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Edilizia scolastica sostenibile.

Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

Per edilizia sostenibile si intende un modello di edilizia in grado di limitare l’impatto sia
energetico che ambientale degli edifici sul territorio. L’edilizia sostenibile ha alla base il
concetto di sviluppo sostenibile1, ossia quella forma di sviluppo economico che “soddisfi i
bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di
soddisfare i propri”2, ossia mira alla salvaguardia dell’ambiente tramite diverse soluzioni
ed accorgimenti da adottare.
Il passaggio a questo tipo di edilizia è dato da molteplici necessità tra cui la scarsità delle
risorse ambientali, il consumo energetico elevato, l’insorgenza di problemi legati allo
sfruttamento intensivo del territorio e l’inquinamento dato da diversi fattori tra cui le
emissioni di gas climalteranti nell’ambiente: tra questi problemi quelli principali
riguardano l’effetto serra, il surriscaldamento globale e la comparsa di piogge acide.
Il tema della sostenibilità ambientale e, in particolare, di quella edilizia viene affrontato
per la prima volta negli anni 1970 a causa della sempre più crescente sensibilità verso i
temi relativi all’ambiente da parte dell’opinione pubblica. In questi anni, infatti, nascono
i primi problemi legati alla disponibilità dei combustibili fossili e all’inquinamento
ambientale, che hanno portato allo sviluppo delle prime teorie ecologiste.
La sostenibilità in materia edilizia deve essere considerata valutando il complesso delle
sue parti, le quali coinvolgono processi economici, ambientali, sociali: è infatti un

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Elaborato dalla Commissione mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo nel 1987, all’interno del Rapporto
Brundtland.
2
Commissione mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo, 1987.
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1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

approccio culturale, che spinge il progettista a realizzare edifici con lo scopo di ridurre al
minimo l’impatto sia sull’ambiente che sulla salute dell’uomo, tramite un uso limitato di
risorse non rinnovabili e l’utilizzo di materiali in grado di salvaguardare l’ecosistema. Il
concetto di sviluppo sostenibile si basa sulla regola delle tre E3, ossia Environment,
Economics, ed Equity (rispettivamente ambiente, economia ed equità sociale) richiede
che la crescita economica debba avvenire nel rispetto delle risorse ambientali e limitando
al minimo le disuguaglianze sociali: per esistere, quindi, lo sviluppo sostenibile necessita
un equilibrio tra questi tre temi.

Figura 1. Regola delle tre E dello sviluppo sostenibile.

Il termine sostenibilità deve essere quindi tradotto sia come utilizzo di sistemi ed impianti
che permettano un risparmio dal punto di vista energetico, sia come impiego di numerosi
accorgimenti atti a salvaguardare l’ambiente circostante, indurre un risparmio delle
risorse naturali ed arrecare il minor danno possibile all’ambiente.

1.1. I vantaggi dell’edilizia sostenibile

L’utilizzo di pratiche sostenibili di questo tipo porta a numerosi vantaggi relativi sia alla
salvaguardia dell’ambiente che allo sviluppo di nuove tecnologie, nonché relativi alla
salute e alla crescita del mercato immobiliare.

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Elaborata a partire dalla definizione di sviluppo sostenibile data dal Rapporto Brundtland.
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Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

I vantaggi principali sono:


• Contenimento dei consumi energetici,
• Riduzione della dipendenza energetica,
• Riduzione delle emissioni inquinanti del processo edilizio,
• Risparmio in termini economici di realizzazione e gestione,
• Miglioramento del benessere e del comfort grazie all’utilizzo di materiali innocui
per la salute e fonti di energia non fossili,
• Abbattimento dei costi di produzione tramite l’utilizzo di materiali a chilometro
zero,
• Valorizzazione del mercato immobiliare.

1.2. Strategie di sostenibilità

Gli accorgimenti e le tecniche fondamentali da utilizzare per operare secondo i criteri di


sostenibilità edilizia sono:
• Inserimento degli edifici in un contesto adatto in relazione al bacino d’utenza e alle
modalità di collegamento con la mobilità esistente,
• Realizzazione degli edifici tramite elementi scomponibili, adattabili e modulari al
fine di poter essere riutilizzati per altri edifici,
• Utilizzo di materiali naturali e riciclabili, possibilmente a km zero,
• Impiego di materiali di riciclo con funzione differente da quella originaria,
• Utilizzo di risorse energetiche pulite e rinnovabili evitando l’impiego di quelle
fossili al fine di limitare le emissioni nocive,
• Inserimento di sistemi di riciclo dell’acqua piovana per usi domestici come ad
esempio gli scarichi,
• Implementare sistemi in grado di sfruttare al massimo la luce naturale ed evitare
l’approvvigionamento di energia elettrica per l’illuminazione,
• Implementare la ventilazione naturale per ridurre i consumi energetici derivanti
dalla ventilazione artificiale.

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1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

1.2.1. Insediamento all’interno del contesto ambientale

Per quanto riguarda la sostenibilità del progetto, fondamentale è il rapporto, soprattutto


per quanto riguarda le strutture scolastiche, con il contesto urbano. Poiché le scuole
richiamano un gran numero di utenti provenienti da differenti luoghi in periodi
concentrati, un aspetto importante da considerare è il collegamento con il sistema delle
infrastrutture al fine di considerare non solo la sostenibilità limitata all’opera stessa ma
garantire un bilancio sostenibile in termini anche di effetti indotti dall’edificio sul
territorio.
I principali fattori di sostenibilità relativi alla localizzazione degli edifici scolastici sul
territorio sono:
• Attenzione per le condizioni ambientali. L’impatto ambientale dell’edificio
all’interno del territorio può essere ridotto grazie all’utilizzo di siti già urbanizzati
e dotati di infrastrutture adatte, prestando attenzione allo stato di salute del suolo
e del sottosuolo.
• Attenzione per la mobilità. Realizzare un edificio in prossimità di sistemi di
trasporto pubblici rende la struttura scolastica maggiormente sostenibile.
Fondamentali sono quindi i collegamenti con l’ambito urbano tramite sistemi di
trasporto e percorsi ciclabili sicuri, nonché dell’inserimento di aree di parcheggio
per tutti i tipi di utenza.
• Attenzione per il sistema del verde. Particolare interesse è da porre sul sistema del
verde, in quanto esso è in grado di garantire un maggiore controllo delle acque
piovane e delle infiltrazioni sul territorio. È fondamentale proteggere le aree verdi
esistenti e mantenere alte percentuali di spazi aperti, cercando di massimizzare la
quota verde di superfici utilizzando anche coperture verdi. La presenza della
vegetazione ha il vantaggio di limitare il condizionamento estivo poiché contrasta
gli effetti delle isole di calore dovute all’urbanizzazione e all’utilizzo di suoli
impermeabili.
• Integrazione dell’edificio con attività aperte alla comunità. Un ulteriore elemento
della sostenibilità è la potenzialità della struttura in termini di sviluppi futuri, come
ad esempio l’utilizzo del fabbricato anche per funzioni legate alla comunità in

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Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

modo da aumentare il periodo d’uso della struttura, generalmente limitato a fasce


orarie mattutine e serali. Un modo per risolvere il problema è quello di realizzare
strutture polifunzionali, anziché strutture indipendenti per usi specifici, in modo
da poter essere fruibili in differenti orari da differenti tipi di utenza.
Poiché l’obbiettivo essenziale della sostenibilità dell’intervento è inserimento dell’edificio
all’interno del contesto ambientale, è necessario porre una particolare attenzione anche
all’aspetto bioclimatico, al fine di ottenere le migliori condizioni di benessere interno. Gli
edifici necessitano quindi di essere organizzati tenendo conto del clima dell’area,
dell’orientamento, dell’esposizione e della ventilazione naturale presente, cercando di
ricorrere all’utilizzo di sistemi impiantistici solo come integrazione agli accorgimenti
naturali già adottati.

1.2.1.1. Clima

Il contesto climatico nazionale ha caratteristiche di tipo mediterraneo, con inverni freddi,


primavere piovose, estati calde e secche ed autunni sereni e raramente piovosi. Il clima
italiano si discosta dalla tipologia di climi freddi relativi all’Europa centro-settentrionale,
rispetto ai quali sono state condotte le principali ricerche riguardanti il tema della
sostenibilità e dell’efficienza energetica degli edifici4. In questi termini, gli edifici hanno la
necessità di garantire la minore dispersione termica invernale tramite buoni sistemi di
isolamento e presentare superfici trasparenti in grado di consentire l’ingresso alla
radiazione solare al fine di assicurare sia un’adeguata illuminazione che un contributo
termico. In questo ambito non vengono valutate inoltre le problematiche riguardanti il
surriscaldamento estivo e i problemi di umidità, tipici invece del territorio italiano5. Come
indicatore climatico di una località viene utilizzato il valore dei gradi giorno 6, inteso come

4
Queste analisi, infatti, si riferiscono a paesi con inverni molto rigidi ed estati in cui raramente si verificano
condizioni di surriscaldamento.
5
il territorio nazionale presenta climi differenziati nei quali, in funzione delle stagioni, emergono
problematiche differenti legate sia al contenimento della dispersione termica invernale che alla necessità
di una schermatura solare estiva.
6
La definizione del grado giorno si trova all’interno della norma UNI EN ISO 15927-6 2008, edizione ufficiale
in lingua italiana della norma europea EN ISO 15927-6 2007.
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1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

la somma totale delle differenze giornaliere tra la temperatura convenzionale


dell’ambiente fissata a 20 °C e la temperatura media giornaliera esterna. Questo significa
che, più rigida è la temperatura di quel luogo e più è elevato il valore dei gradi giorno. In
Italia vengono definite sei zone climatiche7 in base al valore dei gradi giorno: per valori
inferiori a 600 la zona climatica corrispondente è la A all’interno della quale rientrano le
isole di Lampedusa e Linosa, mentre per valori maggiori di 3000 la zona climatica
corrispondente è la F relative alle zone alpine.

Figura 2. Zone climatiche italiane.

Le zone climatiche determinano un diverso approccio progettuale per quanto riguarda


l’efficienza bioclimatica, con l’esigenza di rivisitare i criteri e adattarli alle specifiche
situazioni nazionali. Gli edifici scolastici necessitano sia di un’attenzione rivolta alla
stagione invernale che a quella estiva, anche se per la maggior parte del periodo estivo le
strutture risultano spesso inutilizzate. È necessario tenere conto, però, in un’ottica di
sostenibilità, che le strutture scolastiche possono essere utilizzate ampiamente anche
nelle stagioni calde per attività ausiliarie e che quindi è comunque auspicabile applicare

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La classificazione climatica è stata introdotta dalla norma UNI 10379, allegata al D.P.R 412 del 1993.
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strategie in grado di risolvere il problema del surriscaldamento estivo. In aggiunta a


questo, l’attenzione per la questione estiva è fondamentale anche in un’ottica di
reimpiego dell’immobile con funzione diversa. La progettazione degli edifici scolastici,
quindi, deve essere capace di fornire strutture con condizioni d’uso ottimali in ogni
periodo dell’anno e in grado di accogliere attività differenti in maniera sia adeguata che
sostenibile.

1.2.1.2. Orientamento

L’orientamento è uno dei concetti fondamentali di sostenibilità edilizia poiché, grazie al


corretto posizionamento di ambienti rispetto al movimento del sole, è possibile eliminare
i costi energetici dovuti al riscaldamento e all’illuminazione artificiale con un conseguente
risparmio in termini di risorse e costi.
In merito alle strutture scolastiche, per determinare l’orientamento delle pareti finestrate
delle aule è necessario specificare il tipo di attività svolta all’interno e il periodo della
giornata in cui avviene, per stabilire le necessità di ogni ambiente.
Per quanto riguarda le aule scolastiche in cui vengono svolte le lezioni, la parete ideale
adibita a finestre è ad est, dal momento che le lezioni vengono svolte principalmente alla
mattina e che quindi hanno bisogno di un ottimo coefficiente di illuminazione naturale.
Se la struttura scolastica viene utilizzata anche durante le ore pomeridiane per altre
attività è bene esporre le aule a sud, per sfruttare il massimo dell’illuminazione.
È opportuno orientare ad ovest, invece, sia le aule adibite a proiezioni sia quelle che
ospitano dispositivi elettronici come ad esempio computer, in modo da evitare una forte
illuminazione e un surriscaldamento dei locali.
A nord si espongono, solitamente, i locali di bassa frequentazione che non necessitano di
luce e riscaldamento continuo durante il giorno, come ad esempio i servizi igienici, locali
di servizio e vani accessori come scale e corridoi. Poiché il nord è il lato più freddo
dell’edificio in quanto d’inverno si trova totalmente in ombra, posizionare i vani di servizio
in questa posizione può determinare anche un isolamento termico per gli altri ambienti
della struttura.

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1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

1.2.2. Risorse energetiche

Uno dei problemi principali che l’edilizia sostenibile si pone come obbiettivo da risolvere
è l’utilizzo smisurato di tutte quelle fonti di energia non rinnovabili, in particolare per
quanto riguarda i combustibili fossili come petrolio, gas naturale e carbon fossile. Se, per
quanto riguarda petrolio e gas naturale, il problema è legato al consumo, per il carbon
fossile la preoccupazione è data dalla quantità di biossido di carbonio che questo tipo di
combustibile rilascia nell’ambiente e dai conseguenti effetti negativi sull’atmosfera. Le
fonti rinnovabili che predilige la teoria dell’edilizia sostenibile sono quindi le risorse
ambientali in grado di rinnovarsi nel tempo e per questo considerate inesauribili, tra
queste si trova l’energia geotermica, idroelettrica, eolica, solare, quella derivante dal
moto ondoso e dalle maree nonché il biocarburante e le biomasse8.

1.2.2.1. Energia idroelettrica

L’energia idroelettrica è una fonte rinnovabile derivante dalla forza delle acque, come può
essere il flusso d’acqua di un lago, di un fiume o di un bacino artificiale convogliato in
condotti. Il sistema idroelettrico consente, tramite l’utilizzo di un generatore, la
conversione dell’energia cinetica data dalla portata dell’acqua in energia elettrica. Il
vantaggio delle centrali idroelettriche è l’immissione di modiche sostanze inquinanti
nell’ambiente rispetto ad altri tipi di produzione dell’energia e un ciclo di vita di lunga
durata. In Italia l’energia idroelettrica è largamente utilizzata: le centrali idroelettriche
totali presenti sono più di duemila e riguardano principalmente impianti ad acqua fluente
o bacini di pompaggio, anche se negli ultimi anni si stanno sviluppando sistemi da
installare in mare al fine di sfruttare anche le onde e le correnti marine.

1.2.2.2. Energia geotermica

L’energia geotermica è un tipo di energia generata da naturali processi di decadimento


nucleare di elementi radioattivi9 e, per questo, considerata una fonte di energia

8
L’utilizzo di queste fonti rispetto ai combustibili fossili ha il vantaggio di ridurre al minimo le emissioni
inquinanti nell’atmosfera con la conseguente riduzione dell’effetto serra e del riscaldamento globale.
9
Il decadimento di questi elementi provoca un gradiente geotermico e quindi un calore naturale.
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rinnovabile. Gli impianti geotermici possono essere utilizzati sia per la produzione di
energia elettrica sia per il riscaldamento degli edifici e la produzione di acqua calda, anche
se sono scarsamente diffusi a causa dell’accessibilità ridotta di questo tipo di energia,
riconducibile solo a limitate aree del mondo, e a causa della difficoltà nel trasporto del
calore10.
L’utilizzo dell’energia geotermica e dei relativi impianti, nell’ambito dell’edilizia, riesce a
garantire, grazie alla produzione di acqua calda e di acqua fredda, un adeguato ambiente
confortevole sia durante la stagione invernale che durante quella estiva, nonché la
fornitura di acqua calda sanitaria fino a temperature di circa 60 °C. L’impianto geotermico
è composto da una pompa di calore, installata all’interno dell’edificio, una o più sonde
geotermiche, poste in profondità nel terreno verticalmente oppure orizzontalmente, e un
sistema di distribuzione del calore a bassa temperatura11. Il vantaggio dell’utilizzo di
questo tipo di energia è, oltre all’impatto ambientale pari a zero e l’assenza di produzione
di gas climalteranti, la possibilità di godere di un unico impianto in grado di garantire le
funzioni che generalmente sono demandate a due sistemi differenti.

1.2.2.3. Energia solare

L’energia solare è l’energia derivante dalla radiazione solare, è un tipo di energia


rinnovabile e pulita, sfruttabile tramite differenti tecnologie per differenti fini, come ad
esempio la produzione di energia elettrica tramite il sistema fotovoltaico o la produzione
di calore tramite il sistema solare termico. Sebbene la quantità di energia solare che
raggiunge il suolo terrestre sia considerevole, non risulta però essere concentrata, per cui
si rende necessaria l’adozione di sistemi di raccolta dell’energia che possiedano un’area
di assorbimento molto vasta.

10
Per questi motivi, l’energia elettrica prodotta grazie ad impianti geotermici viene sfruttata nella maggior
parte dei casi per usi locali.
11
Generalmente è preferibile utilizzare impianti a pavimento o a parete, come pannelli radianti o bocchette
di ventilazione.
11
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

Il sistema fotovoltaico sfrutta appositi moduli solari fotovoltaici dotati di celle in grado di
convertire la luce solare direttamente in energia elettrica, sfruttando l’effetto
fotoelettrico. I pannelli sono realizzati in silicio cristallino o in film sottile, e riescono a
raggiungere circa un’efficienza del 12-15%12. Sebbene uno dei vantaggi dell’utilizzo dei
moduli fotovoltaici sia la loro durata13, un problema relativo a questo tipo di sistema è che
l’energia viene prodotta solamente durante le ore di luce e quindi non in modo continuo.
La produzione di energia risulta comunque essere sufficiente per la richiesta, in quanto il
sistema assorbe la luce solare proprio nei momenti di maggior utilizzo, cioè durante il
giorno e nella stagione estiva in cui vengono utilizzati impianti di condizionamento e
ventilazione. In caso di eccessiva produzione di energia elettrica rispetto alla domanda
dell’edificio ci si può avvalere di sistemi di accumulo attraverso i quali è possibile stoccare
temporaneamente l’energia prodotta e non utilizzata per restituirla nei momenti in cui se
ne ha la necessità14.
Per quanto riguarda il sistema solare termico, questo è un tipo di sistema in grado di
trasformare la radiazione solare in energia termica utile per il riscaldamento degli
ambienti o la produzione di acqua calda sanitaria. Il sistema solare termico è dotato di un
pannello che riceve l’energia derivante dal sole e da uno scambiatore che la trasferisce ad
un serbatoio utilizzato per immagazzinare l’energia accumulata dal sistema. I pannelli
solari utilizzati per questo tipo di sistema generalmente possiedono un fluido vettore
costituito da glicole propilenico ed acqua che circola all’interno e che, grazie alla
convezione, si riscalda all’interno del pannello solare e cede il suo calore all’acqua calda
sanitaria15.

12
Prodotti più efficienti che utilizzano celle a multipla giunzione riescono a raggiungere circa un’efficienza
del 20%.
13
La durata stimata per questo tipo di pannello è di circa 30 anni.
14
L’inserimento di sistemi di accumulo può essere necessario, inoltre, nei momenti in cui l’impianto non
produce elettricità, come ad esempio la mattina e la sera, ma anche se in presenza di condizioni
atmosferiche avverse come in caso di pioggia o neve.
15
Esistono anche sistemi in cui al loro interno viene fatta circolare acqua, ma necessitano di un tempo
superiore di permanenza dell’aria all’interno del pannello poiché l’aria scambia meno facilmente il calore
rispetto all’acqua.
12
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

1.2.2.4. Energia eolica

L’energia eolica viene prodotta grazie alla trasformazione dell’energia del vento in energia
elettrica tramite l’impiego di centrali eoliche. Il sistema eolico sfrutta degli aerogeneratori,
ossia degli impianti composti da pale in cui il movimento di rotazione generato dal vento
viene trasmesso ad un generatore che lo trasforma in elettricità. Gli aerogeneratori più
diffusi sono alti circa 50 metri e possiedono tre pale di 20 metri e sono in grado di erogare
una potenza di circa 500 kW al giorno. Il sistema eolico è uno dei sistemi di energia
rinnovabile più diffusa al mondo grazie anche ai bassi costi di produzione16. In particolare,
in Italia, l’eolico copre circa il 20% dell’energia prodotta ed è prevista una crescente
diffusione prossima grazie ad impianti maggiormente performanti, anche se il principale
problema del sistema eolico continua ad essere la non continuità della forza del vento,
che implica la necessità di fonti alternative per rispondere all’esigenza di avere maggiore
energia.

1.2.2.5. Biomasse

Le biomasse sono costituite da organismi animali o vegetali presenti nell’ambiente o


prodotti da rifiuti e residui biologici provenienti dall’agricoltura e dalle industrie connesse
a questa attività e vengono utilizzate principalmente nel campo delle energie rinnovabili17.
Attraverso la combustione diretta della biomassa è possibile ricavare sia energia termica,
grazie all’utilizzo di caldaie ad alto rendimento, sia energia elettrica, tramite l’impiego di
impianti di cogenerazione18. In particolare, esempi di biomassa utilizzabili per il
riscaldamento degli edifici, tramite l’impiego di stufe, camini o caldaie, sono la legna, il
cippato, i pellet e le briquette. Gli impianti di cogenerazione sono, in questo caso, molto
convenienti per sfruttare il calore che viene generato durante la produzione di energia

16
Si stima che nel 2020 il loro utilizzo potrà soddisfare il 20% della domanda di elettricità mondiale e il 50%
nel 2050.
17
Le biomasse comprendono legna da ardere, residui di attività agricole e forestali, scarti di industrie
alimentari, liquidi derivanti dagli allevamenti, alghe marine e rifiuti organici urbani.
18
Gli impianti di cogenerazione sono sistemi in cui si ha la produzione contemporanea di due forme di
energia, quella elettrica e quella termica.
13
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

elettrica e che spesso risulta non utilizzato. L’impianto è, quindi, in grado di recuperare il
calore ed utilizzarlo per il riscaldamento dell’edificio oppure per la produzione di acqua
calda sanitaria. Il vantaggio di questo tipo di sistema è il fatto che produrre energia
elettrica e termica contemporaneamente è più conveniente rispetto a produrre le due
energie separatamente tramite due impianti distinti.
Se da un lato l’utilizzo delle biomasse genera anidride carbonica che viene immessa
nell’atmosfera durante la fase di combustione, dall’altro non contribuisce ad aggravare il
fenomeno dell’effetto serra in quanto la quantità emessa è quasi equivalente a quella
assorbita dalla biomassa per la propria crescita. Questo significa che se per ogni biomassa
bruciata ne esiste una nuova che la rimpiazzi, non può esistere un aumento della
concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera.
Il vantaggio delle biomasse, oltre a quello di essere una delle fonti di energia più pulite, è
quello di essere facilmente producibili in quasi la totalità del mondo, in modo da favorire
anche nei paesi meno benestanti lo sfruttamento efficiente dei materiali di scarto che
altrimenti verrebbero gettati o eliminati.

1.2.2.6. Biocarburanti

I biocarburanti maggiormente prodotti sono biogas, bioetanolo e biodiesel e sono


sostanze utilizzate per differenti scopi e realizzati grazie all’impiego di diverse tecnologie.
Il biogas viene prodotto tramite una miscela di residui di lavorazioni zootecniche e residui
vegetali attraverso un digestore. In seguito, il gas prodotto dal digestore, grazie ad un
cogeneratore, viene trasformato in energia elettrica ed acqua calda utilizzabile sul luogo
sia per riscaldamento sia per usi sanitari19.
Per quanto riguarda il bioetanolo, questo è il prodotto della fermentazione di determinati
prodotti agricoli ricchi di zucchero, tra i quali i cereali, le vinacce e le colture zuccherine.
Oltre ad essere utilizzato come sostituto della benzina tradizionale, nel campo dell’edilizia
il bioetanolo è impiegato per il riscaldamento interno degli ambienti grazie all’impiego di
stufe apposite, che possono essere installate senza l’ausilio di canne fumarie. Questo tipo

19
È possibile, inoltre, produrre acqua refrigerata tramite sistemi di trigenerazione, utilizzabile per il
condizionamento dell’aria in ambienti vicini a quelli di produzione.
14
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

di sistema di riscaldamento, sebbene da un lato sia facilmente installabile perchè non


necessita né di canna fumaria né di corrente elettrica, possiede diversi svantaggi in termini
di sicurezza, in quanto, oltre al rischio di ustioni e l’emissione di cattivi odori, i gas prodotti
dalla combustione, come anidride carbonica e diossido di azoto, rimanendo nella stanza
riducono la qualità dell’aria interna.
In merito al biodiesel, questo viene prodotto attraverso un processo in cui viene fatto
reagire con alcool metilico dell’olio vegetale o un grasso animale. La sostanza risultante
può essere utilizzata sia come carburante per motori a combustione sia come
combustibile per gli impianti di riscaldamento20.

1.2.3. Elementi modulari

A causa dei costi energetici sempre più crescenti e le nuove tecniche innovative
riguardanti i materiali, si sta sviluppando sempre più negli ultimi anni l’impiego di elementi
modulari prefabbricati per la realizzazione di nuovi edifici. I vantaggi dell’utilizzo di
elementi modulari prefabbricati sono principalmente la riduzione dell’impatto ambientale
del fabbricato sul territorio e l’aumento della sostenibilità complessiva della struttura,
oltre alla riduzione dei tempi di costruzione dal momento che i moduli vengono realizzati
quasi interamente in fabbrica ed assemblati in loco e sono già forniti di infissi e
rivestimenti. Un ulteriore vantaggio dato dall’utilizzo di questo tipo di elementi è dato
dall’eliminazione della grande quantità di rifiuti generati da un normale cantiere, grazie
anche alla capacità di riutilizzo e riciclaggio degli elementi modulari già impiegati in una
struttura per la realizzazione di un edificio differente. Questo discorso vale ampiamente
nel caso di costruzioni in legno in quanto gli scarti derivanti dal processo di intagliamento
possono essere macinati e riciclati per ulteriori scopi, rendendo i costi dello smaltimento
dei rifiuti pari a zero. Gli elementi modulari vengono definiti ecosostenibili in quanto
hanno la capacità di poter essere smontati facilmente e recuperati in modo da essere

20
Nel caso il biodiesel venisse utilizzato per gli impianti di riscaldamento, non si rende necessaria la
sostituzione dell’eventuale bruciatore esistente, ma è buona norma tarare adeguatamente gli ugelli ed
effettuare un’accurata pulizia per eliminare ogni traccia di carburante precedentemente utilizzato.
15
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

riutilizzati completamente per la costruzione di differenti strutture, consentendo un


riciclo completo dei materiali e la riduzione dei tempi sia di assemblaggio che di
smontaggio.

1.2.4. Materiali

Quello dei materiali da utilizzare, nell’ambito della bioedilizia, è uno dei temi
maggiormente importanti per la progettazione di una struttura ecosostenibile, e devono
essere scelti secondo determinati criteri: l’origine del materiale, la sua disponibilità in
natura, il processo di estrazione, il dispendio energetico dato dalla lavorazione del
materiale stesso e la tossicità del materiale, che deve essere quasi pari a zero in modo da
produrre un minimo impatto sull’ambiente.
I due aspetti fondamentali sono, quindi, l’impiego di materiali che siano di provenienza
locale e che derivino dal recupero di elementi già utilizzati per altri usi. È importante
privilegiare il più possibile, perciò, tutti quei materiali detti “a chilometro zero”, in modo
da ridurre sia i costi che l’inquinamento dato dai mezzi di trasporto. I materiali da preferire
sono, inoltre, tutti quei materiali di cui si ha una buona disponibilità in matura, nonché
quelli facilmente riutilizzabili terminato il loro ciclo di vita. È necessario comprendere,
infatti, che i materiali utilizzati possono avere una vita oltre al loro primario utilizzo anche
con funzioni differenti da quella per cui erano stati concepiti originariamente21. I vantaggi
che derivano dal recupero di elementi già utilizzati in altre strutture sono innanzitutto la
risoluzione dei problemi legati allo smaltimento e ai relativi costi e l’attribuzione di un
nuovo valore commerciale ad un materiale già utilizzato, nonché l’utilizzo di materiali con
prestazioni paragonabili a quelle dei materiali tradizionali ma a prezzi molto inferiori.

21
Il concetto del riutilizzo e del riciclaggio è un aspetto fondamentale nella bioedilizia, ed è da prendere in
considerazione dai primi momenti sia della progettazione di un nuovo edificio, sia della riqualificazione di
uno esistente.
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Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

1.2.4.1. Materiali strutturali

I materiali maggiormente utilizzati per scopi strutturali sono sia il legno che i laterizi, anche
se negli ultimi anni si stanno diffondendo sempre più nuove tipologie di mattoni
ecosostenibili, realizzati tramite la canapa.
Il legno è il materiale più utilizzato nella bioedilizia in quanto, oltre ad essere riciclabile e
biodegradabile, possiede ottime caratteristiche sia di isolamento termico e acustico che
di flessibilità e di resistenza alle sollecitazioni meccaniche, termiche e all’usura. Il
materiale, per risultare ecosostenibile, deve provenire da boschi presenti nella zona di
realizzazione dell’edificio gestiti tramite un processo di ricrescita programmata.
Per quanto riguarda i mattoni in laterizio, essi stessi sono considerati materiali
ecosostenibili in quanto sono costituiti da un impasto di argilla, sabbia ed acqua.
Importante, però, è l’attenzione riguardo alla scelta dell’argilla utilizzata durante il
processo, poiché è necessario che i livelli di radioattività siano inferiori a prefissati limiti.
In merito ai laterizi, è inoltre possibile realizzare dei blocchi forati ed assemblati ad uno
strato in sughero che viene inserito al loro interno e che vengono utilizzati, grazie alle loro
dimensioni, anche per realizzare murature portanti. Il vantaggio dell’utilizzo di questo tipo
di laterizi è il buon grado di isolamento sia termico e acustico e l’eliminazione, grazie al
sughero, dei ponti termici.
In merito alla canapa, questa rappresenta uno dei materiali grazie al quale è possibile
realizzare mattoni ecologici in grado di catturare le emissioni di anidride carbonica
dall’atmosfera. I mattoni realizzati in canapa sono costituiti da un composto biologico
dato dalla parte legnosa dello stelo della canapa miscelato con un legante a base di calce.
In seguito all’essicamento e all’indurimento, il risultato è un mattone rigido ma allo stesso
tempo leggero, in grado di garantire, oltre ad un ottimo isolamento sia termico che
acustico, anche un’alta permeabilità al vapore e un alto comfort abitativo.

1.2.4.2. Materiali per l’isolamento

I materiali ecosostenibili utilizzati per l’isolamento delle strutture edili sono molteplici ed
hanno derivazione sia vegetale che animale. I principali materiali isolanti sono:

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1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

• Fibra di legno. La fibra di legno è data dall’aggregazione di scarti di lavorazioni in


segheria. I trucioli derivano direttamente da segherie e non da falegnamerie, in
modo che il legname risulti non essere pretrattato. La fibra di legno, oltre ad un
ottimo isolamento termico, offre un isolamento acustico sia per i rumori
ambientali che per quelli da calpestio.
• Fibra di cellulosa. La fibra di cellulosa viene ricavata dalla carta trattata
successivamente con sali di boro in modo da garantire un trattamento
antiparassitario. Il materiale possiede ottime caratteristiche di isolamento termico
grazie alla struttura composta da pori capaci di intrappolare grandi quantità di aria
e di ridurre le perdite di calore, oltre ad essere traspirante ed avere la capacità di
assorbire l’umidità presente e cederla successivamente all’ambiente. Tramite
l’aggiunta di fibre sintetiche è possibile realizzare dei pannelli che facilitano
l’utilizzo del materiale.
• Fibra di lino. La fibra di legno viene utilizzata per realizzare pannelli impiegati
soprattutto all’interno di intercapedini di strutture realizzate in legno, cappotti sia
esterni che interni, pavimenti e solai nonché per pareti divisorie interne. Il
materiale possiede ottime proprietà sia termiche che acustiche oltre ad essere
innocuo per la salute ed essere totalmente traspirante.
• Fibra di canapa. La fibra di canapa deriva dalla pianta della canapa,
successivamente trattata con sali di boro per migliorare la resistenza al fuoco. Si
trova sotto forma di pannelli composti da fibra di canapa e fibre di poliestere al
fine di fornire resistenza. Il materiale risulta essere traspirante ed igroscopico, ha
la capacità di regolare la quantità di umidità presente in modo da garantire un
ottimo comfort interno. I pannelli in fibra di canapa sono resistenti inoltre ad
insetti e parassiti, per questo vengono utilizzati all’interno di intercapedini di
pareti in legno e per coperture e pavimenti soprattutto con il fine di eliminare il
rumore dato dal calpestio.
• Fibra di kenaf. La fibra di kenaf viene prodotta tramite l’essicazione delle piante di
kenaf, simili a quelle della canapa. Gli steli vengono lavorati in modo da separare
la parte fibrosa, che è la porzione necessaria per realizzare pannelli rigidi utilizzati

18
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

all’interno di intercapedini di strutture realizzate in legno, cappotti interni ed


esterni e solai. Il materiale è, infatti, un ottimo isolante sia termico che acustico e
possiede ottime caratteristiche di traspirabilità grazie alle quali è possibile il
raggiungimento di un ambiente interno salubre.
• Fibra di juta. La fibra di juta viene ricavata dalla macerazione degli steli della pianta
della juta, presente prevalentemente in Asia. Il materiale è inattaccabile dai
parassiti, possiede inoltre proprietà di igroscopicità e di traspirabilità ed è quindi
adatto per l’isolamento sia di pareti che solai per rumori dati dal calpestio e aerei.
• Fibra di mais. Ricavata da chicchi di mais fatti fermentare, la fibra di mais è un
materiale isolante che si trova sotto forma di pannelli di diverso spessore e
densità. Possiede sia ottime capacità termoacustiche che proprietà traspiranti,
oltre ad essere sicuro per quanto riguarda gli incendi dal momento che è in grado
di estinguersi automaticamente senza provocare emissioni di fumo. Il suo utilizzo
è principalmente quello all’interno di intercapedini di strutture realizzate in legno,
per cappotti interni o esterni, solai e pareti divisorie interne.
• Fibra di cocco. La fibra di cocco viene ricavata dalla noce del frutto e viene
impiegata per la realizzazione di pannelli isolanti da inserire principalmente
all’interno delle pareti. Il vantaggio di questo tipo di materiale, oltre all’isolamento
termico, è la resistenza all’attacco di muffe ed insetti.
• Fibra minerale. Gli isolanti in fibra minerali sono realizzati tramite materie prime
naturali e riciclate, in particolare viene utilizzata sabbia e vetro riciclato. Sono in
grado di garantire ottime prestazioni di isolamento termico e acustico, nonché in
termini di reazione al fuoco in quanto il materiale risulta essere incombustibile
perciò in grado di limitare la propagazione delle fiamme.
• Canna palustre. La canna palustre nasce spontaneamente nelle zone paludose e
lungo le rive di fiumi, ed ha la capacità di rigenerarsi automaticamente. Tramite
questo materiale vengono realizzati pannelli composti da più canne compresse e
legate tra di loro, e possiedono buone caratteristiche sia termiche che acustiche,

19
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

infatti vengono utilizzati principalmente all’interno di pareti, solai e coperture di


strutture realizzate in legno.
• Paglia pressata. La paglia è un materiale con un alto potere isolante, possiede
infatti valori di trasmittanza molto bassi. L’ulteriore vantaggio della paglia è l’alta
traspirabilità dei muri, a cui consegue una buona salubrità degli ambienti interni.
L’utilizzo di questo materiale ha, inoltre, un basso impatto ecologico ed è
disponibile in modo facile e veloce. La paglia con funzione di isolante si presenta
sotto forma di balle rettangolari, che possono in alcuni casi essere poste all’interno
di una struttura in legno rettangolare per consentire una posa più facile e veloce.
• Cotone. Il cotone è un materiale ottimo in termini di isolamento ed
ecosostenibilità in quanto, oltre a possedere buone qualità termiche e acustiche,
può derivare da processi di riciclo provenienti da indumenti. Per quanto riguarda
la lavorazione, il cotone viene impregnato con sali di boro al fine di aumentare la
resistenza antincendio e viene compresso per ottenere pannelli o rotoli.
• Sughero. Generalmente il sughero si trova in commercio sotto forma di pannelli,
non contiene leganti artificiali poiché durante la cottura del materiale è la stessa
resina presente all’interno che, sciogliendosi, funge da legante. I pannelli in
sughero vengono utilizzati principalmente, grazie alla loro flessibilità e sottigliezza
per l’isolamento termoacustico sia di pavimenti che di pareti.
• Argilla espansa. L’argilla espansa, grazie alle sue caratteristiche di isolante acustico
dato dalla sua struttura cellulare e porosa e di inalterabilità nel tempo, viene
impiegata in molteplici situazioni come all’interno di intercapedini, coperture,
sottotetti e massetti di solai d’interpiano o contro terra.
• Perlite e vermiculite espanse. Sia la perlite che la vermiculite possiedono ottime
proprietà isolanti per quanto riguarda l’isolamento termico e acustico, sono inoltre
incombustibili e in grado di emettere fumi tossici in caso di incendio in quanto non
contiene sostanze nocive per la salute. La perlite e la vermiculite vengono utilizzate
in modo similare all’argilla espansa, ossia come riempimento di intercapedini,
coperture e pavimenti.

20
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

• Lana di roccia. La lana di roccia si trova principalmente sotto forma di pannelli,


ottenuti dalla fusione di rocce vulcaniche come il basalto e la bauxite. I pannelli in
lana di roccia sono ecosostenibili in quanto possono essere riciclati grazie al
mantenimento nel tempo delle loro caratteristiche, garantiscono inoltre sia un
comfort acustico che una sicurezza in caso d’incendio in quanto la lana di roccia ha
la capacità di resistere fino a temperature superiori ai 1000 °C e di limitare
l’emissione di gas tossici.
• Silicato di calcio. Il silicato di calcio è un materiale prodotto tramite materie prime
come la sabbia, la calce e la cellulosa e si presenta sotto forma di pannelli. Il
vantaggio di questo materiale è l’elevata capacità di assorbimento dell’acqua, che
li rende utili soprattutto sia nei casi di umidità all’interno delle pareti dovuta a
fenomeni di condensa sia nei casi di muffe. I pannelli, infatti, sono in grado di
assicurare una regolazione dell’umidità presente nell’aria grazie all’assorbimento
dell’acqua in eccesso e il rilascio nei momenti in cui gli ambienti sono
maggiormente secchi.
• Vetro cellulare. Il vetro cellulare è un materiale proveniente dal riciclo del vetro di
lampade o di autovetture non utilizzate. Il materiale si trova sotto forma di pannelli
e lastre, e possiede la caratteristica di essere totalmente impermeabile e di
garantire un’alta resistenza al fuoco e ai fumi tossici. Il vetro cellulare viene
impiegato generalmente per contro terra e strutture di fondazione.
• Lana di pecora. La lana di pecora è una fibra prodotta dagli animali ogni anno e
possiede qualità termoisolanti e fonoisolanti oltre ad essere un materiale molto
elastico. Un’ulteriore caratteristica fondamentale della lana di pecora è la capacità
di autoestinguersi in caso di incendio in quanto non si infiamma e non emette gas
tossici fino a temperature pari quasi a 600 °C. Il materiale necessita, però, di
trattamenti protettivi in modo da non poter essere soggetto ad attacchi di
parassiti. La lana di pecora si trova in pannelli ed è ottima per l’isolamento sia di
coperture e pareti sia interne che esterne, ed è indicata soprattutto nel caso di
costruzioni in legno.

21
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

1.2.5. Illuminazione e ventilazione naturale

Un modo per rendere ecosostenibile una struttura è il ricorso all’illuminazione e alla


ventilazione naturale, in modo da eliminare i consumi energetici dell’edificio aggiuntivi
riguardanti l’impiego di luce artificiale o di impianti di ventilazione meccanica.
Per quanto riguarda l’illuminazione naturale, in particolare all’interno di una struttura
scolastica, oltre a garantire delle percezioni cromatiche corrette all’interno degli ambienti,
rappresenta la migliore sorgente di luce per lo studio e l’apprendimento, sia in termini di
quantità sia di qualità. Tramite l’illuminazione naturale, perciò, oltre all’aumento delle
condizioni di comfort, si può osservare un aumento della produttività poiché rappresenta
uno stimolo positivo sia dal punto di vista biologico che psicologico per lo studente. Per
aumentare l’apporto di luce naturale all’interno di un edificio è possibile utilizzare ampie
vetrate e graduare la quantità della luce entrante tramite sistemi filtranti e diffusori. Al
fine di evitare il surriscaldamento interno possono essere previsti dei sistemi schermanti
sia interni che esterni, oppure di vetri a controllo solare.
Per quanto riguarda la ventilazione, utilizzare sistemi naturali può consentire significativi
risparmi in termini di energia e migliorare allo stesso tempo la qualità dell’aria interna
garantendo alti livelli di comfort. In questi termini, è possibile utilizzare criteri di
ventilazione naturale notturna al fine di raffrescare gli ambienti naturalmente nel periodo
estivo, in modo da limitare l’accumulo di calore dovuto all’irraggiamento diurno ed evitare
il conseguente surriscaldamento dell’edificio.

1.2.6. Recupero dell’acqua piovana

Elemento fondamentale da integrare in una struttura, relativo al concetto di sostenibilità


edilizia, è l’impianto di recupero dell’acqua piovana, costituito da una superficie di
raccolta, un sistema di convoglio ed un condotto che trasporta l’acqua recuperata
all’interno di una vasca per lo stoccaggio. L’acqua piovana recuperata può essere utilizzata
sia per scarichi dei servizi igienici che per la cura delle aree verdi, ed è un’ottima soluzione

22
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

per salvaguardare la risorsa idrica in quanto queste attività non necessitano di acqua
potabile che generalmente viene invece impiegata per tutti gli usi22.
La gestione dell’acqua piovana tramite l’utilizzo di un impianto di recupero e di riutilizzo
funziona secondo diverse fasi:
• Captazione dell’acqua piovana. L’acqua piovana viene raccolta grazie a diverse
superfici impermeabili quali tetti, balconi, terrazzi e verande.
• Convogliamento e trasporto dell’acqua piovana. Il convogliamento dell’acqua
avviene tramite canali di gronda, confluendo tramite pluviali opportunamente
predisposti verso il filtro. È opportuno che i canali di gronda presentino una griglia
di chiusura superiore soprattutto se l’edificio si trova in una zona caratterizzata da
alti arbusti, grazie alla quale è possibile evitare intasamenti causati da fogliame e
residui delle piante.
• Filtrazione dell’acqua piovana. L’impianto di recupero dell’acqua piovana
necessita l’installazione di un filtro a monte dell’accumulo, che può essere unico
se è presente una tubazione terminale che raccoglie tutti i pluviali.
• Scarico dell’acqua di prima pioggia. Al fine di eliminare le acque di scorrimento
superficiale derivanti dai primi istanti di una precipitazione è opportuno installare
dei deviatori di acqua prima di convogliare all’interno della vasca di accumulo.
• Stoccaggio dell’acqua piovana. Attraverso serbatoi e vasche di accumulo avviene
lo stoccaggio dell’acqua piovana precedentemente fatta rallentare grazie ad una
vasca di calma, che ha la funzione di rallentare la fuoriuscita dell’acqua all’interno
della cisterna in modo da evitare l’insorgenza di turbolenze che causano il
sollevamento di detriti eventualmente presenti all’interno della vasca.
• Prelievo e utilizzo dell’acqua piovana. Il prelievo dell’acqua dal serbatoio avviene
attraverso una pompa ed immessa nella rete idrica dedicata ai servizi.

22
Grazie all’inserimento di un filtro, poi, è possibile anche utilizzare l’acqua piovana per la pulizia dei
servizi sanitari e degli ambienti.
23
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

• Smaltimento. Se la cisterna raggiunge la sua capacità massima, l’acqua viene


deviata e smaltita attraverso l’impianto di fognatura.
L’utilizzo di sistemi di raccolta e recupero dell’acqua piovana, sebbene offra un vantaggio
sia in termini di sostenibilità ambientale che in termini economici, possiede diversi limiti
imposti sia dalle limitate superfici di raccolta che dalla capacità del serbatoio di stoccaggio,
ma è comunque un’ottima strategia per soddisfare gran parte del fabbisogno idrico di una
struttura.

1.3. La valutazione della sostenibilità

La sostenibilità edilizia va analizzata, quindi, ricercando tutte le ricadute che possono


avere gli interventi e le trasformazioni sia sul piano economico che sociale ed
ambientale23, e nei momenti sia della realizzazione che della vita utile dell’edificio e della
sua dismissione. In particolare, la realizzazione di un edificio può essere definita
sostenibile se soddisfa determinati requisiti, che si rifanno al concetto della “Regola delle
tre E”:
• Dev’essere equo, ossia soddisfare requisiti sociali ed economici,
• Dev’essere realizzabile, ossia soddisfare requisiti economici ed ambientali,
• Dev’essere vivibile, ossia soddisfare requisiti ambientali e sociali.
Se da un lato il soddisfacimento dell’aspetto economico e quello ambientale sono
facilmente dettati rispettivamente dalle regole di mercato e da una necessità ambientale,
l’aspetto sociale è quello maggiormente critico quando si tratta di sostenibilità, poiché
non viene concepito come fondamentale. Per questo motivo, oltre al benessere degli
occupanti e della soddisfazione degli utilizzatori di un determinato intervento, è
necessario considerare ulteriori requisiti che si rifanno al tema della sostenibilità con
accezione sociale:
• Affidabilità, ossia la capacità di fornire le prestazioni richieste,

23
La valutazione del livello di sostenibilità in questi tre ambiti è da intendere come una valutazione che fa
riferimento a molteplici punti di vista, poiché è necessario considerare le richieste e valutare gli interessi di
chiunque sia coinvolto nel processo di realizzazione dell’intervento, in modo da raggiungere un equilibrio
tra progettisti, investitori, occupanti ed ambiente circostante.
24
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

• Manutenibilità, ossia la capacità di subire riparazioni con minimi impatti sugli


utilizzatori,
• Adattabilità, ossia la capacità di fornire prestazioni differenti in base alla richiesta,
• Durabilità, ossia la capacità di mantenere invariate le proprie prestazioni nel
tempo,
• Sicurezza strutturale, ossia la capacità di garantire le prestazioni di progetto,
• Robustezza strutturale, ossia la capacità di limitare i danni conseguenti a situazioni
eccezionali,
• Fidatezza, ossia la capacità di essere considerati sicuri da parte degli utilizzatori.
Oltre a queste componenti, per definire sostenibile un intervento edilizio bisogna
valutarlo riferendosi anche alla variabile tempo, ossia considerare la sostenibilità sia nella
fase di esercizio sia in tutti gli altri momenti della vita utile dell’intervento, come la
manutenzione, l’approvvigionamento dei materiali ed altre situazioni eccezionali che
potrebbero verificarsi.

1.3.1. Protocolli di certificazione

La valutazione della sostenibilità di un edificio è un’operazione complessa che deve tener


conto di molteplici criteri e variabili: riguarda infatti l’intero ciclo di vita dell’edificio e delle
sue parti ed in particolare i materiali utilizzati per la costruzione, le alterazioni
sull’ambiente indotte dalla realizzazione della struttura e il possibile uso futuro. Per
valutare la sostenibilità, quindi, è necessario attribuire ai singoli requisiti o performance
dell’edificio dei punteggi tramite il confronto con una prestazione di base. Per ogni
requisito viene definito un peso percentuale specifico in base alla strategia di valutazione
utilizzata. In particolare, l’attenzione sempre maggiore per gli aspetti energetici ha indotto
l’attribuzione di pesi maggiori ai requisiti relativi all’uso di nuove tecnologie finalizzate alla
riduzione dei consumi energetici.

25
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

1.3.1.1. Il protocollo Itaca

In ambito nazionale, lo strumento per la valutazione della sostenibilità fa riferimento al


Protocollo Itaca24, nato nel 1996 e definito all’interno dell’UNI/PdR 13:2015. Nasce
dall’esigenza delle Regioni di possedere uno strumento in grado di promuovere la
sostenibilità ambientale nel settore delle costruzioni. Il Protocollo viene applicato sia a
edifici di nuova costruzione sia a edifici oggetto di ristrutturazione importante e si pone
come fine la verifica delle prestazioni di un edificio in riferimento ai consumi, all’efficienza
energetica e all’impatto sull’ambiente e sulla salute dell’uomo.
Il sistema adotta i criteri del precedente Protocollo SBC Italia25, un metodo di valutazione
della sostenibilità degli edifici che si basa sui seguenti principi:
• Individuazione dei criteri per misurare le prestazioni dell’edificio in esame.
• Utilizzo di parametri comuni di riferimento con cui confrontare quelli dell’edificio
in esame, in modo da attribuire un punteggio ad ogni criterio misurato in relazione
ai parametri di paragone.
• Determinazione dell’importanza dei criteri utilizzati per determinarne una
pesatura in base all’edificio considerato.
• Definizione di un punteggio finale che definisce il livello delle prestazioni della
struttura in esame rispetto al livello standard.
La valutazione dei criteri di sostenibilità del Protocollo Itaca consiste in una serie di schede
suddivise in aree tematiche26 e riprese da quelle del Protocollo SBC:
• Qualità del sito. In merito a questo tema viene affrontata la qualità dell’ambiente
in cui si trova l’edificio per quanto riguarda la presenza di infrastrutture e il loro
potenziale vantaggio o svantaggio.
• Consumo di risorse. In quest’area si affronta la valutazione dell’edificio in termini
di consumi sia per quanto riguarda l’efficienza energetica sia per i consumi legati
alla realizzazione e al periodo di vita.

24
Itaca è l’istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale –
Associazione nazionale delle Regioni e delle Provincie autonome.
25
Sezione italiana del Sustainable Building Council.
26
Definite all’interno dell’UNI/PdR 13:2015, sezione 0.
26
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

• Carichi ambientali. Il tema affrontato in quest’area è quello dell’interazione tra


edificio e terreno, come per esempio lo smaltimento dei rifiuti, i reflui e l’uso delle
acque.
• Qualità dell’ambiente indoor. In quest’area viene trattato il tema del comfort
abitativo, in particolare per quanto riguarda la fruibilità e il comfort abitativo nel
corso della vita utile dell’edificio.
• Qualità del servizio. Il tema di quest’area è la capacità degli impianti di garantire
condizioni interne dell’edificio adeguate.

Figura 3. Esempio di un elenco di dettaglio di criteri di valutazione per la qualità del sito per gli edifici ad uso scolastico.

Al fine di calcolare il punteggio finale per definire il livello delle prestazioni della struttura
in esame è necessaria una valutazione preliminare dell’edificio, che si basa su tre fasi:
• Quantificazione delle prestazioni dell’edificio per ciascun criterio, tramite
opportuni indicatori.
• Normalizzazione del valore di ogni indicatore.
• Combinazione dei punteggi normalizzati al fine di produrre il punteggio finale.
In ogni scheda del Protocollo vengono riportate rispettivamente:
27
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

• Nome e codice criterio.


• Area di valutazione di appartenenza.
• Categoria di appartenenza.
• Esigenza o obbiettivo di qualità ambientale.
• Peso del criterio. Viene espresso in percentuale.
• Indicatore di prestazione. L’indicatore di prestazione è fondamentale per valutare
il livello di performance dell’edificio.
• Unità di misura. L’unità di misura è inserita nel caso in cui l’indicatore di
prestazione sia quantitativo.
• Scala di prestazione. La scala di prestazione è necessaria per determinare
l’indicatore di prestazione dell’edificio in esame. La scala di valutazione è definita
da punteggi che variano da -1 a +5, in relazione alla quale viene assegnato un
punteggio per ogni criterio considerato.
• Metodo e strumenti di verifica. Il metodo e gli strumenti di verifica definiscono la
procedura utilizzata per calcolare l’indicatore di prestazione.

Tabella 1. Punteggi relativi alla scala di prestazione.

Punteggio Prestazione

-1 Rappresenta la prestazione inferiore a quella minima accettabile.

Rappresenta la prestazione minima accettabile determinata da leggi


0
e regolamenti vigenti.

Rappresenta un miglioramento lieve della prestazione rispetto a


1
quella minima accettabile.

Rappresenta un miglioramento moderato della prestazione rispetto


2
a quella minima accettabile.

Rappresenta un miglioramento significativo della prestazione


3 rispetto a quella minima accettabile. È considerabile come la
migliore pratica corrente.

Rappresenta un miglioramento moderato rispetto alla migliore


4
pratica corrente.

28
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

Rappresenta un miglioramento considerevole della prestazione


5
rispetto a quella minima accettabile.

Ogni Regione che ha adottato il Protocollo Itaca ha la necessità di specificare i requisiti


minimi e i criteri di valutazione, determinati e compresi all’interno delle aree di
valutazione, nonché la pesatura attribuita ad esse. In particolare, per la Regione Veneto,
le aree di valutazione ed i relativi pesi in percentuale sono delineati all’interno della
Tabella 2.
Tabella 2. Pesi delle aree di valutazione relative alla regione Veneto.

Aree di valutazione Peso (%)

Qualità ambientale esterna 3

Consumo di risorse 45

Carichi ambientali 25

Qualità dell’ambiente interno 17

Qualità del servizio 2

Qualità della gestione 6

Trasporti 2

1.3.1.1.1. Il protocollo Itaca per gli edifici scolastici

In particolare, per quanto riguarda gli edifici scolastici, è presente un Protocollo Itaca 27
specifico28 che fornisce le indicazioni per il calcolo dei punteggi di prestazione delle
strutture, che siano di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazione. I criteri
appartenenti al Protocollo Itaca in merito agli edifici ad uso scolastico sono i seguenti:
• Qualità del sito

27
Protocollo Itaca Nazionale del 2011, si rifà all’approccio procedurale descritto nella UNI/PdR 13:2015.
28
Il Protocollo Itaca riguarda principalmente le strutture residenziali.
29
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

o Selezione del sito


▪ Riutilizzo del territorio
▪ Accessibilità al trasporto pubblico
▪ Mix funzionale dell’area
▪ Adiacenza ad infrastrutture
o Progettazione dell’area
▪ Aree esterne attrezzate
▪ Supporto all’uso di biciclette
▪ Uso di specie arboree locali
• Consumo di risorse
o Energia primaria non rinnovabile richiesta durante il ciclo di vita
▪ Energia primaria per il riscaldamento
▪ Energia primaria per il raffrescamento
▪ Energia primaria per l’illuminazione
▪ Energia primaria per l’acqua calda sanitaria
o Energia da fonti rinnovabili
▪ Energia rinnovabile per usi termici
▪ Energia prodotta nel sito per usi elettrici
o Materiali eco-compatibili
▪ Riutilizzo di strutture esistenti
▪ Materiali riciclati/recuperati
▪ Materiali da fonti rinnovabili
▪ Materiali locali per finiture
▪ Materiali riciclabili e smontabili
o Acqua potabile
▪ Acqua potabile per irrigazione
▪ Acqua potabile per usi indoor
o Prestazioni dell’involucro
▪ Energia netta per il raffrescamento
▪ Trasmittanza termica dell’involucro edilizio
▪ Controllo della radiazione solare
30
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

▪ Inerzia termica dell’edificio


• Carichi ambientali
o Emissioni di CO2 equivalente
▪ Emissioni previste in fase operativa
o Rifiuti solidi
▪ Rifiuti solidi prodotti in fase operativa
o Acque reflue
▪ Acque grigie inviate in fognatura
▪ Permeabilità del suolo
o Impatto sull’ambiente circostante
▪ Effetto isola di calore
• Qualità ambientale indoor
o Ventilazione
▪ Ventilazione e qualità dell’aria
o Benessere termoigrometrico
▪ Temperatura dell’aria e umidità relativa in ambienti raffrescati
meccanicamente
▪ Temperatura dell’aria nel periodo estivo
▪ Temperatura dell’aria e umidità relativa in ambienti riscaldati
meccanicamente
o Benessere visivo
▪ Illuminazione naturale
o Benessere acustico
▪ Qualità acustica dell’edificio
o Inquinamento elettromagnetico
▪ Campi magnetici a frequenza industriale
• Qualità del servizio
o Funzionalità ed efficienza
▪ Dotazione di servizi

31
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

▪ Qualità del sistema di cablatura


o Controllabilità degli impianti
▪ BACS
o Mantenimento delle prestazioni in fase operativa
▪ Mantenimento delle prestazioni dell’involucro edilizio
▪ Disponibilità della documentazione tecnica degli edifici
o Aspetti sociali
▪ Design for all.

Figura 4. Esempio di scheda criterio in merito all’adiacenza ad infrastrutture.

32
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

1.3.1.2. Il protocollo Leed

Il Protocollo Leed29 è una certificazione internazionale, sviluppata dalla USGBC30 nel 2000
e presente in Italia grazie a GBC Italia, un organo che ne ha realizzato una versione locale.
Il Protocollo Leed definisce nuovi criteri di progettazione degli edifici ed ha lo scopo di
garantire il raggiungimento di alte prestazioni per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile
del settore delle costruzioni. In particolare, tenendo conto dell’intero ciclo di vita
dell’edificio, all’interno della certificazione il sistema Leed misura molteplici parametri:
• Sostenibilità del sito. Intesa come utilizzo di siti già esistenti con il fine di
minimizzare l’impatto della struttura sull’ambiente, utilizzo di sistemi di raccolta e
riuso dell’acqua piovana, verifica delle emissioni di sostanze inquinanti
nell’atmosfera.
• Risparmio efficiente della risorsa idrica. Inteso come uso intelligente dell’acqua
potabile sia per usi interni che per usi esterni all’edificio.
• Utilizzo efficiente dell’energia. Inteso come l’insieme delle strategie atte ad
utilizzare al meglio l’energia, come l’utilizzo di efficienti sistemi di illuminazione e
di forme di energia rinnovabili.
• Materiali. Viene promosso, in questo caso, l’impiego di materiali locali in modo da
ridurre al minimo la produzione di rifiuti.
• Qualità dell’ambiente interno. Questa categoria incentiva le strategie che
migliorano il comfort ambientale interno, come la qualità dell’aria,
dell’illuminazione e del benessere acustico.
• Connessioni del sito. Viene incentivato il posizionamento dell’edificio all’interno di
siti localizzati nei pressi di infrastrutture preesistenti, percorsi pedonali ed aree per
attività all’aperto.
• Consapevolezza nell’utilizzo delle risorse. Il programma Leed incoraggia i fruitori
degli edifici ad un corretto utilizzo degli impianti e delle risorse.

29
Leadership in Energy and Environmental Design.
30
U.S. Green Building Council.
33
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

• Innovazione. I progetti che utilizzano strategie innovative per la sostenibilità


edilizia non espressamente descritte ricevono ulteriori valutazioni positive.
Per ogni categoria vengono assegnate delle votazioni, la cui somma determina il livello di
certificazione che raggiunge l’edificio considerato. I punti totali sono 110, 40 dei quali
devono necessariamente essere ottenuti per il conferimento del minimo livello di
certificazione e 10 dei quali, definiti “punti bonus”, possono essere conseguiti in risposta
a specifiche problematiche regionali. I livelli di certificazione sono quattro, e vengono
determinati in base ai punti totali raggiunti dall’edificio:
• Base. Da 40 a 49 punti.
• Silver. Da 50 a 59 punti.
• Gold. Da 60 a 79 punti.
• Platinum. Da 80 punti in poi.

1.3.1.2.1. Il protocollo Leed per gli edifici scolastici

Il sistema Leed ha sviluppato, in particolare, uno specifico metodo di valutazione per le


strutture scolastiche31 che si basa sugli stessi criteri di valutazione della sostenibilità e
della qualità energetico ambientale di un edificio per il Protocollo base. La valutazione per
questo tipo di strutture si basa su una checklist da verificare, ossia un elenco di voci
corrispondenti ai controlli da eseguire nelle varie fasi di controllo, articolate in quattro
aree tematiche. Per ogni voce dell’elenco è possibile ottenere un punteggio massimo
prestabilito la cui somma determinerà i punti totali per l’area tematica considerata.
Le quattro aree tematiche in cui si sviluppa il Protocollo Leed sono:
• Sostenibilità del sito. Valutazione massima di 24 punti.
• Efficienza nell’utilizzazione delle risorse idriche. Valutazione massima di 11 punti.
• Energia e atmosfera. Valutazione massima di 33 punti.
• Materiali e risorse. Valutazione massima di 13 punti.
• Qualità ambientale interna. Valutazione massima di 19 punti.

31
Aggiornamento del 2009 del protocollo Leed denominato “Schools. New Construction and Major
Renovations System”.
34
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

• Innovazione e progetto. Valutazione massima di 6 punti.


• Priorità regionali. Valutazione massima di 4 punti.
I punti totali raggiungibili sono 110, 100 dei quali sono punti base, 6 sono acquisibili
all’interno della categoria “Innovazione e progetto” e 4 all’interno della categoria “Priorità
regionali”. I livelli di certificazione sono gli stessi per il Protocollo base e la soglia minima
per l’ottenimento del minimo livello di certificazione è di 40 punti totali:
• Base. Da 40 a 49 punti.
• Silver. Da 50 a 59 punti.
• Gold. Da 60 a 79 punti.
• Platinum. Da 80 punti in poi.
Più specificatamente, ogni valutazione riguarda molteplici aspetti:
• Sostenibilità del sito. All’interno di questa area tematica sono compresi due
prerequisiti e sedici requisiti, che mirano alla valutazione della sostenibilità
dell’area in base a condizioni specifiche e al rapporto con il contesto. Viene
analizzata la presenza di infrastrutture di trasporto, il collegamento con l’ambito
urbano di riferimento e le precauzioni per evitare effetti inquinanti sull’ambiente.
• Efficienza nell’utilizzazione delle risorse idriche. Vengono trattati, all’interno di
quest’area, gli sprechi di acqua potabile sia per irrigazione che per usi interni
all’edificio e vengono previsti sistemi ad alta efficienza per il riutilizzo della risorsa.
• Energia e atmosfera. All’interno di quest’area sono presenti tre prerequisiti
inerenti l’efficienza energetica dell’edificio, e sei requisiti riguardanti le prestazioni
energetiche sia per il riscaldamento che per il raffrescamento dell’edificio. Viene
inoltre suggerito l’utilizzo di energie rinnovabili disponibili nel luogo e il
monitoraggio dei consumi energetici in fase di utilizzo.
• Materiali e risorse. In quest’area vengono valutati aspetti riguardanti la riduzione
dei materiali di scarto delle fasi di costruzione e gestione, nonché l’utilizzo di
materie derivanti da processi di recupero al fine di limitare l’incidenza ambientale
ed economica.

35
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

• Qualità ambientale interna. All’interno di quest’area vengono trattate le


condizioni minime di qualità dell’aria interna e della qualità acustica, nonché gli
strumenti di controllo dei parametri di benessere dell’edificio, come i sistemi di
illuminazione, di riscaldamento, le performance acustiche e di design.
• Innovazione e progetto. Vengono definiti meritevoli, in quest’area, tutti i sistemi
integrativi riguardanti la sostenibilità ambientale adottati all’interno dell’edificio
che risultino essere particolarmente significativi o di carattere innovativo.
• Priorità regionali. Quest’area consente di adattare lo schema utilizzato in funzione
delle caratteristiche specifiche delle diverse aree territoriali.

1.3.1.3. Il Protocollo CasaClima Nature

Il protocollo CasaClima Nature32 è uno strumento che permette di valutare un edificio non
solo dal punto di vista dell’efficienza energetica ma anche in merito all’impatto che esso
stesso può avere sia sull’ambiente che sulla salute e il benessere dell’utente. Il sistema
affronta principalmente i temi dell’utilizzo di materiali sostenibili e dell’impatto idrico
dell’edificio, inteso come fabbisogno di acqua potabile. In particolare, la sostenibilità
dell’edificio viene valutata in base al ciclo di vita dei materiali da costruzione, a partire
dalla loro produzione fino all’impiego e allo smaltimento finale, analizzando sia l’energia
primaria utilizzata per la produzione sia l’eventuale emissione di sostanze inquinanti
nell’ambiente, prediligendo quindi l’utilizzo di materiali e risorse locali.
I criteri di valutazione della sostenibilità edilizia e i requisiti ai quali è necessario attenersi
al fine dell’ottenimento della certificazione CasaClima Nature sono contenuti all’interno
della Direttiva Tecnica CasaClima Nature, e si occupano dei seguenti ambiti di interesse:
• Impatto ambientale dei materiali da costruzione.
• Impatto idrico.
• Qualità dell’aria interna.
• Protezione dal gas radon.
• Illuminazione naturale.

32
Protocollo ambientale dell’Agenzia Casa Clima.
36
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

• Comfort acustico.

1.3.1.3.1. Il Protocollo CasaClima School

Per quanto riguarda gli edifici scolastici, CasaClima ha prodotto un protocollo33 esclusivo
sulla base del sistema CasaClima Nature34, all’interno del quale vengono considerati sia
aspetti ecologici che aspetti sociali ed economici del progetto.
La certificazione CasaClima per le strutture scolastiche viene rilasciata in base a numerosi
criteri di sostenibilità, oltre a quelli di efficienza energetica. Più specificamente,
trattandosi di edifici scolastici, l’attenzione viene posta in primo luogo sul comfort e la
vivibilità degli spazi interni, nonché sul rispetto di standard igienici. Oltre a questi concetti
base, vengono considerati anche aspetti riguardanti la scelta ecologica dei materiali da
costruzione e la gestione dei rifiuti.
Per garantire un determinato comfort interno e salubrità degli ambienti sono richiesti dei
requisiti specifici ai quali è necessario attenersi al fine dell’ottenimento della
certificazione CasaClima School, riconducibili al protocollo CasaClima Nature e definiti
all’interno della Direttiva Tecnica CasaClima Nature35:
• Efficienza energetica dell’involucro. Il fabbisogno energetico per il riscaldamento
deve essere inferiore a quello relativo alla classe A36.
• Efficienza energetica complessiva. L’indice di emissione di CO2 dev’essere
inferiore a quello relativo alla classe A37.

33
CasaClima School è un protocollo realizzato per gli edifici scolastici di nuova costruzione e per quelli
oggetto di risanamento.
34
Gli altri protocolli, oltre CasaClima School, sono CasaClima Hotel per strutture turistiche sostenibili,
CasaClima Welcome per strutture di piccole dimensioni con funzione ricettiva e CasaClima Work&Life per il
terziario.
35
La Direttiva Tecnica CasaClima Nature è entrata in vigore il 1° settembre 2017 e viene applicata a tutti gli
interventi la cui richiesta di certificazione è posteriore alla data di entrata in vigore della Direttiva stessa.
36
Equivale a 30 kWh/m²a.
37
Equivale a 20 kg CO₂/m²a.
37
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

• Impatto ambientale dei materiali da costruzione. Il punteggio Nature38 raggiunto


dev’essere minore di 300 punti per tutte le tipologie di edificio, sia residenziale che
non.
• Impatto idrico. L’indice di impatto idrico WKW dev’essere maggiore del 30%39.
• Qualità dell’aria interna. Viene raggiunta tramite l’utilizzo di sistemi di ventilazione
meccanica controllata e l’utilizzo di materiali e prodotti che rispettano i limiti di
emissione definiti all’interno della direttiva tecnica40.
• Protezione dal gas radon. Deve essere garantita, per i nuovi edifici, una
concentrazione di gas radon inferiore ai 200 Bq/m² e, per l’esistente, inferiore ai
400 Bq/m².
• Illuminazione naturale. Il fattore medio di luce diurna FmLD dev’essere maggiore
del 2%, nelle aule scolastiche dev’essere maggiore del 3%41.
• Comfort acustico. Devono essere rispettati i limiti di fonoisolamento definiti
all’interno della direttiva tecnica42.

1.4. Sostenibilità e Zero Energy Building

L’attenzione verso i numerosi temi riguardanti il concetto di sostenibilità ambientale in


materia di edilizia ha comportato l’insorgenza di metodi innovativi di realizzare edifici, con
un’attenzione specifica all’utilizzo di risorse pulite impiegate per il soddisfacimento
dell’intero fabbisogno energetico di una struttura. In particolare, si fa riferimento

38
Punteggio totale raggiunto in riferimento ai materiali e ai prodotti costituenti l’involucro opaco e
trasparente, devono essere inserite nel calcolo tutte le finiture sia interne che esterne e i materiali che
compongono la stratigrafia.
39
L’indice idrico viene calcolato in base al tipo di pavimentazione utilizzata, la modalità di deflusso delle
acque meteoriche, i giorni di utilizzo dell’edificio, il numero medio di persone presenti, la superficie netta
riscaldata, la superficie vetrata e il numero di installazioni idrauliche nell’intero edificio.
40
Sono indicati i valori massimi di emissione di formaldeide per prodotti a base di legno incollato, i valori
massimi di emissione di VOC per prodotti liquidi e i valori massimi di emissione sia di formaldeide che di
TVOC per materiali utilizzati per l’isolamento termico e acustico.
41
Se non è rispettato questo criterio, il requisito è comunque verificato se il rapporto aeroilluminante è di
almeno 1/5 negli ambienti principali oppure almeno il 70% delle superfici verticali verso l’esterno sono
vetrate.
42
Viene considerato sia il potere fonoisolante di divisori verticali e orizzontali sia il livello di rumore da
calpestio tra ambienti sovrapposti.
38
Edilizia scolastica sostenibile. Progetto di una scuola elementare a Spresiano (Tv)

all’acronimo nZEB per indicare un edificio ad energia quasi zero, in cui la richiesta di
energia viene coperta quasi completamente dall’utilizzo di risorse rinnovabili.

39
1. LA SOSTENIBILITA’ EDILIZIA

40

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