturato in due piani che si mescolano.
Sfilata delle anime: definizione etico-comportamentale. Fitto dialogo dei protagonisti: funzione
dell’esposizione storica. Nel secondo libro cede la sveltezza del dialogo per gli inserti
moraleggianti. Con Valdés si ha una fioritura del genere dialogico.

JUAN DE VALDES
Fino al 1530 risiede in Spagna dove assorbe l’alumbrismo (illuminismo).

DIALOGO DE DOCTRINA CRISTIANA: testo d’impegno riformatore. Non piacque all’Inquisizione e Juan
emigra in Italia.

Si stabilisce a Napoli nel 1535, fa l’agente imperiale. Nel giro di pochi anni scrive molte opere, tra
cui il famoso DIALOGO DE LA LENGUA: difende un ideale di lingua della prosa (chiarezza, sobrietà,
eleganza). Venerazione umanistica del latino e consapevolezza dell’attualità del proprio volgare.

Vengono trattate questioni ortografiche, fonetiche, morfologiche, sintattiche e lessicali. Si


sottolinea che alla Spagna mancarono scrittori grandissimi capaci di costruire la norma, come in
Italia (Petrarca e Boccaccio -> lingua toscana). Nozione di lingua letteraria come strumento d’uso delle
persone colte, a salvaguardia della letteratura dalle insidie degli accademisti, che inquinano la
cultura. Fortissima difesa della carità posta al di sopra di speranza e fede, tutela dell’interiorità.
Libertà cristiana: esser membro di Cristo capo, vivere una vita simile a chi ha vita eterna,
governati dallo spirito santo, non temere di esser castigati x trasgressione né sperare di essere
premiati per osservazione della legge.

ITALIANISMO
Maggiore momento di scambi culturali Spagna-Italia, intensificazione favorita con Carlo V.

Forte influenza degli autori del Dolce Stilnovo, una sorta di petrarchismo* spagnolo. La Spagna è
una delle prime nazioni ad esser sensibile al messaggio innovativo italiano.

*Petrarchismo: amore come contemplazione della bellezza ideale ed eterna, il vero amore tende alla perfezione e al
divino. Verità+bellezza+dottrina+genio inventivo.

La poesia castigliana era espressa tramite il verso dell’arte mayor (dodecasillabo) e dell’arte minor
(ottonario). Dalla poesia castigliana si passa alla COMPRESENZA DI MODALITÀ CASTIGLIANA E ITALIANA:
arte menor + endecasillabo italiano e formulazione strofica.

ENDECASILLABO SPAGNOLO: costituito come un dodecasillabo fortemente censurato, x poesia alta.

La storia dell’endecasillabo spagnolo ha una sua complessità: grazie a Francisco Imperial (poeta
d’origine italiana estimatore di Dante) si arriva mescolare l’endecasillabo italiano a un uso dell’arte mayor
estremamente variato.

Poeti italianisti:

JUAN BOSCÁN (1492-1542)

Nasce da una famiglia borghese agiata, trascorre buona parte della vita in Castiglia, educato alle
letture classiche e italiane. Partecipa alla spedizione di Rodi con Garcilaso, sposa una donna
nobile, è precettore del Duca d’Alba. Poeta medio ma di rilevanza in quanto è quello che ha
apportato più cambiamenti e innovazioni verso l’italianismo.

Aveva ordinato la stampa delle sue opere alla moglie (pubblicati nel 1543).

1) domina l’arte menor e lo schema cancioneril*, biografia amorosa, culto della dea Venere e della sua
statuaria immobilità. Non si parla di vicende vissute ma astratte invenzioni. Dolore senza emozione;

2) Diario sentimentale con riferimenti a Petrarca, passa dalla rappresentazione delle pene d’amore alle
gioie del focolare domestico e degli affetti familiari; 2 sonetti in morte di Garcilaso.

3) Raccolta più sperimentale e complessa aperta all’italianismo.

*cancioneril: raccolte di rime destinate al canto/musica, carattere amoroso, poesie a verso libero (Canzoniere).

GARCILASO DE LA VEGA (egloghe)

Interprete di maggior prestigio della rivoluzione italianizzante nella letteratura spagnola. Primo che
riesce a trasmettere emozioni sincere, a stabilire una relazione diretta fra sue poesia/persona,
utilizza il metro italiano.

Opere: circa 40 sonetti, 3 egloghe, 2 elegie, 1 epistola, 5 canzoni, 4 poesie latine.

Epoca napoletana -> periodo di maggior attività. Italia: tecnica, Portogallo: musa (Isabel Freyre).

A Napoli trova un altro amore, una donna sconosciuta che rinnova la fonte del canto e della sua
infelicità.

- SONETTI: Garcilaso fu poeta e soldato. Amò molto e cantò luminosamente il dolore.

Tematiche: delusione, sofferenza, amore-dolore, ricordo lacerante del passato, futuro senza
speranze. Morte vista come liberazione da una vita senza speranza. Contrasto ragione-follia: per
Garcilaso si è folli se si abbandona il dolore causato dall’amore, la sofferenza rende coscienti e
aiuta a capire l’esistenza.

La condanna a una vita sempre delusa e senza riscatti accende la voglia di rivedere colei che è
fonte di male: la lontananza provoca nell’autore/protag sogni desiderosi frustranti. Ansia e
angoscia di un possibile incontro. La donna nelle sue opere non è un ideale femminile angelico
ma era realmente esistita nella sua vita (Isabel).

- CANZONI: opere in cui parla dell’amore in uno spazio mitico dove abitare con la propria amata.

Temi: sconcerto, sofferenza, lamenti sparsi al vento, volontà di esiliarsi nella propria interiorità e
proiettare la propria pena nell’universalità, descrive in modo particolare la donna amata (uguale a
donna angelo di Petrarca e Dante).

- EPISTOLE (indirizzate a Boscan): solidarietà verso l’amico, parla dei suoi viaggi ma fa anche
discorsi più elevati, unisce argomenti di vita reale e discorsi intellettivi.

- ELEGIE: La prima è una meditazione sui destini umani. La seconda è indirizzata a Boscán come
un’epistola, parla della differenza tra la sua vita triste e quella di Boscan.

- EGLOGHE: vedi gli appunti.

POI

FRANCISCO SA DE MIRANDA

CRISTOBAL SE CASTILLEJO

DIEGO HURTADO DE MENDOZA

GUAIERRE DE CENTINA

GREGORIO SILVESTRE.

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