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LA SPAGNA DI FILIPPO II (1578-1621)

Concezione assolutistica del potere. Da una parte raggiunge il massimo potere militare e politico
(conquista delle Filippine, annessione del Portogallo, Vittoria di Lepanto), ma in realtà la situazione
economica era florida solo apparentemente, dietro ai bagliori dell’oro si nascondeva un'economia
del tutto improduttiva causata dall'abbandono delle campagne e il sovraffollamento delle città.

Con Filippo inizia il processo di disfacimento politico sociale ed economico della Spagna,
caratterizzato da: scontri con Francia e Inghilterra, varie sconfitte e perdite di terreni, sconfitta
dell’Invincibile Armada (fine dominio sul mare che passò a nuove potenze mercantili come
l'Olanda e Inghilterra), minaccia dei turchi, crollo finanziario, diminuzione degli scambi con le
colonie americane.

Religione: connubio indissolubile mistico-patriottico, impegno di ravvivare la fede cattolica


minacciata dal protestantesimo, controllo della stampa mediante la censura da parte
dell’Inquisizione.

Campo artistico-letterario: fioritura di opere ascetiche e mistiche per l'esigenza di superare i limiti
delle contingenze quotidiane; continua l'influenza del petrarchismo; dirompere del teatro e prosa
romanzesca. Gamma straordinaria di manifestazioni ricreative rigogliose.

ASCETICA E MISTICA

L'imponente mole della produzione ascetica e mistica spagnola del tardo ‘500 è classificata con
riferimenti all'ordine monastico a cui appartenevano gli autori (agostiniani, gesuiti, francescani,
domenicani).

FRAY LUIS DE GRANADA


Eloquenza vigorosa, esaltazione della fede cristiana celebrata attraverso i suoi dogmi più
significativi.

Opere: GUÍA DE PECADORES: dottrina cristiana secondo princìpi etici con appassionato ardore;

MEMORIAL DE LA VIDA CRISTIANA: tendenze mistiche;

INDTRODUCCIÓN DEL SÍMBOLO DE LA FE: grandezza del Creatore attraverso le meraviglie della
creazione.

Il misticismo spagnolo giunge all'apice del suo fervore creativo durante il tardo cinquecento grazie
alla straordinaria ricchezza spirituale di Santa Teresa e Juan de la Cruz. L’impresa affascinante e
ardua di pervenire alla vita e alla bellezza assoluta li spinge travalicare i limiti della razionalità e
cercare la presenza divina nell’estati contemplativa.

SANTA TERESA DE JESUS (1515-82)

Nata ad Ávila. Nonni conversi di prima generazione, mamma cristiana che muore quando Teresa è
molto piccola e le lascia 12 figli da crescere. Deve lottare contro i limiti di esser donna e conversa.
“Estatutos de limpieza de sangre”: controllo sociale dei cristiani verso chi non aveva sangue puro,
a cui impediscono la scalata sociale. Quindi Teresa è ossessionata dall’”honra” (versione plebea
dell’onore).

In quel periodo in Castilla si sviluppa una certa “eterodossia”: fenomeno degli alumbrados ->
donne che dicevano di aver visto Dio. La chiesa e il potere civile incolparono la cultura (“le donne
sapevano troppo”, anche se non sapevano leggere né scrivere). Quindi vietano alle donne
qualsiasi accesso alla cultura: misoginia culturale. Teresa riesce a svincolarsi perché aveva già
imparato a leggere e a scrivere e aveva già cultura, questo grazie a:

- Le sue origini: padre ebreo, dovevano saper leggere x accesso ai testi sacri;

- Accesso alla cultura orale: i pochi che sapevano leggere leggevano libri alla comunità in spazi
aperti;

- Molti libri in casa;

- Insegnamenti nei sermoni della chiesa (cultura ascoltata).

Unica mancanza era il latino, non conoscendolo non poteva leggere i testi teologici e quindi non
aveva accesso alla “cultura superiore”. Seconda ossessione: consapevole di essere ignorante,
estrema umiltà che le salverà la pelle più volte.

ESPERIENZE MISTICHE

Ha contatto con Dio, vuole raccontarlo ma sa che non può (perché la chiesa diceva che le
apparizioni erano opera del diavolo e puniva questa debolezza con la tortura), quindi decide di
raccontarlo ma senza specificare il contatto con Dio, lo dice a un prete facendo scegliere a lui a
cosa fosse riconducibile.

Il primo confessore era ignorante e la minaccia dicendo che il suo posto era nel purgatorio e
questo le fa capire che si doveva rivolgere solo a persone intelligenti che potevano aiutarla.

SCRITTRICE MISTICA

Molto abile nella scrittura: canone spagnolo (scrivere come si parla, chiarezza).

- Il suo intento era insegnare qualcosa, quindi usa il linguaggio colloquiale per arrivare meglio.

- Spiegazione dell’unione mistica con Dio, impossibile da spiegare ma lei ci riesce. Quest’abilità
è un dono di Dio (anche se bisogna comunque lavorarci su).

I doni di Dio: dono (esperienza mistica), capire qual è il dono (intelligenza mistica), capacità
linguistica x spiegarlo agli altri (comunicazione mistica).

Si sente privilegiata x trasmettere in forma chiara la sua esperienza.

Si ritirò nel convento carmelitano dedicandosi alla vita contemplativa, mai il rigore monastico minò
alla sua salute. Fu anche denunciata all'Inquisizione e successivamente confinata a Toledo a
causa delle sue visioni.

Opere:

Furono tutte edite postume, erano perlopiù destinate alle consorelle carmelitane.

Stile didascalico colloquiale, persuadeva con esempi vivaci ispirati a vicende quotidiane e
soprattutto accessibili a tutti.

LIBRO DE LA VIDA: composto intorno al 1562, edito nel 1588.

Contiene un profilo autobiografico dell'esperienza mistica ripercorsa nelle sue tappe essenziali.
Essere scrittrice mistica comporta il ricordare, memoria collegata a esperienza mistica. Scrivendo,
quindi ricordando, è come se stesse rivivendo il suo racconto (reminiscenza). Quando leggiamo
Teresa leggiamo Dio (lui le ha dato il dono e muove la sua mano).

Esamina l'evoluzione dell'attività contemplativa attraverso gli stadi che progressivamente


conducono alla visione e all’estasi, in una sospensione graduale dei sensi e delle facoltà
intellettive.

Fa una prima bozza sotto consiglio di un confessore per capire la sua esperienza, ma non ha
ancora la comunicazione mistica quindi appare come ignorante. Le danno un libro per farle
sottolineare tutte le parti che somigliano alla sua esperienza. Scrive anche un riassunto della sua
vita sotto richiesta, giungono alla conclusione che è opera del diavolo, chiedono parere a un
gesuita, che le consiglia di scrivere una confessione generale (la sua vita da prospettiva religiosa).
ST aveva molta paura perché per il minimo dubbio potevano metterla al rogo, a 45 anni risolve il
suo tormento: scrive la sua vita rivolgendosi a Dio. La finisce nel ’62 e la consegna al confessore.
2 anni dopo la modifica, inserisce i capitoli per essere più chiara.

Struttura: formalmente una lettera, autobiografia epistolare con carattere dialogico (si mette nel
ruolo del destinatario costruendo una specie di dialogo).

Contenuto: 50% autobiografia, 50% dottrina.

- Cap 1-10: autobiografia (interiore, spirituale). Da nascita a conversione in monaca. Si rivolge a


se stessa x giudicare la vita di Teresina (tipo Lazarillo). Prima del dono cecità, poi luce. Il filo che
lega i capitoli è la misericordia di Dio.

- Cap 11-22: saggio sulla preghiera, non + riferimenti personali. Dà alla preghiera un valore
fondamentale. A volte non trova le parole e usa le allegorie (mondo del giardinaggio). Gradi
della preghiera: 1° paragonato al lavoraccio che bisogna fare se si annaffiano le piante
prendendo l’acqua dal pozzo, 2° annaffiare con una ruota idraulica (quindi si raggiunge la pace
interiore), 3° annaffiamento tramite fiume che fertilizza terreno e nutre piante (massima pace), 4°
annaffiamento tramite acqua piovana, massimo grado di unione a Dio.

- Cap 23-31: saggio sulle ragioni x cui la preghiera sia l’unico modo x collegarsi a Dio.

- 32-36: aggiunti dopo revisione, fondazione del suo primo monastero.

- 37-40: racconto della sua esperienza mistica, da quando ha ricevuto il dono di Dio.

IL CAMINO DE PERFECCIÓN: prima edizione del ’66 vietata dalla censura, poi ridotta e pubblicata nel ’70.

il cammino della perfezione spirituale è quello che porta all'unione mistica dell'anima con il
creatore attraverso la preghiera.

Contemplazione= dono divino concesso per grazia.

Attraverso l'orazione si arriva un rapporto di amicizia con Dio, passando varie tappe come l'amore
fraterno, dedizione, distacco dalla vita mondana. Opera didattica, linguaggio semplice.

Il suo capolavoro però resta il

CASTILLO INTERIOR o TRATADO DE LAS MORADAS: composto durante il ritiro forzato a Toledo.

Segno allegorico già dall'inizio. L’anima è un castello di cristallo le cui stanze rappresentano le fasi
della ricerca mistica. Attraverso le prime 3 stanze si può passare con l'aiuto della fede, mentre
attraverso le 4 successive inizia un percorso soprannaturale, abbandono totale dell'essere nel
Bene supremo. Prosa dinamica, linguaggio parlato, effetti di vivacità espressiva.

Produzione poetica: circoscritta alle vicende specifiche della vita conventuale. Frammentaria,
probabilmente sono andate perdute molte liriche. Carattere celebrativo, feste religiose, glosas a
los divinos.

SAN JUAN DE LA CRUZ (1542-91)


Origini umili, nasce a Medina del Campo. Entrò nel convento carmelitano, poi tornò a Medina del
Campo e incontrò Santa Teresa. Discepolo e collaboratore di Santa Teresa, fu molto legato alla
sua figura, grazie alla quale riuscì a scappare dalle persecuzioni dell’Inquisizione.

La sua poesia si andò costruendo su esperienze letterarie quali tradizioni bibliche, i Salmi e il
Cantico dei Cantici, ma anche la componente bucolica garcilasiana, e le canzonette amorose con
estribillos (ritornelli).

Le sue opere furono molto soggette a censura da parte dell'inquisizione, per questo motivo
vennero edite solo dopo la sua morte e molti testi si diffusero in trascrizioni non sempre affidabili,
perché contaminate dalla tradizione orale.

I suoi testi ci descrivono l'esperienza mistica facendo riferimento a immagini simboliche.

Il linguaggio è fortemente allusivo e simbolico. A differenza di Santa Teresa, de La Cruz fa uso di


un linguaggio più colto e ricco di simbolismo essenziale ed elementare, senza soffermarsi su tutte
le fasi del processo psicologico che porta all'incontro sublime con l'Assoluto.

Corpus essenziale: trattati che commentano testi poetici preesistenti. Per esempio:

LA SUBIDA DEL MONTE CARMELO: illustra la lirica “En una noche oscura”. Espone l'itinerario ascetico
dalla “notte scura” attraverso la purificazione dalle passioni mondane e la mortificazione dei sensi
grazie all'azione edificante di intelletto, memoria, volontà -> conquistare la luce divina. Parla di un
incontro segreto di una ragazza innamorata con il suo amato, che simbolicamente rappresenta
l’incontro con Dio.

CÁNTICO ESPIRITUAL: commenta la “Canción entre el alma y el esposo”. Incessanti trasposizioni


simboliche e spirituali, come il matrimonio spirituale fra l'anima e lo sposo celeste.

LLAMA DE AMOR VIVA: commenta “Oh llama de amor viva”. Illustra con impegno teologico la
dolcezza dell'unione con Dio.

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