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Supremazia del banjo nelle prime registrazioni

In concomitanza con le prime incisioni discografiche, a fine XIX secolo incomincia l'epoca aurea
del banjo, strumento per caratteristiche sonore molto adatto alle registrazioni dell'epoca. Documento
sonoro del 1899 che chiaramente mostra la radice africana della musica afro-americana è un
cakewalk inciso da due banjoisti bianchi dell'epoca, Clarke e Earle. Il banjoista più famoso tuttavia
fu Vess Ossman, virtuoso dello stato di New York in grado di evitare il rapido decadimento di ogni
nota dello strumento. Egli incise a Londra nel 1899 “A Ragtime Skedaddle” , divenendo una star
apprezzata nella nazione intera.
La musica americana per banjo si diffonde anche in Europa, addirittura viene adottata da orchestre
importanti come la banda dell'esercito dello zar. In Inghilterra il banjo si diffonde enormemente, in
quanto ormai entrato a far parte del folklore irlandese e dei diletti di corte. Nasce nel paese una
scuola di banjoisti, tra i quali si distingue il virtuoso Oakley. Incide “The College Rag” nel 1913.

I Banjoisti neri
Dell'opera dei banjoisti neri ci è rimasto poco. In un'epoca di forte discriminazione razziale, gli
editori bianchi erano esclusivamente interessati a imprimere su disco la musica dei loro simili; per
di più i possessori di grammofono erano perlopiù bianchi ricchi, che a loro volta avrebbero
acquistato musica fatta da bianchi. Nell'america di quegli anni dunque solo qualche cantante di
varietà o qualche comico di vaudeville riesce ad incidere tra gli artisti di colore (escludendo i
cantanti di sprirituals). Documenti sonori di artisti afro-americani ci giungono invece dal vecchio
mondo, nel quale tali artisti, ospitati in tournee, non avevano a che fare con una società tanto
discriminante.

Harlem
Il ghetto nero , che prende nome da una cittadina olandese, venne costruito a fine XIX secolo come
quartiere residenziale per bianchi. Per una questione di espansione edilizia le case incominciarono a
perdere di valore, permettendo ai neri di abitare nel quartiere. Pian piano i bianchi abbandonano la
zona, che diventa ad unico colore. Verso il 1910 una moltitudine di editori bianchi si concentrò a
New York, facendo si che la città diventi capitale dell'industria della musica; di ciò ne beneficiano
anche i neri, Harlem diventa cittadella culturale del popolo nero.
-James Reese Europe
Europe si trovò nel centro del fermento culturale di Harlem; egli fondò un'associazione massonica
dal nome di “Clef Club”, la quale raccoglieva di artisti neri discriminati dall'editoria bianca. Egli
godette in vita di grande visibilità come musicista, grazie a composizioni di musica sincopata da
ballo, la quale era passata dai passi comandati ottocenteschi a balli di coppia dinamici. Egli creò un
sodalizio con i coniugi bianchi Castle, ballerini molto famosi dei primi del novecento, i quali gli
assicurarono un'esposizione privilegiata al pubblico bianco. Con l'orchestra sinfonica “Europe's
Society Orchestra” egli mette in scena la sua visione della musica nazionale dei neri, musica
effervescente e veloce, in contrasto con Joplin, che credeva che il rag dovesse essere suonato lento.
Con un organico ridotto di 5 banjo e una batteria riesce addirittura a incidere per la Victor.
Un brano di Europe è “Down Home Rag” del 1913, molto più vicino all'africa che alla raffinatezza
di Joplin. Volendo nobilitare e unire le varie componenti della società nera dell'epoca, nelle
registrazioni alla Victor inserisce delle percussioni e un Tango brasileiro.
Nel 1917 con la prima guerra mondiale egli viene arruolato come direttore di banda del 369°
reggimento di fanteria, col quale si fa valere in diverse battaglie in Europa. A guerra finita, il suo
reggimento si esibisce in europa con prestigiosi organici locali dell'epoca, e in america incide dei
dischi. Muore accoltellato dal suo batterista.

Colonizzazione discografica dei Caraibi


Le prime registrazioni di musica documentano la cultura della musica non colta, a differenza della
prima musica stampata. I prodotti dell'industria discografica si diffusero rapidamente ma a macchia
di leopardo, in alcuni luoghi arrivarono con molto ritardo. E' il caso della Martinica, isola francese
dei caraibi, dove disponiamo di reperti dal 1929 in poi. Usa, Brasile e Argentina hanno invece
prodotto molto e più in anticipo, Brasile e Argentina in particolare grazie all'economia florida
assicurata dall'industria mineraria. L'industria era dominata da due etichette, Victor e Columbia, in
perenne competizione, le quali per attecchire in una società multietnica come quella americana
dovettero intercettare i gusti delle varie comunità. Provvedettero anche alla spartizione delle isole
dei Caraibi, colonizzazione incominciata dalla Victor a Cuba. La scelta dei musicisti per le prime
sedute fu del tutto casuale, e i dischi riportano fedelmente i gusti dell'epoca. Un esempio è la
“Lovely's Trinidad String Band”, che incise a New York nel 1912 il brano “Trinidad Paseo”, dal
nome di un genere musicale in voga a Trinidad. In questo brano, come in Europe, vi sono tanti
motivi che si ripetono, ciascun musicista da una propria interpretazione dando un senso di
improvvisazione primordiale.
Genere in voga a Cuba era il Dazon Cubano, con prima partitura testimone del 1879, contenente
quattro temi con il primo ripetuto alla fine. Il Dazon di inizio 900 ha qualche vaga somiglianza col
jazz di New Orleans, come si riscontra dal disco della “Orquesta Felipe Valdes” registrato
all'Havana nel 1910 dalla Columbia, con dei musicisti che cambiano le parti pur attenendosi alla
parte.

Il Panorama Brasiliano
Il panorama brasiliano è un universo assestante. Documenti di tale universo appaiono solo dalla
metà del XIX secolo. Autore importante di quel periodo fu Antonio Carlos Gomes, autore di opere
liriche apprezzato anche da Verdi durante la rappresentazione milanese dell'opera “O Guarani”.
Altro autore, coevo di Gomes, è Brasilio Itiberè da Cunha, diplomatico brasiliano presso la santa
sede a Roma, autore dell'opera “A Sertaneja”, opera per pianoforte del 1869 basata su un tema
popolare brasiliano.
Attorno al 1880 fioriscono in Brasile diversi autori che danno vita al genere chiamato “Polka
Lundu”, nel quale strumento principale è il flauto, al quale vengono affidate melodie lievi e piene di
melismi. Gli stessi compositori spesso erano flautisti. Tali danze sincopate spesso vengono
identificate anche con i sinonimi di Modinha, Lundu, Tango brasileiro o Polka lundu.

Il termine tango brasileiro emerge a Cuba nel medio XIX secolo, e sembra avere origini africane.
Infatti nei riti afro-cristiani della Santeria di Cuba venivano venerate due sacerdotesse, Tango e
Congo. Verso la metà del secolo si incominciò ad associare il tango ad una musica ritmata da
tamburi, variabile da nazione a nazione.
Il più importante compositore di tango fu Ernesto Nazareth, nato nel 1863. Allievo di un allievo di
Gottschalk, già a 14 anni pubblica i primi valzer e polke; successivamente si sposta verso il tango
brasileiro, composto su strutture tritematiche su base di marcia o polka, con spinta ritmica perfino
superiore a quella di Joplin. Per molti anni lavorò in un cinema di Rio, l'Odeon, nel quale fu
ascoltato anche dal francese Milhaud. Egli, colpito da quanto sentì nel soggiorno a Rio, di ritorno in
francia compose due suite per pianoforte e un balletto nel quale fece ampio uso dei temi ascoltati da
Nazareth. Quest'ultimo, riconosciuto come genio in vita, morì preso da sordità e pazzia.

Le sue opere non hanno un'architettura particolarmente elaborata, sono sequenze di splendide
melodie innestate su ritmo brasiliano. Opere famose sono “Tenebroso”, “Brejero”, “Apanhei te
Cavaquinho” e “Fon Fon”.

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