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Il Covid-19

La COVID-19, è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-
2 appartenente alla famiglia dei coronavirus. I primi casi sono stati riscontrati in Cina durante
la pandemia di COVID-19. Al 2 febbraio 2021 il suo tasso apparente di letalità è del 2,16%.

Il periodo di incubazione mediamente è di 5,1 giorni con il 95° percentile di 12,5 giorni. Per
questo motivo è stato indicato un periodo di isolamento di 14 giorni dalla possibile
esposizione a un caso sospetto o accertato. Durante il periodo di incubazione si è
contagiosi, successivamente possono comparire i sintomi. Il virus si trasmette per via aerea,
molto spesso tramite le goccioline respiratorie. Per limitare la trasmissione devono essere
prese precauzioni, come mantenere la distanza interpersonale di almeno 2 metri e tenere
comportamenti corretti sul piano dell’igiene personale (lavare e disinfettare periodicamente
le mani, starnutire o tossire in un fazzoletto o nell'incavo del gomito, indossare mascherine e
guanti) e ambientale (rinnovare spesso l'aria negli ambienti chiusi aprendo le finestre e
mantenere gli ambienti molto puliti). I governi e gli enti competenti consigliano a coloro che
ritengono di essere infetti di rimanere in isolamento fiduciario, indossare una mascherina
chirurgica, osservare le regole di igiene e contattare quanto prima un medico al fine di
ricevere ulteriori indicazioni sul cosa fare.
Il virus colpisce principalmente il tratto respiratorio superiore e inferiore ma può provocare
sintomi che riguardano tutti gli organi e apparati. In oltre la metà dei casi l'infezione decorre
in maniera del tutto asintomatica e in circa un terzo dei casi presenta sintomi simil-influenzali
ovvero una forma pauci-sintomatica. In una minoranza di casi in circa 5-6% dei casi la
malattia può manifestarsi in forma moderata o grave con rischio di complicanze soprattutto
respiratorie come l’insufficienza respiratoria.
I sintomi simil-influenzali, più frequenti sono: febbre, tosse, cefalea (mal di testa), dispnea
(respiro corto), artralgie e mialgie (dolore ad articolazioni e ai muscoli), astenia (stanchezza)
e disturbi gastrointestinali quali la diarrea; sintomi caratteristici della patologia COVID-19
sono l'anosmia (perdita dell'olfatto) e l'ageusia (perdita del gusto), transitorie.
Nei casi più gravi può verificarsi una polmonite, una sindrome da distress respiratorio acuto,
sepsi e uno shock settico fino ad arrivare al decesso del paziente.

Al giorno d’oggi si sono sviluppate diverse varianti del covid, aumentando il tasso di mortalità
nel mondo, ma la variante indiana è quella che attualmente sta causando milioni di morti
nella nazione dell’India. Si spera che coi vaccini si riesca a vincere la battaglia con il covid
sperando che non riesca a sviluppare dei ceppi mutanti capaci di fuggire alla fuga
immunitaria. Queste varianti virali con capacità di maggiore infettività e/o migliore evasione
ai sistemi immuni tra cui quelle scoperte originariamente in Inghilterra (B.1.1.7), Sud Africa
(B.1.351), Brasile (P.1) e India (B.1.617)
struttura del covid-19
Come altri coronavirus, SARS-CoV-2 presenta quattro proteine strutturali, note come:
proteina S (spike o spinula), E (involucro), M (membrana) e N (nucleocapside); la proteina N
contiene il genoma dell'RNA mentre le proteine S, E e M creano insieme il capside virale.
La proteina spike, che è stata analizzata a livello atomico mediante microscopia
crioelettronica, è quella che permette al virus di attaccarsi alla membrana di una cellula
ospite.
La proteina S è suddivisa in due subunità S1 e S2, la subunità S1 contiene il dominio di
unione al recettore (DUR) ed è responsabile dell'attacco iniziale del virus alla cellula, tramite
unione S1-recettore cellulare, mentre la subunità S2 è responsabile della fusione nella
membrana cellulare per l'inserimento del RNA virale all'interno.
Come le proteine di fusione di molti altri virus, la proteina S è attivata da proteasi cellulari
presenti sulla superficie delle cellule umane. L'attivazione di tale proteina del SARS-CoV-2 è
un processo che richiede il taglio proteolitico in due distinti punti, S1/S2 e S2', che genera
separa le due subunità S1 e S2 che però rimangono unite non covalentemente. I taglio sono
dovuti a due proteine presenti sulla membrana della cellula ospite, al punto S1/S2 tramite la
furina, una proteina transmembranica che normalmente catalizza il rilascio di proteine
mature a partire da precursori, e al punto S2' tramite la serina proteasi 2 transmembranica
(TMPRSS2), il cui ruolo fisiologico è tuttora ignoto. Il taglio al sito S2' appena sopra il peptite
idrofilo di fusione sembra sia responsabile dell'inizio del attività di fusione membranica. In
seguito al taglio si ha lo sbloccaggio del peptide di fusione (PF) che a questo punto si
protende per fondersi alla membrana cellulare.

Una variante della proteina S originale di Wuhan, nota come D614G già individuata nei primi
mesi del 2020 ha iniziato a prendere piede in Europa per poi diffondersi successivamente in
Nord America, Oceania e Asia per diventare progressivamente a partire da marzo la più
diffusa al mondo. Tale mutazione derivata da una mutazione missenso nel gene codificante
la proteina S, risultante nel cambio di un amminoacido aspartato a una glicina nella
posizione 614. La variante D614G oltre al cambio nella posizione 614 è accompagnata nella
maggior parte dei casi da altre 3 mutazioni ed è stata considerata dall'agosto 2020 la forma
mondiale dominante.

Dovuto alla rilevanza della proteina S nell'attacco alle cellule ospiti per la proliferazione del
virus, una pressione selettiva continua causata da persone immunizzare naturalmente o
tramite vaccinazione ha portato al sorgere di numerose varianti virali con modifiche nella
sequenza di questa proteina.

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