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Reincarnazione vs Scelta cosciente

Vediamo le differenze o le cose in comune tra la teoria della reincarnazione e la vita


come unica scelta cosciente che fa accedere all'eternità.
Con la reincarnazione tutto è più semplice, non ci sono problemi, non esiste la
possibilità della morte, tutti sono salvi, la salvezza è un concetto superato. Lo stesso
riscatto dal peccato non ha più senso, tanto meno il peccato originale.
Schematicamente, uno spirito o un'anima, a secondo le diverse credenze, si incarnano
in un corpo per fare esperienza della fisicità e attraverso una serie di errori, che
vengono considerati parte del gioco, perché commessi nell'assenza di ricordi tra una
vita e l'altra, si arriva alla purificazione finale e quindi alla ricongiunzione con la Luce,
con il Tutto, con l'Assoluto da dove si era venuti.
Scusate se non sono stato particolarmente accurato nella descrizione ma in questo
momento mi interessa ragionare su altri punti.
Nel concetto della vita cosciente o unica vita, c'è comunque l'impronta dello spirito
che deriva dalla Sorgente, da Dio, dal Tutto, l'unica differenza sta nel fatto che si
riconosce la doppia natura, insomma lo spirito è Dio e rimane tale, pur "assistendo" il
suo pupillo terreno, che in una vita deve avere la possibilità di compiere una scelta
libera, appunto libero arbitrio che gli consente o di uniformarsi a Dio attraverso
quello spirito che è in lui, oppure di negare questo spirito e quindi di negare la
possibilità di proseguire il viaggio eterno in compagnia di quello che è diventato il
suo spirito e con il quale fonderà la natura umana con quella divina.
Tra le tante domande che si potrebbero fare, vorrei che qualcuno mi dicesse, se vuole,
come fa uno spirito che è perfetto perchè proviene da Dio ed è simile a Dio, condurre
la sua prima incarnazione, non dico la seconda o la trentesima, compiendo del male.
Mi spiego meglio; di solito al problema degli errori viene risposto che ogni spirito o
anima, non ricorda il vissuto delle sue vite precedenti, in modo che se in una
precedente vita ha compiuto il bene, in quella successiva potrebbe compiere il male,
proprio per questo effetto che chiamo Cenerentola, ossia fine della magia o della
memoria.
Ora, nella primissima incarnazione, immagino che non ci sia da ricordare nulla e che
lo spirito sia nella sua fase neutra o originale. Quindi mi chiedevo come uno spirito
puro, anche se attraverso un sottogruppo di anime, sempre alla prima incarnazione,
possa concepire il male trovandosi in una posizione neutra?
Altra domanda che potrebbe bypassare la prima; ammesso che i sottogruppi di
anime, siano separate dallo spirito primario e che anche se neutre, possano concepire
il bene e il male, attraverso le pulsioni dell'uomo, sarebbe da spiegare come farebbe
quest'anima a sperimentare il male o il bene, se si nutre solo dell'esperienza umana.
Di certo chi vede un film si impersona nei protagonisti e in qualche modo vive le loro
stesse esperienze, ma allora in questo caso l'anima non vive in prima persona, a
meno che non fosse come un simbionte che si impossessa di un corpo, ma qui
saremmo nel campo delle possessioni.
Un'ultima considerazione in merito alla reincarnazione contro il mondo umano, dato
che chi crede in questa teoria o prende parte per l'una o per l'altro, forse la
maggioranza si considera anima. Dal punto di vista umano, queste civiltà che si sono
succedute e che hanno finito i loro giorni come tutto il resto delle civiltà fino ad oggi,
sarebbero servite soltanto ad un "gioco" di anime che ogni volta che si reincarnano e
perdono la memoria di ciò che hanno fatto?
Ma da un lato, la responsabilità delle proprie azioni, possono essere mai sostenute
dalla tante vite?
E dall'altro, l'essere umano secondo voi, merita questa fine ingloriosa perpetuata da
anime che non sanno neppure cosa sono e cosa hanno fatto?
Io dico, c'è mai stata immedesimazione nell'essere umano, oppure egli è considerato
come una pedina sacrificabile, pur di sperimentare una serie infinita di esperienze?
E dunque, il mondo dello spirito è meno interessante di quello materiale?
Forse immaginate che il mondo dello spirito non esista e che le forme spirituali non
siano altrettanto belle è perfette di quelle fisiche? Perché si dice che la materia è
l'ombra dello spirito?
Credete davvero che la forma sia solo una prerogativa del corpo fisico denso?
Oppure come avviene per lo stato dell'acqua, similmente possano esistere diversi
mondi con forme proprie?

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