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CLODOVEO I MAGGIORDOMI DI PALAZZO

Verso la fine del V secolo, Clodoveo (481-511) si dichiarò Alla morte (638) dell’ultimo re dei merovingi spiccò la figura
unico re franco avvantaggiandosi con le tensioni interne tra dei maggiordomi. I maggiordomi, conosciuti anche come
i capi franchi e i sovrani delle altre popolazioni. Conquistò maestri di palazzo, erano alti funzionari che già da decenni
i territori della Gallia, cacciò la popolazione dei Visigoti e avevano il compito di gestire le questioni politiche,
scelse l’attuale Parigi (al tempo un antico villaggio celtico) amministrative e militari dei re: da questa situazione nacque
come capitale del nuovo regno. Alla conquista miliare l’appellativo “re fannulloni” – un soprannome dato ai
accostò una strategia di radicamento sul territorio e si regnanti vista la loro scarsa iniziativa politica. Nello stesso
impegnò, inoltre, in importanti iniziative diplomatiche. Tra periodo, spiccarono anche delle regioni tendenti
queste iniziative ricordiamo: all’autonomia (Austrasia – Reims, Neustria – Parigi, Borgogna
– Orléans). Durante un periodo di contrapposizione tra le
- l’alleanza con Burgundi e Ostrogoti (politica
regioni divenne maggiordomo Pipino di Landen. Il figlio,
matrimoniale);
Pipino II di Héristal, successivamente sconfisse i maestri di
- i buoni rapporti con l’imperatore di Bisanzio (che palazzo di Neustria e di Borgogna ricostruendo l’unita del
consegnò le insegne consolari al re dei Franchi);
FRANCHI regno dei Franchi (687). Gli successe il figlio Carlo Martello, il
quale condusse i Franchi verso la vittoria contro gli Arabi (che
- la conversione alla religione cristiana (battesimo); volevano espandere i loro territori).
popolazione di origine germanica originariamente
stanziati nella zona del basso Reno, i Paesi Bassi e il
Belgio.
I MEROVINGI LA DINASTIA PIPINIDE (CAROLINGIA)
La conversione avvenne attraverso il battesimo di Clodoveo Fu però il figlio di Carlo Martello, Pipino III (detto il breve), a
stesso che, tramite questo gesto, favorì l’integrazione nelle sistemare l’ultimo re merovingio (751). Così facendo, dopo
popolazioni gallo-romane già convertite al cristianesimo e essersi guadagnato l’appoggio del papa, Pipino fu proclamato
un’alleanza con la chiesa. I suoi successori (merovingi), re e diede inizio alla dinastia dei sovrani Pipinidi (detti anche
attuando diverse conquiste, permisero al regno dei Franchi carolingi). Pipino ottenne inoltre l’unzione regale per due
di diventare un ampio territorio con una delle più resistenti volte – prima da Bonifacio e successivamente da papa
monarchie romano-barbariche (in cui erano mescolate tra Stefano II- diventando un alleato fedele della Chiesa
loro la cultura barbarica tribale – sinonimo di mobilità e (promettendo protezione e tutela) e assicurandosi la
spirito guerriero - e la cultura latina – sinonimo di fede legittimazione dinastica. Importante sapere che le cause
religiosa, solida organizzazione e istituzioni politiche dell’affermazione carolingia furono l’intraprendenza e la
radicate nel tempo). forza militare della stirpe ma soprattutto la condizione
sociale ed economica di questa stessa. A differenza dei
merovingi, i carolingi idearono un’organizzazione centrale
unitaria che gli permise di ottenere supporto dalla Chiesta,
nuovi aiuti militari e un “punto comune” per tutti i diversi
interessati noti nei loro territori.
CAMPAGNE MILITARI I BAVARI, GLI AVARI E I LONGOBARDI (SUD EST)

Da Pipino il Breve e sua moglie Bertrada nacquero due figli: Nel 796 l’esercito franco sconfisse i Bavari e nel territorio
Carlo e Carlomanno. Quando il re morì (768), i due fratelli conquistato vennero istituite alcune diocesi missionarie
si dovettero dividere il regno per tre anni finché anche (utilizzando poi l’area come base per le successive spedizioni
Carlomanno morì (771): a quel punto Carlo, escludendo la contro gli Avari). A differenza dei Bavari, che si inserirono nel
vedova e i figli del fratello, si fece proclamare re dei Franchi popolo franco, gli Avari sconfitti nell’805 arretrarono e si
e riunificò di nuovo il regno. Già a partire dai primi mesi di mescolarono con le popolazioni slave - per questo motivo fu
comando iniziò a progettare delle campagne rivolte a istituita una marca orientale. Come già detto, inoltre, Carlo
raddoppiare l’estensione dei territori franchi. sconfisse anche i Longobardi e la caduta di Pavia (774)
significò la fine del dominio longobardo in Italia. Dopo tutto
ciò il re, proclamatosi re dei franchi e dei longobardi, istituì il
regno italico. L’estensione del controllo franco sull’Italia creò
condizioni per l’accrescimento del ruolo politico del papato e
quindi dello Stato della Chiesa.
CARLO MAGNO PT1
- i buoni rapporti con l’imperatore di
re dei Franchi dal 768, re dei Longobardi dal 774 e
Bisanzio (che consegnò le insegne
dall'800 primo Imperatore dei Romani.
consolari al re dei Franchi);
I SASSONI (NORD) GLI ARABI (SUD E OVEST)
- la conversione alla religione cristiana
La conquista dei territori dei Sassoni impegnò l’esercito di (battesimo); Dopo essere stati chiamati in aiuto (tra la Gallia meridionale
Carlo per tre decenni. La guerra, oltre che dover e nord della penisola iberica) dagli Arabi, i Franchi andarono
permettere l’acquisizione delle terre sassoni, ebbe scopi CARLO MAGNO incontro ad un’inattesa sconfitta nel 778 presso Roncisvalle.
religiosi. Iniziata nel 772, finì nel 785 con la resa del capo Negli anni successivi l’astio sul fronte sud-occidentale
dei Sassoni che si fece battezzare: la vera pacificazione proseguì senza fermarsi e nel 785 i Franchi conquistarono
però risale all’804 ovvero quando la popolazione sassone Lerida e Barcellona giungendo poi, nell’810, alla totale
dovette essere evangelizzata a tutti i costi. Una volta influenza sul territorio a nord del fiume Ebro. La conquista di
raggiunto il suo obiettivo, Carlo istituì nuove sedi questa regione andò a costituire la marca di Spagna.
episcopali nelle aree di recente acquisizione e
cristianizzazione.
CARLO INCORONATO IMPERATORE

Nel 799, Papa Leone III venne rifiutato dell’aristocrazia


romana poiché non ritenuto all’altezza del suo compito, ma
il re franco lo tutelò e lo fece rientrare nella sede pontificia.
Sì instaurò un ottimo legame tra i due che si consolidò
ulteriormente quando, durante la messa di Natale dell’800,
Carlo venne proclamato imperatore. A differenza di quanto LEGITTIMITÀ DEL TITOLO IMPERIALE
succedeva a Bisanzio, a Roma la cerimonia di incoronazione L’incoronazione di Carlo Magno ebbe un risvolto significativo
di Carlo da parte del papa aveva anticipato ogni atto di anche sui rapporti con Bisanzio. In quel periodo, a
riconoscimento dell’autorità imperiale sottolineando che il Costantinopoli governava una donna la quale era divenuta
pontefice aveva titolo per eleggere l’imperatore (in quanto imperatrice dopo la morte del figlio. L’Occidente non
interprete del volere di Dio): ciò iniziava a dimostrare che riconosceva la legittimità di una donna sul trono e dunque si
l’autorità politica era sottomessa a quella religiosa. ipotizzò addirittura di porre rimedio a questo problema con
un matrimonio tra Irene e Carlo, però, l’imperatrice venne
CARLO MAGNO PT2 deposta da una congiura e salì al potere Niceforo: con lui,
Bisanzio obiettò la legittimità del ruolo di Carlo Magno ma le
- i buoni rapporti con l’imperatore di
mosse militari del re franco obbligarono Bisanzio a fare i
Bisanzio (che consegnò le insegne
conti con il ruolo politico del sovrano. Allora, nell’812
consolari al re dei Franchi);
RINASCITA DELL’IMPERO D’OCCIDENTE Michele, nuovo imperatore Bizantino, fu costretto a
- la conversione alla religione cristiana riconoscere il titolo di imperatore a Carlo Magno. Con tale
Tutto ciò analizzato precedentemente ha permesso di (battesimo); processo avvenne la translatio imperii.
definire dei passaggi storici essenziali per definire i principi
di un importante fenomeno politico ovvero l’alleanza fra CARLO MAGNO
la Chiesa di Roma e il regno di Franchi: la rinascita
dell’impero d’Occidente. Quest’unione tra il potere
religioso e quello politico divenne evidente anche nel
nome che venne dato alla nuova istituzione - Sacro
Romano impero.

[Sacro perché il nuovo potere è fondato sull'alleanza tra il


Papa e i Franchi, Romano perché si ispira al modello
romano antico, Impero perché comprende, in una zona
molto vasta, territori diversi posti sotto una sola autorità.]
GOVERNO LOCALE
GOVERNO CENTRALE
Essendo molto i territori dell’impero, il sovrano aveva anche
Diversamente dall’impero d’Oriente, l’impero franco non
una capillare ed efficiente organizzazione locale. Essa era
aveva una capitale poiché il re si spostava in continuazione
composta principalmente da 3 figure (conti, visconti,
per guidare l’esercito nelle campagne militari. Eppure dal
marchesi) e si divideva in 2 circoscrizioni (contee e marche).
794 cominciò a trattenersi ad Aquisgrana costruendo, per
di più, il più imponente fra i suoi palazzi. In esso operavano
anche i collaboratori che affiancavano il sovrano.

L’IMPERO
- i buoni rapporti con l’imperatore di
Bisanzio (che consegnò le insegne
consolari al re dei Franchi);
L’ENTOURAGE DEL SOVRANO PAGI, CONTI E CONTEE
- la conversione alla religione cristiana
I collaboratori ufficiali del governo centrale dell’impero (battesimo); L’impero venne ripartito in circa 700 circoscrizioni
erano principalmente 4: amministrative chiamate pagi. Ogni pagus era amministrato
- il conte palatino, che si occupava prevalentemente di
CARLO MAGNO da un comandante militare chiamato conte (da qui il nome
giustizia; contee - circoscrizioni dell’impero); egli era un delegato che
riscuoteva le tasse, amministrava la giustizia, manteneva
- il camerario, che gestiva il tesoro; l’ordine pubblico, nominava dei collaboratori detti visconti,
- il siniscalco, che era responsabile degli reclutava il contingente militare della sua regione e lo
approvvigionamenti e gestiva il patrimonio; conduceva al luogo di riunione dell’esercito imperiale in caso
di guerra. Inoltre, l’incarico del conte era revocabile e non
- i cappellani, che celebravano quotidianamente la messa ereditario.
del re e si occupavano della liturgia;

Una cerchia più ristretta di cappellani, inoltre, si occupava


delle funzioni amministrative e della cancelleria.
LE MARCHE IL SISTEMA VASSALLATICO

Nelle aree di frontiera vennero create altre circoscrizioni, Il termine “vassallo” indicava un uomo libero che prestava
ma più ampie, chiamate marche oppure limes. Il limes più un giuramento pubblico di obbedienza e fedeltà al sovrano,
famoso è quello meridionale, la marca di Spagna, ma è chiamato “atto di omaggio”. In cambio della sottomissione, il
importante ricordare anche il limes Avaricum (verso la vassallo riceveva la protezione e soprattutto un beneficio
Pannoia), il limes di Baviera (a sud-est) e limes bretone (a (spesso un appezzamento di terra). Di tale terreno il re
nord). Il coordinamento militare e il controllo di queste manteneva la proprietà mentre il vassallo lo aveva in
circoscrizioni erano affidate ai marchesi. possesso avendo inoltre l’immunità dal pagamento dei
tributi. I vassalli potevano essere sia chierici sia laici e
potevano a loro volta concedere dei benefici ai vassalli
minori. Si originò così il sistema feudale che caratterizzò
l’Europa dei secoli successivi.

L’IMPERO PT2
IL CONTROLLO SUL TERRITORIO - i buoni rapporti con l’imperatore di
Bisanzio (che consegnò le insegne
L’imperatore, poiché aveva molti delegati e funzionari, consolari al re dei Franchi);
studiò un sistema per obbligare tutti i suoi collaboratori a
- la conversione alla religione cristiana IL RUOLO DI GOVERNO DEGLI ECCLESIASTICI
tener conto delle loro azioni: egli trovò alcuni uomini - veri
e propri agenti imperiali itineranti - detti missi dominici, (battesimo); Carlo Magno governò anche attraverso la Chiesa e le sue
che percorrevano i territori con il compito di verificare la strutture: vescovi e abati detenevano difatti un potere
correttezza del comportamento dell’autorità locali, di CARLO MAGNO religioso e politico. Infatti erano soprattutto i vescovi a
ristabilire la normalità se necessario e di riferire quanto trasmettere ed eseguire ordini imperiali trasformandosi in
accaduto al sovrano al termine dell’incarico. Essendo una sorta di agenti di governo. In conclusione la gerarchia
ritenuti estensioni del sovrano stesso avevano dei poteri governativa e quella ecclesiastica contribuivano al
molto ampi. Per evitare e limitare la possibile corruzione funzionamento di un organismo al cui vertice c’era il sovrano
di questi uomini, a partire dall’802 Carlo emanò un per volontà di Dio.
capitolare nella quale venivano individuate alcune ampie
circoscrizioni affidate in permanenza ad una delegazione
di missi (spesso costituita da un laico e un chierico).
Esistevano poi sul territorio alcuni emissari detti vassi o
vassalli regi. Anche se conti, duchi e marchesi erano
spesso reclutati tra i vassalli del re, deve essere precisato
che i vassalli in quanto tali non erano pubblici ufficiali con
precisi compiti di governo.
LA TRASFORMAZIONE DEL TERRITORIO LA CURTIS

Dopo la caduta dell’impero romano d’Occidente la La curtis era la porzione di un ampio latifondo divisa in una
popolazione europea era molto diminuita; in particolare la pars dominica, ovvero sotto il controllo del padrone, e una
popolazione dell’Italia non superava i due milioni e mezzo pars massaricia, ovvero affidata ai massari. Quest’ultima era
di unità. La crisi demografica aveva interessato soprattutto frazionata in poderi (mansi) dall’estensione di circa 10 ettari
i centri urbani e infatti anche il sistema di acquedotti e di ed erano affidati a uomini liberi (coloni) e/o a servi (casati)
strade era meno efficiente perché non più sottoposta a che avevano diritto a una casa; essi in cambio versavano al
regolare manutenzione. Pertanto l’Europa continentale, signore un censo ed erano tenuti a svolgere prestazioni
sempre meno abitata e coltivata, era caratterizzata lavorative chiamate corvées. Oltre all’abitazione del signore,
prevalentemente da steppe, paludi e fittissime foreste. nella pars dominica sorgevano gli alloggi dei servi. Inoltre,
esistevano alcuni piccoli appezzamenti di libero possesso
detti allodi. Il sistema curtense tendeva all’autarchia e quindi
alla volontà di autosufficienza.
SCAMBI E COMMERCI
L’IMPERO PT3 Il modello economico curtense non era adatto ad alimentare
- i buoni rapporti con l’imperatore di commerci sul larga scala eppure non sarebbe comunque
Bisanzio (che consegnò le insegne corretto definirlo completamente “chiuso” poiché prevedeva
LA FRAMMENTAZIONE ECONOMICA
consolari al re dei Franchi); la pratica dello scambio e anche quella del commercio nei
Il territorio presentava piccoli insediamenti circondati da mercati locali e nelle fiere. Il volume degli affari dei beni di
- la conversione alla religione cristiana
sezioni di campi coltivati in cui si praticava un’economia consumo non produceva comunque guadagni tali da fare la
(battesimo);
agricola si sustinenza (consumo diretto del prodotto). fortuna dei mercanti di professione però continuava ancora
Questo modello economico, chiamato curtense, venne
spiegato da Carlo Magno in una raccolta emanata da lui
CARLO MAGNO la circolazione dei beni di lusso spesso provenienti
dall’Oriente. I traffici internazionali erano attestati in alcune
stesso verso la fine dell’VIII secolo. aree precise: in Italia (a Napoli e Venezia), in Francia (lungo la
valle del Rodano) e sulle coste del Mare del Nord.

Carlo Magno, infine, portò anche a termine un’importante


riforma monetaria. Essa prevedeva l’adozione di un sistema
monometallico alla cui base c’erano il denaro e la lira (per i
pagamenti spicci), mentre non si ha notizia di una moneta
spicciola da usare negli scambi quotidiani per il quale
evidentemente si praticava ancora il baratto.
LA SCHOLA PALATINA GI SCRIPTORIA

Per volontà di Carlo Magno nacque la Schola Palatina, una In età carolingia molti monasteri erano dotati di uno
scuola frequentata dai figli dell’aristocrazia. La direzione scriptorium nonché un locale in cui i monaci specializzati
della scuola fu affidata ad un chierico, Alcuino di York. Egli (amanuensi) trascrivevano gli antichi libri manoscritti
elaborò un modello di educazione basato sullo studio delle
RINASCITA soprannominati codici. Al loro lavoro dobbiamo, oltre che
sette arti liberali: quelle del trivio (grammatica, retorica e CAROLINGIA
- i buoni rapporti con l’imperatore di
la conservazione della maggior parte della tradizione
dialettica) e del quadrivio (aritmetica, geometria, letteraria, la diffusione di un particolare tipo di grafia
astronomia e musica). Fra i maestri della Schola Palatina vi Bisanzio (che consegnò le insegne definita minuscola carolina.
furono intellettuali di diversa origine e provenienza. consolari al re dei Franchi);

- la conversione alla religione cristiana


(battesimo);

CARLO MAGNO

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