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Psicobiologia I
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I lettori che desiderano informarsi
sui libri e sull’insieme delle attività della l
Società editrice il Mulino I
possono consultare il sito Internet:
. .
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Presentazione P - lì

Introduzione 17

1. Che cos'è ;la psicobiologia ? 20


2. I rapporti ,tra la psicobiologia e le altre discipline delle neuroscienze 20
3. I metodi di ricerca in psicobiologia 21
4. Le aree della psicobiologia 25
5
6
.. Metodi convergenti
' L'inferenza scientifica: come la psicobiologia studia i processi
28

cerebrali che non possono essere osservati 29


7 . Riflettere in modo criticò sulle affermazioni della psicobiologia 31

I. Anatomia del sistema nervoso 35

.
1 Schema generale dèi .sistema nervoso 35
2. Le cellule del sistema nervoso 40
.
3 Tecniche neuroanatomiche e. sistemi di coordinate 45
ISBN 978-88 - 13413804 .
4 Il midollo spinale 51
5. Le cinque principali regioni del cervello 52
6* Le strutture principali del cervello 54
Edizione originale: Biopsycbology, Boston , MA, Pearson Education , Inc./A llyn & Bacon , 2006.
Authorized translation from the English language edition , entitled Biopsychology, 6 th EdF
tion by Pì nel , John PJ., published by Pearson Education , Inc., publishing . as Aflyn & Bacon, II Conduzione nervosa e trasmissione sinaptica 67 >i
Copyright © 2006 Pearson Education, Inc. All rights reserved . No part of this book may be
reproduced or transmitted in any form or by any means, electronic or mechanical, including
.
.
1 Il potenziale di riposo del neuronè 68
photocopying, recording or by any information storage retrieval system, without permission 2. Generazione e conduzione dei potenziali postsinaptici 72
from Pearson Education, Inc. Italian language edition published by Società Editrice il Mulino,
Copyright © 2000 by Società editrice il Mulino, Bologna. Seconda edizione 2007. Traduzioni .
3 Integrazione dei potenziali postsinaptici e generazione dei potem
73
/:
••

di Giuseppe di Pellegrino, Alessandro Farne e Cristina Spinogì io. Edizione italiana a cura di ziale d ’azione
Carlo Umiltà . 4. La conduzione del potenziale d ’ azione 77
5. La trasmissione sinaptica: la trasmissione chimica di segnali tra
Tutti i.dirittt sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione pu ò essere fotocopiata, ripro- neuroni 81
dotta , archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo - elettronico, meccanico,
reprografìco, digitale - se non nei termini previsti dalia légge che tutelali Diritto d’ Autore. Per 6. I neurotrasmettit.ori 90
. .
altre informazioni si veda il sito www mulino it/edizioni /fotocopie 7. Farmacologia della trasmissione sinaptica 93
8 INDICE INDICE 9

III . Metodi di studio in psìcobì ologia p. 99 2. Teorie della fame e delPaiimentazione: valori di riferimento e
fattori incentivanti 303
P
1. Metodi di visualizzazione.de! cervello umano «in vivo» 101 3. Fattori che regolano cosa , quando e quanto mangiamo
*

308
2. Registrazione dell ’attività psicofisiologica nell’uomo 108 4. Meccanismi fisiologici della fame e della saziet à 314
3. Metodi invasivi di ricerca fisiologica 114 5. Il controllo del peso corporeo: valori di riferimento o valori di
4. Metodi di ricerca farmacologica . 120 assestamento ? 323
5. Ingegneria genetica 123 6. L'obesità 329
6. Metodi di studio del comportamento 125 .
7 Anoressia nervosa 334
7. Test neuropsicologici 125 8. Sete, assunzione di liquidi e regolazione dell ’acqua corporea 337
.
8 Metodi comportamentali delle neuroscienze cognitive 131 9. Regolazione . dei liquidi corporei 338
9. Paradigmi per lo studio del comportamento animale .132 10* La sete indotta dalla deprivazione di liquidi 340
.IL Sete spontanea : bere in assenza di deficit d ’acqua 347
IV, Lesioni cerebrali nell’ uomo e modelli animali 139 12. Smettere di bere: la sazietà 348

1. Cause di lesioni cerebrali 141 IX . Ormoni e comportamento sessuale 351


2. . Disturbineuropsicologici 149 1. Il sistema neuroendocrino 352
3. Modelli animali delle malattie neuropsicologiche 158
. Risposte della plasticità neuronaie a un danno del sistema nervoso: 2. Ormoni e sviluppo sessuale 361
4
degenerazione , rigenerazione, riorganizzazione e recupero 3 . Effetti degli ormoni delle gonadi sugli adulti 375 |
5.
161 4 . Meccanismi nervosi dei comportamento sessuale 381
, Plasticità neuronaie e cura dei danni al sistema nervoso 170 5 . Orientamento sessuale , ormoni e cervello 386 I
6 . Transessualismo 388
V Il sistema visivo 179 7 .
, L’indipendenza tra orientamento sessuale e identit à sessuale 388
1. La luce entra nell’occhio e raggiunge la retina 180 X. Sonno, sogni e ritmi circadiani 391
I
.
2 La retina e la trasduzione della luce in segnali nervosi .183
3. Dalla retina alla corteccia visiva primaria
.
192 1 . Correlati fisiologici e comportamentali del sonno 392
4 La visione dei margini 196 2. Il sonno REM e i sogni 395
5. La visione dei colori 207

3. Perch é dormiamo ? 398
4. ' Analisi comparata del sonno 399
VI . Meccanismi della percezione, della coscienza e dell’attenzione 215 5. Cicli circadiani del sonno 401
.6. Effetti della deprivazione di sonno 405
1 . Principi organizzativi dei sistemi sensoriali 216 .8
7 Quattro aree del cervello Coinvolte nel sonno 412
2 . I meccanismi corticali della visione 220 . L’orologio circadiano: meccanismi neurali e molecolari 416
3. Udito 232 .
9 Farmaci che agiscono sui sonno 419
.

4, Le sensazioni somatiche: tatto e dolore 238 .


10 Disturbi .del sonno 422
5 . I sensi chimici: gusto e olfatto 251 .
11 Effetti della riduzione di sonno a lungo termine 426
.6. L’attenzione selettiva 256
XI . Dipendenza da farmaci e circuiti cerebrali della gratificazione 433
VII . Il sistema sensorimotorio 261 .1, Principi fondamentali dell ’azione dei farmaci 433 ;
1. I tre principi del sistema sensorimotorio * . 2 . Il ruolo dell’ apprendimento nell’assuefazione e nell’astinenza da
262 farmaci
2. La corteccia motoria associativa 265 3. Cinque droghe di larga diffusione
438
3 .
La corteccia motoria secondaria 271
,i

4. Teorie psicobiologiche della dipendenza


444
4. La corteccia motoria primaria 273 5. Autostimolazione intracranica e circuiti cerebrali della gratifica -
458
5. Il cervelletto e i gangli della. base 276 zione 460
6. Le vie motorie discendenti 277 6. Meccanismi neuronali della motivazione e della dipendenza
7. I circuiti sensorimotori spinali 464
282 7. Un caso illustre di dipendenza 468
8. Programmi sensorimotori centrali 291
XII. Apprendimento, memoria e amnesia 471
Vili. L’assunzione di cibo e acqua 299
1, Effetti dell’amnesia dopo lobectomia temporale mediale bilaterale 471 •

1 . Digestione e flusso di energia 300 2. Amnesia nella sindrome di Korsakoff 480

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10 INDICE

3. Amnesia nel morbo di . Alzheimer P - 481


.
4 Amnesia post- traumatica: una prova del consolidamento della
memoria 482
5. Neuroanatomia della memoria di oggetti 487
.
6 Ippocampo e memoria spaziale 494 Presentazione
.
7 Strutture cerebrali della memoria 497
.
8 (Meccanismi sinaptici dell’apprendimento e d èlia mem òria 500
.
9 Conclusioni: l’amnesia infantile e lo psicobiologo che ricordava H.M. 507

XIII. Sviluppo del sistèma nervoso e plasticità neuronaie 511


.
1 Fasi dello sviluppo del sistema nervoso 512
.
2 Sviluppo cerebrale postnatale nei bambini 524 ::1

3. Effetti dell ’ esperienza sullo sviluppo del sistemo nervoso,


mantenimento e riorganizzazione dèi circuiti nervosi 526 >

4. Plasticit à neuronaie negli adulti 529


5. Disturbi dello sviluppo nervoso: autismo e sindrome di Williams 532
Il titolo del libro di John Pinel, Psicobiologia, richiama in modo esplicito il tema
XIV . Laterallzzazione emisferica , linguaggio e split-brain 541 fondamentale della stretta relazione fra processi mentali e meccanismi neurobiolo-
gici. Nell’ultimo decennio, The Decade of the Brain come è stato definito negli Stati
1. La lateralizzazione cerebrale delle funzioni: introduzione 542 Uniti, è risultato sempre . più evidente che solo da ll’integrazione di scienze come la
'

2. -
Lo split brain 546 psicologia e la neuropsicologia, che studiano i processi mentali e il comportamento,
3
4.. Differenze tra gli emisferi destro e sinistro
Localizzazione corticale del linguaggio: il modello Wernicke-
Geschwind
555
566
e scienze come la neurobiologia e la neurofisiologia, che studiano i meccanismi
molecolari e cellulari cerebrali , si potrà tentare di risolvere uno dei più affascinanti
5. -
Evoluzione del modello Wernicke Geschwind 569 e misteriosi segreti della natura: la mente umana.
6. L’approccio delle neuroscienze cognitive al linguaggio 577 L’interazione di queste aree di ricerca ha già determinato una fruttuosa co- evo-
7. L’approccio delle neuroscienze cognitive e la dislessia 580 luzione di teorie, modelli, e metodi di indagine. Si pensi in particolare agli studi di
neuropsicologia sui deficit causati da lesioni cerebrali focali o diffuse e agli studi
XV. La psicologia fisiologica delle emozioni e dello stress 585 che usano le tecniche (come la tomografia ad emissione di positroni, PET, e la riso-
nanza magnetica funzionale, RM£) di visualizzazione in vivo dell’attivit à cerebrale
.1, Psicologia fisiologica delle emozioni: introduzione 585 per esplorare le basi nervose dei processi cognitivi in individui normali. E chiaro
2 . Paura , difesa e aggressività 596 che questi diversi approcci scientifici si ispirano, si indirizzano e si correggono l’un
3. Stress e salute 599 l’altro. Come Pinel sottolinea ripetutamente, oggi è impossibile acquisire una ap-
4 . La paura condizionata 608 profondita conoscenza del comportamento e dei processi cognitivi e affettivi senza
5. Meccanismi cerebrali nelle emozioni 611
tenere anche conto delie componenti biologiche, delle strutture neuroanatomiche
e dei meccanismi funzionali del cervello.
XVL La psicobiologia dei disturbi psichiatrici 617 Di particolare interesse è, da questo punto di vista , la posizione della neuro-
1 . La schizofrenia 618 psicologia , cui Pinel dedica, pur in un volume di dimensioni tutto sommato ridotte,
2 . I disturbi affettivi: depressione e mania 625 uno spazio adeguato. La neuropsicologia fa parte delle neuroscienze, ma si occupa
3. Disturbi d’ansia 632 dei temi tipici della psicologia , come i processi cognitivi e affettivi. Negli ultimi •/

4. La sindrome di Tourette 636 anni, psicologia e neuropsicologia sono diventate così integrate da rendere difficile
5. Sperimentazione clinica: sviluppo di nuovi psicofarmaci 639 una differenziazione netta fra le due discipline, se non quella , banale, basata sui
6. Conclusione 642 «soggetti» della ricerca: individui normali per la psicologia e individui cerebrolesi
per la neuropsicològia . Infatti, i modelli sull’architettura funzionale .della mente
Appendici 647 umana originano indifferentemente dalla ricerca psicologica e dalla ricerca neu -
ropsicologica, e sono sottoposti a verifica empirica indifferentemente .dalla ricerca
Riferimenti bibliografici 657 psicologica e dalla ricerca neuropsicologica , È perciò impensabile per chi opera
nel campo dei processi mentali, normali o patologici, non conoscere la neuropsi-
.

Indice analitico 70.9 cologia ( e, pi ù in generale, le neuroscienze).


!

12 PRESENTATION E
PRESENTAZIONE 13 !

Il librò di Pinel è molto utile per la preparazione di base di uno studente


.
della PET, che ha fatto compiere .un passo decisivo alle moderne neuroscienze
.

universitario perché presenta, in modo chiaro e facilmente accessibile, senza però permettendo l’analisi in vivo dei circuiti cerebrali sottostanti alle diverse funzioni
rinunciare al rigore dell’informazione scientifica, tutto quanto di attuale e fonda - cognitive e sensorimotorie umane. Parimenti informati va e aggiornata è la parte
,

mentale è necessario sapere nel campo delle neuroscienze, privilegiando i temi più dedicata alla psicobiologia della fame e della sete, dove vengono abbandonate le
rilevanti per la psicologia. vecchie teorie sui valori di riferimento ( set points ) a favore di pi ù moderne conce
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Attualmente, sono numerosi i testi a disposizione degli studenti universitari zioni dinamiche e multicomponenziali di questi comportamenti motivati .
sulle basi neuro.biologiche del comportamento. Questo volume, tuttavia , presenta ;
• Infine, è da sottolineare la grande ricchezza d ì riferimenti bibliografici .ag . -
alcune caratteristiche peculiari che Io rendono uno strumento .particolarmente giornati ai più recenti sviluppi della ricerca. ::

prezioso per gli studenti dei corsi introduttivi di neuroscienze, Destinatari naturali del libro di Pinel sono gli studenti universitari di Psicologia , I
Scienze biologiche e Scienze motorie, impegnati nei corsi introduttivi di neuro-
° Innanzitutto, Tesposizione sintetica e chiara , ma non superficiale , dei diversi scienze, per i quali questo libro costituirà uno strumento eccellente per chiarezza
argomenti punta soprattutto a mettere in rilièvo gli aspetti principali di ciascun
tema ed evita di proposito dettagli e particolari specialistici , che potrebbero «di - di esposizione e completezza di informazione. Riteniamo che il libro possa essere
strarre» il lettore .e impedirgli di cogliere. i punti essenziali di una materia talvolta Iettò con profitto anche da tutti coloro che desiderino acquisire le informazioni
difficile da apprendere. Assimilati compiutamente i concetti generali , il lettore potrà essenziali in un’area scientifica , in rapidissimo sviluppo, che è tra le pi ù «calde»,
eventualmente approfondire quegli argomenti che hanno destato maggiormente il dibattute e affascinanti della nostra cultura.
suo interesse consultando i numerosi riferimenti bibliografici presenti nel testo e Giunti alla fine della . loro fatica , i curatori desiderano ringraziare il dott. Da -
al termine di ogni capitolo. niele Malagud , senza la cui competenza , entusiasmo e pazienza (nei loro confronti)
• Diversamente da molti testi di neuroscienze che affrontano lo studio del si- questo libro non sarebbe mai stato pubblicato .
stema nervoso da una prospettiva .prevalentemente di tipo biochimico, neuroanatò- c.u. :
mico o fisiologico, l’approccio di Pinel è incentrato sull’esame del comportamento, G.D .P.
sia normale sia patologico, a cui vengono ricondotte le informazioni provenienti
dalle.diverse aree della .psicobiologia. Come sottolineato da Pinel neìY Introduzione ,
il contributo degli psicologi alle neuroscienze è dato dalla loro specifica conoscenza Prefazione alla seconda edizione
dei processi mentali e del comportamento , umano e animale .
• La trattazione di ciascun tema è arricchita e resa vivace dalla presentazione Nel presentare la precedente edizione del libro di Pinel, Giuseppe di Pelle -
di una serie di casi clinici, neurologici e neuropsicologici, ma anche da questioni di grino ed io attribuivamo i grandi progrèssi compiuti dalle neuroscienze negli anni i
interesse sociale, da osservazioni personali nonché da aneddoti, che suscitano inte- (
appena precedenti al fatto che gli .anni ’90 del Novecento erano stati dichiarati.dal
resse e aiutano il lettore a comprendere i principi sottostanti e le loro conseguenze Congresso degli Stati Uniti d ’ America The Decade of the Brain, con conseguente
funzionali. Inoltre, il lettore è spesso sollecitato a rendersi conto di un fenomeno notevole aumento dei finanziamenti alla ricerca in questo settore della scienza . I
attraverso semplici dimostrazioni scientifiche che gli consentono di verificare in Direi che gli effetti del decennio del cervello si possono vedere ancora meglio
prima persona le immediate implicazioni pratiche di un problema teorico, in questa nuova edizione. Sarebbe stato infatti diffìcile prevedere progressi così
• La corretta applicazione del metodo scientifico (formulazione e verifica spe- accentuati, realizzati in un tempo così breve, senza l’incremento nei fondi per la
!
rimentale di un’ipotesi) emerge con chiarezza. Sono descritti. numerosi esperimenti ricerca verificatosi in quegli anni. A tali progressi accennerò qui di seguito. Prima ,
allo scopo di illustrare come le informazioni vadano raccolte e il loro significato per ò, voglio dedicare poche parole ad alcuni sviluppi , pi ù sorprendenti ed eccen -
interpetato. Teorie e ipotesi sono discusse rigorosamente e mai accettate in modo trici, che non sono trattati nel libro di Pinel.
acritico, sempre evidenziandone le differenze e i progressi rispetto alle concezioni Negli ultimi anni hanno visto Ja luce nuove discipline legate alle neuroscienze:
precedenti, ma anche i limiti e il significato di certezze relative e mai assolute. neuropsicoanalisi, neuroeconomia , neurosociologia, neuropedagogia , neuroeste-
• Il volume d à risalto all’importanza della collaborazione tra ricerca pura e tica , neuroteologia ( proprio così ) e forse altre. Sono discipline le cui basi scienti -
applicata, e mette in rilievo come i grandi progressi scientifici si siano spesso avuti i .
fiche non paiono di grande solidità La ragione di questa mancanza di solidità è
dal .convergere di studi clinici, neurològici e psichiatrici sull’ uomo e di ricerche i semplice, ciascuna di tali discipline avrebbe bisogno , per reggersi , di tre supporti:
sperimentali siili’animale. neuroscienze, psicologia cognitiva e disciplina specifica ( psicoanalisi, economia ,
i - 1
sociologia, pedagogia , estetica, teologia ecc. ) . Invece la psicologia cognitiva , che
• L’iconografia costituisce uno degli aspetti più attraenti del libro. Numerose
illustrazioni a colori, grafici e tabelle corredano il volume e sintetizzano efficace- dovrebbe rappresentare il ponte essenziale fra neuroscienze e disciplina specifica,
manca . Una mancanza che rende impossibile procedere in un modo chè sarebbe
mente i concetti esposti nel testo, ne facilitano la . comprensione e rappresentano
un importante ausilio per ii loro apprendimento.
• È particolarmente da apprezzarsi il grado notevole di modernità della tratta -
i
probabilmente molto più fecondo, cioè indagando con le tecniche delle neuroscien -
ze i processi cognitivi che sono alla base dei fenomeni osservabili in psicoanalisi,
!
zione , aggiornata ai più recenti sviluppi scientifici di una disciplina che progredisce ì economia , sociologia , pedagogia, estetica , teologia. Nella nuova versione del libro
del Pinel non si trovano cenni a queste nuove discipline «neuro». Credo che,
[
rapidamente. Ne è esempio l’illustrazione delle caratteristiche e delle potenzialità

1
14 PRESENTAZIONE

considerato lo stato attuale -delle nostre conoscenze » questa sia stata una scelta
largamente condivisibile.
Una conseguenza ben pi ù importante del decennio del cervello , che già era
evidente nella precedente edizione , ma diventa ancora più esplicita nella presente,
è che dal connubio fra neuroscienze e psicologia cognitiva emerge la neuroscienza
cognitiva. La psicologia .cognitiva , anzi, diventa una branca della neuroscienza
cognitiva. La - psicologia cognitiva indaga I architettura della mente e i meccanismi
1

che operano in essa. Anche la neuroscienza cognitiva indaga ]’architettura ed i


meccanismi della mente, ma inoltre .studia le basi nervose dell’architettura e dei
meccanismi. Le varie discipline, tutte prese adeguatamente in considerazione nel
libro di Pinel , che convergono nella neuroscienza cognitiva (neurofisiologia, neu-
ropsicologia , neurobiologia, psicologia ) differiscono non per l’oggetto delle loro v
indagini ma per i metodi che usano. L’oggetto è per tutte lo stesso: chiarire come
e organizzata la mente ( architettura ) e come funziona ( meccanismi).
,

Aspetti ben presenti nella nuova edizione; come, del resto, lo erano neiredizio - i
ne precedente. Salvo che per un ’eccezióne, della quale .parlerò alla fine di questa
presentazione, le novit à non riguardano tanto aggiunte di argomenti non trattati
in precedenza quanto aggiornamenti puntuall di argomenti già trattati. Si tratta in Psicobiologia
modo particolare di acquisizioni originate da ricerche svolte con l’impiego della
risonanza magnetica funzionale (Riuf ) e la stimolazione magnetica transcranica
(SMT) O con i due metodi combinati.
Fra i metodi di neuroimmagine, la Rfvff si sta rapidamente . affermando come
quello principale perch é, oltre ad essere non invasiva, e perciò priva di implicazioni ì
deontologiche, fornisce anche informazioni assai precise sulla localizzazione cerebrale
e sul decorso temporale dei processi nervosi che sottendono i processi cognitivi.
Dunque, sfruttando Pottimo potere di risoluzione spaziale e temporale della Rwf , è
possibile delineare un quadro attendibile delle aree cerebrali coinvolte nei vari stadi
di processamento che compongono un processo cognitivo complesso. Con la Rwf,
se opportunamente impiegata, si individuano tutte le à ree cerebrali coinvolte in un
processo cognitivo. La Rìvlf, però, non ci fornisce informazioni su quali di queste aree
siano necessarie all’esplicarsi di quel processo cognitivo. -Questa informazione pu ò
ottenersi con la SMT, che -permette di produrre l’inattivazione temporanea e completa*-
mente reversibile eli una o alcune delle aree ch è la Rivff ha dimostrato essere coinvolte
nel processo cognitivo oggetto dell’indagine. In altre parole, con la SNìT si produce upa
,

lesione reversibile di un’area cerebrale ben delimitata e successivamente Ù «paziente


temporaneo» può essere studiato con i metodi della neuropsicologia classica.
Fino . a non molti anni or sono, l’idea che i disturbi mentali più gravi, quelli
di rilevanza psichiatrica, avessero una base organica suscitava in molti sconcerto
ed era rifiutata per ragioni più ideologiche che scientifiche. Pinel ha aggiunto un
intero capitolo dedicato alle basi nervose delle principali sindromi psichiatriche,
come la schizofrenia (o, . meglio, forse, le schizofrenie) , la depressione, il disturbo
bipolare ( depressione- mania ) e il disturbo compuisivo-ossessivo.
Mi sembra giusto segnalare che questo cruciale sviluppo nello studio dei di-
sturbi nervosi molto deve al lavóro di un gruppo di studiosi italiani, guidato da
Giacomo Razzolarti, che per primo ha descritto!«neuroni specchio», poi messi in
rapporto con la cosiddetta « teoria della mente» e con l’autismo.

c.u.
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Introduzione !
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Prima di entrare nel vìvo del capitolo affronter ò due punti preliminari: 1) il
caso di Jimmie G. (vedi quadro 1) che, per così dire, .costituisce un’anteprima del
meraviglioso percorso conoscitivo che stiamo per affrontare e 2 ) i temi principali
di questo libro.

:**;S* QUADRO 1.
I^
j
;

.. . .
J H caso di"Jimmie G.: l’uomo congelato nel tempo

;
1 :l
ti Nel .1975, Jimmie era un bell' uomo con una testa di ricci grigi, un quaran - 8
:
I
. tanovenne sano e prestante. Era allegro, gentile .e cordiale. 3f*

I « Salve , dottore!» disse «Beila giornata! Mi siedo qui ?». Parlò delle case M
dove aveva abitato la sua famiglia . Parlò dei suoi anni d ì scuola, degli amici di
| allora
U tusiasmo . e della sua passione per la matematica e per ie scienze. Raccontò con en | -\
|
ì del periodo trascorso in marina , dove era stato chiamato a diciassette I
|j anni, nel 1943, appena finite le superiori. Ricordava ì nomi dei vari sottomarini | ;
|
|
: sui quali aveva prestato servizio, .ie loro missioni, le loro basi operative, i nomi |:.
dei compagni di bordo, ma per qualche ragione, le sue reminiscenze .si arresta - &
!M vano lì...
|
:
|
M Fui molto colpito dall’uso dei tempi del suo racconto: se per gli anni di
scuola aveva usato il passato, per quelli trascorsi in marina usava il presente.
:
a
«?
i t
On improvviso quanto improbabile sospetto mi colse. I
«In che anno siamo, signor G . ? » chiesi, nascondendo la mia perplessit à «
3 dietro un tono indifferente. &
f «Come sarebbe a dire ? Nel ’45». E continu ò: «Abbiamo vinto la guerra . «
1 Roosevelt è morto, ora c'è Truman. Si preparano tempi splendidi». 3
$
I «E lei, Jimmie, quanti anni ha ?» I
1
.
fI
• «Be' , ecco diciannove. Farò i venti il prossimo compleanno.» 1
&
,:i
;& Guardando l ’ uomo dai capelli grigi che mi stava davanti , ebbi un impulso
|t che non mi sono mai perdonato... É
41
« Ecco», dissi , è gli misi davanti uno specchio. «Guardi qui e mi dica cosa
,
$
I
:
|
| vede...» 1$
$
;:S¥ffS £ : << y à
INTRODUZIONE 19
18 INTRODUZIONE

.
I quattro temi principali affrontati in questo volume In questo libro impa -
I i rerete molte nozioni nuove - scoperte, concetti, strutture cerebrali ecc. Quel che
1 Jimmife sbiancò di colpo e si afferrò alla sedia. «Cristo» - sussurrò «Cristo, che ;ip conta , tuttavia, è che . fra molti anni , quando avrete dimenticato la .maggior parte
| cosa vuol dire questo? Che cosa mi succede? È un incubò? Sono pazzo ? È uno $
f di queste informazioni, continuerete a utilizzare nu òvi e .creativi modi per pensare.
1 scherzo?». Era sconvolto, terrorizzato. §
In particolare voglio sottolineare quattro aspetti .che costituiscono gli argomenti
s Uscii di soppiatto dalla stanza portando via l’odioso specchio.
Due minuti dopo rientrai...
1|
| chiave di questo libro.
1
&
«Salve, dottore!» disse «Bella giornata ! Lei voleva parlarmi. Mi siedo qui ?» j! Perch é possiate accordare à questi temi Tattenzione che meritano e seguire il
1 Sul suo viso aperto e franco non c'era traccia di riconoscimento, .§ loro sviluppo nel corso del volume, ne ho contrassegnato i passaggi salienti con
4
|
| « Non ci siamo gi à conosciuti, signor G.?» chiesi con fare indifferente. I frecce colorate . Questi temi sono presentati qui di seguito.
&
% « No, non mi sembra. Con una barba come la sua , dottore, non potrei di Jj
• Riflettere sulla psicobiologia. Poiché molti argomenti di psicobiologia
*
v.
;v
§ |
|
: menticarla !»
I <5 un
rivestono interesse generale ( come avete visto nel casò di Jimmie G . ) e |
ì \ -x :

«Dove pensa di essere?»


1
& «Vedo letti e pazienti dappertutto, sembrerebbe una specie di ospedale Ma .
, gente molto
J I^hanno implicazioni rilevanti nella vita quotidiana, veniamo continuamente|
| riempiti di informazioni sull’argomento - dalla televisione, dai giornali , da J
;
4 che diavolo ci farei io in un ospedale, e poi con tuttiìquesti ,vecchi |
4
pi ù vecchia di me... Forse qui ci lavoro... Se non è cos allora mi ci hanno messo. |Internet , dagli amici, dai parenti , dai libri, dagli insegnanti ecc , Uno dei |J
Sono un paziente, sono ammalato o non lo sq. È .pazzesco, è spaventoso!» %>ì |principali obiettivi di questo volume è aiutarvi a passare dalla condizione di f
Nei test di intelligenza mostr ò abilit à eccellenti. Aveva prontezza di spirito,
?
«&
ì consumatore passivo di problemi legati alia psicobiologia, alla condizione !§
| capacità di osservazione e di logica , risolveva senza difficoltà problemi complessi |di individuo attivo che pensa in modo critico ed efficace e che non d à nulla *•3:
a e .rompicapo, purché fossero risolvibili rapidamente. Se richiedevano molto tem &»
1 - :*ì per scontato, ma giudica l’importanza dei vari argomenti e li valuta alla luce J
Sì po, dimenticava quel che stava facendo . 3 |
a
: delle sue opinioni e del suo stile di vita. A questo scopo, ho indicato t passaggi I
i*
Dirigendo la mia indagine sulla sua memoria , riscontrai un 'estrema e singo- 51 $
salienti con una freccia arancione. r
li lare perdita della memoria recente: qualunque cosa gli venisse detta , mostrata o si
8:
§
fatta, veniva di norma dimenticata entro pochi secondi. Ad esempio, posai sul |

% tavolo il mio orologio, la mia cravatta e i miei occhiali, li coprii e gli chiesi di
;i
4 • Implicazioni cliniche. Le considerazioni cliniche (attinenti alla malattia èI
$ o alla
cura ) fanno parte del tessuto stesso della psicobiologia. Gran parte di |
% tenerli a mente. Scambiammo qualche parola per un minuto, poi gli chiesi che gli psicobiologi sul funzionamento del cervello normale|
quanto apprendono
cosa avessi nascosto. Non ricordava nessuno degli oggetti , anzi , non ricordava iil deriva dallo studio di lesioni o di danni cerebrali; viceversa , le scoperte degli |
|^
j nemmeno che gli avessi chièsto di tenerli a mente. Ripetei il test, questa vòlta fa iji
$ cendogli scrivere i nómi dei tre oggetti; anche questa volta li dimenticò e quando |
- <
& psicobiologi contribuiscono alla cura dei disturbi cerebrali. Questo libro à c- 1
i
corda una particolare attenzione aiTinterazione tra disturbo e psicobiologia , 1
"

3:-s È
gli . mostrai il foglio -con la sua scrittura ne fu stupefatto. principali con una freccia blu . ;
| sottolineando gli esempi I
S
3Hi
:ì «Che cose questo ?» chiesi mostrandogli una foto sulla rivista che avevo in I
i m&
i3 mano
i
-j
«
»

La luna » , .
rispose & il .
• La prospettiva evoluzionista Anche se gli elementi che hanno portato,|
« No» , dissi « È una foto della terra presa dalla luna.»
% all ’ evoluzione della specie umana non saranno mai determinati con certezza |
11 «Lei vuole scherzare , dottore! Avrebbero dovuto portare una macchina |
:il
: j
8
::S pensare alle pressioni ambientali che verosimilmente hanno favoritoTevolu -

$ 4

4 fotografica fin lassù! Come diavolo si farebbe?» ili | zione del cervello e del comportamento permette di considerare la psicobio-
9 Cominciava a dar segni di stanchezza, di irritazione e di nervosismo sotto la &
I
$
logia sotto una nuova luce. Questo approccio viene definito prospettiva evo | -
8
continua pressione delle anomalie e delle contraddizioni , con tutto ciò che esse luzionista. Un aspetto importante della prospettiva evoluzionista è l’ approccio |
;
| comportavano di angoscioso . Anch'io mi sentivo molto turbato: era straziante J comparato ( che cerca di comprendere i fenomeni biologici confrontandoli nel- | ;
4 pensare alia sua vita smarrita in un limbo, una vita che andava dissolvendosi. | ;, | le diverse specie). Nel corso di questo volume , vedrete che abbiamo imparato
.
% - s molto su noi stessi studiando le specie che, durante l’evoluzione, sono entrate |;
s
• Egli è, per così dire , isolato in . un singolo momento dell’esistenza , con tut
li dintorno un fossato , o lacuna di smemoratezza ... È un uomo senza passato (e § in rapporto con noi. L’approccio evoluzionista si è dimostrato fondamentale
1 senza futuro) bloccato in un attimo sempre diverso e privo di senso. 1 perla ricerca psicobiologica attuale. Gli argomenti che lo riguardano saranno
as9 evidenziati con una freccia gialla.

i
il Ricordatevi di Jimmie, ne parleremo ancora nel corso del capitolo. - WS &
il ^
I • Neuroscienze cognitive. I progressi in ogni campo della scienza sono -ij
• ;:ì

1 :4
: i:
Fonte: Ó. Sacks, L’ uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Milano , ì
guidati in larga misura dalle innovazioni tecnologiche: lo sviluppo di un nuovo jf
Iil •
Adelphi , 1987. 1 efficace strumento di ricerca spesso è seguito da una serie di scoperte. Non esi-
ste esempio migliore delle neuroscienze cognitive , un settore relativamente re- |-ì
I I 1 cente della psicobiologia, che è stato stimolato dallo sviluppo dei metodi di re-
>
20 INTRODUZIONE INTRODUZfONIÌ 21

|gistrazione delle immagini dell'attivit à del cervello umano in vìvo, Utilizzando i|


metodi di visualizzazione funzionale del cervello, gli studiosi analizzano le aree|
se pensate che il fine ultimo del sistema nervoso è quello di creare e controllare il
comportamento [Doupe e Heisenberg 2000; Grillner e Dickison 2002].
! 5
!
!
:

i
ì !
|del cervello che si attivano quando i soggetti sono coinvolti in particolari pro- La psicobioiogia è una disciplina integrativa. Gli psicobiologi traggono cono *
|.cessi cognitivi ( processi relativi al pensiero) , come la memoria, l’attenzione e la| scenze dalle altre neuroscienze e le applicano allo studio del comportamento.

I perceziòné. Una freccia verde segnalerà itemi rilevanti per questo argomento. I Ecco alcune discipline delle neuroscienze particolarmente rilevanti per la psi - i?
cobiologia:
ì
i !

in Che cos’ è la psicobioiogia ? « Neuroanatomia. Lo studio della struttura del sistema nervoso (vedi cap. f ) . I
• Neurochimicà. Lo studio della base chimica dell’attivit à nervosa ( vedi 3* i
La psicobiologia stadia la biologia del comportamento [Dewsbury 1991]. Si cap. 2 ). ì
Ii
preferisce l’uso del .termine psicobiologia , piuttosto che neuroscienze del com - • Neuroendocrinologia. Lo studio delle interazioni tra il sistema nervoso e il 4
portamento . 0 biologia .comportamentale, perch é pi ù di altri tale termine denota sistema endocrino ;( vedi capp. 9 e 15) . %
l’approccio biologico allo studio della psicologia. In particolare, la psicobiologia si • Neuropatologia. Lo studio dei disturbi del sistema nervoso (vedi cap. 4 ) .
propone di studiare come il sistema nervoso determina e regola il comportamento, • Neurofarmacologia. Lo studio degli effetti dei farmaci suH’attività nervosa
;
ì
cioè l’insieme di tutte le attività manifeste deH ’organismo come anche dei sottostanti .
( vedi capp 2 , Ile 16). 3
I
!

processi mentali ( percezione, emozioni, memoria, apprendimento ) . • Neurofisiologia. Lo studio delle funzioni e delle attività dei sistema nervoso :•>
!
Lo studio della biologia del comportamento ha una lunga storia, ma la psi- (vedi cap. 2). % !!
cobiologia è diventata una disciplina chiave nell’ambito delle neuroscienze solo 3 I
sI
I
nel XX secolo. Bench é non sia possibile stabilire la sua esatta data di nascita , • >
la pubblicazione nel 1949 ,del libro L!organizzazione del comportamento di D.O. i
Hebb ha avuto un ruolo importante per il suo emergere [Brown e Milner 2003 ;
I mètodi di ricerca in psicobiologia
3

§
i
Milner 1993 ; Milner e White 1987 ], Hebb espose la prima teoria generale di .come Anche se la psicobiologia costituisce una soltanto delle numerose discipline che 3
fenomeni psicologici complessi, quali la percezione , le emozioni, il pensiero e contribuiscono alle neuroscienze, è comunque assai ampia e diversificata , studia 3 i
ia memoria , potessero essere prodotti dall’attivit à cerebrale. Con la sua teoria fenomeni molto diversi e utilizza svariati metodi. 3s
Hebb .contribuì soprattutto a confutare l’id èa che i processi psicologici siano Per studiare la relazione tra cervello e comportamento, in particolare si avvale •ì

troppo complessi per poterne cercare le basi nella fisiologia e nella chimica del di numerosi approcci di ricerca che differiscono principalmente per tre aspetti: il
3
&
i !
cervello. Hebb fondava là sua visione su esperimenti eseguiti su gruppi di sog - tipo di soggetti coinvolti (umani e non - umani ) , il metodo utilizzato (sperimentale ìi
getti umani e su cavie, su studi clinici di casi singoli, e inoltre su argomentazioni e non sperimentale) e le finalit à dello studio ( ricerca pura o applicata ) .
logiche sviluppate . a partire da acute osservazioni delia vita di tutti i giorni . Il
suo approccio vario ed eclettico è diventato un segno caratteristico dell’indagine 1
psicobiologica. 3.1. Soggè tti umani e non- umani
1
I :
Paragonata alla fisica , alla chimica e alla biologia, la psicobiologia è ancora allo y
stadio iniziale, ecco, diciamo che è come un bambino - un bambino sano e che Soggetti della ricerca psicobioiogica possono essere sia gli uomini sia gli altri * :
1§ i
cresce rapidamente, ma pur sempre un bambino. In questo libro, per così dire, animali. Tra i soggetti non - umani , i ratti sono quelli pi ù comunemente utilizzati, ì
:•
coglierete i frutti deila .sua giovane et à. Proprio perch é la psicobioiogia non ha una
storia lunga e complessa , entrerete direttamente ail’interno della ricé rca attuale con
-
ma vengono ampiamente usati anche :topi, gatti, cani, e primati non umani.
Come soggetti sperimentali gli uomini presentano diversi vantaggi rispetto agli ùÌ M i
le sue stimolanti scoperte. animali; per esempio, sono in grado di eseguire rapidamente le istruzioni date, $
possono riferire le loro esperienze soggettive e le loro gabbie sono facili da pulire. S
$
Naturalmente scherziamo riguardo alle gabbie, ma questo serve a sottolineare &
m I rapporti tra la psicobioiogia e le altre discipline delie neuroscienze un altro vantaggio dei soggetti umani: costano meno. I costi per mantenere gli
animali di laboratorio sono altissimi e solò pochi centri di ricerca sono in grado
1 .
:

La neuroscienza è sostanzialmente il risultato dello sforzo collettivo di studiosi


di .diverse discipline , tra cui gli psicobiologi [Albright, Kandel e Posner 2000; Kan -
di sostenerli.
Certo il più grande vantaggio dei soggetti umani, in un campo scientifico vol-
I
I
del e Squire 2000]. Questo paragrafo intende definire la psicobiologia in rapporto to alla comprensione della complessit à delle funzioni cerebrali umane, è proprio 1
i
alle altre neuroscienze. quello di avere un cervello umano. In effetti, ci si pu ò chiedere per quale motivò $ !
Gli psicobiologi sono neuroscienziati che studiano il comportamento e appli- gli psicobiologi .studino cervelli diversi da quello dell’uomo. La risposta è data dalla 3 :
cano metodi di ricerca comportamentale: è proprio questo approccio comporta- continuit à evoluzionistica dei cervello. Il cervello dell’ uomo differisce da quello
mentale che rende unico il loro contributo. Ne apprezzerete meglio .l’importanza di altri mammiferi principalmente nelle dimensioni e nel grado di svilupp ò delle !
a
' ì
S
I
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INTRODUZIONE 23
22 INTRODUZIONE
! i

aree corticali. In altre parole, le differenze sono più quantitative che qualitative,
?
variabile indipendente o da differenze casuali e non controllate, chiamate variabili
pertanto molti dei principi di funzionamento del cervello umano possono essere confondenti. Sebbène il metodo sperimentale appaia concettualmente semplice,
dedotti dallo studio di soggetti non - umani [ Nakahara et al. 2002 j. .
eliminare tutte le possibili variabili confondenti è molto difficile Leggendo .gli arti-
I soggetti non umani presentano tre vantaggi nella ricerca psicobiologica. Il
- colisti .studi sperimentali bisogna sempre stare attenti a cogliere eventuali variabili
primo è dato dalla maggiore semplicità del loro cervello e del loro comportamento, confondenti che possono essere sfuggite agli stessiricercatori . :•
::

così che lo studio delle specie non - umane .risulta più adatto a rivelare i principi di Ùn esperimento condotto da Lester e Gorzalka [1988] illustra b.ene il funzio ^ ;;

base dell ’ interazione cervello - comportamento. Il secondo è che spesso l’approc- namento del metodo sperimentale. Esso era teso a dimostrare l’effetto Coolidge ,
cio comparativo, lo studio dei processi biologici attraverso il confronto di specie cioè il fatto che maschi divenuti incapaci di copulare con una partner sessuale
diverse, consente importanti intuizioni scientifiche. Per esempio , confrontando il spesso ricominciano a farlo se è disponibile una nuova partner, Prima che la vostra
comportamento di specie che non possiedono la corteccia cerebrale con quello di immaginazione comì nci a correre troppo, è necessario precisare che i soggetti del -
specie che ne ;sono fornite è possibile ottenere preziose informazioni sul funzio - Tesperimento di Lester e Gorzalka erano criceti e non studenti universitari. ~
Lester e Gorzalka sostenevano che la mancata dimostrazione dell’effetto Cooli-
i

namento corticale, li terzo vantaggio è dato dalia possibilità di condurre ricerche


che per ragioni etiche non sono realizzabili in soggetti umani. Questo non significa dge nelle femmine era dovuta alle maggiori difficoltà di condurre esperimenti ben
che la ricerca sugli animali non sia regolata da un preciso codice etico, ma solo che controllati su questo effetto nelle femmine, e non alla reale assenza dell’effetto i
quest’ultimo presenta minori limitazioni rispetto à quello che si applica alla ricerca nelle femmine. Il problema nasceva dal fatto che i maschi della maggior parte delle ::

su soggetti umani [vedi Institute of Laboratory Animal Resources 1996]. specie di mammiferi si affaticano sessualmente pi ù rapidamente delle femmine.
Per esperienza personale posso dire che la maggior parte degli psicobiologi Pertanto , i tentativi di dimostrare l’effetto Coolidge nelle femmine sarebbero
tratta con grande premura sia i soggetti umani sia quelli appartenenti ad altre complicati dalla stanchezza del maschio ( variabile confondente ). Quando , du- >

specie; tuttavia, gli aspetti etici non possono essere lasciati alla discrezione del rante la cò pula , si presenta alla femmina un nuovo partner, l’aumento della suà
singolo ricercatore. Tutta la ricerca psicpbiologica deve essere regolata da comitati recettività sessuale potrebbe dipendere sia da un autentico effetto Coolidge sia
indipendenti nel rispetto di precise regole etiche: «Se gli animali che studiamo sono da una reazione al maggior vigore del nuovo maschio. Dato che le femmine dei li
mammiferi di solito manifestano uno scarso affaticamento sessuale, questa varia -
>
buoni modelli del nostro comportamento , essi devono essere rispettati come noi
rispetteremmo la nostra sensibilit à » ( Ulrich 1991] . bile non rappresenta un problema quando si voglia dimostrare l’effetto Coolidge I :
nel maschio.
*•

Lester e Gorzalka hanno messo a puntò una procedura ingegnosa per con - ì
3.2. Esperimenti e norvesperimenti trollare questa variabile confondente. Nello stesso momento in cui la femmina
copulava con un partner ( maschio familiare ) , un altro maschio usato neU’esperi- \
La ricerca psicpbiologica si avvale di studi sperimentali e non -sperimentali . mento ( maschio non familiare) copulava con un’altra femmina. Poi a entrambi i
A loro volta questi ultimi si dividono in studi quasi -sperimentali e studi di casi
singoli.
maschi era concesso un periodo di riposo durante il quale la femmina copulava
con un terzo maschio. Alla fine , la femmina era testata ó con il maschio familiare
'
i ;
:
o con quello non familiare. La variabile dipendente era costituita dalla quantit à 4;.
Studi sperimentali , L’esperimento è il metodo utilizzato dai ricercatori per di tempo, in .ciascuna prova , in cui la femmina assumeva la posizione di lordosi !
scoprire le relazioni tra cause ed effetti , e come tale è alla base delie scienze mo- (cioè la postura tipica della recettivit à sessuale della femmina dei roditori: schiena :!
Il
derne. È quasi paradossale che un metodo tanto semplice abbia prodotto risultati inarcata , natiche verso l’alto e coda posta lateralmente). Lester e Gorzalka trova -
tanto complessi. Per condurre un esperimento su soggetti viventi, lo sperimentatore rono che le femmine rispondono più vigorosamente ai maschi non familiari che
,
1
prima di tutto definisce due o più.condizioni sperimentali a cui sottoporre i soggetti. a quelli familiari, nonostante i due tipi di maschi fossero ugualmente affaticati e I
Di solito ciascun gruppo di soggetti è sottoposto a una sola condizione sperimentale mostrassero uguale vigore sessuale. Questo esperimento illustra Titupprtanza di i
( confronti tra gruppi ), ma a volte è possibilerStudiare lo stesso gruppo di soggetti un buon disegno sperimentale e, inoltre, che maschi e femmine sono più simili di $

in tutte le condizioni sperimentali (confronti entro i gruppi ). Lo sperimentatore quanto normalmente si creda.
assegna i soggetti alle condizioni, somministra le prove e valuta i risultati in modo
tale che ci sia una sola differenza di rilievo tra le condizioni sperimentali messe a Studi quasi-sperimentali. Non è possibile per gli psicobiologi utilizzare il me- i

confronto. Questa differenza tra condizioni è denominata variabile indipendente, .


todo sperimentale per esaminare tutti i problemi che li interessano Di frequente j
mentre la variabile misurata dallo .sperimentatore per valutare gli effetti della va- ci sono limitazioni di ordine fisico o etico che rendono impossibile assegnare dei
riabile indipendente è denominata variabile dipendente. soggetti a particolari condizioni sperimentali , o somministrare i test una volta
Perché è tanto importante che fra condizioni sperimentali non ci siano altre dif -
' che i soggetti siano stati assegnati a una condizione. Per esempio, non è possibile :

ferenze oltre alla variabile indipendente? Nel caso in cui fra condizioni sperimentali condurre esperimenti che studiano 1 danni cerebrali causati dall’alcol, perché non Ì
ci sia pi ù di una differenza che influisce sulla variabile dipendente, non è possibile sarebbe etico assegnare un soggetto à una condizione sperimentale che richieda
stabilire con certezza se gli effetti sulla variabile dipendente siano stati prodotti dalla anni di consumo alcolico. In questi casi gli psicobiologi conducono studi quasi - 1
:
i
i
J
24 INTRODUZIONE INTRODUZIONE 25 ì 1

5
sperimentali, studi in cui i soggetti sono stati esposti alla condizione di interesse ma è pi ù soggetta alle variazioni detrattori politici , poich é!politici e i lo;ro eiettori
nei corso della loro vita. Questi studi hanno {’apparenza di esperimenti, ma di fatto hanno spesso difficoltà a comprendere perché una ricerca priva di immediati effetti t
non lo Sono perch é alcune variabili non possono essere controllate, per esempio, pratici debba essere finanziata . Se la decisione spettasse a voi, sareste disposti a
Tassegnazione casuale dei soggetti alle condizioni sperimentali. destinare centinaia di milioni per finanziare uno studio sui neuroni motori del
In uno.studio quasi-sperimentale, alcuni ricercatori confrontavano 100 alcolisti calamaro, o sull’apprendimento delle oche appena nate, o sull’attivit à del neuroni
maschi disintossicati con 50 soggetti non bevitori [Acker et al 1984]. Il gruppo del sistema visivo della scimmia , o sugli ormoni rilasciati dall’ipotalà mo ( una pic- •<
i
!

degli alcolisti otteneva prestazioni inferiori in vari test di abilità percettive, motorie cola struttura nervosa alla base del cervello ) di maiali è pecore, o sulle funzioni del .5

o cognitive; inoltre, Tesarne radiologico del loro cervello mediante la tomografia corpo calloso (quel sistema di fibre nervose che connette i due emisferi cerebrali) ?
'

assiale computerizzata (TAC) (vedi cap. 3) rivelava la presenza di estesi danni cere- Quali di questi progetti considerereste degno di èssere finanziato ? In effetti, tutte
. -
brali Sebbene questo studio quasi sperimentale somigli a un esperimento, non lo queste ricerche, apparentemente strane , sono state finanziate e sono valse il premio \
\
è, perché i soggetti stessi, e non lo sperimentatore, hanno stabilito il gruppo a cui Nobel ai loro autori.
appartenere (facendo uso di alcol o no)., e non si può essere sicuri che il consumo ?
di alcol sia Tunica variabile che distingue gli alcolisti dai non alcolisti. Ci sono,
infatti, numerose differenze tra i due gruppi che possono aver contribuito a de
terminare i .deficit comportamentali e neuroanatomici osservati nei gruppo degli
- Lo aree della pslcoblologia
1
ì
I
i

alcolisti. Per esempio, generalmente gli alcolisti tendono ad avere un minor grado Gli psicobiologi svolgono le loro ricerche utilizzando una variet à di approcci
5
i

di istruzione,. sono maggiormente soggetti .a carenze dietetiche, a traumi cranici e sperimentali . In questo paragrafo cercherò di fornire un’idea chiara di queste \ì
a far uso di stupefacènti rispetto ai soggetti non alcolisti. Pertanto, gli studi quasj - diversit à di indagini descrivendo le sei principali aree della psicobiologia ; 1) psi - > ì
sperimentali suggeriscono che i danni cerebrali prevalgono.tra gli alcolisti, ma non cologia fisiologica, 2 ) psicofarmacologia , 3 ) neuropsicologia, 4 ) psicofisiologia, ì;
ne identificano con certezza la causa . 5) neuroscienza cognitiva e 6) psicologia comparata. Per semplicità, queste divisioni :
I
sono descritte còme approcci distinti, ma in realtà ci sono fra loro ampie zone di ì
.
Casi singoli Studi centrati su un singolo soggetto sono denominati studi di sovrapposizione e, inoltre, numerosi p.sicobiologi seguono regolarmente più di un i !
casi sìngoli. Poich é si basano su un singolo caso, si tratta di studi che analizzano approccio. 5
un dato problema in modo pi ù approfondito delle .ricerche sperimentali o qua- ?
si -sperimentali condotte su gruppi di soggetti; inoltre, spesso i casi singoli sono > :

un’eccellente fonte di ipotesi da verificare con ulteriori studi. D’ altro canto, li .


4,1 Psicologia fisiologica
principale problema dei casi singoli riguarda la loro generalizzazione,11 grado cioè ì
con cui 1 risultati ottenuti da un singolo soggetto possono essere applicati .anche ad
altri casi. Poiché gli uomini differiscono l’ uno dall’altro sia nelle funzioni cerebrali
sia nel comportamento, bisogna essere scettici nei confronti di qualunque teoria
Là psicologìa fisiologica è la parte della psicobiologia che studia i meccanismi
nervosi del comportamento attraverso metodi chirurgici, elettrici o chimici applicati
-

direttamente sul sistema nervoso in esperimenti controllati. 1 soggetti di queste


'
ìi

*; >
:
psicobiologica basata interamente su casi singoli. ricerche sono quasi sempre cavie, perché Tintervento diretto sul cervello e l’uso di .E
paradigmi sperimentali controllati precludono spesso l’impiego di soggetti umani. 1
i
3.3. Ricerca pura e applicata
Inoltre, nella psicologia fisiologica vi è una tradizione di ricerca pura ; di solito
ì
s
l’enfasi è posta su ricerche che contribuiscano allo sviluppo di teorie sul controllo
nervoso del comportamento, piuttosto che su ricerche che possano avere immediati iy
La ricerca psicobiologica pu ò essere sia applicata sia pura. Più che per i loro benefici pratici. .
attributi, queste due forme di ricerca possono essere distinte per le diverse moti- ìi
vazioni di quelli che le svolgono. La ricerca pura è motivata prima di tutto dalla $
curiosità del ricercatore è viene svolta con l’unico fine di accrescere la conoscenza 4.2. Pslcofarmacologla
su un determinato problema. La ricerca applicata, invece, ha lo scopo di apportare > '
I
qualche diretto beneficio all’umanità. 4
La psicofarmacologia , per - molti aspetti simile alla psicologia fisiologica , si A

Molti scienziati ritengono che la ricerca pura sia spesso di maggiore utilit à . pra - differenzia da quest’ultima per il fatto che l’intervento sull’attività nervosa e sul 3
I |
tica di quella applicata. Il loro punto di vista è che le applicazioni di un progetto di comportamento.avviene. mediante sostanze farmacologiche. Infatti, molti dei primi
ricerca derivano direttamente dalla comprensione dei principi di base, e che è di psicofarmacologi erano semplicemente studiosi di psicologia fisiologica passati a ì
scarsa utilità tentare di saltare questo processo e passare direttamente ai fini appli- fare ricerche sui farmaci, e oggi molti psicobiologi utilizzano entrambi gli approcci >

cativi. Naturalmente, non è necessario che un progetto di-ricèrca -sia completamente - sperimentali. Comunque, lo studio degli effetti dei.farmaci sul cervello e sul com - I
puro o applicato; numerosi programmi di ricerca hanno entrambe ie finalità. portamento.si è così specializzato che la psicofarmacologia è considerata da moki
Un’importante differenza tra la ricerca applicata e quella pura è .che questuiti - una disciplina separata. 4
t ;
[
* !
I
i
26 INTRODUZIONE INTRODUZIONE 27

, Una parte sostanziale della ricerca psicofarmacologica è di tipo applicato [Bra - 4,4. Psicofisiologia ;

ille dy 1993 ] . Sebbene i farmaci siano saltuariamente usati dagli psicofarmacologi per
studiare i principi di base dell ’ interazione cervello- comportamento , l’obiettivo La psicofisiologia è quella parte della psicobiologia che studia la relazione tra
della maggior parte delle ricerche in psicofarmacologia ha lo scopo di sviluppare attività fisiologica e processi psicologici nell’uomo [Coles 2003 ; Gratton e Fabiani
nuove terapie farmacologiche (vedi cap, 16) , o di ridurre l’abuso di droghe (vedi 2003], Poiché i soggetti della ricerca psicofisiologica sono esseri umani, le procedu-
cap. 11 ) . Gli psicofarmacologi studiano gli effetti dei farmaci sulle cavie e sugli re di registrazione utilizzate sono solitamente non invasive, cioè l’attivit à fisiologica
uomini, quando ciò sia eticamente possibile [ Meltzer 1987]. è misurata dalla superficie corporea . Di solito la misura dell’attivit à cerebrale è
relettroencefalogramma (ÈEG ) . Altre misure psicofisiologiche includono la ten -
sione muscolare , i movimenti oculari e vari indici dell’attività del sistema nervoso
4.3. Nèuropsicologla autonomo (SNA ) (frequenza cardiaca, pressione sanguigna , dilatazione pupillare e
conduzione elettrica della cute) . 11 sistema nervoso autonomo è la parte del sistema
La neuropsicològia studia gli effetti psicologici prodotti dalle lesioni cerebrali nervoso che regola l ’ambiente interno dell’organismo.
nell’uomo . Ovviamente, per motivi etici i soggetti umani non possono essere esposti La gran parte della ricerca psicofisiologica è volta alla comprensione della
a trattamenti sperimentali che , mettano in pericolo il normale funzionamento del fisiologia di processi psicologici quali le emozioni, l’attenzione, l ’analisi degli sti-
cervello. Di conseguenza , la neuropsicologia utilizza esclusivamente lo studio di moli, óltre ad avere diverse e interessanti applicazioni cliniche [Avila et al. 2003;
casi singoli o indagini quasi-sperimentali su pazienti con lesioni cerebrali successive Holzman 2000; Hong et al. 2003].
a malattie, traumi e interventi . neurochimrgìci. La parte pi ù esterna degli emisferi
cerebrali, la corteccia cerebrale , è la regione più frequentemente colpita da trau -
mi e interventi chirurgici ; per queste ragioni , la neuropsicologia si occupa quasi 4.5. Neurosclénza cognitiva
esclusivamente di questa importante parte del cervello.
, La neuropsicologia è la pi ù applicativa fra le diverse discipline psicobiologi - La neuroscienza cognitiva rappresenta la branca pi ù recente della psicobiologia ,
Hip .che ; l’esame neuropsicologico dei pazienti umani , anche quando fa parte di un tuttavia è tra le pi ù attive e stimolanti. Essa studia le basi delia cognizione , termine
programma di ricerca pura , tiene quasi sempre ..conto dei benefici che in qualche generale che indica le funzioni cognitive superiori, come il pensiero, la memoria ,
modo possono derivare al paziente stesso. I test neuropsic òlogici facilitano la dia- l’attenzione e Ì processi percettivi complessi [Albright , Kandel e Posner 2000; Ca -
gnosi e così aiutano il neurologo a prescrivere .il trattamento terapeutico adeguato beza e Kingston 2002J , e proprio perché si interessa soprattutto alla cognizione, la
[Benton 1994 ]; inoltre, spesso possono essere un’importante base per l’assistenza ricerca in questa disciplina si avvale di soggetti umani e si serve quindi di metodi
e la consulenza al paziente. Kolb e Wbishaw [1990] descrivono un esempio di tali non invasivi, che non comportano una manipolazione diretta del cervello.
consulenze: Il metodo principale delle neuroscienze cognitive è la visualizzazione funzionale
del cervello (che consiste nella registrazione di immagini dell’attività del cervello
R., un giovane mancino di ventun anni, aveva battuto la .testa sul cruscotto in un incidente umano in vivo\ vedi cap. 3 ) mentre 1 soggetti si dedicano a particolari attivit à co -
d'auto avvenuto due anni prima. R. aveva perso coscienza per pochi minuti ma , a parte un gnitive .
taglio sul lato destro del cranio e un’amnesia del periodo subito prima e dopo l’incidente, Per la complessit à della teoria e dei metodi delle neuroscienze cognitive e per
non sembrava aver subito gravi danni. Prima dell 'incidente, R. era uno studente universi- il suo interesse nei campi più diversi [Cacioppo et al 2003 ; Ochsner e Lieberman
tario meritevole. Tuttavia, un anno .dopo l’incidente, divenne uno studente mediocre con 2001], gran parte della ricerca iti questo ambito consiste in una collaborazione
particolari difficolt à a completare in tempo i suoi lavori . Benché R . riferisse di studiare .
interdisciplinare tra studiosi .con diverse formazioni Oltre a psicobiologi di -forma -
con maggior impegno rispetto a prima dell’incider!te, i voti nelle materie che richiedevano
capacità mnemoniche erano drasticamentepeggiorati . Il suo medico di famiglia consigliò zione classica , intervengono psicologi cognitivi, esperti in matematica e informatica
un esame neurologico che risult ò negativo; anche I' EEG e la TAC cerebrale non mostrarono e altri studiosi in numerosi settori delle neuroscienze. Laricerca nelle neuroscienze
alcuna anomalia. Fu inviato da noi per un accertamento neurò psicologico che si rivelò molto cognitive comporta talvolta una registrazione elettrofisiologica non invasiva e si
interessante. Innanzitutto, R. faceva parte di quel terzo di soggetti mancini le cui funzioni avvale anche di soggetti che presentano una patologia cerebrale; in questi casi, i
linguistiche sono rappresentate nell’emisfero destro invece che nel sinistro. Questa scoperta confini tra neuroscienze cognitive, da una parte , e psicofisiologia e neurofisiologia ,
era significativa , non solo per interpretare le sue difficoltà , ma anche nella prospettiva di un dall'altra , non sono mai netti .
eventuale intervento neurochirurgico, dal momento . che il chirurgo avrebbe voluto rispar-
miare le aree lingu ìstiche corticali. Inoltre, sebbene R. avesse un Qi superiore alla media,
la sua memoria verbale e la velocità di lettura erano ridotte per una persona del suo livello 4,6. Psicologia comparata
culturale e della sua intelligenza. Questi deficit indicavano che il suo lobo temporale destro
poteva essere stato leggermente danneggiato nell’ incidente compromettendo le sue abilit à Anche se la psicobiologia studia per lo più i meccanismi nervosi del compor-
verbali. Sulla base della nostra indagine neuropsicoiogica , siamo stati in grado di consigliare tamento, essa è qualcosa di più. Come dice Dewsbury:
ad R. una professione che non richiedesse l’uso di elevate abilità di memoria verbale: ora

studia architettura [ ibidem, 128].



i

28 INTRODUZIONE INTRODUZIONE 29
!

La «biologia» nella «psicobiologia» comprende tutti gli approcci .dell etologia , dell’eco
.
-

logia e dell’evoluzione. . come pure le dottrine c i metodi pi ù recenti della fisiologia... Lo


- volta alla fine del XIX secolo dal medico russo S.S. Korsakoff , e prese il nome di :
I
sindrome di Korsakoff. Il sintomo principale della sindrome di Korsakoff è una
« psicòbiologo completo» si avvarrà dunque delle potenzialit à di .tutte le tecniche fisiologiche grave perdita di memoria , tanto più dolorosa perch é coloro che ne soffrono, come
moderne, senza mai perdere di vista il problema numero uno: il comportamento integrato abbiamo visto nel caso di Jimmie G ., sono persone intelligenti e capaci. Poiché la
dell’intero organismo, in funzione e perfettamente adattato. sindrome di Korsakoff si manifesta per lo più negli etilisti, si pensò in un primo i
:
tempo che fosse una conseguenza diretta degli effetti tossici dell’alcol sul cervello .
sii - La psicologia comparata è la parte della psicobiologia che studia la biologia del Questa conclusione si rivel ò un ottimo esempio dell’inaffidabilità dei risultati cau-
::
:
.comportamento, piuttosto che i sottostanti meccanismi nervosi. La psicologia com -

:
sali raggiunti sulla base della ricerca quasi-sperimentale. Studi successivi dimostra *
parata confronta il comportamento di diverse specie di animali focalizzandosi sugli rono che la sindrome di Korsakoff è provocata da un danno al cervello collegato
aspetti genetici, evolutivi e adattativi del comportamento. Storicamente la psicologia alla carenza di tiamina (vitamina Bj ) [Heap et al. 2002 ; Thomson 2000], i:
i

comparata ha condotto le indagini sperimentali sul comportamento animale princi-

:
i
L’ interpretazione della sindrome di Korsakoff alla luce della carenza di riamina i:
.
palmente in laboratorio Tuttavia, la moderna psicologia comparata include anche fu confermata dalla scoperta che ne erano colpite anche persone che soffrivano di
fetologia , cioè lo studio del comportamento animale nel suo ambiente naturale . malnutrizione, senza tuttavia abusare di alcol, Altre prove derivarono da esperimen -
Poiché due importanti settori della ricerca psicobiologica si servono dell'analisi ti in cui topi con carenze di tiamina erano paragonati .a gruppi di controllo di topi
comparativa, intendo considerarli parte della psicologia .comparata. Uno di essi è la che non presentavano queste carenze, I topi del grupposperimentale manifestavano \
psicologia dellevoluzione ( una s.ottodisciplina che studia il comportamento cogniti - lacune di memoria e danni cerebrali simili a quelli osservati negli etilisti [ Mumby, :
vo tenendo conto delle sue probabili origini evolutive [Caporael 2001; Duchaine, Cameli e Glenn 1999]. Gli etilisti spesso sviluppano la sindrome di Korsakoff per-
Cosmides e Tooby 2001; Kenrick 20.01] ) . L’altro è la genetica comportamentale (lo i
ché il loro.principale apporto di calorie proviene dall’alcol , che è privo di vitamine,
studio delle influenze genetiche sul comportamento [Carson e Rothstein 1999 ;
Plomin et al. 2002]).
Lo scopo di questo paragrafo , in caso l’abbiate dimenticato, era quello di
e perche l’ alcol interferisce con il metabolismo delle piccole quantit à di tiamina che
consumano. È stato tuttavia dimostrato che Talcol accelera l’evoluzione del danno !: ;

dimostrare la complessità della psicobiologia, descrivendone le sei principali com -


celebrale nei topi .carenti di ..tiamina e che può avere un effetto tossico diretto sul
cervello [Zimitat et al. 1990] ,
1
ponenti. Nei vari capitoli del libro avrete modo di conoscere lo sviluppo di ognuno Ciò che è rilevante in questo esempio ( qualora lo abbiate dimenticato) è che
dei settori della disciplina. il progresso della psicobiologia è favorito dalla metodica convergente - in questo 1:
caso, dalla convergenza di un’analisi neuropsicologica dei casi, di protocolli quasi- j
sperimentali di soggetti umani e di esperimenti controllati su animali da laboratorio. 5
:
Metodi convergenti Il punto d ì forza della psicobiologia sta nella diversit à dei suoi metodi e dei suoi j
*15
approcci . Ciò significa che , nei problemi di psicobiologia , non basta considerare
i
?
Poich é nessuno dei sei diversi appròcci in psicobiologia è privo di difetti e i risultati di uno studio o .addirittura di una serie di esperimenti che utilizzino lo
data l à complessità del cervello e del suo ruolo nei processi psicologici, i grandi stesso metodo. I
problemi della psicobiologia raramente sono risolti da un ’ unica sperimentazione Qual è stata dunque l ’utilità della ricerca sulla sindrome di Korsakoff per Jim -
e neppure da sè rie di esperimenti con uno stesso approccio. Si raggiunge uno svi- mie G , e casi simili al suo? Oggi si consiglia agii etilisti di smettere di bere e li si A
! $
luppo soddisfacente quando convergono approcci diversi su ano stesso problema , sottopone a una cura di dosi massicce di tiamina. La tiamina limita lo sviluppo di •:
ci

in modo che i punti di forza di uno compensino i limiti dell’altro; questa strategia ulteriori danni al cervello e spesso provoca un leggero miglioramento del paziente; i
viene definita metodo convergente. ma, purtroppo, il danno cerebrale , una volta In atto, è per Io pi ù irreversibile. In
;

Considerate, per esempio, i vantaggi e gli svantaggi della neuropsicologia e della i


alcune parti del mondo, è stata presa in considerazione l’aggiunta di tiamina alle if I
psicologia fisiologica nello studio degli effetti psicologici provocati dai danni alla bevande alcoliche. Cosa pensate di questa idea ?
corteccia cerebrale nell’uomo. In questo esempio il punto di forza dell’ approcciò fi
>
neuropsicologico sta nel coinvolgere direttamente i pazienti , i soggetti umani; il
suo limite invece sta nel fatto che deve fare a meno della sperimentazione. Invece, §011 L’inferenza scientifica: come la psicobiologia studia i processi cerebrali ::
;>
l’efficacia deila psicologia fisiologica consiste nella ricchezza del metodo sperimen- che non possono essere osservati f;
tale e della tecnologia delle neuroscienze sviluppata grazie alla ricerca su soggetti
non umani; lo svantaggio consiste nei dubbi sulla rilevanza della ricerca sulle ca -
* L’inferenza scientifica è il metodo fondamentale della psicobiologia e della il
:
vie per lo studio della patologia neuropsicologica negli esseri umani . Questi due

maggioranza delle scienze - è quanto rende stimolante, elettrizzante, il fatto di :f


::
approcci ovviamente si completano e, uniti, rispondono a domande a cuisarebbe essere uno scienziato. Questo paragrafo chiarisce ulteriormente la natura della ?
:
impossibile rispondere separatamente. psicobiologia definendo , illustrando e discutendo l’inferenza scientifica. l
Per vedere concretamente in opera la metodica convergente, ritorniamo al . caso Il metodo scientifico consiste nel raggiungere risultati con una scrupolosa os-
di Jimmie G . Il disturbo neuropsicologico di cui soffriva fu descritto per la prima servazione: molti dei processi studiati, tuttavia, non possono essere osservati. Per I
fi
:
i
?
\
i
ir
INTRODUZION E 31
30 INTRODUZION E

esempio, gli scienziati utilizzano metodi empirici ( basati sull’osservazione per stu
) - -
frecce, nei muscoli oculari del loro soggetto .che era lo stesso Merton . Cosa credete
, e , l’elettricit à e la fissione nucleare abbia visto Merton quando ha cercato di .muovere gli occhi? Ha visto il mondo visivo
diare l’et à dei ghiacciai, la gravit à l ’evaporazion
immobile che sì muoveva nella stessa direzione del tentato movimento dei suoi occhi.
direttament e ; i loro .effetti sono
- nessuno di questi fenomeni pu ò essere osservato
Se un oggetto nel campo visivo è messo a fupco.su una parte della retina e ci rimane
osservabili, ma non i processi stessi . Da questo punto di vistala psicobiologia non, anche se muovete gli occhi a destra , anch ’esso si deve essere mosso verso destra.
è diversa dalle altre scienze. Uno dei suoi principali obiettivi è quello di definire Di conseguenza, quando Merton inviava segnali ai muscoli oculari di muovere gli
con metodi empirici, i processi non osservabili con cui il sistema nervoso controlla occhi a destra , il cervello deduceva che il movimento era stato compiuto è percepiva
il comportamento. oggetti che in realtà erano immobili come se .si muovessero a destra.
Il metodo empirico che gli psicobiologi e gli altri scienziati utilizzano per L’elemento importante dell’esempio del movimento delPócchio è che gli .psi -
studiare fenomeni non osservabili è definito « inferenza scientifica ». Essi misura - còbiologi possono imparare molto sull’attività del cervello anche:senza osservarla
no attentamente gli eventi chiave che possono osservare e poi utilizzano queste
misure come base per un’inferenza logica sulla natura di eventi che . non possono
osservare. Come un investigatore raccoglie attentamente gli indizi per ricostruire
-
direttamente e potete farlo anche voi. Il fatto di capire che la psicobiologia, come
la maggioranza delle scienze, si basa sull’inferenza scientifica è un primo passo per
A
^
imparare a riflettere in modo critico. Un esperimento che registra le risposte dei
un crimine che non ha avuto testimoni , uno psicobiologo fa misurazioni dettagliate neuroni del sistema visivo nelle scimmie ai movimenti attivi e passivi delle imma -
del comportamento e dell’attività nervosa, da cui dedurrà la natura dei processi gini retiniche fornisce una prova diretta proprio del meccanismo di feedback che
nervosi che regolano il comportamento . E proprio il fatto che i meccanismi nervosi abbiamo dedotto qui [Thiele et al. 2002].
del comportamento non possano essere osservati direttamente e debbano essere
studiati con ..l’inferenza scientifica a rendere .la psicologia un ’impresa tanto ardua
- e, come dicevo prima , tanto stimolante ed elettrizzante. di ricerca a cui potrete Riflettere In modo critico sulle afférmazioni della psicobiologia
Per illustrare l’inferenza scientifica , ho scelto un progetto
partecipare. Facendo alcune Semplici osservazioni sulle vostre capacit à visive in Sappiamo tutti, per averlo letto o sentito, che utilizziamo solo una piccola parte
condizioni diverse, sarete in grado di scoprire il principio con cui il vostro cervello del cervello, che è importante consumare tre pasti al giorno, che l’intelligenza è ere-
traduce i movimenti delle immagini sulla retina in percezioni del movimento Un . ditaria , che sono necessarie circa otto ore di sonno, che esiste il gene della schizofre-
aspetto di questo meccanismo è ovvio sin da subito. Mettetevi le mani davanti
al
sulla retina muovendo gli occhi , muovendo là nia, che la morfina è . una droga ( pesante ) particolarmente pericolósa , che i disturbi
viso e poi spostatene Timmagine neurologici possono essere curati dall’ingegneria genetica e che l ’ omosessualit à è
mano o muovendo entrambi . Noterete che solo i movimenti dell ’immagine retini -
visione del movimento , provocata da un’educazione sbagliata - per citare soltanto alcune delle pi ù comuni
ca provocati dal movimento della man si trasformano in
affermazioni suienomeni di psicobiologia. Potete credere ad alcune. Ma sono vere?
ò
mentre questo non Succede con il movimento degli occhi . Una parte del cervello
le E come potete scoprirlo? E se non sono vere, perché tanta gente ci crede?
ovviamente controlla i movimenti deirimmaginc retinica e sottrae dal totale , Come ho già detto, uno dei principali obiettivi di questo libro è insegnarvi a
immagini di movimento che sono prodotte dai movimenti dei vostri stessi occhi riflettere sull’informazione di psicobiologia. Lo scopo di quest ’ ultimo paragrafo è
lasciando che il resto sia percepito come movimento. : iniziare a stimolare lo sviluppo della vostra capacità critica, la capacit à di valutare
Adesso, cercate di definire la natura deU ’informazione sui movimenti degli .occhi le affermazioni scientifiche individuandone le eventuali lacune e i puliti deboli.
che è utilizzata dal cervello nella percezione del movimento [Schlag e Schlag-,Rey Concludo infatti con due casi che presentano delle affermazioni teoriche un tempo
2002; Sommer e Wurtz 2002 ]. Tentate di fare quanto segue. Chiudete un occhio
poi
premendo la palpebra inferiore con la . punta
ampiamente condivise, ma che si sono poi rivelate infondate. Noterete che, con
ruotate leggermente l altro
’ verso Palt ò
un po’ di perspicacia , non avrete bisogno di essere un esperto per coglierne subito
delie dita. Cosa vedete? Vedete tutti gli oggetti nel vostro campo visivo che sie muo -
vono verso il basso. Perch é ? Sembra che il meccanismo cerebrale responsabil della i limiti.
Il primo passo per giudicare là fondatezza di un’affermazione scientifica è sa -
percezione del movimento non consideri i movimenti dell’occhio di per sé. Considera pere se è stata pubblicata , corredata delle relative ricerche, su una rivista scientifica
;

solo quei movimenti dell’occhio che sono attivamente . prodotti da segnali nervosi che accreditata [Rensberger 2000]. Infatti, per poter . accedere a una :simile pubblica-
vanno dal cervello ai muscoli oculari , non quelli che sono prodotti passivament e con
dita ). Quindi , quando l’ occhio è mosso pas - zione, un articolo deve prima essere sottoposto a esperti nel campo, almeno tre o
mezzi esterni ( per esempio, le vostre quattro , che ne giudicheranno il valore. Le migliori riviste scientifiche pubblicano
, il cervello deduce che P òcchio rimane fermo e attribuisce il movimento
sivamente solo yna piccola quantit à degli scritti che vengono loro presentati. Dovrete allora
dell’immagine retinica al movimento degli oggetti nel vostro campo visivo. mostrarvi particolarmente scettici nei confronti di quelle affermazioni che non
È possibile ingannare il .sistema visivo nel modo opposto; invece di muovere gli sono passate attraverso questo processò, anche se, come apprenderete, esso non
occhi senza inviare alcun segnale ai muscoli oculari, gli occhi possono rimanere fermi
. Poich é esperimento comporta rappresenta la garanzia che gli articoli scientifici siano privi di difetti, che possono
malgrado il tentativo del cervello di muoverli questo
essere passati inosservati.
la paralisi temporanea dei muscoli oculari , non potete farlo. Hammondparalizzante , Merton e
Il primo caso ( vedi .quadro 2 ) parla di .un ’ affermazione non pubblicata .su riviste
Sutton 1956 hanno
[ ] iniettato il principio attivo del curaro , k sostanza
scientifiche che ebbe ampia risonanza sui inedia . Il secondo (vedi quadro 3 ) descrive
di cui si servono alcune tribù indigene latino-americane per avvelenare la punta delle
?:• .1
I
* a* :
32 INTRODUZIONE
?
:
i INTRODUZIONE 33 1
. r
3
3 ; -
£ $*X:2s::* :•:*ivW i :y::' :N:5 :: K 3
I s
un fatto dapprima confermato dalla pubblicazione. Poiché entrambi fanno parte %
%
^^ ^
$
della storia della psieobioiogia, possediamo il bagaglio di conoscenze necessario I Fd [Delgado] sembra sfrattare qualsiasi effetto individuale prodotto dai suoi clet- | | il
il
per giudicarli. |
: trodi , ma fornisce poche o nessuna prova sperimentale a . favore della correttezza dèlia | :[ il

QUADRO 2. «fessS8tfwwwftwawftm<s^^
I I
sua interpretazione,
I ..
[. ] La sua propensione per le dimostrazioni drammatiche, ma ambigue, è stata una | -
I
!
$

I
j
S fonte di costante stimolo per coloro il cui scopo è esagerare l 'onnipotenza della stimola -

José Delgado
I Il caso édelDelgadoe dimostr
toro
I
$
5
. 1
I
zione cerebrale [ibidem, .98-99], :
$
$
S
I I
% § I il •

Jos ò a un gruppo di giornalisti un ’interessante nuova pro - | ?


1 cedura per il controllo dell’aggressività. Delgado ò in un’arena da corrida con |
entr
| mano solo una cappa rossa e una piccola radiotrasmittente. Con questa
%
M poteva I
in i:; QUADRO 3. 1
| attivare uno stimolatore che era stato posizionato in precedenza sulle corna del g{ ì II
toro. Quando Laminale iniziò la carica, Delgado con calma attivò lo stimolatore | jj I *3
| H programma di pslcochirurgia di Moniz In
| e inviò una debole scarica elettrica a un elettrodo impiantato nel nucleo caudato | ;:
I i : . |
ì
i
Iv per ioNelsviluppo .
| del .cervello del toro. Il nucleo caudato è una regione sottocorticale posta nella
• .

il .profondità di entrambi gii emisferi cerebrali. Il toro immediatamente interruppe |


| la .carica. Dopo un certo numero di stimolazioni, il toro assunse un atteggiamento ;§
j V

I% |
1949 Ègas Moniz ottenne il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina §
della lobotomia prefrontale {il taglio chirurgico delle connessioni
.. . .
anatomiche tra i lobi prefrontali e il resto del cervello) nel trattamento delle ma- J
I lattie mentali.!lobi premontali sono ampie regioni poste nella parte anteriore , 1 If
I 1

| completamente docile mentre Delgado passeggiava nell’arena Secondo Delga | . ;


;
- | ,
1
^ ]J fatto che Becky, uno scimpanzé che si irritava facilmente quando commetteva |
:§ do, questa dimostrazione segnava una nuova e importante scoperta scientifica: | | di entrambi gli emisferi cerebrali. Pei’. la sua scoperta Moniz si .era basato sul ìi

1
! {'identificazione di un centro della docilità situato nel nucleo caudato la cui| li v
stimolazione eliminava il comportamento aggressivo anche in tori selezionati per
|
fi .errori durante un compito ricompensato con del cibo, aveva smesso di presentare 1
| la loro ferocia. # a | questo comportamento dopo aver subito un'ampia lesione bilaterale (cioè, di |

;i
& Per coloro che avevano .assistito alTévemo così accuratamente orchestrato, :g entrambi i lati) delle aree prefrontali. Sulla base di questa osservazione isolata , :§
1 « 1
'

.
-i: milioni .di persone che in seguito ne lessero sui giornali, le conclusioni appresa a un incontro scientifico n é! 1935, Moniz persuase il neurochirurgo Al - § *>:
I e per i .
$ di Delgado sembravano indiscutibili. Certamente se la stimolazione
, del nucleo *X: 4
:
|
| meide Lima a eseguire il taglio delle regioni prefrontali di una serie di pazienti
.
••

|ì caudato poteva interrompere la carica di un toro infuriato, il nucleo in questione ;§ psichiatrici. Lima recise sei ampie porzioni di tessuto prefrontale con uno stai- * • :
I

:! doveva essere un centro per la docilità. Si arrivò perfino a suggerire che la sti-|
|
5
*
£
!
! mento chirurgico chiamato lobotomo, I 3
molazione del caudato, attraverso elettrodi impiantati, potesse essere un efficace| 1 In seguito alle dichiarazioni di Moniz, secondo cui la chirurgia premontale
.

trattamento per i pazienti psicopatici. Cosa ne pensate? | I aveva successo e non provocava effetti collaterali, ci fu una rapida proliferazione I
^
:

del caso. La dimostrazione di Delgado non fornisce quasi alcuna .:§


i i ! di varie forme di psicochirurgia [O -Callaghan e Carroll 1982; Valenstein 1980; % M '

1
3 provaAnalisi- a favore delle sue conclusioni. Ci sono numerosi motivi per cui la stimo È
del cervello può aver interrotto la carica del toro; molti di questi motivi
-I !
£5
3 1986].» Dna di tali varianti era la lobotomia transorbitale, sviluppata in Italia e !;§
.diffusa negli Stati Uniti da Walter Freeman alla fine degli anni ’40. Èssa consiste-
$
s ;
'

i
I iaziò ne va nell'inserire un particolare scalpello sotto la palpebra , muovere lo strumento 1 -sa- I
I sono pi ù semplici c quindi pi ù probabili delle ragioni suggerite da Delgado.
.S

, t$ il attraverso l ’orbita . dell’occhio con piccoli colpi di martello, è poi spingerlo net | j
t Per esempio, la stimolazione può aver semplicemente reso il toro confuso o -
;;§ stordito, insonnolito, o temporaneamente cieco anzich é meno aggressivo; oppure |
|lobi frontali, dove veniva mosso avanti e indietro per sezionare le connessioni tra 1
? regione prefrontale e resto del .cervello. Questo intervento era spesso realizzato li
|la stimolazione pu ò essere stata dolorosa. Chiaramente, qualunque risultato che | |
>

|
: . nell’ambulatorio del neurochirurgo. I I
1
possa essere interpretato in modi così diversi è di scarso supporto per qualun - %
«

que tipo di interpretazione. Quando ci sono diversi possibili modi per spiegare •
i
'1
.s Analisi del caso. Per quanto possa sembrare incredibile, il programma di - g ! 1
un comportamento, la regola è di dare la precedenza alle interpretazioni pi ù | 4
£ psicochirurgia d ì Moniz era basato sull’osservazione di un singolo animale in| 1
semplici, una regola chiamata canone di Morgan. Il seguente commento di | :| 3 una singola condizione sperimentale, dimostrando così una completa mancanza | . :!ì
Valenstein [1973] costituisce un’interprètazione più ragionata dell’osservazione 3 di considerazione per la variabilit à del cervello e del . comportamento, sia alì’in- |
.di Delgado. 3 terno di una specie sia tra specie diverse. Nessun programma di psicochirurgia , .$
I

i
S ^n In realt à non c'è alcuna buona ragione per credere che la stimolazione abbia avuto ;g
^ u n effetto diretto sulle tendenze aggressive del toro. Un esame della registrazióne filmata
1
I
Iitifatti, dovrebbe essere iniziato senza una completa valutazione degli effetti della f
4 chirurgia su un campione che includa varie specie di mammiferi. 11 secondo pun-
| to debole della lóbotomia prefrontale è la mancanza, da parte sia di Moniz .sia
|
I
li

'evento rivela che il toro infuriato si fermava perch é durante la stimolazione era ob -
,

i dell biigato a girare intorno sempre nella medesima direzione . Dall'esame del film , qualunque j
degli altri, di un’attenta valutazione delle conseguenze dell'operazione sui primi -3
ì§ scienziato esperto in questo campo potrebbe solo concludere chela stimolazione attivava | Ì paziènti che avevano subito l’mtervento, I resoconti iniziali che confermavano il IIgì
|
una via nervosa che controlla il movimento ,
1 3f successo dell’interventó erano basati still’impressione degli individui meno obiet- !k
I r ssKss?
'
miì;
§ I .3
il
>:

. 4
ix
I
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I 2
*? 3
3I
34

il
INTRODUZIONE

’ . . . . . s ,v
i
à
3:ì
i

i
'

Capitolo primo 1
tivi, gli stessi medici che avevano prescritto Ja chirurgia. Di solito, si riteneva che|
i .
::§
V'i
c\\

i pazienti fossero migliorati se apparivano pi ù facili da trattare, e vennero fatti |


I 1
i
pochi sforzi per esaminare aspetti pi ù importanti del loro adattamento psicoio ::
H *
| i Anatomia dei sistema nervoso .5
| gico, o per documentare l’esistenza di effetti collaterali. | ?
=
.!

ì- Alla fine divenne chiaro che la lobotomia prefrontale era di scarso beneficio :ì
I terapeutico e produceva un’ampia gamma di effetti indesiderati, come amoralità, |
| •
; ?
9 mancanza di capacit à di previsione, ipoemozionalit à , epilessia e incontinenza t

% del mondo , ma non prima che solo negli Stati Uniti fossero stati lobotomizzati |
ft
oltre 40, 000 pazienti.
I
_
urinaria , Ci ò condusse all’abbandono di questo tipo di intervènto in molte parti :

Qualcuno ritiene che seri protocolli scientifici siano ostacoli inutili per i |
|
: j

|
|
1
Vi
*i
J
k

pazienti che cercano una terapia e per i medici che tentano di . fornirla. Tuttavia, |; <

fi l’esempio delia lobotomia prefrontale dovrebbe metterci in guardia dall -


’abban |
| 15
donare i metodi della scienza per ricorrere a espedienti. Soltanto rispettando le | i
ì
t regole della scienza gli studiosi possono proteggere la gente da false affermazioni J
3ét
1
.scientifiche [Carroll 1984]. .|
Questa storia si concluse tragicamente. Uno dei suoi pazienti sparò a Morijz, %
< j
Per capire le Funzioni del cervello, è essenziale conoscerne la struttura ^ i nomi
eie posizioni delle sue parti pi ù rilevanti, nonché come queste parti sono connesse
$
?
;;

I8 Il proiettile si conficcò nella spina dorsale rendendolo paraplegico ( paralisi degli | tra loro. Questo capitolo è un'introduzione generale att'anatomia cerebrale. ?
arti inferiori ). ì.<
*
! ! Si è cercato di mantenere il capitolo pi ù breve possibile, descrivendo solo le
.
strutture pi ù importanti Tuttavia, è inutile negare che il capitolo richiederà un
<

certo sforzo, anche se sarà uno sforzo ben ripagato. !


Riepilogo La conoscenza dell’organizzazione anatomica del sistema nervoso è il primo s5
passo necessario perla comprensione delle sue funzioni psicologiche.
i
Sono stati gettati i semi dei quattro temi principali di questo libro, anche se I
predomina la riflessione critica sulla psicobiologia . Avete appreso tre importanti
concetti che vi aiuteranno a valutare le:affermazioni scientifiche: 1) il metodo spe- Schema generale del sistema nervoso
rimentale, 2 ) la metodica convergente e 3 ) l’inferenza scientifica . Poi vi sono stati •>

presentati due esèmpi , in cui affermazioni di psicobiologia erano largamente condi- 1.1 . Suddivisione del sistema nervoso i

vise, malgrado la prova dei loro punti déboli: avete allora visto all'opera il pensiero ì
critico , che smontava l’affermazione man mano che ne emergevano i limiti. Il sistema nervoso dei vertebrati è composto di due parti principali: il sistema ::

Avete anche imparato che gli altri tre principali argomenti del libro - le impli - nervoso centrale e il sistema nervoso periferico. Il sistema nervoso centrale ( SNC) ì
cazioni cliniche, la prospettiva evoluzionista e le neuroscienze cognitive - di solito è la parte del sistema nervoso contenuta dentro la scatola cranica e la colonna i
| vengono associati a una suddivisione specifica della psicobiologia . Le implicazioni vertebrale. Il sistema nervoso periferico (SNP ) è invece la porzióne del sistè ma
"H
^
* cliniche per lo più derivano dalla ricerca neuropsicologica e psicofarmacologi.ca ;
la prospettiva evoluzionista è un aspetto peculiare della psicologia comparata ; e >
nervoso non contenuta in tali .strutture ossee (vedi fig . ,1.1).
Il sistema nervoso centrale è a sua volta suddivisibile in due parti: il cervello e
il midollo spinale. 11 cervello ( o encefalo) è contenuto nella scatola cranica, mentre ì
i
?
i

naturalmente, la ricerca cognitiva è un prodotto delle neuroscienze cognitive , un 1


campo in pieno sviluppo. . il midollo spinale è posto nella colonna vertebrale.
Anche 11 sistema nervoso periferico è .compostoci due parti: il sistema nervoso so- -?
State per entrare in un universo di scoperte e .concetti affascinanti ; l ’ universo
della psicobiologia. Mi auguro che il vostro cervello provi piacere nell ’esplorarlo. matico e ii sistema nervoso autonomo. Il sistema nervoso somatico (SNS) corrisponde
a quella componente del SNP che interagisce con l’ambiente esterno. E composto da 2
nervi afferenti , .che veicolano le informazioni sensoriali da cute, muscoli scheletrici, ì
articolazioni, occhi, orecchie ecc., al sistema nervoso centrale, e da nervi efferenti,
che trasportano i segnali motori dal sistema nervoso centrale ài muscoli scheletrici, I
i
Il sistema nervoso autonomo (SNA ) corrisponde a quella parte del SNP che partecipa
alla regolazione dell'ambiente interno dell’organismo. È costituito da nervi afferenti
che trasportano le informazioni sensitive dagli organi interni verso il SNC, e da nervi j
efferenti che portano segnali motori dal SNC agli organi interni.
>
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CAPITOLO 1 37
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36 5 ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO

i i
Il SNA presenta due tipi diner-
|Ì ÌKÌÌÌÌÌÌIÌ vi. efferenti
*
I óP 1
^ | s
i
^Mt ÌÌÌÌÌ : i nervi simpatici e quel-

SMHIIKP
;
tefTf
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pefiffrlgq ,
i ^- 1 tiSSiSs- Ls“st ò “i ir£
dorso) e toracica ( zona
:
pettorale)
i
?
?

t
s
i
SISTEMA
NERVOSO
CENTRALE
Cervello

Midollo
spinale

v$ d e l midollo spinale. I nervi para - >

m simpatici sono i nervi motori au - c SISTEMA


m m tonomi che si irradiano dal SNC e NERVOSO Nervi
S?S *3 ;<> dalla regione sacrale ( nella parte Sistema afferenti
’ *
• N*
SO
£:.f: %
«
m posteriore del dorso) del midollo nervoso
Mi spinale (vedi appendice 1 ) . Tutti somatico :
nervi simpatici e parasimpatici Nervi
»
mli $|icostituiscono
'

efferenti
ti 1 percorsi nervosi a SISTEMA
NERVOSO
i:
S
& p due livelli. I neuroni simpatici e PERIFERICO
fi
parasimpatici partono dal SNC e i
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N
;>3 « organi
in parte raggiungono gii
§ soltantobersaglio prima di stabili -
.Sistema
nervoso
Nervi
afferenti
Sistema
£ re conn ess ion i sin apticb e con altri autonomo nervoso
mm m neuroni ( neuroni di secondo li- Nervi parasimpatico
0
*
m vello) che trasmettono i messaggi efferenti
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11 lungo ciò che rimane del percor- Sistema
;;
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so. Tuttavia » i sistemi simpatico
e parasimpatico sono diversi, nel

nervoso
simpatico
&
senso che i neuroni simpatici che . .
FIG 1.2 Le principali suddivisioni del sisteipa nervoso.
;
K Vii
iPlllf proiettano
- dalle sinapsi del SNC ai
I M HHft neuroni di secondo livello sono a
>v
8 una notevole distanza dagli organi
bersaglio, mentre i neuroni para -
-
dall’encefalo. Èssi sono numerati in sequenza rostro caudale (yedi par, 3.2 ). I nervi
cranici includono nervi puramente sensoriali come i nervi olfattivi (I paio), e i nervi
::

simpatici che proiettano dal SNC ottici ( Il paio) , ma la maggior parte contiene sia fibre sensitive sia fibre motorie.
stabiliscono connessioni sinaptiche Il nervo cranico pi ù lungo è il nervo vago ( X paio) , che contiene fibre sensitive e
vicino agli organi bersaglio SU Oeu- motorie per numerosi organi interni. Le 12 paia di nervi cranici e gli organi da essi
FIG. 1.1. 11 sistema nervoso centrale (SNC) e il sistema ner- liyellp molto corti
voso periferico ( SNP) dell’ uomo. Il SNC è rappresentato in Toni di secondo innervati sono illustrati nell'appendice 3., mentre le loro funzioni sono illustrate nel -
rosso, mentre il SNP in blu. (vedi appendice 1 ). .
Tappendice 4 Le fibre motorie autonome dei nervi cranici sono parasimpatiche.
La concezione tradizionale del- Le funzioni dei diversi nervi cranici sono in genere considerate dai neurologi
le rispettive funzioni .dei sistemi simpatico e parasimpatico evidenzia tre principi come la base per le varie diagnosi. Poiché le funzioni e le posizioni dei nervi cranici
importanti: 1) che i nervi simpatici stimolano , organizzano e mobilitano le risorse sono specifiche , ] disturbi alle funzioni di un particolare nervo cranico possono
energetiche nelle situazioni di minaccia, mentre i nervi parasimpatici agiscono rappresentare ottimi indizi sulla localizzazione e la dimensione di tumori e altre
per conservare l'energia; 2) che ogni organo bersaglio autonomo riceve un input patologie del cervello. La figura 1.2 riepiloga le principali suddivisioni del- sistema I
opposto simpatico e parasimpatico e quindila sua attivit à è. controllata dai relativi nervoso. Come potete notare il sistema nervoso è un «sistema di doppie» . 8

livelli di attivit à simpatica e parasimpatica; e 3) che i cambiamenti simpatici sono


indicativi di arousal psicologico, mentre ] cambiamenti parasimpatici sono indica - 1
tivi di rilassam énto psicologico. Anche se questi principi nelle linee generali . sono 1.2. Meningi, ventricoli e liquido cerebrospinale
giusti, ci sono eccezioni significative per ognuno di essi [Blessing 1997 ; Hugdahl ::

199.6] (vedi appendice 2 ) . Il cervello e il midollo spinale sono gli organi piu protetti del corpo. Essi sono
La maggior parte dei nervi del sistema nervoso . periferico emerge dal midollo racchiusi in una teca ossea e avvolti da tre membrane protettive dette meningi.
spinale, ma ci sono 12 eccezioni: le 12 paia di nervi cranici, che invece fuoriescono La meninge esterna è una membrana resistente chiamata dura madre. Subito al di

§
I
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CAPITOLO 1
ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO 39
38
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FIG, 1,3, I ventricoli cerebrali .

1:
sotto della dura madre vi è una membrana pi ù sottile, la membrana afacnoidea
(o aracnoide ) . Sotto quest’uldma vi è uno spazio denominato spazio subaracnoi- !
deo, che contienei grandi vasi sanguigni e il liquido cerebrospinale. La meninge I
pi ù interna è la pia madre, una membrana delicata che aderisce direttamente alla
superficie del SNC.
Un altro sistema .di protezione per ii SNC è costituito dal liquido cerebrospinale
( 0 liquor ) che riempie lo spazio subaracnoidale, il canale centrale del midollo spi-
I
A

nale e i ventricoli cerebrali dell’encefalo. Tutti questi spazi sono in comunicazione *


tra ló ro. Il canale centrale è uno stretto canale che có rre centralmente per tutta 1
la lunghezza del midollo spinale; i ventricoli cerebrali sono costituiti da quattro ì
::
ampie camere all’interno del cervello : i due ventricoli laterali , il terzo ventricolo e
il quarto ventricolo ( vedi fig . 1.3). Lo spazio subaracnoideo, il canale centrale e i |
ventricoli cerebrali sono connessi tra loro da una serie di aperture e formano così
un unico «serbatoio» . ! .
FIG 1.4 , Riassorbimento del liquido ce reb rosaio ale contenuto nello spazio subaracnoideo ( blu ) In uno del
Il liquido cerebrospinale sostiene e funge da cuscino protettivo per il cervello. seni venosi principali ,
Le funzioni sono ben note a quei pazienti a cui è stata drenata parte del liquido
sue
cerebrospinale ( per esempio, dopo puntura lombare ) ; essi soffrono intense cefalee
e lamentano dolori lancinanti ogniqualvolta scuotono la testa .
un tumore in vicinanza di uno degli stretti canali che collegano tra loro i ventricoli
Il liquido cerebrospinale è prodotto continuamente dai plessi coroidei una -
rete di capillari ( piccoli vasi sanguigni ) che dalia pia madre protrude entro le cavità
.
- per esempio, l’acquedotto cerebrale che collega il terzo ventricolo al quarto. *
L’aumento della pressione liquorale determina un’espansione dei ventricoli - e
ventricolari [Spector e Johanson 1989 . Dallo ] spazio subaracnoide o j ’eccess ó di quindi dell’intero cervello - che prende il nome di idrocefalo . ( letteralmente .testa
liquido cerebrospinale è continuamente riassorbito entro i seni venosi , ampi spazi d’acqua) . La terapia dell’idrocefalo consiste nel drenaggio dell’eccesso di liquor
ematici che percorrono la dura madre e drenano il sangue nelle vene giugulari del dai ventricoli, .oltre che nella rimozione dell '.ostacolo alla circolazione del liquido
. cerebrospinale.

colio . La figura 1,4 illustra il riassorbimento del fluido cerebrospinale entro i seni
sagittali superiori, posti nello spazio compreso tra i due emisferi cerebrali.
Talvolta la circolazione del liquido cerebrospinale è ostacolata dalla crescita di
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CAPITOLO 1 sì ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO 42
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1 ,3. La barriera emato- encefalica *
*
3
*
Il cervello è un complesso organo elettrochimico la cui funzione pu ò essere *s
gravemente compromessa da alcune sostanze chimiche . Fortunatamente, esiste un %
meccanismo che impedisce il passaggio di molte sostanze tossiche dalla circolazione * :*5
-
sanguigna verso Fin terno del cervello: la barriera emato encefalica . Questa barriera
deriva direttamente dalla speciale struttura dei vasi sanguigni cerebrali. Nel resto *ì
! ?
del corpo, le cellule che formano la parete dei vasi sanguigni non sono aderenti le tj:
une alle altre, con il risultato che numerose molecole passano facilmente attraverso 13
di esse nel tessuto circostante. Nel cervello, invece, le cellule della parete dei vasi 5
3
sanguigni sono fittamente stipate, formando una barriera al passaggio di molte s i
molecole - in particolare proteine e altre grandi molècole. U diverso grado con cui :
l
i; >
i farmaci psicoattivi influenzano i processi psicologici dipende dalla facilit à o meno
con cui attraversano la barriera emato- encefalica. ! s5:

! -*

La barriera emato- encefalica non impedisce il passaggio di tutte le grandi mole- s.i5:
cole. Infatti, alcune grandi molecole che sono critiche per il normale funzionamento $
$
cerebrale (per esempio, il glucosio) sono trasportate attivamente attraverso la pa - S
rete dei vasi ematici cerebrali. Inoltre, in certe regioni cerebrali la parete dei vasi 3:>
sanguigni consente il passaggio di alcune grandi.molecole; per esempio, gli ormoni S
3
sessuali, a cui non è permeabile la gran parte dei vasi sanguigni cerebrali, passano §
facilmente in quelle aree del cervello implicate nel comportamento sessuale. :>
•S:

Le cellule del sistema nervoso


3
I?
!
3
Le cellule del sistema nervoso .sono di due tipi principali: i neuroni e le cellule I
gitali. La loro struttura .è discussa in questo paragrafo. l
i
3
2.1. Anatomia dei neuroni
I ?

I s

J !
I neuroni sono cellule spedalizzate nella ricezione, conduzione e trasmissione $
I : :
di segnali elettrochimici. Essi presentano un 'incredibile variet à di forme e dimen - 3 &
sioni [Maccaferri e Lacaille 2003 ; Mott e Dingledine 2003 ; Silberberg, Gupta e 1s I?
Markram 2002]; tuttavia, la maggior parte dei neuroni è simile a quelli riportati I
::
r
*
nelle figure 1.5 e 1.6. 3
3

.
Anatomia esterna dei neuroni La figura 1.5 illustra le principali caratteristiche . . .
FIG 1.5 Le principali strutture di un neurone I
*
•;

• definizione di ogni caratteristica è


esterne di un tipo di neurone ( per comodit à , la 3
:: :
inclusa nell ’ illustrazione) . V
Alcune proteine di membrana sono proteine di canale, e consentono il transito 3:
:
.
Anatomia interna dei neuroni La figura i.6 illustrale principali caratteristiche attraverso la membrana di molecole specifiche; altre sono proteine di segnale,
.e hanno il compito di trasferire all’interno del neurone segnali che si generano
3

3
interne di un tipo di neurone (ancora una volta , la definizione di ogni caratteristica I
è inclusa nell’illustrazione ). quando alcune molecole si legano al suo esterno. lì :

.
Membrana cellulare di un neurone La membrana cellulare di un neurone è .
Classi .di neuroni Le cellule neuronali possono essere classificate sulla base
1
2

composta di un doppio strato lipidico ( vedi fig. 1.7 ) in cui sono incluse numeróse del numero di prolungamenti citoplasmatici che originano dal corpo cellulare
molecole proteiche responsabili di molte delle propriet à funzionali della membrana . ( vedi fig. 1.8). Un neurone con pi ù di due prolungamenti è classificato come neu
- $
A
%
3
3
13
I .
3
1
42 CAPITOLO 1 * ANATOMIA DEL SISTEMA N ÉttVOSO 43 r

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canale.
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1
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I :3

I tone multipolare ; la maggior parte dei neuroni sono multipolari. Un neurone con 3
$
ss
I un unico prolungamento citoplasmatico è classificato come neurone unipolare;
mentre un neurone con due prolungamenti del corpo cellulare è definito neurone
y
£
.?
I bipolare. I neuroni .privi .di asspne o con un assorte corto sono denominati inter - 1I
I neuroni; la loro funzione è quella di integrare l’attivit à di più - neuroni all’interno , ?!
* di una singola struttura cerebrale, e non quella di condurre segnali da una regione I
1
!I cerebrale all'altra .
Da un punto di vista macroscopico, ci sono due tipi di strutture neuronali nel !
sistema nervoso: quelle costituite primariamente da aggregati di corpi cellulari 1
! neuronali, e quelle costituite da prolungamenti assonali. Mentre nel SNC aggregati
di corpi cellulari sono chiamati nuclei , nel SNP sono denominati gangli . Si noti che
con il termine nucleo si indica sia la struttura presente nel corpo cellulare d ì tutti
.
1
= :?
1
•A

i neuroni, sia aggregati di corpi cellulari nel SNC . Analogamente, mentre nel SNC I?
l'insieme di più prolungamenti (o fibre) assonali prendono il nome di tratti , nel
SNP tali fascicoli di . fibre nervose sono denominati nervi . I
?
%
I
. 2.2 . Cellule gliali: la maggioranza dimenticata
s
» <\ o’
I
.
FEG 1.6. Le principali componenti. interne di un neurone . I neuroni non sono le uniche cellule del sistema nervoso; vi sono anche cellule 1
? i
che forniscono un sostegno fisico e funzionale ai neuroni: le cellule gliali , che su - &
perano i neuroni con una proporzione da 1 a 10.
I Ci sono quattro tipi di cellule gliali [Fields .e Stevens-Graham 2002 ] Gli oli- . i
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44 CAPITOLO 1 I ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO 45 !
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FIG 1.8 Diversi tipi di neuroni.
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Fio 1.9 Miduite2&ione di un assone del SNP da parte di una cellula di Scliwann, e .dì un fissone del SNC 3
1
fi
da parte di un oligodendrocita .
M
il»

godendrocìti o oligodendroglia sono una classe di queste, che emettono prolun - ? I


I
gamenti che sì avvolgono intorno agli assoni di alcuni neuroni del SNC. Questi vendo gli scarti e assicurando la matrice fisica che tiene insieme i .circuiti nepronali
prolungamenti son ò ricchi di mielina, una sostanza lipidica isolante; essi formano
attorno agli assoni delle guaine che aumentano la velocità e l’efficienza della con
.
- ! [ gita significa «colla») . Ma questa concezione limitata del ruolo delle cellule gliali
'

negli ultimi anni è tramontata. Si è dimostrato che esse partecipano alla trasmissione 1
V
i :

llii
I
duzione assonica Nel sistema nervoso periferico una simile funzione è .svolta dalle
cellule di Schwann ( un tipo di cellule satelliti ) . Oligodendrociti e cellule di Schwann
! dei segnali inviandoli ai neuroni e ricevendoli a loro volta ; controllano la creazione
e il mantenimento delle sinapsi tra i neuroni e partecipano ai circuiti.gliali [Haydon !
m È
i
I
sono illustrati nella figura 1.9. Si noti come ogni cellula di Schwann costituisce I
un singolo segmento mielinico , mentre ciascun oligodendrocita forma pi ù guaine 1
2001]. Queste scoperte hanno .focalizzato l’attenzione scientifica sulle cellule gliali
e l’importanza del loro ruolo nel sistema nervoso è diventata sempre maggiore. I !
I
.
mieliniche Un ’altra importante differenza tra cellule di Schwann e oligodendrociti
è che solo le prime possono guidare la rigenerazione ( ricrescita ) delTassone dopo
J;> Prima sottovalutate e ridotte a un ruolo di sostegno, ora vengono considerate di
primaria importanza .
Il

.
un eventuale danno Questa è la ragione per cui di norma nel SNC, dove mancano :> i
cèllule di Schwann , vi è solo una modesta rigenerazione assonale.
Gli astrpciti o astroglia sono la terza classe di cellule gliali e sono chiamate così
perché hanno una forma stellata con numerosi prolungamenti. I prolungamenti
;

tS&SKiKi

SS Tecniche neuroanatomiche e sistemi di coordinate


il
13 :
degli astrodti coprono la superficie esterna dei vasi sanguigni cerebrali; essi pren - Questo paragrafo descrive alcune tecniche neuroanatomiche e i sistemi di
I
dono anche contatto con i corpi dei neuroni. Infatti, una delle funzipni che si pensa coordinate utilizzati per definire la localizzazione delle strutture neuroanatomiche
nel sistema nervoso dei vertebrati.
!
1
sia svolta dall’astroglia è quella di consentire il passaggio di sostanze chimiche dal
sangue alle cellule neuronali (vedi fig. 1.10) . !
1
Le cellule microglial! sono la quarta classe di cellule gliali . Esse reagiscono 1
alle ferite e alle malattie assorbendo frammenti cellulari e innescando le risposte .
3.1 Tecniche neuroan atomiche
1
a I
.

infiammatorie.
Per decenni, si è creduto che la funzione delle cellule gliali fosse.semplicemente Il problema maggiore nella visualizzazione .dei . neuroni non è dato dalle loro 4
-
quella di costituire un sostegno per i neuroni provvedendo al nutrimento, rtmuo- dimensioni microscopiche. Le difficolt à sono dovute al fatto che i neuroni sono %
I !
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1
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% ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO
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46 CAPITOLO
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FIG, 1.10, Astrociti. Queste celili' & . .
FIG 1.11 Tessuto nervoso colorato m
m
le gitali hanno un’elevata affinit à 1* con il metodo di Golgi. Poich é ':Ì
per i vasi sanguigni, e formano solo alcuni neuroni assumono il
una matrice di sostegno per i I colorante, i contorni cellulari - sono
neuroni. Nella fotografia in alto illustrati con grande ricchezza di m
il tessuto nervoso è .colorato . con ? dettagli, mentre le strutture. interne
** non sono visibili. Di solito una sin -

un colorante specifico per le


cellule glieli; i canali che non si
colorano sono vasi sanguigni.
'
s gola sezione include solo una parte
di ciascun neurone.
n
43
NelTiilustrazione in basso 1 pro-
lungamenti astroritari coprono
s
? I
k superficie esterna dei vasi san
guigni e prendono contatto con
- s
V
i I
i neuroni.

$
I ri
1y
ìS
& volta neuroni singoli, sebbene solo il loro contorno fosse ben visibile, e non la loro $
3?
I .
struttura interna ( vedi fig.1.11) ì coloranti che agiscono su tutti i neuroni di una
sezione di tessuto danno poche informazioni stilla struttura delle cellule nervose
1
fi
•X
poiché queste costituiscono una massa aggrovigliata. >:¥

ì Colorazione di NissI. Sebbene là colorazione di Golgi consenta un’eccellente


visione della forma dei pochi . neuroni che assumono il colorante, essa non fornisce
1 5

I alcuna indicazione sul numerò di neuroni presenti in un’area né sui dettagli della loro 1m
struttura interna. La prima tecnica di colorazione che ha evitato questi inconvenienti iti
I è stata la colorazione di NissI, introdotta intorno al 1880 dallo psichiatra tedesco !
I .
Franz Nissl il colorante pi ù comunemente usato nel metodo NissI è il cresi! violet- J$
! to. Questo e altri coloranti di NissI penetrano in tutte le cellule della sezione, ma si
legano in modo.efficace solo ad alcune strutture del corpo cellulare del neurone. In
!IS
questo modo è possibile avere una stima del numero di neuroni presenti in un ’area
.
semplicemente contando il numero di punti colorati co! NissI ;(vedi fig 1.12).
.
1
x
M
I
Microscopia elettronica Una tecnica neurqanatomica che ha fornito notevoli
densamente stipati , e i loro assoni e dendriti avvolti in modo così intricato, che
guardare al microscò pio del tessuto nervoso non preparato ..consente di vedere
! informazioni sui dettagli della struttura neuronaie è ia microscopia elettronica. A
causa della natura della luce, il limite di ingrandimento della. microscopia ottica
l%

ben poco. Per ovviare a queste difficoltà, è necessario preparare il tessuto nervoso
'

? è di 1.500 volte, insufficiente per rivelare!particolari anatomici fini dei neuroni.


- :X
con una variet à di tecniche, ciascuna delle quali permette di mettere in risalto un Maggiori informazioni si possono ottenere ricoprendo sezioni sottili di tessuto
diverso aspetto delle strutture neuronali, e poi combinare le conoscenze ottenute nervoso con una sostanza che assorbe elettroni e che si lega in quantit à diversa ‘
$8
mediante ciascun tipo di preparazione. Lo si pu ò illustrare descrivendo le seguenti alle diverse parti del neurone. Quindi si fa passare attraverso il tessuto un fascio 1
tecniche neuroanatomiche. di elettroni che va ad impressionare una pellicola fotografica . Si ottiene così una H
• aS
micrografia elettronica che è in grado di visualizzare i pi ù fini dettagli della strut - ¥$\
tura neuronaie. Un ’altra metodica, la microscopia a scansione elettronica , fornisce *I
.
Metodo di Golgi Uno degli eventi più importanti verificatisi nei primi anni ;;
immagini tridimensionali spettacolari (vedi fig. 1.13), sebbene non sia capace di k
delle moderne neuroscienze è stata la scoperta accidentale, intorno al 1870 , della
colorazione di Golgi , ..ad opera del medico italiano Camillo Golgi. Golgi stava ingrandire l’immagine come la microscopia elettronica convenzionale ,
tentando di colorare le meningi esponendo sezioni di tessuto nervoso prima al I
dicromato di potassio e poi al nitrato d ' argento , quando notò un fatto sorpren - Tecniche con traccianti neuroanatottù ci. Queste tecniche sono di due tipi;
dente. Per ragioni sconosciute, il cromato d’argento che si formava in seguito alla metodi con traccianti anterogradi e retrogradi. I traccianti anterogradi sono usati &

reazione chimica colorava completamente di nero solo alcuni dei neuroni presenti quando si vogliono localizzare le strutture nervose su cui proiettano gli assoni che $
originano in una determinata area. Si inietta nell’area in esame un tracciante che è
in ciascuna sezione. Questa scoperta fortuita consentì di osservare per la prima ì !
I I
1
1
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CAPITOLO 1 I& ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO 49
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I Hit :
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FIG, LI2* La colorazione .di Nissl ,
Una sezione di ippocampo di topo
:< ’ .
Fio. 1.13 Microfotografia a ;
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colorata con il metodo di Nissl, a
scansione elettronica del corpo
- É :
due livelli di ingrandimento per ?
cellulare di un neurone ( in ver
de) coperto da bottoni terminali
nfi i
ì;
£
illustrare due utili 2 z azioni della :> .
(in arancione) Ciascun neurone 1
colorazione. Con l'ingrandimento
minore ( figura in alto ) la colora - II riceve numerosi contatti sinap -
tici.
ilss
zione di Nissl indica approssima - I SS
.tivamente una struttura cerebrale
colorando gruppi di corpi cellulari
ì
K

di neuroni, jn questo caso dell’ip- $
pocampo. Con Fingrandimento
maggiore (figura in basso) si pos-
sono distinguere i corpi cellulari ::
:>
di neuroni e contare il numero dei >
neuroni nelle diverse aree. I
S I
&
§
X
I
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% mI
il:
1X m
$
I < U
.
FIG 1,14. Esempio di colora -. M
È

I zione con tracciante retrogrado


Un colorante fluorescè nte rosso l
* ( rodamina ) è stato iniettato nel- $

>:
:Siii
:
la corteccia visiva di un lato. Il
colorante è stato assunto -.dai
,
1I
bottoni terminali dei neuroni
ì che proiettano alla corteccia

*i
visiva iniettata e trasportato
in via retrograda ai loro corpi
cellulari. In questa sezione sono
ì ;

X colorati in arancione i corpi .4 lì

$ cellulari dei neuroni della cor


teccia visiva controlaterale che
- 1
trasportato lungo Passone in via anterograda , cioè dal corpo cellulare fino ai bottoni * proiettano al ;sito d 'iniezione $

terminali . Dopo alcuni giórni, il cervello è rimosso e sezionato; le sezioni sono poi I attraverso il corpo calloso.
trattate con particolari sostanze che permettono di osservare le diverse sedi in cui si I

I
è raccolto il tracciante anterogrado. I metodi con traccianti retrogradi funzionano i
in senso opposto. Si utilizzano quando si vogliono identificare le strutture nervose
da cui provengono gli assoni che terminano in una specifica arca anatomica . Si
!
•K brati è definita rispetto all'orientamento del midollo spinale . Per la maggior parte es
inietta nell'area un tracciante che è trasportato in via retrograda lungo Passone, cioè
!* degli animali il sistema è semplice, come indicato nella figura 1.15. Il sistema ner-
voso presenta tré assi principali: l'asse antero-posteriore ( o rostro- caudale) , l’asse

5 uI
dalle terminazioni assoniche fino ai corpi cellulari. Dopo alcuni giorni, il cervello
è rimosso e sezionato; le sezioni sono poi trattate per poter rivelare le sedi in cui si %
>:
-
dorso ventrale, e Passe medio-laterale. Per anteriore o rostrale si intende verso il
naso dell’animale mentre per posteriore (o caudale) si intende verso la coda; per ;Si
s =
è distribuitoli tracciante retrogrado (vediJEjg. 1.14). 1
*
}

dorsale si intende verso la schiena o verso la sommità del capo, mentre con il termi- I&
ne ventrale ci si riferisce al petto o alla parte basale della testa. Infine, con il termine

>:
-v: .3
%
£ mediale viene indicata la .linea mediana del corpo, mentre .con il termine laterale si I
3.2. Coordinate nel sistema nervoso dei vertebrati intende lontano dalla linea mediana, verso la superficie laterale del corpo.
i: II
Negli esseri umani che si «ostinano» a camminare sugli arti posteriori, l’ orien -
Vi risulterebbe diff ìcile orientarvi in una città sconosciuta senza un sistema di tamento del capo rispetto al midollo spinale è differente, rendendo così complicato
vi

coordinate direzionali: nord , sud , est, ovest . Lo stesso avviene per il sistema nervo -
,
:>

questo semplice sistema di coordinate.


a
so. Quindi , prima di presentarvi le posizioni delle principali strutture del sistema >
Tuttavia, è possibile evitare confusioni ricordando che il sistema è stato adattato I
I
nervoso, descriverò i tre sistemi di coordinate utilizzate dai neuroanatomisti.
,
agli esseri umani in modo che i termini . usati per localizzare le parti del sistema M
La posizione delle diverse strutture anatomiche del sistema nervoso dei verte- ¥:
nervoso siano gli stessi negli umani e nei vertebrati a stazione non eretta. In parti-
I;
5

$
*:
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11 1-
3

50 CAPITOLO 1
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ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO 51 I


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trasversale •:. ì
.
FlG. 1.15 Coordinate anatomiche in un vertebrato a .stazione non eretta . . 1
'

§
$ .
FIG , 1.17 I diversi piani di sezione del cervello umano: orizzontale, frontale (o coronale) e sagittale La
.
J
:¥ figura illustra inoltre la sezione trasversale del midollo spinale L'i
C

colare, si noti come nei soggetti umani sia la sommità del capo sia la schiena sono 3
?
entrambe definite con il termine dorsale, sebbene abbiano un diverso orientamento; 1? Nelle pagine seguenti sono mostrate illustrazioni di sezioni ( fette ) di cervello 1
«
analogamente, la parte inferiore del cap;o e la regione anteriore del corpo sono
entrambe definite ventrali (vedi fig. 1.16 ). Per evitare queste complicazioni, nei
%
% tagliate lungo tre diversi piani: sezioni orizzontali, sezioni frontali (anche chiamate
I coronali ) e sezioni sagittali. Questi tre piani anatomici sono illustrati nella figura
primati si usano spesso i termini superiore e inferiore per riferirsi rispettivamente
alla sommit à e alla base del capo. •
tSi 1.17 . Una sezione tagliata ad angolo retto rispetto a una struttura stretta e lunga ,
có me nel caso del midollo spinale o di un nervo, è chiamata sezione trasversale.
i
. Altri due termini comuni per descrivere le posizioni sono prossimale e distale.
In generale , prossimale significa vicino e distale significa lontano. In particolare
1
&
I
per quanto riguarda il sistema nervoso periferico, prossimale significa vicino al SNC I
S:
£
.>1
e distale significa pi ù lontano da esso - per esempio i nervi terminali delle spalle $§ 11 midollo spinale

sono prossimali a quelli delle dita delle mani.
:
S Nei primi tre paragrafi di questo capitolo sono state descritte le principali sud - $
Dorsale I divisioni del sistema nervoso , le. cellule che lo compongono, e alcune tecniche neu- i
roanatomiche usate per il suo studio. Còri questo paragrafo inizieremo a descrivere i
H I il SNC dell’ uomo partendo dallo studio del. micjollo spinale. Nei due paragrafi finali I
Anteriore
m.
SJ

SÉ® Posteriore » & del capitolo prenderemo in esame organizzazione anatomica dell’encefalo..
^
Dall’esame di una sezione orizzontale appare evidente che il midollo spinale
ì8i
a
•SgSj
1% comprende due diverse aree: una regione centrale di sostanza grigia a forma di H,
I?
circondata da una regione di sostanza bianca. La sostanza grigia è composta in ;à$
Mediale gran parte da corpi cellulari e da interneuroni non mielinizzati , mentre la sostanza %
;
Laterale i bianca è costituita essenzialmente da assoni mielinizzati ( infatti, è la mielina che
? conferisce alla sostanza bianca il suo aspetto bianco translucido). Le due braccia
«SI ?:
3

s
dorsali della sostanza grigia spinale sono spesso chiamate corna dorsali, mentre le
due braccia ventrali :sono definite corna ventrali.
&
%
I
! Dal midollo spinale emergono trentun paia di nervi spinali . In prossimità del
Dorsale !$ midollo ciascuno di questi sessantadue nervi spinali si divide in due rami chiamati &45
radice dorsale e radice ventrale ( vedi fig. 1.18).
.

> Tutti gli assoni della radice dorsale , somatici o autonomi, appartengono a
R!
?
:> neuroni unipolari sensitivi (afferenti) i cui corpi cellulari sono raggruppati insieme 13
S:

. .
FIG 1.16 Coordinate anat ò miche - nell’uomo. 1
*

a formare il ganglio associato alla radice dorsale. Molte delle terminazioni sinap -
1I 4
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* $
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I

I
52 CAPITOLO 1
I ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO 53 1
FIG, 1.18, Radici donali e ven-
• >:

i . .
FIG 1.19 Sezione trasversale sche - I :
trali del midollo spinale. è
%
$
matica dei midollo spinale.
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La figura 1.21 illustra la localizzazione delle cinque principali regioni nel cer-
1
tiche di questi neuroni sono localizzate nelle corna dorsali del midollo di materia 1
grigia ( vedi fig , 1.19). Le fibre che compongono la radice ventrale appartengono vello umano adulto. Si noti che nell’uomo, come negli altri vertebrati superiori, is
1
1

invece a neuroni multipolari motori (efferenti ) il cui corpo cellulare è situato nelle il telencefalo ( gli emisferi cerebrali destro e sinistro) è là regione che va incontro ii

corna ventrali del midollo. Le fibre efferenti che fanno parte del SNS proiettano
ai muscoli scheletrici. Quelle del SNA raggiungono i gangli dove fanno sinapsi con
neuroni ( gangliari) che proiettano agli organi interni (cuore, stomaco, fegato ecc.)
1
j alla maggior crescita durante Io sviluppo. Le rimanenti quattro regioni del cervello
sono chiamate complessivamente tronco encefalico, il tronco su cui sono posti 1 due
emisferi cerebrali. Il mielencefalo è spesso denominato midollo allungato ,
ìI
3sji
(vedi appendice 1) . X
? I

|
||
j Le cinque principali regioni del cervello
1I

1I !
§

Un altro passo per orientarsi in una città sconosciuta consiste nell’apprenderei


$
:c I
!

£
$
nomi e le posizioni dei diversi quartieri. Color ò che possiedono queste informazioni
possono facilmente comunicare la posizione generale di ogni destinazione nella
S:
1I !i
città . Questo paragrafo vi introdurrà in cinque divèrsi «quartieri», o divisioni, del
cervello.
f
i

i j
Il cervello viene suddiviso in cinque diverse regioni in riferimento al suo svi-
luppo embrionale. Nello .sviluppo dell’einbrione dei vertebrati, il tessuto che darà
¥
1mi I
origine al SNC si presenta all’inizio come un tubo pieno di liquido ( vedi fig. 1.20). i«
Nelle fasi precoci delio .sviluppo , all’estremità anteriore di questo tubo si formano S
m

tre vescicole . Queste vescicole sono i precursori .dei proencefalo, del mesencefalo e
del romboencefalo delladulto.
Prima della nascita, le tre vescicole iniziali del tubo. neur àle diventano cinque
(vedi fig. 1.20). Infatti, sia la vescicola anteriore sia quella posteriore (ma non quella
I i1
m
>

intermedia ) si suddividono ulteriormente dando origine ciascuna a due vescicole.


Pertanto alla nascita, procedendo in direzione antère -posteriore, le cinque vescicole m 1
che formano il cervello sono: il t<elencefalot il diencefalo , il mesencefalo, il metence
falo e il mielencefalo. Alla fine dello sviluppo queste vescicole daranno origine alle
- m
FIG. 1.20. Rappresentazione schematica delle .prime fasi di sviluppo del cervello umano ( sezione frontole).
cinque regioni del cervello adulto. Si confronti con il cervello dell'adulto illustrato netia figura 1.2 i. I
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CAPITOLO 1
IV ANATOMIA DEL.SI STEM A NERVOSO 55 lì
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FIG, 1, 21 Principali suddivisioni déLcervcllo dell’uomo adulto. I
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ggjgj Le strutture principali del cervello X :'l;
:$
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Dopo aver descritto le cinque maggiori regioni del cervello , illustreremo le |
strutture principali presenti in ciascuna regione. Descriveremo prima il mielen -
cefalo, per poi passare alle altre regioni fino al telencefalo. !
I &
1
È importante ricordare che le coordinate sono le stesse del tronco encefalico e :&
S: Ponte 1
.
,

del midollo spinale, ma ruotano di 90° rispetto al proencefalo I -


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3
1
i il Cervelletto $
1 -Ss88
6.1 . M ì qloncefalp !
•s Formazione ss ii
« Bulbo !% :-s

Il mielencefalo (o mid óllo allungato o bulbo) , la regione pi ù caudale del cer- !


reticolare
Kivi i
&
vello, è composto in larga parte da tratti, fasci ascendenti e discendenti di fibre che . .
1 FIG .1.22 Principali strutture del mielencefalo (bulbo) e del metencefalo.
.

veicolano segnali tra il corpo e le diverse parti del cervello. Una delle strutture più S
interessanti del mielencefalo £ la formazione reticolare ( vedi fig . 1,22). Si tratta di $
I
una complessa rete di circa 100 piccoli nuclei che occupa la regióne centrale del
tronco encefalico , dal confine caudale del mielencefalo alle regioni pi ù anteriori del 6.2. Metencefalo I*
mesencefalo. Deve il suo nome all aspetto appunto di reticoIo. À volte la formazione i !
reticolare è chiamata sistema reticolare attivante, poich é una parte d!essa sembra
avere un ruolo nel mantenimento dello stato di vigilanza . I diversi nuclei appar-
! Il metencefalo, come il mielencefalo, ospita numerosi tratti ascendenti e dir
scendenti oltre che una parte della formazione reticolare . Queste strutture creano
8
*
3
8

tenenti alla formazione reticolare sono implicati nel controllo di diverse funzioni, un rigonfiamento, detto ponte, sulla superficie ventrale del tronco encefalico. Il $

tra cui il sonno , l’attenzione, il movimento , il mantenimento del tono muscolare, e


ì
? ponte è una delle . principali divisioni del metencefalo, l’altra è il cervelletto ( vedi !
nella regolazione di -numerosi riflessi cardiaci, circolatori e respiratori. Considerare
i fig. 1.22 ) Il cervelletto è una grande struttura formata da numerose pieghe q
*
8

questo insieme di nuclei come un sistema pu ò essere fuorviante. circonvoluzioni, posta sulla superficie dorsale del metencefalo, Svolge un’impor-
!I tante funzione nel controllo motorio. In seguito a lesione cerebellare viene persa
1
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56 CAPITOLO 1
! ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO 57 I
la capacit à di . unaprecisa regolazione dei movimenti, eia possibilità di adattarli al l
%
.
I
mutare delle condizioni esterne. Il fatto che le lesioni cerebellari producano anche I I
S: 3 i
una serie di disturbi cognitivi suggerisce che la funzione del cervelletto non si limita 1 f
al controllo sensorimotorio. « >1
i
!
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6.3. Mesencefalo
! 1 Iì

$ 1
% 1

Il mesencefalo, come il mesencefalo , presenta due divisioni: il tetto e il teg - V
4
.
1

mento ( vedi fig. 1.23 ). Il tetto occupa la superficie dorsale del mesencefalo Nei * à :

mammiferi è formato da due paia di rigonfiamenti detti collicoli. I due rigonfia - 3 !


menti pi ù caudali sono detti collicoli inferiori e svolgono funzioni uditive, mentre 1I
i due piu rostrali, detti collicoli superiori, sono implicati nelle funzioni visive. Nel
vertebrati inferiori, il tetto prende il nome di tetto ottico poiché la sua funzione è ! $

interamente visiva . i m
Il tegmento mesencefalico è una regione posta ventralmente rispetto al -tetto e 4f
1
1
contiene, oltre alla formazione reticolare e a tratti di fibre di passaggio, tre strutture I
I
i
pigmentale che sono di particolare interesse per lo psicologo: il grigio p.eriacque - § 1
t
duttale, la sostanza nera e il nucleo rosso (vedi fig, 1.23). Il grigio periacqueduttale s 3
corrisponde alla sostanza . grigia .situata attorno all’acquedotto cerebrale (di Silvio) ,
il canale che collega il terzo al quarto ventricolo. Svolge un ruolo nel mediare gii
S
? 1
1
,

effetti analgesici degli oppiacei. La sostanza nera ( di Sommering) e iì nucleo grosso S ’

. sono due importanti componenti del .sistema sensorimotorio.


II 1
I ì
*: i
6.4. Diencefalo I$
3
I
£ I
Il diencefalo comprende due diverse regioni: il talamo e l’ipotalamo (vedi fig.
.
1 I
1,24 ) . Il talamo è una voluminosa struttura a due lobi che occupa la parte rostrale 1
del tronco encefalico. I due lobi, posti ai due lati del terzo ventricolo, sono collegati I
$ !
m
mediante la massa intermedia , un tratto di fibre nervose che passa attraverso il I ?
tè rzo ventricolo. Visibili sulla superfìcie del talamo sono . delle lamine .di sostanza
bianca costituite da assoni mielinizzati.
&
! ili i !
1
$
li talamo comprende molte paia di nuclei, la maggioranza dei quali proietta
i . .
FIG 1,23 li mesencefalo umano. 11
É
-
alla corteccia. Alcuni sono nuclei di relè sensoriale cioè centri di ritrasmissione il
che ricevono informazioni dalla superficie recettori ale, e dopo averle elaborate
le inviano a specifiche aree corticali. Per esempio, il nucleo genicolato laterale
i Oltre all’ipofisi, la superficie ventrale dell’ipotalamo presenta altre due strut -
|
1
1 Mi

e- è un’importante stazione di elaborazione nel sistema visivo, il nucleo genicolato ture: il chiasma ottico e i corpi mammillari (vedi fig. 1.25 ). Il chiasma ottico è una A.
-
mediale elabora e trasmette informazioni uditive, mentre i nuclei venti ali posteriori
svolgono un ruòlo cruciale nel sistema som atosensoriale (vedi fig. 1.24 ). I diversi
2
I struttura a forma di X che si forma nel punto di unione dei nervi ottici provenienti

3
irì
m
! dagli occhi. I.La sua forma è dovuta al fatto che una parte delle fibre di ciascun i
nuclei taìamid sono illustrati nell’appendice 5. nervo ottico .si incrocia sulla linea mediana (decussazione) e proietta . all’emisfero 1
1
L’ip ò talamo è posto immediatamente al di sotto del talamo. Ha un ruolo impor- cerebrale opposto. Queste fibre sono definite controlaterali , mentre quelle che
tante nel regolare gli stati motivazionali . Esercita in partef suoi effetti controllando
il rilascio di ormoni da parte della ghiandola pituitaria (o ipofisi ) che è attaccata
non si incrociano sono dette ipsilaterali. I corpi mammillari sono un paio di nuclei
sferici posti .sulla superficie ventrale dell’ipotalamo, subito dietro l’ipofisi. I .nuclei
i1
.
alla superficie ventrale dell’ipotalamo Letteralmente il termine. ghiandola pituitaria i ipotalamici sono illustrati nell’appendice 6. mSì
significa «ghià ndola del muco». Infatti, venne osservata per la prima volta in un i

M
cadavere non imbalsamato, e a causa della sua consistenza gelatinosa la si considerò I
%
erroneamente .come .la fonte principale del muco. &
I 3
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58 CAPITOLO 1
ANATOMIA DEL SISTEMA NERVOSO
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Talamo destro Talamo sinistro
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Bande di assoni § '
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FIG ì ,24 Il diencefalo umano. !
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1
6.5 . Telencefalo
1 i
il
Il telencefalo è la regione pi ù ampia del cervello dell’uomo e assolve le funzioni I Im
più complesse. Controlla i movimenti volontari, decodifica e interpreta gli stimoli
$ ! Si
à
sensoriali, e media numerose funzioni cognitive complesse, come l’apprendimento, *:
I
,

.
.

colori ), il chiasma ottico e l’ipofisi.


il linguaggio e la capacitaci risolvere i problèmi . I& FIG. 1.25 I nuclei del talamo (a
M
&
.
Corteccia cerebrale Gli emisferi cerebrali sono ricoperti da uno strato di > 1
tessuto chiamato corteccia cerebrale. Negli uomini essa presenta profonde pieghe s I
I corporee deiranimale. Infatti, in tutti gli animali di grandi dimensioni la corteccia M
o circonvoluzioni che hanno . lò scopo di aumentare la superficie della corteccia
1 appare ricca di circonvoluzioni.
senza accrescerne il volume complessivo. In alcuni mammiferi, detti lissencefalici
( letteralmente, a cervello lisciò), la corteccia cerebrale si presenta priva di circon - I Le pieghe corticali . pi ù profonde prendono il nome di scissure, mentre quelle 1
pi ù piccole sono dette solchi . Le zone rilevate tra scissure e solchi sono dette giri, I §
voluzioni . Nei passato si riteneva che le capacit à intellettive di una specie fossero in $
•'
* due emisferi cerebrali sono quasi completamente separati sulla linea mediana dalla i
relazione alla profondità e al numero .di circonvoluzioni cerebrali. Tuttavia, l’ipotesi
. I?
=
$ .
profonda scissura longitudinale (vedi fig. 1.26) Essi appaiono collegati solo da 1
corrente è che il numero di pliche corticali dipenda piuttosto dalle dimensioni I
I
I

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60 CAPITOLO i ! 5}
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Scissura Corpo 1 Scissura longitudinale i
Ventricolo longitudinale calloso $ :,
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FIG 1.26. Le principali scissure degli .emisferi cerebrali umani. :¥ $
:&
alcuni tratti di fibre trasversali denominati commessure cerebrali. La pi ù grande
I Scissura
laterale ! » :

di queste commessure è il corpo calloso ( vedi fig 1,26). . s?


«

s
S
3
Come è osservabile nella figura 1.27, i due maggiori punti di riferimento sulla I il 2
superficie cerebrale di ciascun emisfero sono il solco centr àle ( di Rolando ) e la t: Giro temporale Hi! *s
scissura laterale ( di Silvio) . Queste scissure dividono ciascun emisfero in quattro
i
lobi: il lobo frontale, il lobo parietale, il lobo temporale e il lobo occipitale . I giri
8
13
.
superiore
Cervelletto i
3 I
corticali di maggior rilievo sulla superficie laterale di ciascun emisfero sono: il :v

giro precentrale, sede delia corteccia motoria , il giro postcentrale, che contiene la 1 3S
!
corteccia somatosensitiva, e il giro temporale superiore, perla corteccia uditiva. I I >

Il lobo occipitale è interamente dedicato alla funzione visiva. *


« mLobo
frontale
J Lobo
.***$ parietale
Lobo
temporale
Lobo
occipitale
:;
Circa il 90% della corteccia cerebrale dell’ uomo è neocortex (o neocorteccia )
«
.
I ‘

ovvero una corteccia a sei strati apparsa abbastanza di . recente nell’evoluzione


5

S.
FIG. 1.27 , I lobi degli emisferi cerebrali . I
£
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<1.
I
m
1
ii
i
62 CAPITOLO 1
ANATOMIA.DEL SISTEMA NERVOSO 63 I
! is
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I =
I
'

stella . 2 ) I sei strati della neocorteccia differiscono tra loro sia per la dimensione e I
Neoèortè x colorata densit à dei corpi cellulari, sia perda quantità relativa di cellule piramidali e stellate
iig§
Ss
:: &
che ciascuno contiene . 3) Molti assoni e dendriti attraversano la neocortex verti-

? :
.. $
calmente (ovvero, ad angolo retto rispetto agli strati corticali) . Questa disposizione
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Cellulay stellala

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I jf - vf AlV .
Assoni e dendriti; . ;
pochi corpi cellulari ì:
s•I;
verticale è alla base deH’organizzazione colonnare della neocorteccia. I neuroni
presenti in una determinata colonna verticale costituiscono, infatti, un circuito che
M
M
Q Alta densità di cellule : svolge un ’unica e specifica funzione [Laughlin e Sejnowski 2003]. mm
W ijifellf I
V. aSS $
I
I

Una quarta importante caratteristica dell’anatomia neocor ficaie non è evi -
,

dente nella figura 1 , 28. Quantunque tutta la neocorteccia abbia una struttura a
sei strati, le dimensioni di tali strati variano da un’area corticale all’altra [Brown
il
%
1
3 : MA
i* A
A m
ìM mMBt 3
: > mèdie dimensioni I e Bowman 2002 ; Passingham , Stephan e Kotter 2002 ], Per esempio, poich é le
cellule stellate del IV strato sono specializzate nel ricevere segnali sensoriali dal
1
m
k
U
• A
A il mmi
• > •
ì
i
1 talamo, Io strato IV è particolarmente spesso nelle aree corticali sensoriali In . I
jlIPI $
| contrasto, il V strato , che contiene cellule piramidali che inviano Segnali efferenti I
4 •> 4
V • swV cellula piramidale :
( motori ) al tronco encefalico e al midollo spinale, è molto ben evidente nelle aree
, > v; * corticali motorie.
-
1
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Un ’importante regione corticale che non appartiene alla neocortex è l’ippocam
po, . La sua corteccia infatti è costituita da soli tre strati di cellule. L’ippocampo è m
m
w&mmmam < posto in corrispondenza del margine infero - mediale del lobo temporale ( vedi fig. m
A
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::8
1.26) , ed è una struttura avvolta su se stessa che in sezione trasversale ha.l’aspetto
&
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13
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K Cellulegrandi
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piramidali
° céttule stoUate molto ; alcune
$
S
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di un cavalluccio marino.
Il sistema limbico e i gangli della base. La sostanza bianca sottocorticale del
m
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fi vàriemMm - g QèilPl é p ìmmidallidi telencefalo , oltre che fibre assonali ascendenti e discendenti dalla neocortex, con - m
6 È fflm
AA . .
m ÈL • •

i* tiene voluminosi nuclei sottocorticali. Alcuni di questi sono considerati parte del :I
; ;?a ;; : ìne Oellulp stellate
sistema limbico, mentre altri appartengono al sistema dei gangli della base. È bene I

• A# ialdt
I

M
•• %
... . non lasciarsi fuorviare dal termine sistema che implica un livello di conoscenza
- aS 1
*
V •N ** |

anatomo -funzionale probabilmente non ancora raggiunto . Infatti, non è ancora del
Assoni rnleilnlzzati 4
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A
/ CqlMal ;d|:Cé.Hèlè plrènild à li; 1
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IpirjajTìidàlé
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pòdi)! corpi cellulari : S


e
II
tutto chiaro quale sia il preciso ruolo funzionale di questi sistemi, quali strutture
debbano esservi incluse, ò perfino se sia appropriato considerarli come .sistemi
im
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k ;~ zjmm k
. >> y kV unitari. Tuttavia, i concetti di sistema limbico e sistema dei gangli della base for-
/ . V, V .
*

1 niscono Un utile metodo per rappresentare l’organizzazione anatomica dei nuclei I


sottocorticali.
: XÌ
£
I>Jr
. .
FIG 1.28 I sei strofi dello neocortex .
t II sistema limbico è un circuito di strutture mediane disposte ad anello attorno
al talamo (vedi fig. 1.29) , È implicato nella regolazione degli stati motivazionali (ad 1
1
i esempio, la fuga, la lotta, la fame e il comportamento sessuale ). Oltre ad alcune
i
[ Northcutt e Kaas 1995]. Per convenzione i sei strati della neocortex sono nume- £ strutture già descritte ( ippocampo e corpi mammillari ) , del sistema limbico fanno !
parte I’amigdala , il fornice, la corteccia cingolata e il setto.
rati da l a 6 partendo dalla superficie piale. La figura 1.28 illustra due sezioni di £ X •

.
neocorteccia Una è stata colorata con il metodo di Nissl permettere in evidenza
il numero e la forma dei corpi cellulari neuronali; l’altra sezione è stata invece
I:
I
L’amigdala ( un termine che significa «mandorla») è un grosso gruppo di nuclei
posti nella porzione anteriore del lobo temporale, subito davanti all’ippocampo
Ifm
[Swanson e Petrovich 1998 ] . La corteccia cingolata è un ’ampia regione di neo-

preparata con il metodo di Golgi che mette in risalto i contorni di un numero


limitato di neuroni.
‘A
cortex posta nel givo cingolato. Questo giro , situato sulla superficie mediale degli 11il
Tre importanti aspetti anatomici emergono dall’esame di queste due sezioni, emisferi cerebrali, subito sopra il corpo callóso , forma un anello che circoscrive il II
talamo. .-Il - fornice (letteralmente «arco») è la struttura maggiore di connessione del 1
.1) La neocortex . comprende due diversi tipi
di neuroni: le cellule piramidali e le
cellule stellate. I neuroni piramidali sono grandi neuroni multipolari con soma
a forma di piramide, un grosso dendrite , detto dendrite apicale, che si estende 1
I sistema limbico. Le sue fibre hanno origine dall ’ estremit à caudale dell’ippocam -
po, percorrono con decorso arcuato la superficie dorsale del terzo ventricolo, e
I

terminano nei nuclei settali e nei corpi mammillari. Il setto è un nucleo della linea
verticalmente dall’apice della piramide verso la superficie corticale, e un lunghe
simo assone . Per contro , le cellule stellate sono piccoli intemeuroni a forma di 1 mediana situato all’estremit à .anteriore del giro cingolato. All’interno del circuito
m
1M
m
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I 1
m. •

44 x9 -<
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64
. CAPITOLO 1 i ANATOMIA OEL SISTEMA NERVOSO 65
£
I
Corteccia
cingolata di destra ?
1
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.
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Putamen
Talamo
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Scissura Corteccia f
longitudinale clngofatadi sinistra Coda del ?
I
caudato |

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Testa del |
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Fornice >•
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Ippocampo !ì
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% Globo Amigdala ::
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Amigdala

Corpi mammillari I
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% FIG, 1,30. I gangli delia base: amigdala , corpo striato (insieme di caudato è putamen ) e globo pallido.
FIG, 1,29. Le principali strutture d él.sistcmn limbico: amigdala, ippocampo, corteccia cingolata, fornice, ! {
setto e corpi mammillari, I
! :

limbico, numeróse vie collegano il setto e i corpi mammillari con l’amigdala e 1 I gangli della base svolgono un ruolo importante nell ' esecuzione dei movimenti
:

:[

l’ippocampo, ! volontari. Particolarmente rilevante dal punto di vista - clinico è il sistema di proie-
;
>

I gangli della base comprendono tre grandi nuclei sottocorticali: il nucleo


caudato, il putamen e il globo pallido (vedi fig. 1.30). Il nucleo caudato presenta
I zione nigro-striatale che collega la sostanza nera del mesencefalo al corpo striato.
Il morbo di Parkinson , un disturbo neurologico caratterizzato da rigidit à, tremore
::

due zone, una testa e una . lunga coda che origina dall’amigdala . Ciascun nucleo I
I
ed estrema povertà dei movimenti volontari, è infatti associato alla compromissione
della via nigro-striatale,
caudato forma un cerchio quasi completo nel cui intern ò, connesso da una serie di
ponti di fibre, è posto il putamen. All’esame macroscopico, .sia il nucleo caudato ! :

sia il putamen presentano striature, e per tale motivo l’insieme di .questi due nuclei
viene denominato corpo striato. Il globo pallido è un nucleo sferico e chiaro col-
I Riepilogo
::

locato medialmenté al putamen, tra questo nucleo e il talamo. Infine, va ricordato 1


che l’amigdala , oltre che .del sistema limbico, è considerata anche parte dei gangli I Questo capitolo contribuisce in modo marginale ai grandi temi che saranno
della base . i
I
poi sviluppati nel corso del volume. Si è voluto intenzionalmente sospendere il
I
I
5
!
£
?
sI« . •:
I
66 CAPITOLO 1
i1
discorso pi ù specificamente psicobioiogico con un ’introduzione delle strutture e
delle aree del cervello dell uomo. La conoscenza dell’anatomia del sistema nervo-
'
p
|>:
j
Rapitolo secondo
wmm :
:
J

J
so servirà infatti da base alla discussione sulle funzioni del cervello affrontate nei I
. crossimi capitoli. Tuttavia , per ben tre volte si è .parlato delle implicazioni cliniche:
Conduzione nervosa e trasmissione sinaptica
lìimportanza nei nervi cranici per la diagnosi neurologica, il ruolo del blocco del- I
'acquedotto cerebrale .nell’insorgenza dell idrocefalo e la compromissione della
l

via nigro-striale nel morbo di Parkinson.
'

•i:
o

$
3 j
Letture consigliate
|
I •
f
i:
I;.

A. Bairati, Trattato di anatomia umana, voi. 2 : Sistema nervoso centrale, Saluzzo, *


•:

Minerva Medica, 1980; À. Brodai, Neurological anatomy in relation to clinical me- I»


dicine , New York , Oxford University Press , .1981; A. Delmas , Vie e centri nervosi: s
introduzione alla neurologia , Milano , .Masson, 1994; J.P. Kelly, Le basi nervose della 3
percezione e del movimento, in E.R. Kandel, J .H. Schwartz e T.M. Jessel (a cura di), !
Principi di neuroscienze, Milano, Casa Editrice Ambrosiana , 20033; M. Matellt, I
s
I Nel capitolo precedente abbiamo descritto la struttura del neurone, qui ih
fondamenti, in C. Umilt à (a cura di) , Manuale di neuroscienze, Bologna, Il Mulino, i3 lustreremo le propriet à funzionali che consentono a questa cellula d ì condurre
e trasmettere segnali elettrochimici. Vedremo come i segnali sono generati nel
20042 , pp. 11-173; .EH. Netter, Atlante di anatomia, fisiopatologia e clinica , voi. 7: Ì:•>
Sistema nervoso , Origgio, Ciba -Geigy Edizioni, 1986. I neurone a riposo, come si propagano lungo Passone e infine come sono trasmessi
i? ad altri neuroni mediante le sinapsi.
I La lucertola è il titolo di un caso clinico di un paziente affetto da morbo di
:
I
Ili Parkinson , Roberto Garcia d’Orta {vedi quadro . 2.1 ). La sua storiavi far à apprez-
3 zare perché la conoscenza della conduzione nervosa e della trasmissione sinaptica
8 sia parte integrante della psicobiologia.
S
li
3
I j&m* QUADR Ò 2.1.
! 1
I I La lucertola ?:

!

!
è
1
I' «Sono diventato una lucertola», egli cominci ò, «una grande lucertola conge-
is

£
N

I lata in un mondo buio, freddo e strano». :Ì


I
!1 .Si .chiamava Roberto Garcia d ’Orta . Era un uomo alto e magro di circa | -
i
:
'

Hi
È il sessantanni ma, come molti pazienti affetti da morbo di Parkinson , appariva i
£
£
II molto più vecchio della sua reale .età . Non molti anni prima, era stato un attivo e
-
*
ISI
vigoroso uomo d’affari. Poi accadde non tutto in una volta, non all’improvviso,
^
ma lentamente, in modo impercettibile, insidioso. Si era trasformato in un pezzo
di granito, camminava lentamente strascicando i piedi, la sua voce si era mutata |
I f>
!i •
I in un bisbiglio monotono.
1 «Qual era stato il suo primo sintomo?» | r
I
i i «Il tremore.»
«Era .un tremó re invalidante?»
I
1 -I
I
£
-il
'
ìl
1- « No», disse, « le mie mani tremavano di pi ù quando non facevano nulla » |
un sintomo noto come tremore a riposo.
'

I
Gli altri sintomi del morbo di Parkinson non sono altrettanto benigni. Essi J
1 3
8
ilI
il

si
f$
possono trasformare un uomo energico in una lucertola. Includono rigidità mu

rallentamento dei movimenti iniziati.


-
scolare, estrema . povert à di movimenti spontanei, difficoltà ad iniziare a muoversi,
li

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s 1 $
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I
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i

I
11.
I
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68 CAPITOLO 2
i
CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAPTICA 69
i
£
5

! i

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:: wV$S vyxvv: £ sono critiche, è estremamente importante che la punta dell ’elettrodo intracellulare
i l1 Il termine «sguardo da rettile» è spesso usato per descrivere la tipica man - i *I '

sia abbastanza sottile da perforare la membrana del neurone senza danneggiarla
::
: :

| canfca di ammiccamento e gli occhi sbarrati che fissano da una faccia senza |
|

. . .
niimica, un insieme di caratteri pi ù tipici di un rettile .che di un uomo. Una vera |
J e propria lucertola agli occhi del mondo.
>
lì»
1
I

i-
seriamente. Infatti, la punta dei microelettrodi intracellulari ha un diametro di
circa un millesimo di millimetro , ed è troppo piccola per poter essere visibile ad
occhio nudo .
J '

$ :::
1 Che cosa accadeva al cervello del signor d ' Orta ? Un gruppo di cellule n éf - i

| vose chiamate sostanza nera stava progressivamente morendo. Questi neuroni | ;: ! t *.

Ip producono Un particolare neurotrasmettitore chimico, la dopamina, che inviano .v


- in un’altra parte dei cervello nota come corpo striato. Via via che i neuroni della
s sostanza nera muoiono, la quantità di dopamina inviata allo striato si ridu.ee $
. .
if
^
'
£

i
1.2. Potenziale di riposo

Quando entrambi gli elettrodi sono nel liquido extracellulare la differenza di


v

I sempre pi ù. Lo striato interviene nel controllo dei movimenti, e per far questo *I £ potenziale tra loro è zero. Quando invece la punta dell’elettrodo intracellulare è
| normalmente ha bisogn ò di dopamina [Klawans 1990, 53-57]. ì
I inserita all’interno di un neurone , 1’.oscilloscopio misura un potenziale stazionario
* di circa -70 millivolt ( mV ) , Ciò indica che il potenziale all’interno di un neurone
è di circa 70 mV inferiore a quello del liquido extra cellulare. Questo potenziale di !
£
£
membrana costante di -70 mV è chiamato potenziala di riposo del neurone. Allo
La dopamina non rappresenta una terapia adeguata per il morbo di Parkinson & stato di riposo, con una differenza di potenziale tra i due lati della membrana di
$
perche c una sostanza che non attraversa facilmente la barriera emato- encefalica . circa 70 mV, si dice che il neurone è polarizzato.
t>

Tuttavia , la conoscenza della .trasmissione dopaminergica ha permesso di svilup- ì


pare un efficace trattamento: la L-DOPA, il precursore chimico della dopamina , I i
che penetra prontamente attraverso la barriera emato - encefalica ed ;è convertita in ! 1.3 . Basi ioniche del potenziale di riposo Si

dopamina nel cervello. £


£
Il neurologo ha prescritto al signor d’.Orta della dopamina , e ha funzionato. Perche ì neuroni a riposo sono polarizzati? Come tutti i sali in soluzione, an -
Egli presenta ancora un po’ di tremore, . ma la sua voce è diventata pi ù sicura , i *I che i sali presenti nel tessuto . neurale si dividono in particelle con carica negativa
suoi piedi non strisciano più , ed è nuovamente capace di svolgere con facilit à molte !•
V e particelle con carica positiva dette ioni. Il potenziale di riposo è dovuto al fatto
attività quotidiane (mangiare, lavarsi , scrivere, parlare, e perfino fare l’amore con I* che il rapporto ioni negativi/ipni positivi è pi ù alto alTinterno del neurone che al i
£S: !
suà moglie). Il signor d’Orta era destinato a passare il resto della vita intrappolato $ suo esterno. Questa diversa distribuzione degli ioni ai due lati delia membrana si
B spiega in base all’interazione di quattro fattori . Due fattori tendono a mantenere
dentro un corpo che stava diventando progressivamente difficile da controllare,
ma la sua condanna è stata revocata . i
£
uguale la distribuzione di caricane!liquidi intra ed extracellulari, mentre altri due i
Leggendo questo capitolo si tenga in mente il signor d’Orta. Il suo caso vi ri - fattori, legati alla membrana neuronaie, si oppongono al mantenimento di questo
corder à che un’attivit à nervosa normale è necessaria per il normale funzionamento equilibrio. A
dei processi psicologici, e vi servir à come esempio dèi potenziali vantaggi clinici La prima delle due forze che tende a uniformare la distribuzione degli ioni
1:
I 5*
del comprendere le funzioni nervose, La conoscenza della conduzione ..nervosa e I
i dentro e fuori il neurone è il movimento casuale. Gli ioni del tessuto neuronale sono :
della trasmissione sinaptica è una risorsa per lo psicologo; è un dovere per ogni in costante movimento casuale che tende a distribuirli in modo omogeneo. Infatti,

;
£
studioso di psicobiològia . £ è pi ù alta la probabilit à che gli ioni si muovano seguendo il loro gradiente di con-
$ centrazione che in direzione opposta; in altri termini, è più probabile che gli ioni si
Is spostino da aree in cui sono molto concentrati verso aree a bassa concentrazione, e
m Il potenziale di riposo del neurone
I
noti viceversa . Il secóndo fattore che favorisce una omogenea distribuzione di ioni è
il potenziale o gradiente elettrico. Qualsiasi accumulo di cariche positive o negative I:
>.
Uno degli aspetti chiave per la comprensione delie funzioni nervose è il po- S>É:
in un’area tende .a ridursi a causa della repulsione (elettrostatica ) tra ioni con carica
tenziale di membrana , cioè la differenza di carica tra l’esterno e l ’ interno della È dello stesso segno, e dell’attrazione tra . ioni con carica di .segno opposto.
cellula. ti
£ Nonostante la continua azione di questi - fattori uniformanti, nessuna classe di :
\
! ioni è distribuita in modo uguale ai due lati delia membrana neuronaie. Quattro !
I tipi di ioni contribuiscono in modo significativo al potenziale di riposo: gli ioni
1.1. La registrazione del potenziale di membrana £
% sodio ( Na + ) , gli ioni potassio (K *) , gli ioni cloro (CI ) e diverse molecole proteiche
"

con carica negativa ( proteine ) . La concentrazione degli ioni Na + e CL è maggiore


Per misurare il potenziale di membrana di un neurone è necessario inserire la i all’esterno che all’interno di un neurone a riposò , mentre gli ioni K + sono pi ù
punta di due elettrodi rispettivamente dentro la cellula e fuori di essa, nel liquido
extracellulare. Anche se la f ó rma e la dimensi óne dell’elettrodo extracellulare. non !
;!>
•fi
concentrati dentro il neurone , Le proteine sono sintetizzate nel neurone e per la
"

maggior parte restano al suo interno ( vedi fig . 2.1).


1
ìi:
1
3:
ì
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I
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ì:
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I
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1 CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISI» IONE SINARTICA
'
71
70 CAPITOLO 2

1 Y>: TAB. 2.1. Fa fiori responsabili delle differenze .di concentrazione intracellulare ed extracellulare
Due propriet à della membrana ì
1 K, ; . r sm -
,

W\
; v •< :
neuronaie sono responsabili delia non ? . .. .
V * Vi
degli ioni fta% , K* e Cl~ nei neuroni
.- . . .. .- . . .- . -.
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* I « •« I < V
a riposo
.v.v v. . . . .,. ..i. .•
J V 11 11
|\ Vi HWlll ì 11 « 1rt < IlV t . i iH * < V*

uniforme distribuzione di ioni Na , K+ ,


4
Na* GII ioni Nar sono spinti all'Interno del neurone sla dalle (oro alta concentrazione ext race!luiare, sla dalla
Cl c delle proteine con carica negati -
~
carica negativa Interna di -70 mV presente nel neurone a riposo. Tuttavia, la membrana è resistente
va nel neurone a riposo. Una di queste £ .
alla diffusione passiva di Nat in questo modo II meccanismo della pompa sodio potassio è in grado -
« di mantenere l'elevata concentrazione esterna di Ioni Na*, portando ioni Na* fuori dal neurone alla
proprietà è passiva , cioè non richiede stessa rapidità con cui penetrano nella cellula .
1
< cn ia Uattra Pr°Priet à è
attiva e implica invece un costo ener-
* ^- % K+ Gli Ioni K+ sono spinti fuori dal neurone dalla loro alta concentrazione Intracellulare, sebbene questa
forza sla parzialmente controbilanciata dalla carica negativa interna della membrana Nonostante .
-
éetico La . propriet à passiva della mm - 1 la spinta degli ioni K * verso l'esterno sla minima, ossi passano abbastanza rapidamente poiché

lsÉgSip
$ (a membrana oppone scarsa resistenza alia loro diffusione passiva,. il mantenimento dell’elevata
» ftlÌ| brana neuronaie è la sua permeabilità
ffi^
|
|
| !ÌÌ!Ì | |

^
concentrazione Interna di Ioni K+ richiede un meccanismo attivo di membrana che ;porta dentro Ioni
3

lllWl f 8
I| |Ì| |Ì Ì| |SMBIÌÌÌ 1llp differenziale S’
ÌÌ|
^ agli ioni Na \ K \ C1 e alle K * con la stessa velocità con cui escono.
' ‘

proteine". Nel neurone a riposo , gli ioni t ". Pertanto,


è C|- La membrana citoplasmatica del neurone oppone scarsa resistenza al passaggio di Ioni Cl

^
&
K + e Cl- diffondono con facilità attrave ^ gli ioni CL sono spinti fuori dalla cellula dalla carica negativa Interna delia membrana. Via via che
& '

la loro concentrazione esterna aumenta, cresca anche 11 gradiente di concentrazione che tende a
so la membrana , gli ioni Na 4 penetrano
I .
ricondurli verso l’interno della cellula Quando il gradiente chimico eguaglia I! gradiente elettrostatico,
WSSBMIMNMIM c n m ìta difficoità > e ie proteine non
° ° affatto. Gli ioni transitano at -
passano

I£ .
la distribuzione degli ioni CL è in equilibrio Il punto di equilibrio si raggiunge quando il potenziale di
membrana è pari a -70 mV. .
-- .
U w il iliitel . ... . . . . y .. '. . , ,.‘
,y.wv..w -.v.w<. '.'.v. . vdv.v.v. .s.- y. .-
.

traverso la membrana in corrispondenza . . . . y v- « - - - 'viV vA w ’ Vi A'»

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^
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ÌÌ ÌÌÌÌ Ì ÌÌÌÌ
Ì

\
| di pori specializzati detti canali ionici,
> ciascuno dei quali è selettivo per il pas -
I classici esperimenti di neurofisio -
£
*
$
I
K , spinti dal loro gradiente di concentrazione, uscissero dàll’intern ó della cellula.
4

Poiché il potenziale di membrana di riposo è pari a -70 mV, la forza elettrostatica+


appariva insufficiente (di circa 2 0 mV ) ad impedire la diffusione degli ioni K ,

: logia di Alan Hodgkin e Andrew Hux - dàll’interno verso l ’esterno della cellula .
:
1| / .
ley negli anni '50 hanno fornito la prima
dimostrazione che Li mantenimento del *
£ Il caso degli ioni Na+ era ancora pi ù estremo di quello degli ioni IO, ..Per il
Na 4 , infatti, sia il gradiente .elettrico sia il gradiente di concentrazione agiscono+

^^
:l|
Ìl BSj
_ ii l
& ((
| |
Ì svolto po «n »» k di riposo di un nasone è
da processi attivi che richiedono IV
nella stessa direzione. Nel neurone a riposo, l’elevata concentrazione di ioni Na
all’esterno della cellula crea una pressione di 50 mV che tende a spingere i neuroni
verso l’interho del neurone . A questo valore va aggiunto un potenziale elettrico+
1
.m,
.
energia . Essi dapprima si chiesero come
mai l’elevata concentrazione extracellu - I di 70 mV che agisce nella stessa direzione del gradiente chimico e attrae ioni Na
lare di Na e Cl", e l ’ alta concentrazio -
4
verso l’interno del neurone.
FIG. 2.1. Nello stato di riposo, più ioni Na * e GL ne -

:

sono alLesterno del neurone, mentre pi ù ioni K e


+ intracellulare di K 4 , non spingesse I*i In ulteriori esperimenti, Hodgkin e Huxley confermarono le loro ipotesi mo
verso l 'ester-
sono alLinfemo. gli toni a muoversi verso .il iato della strando che nel neurone a ripòso gli ioni K * migrano continuamente
proteine
"

membrana a minore concentrazione, I no spinti da una pressione di 20 mV, mentre gli ioni Na entrano continuamente
4

assecondando il loro gradiente di concentrazione. Gli studiosi fecero l’ipotesi che 19. all’interno della cellula a causa di una forza (sia elettrica sia chimica) di circa
mV. Perch é allora le concentrazioni intracellulari ed extra cellulari di Na e K si
120
responsabile del mantenimento di una diversa concentrazione ionica fosse il po-
+ +

neuronaie ? Gli studiosi


tenziale o gradiente elettrico di -70 mV esistente tra i due lati della membrana . A mantengono costanti e diverse ai due lati della membrana
-
questo scopo, Hodgkin e Huxley calcolarono per ognuno dei tre ioni il potenziale
% scoprirono che ci sono meccanismi attivi di membrana che contrastano la diffu
elettrico ( potenziale d 'equil ì brio) necessario per controbilanciare la forza prodotta I sione passiva degli ioni e impediscono la dissipazione dei gradienti ionici. Questi4
dai rispettivi gradienti di concentrazione. | meccanismi attivi compensano Tingressó passivo del sodio spingendo ioni Na
Per gli ioni Cl , il valore di potenziale elettrico calcolato fu di circa -70 mV,
"
8
I
trasportando ioni K 4 dentro la cellula (vedi fig. 2.2 ).
.
fuori dalla cellula ; allo stesso modo , essi compensano l’uscita passiva di potassio,
identico cioè al potenziale di riposo del neurone. Hodgkin e Huxley arrivarono .f-V
Ricerche successive hanno mostrato che il trasporto attivo di ioni Na fuori dalla
4

così alla conclusione che nel neurone a riposo l’ineguale distribuzione di ioni Chai §
due capi della membrana neuronaie è dovuta all ’equilibrio tra il gradiente di con - I cellula e il trasporto di ioni IO entro la cellula non sono processi completamente
centrazione, che crea una forza di 70 mV tendente a portare gli ioni Cl all’interno
"
indipendenti. Il trasporto attivo del Na 4 e del -IO.sono effettuati da un meccanismo
del neurone ( dove ce ne sono meno), e il potenziale elettrico di -70 mV che tende comune, legato alla membrana cellulare, che consuma energia e che continuamente
invece a spingere gli ioni Gl fuori dalla cellula (si ricordi che l’interno del neurone
"
scambia tre ioni Na4 con due ioni IO. Questo meccanismo è comunemente chiamato
è carico negativamente , e che cariche con segno uguale si respingono).
* pompa del sodio potassio. -
,

La situazione era diversa per gli ioni K +. Hodgkin e Huxley calcolarono che La tabella 2.1 riassume i maggiori fattori responsabili delle differenze di con -
era necessario un valore di potenziale elettrico di -90 mV perimpedire che gli ioni !: centrazione intra ed extracellulare di ioni Na4, IO e Cl" nei neuroni a riposo. Queste
S

i*
Ss
72 CAPITOLÒ 2
JJ CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAPTICA 73
im
1
>
V

:
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I ti
tH
iperpolarizzare la membrana recettiva ( per esempio, aumentare il potenziale di
riposo da 70 a -72 mV) .
-
1mIl

1 IV;

VAS ri
: •

\ Ir
Le depolarizzazioni postsinaptiche sono chiamate potenziali postsinaptici
eccitatori ( excitatory postsynaptic potentials o EPSP) poich é aumentano la probabi -
1|
rf ::
I
7:

I

lit à . che il neurone scarichi . Le iperpolarizzazioni postsinaptiche sonò invece dette
potenziali postsinaptici inibitori ( inhibitory postsynaptìc potentials o IPSP ) perch é
I ì;
li

— 13 . M ii
riducono la probabilit à che il neurone postsinaptico scarichi. Sia gli EPSP che gii M
Pòmi èpdlòVv n
; piptàsjsl ò :
:
^ " •

I
r
$ IPSP sono risposte graduate. Ciò .significa che l ’ampiezza degli EPSP e degli IPSP
è proporzionale al segnale che li evoca: segnali deboli causano piccoli potenziali
m
m
%

I
V
postsinaptici, mentre segnali intensi determinano potenziali postsinaptici elevati.
II
1 Gli EPSP e gli IPSP si propagano passivamente dal sito in cui si generano ( di solito
V
&
i dendriti o il corpo cellulare ) , e sono assimilabili a un segnale elettrico trasmesso
lungo un cavo. La trasmissione del potenziale postsinaptico presenta due importanti

II -V
&
8 lì
£ caratteristiche. In primo luogo, essa è rapida - tanto che la si pu ò considerare istan - 1
*&
& tanea. A questo proposito, è importante non confondere la durata degli EPSP e degli
IPSP con la velocità della loro trasmissione. Quantunque la durata dei potenziali
i
11! ì
I
?!
r
x:
5 0 I
I£ postsinaptici possa variare in modo considerevole , sia che durino molto o poco , essi
sono sempre trasmessi molto rapidamente. In secondo luogo, la trasmissione dei
I potenziali postsinaptici è decrementale. Gli EPSP e gli IPSP si riducono in ampiezza II
i via via che si muovono lungo il neurone, proprio come infonda sonora si attenua Hi
i
ti
durante il suo passaggio nell ’ à ria.
11
mmmm
&
k! e H ì
& il
f& m Integrazione del potenziali postsinaptici e generazione de! potenziale ::
A
PYù d'azione Pi
I ìè
II
.
Fio. 2 ,2 Fattori attivi e passivi che influenzano l à distribuzione degli ioni NiC, K e CI ai .due lati delta
4 " 1 I potenziali postsinaptici generati in corrispondenza di una singola sinapsi di m
m
membrana neuronale. I - fattori passivi spingono continuamente ioni K * fuori da ) neurone, e ioni Na dentro
4
t solito hanno scarso effetto sulla scarica del neurone postsinaptico. La . maggior parte PI I
il neurone; per tale motivo, gli ioni K * devono essere attivamente trasportati dentro la cellula,.mentre gir dei neuroni sono infatti cosparsi di migliaia di sinapsi, ed è l’effetto cumulativo
ioni Na devono essere attivamente trasportati fuori. Questi fattori possono essere pensati in termini di
4
I di tutte le attività sinaptiche a determinare .se il neurone scaricherà o meno. Fino Il
interazione di forze che spingono gli ioni all’interno e all'esterno dei neuroni.
£ a tempi recenti si credeva che i potenziali di azione fossero generati a livello del
fi
n
I monticolo assonico - la regione conica posta a livello della giunzione tra soma e |

I assone -, mentre in realtà sono generati nella sezione adiacente dell’assone. w


differenze di concentrazione ionica , cui vanno associate le proteine intrappolate " §
Gli EPSP e gli IPSP graduati, innescati dall’azione di un neurotrasmèttitore in m !
& m
dentro il neurone , sono determinanti per la genesi del potenziale di riposo.
Ora che sono state descritte le proprietà di base del potenziale di membrana
1
.
1 particolari siti recettivi, sono condotti istantaneamente e in modo decrementale
fino al monticolo assonico. Se la somma ( algebrica) di depolarizzazioni e iperpo-
am iii
.

di riposo, consideriamo cóme il neurone risponde a segnali esterni . 1*C: larizzazio.ni pervenute in ogni istante nella parte di assone adiacente al monticolo ili |
i
£ assonico è sufficiente a portare la membrana a un livello di depolarizzazione detto

& soglia di eccitazione - di solito circa -65 mV - si genera un potenziale d’azione. Il


I&
Generazione e conduzione de! potenziali postsinaptici
&
$
potenziale d ’azione ( PA ) è un ’esplosiva e transitoria (dura circa 1 ras) inversione
del potenziale di - membrana d à -70 mV a circa +50 mV. A differenza dei poten -
1
I I
1

Quando i neuroni scaricano, essi liberano dai bottoni terminali delle sostanze ziali postsinaptici!, PA non sono risposte graduate , Infatti , la loro ampiezza non è ?!
chimiche dette neurotiàsmettitori che diffondono nello spazio sinaptico e intera - !£ correlata in alcun modo all’intensit à dello stimolo che li innesca . Al contrario, essi
IA
--
,

giscono con .le molecole del recettore posto sulla membrana recettiva del neurone & rappresentano risposte tutto o nulla . Cioè, si verificano iti tutta la loro ampiezza o
postsinaptico. Quando i neur.o trasmetti tori si legano ai recettori postsinaptici, essi &§
: rion si verificano affatto. La figura 2.3 illustra esempi di un EPSP, un IPSP e un PA. i
<
:
possono avere due effetti diversi che dipendono dalla struttura del neurotrasmet -
titore e del recettore in questione: 1) possono depolarizzare la membrana recet - I
Ciascun neurone multipolare somma l’insieme di potenziali postsinaptici ec-
citatori ed inibitori graduati che giungono all’assone e decide di scaricare o meno
;
>
1
P
tiva ( per esempio, ridurre ii potenziale di riposo da -70 a -67 mV); o 2) possono sulla base del valore di tale somma. L’operazione di combinare e sommare tra loro : :t
I
i
i
I

&.
* »*
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& I

m-* '

:
74 CAPITOLO 2 CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAPTICA 75
ì i-
U n EPSP Un EPSP e un potenziale d 'azione
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Fic. 2 ,3 Un potenziale postsinaplico etci - •è
ìi
N
c Tempo {millisecondi) Ut torio ( EPSP ) , un potenziale postsinaptico l
£ inibitoria (IPSP) , un EPSP seguito da un po- ì Due EPSP simultanei si sommano producendo
P
0 - tenziale d’azione . !I un EPSP di maggiore Intensità
:ì Stimolazione di À Stimolazione di B Stimolazione di A + B
!t -65
segnali individuali in un unico.segnale complessivo .prende il nome di integrazione . !I
I neuroni integrano segnali di ingresso. in due modi: nello spazio e nel tempo. 3:
-70
La figura . 2.4 illustra i tre possibili tipi di sommazione spaziale: 1) -EPSP locali, I o
che si generano simultaneamente in diverse regioni della membrana recettiva, si !
sommano formando un EPSP maggiore; 2 ) IPSP simultanei si sommano formando un
i
&
I

>
E
Due IPSP simultanei si sommano producendo
un IPSP di maggiore intensità
IPSP pi ù grande; infine, 3 ) EPSP e IPSP simultanei si annullano reciprocamente. ì «3
Stimolazione di C Stimolazione di D Stimolazione di C + D
La figura 2.5 illustra il fenomeno della sommazione temporale. Essa mostra I I
-9 -65
còme i potenziali postsinaptici prodotti in rapida successione a livello della stessa i E
sinapsi possano sommarsi dando origine a un potenziale pi ù elevato. I segnali che I 1 ~70 •
*:
\\

un neurone riceve possono sommarsi nel tempo perch é i potenziali postsinaptici ge- $ •6 -75
nerati .perdurano pi ù del segnale che li ha prodotti. Così , se una determinata sinapsi £
I £9
<1)

è attivata, e poi nuovamente attivata prima che il primo potenziale postsinaptico si


i
io N

£ c Un EPSP e un IPSP simultanei si annullano reciprocamente
sia completamente dissipato , gii effetti del secondo segnale si sovrapporranno al o
potenziale postsinaptico prodotto dal primo stimolo. Pertanto, è possibile per un s m Stimolazióne di A Stimolazione di C Stimolazjona di A + C
breve stimolo eccita torio sotto soglia far scaricare il neurone se è somministrato
due volte in rapida successione temporale. Allo stesso modo, una sinapsi inibitoria,
$
? -65
attivata due volte in rapida sequenza , può produrre un IPSP più elevato di quello
£ -70
prodotto da singole stimolazioni. £N - -75
$
Ciascun neurone continuamente integra segnali nel tempo e nello spazio, dato £
che è continuamente bombardato da stimoli in corrispondenza delle numerose -
$
. .
FIG 2.4 Tre possibili forme di sommazione spaziale.
S
sinapsi poste sui dendriti c sul soma. Anche se nelle illustrazioni schematiche sono
raffigurate solo le sinapsi pi ù rappresentative di un circuito neuronaie, - nella realt à $
ciascun neurone .riceve migliaia di contatti sinaptici . maggiore influenza sulla scarica del neurone [Mei 2002 ]. Recentemente però è sta -
Fino a poco tempo fa si pensava che la posizione della sinapsi sulla membrana S

I to dimostrato che alcuni neuroni possiedono un meccanismo che amplifica i segnali
recettiva del neurone fosse un fattore rilevante nel determinare la probabilità di ! dendritici che sono originati lontano dal loro corpo cellulare; quindi tutti i segnali
scarica di un neurone. Infatti, dato che . gli EPSP .e gli IPSP si propagano in mòdo de- * dendritici che raggiungono il corpo cellulare di questi neuroni hanno un’ampiez -
dementale, le sinapsi poste in vicinanza del punto d’innesco del PA dovevano avere l8 &
za simile, a prescindere dal luogo dovè sono originati [Williams e Stuart 2003],

1
I
76 CAPITOLO .2 CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE S1NAPT1CA 77 !
;
:
li i :
5


:
premere più forte il grilletto non fa sparare il proiettile pi ù veloce o pi ù lontano, :
| così stimolando più intensamente un neurone non si fa aumentare la velocità o
? ; l ’ampiezza del PA che si genera.
.
i
irk
::<
.
a La conduzione del potenziale dazione

ì:
4.1. Le basi foniche del potenziale d’azione
r
'Come si generano i PA , e come sono condotti lungo il neurone? La risposta
;
a queste due domande è fondamentalmente la stessa: mediante l’azione di canali
! -
ionici voltaggio dipendenti; cioè, canali ionici che si aprono o chiudono in risposta §

I a variazioni del potenziale di membrana [McCormick 1999] ,


,Come gi à esposto nei paragrafi precedenti , il potenziale di membrana di un
:
5 neurone a riposo si mantiene relativamente costante nonostante gli ioni Na + siano
I
è
spinti verso l’interno delia cellula dall’alta pressione. Questo sia perché la mem
brana .a riposo è poco permeabile allo ione Na*, sia perche esiste un meccanismo
- !
I
$

*
%
attivo che estrude dalla cellula quei ( pochi ) ioni Na + che vi si diffondono passiva
mente. Tuttavia , le cose mutano drasticamente quando il potenziale di membrana
- ì
%
%
deH’asspne si abbassa fino alla soglia di eccitabilit.à del neurone. A questo punto i
i canali ionici voltaggio- dipendenti per il Na + si aprono., e una corrente massiva di
4
% Na + entra . nella cellula portando rapidamente il potenziale di membrana da -70 a
I circa +50 mV. La rapida variazione del potenziale di membrana associata con Vaf-
> flusso di ioniNa+ determina poi l’apertura di canali ionici voltaggio-dipendenti per !
ì
i il potassio. Ciò consente agli ioni K+ di uscire dalla cellula [ efflusso del K + ) spinti
è
Iì-
V
sia dalla loro maggiore .concentrazione interna , sia dalla carica positiva interna
( +50 mV) conseguente alla variazione del potenziale. Circa 1 ms dopo Tinizio del
i
ìì
I
I
i?
5!
1
s:
1
X
^
±2
|+50
E
+ 70

:

^s
Chiusura del
canali per il
sodio
i*I 03
c
2 +1.0
+30
_ Apertura dei
\

\
Fase ascendente
Rase di rlpolarlzzazione
canali per il \
!i SDI

IE -10 - potassio
\ Fase di Iperpolarizzaziohe
I
\
! 6
CD
-30 - AperturaV
dei canali -* 1
Inizio della
. Due possibili forme di .sommazione temporale. v chiusura dei
Fio . 2.5, vi¥: Tl -50 " perii s. / v S' canali per il
sodio
I
&
o
£L
-70 A
potassio

In qualche modo la scarica di un neurone è assimilabile allo sparo di una pb


stola. In entrambi i casi si tratta di risposte generate d à stimoli graduati. Quando ! 1 2 3 4
I

5
si prème il grilletto lo si sposta gradualmente indietro fino allo sparo del proiettile. t
ti
Tempo ( millisecondi ) ì
Allo stesso modo, quando il neurone è stimolato, esso si depolarizza sempre più
fino a raggiungere la soglia di eccitazione e quindi scarica. Inoltre, sia lo sparo di .
FIG, 2.6 Apertura c chiusura dei canali ionici voi faggio- di pen denti per il :s od io e per il potassio durante le
pistola che la scarica di un neurone sono risposte tuttò-o-nulla. Come il fatto di ! tré fasi del potenziale d'azione: fase ascendente, fase .di ripòlarizz ziotie e fase di iperpolarizzaztonc.
^
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•:»
!
Is :

I CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAPTICA 79


78 CAPITOLO 2 !
I
! IPSP è passiva, mentre la conduzione assonale del PA è largamente attiva. Una volta
PA, i canali ionici per il sodio si chiudono. Questo evento segna la fine della fase
ascendente dei PA e l’inizio della fase dì ripolavizzazìone dovuta al persistente ef -
flusso di . ioni K \ Al termine del periodo di ripolarizzazione i canali per il potassio
.X

15
*
innescato, il PA è condotto passivamente fino ai pi ù vicini canali ionici (voltaggio
dipendenti) per ii sodio, che non sono ancora aperti. L’arrivo del segnale elettrico
-
lentamente si chiudono. Poich é questa chiusura avviene in modo graduale , troppi apre questi canali consentendo cosi l’ingresso esplosivo del sodio all’interno del
neurone, e la genesi di un PA in questa parte di membrana . Questo segnale è poi
$
ioni K escono dal neuroneiperpolarizzandolò per un breve periodo di tempo. La
4 $
figura 2.6 illustra i flussi ionici che avvengono durante il PA. ! trasmesso passivamente ai successivi canali per il sodio dove si innesca un altro
PA. Questi eventi si ripetono più volte finché.il pA non giunge a livello dei bottoni
Là quantit à di ioni che attraversa la membrana durante le varie fasi del PA è
estremamente piccola in relazione alla quantit à totale di ioni presenti all’interno e
all’esterno delia cellula. In effetti, la genesi del PA riguarda solo gli ioni situati nelle
II terminali dell’assone [Huguenard 2000]. Quindi , poiché sulla membrana assonale
ci sono tanti canali ionici ravvicinati, si considera la conduzione assonale pi ù come
immediate vicinanze della membrana . Un singolo PA ha così scarso effetto sulle un’ unica ondata eccitatoria che si diffonde attivamente a velocit à costante lungo
concentrazioni relative dei vari ioni nei liquidi intra ed extracellulari. I gradienti :* Passone piuttosto che come una serie di eventi discreti.
di concentrazione del sodio e del potassio tra i due lati della membrana sono ra - I L’onda di eccitazione scatenata dalla generazione di un PA vicino al monticolo
pidamente ripristinati dal movimento casuale degli ioni. La pompa sodio- potassio
1U assonico tende anche a propagarsi indietro, versoi dendriti e il corpo cellulare del
sembra svolgere un ruolo secondario nel ristabilire il potenziale di membrana di neurone. Anche se si sa poco sulle funzioni di questi potenziali d ’ azione retrogradi,
oggi sono oggetto di intense ricerche.
riposo del neurone. 11 La seguente analogia può essere utile per illustrare i principali caratteri della
i conduzione assonale. Si consideri una serie di trappole per topi poste su un pia -
4.2. Periodi refrattari i no instabile. Ogni trappola immagazzina energia trattenendo la tagliola contro
*2 la forza esercitata dalla molla , allo stesso modo in cui ogni canale per il sodio
conserva energia trattenendo gli ioni Na contro il gradiente elettrochimico che li
I
4

C’è un breve periodo di circa 1-2 ms dopo i’iriizio di un PA durante il quale



i
non è possibile innescarne un secondo. Questo periodo è detto periodo refrattario spinge all’interno del neurone. Quando scatta la prima trappola, la vibrazione è
assoluto. Il periodo refrattario assoluto è seguito dal periodo refratt à rio relativo
*?: • trasmessa passivamente lungo il ripiano e fa scattare la trappola successiva , e così
Ili via fino alla fine. Questa analogia mette in evidenza la natura non decrementale
'

il neurone ,
- il periodo, cioè, durante il quale è possibile far scaricare nuovamente periodo t.
ma solo applicando uno stimolo pi ù intenso della norma . Alla fine del re - f della trasmissió ne del PA: l’ultima trappola sul ripiano scatta con la stessa inten -
necessaria per attivare il neur ne ritorna £ sit à della prima. L’analogia illustra anche il periodo refrattario: una trappola non
frattario relativo , l’intensit dello
à stimolo ó
può tornare a rispondere se non è ricaricata, proprio come una parte dell’assone
al valore di base. &
£
Dal periodo refrattario dipendono due importanti caratteristiche dell’attività £ non pu ò tornare a scaricare prima di èssere ripolarizzata. Infine, in una serie di
neuronaie. In primo luogo , esso è responsabile del fatto che il PA normalmente si trappole, come nelPassone, la trasmissione può avvenire in tutte e due le direzioni.
propaghi in una sola direzione. Infatti, poich é la parte di neurone già attraversata % Se una stimolazione di intensit à sufficiente è applicata all’estremit à terminale di
dal PA va incontro a un periodo refrattario, il potenziale d’azione non pu ò invertire I un assone, si innescherà un PA che ;sarà trasmesso indietro al soma e ai dendriti.
Questa trasmissione inversa è detta conduzione antidromica , mentre la trasmissio-
il suo decorso. In secondo luogo, il periodo refrattario è responsabile del fatto che
ne nella direzione naturale, e cioè dal corpo cellulare ai bottoni terminali , è detta
la frequenza di scarica neuronaie è correlata all’intensit à dello stimolo. Se infatti
un neurone è sottoposto a uno stimolo intenso e continuo, esso tender à a scari - I conduzione ortodromica .
care non appena ha tèrmine il periodo refrattario assoluto - in ogni caso non più
Ift- :

di mille volte al secondo. Tuttavia , se lo stimolo è di intensità appena sufficiènte £


4.4 . La conduzione negli assoni mlelinizzati
per raggiungere il valore soglia e far scaricare il neurone , quest ’ultimo risponder à
,
!
solo quando entrambi i periodi refrattari ( assoluto e relativo) saranno conclusi.
Ovviamente, .livelli intermedi di stimolazione produrranno frequenze di scarica Nel capitolo 1 avete imparato che gli assoni di molti neuroni sono isolati dal
intermedie. liquido .extracellulare da guaine lipidiche chiamate mielina. Negli assoni mieliniz-
É zati, il flusso di ioni attraverso la membrana .si realizza solo negli spazi compresi
s tra segmenti adiacenti di mielina detti nodi di Ranvier , e anche i canali di sodio
%
sono concentrati a livello di questi nodi [Salzér 2002]. Come si trasmette il PA negli
'

i
4.3. La conduzione assonale dei potenziale d’azione
'

assoni mielinizzati?.
La conduzione del PA lungo Passone differisce dalla trasmissione dei potenziali i Quando un PA si genera sulla membrana di un neurone mielinizzato, il segnale
postsinaptici per due importanti aspetti. Innanzitutto, la conduzione del PA lungo il è trasmesso passivamente ( cio è in modo istantaneo e decrementale) lungo il primo
neurone è non decrementaleinfatti, il PA non si attenua via via che è trasmesso lun - «>: segmento di mielina fino al successivo nodo di Ranvier. Anche se quando raggiunge
il nodo il segnale è alquan to attenuato, esso ha ancora sufficiente intensit à per aprire
go Passone. Inoltre , il PA è condotto più lentamente dei potenziali postsinaptici.
.& .

I i canali ionici per il sodio del nodo e generare un PA. Questo PA è poi trasmesso
La ragione di queste differenze s.ta nel fatto che la conduzione degli EPSP e degli :•?-

*
$
:*
&
I
:*
80 CAPITOLO 2 tì CONDUZIONE NERVOSA I; TRASMISSIONE SINAITICA 8\
ì
passivamente lungo Passóne al nodo di Ranvier successivo, dove si scatena un altro I tempo i dendriti son ò stati considerati semplicemente come conduttori passivi
PA, e così via . 1t 1 dei potenziali postsinaptici [Hauser, Spruston e Stuart 2 G00]. La prima di queste
.
La mielinizzazione aumenta la velocit à di conduzione assonale Infatti, poiché £
:S.
scoperte .afferma che alcuni dendriti sono in grado di generare PA , che possono
la trasmissione lungo i segmenti di mielina è passiva , e cioè istantanea , ne risulta essere condotti in modo attivo lontano dal luogo di generazione e in entrambe le
che insegnale «salta » lungo Passone rapidamente da un nodo all’altro. Naturalmen - direzioni (Chen , Midtgaard e . Shepherd 1997]. La seconda e la terza scoperta ri-
'

:
ì
&
te , ad ogni nodo di Ranvièi c’è un leggero ritardo necessario perché il PA venga
'
I guardano le spine dendridiche, piccoli rigonfiamenti di forma diversa che si trovano
attivamente innescato, ma la conduzione negli assoni mielinici resta comunque sulla superficie di molti dendriti [Yuste, Mà jewska e Holthoff 2000], che sono le i
più veloce che negli assoni non mielinizzati, dove la trasmissione passiva ha un 3
%V
sedi delle sinapsi pi ù eccitatone ( in genere una sinapsi ogni spina ) nel cervello dei ?

ruolo secondario. Per questa sua caratteristica , la trasmissione del PA negli assoni mammiferi adulti. La seconda scoperta indica che le spine dendritiche comparti-
mielinizzati è denominata conduzione saltatoria. I rnentalizzano un dendrite, cioè t èndono a .limitare all’area immediata della sinapsi
;ì:

i cambiamenti chimici postsinaptici [Segai 2001]. La terza, infine, sottolinea che
le spine dendritiche cambiano rapidamente nella forma e nel numero in risposta
!
:

.
4.5 La velocità della conduzione assonale *
• alla stimolazione nervosa [Hering e Sheng 2001; Kasai et al. 2003].
8 Non si sa ancora come queste capacit à dendritiche evidenziate da poco possano
A che velocit à si trasmettono i PA lungo Passone? La velocit à di conduzione I influire:sulla trasmissione nervosa . Quando la ricerca lo dimostrer à si sar à fatto un
assonale dipende da due proprietà delPassone: 1) la conduzione è pi ù rapida negli I: ulteriore passo avanti nella comprensione della trasmissione nervosa.
assoni di diametro maggiore e 2) negli assoni ricoperti di mielina. I m òtoneuroni dei
mammiferi, che hanno.assoni mielinizzati e di grande di à metro, possono raggiungere I
velocit à di conduzione assonale di 100 metri al secondo. Per .contro, gli assoni sottili
e non mielinizzati conducono il PA a una velocit à di circa 1 metro al secondo.
I m La trasmissione sinaptica; la trasmissione chimica di segnali tra neuroni
?

?
i

Esiste un preconcetto riguardo alla velocit à deiPA dei motoneuron!negli esseri &;: Abbiamo già visto in questo capitolo come i potenziali postsinaptici si gene-
«i
'

umani . Nei gatti la velocit à massima dei PA di un motoneurone è di circa 100 metri rino sulla membrana neuronale; come questi potenziali graduati siano condotti
al secondo e si pensava che lo stesso awenisse . nell’ uomo. Non è vero. La velocit à &::
M
passivamente à ll’assone; come la somma di questi potenziali inneschi il PA ; come
massima di conduzione nel motoneurone umano è di circa 60 metri al secondo questi segnali tutto-o - nulla si propaghino attivamente lungo Passone fino al bottoni
[Peters e Brooke 1998] , terminali. Nei rimanenti paragrafi verrà descritto come il PA , giunto al bottone
.terminale, dia luogo al rilascio di neurotrasmettitori , e come attraverso la sinapsi i
segnali vengano trasmessi da una cellula all ’altra . Questo paragrafo in particolare
4.6. La conduzione negli interneuroni propone una rassegna dei cinque aspetti della trasmissione sinaptica: 1) la struttura
:
delle sinapsi; 2 ) la sintesi, il deposito e il trasporto dei neuro.trasmettitor ì; 3 ) il
IPA sono il mezzo mediante il quale gli assoni trasmettono, per lunghe distanze rilascio dei neurotrasmettitori; 4 ) Pacnvazione dei recettori postsinaptici e 5) la I
-
e fedelmente (conduzione non decrementalé) , segnali tutto o- nulla. Tuttavia , è
$
&
•s
ricaptazione, la degradazione enzimatica e il riciclaggio. I
?

rilevante sottolineare come molti neuroni nel cervello dei mammiferi siano privi 4
£
di assoni c non possano generare PA. La trasmissione di segnali in questi interneu - £
ront b interamente affidata a potenziali graduati condotti in modo decrementale
[Juusola et al. 1996].
! 5.1. Struttura delle sinapsi

I La trasmissione neù rale avviene di solito attraverso le sinapsi (vedi fig. 2.7).
4
Molecole di neurotrasmettitori sono rilasciate dai bottoni terminali nella fessura
.
4.7 li modello Hodgkin-Huxley e il diverso modo di concepire la funzione den- I intersinapticà , si legano ai recettori presenti sulla membrana postsinaptica , e pro -
dritica ducono ÈPSP e .IPSP in altri neuroni. Le sinapsi illustrate nella figura 2.7 sono le ì
! sinapsi asso-dendritiche - sinapsi tra i terminali assonici del neurone presinaptico
Quanto è appena stato detto sulla conduzione nervosa si basa per lo più sul 4 e i dendriti del neurone postsinaptico. Cò me abbiamo visto , molte sinapsi eccita -
modello Hodgkin- Huxley, la teoria proposta dagli studiosi omonimi ali’inizio .degli I tone hanno luogo a livello delle spine dendritiche. Sono anche comuni le sinapsi
anni *50 [Huxley 2000]. Sebbene questa teoria si sia premurata di tener conto
delle caratteristiche fondamentali della conduzione nervosa, non riesce a spiegare
la complessit à della conduzione nervosa che è stata scoperta e descritta successi-
ì
4
•V

!v

- —
asso somatiche sinapsi tra i terminali assonici del neurone presinaptico e il .soma
o corpo cellulare del neurone postsinaptico.
Vi sono tuttavia molti altri tipi di sinapsi [Shepherd e Erulkar 1997 ]. Per
I
4
vamente. esempio, vi sono sinapsi dendro-dendritiche che sono di particolare interesse
Il limite principale del modello Hodgkin -Huxley consiste nelPimpossibilit à di £ perché sono capaci di trasmettere segnali in tutte e due le direzioni, e le sinapsi
spiegare tre propriet à dei dendriti scoperte solo recentemente; infatti per lungo ! -
asso assoniche che sono responsabili del fenomeno di inibizione presin aprica [Wu
4
4 -
!

w.
m ::

| CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAPTICA 83


82 CAPITOLO 2 |: i

Microtubuli INIBIZIONE POSTSINAPflGA i:


8 Sinapsi/;
Mm ecòltatoria
Vescicole
sinaptlche
i n: •
::

Bottone .
terminale

Fessura
sinaptica
ì
$
i .
Apparato
di Golgi
1

il INIBIZIONE PBÈSINAPTICA
$
! Sinapsi
Mitocondrio
ì
II
*
Spina
dendritica
1I
1
Membrana Membrana $
proslnaptica postsinaptlca il
af

&
Fio. 2.1. Anatomia delia sinapsi . I:
ift
c Saggau 1997 ] . L’inibizione pfesinaptica e l’inibizione postsinaprica sono messe I
§
a confronto nella figura 2,8. 1
Le sinapsi illustrate nella figura 2.7 sono sinapsi dirette, ovvero sinapsi in cui &
-
il sito di rilascio del neurotrasmettitore è vicino all ' area recettiva del neurone post
sinaptico. Nelle sinapsi dirette gli effetti del neurotrasmettitore sono circoscritti
§ . .
FIG 2,8 Inibizione presinapticA e poslsinapt ìcn, Nell’inibizione postsinaptica, B inibisce gli effetti eccitatori

ft di A su C mediante l 'iperpolarizzazione di C. NeU'imbizione pres in aprica , B inibisce gli effetti eccitatori di


e .locali. Nel sistema nervoso , tuttavia, vi sono anche molte sinapsi non dirette, ft
A .su C depqlarizzando parzialmente il bottone terminale di A. . In questo modo il potenziale d’azione che
cioè sinapsi in cui il sito ,di rilascio del neurotrasmettitore è a una certa distanza 1 .
si muove lungo Passone di A rilascia meno neurotrasmettitore su C Si noti che l’inibizione presìnaptica
dai recettori postsinaptici. Un tipo di sinapsi . non diretta è illustrata nella figura in avviene senza neurotrasmettitori inibitori o IPSP.
2.9 . In questa sinapsi i neurotrasmettitori sono liberati da numerose varicosit à ó
rigonfiamenti presenti sull ’assone e sulle sue ramificazioni, e agiscono in mo.do re - %
lativamente diffuso su un grande numero di . neuróni bersaglio circostanti. À causa
x::
ft
del loro aspetto, queste sinapsi sono .spesso chiamate sinapsi a filo . di perle. ft .
5.2 Sintesi, deposito e trasporto del neurotrasmettitori
i£ Nel sistema nervoso sono presenti due diverse classi di neurotrasmettitori:
I& piccoli e grandi. I piccoli neurotrasmettitori sono di diverso tipo, mentre i grandi
è-
& sono tutti peptidi . I peptidi sono brevi catene aminoacidiche composte da IO o
&
ft
ft:
ft
i
ft
1
!

é :

CAPITOLO 2
!
84 $ CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SIN ARTICA 85
v:
! sono immagazzinate in vicinanza della membrana piasmatica come accade per le
l seconde.
i Il bottone terminale illustrato nella figura 2.7 presenta vescicole sinaptiche d ì
V due diverse dimensioni. Esso contiene cioè due diversi tipi di neurotrasmetti tori:
ad alto peso molecolare nelle grandi vescicole, e a basso pesò molecolare nelle ii
1
§
'
piccole vescicole. In passato si riteneva che ciascun neurone sintetizzasse un unico ;

tipo di neurotrasmettitore ( principio di Dale ).. Studi recenti hanno per ò mostrato :

i come molti neuroni contengono due tipi di neurotrasmettitori - un fenomeno >

I che prènde il nome di coesistenza pung e Scheller 1991]. Sono stati documentati
I 5 diversi casi di coesistenza di due neuro trasmettitori in un medesimo neurone e,
1 finora , si è sempre trattato di un neurotrasmettitore a piccolo peso molecolare e
di un neuropeptide.
!
-I
1 5.3. li rilascio dei neurotrasmettitori
4> •
-
>: Il processo di liberazione delle molecole di neurotrasmettitori prende il nome !
S
I di esercitosi ( vedi fig. 2.10) [Zucker, Kullman e Bennett 1999]. Quando un neurone
4 è a - riposo, le vescicole sinaptiche che contengono neurotrasmettitori a basso peso
I
i
1
I
molecolare si aggregano in vicinanza della membrana presinaptica, una struttura
-
particolarmente ricca di canali voltaggio dipendenti per H calcio. L’arrivo del PA ai
bottoni terminali apre . questi canali, e consente agli ioni Ca + di entrare nei bottoni .
L’afflusso intracellulare di calcio determina la fusione delle vescicole con la mem -
;
brana presinaptica ; nel punto di fusione la membrana si apre e il neurotrasmettitore
I.? è liberato nella fessura sinaptica [Rettig e Neher 2002]. s

!$ L’esoqitosi dei neurotrasmettitori a basso peso molecolare differisce dall’eso-


cito.si dei neuropeptidi per un importante aspetto. Mentre 1 neurotrasmettitori a
$ basso peso molecolare sono rilasciati in quantit à discreta e fissa ogni volta che un
£
V PA causa un transitorio ingresso di ioni Ca + attraverso la membrana presinaptica, i
. . .
FIG 2,9 Rilascio di ne urot ras meritori in una sinapsi non diretta li neuro trasmettitore liberato dalie nu - & neuropeptidi sono liberati in quantità proporzionale al progressivo aumento della
merose varicosit à presentì sulle ramificazioni assoniche diffonde in un’ampia regione e influenza diversi
'
£ concentrazione intracellulare di ioni Ca% che si ha quando la frequenza di scarica
neuroni.
&
Si nè uronale aumenta.
*IrV

meno aminoacidi; in effetti si tratta di semplici proteine. Rispetto alle dimensioni £I 5.4.
tipiche delle proteine, sono piccoli, ma per quanto riguarda le normali dimensioni
I
&
&3?:
^attivazione dei recettori postsinaptici
dei neurotrasmettitori sono grandi . :fi
•vi
•Una volta liberati , i neurotrasmettitori
attraversano la fessura sinaptica e si
I neurotrasmettitori a basso peso molecolare sono di solito sintetizzati nel I
&
legano con le molecole di recettore poste sulla membrana postsinaptica , gene- I
citoplasma dei bottoni terminali , e impacchettati in vescicole sinaptiche a livello rando un potenziale postsinaptico. Ciascun recettore è una molecola proteica
delle membrane dell’apparato di Golgi [Brittle e Waters 2000]. Una volta riempite I
è che presenta siti di legame specifici solo per un determinato neurotrasmettitore;
di neurotrasmettitori, le vescicole sono immagazzinate in gruppi posti nelle imme- &
£ ne consegue che ciascun neurotrasmettitore può trasmettere segnali solo a quei
diate vicinanze della membrana presinaptica. I neurotrasmettitori peptidici, come neuroni che dispongono di recettori in grado di riconoscerlo. Ogni molecola che
le altre proteine, sono invece sintetizzati dai ribosomi, nei citoplasma del corpo 1 si lega a un’altra è definita il suo legatitele si dice che un neurotrasmettitore è il
cellulare, e poi depositati in vescicole dalle membrane dell’apparato di Golgi. Le
:•>:

s& legante del suo recettore. I


vescicole sono trasportate lungo i microtubuli situati nell ’ assone alla velocit à di Inizialmente fu ipotizzato che ci doveva essere un unico tipo di recettore per

!
circa 40 cm al giorno e inviate ai bottoni terminali. Le vescicole che contengono £ ogni diverso neurotrasmettitore. Ricerche attuali hanno invece dimostrato come
neurotrasmettitori ad alto peso molecolare hanno maggiori dimensioni di quelle & ogni neurotrasmettitore sia in grado di interagire con una variet à . di recettori. Le
che contengono neurotrasmettitori a basso peso molecolare; inoltre, le prime non $ diverse classi di recettori controllate da un singolo neurotrasmettitore sono denomi-
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1&
CAPITOLO 2
k RECETTORE ASSOCIATO A UN CANALE; IONICO
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FIG 2,10.» Illustrazione schematica e fotografica de) processo di ésocitosL
I
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I5:
SÉ * -
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I
$

nate sottotipi recettoriali del neurò trasmettitore.1vari sottotipi recettoriali sono di


solito . localizzati in regioni cerebrali divèrse. Inoltre , ciascun sottotipo recettoriàle
risponde all ’ azione dei neurotrasmettitore in modo differente [Darlison e Richter
.
i
1999]. Questo rende flessibile razione del neurotrasmettitore consentendogli di
.trasmettere diversi tipi di segnale a diverse parti del cervello.
!
Il legame di un neurotrasmettitore con il .suo recettore modula l’attivit à del 3
neurone postsinaptico in due modi fondamentalmente diversi (vedi fig. 2.11), a se- I
2
conda cheli recettore sia ìonotropico o metabotropic ù [Pleuss .e Gerber 2000; Wax »
§
ham 1999], I recettori ionotropici sono associati a canali ionici e sono posti sulla IS
membrana postsinaptica e attivati chimicamente; i recettori metabotropici sono 11
quei recettori che si legano alle proteine-segnale e alle proteine- G (vedi fig. 2.11) . I-A
Quando un neurotrasmettitore si lega a un complesso recettore-canale , il canale :iS
3
ionico si apre o si chiude producendo un ’ immediata variazione del potenziale di
membrana (un .Epsp o un IPSP ). Per esempio , in alcuni neuroni il neurotrasmetti- S:
tore pu ò aprire canali per il sodio favorendo l’ingresso di ioni Na* nella cellula , %
con conseguente depolarizzazione della membrana. Al contrario, l’attivazione di |
complessi recettore- canale per il potassio o per il cloro aumenta rispettivamente I
S
l’efflusso di ioni K* (verso l’esterno della cellula ), ol’afflusso di Cl (verso [’interno), li
"

:s
determinando in ogni caso l’iperpokrizz à zione del neurone.

i
I recettori metabotropici sono pi ù comuni dei recettori ionotropici. Inoltre, ] $
loro effetti sono a pi ù lenta insorgenza di quelli prodotti dai complessi recettore- &

canale, più durevoli e diffusi, e più diversificati. Ci sono diversi tipi di recettori I . .
FIG 2.11 Recettori associati a canali ionici e recettori associati a proteina .G . -
I
1
I
1
88 CAPITOLO 2
I4- -.1 : :
CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAPTICA

metabotropici, ma ciascun tipo è costituito da una breve catena proteica composta fife
da sette segmenti che attraversano completamente la membrana piasmatica. Il
.

recettore metabotropico si lega a una porzione della proteina segnale esterna al {I •

neurone; la proteina -G si legaa una porzione .della proteina segnale all’interno del
.
!$ .w
neurone. 1
Quando un recettore metabotropico si lega al complesso recettore- proteina- G ,
-
una subunit à della proteina G si rompe. A questo punto possono accadere due r
diversi eventi, che dipendono dal tipo particolare di proteina -G presente; 1) la I N é li rot ras metti lofb
subunità pu ò muoversi lungo la superficie interna della membrana postsinaptica e
legarsi a un vicino canale ionico generando un EPSP O un IPSP; oppute. 2) la subunità
i
»
ì ^
può indurre la sintesi di una sostanza chiamata secondo messaggero (il neurotra - 15
smettitore è considerato il . primo messaggero).. Il secondo messaggero diffonde Si
1 Hi
attraverso il citoplasma e influenza in modi diversi le attività del neurone [Neyes, . RICAPTAZIONE DEGRADAZIONE ENZIMATICA
Ram è ìyengar 2002 ]: per esempio pu ò entrare nel nucleo e legarsi al DNA nucleare, I I
modulando l’espressione genica del neurone [ Noselli e P.errimon 2000]. Pertanto
, li
£
. .
FIG 2,12 Due meccanismi che terminano l ’azione del neuroteasmettitore nella fessura sinaptica: ricaptazióne
il legame del neurotrasmettitore con il recettore metabotropico pu ò avere effetti £ e degradazione enzimatica.
radicali e a lungo termine , <£li:
Un tipo particolare di recettori legati alla proteina -G , gli autorecettori, merita La ricaptazione { reitptake ) è il più comune dei due meccanismi deattivanti.
particolare menzione [Pà rnas et ai 2000]. Gli auto recettori sono recettori metabo- I
£
..Immediatamente dopo il rilascio, i neurotrasmettitori sono ricaptati dai bottoni I
tropici, con due caratteristiche; sono capaci di legare il neurotrasmettitore rilasciato terminali [Clements et ai 1992] , impacchettati nuovamente nelle vescicole dall5 ap-
dal neurone a cut appartengono e sono presenti.suila membrana presinaptica (e non li
£ parato di Golgi e liberati nella sinapsi all ’ arrivo di un Pà ,
postsinaptica ). Si ritiene che la loro funzione consista principalmente nel regolare, <:
Più raramente, alcuni neurotrasmettitori sono degradati dagli enzimi, proteine
attraverso un meccanismo di feedback negativo, la quantit à di neurotrasmettitore £ che stimolano o inibiscono le reazioni biochimiche senza essere influenzate. Per
&
liberato nella sinapsi, e ridurne il rilascio quando la concentrazione sinaptica di - <•:

esempio, l’acetilcolina, uno dei pochi neurotrasmettitori per il quale la degradazio-
venta troppo alta. ne enzimatica rappresenta il meccanismo principale di inattivazione, è idrolizzata
Le differenze tra neurotrasmettitori a basso peso molecolare e neuropeptt - È . dall’ enzima acetilcolinesterasi. §
di (ad alto peso molecolare ) , sia nei meccanismi di liberazione presinaptica sia I bottoni terminali sono modelli di efficienza. Ineurotrasmettitori che sono stati '

nell’interazione con un recettore, suggeriscono che queste due classi di neurotr.a - li rilasciati nelle sinapsi o i prodotti della loro interruzione sono infatti riassorbiti dai ì
%
smettitori possano svolgere differenti funzioni. I neurotrasmettitori a basso peso
i
bottoni terminali e riciclati, indipendentemente dal meccanismo di disattivazione.
molecolare tendono a essere liberati nelle sinapsi di tipo diretto e ad attivare sia l
1 Anche le vescicole sono riciclate dalla membrana presinaptica .[Harata et ai 2001].
,
I
-
recettori legati a canali ionici sia quelli legati alla proteina G , DI contro, i neuro -
peptidi tendono a essere . liberati nelle sinapsi di tipo indiretto, ad agire in modo
diffuso e non locale, e a controllare complessi recettore- proteina-G che agiscono
&
& 5.6. Funzione gliale e trasmissione sinaptica
!
§
mediante secondi messaggeri. Quindi, la funzione dei neurotrasmettitori a basso $
X
peso molecolare sembra consistere nella trasmissione di rapidi segnali, eccitatori o Mentre un tempo sì credeva che le cellule gitali avessero soltanto un ruolo di
|
inibitori, ai neuroni immediatamente circostanti il sito di rilascio. La funzione dei supporto nel sistema . nervoso ora sono state poste al centro dell’attenzione grazie
neurotrasmettitori peptidici, invece, appare essere la trasmissione di segnali che a una serie di importanti scoperte [ Haydon 20Q1; Newman 2003 ; Ransom, Behai *

insorgono lentamente, ma tendono a diffondere in regioni più ampie è a persistere


più a lungo nel tempo. ì
S
e Nedergaard 2003 ] , Per esempio, è stato dimostrato che gli astr oriti rilasciano
trasmettitori chimici, contengono dei recettori per i neurotrasmettitori, inviano
I segnali e partecipano alla ricaptazione dei neurotrasmettitori [Oliet, Piet ePoulain
2001; lino et al. 2001]. Non è quindi corretto pensare alla funzione cerebrale solo
1I
5.5. Ricaptazione, degradazione enzimatica e riciclaggio in termini di connessioni neuronali [Gallo e Chittajallu 2001]. I neuroni sono solo
£
una parte in questa storia!
Se non interviene nulla , il neurotrasmettitore rimane attivo nella sinapsi, L’importanza delle cellule gllaii nel cervello è dimostrata dalla prevalenza di
ostruendo in realt à questo canale di comunicazione. Due diversi meccanismi Ili queste cellule negli .organismi intelligenti. Molti organismi semplici hanno pi ù . neu -
intervengono a inattivare la molecola di neurotrasmettitore e a terminare la I: roni di cellule gliali , ma le cellule glialhsono in sovrannumerp rispetto ai neuroni
trasmissione sinaptica di segnali: la ti.captazipne e la degradazione enzimatica >•
% nel cervello umano, con .una proporzione di 10 a 1. È forse sbagliato parlare di
(vedi fig. 2.12 ) , | neuroscieludi Qualcuno preferirebbe «gliascienza» ?
s;
%

I
CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAITICA 91
90 CAPITOLO 2
4: : •
1V
- rotrasmettitori ad alto .peso molecolare, i neuropeplidi. La maggioranza dei neuro -
Gap junctions, Si è recentemente riacceso l ' interesse per le gap junctions (giun trasmettitori produce o eccitazione o inibizione, mai entrambi i fenomeni; tuttavia ,
zioni di uno spazio): si tratta di sottili canali tubolari, contenenti citoplasma, che ì •

- i •
alcuni neurotrasmettitori producono eccitazione quando si legano a un sottotipo
collegano gli stretti spazi fra neuroni .adiacenti. In questo modo , il citoplasma è con
.
*tft
I ,. re.cettoriàle, e inibizione quando si combinano con un altro sottotipo. Tutte le classi
tinu ò , e permette . ai segnali elettrici e alle piccole molecole di passare prontamente *

di neurotrasmettitori e i singoli neurotrasmettitori sono elencati nella figura 2.14.


da un neurone all’altro. Le giunzioni gap vengono anche chiamate sinapsi elettriche.
I
Le giunzioni gap sono un fatto normale nel sistema nervoso degli invertebrati, .
ma la loro esistenza è stata piu .difficile da provare nei mammiferi [Bennett 2000], ì£
I 6.1 . Neurotrasmettitori amlnoacidicr
Furono individuate per la prima volta nei mammiferi negli anni ' 70, ma fino a 1
.

.un’epoca molto recè nte sono stati studiati


soltanto pochi casi. ì:
,

f I neurotrasmettitori usati nella grande maggioranza delle sinapsi ad azione


Lo sviluppo di nuove tecnologie ha portato alla scoperta di giunzioni gap in rapida e locale (sinapsi dirette) del sistema nervoso centrale sono gli aminoacidi, le
tutto il cervello dei mammiferi; sembra che si tratti di una caratteristica integrati - molecole che costituiscono le proteine. Quattro aminoacidi svolgono sicuramente
va dei circuiti nervosi inibitori locali [Galarreta e Hestrin . 2001]. Si è dimostrato , ì£ un ruolo di neurotrasmettitori: il glutammato, l’aspaitato, la glieina e l’acido gam -
inoltre, che gli astrociti comunicano con i neuroni e con le altre cellule tramite le s§S

ma - amino -butirrico o GASA. I primi tre sono presenti nelle proteine alimentari ,
giunzioni gap [Bennett et al. 20033. Il recente interesse per la funzione . gitale ha h. mentre il GABA è sintetizzato mediante una semplice modifica a partire dai glu -
rinnovato l’attenzione per queste giunzioni che hanno un ruolo importante nel t
tammato. .Quest 'ultimo aminoacido è il neurotrasmettitore eccita to rio pi ù comune
.
cervello dell’uomo Gli anni a venire ci permetteranno di capire ancora meglio ft
4
I nel SNC dei mammiferi. Al contrario , si ritiene che il GABA sia il neurotrasmettitore
questo fondamentale strumento di comunicazione cellulare. %
§ inibitorio prevalente nel SNC.
ì
15
» I neurotrasmettitori
§
I
I
6.2. Neurotrasmettitori monoaminici
Ora che siete in grado di capire le basi della funzione neurotrasmettitrice, potete Le monoamine sono un’altra classe di neurotrasmettitori a basso pesò mole-
approfondire . la conoscenza di alcuni neurotrasmettitori [Deutch e Both .1999], Ci I
colare. Sono sintetizzate a partire da un unico tipo di aminoacido ( da cui il nome
son ò quattro classi di neurotrasmettitori a basso peso molecolare ( vedi fig. 2.13 ): ? monoamine). I neurotrasmettitori monoaminici sono leggermente pi ù grandi di
.
gli aminoacidi, le monoamine, i gas solubili eWacetilcolina C’è poi una classe di neu - quelli aminoacidici, e .i loro effetti tendono a essere più lenti e diffusi [Bunjn e
Wightman 1999], Le monòamine sono presenti in piccoli aggregati di neuroni
3
$ i cui corpi cellulari si trovano in prevalènza nel
I tronco dell’encefalo. Questi neuroni hanno spesso
assoni lunghi e molto ramificati , con numerosi ri- Tirosina
§
1 gonfiamenti e varicosità (assoni «a filo di perle») , :
1 da cui le monoamine sono rilasciate in mòdo diffu -
ft so - nel liquido extracellulare ( vedi figg. 2.9 e 2.13 ) . -
L DOPA
*$ Sono noti quattro tipi d ì neurotrasmettitori
% monoaminici: la dopamina , la noradrenalina (o
ft
£ -
nor.epinefrina ), l’adrenalina (ò epinefrin à) e la se Dopamina
3:
1 rotonina . In base alla loro struttura queste mono-
I amine sono suddivise in due gruppi: catecolamine
t
e indolamine. Dopamina, noradrenalina e adrena - Noradrenalina
*
t
i lina sono catecolamine. Le cat écolamine sono tutte
. ..
FIG 2 O Fibre nervose adrenergiche « a filo
di perle» nella corteccia cerebellare d ì ratto.
I sintetizzate a partire dall’aminoacido tirosina. La
ftI tirosina è convertita in L- DOPA, che è a sua volta tra -
.
Adrenalina
Le zone chiare e rigonfie ( varicosit à ) presenti
sulle ramificazioni assontche rappresentano le
i
ft sformata in dopamina . I neuroni che liberano nore -
sedi in ciii il neu rotea smettilo re manoaminico
( noradrenalina ) è . immagazzinato in elevate
!
ft
ft
pinefrina contengono un enzima, di cui sono privi i
neuroni dopaminergici, che converte la dopamina
i
concentrazioni , e da cui è rilasciato nel cir
costante liquido extracelhijare.
- ft
I in noradrenalina . Allo stesso modo, 1 neuroni che „ . „ , . . ..
tl

ft
§ rilasciano epmefrma hanno un enzima specifico, di .cptecoImmne . a partire dalfrmlnó-
Fonie ) RE, Bloom, The Scftpps Research assente negli altri neuroni catecolaminergici, che acido tirosina .
Institute, La Jolla , Calif. ft:
i
&
i
ftif
I
r

92 CAPITOLO 2
IX CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONESINAPTICA 93

converte la noradrenalina in adrenalina ( vedi fig. 2.14 ). A differenza delle altre mo-
.
prodotte all’ interno dellorganismo) . L’esistenza di oppiacei endogeni è stata per i

- -
noamine, la serotonina ( anche chiamata 5 idrossi- triptamma p 5 HT ) è sintetizzata prima suggerita dal fatto che gli .oppiacei esogeni (oppio , morfina , eroina ) si le -
gano a recettori presenti nel cervello. In seguito questa ipotesi è stata confermata
i
dall* aminoacido triptofano, ed è classificata tra le indolamine. 5:

I neuroni che rilasciano norepinefrina sono chiamati noradrenergici; quelli che I dalla scoperta di parecchie variet à di endorfine e di numerosi sottotipi recet -
.
rilascino epinefrina sono chiamati adfenetgki Ci sono due ragioni . per usare questi tonali in grado di riconoscerle. Le endorfine attivano i sistemi neurali preposti
al controllo del dolore (sistemi analgesici ), e quelli implicati neiresperienza del
termini. ;Uno è che la norepinefrina e l’epinefrina erano normalmente chiamate
adrenalina e noradrenalina , finch é una compagnia farmaceutica non registrò il piacere. Questi effetti spiegano perch é gli oppiacei creino una forte dipendenza .
nome Adrenalina come suo marchio. L’ altra ragione c evidente se pensiamo alla t ì
difficolt à di pronunciate il termine « norepinefrinergico».
« ili Farmacologia della trasmissione slnaptica
6.3. hleurotrasmeìt ìtorl costituiti da gas solubili
La sempre maggiore conoscenza dei meccanismi funzionali e chimici implicati
nella trasmissione slnaptica ha reso possibile lo studio di numerose sostanze farma -
Un ’ altra classe di neurotrasmettitori a basso peso molecolare è costituita dai gas \l • cologiche in grado di agire a livello delle sinapsi. Lo studio degli effetti di queste
solubili, che comprendono anche l’ossido nitrico e il monossido di carbonio. I gas sostanze sui processi psicologici è al momento una delle aree pi ù fertili nella ricerca
-

solubili .n ó n agiscono come gli altri neurotrasmettitori [Boehning e Snyder 2.003],


I
ì farmacologica . Infatti, lo studio dei farmaci che interferiscono nella trasmissione
Prodotti nel citoplasma neuronaie, essi diffondono immediatamente attraverso la I neurale ha accresciuto enormemente la nostra comprensione delle basi neuronali
membrana piasmatica nel liquido extracellulare, e quindi nelle cellule adiacenti . *II dei processi psicologici ; inoltre , ha permesso di .sviluppare efficaci trattamenti
Attraversano facilmente le membrane cellulari perché sono altamente solubili nei & terapeutici per una variet à di disturbi psicologici - vi ricordate il miglioramento i
.
lipidi Una volta raggiunte le altre cellule, i gas solubili stimolano la produzione
l
ì di Roberto Garcia d’Orta ?
I farmaci possono avere due effetti fondamentalmente diversi sulla trasmis-
i
i
di un secondo messaggero e poi sono disattivati in pochi secondi e convertiti in
.
altre molecole Data la loro breve esistenza , sono neurotrasmettitori difficili da i sione slnaptica: o la facilitano o la inibiscono . If armaci che facilitano l ’attività di
studiare, 3 yn particolare neurotrasmettitore sono detti agonisti di quel neurotrasmettitore; I
È stato dimostrato che i gas solubili sono coinvolti nella trasmissione retrogra- ! Ì farmaci che inibiscono gli effetti di un particolare neurotrasmettitore sono detti
da . Su alcune sinapsi, trasmettono segnali di feedback dal neurone postsinaptico a £ isuoi antagonisti . 1
quello presinaptico. La funzione della trasmissione retrograda sembra all’origine Isf ,

della regolazione dell ’attivit à dei neuroni presto aprici [Ludwig e Pittman 2003 ], È
£
&
7.1. Influenza del farmaci nella trasmissi óne - slnaptica
stata individuata una trasmissione retrograda anche con altri neurotrasmettitori, ma E
?
sembra essere poco rilevante [Blakely 2001; Falkenburger,,Barstow .e Mintz 2001],
Nonostante le differenze fra i vari tipi di neurotrasmettitori [Walmsley, Alvarez
e Fyffe.1.998] la trasmissione sinaptica comprende sempre le seguenti fasi o processi:
8
1 ) sintesi del neurotrasmettitore; 2 ) deposito del neurotrasmettitore in vescicole
6.4. Acetilcolina
I sinap. riche; 3 ) immediata distruzione enzimatica di ogni molecola di neurotra -
L’acetilcolina ( Ach ) è un neurotrasmettitore a basso peso molecolare che fa ! smettitore che fuoriesce .dalle vescicole; 4) esocitosi; 5) controllo del rilascio del i

classe a sé. È - formata aggiungendo un gruppo acetilìco a una molecola ài colina . I neurotrasmettitore mediante autorecettori; 6 ) attivazione dei recettori postsinaptici;
L’acetilcolina è il neurotrasmettitore della placca neuromuscolare , della maggio - ! 7 ) inattivazione del neurotrasmettitore ( vedi fig. 2 ,15). La figura 2.16 illustra come
i farmaci possano interagire -con questi meccanismi per produrre effetti agonisti e
’ \
ranza delie sinapsi del sistema nervoso autonomo, e di molte altre sinapsi in varie f I
parti del sistema nervoso centrale. Come ricorderete l’acetilcolina è degradata nella antagonisti. Per esempio alcuni farmaci agonisti si legano ai recettori postsinaptici
i attivandoli, mentre altri farmaci antagonisti, detri bloccanti recettoriali, si legano
fessura sinaptica dall’enzima acetilcólinesterasi. I neuroni che rilasciano acetilcolina s-
sono detti colinergici., *
I ai recettori postsinaptici senza attivarli, ostacolando in questo modo l’accesso del
neurotrasmettitore naturale al suo recettore ,
i

1
.
6,5 Ne.uropeptidi I«
7.2. Alcuni esempi di farmaci psicoattlvi
I peptidì che svolgono la funzione di neurotrasmettitori sono detti neuropep - I
I Nei prossimi capitoli, troveremo molti farmaci psicoattivi e ne studieremo gli
tidi. Ne sono stati identificati circa 100 [Greengard 2001], Tra i più interessanti
.
neuropeptidi vi sono le endorfine [Stefano et al 2000], Le endorfine apparten - effetti psicologici e j meccanismi di azione. Qui mi limito a cinque esempi: due
agonisti (cocaina e benzodiazepine ) e tre antagonisti (atropina, curaro e botpx ).
li
I
gono alla classe degli oppiacei endogeni (sostanze chimicamente simili all’oppio, ! ,

1
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94 CAPITOLO 2 CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAPTICA 9 ;
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; ? neurotrasmettitore attraversoIUPII
t O Le molecole di neuro- !. ’
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l Inattivazione enzimi di Mita Aumento delia fuoriuscita di s
neurotrasmettitore dalle |
i degradazione ne! citoplasma SPI
E&à vescicole .e successiva .>
da enzimi di degradazione .r
;
r ;
% Aumento diretto della
3 liberazione di heuro -
«
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|* |degradazione enzimatica *
|

^ larilascio
membranadella con
vescicole
:
"

: ! .5
i
• trasmettitore dai bottoni

lili
HMiNMnf
È Blocco della liberazione di
membrana preslnaptica e il t <- 1' Aumento delia liberazione di|g i|
j| v |4M neurotrasmettitore dai bottoni *?
^
‘‘ "tmÉ^ MÉ ‘mmmmm
n rotrasmettitorl
del ®ÌI 'j: neurotrasmettitore attraverso «I terminali ?
s il blocco degli autorecettori
wmm ÈlmÈmwi
:
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so admembrana
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autorecettori della
8 inibiscono presinaptica e
il rilascio
hmm
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legano

ultenore
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!^ 1
I :>
’•:
'
::>; Attivazione diretta del recettore I m
postslnapttco, o aumento
|dell 'efficacia del
W

^

p
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$
«
V* V
Attivazione degli autorecettori
che Inibiscono II rilascio di
. neurotrasmettitore
!
I
1 c 1 neurotrasmetlllori -m
di neurotrasmettitori
-
e
• ••
,
I Ì:
1 •7: l

si Blocco dei meccanismi di
il O postsinaptici
ai recettori
legano SII !s
Ii
|Inattivazione del
£ .neu rotraemettitore nella -r li
» Biocóo dei recettore
llpplggj postslnapttco *
i
% |fessura sinaptica
ÌA
^ ^
ì :
17 I neurotrasmeMItorl presemi s I
I FJG, 2,16, Alcuni meccanismi d’azione che mediano gli effetti agonisri e antagonisti delle sostanze forma

'

|I
|
o degradazione enzimatica
i i
ì
cologiche.

. . .
FIG 2.15 Basi o processi nella trasmissione sinaptica 1) Sintesi dei neurotrasmettitori, 2 ) .deposito in ve-
l. per il GABA nello stesso sito delle molecole di GABA , ma in una zona diversa. Cosi
scicole , 5) inattivazione dèi ne urotrasmettitori che fuoriescono dalle vescicole, 4) esocitosi, 5 ) Inibizione del
I§ facendo, esse favoriscono il legame .del GABA al suo naturale recettore, ed esaltano
rilascio di neurotrasmettitori attraverso autorecettori, 6) attivazione dei recettori postsinaptici, 7 ) inattivazione gli effetti inibitori di questo neurotrasmettitore. Il GABA svolge un’azione inibito^
dei neurotrasmettitori.
! ria aumentando la corrente di ioni Ch verso l’interno della cèllula, cui consegue
I l’iperpolarizzazione del neurone ( vedi fig. 2.17 ).
Cocaina. La cocaina è un potente agonista delle catecolamine e produce una !
notevole dipendenza fisica net soggetti che l’assumono. Aumenta l’attivit à sia della .$
?
Atropina. Molti dei farmaci oggi usati nella ricerca e in medicina sono estratti
dopamina sia della noradrenalina, bloccando la ricaptazione di questi neqrotra - i di piante da lungo tempo usate a scopo terapeutico o cosmetico. Per esempio, ai
smettxtori dalla fessura sinaptica entro il bottone terminale. Pertanto, quando ci ;f tempi di Ippocrate, i greci si servivano di estratti di belladonna per curare distur-
.

sono alti livelli di cocaina nel cervello , le molecole di dopamina e noradrenalina 5



?
bi gastrici o per apparire più attraenti. Le donne greche credevano che l’effetto
continuano . ad attivare i recettori postsinaptici perch é il principale meccanismo di di dilatazione della pupilla ( midriasi) prodotto dalla belladonna le rendesse pi ù
ì
inattivazione non funziona . La cocaina produce una variet à di ..effetti psicologici , il> belle , da cui il nome. L’atropina rappresenta il principio attivo della belladonna . S'

tra cui euforia, perdita di appetito . e insonnia e dipendenza ( vedi cap . 11) . Si tratta di .un bloccante recettoriale che svolge un ’azione antagonista legandosi al

£
I
4< recettori colinergici di tipo muscarlnico^ bloccando così l’azione deiracetilcolina .
Benzodiazepine. Il clordiazepossido ( in vendita come Librium ) e il diazepam r Che dosi elevate di atropina producano gravi deficit di memoria, è stato il primo
classe di farmaci noti come benzodiazepine. Le indizio del fatto che i sistemi colinergici svolgono un’importante funzione nella
iv
( Valium ) appartengono a una s§
^ benzodiazepine hanno propriet à ansiolitiche, sedative ( induzione del sonno),e an
tiepilettiche . Esercitano i loro effetti ansiolitici agendo da agonisti per il GABA . Le
- $

memoria ( vedi cap , 12 ) .

benzodiazepine si legano a un sottotipo recettoriale del GABA (recettore legato ai I


S .
Curaro I nativi dell’Am erica Latina hanno sempre usato il curaro, estratto da
canali ionici [Macdonald e Oisen 1994 ] ) , ma non funzionano da agonisti del GABA * certi tipi di vite, per uccidere la selvaggina e a volte i loro nemici. Come l’atropina, i
tì il curaro è un bloccante recettoriale a livello delle sinapsi colinergiche. Esso agisce
imitandone l’azione. Infatti, le molecole di benzodiazepine non si legano al recettore
1
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% CAPÌ TOLO 2
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CONDUZIONE NERVOSA E TRASMISSIONE SINAITICA 97
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Riepilogo >
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• ; Le funzioni del sistema nervoso, come le funzioni di ogni circuito complesso ,
1 dipendono in gran parte dal modo con cui i segnali sono trasmessi al suo interno.
1: L’obiettivo principale del capitolo era quello di familiarizzarvi con la conduzione
is
nervosa e con la trasmissione sinaptica. Questa introduzione ha toccato tre dei
* quattro temi fondamentali del volume .
Il tema delle implicazioni cliniche è stato illustrato dal caso introduttivo della
fé lucè rtola, Roberto Garcia d ’Orta , i cui sintomi erano provocati da un ’interruzione
I
<Ì: della trasmissione di dopamina . In seguito , si affronta l’uso terapeutico dei farmaci
ansiolitici e d èi curaro.
Il terna della prospettiva evoluzionista ricorre in tutto il capitolo perch é gran
parte della ricerca neurologica studia i neuroni e le sinapsi di soggetti non -umani. La r ’

? prospettiva evoluzionista diventa tuttavia più esplicita con l’osservazione dell ’alta
percentuale nel cervello umano di cellule gliali rispetto ai neuroni (10 a 1).
;

La riflessione cr
ìtica sulla psicobiologia si sintetizza .in due metafore: I’immagine
del meccanismo dello sparo.di una pistola associata al potenziale d’azione e Panalo
già della trappola per topi posta su un piano instabile, utilizzata per la conduzione
- ** l
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assonale. Le metafore sono utili neH’insegnamento e gli studiosi le utilizzano per


riflettere sui fenomeni studiati e per fare ipotesi in proposito.

Letture consigliate

J.C. Eccles, The physiology of synapses, Heidelberg , Springer-Verlag , 1964 ; B.


. •

.
FIG 2,17, Interazione delle benzodiazepine con ti complesso ( jABÀ-recettore. In presenza dì benzodiazepine,
le molecole di GABA che si legano al recettore sono pi ù efficaci nei causare l’apertura dei canali ionici per Katz , Nervi, muscoli e sinapsi, Bologna, Zanichelli, 1981; E.R. Kandel J.H. Schwartz
il cloro. Questo aumenta la corrente di ioni Cl verso l’interno del neurone e determina una pi ù intensa e TM. Jessel, Principi di neuroscienze, Milano, Casa Editrice Ambrosiana , 20033; G.
.

iperpola rizza zi one ( inibizione) del neurone è:


M òruzzi, Tisiologia della vita di relazione, Torino, UTET, 1981; E. Nehjer e B. Sak-
mann , La tecnica del patch clamp , in «Le Scienze» , 1992, 285, pp. 30-38; P. Strata ,
però sui recettori colinergici di tipo nicotinico. Legandosi ai recettori nicotinici, Tisiolog ìa.del neurone , Roma , Edizioni Mediche Scientifiche Internazionali, 19832,
il curaro blocca la trasmissione neuronale in corrispondenza della placca neuro -
muscolare, pròducendo paralisi generalizzata e morte per asfissia {per paralisi dei
muscoli respiratori ) . A volte piccole dosi di curaro sono impiegate negli interventi
I
!
chirurgici per evitare che i muscoli del paziente siano contratti durante l’incisione
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I
chirurgica. Quando si usa il curaro, il paziente deve essere mantenuto in vita con !
un respiratore automatico. I
§

i
Botox. Il botox ( abbreviazione per tossina botulinica ) è una tossina che agi - lfé
see sul sistema nervoso ed è rilasciata da un batterio che spesso si trova nel cibo i
avariato. È anch’esso un antagonista nicotinico: blocca il rilascio dell’acetilcolina 1
1
nelle giunzioni muscolari e agisce come veleno mortale. Tuttavia , iniettato a piccole I1

dosi in punti precisi, trova applicazioni in medicina ( per esempio, attenuazione dei :féì
tremori ) e in cosmetica ( per esempio, riduzione delle rughe ) . fé-

I
Forse vi interrogherete sulla differenza tra recettori muscarinici e nicotinici e .
a I
sul significato dei loro nomi. L’esistenza di questi recettori colinergici è stata messa $
fé 1;

in luce dalla scoperta che alcuni recettori che si legano all’acetilcoiina si legano fé

anche alla muscarina, mentre altri si legano alla nicotina.
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Nell’Introduzione vi ho presentato la psicobiologia, offrendovi una panoramica
dei suoi principali interessi, delle idee e dei concetti che ne costituiscono il corpo
e dei diversi approcci in cui si articola . Nel secondo capitolo ho abbandonato
temporaneamente il discorso propriamente psicobiologico, dedicandomi invece à
una presentazione esaustiva della neuroanatomia e della neurofisiologia prima e
poi della chimica e farmacologia applicate al sistema nervoso. In questo capitolo
entrerò nel cuore della materia : descriverò le attivit à quotidiane che si svolgono in
.

un laboratorio di psicobiologia , allo scopo sia .di . affinare la conoscenza della materia
sia di illustrare come gli studiosi in questo campo svolgono la loro ricerca.
Il capitolo è diviso in due parti principali che riflettono l’intrinseca dualit à
della psicobiólogia: dapprima analizzerò i metodi di studio del sistema nervoso,
mentre successivamente esporrò! metodi che consentono di esaminare il compor-
tamento.
* Proseguendo con la lettura capirete che la maggioranza dei metodi utilizzati per
studiare il cervello umano .sono utilizzati anche .a scopi clinici, sia per la diagnosi
sia perla cura . II . caso del professor Riquadro 3.1) ne costituisce un esempio.

*Sfc¥ls. : QUADRO 3.1.


!

. 1?
Il L'ironico caso del professor P
S
|
| Due mesi prima dell'operazione al cervello , il professor P. fu ricoverato per |
I | una serie di analisi. Egli fu stupito perché questi accertamenti gli sembravano |
. mi

| oitremodo familiari. Il professor P. non era affatto uno psichiatra, bensì uno stu - |
|
| dioso del comportamento a livello deile neuroscienze e fu colpito dall’analogia I
| tra gli esami a cui era stato sottoposto e i test che lui stesso applicava nel suo |
| dipartimento. |*
Il professor P. aveva un tumore cerebrale sul nervo acustico- vestibola.re g
v: | destro ( nervo cranico Vili, vedi appendici 3 .e 4 ), che gli doveva essere reciso. «
| Per prima cosa , si dovevano valutare le facoltà uditive misurando la sua capacità I
.
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i | di individuare suoni di diversa intensit à e altezza e calcolando poi Pampiezza
.
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100 CAPITOLO } 1* r .
METODI DI. STUDIO JN PSJCOUIOLOGIA 1Q1
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1 Metodi di visualizzazione del cervello umano « in vivo»
1
dei segnali EEG evocati nella corteccia uditiva, per mezzo .di suoni presentati !
1 all’orecchio destro. .%
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Prima degli inizi degli anni ’70, la ricerca in psicobiologia era ostacolata dalla
I In un secondo tempo, la funzione vestibolare (equilibrio ) del professor P. | ì impossibilità di ottenere immagini del cervello umano in vivo . La radiografia a raggi
ìì veniva controllata iniettandogli acqua fredda nell ’orecchio. X tradizionale è di scarsa utilit à a questo fine . Tale metodo si basa sul passaggio
«Sente qualcosa , professor E?» di un fascio di raggi X attraverso un oggetto, è quindi su una lastra fotografica.
3 « Ebbene, un orecchio freddo, direi.» Ciascuna delle molecole dell ’ oggetto assorbe una certa quantit à di radiazione ,
Ì « Nient’altrò?» mentre la parte non assorbita impressiona Temulsione fotografica della lastra,
«No.»
1
&
:§ Si riprovò con acqua sempre pi ù fredda finch é, .airultimo tentativo, il pro- 1 La radiografia standard a raggi X è pertanto adatta a visualizzare quelle strutture
interne che differiscono nettamente dalle regioni adiacenti nella capacità di as-
fessore esclam ò: «È strano! Sembra che il letto venga capovolto» . sorbire radiazioni X: per esempio, il tessuto osseo rispetto al circostante tessuto
;
I
-.v
I risultati dei test erano pessimi, oppure buoni , dipende dal vostro punto
di vista. L' udito del professor P. all’orecchio destro era molto scarso e il nervo
! ‘
5.
I muscolare. Tuttavia, le diverse strutture che compongono il cervello differiscono
.ft
w,
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destro vestibolare funzionava appena. « A simili temperature, gli altri starebbe-


ro carponi a torcersi gli intestini .» Il professor R sorrideva a sentire tutti quei 3
I r
solò minimamente le une dalle altre nel grado di assorbimento di raggi X, con la
conseguenza che questa tecnica non d à alcuna informazione utile sulla forma delle
singole strutture cerebrali . |
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’S termini tecnici. .f
&
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J
i& Naturalmente era sconvolto per la sua grave lesione al cervello, ma in segreto |
& si compiaceva deifoperazione: « Non dobbiamo tentare di risparmiare il nervo; | 1.1 . Radiografia con mezzo d ì contrasto
& dobbiamo soltanto tagliarlo». 1
1
1 .
C’era ancora un ultimo test Gli punsero leggermente la pelle della guancia | | '
<
$ sinistra, mentre registravano sul cuoio capelluto le risposte EEG della corteccia %
&
§ .somatosensoriale. «È solo per stabilire uno schema preliminare per l 'opera- |
Sebbene la radiografia a raggi X tradizionale sia di fatto inutile nella visualiz
zazione del cervello, le tecniche di radiografia con mezzo di contrasto sono molto
-
- utilizzate. La tecnica di radiografìa a mezzo di contrasto consiste nell’iniettare in
1 zione», gii fu spiegato. «Il maggior rischio nel rimuovere i tumori del nervo
1
:?
-
3 cranico acustico vestibolare ( Vili ) consiste nei danneggiare il nervo cranico
facciale (Vii ) .e ci sarebbe un cedimento del lato destro del viso. Quindi, du- tg:
.
1 i
:: una regione corporea una sostanza che assorbe i :raggi X ( radiopaca ) a un liveilo. mi
nore o maggiore dei tessuti circostanti. La sostanza radiopaca accresce il contrasto
-
j
9
I
tra il compartimento che si vuole studiare e il circostante tessuto cerebrale.
^
rante operazione, le saranno inseriti degli elettrodi nella guancia per stimolarla
con bassi impulsi elettrici. Le risposte corticali saranno registrate e inserite in
un altoparlante in modo che il chirurgo possa sentire immediatamente qualsiasi
18 cambiamento di attività qualora il bisturi tenda a deviare in quell area.»
'
I
1
:

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Una tecnica radiografica con mezzo di contrasto è l’angiografia celebrale, È una
procedura idonea a visualizzare il sistema .circolatorio cerebrale mediante l’iniezione
di una sostanza radiopaca direttamente in un’arteria cerebrale prima di eseguire ^
3 Mentre il professor P. tornava a casa in màcchina, la sua mente ritornava alla 1
& una radiografia a raggi X ( vedi fig. 3.1 ) . Gli angiogrammi cerebrali sono molto utili
! situazione che aveva vissuto quel giorno all ’ospedale. «Molto interessante», pensò |; ì
i per localizzare un danno vascolare; inoltre, lo spostamento di alcuni vasi cerebrali
&
tra sé. Cerano psicobiologì dappertutto che compivano atti di psicobiologia . In | I I
1
8 tutti e tre i laboratori dove era stato, c’erano persone che avevano appena iniziato i
.

1 la formazione di psicobiologi.
.
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1
r *

dalla loro normale posizione può indicare la presenza di un tumore cerebrale.

Due settimane dopo, il professor P fu condotto in barella nella sala della


S
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preparazione. «Spiacente di farle questo, professor P, era uno dei miei insegnanti| j I
8
I
preferiti», disse l’infermiera , mentre inseriva un grosso ago nella guancia del fj
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professore e lo lasciava conficcato.
I
1 Al professor P non importava; era quasi del tutto incosciente. Non sapeva $ &
&
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che sarebbe rimasto privo di conoscenza per parecchi giorni - al punto di essere | |
I
! incapace di parlare, di mangiare e perfino di respirare.
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1 Non dimenticale il professor P, nel capitolo 4 imparerete molto sul suo caso. 8
ÌS • 8
I
I
ì> Per il momento, esso serve a dimostrare che gran parte dei metodi di ricerca in j | 3
1
I
n3 psicobiologia sono anche utilizzati a scopo clinico. E adesso entriamo nel vivo | :; 3
I di questi metodi
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Fro 3.1, Angiogramma cerebrale
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di un soggetto sano.
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102 CAPITOLO 3
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METODI DI STUDIO IN PSICOBIOLOGIA 103
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1.2 . Tomografia computerizzata a raggi X
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Fic 3.3 Un’imiHagine TAC, Si noti

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. - un tumore nel lobo frontale sini
.
stro
-
Nei primi anni ’70 lo studio . del cervello.umano in vivo fu rivoluzionato dall’in -
troduzione della tomografìa assiale computerizzata ( TAC) , una procedura radio- I '•
/

grafica computerizzata che consente di visualizzare il cervello e altri organi interni


in vivo , Durante una TAC, il paziente giace con la testa posta nei centro di un largo
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cilindro, come illustrato nella figura 3.2. Su un lato del cilindro c’è un tubo che
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proietta un fascio di raggi X attraverso la testa del paziente contro un rilevatore di
raggi montato dall’altra parte del cilindro. Il tubo a raggi X e il rilevatore ruotano
simultaneamente attorno alla testa del paziente, a un determinato livello rostro-cau-
w:
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dale del cervello, ed effettuano una serie di rilevazioni. Ciascuna rilevazione viene
combinata dal computer generando l’immagine (scan ) di una sezione orizzontale V
del cervello (vedi fig. 3.3 ) .

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1.3. Risonanza magnetica

Il successo della TAC ha stimolato lo sviluppo di altre tecniche per ottenere im -


ì magini in vivo dell’interno del corpo. Tra queste tecniche va annoverata la risonanza
$ V:
magnetica (RM) . In questa metodica l’elevata risoluzione .spaziale delle immagini .è
.
i ottenuta dalla misura delle onde emesse dagli atomi di idrogeno del cervello attivati
$
5 .
da onde di radiofrequenza in un campo magnetico .La RM fornisce immagini del
?
cervello pi ù precise e chiare della TAC, Un’immagine sagittale del cervello, a colori
e ottenuta con la tecnica della RM , è illustrata nella figura 3.4 .
s
> Oltre a fornire una risoluzione spaziale (la facoltà di individuare le differenze
¥ a livello spaziale) migliore, la RM produce immagini tridimensionali. La figura 3.5
£
£ mostra un’immagine tridimensionale, mentre la figura 3.6 ne mostra una bidimen -
sionale di una sezione cerebrale.
I.
1.4. Tomografia a emissione di positroni

s. La tomografia a emissione di positroni { positron emission tomography , PET)


v
V
è una recente metodica di visualizzazió ne in vivo del ..cervello ampiamente usata
nella ricerca in psicologia fisiologica. Piuttosto che la morfologia delle diverse
strutture cerebrali, la PBT fornisce informazioni sull’attività metabolica (funziona -
le ) del cervello. Nella metodica PéT più diffusa, si inietta nell’arteria carotide del
soggetto ( un’arteria da cui dipende gran parte della vascolarizzazione dell’emisfero
\
.
FlG 3.2, Tomografia assiale computerizzata (TAC). | cerebrale ipsilaterale ) 2-d èsosstglucosio radioattivo ( 2 -DG ) . A causa della su à
%
5
I
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Il
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104 CAPITOLO 3 //? METODI DI STUDIO IN PSICOBIOLOGIA 105


i

. .
FIG 3.4 Un’immagine sagit
tale d ì risonanza magnetica
(RM ).
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. .
FIG 3.6 La risonanza magnetica strutturale può anche essere utilizzata per ottenere immagini bidimensio -
nali eli sezioni di cervello. In giallo sono evidenziati i ventricoli; il tumore è evidenziato in rosso [Calmon
et al. 1998]. I;

somiglianza con il glucosio, principale fonte energetica per le cellule cerebrali, il :


2 - DG :è rapidamente assunto dai neuroni funzionalmente pi ù attivi ( e per questo
con maggiore fabbisogno energetico). Tuttavia, diversamente dal glucosio, il.2 - de-
sossiglucosio non pu ò essere metabolizzato e si accumula nei neuroni finch é non
viene gradualmente scisso ed eliminato. La PET evidenzia le aree cerebrali attive
\
5
;; in cui si .accumula una maggiore quantit à di radioattivit à. Così, se la PET viene esev
: guita mentre un soggetto è impegnato , per esempio, in un compito di lettura per
! ^
circa 1 minuto dopo iniezione di 2 DG, Timmagine che ne risulta evidenzierà le
>

aree cerebrali più attive durante quel particolare compito (vedi fig. 3.7 ) / Di .solito
1

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K;

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Ì .
FlG 3.7. Immagini di
tomografia a èmissio-
ne .di positroni (PET) .
Ciascuna sezione oriz-
%
zontale dei cervello è
Fio. 3.5. Risonanza magneti - stata ottenuta durante !
.
ca funzionale ( RMO Questo
tecnica permette di ottenere
£ io svolgimento di una i
diversa attività psico - ì
un’immagine tridimensionale lògica. Le .aree .di pi ù
.dei cervello con zone colorate elevata attivazione sono
che indicano le aree cerebrali indicate con i colorì ros-
.- so c giallo. Sj noti , ad
maggiormente attivate duran :
te un determinato compito : -
esempio, l'alto grado di
L’immagine nella figura non
mostra aree di attivazione per-
attivazione della cortec -
ch é si riferisce alla condizione
cia visiva nel lobo occi
pitale mentre il soggetto
- I
:•
di controllo. E' - osserva una ;seen a.
3
E

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1.
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106 CAPITOLO 3
• . METODI DI STUDIO IN PS.ICOBIO LO GlA 1Q7
:

\ sono visualizzate diverse sezioni del cervèllo per poter valutare meglio l’attività
cerebrale complessiva .
Dalla figura 3.7 capirete che le immagini PET non mostrano il cervello, bensì .
,*

una mappa colorata della quantità di radioattivit à in ogni voxel (abbreviazione di


volume pixel, la pi ù piccola parte di un ’ immagine tridimensionale) che compone
rimmagine. Si pu ò solo stimare come ciascun voxel si colloca dentro una specifica
struttura cerebrale.
:
1.5. Risonanza magnetica funzionale

. Recentemente la tecnica della RM è ,stata applicata con successo allo studio del -
tv

}'
l’attivit à funzionale del cervello [Cabeza e Nyberg 2000], La risonanza magnetica I
funzionale ( Rwf ) evidenzia le aree cerebrali attive in cui .c’è un aumento di flusso
ematico e , di conseguenza , di ossigeno.
, 1!.
SUPERFICIE LATERALE DELL’EMISFERO DESTRO SUPERFICIE LATERALE DELL’EMISFERO SINISTRO
.La RM £ presenta quattro vantaggi rispetto alla PET; 1) non è necessario che si
inietti alcuna sostanza nel sistema circolatorio del soggetto; 2 ) fornisce nella stessa
immagine informazioni sia funzionali sia morfologiche; 3 ) la sua risoluzione spaziale
è più elevata; 4) consente di ottenere . immagini tridimensionali dell’atdvità di tutto :
il cervello. La RMf è mostrata nella figura 3.8, !:

:•

1.6. Magnetoencefalografia

Un’altra tecnica per registrare Tatti vita cerebrale è la magnetoencefalografia


' ( MEG ) , La MEG misura lè variazioni di campi magnetici sulla superficie del cuoio tE-
capelluto prodotti da cambiamenti nell ’attivit à elettrica del cervello. Il vantaggio
principale rispetto alla RMf è la sua risoluzione temporale; infatti pu ò registrare 1
cambiamenti dell’attività nervosa molto rapidi. l
SUPERFICIE MEDIALE DELL’EMISFERO SINISTRO SUPERFICIE MEDIALE DELL'EMISFERO DESTRO
«

FIG. 3.8, Immagini di- risonanza magnetica funzionale (Ruf ). Queste immagini illustrano le aree corticali che
1,7. Un archivio di Immagini del cervello diventano:pi ù attive mentre il soggetto osserva serie di lettere e gli si chiede quali serie corrispondono A . pa-
role precise; nella conditone di controllo, i soggetti vedono invece serie di,ss tc rischi [ Kiehl et ai 19993. La
Uno sviluppo recente e di notevole importanza Della ricerca sulla visualizzazio - !: RMf illustra l’attivit à di superficie; ma si possono anche ottenere immagini di sezioni interne del cervello.
ne cerebrale non è tanto una nuova tecnica, quanto la messa a punto di un archivio
,

di immagini del cervello . In ogni articolo vengono infatti pubblicate soltanto alcune £
P:::
immagini riassuntive e le innumerevoli e complesse variazioni dovute alla elabora - stessi limiti: possono essere utilizzati per mostrare una correlazione tra Fattività
zione dei dati rendono impossibile ai ricercatori paragonare i .risultati degli studi
pubblicati con le proprie ricerche. Molti studiosi che si occupano di visualizzazione ! cerebrale e l’attività cognitiva, ma non possono dimostrare che Fattività cerebrale
e l’attivit à cognitiva hanno tra loro un rapporto causa-effetto. Per esempio, una
cerebrale tuttavia ora raccolgono i loro dati in un archivio di immagini del cervel- £ tecnica di visualizzazione del cervello può dimostrare che la corteccia cingolata si
lo a cui hanno accesso anche gli -altri ricercatori [Roland .et al. 2001; Van Horn e I attiva quando i soggetti guardano fotografie a contenuto scabroso , ma non pu ò
Gazzaniga 2002 ] , In questo modo è possibile attingere alTinsieme dei dati di un dimostrare che Fattività della corteccia cingolata provoca la reazione emotiva. La
determinato studio e poi confrontare tali dati con i propri, oppure combinarli

1.8. La stimolazione magnetica transcranica

La PET, la .Rwf e la MEG hanno permesso agli studiosi delle neuroscienze di


.

I
V
>
I stimolazione magnetica transcranica pu ò fomire un modo per studiare la relazione
causale tra Fattivit à corticale umana eia cognizione.
La stimolazione magnetica transcranica ( transcranial magnetic stimulation,
TMS) è una tecnica che consiste nelFinterrompere Fattivit à in un ’area data della
corteccia creando un campo magnetico con uno strumento chiamato coil posto
riprodurre immagini dell’attivit à cerebrale . Ma questi metodi presentano tutti gli sul cranio [Fitzpatrick e Rothman 2000; Pascuai-Leone, Walsh e Rothwell 2000],
!

ì :
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108 CAPITOLO 3
1 1Q9
li METODI DI STUDIO IN PSICOBIOLOGIA

II
:P
La stimolazione magnetica disattiva temporaneamente una parte del cervello,

consentendo così di valutare gli effetti di questa disattivazione sulla cognizione e VEGLIA ATTIVA
sull’apprendimento.
Anche se la TSM è attualmente utilizzata per studiare i meccanismi nervosi della
cognizione, il suo potenziale non potrà essere sfruttato a fondo finché non si sarà
data una risposta alle domande fondamentali sugli effetti e sui meccanismi delia VEGLIA RILASSATA Onde alfa
disattivazione nervosa e sull’assenza di effetti collaterali.
!
Registrazione deM’.àttJvità psicofisiologica neiruomo
.

\ li
Il paragrafo precedente vi ha permesso di addentrarvi alla visualizzazione f Ù SONNO
&
funzionale del cervello, pietra miliare . dell’attuale ricerca delle neuroscienze co-
gnitive. Qu ésto paragrafo tratta invece dei metodi di registrazione dell’attività
psicofisiologica (metodi di registrazione dell’attività fisiologica a partire dalla :
superficie corporea ). Vengono introdotte cinque modalità di misurazione tra le
più usate in psicofisiologia: una riguarda .l'attività cerebrale ( EEG registrato dal : SONNO PROFONDO
cuòio capelluto), due sono relative .all ' attività del sistema nervoso somatico (stato
di tensione muscolare e movimenti degli occhi) , e infine due riguardano il sistema
nervoso autonomo (conduzione cutanea ed attività cardiovascolare) .

A li
••••
2,1. L’elettroencefalografia
> 1 secondo
L’elettroencefalogramma ( EEG ) è una misura globale deli’attivit à elettrica del
cervello. L EEG è registrato mediante larghi elettrodi da uno strumento denomina - : . . -
Pie 3.9 Alcuni tracciati El G e i loro correlati psicologici.
.
to elettroencefalografo, mentre la tecnica viene detta elettroencefalografia Negli
studi EEG su .soggetti umani, ciascun canale EEG è di solito collegato a due elettrodi i
ì
a forma di disco, di circa 1 centimetro, che sono fissati alla superficie del cuoio
.
sodate ad eventi (esterni o interni) prendono il nome di potenziali evento correlati -
capelluto Esistono due tipi di registrazióne, Nella registrazione bipolare, entrambi
gli elettrodi sono posti su siti elettricamente attivi; nella registrazione monopolare,
{ event related potentials o EKPS) . Uno dei più comuni potenziali evento correlati -
è il potenziale evocato sensoriale, cioè la modificazione del segnale EEG indotto
uno dei due elettrodi è posto su di un sito attivo,.mentre l'altro è collocato su di -un dalla momentanea presentazione di uno stimolo sensoriale. Il segnale EEG che fa
punto di relativa inattivit à elettrica, per esempio sul lobo di un orecchio. seguito a uno stimolo sensoriale presenta due componenti ( vedi fig. 3 ,10): la risposta
Il segnale EEG riflette la somma di tutti gli eventi elettrici del cranio. Questi 5
£ allo stimolo { segnale ) e la contemporanea attività di fondo { rumore ) . Ovviamente,
eventi includono potenziali postsinaptici e PA cerebrali, come anche segnali elettrici il segnale è la parte importante di ogni registrazione, mentre fattivit à di fondo
dalla cute, muscoli, vasi ematici e occhio. Pertanto, l'utilit à del segnale EEG non è £: non lo è. Il problema nella registrazione dei potenziali evocati sensoriali è .che. il
tanto .quella di fornire un segnale chiaro dell’attivit à neurale, La sua utilità clinica ! rumore di fondo è di solito tanto grande da oscurare il segnale evento- correlato;
e di ricerca risiede nei fatto che alcune onde EEG .sono associate a .determinati stati !I registrare un potenziale evocato pu ò essere come misurare un bisbiglio durante
di coscienza , o a specifiche condizioni patologiche cerebrali (come l’epilessia ). un concerto rock.
i
Per esempio, le onde alfa, ampie onde regolari con frequenza pari a 8 -12 cicli al È Di solito per attenuare il rumore di fondo si utilizza una procedura detta di
.
secondo , sono indice di uno stato di veglia rilassata La figura 3 ,9 illustra alcuni * : .
signal averaging ( media dei segnali) Innanzitutto vengono registrate molte volte,
esempi di onde EEG e gli stati psicofisiologici a cui sono correlate. & diciamo 1.000, le risposte ÈEG a uno stesso stimolo ( per. esempìo, uh tono acustico ).
Poiché il segnale EEG decresce in ampiezza man mano che diffonde dal suo 5 Poi il computer identifica In ciascun tracciato EEG il punto d ’inizio in cui è stato
punto di origine, un confronto dei segnali registrati tra punti differenti pu ò a volte *h presentato lo stimolo acustico e calcola, a partire da quel punto e per tutti i punti
, E
indicare l’origine di alcune onde particolari. Questo spiega perche si registra l’at - successivi, il valore medio delle 1.000 registrazioni , .Al termine di questa operazione
.tiyit à EEG simultaneamente da molti punti. 1 il segnale medio evocato dallo stimolo acustico apparir à pi ù accentuato del rumore
In alcuni casi i ricercatori sono più interessati alle onde EEG che accompagnano di fondo, che invece viene cancellato dalla procedura di averaging . La figura 3.10
certi eventi psicologici piuttosto che .al segnale EEG d ì fondo. Queste onde EEG as- è illustra un .esempio di signal averaging nel caso d ì un potenziale evocato uditivo.
v:
* I
I
ili . ,.
11
'

] 10 CAPITOLO 3 m METODI DI STUDIO IN PSICOMOLOGIA 111


%
FIG , 3.11. Un potenziale
evocato uditivo che . eviden -
i EEG di fondo EEG con potenziali zia un ' onda P30 G. Que -
(segmenti di 1 s) evocati (segmenti di 1 s) st’onda compare solo se lo
stimolo ha significato per
il soggetto ; in questo caso
!
il click sonoro avverte del
l ’imminente arrivo di un
-
: .
premio Per convenzione le
::
onde positive dell’EGG sono
rappresentare come defles -
sioni verso il basso.
3
.

r
Xr ; •

utilizzano software molto sofisticati e numerosi elettrodi, possono localizzare


j li con precisione la fonte dei segnali. La risoluzione spaziale di queste tecniche è
I |! ; tale da permettere che l’ampiezza dei segnali EEG registrati sulla corteccia venga
codificata a colori e tracciata sulla superficie di yn ’immagine RMf tridimensionale
[ Gevins et ai 1995]. Questa utilissima combinazione di tecniche è presentata
.

: nella figura 3.12 ,


; •
::

VA
Media Media del
dell'EeG di potenziale £
fondo evocato Click

. .
É tc 3.10 Media .{averaging ) di potenziali evocati acustici , lìaveraging aumenta il rapporto segnale/ rumore
,

t
di fondo.
i
;

L'analisi dei potenziali evocati prende in considerazione i picchi o onde pre- !ix
senti nel tracciato EEG medio. Ciascuna onda si caratterizza per la siia direzione, :;

positiva o negativa, e per la sua latenza. Per esempio, l’onda P300 ( vedi fig. 3.11) . .
FIG 3.12 La combinazione di
immagini di elettroencefalografia
è un’onda positiva che compare circa 300 ms dopo uno stimolo significativo per il
soggetto .(per esempio, uno stimolo a cui il soggetto deve rispondere ) [Friedman ,
$ e d ì risonanza magnetica ; la distri
buzione dei segnali EEG pu ò venire
- a-
Cycowicz e Gaeta 2001]. In contrasto, le piccole onde che si registrano nei primi r:
rappresentata su una RAI struttu -
millisecondi dopo la presentazione di uno stimolo non sono influenzate dal fatto ! .
rale Nella figura è sottolineata
S: la distribuzione d èlie onde theta
che lo stimolo sia o meno significativo per il soggetto. Queste onde son ò dette fi
: registrate mentre il soggetto era
potenziali troncoencefalici { far- field potentials ) poich é, quantunque registrati sul .K
& assorbito in un compito di memo -
cuoio capelluto, originano nei nuclei sensoriali del tronco cerebrale. S-
ria. L’mciden za maggiore di onde
theta ( sottolineata in rosso nella
! Anche se rdettroencefalografia ha un’ottima risoluzione temporale, in un RM tridimensionale della superficie
primo tempo ebbe risultati davvero modesti quanto alla risoluzione spaziale . Con dorsale del cervello e in blu nello
i:
le procedure encefalografiche convenzionali , si pu ò valutare la fonte di Un segnale sezione sagittale ) si verifica nella
,

corteccia cingolata anteriore.


specifico soltanto in modo approssimativo., Le tecniche pi ù recenti, tuttavia , che %k

=
. Ir
m
=
:S
$
112 CAPITOLO 3 METODI DI STUDIO IN PSlCQBIOLOGt A 113
%
2.2. Tensione muscolare :$ il numerò di scariche EMG . per una data unit à di tempo, per esempio ogni 100 ms.
5>1 Le variazioni dell’attivit à EMG sono poi rappresentate graficamente secondo questa
Ciascun muscolo scheletrico è composto da milioni di fibre muscolari filiformi. f
& unità di tempo. Il risultato è una curva meno frastagliata, la cui ampiezza è una
Ciascuna fibra si contrae in modo tu tto - o -nulla quando è attivata dal mo.toneurone misura continua del livello di tensione muscolare nel tempo ( vedi fig. 3.13 ) .
che la innerva. A ogni istante nel muscolo a riposo alcune fibre sono contratte par-
‘•A

tecipando così ai mantenimento dello stato di tensione o tono muscolare. Quando


::
molte fibre si contraggono contemporaneamente si ottiene un movimento. Le va - 2.3. Movimenti oculari
riazioni della tensione muscolare sono di solito impiegate come indice dello stato
di aurosa psicologico (veglia attenta ) di una persona .
Nel linguaggio quotidiano si dice delie persone ansiose che sono «tese». Questa
ii . La tecnica elettrofisiologica di registrazione dei movimenti oculari è l’elettro
oculografia (EOG) , e i relativi tracciati sono detti oculogrammi. L’elettrooculografia
-
parola riconosce il fatto che le persone ansiose, o preoccupate, di solito manifestano si basa sull’esistenza di una stabile differenza di potenziale tra la parte anteriore
alti livelli di tensione nei muscoli . ,>
( positiva ) e quella posteriore ( negativa ) del globo oculare. I movimenti dell’occhio
La procedura usata di solito per la misura dello stato di tensione muscolare è ? causano una variazione . di questo potenziale (dipolo) che è