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Traduzione “More Scientific Evidence That Reading Is Good for You”

“Il parere della scienza: leggere fa bene alla salute”

Numerose ricerche in campoUn numero crescente di studi scientificio stanno scoprendo afferma quello che
i topi da biblioteca, gli insegnanti del liceo e gli studenti di scienze umanistiche sottodisoccupati sapevano
già da tempo: leggere fa molto bene alla salute. Oltre a rendercti più empaticio, attraentisexy, colti
acculturato e in generale una persona più interessantie, apparentemente leggerela lettura sembra
apportare benefici concreti alla tua salute mentale, rendendoallenando la mente più elastica man mano
che invecchia.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Neurology, leggere e attività simili riducono la velocità di
declino cognitivo nei pazienti con demenza senile. Studiando i cervelli di 294 pazienti dopo il decesso, i
ricercatori hanno notato un livelloo stadio di declino inferioreminore nei pazienti che prediligevano attività
quali leggere, o scrivere o fare giochi enigmistici, sia nella giovinezza che durante la vecchiaia.

“Lo studioa ricerca ha dimostrato che i pazienti più mentalmente attivi, ovvero (quindi quelli che avevano
praticato letturaleggevano e scritturavevano regolarmente,) presentavanoavevano un declino decisamente
più lento rispetto a coloro che avevano svoltogevano le stesse attività meno frequentemente” afferma
Annalisa Quinn dell’emittente americana NPR.

Altri studi hanno rilevato che fra i benefici più immediati della lettura includevano vi è una migliore
gestione delle situazioni di ambiguità/’incertezza. AlcuniGli psicologi dell’Università di Toronto, ad esempio,
hanno fatto leggere ai partecipanti di uno studio o un breve racconto o un articolo di saggistica, per poi
testare la loro tolleranza verso all’incertezza. Era meno probabile che iI partecipanti che avevano letto il
breve racconto avessero bisogno hanno mostrato di necessitare meno una chiusura cognitiva, ovveroe che
invece mostrassero “ilun bisogno di una conclusione veloce arrivare velocemente ad una conclusione nel
processo decisionale e un’avversione all’ambiguità e alla confusione”. I lettori di narrativa, specialmente
quelli che si autodefinivano “lettori accaniti”, riuscivano meglio a pensare in modo creativo e non si
soffermavano su un’unica idea particolarespecifica.

Matilde Bettalico

Elena Fiorelli

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