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Oratoria:

Un nuovo genere letterario. Fa la sua comparsa nell’età classica, che genera molti generi letterari nuovi dal teatro,
alla medicina, alla storiografia, all’oratoria.
Nasce in realtà molto prima  è una delle pratiche più antiche della Grecia. Il fascino che la parola esercita nella
mente degli uomini è percepito da sempre come un qualcosa di molto importante. Parlare bene significa trasmettere
con chiarezza ed efficacia le proprie idee e persuadere gli altri.
Già Omero definisce le parole come “parole alate”, gli conferisce un significato di eccellenza, di capacità di cogliere il
segno.
Anche la  usava la parola per persuadere.
Due passi dell’Iliade che dimostra quanto sia importante la parola: vv.211-225, del II libro (Tersite).
Ci fa capire molto della percezione che già il mondo omerico ha della parola: Tersite è un soldato dalla lingua sciolta,
da voce al malcontento popolare e propone di tornarsene in patria. Ma prima che Omero descriva fisicamente
Tersite, viene descritto come il più spregevole tra quelli venuti all’assedio di Troia. In lui si sommano la bruttezza
fisica e morale, si vede la sua viltà soprattutto da come parla: “parlatore scomposto che nutriva nella sua mente
sciagurati discorsi”; parla a vuoti e a sproposito; “Gracchiando acuto, strillando a gran voce ingiuriava Agamennone”.
Questo ci fa vedere che l’arte della parola appartiene ai grandi, mentre chi è meschino non sa parlare.
Secondo passo: Iliade III, 212-224.
È un passo dove Antenore, consigliere di Priamo, ricorda ad Elena quando prima che scoppiasse la guerra giunse
un’ambasceria Greca con Menelao e Ulisse affinché con la diplomazia si evitasse la guerra: “Menelao parlava
speditamente, poche parole a voce alta e chiara, non era certo un chiacchierone e neppure divagava”, vengono
tracciate le caratteristiche dell’oratore perfetto; “Ogni volta che si alzava l’accorto Odisseo, si metteva là, non agitava
lo scettro e lo teneva immobile, quando mandava fuori dal petto la sua gran voce quelle parole come tanti fiocchi
nell’inverno cadevano, non c’era uno che fosse disposto a stragli di fronte”, l’oratore perfetto deve avere bel
portamento, posizione ferma, le sue parole come fiocchi destinati a ricoprire ogni cosa.
Ci fanno comprendere che l’oratoria è una pratica antichissima e precede la sua codificazione di genere letterario
che avviene nel V secolo. Anche Enea e Odisseo fanno innamorare Didone e Nausicaa con i loro racconti.
Nel corso dei secoli i Greci continuano a coltivare questa pratica fino ad arrivare alla democrazia dove si esercita la
 grande partecipazione alla vita politica che si ha nel V secolo.
La parola è prima di diventare un genere uno strumento di lotta politica, saper persuadere il popolo è segno di
bravura in politica. La retorica si sviluppa come tecnica di persuasione, nasce sotto la spinta di necessità sociali e
politiche.
Non è un caso che nasca nell’Atene democratica  in una città in cui la persuasione è alla base della democrazia.
Dove c’è autorità coercitiva non c’è bisogno di persuasione. L’oratoria è il segno manifesto delle attività
democratiche per discutere e trovare soluzioni comuni. È il segno manifesto della libertà di parola.
L’oratoria nasce come pratica che nasce sotto la spinta di una necessità sociale e politica, è una forma di letteratura
pragmatica  nasce in occasioni strettamente legate alla 
Nel V secolo accanto alla pratica dell’oratoria, nacque e si diffuse lo studio teorico  retorica.
Oratoria: pratica del parlare davanti ad un pubblico; la retorica: lo studio teorica sedimentato con il tempo per
acquisire questa capacità.
Le tecniche efficaci per comporre un’orazione vengono tracciate nei .
Nasce la  tutta la sistemazione teorica dell’oratoria. L’inventore della retorica si dice sia
Empedocle o Gorgia (anche se secondo Platone i sofisti si fanno carico di una grande immoralità).
I tre generi di oratoria  Aristotele nella Retorica codifica tre generi secondo i temi e le occasioni in cui venivano
utilizzati
  oratoria giudiziaria, si occupa della , appartengono tutte le orazioni fatte in tribunale ed
erano discordi di accusa o di difesa. Le orazioni pronunciate a sostegno di un imputato si chiamano 
L’origine della moderna avvocatura. L’oratore più importante di questo genere si chiama Lisia.
 oratoria politica, oratoria che raggruppa tutte le orazioni pronunciati in assemblea,
, sono molto varie in base alla capacità e all’inventiva di chi le pronuncia, sono scritte per sostenere
un’idea politica. Il più importante è Demostene.
 oratoria epidittica, da dimostrare, appartengono a questo genere tutti i discorsi
pronunciati in cerimonie, per commemorare per celebrare eventi o persone, diventa presto una palestra per
esercitare le proprie capacità. Il più importante Isocrate: addirittura fondò una scuola, per lui chi studiava doveva
studiare oratoria.